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Sì, Locri per un giorno "Libera"… e dopo…???

Come molti associati di “Libera” mi sono recato a Locri per assistere alla marcia organizzata dalla “Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” per la “giornata della memoria e del ricordo delle vittime della mafia”…
Un vero e proprio fiume di persone, giovani e anziani, tantissimi ragazzi adolescenti che inneggiavano contro la violenza della mafia…
Quanti slogan e soprattutto quanti colori, per una marcia della legalità, come poche se ne vedono… già forse troppo poche… in questo nostro paese!!!
Locri è stata pervasa da un nuovo sentimento, quello della speranza di un futuro migliore… 
Si è manifestato il proprio dissenso nei confronti delle mafie che affliggono purtroppo quella terra e non solo… 
Come riportavo sopra, levando in alto gli striscioni, si è gridato a squarciagola gli abituali slogan: “No alla mafia”, “basta omertà…” perché di ‘ndrangheta si muore”, ecc…
E’ stata una marcia spontanea, senza colori, ne schieramenti politici e soprattutto, nessuna propaganda…  in prima fila c’erano solo gli uomini delle nostre istituzioni…
Certamente nel preparare questa manifestazione non ci si aspettava tanta solidarietà, ed invece, sono giunti nella cittadina tantissimi giovani, arrivati da ogni parte d’Italia, con treni, pullman ed anche in autostop… intere scuole hanno deciso di partecipare e chi non l’ha potuto fare direttamente, ha contribuito dalla propria città…
Certo sono in molti a dire che, di queste manifestazioni ce ne vorrebbero una ogni settimana…
Lo dicono le mamme dei bambini presenti: “servono per poter estirpare quella mentalità mafiosa, con la quale questi bimbi, in molte città del meridione, sono costretti a convivere”
E’ stato un momento molto commovente, soprattutto quando sono stati letti i nomi di coloro che sono stati assassinati dalla mafia, uno per uno… son stati chiamati, e presenti in quel corteo, vi erano proprio  i familiari di quelle vittime…
Tutta l’Italia intera si è unita in quell’abbraccio ed a quella “meglio gioventù” di Locri… 
Ma ora, adesso che tutto è finito, cosa resta…???
Perdonate questo mio atteggiamento cinico, ma da un po’ di tempo, mi sono abituato a vedere le cose con la ragione e la consapevolezza e non con gli occhi della “propaganda”… 
I ragazzi di Locri hanno bisogno di vedere prospettive, il tempo delle belle parole o delle promesse è finito da un bel po’… e non dimentichiamoci che abbiamo già visto, altre precedenti generazioni reagire come loro, per poi sparire nella quotidianità frustrante, senza alcuna prospettiva… obbligati ad abbandonare questa loro terrà, in quanto costretti dalla debolezza dello Stato… a trasferirsi in altre realtà, non solo più produttive, ma certamente più vivibili…
Cosa servono le manifestazioni quando verificando con i fatti ci si accorge di come, quella realtà, risulti incapace di produrre interventi efficaci, relegandola tra gli ultimi posti del nostro paese…???
In quali modi si vuole contrastare la criminalità, l’illegalità e la corruzione, quando non si è in grado di migliorare la qualità dell’istruzione, della formazione e non si è saputo offrire alle generazioni passate e a queste attuali, alcuno sbocco occupazionale???
Perché si continua a far finta di non vedere la realtà… 
Si provino a confrontare i dati ed allora si scoprirà come non è solo l’ndrangheta il vero problema di questo territorio, ma sono gli uomini che lo hanno rappresentato negli anni, veri e unici colpevoli di quelle inerzie, ritardi e soprattutto cattive politiche…
A cosa serve denunciare l’illegalità quando lo Stato non risponde… quali garanzie di sicurezza vengono offerte ai cittadini che contrastano con i fatti la criminalità???
Certo i bambini oggi esprimono quel coraggio dato propriamente dalla loro età… ma sappiamo bene come ognuno di essi, crescendo, si adeguerà a quel sistema “omertoso e clientelare”, diventando sempre più inermi di fronte ad un sistema che li vuole per l’appunto “inquadrati” e predisposti a non denunciare alcuna forma d’illegalità…. 
Sono certo che nessuno di loro, oggi, scambierebbe o venderebbe la propria dignità, ma quando si dovrà cercsre una occupazione per mantenere non solo se stessi, ma i propri familiari, ecco che tutto verrà rimesso in discussione e certi principi ai quali si credeva, verranno accodati alle esigenze e a quel sistema generalizzato!!! 
Non si tratta di essere frustati o fatalisti, oppure di credere che nulla potrà mai cambiare, ma non si può chiedere loro di cambiare lo stato di cose, se lo Stato non dimostra di essere presente con i fatti!!! Ricordo un manifestazione calabrese di molti anni fa che diceva “Orgoglio calabrese… ma la lo Stato dov’è?’“. 
Erano parole forti, che testimoniano la rabbia di chi ormai era giunto al limite di sopportazione… in particolare nei confronti della mafia.
Oggi a distanza di quegli anni, risento le stesse frasi… ed allora mi chiedo cosa è cambiato???
Dove sono quei giovani d’allora… sono diventati forse genitori e chissà se sono rimasti lì, in quella loro terra adeguandosi a quel “sistema” oppure hanno preferito andarsene… i numeri parlano chiaro…  
Al corteo il Presidente del Senato Pietro Grasso, ha detto: “Se volevano ottenere un effetto… hanno ottenuto quello contrario, cioè di una piena solidarietà da parte di tutta Italia a Libera, a don Ciotti e a questo movimento, che è un movimento per la legalità e per l’affermazione della cultura della legalità che non è solo rispetto delle leggi, ma la possibilità di andare avanti con principi di solidarietà, e per dare un futuro migliore soprattutto ai nostri giovani».
Io però vorrei ricordare un documento dell’allora Procuratore Nazionale Pietro Grasso: “… anche la Ndrangheta ha voluto dimostrare la propria geometrica capacità militare di colpire nei modi e nei tempi prescelti, lanciando nel contempo un messaggio di intimidazione perché tutto resti come prima e nulla cambi; raggiunto un potere economico smisurato, essa tende adesso ad occupare lo spazio politico che una classe politica sinora dimostratasi debole, incapace o collusa, le ha spalancato” – Non siamo più (concludeva il dossier della Dna) al interno della tradizionale categoria mafia-politica, che presuppone l’esistenza di due entità diverse anche se in dialogo tra di loro, ma in una nuova dimensione, quella della mafia che tende a farsi, a proporsi, soggetto politico essa stessa, che come tale rivendica ruolo e visibilità, per contare nelle decisioni strategiche, che determinano la spesa regionale…”.
Rileggendo ora quanto sopra, vi chiedo: cosa è realmente cambiato da quel giorno???  
Ah… sì dimenticavo… “Abbiamo compiuto nuovamente insieme… un’altra bella manifestazione“!!!  

Sì, Locri per un giorno "Libera"… e dopo…???

Come molti associati di “Libera” mi sono recato a Locri per assistere alla marcia organizzata dalla “Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” per la “giornata della memoria e del ricordo delle vittime della mafia”…
Un vero e proprio fiume di persone, giovani e anziani, tantissimi ragazzi adolescenti che inneggiavano contro la violenza della mafia…
Quanti slogan e soprattutto quanti colori, per una marcia della legalità, come poche se ne vedono… già forse troppo poche… in questo nostro paese!!!
Locri è stata pervasa da un nuovo sentimento, quello della speranza di un futuro migliore… 
Si è manifestato il proprio dissenso nei confronti delle mafie che affliggono purtroppo quella terra e non solo… 
Come riportavo sopra, levando in alto gli striscioni, si è gridato a squarciagola gli abituali slogan: “No alla mafia”, “basta omertà…” perché di ‘ndrangheta si muore”, ecc…
E’ stata una marcia spontanea, senza colori, ne schieramenti politici e soprattutto, nessuna propaganda…  in prima fila c’erano solo gli uomini delle nostre istituzioni…
Certamente nel preparare questa manifestazione non ci si aspettava tanta solidarietà, ed invece, sono giunti nella cittadina tantissimi giovani, arrivati da ogni parte d’Italia, con treni, pullman ed anche in autostop… intere scuole hanno deciso di partecipare e chi non l’ha potuto fare direttamente, ha contribuito dalla propria città…
Certo sono in molti a dire che, di queste manifestazioni ce ne vorrebbero una ogni settimana…
Lo dicono le mamme dei bambini presenti: “servono per poter estirpare quella mentalità mafiosa, con la quale questi bimbi, in molte città del meridione, sono costretti a convivere”
E’ stato un momento molto commovente, soprattutto quando sono stati letti i nomi di coloro che sono stati assassinati dalla mafia, uno per uno… son stati chiamati, e presenti in quel corteo, vi erano proprio  i familiari di quelle vittime…
Tutta l’Italia intera si è unita in quell’abbraccio ed a quella “meglio gioventù” di Locri… 
Ma ora, adesso che tutto è finito, cosa resta…???
Perdonate questo mio atteggiamento cinico, ma da un po’ di tempo, mi sono abituato a vedere le cose con la ragione e la consapevolezza e non con gli occhi della “propaganda”… 
I ragazzi di Locri hanno bisogno di vedere prospettive, il tempo delle belle parole o delle promesse è finito da un bel po’… e non dimentichiamoci che abbiamo già visto, altre precedenti generazioni reagire come loro, per poi sparire nella quotidianità frustrante, senza alcuna prospettiva… obbligati ad abbandonare questa loro terrà, in quanto costretti dalla debolezza dello Stato… a trasferirsi in altre realtà, non solo più produttive, ma certamente più vivibili…
Cosa servono le manifestazioni quando verificando con i fatti ci si accorge di come, quella realtà, risulti incapace di produrre interventi efficaci, relegandola tra gli ultimi posti del nostro paese…???
In quali modi si vuole contrastare la criminalità, l’illegalità e la corruzione, quando non si è in grado di migliorare la qualità dell’istruzione, della formazione e non si è saputo offrire alle generazioni passate e a queste attuali, alcuno sbocco occupazionale???
Perché si continua a far finta di non vedere la realtà… 
Si provino a confrontare i dati ed allora si scoprirà come non è solo l’ndrangheta il vero problema di questo territorio, ma sono gli uomini che lo hanno rappresentato negli anni, veri e unici colpevoli di quelle inerzie, ritardi e soprattutto cattive politiche…
A cosa serve denunciare l’illegalità quando lo Stato non risponde… quali garanzie di sicurezza vengono offerte ai cittadini che contrastano con i fatti la criminalità???
Certo i bambini oggi esprimono quel coraggio dato propriamente dalla loro età… ma sappiamo bene come ognuno di essi, crescendo, si adeguerà a quel sistema “omertoso e clientelare”, diventando sempre più inermi di fronte ad un sistema che li vuole per l’appunto “inquadrati” e predisposti a non denunciare alcuna forma d’illegalità…. 
Sono certo che nessuno di loro, oggi, scambierebbe o venderebbe la propria dignità, ma quando si dovrà cercsre una occupazione per mantenere non solo se stessi, ma i propri familiari, ecco che tutto verrà rimesso in discussione e certi principi ai quali si credeva, verranno accodati alle esigenze e a quel sistema generalizzato!!! 
Non si tratta di essere frustati o fatalisti, oppure di credere che nulla potrà mai cambiare, ma non si può chiedere loro di cambiare lo stato di cose, se lo Stato non dimostra di essere presente con i fatti!!! Ricordo un manifestazione calabrese di molti anni fa che diceva “Orgoglio calabrese… ma la lo Stato dov’è?’“. 
Erano parole forti, che testimoniano la rabbia di chi ormai era giunto al limite di sopportazione… in particolare nei confronti della mafia.
Oggi a distanza di quegli anni, risento le stesse frasi… ed allora mi chiedo cosa è cambiato???
Dove sono quei giovani d’allora… sono diventati forse genitori e chissà se sono rimasti lì, in quella loro terra adeguandosi a quel “sistema” oppure hanno preferito andarsene… i numeri parlano chiaro…  
Al corteo il Presidente del Senato Pietro Grasso, ha detto: “Se volevano ottenere un effetto… hanno ottenuto quello contrario, cioè di una piena solidarietà da parte di tutta Italia a Libera, a don Ciotti e a questo movimento, che è un movimento per la legalità e per l’affermazione della cultura della legalità che non è solo rispetto delle leggi, ma la possibilità di andare avanti con principi di solidarietà, e per dare un futuro migliore soprattutto ai nostri giovani».
Io però vorrei ricordare un documento dell’allora Procuratore Nazionale Pietro Grasso: “… anche la Ndrangheta ha voluto dimostrare la propria geometrica capacità militare di colpire nei modi e nei tempi prescelti, lanciando nel contempo un messaggio di intimidazione perché tutto resti come prima e nulla cambi; raggiunto un potere economico smisurato, essa tende adesso ad occupare lo spazio politico che una classe politica sinora dimostratasi debole, incapace o collusa, le ha spalancato” – Non siamo più (concludeva il dossier della Dna) al interno della tradizionale categoria mafia-politica, che presuppone l’esistenza di due entità diverse anche se in dialogo tra di loro, ma in una nuova dimensione, quella della mafia che tende a farsi, a proporsi, soggetto politico essa stessa, che come tale rivendica ruolo e visibilità, per contare nelle decisioni strategiche, che determinano la spesa regionale…”.
Rileggendo ora quanto sopra, vi chiedo: cosa è realmente cambiato da quel giorno???  
Ah… sì dimenticavo… “Abbiamo compiuto nuovamente insieme… un’altra bella manifestazione“!!!  

A.A.A. Cercasi Presidente della Regione Sicilia "Onesto, Incorruttibile e soprattutto non ricattabile"…

La corsa per la Presidenza alle regionali è iniziata!!!
Difatti si cominciano a preparare tutte quei nomi che dovrebbero condurre a far spodestare l’attuale presidente Crocetta…
Li ho chiamati in un mio precedente post “Giochi politici” perché alla fine di questo si tratta… di mettersi d’accordo e soprattutto di spartirsi le poltrone…
Ciascuno difatti, raccoglie i propri voti per tentare la scalata alla presidenza e quando ci si accorge che quanto ottenuto non basta, ecco che allora porta su un vassoio quei voti all’antagonista concorrente, sia che egli rappresenti il proprio schieramento o anche quello di schieramenti opposti, l’importante che alla fine, si ottenga qualcosa!!!
Ed allora a questo gioco ci provano tutti, sono difatti molti a puntare a quell’ambizioso traguardo… 
Ed allora ecco che per primo, proprio l’attuale Presidente dell’ARS, Rosario Crocetta, tenta di rilanciare la propria candidatura (certo viene da chiedersi per quali meriti, visto quanto poco abbia fatto per questa sua terra…).
Dallo stesso schieramento giungano anche i nomi di Bianco, Faraone e Ferrandelli…
Nei pentastellari si sta ancora discutendo per la scelta e forse, il ritorno al nome di Cancellieri potrebbe essere tra i più probabili…
Se si guarda a destra troviamo i soliti noti… Musumeci, Pogliese, Miccichè, e qualcuno suggerisce pure Alfano… ma non credo che quest’ultimo preferisca rischiare un posto “certo” di ministro… per qualcosa che potrebbe definitivamente cancellarlo dalla politica!!!
Non dimentichiamoci della grande influenza dei due ex presidenti: Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, che secondo la maggior parte dell’opinione pubblica sono ormai irrilevanti, ma che il sottoscritto ritiene ancora autorevoli e soprattutto influenti…   
Certo non saranno loro a candidarsi… non so neppure se possono farlo, visto le inchieste nelle quali sono stati coinvolti… ma nulla vieta loro di presentare qualche loro uomo di fiducia, un vero e proprio “braccio destro“, che imprevedibilmente, potrebbe risultare il vincitore finale di quella competizione elettorale…
Il sottoscritto in questo momento, non mi vergogno di dirlo, ha molta difficoltà a scegliere tra i tanti aspiranti a quella presidenza…
Certo alcuni di essi che conosco personalmente, hanno certamente dimostrato un comportamento corretto e forse per questo andrebbero premiati… ma ho sempre avuto l’impressione che nessuno di essi… si sia spinto “oltre”… verso quel manifestare in maniera reprensibile, contro quel sistema clientelare e mafioso che da sempre ci attanaglia…
Mi si è data come l’impressione che ci si sia fermati un attimo prima… proprio per non voler apparire “sgradevoli” ad una serie di personaggi influenti, che potrebbero condizionare con la loro mancata approvazione, gran parte di quel consenso… posto ora in gioco. 
Certo la speranza poteva essere quella di vedere nuovi candidati, soggetti che hanno dimostrato di poter ambire a quella poltrona per meriti e non perché legati a un sistema politico…
Si poteva puntare su alcuni noti personaggi, che attualmente stanno dando lustro nel mondo alla nostra regione… 
Parlo di magistrati, imprenditori, professionisti, uomini di cultura, soggetti che stanno dimostrando di essere, non solo persone preparate, ma soprattutto, oneste, incorruttibili e non ricattabili!!!
Vedere anche una figura femminile non sarebbe male… e dire che di donne veramente importanti, questa nostra terra… ne ha partorite, si tratta esclusivamente di coinvolgere!!!
Io credo poco a quelle elezioni… anche perché ritengo – per quanto se ne voglia dire- che la “mafia” costituisca ancora oggi… l’ago della bilancia… e sarà quest’ultima a indirizzare i propri voti, verso quei soggetti che meglio di chiunque altro, sapranno manovrare…
Per il resto… cosa aggiungere, mentre si spreca tempo a cercare voti… la nostra Sicilia è sempre ultima in tutto… 
In particolare, nel dare occupazione ai giovani, nel ricercare investimenti nazionali e internazionali, nella creare sviluppo industriale/commerciale, nell’aumentare il livello culturale, nel migliorare tutte quelle infrastrutture fatiscenti, nell’aumentare la ricerca, nel rilanciare il turismo e l’arte di questa terra…
Sì, si parla tanto, ma tutti sappiamo come poco si è fatto… aggiungerei nulla per quanto concerne il contrasto alla corruzione, alla criminalità, al clientelismo, alle ingerenze politico/mafiose e via discorrendo… però, chissà perché, c’è sempre qualcuno disposto ad alzarsi la mattina… per venirci a raccontare e soprattutto a promettere, che grazie a lui finalmente… ci sara qualcosa di completamente diverso!!!
Nel 1979 su “LIFE MAGAZINE” riportava George Burns: “È un peccato che le persone che sanno come far funzionare il paese siano troppo occupate a guidare taxi o a tagliare capelli“…

A.A.A. Cercasi Presidente della Regione Sicilia "Onesto, Incorruttibile e soprattutto non ricattabile"…

La corsa per la Presidenza alle regionali è iniziata!!!
Difatti si cominciano a preparare tutte quei nomi che dovrebbero condurre a far spodestare l’attuale presidente Crocetta…
Li ho chiamati in un mio precedente post “Giochi politici” perché alla fine di questo si tratta… di mettersi d’accordo e soprattutto di spartirsi le poltrone…
Ciascuno difatti, raccoglie i propri voti per tentare la scalata alla presidenza e quando ci si accorge che quanto ottenuto non basta, ecco che allora porta su un vassoio quei voti all’antagonista concorrente, sia che egli rappresenti il proprio schieramento o anche quello di schieramenti opposti, l’importante che alla fine, si ottenga qualcosa!!!
Ed allora a questo gioco ci provano tutti, sono difatti molti a puntare a quell’ambizioso traguardo… 
Ed allora ecco che per primo, proprio l’attuale Presidente dell’ARS, Rosario Crocetta, tenta di rilanciare la propria candidatura (certo viene da chiedersi per quali meriti, visto quanto poco abbia fatto per questa sua terra…).
Dallo stesso schieramento giungano anche i nomi di Bianco, Faraone e Ferrandelli…
Nei pentastellari si sta ancora discutendo per la scelta e forse, il ritorno al nome di Cancellieri potrebbe essere tra i più probabili…
Se si guarda a destra troviamo i soliti noti… Musumeci, Pogliese, Miccichè, e qualcuno suggerisce pure Alfano… ma non credo che quest’ultimo preferisca rischiare un posto “certo” di ministro… per qualcosa che potrebbe definitivamente cancellarlo dalla politica!!!
Non dimentichiamoci della grande influenza dei due ex presidenti: Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo, che secondo la maggior parte dell’opinione pubblica sono ormai irrilevanti, ma che il sottoscritto ritiene ancora autorevoli e soprattutto influenti…   
Certo non saranno loro a candidarsi… non so neppure se possono farlo, visto le inchieste nelle quali sono stati coinvolti… ma nulla vieta loro di presentare qualche loro uomo di fiducia, un vero e proprio “braccio destro“, che imprevedibilmente, potrebbe risultare il vincitore finale di quella competizione elettorale…
Il sottoscritto in questo momento, non mi vergogno di dirlo, ha molta difficoltà a scegliere tra i tanti aspiranti a quella presidenza…
Certo alcuni di essi che conosco personalmente, hanno certamente dimostrato un comportamento corretto e forse per questo andrebbero premiati… ma ho sempre avuto l’impressione che nessuno di essi… si sia spinto “oltre”… verso quel manifestare in maniera reprensibile, contro quel sistema clientelare e mafioso che da sempre ci attanaglia…
Mi si è data come l’impressione che ci si sia fermati un attimo prima… proprio per non voler apparire “sgradevoli” ad una serie di personaggi influenti, che potrebbero condizionare con la loro mancata approvazione, gran parte di quel consenso… posto ora in gioco. 
Certo la speranza poteva essere quella di vedere nuovi candidati, soggetti che hanno dimostrato di poter ambire a quella poltrona per meriti e non perché legati a un sistema politico…
Si poteva puntare su alcuni noti personaggi, che attualmente stanno dando lustro nel mondo alla nostra regione… 
Parlo di magistrati, imprenditori, professionisti, uomini di cultura, soggetti che stanno dimostrando di essere, non solo persone preparate, ma soprattutto, oneste, incorruttibili e non ricattabili!!!
Vedere anche una figura femminile non sarebbe male… e dire che di donne veramente importanti, questa nostra terra… ne ha partorite, si tratta esclusivamente di coinvolgere!!!
Io credo poco a quelle elezioni… anche perché ritengo – per quanto se ne voglia dire- che la “mafia” costituisca ancora oggi… l’ago della bilancia… e sarà quest’ultima a indirizzare i propri voti, verso quei soggetti che meglio di chiunque altro, sapranno manovrare…
Per il resto… cosa aggiungere, mentre si spreca tempo a cercare voti… la nostra Sicilia è sempre ultima in tutto… 
In particolare, nel dare occupazione ai giovani, nel ricercare investimenti nazionali e internazionali, nella creare sviluppo industriale/commerciale, nell’aumentare il livello culturale, nel migliorare tutte quelle infrastrutture fatiscenti, nell’aumentare la ricerca, nel rilanciare il turismo e l’arte di questa terra…
Sì, si parla tanto, ma tutti sappiamo come poco si è fatto… aggiungerei nulla per quanto concerne il contrasto alla corruzione, alla criminalità, al clientelismo, alle ingerenze politico/mafiose e via discorrendo… però, chissà perché, c’è sempre qualcuno disposto ad alzarsi la mattina… per venirci a raccontare e soprattutto a promettere, che grazie a lui finalmente… ci sara qualcosa di completamente diverso!!!
Nel 1979 su “LIFE MAGAZINE” riportava George Burns: “È un peccato che le persone che sanno come far funzionare il paese siano troppo occupate a guidare taxi o a tagliare capelli“…

Sicilia: ma dove l'antimafia???

“Antimafia”… una gran bella parola, in particolare quando espressa qui da noi in Sicilia…
Alcuni soggetti, nel pronunciarla quella parola, mi danno l’impressione che è come se… ci si gonfiano i polmoni. 
Si sentono, in quella loro veste di sacralità, quasi fossero rappresentanti divini che intercedono per noi, su questa nostra terra, affinché giunga attraverso loro, quella opportuna protezione…   
Ecco che all’improvviso quindi, personaggi fortemente “collusi” con la politica e con quel sistema clientelare… si ritrovano oggi riciclati nell’antimafia…
Sono divenuti, veri e propri professionisti di questa “antimafia”, cui correttamente, in tempi non sospetti, faceva riferimento proprio Sciascia nei suoi articoli…
Ed allora vorrei sapere: come si diventa paladini dell’antimafia???
Si… forse in questi anni anni ci si è per caso esposti personalmente denunciando fatti o circostanze gravi di cui si era venuti a conoscenza, oppure si è fatto condannare qualcuno affiliato a quel sistema criminale/mafioso o ancora, per non essersi fatti sottomettere da quelle richieste coercitive (ad esempio per non aver pagato il pizzo…), si è subito delle intimidazioni, si è stati a rischio della propria incolumità o di quella dei propri familiari???
Ecco… di quali minacce, estorsioni, ricatti, stiamo parlando, esistono delle pubblicazioni realizzate in questi anni, dalle quali si possono evincere nomi e cognomi di personaggi legati a quel mondo criminale???
Hanno forse subito un lutto in famiglia a causa di una omicidio o di una strage eccellente…???
Per quanto di mia conoscenza, non mi sembra che questi attuali signori dell’antimafia stiano facendo chissà che cosa di rilevante… al limite compiono soltanto (come ogni cittadino siciliano onesto) il proprio dovere… 
Ed allora perché si sono innalzati a paladini della legalità… chi ha concesso loro quella posizione privilegiata, cosa ha determinato quell’ascesa, ma soprattutto, cosa si può fare per determinare quel necessario spartiacque, tra coloro che compiono in maniera coerente quell’opera di antimafia, da chi contrariamente cerca di utilizzarla per propri fini… in particolare se questi elettorali!!!
Già, come si fa a saper riconoscere, i veri dai falsi paladini dell’antimafia?
Perché la vera antimafia è innanzitutto… un fatto di coscienza civile e di moralità!!!
Non bisogna inventarsi nulla, non si deve fare alcuna propaganda, ma soprattutto, non si ha bisogno di demagogia, la strada dopotutto è già stata percorsa da persone, certamente di altro e alto spessore, da quegli “eroi” che hanno sacrificato la loro vita per combattere realmente con i fatti la mafia e non con le parole, ed è a loro che devono questi attuali signori… ispirarsi, poiché tutto il resto è buono per il “cinema”, per l’appunto… per fare esclusivamente nuove scenografia… 
Ricordarsi cosa hanno fatto per noi quegli uomini dello Stato, tutte quelle vittime cadute per mano della mafia come, Boris Giuliano, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Alfredo Agosta, Cesare Terranova, Ninni Cassarà, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e tutti gli altri in questo scritto non menzionati, insieme ai loro familiari e a tutti quegli uomini e donne delle scorte…. 
Come dimenticare quanto compiuto da quei suoi ragazzi, come ad esempio Emanuele Piazza o Antonino Agostino, insieme ai giornalisti Mario Francese, Giuseppe Fava, Beppe Alfano, Peppino Impastato…   
Sono questi gli uomini che si ha il dovere di erigere ad esempio per tutti, in particolare per i tanti giovani che in questi anni – per fortuna- non hanno dovuto vivere come noi, quel lungo periodo delle stragi, ma proprio per questo, hanno necessità d’avere oggi esempi credibili… e non sciacalli che si presentano in quelle loro scuole, per raccontare “favole”, sul contrasto in corso alla criminalità, in questa loro città… 
E’ tempo di togliere i finanziamenti di qualsiasi tipo… eliminare qualsivoglia contributi per un’attività che deve rappresentare un dovere per i cittadini onesti, facciamo in modo che si è “antimafiosi” con i fatti e non soltanto a chiacchiere…
Sono certo che alla fine di quell’antimafia resterà ben poco… o meglio, continueranno con dedizione quella loro opera, soltanto gli uomini e le donne delle varie Procure e della Dia, senza aspettarsi riconoscimenti o premi per quanto realizzato, mettendo come sempre a rischio le loro vite e soprattutto, senza mai ricevere da parte di questi suoi concittadini ingrati, il benché minimo elogio…
  

NON SIAMO IN SVEZIA!!!


Con questa frase pronunciata  dinnanzi ai deputati della commissione bilancio dall’ARS… il presidente di “Riscossione Sicilia”, Avv. Antonio Fiumefreddo, ha scatenato l’inferno…

Per essere più precisi la frase per intero diceva “Anche in questo palazzo c’è una parte della politica infiltrata, non siamo in Svezia…”!!!
Ma cosa avrà mai detto di grave quest’uomo… sì… sembra -almeno qui da noi- che quando qualcuno esprime il proprio pensiero, contrario a quello generale del sistema, viene immediatamente attaccato!!!
Ora scusate… ma perché c’è soltanto uno tra voi che vuole paragonare il sistema scandinavo a quello nostro???
La Svezia è uno dei dieci paesi del mondo dove vi è il più basso livello di corruzione, è considerato modello di perfezione per il resto del pianeta, un Stato che segue procedure trasparenti e dove gli effetti della criminalità sono ben circoscritti ed infine, una terra che risulta più facile da vivere e permette a chiunque di fare business…
Già, sembra tutto il contrario del nostro paese… o ancor meglio della nostra terra, dove quotidianamente assistiamo ad inchieste che riportano fatti e abusi compiuti che portano per l’appunto il nostro livello di corruzione, tra i più alti del mondo!!! 
Ma stranamente, quel nostro parlamento siciliano, invece di effettuare quelle necessarie politiche contro un sistema clientelare e mafioso, che da sempre ci soffoca e che lede i diritti di libertà di ciascun cittadino, si occupa di realizzare lavori d’aula, che dimostrano di esercitare in maniera marginale, una azione determinante necessaria al cambiamento nella nostra vita quotidiana ed allora mi chiedo, quanto sia realmente lontano quel pensiero espresso dall’Avv. Fiumefreddo…
Certamente comprendo come l’attuale presidente dell’Agenzia di riscossione non risulti a molti simpatico… io per primo in alcuni momenti degli anni scorsi, ho aspramente criticato alcune metodologie compiute da quella agenzia, nei confronti della società per la quale insieme a molti colleghi operavo quale dipendente… la “IN.CO.TER. S.P.A.” (sottoposta a quel tempo, a provvedimento di confisca da parte del Tribunale di Catania) e che “stranamente” proprio a causa dei provvedimenti compiuti dall’agenzia di riscossione, si erano di fatto inibito i conti bancari, non permettendo così alla società di continuare ad operare, ma soprattutto di poter pagare noi dipendenti di quanto allora (ed ancora oggi…) dovuto…
Difatti, proprio ieri, parlando con un mio amico, mi ha detto: “caro Nicola… mi sto abituando a leggere in maniera assidua il tuo blog, però c’è una cosa che non condivido, ed è… quando prendi le difese dell’Avv. Fiumefreddo“!!! 
Gli ho risposto: “molto probabilmente non avrai letto quanto ho scritto sul presidente negli anni scorsi, ma sappi che io provo in ogni momento d’essere nel giusto e quando mi accorgo che le persone fanno il proprio dovere, in particolare quando cercano in tutti i modi di non sottomettersi a questo sistema “malato”, ma anzi dimostrano di contrastarlo con tutte le loro forze, ecco che allora faccio di tutto affinché vengano premiate quelle azioni svolte e faccio in modo di riportarle immediatamente all’attenzione del pubblico… 
Ecco il motivo per cui oggi ritengo che l’Avv. Fiumefreddo vada difeso e protetto… proprio perché sta provando a combattere un sistema guasto e corrotto, che alla fine proverà in tutti i modi a schiacciarlo…
Abbiamo visto quanto è accaduto in quel Palazzo… e quale epilogo abbia avuto quella seduta, in particolare la tensione è certamente da contestualizzare in quelle azioni riportate in questi giorni dai media, sui nominativi dei deputati morosi (Nello Musumeci, Raffaele Nicotra e Nino D’Asero) ed in particolare su quelle cartelle esattoriali, che secondo il presidente sarebbero state chiuse in maniera non regolare da alcuni dipendenti ora indagati dalla procura di Catania…
Secondo l’Avv. Fiumefreddo “c’è una parte della politica, trasversale, che tutela interessi criminali e che ha fatto dell’esattoria una leva criminale… “Stia zitto se no… non le diamo più una lira alla sua società; decida cosa fare, se il politico oppure polemica”!!!
Alla fine… la commissione è stata sospesa e l’Avv. Fiumefreddo è stato all’inizio (con la forza) sbattuto fuori da quell’aula…  e successivamente allontanato dal palazzo!!!
Mi chiedo allora… dove stia la verità, ma soprattutto, quanti anni ci vogliono per poterla determinare!!!
Ritengo che sia il momento da parte degli organi di polizia giudiziaria (cui la legge fa obbligo di compiere indagini a seguito di una notizia di reato), di dare finalmente luce ad una vicenda dall’odore fortemente sgradevole, che dimostra ancora una volta come, il più delle volte, per giungere alla verità, bisogna combattere con i denti, mettendo a rischio purtroppo anche la propria vita, ma come ripeto sempre alle mie figlie: “È meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”!!!

Antimafia…??? No!!! Prima viene la Juve…

In quanto sportivo, non ho mai dato alla mia squadra, la Juventus, un posto primario al di sopra delle altre, in particolare, proprio quando ad esempio, il Calcio Catania frequentava i piani alti della serie A, ed il sottoscritto ero portato a difendere principalmente i colori di casa e difatti, in più di una circostanza, ho preso le distanze da essa, quando a causa di errori arbitrali, aveva potuto godere di alcuni vantaggi, a scapito proprio della mia squadra di casa… 

Certo, mai avrei pensato, che si sarebbe potuto giungere a tanto…
Ho letto difatti sul rinvio della seduta della Commissione Antimafia, prevista a Catania il prossimo 15 marzo, rinviata secondo quanto riportato dall’On. Attaguile “senza una valida ragione”…
Ora vorrei dire… un improvviso cambio di programma ci può stare, in particolare se la motivazione è basata su elementi validi, ma quando leggo, che il motivo del rinvio è da ricercare in una audizione che avrebbe dovuto tenere il legale di fiducia del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ovviamente non mi si trova concorde ed anzi condivido pienamente il gesto compiuto dall’On. Attaguile che ha deciso di farsi da parte, dimettendosi da Co-Presidente del Comitato Sport e Mafia.
Ho l’impressione che sono in molti in questa nostra città, a non voler comprendere ( o a fanno finta di non voler comprendere) che non è più il momento… di perdere tempo, perché finora se ne perso abbastanza e relativamente poco si è fatto, per contrastare in maniera decisa, quel cancro mafioso… e tutte quelle sue diramazioni, presenti in tutti i comparti, pubblici e privati …    
Ed è per questo moti che riporto la lettera indirizzata al Presidente della Commissione Antimafia, On. Rosy Bindi, affinché comprenda in maniera definitiva che la nostra città non ha bisogno di visite, dibattiti e proclami, che dimostrano di non servire a nulla, ma servono esclusivamente a propagandare quei soliti nominativi, ma si ha bisogno di politiche serie che dimostrano con i fatti, come attraverso decise e corrette azioni,  si possa vedere questa città definitivamente cambiare!!!
Egregio On. Presidente Rosy Bindi,
durante l’ultimo Ufficio di Presidenza della Commissione Nazionale Antimafia si era stabilito di tenere, nella giornata di mercoledì 15 marzo, una seduta della Commissione Antimafia a Catania per dare un segnale forte della presenza dello Stato in risposta alle notizie d’infiltrazione della criminalità organizzata all’interno del mercato di Vittoria. 
Nel corso di tale visita avremmo anche dovuto audire il capo della DDA di Catania, il procuratore Carmelo Zuccaro, nonché il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che ne aveva fatto richiesta.
Con amarezza, debbo prendere atto che Ella, per come ci ha comunicato nel corso della seduta odierna della Commissione, ha deciso di stravolgere quanto convenuto durante i lavori dell’Ufficio di Presidenza predetto, annullando la visita a Catania e ritenendo, invece, mercoledì di dover audire il legale di fiducia del presidente della Juventus Andrea Agnelli.
Questo improvviso cambiamento di programma è avvenuto dopo l’audizione di ieri del procuratore federale della Figc, prefetto Giuseppe Pecoraro, che ha parlato lungamente della Juventus, chiedendo di secretare i verbali contenenti le sue dichiarazioni.
Tutto ciò mi lascia amareggiato, poiché l’improvvisa audizione dell’avvocato di fiducia del presidente Agnelli a mio avviso non rappresenta una priorità rispetto alla missione catanese già concordata. Peraltro, considerato che al momento non si ha notizia di indagini giudiziarie, ritengo si dovesse audire il presidente della Juventus Andrea Agnelli piuttosto che il suo avvocato.
 A tal proposito sono fermamente convinto che la legge, anche quella sportiva, debba essere uguale per tutti.
Alla luce di quanto sopra, avverto il dovere di rimettere immediatamente il mio mandato di co-presidente del Comitato Sport e mafia, pur continuando a partecipare, nella mia qualità di segretario della Commissione Antimafia, attivamente ai lavori dello stesso.
Con i più cordiali saluti.
Roma, 08.03.2017
On. Angelo Attaguile”
Mi sono permesso di sottolineare un passo della missiva dell’On.Attaguile, poichè ritengo da sempre che la “giustizia” nei confronti dell’individuo, fosse anche il più umile, è tutto… il resto viene dopo!!!

Quel cd…scomodo!!!


Abbiamo ricevuto un CD audio“… 

Con questo titolo apre l’articolo Pierluigi Di Rosa, nella pagina Web di “SUD”:
http://www.sudpress.it/abbiamo-ricevuto-un-cd-audio/
Nella nota si fa riferimento ad una registrazione contenente due telefonate e dalle quali sono riconoscibili in modo inconfondibile alcune voci…
Queste, manifestano in maniera palese delle minaccia (nelle voci si fa riferimento ad un politico e un burocrate dei nostri vertici istituzionali) ad un pubblico funzionario affinché esegua i loro ordini (certamente illeciti)…
La nota si conclude comunicando che tutto il materiale ricevuto verrà consegnato personalmente al Procuratore della Repubblica della nostra città…
Leggendo la notizia non mi sono minimamente scandalizzato, anche perché in questi ultimi anni, vado ripetendo come il sistema Catania, non si sia minimamente modificato da quando, trent’anni fa, andava riportando Pippo Fava…
Sono cambiati alcuni pupi… ma i pupari sono sempre gli stessi, ora certamente più anziani, ma forse più saggi, avendo intuito in quali modi era possibile prenderne il potere, senza fare alcun rumore!!!
Qualcosa di quella nota è comunque vera… ma siamo purtroppo ancora lontano da quel cambiamento sperato e non credo proprio che quel sistema di potere, possa -nei tempi celeri sperati- crollare…
Gli interessi in gioco sono ancora troppi e nessuno di quei partecipanti… vuole perdere quanto già possiede e soprattutto, quanto a breve potrà (grazie agli appoggi clientelari politico/mafioso/imprenditoriali) incrementare… 
Certamente la Procura (con tutte le forze di polizia poste in campo) ha dimostrato in questi ultimi anni di farsi sentire ed i risultati difatti di quel lavoro compiuto è visibile a tutti…
Purtroppo, a causa di un sistema tentacolare ben ramificato, con una ingerenza presente ad ogni livello e ben inserita anche all’interno di quelle strutture istituzionali, diventa difficile a chiunque, poter contrastare in maniera efficace quelle continue collusioni che, di volta in volta, vengono fatte emergere…

D’altronde, esiste una vera e propria difficoltà nel potersi fidare, non tanto nelle persone, bensì in ciò che essi rappresentano… con il rischio che le informazioni a loro trasmesse, finiscano non solo d’esser intercettate (e/o occultate, se non propriamente distrutte…), ma dirottate verso coloro che da quelle accuse, potrebbero subire delle gravi conseguenze, con i risvolti che si possono ben comprendere…
Ecco quindi che la redazione di Sud, a garanzia del materiale ricevuto ha –come in quei film polizieschi o di spionaggio– provveduto a farne copie (consegnate quest’ultime a persone di fiducia, alcune neanche conosciute e non rintracciabili, le quali hanno precise disposizioni su cosa fare al verificarsi di particolari incidenti)… 

Si è precisato altresì che non vi sono copie presso la redazione, né presso le abitazioni di nessuno dei facenti parte la redazione…
Leggendo quanto sopra viene da chiedersi… “minch… ma chi si stavunu ricevunu???
Riporto quanto detto: “a nostro giudizio rappresenta la prova inconfutabile che in questa città i vertici istituzionali intendono il proprio dovere di rappresentanza come potere di considerare la Cosa Pubblica come Cosa Propria, avendo in disprezzo ogni regola di legalità, non avendo alcun pudore nel ricorrere alla intimidazione ed alla minaccia pur di ottenere il risultato che è sempre finalizzato al mantenimento di un Potere che è solo parassitario e posto a tutela di interessi specifici”!!!
Ovviamente rimetto i lettori al link di sopra, in particolare se hanno desiderio di comprendere nello specifico le telefonate intercorse…
Al sottoscritto basta evidenziare quell’ultimo giudizio sopra espresso e cioè che ovunque si guardi, si veda esclusivamente malaffare e personaggi infami che puntano a coltivare il proprio orticello e non hanno alcuna considerazione e rispetto delle regole e/o delle persone…
L’importante per loro è trovare un modo di “accordarsi”… affinché possano compiere tutte le possibili truffe e collusioni, già da tempo programmate…
L’importante d’altronde è non far mai emergere la verità, quella che per l’appunto potrebbe in fin dei conti danneggiarli, facendo perdere ad essi, quei privilegi ingiustamente ricevuti, nel corso di questi anni!!!

La mafia è ancora forte… purtroppo!!!

A dirlo non sono io… ma il Presidente della corte d’appello di Palermo facente funzioni, Matteo Frasca, nella relazione di inaugurazione dell’Anno Giudiziario…
Già… pur volendo considerare le notevoli azioni contrasto effettuate dal punto di vista logistico/finanziario e le numerose inchieste che hanno condotto ad arresti e condanne, secondo quella relazione “Cosa nostra sul territorio rimane diffusa e pervasiva ed è stata tuttora in grado, quando ne ha ritenuto la necessità, di portare a compimento azioni violente ed efferate per affermare la propria supremazia ed alimentare il flusso di proventi illeciti“.
Bisogna d’altronde aggiungere, come il lavoro svolto dalla magistratura, abbia subito in questi ultimi tempi forti rallentamenti a causa dei vigorosi attacchi subiti, sia per le pressioni politiche ricevute che per quelle legislative, che ne hanno di fatto condizionato l’efficienza e l’efficacia, 
Ora da qualche mese sembra esserci stato un cambio di rotta, con nuove iniziative in materia di giustizia, ma soprattutto, con la sostituzione di alcuni uomini e donne di quell’apparato…
Nel contempo, l’organizzazione mafiosa ha beneficiato di quel contrasto a livello istituzionale e di quella debolezza dimostrata dallo Stato, influenzando negativamente i cittadini (in particolare le vittime di quei soprusi), affinché si convincessero di quanto erroneo fosse quella azione di denuncia o comunque di collaborazione con le forze dell’ordine… 
Ecco quindi il motivo per cui ancora oggi, la maggior parte delle attività commerciali o delle imprese, restano sottomesse all’imposizione del pizzo o al pagamento di una quota sugli utili d’impresa…
Ancor peggio, molte di esse, garantiscono con le loro società a “cosa nostra”, d’infiltrarsi in ogni settore dell’attività economica e finanziaria, espandendo le proprie attività criminali non solo in Italia ma anche all’estero, reinvestimento così… una parte di quei proventi illeciti.
Certamente le azioni fin qui condotte, affiancate alle misure di prevenzione attraverso i provvedimenti di sequestro e confische,  hanno da un lato condotto al ripristino della legalità e di quel libero mercato concorrenziale… ma di contro, ha evidenziato delle grosse lacune nella sua gestione, attraverso amministratori giudiziari collusi e magistrati purtroppo compiacenti…
Certamente se i procedimenti penali finiti nelle aule di giustizia, sono ancora in aumento, si comprende come ancora tanto va compiuto, soprattutto per quanto riguarda alcuni reati, tra cui quelli ambientali, in materia di violazioni edilizie e urbanistiche e soprattutto quelli legati all’abusivismo…
A quanto sopra, vanno ovviamente sommate tutte quelle corruzioni e collusioni quotidiane, connesse in particolare alla gestione della cosa pubblica, dove si evidenzia un desolante quadro d’illegalità diffusa “tanto nelle modalità di esercizio di pubbliche funzioni che nell’impiego delle risorse ad essa assegnate, quanto nei rapporti dei singoli cittadini con la pubblica amministrazione e nella fruizione, spesso indebita e fraudolenta, di prestazioni economiche e servizi da parte di pubbliche strutture”…
Per cui, pur sapendo che la lotta alla mafia è ancora lunga, non bisogna mai abbassare la guardia e ciascuno di noi tutti, deve cercare di fare il proprio dovere, affinché non si torni a ripetere, quanto soltanto pochi anni fa, uno studente su due a Palermo esprimeva e cioè, che “la mafia è più forte dello Stato”!!!

Catania: costretto a scappare perché lo Stato non è in grado di proteggerlo!!!

E’ incredibile quanto accade nella nostra città… e cioè, constatare come un semplice cittadino, nello svolgimento della propria mansione all’interno di una struttura pubblica, possa venire ferocemente aggredito da terzi e successivamente l’accaduto, dopo aver subito quelle vessazioni, invece di trovare conforto in quanti dovrebbero applicare quelle necessarie strategie (affinché tali incresciose situazioni non debbano mai accadere e soprattutto dimostrando il proprio appoggio nel sostenere quelle vittime), ecco, diversamente da ciò, si consiglia loro… d’abbandonare la propria terra, per possibili ritorsioni…
Non entro nei meriti di quanto accaduto (basta ricercare nel web…), ciò che risulta essere grave, è quanto realizzato successivamente dalle nostre istituzioni… attraverso la richiesta di allontanamento!!!
Allora cosa facciamo… scappiamo tutti???
Come, ci viene chiesto da ogni palco di non essere omertosi, di ribellarci a questo sistema criminale e poi… quando si compiono quei gesti “eroici“, lo Stato cosa fa… ci lascia soli!!!
Non c’è bisogno d’andar lontano… basta già la mia vicenda personale per dimostrare quanto sopra… ma il sottoscritto, a differenza di quanto potrebbe venirgli richiesto…  non va da nessuna parte, anzi, rimane qui e fa quanto questo Stato (debole…) non è capace di fare!!!
La verità, è che dovrebbero andarsene loro… e non parlo di quei pseudo “criminali” (quelli andrebbero trasportati in un isola…), bensì di coloro che stanno seduti in quelle poltrone  e mandano in “esilio” quanti fanno il proprio dovere, di semplici e onesti cittadini….
Dopotutto loro e/o il loro familiari (senza aver fatto nulla… come per esempio presentare personalmente una semplice denuncia…) camminano con la scorta, mentre chi ha denunciato, chi ha fatto condannare criminali, ecc.., ecco questi per lo “stato” non possono essere difesi… anzi, vanno “abbandonati” o ancor meglio… “TRASFERITI” in un’altra regione!!! 
Ma fino a quanto si può essere così… vili, codardi e vigliacchi???
Come si può chiedere di fare ciò… ad un padre di famiglia???
Qual’è il messaggio che deve passare… che in questa città, già in questa terra… bisogna subire sempre incondizionatamente??? 
Cosa insegniamo ai ragazzini… già cosa dovrò riportare in questi giorni ad alcuni alunni delle nostre scuole, che le azioni violente commesse da pochi, hanno purtroppo il sopravvento sulle regole morali e sulla giustizia civile… 
D’altronde di quale giustizia stiamo parliamo, di quella che ancor prima di combattere, alza bandiera bianca e dichiara apertamente che la criminalità… vince sempre e in ogni occasione???
Ora, a fatto compiuto… si parla di “intensificare le misure di vigilanza al presidio ospedaliero Vittorio Emanuele nell’ambito del «piano coordinato di controllo del territorio»”… 
Sapete cosa si dice a Catania: “quannu a Sant’Aita sarubbanu…  ci miseru i canceddi i ferru”… ( quando  rubarono i gioielli della patrona della città S. Agata, hanno posto a protezione dei cancelli di ferro…). 
Dopo aver ascoltato tutti i notiziari nazionali, che riportavano dell’allontanamento del medico, ho pensato che forse sarebbe stato meglio vivere nel “Far West”…
In quel periodo almeno, qualcuno di quei cittadini (più coraggiosi e audaci), avrebbe forse potuto ripristinare quell’ordine e quella giustizia mal rappresentata da quella figura istituzionale posta in essere: già, l’avrete visto tante volte in quei film… quel debole sceriffo (quasi sempre ubriaco…) che oltre a non far nulla per paura, sceglieva di andar d’accordo con i criminali!!!
Sì… passa il tempo e mi accorgo ogni giorno di più, di quanto siano lontani da quegli insegnamenti (dati da quei nostri eroici… caduti nel compiere il proprio dovere…) i nostri attuali uomini (e donne), istituzionali… 
Uno di quelli era il giudice Borsellino che in una sua frase riportava: “E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”…
Il sottoscritto ne predilige (sempre di lui…) un’altra: Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola!!!

Quali segreti si nascondono dietro l'omicidio di Piersanti Mattarella…???


Se provate a verificare, per ogni giorno dell’anno, quali vittime della mafia andrebbero commemorate, resterete sorpresi nello scoprire che, per ogni giorno, vi è stato un’omicidio…
Solitamente, siamo portati a rievocare i personaggi più illustri o certamente quelli che hanno lasciato un segno profondo sia nel campo sociale che in quello culturale…
Ma ci sono molti tra essi, che in totale anonimato, hanno operato in gran segreto affinché la legalità potesse compiersi…
Parlo di tutti quei militari delle forze dell’ordine, che sotto copertura, si sono infiltrati all’interno di quelle associazioni malavitose, per dare la caccia a quei boss latitanti e che a causa di ciò, hanno purtroppo perso la vita…

Oggi, 6 gennaio 2017… ricordiamo Piersanti Mattarella.

Fu dichiarato nel processo che, ad assassinarlo era stata “cosa nostra”… ma forse rileggendo meglio quei documenti processuali, si comprenderà come la mafia, in questo delitto, centrasse poco… o forse nulla, anche perché a quei tempi, gli interessi della Dc erano convergenti con gli affari di quella associazione criminale, per cui, non era ragionevole colpire un uomo di quel partito!!! 
Va ricordato inoltre, che proprio durante il processo, la moglie di Mattarella (testimone oculare dell’omicidio), dichiarò di riconoscere l’esecutore materiale nella persona di Giuseppe Valerio Fioravanti, ma tuttavia, per questo crimine verrà assolto, in quanto la testimonianza della Sig.ra Mattarella e di altre testimonianze contro di egli (tra cui quella del pluriomicida Angelo Izzo) non furono ritenute attendibili…
Non si tenne conto d’altronde, delle dichiarazioni stesse del Fioravanti, che fece intendere che l’ordine di uccidere Piersanti Mattarella, proveniva direttamente da quell’ambiente massonico, affaristico e politico di carattere democristiano…
Va inserito in quei “delitti politici” iniziati l’anno prima, con il segretario provinciale Dc a Palermo Michele Reina, proseguito quindi con l’uccisione di Mattarella proprio mentre era presidente della Regione siciliana e completato, con il segretario regionale del Pci, Pio La Torre…
La storia come abbiamo visto, proseguì con l’assassinio dell’eurodeputato Salvo Lima, assassinato il 12 marzo del 1992, che secondo però il killer Angelo Izzo, sarebbe stato il “suggeritore” del pentito catanese Giuseppe Pellegriti, il quale indicò in Salvo Lima, il mandante del delitto Mattarella… 
Era un periodo nel quale i Procuratori della Repubblica, passavano “informazioni” ai cugini Salvo, i giornalisti erano molto vicini ai boss, i funzionari di polizia si dimostravano corrotti. con i Ministri che restavano “a disposizione”, seguiti da tutta una serie di personaggi collusi, tra cui noti Avvocati, Consulenti, Medici, Docenti universitari e vari “nobili”… tutti ovviamente al servizio dei mafiosi. 
Ecco questa era la sicilia di allora… raccontata dai vari pentiti e chi decise di non piegarsi a quel sistema mafioso/clientelare, come per esempio il giornalista Mario Francese, venne tragicamente ucciso…
In questa lista di persone perbene, vanno ricordati i giudici Scaglione, Costa e Terranova, anch’essi barbaramente uccisi…
Come abbiamo visto, per molti di quei delitti, lo “stato” (quello con la “s” minuscola… ) ha preferito attribuire a quella associazione criminale tutte le responsabilità…
In questo modo, ha potuto continuare indisturbata per un altro ventennio, a realizzare quelle necessarie collusioni, di cui in molti sapevano, ma che per l’appunto facevano finta d’ignorare…

Bisogna aggiungere comunque, che qualcosa in questi anni (grazie al sacrificio di quegli uomini) è cambiata… anche se purtroppo di quel sistema restano ancora oggi, molti intrecci attivi, ben legati tra essi e purtroppo difficili –con le metodologie “delicate” finora applicate ed una legislazione basata sulle “interpretazioni”  da essere debellati…
Mi piace ricordare una frase di Carlo Alberto Dalla Chiesa: Quando c’è un delitto di mafia, la prima corona che arriva è quella del mandante!!!

Pippo Fava, un vero "Siciliano"…

Ricorre oggi il 33° anniversario dell’assassinio del giornalista Giuseppe Fava. 
Sono molte le manifestazioni commemorative che in questi giorni l’hanno ricordato…
Cosa dire, non si finirà mai di ringraziarlo per quella eredità di valori e per gli ideali che ha saputo trasmettere a ciascuno di noi…
Giuseppe Fava per gli amici “pippo”, prima di essere una giornalista di eccezionale cultura era soprattutto un grande uomo… ucciso in quel lontano 1984, proprio per quella umanità che riusciva a trasmettere, a questa sua amata città…
Poco prima di morire aveva detto-, “vorrei che gli italiani sapessero che non è vero che i siciliani sono mafiosi. I siciliani lottano da secoli contro la mafia…. I veri mafiosi stanno in parlamento, i mafiosi sono ministri, i mafiosi sono banchieri, sono quelli che in questo momento sono al vertice della nazione. Nella mafia moderna non ci sono padrini, ci sono grandi vecchi i quali si servono della mafia per accrescere le loro ricchezze, dato questo che spesso viene trascurato.

L’uomo politico non cerca attraverso la mafia solo il potere, ma anche la ricchezza personale, perché è dalla ricchezza personale che deriva il potere, che ti permette di avere sempre quei 150mila voti di preferenza. La struttura della nostra politica è questa: chi non ha soldi, 150mila voti di preferenza non riuscirà ad averli mai! I mafiosi non sono quelli che ammazzano, quelli sono gli esecutori. Ad esempio si dice che i fratelli Greco siano i padroni di Palermo, i governatori. Non è vero, sono solo degli esecutori, stanno al posto loro e fanno quello che devono fare. Io ho visto molti funerali di Stato: dico una cosa che credo io e che quindi può anche non essere vera, ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità…”.

Ecco da queste parole, comprenderete i veri motivi che hanno condotto alla sua uccisione… Sono state queste le parole che lo hanno ucciso… parole che allora – come oggi – non vanno dette, verità che devono ad ogni costo restare celate e mai “sputtanate” ai quattro venti…
Un paese come il nostro omertoso e soggiogato, non può permettersi che qualcuno si presenti con la propria faccia e denunci quei politici e colletti bianchi, che passeggiano a braccetto con noti esponenti mafiosi…  
Questa sera, avrei desiderato partecipare ad un dibattito “La città (im)possibile” (condotto da Adriana Laudani), non solo per gli ospiti invitati, ma soprattutto perché tra essi vi erano degli amici, come Giovanni Tizian, Claudio Fava e Michele Gambino; purtroppo, alcuni problemi personali mi hanno impedito d’esserci…
Riprendendo il titolo del dibattito… il sottoscritto crede che ad ognuno di noi, è data la possibilità di onorare quanti hanno dato la loro vita per questa terra, trasmettendo per esempio, quei valori di dignità e moralità, senza doverla ogni qualvolta ricercarla negli altri… 
Bisogna dimostrare attraverso i quotidiani gesti, d’essere degni di poterci paragonarci (nel nostro piccolo…) a loro!!! 
Ricordarli viceversa, senza mettere in pratica quegli insegnamenti di vita, operando sempre in maniera indegna e cancellando ripetutamente e con molta superficialità quei illegittimi comportamenti… sarebbe come averli uccisi una seconda volta…
Vorrei concludere riproponendo un ritaglio di un bellissimo poema di U. Santinò… intitolato “Ricordati di ricordare”: 
Ricordati di ricordare
coloro che caddero
lottando per costruire un’altra storia
e un’altra terra
ricordali uno per uno
perché il silenzio non chiuda per sempre
la bocca dei morti
e dove non è arrivata la giustizia
arrivi la memoria
e sia più forte
della polvere
e della complicità…
Ricordati di ricordare
quanto più difficile è il cammino
e la meta più lontana
perché
le mani dei vivi
e le mani dei morti
aprono la strada…

La mafia uccideva d'estate…

Ieri sera ho completato la I° serie televisiva ideata da Pif e interpretata da eccellenti attori…
Passando da quelli più piccoli a quelli più anziani, troviamo ad esempio un Claudio Gioè in una nuova veste di marito e genitore, un uomo semplice ed onesto, legato a sani principi morali, gli stessi di cui ormai la maggior parte dei suoi conterranei hanno fatto a meno… 
Egli rappresenta in maniera benevola la debolezza umana ed in quella sua magistrale interpretazione (il sottoscritto, a dir la verità, lo preferisce interprete nel “capo dei capi”), mette in luce, quel mondo discreto e omertoso, che a cominciare dai primi anni 70′ e fino al 2000 (aggiungerei comunque fino ai giorni nostri…) ha rappresentato uno spaccato triste della nostra isola…
“La mafia uccide solo d’estate”, parla di mafia, ma rappresenta perfettamente quel sistema politico e clientelare, legato a stretto giro, con quegli esponenti mafiosi d’allora… ai quali necessitava dare risposte, viceversa si moriva!!!
Oggi la mafia non uccide più, diversamente d’allora, quelle risposte da dare a chi di dovere… non c’è più bisogno di darle, perché coloro a cui bisognava darle quelle risposte… sono direttamente lì seduti a governare!!!
Non sono io a dirlo, bensì le numerose inchieste giudiziarie realizzate in questi anni, i nomi di coloro che sono stati denunciati e di cui ancora in molti, siedono su quelle poltrone… da quelle Nazionali a quelle Regionali e/o Comunali…
C’è chi si para dietro quella “autorizzazione a procedere”, chi si difende grazie ad eccellenti “azzeccagarbugli” e chi riesce, attraverso particolari intrecci all’interno dei Tribunali, a risultare “retto”, se pur di fatto colpevole.   
Quell’ambiente sociale raffigurato nella serie televisiva, rappresenta esattamente la realtà… la vita di quei cittadini palermitani (che dopotutto è eguale a quella dei restanti siciliani…), di quella lotta alla corruzione fatta da sporadici eroi, mentre la maggior parte, di quel sistema corruttivo, erano parte integrante…
Se non bastasse, cosa dire di quei valori religiosi, di quel modo d’intendere i principi di fede, trascendendo il più delle volte quegli insegnamenti cristiani e compiendo quanto offensivo per la vita di un uomo…
D’altronde, se quelli erano i membri della chiesa a cui chiedere aiuto e conforto (quel fra Giacinto, interpretato dall’eccellente Nino  Frassica…), quei prelati legati a doppio filo tra una “chiesa” povera ed un’associazione “cosa nostra” ricca, ed è proprio dal mantenimento di quella struttura, che si potranno comprendere i motivi del perché a tutto vi fosse un prezzo, anche per eliminare i gravi peccati compiuti da quegli uomini mafiosi…
In molti vedendo quello sceneggiato (pur non volendo farlo…) si sono immedesimati in alcuni di quei ruoli; penso ad esempio ai numerosi forestali, a quegli inservibili dipendenti pubblici, a tutti quei “falsi invalidi”, che grazie a infondati espedienti, avevano ottenuto quelle cattedra scolastica, che sarebbe dovute andare, non solo a chi prima di loro in graduatoria, ma sicuramente ben più preparato… 
Sono identici allo zio di Salvatore e fratello di Pia, che pur di elevarsi ad una cerchia riservata di pochi eletti –“crema” di quel potere espresso corruttivo– si è reso disponibile a scendere a compromessi, tra cui ad esempio, “baciare le mani“!!!
Sono storie di vita quotidiana che s’intrecciano, con semplici legami affettivi, familiari, sentimentali, professionali, religiosi e d’amicizia, dove, nonostante l’esperienze vengano vissute in modo approssimativo ai limiti della povertà… ci si riesce ad accontentare e nello stesso tempo si è felici… senza rendersi conto di quanto avvenga intorno a loro, in questa terra ovunque “infetta” da corruzione e mafia…
La speranza di cambiamento c’è, ma non è rappresentata da quelle complicità, da quei pregiudizi o da tutti quei silenzi fatti di connivenze, bensì nasce e si sviluppa all’interno di un profondo rapporto d’amicizia, nato in maniera causale, tra il piccolo Salvatore (Edoardo Buscetta… per come recita sembra un professionista con ottant’anni d’esperienza… insieme a tutti i compagni di classe… Alice, Fofò e Sebastiano ) e il capo della quadra mobile di Palermo, Boris Giuliano. 
Quest’ultimo un grande uomo, che ha sacrificato se stesso per questa terra; un uomo che aveva compreso prima di morire, il pericolo a cui questa regione andava incontro ed aveva cercato non solo con la propria professionalità di contrastarla, ma ne aveva fatto la propria missione di vita, trasmettendo quei valori e quella propria speranza al piccolo Salvatore, di cui oltre che mentore era diventato per l’appunto… amico.
Ed è proprio da questa unione, che il bambino troverà le risposte a quelle sue domande, è saranno proprio i consigli di Boris, sulla mafia e sull’amore, a far comprendere finalmente quei i dubbi che da sempre lo hanno tormentato… 
Scrivi Salvatore, non ti fermare… scrivi su quel tuo diario…

Si sentono "padrini"… ma sono cani sotto padrone!!!

Sabato mattina mi trovavo a fare colazione al centro vicino Piazza Duomo…
Mentre ero seduto al bar a leggere il giornale “La Sicilia” mi sono sentito chiamare da un signore anziano seduto alle mie spalle, il quale chiedeva se poteva avere la seconda parte del mio quotidiano, quella cioè che fa riferimento alle notizie della nostra città…
Sono passati circa una decina di minuti… quando nel restituirmi la parte del giornale prestata si è accorto che avevo sul tavolino accanto a me un libro di Alessandra Dino intitolato: “Gli ultimi padrini – Indagine sul governo di cosa nostra “.
Mi chiese… “possò“… risposi “prego“, ed allora preso in mano… lo sfoglio e aggiunse, “ah… se potessi raccontare io la mia storia”, risposi ” se vuole può raccontarla a me, sempre se le può fare piacere”.

Dissi: “Si accomodi” … “posso offrirle qualcosa”??? 
Mi rispose: “No grazie o già consumato il mio caffè mattutino,  sa… non dovrei abusare con tutte le pillole che prendo, ma non posso farne a meno, comunque… faccia conto che è come se avessi accettato…”.

Vede… potrei dirLe che nel corso della mia vita ho incontrato tante persone, ho visto molti volti interessanti ed ho sentito tante bocche parlare….
La Sicilia è la mia patria, l’ho conosciuta potrei dire… quasi per intero!!!
Non mi sono mai allontanato da essa… già, da questa mia terra…
Lo girata a piedi, con il mulo, a cavallo, con la vespa ed infine con l’auto… con il sole e con il buio, con la pioggia e tra la nebbia, a volta anche sotto la neve!!!

Beh… che dire, mi è piaciuto incontrare persone, sconosciuti di tutte le maniere… tra cui soggetti che professano serietà, etica, ossequio, dignità, insomma tutte quelle virtù che solo un saggio maestro può darti… 

Nello stesso tempo però – ero molto giovane allora – sono stato attratto da altri soggetti…
Alcuni a loro vicini mi dicevano sorridendo: “ma ti pari ca u padruni ie comu l’autri? Ma u sai cu è iddu? non ti scurdari ca pi stari ca… a sapire puttari i causi a longa?”…
Chissà… forse è per aver ascoltato tutti quei proclami che anch’io ho sentito il bisogno di misurarmi o meglio, di verificare fin dove potevo ergermi a quella categoria… che allora credevo fosse… “l’élite” degli uomini!!!
Insomma ho voluto anch’io mettermi alla prova, in fondo pensavo (almeno… in quel periodo) che dopotutto non avrei rischiavo nulla… , 
Anzi tutt’altro, avrei beneficiato di quel mondo e conosciuto personaggi dalle doti carismatiche, sarei potuto stare accanto a gente esemplare, veri e propri leader… dotati di quei principi di serietà e onore… concetti da boss, di quelli che Lei (riferendosi a me… ) legge oggi in questi libri o vede in quei film dove si evocano capi di mafia di un tempo che fu… di quella Sicilia legata al periodo del dopoguerra.

Ma, purtroppo, nel corso di quella mia esperienza e man mano che anch’io salivo di grado… mi sono accorto che molti di quei personaggi conosciuti, sono andati pian piano scomparendo… ma soprattutto che parecchi di essi, avevano tradito quelle stesse regole… che a suo tempo, essi stessi, mi avevano inculcato.

Con il tempo ho compreso quanto essi fossero stati una vera e propria delusione per me, nessuno di loro infatti era riuscito a dare soddisfacenti risultati, anzi con il tempo, quegli stessi… chiamiamoli “uomini”, si erano smarriti, dileguati ed infine nascosti!!!
Vede, quanto sopra mi fa pensare ad una storiella che da ragazzo mi venne raccontata da un vecchio… proprio come io adesso sto facendo con Lei…
M trovavo seduto in cima ad una collina nelle vicinanze di Corleone, ed osservavo quel meraviglioso paesaggio estivo della nostra terra… quando quell’anziano mi disse: 

Un giorno… un cane anziano, che vagava senza meta da una vita, si avvicinò ad una casa molto bella, lussuosa, quasi principesca e vide un altro cane che stava all’interno della villa. 

Il cane della villa lo chiamò e disse al cane vecchio: ehi… vecchio amico, vuoi sentire come abbaio forte? il cane vecchio rispose: si… fammi sentire!!
Il cane della villa allora abbaiò fortissimo: bau… baaaau, baaaaaaaau, baaaaaaaaaaaau!!!
Quindi orgoglioso, aggiunse: hai sentito vecchio amico? Non sono un cane forte?
Il cane vecchio rispose: scusami… potresti abbaiare nuovamente? sai sono vecchio ormai… e non sento tanto bene…
Allora il cane della villa si gonfiò come una mongolfiera e ripresa ad abbaiare: bau… baaaaaau, baaaaaaaaaau, baaaaaaaaaaaaaau. 
Il cane quasi senza più fiato ma orgoglioso, disse: hai sentito come abbaio forte? Dimmi vecchio chi mi può battere? 

Il cane vecchio e sornione, rispose: bravo!!! Ma dimmi… ce la faresti ad abbaiare ancora più forte? 

Il cane allora della villa… sorridendo, disse: certo caro vecchio, ti sembra che sono come tutti gli altri cani… vero? Io sono diverso da loro… perché sono il migliore, ed allora si gonfiò ancora di più e di nuovo iniziò ad abbaiare: baaaaaaaaaaaaau, baaaaaaaaaaaaaaaaaau, baaaaaaaaaaaaaaaaaaau…
Ma, appena finì d’abbaiare si sentì una gran voce furiosa proveniente dalla villa: stupido cane, dove sei, stai zitto!!! Se non la smetti ti lascio a digiuno per tre giorni e ti farò dormire fuori dalla tua cuccia e incatenato al freddo della notte!!!
Il cane vecchio, fece un sorriso e disse: amico giovane, per l’ultima volta dai… fammi sentire come abbai??? 
Il cane della villa, intimorito dalle minacce del proprio padrone, stavolta non abbaiò, anzi come vergognatosi… si avviò verso il suo padrone.
Allora il cane vecchio che si accingeva a ritornare al suo cammino gli disse: ehi… caro stupido amico, non abbaiare mai… se hai un padrone!!!
Ed allora il cane vecchio si incamminò per la sua strada…

Ecco vede caro signore… Lei oggi legge quel libro, ma di quel libro ormai, poco o nulla resta; quei personaggi descritti si sono dissolti nel nulla e quelli che nel corso del tempo li hanno sostituiti, sono oggi come quel cane della villa…

Io, non mi pento delle mie scelte, ma se potessi tornare indietro, Le assicuro… ne farei altre; la vita ha voluto che andasse così… ed io, per quelle scelte… ne ho pagato il prezzo!!! 
Sappia che, la storia che Lei adesso cerca in quel libro… non esiste più; anche le persone più comuni, già… quelle che vede intorno a Lei… si sono svendute, per ottenere quanto desiderano materialmente, un modo come un’altro di farsi mettere una catena al collo!!! 
Io… da lontano l’ho guardata, ho osservato i suoi modi di fare, l’educazione manifestata quando si è rivolto al cameriere, ho visto come ha preso appunti da quel giornale e da tutte quelle azioni ho compreso che Lei rappresenta uno dei pochi “cani sciolti” ancora in circolazione…
Ma vede, tutto ciò, non le servirà a nulla: perché questa terra non merita alcun rispetto, ne il mio e neppure il suo… 
Si è alzato e mi ha detto (sollevando il cappello…) “è stato un piacere parlare con Lei…” e senza aggiungere niente… si è congedato.
Dopo alcuni minuti si è avvicinato il cameriere per recuperare dal tavolino quanto ancora presente di quella colazione; allora gli chiesi: “scusi mi sa dire chi era quel vostro cliente”??? – “Chi… quello seduto vicino a Lei…???” – “Si quello…” – “Ma perché non sa chi è???” – “No!!!” – “Ma come ci ha parlato per mezz’ora…” – “Si ma non so chi è…” – “Ah… ho capito…” – e se ne andato… senza aggiungere altro!!!
Diceva bene Sigmund Freud: E’ impossibile conoscere gli uomini, senza conoscere la forza delle loro parole…

Si dice che gli amici… "si vedono nel momento del bisogno"!!!

Questo è un momento importante per il nostro paese a causa delle dimissioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi… ed allora, anche la maggioranza dei miei conterranei si trova immersa in profonde previsioni politiche…

Per descrivere quanto sta accadendo, vorrei rifarmi ad una barzelletta che ho letto alcuni giorni fa e che descrive un gruppo di amici siciliani alle prese anch’essi in analoghi ragionamenti: 
Comincia così… il primo di essi dice: “semu pessi… non c’è governu… c’è a disoccupazioni, non c’è sale pa’ saliera, non si campa a iurnata, ca l’unica cosa ca’ na resta… iè dichiarari guerra all’America“. Risponde il secondo: “minchia… cu tutti i problemi c’avemu… ni mittemu a fare guerra all’America???”. “Pensici…” dice il primo: “proprio pì stu mutivu… ia na veniri cà, n’invadunu… ie poi cu “fast food” e quacchi divettimento… ni portunu u binissiri…”. “Miii… u sai chi taia’ddire… sta tua idia non iè male…” replica il secondo; ma giunge un terzo che obietta: “permettete…  l’idea iè bellissima!!! Ma se poi siamo noi a vincere la guerra… chi succieri… iemu nuatri in America a disoccuparla???”
Ecco… siamo stati così abituati ad essere invasi… che non ci consideriamo mai davvero liberi, è come se si sente la necessita di un qualcuno che ci possa guidare… 
Lo sanno i nostri politici, lo sa la mafia e l’avvertono ahimè anche i cittadini… ma fanno finta di non percepirla… quella sensazione. 
E’ come essere nel film Matrix… ricordate Morfeo quando parla a Neo: “Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai a lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità”.
La situazione attuale è eguale… sono anni che ci si sforza di distruggere quel sistema clientelare/politico e mafioso, ma la coscienza dei Siciliani, nel mondo reale resta invariata…
Qualcosa era successo vent’anni fa, ma quello fu un periodo nel quale, i valori morali di un gruppo di siciliani si fece fortemente sentire, ma di quel tempo passato, ormai nessuno si ricorda più…
Quei gesti, quelle azioni, sono viste oggi come scelte superate… lontane dalla vita attuale e pur comprendendo che quelle manifestazioni hanno inciso sui destini della nostra Isola, poco o nulla si è fatto negli anni seguenti, per invertire quel modo di porsi dinnanzi a particolari soggetti… 
Mi riferisco ad alcuni personaggi dotati a modo loro di carisma, sono quegli stessi che presentano dinnanzi al proprio nome quell’investitura data, sia “istituzionale” che “onoraria”: Sen./On., oppure “don”…
Difatti, ognuno di loro rappresenta per la società civile quel punto d’incontro per risolvere i loro problemi… e quanto da essi svolto, viene visto dai cittadini, quasi fosse una missione…
Una vera e propria attività di mediazione, di arbitrato, per far passare quelle loro richieste… sollecitare canali e sfruttare quelle opportune posizione degli “amici” e quando non ci si riesce con le buone… ci sono i cosiddetti “amici degli amici”,  che penseranno loro a quelle protezioni, a realizzare nuove collusioni, truffe e corruzioni, e quando necessario… si metterà in pratica l’elemento “punitivo”, nei confronti di chi calpesta quelle regole imposte dal sistema.
Uno stato all’interno dello Stato… non vi è alcuna sostituzione, ma si mira –attraverso il controllo della politica e dell’amministrazione pubblica– a costituire nella regione una condizione di perpetua anarchia…
Una terra in cui predomina la supremazia dei più forti!!!
Dove prevaricazione e prepotenza impongono il proprio volere ad un popolo che da troppo tempo si è abituato ad accettare supinamente la mentalità politico/mafiosa e rifiuta ogni tipo di sottomissione ai poteri legittimi dello Stato… mentre di contro vi è… un gruppo ristretto di “amici degli amici”, che fa in modo di soddisfare quotidianamente gli interessi di quella casta, a discapito della moltitudini dei cittadini, stanchi ormai di lottare e sempre più indolenti!!!

La corruzione è sistemica!!!


Ditemi ciò che volete… ma a me sembra che ovunque rivolga la mia attenzione, scopro un sistema marcio con una presenza sistemica alla corruzione…

Ciò che maggiormente preoccupa è sapere di come ormai quest’ultima, sia interconnessa con la nostra società civile e faccia parte integrante dei nostri costumi…
Certamente a contribuire a questa diffusione, vi sono alcuni fattori fondamentali, quali ad esempio, la convinzione che le nostre normative, in particolari quelli legate ai procedimenti penali, sono di per se inadeguate ed i reati contestati, prescrivono condanne che fanno soltanto ridere ( sempre che, si giunga a definirle…)!!!
Inoltre, vi è da parte di molti soggetti, una vera e propria disponibilità a mettersi all’interno di quei procedimenti illegali, affinché possano compiersi…
Sono come quei “personaggi in cerca d’autore”, si legano a quella cosiddetta “associazione” organizzata, in quanto li mette in stretta correlazione con quelle alte professionalità, necessarie in questa fase per far giungere alla definizione quei procedimenti corruttivi, ma un giorno per poter agevolare i propri scopi…

E’ una cerchia composta da vari soggetti, che operano ognuno di essi, nel proprio campo professionale: imprenditori, politici, assessori, dirigenti delle PA, ingegneri, architetti, geologi, avvocati, notai, geometri, agronomi, commercialisti, periti, amministratori, mediatori, assicuratori, consulenti, ma anche editori e giornalisti, ed ovviamente… non potevano mancare da questa lunga lista i cosiddetti “mafiosi”!!!

Ognuno di essi è nei fatti, complice e connivente di questo sistema ben articolato, nel quale vengono suddivisi, in maniera equa, quei vari incarichi…
Sono legati tra loro in affari ed al rispetto di quei principi d’obbedienza e omertà…

Potremmo paragonarli -nel loro piccolo- ad una loggia massonica, come quella realizzata a suo tempo da Licio Gelli…
Lì ovviamente lo spessore dei numeri e dei personaggi erano ben altro, qui sono – per la maggior parte – soggetti mediocri, sotto ogni punto di vista, sono come in quel cartellone… s’accontentano d’elemosinare a nero, qualche qualche migliaio di euro, per potersi così “pavoneggiare” su un auto lussuosa o per farsi apprezzare maggiormente dal proprio partner, omaggiandola con qualche costoso gioiello (o chissà… forse per pagarsi qualche escort ogni tanto…). 

Ovviamente, a pagarne le conseguenze di quanto realizzato da questo comitato “d’affari”, saranno come sempre i cittadini, che si ritroveranno a subire per quei danni perpetrati, maggiori oneri e soprattutto sprechi sulle risorse destinate per le opere e i servizi pubblici…

E’ evidente che il danno prodotto da quei corrotti e schifosi individui, non è rappresentato soltanto da quei danni volti a depredare i beni comuni e neppure aggiungerei dal tradimento di quel mandato loro assegnato…
Ciò che mi preoccupa maggiormente è l’idea collettiva che si è insinuata in molti e cioè, che tutto e tutti, possono essere oggetto di quella compravendita!!!

Il danno prodotto dalla corruzione quindi, non investe solo il campo economico e finanziario, ma determina una differenza sostanziale fra ricchi e poveri e trasforma le persone perbene, in qualcosa di cui si potrà sempre disporre… basta avere soldi, e poi per ognuno di essi… ci sarà un prezzo!!!
Ecco quindi che si è diventati senza volerlo… ricattabili!!!
Chi per un posto di lavoro, chi per espletare più consulenze, chi per ottenere un prestigioso incarico, chi per incrementare le proprie votazioni politiche, chi per ricevere bustarelle e chi soltanto per essere inserito all’interno di quel sistema e godere di conseguenza, di quelle relazioni personali…
Quanto sopra ovviamente, permetterà a quel mondo “criminale e mafioso” di trovare terreno fertile per coltivare le proprie iniziative illegali, facendo in modo da indebolire e delegittimare questo nostro sistema democratico, alimentando e inquinando quella continua sfiducia nelle istituzioni ed in particolare nei suoi uomini e donne!!!
E’ tempo di recuperare la dignità… 
Mi rivolgo a quanti possono ancora definirsi onesti (o quantomeno dimostrino ora di volersi pentire da quanto finora compiuto…), a quanti desiderano riconquistare quella legittima speranza di intravvedere alla fine… un mondo equo e giusto, ma sopra ogni cosa, che mostrino di non aver paura a contrastare e distruggere quel mondo corruttivo vile e infame, che tenta ogni giorno, di soggiogarci con i suoi preziosi doni…
Più duro ad accettare del riconoscimento della propria mediocrità è solo quello della propria bassezza d’animo: il primo ci suggerisce una certa pietà, l’altro ci forza al disprezzo di noi stessi!!!

Tra Pupi e Pupari…

C’era un tempo in cui le persone si sceglievano, un tempo nel quale alcuni di essi decidevano d’unirsi in un legame, un periodo nel quale ci si prefiggeva di raggiungere gli stessi obbiettivi, giungendo da percorsi diversi…
Era un momento nel quale esistevano gli “uomini”… ormai quel tempo è finito e sono rimasti solo “ominicchi e quararaquà“!!!
Sì, ricordate quelle citazioni antiche siciliane che esprimevano con una frase la concretezza di alcuni soggetti rispetto ad altri, io ricordo “ci stricunu n’terra“… ecco, se dovessimo raffigurare quel concetto oggi, avremmo difficoltà anche “a  trovarli“…
Sono centinaia (per non dire migliaia…) i personaggi che si vendono per pochi euro… non possiedono alcuna dignità morale/materiale e vivono quelle le loro vite senza alcun rispetto per gli altri, tra ripetuti bluff e continue truffe!!! 
Il bello è che in quella loro certezza, si sono persuasi “ca… ciannacunu“!!!
Sono talmente eccitati da quella loro convinzione, che si muovono ormai con atteggiamenti tipici di chi solitamente viene rappresentato in quegli sceneggiati televisivi, dove i protagonisti sono “nuovi emergenti della mala”.
Non comprendono minimamente che una cosa è la realtà ed un’altra la finzione!!! 
A molti di questi soggetti, piace interpretare quella scena bellissima realizzata nel film “I cento passi” dal bravissimo attore Tony Sperandeo; sì… in particolare rivelano una certa cura d’esercizio, nel voler riprodurre la frase che il boss Badalamenti rivolge a Peppino Impastato: “tu non esisti, tu non ci sei… tu non si nuddu… miscatu cu nenti!!!” 
Ecco, è questa la presunzione che vorrebbero manifestare, quella totale arroganza, in cui cercano di spacciarsi per ciò che non sono!!!
Fa parte di quel caratteristico comportamento infantile, di quella mentalità un po “catanese”: “mbare… tu no sai cu sugnu iu“!
Oppure la più reiterata delle frasi:”mbare… tu non sai cu su i cristiani“!
Ognuna di esse, rappresenta la perfetta manifestazione d’atteggiarsi… 
Quanto sopra infatti, mi fa venire in mente un episodio giovanile: mi trovavo all’ex “Tout Và” di Taormina, quando assistetti ad una lite tra due soggetti; uno dei due aizzava verbalmente l’altro finché quest’ultimo non reagi scaraventandolo a terra… seguirono alcune risate tra i presenti; l’offeso appena rialzatosi, si rivolse in maniera forsennata ed urlò: tu non chi sono io… mio compare è “…..”!!! Ora vado e torno, per te saranno soltanto guai!!! 
Ovviamente l’altro sentendo quelle minacce e vedendo con quale modo furioso stava andando via…  lo richiamò a gran voce (io pensai… forse vuole scusarsi oppure preferisce evitare spiacevoli conseguenze… mi sbagliai… nulla di ciò…); quando l’esagitato torno indietro con atteggiamento di sfida (convinto che quelle sue parole avessero fatto segno sull’avversario… ) ecco, appena giunse vicino al contendete, partirono come un fulmine due ceffoni che lo fecero sobbalzare indietro di quasi due metri, dopo di che… si avvicino e abbassandosi in siciliano gli disse: “non c’è bisognu ca cecchi a nuddu, picchi chiddu ca stai ciccannu… iè ca… di fronte a’ tia!!!
Ecco, quanto raffigurato, rappresenta in sintesi, quanto ultimamente sta accadendo… 
Si sono perse quelle naturali identità: i “pupi” che pretendono di sostituirsi ai “pupari“!!!
L’altra mattina mi trovavo seduto in un bar a parlare con degli amici, quando un signore di una certa età, seduto lì accanto, dopo avermi ascoltato, disse: Lei ha perfettamente ragione; ultimamente qualcuno ha dimenticando il proprio ruolo e non mostra più il rispetto che doveva ai propri superiori; questi difatti da subalterni, hanno tentato con il tempo d’usurpare il posto a chi di dovere… io credo invece, che ognuno di noi, dovrebbe stare al proprio posto, perché il rischio non è quello di finire in pentola… ma di diventare esso stesso l’ingrediente principale!!!
D’altronde, dice bene il boss “Badalamenti”: nella vita… bisogna imparare a non sottomettersi, ed ora, siamo pari di tutto, di debito, di riconoscenza e di rispetto!!! Perché io lo so che “quando uno fa del bene viene odiato…” perché è legge di natura: Voi non mi dovete più odiare, perchè con questo caffè abbiamo chiuso tutti i conti… 

Siciliani siate fiduciosi, da Cosa nasce Cosa…

Come riportavo alcuni giorni fa, è sbalorditivo osservare con quanta passione i miei conterranei s’interessino di comprendere quanto avviene nel Paese ed in particolare nella nostra regione…
Si cerca altresì di conoscere quanto stia programmando la ben nota “associazione“, affinché, come si dice spesso da noi: “da cosa… possa nascere cosa”.
Sono in tanti ancora a credere a quell’illusione che da sempre condiziona la nostra isola…
Voler insistere in quell’abbaglio che fa credere molti come: “con la mafia si lavora e con lo Stato si muore di fame”!!!
Certo, prendendo atto di quanto è avvenuto nel corso di questi anni, si potrebbe anche pensare che quella associazione sia sempre un passo avanti e che lo Stato purtroppo corre ai ripari, quando ormai è troppo tardi…
E d’altronde come dare torto a quei poveri siciliani in cerca di un lavoro, quando essi stessi prendono atto che la mafia ha messo quel loro “zampino” ovunque, senza dover ulteriormente aggiungere… in quasi tutti gli affari della nostra terra.
Viene spontaneo a loro dire: a chi dovremmo rivolgersi… se non a loro???
Ed è tragico sapere che ancora oggi, sono in molti a pensarla così!!!
Ritengo d’altronde impalpabile quanto compiuto negli anni passati da parte delle istituzioni (per fortuna che qualcosa in questi ultimi anni stia cambiando…) ad iniziarsi da quanto operato contro le infiltrazioni mafiose…
Per esempio, se iniziamo dagli accertamenti d’infiltrazione mafiosa: la verifica di quegli organismi societari… non sempre determina in modo preciso i reali soggetti proprietari (in quanto questi restano “celati” all’interno di quelle imprese), poiché i controlli si fermano ai soliti prestanome…
Le informative prefettizia infatti tengono sì conto delle indagini effettuate dagli organi inquirenti (al fine di evincere l’esistenza di elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle imprese), ma nella pratica, si scontrano con quella libertà decisionale che non conduce ai provvedimenti di risoluzione del rapporto, ma sono frutto di una scelta della stazione appaltante, in particolare quando questa è di natura privata.
Il più delle volte si riscontra come tali valutazioni (laddove si dovessero riscontrare indizi non così gravi e precisi) danno luogo a dubbi circa la reale sussistenza del “pericolo di infiltrazione mafiosa”, quindi questo giudizio viene rimesso all’amministrazione richiedente per l’eventuale adozione di provvedimenti ostativi o risolutori al sorgere o alla prosecuzione di rapporti con l’impresa sospetta… che però, nella gran parte delle volte, continua a far continuare la ditta aggiudicataria (chissà. forse anche perché, legata ad essa da collusioni varie…).
Se a quanto sopra si aggiungono i tempi – assai lunghi – che i provvedimenti interdittivi realizzano tra sequestri e confische alle società infiltrate dalla mafia, ecco che si scopre come, le due attività previste e cioè, quella amministrativa e quella giudiziaria, invece di convergere su un’unico obbiettivo, curiosamente divergono!!!
Lo Stato si ritrova così a perdere… in quanto l’attività giudiziaria deve iniziare nuovamente con il proprio operato e nel contempo le “opere pubbliche” continuano a rimanere nelle mani delle organizzazioni criminali e servono quindi a poco, quelle procedure di rilevazione dei dati dell’imprese (affidatarie, subappaltatrici e fornitori di manufatti e servizi) o le richieste generalità delle maestranze presenti nel cantiere o ancora, la stessa identificazione dei mezzi d’opera per comprenderne i proprietari o i noleggiatori degli stessi (a caldo o a freddo).
Andrebbero altresì controllate con maggiore precisione, le norme previste sulla sicurezza sul lavoro e di quelle attinenti la disciplina previdenziale; fondamentale diventa la verifica sulla tracciabilità dei flussi finanziarie e l’eventuale individuazione di quei collegamenti con la criminalità organizzata…
La verità è che questi controlli sono di per se parecchio difficoltosi (e soprattutto vanno estesi in modo capillare a tutte le commesse in corso…), ed è proprio su questo fattore che punta la criminalità organizzata, sapendo che l’esiguo numero di personale, rende di per se quegli stessi controlli… irrisori!!! 
E’ evidente come necessitino nuovi sistemi di verifica in grado di contrastare quelle avanzate metodologie mafiose, che dimostrano purtroppo, come in questo settore, i risultati ottenuti siano scadenti.
D’altronde, abbiamo potuto valutare quanto quei cosiddetti “protocolli di legalità”, siano serviti esclusivamente ad allontanare nell’immediato alcune imprese, a favore di altre concorrenziali e di come successivamente quest’ultime, siano state anch’esse colpite successivamente da quegli stessi provvedimenti interdittivi; peccato che nel contempo quest’ultime abbiano terminato gran parte di quell’opera, consentendo così, a società “infiltrazione”, di poter amplificare la propria attività finanziaria!!!
E’ ovvio che bisogna fare di più… in particolare si deve realizzare una effettiva trasparenza amministrativa che inizi con i controlli sopra riportati e segua momento per momento, l’assegnazione e la gestione degli appalti…
In questa ottica, dovrà essere sviluppato e migliorato lo scambio di informazioni di quei dati, tra i soggetti incaricati dei controlli, gli organi istituzionali, gli enti pubblici amministrativi, completando quella banca dati che racchiuda tutte le società interdette ed i soggetti affiliati ad essa…
Comunque, cari Siciliani… state fiduciosi: sì, mentre attendete con trepidante attesa i cambiamenti positivi da parte del Governo… anche “Cosa nostra” da parte sua, sta lavorando per tutti Voi!!! 

Catania: è giunto il momento di risolvere il problema degli extracomunitari!!!

In questi anni ci siamo abituati a convivere con questa presenza costante di extracomunitari…
Bisogna aggiungere come quest’ultimi si siano perfettamente integrati e adattati ai nostri costumi e soltanto ad esclusione di qualche episodio spiacevole individuale, per il resto, non ci si può lamentare…
Dopotutto, se andiamo ad analizzare queste comunità più da vicino, vedremo come si siano appropriati di quei settori, che da tempo noi italiani non svolgiamo più…
Ad esempio la comunità rumena (o albanese) è particolarmente dedita ai lavori edili nelle costruzioni in genere, mentre quella mauriziana è più interessata al giardinaggio, le loro donne, si sono ben inserite in quella nicchia che prevedono lavori domestici o assistenza agli anziani…
Molti extracomunitari del nord Africa, come marocchini, tunisini o egiziani, hanno preferito indirizzarsi come i cinesi, nella vendita dei loro prodotti nei mercati locali; altri legati da noi alla criminalità organizzata sono inseriti nella vendita dei prodotti clonati o delle false firme; poi c’è chi si è canalizzato nella vendita dei prodotti alimentari dei propri paesi di provenienza ed altri ancora, hanno aperto ristoranti tipici o fast & food con piatti d’asporto e piadine con kekab…, 
Ognuno di loro cerca un modo per sopravvivere e c’è anche chi, non riuscendo a trovare un lavoro, si posiziona negli incroci delle nostre strade, per vedere di tutto… o per ripulire – tra le mille proteste – i vetri delle nostre auto.
Da questa estate però qualcosa è cambiato.
Ho notato difatti che, i cosiddetti lavavetri sono all’improvviso spariti e curiosamente, questi sono stati sostituiti (e dovrei aggiungere in quasi tutti i semafori), da extracomunitari di provenienza africana, che chiedono quotidianamente un’offerta…
Il problema non è tanto nell’essere generosi con qualcuno di loro, ma nel far comprendere a tutti gli altri, d’aver già adempiuto alla nostra buona azione quotidiana…
Sarebbe impensabile dopotutto portare con se, un salvadanaio da suddividere ad ogni fermata d’auto…
Il sottoscritto per esempio, partendo da Gravina di Catania, per recarsi al centro, incontra circa 15 incroci… e in ognuno di essi, c’è sempre qualcuno che si avvicina per chiedere l’elemosina; ovviamente quelli presenti sono molti di più, solitamente sono due o tre, quindi 45 persone poste in quegli incroci che  attendono con le loro mani giunte a mo’ di preghiera, con la testa inchinata in segno di prostrazione e sfiniti, supplicano un piccolo contributo per quel loro disagio…
Si comprende come provino a coinvolgere emotivamente gli autisti, utilizzano nuovi espedienti per commuoverli e non lo dico per criticarli, ma perché comprendo come, non riuscendo nel loro scopo e sommando i continui fallimenti, fanno sì che ad ogni azione successiva, la sofferenza espressa risulti più convincente…
Non possiamo paragonare loro a quei cosiddetti Rom; quest’ultimi comunque li incontreremo durante la nostra giornata e sappiamo bene, quanto siano specializzati nella raccolta di denaro e di come utilizzino i loro bambini per far ciò…
Qui però, non esistono ricchezze nascoste, non vi sono “Rolex” d’oro o auto di lusso… qui si tocca con mano la cruda povertà e far finta di non vedere o credere che il problema sparisca da solo è una vera follia… 
Si tratta esclusivamente di traslare il disagio in atto, cercando di coprire gli eventuali rischi che potrebbero alla lunga scoppiare…
Infatti… quanti di voi oggi stanno lasciando l’elemosina a questi ragazzi, sapendo che al prossimo semaforo ci sarà qualcun altro che vi sarà sentire male, per non averlo aiutato??? 
Non giratevi anche con me dall’altra parte, non fate finta di non aver compreso quanto vi sto chiedendo…
Sapete bene di cosa sto parlando, a breve appena questi indigenti non avranno neppure un euro per se, non vi chiederanno più l’elemosina e preferisco almeno in questo contesto, non riportarvi cosa prevedo…
Il problema esiste e bisogna trovare con urgenza una soluzione!!!
Ciò che non riesco a comprendere e che per ogni rifugiato nel nostro paese, il nostro Stato spende mediamente 35 euro al giorno; una buona parte di questi, sono stati finanziati dalla Comunità Europa… 
Ovviamente questi euro, non vanno consegnati all’extracomunitario, ma servono principalmente a gestire tutte quelle cosiddette associazioni di promozione sociale, volontariato, cooperative a cui vanno aggiunte purtroppo anche le ben note associazioni truffaldine come quelle scoperte con “mafia capitale” ed altri casi, in cui sono attualmente in corso le indagini delle procure, per la gestione dei quei campi profughi o per lo sfruttamento dell’immigrazione… 
Ed allora, se questi extracomunitari, possono “usufruire” direttamente di vitto, alloggio, spese mediche costi per quei programmi d’inserimento lavorativo, non si comprende cosa facciano per strada… 
Per meglio dire, intuisco che il problema sta proprio in quel denaro ricevuto, in quanto ad  ognuno di essi, resta in tasca circa 70-80 euro al mese, sono 2-2,50 euro al giorno per le proprie restanti necessità: una scheda telefonica, l’acquisto di vestiario, un pacchetto di sigarette e quant’altro…
Quindi, per quanto ancora pensate che questi soggetti resteranno così umili e obbedienti??? Ossia, sperate forse che inaspettatamente questi decidano di rientrare nelle loro terre d’origine???  Nessuno di loro andrà via e soprattutto visto l’attuale contesto di crisi mondiale, nessuno andrà via prima dei prossimi dieci anni!!!
Cosa fare quindi con tutti questi extracomunitari che non stanno trovando alcuna soluzione immediata ai loro reali problemi??? 
Pensiamo ancora che l’assistenzialismo possa proseguire in eterno??? 
Ed infine, ci stiamo dimenticando che il nostro paese non è proprio nelle condizioni economiche da permettersi questi costi in eterno; aggiungerei anzi che vista la profonda recessione in cui siamo immersi, dove manca di tutto, in particolare il lavoro e con la maggior parte delle famiglie, disoccupati e pensionati, che non arriva a fine mese, credo sia il momento di cominciare a riflettere…
Anche perché ritengo che quando verrà il momento di dover scegliere, decidere chi tra noi e loro dovrà sopravvivere… cosa pensate che sceglieranno gli italiani???
Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla!!!

L'importante è seguire il denaro…

Il 24 Settembre dello scorso anno, avevo scritto che per trovare i ladri… bisognava seguire il denaro!!!
Leggere quindi stamani l’articolo su Live Sicilia Catania (di Laura Di Stefano), relativo all’intervista con il Procuratore del nostro comune, Dott. Carmelo Zuccaro, su quanto c’è da fare per scoprire mazzette e intrecci deviati, mi fa comprendere come in fondo (con quel mio post), non fossi distante dalla realtà…
Diceva il Giudice Antonino Caponetto:  “ la mafia ha come sua specificità un rapporto privilegiato con l’élites dominanti e le istituzioni, che le permettono una presenza stabile nella struttura stessa dello Stato”; La stessa infatti, “ha dilatato la sua ricchezza e la sua forza a tal punto da rappresentare ormai non più un alleato subalterno delle classi dominanti, ma un pericoloso concorrente in grado di battersi per il controllo diretto dello Stato, grazie anche alle collusioni di non pochi rappresentanti delle Istituzioni”.
Si comprende quindi da quanto sopra, che il denaro rappresenta per quella associazione mafiosa, la forza che le permette d’esercitare quel proprio potere…
Difatti, attraverso essa, organizza e pianifica il proprio business, sfruttando ogni ambito d’infiltrazione, sia economico che sociale, riciclando quel denaro sporco prodotto da quelle attività illecite, per rinvestirlo in nuove attività imprenditoriali, grazie a prestanome, che si sottomettono (per una misera parte di quel benessere finanziario) per realizzare quanto loro viene ordinato… 
Man mano che quei meccanismi illeciti sono stati consolidati, si è puntato ad ampliare quella propria sfera verso la rete politico-amministrativa e sociale, sempre disposta (in cambio di vantaggi personali) a costruire nuove complicità con quel sistema mafioso e clientelare…
Ognuno di essi difatti, ricerca per se, quelle opportune amicizie, chi per controllare gli esiti elettorali, chi per modificare il proprio status all’interno della pubblica amministrazione, chi per risalire quelle gerarchie istituzionali ed infine chi, tra quei cosiddetti imprenditori, per soffocare il libero mercato…
La mafia sa che può puntare su un sistema collaudato che è quello di offrire… beni e servizi!!!
C’è chi ha bisogno di un lavoro ed ecco che la mafia si fa impresa, si ha bisogno di denaro ed ecco che essa si presta a finanziare (non è un ente caritatevole… ma ha necessità di riciclare quel denaro sporco… dopotutto potrà sempre appropriarsi in futuro di quell’attività lecita; ed ancora, c’è bisogno di voti ed ecco che compra e corrompe interi quartieri popolari, e per concludere quella sua partecipazione sociale, mette a disposizione dei propri affiliati, una serie di professionisti “collusi”… che in cambio di parcelle a basso costo, si offrono di collaborare…
Ed è grazie a queste azioni che negli anni, l’associazione mafiosa è riuscita a garantirsi un importante consenso sociale, potendo offrire direttamente benefici a quanti… si rivolgono ad essa.
Quanto sopra è stato possibile in virtù di quella penetrazione economica in tutti i settori, a cominciare da quelli economici con le migliaia di attività imprenditoriali e commerciali, per passare anche a quelle culturali, con il controllo di una parte consistente tra media, circoli (e/o club), segreterie politiche, patronati, consultori, corporazioni, fino ad infiltrarsi anche, in quelle associazioni di legalità o anti-racket, per poter conoscere in anteprima eventuali informazioni o per dirottare e influenzare, l’operato stesso degli uomini delle forze dell’ordine…
E’ tempo di comprendere quindi che la mafia esiste… perché offre risposte immediate alle richieste proveniente dalla comunità; se non vi fosse più la “domanda” dei cittadini, l’offerta sarebbe del tutto inutile… e la mafia si ridurrebbe a qualcosa d’insignificante, poiché verrebbe a mancarle la fonte primaria e cioè, il denaro… che poi è lo stesso che ricicla e con il quale ricompra tutti…
Ed allora, con un sistema collusivo e omertoso pressoché globale, che non partecipa a promuovere principi di giustizia e di legalità (anzi, al contrario… nei momenti decisivi, si dissolve come nebbia), diventa fondamentale promuovere una azione preventiva di contrasto, iniziando per l’appunto, esaminando tutti quei patrimoni derivati da attività finanziarie “ambigue” in quanto non collegate ad alcun reddito documentabile… dimostrando di fatto., d’appartenere propriamente a quel sistema… corruttivo!!!

L'importante è seguire il denaro…

Il 24 Settembre dello scorso anno, avevo scritto che per trovare i ladri… bisognava seguire il denaro!!!
Leggere quindi stamani l’articolo su Live Sicilia Catania (di Laura Di Stefano), relativo all’intervista con il Procuratore del nostro comune, Dott. Carmelo Zuccaro, su quanto c’è da fare per scoprire mazzette e intrecci deviati, mi fa comprendere come in fondo (con quel mio post), non fossi distante dalla realtà…
Diceva il Giudice Antonino Caponetto:  “ la mafia ha come sua specificità un rapporto privilegiato con l’élites dominanti e le istituzioni, che le permettono una presenza stabile nella struttura stessa dello Stato”; La stessa infatti, “ha dilatato la sua ricchezza e la sua forza a tal punto da rappresentare ormai non più un alleato subalterno delle classi dominanti, ma un pericoloso concorrente in grado di battersi per il controllo diretto dello Stato, grazie anche alle collusioni di non pochi rappresentanti delle Istituzioni”.
Si comprende quindi da quanto sopra, che il denaro rappresenta per quella associazione mafiosa, la forza che le permette d’esercitare quel proprio potere…
Difatti, attraverso essa, organizza e pianifica il proprio business, sfruttando ogni ambito d’infiltrazione, sia economico che sociale, riciclando quel denaro sporco prodotto da quelle attività illecite, per rinvestirlo in nuove attività imprenditoriali, grazie a prestanome, che si sottomettono (per una misera parte di quel benessere finanziario) per realizzare quanto loro viene ordinato… 
Man mano che quei meccanismi illeciti sono stati consolidati, si è puntato ad ampliare quella propria sfera verso la rete politico-amministrativa e sociale, sempre disposta (in cambio di vantaggi personali) a costruire nuove complicità con quel sistema mafioso e clientelare…
Ognuno di essi difatti, ricerca per se, quelle opportune amicizie, chi per controllare gli esiti elettorali, chi per modificare il proprio status all’interno della pubblica amministrazione, chi per risalire quelle gerarchie istituzionali ed infine chi, tra quei cosiddetti imprenditori, per soffocare il libero mercato…
La mafia sa che può puntare su un sistema collaudato che è quello di offrire… beni e servizi!!!
C’è chi ha bisogno di un lavoro ed ecco che la mafia si fa impresa, si ha bisogno di denaro ed ecco che essa si presta a finanziare (non è un ente caritatevole… ma ha necessità di riciclare quel denaro sporco… dopotutto potrà sempre appropriarsi in futuro di quell’attività lecita; ed ancora, c’è bisogno di voti ed ecco che compra e corrompe interi quartieri popolari, e per concludere quella sua partecipazione sociale, mette a disposizione dei propri affiliati, una serie di professionisti “collusi”… che in cambio di parcelle a basso costo, si offrono di collaborare…
Ed è grazie a queste azioni che negli anni, l’associazione mafiosa è riuscita a garantirsi un importante consenso sociale, potendo offrire direttamente benefici a quanti… si rivolgono ad essa.
Quanto sopra è stato possibile in virtù di quella penetrazione economica in tutti i settori, a cominciare da quelli economici con le migliaia di attività imprenditoriali e commerciali, per passare anche a quelle culturali, con il controllo di una parte consistente tra media, circoli (e/o club), segreterie politiche, patronati, consultori, corporazioni, fino ad infiltrarsi anche, in quelle associazioni di legalità o anti-racket, per poter conoscere in anteprima eventuali informazioni o per dirottare e influenzare, l’operato stesso degli uomini delle forze dell’ordine…
E’ tempo di comprendere quindi che la mafia esiste… perché offre risposte immediate alle richieste proveniente dalla comunità; se non vi fosse più la “domanda” dei cittadini, l’offerta sarebbe del tutto inutile… e la mafia si ridurrebbe a qualcosa d’insignificante, poiché verrebbe a mancarle la fonte primaria e cioè, il denaro… che poi è lo stesso che ricicla e con il quale ricompra tutti…
Ed allora, con un sistema collusivo e omertoso pressoché globale, che non partecipa a promuovere principi di giustizia e di legalità (anzi, al contrario… nei momenti decisivi, si dissolve come nebbia), diventa fondamentale promuovere una azione preventiva di contrasto, iniziando per l’appunto, esaminando tutti quei patrimoni derivati da attività finanziarie “ambigue” in quanto non collegate ad alcun reddito documentabile… dimostrando di fatto., d’appartenere propriamente a quel sistema… corruttivo!!!

Catania: perché si sta tentando di screditare i pentiti???

“Infame”… con questo termine viene definito il mafioso che tradisce la propria associazione a delinquere…
Quanto però avviene a seguito di quelle dichiarazioni, risulta per molti di difficile comprensione…
Difatti, sembrerà strano, ma quando questi soggetti decidono di riferire su fatti e circostanze accaduti in un preciso momento di quella loro affiliazione, quando questi riportano, nomi e cognomi di coloro con cui hanno collaborato nel adempiere quelle azioni violente, quando cioè descrivono in maniera dettagliata gli omicidi compiuti che, fino ad allora, erano rimasti irrisolti o ancora, quando ripercorrono i pestaggi compiuti a seguito delle richieste di racket fatte ad alcuni imprenditori, comunicando i nomi di coloro che si erano sottomessi e di quanti, a quel sistema malavitoso, non avevano ceduto, subendo di conseguenza le ben note intimidazioni personali (e familiari…) in aggiunta alle azioni dolose, ecco, stranamente a quelle dichiarazioni, si da la giusta importanza, in quanto concretizzano le lacune di cui non si aveva certezza…
Al contrario, quando questi stessi pentiti, iniziano a fare nomi e cognomi di personaggi noti ed influenti legati al mondo della  politica, delle istituzioni, di enti pubblici, dell’imprenditoria o anche di semplici professionisti, ecco, appena si concretizzano quelle dichiarazioni, si scatena una vera e propria, caccia alle streghe…,   
Mi chiedo quindi, come sia possibile che un pentito possa dire delle cose vere in talune circostanze ed in altre, quando cioè si tratta di colpire i cosiddetti pesci “grossi”, ecco che all’improvviso, di quelle spontanee dichiarazioni, sono in molti a dubitare…
Dopotutto quale vantaggio avrebbe un pentito di prendersi delle colpe gravi, come per esempio gli omicidi e poi, quando si tratta di riportare riunioni o accordi presi, a cui direttamente si è assistiti, ecco che stranamente, emergono dubbi sulla propria veridicità…
Quest’ultima considerazione evidentemente, rappresenta una strategia preparata a tavolino, anche da alcuni mass-media… che cavalcano l’onda di quelle notizie, in particolare se richieste da una parte politica-imprenditoriale collusa con cosa nostra, la quale cerca di gettare fango su tutti quei “pentiti”, in particolare se testimoni diretti di quegli stessi procedimenti, nei quali sono direttamente coinvolti quei soggetti… ora indagati.
Si tenta in tutti i modi di trovare un caso… per utilizzarlo come “capro espiatorio” affinché lo si possa elevare da caso particolare… a principio generale!!!
Un sistema raffinato elaborato da alcuni difensori, per distruggere le testimonianze di quei pentiti e soprattutto per argomentare tesi improbabili!!! 
Ecco come attraverso quei giudizi artefatti, un pentito poco credibile… finisce per rendere poco credibili tutti i pentiti, tanto da mettere in discussione le stesse sentenza già pronunciate e discreditando di diritto… tutta la magistratura!!!
Certo nessuno mette in discussione che ci sia una parte di quei cosiddetti “pentiti” che utilizzino la procedura di “collaboratore di giustizia”, per godere dei benefici di legge…
Ma non bisogna dimenticare, l’importante impulso alla lotta alla criminalità, che propri questi pentiti hanno dato alle indagini, essendo essi stessi, in possesso di quelle informazioni, in quanto, il più delle volte, direttamente responsabili di quei crimini…
Difatti i giudici Falcone e Scopelliti, intuirono sin da subito l’importanza del fenomeno dei collaboratori di giustizia, ed è a loro che si devono i numerosi provvedimenti volti ad incoraggiare l’utilizzo dei cosiddetti “pentiti” per la risoluzione delle indagini, nonché per la formazione della cosiddetta “prova orale” nel dibattimento processuale. 
Se oggi quindi una riflessione si può e si deve fare e quella sul pericolo che un uso distorto dei pentiti può comportare per la corretta amministrazione della giustizia e per la vita democratica del nostro Paese… 
Chissà perché, ho l’impressione che a Catania, dopo quel generale “magna-magna” che vi è stato, sono in molti a sperare che alcuni di questi pentiti che oggi li accusano, possano ritrattare le proprie dichiarazioni, già come fece per esempio “Dante” (vi ricordate il film Jonny Stecchino…) con quelle sue parole: lo sanno già tutti che mi sono pentito??? Ed allora… io non mi pento più e domani lo voglio scritto sulla prima pagina di tutti i giornali!!! Deve essere scritto grosso: “Dante non si pente più“!!!
Ma il tempo di quei film è finito da un bel pezzo e nessuno di noi, sente il bisogno di un revival…

Ci mancava soltanto l'inchiesta sulla "frutta e verdura"…

E’ stato scoperto un patto tra la camorra, ‘ndrangheta e mafia, per controllare il trasporto su ruota della frutta e della verdura… dalla capitale fino alla nostra isola e viceversa…

Ovviamente il punto di forza per l’infiltrazioni mafiosa è costituita propriamente dal trasporto su gomma, da e per i mercati nazionali…
L’inchiesta parte dalle imprese di produzione, per passare a quelle di stoccaggio (con l’imposizione delle cassette e pallet per l’imballaggio), quindi con la falsificazione delle tracce di provenienza, in quanto molti di quei prodotti… non appartengono al nostro paese, ma sono di fatto importati…
Infine vi sono  i prezzi… già, quell’anomalo sistema che fa in modo che questi lievitino in maniera esponenziale per effetto di strane intermediazioni svolte dai commissionari sin dalla produzione, per proseguire con lo stoccaggio e la commercializzazione!!!
Per far ciò ovviamente, si ricorre a tutti i reati possibili… mettendo in ginocchio quelle poche imprese che cercano di ribellarsi a quel racket estorsivo… e molti di essi, a causa di quegli scontri sono costretti a chiudere!!!
Parlare di libera concorrenza è un eufemismo, perché non esiste un mercato legale, ma ne esiste uno soltanto “criminale” che condiziona non solo economicamente il mercato, ma soprattutto, che permette che si creino quei presupposti , da condizionare la qualità stessa dei prodotti…

Gli inquirenti hanno scoperto all’interno dei mercati ortofrutticoli, l’esistenza di una spartizione degli affari con la monopolizzazione del settore dei trasporti su gomma…
Le indagini, hanno difatti svelato, vere e proprie infiltrazioni e condizionamenti da parte di quei clan, nelle attività di quei mercati ortofrutticoli, evidenziato inoltre delle vera e propria alleanza, con tutti quei gruppi, legati alla malavita, regione per regione…

Poi ci si meraviglia che in quelle aziende agricole, operano centinaia per non dire migliaia di gente sottopagata; sono lavoratori in nero, extracomunitari irregolari che guadagnano da cinque a 10 euro al giorno….
Svolgono compiti disumani e raccolgono come degli schiavi, quei prodotti della terra, scaricando e caricando cassette di legno su quei camion per conto dei venditori al dettaglio…
Visti i prezzi di produzione della stessa ortofrutta (i quali non coprono neppure gli stessi costi sostenuti) e considerato successivamente a quali prezzi questi giungono sulla nostra tavola (avendo questi ricevuto un aumento del 300%…), viene da chiedersi se non ci sia qualcosa immediatamente da cambiare…

La causa dopotutto si conosce… è rappresentata da quel monopolio imposto dalle associazioni criminali su tutti i nostri mercati ed è strano che ancora oggi, nessuno faccia nulla…
Manca di fatto la volontà da parte delle istituzioni di intraprendere questa battaglia, perché si sa che quando si vuole, si può decidere d’invertire la rotta…
Ma se la strada scelta dallo Stato è questa… o meglio chi dovrebbe cambiare questo stato di cose, preferisce mostrare tutta la propria fragilità (o chissà forse con quel sistema… partecipa in maniera collusiva…), mi chiedo quindi, come si può pensare di voler cambiare pagina???

Mafiosi: forse c'è un modo per salvarsi…

Già… fra i tanti obiettivi da offrire ai mafiosi per salvarsi… forse c’è una possibilità!!!
Ovviamente, non vi è in me alcuna pretesa nel garantire un “passepartout” che possa aprire le porte ad una possibile via di uscita…
Come d’altronde, non si tratta di certo di una vera e propria remissione (da cui sono esclusi ovviamente… eventuali peccati), ma ciò che andrebbe esaminato è se c’è, da parte di essi, la volontà di ripudiare quel fenomeno mafioso con cui finora si è convissuto.
Si tratta cioè di ricercare un nuovo “spiraglio di luce”, nulla che centri con il volersi “pentire” facendo nomi e cognomi di coloro che sono affiliati a quel sistema criminale o che hanno indirettamente beneficiato di quei collegamenti, dati loro, da da quella associazione …
Ma bisogna dimostrare con i fatti… di aver deciso di dare un taglio netto con tutte quelle possibili attività corruttive, rimediando a quanto compiuto, non solo per ripulire la propria immagine, ma anche e soprattutto quella dei propri discendenti…
Certo, comprendo, quanto ciò non sia semplice… come intuisco quanto sia difficile interrompere quel filo che da sempre li ha tenuti legati e che li ha visti, sin da ragazzi, “formati” in tutto e per tutto, da quell’ambiente che ha trasmesso loro, quella convinzione personale, di poter essere “apprezzati”, grazie a quella considerazione mafiosa…
Ma qui… tra essi, non è uscito fuori alcun “padrino” e neppure un qualsivoglia “boss”!!!
Vi è stato esclusivamente il desiderio di realizzare un sogno: rappresenta l’ambizione umana di voler elevare se stessi agli occhi degli altri; credere che attraverso l’esternazione di quei propri beni di lusso, realizzati con capitali per lo più di provenienza illecita (di derivazione truffaldina o meglio accumulati con “celati” meccanismi di evasione fiscale…).
Certo… il rischio è sapere di dover perdere tutto, in particolare quel potere conquistato con le unghia… comprendere ora, come agli occhi degli altri, non si conti più nulla. 
Sapere di non appartenere più a questo sistema… non potendo più incidere nelle scelte, lontani da quanto il mercato adesso richiede,
Ma quanto sopra non deve importare… poiché non è più a repentaglio la propria incolumità o il restare privi di quei beni costruiti, l’azzardo infatti non è saper di perdere tutto… perché in gioco ora vi è qualcosa di più importante… la propria libertà, quella certezza di poter andare fieri a testa alta e non doversi nascondere… come gli struzzi!!!
La libertà non è una cosa che si può prendere o dare a piacimento…
Ciascuno è libero per quanto vuole esserlo… perché il vero segreto della libertà è dato dal proprio coraggio!!!

Lotta al malaffare: si corre ai ripari quando è ormai troppo tardi!!!

E’ necessario tener presente quanto solitamente avviene nel nostro Paese e cioè che si corre ai ripari… quando è ormai troppo tardi!!!
Se osserviamo a quali livelli sono giunte le mafie nelle nostri regioni e come abbiano saputo inserirsi in tutti quegli affari milionari… è evidente che qualcosa in quel sistema di prevenzione è venuto a mancare!!!
Ora molti tra voi diranno: si vabbè… caro Costanzo, non è che si può pensare sempre in maniera negativa,  dopotutto qualcosa di buono è stato fatto…
Sì… è vero, ma il problema è che si giunti sempre ad individuare quel sistema corruttivo, quando ormai gli avvenimenti… erano stati compiuti!!!
Per cui, a cosa serve arrivare a posteriori, quando cioè le collusioni sono state realizzate, quando ormai si è proceduto con la spartizione di quelle tangenti e le documentazioni incriminate sono state fatte sparire o quantomeno alterate, ed infine anche i suoi  truffatori sono riusciti a scappare all’estero e con i soldi percepiti, si stanno facendo seguire dal “noto” legale…  
Si parla tanto di controlli, ma se osserviamo il quadro normativo vigente, questo è compreso in quella semplice informativa antimafia, rappresentata dalla legge delega del 1994 nota con il numero 47…
Le Prefetture, hanno avuto così la possibilità di acquisire quelle necessarie informazioni, volte al cosiddetto accertamento d’infiltrazione mafiosa… all’interno di quegli organismi societari…
Ora vorrei dire… per aggirare quei controlli, basta costituire una società con due facce pulite e con il casellario giudiziario immacolato, senza carichi pendenti ed in regola con i propri adempimenti amministrativi, basterà inoltre passargli un’autovettura, uno stipendio ed il gioco è fatto… per ottenere quella informativa negativa antimafia!!!
Dopotutto come considerare quelle verifiche se non meramente ricognitive…
Sappiamo bene che, nello svolgimento di quei controlli, si esaminano esclusivamente i dati su eventuali provvedimenti giudiziari o misure cautelari, oppure si verifica se il soggetto è sottoposto a giudizio o sono in corso sentenze di condanna…
Quindi, se l’accertamento (sulla base di attività di indagine effettuata dagli organi inquirenti) risulta negativo, viene esclusa di fatto la possibile esistenza di elementi che presumerebbero tentativi di infiltrazione mafiosa… 
Ottenuto quindi quel cosiddetto “lasciapassare”… dalla prefettura, si potrà cominciare a ricevere quelle necessarie autorizzazioni per operare o concessioni varie, tra cui quelle relative ad esplosivi (per lo svolgimento di particolari attività…), nonché quei necessari titoli abilitativi alla conduzione di mezzi ed al trasporto di persone o cose…
Nel caso contrario e cioè quando la Prefettura emette i provvedimenti interdittivi, considerando quelle società come “infiltrate”… ecco che intervengono eventuali determinazioni, tra cui per esempio, i ben noti provvedimenti giudiziari, dai quali scaturiscono, sequestri e confische per tutte quelle società cosiddette “infiltrate” e con con la ben nota gestione amministrativa…
Se poi, successivamente a quanto sopra, si assiste a ciò che è avvenuto nel corso degli anni, mi riferisco ai continui ribaltamenti giudiziari, che hanno restituito ai legittimi proprietari le società interdette, ribaltando di fatto, tutti quelle pregiudizievoli espresse in precedenza…
Sorge quindi il dubbio che qualcosa forse in quei controlli non funzioni… perché se le procedure adottate in precedenza, vengono col passar del tempo… ribaltate, c’è da chiedersi se non sia il momento di cambiare qualcosa…
Infatti, considerando la lotta contro la mafia, che ha comportato –almeno qui da noi in Sicilia– migliaia di provvedimenti interdittivi, è strano dover giungere nel 2016 per comprendere come di contro, gli interessi di cosa nostra – grazie ad altre sue imprese associate – abbiano raccolto a se, la maggior parte degli appalti, in particolare quelle delle “grandi opere pubbliche”!!!
Ora, quanto sopra, è avvenuto principalmente a causa di un sistema di contrasto debole o quantomeno non adeguato, a differenza delle capacità messe in campo da quella criminalità organizzata, che nei fatti, si è aggiudicata quasi tutti gli appalti pubblici messi a disposizione dallo Stato…
Ritengo che l’errore fatto… sia dipeso dal non aver saputo concentrare in un’unica struttura, tutte quelle informazioni presenti nei vari gruppi d’interforze, mantenendo inoltre le stesse, costantemente aggiornate, per poter generare in maniera rapida, tutti quei provvedimenti di competenza… senza dover rischiare in un secondo tempo… la classica figuraccia…
E’ in questa ottica, che va migliorato il sistema di controllo, realizzando per esempio una banca dati che concentri l’elenco di quelle società sottoposte ai provvedimenti d’interdizione, i suoi soci, ed anche coloro che hanno negli anni gravitato intorno ad essa… in qualità di affiliati, associati o anche di semplici consulenti, per finire con coloro che, in qualità di responsabili o funzionari di enti delle PA, hanno permesso con le loro ignobili azioni, che quelle corruzioni potessero realizzarsi …
D’altronde… è in ciò che viene rappresenta la più grande mancanza istituzionale: l’inefficacia infatti della circolazione delle informazioni, ha permesso in questi anni, a tutte quelle società infiltrate dalla criminalità organizzata, di poter sfruttare tutte le lacune “donate” dallo Stato, permettendo così di operare indisturbatamente, in quasi tutti gli appalti pubblici.

La corruzione negli appalti??? Fa parte del sistema!!!

E’ evidente a tutti, come nel sistema dei lavori pubblici vige un meccanismo di corruzione ben collaudato!!!
Ci partecipano tutti… chi più chi meno, il denaro rappresenta un perfetto incentivo, per porsi in quelle condizioni favorevoli nel volersi fare comprare…
A quanto sopra, bisogna aggiungere che le stesse norme, fanno sì che quanto avviene sia facilitato da esse e dove, quei controlli necessari – in particolare nelle grandi opere – dimostrano il proprio fallimento…
La chiamano anti-corruzione…  ma questa si dimostra – almeno dalle indagini svolte dalle procure quest’anno – di essere lontano dalla realtà dei fatti, dopotutto quanto appena riportato, è confermato dalle inchieste per corruzione su appalti e subappalti…
Certo ora ci vengono a dire che il nuovo codice degli appalti è uno strumento innovativo e soprattutto utilissimo per cambiare quella errata direzione…
Vedrete, come tra qualche mese, verrà dimostrata la propria inefficacia… 
Ci si dimentica di tutti coloro che sono specializzati “furbescamente” a eludere quanto prevede la legge, anche perché, il più delle volte si gioca sull’interpretazione letteraria di quella legge, che permette di eluderla senza porsi al di fuori della stessa, tale da rimanere all’interno di quel confine che determina il concetto di “illegalità”….
Si tratta di rimanere sul filo sottile che lega chi ha promulgato la legge, a tutti coloro che la legge sono tenuti a rispettare… ricercando nuovi spiragli a quella interpretazione, certamente non previsti dal legislatore, raggirando il significato di quanto scritto nella legge, senza per questo cadere nell’illegalità.
Nella pratica quindi, sono sicuro che questo codice fallirà miseramente… anche perché sono dell’idea che per fare delle norme che colpiscano realmente questo sistema marcio, c’è bisogno di uomini che conoscano tutti quegli espedienti, che permettono a quelle imprese di poter commettere continuamente quegli illeciti…
Quindi, chi tra loro, avendo sempre fatto parte di un sistema pubblico e/o istituzionale, possiedono quelle capacità intuitive realizzate per fini disonesti???
Loro non sanno nulla di malaffare… o meglio ne sono sempre stati all’oscuro, sono situazioni che disconoscono o per meglio dire conoscono soltanto dopo che queste sono avvenute… e ne prenderanno atto, le studieranno, certamente le approfondiscono… ma non le sapranno mai anticipare!!!
Per cui, caro presidente Cantone, se pur evidenzio l’importanza dell’operato fatto finora dall’ANAC per limitare la continua corruzione e ruberia, tanto presente nel nostro paese, mi lasci dire…non è con la “filosofia del nuovo codice” che si riuscirà a debellare questo marciume… ma blindando la responsabilità di tutti quei soggetti che sono adibiti all’interno della pubblica amministrazione, nella gestione dell’appalti…
Sono questi i principali attori che, permettono a quelle società (affiliate a quelle associazioni criminali…) di poter effettuare quei continui “intrallazzi” e dividendosi  mazzette per chiudere gli occhi su lavori eseguiti in maniera non conformi al progetto (questo il più delle volte gonfiato a dismisura o programmato affinché si limiti la partecipazione, a poche imprese di fiducia… ancor meglio se legati a quei progettisti… che il più delle volte, rappresentano di fatto, la D.L.), con materiali scadenti, senza il rispetto di tutte quelle opportune procedure, sia sulla sicurezza che sulla qualità, e facendo lievitare i costi di quelle opere pubbliche…
Una drammaticità che viene espressa dai numeri… 
Si pensi che in Italia la percentuale di appalti pubblici, con probabili turbative d’stata è del 10% ovvero il triplo della Francia ed è di ben 10 volte superiore… il dato dell’Olanda!!!
Quindi, caro Presidente, come volermi dare torto per quanto scrivo, visto che la nostra nazione oggi, è al primo posto in Europa… per corruzione negli appalti pubblici!!!

Il cemento sembra colla??? No…è colla!!!

Il gip: “In alcune strutture il cemento sembra colla“!!!
La verità è che non sembra colla… ma lo è di fatto!!!
Un “calcestruzzo che non ha una barriera fisica e defluisce un po’ a cazzo come gli pare a lui”… con queste frasi i protagonisti dell’inchiesta “Amalgama“ descrivevano la scadente qualità dei materiali utilizzati nei cantieri, finiti ora sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Roma. 
Una qualità così scadente che, alcune betoniere pronte al getto, erano state rimandante indietro… “essendo il materiale totalmente inutilizzabile”!!!
Pensate a tutti quei getti nelle fondazioni o contro-terra… chi controlla mai quelle opere, nessuno… dopotutto chi dovrebbe verificarne la qualità, da momento che non sono più a vista…  
E dire che, esiste la cosiddetta “tracciabilità” per ogni fase del sistema produttivo: dalle caratteristiche delle materie prime, al loro dosaggio, al confezionamento, trasporto e miscelazione, fino ad ottenere il prodotto finito, che verrà consegnato al punto di getto. 
Certo se poi la Direzione lavori, conduce quelle verifiche in maniera superficiale, e cioè non effettuando i controlli di accettazione, (realizzando tutti i prelievi opportuni, senza contraddittorio tra impresa e/o produttore di calcestruzzo) oppure, quelli di  conformità, controllando il rispetto del patto commerciale tra produttore di calcestruzzo e impresa di costruzione (questo sì, eseguito in contraddittorio), ma soprattutto eseguendo il test slump (quel famoso tronco di cono in acciaio che, a riempimento avvenuto, viene sollevato… ) che determina la classe di consistenza completando con il prelievo dei provini!!!
Ora, è compito del Direttore dei lavori, rendere arduo il compito di chi intende
contraffare i provini, adoperando maggiori garanzie di protezione sulla veridicità dei dati riportati nei certificati, consentendogli così di semplificare il recupero e la verifica dei risultati dei prelievi del
calcestruzzo impiegato nelle opere sotto il proprio controllo. 
Il Direttore dei Lavori deve consultare in tempo reale ogni prelievo realizzato, seguirlo durante la fase di maturazione fino a che non giungano al laboratorio ufficiale, ed infine alla esecuzione
del test con la garanzia di integrità del materiale e le sue caratteristiche in accordo alle
norme tecniche di riferimento senza possibilità di manomissione!!!
Difatti, quanto sopra è ben a conoscenza di tutti, per cui, quando avvengono certe situazioni come quelle emerse ora sugli appalti dell’alta velocità ferroviaria o sulle autostrade, è soltanto perché vi era, la collaborazione “lestofante” di tutti, da chi produceva a chi eseguiva, per chiudere il cerchio a chi avrebbe dovuto controllare!!!
Ma quanto sopra non è un caso… anzi, potrei dire che avviene su 1/3 degli appalti attualmente in corso, siu pubblici che ancor più privati!!! 
Non bisogna dimenticare inoltre, che molto spesso, dietro quelle forniture si nasconde una vera e propria truffa da parte di quelle società produttrici, disponibili a “gonfiare” le fatture emesse per creare quel necessario “nero” da versare alle note associazioni mafiose…
La tecnica contempla due meccanismi di truffa…
La prima è rappresentato dalla sovra-fatturazione, mentre la seconda prevede l’uso di cemento depotenziato, (con il quale si vorrebbe indicare un conglomerato intenzionalmente prodotto con una carente quantità di cemento rispetto a quella convenuta).
Entrambi i metodi sono usati per trarre illeciti profitti, che consentono di poter realizzare per l’imprenditore una cospicua somma, per riciclare successivamente sull’acquisto di beni immobiliari, su altre attività commerciali e per sovvenzionare quegli appoggi, politico/mafiosi tanto indispensabili…
Basterebbe confrontare le quantità espresse dal numero di bolle di vendita, con la quantità di cemento necessario per realizzare quelle stesse forniture… 
Già da quel controllo, si riscontrerebbe la necessaria quantità di cemento da acquistare… individuando immediatamente se il rapporto previsto tra le due quantità ( quella di entrata e quella di uscita) è corretto oppure è stato falsificato!!!
Infine, va considerato l’utilizzo di additivi “illegali”, che fanno in modo di superare i test, durante le fase di controllo da parte della D.L., ma che determinano nel tempo (a seconda della loro composizione), dannosi processi negativi nelle strutture in corso di realizzazione, a causa dell’opera di aggressione dei prodotti chimici presenti, che vanno a danneggiare in particolare, le armature metalliche presenti… 
Si comprende quindi da quanto sopra, che questo è un settore nel quale è stata fatta la legge… ma si è riusciti a compiere l’inganno!!!
D’altronde, serve a poco contestarne successivamente i reati… quando con il passar del tempo, le vittime verranno dimenticate e tutto ritorna come prima… poiché questo è un sistema collaudato… anzi perfettamente “amalgamato” e di cui tutti vogliono far parte!!!

Cantone: il fatto che emergono (tutte queste continue corruzioni…) è già qualcosa…

Come si dice… meglio questo che niente!!!
Ascoltavo ieri il Tg delle 13.00, quando ho sentito l’intervista al Presidente dell’ANAC (Anticorruzione) Raffaele Cantone…
Ora, dando seguito alle indagini si è scoperto che alcune società che hanno operato all’interno dell’Expo (imprese che in modo del tutto legittimo, si erano aggiudicati milionari appalti e subappalti, all’interno di quell’area…) erano legate ad associazioni criminali…
Ecco che quando ormai tutto è stato compiuto, inaugurato e smontato… adesso, a distanza di mesi, viene scoperta l’acqua calda… e cioè, che su quelle opere, c’è stata le mani della ‘ndrangheta!!!
Ne sono certi i magistrati della Distrettuale di Reggio Calabria che hanno chiesto e ottenuto, l’ennesimo provvedimento di sequestro beni per oltre 15 milioni di euro, tutti riconducibili ai soliti uomini affiliati a noti clan…
Come consuetudine, vengono inseriti nel registro degli indagati, tutta una serie di soggetti “affiliati” e non, in particolare tra quei nominativi vi sono, imprenditori e faccendieri… Le indagini, hanno svelato un giro di tangenti per l’assegnazione di una serie di lavori che andavano dall’Expo alle Ferrovie Nord, per proseguire con il Mega Centro Commerciale ad Arese, continuando con gli aeroporti di Malpensa e il cantiere di Tubigo. 
Lo sanno tutti che quando ci sono questi appalti così importanti… c’è dietro sempre la criminalità organizzata, che usa tutti i modi per insediarsi, per aggiudicarsi quei lavori, per poter successivamente riciclare tutti quegli euro, provenienti dalle ben note attività illecite!!!
Ma chissà perché… nessuno si accorge mai preventivamente di nulla… o meglio si scopre di quel sistema “corruttivo” quando ormai tutto si è realizzato!!!
Conoscono bene chi sta dietro quelle società o come sono tra esse collegate… di quegli intrecci tra associati o consorziati… o di quelle metodologie a scomparsa… meglio conosciute col nome di “scatole cinesi”, che fanno in modo di celare tutte quelle provenienze illecite derivanti da usura, estorsione, gioco, stupefacenti, prostituzione, ecc… e che proprio attraverso questi appalti, vengono di fatto ripuliti, per essere riutilizzati, andando a soffocare nuovamente quel mercato di libera concorrenza…
Si acquistano società diverse in altri ambiti commerciali, quali quello immobiliare, delle auto di lusso, della ristorazione e vengono sviluppati progetti per la realizzazione di nuovi complessi immobiliari, per lo più turistici, anche in altri paesi come per esempio la Romania (ad esempio ad Arges Pitesti si sta realizzando il resort Moliviu, per un valore complessivo di 80 milioni di euro) oppure in Marocco (dove sono in corso lavori per realizzare circa 1.800 Km di autostrade, Treni ad Alta velocità Tangeri – Casablanca, un Porto Commerciale di Casablanca per la costruzione del 3° terminale, l’ampliamento dell’aeroporto nella stessa città, nuove Strutture ospedaliere e turistiche, con la realizzazione di nuovi Hotel con strutture e servizi annessi) o ancora, in Costa D’Avorio e Kenya, dove sono attualmente in corso dei lavori milionari, per opere di urbanizzazione primaria, energia e stradali…
Come si può comprendere, i tentacoli della criminalità hanno da tempo mirato su livelli ben più sostanziosi, indirizzando quei loro business, verso paesi nei quali i livelli di controllo sono limitati e dove l’indice di corruzione, viene rappresentato tra i più alti del mondo…
Va inoltre considerato che, in quei paesi, si può godere di una maggiore libertà d’azione finanziaria, permettendo difatti a quei loro faccendieri – di muoversi in maniera indisturbata, e di movimentare quelle cospicue somme affidate loro da quei clan…
Sono tutti soldi sporchi che attraverso banche compiacenti, presenti anche nel nostro paese, riescono a rientrare, dando modo così a chi di dovere… di riutilizzarli per foraggiare tutto quel sistema politico, istituzionale ed imprenditoriale, che permette a queste associazioni criminali di implementare le proprie aziende e di convogliare su di esse, tutti gli appalti pubblici presenti nel territorio…
Ma come dice il Presidente dell’ANAc… “l’importante è che alla fine… quelle azioni collusive e corruttive, emergano…“… 
Già, una vera e propria “magra” consolazione, ma si sa… è così che si procede in questo nostro (per modo di dire…) “Bel paese“!!!

Nuova requisitoria per l'ex Presidente della Regione Siciliana

Eravamo giunti all’ultima udienza (dinnanzi alla terza sezione penale della Corte d’appello di Catania) con la requisitoria del processo all’ex leader del Mpa Raffaele Lombardo (ed ex presidente della Regione Siciliana), condannato, il 19 febbraio 2014, in primo grado a sei anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. 
In aula, per l’accusa erano intervenuti il sostituto Procuratore generale Sabrina Gambino e il sostituto procuratore Agata Santonocito…
Come sempre, l’ex presidente Lombardo, assistito dai propri legali, si era proclamato innocente!!!
La requisitoria del processo fu aggiornata a questo mese d’Ottobre… ma per l’appunto, alcuni giorni fa, abbiamo scoperto che ci vorrà un’altra udienza, la quarta, per conoscere la richiesta dell’accusa…
I tempi del processo… già finora abbastanza estesi (va ricordato infatti che il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato) hanno ricevuto quindi, una richiesta da parte dei sostituti procuratori, per un’ulteriore requisitoria… ribadendo di essere in possesso di quelle prove necessarie, che inchioderebbero Lombardo a precise responsabilità!
Il tutto – secondo i magistrati – è basato su dichiarazioni, incontri, testimonianze ed episodi, che confermerebbero le loro accuse e proverebbero il sostegno “politico” dato, direttamente (o indirettamente) all’ex presidente, da una parte di quegli ambienti mafiosi…
Per cui, l’udienza per adesso è stata rinviata e verrà ripresa intorno ai primi giorni di Novembre… con la formulazione delle richieste dell’accusa, alle quali ovviamente, seguiranno le arringhe degli avvocati difensori…
E’ un momento di grande “fibrillazione” giurisprudenziale questo… in quanto ciò che vi è in gioco, è il “reato di concorso esterno” e cioè dove il soggetto incriminato, non è parte integrante o direttamente affiliato a quel mondo criminale, ma si mette “a seconda delle circostanze” a disposizione –grazie alla posizione privilegiata acquisita– della medesima…
A mio modesto parere, ciò che sta avvenendo – in particolare all’interno delle nostre aule di Giustizia di Catania – è di determinare o ancor meglio “limitare”, quelle regole di partecipazione criminosa…
In particolare ciò che si vuole far evidenziare è la demarcazione “morale”, che punisce per l’appunto colui che, pur non partecipando materialmente al reato… (attraverso proprie azioni specifiche) le avalla di fatto, incentivandole (o suggerendole) a chi di dovere, attraverso messaggi subliminali, mezze parole, cenni d’intesa, strette di mano e omissioni; tutte azioni capaci di rafforzare la volontà di colui (o di coloro) che compiono successivamente quegli atti materiali…
Non bisogna però trascurare, quanto espresso dalla Corte Europea (ma anche da un giudice di Catania per un’altro noto procedimento in corso…), che ha posto in luce un argomento fondamentale e cioè l’assenza di una disposizione normativa sul concorso esterno!!!
Quanto sopra rappresenta un tema fondamentale per la nostra legislazione, che vive esattamente sul dogma del principio di legalità in virtù del quale, nessuno, può essere punito per un fatto che, al momento della sua commissione, non è previsto dalla legge come reato e sono in molti difatti – tra gli studiosi di diritto – a dichiarare che la legge, non contempla il concorso esterno!!!
Non si tratta quindi di doversi schierarsi per l’una o per l’altra interpretazione legislativa, ma far in modo che venga sempre rispettata la legge in maniera corretta!!!
A breve, vedremo cosa accadrà…

Interessa davvero sconfiggere la mafia o si preferisce convivere con essa???

Il problema da analizzare non è più rappresentato dall’interesse o meno di sconfiggere la mafia, in quanto, se si osserva quanto avviene sotto il profilo legislativo, giudiziario, politico, culturale e sociale, si comprende come ci sia una sorta di sorta di rassegnazione generale, chissà quasi condiscendete, per non voler dire arrendevole!!!
Dopotutto il periodo delle stragi è un passato lontano e dei suoi ex boss non se ne parla più (sappiamo come Provenzano se ne sia andato nel totale silenzio e a breve, sicuramente vista l’età, lo seguirà il suo ex socio d’affari)…
Sembra difatti, che non interessi più a nessuno, riprendere quelle lotte a suo tempo compiute dopo le morti dei due giudici (Falcone e Borsellino), delle loro scorte e di tutte quelle vittime innocenti… 
Sembrano essersi messi tutti… d’accordo, come se non bisognasse alzare la tensione…
Anche le indagini sono eseguiti nel profondo silenzio mediatico, il clamore delle notizie non deve essere molto assordante…
Si guardi cosa è avvenuto dopo l’aggressione al Presidente Antoci (Ente Parco dei Nebrodi), non se ne parla più e dire che coloro che hanno compiuto l’attentato, sono a quanto ne so… liberi dal circolare…
Ora, se percorrete le nostre strade, si ha la sensazione (o meglio questo è quanto il sottoscritto avverte…) che il territorio non sia (propriamente) sotto controllo, anzi tutt’altro…
Sarà che, per esperienza personale, posso permettermi di fare un confronto con altri paesi nei quali ho vissuto per anni… 
Parlo della Germania o della Francia, ed ancora, dove la presenza militare e la forza pubblica era di per se quasi soffocante, come per esempio l’Ungheria o l’Ucraina…  
Ma non c’è bisogno di andare così lontano, basta recarsi a Verbania, Bolzano o Sanremo e vi assicuro che lì… sentirete quella presenza dello Stato continuamente ( a tutte le ore del giorno o della notte…) con le forze dell’ordine sempre in vista… ma qui di contro, dov’è quella presenza??? 

Non so se debbo pensare che forse sono in molti a non volere quella presenza tra i piedi… oppure che, gli ordini dall’alto trasmessi ai nostri militari, obbligano quest’ultimi a rimanere all’interno di quelle caserme, invece di pattugliare o realizzare ovunque posti di blocco, in particolare in quei quartieri a luce “rossa” (colore… che ovviamente non ha nulla a che fare con la “red zone” di Amsterdam)!!!

Cosa c’è forse… una pax territoriale???

Si permette alla mafia di continuare a fare i propri affari “illegali” e di contro essa, non alza il tiro contro le istituzioni e i suoi uomini…???
Ecco quindi che tutto resta com’è… i commercianti pagano il pizzo, le imprese si assoggettano al racket estorsivo, i politici per paura di possibili intimidazioni (ma soprattutto per non perdere quei voti) non ne parlano, gli amministratori e i funzionari preferiscono conviverci (dopotutto si fanno interessanti affari percependo belle mazzette)…
Ed ancora, molti cosiddetti “imprenditori” sottostanno alle condizioni loro dettate, le quali d’altronde permettono di crescere economicamente, attraverso gli appalti ricevuti… e chi dovrebbe fare quelle lotte, perlomeno morali, si ferma come sempre, un attimo prima …

Restano le procure… le uniche che non hanno paura d’affrontare lo scontro (certo qualcuno aggiungerebbe che quanto da loro svolto, sia di loro competenza… anche perché se mancassero loro, sarebbe la fine…) e qualche folle isolato che crede ancora, in quei sani principi della giustizia e non ha paura di niente e nessuno… neppure di dover morire!!!

Gli altri… parlo dei miei conterranei, quelli non pensano minimamente a cambiare le loro abitudini “omertose”, oltretutto, pensano che sia corretto non vestire i panni dello sbirro, quello non è compito loro… come si dice nell’ambiente: “sono loro quelli pagati per farlo, che ci pensino quindi a far rispettare la legge… noi cosa c’entriamo???“.

In quell’isolamento finiscono anche le associazioni per la lotta alla criminalità, che vengono additate a veri e propri “circoli” antimafia di facciata… a cui piace propagandare molto, ma nei fatti, si fa concretamente poco o nulla!!!

Il sottoscritto di contro, ritiene che solo e soltanto con l’unione di queste forze morali e sociali, si potrà giungere a stravolgere quella sotto-cultura, tanto presente nella nostra terra… 

Serve però allontanare gli egoismi di ciascuna associazione, per riunire ciascuna di quelle forze intellettuali, morali e culturali, affinché si possa giungere alla vittoria contro quel mondo criminale e corruttivo…
Non si può più avere una visione manichea della lotta alla mafia… perché questa lotta non va soltanto predicata, ma praticata!!!
Bisogna tranciare di netto questa attuale struttura politico/mafiosa/clientelare, che di fatto, collude con la mafia e con il suo sistema affaristico…

Si ha bisogno di gente onesta e non di quelli che oggi, si presentano sui palchi (o con qualche “santino” elettorale), per chiederci il voto!!!

C’è bisogno di buoni politici che vogliono realizzare una sana politica e che dimostrano con i fatti (e non soltanto con le parole…) di combatterla quell’organizzazione criminale, senza sperare di contraccambiare sottobanco, quei voti (da essa) offerti…
Vanno affermati in ogni sede, quei principi necessari di legalità, che permettano sviluppo economico e sociale, tanto indispensabile per la sopravvivenza di questa regione!!! 

La mafia si batte con l’onestà e soprattutto, non vorrei ripetermi con parole altrui: con  la matita, dentro la cabina elettorale!!!

Perché fintanto, esisterà un qualsiasi collegamento tra organizzazione criminale, politica, istituzioni, consenso sociale e corruzione, la mafia, con quella propria capacità “camaleontica” di mutare e adattarsi, continuerà (come finora ha fatto…) a sopravvivere!!!