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Mafia e antimafia, tra riforme e (aggiunge il sottoscritto: ‘troppi’) passi indietro! – Parte prima.

Perdonate la franchezza, ma nel trattare quest’argomento non mi limiterò a sfiorare la superficie.
Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complice, ed è proprio quando tutti abbassano lo sguardo che bisogna avere il coraggio di guardare più in profondità.

Affronterò quindi senza reticenze tutte le criticità che, secondo il sottoscritto, colpiscono chi – senza secondi fini o interessi personali – cerca semplicemente di fare il proprio dovere di cittadino o professionista. Persone che provano a portare alla luce verità scomode, denunciando fatti gravi, solo per scontrarsi con un apparato statale che sembra volerli ignorare.

E qui viene il bello: perché spesso non è solo questione di omissione, ma di attiva resistenza!

Già, un sistema che preferisce la retorica alle azioni concrete, mentre dall’altra parte la mafia si evolve, infilandosi con nonchalance in settori apparentemente legali: Appalti, finanziamenti, riciclaggio!

Tutti ambiti dove fioriscono le relazioni pericolose tra chi dovrebbe combattere il crimine e chi invece ci nuota dentro. Il vero cancro non è solo la mafia spudorata, ma quel mondo grigio di professionisti, funzionari e politici che fanno da ponte tra legalità e illegalità, mantenendo sempre le mani apparentemente pulite.

Prima di approfondire, però, un doveroso ringraziamento a due figure che da sempre ammiro: i procuratori Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo. Uomini che hanno messo in campo non solo le loro competenze, ma – ahimè – anche le loro vite.

Ieri sera, come molti miei concittadini, mi sono recato ad Aci Castello per assistere al loro incontro “Mafia e Antimafia, tra riforme e passi indietro”. Purtroppo un impegno improrogabile mi ha costretto ad andare via prima del previsto, ma non prima di aver colto alcuni spunti fondamentali.

Tra l’altro, in piazza ho incontrato una cara amica – la stessa con cui in questi anni abbiamo denunciato fatti gravissimi, ottenendo anche importanti condanne – e le ho chiesto gentilmente di intervenire al mio posto, per porgere loro alcune domande che avrei voluto fare personalmente. Mentre preparavamo questo passaggio di testimone, ho potuto comunque ascoltare i primi interventi…

Di Matteo, con quella grande sensibilità che lo caratterizza, ha iniziato innanzitutto rivolgendo un pensiero alla tragedia che sta colpendo la popolazione di Gaza, ma ha anche preso una posizione netta contro i silenzi e le politiche del nostro governo che, non solo continua a vendere armi allo Stato d’Israele, ma evidenzia – a differenza di altri Stati – di non voler riconoscere lo Stato Palestinese.

Riprendendo quindi con l’incontro, il procuratore ha iniziato con lucidità ad affrontare i “passi indietro” compiuti in tema di riforme sulla giustizia, in particolare: la separazione delle carriere, l’approvazione dell’abuso d’ufficio, quella che lede il principio assoluto dell’obbligatorietà dell’azione penale, e infine, la riforma sulle intercettazioni.

Permettetemi di aggiungere una riflessione su quanto occorso in questi lunghi anni, ad esempio, nella lotta alla mafia: l’esclusione di magistrati del calibro di Scarpinato dalla Commissione Antimafia, oppure quanto accaduto con il decesso del boss Messina Denaro ed il suo arresto, che si è dimostrato inconsistente, avendo portato con se nella tomba tutti quei segreti cruciali riferiti alle stragi del ’92-’93.

Mi riferisco all’archivio di documenti recuperati sicuramente da questo “prediletto” del boss di cosa nostra, Totò Riina, conservati immagino dentro quella sua cassaforte, stranamente mai recuperata dal gruppo dei Carabinieri del ROS, forse perché qualcuno – molto in alto del nostro Stato – ha imposto di non intervenire, per evitare che quei documenti e i suoi legami venissero portati alla luce.

Ah… quanto mi pento oggi di non essere entrato da ragazzo nelle forze dell’ordine, già, quando mi era stato richiesto di farne parte; sono certo – conoscendomi – che nessun ordine di un qualsivoglia superiore sarebbe riuscito in quell’occasione a limitare il mio agire!

Ma come sappiamo tutti, si è preferito non intervenire per celare quanto vi era contenuto, evidenziando – e non solo in quell’occasione – una volontaria “sordità selettiva” verso quelle verità scomode.

Quello che emerge chiaramente oggi – secondo il procuratore Di Matteo – con questa nuova riforma è una giustizia a due velocità: una, giustizia che magari può essere a volte rigorosa, veloce, certe volte spietata, nei confronti delle manifestazioni criminali degli “ultimi” della società, e una giustizia, viceversa, con le armi spuntate, nei confronti delle manifestazioni criminali del potere, nei reati commessi da quei cosiddetti “colletti bianchi”.

Già… aggiungerei un metodo antimafia distorto, dove la Commissione parlamentari adottano logiche politiche invece di indagare a fondo, ma soprattutto dove, la riforma della giustizia messa in atto, in particolare con la separazione delle carriere, non sposta di un millimetro il reale problema della giustizia in questo paese e cioè la lentezza dei processi; una riforma che può portare, anzi, inevitabilmente porterà, ad una fuoriuscita del Pm dall’ambito della giurisdizione e a un controllo degli uffici del pubblico ministero, da parte dell’esecutivo.

Basti vedere quello che accade in tutti gli altri stati, quello che è previsto in tutti gli ordinamenti in cui c’è la separazione delle carriere, tra il pubblico ministero e il giudice, e costatare come in tutti quei Paesi, vi è una forma di controllo “penetrante” del potere esecutivo, quindi, del governo, della politica al governo in quel momento, sul pubblico ministero, alla faccia diciamo, del principio della separazione dei poteri e del necessario bilanciamento e controllo dei poteri suddivisi (legislativo, esecutivo e giudiziario).

Facendo sempre riferimento alla separazione delle carriere (paragono questo passaggio subliminale, al tocco magistrale di un grande Direttore d’orchestra, sì… questa nota aggiuntiva, evidenzia qualcosa di finemente “orchestrato”), il procuratore ricorda infatti non solo la vicenda della P2 di Licio Gelli ma di come, come questo punto, sia stato un vero e proprio – cavallo di battaglia – del governo Berlusconi.

Questa nuova riforma, non ha nulla a che vedere col funzionamento della giustizia, non ha nulla a che vedere nemmeno con la parità delle parti, la parità delle parti è nel processo, la parità delle parti significa che all’avvocato e alle parti private devono essere attribuiti gli stessi strumenti di poter provare una circostanza che vengono conferiti al pubblico ministero; ma non ci può mai essere una parità istituzionale tra chi, come il pubblico ministero – per costituzione e per legge – ha l’unico obbligo di ricercare la verità e chi come l’avvocato, ha invece un obbligo deontologico di difendere – a tutti i costi – la posizione del proprio assistito.

Quindi, il concetto della parità delle parti viene oggi rappresentato in maniera strumentale, perché la parità delle parti deve essere all’interno del processo, ma non significa potere, diciamo, parificare una parte istituzionale, qual è quello del pubblico ministero, con la parte privata, all’avvocato, su un piano più generale.

Ecco perché questo post, ma soprattutto i prossimi, che sto per scrivere non saranno in alcun modo “leggeri”.

Sì… parlerò di come denunciare significa scontrarsi con un sistema che marginalizza chi prova a fare luce, con un’informazione assente che sempre più dimostra d’essere superficiale e ahimè politicizzata, con istituzioni che mostrano un’indifferenza sconcertante e soprattutto con un mondo sociale e imprenditoriale che mette da parte chi ha dimostrato essere non solo onesto, ma soprattutto coraggioso.

Ma non solo, significa ahimè fare i conti con quell’esercito di persone “perbene” che, dietro scrivanie linde e colletti inamidati, tengono in piedi proprio quel sistema marcio e corruttivo!

Ed infine, il giudizio finale espresso dal procuratore – facendo leva sui 33 anni di esperienza dedicati in magistratura – e quindi, su quali conseguenze negative questa riforma costituzionale sulla separazione delle carriere, produrrà nel tempo una condizione dannosa.

Il procuratore Di Matteo, ha difatti dichiarato d’esser sempre più convinto che: la professionalità di un magistrato viene arricchita dall’avere svolto entrambe le funzioni; non c’è miglior giudice di quello che sa come si svolgono sul campo le indagini, come altresì non c’è miglior pubblico ministero – che magari per aver fatto anche il giudice – abbia fin dall’inizio quella cultura della prova, quel senso della necessità di acquisire una prova piena, che può derivare dalla sua precedente funzione di giudice.

In fondo sono stati giudici e pubblici ministeri come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livativo, Antonino Saetta, soltanto per parlare dei nostri colleghi, dei nostri colleghi uccisi e, non mi pare che fossero magistrati che non hanno dato buona prova di se.

Separare il Pm, farne una cosa completamente diversa dal giudice, già dall’inizio, significa comunque creare una categoria di funzionari dello Stato – potentissima – che inevitabilmente assumerebbe la caratteristica di un organismo di super-polizia, assumerebbe la caratteristica il pubblico ministero, di diventare un accusatore a tutti i costi, proprio perché altro rispetto al giudice, altro per mentalità , altro per studi, altro per formazione e questo finirebbe per accrescere a dismisura il suo potere, ma soprattutto per diminuire le garanzie del cittadino, nella fase più delicata che è quella delle indagini preliminari.

Quindi, a chi mi accuserà nei prossimi giorni di essere troppo duro, rispondo anticipatamente dicendo loro: guardate i fatti. I fatti gridano, anche se molti (già… purtroppo molti, anche tra voi) fingono di non sentirli.

Nei prossimi giorni, nella seconda e terza parte di questo post, entrerò nel merito delle mie motivazioni personali, perché certe verità – consentitemi – non possono essere racchiuse in poche righe.

Basta prenderci per il culo! Gaza non è un ‘danno collaterale’, è un massacro!

Le strade di Gaza sono ancora macchiate di sangue, mentre il mondo sembra voltarsi dall’altra parte.

Oggi il bilancio delle vittime si è aggravato ancora, con decine di persone uccise mentre attendevano un sacco di farina, un po’ d’acqua, un gesto di sopravvivenza. Trenta morti, sessanta feriti, numeri che si aggiungono a una lista già troppo lunga, mentre i corpi giacciono abbandonati sull’asfalto, testimoni muti di una tragedia che non conosce tregua. Poco lontano, altri due civili sono stati uccisi da un bombardamento, vicino a un centro di assistenza che dovrebbe essere un rifugio, non un bersaglio.
Dal 7 ottobre a oggi, i numeri sono diventati una litania straziante: 58.000 morti, 150.000 feriti, 900 persone uccise mentre cercavano cibo, 6.000 feriti nella disperata lotta per un pasto. Ma il vero orrore non è solo nei proiettili o nelle bombe, è nella fame che si allarga come un’ombra silenziosa. Un milione di bambini rischia di morire di stenti, mentre il cibo viene bloccato, mentre gli aiuti vengono distrutti, mentre il mondo discute, tergiversa, guarda altrove.

Eppure, qualcuno continua a parlare di “danni collaterali”, di obiettivi militari, di necessità strategiche. Ma come si può definire “collaterale” la morte di un bambino che non ha mai impugnato un fucile? Come si può giustificare l’assedio di un intero popolo, colpevole solo di essere nato dalla parte sbagliata del confine? Gaza non è un campo di battaglia, è una prigione a cielo aperto, dove i civili sono intrappolati tra due fuochi: da un lato, i raid che non distinguono tra militari e famiglie in fuga, dall’altro, le milizie che li usano come scudi, condannandoli a una morte certa.

Ma questa non è una guerra tra due fazioni, è una strage di innocenti. I palestinesi non hanno scelto questo conflitto, lo subiscono, giorno dopo giorno, senza via di fuga. Se cercano di scappare, vengono colpiti. Se restano, muoiono di fame. Se alzano la voce, vengono zittiti. E mentre i potenti del mondo discutono di alleanze, di equilibri geopolitici, di interessi economici, Gaza affonda in un bagno di sangue che potrebbe essere fermato, se solo ci fosse la volontà di farlo.

È ora di smetterla con le scuse, con i giochi di potere, con la complicità del silenzio. Gli Stati devono agire, non con dichiarazioni di facciata, ma con azioni concrete, con sanzioni, con pressioni reali, con la ferma decisione che nessuna strategia militare può giustificare la morte di migliaia di civili. Perché se oggi è Gaza a bruciare, domani potrebbe essere un’altra città, un altro popolo, un’altra generazione sacrificata sull’altare della guerra. Il tempo delle mezze misure è finito. Gaza non può più aspettare.

Si arresta, si sequestra, si sbatte in prima pagina… e poi?

Lasciami raccontarti una storia, ma non quella che leggi sui giornali, ma quella che sta sotto, già… nascosta tra le righe, invisibile ai più, quella comunque che davvero muove tutte le cose e Dio in questo… centra nulla.

Immaginatevi un parcheggio deserto, una busta che passa di mano, due persone che si sfiorano casualmente, oppure se volete sciegliete un ufficio, preferibilmente anonimo, dove la porta chiusa nasconde qualcosa di più di un semplice “colloquio”, si lo scenario potete cambiarlo a vostro piacimento, ma il copione vedrete, resterà sempre lo stesso: mazzette, promesse, favori!

E poi improvvisamente giunge la notizia, esplode come i botti di Capodanno, tutti iniziano a parlarne, i titoli sui quotidiani urlano e i social s’infiammano!
I nomi degli indagati arrestati sono pubblici, manette, lo scandalo ha toccato incredibilmente soggetti al di sopra di ogni sospetto. Ed eccoli quindi i cittadini, indignati, pronti a puntare il dito e a tirare la pietra. 
Ma… aspettate un attimo, sì… soffermiamoci, facciamo un bel respiro profondo, iniziando a guardare oltre la superficie.

Sì… perché ciascuno di noi sa bene cosa accadrà dopo? Nulla. Già… assolutamente nulla e quei soggetti, restano tra noi, impuniti, anche se a volte… condannati!

Perché il sistema non trema, non si ferma, non s’indigna e soprattutto non ha minimamente paura, perché tutti coloro che vivono grazie ad esso sanno bene che questa storia è come la sceneggiatura di quel film ,”Via col vento”, già…”domani sarà un altro giorno”.

E difatti un altro giorno significa un’altra mazzetta, un nuovo accordo sottobanco, sì… certo, cambiano i nomi, i luoghi, i dettagli, ma il meccanismo “oleato” resta identico, quasi fosse un orologio (non uno d’imitazione come quelli che si vedono su “Tik Tok”, bensì uno di lusso, sì… ricevuto in cambio delle concessioni compiute illegalmente, portato tra l’altro da questi soggetti in maniera indegna al polso; osservandoli penso: quanto vale possedere un modico orologio da 10 euro, sapendo di aver salvaguardato la propria dignità…), solo che invece di ticchettare l’ora, quello strumento fa tintinnare il ricordardo nella mente, sì… di quando ricevere nuovamente quella mazzetta.

E allora vi chiedo: pensate davvero che oggi sarà diverso da ieri? Che domani sarà diverso da oggi? No… non lo è, e non lo sarà, anche se poi, come ingenui spettatori, applaudiamo quanto compiuto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, convinti che qualcosa stia realmente cambiando. Ma dentro di noi, nel nostro profondo, lo sappiamo bene: è solo fumo negli occhi!

Perché il problema non è quel singolo dirigente, funzionario, imprenditore, politico, mafioso, no… il problema è il sistema che lo alimenta, che permette a chi dovrebbe controllare, vigilare, denunciare, non restare in quella stanza e far finta di non vedere “l’elefante”, perché anche quando non si partecipa direttamente, quando la mazzetta (a differenza dei suoi colleghi) non viene presa, quando si riesce a fare a meno di quegli introiti non dichiarati, beh… questa decisione, vi assicuro, non è per nulla meglio di quella corruzione, perché, preferire non denunciare per paura, non fare il proprio dovere e quindi non opporsi a quel sistema corrotto, forse anche perché si temono ripercussioni personali e/o familiari, non giustifica i silenzi …

Difatti, nell’esser ignavi, si è scelto di essere – se pur senza prendere bustarelle e quindi con le mani vuote – complici e quindi colpevoli! 

Mi chiedo ogni giorno come sia possibile ciò, ma soprattutto perché accettiamo questo? Perché i miei connazionali onesti si limitiamo a guardare, a commentare, a indignarsi per un giorno, per poi riprendere la loro vita come se nulla fosse? 

Lo so… non dico che sarebbe facile, ma almeno sarebbe onesto…

Mi viene da piangere per il Procuratore Gratteri…

Non so voi, ma ogni volta che vedo in TV o leggo un articolo sul mio omonimo, il Procuratore Nazionale Nicola Gratteri, mi vien da piangere…

L’altra sera l’ho rivisto su La7 da Lilli Gruber, e ancora una volta ho provato un senso di amarezza profonda.

Penso a chi dedica la propria vita a questo Paese, rischiando tutto, e a chi invece non ha mai mosso un dito, anzi, fa carriera restando nell’ombra, seduto dietro una scrivania.

È così che funziona qui, ed è così che continuerà finché il sistema clientelare e giudiziario resterà colluso, legato a quelle correnti politiche che decidono chi deve avanzare senza merito e chi, invece – come Gratteri – deve essere ostacolato, quasi esiliato, solo perché fa bene il proprio lavoro.

Mi torna in mente la vicenda di Giovanni Falcone, ostacolato nella sua nomina a Consigliere Istruttore del Tribunale di Palermo. Oggi la storia si ripete con Gratteri, escluso dalla Procura Nazionale Antimafia perché non allineato a certe logiche di potere. Lo aveva già previsto, tanto da dichiarare in un’intervista: “Io lo sapevo, ma ho scelto di non iscrivermi a nessuna corrente. Non conosco nemmeno il 50% dei membri del CSM, non li riconoscerei per strada, perché non li frequento“.

Qualcuno ha deciso di sbarrargli la strada. Forse perché ha indagato troppo, su mafia, ‘ndrangheta, camorra… certamente più di tutti loro messi insieme. E questo ha dato fastidio.

Ora, da Procuratore di Napoli, si ritrova sotto attacco: un’inchiesta si sgretola, i reati vanno in prescrizione, le accuse si rivelano inconsistenti, il processo si chiude nel nulla. Con un costo umano, politico e istituzionale, altissimo.

E allora sì, mi viene da piangere. Perché vedo il silenzio della stampa – e chissà, magari qualcuno sotto sotto ride pure. Perché nessuno lo difende???

Certo, Gratteri è un uomo, può sbagliare. Uno, due, tre, quattro, cinque volte.

Ma finché continuerà a indagare con onestà, senza piegarsi a pressioni o interessi di parte, resterà una delle poche figure di cui questo Paese può ancora fidarsi. Ed io, pur comprendendo talune critiche giuste e forse anche costruttive, beh… come dicevo, preferisco sempre un magistrato che, ogni tanto, possa commettere un errore piuttosto che uno che non sbaglia mai… perché in malafede.

Come la reclusione può scardinare il sistema del silenzio.

La detenzione, soprattutto se improvvisa, rappresenta uno spartiacque nella vita di chi, abituato al comfort del proprio status, si ritrova catapultato in una realtà completamente estranea. 

Pentirsi, raccontare ciò che è accaduto nel corso della propria carriera, elencare i nomi e le dinamiche di un sistema che ha permesso l’ascesa e garantito privilegi: tutto questo diventa un’opzione concreta. Un’opzione dettata non solo dal desiderio di alleggerire la propria posizione giudiziaria, ma anche dalla necessità di ritrovare una libertà che ora appare lontana, irraggiungibile.

La privazione della libertà personale colpisce tutti, ma in maniera più acuta chi non ha mai vissuto a contatto con il crimine o con contesti degradati. 

E quindi, per chi è abituato a una vita fatta di certezze e privilegi, il carcere è un mondo alieno, fatto di spazi limitati, rigide regole e costante esposizione a uno stress emotivo senza precedenti.

Ditfatti, è proprio in questo ambiente, dove la fragilità umana viene messa a nudo, che nasce un bisogno primordiale: uscire!!!

E spesso, il prezzo di questa libertà è la collaborazione. Collaborare significa trasformare il peso della reclusione in una spinta a raccontare, a svelare i retroscena di un sistema che, fino a poco prima, veniva vissuto come normale.

Però… a differenza del delinquente abituale, che vede il carcere quasi come una tappa ciclica della propria esistenza, il “colletto bianco” si sente ingiustamente perseguitato, negando inizialmente ogni responsabilità. Ma con il passare dei giorni, tra il peso delle accuse, la solitudine e il pensiero costante rivolto ai propri cari, si fa strada una nuova consapevolezza. La paura interiore cresce, insieme alla pressione esterna.

Ogni ora trascorsa in prigione diventa un momento di riflessione forzata: le cause che hanno condotto a quella situazione, le dinamiche professionali, i compromessi morali accettati per ottenere vantaggi. Tutto riaffiora con prepotenza, mettendo a nudo non solo le azioni passate, ma anche le fragilità emotive e relazionali di chi si trova a confrontarsi con un ambiente spietato.

E così, da quel conflitto interiore nasce una decisione: collaborare. Non per eroismo o redenzione, ma per necessità. Perché solo attraverso la verità, o una sua versione negoziabile, si può sperare di barattare la reclusione con una via d’uscita. Ed è in quel momento che il sistema trova la sua leva più potente.

E se fosse proprio in quel baratto che si cela l’inizio della fine per i grandi meccanismi di malaffare? Quando un singolo pezzo decide di parlare, il castello, per quanto imponente, può iniziare a vacillare. Ma c’è un’altra faccia della medaglia.

Non tutti, infatti, scelgono di collaborare. Per alcuni, la paura di perdere la posizione privilegiata raggiunta è troppo forte, ma ancor più lo è il terrore di trovarsi invischiati in dinamiche ben più grandi di loro. Collaborare significherebbe esporsi non solo a ripercussioni personali, ma anche a rischi per i propri familiari. Quella scelta, apparentemente salvifica, potrebbe trasformarsi in un pericolo imminente, un passo verso una spirale di minacce e pressioni che mettono a repentaglio tutto ciò che hanno di più caro.

Ed è qui che il silenzio diventa la loro unica arma di difesa. Un silenzio che, spesso, non è una decisione autonoma, ma il frutto di un sistema che, dall’esterno, fa di tutto per proteggerli. Non tanto per l’interesse verso la loro persona, quanto per salvaguardare il proprio equilibrio, garantendo che nessun dettaglio trapeli, che nessuna parola sveli le crepe di un’organizzazione costruita su connivenze e segreti.

La realtà del “non detto” si intreccia così con quella del carcere: un luogo dove il prezzo della verità e quello del silenzio convivono, separati solo dal coraggio o dalla paura di chi si trova a decidere. Alla fine, la vera domanda rimane: quanto siamo disposti a tollerare un sistema che si alimenta del silenzio, e quanto, invece, siamo pronti a lottare per rompere il muro che lo protegge?

Scusate, mi chiedevo: quale principio di legalità è passato???

Ho letto ieri l’articolo pubblicato su “Il Fatto Quotidiano”:  https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/12/02/operazione-della-dda-contro-clan-catanese-a-pagare-per-anni-il-pizzo-anche-il-presidente-di-confindustria-catania/7372167/

Conoscendo quale fine abbia l’insegnamento della legalità e cioè l’indicarci diritti e doveri per vivere in maniera civile, mi chiedevo, se forse qualcosa a quel principio fosse mancato… 

Esso infatti costituisce una delle frontiere educative più importanti, in quanto ha proprio come obiettivo quello di creare un circolo virtuoso fra i cittadini e le istituzioni!!!

In particolare esso prova a incentivare l’assunzione di responsabilità nei confronti di chi per l’appunto rappresenta con il proprio impegno il Paese, mi riferisco a quelle importanti associazioni di rappresentanza quali Ordini, Comunità, Organizzazioni, Consorzi, Confederazioni, Sindacati, ma anche Fondazioni e Associazioni di Volontariato, percorsi in cui la partecipazione alla vita associativa trova proprio il suo momento centrale, nel conseguire soluzioni ai problemi della collettività e nell’essere, con i suoi principi di valori e identità, diretta conseguenza di contrasto alla criminalità organizzata.

Valori quest’ultimi che non sono ipotesi astratte, ma bensì credo interiore espresso quotidianamente attraverso le azioni che si traducono poi in quel messaggio positivo che è la risonanza mediatica…

Se però esiste una discrepanza fra quell’azione e il valore che essa di fatto rappresenta, il risultato ottenuto sarà quello di una profonda sensazione di disagio, una situazione che crea imbarazzo, dubbi, incomprensioni, ma soprattutto ripensamenti, in particolare leggendo quanto ora accaduto, nei riguardi di chi è stato per anni riconosciuto non solo garante e protettore di quei ceti più deboli, ma bensì paladino di legalità…

Comprenderete quindi la mia difficoltà nello scrivere su quanto accaduto, ma vedo – per ragioni opposte – di non essere il solo; sì… noto come sul web vi sia la volontà di astenersi dal commentare la notizia, preferendo parimenti l’opzione del silenzio.  

Ma d’altronde, come non ricordare in questa circostanza Jorge Luis Borges: Non parlare a meno che tu non possa migliorare il silenzio!!!

Baiardo: “Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire”!!! Prima parte.

Una nuova puntata quella andata in onda l’altra sera su La7 nel programma condotto da Massimo Giletti,  “Non è l’Arena”,  con ospite Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna (dopo averlo visto in Tv, mi sono ricordato di quando un giorno entrai in una gelateria – si trovava ad una ventina di metri da casa mia e a poco meno di cinque dal mio primo ufficio – sentii dialogare un uomo in siciliano con una signora – ma non mi fu facile riconoscerne la cadenza locale – tanto che chiesi se Egli fosse delle mie parti e ricevetti come risposta: no… lei è dall’altra parte… chiesi “cioè”, mi rispose…“Lei è dalla parte orientale e io di quella occidentale!!! Vabbè – continuai – “sempre siciliani semu”!!!

Ora scopro che quella persona che ha “profetizzato” la cattura di Matteo Messina Denaro con mesi d’anticipo era proprio lui… (il sottoscritto aveva riportato pochi giorni prima quanto poi è avvenuto, pensando però erroneamente che quel boss si trovasse in un altra isola (che non sto appositamente ad indicare): questa mia riflessione nasceva dal fatto di aver osservato, passeggiando quel luogo spopolato, un considerevole controllo del territorio, tenuto conto del periodo invernale e chissà se forse quella mia intuizione, non preannunci un nuovo arresto…) ed è seduto in quella trasmissione televisiva con di fronte l’ex Procuratore Antonio Ingroia…

In molti si aspettavano – egli stesso l’aveva tra l’altro annunciato sul social Tik-Tok” – nuove rivelazioni, a imitazioni delle parole espresse nel mese di Novembre: “L’unica speranza dei Graviano è che venga abrogato l’ergastolo ostativo” e sul nuovo governo: “Che arrivi un regalino? Che magari presumiamo che un Matteo Messina Denaro sia molto malato e faccia una trattativa per consegnarsi lui stesso per fare un arresto clamoroso?” e sulla trattativa Stato-mafia: ”Non è mai finita”???

Beh… a differenza dei giornalisti presenti che, in fasi alterne, facevano commenti su come il Baiardo non stesse dicendo nulla d’importante, viceversa la sensazione ricevuto è che quel gelataio qualcosa la stesse dicendo, ma come dice il proverbio: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.

Già… l’altra sera, ascoltando il programma, l’impressione che ricevevo è quella che, in questo Paese, vi siano dei soggetti con cui è inutile sprecare fiato, perché essi non vogliono ascoltare, in particolare quando l’argomento è fortemente delicato o forse dovrei dire, non di loro gradimento, perché portare alla luce certe argomentazioni che toccano poteri forti, che sono stati artefici di circostanze appositamente “velate”, sì… quando qualcuno può arrecare danni a loro, ai loro amici o ancor più… a eventuali datori di lavoro, è meglio zittirlo!!!

Ed allora esaminiamole quelle mancate rivelazioni del Sig. Baiardo, che non è – per come qualcuno vorrebbe dipingere – uno stupido, anzi tutt’altro; egli difatti conosce perfettamente quel gioco, sa come muovere le pedine di quella scacchiera, far girare le lancette, sospenderne i tempi, ma soprattutto ha  consapevolezza dello spazio in cui si sta muovendo, chi sono gli amici e chi gli avversari… 

Entriamo quindi nello specifico per capire cosa egli abbia detto in quella puntata del 05 c.m.:

1) L’incontro con Paolo Berlusconi. 

FINE PRIMA PARTE 

Come riuscire a combattere la mafia, quando i cittadini dimostrano d'aver ancora paura di essa!!!

Sì… il boss è stato arrestato, ma per le strade e le piazze non si festeggia la vittoria dello Stato, no… la maggior parte dei cittadini preferisce non scendere a manifestare quell’asserzione di forza, ma restano chiusi in casa, evidenziando per l’ennesima volta, viltà ed omertà dinnanzi alla mafia!!!

Difatti, la paura di essa e quella pochezza d’animo, evidenzia quanto ancora sia difficile partecipare ad azioni pubbliche contro la criminalità organizzata… 

Perché la verità è che la mafia esercita purtroppo ancora oggi una forte influenza nella società, in particolare in quei territori dell’entroterra, dove intimidazioni e minacce limitano tutti coloro che provano ad opporsi ad essa. 

Ecco perché – lo stiamo vedendo proprio in questi giorni in tv – la cultura dell’omertà rende difficile alle persone parlare apertamente di quella associazione elle attività criminali, parlare male di quei suoi affiliati (soprattutto se vicini di casa) e soprattutto denunciare gli abusi o i fatti di cui si venuti a conoscenza.

Certo, dobbiamo sempre ricordare come in molti in questo Paese abbiano superato la paura e lottato contro quella criminalità organizzata, non parlo solo delle vittime, ma anche dei loro familiari, di quelle associazioni di legalità, di quei gruppi gruppi di cittadini che organizzati lavorano per promuovere ogni giorno il diritto e per combattere la criminalità organizzata, perché unendo le forze che si può aumentare l’impatto delle azioni.

Sappiamo bene come in molti hanno denunciato la criminalità organizzata, vi sono anche i pentiti, certo avremmo preferito che quest’ultimi avessero compiuto quel gesto di ravvedimento quando ancora non erano stati arrestati… ma non si può dire che non sia grazie al loro contribuito che molte vicende di quelle organizzazioni criminali siano crollate grazie alle loro dichiarazioni…

E’ importante sempre e comunque che le autorità garantiscano la sicurezza e la protezione per coloro che denunciano le attività illegali e che tutta la società civile li supporti e l’incoraggi, perché attraverso questa simbiosi, questa unione che si può promuovere una cultura della legalità, iniziando e promuovendo una maggiore educazione e sensibilizzazione sui temi della legalità, dell’integrità e dell’anticorruzione, perché solo così si può aiutare a creare una maggiore consapevolezza e a promuovere una cultura della legalità.

Inoltre è necessario alimentare il contrasto dello Stato e per far ciò bisogna: rafforzare le istituzioni responsabili dell’applicazione della legge e della giustizia, come gli organi di polizia, i tribunali e la magistratura, solo così si può aiutare a garantire che la legge sia applicata in modo equo e che i colpevoli vengano puniti.

C’è bisogno infine di trasparenza e responsabilità: promuovere le istituzioni e le imprese può aiutare a garantire che le decisioni vengano prese in modo equo e che i responsabili siano tenuti a rendere conto delle loro azioni.

Solo e soltanto così ci potrà essere una maggiore partecipazione di tutti, in particolare della società civile che è proprio quella che da sempre (a esclusione di pochi momenti significativi ) è venuta a mancare, anche purtroppo, in quest’ultima circostanza!!!

Covid-19: se le stime di "Airfinity" di 11mila decessi e 1,8 milioni di contagi al giorno sono veritiere, prepariamoci ad un nuovo lock-down!!!

Lo scorso 27 dicembre sono state pubblicate le stime della società inglese di analisi mediche Airfinity, che dichiarava 5mila decessi e oltre un milione di contagi al giorno…

Pochi giorni dopo, la stessa ha ‘aggiornato i numeri riguardanti la situazione epidemiologica in Cina stimando in 11mila decessi e 1,8 milioni di contagi al giorno l’infezione per Covid-19, annunciando tra l’altro una agghiacciante previsione e cioè che entro il primo semestre di quest’anno si conteranno 1,7 milioni di decessi!!! 

Ora stranamente con una notizia così importante, nel nostro paese si è generato il massimo riserbo, un silenzio totale, sì dopo che per anni in cui non si è parlato d’altro, ora viceversa non se sente nulla… 

Dopo sono finiti tutti quei luminari??? Come mai nessuno interviene da quei ns. centri specialistici??? Loro qualcosa dovrebbero saperla, i numeri dei contagi dovrebbero risultare in aumento e come mai nessuno prende la parola???

Se la Cina ha imposto la censura sull’argomento un motivo ci sarà e certamente è quello di non far trapelare le notizia sugli aumenti dei contagi e soprattutto sui decessi in corso!!!

Secondo alcune indiscrezioni si è venuto a sapere che gli ospedali sono al collasso, con i reparti di emergenza in continuo aumento di pazienti e con i servizi sotto pressione tanto da non non riuscire più a dare quella corretta assistenza…

Credo che la portata della pandemia sia sfuggita al loro controllo e le autorità cinesi non sanno più cosa fare e stanno andando nel pallone: difatti hanno annunciato che ad oggi si sono registrati nel paese solamente una ventina di decessi a causa del virus…

Ma chi ci crede, solo in Italia che siamo 60 milioni per Covid ne muoiono di più e loro che sono un miliardo e mezzo, ma per favore… 

Ed infine il silenzio preoccupante dell’Unione Europea, che però offre vaccini gratuiti alla Cina, adattati alla nuova variante gratuiti alla Cina, la quale ha incredibilmente rifiutato la generosa offerta di solidarietà…

Certo, se d’altronde avesse accettato il sostegno farmaceutico, avrebbe dovuto condividere i dati di coloro che si sarebbero vaccinati, facendo quindi scoperchiare il vaso reale dei numero dei contagiati e di conseguenza delle vittime!!!

Una cosa è certa, in questi giorni in molti ns. aeroporti ho visto giungere centinaia e centinaia di gruppi cinesi, senza che nessuno ai varchi di frontiera li abbia “medicalmente” controllati; ciò significa che se soltanto uno di essi è positivo alla nuova variante, di cui forse il ns. sistema sanitario non ne conosce ancora le caratteristiche (d’altronde si pensi che la sola variante Omicron presenta di suo una trentina di mutazioni della proteina spike, la cosiddetta “chiave” che permette al virus SARS-CoV-2 di entrare…), mi fa pensare che forse è meglio iniziarsi a proteggere nuovamente con la mascherina, quantomeno si proverà a limitarne la diffusione e soprattutto a prevenire un eventuale nuovo contagio!!!

Preg.ma Autorità Nazionale Anticorruzione…

Preg.ma ANAC, 

è da tempo che pensavo di scrivere questo post… perché vi è qualcosa che non mi è chiaro o forse sfugge a quei principi di legalità, con cui ormai da parecchi anni mi vado confrontando…

Ed allora mi permetto di esprimere queste personali perplessità che forse sembreranno per voi banali, ma se poi andrete ad analizzare con mente serena e soprattutto senza alcun pregiudizio di parte, potrete comprendere come l’impressione che si riceve di quell’apparato, sia di un qualcosa che non risponda perfettamente ai valori cui proprio la sua denominazione tende ad ispirarsi…

Ed allora inizio mettendo in risalto taluni problemi gestionali, gli stessi con cui quotidianamente mi ritrovo a imbattermi che evidenziano come in quella struttura non vi siano le condizioni di efficienza richieste che viceversa dovrebbero esserci…

E difatti, il primo punto che vorrei segnalare è la mancanza totale di un confronto, mi riferisco alla richiesta formale (a mezzo Pec) di un eventuale parere legale o amministrativo, riferito ovviamente ad una gara d’appalto da espletarsi; già… non si riceve mai alcuna risposta!!! 

Posso viceversa confermare che il “call center” – posto a disposizione degli utenti – solitamente risponde, ma difficilmente riesce a dare le necessarie risposte alle domande formulate, in quanto quei suoi collaboratori (certamente esterni alla Vs. struttura), si occupano principalmente di problematiche tecniche e operative del sistema e non certo delle procedure di gare d’appalto!!!

Sempre a favore dell’ANAC posso dire che – ne ho certezza in quanto ho parlato con taluni miei amici, attualmente dipendenti pubblici che si occupano di gare d’appalto all’interno di quegli Enti – che le richieste formulate da loro ufficialmente, ricevono celermente risposta, d’altronde se ciò non accadesse si limiterebbe in maniera grave il proseguo della procedura della gara d’appalto…

Non parliamo del sito “ANAC”: chi ha avuto modo di visionarlo avrà amaramente scoperto come questo non funzioni mai o quantomeno le volte che sembra procedere, cliccando nelle pagine richieste, da come risposta “in manutenzione”!!!   

Andiamo comunque ad affrontare il motivo principale per cui sto scrivendo questo post e cioè il cosiddetto “contributo in sede di gara”!!!

Prendo ad esempio in esame la mia regione, la Sicilia; come sapete il contributo varia a seconda dell’importo dei lavori e questo incide solitamente da 20 euro a 200 euro.

Se prendiamo il valore medio più basso e cioè €. 70,00 e facendo riferimento a circa 200 società, avremmo all’incirca per 26 gg di gare d’appalto ( è vero che in alcuni giorni non vi sono manifestazioni di gare d’appalto, ma in altri giorni se ne contano più di una… e quindi i valori alla fine si compensano ),  un importo di contributo medio versato di circa €. 364.000,00.  

Ma per essere più preciso ho provato a realizzare una verifica dettagliata e quindi ho preso in esame il totale gare d’appalto espletate nel mese di Aprile di quest’anno, il numero di società partecipanti ed il relativo importo versato da ciascuna, nel caso specifico risultava essere mediamente di €. 140,00.

Per cui alla fine dell’indagine, ho potuto verificare come l’importo versato all’ANAC dalle Società partecipanti ammontasse all’incirca a € 728.000 – ricordo che il dato si riferisce alla sola regione Sicilia – e se moltiplichiamo questo importo per 20 (il numero delle regioni) si arriva ad un importo mensile nazionale di circa €. 14.560.000!!!

Una gran bella cifra, ma nulla se la moltiplicate per un anno, che porta ad incredibile cifra di quasi 175 milioni di euro!!!

Vorrei far presente a quanti potrebbero obiettare sul valore medio del contributo utilizzato e cioè di €. 140,00 che nel momento in cui questa imposta risulti essere inferiore, essa viene di fatto compensata da una maggiore partecipazione delle imprese, le quali abitualmente in questi casi aumentano in maniera inversamente proporzionale e quindi meno risulta essere l’importo versato, doppio o triplo è il numero dei partecipanti!!! 

Ovviamente questo importo servirà a sostenere i costi di quella struttura ed allora rivolgendomi al suo Presidente, mi chiedevo, da quanti dipendenti è formato questo apparato???  Ed ancora, di cosa si occupano principalmente (non certo di controllare i documenti presentati dalle società, d’altronde sappiamo bene come le verifiche siano demandati direttamente agli Enti) se non di rispondere ai quesiti che vengono di volta in volta richiesti durante quei processi di gara…

E quindi, ad esclusioni delle richieste di parere formulate dagli Enti, che non saranno certamente quotidiane e sicuramente saranno di numero esiguo rispetto alle gare d’appalto compiute, di cosa si occupa principalmente quell’apparato e quante sono le pratiche analizzate in un anno???

Volendo ipotizzare una struttura che tiene conto all’incirca di 200 dipendenti (che già di per se rappresentano un numero consistente, considerato per come riportavo sopra delle poche incombenze a cui quest’ultimi dovrebbero di fatto dedicarsi), se così fosse, ponendo quale media di retribuzione all’incirca €. 5.000,00 per ciascun dipendente, avremmo costi intorno al milione di euro mensili, ma volendo essere generosi e considerato che tra essi vi siano dirigenti, funzionari e quant’altri, incremento questo ammontare salariale di un altro milione di euro a cui aggiungo altri €. 2.560.000 per costi vari e soprattutto per semplificarmi i conti!!!

Una bella cifra quindi di 4 milioni e mezzo di euro al mese ( già… chissà quante migliaia di persone indigenti si potrebbero sfamare in un solo mese, se soltanto queste somme andassero ad esempio alla Comunità di Sant’Egidio…), ma non sono queste le somme di cui vorrei discutere ( o quantomeno anche di queste mi piacerebbe conoscerne i dati…), ma no… al sottoscritto interessa principalmente parlare dei restanti 10.000.000 di euro al mese che restano, ecco di questi vorrei sapere possibilmente che fine fanno o forse debbo pensare finiscono nella nostra Agenzia delle Entrate???

D’altronde se nel vostro logo è evidenziata la frase “per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” ed essendo la vostra una di queste autorità amministrativa, ritengo che non vi siano motivi sostanziali per i quali non si possa rispondere alle sopra citate domande “innocenti” del sottoscritto…

In attesa di un vostro cortese riscontro porgo cordiali saluti. 

Provano a sensibilizzare l'opinione pubblica su temi di legalità e lotta alla mafia!!! Ma se sono questi i modi…

Fateci caso… ogni giorno assistiamo a promozioni e partecipazioni ad eventi di carattere culturale, su temi di legalità e contrasto alle mafie.
I mass media, in particolare le televisioni, aprono quei loro Tg con notizie destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica, dove una costante attenzione è dedicata al condizionamento che alcuni giornalisti subiscono a causa delle loro inchieste…
Abbiamo visto in questi anni le intimidazioni e le violenze fisiche subite da essi e di come successivamente a causa di quelle palesi aggressioni, trasmesse in tutti i notiziari nazionali e non solo, lo Stato abbia deciso finalmente di reagire (dopo anni e anni di assoluto silenzio…). 
Ma non tutti mostrano quel coraggio, anzi taluni “giornalisti”, pur di far “lievitare” l’audience del proprio programma televisivo, hanno invitato nelle reti nazionali proprio i familiari di quelle famiglie mafiose che – senza alcuna presenza, per un eventuale contrapposizione – hanno potuto pubblicamente attaccare il nostro sistema giuridico, mettendo in discussione anche quel sistema dei collaboratori di giustizia…
E stata permessa un’informazione inesatta, si è effettuata una vera e propria forma a difesa di quel fenomeno mafioso, è passato un messaggio “riduzionista” nel quale essa non è più pericolosa e dove lo Stato ha dimostrato potere su quelle organizzazioni criminali…
La realtà si sa… è tutt’altra, in quanto quelle associazioni mafiose, grazie alla propria forza economica/finanziaria, al sostegno della politica e al controllo diffuso del territorio, traggono ogni giorno che passa, sempre più consenso sociale…
D’altronde chi dovrebbe contrastare quel potere criminale non è nelle condizioni di farlo, sia perché dimostra di non essere libero da condizionamenti, ma soprattutto in quanto risulta incapace di esercitare con vigore quella necessaria lotta…
Peraltro come si sa… la mafia, attraverso un cambio di strategia che li ha condotti a tenere un profilo basso, è riuscita ad accrescere i propri  affari… senza far rumore, ma soprattutto evitando di dare notizie in pasto ai giornali, il tutto ovviamente grazie anche ai numerosi cittadini omertosi o certamente disinteressati, alcuni dei quali purtroppo, facenti parte di quei reparti operativi, che preferiscono svolgere quel proprio operato presso il Bar adiacente oppure restando davanti al proprio terminale, con le fette dei prosciutti negli occhi… 
Ecco il motivo per cui non è oggi la “negazione” a rappresentare il reale problema alla lotta alla criminalità o al malaffare, bensì l’ostacolo principale per i cittadini più coraggiosi è dover superare quelle barriere istituzionali, trovare cioè quegli “Uomini dello Stato”, capaci di occuparsi di tutti gli episodi di cui si è venuti a conoscenza e non solo di quelli che danno loro visibilità mediatica o risultano per i quotidiani più eclatanti…
D’altro canto si è visto… molte di quelle denunce presentate non vengono neppure prese in considerazione!!!
Molto probabilmente debbo pensare che all’interno di quegli uffici istituzionali, sopravvivono ahimè ancora individui  compiacenti, reticenti o ancor peggio collusi… 
E’ incredibilmente lo so, ma sono proprio loro i primi con cui un cittadino perbene deve scontrarsi, poiché questi proveranno in ogni modo a insabbiare le denunce presentate o certamente faranno in modo di sfiancare ogni vostra velleità, affinché con il tempo, quanto da voi presentato, venga alla fine tralasciato… 
L’unico modo che si ha per contrastare quell’indolenza,  fare in modo che quelle denunce presentate, vengano portate a conoscenza di chi sta ancora più in alto di loro o nella peggiore situazione, utilizzare i social o quei programmi Tv che si occupano di servizi e inchieste; sì… forse soltanto così si avrà la certezza che nulla resterà celato!!!
Ho l’impressione che sia giunto il momento di togliere quelle foto istituzionali appese all’interno dei nostri uffici pubblici!!!
Già… è tempo di sostituirli con una frase, quella del giudice Paolo Borsellino: A fine mese, quando ricevo lo stipendio, faccio l’esame di coscienza e mi chiedo se me lo sono guadagnato”!!! 

SILENZIO ELETTORALE!!! SSSHHH…. NON SI PARLA!!!

Siamo giunti al “silenzio elettorale“… e quindi non si può parlare di politica, di preferenze, non vi sono premier da ascoltare in televisione e non ci sono soprattutto comizi nelle piazze!!! 
Di tutto ciò bisogna ringraziare il cosiddetto “silenzio elettorale”, una pratica che vieta di fare propaganda elettorale, qualche giorno prima e durante le elezioni..
La legge difatti stabilisce che, nel giorno in cui si vota e in quello precedente, non si può fare propaganda in televisione e in radio, non si possono tenere comizi in luoghi aperti al pubblico e non si può fare alcuna forma di propaganda elettorale entro 200 metri dai seggi… sarei curioso di sapere poi chi è controlla fuori di quei seggi, visto che le forze dell’ordine solitamente le vedo solitamente sedute all’interno di quelle circoscrizioni o al massimo dinnanzi all’ingresso degli stessi…
Comunque di buono c’è che in questi due giorni ci riposiamo un po e non sentiamo tutte quelle cretinate che ci hanno in questi mesi promesse… 
D’altronde, se queste ore debbono servirci per riflettere, non si comprende il perché attraverso noti social o App, ci continuano a tempestarci di note o messaggini varie, propagandati da quei ridicoli sostenitori di quelle segreterie “partitiche”…
Il sottoscritto a differenza di quanto accade nel nostro paese o anche in altri paesi europei come Francia o Spagna, avrebbe preferito assistere come ad esempio negli USA, ad un confronto televisivo tra i vari leader, trasmesso a reti unificate nelle reti nazionali, dove ciascuno di essi, avrebbe potuto esporre il proprio programma e nel contempo, venire osteggiato dagli altri presenti avversari politici, ai quali si è costretti ahimè a rispondere…
Da noi invece si sceglie questo strano “meccanismo”… forse perché si ha paura che i cittadini – facilmente influenzabili – possano stravolgere quella propria decisione, iniziando a farsi una idea diversa da quella suggerita o certamente imposta, da quel nostro sistema corrotto e clientelare…
Ecco, quanto sopra, rappresenta il vero motivo di questo “silenzio elettorale“, a cui tutti noi, dobbiamo di fatto sottostare… 
Ma d’altronde cosa possiamo fare, rappresenta l’ennesimo tentativo di bloccare ogni nostro “libero pensiero”, obbligando ciascuno di noi – in modo coercitivo – a subire questa decisione imposta, che certamente nessuno di noi, di fatto vorrebbe…
Diceva Bukowski: La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare…
Buon Voto a tutti…

Casualmente, il "capo dei capi" Totò Riina, in fin di vita…

Ha volte ho l’impressione di essere un precursore dei tempi… si prevedo e accade quanto avevo previsto…
In data 9 giugno di quest’anno avevo scritto un post a riguardo:
ed ora stranamente, la notizia che il boss Totò Riina, è stato ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma… in quanto in fin di vita!!!
Avevo preso per l’appunto allora come accostamento, un bellissimo libro di John Le Carrè, intitolato “Chiamata per il morto” ed avevo espresso alla fine della nota, un mio presentimento… che ora sembra, si stia avverando!!!
Già, dopo aver compiuto 87 anni e aver trascorso questi ultimi 24 anni in carcere (dal 15/01/1993 anno del suo arresto) per le condanne ricevute (26 ergastoli, tra cui proprio quelle per le le stragi di Falcone e Borsellino), ecco che ora si trova in fin di vita…
Ed è veramente strano… perché sembrava che – da quelle sue ultime apparizioni – si sentisse alquanto bene, tanto da dichiarare che voleva parlare…
Di cosa non si sa… ma ora purtroppo essendo in fin di vita, non potrà dire forse quanto voleva…
Certo… qualcuno potrebbe obbiettare che era prevedibile che accadesse una situazione del genere… d’altronde il boss corleonese, aveva ormai raggiunto una età nella quale è prevedibile pensare ad una dipartita…
Ovviamente i medici, dopo essere intervenuti chirurgicamente, hanno già messo le mani avanti, dichiarando che le condizioni del boss, sono da troppi anni compromesse, e che difficilmente avrebbe superato ulteriori interventi…
Strano però che proprio alcuni mesi fa, si ventilava l’ipotesi che il “capo dei capi” potesse lasciare il carcere a causa delle sue condizioni di salute… ed ora, all’improvviso… non ve ne più motivo, in quanto forse sta morendo!!!

Nella sopraddetta circostanza era stato espresso che il soggetto criminale, godeva al’interno di quel penitenziario la massima attenzione ed il rispetto della sua volontà, al pari di qualsiasi altra persona, che versi in analoghe condizioni fisiche…

Di contro, si escludeva la possibilità di liberarlo, in quanto le sue condizioni di salute seppur critiche, permettevano ad egli di potere esercitare ancora un potere criminale, in particolare, proprio nel caso in cui, avesse fatto ritorno a Corleone…

Il sottoscritto questa nota non la comprende… è infermo, moribondo, incapace d’intendere e di volere… oppure è ancora in forze da decidere e comandare all’interno di quell’associazione mafiosa???
Nel dubbio… lasciamolo dov’è, lì dove non può parlare!!!
Ecco infatti che da uno stato definito “lucido e vigile” è passato ad uno stato “vegetale”… poiché in coma.
La verità è che in tutti questi anni, sono in molti ad aver desiderato la morte di quell’uomo… e non parlo dei parenti vittime cadute per mano della mafia, la stessa associazione criminale che egli di fatto dirigeva, bensì, mi riferisco a tutti quegli uomini e donne che opportunamente legati a quello Stato parallelo “deviato e non”, hanno permesso in tutti quegli anni ad egli –attraverso propri uomini istituzionali, politici, dirigenti e militari– non solo di rimanere impunito e latitante per cinquant’anni, ma ancor peggio, d’aver stabilito patti e condizioni, con quell’associazione criminale!!!
Già… come dimenticare quell’infausta trattativa conosciuta col nome “Stato-mafia”…
Cosa aggiungere, con la morte di Riina… vedrete, svanirà un’importante periodo storico, una verità che questo paese ha preferito tenere celata, poiché sono in molti, a non voler che essa possa emergere!!!

Toto Riina ai domiciliari… forse perché non ha mai parlato??? Ma… meglio non rischiare… lasciamolo ai suoi silenzi!!!

Avete visto cosa è accaduto alcuni giorni fa in Calabria, quando si è saputo dell’arresto di uno dei cinque boss più ricercati del paese???
Scene incredibili, persone che si sono stretti in un abbraccio, molti sono accorsi per dare l’ultimo saluto al padrino, baciamani plateali senza curarsi della presenza delle forze dell’ordine o delle telecamere che riprendevano tutto…
Ora la notizia del giorno, sì… quella che vuole concedere i domiciliari al “Capo dei capi”, Totò Riina…
Sappiamo che ormai l’86 enne è da tempo malato ed ora, attraverso il suo avvocato, ha presentato un’istanza al tribunale di sorveglianza di Bologna in cui chiede la sospensione della pena o quantomeno gli arresti domiciliari…
Ora tutti a fare di questa notizia un clamore mediatico, ma la verità è che la Corte di Cassazione non ha mai detto che il boss, andasse scarcerato e neppure che le sue condizioni fossero incompatibili col carcere… ma si sa, da noi tutto serve a fare grandi “polveroni”, ma soprattutto ciò fa vendere la notizia, nei quotidiani e nel web…
Poi c’è chi ha voluto ispirarsi a valori ancor più nobili, parlando di dignità e di comportamenti (cristiani) di pietà e perdono…
Di contro c’è chi attacca il “mostro”, ricordando le stragi, i massacri, le persone sciolte nell’acido e ritiene giusto quindi… che egli sconti ogni giorno di quella la sua pena…
Vanno sommati gli uomini dello “stato deviato”, quelli che hanno paura, che pensano che prima o poi egli possa parlare, raccontando gli intrecci politici/mafiosi e imprenditoriali, che allora costituivano tutto un fascio…
Ed infine ci sono gli attuali uomini delle Istituzioni, quelli che credono nella forza delle leggi, che non hanno paura e lottano ogni giorno contro la mafia e i suoi uomini!!!
Per quest’ultimi, graziare il boss è di per se… un fatto insignificante; essi non hanno paura di liberarlo, d’altronde possono sempre andare a riprenderlo quando vogliono e sbatterlo nuovamente dentro una cella… malato o non malato!!!
Per loro è solo un fatto di pietà… quella che il boss non ha mai avuto nei confronti dei suoi nemici e a volte anche degli amici… 
E’ la vittoria morale dello Stato sulla mafia!!!  
Il sottoscritto di contro crede – proprio osservando quanto appena accaduto in Calabria – che la presenza sul territorio del boss, possa rappresentare una grave minaccia, non per la persona, ma per il  simbolo che egli, ancora rappresenta…
V’immaginate cosa accadrebbe a Corleone…???
Quanti saranno i cittadini che venendo a sapere della sua presenza, andranno immediatamente a salutarlo e gli altri, che ovviamente, se pur contrariati, saranno costretti ad andare in casa sua per porgere i loro omaggi e chissà forse… anche per baciargli la mano!!!
E coloro che mancheranno all’appello cosa accadrà??? 
Cosa potrebbe pensare oggi, chi quel potere lo detiene da anni e che ora, per una sua frase, potrebbe perderlo??? 
Provate a immaginare la scena, se da quella propria abitazione, egli decidesse di proclamare il suo nuovo legittimo successore… rendendo nullo quell’allora testamento ereditario, mai concesso… ma preso per forza maggiore!!!
Sappiamo d’altronde che il passaggio di consegne nei riguardi dell’ex amico Provenzano, non è stato mai ufficializzato, anzi, intercettato durante la sua detenzione, ha dichiarato: “A questo Binnu Provenzano chi è che gli dice di non fare niente? Qualcuno ci deve essere che glielo dice. La cosa… quindi tu collabori con questa gente… a fare il carabiniere pure… e non dici… a rispondergli giusto, regolarmente, e dirgli: perché devo fare questo? Qual è il motivo?”.
Immaginatevi cosa accadrebbe quindi in Sicilia… 
Una nuova faida, tra chi ora detiene quel ruolo ed i nuovi eletti: un vero e proprio atto di forza, che porterà, a secondo delle circostanze, all’eliminazione di molti affiliati, fintanto che ciascuno dei due gruppi, proverà a sostituirsi all’altro e ne prenderà definitivamente il sopravvento!!!
Tranquilli comunque, in questo momento nessuno ha interesse a far uscire il boss, anzi sono tutti d’accordo per tenerlo lì… messo a tacere per sempre e ridotto al completo silenzio!!! 

La parola alla… "mafia"!!!


Baciamo le mani… Zu Totò…

Sugnu ca… picchi l’amici vulissuru sapiri comu sana cumpurtare pe prossime elezioni…???
Cia diri ie carusi ca na stari tranquilli, cu tuttu du burdello ca stanu facennu da’ supra… vincemu sempre nuatri!!!
U “Pd” si sta spattennu, Grillo… sì è veru, voti ni scippa assai, ma pi putiri cummannari n’abbastunu, ie pi’ ultimu… c’è u Cavaleri, chiddu… comu sempri, siccatta tutti sti morti di fami ca ci furriunu ntornu…
A fini, ci pinsamu nuoatri a mittilli tutti d’accordu… na seggia ca… na seggia da e su tutti felici e cuntenti!!!
Nuoatri ni pigghiamu l’appalti, facemu pavari a tutti, non ni facemu sentiri… stamu tranquilli e ni futtemu i soddi do stato…
Chiddi tantu… no sanu can’a fare… furriunu tunnu tunnu… com’i trottole e n’du furriari… si fanu futtiri sempre!!!
Nanu caputu ca nuoatri sapemu i so mossi prima ca i fanu… picchi c’è sempre quaccuno ca n’avvisa… gente “insospettabile”… a virirli parunu boni, ma appartenuno a nuatri… comu si rici… a famigghia!!!
Zu totò… ma cu su… sti cristiani???
Beddu… tu si me niputi… ma pi ora, sti cosi, non ti pozzu riri… i nomi su segreti; chissà forsi un ghiornu ti putissi macari diri, ma pi ora, menu sai iè megghiu è… anzi ta stari mutu e pipa!!! 
Allura è già tutto pronto… si sapi cu vinci e cu perdi…
Cettu… infami ca nanu tradutu perdunu sicuramente, ma chiddi ca nanu statu vicinu… chiddi sì sapi già… ca vinciuni!!! 
Zu Totò… ma non ci può iessere comu ndo palluni na surprisa???
Ni stu ioco… non ci’ne surprisi, tutto iè calcolato, picchi magari l’albitru iè u so putteri su a nostru favuri…
Tranquillo… chi ti rissi… a stare calmu, ie poi u sai, ci su l’amici, i politici, l’imprenditori, l’avvocati nostri ie i so cristiani intra i tribunali… nuatri sapemu sempre tuttu… ie prima!!!
Ed è picchistu ca vincemu sempre, iè picchistu ca governamu sta terra da rucentu anni… e l’autri ni fanu sulu u baffu!!!  
Nuoatri, non tu scurdari mai… semu a “mafia” e non putemu perdiri… si ogni tanto ni fanu dannu, ma chi po’ ghiessiri cu tutti i soddi c’avemu… N’accatamu a tutti e se a quacchiruni non ci piaciemu o i nostri piccioli non ci piaciunu, allura significa ca ciarrialamu quacchi autra cosa… 
Zu Totò, iu… però sta cosa cillaia diri: a mia, stu movimentu dei cinqu’ stiddi mi piaci assai… e poi c’è du beppe grillo ca mi fa’ arriri… ie i so cristiani mi parunu carusi appostu…
Si vabbè putissi esseri… ma quannu i cristiani volunu un postu pi iddi o pe so figghi unni vanu a tuppuliari, quannu hannu problema personali a cu cercunu, cu è ca ci risovvi… quannu sana fari n’intervento nd’ospedali unni è ca vanu… si bolunu a pensione o na casa popolare, chi fanu??? A du puntu u comicu… a cu fa arririri???
Comu si rici “su i macchiruni c’allincunu a panza”… ie oggi i macchiruni semu nuoatri, no iddi… 
Eccu picchi vincemu… picchi nuotra putemu promettere ie forsi facemu… l’autri non ponu fari nenti… sulu chiacchiri!!!
U capisti caru niputi comu funziona… ora però l’assimi ripusari ca sugnu stancu… dumani ie nautra iurnata e aiu ancora tanti cosi di sistimare…
Buonanotte Zu totò… buonanotte niputi caro, ie chiurimi a luci!!!  

La parola alla… "mafia"!!!


Baciamo le mani… Zu Totò…

Sugnu ca… picchi l’amici vulissuru sapiri comu sana cumpurtare pe prossime elezioni…???
Cia diri ie carusi ca na stari tranquilli, cu tuttu du burdello ca stanu facennu da’ supra… vincemu sempre nuatri!!!
U “Pd” si sta spattennu, Grillo… sì è veru, voti ni scippa assai, ma pi putiri cummannari n’abbastunu, ie pi’ ultimu… c’è u Cavaleri, chiddu… comu sempri, siccatta tutti sti morti di fami ca ci furriunu ntornu…
A fini, ci pinsamu nuoatri a mittilli tutti d’accordu… na seggia ca… na seggia da e su tutti felici e cuntenti!!!
Nuoatri ni pigghiamu l’appalti, facemu pavari a tutti, non ni facemu sentiri… stamu tranquilli e ni futtemu i soddi do stato…
Chiddi tantu… no sanu can’a fare… furriunu tunnu tunnu… com’i trottole e n’du furriari… si fanu futtiri sempre!!!
Nanu caputu ca nuoatri sapemu i so mossi prima ca i fanu… picchi c’è sempre quaccuno ca n’avvisa… gente “insospettabile”… a virirli parunu boni, ma appartenuno a nuatri… comu si rici… a famigghia!!!
Zu totò… ma cu su… sti cristiani???
Beddu… tu si me niputi… ma pi ora, sti cosi, non ti pozzu riri… i nomi su segreti; chissà forsi un ghiornu ti putissi macari diri, ma pi ora, menu sai iè megghiu è… anzi ta stari mutu e pipa!!! 
Allura è già tutto pronto… si sapi cu vinci e cu perdi…
Cettu… infami ca nanu tradutu perdunu sicuramente, ma chiddi ca nanu statu vicinu… chiddi sì sapi già… ca vinciuni!!! 
Zu Totò… ma non ci può iessere comu ndo palluni na surprisa???
Ni stu ioco… non ci’ne surprisi, tutto iè calcolato, picchi magari l’albitru iè u so putteri su a nostru favuri…
Tranquillo… chi ti rissi… a stare calmu, ie poi u sai, ci su l’amici, i politici, l’imprenditori, l’avvocati nostri ie i so cristiani intra i tribunali… nuatri sapemu sempre tuttu… ie prima!!!
Ed è picchistu ca vincemu sempre, iè picchistu ca governamu sta terra da rucentu anni… e l’autri ni fanu sulu u baffu!!!  
Nuoatri, non tu scurdari mai… semu a “mafia” e non putemu perdiri… si ogni tanto ni fanu dannu, ma chi po’ ghiessiri cu tutti i soddi c’avemu… N’accatamu a tutti e se a quacchiruni non ci piaciemu o i nostri piccioli non ci piaciunu, allura significa ca ciarrialamu quacchi autra cosa… 
Zu Totò, iu… però sta cosa cillaia diri: a mia, stu movimentu dei cinqu’ stiddi mi piaci assai… e poi c’è du beppe grillo ca mi fa’ arriri… ie i so cristiani mi parunu carusi appostu…
Si vabbè putissi esseri… ma quannu i cristiani volunu un postu pi iddi o pe so figghi unni vanu a tuppuliari, quannu hannu problema personali a cu cercunu, cu è ca ci risovvi… quannu sana fari n’intervento nd’ospedali unni è ca vanu… si bolunu a pensione o na casa popolare, chi fanu??? A du puntu u comicu… a cu fa arririri???
Comu si rici “su i macchiruni c’allincunu a panza”… ie oggi i macchiruni semu nuoatri, no iddi… 
Eccu picchi vincemu… picchi nuotra putemu promettere ie forsi facemu… l’autri non ponu fari nenti… sulu chiacchiri!!!
U capisti caru niputi comu funziona… ora però l’assimi ripusari ca sugnu stancu… dumani ie nautra iurnata e aiu ancora tanti cosi di sistimare…
Buonanotte Zu totò… buonanotte niputi caro, ie chiurimi a luci!!!  

Andrea Piazza: "la mafia è soltanto morte e parassitismo sulla vita degli altri"

Al di la delle dinamiche giudiziarie che richiedono tempi processuali, emerge in ogni caso un quadro poco rassicurante… 
La gestione Istituzionale in ogni caso richiede uno spirito contrapposto al management sottoposto a sequestro ( è necessario azzerare qualsiasi forma di continuità ), anche se trattasi di vicende complesse e quindi pur non sussistendo bacchette magiche, è opportuno salvaguardare il livello occupazionale.
La riservatezza delle notizie apprese in via confidenziale ( è scontato che le stesse se hanno rilevanza devono essere tempestivamente portate a conoscenza del Giudice Delegato del procedimento di Misure di Prevenzione_ estensione art. 35 D.Lgs 159/2011 ). 
Un plauso a Nicola Costanzo, per non essersi consegnato alla cultura del silenzio, per contribuire a decodificare le dinamiche aziendali (la Misura del sequestro è stata applicata in via preventiva perché sussistono molteplici elementi …), agevolare l’attività di indagine che, hanno già consentito all’autorità giudiziaria di ritenere fondate le ipotesi delittuose e condannare il Presidente ANCE Salvatore Ferlito, nonché l’avvio di altri procedimenti di indagine alla luce delle dichiarazioni rese innanzi l’Autorità Giudiziaria. 
Per fortuna, la prevaricazione mafiosa è minoranza anche se organizzata, ed ognuno di noi deve essere portatore di valori di solidarietà contrapposti a qualsivoglia forma di prevaricazione materiale e/o morale. 
La mafia è soltanto male e bisogna controbattere anche sotto il profilo ideologico qualsiasi forma di giustificazione, dove taluni tendono a sviluppare il concetto ERRATO che esisterebbe mafia buona e mafia cattiva…
LA MAFIA E’ SOLTANTO MORTE E PARASSITISMO SULLA VITA DEGLI ALTRI!!!

Il Prefetto Umberto Postiglione (ANBSC) “Non mantiene le promesse”!!!

E’ un duro attacco quello manifestato dal Segretario generale Maurizio Grosso della CONFALI (Confederazione delle associazioni lavoratori indipendenti) e dal segretario provinciale Pasquale Masi all’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ed in particolare al suo Presidente, il Prefetto Umberto Postiglione…

La nota fa riferimento alla gestione della società La.Ra, una società del gruppo facente capo a Carmelo La Mastra, con sede a Motta S. Anastasia, posta sotto sequestro nel 1998 e definitivamente confiscata nel 2000, che si occupa di progettazione, messa in opera, manutenzione e assistenza tecnica di impianti di varia natura che opera nel settore metalmeccanico e che da ormai 15 anni si trova sotto amministrazione controllata… e che negli ultimi anni, a causa di promesse mai mantenute, potrebbe aggiungersi a quel 90% di aziende confiscate già da tempo sparite dal mercato.

Si era parlato –nella riunione tenutasi pochi mesi fa in Prefettura– di un concreto interesse verso questa società e soprattutto nei riguardi di quei suoi dipendenti, una particolare attenzione dimostrata con l’incrementato delle commesse e l’impegno a poter attingere ad un fondo “speciale” per sostenere l’azienda ed evitare così un probabile collasso…

E dire che i lavoratori allo stremo… avevano richiesto un incontro all’ANBSC, la cui nota potete trovare presso le Iene Sicule a firma di Marco Benanti al link di seguito riportato:
http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=6706

Ciò che comunque appare strano è che la revoca del 50% delle quote non ha avuto alcun risalto mediatico… io stesso ho avuto difficoltà a trovare sul web qualcuno che ne parli e sono quasi certo che a breve, verrà riconsegnato anche il restante 50%, per evitare così che qualcuno… possa “gridare ai quattro venti” che a fallire è stato… lo Stato!!!  

Lo stesso Amministratore ha preannunciato ai lavoratori l’imminente licenziamento collettivo…
Ripercorrere per l’ennesima volta il disastro fallimentare (sotto tutti i punti di vista) della gestione dei beni confiscati e soprattutto di gran parte di quegli amministratori demandati a quei particolari compiti è opinione diffusa e consolidata, come analoga incapacità vi è stata da parte di ANBSC per aver, in modo inflessibile adottato metodologie di gestione errate, che si sono dimostrate fallimentari in particolare per non essere intervenuti celermente con procedure, che avrebbero permesso a quelle poche società rimaste di continuare ad operare nel mercato del lavoro, ma soprattutto di salvaguardare quei pochi posti di lavoro vitali, in particolare in questa nostra regione…
Mi si permetta d’aggiungere che, se sono questi i soggetti che avrebbero dovuto dimostrare di saper combattere la mafia, capisco oggi perfettamente il motivo per cui, quest’ultima, abbia continuato ad espandere i propri tentacoli, trovando il più delle volte, proprio in quei “paladini della legalità” i loro principali “compari”…
Basterebbe poco per salvarle tutte queste società, già, servirebbe esclusivamente che questi signori si togliessero dai piedi o avessero almeno l’umiltà di ascoltare chi ne sa più di loro…
Perché non v’è bisogno di banche e neppure di stantie ed esose macchinazioni burocratiche dati in affidamento (clientelare) a quegli uomini legati a quel mondo giuridico e istituzionale…
Abbiamo visto difatti in questi anni come le aziende confiscate siano state viste come fossero un pozzo dei desideri (dal quale estrarre quanto più si poteva…) o viceversa, dei “rebus” indecifrabili e incomprensibili, di cui soprattutto non si aveva alcun interesse…
Ora che si è compreso il totale fallimento di quella metodologia applicata… ecco che si torna indietro proprio come “gamberi”, restituendo nel silenzio più assordante, quelle quote a suo tempo (visto quanto sta accadendo…) con molta leggerezza, sequestrate e confiscate!!!
Ma in fin dei conti… il cosiddetto “perdente” non si qualifica tanto per la lunga serie di sconfitte collezionate nel tempo, quanto soprattutto per la propensione alla resa anticipata e per l’inettitudine a lottare sempre fino in fondo!!!

Beni confiscati: togliamoli dalle mani dell'Antimafia

Ho appena pubblicato una petizione su Change.org e debbo chiedere a tutti coloro che ritengono questa petizione giusta di fare un ulteriore sacrificio…
Sì… perché ogni persona che aggiungerai sarà un grande passo in avanti verso la vittoria della campagna!!!
Ogni nuovo sostenitore è una persona che parlerà della campagna, invitare i tuoi amici a firmare… porterà la campagna più vicina alla risoluzione!!! 
Per cui, se riesci a trovare altre persone disponibili a partecipare a questa campagna, bisogna chiedere a loro di firmare, perché solo se diventeremo in tanti, riusciremo a cambiarlo questo sistema che di legale nulla possiede, ma che anzi ha dimostrato in questi anni – grazie ai propri uomini – di essere totalmente fallimentare!!! 
Se si vuole cambiare questo stato di cose bisogna attivarsi… diventare partecipi, condividere fatti e situazioni che in molti vorrebbero tenere nascoste…

Non è più tempo di stare zitti… ognuno di noi… di voi… non deve pensare di essere solo o soltanto un numero…, perché quel numero, insieme agli altri numeri, costituiscono il vero motore trainante di questo nostro paese!!!

Sì…vorrebbero farci sentire inutili, tentano in tutti i modi di sottometterci, fare in modo che il silenzio prevalga… ma il tempo dei ricatti è finito… ed anche coloro che a quel sistema si erano predisposti servizievoli, ora hanno capito che per andare avanti, bisogna cambiare pagina!!!
Bisogna fare presto, perché il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro.
Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vogliono dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone…
Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore.
E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione.
In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare…tutto il resto è secondario!

Bisogna voler l'impossibile… affinché l'impossibile accada!!!

Lo diceva Eraclito, uno dei maggiori filosofi del passato…

Egli difatti sosteneva che solo l’Essere umano è di fatto l’artefice del proprio destino!!!
Tutto il resto non contava… poiché restava eguale, era di per se illusorio, mentre il cambiamento ed il movimento fossero l’unica vera realtà…
Per cui è l’uomo che deve scegliere dove stare…
Se perseverare in quella strada certamente tortuosa e difficile, ma onesta e leale… oppure passare in quella dritta ed in discesa, ma che ovviamente presenta… forte rischi di caduta a causa dei compromessi.
Quindi, a seconda di quale scelta ognuno di noi compie, si determina indirettamente quel giudizio “morale” che accompagnerà per sempre la nostra persona e che rimarrà indelebile per tutta la vita…  
Si tratta di fare una scelta… per alcuni una difficile decisione da prendere, tra immediati vantaggi personali (e certamente materiali), ad una felicità intrinseca – quasi mai del tutto apprezzata da chi vi starà intorno – nel sapere di essere stati nel corso della vostra vita, moralmente corretti…  
Ed è per questo che il più delle volte si rinuncia… ci si accorge che quanto si suole fare, esce fuori da quegli schemi preordinati, dove tutto è uniformato…
Ed ecco quindi che la maggioranza dei miei conterranei, non tenta minimamente a realizzare quel piccolo sforzo verso quei processi di  libertà morale… tanto ricercati negli altri o nelle altrui azioni, ma mai messe in pratica da essi, quando necessitano…
Anzi, in quella direzione non ci si rivolge affatto… la si evita, dopotutto si pensa che non sia necessario dover dare l’esempio… essere i primi ad esporsi con illusori tentativi coraggiosi… che si facciano avanti gli altri, quelli che van dicendo a tutti noi, che è opportuno cambiarla questa nostra terra!!! 
Dopotutto, come si dice: io… già io… chi sono per voler l’impossibile…??? 
Per voler promuovere cambiamenti e sperare che alla fine l’impossibile possa realmente accadere!!!
Meglio far finta di non vedere quanto succede intorno… far finta di dormire o meglio restare certamente coscienti, ma dando l’impressione di non essere svegli… per non essere coinvolti!!!
Dopotutto questa lotta a chi serve… alle future generazioni??? Ma quelle pensano esclusivamente a chattare, a farsi i selfie per pubblicarli nei vari social, a stare on-line nella rete e off-line nel mondo reale, perché quello che conta è stare lì… in attesa!!!
Dopotutto è il sistema che li vuole messi in disparte, lo stesso sistema che li ha esclusi, che non prospetta loro alcun futuro, che non assicura un lavoro, che li obbliga a credere che ci sarà prima o poi, quel giusto cambiamento e che si tratta di attendere quell’unica occasione di salvezza, rappresentata dalla direzione finora imposta…
Altro che “carpe diem”… qui non c’è alcun attimo da cogliere… in quanto tutto deve restare cosi com’è!!!
Restare devoti ai “politici” dei loro genitori, amici di famiglia di quegli onorevoli adesso rimpiazzati da propri familiari, rimanere in attesa e sperare in una raccomandazione che possa aprire un piccolo spiraglio verso un misero stipendio, non uscire dal riparo di quell’ovile per non doversi mai bagnare e restare indifferente su quanto accade intorno… 
Così facendo si diventa succube di questo sistema, che ci vuole come “ventose”… messi in fila all’esterno di quei tentacoli… rappresentazione perfetta di un “male” da cui non ci si sente avvinghiati… ma anzi al contrario confortati…

Bisogna voler l'impossibile… affinché l'impossibile accada!!!

Lo diceva Eraclito, uno dei maggiori filosofi del passato…

Egli difatti sosteneva che solo l’Essere umano è di fatto l’artefice del proprio destino!!!
Tutto il resto non contava… poiché restava eguale, era di per se illusorio, mentre il cambiamento ed il movimento fossero l’unica vera realtà…
Per cui è l’uomo che deve scegliere dove stare…
Se perseverare in quella strada certamente tortuosa e difficile, ma onesta e leale… oppure passare in quella dritta ed in discesa, ma che ovviamente presenta… forte rischi di caduta a causa dei compromessi.
Quindi, a seconda di quale scelta ognuno di noi compie, si determina indirettamente quel giudizio “morale” che accompagnerà per sempre la nostra persona e che rimarrà indelebile per tutta la vita…  
Si tratta di fare una scelta… per alcuni una difficile decisione da prendere, tra immediati vantaggi personali (e certamente materiali), ad una felicità intrinseca – quasi mai del tutto apprezzata da chi vi starà intorno – nel sapere di essere stati nel corso della vostra vita, moralmente corretti…  
Ed è per questo che il più delle volte si rinuncia… ci si accorge che quanto si suole fare, esce fuori da quegli schemi preordinati, dove tutto è uniformato…
Ed ecco quindi che la maggioranza dei miei conterranei, non tenta minimamente a realizzare quel piccolo sforzo verso quei processi di  libertà morale… tanto ricercati negli altri o nelle altrui azioni, ma mai messe in pratica da essi, quando necessitano…
Anzi, in quella direzione non ci si rivolge affatto… la si evita, dopotutto si pensa che non sia necessario dover dare l’esempio… essere i primi ad esporsi con illusori tentativi coraggiosi… che si facciano avanti gli altri, quelli che van dicendo a tutti noi, che è opportuno cambiarla questa nostra terra!!! 
Dopotutto, come si dice: io… già io… chi sono per voler l’impossibile…??? 
Per voler promuovere cambiamenti e sperare che alla fine l’impossibile possa realmente accadere!!!
Meglio far finta di non vedere quanto succede intorno… far finta di dormire o meglio restare certamente coscienti, ma dando l’impressione di non essere svegli… per non essere coinvolti!!!
Dopotutto questa lotta a chi serve… alle future generazioni??? Ma quelle pensano esclusivamente a chattare, a farsi i selfie per pubblicarli nei vari social, a stare on-line nella rete e off-line nel mondo reale, perché quello che conta è stare lì… in attesa!!!
Dopotutto è il sistema che li vuole messi in disparte, lo stesso sistema che li ha esclusi, che non prospetta loro alcun futuro, che non assicura un lavoro, che li obbliga a credere che ci sarà prima o poi, quel giusto cambiamento e che si tratta di attendere quell’unica occasione di salvezza, rappresentata dalla direzione finora imposta…
Altro che “carpe diem”… qui non c’è alcun attimo da cogliere… in quanto tutto deve restare cosi com’è!!!
Restare devoti ai “politici” dei loro genitori, amici di famiglia di quegli onorevoli adesso rimpiazzati da propri familiari, rimanere in attesa e sperare in una raccomandazione che possa aprire un piccolo spiraglio verso un misero stipendio, non uscire dal riparo di quell’ovile per non doversi mai bagnare e restare indifferente su quanto accade intorno… 
Così facendo si diventa succube di questo sistema, che ci vuole come “ventose”… messi in fila all’esterno di quei tentacoli… rappresentazione perfetta di un “male” da cui non ci si sente avvinghiati… ma anzi al contrario confortati…

Tra il dire e il fare…

Viviamo un’era nella quale, la comunicazione avviene sempre più per riduzione e cioè, si tende sempre più a semplificare una qualsivoglia discussione, ovviando con l’utilizzo di frasi fatte… quasi sempre… mere opposizioni.

Per cui, si viene a creare una netta demarcazione, tra ciò che si pensa realmente e ciò che di fatto si compie…, tra quel voler apparire a tutti i costi, amichevoli, corroboranti, disponibili, e quel manifestare se stessi, con il rischio che gli altri, possano giudicarci in maniera negativa…
Si tratta quindi di scegliere dove stazionare… perché… per  stare all’interno di questo sistema bisogna accettare di venire inquadrati, buoni (per non dire fessi…), di evitare di provocare gli altri con decisioni il più delle volte imposte, quel non dover mai esprimere: o con me o contro di me!!!
Dopotutto, alle persone, interessa poco entrare nei dettagli… anche perché così facendo ci si espone… ed invece, sappiamo bene, come nel nostro paese, la faccia non vuole metterla nessuno!!!

E quindi… da un lato si esprimono giudizi, pareri, idee… ma di contro, quando quelle riflessioni debbono superare il limite teorico e debbono passare a quello pratico, ecco che quando si giunge al vaglio della penna stilografica… tutto si ferma, non prosegue, non viene approfondito… quelle parole restano lì… come “sfumature” in quella atmosfera grigia, che va con il passar del tempo a disperdersi…

Perché alle persone comuni… non interessa nulla, ne di come va il nostro paese e neppure se l’economia sta crollando, non importa nemmeno quante nuove inchieste sono state realizzate o quante persone sono state arrestate, già, a differenza di tutte quelle animate discussioni realizzate la mattina al bar… nel concreto, di tutto quanto lontanamente li circonda… e non ha di per se, un interesse diretto con la propria tasca… ecco che allora… di quanto avviene intorno… non gliene può fregar di meno!!!
Vivono come degli automi, sono marionette pronte ad obbedire agli ordini, pur di non vedere intaccate quelle proprie misere carriere, mortificano ogni giorno se stessi per allietare i propri superiori e nel contempo se possono, pugnalano possibili i propri colleghi certamente più meritevoli, affrettando a ristabilire quelle posizioni prestabilite, quei processi d’avanzamento che stavano per ostacolare i propri…   

Ed allora, quando ci si trova a dover esprimere un commento o anche al dover prendere una decisione, ecco che in questi casi, ci si appresta subito a fare un passo indietro, ci si ritira di buon ordine… appiattendo in tal modo ogni proprio giudizio o banalizzando quella propria presenza, con argomenti futili, in modo tale da evitare qualsivoglia collocazione o venire attaccati per aver con le proprie dichiarazioni, urtato l’altrui sensibilità…

Non si tratta di essere vili, ma di quella pura e semplice monotona normalità… dove non è necessario prendersi cura degli altri, anche perché questi, non vengono da loro, minimamente avvertiti…
E’ noto infatti che l’abitudine a ripetuti stimoli, finisce per non essere più percepita dal soggetto o ancor peggio, non produce in questo, alcuna risposta, ed è ciò che infatti accade oggi… dove per attirare l’attenzione, c’è bisogno sempre più di notizie eclatanti… 

Dipende tutto da questo nostro stile di vita, dall’assuefazione a quei modelli imposti, da questo contesto che obbliga ovunque a seguire regole ferree, ma che poi di fatto, non riesce a farle rispettare, in particolare propri da quanti sono messi lì affinché  queste si concretizzino…  

Alla fine è come sentirsi anestetizzati… si seguono le regole dei social network, di quei mass media che impongono modelli da imitare, s’inseguono consumismo e benessere individuale, facendo in modo che questo prevalga sul sociale, s’esclude qualsivoglia critica, perché questa manca di per se… di quella necessaria base, date attraverso lo studio, da quell’aggiornamento e approfondimento culturale, da quella continua lettura quotidiana, dal saper osservare in maniera critica quanto avviene intorno, sapendo distinguere sempre… verità e finzione, tutte circostanze che permettono alla fine, di essere capaci di poter sviluppare proprie riflessioni, condizione necessaria per poter sperare un giorno, di modificare quella propria incapacità e soprattutto… indifferenza generale!!!

No comment…

Il silenzio racchiude molte più parole di un intero discorso…
Racchiude tutte le parole non dette…
Il silenzio è il rumore della nostra anima, quell’assordante frastuono che in esso è contenuto…
Perché in esso ci sono tutte le cose che si vorrebbero… dire e fare…, ma che non trovano quel coraggio di fare, ma soprattutto di dire… 
Sono forse pochi i minuti di silenzio, già, quelli che andiamo dedicando alle vittime d’ingiustizie, fino a giungere a quelle che nei nostri ricordi… ci accompagnano.
Già, è’ come se qualcuno sottovoce ci parlasse, anzi sgridasse noi, per quel mancato coraggio che non sappiamo mostrare… succubi di un sistema al quale ormai apparteniamo…
Il silenzio è vita… il silenzio è morte…, ma nessuno muore davvero…finché vive nel cuore di chi resta!!!

e la Grecia che va…

I greci sono stanchi… stanchi di quelle politiche di austerità che hanno impoverito una storica nazione, stanchi da essere governati da uomini e partiti che hanno distrutto un paese, stanchi di quelle politiche nazionaliste europee e stanchi soprattutto d’elemosinare prestiti alla BCE!!!

Abbiamo osservato con quanti voti Alexis Tsipras ha vinto, ed è una vittoria che sa di cambiamento e di rivoluzione!!!
Tsipras con il suo partito anti-austerità, di sinistra, ha fortemente deciso sulle ultime elezioni politiche, ed è un voto che potrebbe avere effetti di strascico, anche sulla nostra politica…
E’ stato bello il twitt con il quale il premier greco ha voluto esprimere la propria gioia, e cioè ” la Speranza ha vinto”, già quella speranza che ormai da noi si è persa ed a cui nessuno crede più…
Abbiamo iniziato la nostra politica di ripresa… ( un giorno forse conosceremo meglio come è realmente andata… ) con quell’incompetente del professore “mari&monti” e con la sua politica collusa del rigore e ci siamo ritrovati nel baratro di un vortice che ad oggi ci ha condotti, nell’ultimo gradino economico…
Politiche di rigore… fatte poi, sempre e soltanto da noi, da questi soliti fessi che pagano per tutti, in particolare per questa inutilità di governanti…
Gli era stato chiesto di fare pulizia e di puntare principalmente in quell’unico obiettivo, che era rappresentato nel provare a creare sviluppo ed occupazione, ed hanno completamente fallito… ed il bello che tra patti di nazareni e quant’altro, continuano a prenderci per il culo!!!
La Grecia almeno – tra mille difficoltà – ci sta provando, tenta di cambiare pagina, spera in qualcosa di diverso, rialza la testa e la propria dignità di uomini liberi e pensanti…
Da noi invece… “il silenzio tombale…”( tanto per stare in argomento con quell’alone di malaffare che ci contraddistingue….) quasi ci fosse uno spirito ottimistico che prevale sul ns. futuro…,  che permette al ns. paese ( non si sa in quali modi… ) di crescere e di avere una ripresa economica e sociale…
Un destino benigno e misericordioso…  che abbia preso a cuore le ns. richieste ed abbia deciso per noi, la speranza di una sorte già decisa, per chissà quale virtù divina…
Quante cazzate ci vengono quotidianamente raccontate… ci tengono ignoranti proprio perché non si vuole che si ribalti questo sistema, dove proprio le leggi sono fatte per essere violate, dove si cerca sempre di trovare nuovi escamotage per non dover pagare, dove le sanzioni e le pene sono talmente minime… che si è più disponibili a commetterli i reati invece che ad allontanarli…
Comunque in Grecia si cambia pagina…
Noi invece, restiamo legati ai soliti nomi noti ed ai loro partiti… ed è veramente strano, perché molti di questi avrebbero dovuto chiudere già da parecchio tempo, viste le indagini e le condanne per truffe, falsi in bilanci, prostituzione, ecc… ed invece sono ancora lì… e si permettono pure di parlare ed intervenire sulle riforme in corso… e quando non sono loro a parlare… ecco che nuovi prestanomi… sono lì a lanciare nuovi proclami di giustizia, legalità, sviluppo, futuro… ma sono e restano lacchè di quei signorotti corrotti, che hanno governato il nostro paese e che purtroppo ancora possiedono un grande potere economico, che permette loro d’influenzare a proprio vantaggio i media di questo paese!!!
Ecco, mentre da noi si continuano a realizzare riforme inique, con l’appoggio ahimè di tutte quelle cosiddette associazioni di categoria, in Grecia, almeno si cambia… si prova a dare una speranza alle proprie generazioni… poi, nel far ciò…, si potrà anche fallire… ma almeno lì, ci hanno provato!!!

Catania: terra di nessuno, nelle mani di nessuno, dove non parla nessuno!!!

https://youtube.googleapis.com/v/PaUncFUGUko&source=udsMia figlia l’altra sera mi ha fatto notare un video musicale di un rapper che parla di Catania…
Guardalo… cosa ne pensi… non è troppo bello??? Lui si chiama Don Cash…
Mai sentito prima, si qualche hanno fa conoscevo Don Johnson, quello di Miami Vice,  la famosa serie televisiva interpretata insieme a Philip Michael Thomas… ed ancor prima, c’era il famoso Don Camillo… ma questo no… comunque vediamo di che si tratta…
E’ fatto bene…., si è veramente simpatico, aggiungerei esclusivo… , anche perché ciò che mi ha colpito sono le parole, usate a mo’ di scherno, un singolo racconto che tra un sorriso e un’altro, descrive perfettamente la nostra città… 
In questo suo modo di canzonare l’amore per Catania, sorprende con quanta semplicità si fanno emergere i problemi  quotidiani, quelli che ormai tutte le città possiedono, ma che da noi, vengono svolti in maniera celata, quasi furbesca… a catanisi…

Si passa da un punto ad un altro, muovendosi tra uno spazio che attraversa storia e cultura, quei riflessi del mare che contrastano le problematiche del lavoro, i colori forti di una cucina, contrapposti all’indigenza, i ragazzi sorridenti pieni di vita e lo spaccio di droga, il fuoco dell’Etna maestosa e la movida di piazza Teatro, la fiera dei vucumprà e la vita nella pescheria.

Da quei volti che esprimono disagio economico, alla famosa granita di mandorla, da una gioventù che non procede verso il futuro… ma che torna indietro sui suoi passi, da una santa padrona ovunque presente, a quei quartieri degradati e da tempo abbandonati, dai sorrisi spensierati ad una squadra di calcio che se pur in B….è nel cuore di tutti….

Per una C che ti sorride… c’è ne un’altra…si chiama Crisi e non sparisce, Villa Bellini e come noi… sempre più al verde oramai…, per una economia sempre più giù, iphone5 e macchinine sempre di più…

Questa è Catania ed è così bella, così cercata così vissuta…
Questa è Catania a volte amata a volte svenduta… 
Una Catania terra di nessuno, nelle mani di nessuno, dove non parla nessuno, ma tutto quanto è di Qualcuno!!!
Già la nostra Catania che è come la lava, quando sembra che muore è soltanto addormentata e prima che tu possa accorgertene si è già risvegliata!!! 

La differenza tra Te e Me… Stato – Mafia

Cosè la Mafia?

Un complesso ben organizzato, retto dalla legge dell’omertà e del silenzio, che esercita il controllo del territorio e delle sue attività economiche…
Cos’è lo Stato?

Un Complesso ben organizzato, retto da lobby e  gruppi di pressione che operano in un’area oscura, per favorire interessi, ad aziende, gruppi finanziari e banche…

Come opera la Mafia?

La mafia non solo è attiva in molteplici campi, ma tende ad esercitare funzioni di sovranità, si tratta quindi di mettere in atto alcune condizioni, tra cui la rivendicazione per se del monopolio economico, per poter operare imponendo proprie figure, nelle classi politiche e dirigenti…

Come opera lo Stato?

Le pressioni svolte da quei gruppi appartenenti alla casta, operano dietro le quinte, decidono e contribuiscono al processo decisionale politico, attraverso informazioni ed analisi, che possono in tal modo, rendere le scelte finali più mirate ed adeguate…

Quali accordi stabilisce la Mafia?

L’accordo fra politici e mafiosi in sede locale, in virtù dei quali, i primi si assicurano il consenso elettorale delle popolazioni, mentre i secondi ottengono, in cambio della gestione del territorio, la possibilità di incidere sugli investimenti, appalti e finanze dei comuni e su quelle forze di controllo,  tali da condizionarne l’attività investigativa e consentendo la penetrazione nelle istituzioni legali, contribuendo a legittimare ulteriormente quel potere mafioso…

Cosa viene preferito?

L’implosione del sistema partitico, porta a cercare nuovi referenti politici, apparendo quelli fino ad allora utilizzati non più in grado di assicurare un futuro al proprio paese, la scelta quindi viene fatta su coloro che permetteranno in seguito, la suddivisione delle poltrone, del clientelismo, nell’aggiustamento dei processi e attraverso l’erogazione dei finanziamenti pubblici…

Quali sviluppi per la Mafia?

Gli stessi da sempre…, attraverso il sostegno della politica la mafia viene attirata da nuove fonti di profitto: l’edilizia, i mercati generali, gli appalti…

In questi settori, inizia dapprima nelle vesti di protettrice, finendo poi per gestire in proprio l’iniziativa imprenditoriale, la concorrenza ed i finanziamenti pubblici…

In questo intenso rapporto, non vi è alcun interesse ideologico, ma viene indirizzato il proprio consenso, verso quello schieramento in grado di fornire le maggiori garanzie di conservazione del proprio potere, ampliando la rete dei contatti, soprattutto negli ambienti economici, finanziari e giudiziari. 

Quale futuro?

La mafia ha modificato con il tempo la propria organizzazione, dopo quei momenti di tensione, rappresentati da azioni violenti fatte di stragi, vi è stato un ritorno alla mediazione silenziosa, cercando di rendersi invisibile, stando nel sommerso e attraverso quelle restanti protezioni politiche, giungere a creare e saldare un legame unico, imprescindibile, con l’unico fine di portare vantaggi ad entrambi…
Non si tratta, quindi di una lotta tra Stato e Mafia…, le due cose da sempre operano insieme, l’una ha bisogno dell’altra per sopravvivere… e quindi avendo preso coscienza che con le stragi ed i delitti, s’innescava in automatico una risposta decisa delle istituzioni e veniva quindi meno il consenso della popolazione, ecco che allora modifica il proprio status e riparte…, ricostruendo nuove collaborazioni, riallaccia rapporti con politici ed imprenditori e torna a bloccare quelle collaborazioni di giustizia dei suoi ex affiliati, che tanto hanno negli anni indebolito un collaudato sistema…
Alla fine comunque il problema non è principalmente cosa combattere, ma tentare di indebolire ed avvelenare quella linfa, che da sempre ha portato e porta nutrimento a questa pianta chiamata Mafia, a quel sistema posto a protezione, che le ha permesso di sopravvivere, di germogliare e di proliferare…

La differenza tra Te e Me… Stato – Mafia

Cosè la Mafia?

Un complesso ben organizzato, retto dalla legge dell’omertà e del silenzio, che esercita il controllo del territorio e delle sue attività economiche…
Cos’è lo Stato?

Un Complesso ben organizzato, retto da lobby e  gruppi di pressione che operano in un’area oscura, per favorire interessi, ad aziende, gruppi finanziari e banche…

Come opera la Mafia?

La mafia non solo è attiva in molteplici campi, ma tende ad esercitare funzioni di sovranità, si tratta quindi di mettere in atto alcune condizioni, tra cui la rivendicazione per se del monopolio economico, per poter operare imponendo proprie figure, nelle classi politiche e dirigenti…

Come opera lo Stato?

Le pressioni svolte da quei gruppi appartenenti alla casta, operano dietro le quinte, decidono e contribuiscono al processo decisionale politico, attraverso informazioni ed analisi, che possono in tal modo, rendere le scelte finali più mirate ed adeguate…

Quali accordi stabilisce la Mafia?

L’accordo fra politici e mafiosi in sede locale, in virtù dei quali, i primi si assicurano il consenso elettorale delle popolazioni, mentre i secondi ottengono, in cambio della gestione del territorio, la possibilità di incidere sugli investimenti, appalti e finanze dei comuni e su quelle forze di controllo,  tali da condizionarne l’attività investigativa e consentendo la penetrazione nelle istituzioni legali, contribuendo a legittimare ulteriormente quel potere mafioso…

Cosa viene preferito?

L’implosione del sistema partitico, porta a cercare nuovi referenti politici, apparendo quelli fino ad allora utilizzati non più in grado di assicurare un futuro al proprio paese, la scelta quindi viene fatta su coloro che permetteranno in seguito, la suddivisione delle poltrone, del clientelismo, nell’aggiustamento dei processi e attraverso l’erogazione dei finanziamenti pubblici…

Quali sviluppi per la Mafia?

Gli stessi da sempre…, attraverso il sostegno della politica la mafia viene attirata da nuove fonti di profitto: l’edilizia, i mercati generali, gli appalti…

In questi settori, inizia dapprima nelle vesti di protettrice, finendo poi per gestire in proprio l’iniziativa imprenditoriale, la concorrenza ed i finanziamenti pubblici…

In questo intenso rapporto, non vi è alcun interesse ideologico, ma viene indirizzato il proprio consenso, verso quello schieramento in grado di fornire le maggiori garanzie di conservazione del proprio potere, ampliando la rete dei contatti, soprattutto negli ambienti economici, finanziari e giudiziari. 

Quale futuro?

La mafia ha modificato con il tempo la propria organizzazione, dopo quei momenti di tensione, rappresentati da azioni violenti fatte di stragi, vi è stato un ritorno alla mediazione silenziosa, cercando di rendersi invisibile, stando nel sommerso e attraverso quelle restanti protezioni politiche, giungere a creare e saldare un legame unico, imprescindibile, con l’unico fine di portare vantaggi ad entrambi…
Non si tratta, quindi di una lotta tra Stato e Mafia…, le due cose da sempre operano insieme, l’una ha bisogno dell’altra per sopravvivere… e quindi avendo preso coscienza che con le stragi ed i delitti, s’innescava in automatico una risposta decisa delle istituzioni e veniva quindi meno il consenso della popolazione, ecco che allora modifica il proprio status e riparte…, ricostruendo nuove collaborazioni, riallaccia rapporti con politici ed imprenditori e torna a bloccare quelle collaborazioni di giustizia dei suoi ex affiliati, che tanto hanno negli anni indebolito un collaudato sistema…
Alla fine comunque il problema non è principalmente cosa combattere, ma tentare di indebolire ed avvelenare quella linfa, che da sempre ha portato e porta nutrimento a questa pianta chiamata Mafia, a quel sistema posto a protezione, che le ha permesso di sopravvivere, di germogliare e di proliferare…