E così puntuale eccoci di nuovo al solito spettacolo del tutto italiano…
Prima si butta la pietra con tutta la forza di chi sembra non rendersi conto del peso di ciò che sta facendo, e poi dopo, quando il sasso (o dovrei dire l’aereo) ha già colpito il bersaglio ecco l’eco della notizia che prova a propagarsi oltre i confini nazionali, in particolare verso l’Iran: mi chiedo se forse non sarebbe stato il caso di pensarci un attimo prima.
Ma si sa… da noi è così che funziona così: l’istinto è sempre quello di agire, di mostrarsi presenti, di rispondere al richiamo dell’alleato più forte senza fare troppe domande, e poi, quando le conseguenze arrivano e bussano alla porta con tutta la loro scomoda evidenza, si comincia a cercare un dito dietro cui nascondersi, un riparo, una scusa, una narrazione che possa attenuare l’infausta scelta…
Ora, però, la faccenda si è fatta seria, perché l’Iran ha scoperto che quei cinquecento aerei decollati dalle basi americane in Italia non erano lì per fare una gita turistica, e soprattutto le parole di Rutte, pronunciate con quella disinvoltura che solo chi è abituato a muoversi nei corridoi del potere può permettersi, hanno tolto il velo su una complicità che fino a ieri molti fingevano di non sapere…
E allora, immagino i nostri rappresentanti a Teheran che saranno stati già convocati, i toni roventi, e la diplomazia italiana, quella stessa che tanto ama pavoneggiarsi sui palcoscenici internazionali, si troverà ora a dover fare i conti con una rabbia legittima e difatti ecco che immediatamente il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani ha subito dichiarato: L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran.
In Sicilia, molti miei conterranei – a questa affermazione – direbbero “curnutu cu ci criri…” e difatti sono in molti ad osservare come quanto accaduto rappresenti l’ennesima débâcle di questo governo, ed allora mi chiedo: come farà il nostro governo a giustificare quegli aerei partiti dal nostro territorio? Con quale abilità retorica tenterà di spiegare che sì, i jet sono partiti, sì, le basi erano italiane, ma in fondo, in fondo, la responsabilità era di qualcun altro? Perché è questo il copione che conosciamo bene, quello della scivolata seguita dal tentativo maldestro di riparare il danno con parole vuote e promesse di chiarimenti che, tanto si sa, non arriveranno mai.
E così, mentre i nostri ministri si affannano a cercare la formula giusta per non perdere la faccia, l’Iran intima provvedimenti, minaccia ritorsioni, e lo Stretto di Hormuz diventa una polveriera pronta a esplodere da un momento all’altro.
Ma al di là delle manovre politiche e dei giochi di potere internazionali, ciò che davvero mi lascia amareggiato è questa incapacità cronica, tutta italiana, di non sapere guardare oltre l’immediato, già… di non saper valutare le conseguenze, prima di gettare la pietra.
Perché poi, quando la pietra è già in volo, non c’è più mano che tenga, non c’è giustificazione che regga, e il mondo intero ci guarda con quell’espressione tra il perplesso e il beffardo che ormai conosciamo fin troppo bene, basti guardare la storia recente, già… nelle ultime due guerre mondiali.
E allora aspetteremo, con l’abituale pazienza di chi sa che le scuse arriveranno, puntuali come sempre, ma anche con la consapevolezza che questa volta, forse, nascondere la mano non basterà a cancellare l’ombra che quei cinquecento aerei hanno proiettato sul nostro paese.
Ieri ho pubblicato un post intitolato “In questo paese siamo circondati da buffoni e giullari di corte! Link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2026/06/in-questo-paese-siamo-circondati-da.html – e l’avevo scritto guardando l’ennesima rappresentazione del nostro teatrino nazionale: buffoni e giullari di corte, cicale e sciacalli, poltrone che traballano e parole che non pesano nulla.
Molti di voi, leggendolo (anche se era un po’ lungo…), mi hanno scritto per condividere, per annuire, per dire “Nicola… hai ragione“. Altri, viceversa, come sempre accade, sono passati oltre…
Uno, in particolare, mi ha sconcertato – e dico “sconcertato” non certo per condivisione, bensì per il coraggio di ammettere l’indicibile – non per dirmi che ero stato troppo duro, non per difendere i giullari del Parlamento, bensì per difendere il sistema stesso. Per dirmi, con una franchezza che quasi ho apprezzato (anche se non ne condivido una virgola), che in questo Paese, tutti hanno bisogno di favori!
Che è così da sempre, che la raccomandazione è il collante sociale, l’olio che fa girare l’ingranaggio, ma non solo, che affidarsi alla classe politica, ai “nostri” rappresentanti, è l’unico modo per sopravvivere in un paese che ti lascia solo davanti a un concorso, a una corsia d’ospedale, a una pratica sepolta in un ufficio comunale.
Certo, quel messaggio mi ha fatto più male di mille insulti, perché non veniva da un nemico, ma da un mio lettore, da uno di quelli che, almeno in apparenza, sono dalla mia parte. E invece no, mi ha scritto: “Ma tu che ne sai? Anche tu, se fossi nei miei panni, faresti lo stesso. Tutti lo fanno. È la vita“.
Ed allora, leggendo queste parole, ho capito che il mio post di ieri era incompleto.
Ecco perché oggi ho scelto di pubblicare anche questa foto. Perché io, in mezzo a questa piazza, ci metto la faccia. Letteralmente. Sono qui, in piedi, riconoscibile, senza schermi né filtri. Perché voglio che sia chiaro a tutti: nessuno potrà mai dire che Nicola Costanzo ha ottenuto qualcosa grazie a una raccomandazione. Nessun ufficio pubblico, nessun ente, nessuna consulenza, nessun incarico istituzionale. Mai. Non ho mai chiesto un favore, non ho mai accettato un aiuto che non fosse il frutto del mio lavoro e delle mie scelte. E questo non è un vanto, è un fatto. Un fatto che mi rende libero di scrivere quello che scrivo, senza dover ringraziare nessuno, senza dover temere nessuno, senza dover dire grazie a qualcuno.
E già che ci sono, lancio una sfida: quanti di voi possono dirlo? Quanti di voi possono mettere una foto in piedi in una piazza e dire con la stessa certezza: “Io non ho mai chiesto nulla”?
Avanti, fatemi vedere. Inviatemi le vostre foto – le più belle che avete, quelle in cui siete in piedi, in mezzo alla gente, riconoscibili, senza filtri – con l’autorizzazione a pubblicarle, beninteso, perché qui non si scherza e io voglio poterle mostrare a tutti. E le pubblico una per una. E poi vediamo cosa succede. Vediamo chi ha il coraggio di mostrarsi, di esporsi, di dire “io sono pulito“.
Ma attenti però… perché il rischio che qualcuno vi sputtani è altamente alto. Ricordatevi quanti scheletri negli armadi tenete celati. Ricordatevi quei compromessi a cui avete dovuto sottostare per avere quel posto, quella promozione, quell’incarico. Ricordatevi quelle cene con il politico di turno, quelle telefonate al momento giusto, quelle lettere di raccomandazione scritte con la mano tremante ma spedite con la speranza che qualcuno aprisse quella porta. Ricordatevi quei favori che avete chiesto e che poi avete dimenticato, come se non fossero mai esistiti. Ricordatevi di quei silenzi compiacenti, di quelle firme apposte senza leggere, di quelle coscienze messe a tacere per non perdere il posto. Ricordatevi di quando avete taciuto davanti a un sopruso perché “tanto non cambia nulla“, e di quando avete annuito davanti a un ingiusto perché “tutti lo fanno“. Sì… ricordatevi di quella volta che avete scelto la carriera invece della dignità, e di quella volta che avete piegato la testa invece di alzare la voce.
Perché se oggi vi indignate e scrivete “bravo Nicola”, ma dentro di voi sapete di avere uno di quegli scheletri, allora questo post non è per voi. È per chi può ancora guardarsi allo specchio senza abbassare lo sguardo. È per chi, come me, ha scelto di non avere nulla da nascondere.
Perché il problema – miei cari lettori – non sono solo i giullari seduti nelle poltrone, il problema siete voi che li cercate, voi che li supplicate, voi che li rendete potenti, uno per uno, con le vostre telefonate, i vostri bigliettini, i vostri auguri, le vostre raccomandazioni. Già… siete voi che li alimentate con la vostra rassegnazione e poi, appena potete, vi trasformate nei loro più feroci critici, come se non foste stati voi stessi a metterli lì, a ingrassarli, a convincerli che sono indispensabili.
Il mio lettore di ieri ha fatto una cosa che molti non hanno il coraggio di fare: ha ammesso ad alta voce che tutti, in questo paese, hanno bisogno di favori. E sapete cosa? Forse ha anche ragione. Forse è vero. Forse il sistema è così pervasivo che persino il più onesto, prima o poi, si trova con il telefono in mano e un nome da pronunciare.
Ma la differenza, la sottile, fondamentale differenza, è questa: io non l’ho mai fatto. E non lo farò mai!
Non perché sia migliore di voi. Ma perché ho scelto, molto tempo fa, che non ne valeva la pena. Che piegare la schiena, anche solo una volta, significa legittimare tutto il resto. Che chiedere un favore, anche il più piccolo, significa dire a quei giullari che il loro gioco funziona. Che hanno ragione loro. Che il potere si conquista così, con le catene invisibili dei favori scambiati, con il mercimonio delle necessità quotidiane, con la prostituzione della dignità.
E allora, caro lettore – non metto il nome e cognome perché sono sicuro che quello con cui hai scritto sia l’ennesimo nickname falso e quindi, riportare quel nome e cognome, potrebbe offendere chi, come omonimo, lo possiede realmente – che ieri mi hai scritto, io ti rispondo oggi, pubblicamente: hai ragione, tutti lo fanno. Ma proprio per questo, proprio perché tutti lo fanno, io ho deciso di non farlo. E se questo significa restare indietro, perdere occasioni, non avere mai la spinta giusta al momento giusto, pazienza. Almeno non dovrò mai guardarmi allo specchio e chiedermi se quello che ho ottenuto me lo sono guadagnato o me lo sono fatto regalare.
Perché il sistema clientelare, la raccomandazione, il favore – chiamatelo come caz… volete – non cade dal cielo, non è un meteorite, è una scelta! Una scelta che fanno ogni giorno milioni di italiani e poi, incredibilmente, si indignano. Guardano la televisione, vedono i politici che si scambiano incarichi e poltrone, e dicono “che vergogna”. Ma la vergogna, la vera vergogna, è quella che non si vede: è il filo invisibile che lega ogni supplicante al suo protettore, ogni raccomandato al suo raccomandante, ogni cittadino al suo “uomo di fiducia”.
Io, da questo gioco, sono fuori. E lo so che questo mio post vi farà arrabbiare. Lo so che molti di voi mi odieranno, perché sentirselo dire da uno che non ha mai avuto bisogno di nessuno suona come una condanna. Ma non è colpa mia se anche voi fate parte di quel sistema. È colpa vostra. E della vostra ipocrisia!
Questo post non è per tutti. È solo per chi, come me, può ancora permettersi di vivere senza chiedere, senza supplicare, senza inginocchiarsi, per chi ha scelto la solitudine piuttosto che la complicità, per chi ha capito che il prezzo della dignità, a volte, è stare fuori dal gioco.
E io quel prezzo, ve lo assicuro, lo pago sempre e lo continuo a pagare volentieri. Ogni giorno!
Sì… fino al giorno in cui, come già ho fatto in passato, prenderò le mie valigie e me ne andrò lontano da questo paese, per non vedere più questo indegno spettacolo. Ma anche da lontano, chissà… potrei anche continuare a scrivere. Perché la dignità non ha confini. E la verità, quella, non smette mai di farsi sentire.
No… non mi riferisco ai miracoli in senso stretto, cioè a tutti quei prodigi a carattere religioso a cui la maggior parte dei credenti confida, no… non è quella la peculiare facoltà di questo “Santo”, quella cioè di essere taumaturgo…
Il santo a cui mi riferisco non ha nulla a che fare con la ricorrenza di quel San Nicola che cade proprio il 6 dicembre e che porta in diversi luoghi della Campania ad accendere dei falò affinché il Santo porti prosperità e benessere a tutta la comunità.
No… il San Nicola di cui parlo non è quel vescovo dell’Asia Minore le cui spoglie furono traslate a Bari e dove in suo onore venne costruita una magnifica cattedrale, come d’altronde non è il moderno “Santa Claus” dei paesi anglofoni che altro non è che la derivazione dall’olandese di San Nicola…
Già… il san “Nicola” di cui parlo potrebbe avere delle similitudini con il protettore di quelle “ragazze da marito”, lo stesso che a Castelvetere in Val Fortore vicino Benevento, viene invocato dalla ragazze che vogliono trovare un fidanzato e che nel corso della processione del 6 dicembre offrono a quel loro protettore i cosiddetti “pani di san Nicola”.
Si… una cosa posso dirla, questo chiamiamolo “santo” di miracoli ne ha fatti tanti, già sono tante le ragazze che gli devono molto, purtroppo come sempre avviene in questi casi, a miracolo ottenuto, ci si è dimenticati e con il tempo di quel “santo” si è fatto di tutto per escluderlo dalla propria ente…
D’altronde qualcuno lo descrive ancora come birichino, qualcun’altra lo ricorda poco angelo e un po’ più demone, ma alla fine quanto gli è stato chiesto, quanto si desiderava ricevere, ecco a quelle richieste (volute o desiderate…) quel santo ha mantenuto le aspettative, e forse se oggi molte di loro hanno trovato quel po’ di serenità desiderata, sicuramente molte di esse, lo devono proprio a quel san “Nicola”…
Cosa aggiungere, grande generosità di sentimenti (e non solo…) hanno accompagnato la sua vita, egli come un principe ha saputo rivelare grande altruismo, assoluta liberalità e forte abnegazione…
Egli difatti come quel santo certamente più famoso, ha ricordato con le proprie azioni quanto compiuto a tre fanciulle, il cui padre non disponendo dei denari della dote le aveva destinate alla prostituzione: San Nicola comprendendo quanto stava per accadere, passò di notte vicino alla loro casa e gettò al loro interno tre sacchetti, sì… pieni di monete d’oro, perché esse potessero sposarsi onorevolmente.
Se state cercate un miracolo… sì, forse siete nella pagina giusta!!!
Ogni tanto penso che, quanto cerco di diffondere attraverso il mio blog, non porti a nulla di buono…
Ho l’impressione che sono in molti, coloro che preferiscono continuare a vivere la loro vita, in modo del tutto anonimo o restando di fatto, “indottrinati” da questo sistema…
Non so quanti di voi hanno visto il remake del film di fantascienza degli anni 30 (del regista austriaco Fritz Lang) intitolato “Metropolis”: una città divisa in due; ai piani alti quei grattacieli ove vivevano i ricchi e i dirigenti; in basso, in quell’inferno industriale, vi erano le masse: individui allineati, ridotti ad automi e costretti a lavorare senza mai riposo, ma soprattutto senza alcuna speranza di un futuro migliore…
Ora, se paragoniamo quella città alle nostre, notiamo come quel sistema “classista” è perfettamente rappresentato, nella nostra attuale società civile, ma mentre lì… sì almeno lì nel film, si giunge a una ribellione di massa, fuoriuscendo da quel sottosuolo… qui da noi, tutto resta assopito…
Io comunque nel mio piccolo, cerco di contrastare chi vorrebbe sedarmi, con i fatti le parole… e pur comprendendo di avere un significante seguito (me ne accorgo quotidianamente dai numeri delle visualizzazione…), tento di esprimere in maniera obbiettiva quanto avviene intorno e affrontando temi certamente impopolari e a volte fastidiosi, per tutti coloro che in qualche modo, si ci immedesimano…
Comprendo perfettamente che se scrivessi cazzate su gossip, ricette di cucina o mettessi immagini semi scoperte di modelle/i acquisterei certamente più popolarità…
Ma la celebrità… lasciamola ad altri, a chi non ha niente da dire…
Io vorrei un giorno essere ricordato per il mio impegno costante, per aver dimostrato quella piena volontà di combattere l’illegalità, in tutti quei settori nella quale si è insinuata, il tutto concretizzato non solo con le parole… ma soprattutto con i fatti!!!
D’altronde ogni attività del pensiero che non sia diventata scrittura è in fin dei conti assolutamente priva di valore, perché inquieta se mai, solo chi se la inventa e non fa storia…
Stasera, vorrei coinvolgervi con una impressione: ogni tanto, ho la sensazione di avvertire un certo scoraggiamento, già, mi sento come Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento…
Assisto a come molti dei miei conterranei, sono ormai interconnessi con quel mondo corruttivo e legati a quel potere clientelare politico/mafioso, ed è per questo motivo, che a essi, non interessa ascoltare…
Il sistema è questo è chi non si adegua e vi fa parte… è fuori!!!
Io da SICILIANO, penso che se questo è il mondo con il quale dovrò convivere per i prossimi vent’anni… mi viene nuovamente voglia di andarmene… ma questa volta per non tornare più!!!
Per fortuna che ogni tanto accade qualcosa d’inaspettato, che mi fa ritornare nei miei passi…
Per esempio quanto è successo questa mattina a mia figlia: si trovava intorno all’ora di pranzo in Piazza Stesicoro adiacente al “Macdonald”, insieme ai suoi compagni di classe…
Ad un certo punto mi ha riferito, ci siamo spostati vicino ad una chiamiamola “panchina”…
Si tratta dopotutto di alcuni blocchi colorati, comunque, in questa vi era seduto un signore… che “destreggiava” con il suo cellulare, quando all’improvviso si è accorta che quel signore, stesse guardando una pagina web a Lei nota….
Sorpresa da quell’evento, ha chiesto a quel signore: scusi… ma sta leggendo “Liberi Pensieri” ( mi ha riportato: papà… ho visto che è rimasto sorpreso dalla mia domanda…), si perché??? ( ha risposto l’interlocutore…) è il blog di mio padre; ah… e come si chiama? Nicola Costanzo!!! A quel punto, avendo compreso che mia figlia stesse dicendo la verità, si è confidato: leggo spesso tuo padre, mi piace come scrive… in maniera semplice, chiara, ma soprattutto mi piace perché dice la verità; digli che lo ammiro molto: il mio nome è Ivan Can_____ro!!!
Grazie Ivan…
Ecco, questo è il motivo perché non mi voglio fermare… perché fintanto c’è la possibilità di togliere a quel sistema, anche soltanto un soggetto… ecco che allora la guerra, non potrà mai essere persa…
Dopotutto cosa vuoi fare… io sono così: Scrivo come posso, quando posso, dove posso… Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto!!!
Che gli italiani leggano di meno è assodato e ancor meno sono coloro che s’informano leggendo i quotidiani…
Quanto sopra è dimostrato dai dati pubblicati che dimostrano come di contro, siano aumentati coloro che preferiscono informarsi leggendo le notizie sul web, risparmiando così, l’acquisto di quei quotidiani.
Quindi, se pur c’è ancora gente che non rinuncia a leggere il giornale, in particolare le persone anziane… è certo che ormai, vi è per quest’ultimi, un declino inesorabile…
Di contro sappiamo come sono cresciuti i lettori del web… non solo tra i giovani, ma anche tra quanti hanno da poco, iniziato a conoscere le nuove applicazioni apportate dagli smartphone e dai tablet…
In sostanza, molti di quei soggetti, erano persone che facevano a meno della tecnologia e che adesso provano, a stare a passo con i tempi…
Da una analisi è emerso che su una popolazione complessiva, i lettori in genere rappresentano circa 1/3 del totale e che di questi solo il 10% è un assiduo lettore e che, per tenersi informato, acquista ogni giorno il quotidiano… Il restante dei soggetti, preferisce dedicarsi al web e rappresenta il 25/30% di quel residuo…
Quindi su una popolazione di 90.000 abitanti, i lettori potenziali sono circa 30.000 e tra questi, quelli assidui che acquistano il giornale sono circa 3.000, gli altri fanno uso quotidiano dei siti che pubblicano notizie diretta…
Dopotutto se pur in aumento… il numero complessivo degli utenti attivi sul web e cartaceo – in un giorno medio qualsiasi – è posizionato intorno 50%…
Facevo quindi due conti… prendendo per esempio la città di Catania, con i suoi 350.000 abitanti, dividendo per 1/3 e considerando il 10% di quest’ultimi che acquistano il quotidiano… parliamo di circa 11.600 unità, mentre i restanti – rappresentanti mediamente del 25% dei lettori – le notizie le osserva dal web… con una stima approssimativa in eccesso di circa 22.000 visualizzazioni…
Per cui… quando un post (articolo) riceve per la città di Catania circa 20.000 visualizzazioni… si comprende come quel messaggio è stato letto dalla maggior parte di quei cittadini che volevano conoscere la notizia…
D’altronde è evidente che quando le visualizzazioni superano le 20.000… significa che l’argomento era d’interesse e che quasi tutti i lettori del web, si sono dedicati a leggerlo…
Bisogna inoltre aggiungere che quando quei contatori, accrescano in maniera esponenziale… è perché di solito è stata pubblicata una notizia sconvolgente… Come per esempio la notizia di un terremoto oppure il rischio imminente di una calamità o l’azione violenta di un gruppo terroristico o anche purtroppo, la notizia gossip sulle ultime indiscrezioni di qualche personaggio Vip dello spettacolo, in particolare se questa è accompagnata da un immagine scandalosa…
Ovviamente nessuno dei casi sopra citati, rappresentava la mia intervista ed è per questo quindi che volevo esprimere la mia personale gratitudine ad ognuno di voi… Sì, voglio ringraziare tutti coloro. che hanno dedicato il loro tempo a leggersi l’articolo sul quotidiano web -Live Sicilia Catania- e che ha permesso stasera allo stesso, di raggiungere le 21.000 visualizzazioni con il link:http://catania.livesicilia.it/2016/07/29/appalti-truffe-e-potere-tutto-sullimpero-dei-basilotta_385073/ Cosa aggiungere, il Mahatma Gandhi diceva “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo“. L’altro ieri ho acquistato in una bancarella della fiera di Catania un libro di Osho e c’è una frase del libro che mi ha toccato: “Non fare mai nulla per il senso del dovere, di responsabilità o perché qualcuno si aspetta che tu lo faccia. Io insegno una sola responsabilità: quella verso se stessi. Tutte le altre seguiranno da sole, senza che tu debba fare alcuno sforzo. E quando le cose accadono senza sforzo, possiedono un’incredibile bellezza”.
Al di la delle dinamiche giudiziarie che richiedono tempi processuali, emerge in ogni caso un quadro poco rassicurante…
La gestione Istituzionale in ogni caso richiede uno spirito contrapposto al management sottoposto a sequestro ( è necessario azzerare qualsiasi forma di continuità ), anche se trattasi di vicende complesse e quindi pur non sussistendo bacchette magiche, è opportuno salvaguardare il livello occupazionale.
La riservatezza delle notizie apprese in via confidenziale ( è scontato che le stesse se hanno rilevanza devono essere tempestivamente portate a conoscenza del Giudice Delegato del procedimento di Misure di Prevenzione_ estensione art. 35 D.Lgs 159/2011 ).
Un plauso a Nicola Costanzo, per non essersi consegnato alla cultura del silenzio, per contribuire a decodificare le dinamiche aziendali (la Misura del sequestro è stata applicata in via preventiva perché sussistono molteplici elementi …), agevolare l’attività di indagine che, hanno già consentito all’autorità giudiziaria di ritenere fondate le ipotesi delittuose e condannare il Presidente ANCE Salvatore Ferlito, nonché l’avvio di altri procedimenti di indagine alla luce delle dichiarazioni rese innanzi l’Autorità Giudiziaria.
Per fortuna, la prevaricazione mafiosa è minoranza anche se organizzata, ed ognuno di noi deve essere portatore di valori di solidarietà contrapposti a qualsivoglia forma di prevaricazione materiale e/o morale.
La mafia è soltanto male e bisogna controbattere anche sotto il profilo ideologico qualsiasi forma di giustificazione, dove taluni tendono a sviluppare il concetto ERRATO che esisterebbe mafia buona e mafia cattiva…
LA MAFIA E’ SOLTANTO MORTE E PARASSITISMO SULLA VITA DEGLI ALTRI!!!
Ascoltavo questa mattina Radio Deejay, quando Linus e Nicola chiedevano agli ascoltatori di rispondere alla seguente domanda: quando vi dicono “Che bel cane!”, cosa rispondete?
Nel frattempo hanno postato un video su You Tube che secondo loro… aveva pochissime visualizzazioni… forse a causa del titolo dell’argomento che sembrava ai più… futile!!!
Guardando il video si comprende come di contro l’argomento, esprime per nome dell’intervistato… un meccanico, un disagio grave e preoccupante, in particolare proprio da noi del Sud e cioè la mancanza totale di lavoro…
All’improvviso le visualizzazioni… sospese a poche decine… ecco, grazie a quel messaggio radiofonico, sono sbalzate a circa 50.000!!!
Questa è la cruda realtà… differente da quella che giornalmente ci viene raccontata dai nostri governanti e sono in molti quelli che – pur coscienti – fanno finta d’ignorarla…
Un fallimento completo della politica e dei suoi referenti, che hanno permesso in questi lunghi anni, che tale disastro si compiesse…
Sì… “che bel cane”… almeno lui comprende il disagio che sta vivendo il suo padrone e cerca, con la sua presenza… di consolarlo.
Altri non hanno avuto nemmeno quella bestiola accanto a loro ed hanno preferito difatti… andarsene in completo silenzio.
Già, sono stanco di combattere contro tutta una serie di dilettanti… Si… mi sono stancato!!!
E’ dire che…, se un giorno me l’avessero detto non ci avrei creduto…, anche perché per sfiancare il sottoscritto c’è ne vuole, eppure sembra che pian piano ci stiano riuscendo…
Vi starete chiedendo, di cosa o di chi sto parlando???
Sono certo che vi meraviglierete di sapere a chi dedico questo mio post, già non crederete a vostri occhi…, sarete sorpresi con quanto ho deciso di affidare all’opinione pubblica!!! Quanto andrò di seguito a raccontare, si basa su una serie di procedure e di meccanismi aberranti, che non hanno fatto altro, che prolungare il tempo all’infinito…, operando con l’esclusiva volontà di traslare quanto più possibile, ciò che era indispensabile realizzare all’istante, prontamente, nel più breve tempo possibile, ed invece, attuando e posticipando quanto sopra, si è soltanto tolto del tempo essenziale ed ovviamente la ” salute ” del sottoscritto… Come si dice…, si sa che quando s’inizia una battaglia, non si è mai certi dell’esito e si sa anche, che ci sono periodi nei quali, i combattimenti ( perché di questo ormai stiamo parlando…) si prolunghino più del necessario – cioè oltre quel termine ragionevole perché si possa giungere ad un esito, positivo e/o negativo non sta me dirlo…, ma che si possa giungere ad una definizione certa e non più aleatoria – che conduca infine ad esaurire anche quelle residue forze messe in campo, contribuendo cosiffatto, ad indebolire anche quell’ultimo entusiasmo fin lì espresso… Perché sono quelli i momenti in cui, anche al più “onesto guerriero”, viene da pensare che forse sia giunto il momento di ritirarsi, di non prolungare più del dovuto una guerra che è ormai divenuta del tutto inutile!!! Ecco che alla fine si è riusciti nell’intento e cioè di distruggere fisicamente anche quello stesso combattivo, sicuramente vincitore, ma che ora pensa di ritirare le proprie forze dal campo di battaglia per concedersi finalmente una tregua… Ciò è quanto dovrebbe accadere anche al sottoscritto, ma non so dirvi il perchè, sarà questa mia natura… ecco, a differenza di quel cosiddetto “guerriero”…, io, non abbandono mai la lotta, poiché persevero nella volontà che la giustizia faccia sempre il proprio corso, pur quando, gli uomini scelti e messi in campo, dimostrano inadeguatezza, debolezza e inesperienza, arrestandosi “casualmente” prima di quando vi possa essere, una eventuale remota possibilità di scontro… ed è per questo, che mi fermo in attesa, del migliore momento, per sferrare un nuovo mirato attacco!! Una vicenda, questa, che rivelata potrà sembrare incredibile… ma quanto andrò “a breve” a raccontare, trova conferma, in una serie di azioni e atti, che finora non sono ancora emersi, per la sola esclusiva volontà di coloro che avrebbero dovuto farlo, e che per le ragioni sopra espresse, si trovano – in questo preciso momento – in estrema difficoltà!!! Difatti, quanto andrò a riportare, rappresenta in compiuto, quanto in molti vanno dichiarando; mi riferisco a quei ” principi della legalità “, che tanto si ergono nei loro palcoscenici pubblici – abilmente preparati – ma che poi, in sostanza non hanno volutamente attuare, anzi, quando ciò è accaduto è stato soltanto perché spinti da terzi… Tendono quindi a scaricare su altri… quelle indotte azioni, addossando, proprio a coloro da cui avevano ricevuto il sostegno, le colpe del loro operato, che mai avrebbero ( viste le ripetute e continue marce indietro ) voluto compiere… Ovviamente esiste un motivo a quei tipi di comportamento, che trovano spiegazione e conferma nei silenzi, in quei modi d’operare, in quel saper intuire quando – ed in questo sono maestri – è meglio non mettere il dito nell’acqua calda…
Una denuncia di esercizio realizzata da quegli “uomini dello stato ” che non sempre purtroppo rappresentano lo Stato, ma bensì fanno parte di quei personaggi che nel corso degli ultimi anni, hanno solo svolto, trattative, ammorbidimenti, concessioni, disorientamento, ostacoli, per far si che non emergano, depistaggi, reticenze e collusioni… Come ha giustamente dichiarato il Magistrato antimafia palermitano – Antonino Ingroia – incaricato dalle Nazioni Unite in Guatemala per seguire da vicino le rotte del narcotraffico internazionale: le reticenze e le omertà non sono solo degli uomini di mafia, ma ci sono depistaggi e reticenze degli uomini dello Stato e delle istituzioni, e quando queste reticenze e depistaggi vengono da uomini dello Stato e delle istituzioni che ostacolano la verità, non ce la possono fare da soli, hanno bisogno di voi, della società civile che questa verità la vogliono: la verità è una conquista collettiva! Certo, quanto dichiarato è vero… serve un impegno doppio affinché possa emergere la verità, ma quando il sostegno richiesto, viene successivamente dato, ecco che ci si accorge di come esiste una barriera invisibile creata a mo’ di muro, che scontra con l’indifferenza di un sistema, che impone che nulla debba cambiare… ed è allora che risulta impossibile, continuare a credere, che si possa vincere!!! CONTINUA…