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FUTURO NAZIONALE. Generale Vannacci: Chi mi ama mi segua.


Il generale Roberto Vannacci getta la maschera e presenta il suo partito. “Futuro Nazionale” è il nome e l’intento della sua sfida: dare corpo a una destra che definisce “vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa” e che affonda le radici in valori netti e senza compromessi. È un messaggio diretto a un’Italia che descrive come “una polveriera pronta a deflagrare”, piena di energia repressa e talento umiliato”.

Il senso del progetto Futuro Nazionale si legge già nel suo nome e nel suo simbolo, un’operazione di comunicazione studiata per parlare a un’area specifica dell’elettorato. Il nome evoca appartenenza e continuità nazionale, mentre il logo, con il suo font spigoloso che alcuni associano a un’estetica littoria e la prevalenza dei colori tricolore e blu, si rivolge chiaramente a un elettore di destra sociale. 

Dietro questa scelta grafica c’è un messaggio forte: il generale non si pone come un moderato, ma come il rappresentante di una destra che definisce “vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa”. Una promessa di netta discontinuità da ciò che viene percepito come il “linguaggio misurato” e le “vie di mezzo” della politica attuale, di cui molti italiani sarebbero stufi.

Questo slancio si concretizza in un programma strutturato attorno alla parola “VITALE”, declinata in sei pilastri. Si parte dalle Virtù militari di coraggio e dovere, si passa per l’Identità nazionale posta al di sopra delle istituzioni, per arrivare alla difesa delle Tradizioni, viste come radici da proteggere da fenomeni come l’immigrazione di massa, definita un fattore di disgregazione sociale. 

L’Amore è quello per la famiglia “conforme alla natura”, fondata sull’unione di un uomo e una donna. La Libertà si traduce nel diritto all’autodifesa estrema e nella proprietà. Infine, l’Eccellenza è il rifiuto della mediocrazia a favore di un Paese che premi il merito. Un manifesto che, nella sua coerenza radicale, vuole essere una risposta a un Paese che Vannacci descrive come una “polveriera pronta a deflagrare”, piena di energia repressa e merito non riconosciuto.

Ed è proprio questa proposta a scuotere gli equilibri del centrodestra, come dimostra il primo sondaggio che misura il potenziale di Futuro Nazionale. La rilevazione di YouTrend lo colloca al 4.2%, superando quindi sia l’attuale soglia di sbarramento del 3% sia quella del 4% in discussione. Il dato più significativo, però, è l’origine di questi consensi. Il nuovo partito attinge principalmente dall’area della destra parlamentare, sottraendo più voti a Fratelli d’Italia (-1.1%) che alla Lega (-0.9%), con un impatto minore su Forza Italia. 

Questo conferma che Vannacci agisce più come un fattore di redistribuzione interna alla coalizione di governo che come un attrattore di nuovi elettori, dato che solo il 13.5% proverrebbe da indecisi o astenuti. È qui che si annida il vero incubo per il governo: la prospettiva di un’erosione costante che, in uno scenario elettorale, potrebbe compromettere la maggioranza e forse è proprio questa la forza di questo nuovo partito, raccogliere tutti quei cittadini delusi dalla politica, da questo governo, dai suoi interpreti, anche di quelli dell’opposizione, che si dimostrano essere – mi riferisco al Pd – solo a voce contrari, ma quando si tratta di votare contro un soggetto di quel sistema, in particolare quando si tratta di proteggere uno di loro, vedasi il far valere le immunità parlamentari, ecco che improvvisamente non esiste opposizione, ma unione (chissà forse dobbiamo pensare di quanto ciascuno di essi sia compromesso…d’intenti.

La reazione dei partiti di governo non si è fatta attendere e spiega la durezza degli attacchi personali. Da una parte c’è la delusione amara di Matteo Salvini, che ha accolto Vannacci quando “aveva tutti contro” e lo ha promosso a vicesegretario, sentendosi tradito nella lealtà. Dall’altra, c’è la preoccupazione di Fratelli d’Italia, che vede scalfita la sua egemonia sull’area sovranista. 

Gli attacchi alla persona, il dipingerlo come un corpo estraneo o un nostalgico, nascondono il timore concreto per quei punti percentuali che, secondo le proiezioni, potrebbero oscillare tra il 4.5 e il 7%, numeri sufficienti a destabilizzare una coalizione. Il vero terrore è che il generale riesca a catalizzare il malcontento di quella parte di Paese che aspetta qualcuno che stravolga un sistema percepito come casta, clientelare e avverso alla meritocrazia, promettendo invece “l’unica destra che io conosca”. 

“Per questo, oggi più che mai, il messaggio del generale – ‘Chi mi ama, mi segua‘ – risuona come una sfida diretta e un appello alla mobilitazione e chissà se, sulla spinta di questa rinnovata energia, non possa finalmente nascere insieme a “Futuro Nazionale” un’altra alternativa, sì… in grado di destabilizzare definitivamente questo sistema partitocratico, che negli anni si è dimostrato non solo fallimentare, ma soprattutto, profondamente e certamente colluso.”

Non lasciare che le critiche distruggano i tuoi sogni. L’unica persona che non commette mai errori è quella che non fa nulla!


Non sono certo che quanto raccontato sia realmente accaduto e sospetto che questa storiella su Einstein che ho trovato nel web, possa essere una di quelle notizie create per aumentare lo share…

Tuttavia, leggendola, ho pensato a lungo a quanto sia profondamente vero quanto descritto, perché rappresenta perfettamente il mondo in cui viviamo oggi e soprattutto la stupida semplicità di molti suoi interpreti.

Ed allora eccovi riportata la nota: Un giorno Albert Einstein scrisse sulla lavagna: 9 x 1 = 9, 9 x 2 = 18, 9 x 3 = 27, 9 x 4 = 36, 9 x 5 = 45, 9 x 6 = 54, 9 x 7 = 63, 9 x 8 = 72, 9 x 9 = 81, 9 x 10 = 91. Nella sala scoppiò il caos perché tutti videro l’errore e iniziarono a prenderlo in giro. Lui aspettò che tutti tacessero e disse: “Anche se ho risolto correttamente nove problemi, nessuno mi ha applaudito. Ma quando ho fatto un errore, tutti hanno iniziato a ridere”.

Questa è l’essenza del giudizio superficiale che domina la vostra mente, dove il clamore per un solo fallimento oscura il silenzio per nove vittorie. È la prova che la società noterà sempre il tuo minimo sbaglio, perché è più facile deridere che comprendere, è più comodo distruggere che costruire.

E questo meccanismo perverso è alimentato proprio da quella massa di interpreti retti dalla stupida semplicità, che si affrettano a giudicare senza mai aver prima operato.

Ed anch’io infatti, per chi non fa nulla, per tutti quegli ignavi che osservano dal bordo del campo senza mai sporcarsi le mani, non provo che un disprezzo assoluto. Già… la stessa indignazione che riservo anche a quanti, peggio ancora, si sono fatti lacchè servili di questo sistema corrotto e clientelare, piegando la schiena in cambio di un misero vantaggio.

La loro è una vigliaccheria che supera ogni errore, perché mentre lo sbaglio di chi agisce è un segno di umanità, la loro perfezione sterile è il sigillo della viltà!

Ecco perché rivolgendomi a quanti – tra i miei giovani lettori – sono ancora puri e non compromessi, anche – ahimè – dagli infetti insegnamenti sterili dei propri genitori che si sono da tempo venduti, perdendo la dignità, beh… dico loro: non lasciate che le altrui risate, che il loro stridulo coro di critiche, distruggano i vostri sogni.

Continuate a scrivere sulla lavagna della vita, anche se il decimo risultato potrebbe essere sbagliato, perché l’unica persona che non commette errori è quella che non fa nulla, e quella è una condanna ben peggiore di qualsiasi giudizio!!!

Lasciamo quindi che continuino a ridere del nostro presunto 9 x 10 = 91. La loro risata è l’inno di chi non ha mai osato abbastanza da rischiare di sbagliare. Noi, invece, continueremo a costruire, problema dopo problema, con la nostra imperfezione come stendardo e la nostra integrità come unica bandiera.

Perché è solo chi non fa nulla che non sbaglia mai, ed è proprio quella la sua unica, triste, vittoria…

Affari tuoi: caro Amadeus vorrei dimostrare come battere il "Dottore"!!! Se ci riesco e supero l'importo di 100.000 euro, lascio tutto in beneficienza!!!

Caro Amadeus, dopo aver visto la scorsa settimana le tue performance al Festival di Sanremo ed in questi giorni, nell’attesa di vedere una fiction promossa su Rai dopo il tuo programma “Affari Tuoi”, ho cercato di comprendere il perché questo gioco dei pacchi, faccia così tanto impazzire i miei connazionali…

E così durante queste serate, insieme a mia figlia Alessia, abbiamo osservato quei concorrenti prescelti che, di sera in sera, si vanno alternando, verificando altresì come quel loro modo di giocare, rifletta in un certo senso la loro vita e difatti la maggior parte di essi, nell’inseguire la buona sorte, punta tutto sulla fortuna e mai sulle capacità di gioco. 

Mi riferisco in particolare a quella inadatta gestione; difatti, la maggior parte di loro crede di battere quel loro avversario (celato) con soluzioni fantastiche; non comprendono che a differenza loro, quel “dottore” fa di tutto per indirizzare la partita a suo piacimento e infatti, molti questa peculiarità non la comprendono e proseguono – per quanto ho potuto costatare – sperando di trovarsi dinnanzi ad un avversario dai modi gentili, sì… direi quasi generosi, magnanimi, come se volesse o ancor peggio “potesse” regalare quel denaro che ricordo non è suo e del quale deve dar certamente conto!!!

Difatti quell’invisibile “dottore“, sin dall’inizio, fa in modo che nessun concorrente si aggiudichi mai cifre astronomiche; sì certo ogni tanto qualcuno – per esigenze di ascolti – riesce a vincere qualche somma importante, ma solitamente la maggior parte di quei giocatori perde e quasi sempre per colpa loro!!! 

D’altronde va detto, in questo gioco conta poco credere che il pacco ricevuto sia quello fortunato, peraltro a parte il “dottore” nessuno conosce il contenuto, quindi si tratta semplicemente di una sensazione che conta nulla, come peraltro scegliere di volta in volta il pacco da eliminare è solo una questione di fato, ma anche provare a scambiare il proprio pacco con un altro auspicando che in quello appena ricevuto vi siano i 300.000 euro, ecco, quanto sopra sono soltanto cazzate!!!

Non è così che vince e non posso in questo post descrivere quale modalità  attuare per farlo, ma con questo messaggio Amadeus, vorrei dirti che se mi verrà concessa la possibilità potrei dimostrarlo, premetto, senza alcuna esigenza di dover andare in diretta, quantomeno ti chiedo che se riuscissi nell’intento, quanto compiuto vorrei venisse divulgato!!! 

Immagino ioltre che se ciò dovesse accadere – con il “dottore” quindi sconfitto… – sicuramente egli vorrà avere la rivincita, ecco in tal caso chiedo quantomeno corretto esplicarla pubblicamente e per incentivare te, i tuoi autori e tutta la Rai, sono sin d’ora disponibile ad effettuarla confermando quanto riportato nel mio titolo d’apertura!!!

Amadeus, comprendo bene che questa mia richiesta sia abbastanza insolita e potrebbe non venir accettata, già… mia figlia mi faceva notare che se dovessi vincere, chiunque dei tuoi concorrenti potrebbe adottare questa mia “personale” abilità di gioco e ciò potrebbe far saltare il banco o per meglio dire, il tuo stesso programma!!

D’altro canto, pur comprendendo l’eventuale decisione di non invitarmi per non rischiar di perdere la faccia (ah… dimenticavo, se invitato posso tranquillamente venir a mie spese, al limite mi offrirete un caffè…), certamente il guanto di sfida che sto lanciando pubblicamente confermerebbe – nel caso di mancata convocazione – la tesi affermata dal sottoscritto e cioè che avrei tranquillamente potuto vincere!!!

Ah… dimenticavo di anticiparti anche un’ulteriore possibile circostanza: sono sicuro che già durante l’eventuale sfida “ufficiosa” e soprattutto nel caso in cui io vincessi, i tuoi autori conoscendomi penseranno che se andassi come concorrente in diretta, potrei sbancare anche il miglior share finora realizzato dal tuo programma: perdonami… non lo dico per presunzione, ma vedrai, ti basteranno pochi minuti per conoscermi e convincerti… 

Ed allora mio caro Amadeus, nel salutarti auspico che tu abbia apprezzato quantomeno la foto pubblicata e in attesa di un tuo cortese riscontro, non mi resta che salutarti insieme a tutto il tuo staff e nel frattempo ti confermo che continuerò a guardare “Affari tuoi”…

Viene lanciata una sfida a quanti dichiarano d'essere onesti e corretti…

Mi sono rotto di ascoltare i miei conterranei che vanno giudicando quanti vengono arrestati, condannati, portati alla gogna dai vari notiziari locali, quotidiani e siti on line, sapendo di come dopotutto… anch’essi, durante la loro vita, hanno realizzato eguali comportamenti altrettanto indegni…

Ed allora con alcuni amici si è pensato di lanciare una sfida in questa pagina e in quelle social  ad essa collegata…
Il messaggio quindi è per tutti coloro che ripetono d’essere da sempre onesti!!!

Il requisito richiesto per partecipare è: non essersi mai prestati a compromessi, non essere ricattabili, non possedere alcun “scheletro nel proprio armadio”, dimostrare in qualunque momento d’aver vissuto in maniera leale…

Inoltre, possono far parte di quella lista, tutti coloro che durante gli anni non si sono mai sottomessi ad alcun politico, che non hanno ricevuto alcun vantaggio personale per se o per i propri cari, che non si sono mai venduti nelle segreterie politiche, che non si sono mai interessati a procurare voti in cambio di favori… (è certamente permesso… aver indirizzato quel proprio voto, a chi si riteneva valido a rappresentarli, senza successivamente ricercati… per quei propri interessi…)  

Vengono di contro esclusi, coloro che puntando il dito senza averne facoltà, sono sempre pronti a giudicare “la pagliuzza” degli altri, senza vedere “la trave che hanno nel loro occhio“…

Sono quest’ultimi difatti i primi a criticare, a commentare o disapprovare quelle possibili azioni illegali, mostrando una certa ripugnanza, verso quei soggetti… collusi, corrotti, mafiosi, mentre loro, dall’alto di quei piedistalli, si ergono a paladini della giustizia, retti e incorruttibili… 
E’ dire che proprio quest’ultimi sono di fatto i primi doppiogiochisti, manifestano quelle proprie azioni come lacchè, stanno dietro gli altri e abitualmente in silenzio, frequentano solitamente i più forti, sì… quei propri superiori che “lisciano” quotidianamente, sperando d’ottenere qualche vantaggio…
D’altronde, questi inconcludenti personaggi se ne infischiano degli altri e non hanno alcun interesse per ciò che rappresenta la vita sociale, per chi soffre, per chi manifesta una condizione disagiata, per chi non ha nulla… 
In cuor loro… odiano tutti, anche i loro stessi colleghi; in modo subdolo ne vanno criticando le capacità e senza reali argomentazione, provano a sminuirli…
Sanno di non essere meritevoli e da loro fastidio comprendere di come gli altri, riescano ad andare avanti senza ausili esterni, senza alcuna necessità di matrimoni d’interesse, ma soprattutto senza l’influenza “da famigghia” (in tutti i sensi…)…  e dire che si considerano persone perbene…
E quindi, a tutti coloro che si riconoscono tra quei soggetti onesti, pieni di qualità, rettitudine e integrità morale, viene lanciata loro una sfida!!!
Se siete sicuri delle vostre azioni, esponetevi pubblicamente, sapendo sin d’ora a quali rischi potreste andare incontro –già… qualcuno potrebbe riconoscervi e palesare qualche vostra celata “macchia”- ad esempio, riportando alcuni comportamenti disonesti compiuti nel corso della propria vita (come l’aver richiesto favori personali o l’aver percepito illegalmente del denaro per aver favorito qualche procedura o collusione, tutte circostanze con cui finora si è segretamente convissuto…) e di cui forse… qualcuno è ben a conoscenza.
Certo, il rischio di essere “sputtanati” esiste, anche perché si sa… la perfezione non esiste!!!
Ma vi è una differenza sostanziale in quei gesti: molti di essi difatti non rientrano nella tipologia attualmente ricercata; in questa sfida, verranno esaminate tutte quelle azioni per le quali si è determinato un vantaggio personale e/o certamente finanziario… 
Naturalmente, le informazioni ricevute (inviate al sottoscritto da quanti ne sono direttamente a conoscenza) non verranno pubblicate, ma saranno inoltrate al destinatario di quel nominativo posto per l’appunto in elenco: se egli sarà in grado di chiarire in maniera leale quelle pertinenti imputazioni, perdurerà in quella lista, viceversa, se le risposte non saranno giustificate, ahimè… verrà depennato da quell’elenco!!! 
Per evidenti ragioni, si è costretti a limitare quei nominativi, a quanti appartengono alla sola Provincia di Catania: sarebbe dopotutto complesso ampliare quella ricerca a tutta la regione.
Vi è d’altronde un’altra motivazione: restringendo il campo risulterà più facile a ciascuno di noi, collegare quel nome con fatti e circostanze, di cui potremmo essere a conoscenza… 
L’email a cui scrivere è quella indicata in fondo tra le note del blog, oppure potete inviare richiesta scritta sui social: appena verrà raggiunta la cifra considerevole di almeno 1000 unità, inizierò a pubblicare quei nomi…
Non so come spiegarlo… ma ho già la sensazione (approssimativa) di conoscere la cifra massima che raggiungerà quella lista.
Io per cominciare, inizio mettendoci il mio di nome:
  NOME                    COGNOME       DATA DI NASCITA         CITTA’
  Nicola                       Costanzo                    1967                        Catania  

La negazione ai valori di giustizia e legalità…

Caro Paolo,
oggi siamo qui a commemorarti in forma privata perché più trascorrono gli anni e più diventa imbarazzante partecipare il 23 maggio ed il 19 luglio… a quelle cerimonie ufficiali che ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio.

Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà.
E come se non bastasse, Paolo, intorno a costoro si accalca una corte di anime in livrea, di piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e a barattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi.
Se fosse possibile verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa il 19 luglio, di concederci un giorno di tregua dalla loro presenza. 
Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.
Voi che a null’altro credete se non alla religione del potere e del denaro, e voi che non siete capaci di innalzarvi mai al di sopra dei vostri piccoli interessi personali, il 19 luglio tacete, perché questo giorno è dedicato al ricordo di un uomo che sacrificò la propria vita perché parole come Stato, come Giustizia, come Legge acquistassero finalmente un significato e un valore nuovo in questo nostro povero e disgraziato Paese.
Un paese nel quale per troppi secoli la legge è stata solo la voce del padrone, la voce di un potere forte con i deboli e debole con i forti. 
Un paese nel quale lo Stato non era considerato credibile e rispettabile perché agli occhi dei cittadini si manifestava solo con i volti impresentabili di deputati, senatori, ministri, presidenti del consiglio, prefetti, e tanti altri che con la mafia avevano scelto di convivere o, peggio, grazie alla mafia avevano costruito carriere e fortune.
Sapevi bene Paolo che questo era il problema dei problemi e non ti stancavi di ripeterlo ai ragazzi nelle scuole e nei dibattiti, come quando il 26 gennaio 1989 agli studenti di Bassano del Grappa ripetesti: Lo Stato non si presenta con la faccia pulita
Che cosa si è fatto per dare allo Stato una immagine credibile La vera soluzione sta nell’invocare, nel lavorare affinché lo Stato diventi più credibile, perché noi ci dobbiamo identificare di più in queste istituzioni».
E a un ragazzo che ti chiedeva se ti sentivi protetto dallo Stato e se avessi fiducia nello Stato, rispondesti: «No, io non mi sento protetto dallo Stato perché quando la lotta alla mafia viene delegata solo alla magistratura e alle forze dell’ordine, non si incide sulle cause di questo fenomeno criminale». 
E proprio perché eri consapevole che il vero problema era restituire credibilità allo Stato, hai dedicato tutta la vita a questa missione.
Nelle cerimonie pubbliche ti ricordano soprattutto come un grande magistrato, come l’artefice insieme a Giovanni Falcone del maxi-processo che distrusse il mito della invincibilità della mafia e riabilitò la potenza dello Stato. 
Ma tu e Giovanni siete stati molto di più che dei magistrati esemplari. Siete stati soprattutto straordinari creatori di senso.
Avete compiuto la missione storica di restituire lo Stato alla gente, perché grazie a voi e a uomini come voi per la prima volta nella storia di questo paese lo Stato si presentava finalmente agli occhi dei cittadini con volti credibili nei quali era possibile identificarsi ed acquistava senso dire “ Lo Stato siamo noi”. 
Ci avete insegnato che per costruire insieme quel grande Noi che è lo Stato democratico di diritto, occorre che ciascuno ritrovi e coltivi la capacità di innamorarsi del destino degli altri. 
Nelle pubbliche cerimonie ti ricordano come esempio del senso del dovere.
Ti sottovalutano, Paolo, perché la tua lezione umana è stata molto più grande. 
Ci hai insegnato che il senso del dovere è poca cosa se si riduce a distaccato adempimento burocratico dei propri compiti e a obbedienza gerarchica ai superiori. 
Ci hai detto chiaramente che se tu restavi al tuo posto dopo la strage di Capaci sapendo di essere condannato a morte, non era per un astratto e militaresco senso del dovere, ma per amore, per umanissimo amore.
Lo hai ripetuto la sera del 23 giugno 1992 mentre commemoravi Giovanni, Francesca, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. 
Parlando di Giovanni dicesti: «Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché mai si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? Per amore! 
La sua vita è stata un atto di amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato».
Questo dicesti la sera del 23 giugno 1992, Paolo, parlando di Giovanni, ma ora sappiamo che in quel momento stavi parlando anche di te stesso e ci stavi comunicando che anche la tua scelta di non fuggire, di accettare la tremenda situazione nella quale eri precipitato, era una scelta d’amore perché ti sentivi chiamato a rispondere della speranza che tutti noi riponevamo in te dopo la morte di Giovanni.
Ti caricammo e ti caricasti di un peso troppo grande: quello di reggere da solo sulle tue spalle la credibilità di uno Stato che dopo la strage di Capaci sembrava cadere in pezzi, di uno Stato in ginocchio ed incapace di reagire.
Sentisti che quella era divenuta la tua ultima missione e te lo sentisti ripetere il 4 luglio 1992, quando pochi giorni prima di morire, i tuoi sostituti della Procura di Marsala ti scrissero: «La morte di Giovanni e di Francesca è stata per tutti noi un po’ come la morte dello Stato in questa Sicilia. 
Le polemiche, i dissidi, le contraddizioni che c’erano prima di questo tragico evento e che, immancabilmente, si sono ripetute anche dopo, ci fanno pensare troppo spesso che non ce la faremo, che lo Stato in Sicilia è contro lo Stato e che non puoi fidarti di nessuno. 
Qui il tuo compito personale, ma sai bene che non abbiamo molti altri interlocutori: sii la nostra fiducia nello Stato».
Missione doppiamente compiuta, Paolo. 
Se riuscito con la tua vita a restituire nuova vita a parole come Stato e Giustizia, prima morte perché private di senso. 
E sei riuscito con la tua morte a farci capire che una vita senza la forza dell’amore è una vita senza senso; che in una società del disamore nella quale dove ciò che conta è solo la forza del denaro ed il potere fine a se stesso, non ha senso parlare di Stato e di Giustizia e di legalità.
E dunque per tanti di noi è stato un privilegio conoscerti personalmente e apprendere da te questa straordinaria lezione che ancora oggi nutre la nostra vita e ci ha dato la forza
necessaria per ricominciare quando dopo la strage di via D’Amelio sembrava – come disse Antonino Caponnetto tra le lacrime – che tutto fosse ormai finito.
E invece Paolo, non era affatto finita e non è finita. Come quando nel corso di una furiosa battaglia viene colpito a morte chi porta in alto il vessillo della patria, così noi per essere degni di indossare la tua stessa toga, abbiamo raccolto il vessillo che tu avevi sino ad allora portato in alto, perché non finisse nella polvere e sotto le macerie.
Sotto le macerie dove invece erano disposti a seppellirlo quanti mentre il tuo sangue non si era ancora asciugato, trattavano segretamente la resa dello Stato al potere mafioso alle nostre spalle e a nostra insaputa.
Abbiamo portato avanti la vostra costruzione di senso e la vostra forza è divenuta la nostra forza sorretta dal sostegno di migliaia di cittadini che in quei giorni tremendi riempirono le piazze, le vie, circondarono il palazzo di giustizia facendoci sentire che non eravamo soli.
E così Paolo, ci siamo spinti laddove voi eravate stati fermati e dove sareste certamente arrivati se non avessero prima smobilitato il pool antimafia, poi costretto Giovanni ad andar via da Palermo ed infine non vi avessero lasciato morire.
Abbiamo portato sul banco degli imputati e abbiamo processato gli intoccabili: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei Servizi segreti e della Polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d’oro, personaggi di vertice dell’economia e della finanza e molti altri.
Uno stuolo di sepolcri imbiancati, un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole, che affollano i migliori salotti, che nelle chiese si battono il petto dopo avere partecipato a summit mafiosi. 
Un esercito di piccoli e grandi Don Rodrigo senza la cui protezione i Riina, i Provenzano sarebbero stati nessuno e mai avrebbero osato sfidare lo Stato, uccidere i suoi rappresentanti e questo paese si sarebbe liberato dalla mafia da tanto tempo.
Ma, caro Paolo, tutto questo nelle pubbliche cerimonie viene rimosso come se si trattasse di uno spinoso affare di famiglia di cui è sconveniente parlare in pubblico. 
Così, ai ragazzi che non erano ancora nati nel 1992 quando voi morivate, viene raccontata la favola che la mafia è solo quella delle estorsioni e del traffico di stupefacenti.
Si racconta che la mafia è costituita solo da una piccola minoranza di criminali, da personaggi come Riina e Provenzano. 
Si racconta che personaggi simili, ex villici che non sanno neppure esprimersi in un italiano corretto, da soli hanno tenuto sotto scacco per un secolo e mezzo la nostra terra e che essi da soli osarono sfidare lo Stato nel 1992 e nel 1993 ideando e attuando la strategia stragista di quegli anni. 
Ora sappiamo che questa non è tutta la verità.
E sappiamo che fosti proprio tu il primo a capire che dietro i carnefici delle stragi, dietro i tuoi assassini si celavano forze oscure e potenti. 
E per questo motivo ti sentisti tradito, e per questo motivo ti si gelò il cuore e ti sembrò che lo Stato, quello Stato che nel 1985 ti aveva salvato dalla morte portandoti nel carcere dell’Asinara, questa volta non era in grado di proteggerti, o, peggio, forse non voleva proteggerti.
Per questo dicesti a tua moglie Agnese: «Mi ucciderà la mafia, ma saranno altri che mi faranno uccidere, la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno». Quelle forze hanno continuato ad agire Paolo anche dopo la tua morte per cancellare le tracce della loro presenza. E, per tenerci nascosta la verità, è stato fatto di tutto e di più.
Pochi minuti dopo l’esplosione in Via D’Amelio, mentre tutti erano colti dal panico e il fumo oscurava la vista, hanno fatto sparire la tua agenda rossa perché sapevano che leggendo quelle pagine avremmo capito quel che tu avevi capito.
Hanno fatto sparire tutti i documenti che si trovavano nel covo di Salvatore Riina dopo la sua cattura.
Hanno preferito che finissero nella mani dei mafiosi piuttosto che in quelle dei magistrati. 
Hanno ingannato i magistrati che indagavano sulla strage con falsi collaboratori ai quali hanno fatto dire menzogne. 
Ma nonostante siano ancora forti e potenti, cominciano ad avere paura.
Le loro notti si fanno sempre più insonni e angosciose, perché hanno capito che non ci fermeremo, perché sanno che è solo questione di tempo. Sanno che riusciremo a scoprire la verità. Sanno che uno di questi giorni alla porta delle loro lussuosi palazzi busserà lo Stato, il vero Stato, quello al quale tu e Giovanni avete dedicato le vostre vite e la vostra morte.
E sanno che quel giorno saranno nudi dinanzi alla verità e alla giustizia che si erano illusi di calpestare e saranno chiamati a rendere conto della loro crudeltà e della loro viltà dinanzi alla Nazione.
Dal discorso completo, pronunciato da Roberto Scarpinato alla commemorazione per il ventennale dalla strage di Capaci il 19 ottobre 2012.

Grillo non fare il buffone…

Non potevamo attendere a lungo la risposta del neo segretario del Pd Matteo Renzi alla provocazione, altrettanto corretta, del M5Stelle nella persona di Beppe Grillo…

Ok… la legge per l’abolizione del rimborso elettorale ai partiti è finalmente passata, adesso si tratta di restituire i soldi presi… è lì nasce il vero problema!!!
Renzi però lancia un guanto di sfida, che io trovo legittimo…
Caro Grillo con i tuoi 160 parlamentari aiutaci a per fare le riforme…., noi siamo disponibili a rinunciare ai 40 milioni del prossimo anno se tu però ti impegni nelle riforme per superare il Senato, abolire le Province e redigere una nuova legge elettorale”…

Tutto bello, anzi direi bellissimo, peccato soltanto che dobbiamo attendere il prossimo anno per vedere rinunciare ai soldi già incassati…, se si riuscisse a fare quel piccolo sacrificio in più, sarebbe il massimo!!! 

Comunque le parole espresse da Renzi, vanno verso quel cambiamento che in tanti attendono, speriamo che non restino soltanto parole, ma che i fatti possano prendere il sopravvento.
Che qualcosa sta cambiando è certo… anche perché se non lo fanno loro… lo faranno certamente i cittadini e credo che forse finiremo di vedere “larghe e grassone” intese che finora non hanno fatto la loro bella figura.
Forse… e speriamo che ciò possa avverarsi, alla prossima legislatura la proposta è quella di non eleggere più 315 senatori…, 315 personaggi che ha nulla servono se non aumentare i costi della nostra politica, perché come dice Renzi “il Senato non deve più avere una funzione elettiva” io aggiungerei anche selettiva…
Di idee c’è ne sono tante, quante di queste poi riusciranno a realizzarsi è altra cosa, comunque iniziare a parlare di cose concrete per il nostro paese è un buon passo iniziale, parlare di semplificare le regole del lavoro, impegnarsi per modificare la legge Bossi-Fini, cioè quella legge che modificava le norme esistenti in materia di immigrazione e asilo politico, con nuove disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, ed infine il tema delle unioni civili, che verrà posto nel patto di coalizione.
I cittadini chiedono di cambiare definitivamente l’Italia, e convincere quei delusi 42% della politica a ricrederci è ancora molto difficile e non basterà più il voto di protesta dato a Grillo alle ultime elezioni…

Gli Italiani sono stanchi di assistere inermi a questo stato di cose… e se gli interlocutori non cambieranno, credo che a poco servirà fare ulteriori promesse…

La nostra democrazia, per quanto ci vogliono far credere, è a rischio!!!
Se non si fanno ripartire le riforme istituzionali ed economiche al più presto, serve a poco offendere coloro che oggi manifestano, quanti sono a chiedere pari diritti, leggi eque ed uguali per tutti, maggiore legalità e giustizia, applicazione delle pene in maniera severa per chi le infrange, eliminare in maniera definitiva quei vantaggi finora concessi ingiustamente a quanti appartengono a quelle predeterminate caste, fare in modo che chi merita vada avanti e chi è figlio/parente/affine rincoglionito di qualche celebre e altisonante genitore, resti fuori dal nostro sistema, per non incidere negativamente, creando quegli ulteriori gravi danni di cui oggi infatti, ne stiamo paghiamo le conseguenze…!!!
  

Grasso sfida Travaglio!!!

Nella trasmissione di ieri sera, a Servizio Pubblico, il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha telefonato alla trasmissione di Santoro per difendersi dalle accuse infamanti del giornalista Marco Travaglio…
Infatti nella prima parte della trasmissione, il giornalista aveva detto: è chiaro a tutti che Grasso non è Schifani e Schifani non è Grasso – il problema è che Grasso non è quello che molti del movimento 5 stelle credono…
Per Travaglio infatti, il nuovo presidente del Senato, prima di essere magistrato, è un italiano, è molto furbo, è un uomo di mondo, ha saputo gestirsi molto bene, non ha mai pagato le conseguenze di un’indagine e si è sempre tenuto a debita distanza dalle indagini sulla mafia e sulla politica, liberandosi addirittura quando era procuratore di Palermo, di tutti quei magistrati che facevano indagini proprio su mafia e politica; inoltre, si è rifiutato di firmare l’atto di appello contro l’assoluzione in primo grado di Andreotti, lasciando soli così i sostituti procuratori che avevano presentato quell’appello…
Travaglio ha inoltre espresso che il Presidente Grasso, aveva fatto delle dichiarazioni in cui prendeva le distanze da Caselli, ottenendo ovviamente consensi dal centrodestra ed è proprio di qualche giorno fa, la dichiarazione del Cavaliere Berlusconi, dove secondo lui, Grasso è tutt’altro che un brutto candidato alla presidenza del Senato, già infatti in questi anni, era riuscito ad ottenere dal centrodestra, tre Leggi per fare fuori Caselli e far passare egli alla procura nazionale antimafia.
Tutte Leggi queste, per Travaglio, anticostituzionali, che però hanno permesso a Grasso di diventare procuratore nazionale antimafia, mentre il governo faceva fuori il suo unico rivale.
Non per niente vedasi la dichiarazione del presidente,  prima di essere letto, di proporre l’onorificenza al Cavaliere. con la  medaglia antimafia…
Ora giustamente, l’ex Procuratore nazionale antimafia, chiede un confronto televisivo, anche perché come dice: è brutto sentirsi accusare senza poter rispondere…
Ovviamente Santoro ha colto la palla al balzo, invitando Grasso alla trasmissione già per la prossima settimana, ma il Presidente del Senato, ha dichiarato che non poteva aspettare una settimana per replicare, in quanto certe cose vanno fatte subito!!! Il contraddittorio è una regola di civiltà ed il Sig. Travaglio si abitui al confronto…
La risposta di Travaglio è stata immediata, dichiarando che è Grasso che sfugge al confronto, e lo ha fatto anche con i suoi colleghi della procura di Palermo… e poi dopotutto non può piacere a tutti,  ha già dalla sua parte tutti i giornali e le televisioni…
La sfida è stata lanciata, certamente a giorni ne vedremo delle belle…
Sono convinto comunque che il confronto non avverrà da Santoro, perché se come penso qualcun’altro farà di tutto per avere la trasmissione tutta per se…, non faccio nomi, ma vedrete infatti che alla fine, se si farà, sarà realizzata su un altra emittente…, Travaglio ( e Santoro… ) permettendo!!!

Poker on line

Vuoi vincere a Poker on line???

Pensi di essere bravo per poter partecipare ai tornei che quotidianamente strutture come Pokerstar, Bwin, Sisal, ecc.., mettono a disposizione???
Hai imparato le tecniche e disponi di una buona preparazione tecnica-agonistica per provarci???
Ecco se hai fatto un po’ di esperienza con i simulatori, con le partite freerool, con i siti dove poter giocare gratuitamente…anche facebook ne mette uno a disposizione, fatto quanto sopra puoi cominciare a pensare di essere fra quei fortunati giocatori che tanto vengono quotidianamente pubblicizzati…
Ed invece sappi che è tutta una bufala!!!
Innanzitutto bisogna sapere che i programmatori dei software house su cui si gioca hanno la capacità di alterare il gioco è quindi la possibilità di programmare l’eventuale uscita delle carte a loro favore…ne basta a volte anche soltanto una…specie se erano andati all-in e voi con un buon gioco avete visto…ecco che allora succede l’inevitabile!!! Ti accorgi che in turn o river i giochi si alterano e tu che pensavi di avere vinto, hai perso…inesorabilmente.
Sapete quante volte mi è capitato di perdere con mani vincenti al 85%…tante…tante da non crederci!!!
Con due assi, con Asso e Re, con una coppia che fino al turn era vincente…ti ritrovi a perdere con un tris di 2!!! Si lui aveva giocato, mi aveva seguito con un all-in con 10 e 2…fortuna ma quando mai…la fortuna non è ripetitiva….e poi questo è un gioco matematico, di probabilità, di calcolo ecc…ecc…
Allora innanzitutto qualsivoglia grande capacità matematica in questo gioco sbatte contro la immensa capacità di combinazioni che possono avverarsi…e quindi se non possiedi “culo” lascia stare …perchè il più deficiente ed incapace cui ti troverai ad incontrare nel corso di un torneo…può buttarti fuori inaspettatamente!!! Non è quindi il saper giocare che ti fà vincere ma solo e soltanto il poter barare… oppure avere ricevuto dal destino quella parola chiamata fortuna. 
Ho incontrato giocatori che non erano buoni a giocare nemmeno a scopa, altro che poker, ma nel vederli giocare ti accorgevi della fortuna smisurata, fuori controllo, improbabile, continua e non saprei quali altri aggettivi aggiungere per definirli ” baciati dalla fortuna “…
Ora a volte uno può anche giocare bene e perdere, questo fà parte del gioco e certamente rende meraviglioso questo gioco, ma ciò che da maggiormente fastidio è l’incompetenza…ecco questa sì che da fastidio!!!
Quello che non riesco a capire è come sia possibile che giocando dal vivo e quindi in tornei organizzati, al casinò, tutto è conforme alle regole, giochi e tutto avviene più o meno in maniera ponderata, a volte le carte vanno bene… a volte male…ma in percentuale vedi che tutto procede in manier corretta… non vedi colpi allucinanti, scorretti, troppo fortunati… il gioco procede in maniera anche leale da parte dei giocatori i quali non s’inventano colpi dai quali potrebbero essere eliminati… lo vedi che nel gioco tutto è   sereno, dove stranamente mai le carte uscite dall’addetto ottengono effetti speciali o ribaltamenti eclatanti.
Tutti scrivono che le poker room non metterebbero mai a rischio il proprio nome per alterare il sistema… anzi si difendono procedendo a proteggere il sistema da eventuali attacchi!!!
Ma è proprio così???
Oppure, sotto sotto, qualcosa è nascosto ed un giorno quando meno c’è l’aspettiamo qualcuno verra a dirci che il sistema era truccato!!!
Spero di sbagliarmi ma chissa perchè oggi ho sempre meno fiducia nel sistema è preferisco giocare soltanto dove mi sento sicuro…
Vorrei dimostrare quanto dico incontrando è sottoponendomi ad un test, con gli specialisti dei Team di poker, per poter dimostrare che quanto affermo sopra non è lontano dalla realtà!!!