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Futuro nazionale? Non cambierà nulla, e proprio per questo servirà a tutti…


Nel mese di febbraio avevo scritto del generale Vannacci che gettava la maschera, di quel suo “Chi mi ama mi segua” con cui aveva presentato “Futuro Nazionale”.

Lo avevo descritto mentre prometteva una destra “vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa”, capace di dare voce a un’Italia che lui stesso definiva “una polveriera pronta a deflagrare”.

E avevo provato a leggere il segnale del suo primo sondaggio, quel 4,2% che sottraeva consensi soprattutto a Fratelli d’Italia e alla Lega, confermando che il suo ruolo non sarebbe stato tanto quello di attrarre nuovi elettori, quanto di ridistribuire le carte all’interno della coalizione di centrodestra.

Oggi, con l’assemblea costituente di Futuro Nazionale, Vannacci sale sul palco e poi si concede per un’ora alla stampa, e il quadro diventa ancora più nitido. Perché quello che sta accadendo non è solo la nascita di un partito, ma il tentativo molto concreto, molto lucido, di trasformare un’influenza personale in una leva politica capace di spostare gli equilibri del governo.
Ed è qui che voglio arrivare, perché il senso di questa operazione – e lo dico senza mezzi termini – è esattamente questo: il generale Vannacci sta sfruttando l’occasione per costruire un nuovo partito, attingendo a piene mani dal malcontento di tutti coloro che in questi anni si sono sentiti esclusi dai segretari dei tre partiti di governo. Persone che hanno vissuto il tradimento sulla propria pelle, che non si sono più sentite rappresentate, che hanno visto chiudersi porte e finestre davanti alle loro legittime aspettative. Ecco, quelle stesse persone ora guardano a lui. Perché lui si presenta come colui che accoglie, che non respinge, che dice “l’Italia agli italiani” e che non si vergogna di dirlo. E loro, quegli esclusi, quegli “inutili e incompetenti” – per usare una provocazione che calza a pennello – tanto quanto i compagni di viaggio che hanno lasciato nei vecchi partiti, ora vedono in Futuro Nazionale una possibilità di rientro in scena. Una seconda chance. E lo sostengono, finanziariamente e politicamente, proprio per questo.

Ma attenzione: se qualcuno è convinto che con Vannacci cambierà qualcosa di strutturale, di profondo, allora significa che non ha capito nulla. Perché il generale non è il rivoluzionario che promette di abbattere il sistema. È, piuttosto, l’ago della bilancia. Il suo 5% – strappato punto su punto a Lega e FdI – sarà necessario, anzi fondamentale, per far sì che il centrodestra possa tornare a governare. Lui lo sa benissimo. E sa anche che è soltanto grazie a quel suo piccolo ma decisivo esercito di delusi che si potrà evitare la vittoria del centrosinistra, sempre che quest’ultimo, con tutte le sue contraddizioni, riesca mai a coalizzarsi davvero. Ed è proprio per questo che molti puntano su di lui: perché ciascuno di quegli esclusi, ciascuno di quei “figli di nessuno” – come oggi Vannacci stesso li ha definiti, fierissimo di esserlo – spera di rientrare in politica attraverso la porta che il generale ha deciso di spalancare. Una porta che, come ha ribadito in conferenza stampa, è aperta a chiunque, persino a un anarchico o a un esponente della sinistra, purché si conformi integralmente ai principi e agli ideali del partito. Purché si dichiari “futurista”. Altrimenti, ha avvertito con la sua consueta ironia tagliente, “sarà come un gatto in tangenziale”.

Ecco perché, ascoltando la sua maratona oratoria di oggi – quando parla di radici romane e cristiane, di remigrazione, di case occupate da sgomberare cominciando da quelle occupate prima, di costi dell’immigrazione che erodono lo stato sociale – non posso fare a meno di tornare alla domanda che mi ero posto a febbraio: e se, sulla spinta di questa rinnovata energia, non potesse nascere un’alternativa capace di destabilizzare definitivamente il sistema partitocratico? Ma la risposta, oggi, mi sembra più chiara che mai. Non sarà così. Perché Vannacci non vuole destabilizzare il sistema: vuole sedersi al suo tavolo. E lo farà esattamente nel momento in cui il centrodestra, per governare, avrà bisogno di lui.

A quel punto, lui chiederà il conto. E lo pagheranno tutti, anche quelli che oggi lo attaccano. Anche quelli che, come Salvini, lo avevano accolto quando “aveva tutti contro”. Perché la politica, si sa, è anche questo: un gioco di sponde, di fedeltà che si spezzano e di rancori che diventano poltrone. E il generale, da militare qual è, sa bene che a volte la battaglia più importante non è quella che si vince sul campo, ma quella che si fa attendere, fermi, pronti a diventare l’ago della bilancia.

FUTURO NAZIONALE. Generale Vannacci: Chi mi ama mi segua.


Il generale Roberto Vannacci getta la maschera e presenta il suo partito. “Futuro Nazionale” è il nome e l’intento della sua sfida: dare corpo a una destra che definisce “vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa” e che affonda le radici in valori netti e senza compromessi. È un messaggio diretto a un’Italia che descrive come “una polveriera pronta a deflagrare”, piena di energia repressa e talento umiliato”.

Il senso del progetto Futuro Nazionale si legge già nel suo nome e nel suo simbolo, un’operazione di comunicazione studiata per parlare a un’area specifica dell’elettorato. Il nome evoca appartenenza e continuità nazionale, mentre il logo, con il suo font spigoloso che alcuni associano a un’estetica littoria e la prevalenza dei colori tricolore e blu, si rivolge chiaramente a un elettore di destra sociale. 

Dietro questa scelta grafica c’è un messaggio forte: il generale non si pone come un moderato, ma come il rappresentante di una destra che definisce “vera, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura, contagiosa”. Una promessa di netta discontinuità da ciò che viene percepito come il “linguaggio misurato” e le “vie di mezzo” della politica attuale, di cui molti italiani sarebbero stufi.

Questo slancio si concretizza in un programma strutturato attorno alla parola “VITALE”, declinata in sei pilastri. Si parte dalle Virtù militari di coraggio e dovere, si passa per l’Identità nazionale posta al di sopra delle istituzioni, per arrivare alla difesa delle Tradizioni, viste come radici da proteggere da fenomeni come l’immigrazione di massa, definita un fattore di disgregazione sociale. 

L’Amore è quello per la famiglia “conforme alla natura”, fondata sull’unione di un uomo e una donna. La Libertà si traduce nel diritto all’autodifesa estrema e nella proprietà. Infine, l’Eccellenza è il rifiuto della mediocrazia a favore di un Paese che premi il merito. Un manifesto che, nella sua coerenza radicale, vuole essere una risposta a un Paese che Vannacci descrive come una “polveriera pronta a deflagrare”, piena di energia repressa e merito non riconosciuto.

Ed è proprio questa proposta a scuotere gli equilibri del centrodestra, come dimostra il primo sondaggio che misura il potenziale di Futuro Nazionale. La rilevazione di YouTrend lo colloca al 4.2%, superando quindi sia l’attuale soglia di sbarramento del 3% sia quella del 4% in discussione. Il dato più significativo, però, è l’origine di questi consensi. Il nuovo partito attinge principalmente dall’area della destra parlamentare, sottraendo più voti a Fratelli d’Italia (-1.1%) che alla Lega (-0.9%), con un impatto minore su Forza Italia. 

Questo conferma che Vannacci agisce più come un fattore di redistribuzione interna alla coalizione di governo che come un attrattore di nuovi elettori, dato che solo il 13.5% proverrebbe da indecisi o astenuti. È qui che si annida il vero incubo per il governo: la prospettiva di un’erosione costante che, in uno scenario elettorale, potrebbe compromettere la maggioranza e forse è proprio questa la forza di questo nuovo partito, raccogliere tutti quei cittadini delusi dalla politica, da questo governo, dai suoi interpreti, anche di quelli dell’opposizione, che si dimostrano essere – mi riferisco al Pd – solo a voce contrari, ma quando si tratta di votare contro un soggetto di quel sistema, in particolare quando si tratta di proteggere uno di loro, vedasi il far valere le immunità parlamentari, ecco che improvvisamente non esiste opposizione, ma unione (chissà forse dobbiamo pensare di quanto ciascuno di essi sia compromesso…d’intenti.

La reazione dei partiti di governo non si è fatta attendere e spiega la durezza degli attacchi personali. Da una parte c’è la delusione amara di Matteo Salvini, che ha accolto Vannacci quando “aveva tutti contro” e lo ha promosso a vicesegretario, sentendosi tradito nella lealtà. Dall’altra, c’è la preoccupazione di Fratelli d’Italia, che vede scalfita la sua egemonia sull’area sovranista. 

Gli attacchi alla persona, il dipingerlo come un corpo estraneo o un nostalgico, nascondono il timore concreto per quei punti percentuali che, secondo le proiezioni, potrebbero oscillare tra il 4.5 e il 7%, numeri sufficienti a destabilizzare una coalizione. Il vero terrore è che il generale riesca a catalizzare il malcontento di quella parte di Paese che aspetta qualcuno che stravolga un sistema percepito come casta, clientelare e avverso alla meritocrazia, promettendo invece “l’unica destra che io conosca”. 

“Per questo, oggi più che mai, il messaggio del generale – ‘Chi mi ama, mi segua‘ – risuona come una sfida diretta e un appello alla mobilitazione e chissà se, sulla spinta di questa rinnovata energia, non possa finalmente nascere insieme a “Futuro Nazionale” un’altra alternativa, sì… in grado di destabilizzare definitivamente questo sistema partitocratico, che negli anni si è dimostrato non solo fallimentare, ma soprattutto, profondamente e certamente colluso.”

A Castel di Iudica, "c'è pilu pi tutti"…

Con questa frase è stata affissa nei muri una foto “osé” di una consigliera comunale, in un paese a pochi chilometri da Catania…
Sembra che la foto, insieme ad altre, fosse conservata all’interno del proprio computer, lo stesso che alcuni mesi scorsi, le era stato rubato insieme ad un Ipad…
All’interno, vi erano alcune foto personali che la ritraevano come l’aveva fatta “madre natura” ed ora non si comprende cosa ci sia stato di oltraggioso, nell’essersi  voluta fare – a casa propria – quelle foto… 
Ci si dimentica spesso di come molte donne famose, nel corso di questi anni, siano state raffigurate in quelle note riviste glamour, mettendosi in mostra, per quella loro affascinante sensualità e bellezza…
Ma il nostro si sa… è un paese di puritani, sempre pronti a scagliare la pietra, per poi  nascondere la mano…
Ora si grida allo scandalo… come se un corpo nudo possa modificare il giudizio su una persona o sul suo operato, nel caso specifico, quello di consigliera comunale…
E chissà se forse, non sia proprio in quell’incarico che va ricercata l’azione deprecabile compiuta, che ha per l’appunto come obbiettivo, non tanto quello di far censurare le sue immagini, ma principalmente la sua attività politica…
Un impegno quello profuso dalla consigliera, ben a conoscenza da parte di tutti i cittadini di quel paese, che difatti l’hanno già gratificata, eleggendola in quel ruolo, per ben due volte….
Chi ha voluto infangare il nome della consigliera, non ha colpito soltanto la sua privacy personale, ma ha voluto offendere con quella azione, tutte le donne… è come se, per aver esibito in quelle foto il proprio corpo, avesse intaccato quella sua naturale “purezza” oppure che in quel gesto, vi fosse qualcosa di volgare da dover celare a tutti i costi…
Nessuna donna merita in alcun modo d’esser limitata, come non è tempo di “burqa” e questo attacco “mirato” costituisce in se, la rappresentazione di gesti umani abietti, che offendono la dignità femminile… 
Non è una posa sensuale a dare scandalo… come non è un vestito intero che copre tutto il corpo, che fa la differenza tra una donna “perbene” ed una definita “leggera”…
Quante volte ho sentito dire in vita mia… “tutta casa e chiesa“, peccato che in quel particolare percorso, io mi trovassi da quelle parti…
Per favore quindi, basta con questi luoghi comuni, guardiamo cose più serie e pensiamo a valutare le persone per quelle che sono realmente…

Non conosco il consigliere “L. G. M.”, ma credo che più di tutti, ella meriti il sostegno dei suoi concittadini, sarebbe difatti meraviglioso assistere come alle prossime elezioni, tutto il paese di Castel di Iudica le starà non solo vicino, ma le concederà il 100% dei consensi… 
Sono certo fin d’ora che l’attacco personalmente ricevuto, darà Lei ancor più forza per continuare con quanto già finora svolto, mettendo ancor più impegno in quel suo incarico, per cambiare in positivo quel suo paese…
E’ tempo di guardare oltre… di non fermarsi a discutere di voluttuarie banalità, ma è opportuno che tutti i cittadini adesso si concentrino affinché situazioni come queste, non abbiano a ripetersi, ma soprattutto, che altre situazioni, ben più fondamentali per il paese… possano avere il sopravvento!!!
Mi riferisco alla promozione di principi di legalità e di giustizia, al rispetto del prossimo… visto questo non come unità singola, ma come parte integrante di una comunità…
Penso anche alla lotta sulla corruzione, al contrasto della mafia, a quel deplorevole “scambio di voti”, ognuno di essi, veri e propri fattori di cambiamento, affinché si giunga a quel rinnovamento culturale delle coscienze, che porterà i ragazzi di oggi, a diventare gli “uomini” di domani, lontani intellettualmente da quanti oggi, affiggendo quelle immagini, li hanno mortificati!!!
Ma come diceva Sciascia, questi non sono uomini… ma semplici “quaquaraquà”!!!
Personaggi meschini, che compiono quelle loro azioni, chissà… forse perché sono assoggettati alle volontà di qualcuno… di quegli stessi soggetti che di volta in volta, proprio come pastori, li comandano a bacchetta…
D’altronde essi sono la perfetta sintesi, di ciò che rappresenta oggi… lo spaccato di vita quotidiana!!!
Concludo dicendo: “Chi sa scrutare solo l’effimera bellezza del corpo… ignora l’eterna meraviglia dell’anima”.

Meglio non discutere di mafia…

Se provate in questi giorni a capire e/o a discutere su quali partiti o su chi, potrebbero essere indirizzati i voti della mafia in Sicilia…, vedrete che sull’argomento non otterrete alcuna risposta…
C’è come sempre il massimo riserbo e nessuno preferisce manifestare le proprie opinioni oppure si riservano di esprimere eventuali pareri, in sedi più appropriate e certamente poco frequentate…

In questo particolare momento politico instabile è palese che nessuno oggi assicura a quel ” peculiare sistema ” alcuna garanzia, ed allora, perché doversi impegnare a dare un’ipotetico appoggio a qualcuno, se non si è certi dell’eventuale ritorno, considerato che si riceve un sostegno garantito che ancora oggi è in grado di orientare su tutta la regione, circa il 10 per cento dell’elettorato…, meglio attendere!!!
Non è ancora venuto il momento di muoversi, bisogna attendere con riservatezza gli eventi, valutare le strategie politiche nazionali che vanno giornalmente evolvendo… in particolare sulle strategie che vanno adottata da Renzi e Berlusconi…

Ormai è certo che quei partiti creati per l’occasione alle ultime politiche, per poter fare affluire i propri consensi… sono ormai saltati, in particolare sono falliti proprio a causa delle nuove forze scese in campo quali ad esempio il M5Stelle, che ha condizionato e influenzato le coscienze dei cittadini, dirottando su di esso voti che sarebbero dovuti convergere verso altri…
Non deve quindi stupire se oggi la mafia sta a guardare quanto sta accadendo, non soltanto per ciò che concerne tra destra o sinistra, ma anche all’interno di quel movimento ecclesiastico che da sempre ha appoggiato certe scelte… ma che ora, con le disposizioni dettate da Papa Francesco… non trovano più un’antico e duraturo reciproco sostegno…

Per cui, chi non è più disponibile al dialogo, chi non è nelle condizioni di poter stringere e mantenere accordi, non può più godere di quei vantaggi personali o per la propria parrocchia, che ora quindi viene sempre più spogliata dei propri fedeli ma soprattutto delle vantaggiose offerte… la mafia al suo interno, sta divenendo sempre più laica. 

Comunque una cosa è certa… e cioè che si sta lavorando “sottobanco”… alle proprie probabili candidature e/o ai personaggi da dover scegliere.
E’ quindi individuati tali soggetti rispondenti alle caratteristiche ricercate, ora si tratta soltanto di imporre queste candidature, all’interno di un partito che dovrà però risultare vincente… il problema è quale???

Per evitare ciò, un primo passo potrebbe essere quello di bonificare questo corrotto sistema, stabilire un codice etico che impedisce la presentazione di candidati condannati e/o con procedimenti penali in corso…
Già, basterebbe questa iniziativa per ripulirebbe un buon 40% di candidati…
Ad oggi, ad esclusione del M5Stelle ( è l’unico che richiede prima di una eventuale candidatura, la verifica dei soggetti attraverso il Certificato Casellario e/o Carichi Pendenti….), il resto dei partiti invece, ha ancora al suo interno personaggi che andrebbero certamente esclusi dalla vita politica ed anche amministrativa…
Se a questi soggetti aggiungiamo poi i comuni/regioni ed altri enti che sono stati sciolti e/o commissariati allora la percentuale del malaffare sale ad un buon 70%.
Ha detto bene Beppe Grillo quando dal suo palco esclamava che “ la mafia ascolta, per capire come doversi comportare…”.
Ecco in questa frase si raccoglie l’essenza stessa del fenomeno mafioso e cioè in quella propria capacità di sapersi sempre trasformare ed adeguare a seconda delle circostanze….
Una certezza l’abbiamo e cioè che la prossima campagna elettorale, sarà contrassegnata da una grande indecisione e soprattutto da un numero rilevante di astensionisti…
Ovviamente non bisogna mai dimenticare che, alla base di tutto c’è sempre bisogno di un consenso… per cui scegliere per chi votare, farà ognuno di noi più o meno complice con quel sistema…
L’indifferenza infatti è il peggiore degli atteggiamenti e fa perdere una delle componenti essenziali che ci fa essere uomini…