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Ecco come si aggiustano i processi per mafia…

Le dichiarazioni riportate dal pentito Carmelo D’Amico nell’aula della Corte d’Assise di Messina, dove si stava celebrando un processo per omicidio di mafia, sono state alquanto forti… ed hanno dato il via ad una serie di verifiche da parte dei giudici del distretto di Reggio Calabria, che hanno di fatto competenza territoriale, sulle vicende in cui sono coinvolti i giudici messinesi.

Il pentito ha detto: abbiamo corrotto qualche pubblico ministero, qualche procuratore generale e abbiamo “aggiustato” qualche processo molto importante…
“Minchia… cosa dovevano fare di più, hanno fatto tutto…”, certo che se quanto dichiarato fosse realmente vero, non so più a quale santo bisogna votarci… 
Il pentito, alle domande del Pm ha risposto in questo modo: guardi, io ho deciso di collaborare con la giustizia, perché sono stato sempre chiuso al 41 bis, da quando mi hanno arrestato dal 2009; ovviamente stando da solo ho avuto modo di riflettere…ed anche perché il 41 bis è sicuramente un carcere duro… ed è per quei motivi che ho deciso di cambiare vita, anche se avrei avuto la possibilità di uscire prima o poi… dal carcere, perché io, ho esperienza nei processi… perché abbiamo aggiustato o meglio… la nostra organizzazione ha aggiustato diversi processi, abbiamo corrotto qualche giudizio di cui ne ho parlato, abbiamo corrotto qualche pubblico ministero, qualche procuratore generale e abbiamo aggiustato qualche processo molto importante e quindi c’era una alta  possibilità che io potessi uscire dal carcere.”
Il processo a detta del pentito “più importante”, sarebbe stato quello scaturito dal triplice omicidio Geraci-Raimondo-Martino, avvenuto la notte del 4 settembre 1993 alla stazione di Barcellona: le vittime erano tre ragazzi di Milazzo e furono giustiziate perché avevano superato i confini territoriali del loro comune e si erano spinti oltre… sino a Barcellona P.G. per poter commettere i reati…
Il pentito, tra le sue ammissioni  ha toccato anche toccato anche l’Arma dei carabinieri con le sue dichiarazioni: ho avvisato pure Carmelo Bisognano dell’operazione Icaro, l’ho avvisato io che c’era l’operazione in corso, perché avevamo saputo praticamente, tramite carabinieri “corrotti” che noi, avevamo sul libro paga dal ’90, carabinieri corrotti di cui uno apparteneva alla… alla squadra catturando latitanti, un altro era nella Dda… nella Dda che faceva la scorta… e tanti altri, tra carabinieri e poliziotti, che sono sui nostri libri paga e che ne ho parlato purtroppo”.
Infine, il passaggio alla Cassazione:  la nostra associazione – ha detto D’Amico – era molto ramificata a livello politico, a livello istituzionale, era una delle più potenti che c’era in Sicilia, aggiungendo che la cosca barcellonese e anche molto sanguinaria… 
Noi siamo arrivati anche sino alla Cassazione a sistemare un processo molto noto!!!
Abbiamo corrotto un giudice di Cassazione, io stesso sono andato personalmente insieme a Pietro Mazzagatti Nicola, per corrompere questo giudice nativo di Santa Lucia del Mela e che risiede attualmente a Roma; abbiamo come le dicevo queste persone ed era per questi motivi, che le dicevo prima… che ero sicuro di uscire, perché sapevo che avrei goduto dell’appoggio in Cassazione di questo giudice corrotto…”
Certo a sentire queste dichiarazioni si resta sconvolti e dobbiamo trattenere qualsivoglia esternazione personale sperando che si sia trattato dell’ennesimo tentativo di impressionare i media, per dar modo al processo di aumentare quella propria audience…
Se così non fosse… sarebbe meglio applicare quella citazione che diceva: se i processi fossero risolti a pari e dispari almeno la meta’ delle sentenze sarebbero giuste!!!

SICILIA: la chiamano "ripresa" ma è stagnazione!!!

Ci vuole coraggio a chiamarla ripresa, ed è veramente un quadro poco consolante quello dato da tutti gli osservatori sulla nostra economia e soprattutto sul lavoro…
Ci raccontano che l’economia siciliana è in crescita, certo, più lentamente di quanto previsto, ma non ci viene detto che coloro che raccontano queste frottole, fanno parte essenziale di quel sistema che vuole, a tutti i costi, che si resti in questo stato di fatto…
Soltanto chi guarda i dati reali si accorge come la nostra produttività e competitività sia ai minimi termini, che la disoccupazione non è diminuita anzi tutt’altro e quei nuovi occupati sono da legare esclusivamente a quei cosiddetti buoni di lavoro “voucher” per professionalità occasionali ( non per nulla, i dati sugli occupati rilevati dall’Istat nella nostra regione parlano di circa 33.000 unità, che stranamente risultano molto più alti rispetto ai dati reali INPS che ridimensionano quella nuova occupazione, ufficialmente registrata in 17.800 unità…
Non parliamo d’imprese sempre più in liquidazione o fallimento ed ancor peggio va alle imprese artigianali…
Mancano di fatto gli investimenti sia quelli privati che anche quelli pubblici!!!
Si salvano soltanto i generi di prima necessità… mentre la parte restante di quel proprio reddito va destinata all’abitazione ed alle utenze e a tutte quelle spese obbligatorie di cui non si può fare a meno, come trasporti, comunicazione, cultura, ed anche… sanità.
Il reddito familiare è sempre più in crisi e non basta certamente a sopravvivere… in particolare quando la famiglia è mono reddito…
Ho letto che con questa dinamica… “occorrerebbero circa 3 anni per ridurre di un solo punto il tasso di disoccupazione e sarebbero necessari circa 6 anni per tornare al reddito procapite del 2008″.
Però c’è sempre il deficiente di turno che ci ripete che “siamo in ripresa“!!!
Forse, debbo credere che quei soggetti, fanno riferimento ad un’altra economia… chissà probabilmente ne fanno parte o ne usufruiscono direttamente…
Può darsi che egli si riferisca al mercato nero… all’economia prodotta dalla nota associazione malavitosa, oppure da tutto quel mondo del lavoro sommerso ancora tanto presente ( tanto non c’è nessuno che controlla…), dalla vendita di prodotti e di gadget clonati, di quel mondo parallelo fatto d’evasione che costituisce certamente la faccia nascosta di quell’altra nostra economia…
Un fenomeno… almeno quest’ultimo, certamente in crescita nella regione e che non viene affrontato a dovere, proprio perché permette a tanti, d’usufruire di quei beni o di ricevere in contanti una parte di quel denaro “invisibile”, per far si, che tutto proceda in maniera illegale e disonesta… 
Dopotutto se nella nostra regione lo scarto tra il reddito dichiarato e i beni posseduti (o i consumi privati realizzati) è il più elevato tra tutte le regioni in Sicilia (140%) un motivo ci sarà… 
E’ certo che, fin quando si continuerà a restare in maniera immobile a guardare così gli eventi, senza che la maggioranza dei cittadini riprenda in mano la propria indipendenza “morale” e soprattutto fintanto che non si ristabilisca con le azioni, quei principi di uguaglianza, rispetto e democrazia… non ci potrà essere mai, alcun futuro…
Resteremo bloccati… qui su questa terra, arida e sterile, a riflettere su noi stessi… quasi fossimo quella nave “arenata” sulla spiaggia, in attesa di un’onda che finalmente ci permetta di riprendere… quel viaggio della speranza!!! 

Andrea Piazza: "la mafia è soltanto morte e parassitismo sulla vita degli altri"

Al di la delle dinamiche giudiziarie che richiedono tempi processuali, emerge in ogni caso un quadro poco rassicurante… 
La gestione Istituzionale in ogni caso richiede uno spirito contrapposto al management sottoposto a sequestro ( è necessario azzerare qualsiasi forma di continuità ), anche se trattasi di vicende complesse e quindi pur non sussistendo bacchette magiche, è opportuno salvaguardare il livello occupazionale.
La riservatezza delle notizie apprese in via confidenziale ( è scontato che le stesse se hanno rilevanza devono essere tempestivamente portate a conoscenza del Giudice Delegato del procedimento di Misure di Prevenzione_ estensione art. 35 D.Lgs 159/2011 ). 
Un plauso a Nicola Costanzo, per non essersi consegnato alla cultura del silenzio, per contribuire a decodificare le dinamiche aziendali (la Misura del sequestro è stata applicata in via preventiva perché sussistono molteplici elementi …), agevolare l’attività di indagine che, hanno già consentito all’autorità giudiziaria di ritenere fondate le ipotesi delittuose e condannare il Presidente ANCE Salvatore Ferlito, nonché l’avvio di altri procedimenti di indagine alla luce delle dichiarazioni rese innanzi l’Autorità Giudiziaria. 
Per fortuna, la prevaricazione mafiosa è minoranza anche se organizzata, ed ognuno di noi deve essere portatore di valori di solidarietà contrapposti a qualsivoglia forma di prevaricazione materiale e/o morale. 
La mafia è soltanto male e bisogna controbattere anche sotto il profilo ideologico qualsiasi forma di giustificazione, dove taluni tendono a sviluppare il concetto ERRATO che esisterebbe mafia buona e mafia cattiva…
LA MAFIA E’ SOLTANTO MORTE E PARASSITISMO SULLA VITA DEGLI ALTRI!!!

La sola cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla…

Mai frase è stata così profetica per questa terra…
E dire che che Edmund Burke… la scrisse più di tre secoli fa!!!
Questa difatti, rappresenta la vera storia della lotta alla mafia in Sicilia, dove si raccontano quotidianamente falsità e si fa poco o nulla per contrastare in maniera decisa quell’associazione criminale e i suoi affiliati… 
Lo so che non è corretto dire che la maggior parte dei nostri imprenditori sono collusi con quel sistema, ma certamente sono pochi gli imprenditori onesti, che tentano tra mille difficoltà di sviluppare senza alcuna “agevolazione”, la propria impresa, ricercando nuovi mercati e contribuendo così facendo, alla crescita anche di nuovi posti di lavoro, attuando sempre i principi ed il rispetto della legalità!!!
Ma quanto poi si ottiene ad essere onesti o a non farsi corrompere e sottomettere, quella è tutt’altra storia… 
Sappiamo bene come sia lo stesso sistema a condizionare quel tipo d’imprese… in quanto esse (a differenza di altre colluse concorrenti…) hanno deciso di restare fuori da quei gruppi di potere…
Ecco quindi che, per contrastare quella società antagonista e per limitare l’indipendenza “morale” di quell’imprenditore, s’iniziano a produrre una serie d’impedimenti per intralciare quella “libera” concorrenza… non autorizzata!!!  
Per esempio, si manifestano problemi di natura burocratica con le PA o meglio con alcuni dipendenti collusi assoggettati ai loro padroni mafiosi… quindi seguono dinieghi su eventuali richieste d’affidamenti presso banche o società di servizi…
Vanno ad annullarsi improvvisamente tutte quelle trattative per la definizione di contratti d’appalto e si rescindono improvvisamente quelli già definiti, con motivazioni più o meno futili, dando il via a controversie civile e amministrative che vanno ad aggiungersi a quelle già numerose presenti presso i Tribunali… 
Se a quanto sopra si sommano tutti i problemi derivanti dal carico fiscale complessivo (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi, ecc…) di cui il prelievo medio fiscale si aggira intorno al 60% sugli utili d’impresa… ecco quindi che la fine di quell’impresa è certamente assicurata!!! 
Ed è per questo preciso motivo che l’equazione MAFIA=LAVORO raggiunge da noi, la sua massima espressione!!!
Non ha importanza quindi quanto si faccia per cambiarlo questo sistema… non conta a nulla dimostrare di non aver pura o non essere omertosi… perché alla fine c’è sempre qualcuno (o meglio la maggioranza dei miei conterranei… ) che con quel sistema e quelle metodologie “campa“, avendo l’opportunità di percepire a nero, mazzette e/o bustarelle, da utilizzare per comprarsi anche e soltanto, l’ultimo modello di “Iphone”…
Già…  basta poco a corromperli!!!
Purtroppo in questa nostra terra… c’è anche chi si vende soltanto per quell’unico diritto previsto dalla nostra costituzione: IL LAVORO!!!
E dirsi che l’Articolo 1 della nostra Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
Nessuno di noi ovviamente crede che quel cosiddetto “diritto al lavoro” implichi direttamente una offerta di lavoro pubblico… ma bensì ciò che viene richiesto a questo “Stato” è che realizzi almeno quell’unico intervento richiesto, rappresentato, nel saper rimuovere tutti gli “ostacoli” presenti, promuovendo quelle necessarie condizioni, che consentano a chiunque – e non solo quindi a quei noti “raccomandati” e figli di papà o a tutti quei soggetti, inginocchiati e sottomessi da quel sistema politico/mafioso clientelare al quale si affidano – di poter entrare a far parte definitivamente in quel mercato del lavoro…
Lo so è dura continuare a combattere contro questo sistema… ma soltanto chi ha deciso da tempo di fermarsi, ha già perso… e non parlo soltanto di rispetto, ma anche della propria dignità!!! 

Crescendo, a scuola, nessuno mi ha mai definito un «innovatore». Affatto. Mi hanno chiamato «diverso»! mi hanno chiamato «strano»! mi hanno chiamato con un altro paio di parole che non posso ripetere qui! Allora per fortuna mia madre mi ha insegnato che essere diversi è una buona cosa, che essere diverso significa che puoi fare davvero la differenza. Tu che stai leggendo e vieni chiamato «strano», vieni chiamato «diverso» o qualsiasi cavolo di nome ti diano, sono qui per dirti che coloro che ti criticano non contano niente. Le loro parole svaniranno, tu no. Rimani folle. Rimani affamato. Sogna, lavora sodo e chissà, magari un giorno ti troverai in piedi su un palco; magari un giorno qualcuno ti darà un premio e ti chiameranno innovatore.

La verità è una sola: la mafia esiste perché esistono i siciliani!

Non sono io a dirlo… 
Ma è una frase riportata nella copertina posteriore di un bel libro… intitolato “Tutto a posto” scritto da Alfio Caruso…
Ogni qualvolta che qualcuno si permette di affermare che la “mafia” sia di fatto connaturata con la società civile o con quella mentalità collusiva, ecco che viene immediatamente ricoperto di insulti da tutti quei “vespri” che si scoprono all’improvviso come difensori di quell’onore offeso siciliano… 
Ecco quindi le solite frasi fatte: “la mafia non esiste… è soltanto la solita porcata creata per danneggiare noi poveri cittadini del Sud”…
Ma forse la verità va ricercata da un’altra parte, senza esagerare con i pregiudizi, ma impegnandosi sempre a rispettare l’autenticità dei fatti…
La Sicilia e quindi i siciliani… storicamente hanno purtroppo sofferto sulla propria pelle, quella mancata presenza dello Stato o meglio di uno Stato “forte” e quindi, quello stato di cose, ha permesso di sviluppare una totale sfiducia nei suoi confronti e permettendo di conseguenza a quella associazione criminale, di modificare nei cittadini quella propria mentalità, secondo la quale, grazia alla mafia si può tirare avanti…
Pian piano quella mentalità “contorta” si è andata diffondendo e i cittadini, si sono ritrovati “inquadrati” a quel modo perverso, “rispettoso e rispettabile” verso chi poteva concedere loro, quanto si andava chiedendo…
Ecco è grazie proprio a quella “assenza”… che si è favorito un fenomeno, quello mafioso, che ha iniziato a dimostrare la propria forza – non solo economicamente e finanziariamente – ma anche attraverso quelle modalità ben conosciute sia d’aggressività che di violenza, consentendo così d’ampliare in tutti, quel concetto di “omertà”…
Ma andando nel concreto: perché i siciliani credono d’aver bisogno – quasi fosse una fede… della mafia???
Ma se è vero che questo sentimento congenito possa aver condizionato i nostri anziani e chissà forse anche i nostri genitori, adesso, in questo preciso momento, un periodo nel quale i nostri giovani si ritrovano moralmente liberi e certamente distanti da quelle mentalità ristrette… a cosa è dovuta quella ricercata vocazione nei riguardi di quei personaggi??? 
E’ una loro scelta oppure una decisione dei propri familiari che da sempre, perseguono quel malcostume???    
Dopotutto, analizzando i fatti… come potremmo dargli torto, la mafia è ovunque, in tutti i settori: si è infiltrata nelle PA, si aggiudica quasi tutti gli appalti… producendo di conseguenza opportunità di lavoro (tutti voti che al momento opportuno verranno ovviamente barattati all’amico politico…), permette ai professionisti di accumulare parcelle, un vero e proprio sistema manageriale “integrato” che fa in modo – a chi appartiene a quel sodalizio- di ricevere vantaggi o certamente privilegi…
Una volta si bruciavano santini e si facevano giuramenti vari e chi tradiva “a famigghia” rischiava di essere investito dai colpi di una “lupara”…
Ma oggi la mafia ha cambiato metodo… ha progredito diventando una “S.P.A.” non solo finanziaria ma è riuscita a mettere i propri artigli nella politica, per comandare non solo nella nostra regione, ma anche dalla nostra capitale… essendo stata capace in questi anni, di trasferire i propri uomini nelle due camere istituzionali… o c’è qualcuno tra i lettori che si è già dimenticato i nominativi di quanti sono stati e lo sono tutt’ora, indagati per associazione mafiosa???
Le elezioni in Sicilia, ieri come oggi, sono sempre state manipolate e la mafia ha potuto eleggere in Parlamento quei suoi rappresentanti…
Già… un problema del tutto nostro… quello della “memoria”; si è inclini a dimenticare presto quegli uomini ed in particolare, quelle loro spregevoli azioni… 
Ecco quindi il perché oggi, la stra-maggioranza dei miei conterranei, ricorre a quei mafiosi, siano essi politici, che uomini istituzionali, imprenditori o benefattori… è una intera comunità che si presta a diffondere quel mal costume, che si sottomette a quel sistema per protezione ed anche per sottomissione… perché in fondo il messaggio che deve passare è quello che la legge viene rispettata soltanto da “cu è fissa” mentre “cu è spacchiusi” può permettersi di violarla!!!
Agli altri… a tutti gli altri, non resta che soccombere e farsi sopraffare da quei prepotenti… 
Il titolo sopra riportato è ovvio da fastidio a molti, ai tanti uomini e donne oneste che nel loro piccolo e con le loro piccole azioni, tentano di contrastarla quella mafia… ma fintanto che i siciliani, non saranno in grado di distinguere ciò che costituisce il proprio interesse personale da quello pubblico, diventerà difficile credere che si potrà veder crescere quel sentimento d’amore per questa propria terra… e tutto continuerà a rimanere per com’è!!!

Una cosa è la mafia, un'altra la mafia dell'antimafia e un'altra cosa è la LOTTA ALLA MAFIA!!!

Già… dice bene Pietrangelo Buttafuoco: “tutti hanno paura di tutti, della mafia, della burocrazia, dei giornalisti…“. 
Tutti in questa terra dimostrano d’aver paura… e aspettano che sia sempre la giustizia a fare il proprio corso, a risolvere i problemi legati alla criminalità e a saper riutilizzare nel sociale, tutti quei beni patrimoniali confiscati, prevedendone l’assegnazione ed il riutilizzo delle ricchezze di provenienza illecita, così come prevede l’applicazione della legge 109/96…
Si tratta cioè di far tornare nuovamente in campo, lo Stato in Sicilia!!!
E’ difatti da un po di tempo che mi sto convincendo, come sono sempre più rari i casi in cui qualcuno faccia il proprio dovere, a cominciare da quei nostri imprenditori, per continuare con un numero elevato di burocrati, ormai conosciuti con l’appellativo di “colletti bianchi”. 
Se guardiamo di seguito la cartina, possiamo vedere come, la nostra regione, supera per provvedimenti di confisca tutte le altre e aggiungerei anche “in modo impressionante”!!!
Qualcosa quindi da correggere c’è… in particolare se rapportiamo questo dato con altre realtà del nord, sicuramente più ricche ma soprattutto maggiormente produttive!!! 

Inoltre, se si esaminano quanti di quei beni sono riutilizzati attraverso le collaborazioni tra Associazioni di legalità, Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, Prefetture, Comuni, ecc… possiamo costatare come, nella maggior parte delle volte, queste, restano di fatto inutilizzati o ancor peggio… nella disponibilità di coloro a cui erano state sottratte. 

Certo, fatta la mappatura ed una analisi dettagliata dei beni confiscati nel territorio, si tratta ora di valutare la corretta pratica sul loro eventuale utilizzo e sulla loro gestione… e lì, abbiamo visto come il più volte… si hanno i maggiori problemi… 
Sappiamo bene come, per contrastare la mafia, bisogna indebolirla… ma per far ciò bisogna realizzare una strategia che punti ad indebolire e a distruggere quel capitale accumulato negli anni e che permette ad essa di ampliare quelle reti di relazioni e collusioni, consentendo di fatto a quella organizzazione criminale, di crescere e rapportarsi in maniera proficua con il contesto economico e sociale…
Cambiandosi di volta in volta abito e usufruendo di quegli uomini disonesti e dai colletti limpidi… traggono sempre più vantaggio da quella loro forza, acquisendo posizioni sempre più ragguardevoli all’interno dei quel mercato economico e finanziario…
Bisogna quindi colpire quei consistenti capitali di cui sono in possesso… per poterne ridimensionare con forza, l’influenza che hanno sui cittadini e soprattutto sulla nostra democrazia!!!
Non bisogna dimenticare che questo è un tema molto temuto da quelle organizzazioni criminali, perché di fatto, intacca il loro reale potere, quello economico e di conseguenza il loro unico interesse…
Lo Stato deve dimostrare la propria forza… anche purtroppo senza l’aiuto della stra-maggioranza dei propri cittadini, che preferisce purtroppo ancora credere… che “grazie alla mafia si lavora”!!!
E’ indispensabile quindi… che non si cada nella trappola (creata appositamente da alcuni appositi soggetti “infiltrati”…) dove, una parte di antimafia delegittimi un’altra antimafia… facendo in modo che si giungano a scontrarsi tra loro, Associazioni di legalità, uomini dello Stato, Procure e confederazioni imprenditoriali, sindacali e di categoria… distraendole così, dal raggiungere quell’unico obbiettivo prefissato, rappresentato nel voler eliminare definitivamente… la mafia da questa terra!!!

Quel "Pizzo di merda…"

C’era chi come Peppino Impastato diceva: “la mafia è una montagna di merda” o anche chi come Pippo Fava riportava: i mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione´!!!
Perché non basta innalzarsi ad “antimafia”, sedersi sui palchi d’onore per partecipare a quelle parate in prima linea per commemorare tutti quei poveri morti per mafia, se poi alla fine… essi stessi hanno ancora oggi le mani in pasta…
In questi giorni nel cuore di Palermo sono comparsi dei manifesti di questo tenore che invitano alla ribellione dal “pizzo”. 
Nelle settimane scorse altri manifesti che invitavano i commercianti alla ribellione erano stati appesi sulle vetrine. 
Il foglio è firmato dall’Associazione “Contrariamente” studenti di Giurisprudenza in movimento… 
Il questore Di Cirillo ha dichiarato: «Ben vengano queste forme di collaborazione se sono autentiche; la polizia è aperta alla collaborazione e al dialogo sotto qualsiasi forma civile».
Il manifesto riporta: 
ONORE AGLI AUTORI DEL MANIFESTO !!
….che sia l’inizio di una nuova stagione….
LA MAFIA E’ UN PIZZO DI MERDA
IMPRENDITORI RIBELLATEVI !!
….i giovani di questa città sono con voi…..
‘Una nazione si può ritenere felice se non ha bisogno d’eroi’
Associazione Contrariamente – Studenti di Giurisprudenza in movimento.
C’è un punto sul quale vorrei soffermarmi ed è una dichiarazione del nuovo presidente dell’AESEC”, Nicola Grassi: noi lavoriamo da volontari, a differenza di chi punta ad assorbire quelle risorse finanziarie dell’anti-racket, che hanno finito col corrompere lo spirito che dovrebbe animare chi si batte contro mafia e pizzo…
Tanto è vero che essi stessi, sono usciti dal FAI (Associazione anti-racket italiana).
Ha aggiunto inoltre: la verità è che in questi anni, c’è stato un proliferare di associazione di legalità a causa certamente dei cosiddetti “Pon” sicurezza, ma quanto poi si è fatto in concreto da parte di esse, se non costituirsi parte civile nei processi, per incassare denaro da elargire all’associazione stessa o meglio ancora… per pagare degli stipendi a qualche parenti inserito all’interno di quella struttura!!!
Quel denaro di contro va distribuito -almeno per un buon 80-90% – alle vittime della mafia, a chi ha il coraggio di denunciare… e non certo per fare diventare l’Associazione un vero e proprio ufficio di collocamento… per i “soliti noti “… familiari e amici!!!     
Ho letto in questi giorni un “post” che diceva:
Ma… diciamo che negli ultimi 20 anni ci si è addormentati un pochetto qui in sicilia. 
A parte la stagioni delle grandi stragi (omicidi Falcone-Borsellino) non si vede da tempo una manifestazione contro la mafia!!!
Per il resto, beh…. ricordo dopo l’uccisione di Falcone un anonimo politico dell’epoca (attuale presidente della Regione Sicilia) in diretta televisiva, al MCS, che disse: i mafiosi in sicilia non esistono!!!
Che dire….. la situazione è peggio degli anni 70’…???
C’è anche chi tra i commercianti ha scritto che, per estendere il controllo sul territorio, l’associazione criminale abbia usato ultimamente una tecnica inedita ed anche, che gli strumenti finora adottati per aiutare le vittime o a chi si ribella, sono purtroppo ancora poco efficaci.
La prima telefonata al 112 di Palermo arrivò pochi minuti dopo le 9 del mattino: «Mi hanno riempito la saracinesca di adesivi che sembrano annunci funebri» avvertì allarmato per l’appunto il commerciante dall’altro capo del telefono… 
L’operatore pensò subito a una sciocchezza e rispose all’uomo di stare tranquillo: «Verificheremo» gli disse laconico. 
Dieci minuti dopo però le chiamate diventarono tre. 
E nel giro di mezz’ora la situazione fu chiara a tutti: i negozi del centro erano tappezzati di volantini bianchi listati a lutto. 
La scritta diceva: «Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità». 
Sabato 3 luglio a Vibo Valentia si ripeté la stessa scena. 
Le principali strade della città calabrese piene di striscioline di carta: «Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità». 
Così, in pochi giorni, due solidissimi fortilizi di mafia e ‘ndrangheta si sono ribellati all’irrimediabilità del racket: una gigantesca gabella stimata in 5 miliardi di euro che finisce ogni anno nelle casse delle cosche. 
Soldi che permettono di mantenere gli affiliati e le loro famiglie. 
Sono circa 160 mila i commercianti taglieggiati in Italia. 
Ci sono posti dove al pizzo non sfugge nessuno: negozi, ristoranti, imprese edili, bancarelle: «Qui non si salvano neppure i chiodi» diceva qualche anno fa, in un’intercettazione telefonica, un mafioso del clan palermitano di Brancaccio… 
Le cose, ultimamente, non sono cambiate molto… 
Le organizzazioni criminali hanno rivisto i loro metodi: «Pagare meno, ma pagare tutti» è la nuova strategia di molte cupole. 
Le denunce, intanto, crescono a malapena: nel 1998 erano 3.534, l’anno scorso 3.754. «Inutile girarci attorno: restano poche» si rammarica il magistrato siracusano Roberto Centaro, presidente della commissione parlamentare Antimafia. 
«Ci sono città in cui le cose stanno migliorando, come Napoli e Catania, ma altre, Palermo o Reggio Calabria per esempio, dove nessuno ha il coraggio di accusare i propri estorsori». 
A chi denuncia il racket la legge offre soldi e protezione. Bruno Piazzese, 39 anni, ha visto bruciare per la prima volta il suo pub irlandese Ulysses il 19 marzo di tre anni fa. 
A quei tempi era uno dei locali più in voga di Siracusa: proprio sul lungomare di Ortigia, la passeggiata buona della città. 
La sera arrivavano a centinaia per ascoltare musica dal vivo e bere un boccale di birra. 
C’era un gran movimento e la cosa non sfuggì…
Piazzese cercò di farli ragionare: «È facile alzarsi la mattina e chiedere soldi. Qui c’è il sudore mio e di mio padre». 
L’uomo gli rispose: «Supra nù re ce n’autru re», su ogni re c’è un altro re, tu non sei padrone di niente. 
A quel punto l’imprenditore denuncia tutti. 
E una notte di marzo l’Ulysses fa il botto. 
Piazzese però è uno con la testa dura: lo Stato, per la sua collaborazione, gli dà 237 mila euro. 
Lui usa i soldi per ricostruire il locale. 
A dicembre del 2002 c’è l’inaugurazione. 
Otto mesi dopo, alle 4 di mattina, arriva una telefonata in commissariato: «Sta bruciando l’Irish pub» dice una voce femminile prima di riattaccare. 
«Non è stato un atto contro di noi, che avevamo già pagato, ma contro le istituzioni e gli altri commercianti» ritiene oggi l’imprenditore. 
«Il messaggio era chiaro: denunciare non serve a niente». 
Invece, un mese fa, il locale è stato riaperto per la seconda volta. 
Adesso Piazzese vive blindato. 
Due uomini lo seguono ovunque: «Le istituzioni mi hanno aiutato, certo. Ma mi hanno pure lasciato solo». 
Racconta di aver visto qualche giorno fa uno dei suoi estorsori: «lo vedo girare tranquillamente sul motorino: con la moglie e senza casco… Lui tranquillo sul motorino, io a soffocare dentro l’auto blindata». 
È amareggiato: da due anni e mezzo aspetta che il ministero dell’Interno gli paghi 140 mila euro… 
Gli spettano come risarcimento per il mancato guadagno dopo la denuncia. «Senza quei soldi sarà costretto a chiudere».
La storia di Piazzese è emblematica: pene blande e rimborsi troppo lenti!!! 
Centaro promette un nuovo corso: «I processi devono durare di meno e servono pene più severe senza patteggiamento: inseriremo presto queste proposte in un disegno di legge». 
I risarcimenti poi… 
Il presidente ammette: «Purtroppo gli uffici nelle prefetture non sono sempre adeguati. 
Bisogna velocizzare l’iter: le procedure possono essere snellite». 
Per questo, annuncia, il governo si è impegnato a dare autonomia finanziaria al fondo per i risarcimenti. 
Pagare meno, pagare tutti, la nuova tecnica. 
«La criminalità si aggiorna, lo Stato no» spiega Lino Busà, il presidente della Fai, la federazione che riunisce quasi la metà delle 75 associazioni antiracket italiane… 
«Su questo tipo di reati sta calando il silenzio: la stragrande maggioranza degli imprenditori non sa nemmeno dell’esistenza di una legge che li tutela e li risarcisce. 
La macchina istituzionale è troppo burocratizzata!!! 
Anche quei pochi che denunciano e rischiano la vita subiscono ritardi e disservizi. 
Allora gli altri pensano: Chi me lo fa fare??? 
Paolo Mangiafico se lo è chiesto mille volte. 
Vive a Floridia, paese a pochi chilometri da Siracusa, dove gestisce col fratello una grossa azienda di costruzioni. 
«Quando entro al bar i miei compaesani escono»… lui sorride, già mi considerano un infame. Secondo loro avrei dovuto pagare e tacere». 
Ha 35 anni, gli ultimi tre passati sotto scorta. 
Nel 1997 la sua ditta aveva vinto dei grossi appalti nel porto di Gioia Tauro, in Calabria. 
Si è piegato alle richieste della ‘ndrangheta per tre anni. Poi è andato dalla polizia… 
«Dopo la denuncia ho perso un mare di contratti: qui la legalità non dà vantaggi» dice amareggiato. «Adesso lavoriamo solo al Nord, dove ci considerano gente perbene. Da noi siamo visti come persone che creano problemi». 
«Abbiamo pagato per due anni, poi abbiamo detto basta» racconta Silvana Fucito, 52 anni. 
Con il marito gestiva un grande negozio di vernici a San Giovanni a Teduccio, un quartiere di Napoli. 
Per due anni ha cercato di soddisfare le richieste della camorra: qualche favore, latte di vernici, piccole somme. 
Poi i sodali del boss aumentarono le pretese… ma Lei rifiutò. 
La notte fra il 19 e il 20 settembre 2002 il suo capannone venne incendiato. 
«Bisognava fare una scelta» racconta. 
«Ho parlato con la mia famiglia. Siamo stati tutti d’accordo: dovevamo denunciarli». 
Nel luglio dell’anno scorso sono stati arrestati in 14… grazie alle loro deposizioni!!!
«È stata dura» ammette la signora, ma sono così felice di averlo fatto…
Perché adesso posso essere orgogliosa… e quando andremo al processo, saranno loro a dover abbassare la testa… non io!!!

Alfano: a famigghia prima di tutto!!!

Cosa non si fa per la famiglia…
Non importa se sei un semplice consigliere oppure un ministro, la testa ragiona sempre nello stesso modo, dare vantaggi personali ai propri familiari, parenti e a qualche amico…
In quali modi’??
Attraverso per esempio… incarichi e/o assunzioni in quel casermone del “pubblico” dove vengono dirottati la maggior parte dei raccomandati, senza alcun titolo o meriti professionali… 
Una scia di gente inutile che trova collocazione grazie ai favori del solito amico politico…
Difatti, basta recarvi in quelle travestite segreterie (politiche), in particolare nei periodi del sopraggiungere di qualche consultazioni elettorali… per vedere molti “prostrati” lì a consegnare loro quel banale Cv, proprio o di qualche familiare… 

Ed allora, c’è chi entra nelle Poste Italiane (poi mi piace quel loro sito web… con il link “lavora con noi”, sapendo che tanto quella candidatura spontanea non verrà neppure presa in considerazione, perché i posti disponibili, sono assegnati ai vari ministri, deputati, sottosegretari, ecc…) o chi per esempio riceve degli incarichi nelle PA…
Poi ci sono i soliti noti “consulenti” che per qualche parcella in più da dividersi con quanti l’hanno incaricati, fanno a spallate per farsi assegnare qualche altro nuovo incarico…
D’altronde, c’è chi diventa funzionario Rai o Dirigente “milionario” di qualche Rete ferroviaria italiana (nel frattempo quei poveri pendolari, muoiono su quelle loro tratte…)!!!

Sono sempre loro, i soliti noti, quelli che vengono di volta in volta “collocati”: figli, mogli, fratelli e sorelle, nipoti e cugini, ed anche generi, consuoceri e infine, amici intimi d’infanzia (o perché congiunti da qualche legame “cristiano”… battesimo, cresima, matrimonio, ecc..), ma anche per quelli meno intimi resta qualcosa… sì anche per loro, meno intimi, ci sarà qualcosa… dopotutto, un voto in più… conta!!!
Il bello è che ognuno di questi “raccomandati del cazzo“, fa pure la morale e si lamenta di questo attuale sistema!!!
E dire… che è proprio grazie a quel loro servilismo che oggi possono permettersi non solo di lavorare, ma anche di sentirsi “carismatici” protagonista di un ufficio, nel quale qualcuno li ha posti (eguali a quei classici “puppittuni cu l’ovu” ca mancu a so casa… cumannunu!!!), ed ora si permettono di sentenziare e sputare in quel piatto, da cui mangiano!!!
Sono… ridicoli, meschini, miserabili, limitati, mediocri, indegni, vigliacchi, abietti, disdicevoli, infami, spregevoli, squallidi, disonesti, disonorevoli e state certi che non state leggendo lo spot pubblicitario della “Garzanti” nel quale vengono rappresentati con atri nomi del dizionario, i soggetti di cui sopra…
Qui si parla di voi o meglio di quanti cioè hanno ottenuto quei posti “leccando”, sono esclusi ovviamente quanti (quei posti) li hanno ottenuti vincendo un concorso pubblico (il sottoscritto per esempio, di quei concorsi, non ne sente parlare da almeno un ventennio… e non voglio stare qui a giudicare i meriti di quella sospetta graduatoria… ), ma almeno lì… chissà forse qualcuno per merito ci stava!!!
Ma per tutti gli altri, sappiate che c’è chi, come me, pensa di voi quanto sopra!!!    
Alcuni giorni fa si è scoperto come alcuni di quei soggetti, hanno fatto carriera, perché erano molto vicini al “Viminale”…
E’ stato definito il nuovo “cerchio magico” a modello di quello creato a suo tempo dal gruppo “Bossi & Co.”…
L’inchiesta infatti scoppiata a Roma, su eventuali tangenti, tra politica e imprenditoria, riporta il nome del fratello del ministro degli interni, Alessandro!!! 

Secondo quanto svelato da alcuni quotidiani che hanno riportato il contenuto d’intercettazioni allegate all’inchiesta, l’affarista Raffaele Pizza (finito agli arresti), avrebbe fatto “assumere” Alessandro Alfano in una società del gruppo Poste Italiane…

Pizza sostiene di aver facilitato, grazie ai suoi rapporti con l’ex amministratore Massimo Sarmi, l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste… che in passato ha anche ricoperto l’incarico di consulente del ministero dell’Economia (nel governo Berlusconi) e di segretario generale di Unioncamere Sicilia… (non è che parliamo della stessa associazione in cui era Presidente Ivan Lo Bello… vero???)

Nell’inchiesta condotta ora dai pm Paolo Ielo e Stefano Fava, oltre al nome del fratello vi è anche il nome del padre…
Dalle intercettazioni, risulta aver mandato “ottanta curriculum” per presunte assunzioni tra le fila di Poste Italiane (dovrebbero cambiarlo quel link… manda il Cv ad un familiare di un ministro ed allora certamente sì… che lavorerai con noi…), sapete che faccio ora… mi è venuta un’idea, compilo anch’io il questionario on line e vediamo tra quanti anni verro chiamato a sostenere un colloquio!!!

Dopotutto il padre ragiona ancora a modello “Democrazia Cristiana” (partito politico che di “Cristo” nulla possedeva… se non l’oltraggio di portarne il nome…), essendo stato egli stesso di quel partito… assessore e vice sindaco ad Agrigento.
Scusatemi, ma in questo periodo mi sento fortemente disgustato da questo paese ed in particolare da quanto dovrebbero rappresentarci… ed è per questo che stanotte… non ho avuto la forza di continuare a scrivere…
Riporto comunque quanto ho letto su alcuni quotidiani, sulla Angelino’s Family:
La moglie, Tiziana Miceli, avvocato civilista per quanto ha rivelato in un’inchiesta “l’Espresso”, ha ricevuto cinque incarichi legali dalla Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici controllata interamente dal ministero dell’Economia che fornisce servizi al Viminale e al ministero dello Sviluppo Economico. 

La delibera portava la firma di Mauro Masi, amministratore delegato della Consap ed ex direttore generale della Rai. Il settimanale ricorda inoltre che la consorte del ministro in passato ha ottenuto incarichi anche da amministrazioni pubbliche siciliane come l’allora Provincia di Palermo e l’Istituto autonomo case popolari del capoluogo, oltre ad aver difeso la Serit, che gestiva la riscossione tributaria in Sicilia, in 358 occasioni, insieme al collega Angelo Clarizia.
Ma accanto ai suoi componenti più stretti, la famiglia Alfano sembrerebbe non dimenticare i parenti più lontani. 
“La Repubblica” riporta l’esempio di Antonio e Giuseppe Sciumè, cugini del ministro e dirigenti rispettivamente di Rete ferroviaria italiana e di Blueferries. Tra i cugini anche Viviana Buscaglia, assunta all’Arpa Sicilia. 
Ed è un parente alla lontana a occupare anche la poltrona di presidente del consiglio comunale di Agrigento: si tratta di Daniela Catalano, sposata con un cugino della moglie del ministro, rivela sempre il quotidiano. 
In lista anche amici e collaboratori di lunga data: da Giovanni Macchiarola a Roberto Rometta, rispettivamente capo e collaboratore della segreteria particolare dell’ex Guardasigilli. 
L’elenco si chiude con il capo dell’ufficio statistiche del ministero di via Arenula, Fabio Bartolomei: “amico d’infanzia”, scrive la Repubblica.
E dire che alcuni mesi fa, avevo fatto pervenire al Ministro Alfano (attraverso un suo stretto collaboratore… ) una missiva, nella quale da idealista “Siciliano”, chiedevo l’intervento di alcuni provvedimenti a favore della legalità e caldeggiando una serie d’azioni di contrasto, in particolare quest’ultime, da realizzarsi nelle PA.
La mia richiesta inoltre, prendeva in esame la gestione delle società sottoposte a provvedimenti giudiziari, incoraggiando il Ministro degli interni, a compiere una riforma che permettesse di promuovere nuove strategie associative tra tutte le aziende confiscate operanti nel territorio nazionale, allo scopo non solo di rafforzarne l’incisività nel mercato e la loro prospettiva di sopravvivenza, ma soprattutto che prediligesse lo scopo della solidarietà a quello del mero profitto. 
Si trattava cioè di trasformare ogni azienda sottratta alle mafie, in una risorsa in grado di sostenere una regione, questa nostra comune terra, in un momento di grande difficoltà economica e sociale…
Non so che dirvi se ha mai letto quella mia missiva… di certo non ho mai ricevuto alcuna risposta, certo, potrebbe anche darsi che quel suo “stretto collaboratore” non l’abbia mai fatta pervenire quella mia “personale” comunicazione…
Chissà, forse crescendo sarò rimasto quel ragazzo utopista e sognatore, che desiderava vedere questa Sicilia “Libera e Indipendente” e auspicava di vedere il giorno in cui, avrebbe potuto finalmente veder recisi, quelle sciagurate collusioni, tra mafia, politica, imprenditoria e istituzioni!!!

LA MAFIA S.P.A.

La “mafia spa” è la più grande azienda italiana per fatturato…

Oggi non ha bisogno di uccidere: compra!!!
E’ una multinazionale del crimine da miliardi di dollari, un grande gruppo finanziario con dirigenti e quadri, un universo in cui si coniuga arcaicità e modernità, localismo e globalizzazione… 
Una mafia invisibile che frequenta i salotti bene dell’alta finanza e che parla più lingue… con donne che dal carcere gestiscono il mercato del falso, avvocati che hanno fatto delle discariche un affare miliardario, broker che trattano con i narcotrafficanti e fattorini che organizzano traffici illegali alla luce del sole…
La mafia si è irradiata come un golpe strisciante nel nord Italia, si è infiltrata nelle banche, in ampi settori della vita pubblica, e utilizza a suo vantaggio il flusso del denaro sporco proveniente da attività illegali, reinvestendolo poi in economia legale…
Penetra così dentro imprese sane, impone i propri metodi e cambia per sempre le regole del gioco…
A volte per leggere un bel libro non bisogna spendere tanti soldi… perché ormai, anche nei supermercati se ne trovano molti in offerta…
Io per esempio, ne ho trovato uno, cui l’argomento principale (casualmente) è la mafia, i suoi uomini ed ovviamente le loro attività finanziarie… 
S’intitola “Mafia Pulita” ed è scritto da Elio Veltri e Antonio Laudati…
Leggendo tra quelle pagine vi si scopre come gli enormi capitali di derivazione illecita, hanno permesso la metamorfosi del mafioso e la sua affermazione in qualità di imprenditore o proprietario nell’ambito del mercato legale e dove in particolare, l’assenza di meccanismi di controllo sull’accumulazione, ha consentito a molte imprese criminali di entrare a far parte di quel mercato… 
Approfondendo tale contesto, si è evidenziato come era oltremodo significativo il fatto che, la voce “subappalto”, si rivelava il cavallo di Troia della penetrazione per quel tipo di associazione criminale nel mondo degli appalti…
Quanto sopra è un fatto noto a tutti e aggiungerei conosciuto da tempo immemorabile, in quanto è certo che non costituire più un segreto per nessuno …
Non è difatti una circostanza che capita di tanto in tanto, ma anzi, rappresenta una costante che si ripete ad ogni appalto!!!
Viene quindi da chiedersi… perché talune imprese affidatarie degli appalti non vigilano sulle ditte o sulle persone a cui affidano quei subappalti o ancor peggio, perché evitano del tutto di verificare…
La verità è che ci sono committenti distratte, inadempienti e disinteressati a conoscere in che mani finiscono i lavori…
Difatti, vi sono “General contractor” che consapevolmente affidano i lavori a presunte ditte mafiose, sia per avere il controllo sulla manodopera che su talune tipologie di lavorazioni, ma soprattutto, per non aver problemi nei cantieri, come per esempio, furti, danneggiamenti, ecc…
Ed è proprio in quei comportamenti che si annidano le maggiori insidie e si aprono i varchi all’inserimento di quegli affiliati mafiosi!!! 
D’altronde… “Gli uomini condannano l’ingiustizia perché temono di poterne essere vittime, non perché si rifiutano di commetterla…“!!! 

Certi politici sono come "Vespe e pernici", promettono d'aiutarvi… mentre alla fine recano soltanto gravi danni!!!


Oggi ho intenzione di raccontarvi una favola…

C’erano una volta, vespe e pernici, afflitte dalla sete; andarono da un contadino a chiedergli da bere, promettendo che in cambio di acqua, gli avrebbero resi questi servizi: le pernici gli avrebbero zappato la vigna, mentre le vespe, avrebbero tenuto lontani i ladri con i loro pungiglioni, facendo inoltre la guardia tutto intorno. Il contadino rispose: “Ma io ho già due buoi, che non promettono nulla ma che fanno tutto quanto mi necessità; dunque è meglio per me che io dia loro bere anziché a voi”.
Questa favola è perfetta per certi nostri uomini che promettendo… d’aiutarci, non fanno altro che arrecare danni a questa terra!!!
Perché, a differenza di quanto viene costantemente ripetuto, in Sicilia, non si ha paura della sola mafia, ma si teme soprattutto quanto viene svolto da certi burocrati… mi riferisco a quella dirigenza sovradimensionata che nessuno controlla e di cui nessuno si occupa… 
Già, di quante pratiche si occupano questi soggetti durante la propria giornata???
Come è possibile che le richieste sui loto tavoli sono sempre in aumento mentre quelle smaltite risultano inferiori???
Ed inoltre, a cosa sono dovuti tutti questi sprechi??? 
Non posso dire che quanto sopra valga per tutte le PA, conosco perfettamente alcune amministrazioni virtuose (ad esempio… quella di San Giovanni La Punta) mentre di altre, con cui mi sono venuto a confrontare professionalmente, non posso dire lo stesso… anzi tutt’altro e difatti il giudizio di esse… è fortemente negativo!!!
Ma poi… ci sarà un motivo se in tutti questi anni, la nostra regione, ha accumulato in tutti i settori primati negativi e sono casi… nei quali centra poco la mafia o i loro affiliati…
Perché qui… parliamo di migliaia di soggetti che operano nelle amministrazioni pubbliche, nella sanità, tra i forestali, di qul numero di formatori superiori agli stessi alunni… ed ancore, burocrati, politici, dirigenti regionali, provinciali, comunali, ecc…
Milioni e milioni di euro buttati inutilmente al vento, senza che nessuno si preoccupi di controllarli…
Anzi, c’è la convinzione da parte di essi… che esista da qualche parte una ricchezza “nascosta” che può essere utilizzata per provvedere a tutte quelle necessità e dove inoltre, potrà compensare anche le continue perdite…
Il nostro deficit è in negativo… la disoccupazione ha toccato livelli record, le industrie sono andate pian piano chiudendo, il turismo – almeno per quest’anno- si salva stranamente, grazie a quanto sta accadendo negli stati intorno.. che ha certamente condizionato le partenze all’estero di noi italiani ed a spinto molti stranieri di contro a preferire la nostra isola…
In questi cinquant’anni, hanno distrutto un territorio con la promessa dell’occupazione e dello sviluppo sociale, ma che di fatto, hanno soltanto devastando le nostre coste meravigliose, sostituendole con impianti industriali che si è scoperto aver causato  gravi ripercussioni alla salute dei cittadini…
I danni genetici sui nascituri e l’aumento di patologie cancerogene, hanno da tempo iniziato a mostrarsi… anche se c’è chi tenta in tutti i modi di camuffare quei dati…
Ormai, sono in molti a puntare al posto fisso… chi presso le PA e chi verso quei settori industriali e civili, ormai improduttivi ed in disuso… 
Siamo ridotti a un bivio… continuare ad affidarci a quelle “vespe e pernici” che hanno distrutto con le loro “azioni” questa terra o sperare di cambiare strada, allontanandoci da quei mediocri uomini e da quel percorso… fin d’ora già per noi segnato!!!

Certi politici sono come "Vespe e pernici", promettono d'aiutarvi… mentre alla fine recano soltanto gravi danni!!!


Oggi ho intenzione di raccontarvi una favola…

C’erano una volta, vespe e pernici, afflitte dalla sete; andarono da un contadino a chiedergli da bere, promettendo che in cambio di acqua, gli avrebbero resi questi servizi: le pernici gli avrebbero zappato la vigna, mentre le vespe, avrebbero tenuto lontani i ladri con i loro pungiglioni, facendo inoltre la guardia tutto intorno. Il contadino rispose: “Ma io ho già due buoi, che non promettono nulla ma che fanno tutto quanto mi necessità; dunque è meglio per me che io dia loro bere anziché a voi”.
Questa favola è perfetta per certi nostri uomini che promettendo… d’aiutarci, non fanno altro che arrecare danni a questa terra!!!
Perché, a differenza di quanto viene costantemente ripetuto, in Sicilia, non si ha paura della sola mafia, ma si teme soprattutto quanto viene svolto da certi burocrati… mi riferisco a quella dirigenza sovradimensionata che nessuno controlla e di cui nessuno si occupa… 
Già, di quante pratiche si occupano questi soggetti durante la propria giornata???
Come è possibile che le richieste sui loto tavoli sono sempre in aumento mentre quelle smaltite risultano inferiori???
Ed inoltre, a cosa sono dovuti tutti questi sprechi??? 
Non posso dire che quanto sopra valga per tutte le PA, conosco perfettamente alcune amministrazioni virtuose (ad esempio… quella di San Giovanni La Punta) mentre di altre, con cui mi sono venuto a confrontare professionalmente, non posso dire lo stesso… anzi tutt’altro e difatti il giudizio di esse… è fortemente negativo!!!
Ma poi… ci sarà un motivo se in tutti questi anni, la nostra regione, ha accumulato in tutti i settori primati negativi e sono casi… nei quali centra poco la mafia o i loro affiliati…
Perché qui… parliamo di migliaia di soggetti che operano nelle amministrazioni pubbliche, nella sanità, tra i forestali, di qul numero di formatori superiori agli stessi alunni… ed ancore, burocrati, politici, dirigenti regionali, provinciali, comunali, ecc…
Milioni e milioni di euro buttati inutilmente al vento, senza che nessuno si preoccupi di controllarli…
Anzi, c’è la convinzione da parte di essi… che esista da qualche parte una ricchezza “nascosta” che può essere utilizzata per provvedere a tutte quelle necessità e dove inoltre, potrà compensare anche le continue perdite…
Il nostro deficit è in negativo… la disoccupazione ha toccato livelli record, le industrie sono andate pian piano chiudendo, il turismo – almeno per quest’anno- si salva stranamente, grazie a quanto sta accadendo negli stati intorno.. che ha certamente condizionato le partenze all’estero di noi italiani ed a spinto molti stranieri di contro a preferire la nostra isola…
In questi cinquant’anni, hanno distrutto un territorio con la promessa dell’occupazione e dello sviluppo sociale, ma che di fatto, hanno soltanto devastando le nostre coste meravigliose, sostituendole con impianti industriali che si è scoperto aver causato  gravi ripercussioni alla salute dei cittadini…
I danni genetici sui nascituri e l’aumento di patologie cancerogene, hanno da tempo iniziato a mostrarsi… anche se c’è chi tenta in tutti i modi di camuffare quei dati…
Ormai, sono in molti a puntare al posto fisso… chi presso le PA e chi verso quei settori industriali e civili, ormai improduttivi ed in disuso… 
Siamo ridotti a un bivio… continuare ad affidarci a quelle “vespe e pernici” che hanno distrutto con le loro “azioni” questa terra o sperare di cambiare strada, allontanandoci da quei mediocri uomini e da quel percorso… fin d’ora già per noi segnato!!!

Imprenditori o affiliati???

Come definire gli imprenditori che pagano??? 
Cosa sono??? Degli affiliati, dei subalterni o soltanto degli uomini spaventati che non trovano la forza o il coraggio di ribellarsi???
Oppure sono soggetti che si rendono sin da subito disponibili a pagare, pensando che in tal maniera, potranno migliorare la loro posizione sociale…
Dobbiamo credere quindi che, così facendo, danno quei segnali di propria  disponibilità, per i quali sperano d’esser presi in considerazione???
Sembrerà assurdo, ma è stato dimostrato come sono in molti, coloro che, si sono precipitati a pagare, ancor prima che gli stessi estorsori, avessero fatto le proprie richieste… 
La verità è che quanto compiuto, risponde ad una precisa logica e cioè di chi pensa di poter capitalizzare quel comportamento servile, nella speranza che un domani possa ritornare loro utile… 
Molti imprenditori infatti, pensano in casi del genere, di ricavarne comunque un utile e per far ciò, emettono fatture false: in questa maniera l’estorsione viene camuffata e giustificata dietro pagamento di una fornitura o di un contratto di lavoro, in realtà mai effettuato…
Rappresenta uno dei tanti modi truffaldini di questi imprenditori, per celare quei rapporti di sudditanza, ovviamente inconfessabili, ma di cui molti dipendenti loro “fedeli”, sono ben a conoscenza…
Con il tempo, questi stessi imprenditori, approfittando del ruolo di “vittime”, iniziano a collaborare direttamente con i soggetti criminali, diventando così essi stessi “associati” alle cosche, dalle quali ovviamente ricevono in cambio contratti di lavoro, finanziamenti ed anche nuove opportunità di riciclaggio, reinvestimento di quei noti proventi illeciti… 
È evidente che lo scenario che viene fuori è di per se inquietante perché, al di là dei soliti nomi o della quantità di persone coinvolte, viene a delinearsi un figura imprenditoriale che è poco propensa a sviluppare il benessere della propria azienda, dei propri dipendenti e di conseguenza anche in campo sociale, ma ciò che emerge è il procedere con una cultura d’impresa, che pensa di poter manipolare a suo piacimento regole e leggi, oltre a quella stessa etica professionale, poiché convinti che per crescere, bisogna rapportarsi con quel sistema politico e imprenditoriale colluso (legato a quei soggetti mafiosi), nella piena consapevolezza che soltanto attraverso essi, si potrà beneficiare di una crescita economica… dimenticando nel contempo, la natura criminale di quei nuovi partner…
Già, fanno finta di niente… l’idea è quella di produrre un vantaggio non solo economico nel immediato, ma che si possa proiettare al futuro, battendo la concorrenza con ovvie modalità sleali e superando così facendo, quei dislivelli sociali che fino ad allora si ritenevano insuperabili. 
D’altronde, con quei loro modi nefandi, questi “prenditori” non hanno calcolato i danni che nel corso di questi anni hanno provocato alla loro terra, in quanto non hanno tenuto conto dei vantaggi che hanno concesso a quei soggetti legati al mondo criminale, che nel frattempo – grazie proprio a quegli appoggi ricevuti – si sono rafforzati, consolidando ancor di più quel denaro per poterlo reinvestire su nuovi soggetti ad essi affiliati, che adesso potranno sfruttare per aumentare il proprio prestigio sociale…
Questo modo di pensare altresì, ha creato in loro la convinzione che quanto realizzato, fosse eticamente possibile, socialmente accettabile ed economicamente vantaggioso…
Ecco il perché oggi troviamo, anche presso le PA, soggetti certamente legati a quel mondo “mafioso” in quanto questi, sono riusciti a confondersi tra i professionisti e gli imprenditori locali, sicché oggi è diventato difficile comprenderne le differenze, tra gli uni e gli altri… 
Non dobbiamo certamente fare di tutta un’erba un fascio, come d’altronde, non possiamo dimenticare quanto sta emergendo dalle inchieste delle procure, dove, sempre con maggiore frequenza, le indagini giudiziarie conducono ad incrociarsi con i comportamenti disonesti di molti imprenditori. 
Il mondo imprenditoriale si sa… è in continua evoluzione, ma le zone ancora grigie sono purtroppo fortemente presenti… 
Fortunatamente, in questo periodo, c’è chi sta dimostrando (grazie anche al sostegno dato da alcune associazioni di legalità, quali per esempio AddioPizzo) di non essere disposti a subire o a farsi ricattare, ovvero, a realizzare affari con quei mafiosi!!!
Abbiamo oggi una mafia più civile e una società più mafiosa. Una mafia sempre più in giacca e cravatta e una società che cambiandosi abito troppe volte al giorno sceglie il travestimento… 

Ci sarà un motivo perché i siciliani non si ribellano??? La risposta è semplice: aspettano il proprio turno!!!

Un mio amico del nord Italia, alcuni giorni fa, mi chiedeva: ma perché voi siciliani non vi ribellate alla mafia? Perché non vi allontanate da quella politica corrotta? Ed ancora, perché la maggior parte di voi non denuncia e non si ribella a quelle imposizioni, come pizzo, tangenti e quant’altro???
Tante domande interessanti, ma a cui è difficile dare delle risposte concrete e immediate…
Io comunque mi sono fatto un’idea sulla maggioranza dei miei conterranei, ed è purtroppo fortemente negativa!!!
Ho compreso come in questi anni, la maggior parte di essi, sia di fatto legata, a quel mondo… fatto di collusioni, di raccomandazioni e di favoritismi…
Ognuno di essi infatti tenta d’affidarsi all’amico di turno o a quel solito politico che da sempre promette (e quasi mai mantiene…), perché si vuole credere (o forse si spera…), come alla fine qualcosa si possa ottenere, ed anche perché… non si vuole “staccare la presa” da quell’unico contatto con cui si è legati…
Si può affermare, senza alcuna esitazione, che esiste una vera e propria compattezza sociale a riguardo, ovviamente, nel senso negativo della frase…
Perché la verità (ed è ciò che in molti non vorrebbero mai sentirsi attribuito; da loro fastidio, sapere d’essere imputati in maniera indegna sull’aver messo in pratica quei miserabili comportamenti…) è che ognuno di essi, aspetta… già… il proprio turno!!!
Sì, “prima o poi dovrà capitare anche a me quello che mi farà il favore richiesto, che troverà quella sistemazione ricercata per me o per un mio familiare… ci sarà un momento in cui, i voti raccolti per quella sua candidatura… daranno finalmente quei giusti frutti”.
Dopotutto se lo fanno tutti… perché non devo farlo io…???” Cosa sono io… più fesso??? Se gli altri godono di quelle amicizie… io che faccio, resto senza???
Le persone ormai, si sentono quasi giustificate…
Parlando con loro si considerano (pur realizzando quei meschini comportamenti) delle brave persone… ma poi come dicono sempre: “se lo fanno tutti, uno più uno meno cosa cambia???”.
Quanto sopra esposto, si può considerare un vero e proprio decadimento della persona, che non fa altro che distruggere qualsivoglia principio morale di legalità e giustizia sociale…
E’ un sistema che induce tutti ad essere disonesti, collusi, senza alcuna dignità e soprattutto omertosi… 
Da un lato si vorrebbe avere una terra pulita, ma di contro, non si fa nulla per renderla limpida… anzi si partecipa costantemente a quella infezione!!!
Quei comportamenti fanno si, che non si operi per il bene sociale, ma si crei un vero e proprio disagio ai cittadini, esclusivamente per poter incassare qualche mazzetta o anche qualche regalia!!!
Il problema reale infatti, non è la presenza della mafia, quella c’è… lo sanno tutti e c’è chi tenta di contrastarla con tutte le forze!!!
Ma ciò che bisogna tranciare di netto, sono i collegamenti con le classi dirigenti colluse, con quei funzionari che dimostrano essere infedeli, con quegli imprenditori che s’affidano ciecamente a quel mondo corruttivo… 
D’altronde, il mondo dei collusi è pieno anche di “strani” personaggi noti come “paladini della legalità” che nel corso della loro vita, non hanno mai formalizzato una sola denuncia… o meglio, hanno dichiarato d’essere stati vittime dalla criminalità, quando però dalle indagini, non è emersa alcuna prova d’aver subito atti intimidatori o azioni delinquenziali; sono bizzarri soggetti che si stracciano le vesti e gridano agli scandali quando s’affrontano taluni temi, ma che poi, con il passar del tempo, si sono dimostrati essere stati legati proprio a quel sistema criminale… 
Non se ne esce purtroppo… perché è la democrazia ad essere marcia!!!
E’ la rappresentazione perfetta del “cane che si morda la coda”, dove cioè, cultura, politica, giustizia, sono legate indissolubilmente a certi personaggi che da sempre condizionano questa terra…
Non si tratta quindi di controllare meglio il territorio o dotare le Forze dell’Ordine o la Magistratura di maggiori mezzi e personale, per contrastare quella forza criminale, ma è il momento d’iniziare a migliorare la prevenzione, modificare quella cultura di libertà e democrazia, che possa spezzare definitivamente quell’intreccio negativo tra politica, affari ed anche informazione…
Tentare (come in molti provano a fare) di negare la presenza di fenomeni malavitosi, illegali o funzionali all’ingiustizia, alimenta ancor di più, la fragilità di questo nostro tessuto sociale e rende quindi, ancor più proibitive, le condizioni di rispetto nei confronti della legge. 
Non si tratta quindi di colpire esclusivamente la struttura mafiosa e le sue modalità: evasione fiscale, intimidazioni ai magistrati, alle forze dell’ordine e agli organi di stampa, riciclaggio, droga, prostituzione, usura, pizzo, ecc…
Qui si tratta, di sopprimere un altro e ben più grave complesso… apparentemente innocuo e meno cruento, ma certamente, ben più sofisticato, in quanto si serve del potere economico, politico e culturale, per costruire domini elettorali, acquisire sempre più potere per sostenere così i propri “amici” associati e per ultimo… distribuire al popolo quelle briciole economiche, che di fatto generano ignoranza, disuguaglianza ed ingiustizia!!!
Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia!!!
Giovanni Falcone

Omicidio Agostino: indagini al di sopra di ogni sospetto…

Era il 5 agosto del 1989 quando la mafia uccideva l’agente di polizia Antonino Agostino e sua moglie Ida Castelluccio. 
Fu compiuto il classico agguato mafioso, dove marito e moglie, vennero trivellati da una serie di colpi di pistola mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, quando appunto un gruppo di sicari in motocicletta arrivò all’improvviso e cominciò a sparare sui due…
D’allora, sono passati quasi trent’anni e le indagini sono rimaste nello stesso punto…
Per quei delitti infatti, sono stati indagati i boss Nino Madonia e Gaetano Scotto ed anche l’ex agente di polizia, Giovanni Aiello… lo stesso che alcuni mesi scorsi è stato al centro di un confronto all’americana, nell’aula bunker del carcere Ucciardone, con Vincenzo Agostino (il padre di Antonino): l’uomo l’ha riconosciuto, indicandolo come colui che prima del delitto sarebbe stato visto accanto alla sua abitazione…
In questi giorni il presidente del Senato Pietro Grasso ha scritto: “Conoscete in molti l’oscura vicenda del fallito attentato all’Addaura a Giovanni Falcone”. 
Già, nell’esaminare i fatti, con la sua estrema lucidità, il giudice Falcone aveva fatto osservare come una operazione del genere, fosse stata frutto di qualche mente raffinatissima e non certo di un delinquente occasionale… 
Il terribile sospetto, che non si e’ riusciti a provare con certezza, è che la regia di quel tentativo per uccidere Falcone, non fosse esclusivamente della mafia, ma anche di parti esterne e corrotte dello Stato… e se quel giorno l’attentato non riuscì, fu anche merito di un agente di polizia, proprio quel Nino Agostino… 
Ed è veramente enigmatica la circostanza per cui soltanto poco meno di due mesi dopo, quello stesso agente, venisse barbaramente trucidato insieme a sua moglie Ida (che in quel periodo, era anche incinta di cinque mesi di una bambina).
Quanto sopra avvenne sotto gli occhi dei genitori di Nino, Vincenzo e Augusta…
Si dice che la verità trionfa sempre… ma questa verità finora non si è concretizzata ed è per questo che papà Vincenzo, da quel triste giorno, ha deciso di non tagliarsi più la barba, perché va ripetendo che per farla… attende innanzitutto, che venga fatta giustizia, su una oscura vicenda, che per vari motivi, si è preferito finora tenere celata…
Mi chiedo allora.. 27 anni sono passati; quanti altri anni bisogna attendere per conoscere la verità???
Si sa… la verità non è sempre bella, ma la fame di verità sì!!!

Ed è per questo che "mi chiamo Giovanni"…

Alcuni giorni fa, sono andato a trovare un mio caro amico, quando ho notato tra i suoi libri in salone, uno… che mi ha incuriosito.

Era di suo figlio… “Gerardo“, il quale gentilmente, compreso il mio interesse, mi ha detto di prenderlo…
Insisteva nel volermelo regalare, ma alla fine ci siamo accordati che l’avrei soltanto preso in prestito, per poi, appena finito di leggerlo, l’avrei restituito…
Il titolo del romanzo è “Per questo mi chiamo Giovanni” ed è un libro di Luigi Garlando (pubblicato nel 2004) e racconta la storia di un ragazzino, per l’appunto Giovanni, che sta per compiere 10 anni…
Ecco che allora il padre (Luigi), decide di fare un bel regalo al figlio, e cioè di far passare ad egli, una giornata indimenticabile… e soprattutto di come sia stato deciso quel suo nome…
Ma, qualche giorno prima del suo compleanno e di quella particolare “vacanza”, Giovanni era a scuola e durante l’intervallo dovette assistere ad un fatto spiacevole; era stato testimone di un lite tra due ragazzi, di cui uno era il suo compagno di classe (Simone), che proprio a seguito di quella colluttazione, si era ritrovato spinto giù dalle scale, da un altro ragazzino di nome Tony… 
Il giorno quindi del compleanno di Giovanni, il padre Luigi decise di portarlo nella spiaggia più famosa vicino a Palermo…. “Mondello”.
Mentre stavano per attraversando la città, il iniziarono a soffermarsi in alcuni punti precisi della città…
Erano, strade e piazze divenute ahimè famose, perché in ognuna di esse, era stata assassinata una persona perbene…
Erano uomini che volevano esclusivamente il bene di questa terra, compiere qualcosa d’importante per questa regione… cominciando dal proprio dovere.
Proseguendo, racconta al proprio figlio quegli anni passati, cosa era accaduto in quei posti, ora ripuliti e forse chissà… anche dimenticati…, 
Tra quegli uomini vi era un magistrato, un uomo che in tutti i modi, aveva provato a combatterla quella associazione criminale chiamata mafia: e lui… proprio come te… si chiamava Giovanni… 
Finalmente “Mondello”, la sua spiaggia finissima ed il mare cristallino… 
Dopo un bagno rilassante, Luigi inizia a raccontare al figlio il motivo di quel suo nome: “vedi… il tuo nome “Giovanni” deriva da un grande uomo, Giovanni Falcone. 
Un uomo, che con grande coraggio, ha dimostrato l’esistenza di quella associazione, di come fosse strutturata e dove ognuno aveva un suo ruolo ed infine di come fossero legati da un patto di sangue…
Era ed è la “mafia”… non racconti popolari, tanto decantati dai cantastorie nell’entroterra siciliano…
Pian piano “Giovanni” inizia ad appassionarsi a quell’uomo e chiede al padre di raccontargli altri episodi della vita del giudice Falcone. 
Ecco quindi che il padre, racconta dei metodi utilizzati dalla mafia per arruolare nuovi componenti, racconta del giuramento che fanno quei cosiddetti “uomini d’onore” e paragona quella associazione ad un ortaggio… il carciofo, già, dove le foglie rappresentano i soldati che contano poco, mentre il cuore posto al centro, è del capo…. 
La giornata si è conclusa e di ritorno attraversano l’autostrada nei pressi di Capaci… 
Qui il padre accosta e nel vedere il monumento dedicato ai caduti (due obelischi ai due bordi della strada) racconta a suo figlio la triste fine che la mafia ha riservato al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie e alla scorta…
Nel frattempo il padre inizia a raccontare al figlio qualcosa di personale, ma che indirettamente lo ha riguardato…
Il padre, titolare di 4 negozi di giocattoli a Palermo, è stato anch’egli vittima del racket… con minacce da parte di quegli uomini (appartenenti alla mafia) che, in cambio di una strana “protezione” ne richiedevano il pagamento mensile (pizzo)!!! 
La reazione del padre era stata quella di rivolgersi alle istituzioni, denunciando quanto accaduto e facendo arrestare i mafiosi. 
Ovviamente in risposta a quel atto di protesta, uno dei suoi negozi fu bruciato… e anche la moglie, in quel momento incinta, vedendo quella scena si prese di paura ed a causa di ciò, ebbe le doglie…
Fu per questo motivo, che appena nato, decisero di chiamare il proprio bimbo… Giovanni!!! 
Rientrati a casa… la giornate ripresero come sempre, ma Giovanni, avendo compreso il messaggio che il padre gli aveva voluto trasmettere, rientrato nuovamente a scuola, si presento dal preside per denunciare Toni su quanto era accaduto e da allora diventò il migliore amico di Simone.
Il libro si conclude, con una richiesta di Giovanni al padre: andare a conoscere personalmente la sorella del giudice…
Dedico quanto sopra a certi pseudo “commentatori”, per ricordare loro, che non dovrebbero mai permettersi di utilizzare quel nome così importante… in maniera così indegna!!! 

C'è "giovanni"… e Giovanni…

Il bello del web è che permette di essere costantemente collegati con il mondo intero…
In pochi minuti le informazioni viaggiano sulla rete e la diffusione del messaggio avviene in un secondo e soprattutto, il contenuto pubblicato, dà il via, ad una ampia partecipazione di pubblico collegato…
A tutti è data la possibilità di scrivere e non vi sono imposti limiti culturali…
Chiunque può scrivere e dire ciò che pensa, senza preoccuparsi di ciò che scrive, anche perché il commento pubblicato può essere realizzato in forma anonima…
Certamente, quest’ultima diffusione, non può considerarsi come qualcosa di eticamente corretto e soprattutto dietro un messaggio celato sotto falso nome (o protetto da una email non corrispondente), c’è la rappresentazione precisa di qualcosa di deplorevole…
Ma ormai… è così che va, e in molti, incoraggiati dall’anonimato, decidono di partecipare mediante “nickname” fasulli –in fin dei conti, quanto da loro fatto, rappresenta di fatto la loro personalità…- per poter criticare o offendere coloro che non avendo nulla da nascondere… riescono a manifestarsi con il proprio, nome e cognome…

Ma purtroppo, ancora oggi, sono in molti on line che tentano (a loro modo…) di dare il proprio contributo, ma quando poi si tratta di esporsi con le proprie generalità, ecco che, in maniera del tutto vigliacca, disconoscono e rifiutano di rivendicare quanto pubblicato…
Tirano la pietra e nascondono la mano… fanno sempre così, manifestano espressamente quella loro mediocrità, sperando che siano gli altri ad esporsi, per poi loro successivamente, goderne i benefici…
Ed allora, ecco il perché in molti si mettono a commentare le notizie pubblicate… e poi successivamente negano, di averle dette!!!
Sono persone “miserabili”, capaci di vivere sotto pseudo nomi fantastici, che non appartengono a questa realtà… perché si trovano a vivere una vita senza alcuna dignità… senza alcuna capacità morale anche di firmare un commento, con il loro appellativo…

Qualcuno, per voler giustificare il proprio anonimato, risponde che c’è il rischio di essere querelati per “diffamazione”; ovviamente sono tutte cazzate, fintanto che si resta nei limiti di non cadere in frasi volgari o in commenti che ravvisano il reato di cui sopra, oggi possiamo stare tranquilli, che quel rischio non esiste…
Da quanto sopra quindi, si comprende come il reale motivo, per il quale si continua ad utilizzare un nickname, è perché si vuole esprimere giudizi offensivi o diffamatori, che per l’appunto, metterebbero l’autore a rischio di una querela (vorrei comunque ricordare a quei “mediocri” autori anonimi, che è sempre possibile -a seguito di una denuncia alla polizia postale- risalire al nome dell’autore della diffamazione, per cui, il rischio di una querela è sempre possibile… io per esempio sto valutando se farla ad un commentatore anonimo “giovanni”di Live Sicilia Catania…).
Come dice il mio titolo, <C’è “giovanni” e “Giovanni”>, domani farò in modo di non perdere il mio tempo a scrivere su personaggi “anonimi”, ma mi dedicherò a ricordare qualcuno -con quel nome- di veramente importate…
Si dice che… il mestiere di scrivere senza firma frutta magari denaro, ma non onore. Poiché negli attacchi il signor “Anonimo” è senz’altro il signor “Mascalzone”, e si può scommettere cento contro uno, che chi non vuol dire il suo nome… ha di solito intenzione di truffare il pubblico.

C&#39;è &quot;giovanni&quot;… e Giovanni…

Il bello del web è che permette di essere costantemente collegati con il mondo intero…
In pochi minuti le informazioni viaggiano sulla rete e la diffusione del messaggio avviene in un secondo e soprattutto, il contenuto pubblicato, dà il via, ad una ampia partecipazione di pubblico collegato…
A tutti è data la possibilità di scrivere e non vi sono imposti limiti culturali…
Chiunque può scrivere e dire ciò che pensa, senza preoccuparsi di ciò che scrive, anche perché il commento pubblicato può essere realizzato in forma anonima…
Certamente, quest’ultima diffusione, non può considerarsi come qualcosa di eticamente corretto e soprattutto dietro un messaggio celato sotto falso nome (o protetto da una email non corrispondente), c’è la rappresentazione precisa di qualcosa di deplorevole…
Ma ormai… è così che va, e in molti, incoraggiati dall’anonimato, decidono di partecipare mediante “nickname” fasulli –in fin dei conti, quanto da loro fatto, rappresenta di fatto la loro personalità…- per poter criticare o offendere coloro che non avendo nulla da nascondere… riescono a manifestarsi con il proprio, nome e cognome…

Ma purtroppo, ancora oggi, sono in molti on line che tentano (a loro modo…) di dare il proprio contributo, ma quando poi si tratta di esporsi con le proprie generalità, ecco che, in maniera del tutto vigliacca, disconoscono e rifiutano di rivendicare quanto pubblicato…
Tirano la pietra e nascondono la mano… fanno sempre così, manifestano espressamente quella loro mediocrità, sperando che siano gli altri ad esporsi, per poi loro successivamente, goderne i benefici…
Ed allora, ecco il perché in molti si mettono a commentare le notizie pubblicate… e poi successivamente negano, di averle dette!!!
Sono persone “miserabili”, capaci di vivere sotto pseudo nomi fantastici, che non appartengono a questa realtà… perché si trovano a vivere una vita senza alcuna dignità… senza alcuna capacità morale anche di firmare un commento, con il loro appellativo…

Qualcuno, per voler giustificare il proprio anonimato, risponde che c’è il rischio di essere querelati per “diffamazione”; ovviamente sono tutte cazzate, fintanto che si resta nei limiti di non cadere in frasi volgari o in commenti che ravvisano il reato di cui sopra, oggi possiamo stare tranquilli, che quel rischio non esiste…
Da quanto sopra quindi, si comprende come il reale motivo, per il quale si continua ad utilizzare un nickname, è perché si vuole esprimere giudizi offensivi o diffamatori, che per l’appunto, metterebbero l’autore a rischio di una querela (vorrei comunque ricordare a quei “mediocri” autori anonimi, che è sempre possibile -a seguito di una denuncia alla polizia postale- risalire al nome dell’autore della diffamazione, per cui, il rischio di una querela è sempre possibile… io per esempio sto valutando se farla ad un commentatore anonimo “giovanni”di Live Sicilia Catania…).
Come dice il mio titolo, <C’è “giovanni” e “Giovanni”>, domani farò in modo di non perdere il mio tempo a scrivere su personaggi “anonimi”, ma mi dedicherò a ricordare qualcuno -con quel nome- di veramente importate…
Si dice che… il mestiere di scrivere senza firma frutta magari denaro, ma non onore. Poiché negli attacchi il signor “Anonimo” è senz’altro il signor “Mascalzone”, e si può scommettere cento contro uno, che chi non vuol dire il suo nome… ha di solito intenzione di truffare il pubblico.

Nella vita non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva…

Vi ricordate quel giudizio che veniva dato durante il proprio corso di studi???
“Mediocre”…
Stava ad indicare una preparazione tra il carente e la sufficienza, un giudizio che solitamente veniva inquadrato intorno al cinque!!!
Infatti, a fine anno, con quel voto “5”… non si era certi se si veniva promossi o rimandati, in molti restavano in attesa su quel limbo grigio, sperando soprattutto nella magnanimità degli insegnanti…
Crescendo… per ognuno di essi, non è cambiato nulla!!!
Sono rimasti legati a quel livello, in attesa sempre di un sostegno o meglio, di qualcuno che potesse reggerli durante questa loro mediocre vita… perché questi, non sono in grado di camminare da soli e vivono la loro vita di riflesso della luce altrui…     
Si dice che “le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che è oltre la loro portata” o piuttosto tendono a negare anche la stessa evidenza!!!
E’ difatti tipico di questi soggetti, cercare di non non prendere in considerazione un dato, un fatto assodato, l’altrui comportamento “coraggioso” che disturba loro, perché li mette in crisi da propri convincimenti, per i quali, alcune azioni non possono essere mai compiute… forse, perché loro per primi, non saprebbero realizzarle!!! 
In quel loro modo d’essere, sono sempre un passo dietro agli altri, dando di se – a chi li ha ben intesi – un’immagine di superficialità e pressappochismo… 
Gli effetti di questo comportamento sono particolarmente espressi in quegli atteggiamenti sottomessi e asserviti alle disposizioni, anche quando quelle decisioni, sono di per se errate…
Ma loro non alzeranno mai il dito… ma resteranno servili, proprio per evitare di contraddire l’altrui pensiero o di compromettere quella fedeltà dimostrata in tanti anni di rispettoso servizio…
Difficile vedere in loro manifestazioni litigiose o atteggiamenti da prode paladino…
E’ difatti loro… lo scettro della mediocrità, per quel modo personale di vivere la vita e di vedere gli altri…
Basta poco per riconoscerli… si adattano in silenzio a tutte le situazioni, subendo inoltre passivamente, ogni tipo di condizionamento…
Il “mediocre” si adegua e non lotta, preferisce abbandonarsi al luogo comune, critica gli altri per come si comportano, ma egli per primo non si pone mai interrogativi e non ricerca in alcun modo la verità…
Egli fa in modo di sottomettersi a quanto viene richiesto, senza mai domandarsi il perché delle cose e soprattutto (chissà forse per paura), non va mai in fondo, ma resta, il più delle volte (a causa di quella codardia…) coinvolto in collusioni o truffe…
Sono soggetti infantili, che denotano un’estrema povertà interiore, bramano il successo e con quel loro modo meschino di prostrarsi, raggiungono a volte qualche obiettivo, convincendo se stessi, di aver raggiunto un prestigioso traguardo e di essere di conseguenza, qualcuno che vale… ma quanto sopra ovviamente, è una mera illusione!!!
Il “mediocre” illude se stesso, perché non riesce a comprendere come, il valore della nostra vita, non dipende da ciò che gli altri pensano di noi, ma da ciò che noi facciamo per gli altri!!!
Purtroppo e vi capisco… siamo condannati a vivere in questa nostra regione, circondati da un’ingombrante maggioranza, fatta di persone mediocri, che lasciano, in tutto e per tutto trasparire, non solo quella mancanza di professionalità, ma soprattutto di rispetto per le regole sociali e le norme dello Stato. 
Ormai ne sono convinto…
La maggior parte delle persone ha paura della mediocrità, anzi di più… li spaventa, perché di fatto rappresenta l’ombra stessa della loro proiezione sul mondo che li circonda e che ahimè, evidenzia concretamente… la loro stessa mediocrità!!!.

Viviamo in mezzo a furbetti e disonesti…


Furbetti del cartellino e disonesti nelle PA, invalidi disonesti e furbetti della 104, compiacenti controllori e funzionari accusati di aver preso mazzette… ed ancora, finti paladini della legalità che si mascherano dietro false associazioni anti-racket… 

Poi, tanto per non mancare, ci sono loro… i politici… quelli corrotti e immorali, quelli che ancora oggi si presentano su quei palchi oppure danno consigli o suggerimenti quando vengono intervistati, già… “da quale pulpito, vien la predica“…
Si dice che ogni mondo è paese… e la nostra realtà, quella Siciliana, dimostra come da noi si è ancora a livello paese!!!
Nessuno è escluso… basta pagare e si trova la fila di soggetti pronti per farsi corrompere!!!
A cominciare da quei cosiddetti “prenditori“, pardon… imprenditori “rapaci” e incapaci di saper fare impresa, in particolare quando vengono di fatto esclusi, da quel sistema associativo e clientelare, al quale erano strettamente legati…
Poi ci sono quelli dai colletti inamidati… “bianchi” di fuori… ma sporchi di dentro, come chi li indossa; sono personaggi collusi, che vengono di volta in volta arrestati, finendo i loro giorni da condannati…
Da questa cerchia non sono esclusi nemmeno gli amministratori pubblici e taluni difensori della legge… che dimostrano anch’essi essere -attraverso le inchieste delle procure – compiacenti e ben disponibili ad ottenere vantaggi personali…
Questa situazione non fa altro che condizionare e compromettere lo stato sociale di questa nostra terra, già povera di suo, sia sotto il profilo economico e finanziario, che nelle opportunità professionali, con una qualità e un livello politico, istituzioni e civico, tra i più bassi delle regioni europee…
Una terra “infettata” da un cancro che da due secoli la tiene prigioniera di una grave malattia ed a cui, non si riesce trovare l’antidoto… o meglio, non lo si vuole trovare!!!
Le metastasi di quel cancro “mafioso” si sono ormai allargate a tutto la regione e non vi è più un solo settore determinante, nel quale, non si siano evidenziate infiltrazioni o che non si trovi collegato e colpito, da quel tumore…
La magistratura è giusto… deve fare (e farà…) il suo corso, ma questo paese non può più permettersi di avere esclusivamente una categoria che tenta di fare il proprio dovere, quando tutto il resto della “Sicilia” fa il contrario… o meglio, attende sempre che siano gli altri ad esporsi, perché essi si dimostrano vigliacchi per farlo!!! 
Di quanti altri “murales” abbiamo bisogno per dire basta???
Quanti altri eroi devono morire affinché si comprenda che questa terra così facendo… presto morirà???
E’ tempo di cambiare, di gettare via quei partiti mafiosi ed i loro esponenti, tutta gente che si rinnova, cambiandosi di divisa, ma che poi nei fatti, resta legato a quel sistema coercitivo e criminale…
E’ giunto il momento di dire basta, trovare nuovi percorsi, puliti ed alternativi, tali da poter contrastare questo sistema clientelare, mafioso, non meritocratico, ovunque presente!!!
Perché da noi si sa… il furbo è ritenuto un piccolo eroe da imitare. Chi “frega” gli altri solleva ammirazione!!!