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IRAN: L’odore della polvere da sparo…


C’è un odore strano in queste ore che arriva da quella parte di mondo…

Un’aria che non si limita a sfiorare le coste che dal Mediterraneo orientale si ergono al Golfo Persico, ma si insinua silenziosa nelle pieghe dei notiziari, nei toni misurati dei diplomatici, nelle manovre navali che nessuno commenta troppo a voce alta.

Tra qualche giorno, forse ore, gli Stati Uniti potrebbero attaccare l’Iran! Non è una previsione buttata lì per alimentare il panico, né uno di quegli allarmismi che svaniscono con il cambio della marea, questa volta c’è qualcosa di diverso nel modo in cui le cose vengono dette, nel modo in cui certe fonti – come il New York Times – lasciano trapelare dettagli con la precisione di chi sa già dove si andrà a parare. 

Trump, pare, stia valutando un colpo preciso, chirurgico, qualcosa che dimostri a Teheran che i tempi dell’ambiguità sono finiti. E mentre a Ginevra si prepara l’ennesimo incontro tra negoziatori, molti lo vedono non come un passo verso la pace, ma come l’atto finale prima dello scempio.

Eppure, se si osserva con attenzione, non sembra esserci più nessuno davvero interessato a fermare ciò che sta per accadere. Non perché tutti vogliano apertamente la guerra, ma perché a nessuno conviene evitarla. Prendete i paesi del Golfo: ufficialmente, chiedono dialogo, moderazione, soluzioni pacifiche. Ma basta leggere tra le righe per capire che un Iran privato del suo programma nucleare, o addirittura destabilizzato da un intervento esterno, rappresenterebbe per loro una liberazione strategica. 

Hanno paura, eccome se ne hanno. Paura di un equilibrio che si sposta, di un vicino che diventa padrone della regione grazie alla minaccia atomica. E allora, anche se restano in silenzio, anche se firmano dichiarazioni di pace, quel silenzio suona come un assenso. Perché quando il fuoco parte, saranno i primi a soffiare sulle braci.

E poi ci sono gli altri protagonisti di questa partita senza regole. Trump, certo. Ma anche Netanyahu; due uomini ai quali, in fondo, serve lo stesso risultato: distogliere lo sguardo. Uno è alle prese con inchieste che non accennano a placarsi, con un consenso interno che si sgretola, con un’immagine pubblica messa a dura prova da scandali che non riesce più a controllare. L’altro, dall’altra parte del Medio Oriente, ha problemi simili: accuse, processi, opposizioni crescenti

In momenti come questi, cosa c’è di meglio di un nemico comune? Di un conflitto che riunisca la nazione attorno alla bandiera, che cancelli i titoli sui giornali dedicati ai guai personali e li sostituisca con quelli sul coraggio del leader? Per entrambi, un attacco all’Iran non sarebbe solo una decisione geopolitica. Sarebbe una terapia mediatica. Una resurrezione politica costruita sulle macerie di un altro paese.

Le navi americane sono già in posizione ed altre stanno arrivando… I piani operativi, si dice, includono obiettivi altissimi: non solo impianti nucleari, ma figure centrali del regime, persino il successore designato di Khamenei. A Teheran, intanto, Ali Larijani viene preparato al ruolo di transizione, come se tutti sapessero già che il tempo stringe, che il cielo potrebbe aprirsi in qualsiasi momento su un temporale di fuoco e metallo. 

Lo chiamano “piano di continuità”, ma in realtà è un rito funebre anticipato, una conferma che nessuno crede più alla pace. Anche i manifestanti, gli studenti che gridano “Morte al dittatore” nei campus, entrano in questo disegno. Chi ci guadagna dalla loro ribellione? Forse Trump, che può dipingere l’Iran come un paese allo sbando, pronto a essere liberato da un intervento esterno? O forse proprio il regime, che usa la minaccia di guerra per giustificare la repressione, per tenere uniti i ranghi sotto la bandiera del pericolo nazionale?

E così, mentre Araghchi parla di accordi “win-win” e di porte ancora aperte, mentre si discute di concessioni e controlli, la macchina militare continua ad avanzare, indifferente alle parole. La diplomazia sembra ormai una scenografia, un sipario che copre quello che sta per accadere dietro le quinte. La verità, forse, è che la guerra non è mai solo una questione di politica estera. È anche, e soprattutto, una questione di politica interna. È il modo più antico per distogliere lo sguardo, per spostare l’attenzione da ciò che non funziona a casa verso un nemico comune, lontano e sconosciuto. 

E in questo gioco di specchi, l’Iran, gli ayatollah, il loro programma nucleare, diventano solo una pedina, una scusa perfetta per regolare i conti che non hanno nulla a che fare con l’uranio arricchito.

Già… quello che permette di rimettere tutto in ordine, almeno per un po’. Giovedì a Ginevra parleranno ancora, ma io ho il presentimento che, quando torneranno alle loro capitali, l’aria avrà già cambiato odore e non sarà il profumo delle trattative compiute… ma viceversa, sarà l’odore della polvere da sparo

L'ennesima lite per problemi condominiali finisce col fuoco!!!

Avevo scritto solo pochi giorni fa che le riunioni condominiali, si stanno trasformando in qualcosa di rischioso, in particolare quando quest’ultime, se costituite da un particolare numero di soggetti, può determinare in taluni soggetti, degli atti di violenza…

Forse sarebbe meglio che in queste circostanze ci si adoperi attraverso la presenza di una guardiania privata, almeno si evitano i rischi di gesti folli…

L’ultimo accaduto ieri pomeriggio in provincia di Napoli, dove un uomo a cosparso di un liquido infiammabile una donna con cui aveva litigato per futili motivi, dandole fuoco con un accendino, a quanto si è saputo, dopo una lite per dissidi condominiali, in fiamme è stata data anche la sua auto. 

I carabinieri intervenuti hanno arrestato per tentato omicidio, aggravato per futili motivi, un uomo, mentre la donna, madre di tre figli, ha riportato ustioni diffuse sul corpo (50%) ed è stata trasportata presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli le sue condizioni restano gravi le sue condizioni, è considerata in pericolo di vita.

Ieri sera ascoltavo la notizia sul Tg nazionale e si parlava di un lenzuolo steso al sole ad asciugare che ostruiva l’ingresso di un box…

Ora mi chiedo, secondo voi quanto appena scritto può rappresentare un valido motivo per dar fuoco ad una donna, ma anche ad un altro uomo, può un motivo così futile scatenare una rabbia così violenta da condurre un altro essere umano quasi alla morte???

Scusate, ma la ragione non dovrebbe prevalere sull’istinto???  Cosa sta succedendo??? Ogni giorno rabbrividisco ascoltando le notizie sul web!!!

Già…, sembra che la vita non valga più nulla, chiunque, sia per puro sfogo personale che per un immotivato o demenziale divertimento, può oggi prenderci la nostra vita e farne ciò che vuole, per poi – è questa è la cosa peggiore – non pagarne minimamente le conseguenze o quantomeno le pene inflitte risultano così blande che è diventata quasi una moda eliminare, stuprare, rapinare, ferire, etc… perché alla fine, ciascuno di quei soggetti, sa che non pagherà nulla, già… grazie a questa nostra tenue giustizia…

Una riunione condominiale finisce col fuoco!!! La prossima prevedo, se continua così nell'indifferenza generale, finirà nel sangue!!!

A Torino Pietra Alta la riunione di condominio finisce male: l’amministratore tenta di dare fuoco a un condomino!!!

Alcuni presenti ormai esasperati, durante una riunione di condominio hanno rischiato di diventare vittime “infuocate”… già, nel senso letterale della parola!!!

Mercoledì 9 agosto c.a., durante una convocazione assembleare, l’Amministratore ormai stanco di sentirsi accusare di avere eluso le casse del condominio (sull’accaduto tra l’altro sono in corso accertamenti d parte degli organi giudiziari, ma alcuni condomini sono certi che egli abbia fatto sparire parecchie somme, tanto da aver chiesto la sua revoca), beh… secondo quanto riportato, quell’amministratore di condominio ha rovesciato addosso ad un avvocato – invitato da alcuni condomini ad assisterli – una sostanza infiammabile, tentando di appiccare le fiamme con l’uso di un accendino che per fortuna non ha funzionato salvandolo così da un incendio certo…

A quel punto i presenti dopo aver separato i due soggetti hanno chiamato immediatamente i carabinieri, i quali hanno arrestato l’amministratore con l’accusa di tentato omicidio. 

I militari dell’Arma hanno quindi eseguito un sopralluogo nella sede legale dell’amministratore, trovando un liquido compatibile con quello versato addosso alla vittima che come riportato sopra, non ha evidenziato alcun danno, se non lo spavento…

Ripeto quanto già evidenziato in un mio precedente post, intitolato “Omicidi compiuti nelle riunioni condominiali??? Ho come la sensazione che alcune negligenze vadano ricercate nell’operato superficiale di una parte delle nostre Istituzioni!!!”. link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/07/omicidi-compiuti-nelle-riunioni.html

E sì… perché fintanto che l’illegalità viene consentita da questa nostra fallace giustizia o dovrei dire da taluni suoi togati, gli stessi che per motivi irrazionali non garantiscono neppure l’operato di quegli stessi amministratori giudiziari da loro stessi nominati, come pensate che le cose possano cambiare…

Già… perché quest’ultimi sono chiamati a difendere le ragioni di quei poveri condomini sottomessi ad accertate imposizioni e soprattutto raggiri e truffe compiute da taluni amministratori (protetti da quel sistema…) e da quei suoi lacchè, ma non solo, questi amministratori la cui mala-gestio è stata accertata dalle forze dell’ordine, beh… dopo essere stati indagati e soprattutto rinviati a giudizio per una sfilza incredibile di reati gravi, continuano come nulla fosse, già… prendendo per il culo sia la giustizia (che evidenzia con le sue azioni tutte quelle proprie lacune, auspico che trattasi soltanto di questo e che non vi sia qualcosa altro, come solitamente scopriamo ogni giorno in questo nostro corrotto Paese…), ma soprattutto quel suo apparato, grazie all’utilizzo di meccanismi elusivi e ad una serie di espedienti che permettono a quell’ex amministratore di rimanere di fatto in “carica” attraverso suoi complici, tra referenti (e/o familiari), ma principalmente non permettendo a chi è stato nominato propriamente da quel Tribunale, di poter compiere quanto dovuto, non avendo consegnati i documenti contabili!!!

Già… tutti sanno, ma nessuno fa nulla: che schifo di giustizia, abbiamo, una completa vergogna sia per lo Stato ma ancor più per quei cittadini coraggiosi che cercano in maniera legale di far emergere quei principi di legalità!!! 

Ma la circostanza più assurda è dover stare ad ascoltare tutte quelle parole sterili pronunciate solitamente durante abituali commemorazioni, incontri con i giovani o convegno sulla legalità, già… frasi espresse dal nostro Presidente della Repubblica e da tutti quei referenti istituzioni: Denunciate, denunciate e ancora denunciate, che lo Stato è con voi!!! Sì perdonatemi ma mi viene da aggiungerei: “e con lo Spirito Santo”!!!    

Auspico solo che a breve qualcuno vorrà spiegare cosa sta accadendo all’interno di quel Tribunale peloritano, perché il sottoscritto da ben cinque anni, non riesce a capirlo: sì… ho come la sensazione che quando a breve si giungerà a quella tanto auspicata sentenza definitiva, forse… sarà troppo tardi, perché vedrete… nel frattempo, qualcuno ci avrà rimesso la pelle!!!