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In Sicilia…??? No… nemmeno uno su mille ce la fa!!!

A differenza di altri paesi dove la presenza dello Stato è certamente più solida… da noi, quando si tratta di far applicare quella propria autorità, mi riferisco a procedimenti della semplice quotidianità, ecco, c’è qualcosa che sfugge e si sente quella mancata rappresentanza…
Non parlo dei momenti di crisi o i periodi di “défaillance”, come ad esempio quando si è trovato a difendersi da quelle stragi, messe in atto dall’associazione criminale “Riina & Co“; No… in quei precisi momenti lo Stato si rinsalda e compatta tutte le proprie istituzioni e quei suoi uomini…
Da noi questa sensazione è più forte rispetto ad altre realtà del Paese, il nostro come si sa, è un territorio dove lo Stato viene visto in maniera distaccata, si pensa ad esso come a qualcosa che sta lontano, a Roma e non qui da noi… 
Chissà forse la colpa va data agli anni passati, a quando lo Stato dimostrava la propria strafottenza, senza riuscire mai in maniera energica, ad imporre quella sua presenza… 
Quindi con uno Stato assente… è naturale che cosa nostra abbia preso il sopravvento… 
D’altronde se la forza dello Stato è data dalla legge, ma quando la giustizia evidenzia tutte le proprie lacune, attraverso continui processi con ribaltamento delle sentenze e con giudizi sempre più incerti, ecco che quei principi sono diventati agli occhi dei siciliani, sempre più imbarazzanti…  
Pian piano i suoi cittadini si sono sentiti tradire, hanno iniziato a non fidarsi più dello Stato, sono diventati ancor più omertosi, ed è proprio a causa di quella fragilità e soprattutto è a causa di quelle ambigue conclusioni giudiziarie, di quei procedimenti che hanno permesso a parecchi indagati di restare impuniti…
Ed allora, ecco che è scattato in molti di quei cittadini il pensiero di doversi adeguare a quel sistema, è nato il desiderio di lasciarsi corrompere, hanno consentito a quella associazione mafiosa di partecipare alle varie collusioni, intervenendo nelle intimidazioni e influenzando i giudizi su taluni uomini dedicati alla politica…
La loro è di fatto una vera e propria partecipazione attiva… certamente negativa, che porterà con il tempo, alla devastazione di questa terra… 
Un fiume di denaro pubblico che è stato dilapidato e che continua a finire nelle tasche di quella associazione mafiosa!!!
La stessa che poi provvederà a far defluire nelle tasche dei propri amici “associati”, nelle casse di quelle imprese “affiliate”, nelle mani di quei dirigenti delle PA ed una parte di quel denaro servirà a sovvenzionerà i propri politici corrotti!!! 
Ed è per questi motivi che nessuno da solo potrà vincere su questa terra, non ci sono riusciti uomini grandi come Falcone e Borsellino o tutti coloro che con la propria vita li hanno preceduti, perché erano soltanto uno… ed è vero quanto riporta il testo di quella canzone… “ma quanto è dura la salita, in gioco c’è la vita“!!!
Sì… nulla dopo le stragi sarebbe stato più come prima, questo almeno era quanto tutti gridavano, quando le coscienze erano alte…
Ma il tempo si sa, è bastardo!!!
Cancella la memoria e così quel rinnovamento culturale e morale tanto decantato è completamente fallito!!!
Ci si è venduti… per poco, direi per nulla, per quel concetto pittoresco di “democrazia”, sapendo quanto di quest’ultima si sia più interessati a fattori prevalenti, come la spartizione e il potere!!!
Per far ciò, molti siciliani illustri, hanno cercato sin da subito di trovare quel necessario sostegno… ricambiandolo con vincoli e legami personali (talvolta pericolosi…), ma che hanno permesso a quei soggetti di potersi rafforzare e aumentare a dismisura quella propria influenza…
Si sono circondati di un gran numero di persone importanti, di amici e conoscenti ricercati tra gli uomini che contano, da quelli di governo a quelli istituzionali, dai politici ai burocrati, dal clero ai dirigenti, dagli imprenditori agli editori, tutti uomini influenti, necessari per raggiungere quel proprio scopo… 
Ciò che importa ad essi realmente si chiama popolarità, ed ecco perché ciascuno di essi, punta ad ottenerla…
E’ lo stesso motivo perché oggi vediamo quei loro visi sui cartelloni stradali… già, ciò che cercano di ottenere, si chiama con un nome… potere!!! 
Tutto il resto non conta… l’intelligenza, il talento, la propria genialità, non conta nulla, se essa non si adegua alle componenti di quel potere… 
Ecco perché in Sicilia siamo come in quella canzone: “devi contare solo su di te, uno su mille ce la fa…??? ma quanto è dura la salita, in gioco c’è la vita. Il passato non potrà tornare uguale mai, forse meglio perché no, tu che ne sai, non hai mai creduto in me, ma dovrai cambiare idea. La vita è come la marea ti porta in secca o in alto mare… Se ti diranno: sei finito…non ci credere, finché non suona la campana… vai!!!“.

Se anche i Giudici sono corrotti… dove andremo a finire???

Con molta “nonchalance” si raccontavano per email i processi aggiustati a colpi di migliaia di euro…
Ovviamente dovevano lottare per tenere a bada l’aggressività dei rappresentanti o del giudice relatore, ma alla fine questo cerchio magico della giustizia tributaria, riusciva a condurre al successo quei procedimenti…
Ora grazie alle indagini si è giunti ad arrestare una serie di magistrati accusati di avere incassato tangenti, certamente modeste nel loro importo, ma sicuramente numerose e ad essere penalizzata era l’Agenzia delle entrate…
L’indagine era partita lo scorso anno con l’arresto del primo giudice, ma ad oggi non si accenna a placare. 
Rispettivamente sono finiti agli arresti tutta una serie di colleghi in servizio rispettivamente presso la commissione tributaria regionale e provinciale di milano. 
Ma dai documenti si evidenzia come a finire sotto accusa sia l’intero sistema della giustizia tributaria, che grazie a questo sistema corruttivo,  incassavano un compenso a nero, distribuito tra giudici di professione, avvocati, commercialisti… che approfittavano di questo sistema per sistemare le carte dei loro clienti…
Come sempre c’è voluta la denuncia del solito coraggioso… per far saltare la tresca di quei ladri… che a iniziare da dicembre permise i primi arresti…
Ci si accorti che con soli 5000 euro di tangente a processo… si era riusciti a mettere da parte nella sua cassetta di sicurezza, quasi 270.000 euro in contanti, separati e catalogati ciascuno, mazzetta per mazzetta. 
Poi per fortuna – è sempre così quando partono le manette – c’è chi parla… e difatti una segretaria ha iniziato a raccontare tutto…
e mettendo nero su bianco gli episodi a cui aveva assistito…
Dalle banconote di 500 euro… fino a tangenti di 60.000 euro, oppure i 5.000 euro suddivisi a testa in buste intestate dentro i cesti natalizi….
Il sistema prevedeva tutto… sin dalla preparazione della sentenza favorevole, la quale veniva poi materialmente consegnata ai colleghi, i quali si preoccupavano di inoltrargli il provvedimento finale prima ancora che venisse depositato.
Da tramite si è scoperto ci fosse anche un ex finanziere, ora indagato a piede libero….
Cosa dire, con un sistema giuridico così marcio, con giudici che si vendono per poche migliaia di euro… dove pensate che potrà mai andare questo nostro paese…
Altro che “Ora Legale”… qui neppure l’ora solare ci potrà aiutare…
La legge è uguale per tutti… tranne per quelli che pagano le mazzette, per loro – statene certi – ci sara sempre una corsia privilegiata!!!
Molti giudici sono incorruttibili, nulla può indurli a fare giustizia… 

NO all'ANAC… SI alla corruzione!!!

E’ quanto ha deciso il Governo Gentiloni… pardon Renzi bis, che con un atto irresponsabile ha deciso di alimentare ancor di più, la già dilagante corruzione negli appalti pubblici…
Infatti, ha deciso di sopprimere il secondo comma dell’art. 211 del D.Lgs n. 50 del 2016, che prevedeva il ruolo “deterrente” dell’ANAC al fine di arginare sul nascere le fonti della corruzione. 
Una norma che prevedeva non solo di eliminare tutti quei vizi di legittimità degli atti nelle gare pubbliche (a seguito di pareri vincolanti emanati dall’ANAC), ma anche l’emanazione di sanzioni pecuniarie e segnalazioni sulla reputazione e sulla valutazione delle stazioni appaltanti.
In questo modo, dunque, il Governo, disattendendo la volontà del Parlamento, che soltanto lo scorso anno aveva approvato il nuovo “Codice degli Appalti”, elimina di fatto il controllo preventivo e cautelativo dell’ANAC sugli atti illegittimi e rimette tutto nelle mani della giustizia ordinaria…
Questo significa che i soldi pubblici, anche nei casi di illegittimità delle gare, continueranno ad essere gestiti da chi si rende responsabile di queste condotte riprovevoli e che gli appalti pubblici, anche laddove siano inficiati da atti di corruzione in corso, non potranno essere fermati in via preventiva ed in autotutela, ma verranno rimessi alla successiva valutazione della giustizia ordinaria.
Cioè viene tutto lasciato alla lentezza dei processi civili e alla conseguente prescrizione dei processi penali. 
Senza, dunque, alcuna conseguenza per i responsabili del malaffare, che troveranno così terreno fertile per continuare a compiere quanto finora hanno fatto…
Un atto gravissimo,l’ennesimo compiuto da parte di questo governo, dopo la riduzione e la limitazione dell’utilizzo delle intercettazioni come mezzo di ricerca della prova che va in un’unica direzione: coprire corrotti e corruttori!!!
Povero Presidente Cantone… immagino in questo momento il suo stato d’animo!!!
Ma d’altronde lo sappiamo… l’Italia è questa, un paese dove nessuno vuole davvero la legalità, ma dove la maggior parte dei cittadini e purtroppo dei suoi governanti (che danno l’esempio…), preferisce continuare con questo sistema, lo stesso che alimenta corruzione, criminalità e malaffare…
Ora… sono tutti felici e contenti!!!

I processi di mafia, andrebbero realizzati in sedi opportune…

Ripropongo un’altro interessante quesito richiesto in questi giorni dal M5Stelle ai propri sostenitori… sempre a nome dell’Avv. Mattia Alfano.
Ad oggi, grazie alla lungimirante intuizione e geniale visione di Giovanni Falcone, esistono le Direzioni Distrettuali Antimafia con procuratori, cioè organi requirenti, specializzati in ogni sede di Corte d’appello, coordinate dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo con unica sede a Roma. 
Il M5Stelle chiede se siete d’accordo nel prevedere che tutti i processi legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso si celebrino presso le sedi delle Corti d’Appello, formate da Giudici specializzati e muniti di idonee strutture. 
Prevedere dunque che oltre ai PM, chi è chiamato a giudicare, abbia la stessa specifica competenza e formazione di coloro, come i magistrati requirenti, che compiono indagini di contrasto alle mafie.
Il quesito a cui siete chiamati a rispondere riguarda la possibilità o meno di istituire presso le Corti di Appello delle sezioni di giudici specializzate per i reati di criminalità organizzata. 
Per comprendere questo quesito, occorre sapere prima un dato preliminare, ossia che la magistratura è suddivisa in due organi: uno requirente e inquirente, che sono cioè i pubblici ministeri e i procuratori generali che si occupano principalmente della fase investigativa, cioè di ricostruire la fondatezza delle accuse e di stabilire se sussistano degli elementi per poter mandare una persona a processo.
E poi ci sono i giudici, che sono le persone sono chiamate a stabilire la colpevolezza o l’innocenza era una persona accusata di un reato. 
Nel 1990 Giovanni Falcone ci ha lasciato una grande eredità: le sezioni distrettuali antimafia. 

La sua intuizione geniale è stata quella che, per combattere il fenomeno della criminalità organizzata, sarebbe stato necessario istituire degli organi ad hoc specializzati su questa tipologia di crimini accentrate presso i distretti di corte d’appello. 
Questo perché la criminalità organizzata ha delle particolarità tali per cui è necessario che ci siano dei magistrati inquirenti, specializzati sulle modalità operative di questa criminalità. 
E soprattutto che questi magistrati siano fra di loro coordinati, e abbiano una base regionale. Proprio perché la criminalità organizzata ha delle manifestazioni a carattere locale, ma poi si sviluppa su base regionale e base nazionale.

La proposta del Movimento 5 Stelle vuole istituire accanto a quelli che sono degli organi inquirenti, che già esistono, anche degli organi decisionali su base regionale che si occupino esclusivamente di criminalità organizzata. 
La lotta alla mafia richiede persone esperte che siano specializzate nel combattere questa tipologia di crimine. 
La criminalità organizzata spesso si manifesta con piccoli crimini su base locale, ma poi ha la sua manifestazione più grande su ramificazioni ed espressioni che si sviluppano su base regionale e nazionale. 

Spesso il singolo crimine su quale il magistrato è chiamato a decidere in realtà è la punta dell’iceberg; e la parte sommersa è quel molto di più su cui il magistrato dovrebbe avere conoscenze base per essere chiamato a decidere in senso completo e compiuto.

La proposta del Movimento 5 Stelle quindi vuol istituire degli organi decisionali che siano esperti su questa tipologia di crimine e che abbiano una base regionale, proprio perché c’è la consapevolezza che la tipologia del crimine messa in atto dalla criminalità organizzata di stampo mafioso è una tipologia di crimine che per essere pienamente apprezzata, in concreto, dal magistrato, ha bisogno di una base più ampia rispetto a quella del singolo magistrato di ciascun tribunale.
Dicevano gli antichi “scientia est potentia” cioè che la conoscenza è potere. 
La nostra volontà è quella di creare dei magistrati più esperti, più competenti, per far sì che la magistratura sia anche più forte nel momento in cui va a decidere i reati di criminalità organizzata. 
La criminalità organizzata deve avere una risposta dura da parte dello Stato, la volontà di creare dei magistrati più esperti è quella di creare anche dei magistrati più preparati, e quindi anche più forti nel combattere la criminalità organizzata…
Mi chiedo: non è che forse… è proprio ciò che in questo Paese non si vuole???

Ricorrere sempre e in ogni caso in… Appello!!!

Vorrei riproporre quanto ritengo correttamente chiesto ai sostenitori del M5Stelle e cioè, se fosse giusto riformare la norma, nel caso in cui, a proporre l’appello sia il solo imputato e dove, attraverso tale richiesta, potrebbe incorrere eventualmente, anche in una condanna più pesante, rispetto a quella ricevuta in primo grado… 
Come sappiamo, il nostro ordinamento prevede che, se a proporre Appello è solo l’imputato, il giudice di secondo grado non può condannarlo ad una pena più alta ma può solo abbassarla o lasciarla identica… 
Il quesito invita a riflettere sulla valutazione di costi/benefici e garanzie in quanto oggi, una parte considerevole degli appelli sono fatti in modo strumentale per cercare di ottenere non solo una pronunzia più favorevole ma anche la prescrizione, senza rischiare, nel concreto, assolutamente nulla, con conseguente ingolfamento delle Corti di Appello e aggravio in termini di economia processuale e costi per la collettività.
Il divieto della “reformatio in peius” è un principio del nostro ordinamento, secondo il quale il giudice di appello non può modificare in senso peggiorativo la sentenza emessa dal giudice di primo grado, laddove vi sia un appello proposto esclusivamente dall’imputato.
Contrariamente a quello che possiamo pensare, il divieto di “reformatio in peius” è un principio che non è condiviso da altri ordinamenti democratici mondiali… 
Per prendere l’esempio forse più vicino all’ordinamento italiano, in Francia non c’è il divieto di “reformatio in peius”
L’effetto più evidente è in termini numerici. 
In Francia dove non c’è questo principio, gli appelli presentati sono circa 39 mila, in Italia invece, dove vige questo principio, abbiamo (dati ufficiali del Ministero della Giustizia) 260 mila appelli presentati.
Sostanzialmente l’imputato non ha alcun tipo di conseguenza nel presentare un appello, anche totalmente infondato o meramente dilatorio, perché in Italia ci sono quattro effetti principali per i quali un imputato propone appello.
Il primo, e più ovvio, è perché vuole dimostrare la propria innocenza all’interno di un procedimento nel quale ha avuto una condanna di primo grado. 
Ma questo non è l’unico effetto che l’imputato può provare ad ottenere proponendo appello. 
Ci sono tre effetti che forse si danno per scontati ma su cui bisogna mettere l’attenzione… 
Il primo è che proponendo appello abbiamo una dilazione e quindi un ritardo nell’applicazione e nell’esecuzione della pena.
Il secondo effetto, assolutamente rilevante, è che spesso nei procedimenti di primo grado c’è l’applicazione di una misura cautelare che ha dei termini tassativi decorsi i quali la misura cautelare deve essere revocata. 
Quindi proponendo l’appello ed allungando i termini processuali è possibile che l’imputato possa ottenere la scarcerazione, ad esempio.
L’ultimo effetto e il più evidente è che l’imputato può ottenere la prescrizione, di cui sentiamo spesso parlare anche sui giornali.
Perché l’imputato può proporre appello. 
Il tema si collega molto strettamente a quelli che sono i tempi della giustizia italiana.
Secondo i dati del Ministero della Giustizia un processo in Italia di primo grado dura in media 600 giorni. 
Un procedimento in appello dura più di 900 giorni. 
Il che vuol dire che con la proposizione anche di un appello totalmente infondato e meramente dilatorio l’imputato guadagna più di 3 anni solamente in attesa che la Corte d’Appello possa esaminare il suo appello.
Il principio per il quale l’imputato ha il diritto di impugnare una sentenza è sicuramente un diritto costituzionale, e un principio base e cardine del nostro ordinamento processuale. 
Certamente non può e non deve esserlo anche quello per il quale all’imputato non possa arrivare nessun tipo di conseguenza negativa per la proposizione di un appello che ha messo inutilmente in moto la macchina della giustizia.
La funzione principale del diritto penale è una funzione general preventiva. 
Che cosa vuol dire, che attraverso una punizione del colpevole si cerca di ottenere un’educazione di tutti gli altri consociati, per far sì che le persone, vedendo che chi sbaglia paga, si asterranno in futuro dal commettere delitti della stessa specie di quelli che hanno ottenuto una condanna.
Chiaramente con la tempistica che ho prima sottolineato questa funzione general preventiva si sta perdendo e si cerca di recuperarla attraverso un innalzamento delle sanzioni per provare a evitare anche la prescrizione, che purtroppo è sempre più evidente ed è sempre più rilevante in tutti i procedimenti di primo grado.
Questa proposta presentata dall’Avv. Mattia Alfano, cerca di avere un processo più snello, più efficace, perché un processo più breve è anche un processo che evidentemente svolge la sua vera funzione…
La verità è che forse nel nostro paese, questo procedimento non si vuole minimamente modificare, perché va bene così… a molti… a tutti… in particolare proprio a chi può attraverso quel ricorso, continuare a beneficiare di tutti quei compensi interessanti!!!
  

Catania: Siamo nelle mani di nessuno!!!

Questa sera vorrei dedicarVi un libro…
Un libro per le tante vittime che attendono giustizia da questo paese e che proprio a Catania trovano, nei cosiddetti tutori della legge o in quanti di fatto la rappresentano con quelle toghe… l’assoluta indifferenza!!!
Non ho paura di dire quanto dico… e non mi nascondo nel farlo, perché non vi è una sola persona, tra quelle che dicono di voler perseguire la giustizia, che può paragonare se stesso – nelle assiduità di ogni suo gesto e/o nei comportamenti personale – ai fatti e alle circostanze quotidiane che, con tanta tenacità e determinazione, va compiendo il sottoscritto… 
Perché c’è una profonda differenza da chi è tenuto a fare il proprio dovere in quanto, egli stesso, la sua figura, il proprio incarico, rappresenta in se… l’istituzione, e chi di contro, a differenza di egli, non riceve alcun compenso, ne morale e neppure economico, ma soprattutto, non riceve quei meriti o quelle coccarde che altri, senza alcuna propria virtù, propagandano e ostentate, svolgendo quanto sentono in prima linea, esclusivamente quale loro dovere!!!
Ma a cosa serve fare il proprio dovere….
Già a cosa serve contrastare ogni giorno tutta questa illegalità… questo marciume che ci sta seppellendo vivi, queste connivenze clientelari che fanno sì che coloro che rubano e delinquono alla fine vincono e gli altri, già tutti gli altri, sono da soli a combattere in silenzio le battaglie che questo “sistema” non vuole fare o quantomeno si astiene dal compiere…
E’ bellissima vedere a Catania questa “Giustizia negata”!!!
O meglio… non è proprio così, qualcuno la giustizia (o meglio l’ingiustizia) abbiamo visto in questi inizi di settimana è riuscita ad ottenerla, basti vedere ad esempio in quali modi si ottengono i processi segretati… credo proprio che deve averla scritta qui la canzone Vasco Rossi… sì, mentre si trovava a Catania, forse proprio in quel Hotel prospiciente la Piazza Giovanni Verga ed il suo panorama di fronte, come faceva…??? “Va bene, va bene, va bene… va bene così”, d’altronde a chi può interessare… a nessuno, perché così che deve andare!!!
L’importante è ricordarsi di avere sempre gli avvocati “buoni” messi a disposizione (تلك التي تبيع للمال حتى أمهاتهم)!!!
Ma non importa, anche se il sistema non funziona e come si ripete a Catania… “ie tuttu pessu“, al sottoscritto non gliene fotte un cazzo, io… continuo lo stesso!!! 
Stamani ad esempio ero a Messina, precisamente in un “Ufficio” presso il Tribunale… e non importa se ciò che faccio, non verrà portato avanti… o chissà, forse finirà insabbiato in qualche cassetto sperduto probabilmente di un piano interrato, ma, non ha alcuna importanza cosa accadrà, perché l’importante è esserci, e non farsi sottomettere da questo sistema irriconoscente, che prova a tutti i costi di limitare l’operato di ciascuno di noi e soprattutto tenta di modificarne la personalità del sottoscritto… 
Ma io per fortuna (o chissà per sfortuna…) sono dissimile a molti miei conterranei “omertosi”, anzi in questo mi vedo come quell’amico di Palermo, sì… quell’uomo che non si è voluto piegare alcuni anni fa a quel sistema corruttivo e criminale presente nella sua città…
Avverto ogni giorno quel suo modo di vivere, credo ormai che mi appartenga, ed è il motivo per cui mi sento di dover continuare, chissà, forse perché anch’io sono come Lui… nato LIBERO!!!    

Prima contro la mafia, dopo contro lo Stato: 25 anni di processi per avere giustizia!!!

Bruno Contrada, capo della mobile a Palermo negli anni di piombo, in prima linea contro la mafia in un periodo in cui s’indagava sui collegamenti tra mafia e Stato e in quella cosiddetta “zona grigia”, tra legalità e illegalità…
Venne arrestato il 24 dicembre del 1992 con l’accusa di concorso in associazione mafiosa. 
Fu condannato in primo grado a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto…. 
Dopo di che giunse il giudizio della Cassazione, che annullò l’assoluzione con il rinvio alla Corte d’Appello di Palermo lo stesso che nel 2006, confermò la condanna a 10 anni. 
Ed oggi… la Corte di Cassazione ha revocato la condanna di concorso in associazione mafiosa…
Si resta senza parole, ma soprattutto noi cittadini alla fine, restiamo storditi da questi rocamboleschi e ribaltamenti gradi di giudizio…
Abbiamo sentito e letto, storie su storie su questo funzionario, agente segreto e poliziotto italiano, dirigente generale della Polizia di Stato, numero tre del Sisde, capo della Mobile di Palermo e capo della sezione siciliana della Criminalpol!!!
Viene ovviamente da chiedersi… ma se questo importante funzionario era realmente coinvolto, lo Stato… a quel tempo, ha dimostrato con quella quella sua scelta d’aver fallito… ma se come risulta oggi, quest’uomo, risulta totalmente estraneo e quindi innocente da qualsivoglia incriminazione, lo Stato… in questi anni, ha dimostrato nuovamente di aver fallito e forse viene da chiedersi, se non si sia voluta favorire la mafia e/o qualche uomo di quella zona grigia, allontanando volutamente questo funzionario per 25 anni da quel suo apprensivo lavoro…
Dice bene: “ha sofferto la mia famiglia e il mio pensiero va a tutti loro, che mi sono sempre stati sempre vicini. Il mio onore? Non l’ho perduto mai, ho sempre camminato a testa alta perché ho sempre e solo fatto il mio dovere”!!!
Ma se per fare il proprio dovere, alla fine, uno… deve essere incriminato, comprendo il perché in Italia, la maggior parte dei miei conterranei… non si espone e si fa i cazz… propri!!! 
Immaginatevi l’umiliazione che ha dovuto subire quest’uomo… ovvero la perdita di onore causata da quelle strutture istituzionali, a cui da sempre aveva creduto…
Quale vergogna per se, per la propria famiglia, dover subire questo attacco frontale, questa messa in discussione della propria professionalità… una condizione che lo ha di fatto paragonato ad un traditore dello Stato, un uomo che compieva deliberatamente, tutta una serie di attività indegne, venendo meno al proprio adempimento.
Ma la nostra si sa… è una comunità che ti giudica, sì… una collettività che ti punisce!!!
Possiamo definire la nostra società, quella della “colpa” dove onore e vergogna sono dei sentimenti di profondo rilievo!!!
Come si dice… nascondersi e sparire per la vergogna, riparare e quindi espiare, nel caso della colpa…
Il peso della nostra società e davvero rilevante, nessuno è più disposto ad aspettare la sentenza di un giudice… 
Si preferisce innanzitutto condannare “mediaticamente”, poi eventualmente, se se capaci, si dimostrerà la propria innocenza… per adesso serve qualcuno che paghi!!!
Ma, dato che Bruno Contrada non si è mai piegato a quel giudizio infamante e non si è mai dichiarato corrotto, disonesto e disonorato, la maggior parte dei suoi connazionali, proprio per quel suo atteggiamento di sfida, lo ha ritenuto sin da subito colpevole… 
Oggi, dopo 25 anni… ciascuno di noi, non può ritenersi soddisfatto, ne sotto il profilo umano e neppure sotto quello giudiziario, poiché – abbiamo visto – per fare emergere quell’unica verità… le nostre istituzioni hanno avuto necessità di un quarto di secolo!!!
Come ho scritto alcuni mesi fa: giustizia ritardata… è giustizia negata!!!

Giustizia ritardata è giustizia negata!!!

Una frase di un grande filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese… (Charles Louis de Secondat barone de La Brède et de Montesquieu; 1689 – 1755), campeggia sui cartelloni pubblicitari della nostra città… 

Ma cosa significa questa frase… e poi non si comprende, contro chi si è voluto manifestare pubblicando quei manifesti???
Ritorniamo per un momento alla frase: 
“Giustizia ritardata è anche giustizia negata”!!!
Ogni qualvolta che chiediamo “giustizia”… lo facciamo principalmente per due motivi: il primo perché pensiamo di fare il nostro dovere di onesti cittadini, ed il secondo, perché riteniamo di essere vittime di un’ingiustizia o  quantomeno, riteniamo di aver subito un torto…
Nel fare ciò, pensiamo di riuscire in maniera legale di ottenere giustizia per quanto si è denunciato!!!
Ed ecco che all’improvviso, scopriamo di essere entrati in un tunnel senza luce o per lo meno, quel punto luminoso è troppo lontano rispetto alla realtà che ci saremmo aspettati!!!
Difatti, le aule di giustizia – in una società di diritto che funzioni – dovrebbero garantire dei tempi certi… ed invece, appena posiamo piede in quei palazzi, ci accorgiamo di come quel tempo a nostra disposizione… (facendo i dovuti scongiuri…) potrebbe non bastare!!!
Dire che il sistema giudiziario è lento, è di per se un eufemismo…
D’altronde, il meccanismo procedurale è talmente complesso e macchinoso che la maggior parte delle volte non si giunge neppure ad esprimerlo quel “giudizio”, perché qualcuno delle parti ha rinunciato oppure è deceduto… 
Ed è proprio su questi punti che basano tutto i nostri bravissimi legali, in particolare mi riferisco a quanti si occupano di penale…
Sono certo che all’interno di quell’ambiente la frase più in voga sia: “più si dilatano i tempi e più si è certi che mai si giungerà ad un verdetto”!!!
Inoltre, su quanto sopra vanno aggiunte una serie di problematiche, che vanno: dal numero esiguo dei magistrati, dall’enorme quantità di procedimenti pendenti, da carenze di personale ausiliario, dalla distribuzione irrazionale degli uffici giudiziari sul territorio, da quelle inefficienze finanziarie a causa di mancati fondi, sia strutturali che tecnologici e informatici, a cui si somma un formalismo giudiziario che appesantisce il carico della giustizia e per concludere un numero spropositato di avvocati ed una assenza effettiva di valutazione sulla professionalità di quegli stessi magistrati….
Possiamo definire questo sistema, come un “cane che si morde la coda”!!!
A rallentare ancor più la macchina della giustizia civile sono i ritardi con cui mediamente si giunge ad un giudizio, solitamente, non prima di 6/10 anni in primo grado ed altri 3 per quello in appello!!! 
Non per nulla il nostro paese, risulta essere posto tra gli ultimi per termine di durata dei processi civili, con situazioni che il più delle volte conducono a veri e propri dissesti finanziari…
Se osserviamo viceversa i procedimenti penali, ecco che scopriamo come il pessimo sistema giudiziario dia il meglio di se… e volendo saltare (intenzionalmente) tutte quelle fasi dibattimentali, dobbiamo ricordare i ritardi dovuti agli scioperi, alla sostituzione dei giudici, alla presenza o meno dei vari testimoni… e via discorrendo, comunque alla fine, quei processi si concluderanno molto spesso con prescrizioni, piuttosto che con assoluzioni o condanne!!!
Si comprende ora il perché, la maggior parte dei cittadini “onesti“, preferisce abbandonare… ancor prima di cominciare, mentre quelli disonesti, preferiranno rubare e farsi corrompere, invece di pensare a vivere in maniera onesta…
D’altronde con questo sistema così permissivo e con un sistema a modello “lumaca“, si ha tutto il tempo necessario per continuare a svolgere compiutamente qualsivoglia azione disonesta o illecita e nel caso in cui si dovesse venire indagati, si farà in modo che le prove presunte di quella indagine, “spariscano” ancor prima di un eventuale giudizio di condanna…
Nella peggiore delle situazioni, si farà in tempo a recarsi in uno di quei paradisi tropicali per sdraiarsi fronte mare su un’amaca, sapendo d’altronde, che non giungerà mai su quei luoghi una eventuale richiesta di estradizione, che d’altro canto non verrebbe autorizzata!!!
Sembra comunque che finalmente qualcosa anche da noi stia cambiando, anche perché forse si è compreso che una giustizia più celere è soprattutto una giustizia che funziona, non solo perché fa risparmiare denaro ai contribuenti, ma soprattutto incentiva gli investimenti esteri ed attira i molti imprenditori stranieri a credere nel nostro sistema paese e quindi nel nostro sistema giudiziario…
Chissà se anche il sottoscritto un dì avrà il piacere di poter costatare quanto in maniera positiva verrà realizzato, vedremo… 
Cosa aggiungere, per il momento mi consolo con con una frase: Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli…. (Gesù di Nazareth)

Il Presidente Mattarella: "Per Falcone la mafia non era invincibile"!!!

In occasione della commemorazione della strage di Capaci che venticinque anni fa uccise il giudice Giovanni Falcone, proprio mentre il presidente della Repubblica ricordava la figura del magistrato davanti alla riunione straordinaria del Csm, ecco che all’improvviso la mafia, si è fatta nuovamente sentire…
Ovviamente, per non dare molto clamore alla notizia, la maggior parte dei media ha riportato che si tratta di un regolamento di conti… 
Hanno parlato di quel boss mafioso, hanno ricordato delle vicende criminali, della condanna per mafia  e dell’incredibile scarcerazione del 2014…
Già… dire “incredibile” è poco, considerato che quel boss era stato condannato per l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e dei carabinieri Bommarito e Morici che per l’appunto lo stavano accompagnando…
Ma si sa… da noi la giustizia è qualcosa di aleatorio e difatti i colpevoli riescono sempre a farla franca, ed anche in questo caso il boss, se pur condannato all’ergastolo – grazie ai propri legali – era riuscito a lasciare il carcere, tra mille polemiche, beneficiando della Legge Carotti… 
67 anni, di cui 25 passati in carcere, per scontare condanne per reati, quali omicidi, rapine, traffico di droga, ecc, ma alla fine… era riuscito ad uscire dal carcere. 
Secondo le ipotesi… qualcuno voleva vendicarsi, ed ecco quindi che stamani, l’uomo è stato affiancato da due killer, che gli hanno sparato in testa mentre passeggiava in bicicletta…
Alcuni mesi fa, il sottoscritto aveva preannunciato la fine di questa “pax obbligata”, la quale, non sarebbe durata in eterno e che anzi probabilmente, avrebbe ripreso con vigore… difatti qualcuno ha deciso di riprendere nuovamente le armi, per imporre la propria forza…
D’altronde i vecchi boss… stanno morendo dentro le prigioni, come gli attuali detentori di quel potere, sono da troppo tempo latitanti e qualcuno ha iniziato a mettere in discussione quella loro ormai “scomoda” presenza… ma soprattutto, c’è chi stanco, vede allontanare con il passare degli anni sempre di più quel potere ed ora ha deciso di uscire allo scoperto…
Vedrete, questo è solo l’inizio, se non si troverà immediatamente un accordo tra quelle cosche criminali, le parole… cosi ottimisticamente pronunciate dagli uomini delle istituzioni, serviranno a nulla, per bloccare quell’inizio di faida mafiosa, che di qui a breve… potrà scatenarsi, con tutte le conseguenze che abbiamo avuto modo, ahimè di conoscere!!!
Venticinque anni fa… moriva Falcone ed io in quei giorni ero a Palermo, proprio dinnanzi ad una chiesa, piena di gente e soprattutto di giovani come me…
Sono passati venticinque anni e cosa è cambiato…??? Quante e quali lotte hanno fatto in questi anni, quei tanti giovani che urlavano dinnanzi a quella chiesa a squarciagola “Giustizia”!!!
Ditemi, com’è cambiata questa nostra terra, in meglio o in peggio…???
La situazione attuale vi sembra migliore di quella d’allora???
Ed i valori morali calpestati dai troppi compromessi, a chi vogliamo attribuirne le colpe… sempre alla mafia???
Per favore… finiamola di prenderci in giro…
Diceva bene il giudice Falcone: “Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili”.
Ed oggi ditemi, nel rivedere Egli i gesti compiuti in questi venticinque anni da ciascuno di noi, di quanti pensate potrà essere compiaciuto??? 
Quel sacrificio compiuto, basterà a farlo sentire appagato, potendo ora discernere da lassù, il vero e sincero sentimento, da quanto viene pronunciato in suo nome… da quei soggetti dalle lacrime da coccodrillo???

La maggior parte di coloro che pensano di cambiare idea, non ne hanno mai avuta una!!!

Sono questi dei giorni in cui sento un grande fervore politico da parte di molti miei conterranei…
E’ come se ci fosse in arrivo un’aria nuova, un improvviso cambiamento, come se stesse per arrivare un acquazzone rinfrescante, così potente da ripulire questa nostra terra…    
Per altro, sono convinto che questa strana sensazione, sia avvertita anche da ciascuno di voi…
E’ una percezione decisamente strana, perché al solo pensiero di trattare argomenti politici, ci dovremmo deprimere da quel temporaneo stato d’animo spensierato, facendoci sovvenire come in ciascuna di quelle azioni, si sia celato un mondo diverso, fatto di collusioni, corruzioni, scandali, tangenti, sperperi, imbrogli e quant’altro…    
Fiumi di denaro che scorrono, che fanno gola a molti e purtroppo sono gli stessi soldi a cui tutti – in maniera indegna – mirano!!! 
D’altronde chi non vorrebbe essere al loro posto???
In un modo o in un’altro, tutti farebbero carte false per appartenere a quella categoria “casta”, per godere dei privilegi acquisiti, ma soprattutto di quelle indennità interessanti…
Per cui, voler pensare che la maggior parte degli individui, sia diversa da quegli stessi soggetti che avete finora votato… significa non aver compreso un cazzo!!!
Chi entra in politica non lo fa mai per il bene comune… ma per il proprio tornaconto!!!
Qualcuno potrebbe obbiettare dicendo: “non si può fare di tutta un’erba un fascio“… 
Ed io sono… il primo ad essere d’accordo con questo detto, anche perché se avessi questa ispirazione pet la “politica” (che ahimè non ho mai avuto…), dichiarerei i nanzitutto di rinunciare pubblicamente a qualsivoglia indennità (o privilegio) che quella elezione potrebbe determinare, mettendo sin da subito per iscritto, a quali organizzazioni umanitarie (e/o strutture ospedaliere) devolverei quanto eventualmente ricevuto, pubblicando inoltre anticipatamente, tutti i nomi/cognomi dei propri familiari, che alla data di quella candidatura, non avevano avuto alcun incarico politico o istituzionale, tanto per eliminare sin da subito, eventuali critiche… a possibili delatori!!!  
Sì… per esempio, se oggi uno soltanto di questi nostri candidati, sottoscrivesse presso un notaio quanto sopra (prevedendo una penale “milionaria” nel qual caso volesse successivamente cambiare idea…), il sottoscritto (se pur quel soggetto dovesse appartenere ad uno schieramento politico diverso o contrario a quanto ideologicamente io sia ispirato), dinnanzi a questa precisa condizione, potrebbe prendere sul serio, quella sua candidatura!!!
Perché ciò che intendo dire, è che la politica e di conseguenza i suoi uomini, devono avere sempre quale interesse principale, il bene della comunità e non il proprio, accompagnando ogni propria azione con quella volontà di rispettare quei principi fondamentali quali, legalità e giustizia.!!!
E’ questo il contesto a cui devono indirizzarsi e non continuare a promettere riforme strutturali che non realizzeranno mai o dichiarare continuamente, che il nostro paese… sta per cambiare in meglio!!!
Siamo stanchi di questi banali proclami, siamo delusi da quella loro esperienza, come si fa d’altronde a credere, ancora una volta, a questi individui, che poi risultano essere (alcuni di loro) gli stessi, che abbiamo visto negli anni, indagati dalle nostre procure e le cui facce… siamo stanchi di vedere, dopo averle viste e riviste pubblicate dai vari media: già, basterebbe soltanto questo, per mandarli definitivamente a casa…
Ed invece no… sono ancora lì che parlano e mandano ordini, fanno interviste, esprimono giudizi, concedono pareri, incredibile, c’è ancora chi sta lì… ad ascoltare quei loro consigli e tutto ciò, per colpa di quei soliti miserabili personaggi… che fanno la fila per sostenerli, votarli, solo per sperare di ricevere in cambio, qualche favore personale!!!
Credo che ormai sia finito il tempo delle scelte…
Non sussiste più la condizione di decidere per chi votare, se per il centro, la destra o la sinistra… quelle sono contrapposizioni ideologiche alle quali un tempo si credeva, ma ormai questi concetti sono stati superati, perché in quelle sedi, di fatto, non vi è alcuna contrasto concettuale, ma solo interesse… ed è quello il valore che unisce e divide, che fa governare una maggioranza o la fa cadere!!!
I cittadini devono comprendere ormai, ciò che è giusto da quanto sbagliato, dover scegliere… non per se stessi, ma per quanto necessita la comunità…
Perché amare il proprio paese, la propria terra… questa meravigliosa Sicilia, significa innanzitutto, contribuire con le proprie azioni in modo onesto, non solo per principio morale, ma per dare un speranza dignitosa ai nostri figli…
Tutto il resto è “grigiore” o se preferite, continuar ad essere… proprio come loro!!! 

Mi raccomando, alle prossime elezioni, votate per… Gaetano Patané!!!

La lista civica è pronta, i comuni sono più o meno, come uno dei nostri siciliani…
Manca solo “l’ora legale”, per il resto c’è tutto, puntuale… come quel film di Ficarra e Picone!!!
E’ giunto il momento delle elezioni per la scelta del sindaco, dei consiglieri e verso fine anno, anche del nuovo Presidente dell’Ars e di quei suoi deputati…
Cosa aggiungere… i soggetti da scegliere sono paragonabili a quei due nostri contendenti del film: Gaetano Patanè, lo storico sindaco tutto fare, pronto ad usare le armi della politica per creare quel necessario consenso intorno a sé, ed il Professore del cambiamento, Pierpaolo Natoli, sceso per la prima volta in politica, sostenuto da una lista civica, con la quale punta a voler ripristinare i valori morali e quelle necessarie condizioni di legalità, ricostruendo la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni, verso un futuro nuovo, che dia speranza a tutti, in particolare agli onesti cittadini… 
A sostenerlo ci sono questa volta i giovani, che rappresentano il numero più consistente degli attivisti… e di cui tra essi, molti sono per la prima volta al voto.
Ed infine, ci siamo noi tutti… i cittadini, suddivisi come nella vita reale, tra ruffiani, sempre pronti a offrire i propri servigi all’Onorevole di turno… e coloro che di contro, credono ad un possibile rinnovamento, senza però rinunciare a quella propria indole (è lì infatti… come un cancro che attanaglia e si fa dominare…) che tende, per quel voto dato seppur in modo slegato… ad aspettarsi sempre qualche favore in cambio!!!
Quel film non è una finzione, purtroppo è la cruda realtà… di una terra, la nostra… “infetta”!!! 
Perché solo chi la ama veramente, come il sottoscritto, non può che evidenziarne i difetti, cercando in tutti i modi di cambiarla…
D’altronde, tutti gli altri siciliani, quelli che continuano ad “arrangiarsi” con questo sistema clientelare e mafioso, dimostrano di non amarla questa terra, anzi, proseguendo per come stanno facendo, non fanno altro che assestarle l’ennesimo colpo di grazia!!!
Un “SICILIANO” degno di considerarsi tale, non può… o meglio, non deve mai permettere che questa sua terra, venga di fatto “violentata”, da ipocriti e falsi individui!!!
Voler credere che questi soggetti, gli stessi che in questi anni avete votato… e che ora si ripresentano nuovamente a noi o attraverso nuovi referenti, siano diversi da tutti gli altri… è come voler credere da parte vostra – come ha scritto nel suo libro Stefen Law – alle cazzate!!!   
Ragion per cui… che uno abbia potuto pensare nel corso della propria vita di fare la cosa giusta, votando per quei soggetti è ammissibile, aver commesso due volte lo stesso errore… va beh… come si dice… “errare è umano”, ed anche perseverare (diabolicamente) per una ulteriore volta ancora, ci può ahimè stare… ma continuare a sbagliare “sempre”, significa essere dei perfetti masochisti o ancor peggio… dei coglioni!!!
A qualcuno, leggendo quanto sopra, verrebbe da dire… “ma allora cosa si fa… non votiamo…???”.
Ovviamente, se nessuno andasse al voto, ci sarebbe certamente un cambiamento radicale; si potrebbe allorché decidere di proseguire con una autogestione; ciascuno di noi ad esempio, potrebbe mettere una parte del proprio tempo libero a disposizione degli altri, ovviamente in maniera gratuita!!!
Ad esempio, chi deciderà di proporre a sindaco, si presenterà insieme ad altri contendenti e nel caso in cui sarà scelto (attraverso ad esempio un pallottoliere), rappresenterà per un tempo limitato, un anno, il sindaco di quel comune; analoga situazione verrà compiuta per i consiglieri, che potranno proporsi senza alcun gettone di presenza!!!
Vi immaginate un governo siciliano nel quale ciascuno darà il proprio contributo gratuitamente???
Governatore, deputati e dirigenti vari… senza più auto blu, scorte, rimborso spese effimere, ecc… ma quanti milioni di euro si risparmierebbero???
E cosa dire del risparmio derivante dai costi della giustizia, senza più la necessità di dover svolgere indagini per incriminare quei politici corrotti, legati a chissà quale associazione, così facendo scomparirebbe anche il reato d’induzione, istigazione e quant’altro… 
Gli organi di polizia, dovranno dirigere le proprie attenzioni verso qualcos’altro, perché ormai di quei referenti politici… non ci sarà più nessuno da dover arrestare!!!
L’esempio sopra riportato è ovviamente un fantastica condizione… difficile d’attuare, ma vi immaginate che paese sarebbe il nostro, senza questa classe politica inutile??? 
Quindi, la prossima volta… pensiamoci, facciamo la cosa giusta, puntiamo a qualcosa di veramente importante, perché continuare a parlare soltanto… non basta più, è tempo ora di essere lucidi!!!

Un uomo… contro tutti!!!

Comprendo perfettamente lo stato d’animo del nostro attuale Procuratore, d’altronde ci sono passato anch’io…
Sì… quel doversi sentire soli, contro tutti!!! 
Questa è la perfetta dimostrazione di come nel nostro paese non esista un’equa misura… passando dalle stelle, alle stalle!!!
Se sei influente… dai fastidio, se sei debole… devi subire, nel contempo, quegli altri inutili personaggi “in cerca d’autore“, sono pronti lì in attesa di pugnalare colui che, negli anni, ha saputo dare dimostrazione delle proprie capacità e che indirettamente, ha oscurato quelle loro vacue personalità…  
Ecco quindi che si viene chiamati a relazionare su quanto compiuto, quasi si fosse commessa chissà quale colpa, se non forse quella, d’aver svolto egregiamente il proprio incarico…
Ma quanto realizzato, è precisamente quanto non si doveva fare… o meglio, si preferiva che quanto scoperto, non venisse fatto emergere in questa maniera esplosiva, sì… così eclatante !!!
Perché qui da noi, in questo nostro paese, funziona tutto all’incontrario…
Ad esempio, si scopre un comportamento illecito, si denuncia quanto si è dischiuso, si evidenziano condotte gravi, si rilevano operazioni irregolari, non ci si blinda dietro quegli abituali atteggiamenti omertosi e soprattutto, si fa emergere quanto sopra ed allora purtroppo… non si va bene!!!
Ah… è questo il problema!!!
Ma come si può pensare di ragionare in maniera diversa o meglio, opposta, a quanto fa la maggior parte degli individui…
Come si può pensare di comportarsi così… facendo bene il proprio dovere, applicando sempre le regole previste, le normative vigenti, rispettando la legge, senza mai volersi ergere a protagonista, ma stando in ogni occasione, un passo dietro gli altri… non si può, almeno non qui!!!
Difatti, ecco che all’improvviso, dopo aver espletato in maniera corretta quanto era nelle proprie funzioni, si viene posti in giudizio,  per essere assolti o condannati…
In questa nuova veste, si è passati da difensori dei principi di legalità, a masnadieri, sempre alla ricerca d’illegali e occulti eventi… 
Incredibile, potremmo definire quanto sta accadendo: la giustizia dell’ingiustizia…
Da quanto sopra infatti, s’intuisce ciò che si vuole realizzare e cioè: creare confusione, alzare la tensione mediatica (per non voler giungere a nulla), mettere in discussione quel concetto di “giustizia” e scegliere quale filo conduttore, non quelle indagini correttamente svolte, ma quanto viene presunto ipoteticamente, dal classico malcostume popolare… 
Quanto si sta tentando di compiere, è voler rendere quel potere istituzionale, non più autonomo e indipendente, ma sottomesso, ad un sistema “infido” politico, che chiede, per nome e conto di quella ingannevole democrazia, che questa libera magistratura, renda loro conto… di tutte le azioni svolte.
Forse è giunto il tempo che una parte di quel potere politico, comprenda come sia ormai tempo di fare un passo indietro, perché è soltanto con il dialogo, che si potranno superare tutte queste attuali frizioni e polemiche!!!
Questo clima esasperato di accuse e divisioni, non hanno fatto altro che lacerare il potere istituzionale, che rappresenta per l’appunto, la peggiore azione che si potesse compiere, per danneggiare ancor più, questo nostro Paese!!!
Non bisogna individuare a tutti costi presunti colpevoli, come certamente non vanno ricercati reati, se questi non esistono!!!
Ma d’altronde non si può e non si deve… obbligare ciascuno di noi a sottomettersi a questo sistema, basato esplicitamente, su quegli scambi illeciti di favori e protezioni politico/amministrative e dove, il più delle volte, si preferisce pur di salvare la faccia, continuare con i… compromessi!!!

Il caso "Catania"…

Possiedo un bellissimo libro di Salvatore Nicolosi, intitolato “Il caso Catania” è descrive in maniera precisa, quanto accaduto negli anni 1958-1988, avvenimenti che rivisitati, fanno comprendere in maniera chiara, quanto allora accaduto e quanto arduo fosse, in quel preciso momento comprenderli…
E’ proprio leggendo libri come questi, che si intuisce come, il più delle volte, lo scenario presentato, non rappresenti la realtà dei fatti, ma bensì, una trama ordita, solo per noi, semplici spettatori…
Non è altro che una scenografia preparata che sfugge a qualsivoglia comprensione, perché cela i reali intrecci, che mai (o quantomeno in quel preciso contesto…) dovevano essere portati a conoscenza o se non altro, alla valutazione dell’opinione pubblica…
Si è trattato di mettere in pratica una falsa verità, dandogli una parvenza di consistenza… ed il resto è venuto da se!!! 
Ed allora… oggi come ieri, nuove diatribe, scambi di opinioni, invio di carte bollate tra uffici istituzionali, dissertazioni prolungate e ingerenze dei media, fanno sì che le notizie abbiano il sopravvento su alcune indagini…
Quanto compiuto serve principalmente, affinché non si giunga a verificare i dati presentati… o quantomeno, non devono emergere in questo preciso frangente, chissà forse un giorno, quando la storia verrà rivisitata, allora si comprenderanno meglio, gli avvenimenti ora in corso…
Già… “i fatti è il perché dei fatti” dice bene Nicolosi… 
D’altronde, ciascuno di noi, vorrebbe comprendere meglio quanto sta accadendo, con la gestione di  questi “migranti“…
Certamente non può semplicemente bastare il sapere che, secondo una delle nostre Procure siciliane “non risulta alcun sospetto tra le Ong ed i trafficanti di esseri umani”…
Non vorrei difatti che, si scivolasse in quell’ambiguo comportamento “negazionista” o quantomeno “riduzionista” di molti miei conterranei, che pur di non vedere screditata la propria terra, preferiscono fingere di non vedere o ritengono che quanto si sta compiendo nelle nostre acque… si trovi altrove!!!
Ancor peggio è dover sentir parlare di “competenze”!!!
Di quel limitare in modo settorialismo il proprio intervento, sapendo che nel mondo, quasi tutte le associazioni criminali, vanno sempre più collaborando tra loro in quelle strategie disumane, che vanno dai traffici illeciti, ai migranti, all’acquisto di armi, agli investimenti dei proventi del riciclaggio, per giungere a collegamenti tra terroristi e quant’altro, ed ecco quindi che, mentre quelle forze internazionali si uniscono, qui da noi, stiamo ancora a parlare di competenze territoriali… 
Sembra (o almeno questo è quanto viene inteso…) che ciascuno di quegli uffici preposti, conservi per se le informazioni acquisite dalle proprie indagini… senza volerle di fatto contraccambiare, con altri uffici giudiziari; cos’è… dobbiamo forse credere che così facendo, si sta soltanto salvaguardando una possibile fuga di notizie???
Perché in tal caso, ritengo che abbia fatto bene il Procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, a tenere per se le informazioni, sapendo quanto fragile sia (all’interno di quelle strutture…), la tutela e la sicurezza delle stesse…
E difatti, forse oggi ciò di cui si ha maggiormente paura, è che quelle informazioni emergano fuori in tutta la loro gravita, a cominciare proprio da chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto e chi sapendo, ha partecipato con quel sistema, per beneficiarvi…
E’ proprio in circostanze come queste che bisogna stare attenti, in particolare a certe dichiarazioni dall’influenza negativa, compiute da alcuni noti politici, che invece di valutare in maniera obbiettiva le documentazioni investigative prodotte, preferiscono esprimere dubbi, sull’operato di quei soggetti, che le hanno di fatto portate in evidenza…
Ma su queste vicende (come in molte altre…), va ricordato come, dietro queste manovre d’attacco espresse dai vari “pupi siciliani”, vi è una precisa strategia, preparata a tavolino dai soliti “pupari” (sono gli stessi personaggi di cui a breve, in virtù delle prossime elezioni – molti nostri politici – cercheranno di sottomettersi, pur di ottenere da essi, quei voti necessari alla propria candidatura…), i quali, essendo stati messi in questi anni sotto torchio da questa stessa Procura etnea, cercano ora d’infangarla… affinché si possano rimuovere quei suoi scomodi referenti, che innegabilmente… tanto fastidio hanno saputo dare in questi anni, con quel loro esemplare modo “professionale e retto”  di operare!!!

Ritengo che dovrebbero essere bastati 200 anni di mafia o c'è ancora chi sostiene… il contrario???

Immagino che per molti sarà una vera sorpresa scoprire che sono passati più di duecento anni da quando, quei piccoli delinquenti delle campagne, si sono trasformati in mediatori politici e sociali…
Bisogna però dare una data precisa, a quel processo di “legalizzazione” della mafia, anche se comprendo come questa definizione, contrasti decisamente con quanto espresso nei fatti da quella associazione… in particolare possiamo considerare l’anno 1882, come la data in cui, inizia un vero e proprio connubio, tra la politica e le varie consorterie mafiose…
Quanto sopra ha difatti permesso a quella organizzazione malavitosa, di celarsi dietro la legalità, divenendo lo strumento di sostegno, per quei nuovi gruppi politici e soprattutto per gli uomini che ne faranno parte…    
Si comprende da se come, quest’unione nasca principalmente, per motivi d’affari e per controllare il territorio e tutte le sue istituzioni, dalle amministrazioni comunali, fino a giungere al governo nazionale…
Questi nuovi uomini… “onorevoli”, rappresenteranno l’anello di congiunzione, tra quel governo di Roma e la classe corrotta dei siciliani privilegiati, una classe ristretta d’élite, che attraverso il potere, influenzerà le scelte di quelle masse ignoranti, determinando con l’ausilio degli amici mafiosi, quel sostegno elettorale necessario…  
Così facendo, ebbe inizio una radicale metodologia per favorire i propri politici corrotti, i quali naturalmente, ricambiavano concedendo appalti e permettendo ai mafiosi, di controllare il mercato del lavoro…
Pian piano, tutti iniziarono a sottostare a quel sistema, pur sapendo come da un lato s’imponevano regole che limitavano la libertà individuale e sociale, ma di contro, garantiva a tutti, lavoro, sviluppo e in un qualche modo anche… benessere!!!
Chi non accettava, pagava purtroppo a caro prezzo quella ribellione, sia attraverso ritorsioni, che con la vita…
Ecco perché risulta di difficile comprensione il fenomeno mafioso, in quanto, all’interno di quella organizzazione, vi erano inseriti dei “galantuomini”, personaggi dall’immagine limpida, che nei fatti però, di dedicavano ad affari loschi, tra cui speculazioni e brogli finanziari…  
Tralasciando la sua evoluzione… e quindi i traffici illeciti, il riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga o dal racket delle estorsioni, il gioco, la prostituzione, ecc.., ciò che bisogna distinguere tra questo tipo di gestione mafiosa particolarmente criminale, e quella più “raffinata” (se mi consentite questo termine), è principalmente il controllo del territorio, agendo senza l’uso della forza, ma bensì, intervenendo principalmente, facendo affidare alle imprese amiche, quelle commesse derivanti dagli appalti pubblici…
La mafia ha compreso come fare denaro, senza esporsi con gravi ripercussioni penali… 
Sono diventate imprese, realizzano, grazie ad un sistema truccato e ai suoi uomini, posti all’interno di quelle amministrazioni, opere come autostrade, porti, ferrovie, ospedali, scuole, case popolari, ecc… tutti soldi puliti, che non hanno bisogno di dover essere riciclati… 
Gli imprenditori, pian piano si adeguano, altrimenti sono costretti a soccombere… d’altronde nessuno di loro denuncia, anche perché il giro di denaro fa gola a molti e di soldi c’è ne per loro ed anche per quelli all’interno degli uffici amministrativi…
Fiumi di tangenti, bustarelle, incentivi, regalie, ed anche raccomandazioni per posti di lavoro, fanno si da spostare quella lancetta della legalità… verso il malaffare!!!
Il lavoro cresce ed anche la manodopera necessaria comincia ad avere il suo peso: ciascuno di essi, viene aiutato in quella collocazione, da un amico… quasi sempre legato ad un mafioso, che lo indirizza verso il politico di turno, che ne raccomanda quel nominativo ad una impresa amica… 
Ecco, sono queste le modalità del cosiddetto voto di scambio… le stesse che hanno permesso a questa nostra regione, di non crescere sul piano culturale, ma di restare arretrata, sia sotto il profilo sociale, che su quello economico…

Sono le stesse condizioni, che hanno contribuito a sviluppare quanto attualmente sta avvenendo…

Mi riferisco a questa diffusa e generalizzata convinzione che tutto si compia, solo e soltanto, attraverso di essi, di quei referenti politico/imprenditori/mafiosi, capaci di muovere le fila di quest nostra società, ampliando sempre più, quella diffusione pestilenziale, fatta di clientelismo, prevaricazione, corruzione e disonestà, congiunture negative che disattendono quei principi di giustizia, legalità, ma soprattutto moralità!!!
Concludo con una poesia di Alfredo Ossino, che descrive con queste sue parole, la discordanza, di molti miei conterranei, s’intitola: U politicu ca vulissi…
A politica, si sapi è disgraziata
e a genti ‘mmalirici a cu l’ha invintata…
I politici pensunu sulu e cazzi soi
e campari bonu tu nun poi…
A spiranza pi nui è sempri a stissa
ca ci fussi unu ca pensa pi stu fissa…
Ju, ni vulissi unu ca nun fa raccumannazioni,
ca sulu pi mia facissi n’eccezioni…
Ci ni voli unu ca nun fa compromessi,
ma ci dugnu u votu, su fa li me interessi!
Onorevoli, lei nun s’ha occupari di affari…
… a propositu, pi l’appaltu ca ma vo procurari?
Lei s’ha occupari dei bisogni da le genti!
ma …. su cci dugnu u votu, nun mi duna nenti?
Ju, si sapi, votu sempri  cu cuscienza,
sulu a cu mi  favorisci  do la prifirenza.
Matrovu sempri disgraziati,
ca macari cu l’avidi fannu patti scellerati.
Onorevoli, favurissi sulu a mia e nun si sapi nenti,
lassa stari a l’avidi ca su un pugnu di delinquenti…
Cu tutti a essiri precisu e misuratu,
tranni cu mia, ca mancu t’ha vutatu.

Crocetta… impresentabile e Catania… irrecuperabile!!!

A scriverlo è l’Avv. Enzo Trantino, che ha deciso di analizzare il quadro politico siciliano ed i suoi attuali amministratori, da Crocetta fino a Bianco, passando ad alcuni dei suoi referenti politici, ben disposti a cambiare casacca senza alcun ritegno… 
Quanto sta accadendo dichiara, è una vera e propria “truffa parlamentare, occorre un codice etico”!!!
Ho letto l’intervista pubblicata su “SUD” e mi permetto di riprendere alcune sue considerazioni sul governo del presidente Rosario Crocetta e sull’amministrazione del Sindaco Enzo Bianco…
E’ interessante il giudizio che da sui nostri politici e sul rispetto delle regole: “hanno interesse che siano truccate, vale a dire c’è una schiera di manigoldi pronti a tutto che sono quelli che fanno i salti tripli, quadrupli. Pensi che in questa legislatura vi sono persone che guidano il gruppo più importante per numero dell’Ars e hanno fatto sette passaggi all’interno di una sola legislatura, il che per me diventa una specie di incubo. Prima queste cose erano impensabili, io vengo da un mondo dove il salto della quaglia impediva persino il saluto, non perché qualcuno ce lo insegnasse, ma perché non era agevole parlare con uno che aveva disatteso i principi etici del mandato parlamentare. Oggi la depressione istituzionale arriva nel momento in cui si è persa la qualità della politica!!!”.
Si passa quindi al nostro governatore “delle due Sicilie”, Rosario Crocetta: “io sono un siciliano e sono un suo amministrato: trovo un grande disagio a sapermi amministrato da Crocetta perché è un soggetto impresentabile. Avrà problemi suoi personali o di salute, o qualcosa che lo spinge a questi continui sbalzi di umore sicché passa dall’euforia alla depressione ed esalta situazioni che sogna che siano così come le rappresenta. Queste cose, se in letteratura potrebbero farne un personaggio, in politica ne fanno una macchietta istituzionale”.
Per quanto concerne alcuni giudizi dati, in particolare quelli su Toto Cuffaro, non mi trova concorde…
Ritengo che non vi sia alcuna giustificazione per chi come egli, si sia macchiato di colpe gravi, ed anche se, per quelle colpe ha successivamente pagato con la giustizia, difficilmente avrà il perdono morale, di noi cittadini “siciliani” onesti… Volendo reinterpretare Avv. una sua frase: “è ormai marchiato a fuoco”!!!
Sono d’accordo quando dice “I siciliani sceglieranno come vogliono ma se si sceglie perché non c’è altro, ad un certo punto è come una minestra riscaldata o come la presentazione di un piatto mai provato solo perché quello che abbiamo provato non è più gradevole”: mi permetta d’aggiungere che, se continuiamo a puntare sempre su quegli stessi cavalli, gli stessi che da più di vent’anni ci siamo trovati dinnanzi… ecco che questo gioco finisce, per non piacere più!!!
Passando infine a quel meschino comportamenti di molti nostri politici, deputati nazionali e regionali, che a seconda delle circostanze, badano a cambiare casacca, fa parte proprio di quel mal costume del tutto italiano e di quella poca moralità dei suoi uomini, pronti sempre a vendersi al migliore offerente…
Il problema, riporta l’Avv. Trantino, “è che manca un impegno etico costituzionale da sottoscrivere per tutti i candidati sul divieto di passaggio all’altra sponda quale che sia, non importa a questo punto il distintivo perché la “mala parte” é sempre “mala parte” da qualunque zona d’ombra venga fuori. Il divieto dovrebbe precedere la costituzione, nel senso che questa non può fondarsi su un illecito perché sarebbe una truffa parlamentare. E’ come in tribunale: nel momento in cui io scelgo di difendere un imputato, non posso disinvoltamente trovarmi alla difesa opposta, perché ci sono sanzioni penali e deontologiche”.
Bellissima la domanda su chi gettare dalla torre: Su una torre ci sono Lombardo, Cuffaro, Miccichè e Romano. Lei chi salva tra questi? L’Avv. risponde: Non salgo sulla torre!!!
Io di contro, li butteri tutti giù da quella torre… preferibilmente vivi!!! 
Infine, si giunge a parlare di Catania: “un aggettivo per definire questa nostra città?”.
“Irredimibile!!! L’aggettivo non è mio, l’ho preso in prestito da Sciascia anche senza il suo consenso! La confusione, la corruzione, il mal governo, il malaffare vengono criticati da tutti, ma piacciono a tanti, perché nel torbido si pesca. Con questo voglio dire che la situazione di Catania è di complicità tra il cittadino che si erge a giudice, ma nello stesso tempo si sottomette a suddito quando c’è qualcuno che offre di più. Catania oggi ha bisogno di cure da cavallo e non c’è ottimismo che tenga e quello che io rimprovero alle amministrazioni, tutte quelle che si susseguono, è che si adopera una politica degli annunci non seguiti dai fatti.
Il sottoscritto vorrebbe aggiungere, qualcosa in più…  
C’è bisogno di giustizia, di pene certe, di legalità, in particolare di debellare quel voto di scambio politico-mafioso, di contrastare quelle associazioni e/o affiliazioni mafiose-imprenditoriali e scoprire finalmente come, quei colpevoli, paghino per i propri reati…
Comprendo quindi il perché, quanto ora annoverato dal sottoscritto, non rientri tra le regioni sopra espresse dall’Avv. che rappresenta oggi, uno dei più noti penalisti del nostro paese…
E’ evidente a tutti, come alcune particolari espedienti (o per meglio dire “trucchi del mestiere”), rappresentino nei fatti, quei fuorvianti stratagemmi ai quali da anni, si orientano i nostri avvocati penalisti, cercando per l’appunto attraverso di essi, di giungere ad una serie di circostanze, che fanno in modo… di poter assolvere quei propri assistiti (che rappresentano nella sostanza, i loro principali e certamente più facoltosi clienti…).
Abbiamo visto negli anni, alcuni espedienti: allungamento dei processi con rinvii delle udienze, disciplina delle notifiche che appesantiscono in modo a volte anacronistico l’andamento di un processo durante le varie udienze a causa di vizi o irregolarità delle stesse, quest’ultime dovute quasi sempre al disservizio dell’ufficio preposto, il tema importante della prescrizione, l’impugnazione nei vari gradi di giudizio, il patteggiamento, il rito abbreviato, ecc…, rappresentano solo alcune, di quelle metodologie applicate…
D’altronde è scritto: “l’avvocato, non deve porsi il problema se il suo cliente sia colpevole o innocente: l’avvocato è legittimato nel suo ruolo perché deve garantire al suo cliente, nella dialettica che poi porta alla sintesi della sentenza, un processo giusto!!!”.
Ed anch’io credo che il compito dell’avvocato, nei limiti della legalità, sia questo: un ruolo dotato di enorme potere che va usato con la massima cautela e moderazione, anche nell’ambito delle proprie convinzioni, altrimenti non avrebbe senso farlo quel mestiere, perché sarebbe tutto scontato, tutto deciso, la legge data… e il caso risolto!!!
D’altronde comprendo bene, come ciascuno di essi, sia legato ad un dovere ben più alto… quello deontologico e cioè di dare sempre la massima assistenza al proprio cliente, anche quando si è perfettamente a conoscenza che il reato è stato (dal proprio assistito) commesso… 
Ed allora riprendendo quanto sopra… mi chiedo: come si fa a scegliere tra essere “cittadino o suddito“, quando la scelta è tra il rinunciare ad un mandato (economicamente vantaggioso) e il non volersi occupare del caso???
Al punto in cui siamo forse, occorrerebbe coraggiosamente interrompere questo circuito vizioso, per concentrarsi tutti (senza faziosità), sulle misure pragmatiche da mettere in pratica, indispensabili per ritrovare quella perduta coscienza morale, scongiurando nei fatti, quanto sta ormai da troppo tempo accadendo e cioè, che il collasso del nostro sistema giudiziario penale, possa trasformarsi in un disastro, capace d’alimentare sempre più la sfiducia dei cittadini nei riguardi di tutte le istituzioni: da quelle politiche a quelle amministrative!!!

Auguri di Buona Pasqua a tutti: sia agli onesti che ai disonesti…

Sono in giorni come questi, nei quali sei quasi obbligato a scrivere un augurio, che un senso di tristezza, di delusione e di amarezza… mi prende.
Già, sono troppe le parole false espresse, le frasi fatte per dire quello si dovrebbe sentire nel profondo e che invece resta vacuo, a livello superficiale…
Messaggi social, fotografie, video, baci e abbracci che sembrano cambiare il mondo, ma che in fondo non cambiano nulla; perché non vogliamo cambiare nulla!!!
Per altro… passato quel giorno, non modifichiamo le nostre abitudini, non cambiamo i nostri comportamenti, non ci ribelliamo alle ipocrisie e ai silenzi, a quelle consuetudini a cui da troppo tempo siamo legati…
La verità è che si vuole stare comodi, senza problemi, disinteressandosi di quanto accade fuori, di ciò che non ci riguarda personalmente, viviamo protetti al riparo, all’interno delle proprie mura, comodi e imperturbati…
A pensare tutto ciò un’angoscia mi prende e mi stringe il cuore…
Si dovrei sentire quella presenza trascendente… quella speranza interiore, che come un sole che sorge, dovrebbe rischiarare i sentimenti di tutta l’umanità…
Ma non è così… non la sento quella  voce che grida nel deserto, che chiama ciascuno di noi verso il cambiamento, io vedo soltanto intorno a me… indifferenza!!!
Diversamente, ciò che desidero realmente è vedere negli altri quella perduta speranza, quell’auspicato cambiamento di mettere in pratica quel rinnovamento che trasformi finalmente le coscienze… 
D’altronde come si dice: “i cambiamenti sono possibili… solo quando vengono attuati!!!
E allora mi chiedo perché non cominciare… cosa si sta aspettando, basta iniziare compiendo un primo passo… provare a indirizzare se stessi verso quel miglioramento morale desiderato, un cammino senz’altro possibile, se lo si vuole compiere…
Non c’è quindi bisogno d’aspettare un segno sovrannaturale, la speranza è qui ora, su questa terra, è presente, sì…  è data a tutti la possibilità di ricominciare, anche per chi si è perduto, anche per chi adesso è sfiduciato…
Vedrete che la rotta scelta sarà quella giusta… porterà ciascuno di noi verso un paese libero, dove la pace sarà una costante, dove la giustizia primeggerà e dove la democrazia non verrà limitata o plagiata dai pochi… perché questa è una cosa che ti riguarda, sì… che riguarda anche te!!!
Ed allora per la prossima volta, pensaci… prima di dire Buona Pasqua!!!

Vieni da me… in Italia, per delinquere!!!

Vieni da me…
abbracciami e fammi sentire che… 
son solo stupide fobie…
Vieni da me…
per vivere ancora quei giorni di… incantevole follia… 
e ridere di questo paese…
dove tutto quanto è solamente… pura pazzia…
e ridere… di questo paese…
illegale… e senza giustizia…
e ridere… d’incantevole evasioni, spasso e poesia…
e ridere di questi giorni… 
dove stare in Italia è puro svago e poesia…
Vi ricordate il titolo della canzone delle Vibrazioni… è perfetta per rappresentare quanto dalle intercettazioni è stato fatto emergere e cioè che i delinquenti, dialogando tra loro, vanno esprimendo:  “vieni in Italia… è il paese perfetto per delinquere“…
Credo che non bisogna aggiungere altro alle parole pronunciate dall’Avvocato Giulia Bongiorno, che prendendo spunto dal caso di Ivan (il russo), ha usato parole forti per dire che “in Italia non vi è certezza della pena e che le espulsioni non vengono eseguite”!!!
Ha aggiunto inoltre, “abbiamo pene bassissime, processi rapidi e premi per evitare lungaggini, ma chi delinque torna in circolazione e (strano a dirsi) sono sempre gli stessi”!!!
D’altronde, alcuni mesi fa, lo stesso procuratore generale della Corte di Appello d Bologna, Ignazio De Francisci, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, aveva lanciato l’allarme riguardo le leggi, a suo riguardo, troppo poco severe, dichiarando come le nostre carceri, siano troppo “comode” e gli sconti di pena offerti, spingono i criminali stranieri (in particolare quelli dell’Est) a venire in Italia, dove è stato dimostrato che hanno… una vita facile.
Il solo dato che negli ultimi anni, i reati commessi dagli stranieri, siano aumentati a dismisura, dimostra come il sistema carcerario stia di fatto entrando in crisi, a causa dell’alto numero di presenze, rispetto alla reale capienza di quelle strutture…
In più c’è da dire che il 30% dei detenuti è straniero, sebbene la popolazione immigrata presente in Italia sia del 8,5%…
Ciò dimostra come, gli immigrati, delinquono in media, circa 4 volte in più… a cui vanno sommati i gravi rischi derivati dallo scambievole rapporto di conoscenze e amicizie che si vanno, ogni giorno, sviluppando all’interno di quei penitenziari e che determinano di fatto, forti collaborazioni esterne tra essi, sia per quanto concerne la gestione di attività criminale, che in azioni violente…
Ma come dicono al telefono… venite qui da noi!!!

La Giustizia non ha bisogno di spiegazioni: iustum est iustum!!!

Non può gridare contro l’ingiustizia… chi non sa che cosa sia la giustizia!!!
Difatti… in base a che cosa condanna l’ingiustizia???
Come fa a comprendere che una cosa è ingiusta, se non si conosce che cosa sia giusto…
E’ se per caso fosse giusto proprio ciò che definiamo ingiusto???
D’altronde non è così??? Si grida ad alta voce… è ingiusto!!!
Lo si grida come se la cosa fosse evidente, ritenendola ingiusta in rapporto ad una certa norma di giustizia sulla quale si è misurato ciò che si riteneva errato e, vedendo che qualcosa non corrisponda alla norma che si era ritenuta retta, ora la condanniamo, come degli esperti che sanno distinguere il giusto… dall’ingiusto!!!
Ed allora vi chiedo: ” come si fa a sapere che una cosa è giusta? Da dove deriva questo concetto di giustizia??? Ha forse una sua fonte oppure deriva da noi stessi quel concetto di giusto… operando su noi stessi quel concetto di giustizia???  
Nessuno può dare a se stesso ciò che non ha… dunque essendo noi uomini ingiusti, non potremmo mai essere giusti se non convertendoci a quella “giustizia” che per sua natura è permanente: se ti allontani da essa, sei ingiusto; se ti avvicini ad essa, sei giusto”…
Se ci si allontana… non viene meno; se sei vicino… non cresce!!!  Dov’è quindi questa giustizia???
C’è un esempio bellissimo che descrive quel senso d’ingiustizia… quel profondo sbigottimento che si prova quando si prova a chiedere aiuto alla giustizia e non si riceve alcun sostegno… anzi tutt’altro e a raccontarcelo è proprio un famoso libro che da bambini abbiamo letto, ma del quale abbiamo dimostrato crescendo… d’esserci dimenticati o certamente ne abbiamo scordato alcuni passi…

Non voglio dirvi subito il titolo, lo comprendere immediatamente: “andò proprio su quella piccola buca, dove aveva sotterrato i suoi zecchini, e nulla…
Allora diventò pensieroso e, dimenticando le regole del Galateo e della buona creanza, tirò fuori una mano di tasca e si dette una lunghissima grattatina di capo…
In quel mentre sentì fischiarsi negli orecchi una gran risata: voltatosi in su, vide sopra un albero un
grosso Pappagallo che si spollinava le poche penne che aveva addosso.
Perché ridi? gli domandò con voce di bizza…
Rido, perché nello spollinarmi mi sono fatto il solletico sotto le ali…
Il burattino non rispose. Andò alla gora e riempita d’acqua la solita ciabatta, si pose novamente ad
annaffiare la terra, che ricopriva le monete d’oro.
Quand’ecco che un’altra risata, anche più impertinente della prima, si fece sentire nella solitudine
silenziosa di quel campo.
Insomma… gridò Pinocchio, arrabbiandosi, si può sapere, Pappagallo mal educato, di che cosa ridi?
Rido di quei barbagianni, che credono a tutte le scioccherie e che si lasciano trappolare da chi è più furbo di loro.
Parli forse di me?
Sì, parlo di te, povero Pinocchio; di te che sei così dolce di sale da credere che i denari si possano seminare e raccogliere nei campi, come si seminano i fagiuoli e le zucche. Anch’io l’ho creduto una volta, e oggi ne porto le pene… 
Oggi (ma troppo tardi…) mi son dovuto persuadere che per mettere insieme onestamente pochi soldi bisogna saperseli guadagnare o col lavoro delle proprie mani o coll’ingegno della propria testa.
Non ti capisco, disse il burattino, che già cominciava a tremare dalla paura.
Pazienza! Mi spiegherò meglio, soggiunse il Pappagallo… 
Sappi dunque che, mentre tu eri in città, la Volpe e il Gatto sono tornati in questo campo: hanno preso le monete d’oro sotterrate, e poi sono fuggiti come il vento. E ora chi li raggiunge, è bravo! 
Pinocchio restò a bocca aperta, e non volendo credere alle parole del Pappagallo, cominciò colle mani e colle unghie a scavare il terreno che aveva annaffiato. E scava, scava, scava, fece una buca così profonda, che ci sarebbe entrato per ritto un pagliaio: ma le monete non c’erano più…
Preso allora dalla disperazione, tornò di corsa in città e andò difilato in tribunale, per denunziare al
giudice i due malandrini, che lo avevano derubato.
Il giudice era uno scimmione della razza dei Gorilla: un vecchio scimmione rispettabile per la sua grave età, per la sua barba bianca e specialmente per i suoi occhiali d’oro, senza vetri, che era costretto a portare continuamente, a motivo d’una flussione d’occhi, che lo tormentava da parecchi anni. 
Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l’iniqua frode, di cui era stato vittima; dette il nome, il cognome e i connotati dei malandrini, e finì chiedendo giustizia!!!
Il giudice lo ascoltò con molta benignità; prese vivissima parte al racconto: s’intenerì, si commosse: e quando il burattino non ebbe più nulla da dire, allungò la mano e suonò il campanello.
A quella scampanellata comparvero subito due can mastini vestiti da giandarmi…
Allora il giudice, accennando Pinocchio ai giandarmi, disse loro:
Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque, e mettetelo subito in prigione.
Il burattino, sentendosi dare questa sentenza fra capo e collo, rimase di princisbecco e voleva  protestare: ma i giandarmi, a scanso di perditempi inutili, gli tapparono la bocca e lo condussero in
gattabuia…
E lì v’ebbe a rimanere quattro mesi: quattro lunghissimi mesi: e vi sarebbe rimasto anche di più se non si fosse dato un caso fortunatissimo. 
Perché bisogna sapere che il giovane Imperatore che regnava nella città di Acchiappa-citrulli, avendo riportato una bella vittoria contro i suoi nemici, ordinò grandi feste pubbliche, luminarie, fuochi artificiali, corse di barberi e di velocipedi, e in segno di maggiore esultanza, volle che fossero aperte anche le carceri e mandati fuori tutti i malandrini.
Se escono di prigione gli altri, voglio uscire anch’io… disse Pinocchio al carceriere.
Voi no, rispose il carceriere, perché voi non siete del bel numero…
Domando scusa; replicò Pinocchio… sono un malandrino anch’io…
In questo caso avete mille ragioni, disse il carceriere… e levandosi il berretto rispettosamente e
salutandolo, gli aprì le porte della prigione e lo lasciò scappare…
Ecco, sarebbe bastato ricordarsi questa parte del capitolo, per comprendere come crescendo sarebbe potuta essere la nostra vita, a seconda delle scelte che avremmo compiuto…
Se essere dei furbi “barbagianni” pronti a rubare al prossimo o viceversa, delle persone oneste, talvolta ingenui, ma capaci di ricercare la verità… superando ogni sorta d’ingiustizia…
Concludo con una frese di Gesù: Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; perché quello che è eccelso tra gli uomini, è abominevole davanti a Dio.
 Vangelo di Luca c. 16, v. 15

Quando non si crede più nella giustizia…

Ultimamente, mi è capitato d’ascoltare alcune opinioni… gente normale, amici, conoscenti ma soprattutto estranei, uomini e donne di quelli che s’incontrano al bar, al ristorante, presso un ufficio pubblico o in uno studio professionale…

Quanto emerge da quelle riflessioni è davvero preoccupante…
La maggior parte delle persone (premetto che nessuno tra loro, ha espresso giudizi politici… anzi, la maggior parte di essi, evidenziava come la politica non rientrava minimamente tra i propri interessi), esprimeva nell’amministrazione della giustizia la propria diffidenza…
Dichiaravano, di non credere più che vi fosse serietà e rispetto delle leggi, anzi… tra loro vi è stato chi si è spinto oltre, manifestando il proprio turbamento, esprimendo di non voler credere più nella giustizia!!!
Per comprendere meglio ho chiesto loro, di essere più espliciti, di farmi comprendere a cosa si riferivano… e posso dire che la maggior parte, ha risposto all’unisono: “Ma li stai osservando i processi… non vedi in quale modi si concludono le sentenze???… Scusami… ma sei di Catania oppure sei di fuori…???”…
Allora volendo volontariamente insistere – anche se avevo già intuito dove si stava per indirizzare il dibattito, ho chiesto loro di farmi degli esempi ed infatti, ecco che mi è stata posta la fatidica domanda: “stando a come finiscono anni e anni di processi, mi dica un solo nome influente di questa città, che sia mai stato condannato negli ultimi trent’anni”…???
Continuando… 《lasciamo perdere i mafiosi o quelli che vengono considerati tali… trattiamo esclusivamente quei soggetti che vengono dichiarati “associati” a quel sistema criminale, ad esempio, discutiamo di quelle note società presenti nel nostro territorio, esaminiamo quei loro imprenditori, oppure, entriamo ancor di più nello specifico, analizziamo la classe amministrativa e politica, in particolare vagliamo quel loro “pedigree”… dagli apparenti toni immacolati, scoprendo poi… successivamente, come molti di questi illustri personaggi, siano stati in un qualche modo legati a quella struttura piramidale》.
Ed allora, Le chiedo: se il sistema è questo… ritiene che ci sia realmente la volontà di combattere la mafia e tutte le sue ramificazioni???
Crede realmente che il loro principale interesse sia ispirato da principi di giustizia o forse in quelle azioni, non è che si celi il loro vero obbiettivo, quello cioè di creare disorientamento???
Non è che così facendo, si sta tentando di condizionare o influenzare i processi in corso ed in particolare i giudizi finali da doversi esprimere, affinché primeggi in ogni circostanza, iniquità e prevaricazione…???
Mi chiede:  fino a quando pensa che i cittadini resteranno passivamente inermi ad assistere quanto avviene in quelle aule di Tribunale???

In questo momento il messaggio che sta passando è quello che la giustizia… sia di fatto “ingiusta”… in quanto dimostra di essere “forte con i deboli e debole con i forti”!!!
Ed allora… una giustizia che crea disuguaglianza dove potrà portarci???
Quando le leggi non rispettano i principi di eguaglianza e libertà, quando il sistema è profondamente corruttivo e collusivo, quando non viene svolta una adeguata lotta alla mafia, di quale democrazia stiamo parlando??? 
Quale libertà personale è messa in gioco??? 
Dove inizia e finisce la dignità del cittadino, dov’è la legalità quando quest’ultima viene calpestata quotidianamente dal potere di quanti “contano” e sono gli stessi d’altronde, che impongono a ciascuno di noi, la propria volontà?
C’e bisogno di una verità “vera”, di una giustizia “giusta”, di giudizi che pervengano alla determinazione di un verdetto che rispecchi in maniera corretta la norma del diritto e non che si lascino condizionare da logiche di compromesso o dal potere dei più forti, perché si sa, “con l’eliminazione del diritto del più forte… si è introdotto di conseguenza il diritto del più furbo”!!!
  

MAFIA: noi alla giustizia ci crediamo!!!

C’è chi crede alla giustizia e chi no… la mafia ci crede!!!
In una intervista Adriana Musella (Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia) ha detto: “La giustizia è una parola vuota perché il più delle volte la giustizia non esiste, non c’è, la rincorriamo, ma non c’è. La legge non è uguale per tutti così come si scrive. La Giustizia in questo Paese resta un’utopia” …
Condivido pienamente quanto sopra, in particolare da quando ho potuto comprendere come questa nostra società, dispregia coloro che fanno il proprio dovere,  anzi di più… e apprezza quanti come loro, non hanno mai mosso un dito per quei principi di legalità, ma contribuiscono quotidianamente con i propri gesti, a sviluppare quella cultura mafiosa… 
Ed è per questi motivi che la mafia si dedica con particolare attenzione anche alle piccole cose… 
Insinua quei suoi tentacoli ovunque, anche nei riguardi di quegli individui che sono posti in opportune sedi, proprio per tutelare la giustizia o essere quantomeno garanti di quella legalità e che a volte si scopre essersi macchiati di gravi reati, alimentando di consequenza, quel clima di sospetto, in cui la corruzione è tangibile e su cui aleggia quel fetore di ricatto e di compromesso…
Certo, osservando quanto sta avvenendo nel nostro paese, in particolare in questa nostra terra, si comincia a dubitare che la giustizia esista…
Quantomeno, questa riflessione volutamente provocatoria,  da atto a quanto sta accadendo in questi giorni e fornisce spunti d’analisi per comprendere cosa per l’appunto non funziona nel nostro sistema giudiziario…
Non si può continuare a vedere mortificata la nostra giustizia, con sentenze che ribaltano continuamrnte gradi di giudizio, passando da estreme colpevolezze, ad assoluzioni piene…
Così facendo quei giudici dimostrano di umiliare l’incarico al quale erano stati assegnati… e alimentano il convincimento generale nell’opinione pubblica, che quanto si sta perpetrando, dipenda principalmente dal cattivo funzionamento di quelle strutture pubbliche, come i Tribunali, chiamati principalmente ad applicare le leggi e non a dover esprimere concetti o convincimenti strettamente personali… 
Il diritto d’altronde va inteso, quale unico strumento indispensabile per garantire la giustizia!!!  
Occorre quindi che i giudici, nei vari gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento, nell’esercizio delle loro funzioni, operino sempre ed in ogni circostanza, affinché non tradiscano mai i compiti istituzionali ai quali sono chiamati, applicando sempre quanto previsto dalla norma, senza fare uso di alternative interpretazioni legislative che comportano di fatto, a esiti tra di loro se non differenti… certamente opposti, scoprendo successivamente come, ove si credeva vi fossero principi di legge, vi era esclusivamente l’arbitrio del legislatore…
Ed è per i sopra detti motivi che si finisce con il dover evidenziare come, nel tentare di compiere in modo corretta quella giustizia… si finisce per compiere alla fine, una vera e propria ingiustizia!!! 
Sono questi difatti i motivi che spingono oggi i mafiosi a credere sempre più nella giustizia, giungendo altresì a dichiarare in maniera ottimistica, come proprio quei giudici… rendono finalmente “giustizia” con le loro decisioni.!!!
Le sentenze non sono più rappresentate da un modello generale in cui la norma costituisce l’azione predominante, ma l’impressione data è che il risultato di quella giustizia nasca, non dall’esito dei procedimenti, bensì da valutazioni di diritto, espressamente interpretate da quei giudici…
E’ sono precisamente questi i motivi che spingono oggi, quegli esponenti associati a cosa-nostra… a credere sempre più… nella giustizia!!!

Assolti perché il fatto non sussiste…

Tutti assolti perché il fatto non sussiste!!!
È bellissima questa frase finale espressa durante molte nostre sentenze, da parte dei giudici delle sezioni penali nei Tribunali Italiani…
Anni e anni d’indagini, intercettazioni, appostamenti, imputati… nomi eccellenti, ed ancora processi che durano un’eternità, per poi sentirci dire: Tutti assolti perché il fatto non sussiste!!!
Mi chiedo allora… sono pazzi quei Pm che hanno trascorso il loro tempo a ricostruire indizi e a formulare accuse, tali da determinare l’inizio delle inchieste, sono folli gli uomini delle forze dell’ordine che si sono dedicati a ricercare quelle necessarie prove, oppure c’è qualcosa che non va in quelle sentenze, in quei giudici all’interno di quei Tribunali???
Io sono dell’idea che bisogna credere nella giustizia… che le sentenze vanno accettate sempre ed in ogni occasione, ma ciò che non può essere da noi tutti gradito, è lo spreco di tempo e di denaro… di noi tutti contribuenti!!!
Certo sono in molti a restare amareggiati, soprattutto quando certe sentenze non producono gli effetti desiderati, quando cioè non si riesce ad ottenere quella necessaria giustizia… anzi, a volte, sembra che a vincere sia proprio l’ingiustizia e si ha il dubbio che quei giudizi formulati, siano determinati da abituali ambienti istituzionali… fortemente “corrotti”!!! 
Ma comunque, bisogna dare meriti –a distanza di tanti anni– anche a quegli studi legali capaci di ricostruire i fatti emersi e di ribaltare, con i loro dibattimenti, le accuse del pubblico ministero, che avevano per l’appunto sostenuto l’accusa in giudizio e chiesto le condanne per i propri assistiti,  motivando l’esistenza di prove su quella loro colpevolezza…
Ed allora, se esistevano, che fine hanno fatto… in quali modi questi “eccelsi” avvocati sono riusciti a farle svanire???
D’altronde, la maggior parte di noi non comprende… non siamo uomini di diritto e quindi riassumiamo quanto avvenuto, nelle motivazioni che hanno condotto a quel giudizio finale…
Certamente, rielaborando quanto quotidianamente avviene nel nostro paese, mi riferisco a tutti i processi conclusi e quelli in fase di completamento… si ha la convinzione che la strada della giustizia sia fortemente in salita e che la certezza di quel giudizio appare sempre meno convincente, anzi, determina nell’opinione pubblica, il giudizio d’essere totalmente errato!!!
Io, come nel calcio, non credo che vi siano influenze personali da parte di quegli “arbitri” togati, che possano condizionare l’equo giudizio,  ritengo di contro, che quanto compiuto, rispecchi la volontà salomonica di determinare la verità… senza farsi condizionare da forzature, ricatti o ambizioni personali…
Certamente oggi la credibilità del sistema è fortemente messa in dubbio,  ma come riportavo sopra, bisogna accogliere senza giudicare le decisioni dei Tribunali, d’altronde non va mai dimenticato, quanto quelle sentenze, esprimano non solo la ricerca della verità, ma soprattutto l’obbligo di garantire sempre e in ogni circostanza, quella necessaria serenità, tale da garantire tutti, non solo i soggetti interessati ma anche e soprattutto le loro famiglie… che da quelle vicende giudiziarie, sono rimasti in questi anni… indirettamente coinvolti!!!
Diceva comunque Socrate: Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte…

Alla ricerca della legalità perduta: la "prescrizione"!!!

La illegalità rappresenta certamente una delle piaga più nefaste per l’intera collettività, ma ciò che risulta ancor più grave, è aver dato l’impressione all’intera collettività, che per quei reati commessi, nessuno… ne prima e neppure dopo, paghi!!!
Così facendo, si è permesso ai cittadini d’allontanarsi dai veri principi educativi di legalità, mentre si insinuato nelle loro menti, quel tarlo che ritiene alla fine conveniente ispirarsi ad un ambiente sociale, improntato per l’appunto alla illegalità…
D’altronde come riportavo sopra, la storie realmente vissute dalle vittime della corruzione, hanno di per se evidenziato come, le cause e gli effetti di quelle ingiustizie, vadano ad incidere in maniera grave, non solo in ambito individuale, bensì anche in tutti quegli aspetti della vita economica e sociale…
Uno dei problemi che maggiormente condiziona la giustizia difatti in questo nostro paese, è rappresentata dai tempi necessari per poter giungere ad una sentenza… che il più delle volte, abbiamo visto, si esaurisce nella fase preliminare…
Si è accertato come una grossa fetta di quei processi giudiziari, sono decaduti ancor prima di giungere al dibattimento… tutto ciò grazie a quelle  “tecniche e strategie”, che permettono ad alcuni noti legali, di non superare la fase delle indagini preliminari…
Se si elaborano i dati degli ultimi dieci anni… realizzati dal ministero della Giustizia, si scopre come più di un milione e mezzo di processi, sono stati prescritti…
Stranamente… anche le leggi realizzate dai nostri governi… hanno comportato l’allungamento dei tempi di prescrizioni nella fase d’appello o di cassazione, quando poi si è scoperto come, la maggior parte di quei processi terminassero ancor prima, in quanto era di fatto intervenuta la prescrizione…
A volte viene da chiedersi che senso hanno questi processi… quando si sa già la fine… 
Certo, la prescrizione era nata per dare tempi certi!!!
Un tempo stabilito per legge dallo Stato per perseguire un reato ed esercitare di conseguenza quell’azione penale… ma si è visto che se quel tempo necessario si può esaurire… ed allora, non vi è più possibilità d’indagare e quegli eventuali indagati, non giungeranno mai ad un processo…
Su circa 100.000 fascicoli… in pratica si chiudono solo 1000 casi, fate quindi da voi le dovute proporzioni…
Ormai il dato è certo, la prescrizione è diventata una garanzia d’impunità… e ciò è dovuto al fatto, che coloro che dovrebbero fare in modo che le leggi abbiano a funzionare… sono gli stessi che fanno in modo che quest’ultime non funzionino… 
Difatti nessuno sceglie di patteggiare o di accedere al rito abbreviato, garantendosi uno sconto sulla eventuale condanna di circa un terzo… ed il motivo è proprio la “prescrizione”, che garantisce la possibilità, che per quei reati…. non si paghi affatto…
Già… “Fatta la legge… trovato l’inganno“…  un proverbio popolare di cui non si conosce l’autore, ma che rispecchia perfettamente il nostro paese e la sua saggezza popolare!!!

Antimafia…??? No!!! Prima viene la Juve…

In quanto sportivo, non ho mai dato alla mia squadra, la Juventus, un posto primario al di sopra delle altre, in particolare, proprio quando ad esempio, il Calcio Catania frequentava i piani alti della serie A, ed il sottoscritto ero portato a difendere principalmente i colori di casa e difatti, in più di una circostanza, ho preso le distanze da essa, quando a causa di errori arbitrali, aveva potuto godere di alcuni vantaggi, a scapito proprio della mia squadra di casa… 

Certo, mai avrei pensato, che si sarebbe potuto giungere a tanto…
Ho letto difatti sul rinvio della seduta della Commissione Antimafia, prevista a Catania il prossimo 15 marzo, rinviata secondo quanto riportato dall’On. Attaguile “senza una valida ragione”…
Ora vorrei dire… un improvviso cambio di programma ci può stare, in particolare se la motivazione è basata su elementi validi, ma quando leggo, che il motivo del rinvio è da ricercare in una audizione che avrebbe dovuto tenere il legale di fiducia del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, ovviamente non mi si trova concorde ed anzi condivido pienamente il gesto compiuto dall’On. Attaguile che ha deciso di farsi da parte, dimettendosi da Co-Presidente del Comitato Sport e Mafia.
Ho l’impressione che sono in molti in questa nostra città, a non voler comprendere ( o a fanno finta di non voler comprendere) che non è più il momento… di perdere tempo, perché finora se ne perso abbastanza e relativamente poco si è fatto, per contrastare in maniera decisa, quel cancro mafioso… e tutte quelle sue diramazioni, presenti in tutti i comparti, pubblici e privati …    
Ed è per questo moti che riporto la lettera indirizzata al Presidente della Commissione Antimafia, On. Rosy Bindi, affinché comprenda in maniera definitiva che la nostra città non ha bisogno di visite, dibattiti e proclami, che dimostrano di non servire a nulla, ma servono esclusivamente a propagandare quei soliti nominativi, ma si ha bisogno di politiche serie che dimostrano con i fatti, come attraverso decise e corrette azioni,  si possa vedere questa città definitivamente cambiare!!!
Egregio On. Presidente Rosy Bindi,
durante l’ultimo Ufficio di Presidenza della Commissione Nazionale Antimafia si era stabilito di tenere, nella giornata di mercoledì 15 marzo, una seduta della Commissione Antimafia a Catania per dare un segnale forte della presenza dello Stato in risposta alle notizie d’infiltrazione della criminalità organizzata all’interno del mercato di Vittoria. 
Nel corso di tale visita avremmo anche dovuto audire il capo della DDA di Catania, il procuratore Carmelo Zuccaro, nonché il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che ne aveva fatto richiesta.
Con amarezza, debbo prendere atto che Ella, per come ci ha comunicato nel corso della seduta odierna della Commissione, ha deciso di stravolgere quanto convenuto durante i lavori dell’Ufficio di Presidenza predetto, annullando la visita a Catania e ritenendo, invece, mercoledì di dover audire il legale di fiducia del presidente della Juventus Andrea Agnelli.
Questo improvviso cambiamento di programma è avvenuto dopo l’audizione di ieri del procuratore federale della Figc, prefetto Giuseppe Pecoraro, che ha parlato lungamente della Juventus, chiedendo di secretare i verbali contenenti le sue dichiarazioni.
Tutto ciò mi lascia amareggiato, poiché l’improvvisa audizione dell’avvocato di fiducia del presidente Agnelli a mio avviso non rappresenta una priorità rispetto alla missione catanese già concordata. Peraltro, considerato che al momento non si ha notizia di indagini giudiziarie, ritengo si dovesse audire il presidente della Juventus Andrea Agnelli piuttosto che il suo avvocato.
 A tal proposito sono fermamente convinto che la legge, anche quella sportiva, debba essere uguale per tutti.
Alla luce di quanto sopra, avverto il dovere di rimettere immediatamente il mio mandato di co-presidente del Comitato Sport e mafia, pur continuando a partecipare, nella mia qualità di segretario della Commissione Antimafia, attivamente ai lavori dello stesso.
Con i più cordiali saluti.
Roma, 08.03.2017
On. Angelo Attaguile”
Mi sono permesso di sottolineare un passo della missiva dell’On.Attaguile, poichè ritengo da sempre che la “giustizia” nei confronti dell’individuo, fosse anche il più umile, è tutto… il resto viene dopo!!!

OIKOS: tutti a casa…

Proprio ieri avevo espresso un commento sul quotidiano online “SUD” sulla vergognosa vicenda della OIKOS SPA: “Finalmente, dopo l’ex Prefetto di Catania (Maria Guia Federico, recentemente trasferita a Campobasso), ci liberiamo anche di questi tre amministratori giudiziari (e/o commissari dopotutto gli incarichi sono per lo più affini…); il sistema fallimentare delle interdizioni antimafia, ha soltanto evidenziato come quegli incarichi clientelari siano serviti esclusivamente per suddividere parcelle stratosferiche (ai soliti amici), concedere posti di lavoro a parenti e familiari, distruggere quelle attività aziendali e per quanto realizzato (o meglio per quanto non compiuto) nessuno pagherà mai… Ne i giudici del Tribunale che li hanno incaricati (nel caso specifico l’ex Prefetto), ne i custodi giudiziari che avrebbero dovuto controllare… e ancor meno quei cosiddetti “amministratori” che il più delle volte… (per come si è dimostrato di giudiziario hanno ben poco…), hanno preferito andare a braccetto con quanti di fatto erano interdetti… Finalmente qualcosa sta cambiando… certo siamo ancora lontani dal rendere efficace quel sistema di prevenzione, perché innanzitutto bisogna fare una completa “pulizia” del sistema e di quei soggetti conniventi, mascherati da uomini delle Istituzioni!!! Comunque io sono fiducioso… qualcosa grazie ad alcuni coraggiosi procuratori (e/o sostituti procuratori) sta finalmente cambiando in questa nostra città e forse tra alcuni anni, si riuscirà a comprendere meglio quanto in questi anni è realmente accaduto!!!
Una cosa è certa, “In appena 18 mesi i tre commissari si sarebbero “autoliquidati” la bellezza di 1.347.280 euro […] cui si sommano altri 142.000,00 euro per il pagamento d’incarichi professionali assegnati dagli amministratori straordinari a professionisti di loro fiducia per lo svolgimento di attività che in realtà si dovrebbero ritenere di competenza dell’organo di governo straordinario della società” (com. emmeci).
Una vera manna dal cielo caduta sulle tasche di quei commissari e di quanti (sicuramente) hanno girato attorno ad essi… 
Sarebbe opportuno oggi comprendere cosa si sia fatto in concreto per quella società, quali vantaggi e/o miglioramenti abbiano apportato e se ora, alla fine di quel loro mandato, si possa valutare quel loro operato in maniera positiva o negativa e nel caso in cui emergesse questa seconda valutazione, non sia il caso di rivedere quel compenso ricevuto e se esistano le condizioni affinché questi signori, restituiscano gran parte di quanto percepito ( nel qual caso…) ingiustamente…   
D’altronde la decisione del Consiglio di Giustizia amministrativa ha ribadito chiaramente (con propria ordinanza in sede giurisdizionale n.765), che i provvedimenti del prefetto di Catania Maria Guya Federico (con cui era stata emanata l’interdittiva antimafia) “non erano assistiti da motivazioni convincenti e sufficienti”.
Nessuna “interdittiva antimafia” e di conseguenza nessun commissariamento: tutti a casa…
Comunque quanto accaduto, rappresenta l’ennesima vicenda squallida compiuta a danno di questa nostra città, ma a differenza di quegli abituali “attori”, questa volta… (ma ormai sta diventando una assidua consuetudine…), la responsabilità non è da ricercare in quella piovra “mafiosa”, perché i tentacoli che ci stanno soffocando, sono quelli ben inseriti all’interno dei nostri apparati di gestione e controllo, che dovrebbero non solo essere al di sopra delle parti, ma soprattutto garanti di quella giusta e diligente, amministrazione della giustizia!!! 

Ecco cosa può accadere… quando non c'è giustizia!!!

Chiedeva giustizia per sua moglie!!!

Di Lello… il marito della vittima (Roberta Smargiassi) aveva atteso i tempi della magistratura… ma avendo compreso quanto questi ahimè  fossero lenti e soprattutto macchinosi, ha deciso di tirar dritto e farsi giustizia da se… 

Questa amarezza l’aveva per di più manifestata con chiunque lo conoscesse ed anche sui social come Facebook…
In quella pagina si era sfogato dichiarando: “Dov’è la giustizia? Mi rispondo, forse non esiste! Non dimentichiamolo, lottiamo perché non ci sia più un’altra Roberta“.

Aveva creato per l’appunto una pagina social dedicata alla moglie, con la quale aveva ottenuto migliaia di visualizzazioni e adesioni… ma nel contempo la giustizia marciava troppo lenta, ed egli di conseguenza,  ha iniziato a pensare di farsi giustizia da se…
Ha sparato tre colpi di pistola a distanza ravvicinata all’uscita di un bar, contro l’assassino di sua moglie…

La vendetta si è compiuta ed un ragazzo di 22 anni (che a luglio aveva travolto con la sua auto la moglie del Di Lello) è stato ucciso…
Una tragedia nella tragedia con un finale imprevedibile che sembra raffigurare la sceneggiatura di un romanzo; difatti, dopo aver sparato,  l’omicida si è recato nella tomba della moglie e vi ha lasciato sopra l’arma… ha quindi chiamato il proprio legale e si è consegnato presso le forze dell’ordine!
Dai gesti compiuti si comprende come in tutti questi mesi, il marito abbia covato rancore e rabbia per quanto accaduto…
Ma soprattutto come l’attesa di quel procedimento per omicidio stradale, abbia influito negativamente nella sua psiche, in virtù del fatto che, durante quell’attesa, l’omicida restava a piede libero e questo risultava al marito… insopportabile!!!
Ora dopo quanto accaduto, sono in molti a dividersi per quel gesto compiuto…
C’è chi ritiene giusta la decisione di farsi vendetta da se e chi di contro, colpevolizza il gesto compiuto…
D’altronde, secondo la ricostruzione va aggiunto che quanto accaduto, rappresenta un tragico incidente… 
Sembrerebbe difatti che al momento dell’incidente… l’autista del veicolo, non avesse tassi alcolemici o tossici al di sopra dei limiti consentiti e che era stato proprio egli sin da subito a chiamare i soccorsi e che dalle verifiche della polizia stradale intervenuta, la sua auto al momento dell’impatto procedeva fra i 52 e i 54 chilometri orari…
Da quanto sopra si può comprendere quanto difficile quindi sia prendere una posizione di parte…
Certamente decidere di farsi giustizia da se, fa perdere quel concetto di affidarsi alla  giustizia o a quei principi di democrazia su cui si basa la società civile…
Di contro però le Istituzioni tutte – in particolare quanti promuovono le leggi e la stessa magistratura che deve farle applicare – devono comprendere che bisogna dare tempi e pene certe, senza dare modo ai soliti approfittatori… di escogitare soliti cavilli legali che permettono a molti di farla franca e di non pagare mai…
Dopotutto se a ognuno di noi fosse data la possibilità di usare quella famosa locuzione “Occhio per occhio e dente per dente“… domattina credo, avremmo le nostre strade colme di cadaveri…
La verità è che si ha bisogno di tutt’altro e cioè di una giustizia “giusta”, che compia quanto in suo potere affinché non si creino continuamente le condizioni a cui assistiamo…
In caso contrario diventeremo anarchia e sappiamo bene che quella è una condizione che non possiamo permetterci!!!

Ecco cosa può accadere… quando non c'è giustizia!!!

Chiedeva giustizia per sua moglie!!!

Di Lello… il marito della vittima (Roberta Smargiassi) aveva atteso i tempi della magistratura… ma avendo compreso quanto questi ahimè  fossero lenti e soprattutto macchinosi, ha deciso di tirar dritto e farsi giustizia da se… 

Questa amarezza l’aveva per di più manifestata con chiunque lo conoscesse ed anche sui social come Facebook…
In quella pagina si era sfogato dichiarando: “Dov’è la giustizia? Mi rispondo, forse non esiste! Non dimentichiamolo, lottiamo perché non ci sia più un’altra Roberta“.

Aveva creato per l’appunto una pagina social dedicata alla moglie, con la quale aveva ottenuto migliaia di visualizzazioni e adesioni… ma nel contempo la giustizia marciava troppo lenta, ed egli di conseguenza,  ha iniziato a pensare di farsi giustizia da se…
Ha sparato tre colpi di pistola a distanza ravvicinata all’uscita di un bar, contro l’assassino di sua moglie…

La vendetta si è compiuta ed un ragazzo di 22 anni (che a luglio aveva travolto con la sua auto la moglie del Di Lello) è stato ucciso…
Una tragedia nella tragedia con un finale imprevedibile che sembra raffigurare la sceneggiatura di un romanzo; difatti, dopo aver sparato,  l’omicida si è recato nella tomba della moglie e vi ha lasciato sopra l’arma… ha quindi chiamato il proprio legale e si è consegnato presso le forze dell’ordine!
Dai gesti compiuti si comprende come in tutti questi mesi, il marito abbia covato rancore e rabbia per quanto accaduto…
Ma soprattutto come l’attesa di quel procedimento per omicidio stradale, abbia influito negativamente nella sua psiche, in virtù del fatto che, durante quell’attesa, l’omicida restava a piede libero e questo risultava al marito… insopportabile!!!
Ora dopo quanto accaduto, sono in molti a dividersi per quel gesto compiuto…
C’è chi ritiene giusta la decisione di farsi vendetta da se e chi di contro, colpevolizza il gesto compiuto…
D’altronde, secondo la ricostruzione va aggiunto che quanto accaduto, rappresenta un tragico incidente… 
Sembrerebbe difatti che al momento dell’incidente… l’autista del veicolo, non avesse tassi alcolemici o tossici al di sopra dei limiti consentiti e che era stato proprio egli sin da subito a chiamare i soccorsi e che dalle verifiche della polizia stradale intervenuta, la sua auto al momento dell’impatto procedeva fra i 52 e i 54 chilometri orari…
Da quanto sopra si può comprendere quanto difficile quindi sia prendere una posizione di parte…
Certamente decidere di farsi giustizia da se, fa perdere quel concetto di affidarsi alla  giustizia o a quei principi di democrazia su cui si basa la società civile…
Di contro però le Istituzioni tutte – in particolare quanti promuovono le leggi e la stessa magistratura che deve farle applicare – devono comprendere che bisogna dare tempi e pene certe, senza dare modo ai soliti approfittatori… di escogitare soliti cavilli legali che permettono a molti di farla franca e di non pagare mai…
Dopotutto se a ognuno di noi fosse data la possibilità di usare quella famosa locuzione “Occhio per occhio e dente per dente“… domattina credo, avremmo le nostre strade colme di cadaveri…
La verità è che si ha bisogno di tutt’altro e cioè di una giustizia “giusta”, che compia quanto in suo potere affinché non si creino continuamente le condizioni a cui assistiamo…
In caso contrario diventeremo anarchia e sappiamo bene che quella è una condizione che non possiamo permetterci!!!

Ecco… questa è la lista di quanti sono ricattabili!!!

Di notte… già, come quella prima notte, comparve l’Angelo…

Disse: “Perché chiedi aiuto quando sai cosa devi fare, hai tutto con te, si tratta di continuare a far applicare la legge, sapendo però a priori, con chi hai da fare…”.
Qui la giustizia se tu… non ci troviamo in uno di quei paesi assolutisti, qui da noi, non vi sono dittatori a cui dover dar conto, noi siamo un paese democratico, il più liberale e garantista che esiste al mondo!!!
Certo c’è una sostanziale differenza con molti altri, tra cui ad esempio alcuni europei, come l’Italia… 
Lì la giustizia ha un modo tutto suo di procedere…
Si crede che attraverso quei tre gradi di giudizio, si riesca ad ottenere un corretto procedimento, sentore di quella equità tanto ricercata… 
La verità e che si fa soltanto confusione e nel contempo, si ribaltano le sentenze a proprio piacimento o meglio a seconda dell’indagato…
Il motto da loro è… “più soldi, meno pene”, infatti sono tutti contenti: politici, imprenditori, editori, professionisti e mafiosi, e soprattutto quanti operano per quella “ingiustizia”… no, il mio non era un lapsus… 
Tutti sanno che se non hanno commesso efferati delitti, difficilmente andranno in gattabuia, anzi tutt’altro, al limite qualche anno ai domiciliari…
Ma da noi qui la giustizia è diversa e soprattutto giusta: non dimenticarlo… perché sarai tu a decidere!!!
Se non saprai cosa fare, se non troverai le giuste risposte nei tuoi fascicoli, in quelle prove documentali presentate, ricordati… potrai sempre aprire il “libro”…
Sappiamo bene di quanto tu sia deluso nell’aver letto quei nomi, tanti nomi che non ti aspettavi, che credevi di conoscere bene, insospettabili colleghi, amici, conoscenti, ma anche parenti e familiari, certamente sono in tanti, ma ci sono quelli che non si sono fatti corrompere…
Pochi lo sappiamo… ma è per quei pochi che bisogna fare la cosa giusta; non puoi abbandonare tutto, non devi lasciarti andare nell’amarezza e nello sconforto, come, non è il momento di fuggire, bensì si tratta di provare e mutare l’indirizzo preso da questa corrotta città… 
Fai riferimento quindi alle persone oneste, circondati di quanti puoi fidarti e allontana coloro che sai essere collusi e ricattabili…
Non dare loro giustificazioni, non devi darne… allontanale e basta, capiranno da se… in caso contrario, dovrai esclusivamente attendere il momento in cui dovrai giudicarli!!!
D’altronde, non si può cambiare il mondo, come non si può sperare che le persone mutino quelle loro disdicevoli abitudini…
Sono così da sempre, da quando sin da piccoli rubavano ai propri compagni la merenda, adulatori e lacchè con i più forti e chissà forse… per le tante botte prese, sono diventati crescendo così…  arroganti e presuntuosi.
Se si è così da piccoli, crescendo si diventa peggio; dopotutto ciò che si è ricevuto, è quanto tramandato da generazioni, quel “dna” scadente, inetto, vorrei (ma non posso) dire… inferiore!!!
Si tratterà di colpirli ad uno a uno… farli cadere  da quel piedistallo nei quali erano stati posti… finti personaggi in cerca d’autore senza alcun merito, professionisti che usano le parole per nascondere fatti illeciti che da sempre hanno compiuto e che ancora oggi continuano a realizzare…
Sanno solo rubare… nient’altro, si vendono come prostitute per poche briciole e pur apparire in ciò che non sono, s’inerpicano tra collusioni e interessi personali, rivolgendosi a chiunque possa loro fare favori, subendo di conseguenza quei ricatti successivamente imposti!!!
Non saranno mai rinomati, se non per quegli eventi negativi, vedrà Sig. giudice come questi soggetti… verranno piano piano cancellati, fino ad essere completamente emarginati da tutti, vittime dimenticate di quei loro modo d’essere e alla fine, stia tranquillo… ci sarà quel SUO giudizio!!!
L’indomani mattina alle sei, il giudice, era già arrivato… 
Si era parcheggiato con la sua utilitaria dinnanzi a quel Palazzo di Giustizia e finalmente aveva compreso come tutta la sua vita, era stata improntata, per stare proprio lì…
Lì era iniziato tutto e sempre lì… avrebbe terminato la sua opera!!!
F I N E
P.s.
Si precisa che ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Oh… se tu fossi freddo o caldo…

Certo, sono in molti a sapere che la nostra Bibbia si chiude con l’Apocalisse, ma sono altrettanto pochi quelli che conoscono il vero significato “finale” di quel giudizio divino… 

D’altronde, nel leggere quell’ultimo libro, si potrebbe credere come Dio mostri la propria generosità, verso chi sceglie la giustizia, ma risulta essere altrettanto misericordioso verso chi predilige l’ingiustizia!!!
Ma, ecco che inaspettatamente, quasi a pentirsi di quella iniziale decisione, Egli, diventa inesorabile con chi… se ne frega di tutto: “Oh, se tu fossi freddo o caldo! Così, poiché tu sei tiepido, cioè né caldo né freddo, io sono sul punto di vomitarti dalla mia bocca“… (3,15-16).
Mi consola sapere quindi, che almeno nella prossima vita… verremo giudicati con equità e non per come avviene in questa terra…
Già, almeno alcuni secoli fa, esisteva quella netta linea di demarcazione, tra il bene e il male, tra ciò che fosse corretto fare, da quanto non lo fosse…
Si viveva una vita semplice e seppur la realtà fosse molto dura, si comprendeva perfettamente quali fossero i propri diritti e quali gli obblighi da dover rispettare, ognuno di essi, conosceva bene i rischi che correva, violando quelle leggi (o non adempiendo ad esse…) sapeva esattamente a quali pene certe e severe, sarebbe andato incontro…
In quel periodo, si poteva comprendere anche, quali forze mettere in campo e fino a che punto era giusto spingersi…
Viceversa, in questa attuale “democrazia”… non è permesso nulla, neppure esprimere il proprio dissenso pubblicamente senza essere immediatamente censurati…
Comprendo bene, i rischi che si hanno nel voler tentare d’accelerare alcuni processi sociali, ricercando sempre e in ogni circostanza, quella chiarezza d’azione, che a volte risulta eccessiva (ai pian alti…), ma che serve a comprendere fino in fondo, verso quali processi, sociali e culturali, ci si sta indirizzando…
Per cui, se pur comprendo quali cambiamenti abbiano necessità e di quanto tempo necessitano la loro attuazione, non posso che costatare, come il più delle volte, questi tempi… sembrano prolungarsi all’infinito, risultando flemmatici, quasi per non voler approdare a “nulla”…
Mi sembra che a volte si preferisca restare dinnanzi a quella soglia… che forse, non verrà mai aperta!!!
Sì… è come riportavo sopra, continuare a indugiare perennemente… è come voler insistere in quella formale esitazione: né caldi e né freddi, ma semplicemente tiepidi!!!

Catania: costretto a scappare perché lo Stato non è in grado di proteggerlo!!!

E’ incredibile quanto accade nella nostra città… e cioè, constatare come un semplice cittadino, nello svolgimento della propria mansione all’interno di una struttura pubblica, possa venire ferocemente aggredito da terzi e successivamente l’accaduto, dopo aver subito quelle vessazioni, invece di trovare conforto in quanti dovrebbero applicare quelle necessarie strategie (affinché tali incresciose situazioni non debbano mai accadere e soprattutto dimostrando il proprio appoggio nel sostenere quelle vittime), ecco, diversamente da ciò, si consiglia loro… d’abbandonare la propria terra, per possibili ritorsioni…
Non entro nei meriti di quanto accaduto (basta ricercare nel web…), ciò che risulta essere grave, è quanto realizzato successivamente dalle nostre istituzioni… attraverso la richiesta di allontanamento!!!
Allora cosa facciamo… scappiamo tutti???
Come, ci viene chiesto da ogni palco di non essere omertosi, di ribellarci a questo sistema criminale e poi… quando si compiono quei gesti “eroici“, lo Stato cosa fa… ci lascia soli!!!
Non c’è bisogno d’andar lontano… basta già la mia vicenda personale per dimostrare quanto sopra… ma il sottoscritto, a differenza di quanto potrebbe venirgli richiesto…  non va da nessuna parte, anzi, rimane qui e fa quanto questo Stato (debole…) non è capace di fare!!!
La verità, è che dovrebbero andarsene loro… e non parlo di quei pseudo “criminali” (quelli andrebbero trasportati in un isola…), bensì di coloro che stanno seduti in quelle poltrone  e mandano in “esilio” quanti fanno il proprio dovere, di semplici e onesti cittadini….
Dopotutto loro e/o il loro familiari (senza aver fatto nulla… come per esempio presentare personalmente una semplice denuncia…) camminano con la scorta, mentre chi ha denunciato, chi ha fatto condannare criminali, ecc.., ecco questi per lo “stato” non possono essere difesi… anzi, vanno “abbandonati” o ancor meglio… “TRASFERITI” in un’altra regione!!! 
Ma fino a quanto si può essere così… vili, codardi e vigliacchi???
Come si può chiedere di fare ciò… ad un padre di famiglia???
Qual’è il messaggio che deve passare… che in questa città, già in questa terra… bisogna subire sempre incondizionatamente??? 
Cosa insegniamo ai ragazzini… già cosa dovrò riportare in questi giorni ad alcuni alunni delle nostre scuole, che le azioni violente commesse da pochi, hanno purtroppo il sopravvento sulle regole morali e sulla giustizia civile… 
D’altronde di quale giustizia stiamo parliamo, di quella che ancor prima di combattere, alza bandiera bianca e dichiara apertamente che la criminalità… vince sempre e in ogni occasione???
Ora, a fatto compiuto… si parla di “intensificare le misure di vigilanza al presidio ospedaliero Vittorio Emanuele nell’ambito del «piano coordinato di controllo del territorio»”… 
Sapete cosa si dice a Catania: “quannu a Sant’Aita sarubbanu…  ci miseru i canceddi i ferru”… ( quando  rubarono i gioielli della patrona della città S. Agata, hanno posto a protezione dei cancelli di ferro…). 
Dopo aver ascoltato tutti i notiziari nazionali, che riportavano dell’allontanamento del medico, ho pensato che forse sarebbe stato meglio vivere nel “Far West”…
In quel periodo almeno, qualcuno di quei cittadini (più coraggiosi e audaci), avrebbe forse potuto ripristinare quell’ordine e quella giustizia mal rappresentata da quella figura istituzionale posta in essere: già, l’avrete visto tante volte in quei film… quel debole sceriffo (quasi sempre ubriaco…) che oltre a non far nulla per paura, sceglieva di andar d’accordo con i criminali!!!
Sì… passa il tempo e mi accorgo ogni giorno di più, di quanto siano lontani da quegli insegnamenti (dati da quei nostri eroici… caduti nel compiere il proprio dovere…) i nostri attuali uomini (e donne), istituzionali… 
Uno di quelli era il giudice Borsellino che in una sua frase riportava: “E’ normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti”…
Il sottoscritto ne predilige (sempre di lui…) un’altra: Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola!!!

Nuova requisitoria per l'ex Presidente della Regione Siciliana

Eravamo giunti all’ultima udienza (dinnanzi alla terza sezione penale della Corte d’appello di Catania) con la requisitoria del processo all’ex leader del Mpa Raffaele Lombardo (ed ex presidente della Regione Siciliana), condannato, il 19 febbraio 2014, in primo grado a sei anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. 
In aula, per l’accusa erano intervenuti il sostituto Procuratore generale Sabrina Gambino e il sostituto procuratore Agata Santonocito…
Come sempre, l’ex presidente Lombardo, assistito dai propri legali, si era proclamato innocente!!!
La requisitoria del processo fu aggiornata a questo mese d’Ottobre… ma per l’appunto, alcuni giorni fa, abbiamo scoperto che ci vorrà un’altra udienza, la quarta, per conoscere la richiesta dell’accusa…
I tempi del processo… già finora abbastanza estesi (va ricordato infatti che il processo si sta svolgendo con il rito abbreviato) hanno ricevuto quindi, una richiesta da parte dei sostituti procuratori, per un’ulteriore requisitoria… ribadendo di essere in possesso di quelle prove necessarie, che inchioderebbero Lombardo a precise responsabilità!
Il tutto – secondo i magistrati – è basato su dichiarazioni, incontri, testimonianze ed episodi, che confermerebbero le loro accuse e proverebbero il sostegno “politico” dato, direttamente (o indirettamente) all’ex presidente, da una parte di quegli ambienti mafiosi…
Per cui, l’udienza per adesso è stata rinviata e verrà ripresa intorno ai primi giorni di Novembre… con la formulazione delle richieste dell’accusa, alle quali ovviamente, seguiranno le arringhe degli avvocati difensori…
E’ un momento di grande “fibrillazione” giurisprudenziale questo… in quanto ciò che vi è in gioco, è il “reato di concorso esterno” e cioè dove il soggetto incriminato, non è parte integrante o direttamente affiliato a quel mondo criminale, ma si mette “a seconda delle circostanze” a disposizione –grazie alla posizione privilegiata acquisita– della medesima…
A mio modesto parere, ciò che sta avvenendo – in particolare all’interno delle nostre aule di Giustizia di Catania – è di determinare o ancor meglio “limitare”, quelle regole di partecipazione criminosa…
In particolare ciò che si vuole far evidenziare è la demarcazione “morale”, che punisce per l’appunto colui che, pur non partecipando materialmente al reato… (attraverso proprie azioni specifiche) le avalla di fatto, incentivandole (o suggerendole) a chi di dovere, attraverso messaggi subliminali, mezze parole, cenni d’intesa, strette di mano e omissioni; tutte azioni capaci di rafforzare la volontà di colui (o di coloro) che compiono successivamente quegli atti materiali…
Non bisogna però trascurare, quanto espresso dalla Corte Europea (ma anche da un giudice di Catania per un’altro noto procedimento in corso…), che ha posto in luce un argomento fondamentale e cioè l’assenza di una disposizione normativa sul concorso esterno!!!
Quanto sopra rappresenta un tema fondamentale per la nostra legislazione, che vive esattamente sul dogma del principio di legalità in virtù del quale, nessuno, può essere punito per un fatto che, al momento della sua commissione, non è previsto dalla legge come reato e sono in molti difatti – tra gli studiosi di diritto – a dichiarare che la legge, non contempla il concorso esterno!!!
Non si tratta quindi di doversi schierarsi per l’una o per l’altra interpretazione legislativa, ma far in modo che venga sempre rispettata la legge in maniera corretta!!!
A breve, vedremo cosa accadrà…