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La giustizia, grazie al governo Meloni, compie cento passi indietro!!!

Sono sempre a favore di quei Governi che applicano alla regola la Giustizia!!!

Siano essi di centro, di sinistra o di destra, al sottoscritto non importa, l’importante è che si compiano in maniera corretta tutti quei procedimenti che hanno quale finalità il raggiungimento della legalità, il contrasto alla criminalità organizzata e soprattutto alla corruzione.

Viceversa, quanto sto scoprendo attraverso il nuovo Ministro Nordio, è proprio il disarmo di tutti quei controlli sulla legalità e sulla corruzione…

Una cosa è certa, d’altronde si sta rasentando la follia, basti vedere le modifiche alla legge sull’ergastolo ostativo, l’aumento del tetto del contante cui si somma il progetto di abolire il reato di abuso d’ufficio o il traffico d’influenze illecite al fine di ottenere favori e agevolazioni, grazie al pagamento di denaro…

Ma non solo, si vogliono eliminare per di più le intercettazioni giudiziarie compiute dalla Magistratura, ma si… quasi quasi consiglio – visto che siamo a Natale – l’apertura delle carceri per tutti i detenuti, tanto a cosa serve tenerli lì dentro, rappresentano solo costi per la comunità… 

Ho la sensazione che a breve, se si continua con queste scellerate decisioni, saranno in molti a recarsi a Roma e bloccare questo Paese da scelte errate che portano ad aumentare i rischi di sicurezza per il nostro paese, a causa della direzione intrapresa dall’attuale governo, di voler abbassare la soglia di legalità…

D’altronde osservando quanti inquisiti hanno avuto negli anni gli attuali partiti di governo non mi meraviglio che oggi abbiano diretto le proprie azioni verso i mancati controlli in particolare nella gestione del denaro pubblico…

E quindi, mentre dall’Europa ci viene chiesto – visto le truffe commesse in questi anni – di attenzionare ed elevare gli strumenti contro la corruzione, in particolare per garantire i fondi del PNRR che a breve arriveranno, di contro, l’attuale governo Meloni, sembra indirizzare il proprio programma in maniera contraria…

Qualcuno dimentica che siamo noi cittadini a comandare il Paese e non il contrario: auspico che il governo ravvedi le proprie posizioni, per evitare uno scontro di cui non si è preparati, d’altronde la giustizia, come la sicurezza del Paese, non può essere barattata da finalità politiche o dettate da compromessi degli alleati!!!

Il controllo del territorio passa innanzitutto nel dare prospettive di lavoro ed un futuro certo, ai giovani disagiati di questo nostro paese!!!

Quante chiacchiere sento dai nostri politici, da una parte delle nostre istituzioni, da quanti dovrebbero contribuire a realizzare quelle indispensabili modifiche legislative, ma credetemi, non lo dico per fare la solita critica sterile a chi non prova mai a cambiare, no… quanto desidero esprimere è dentro me e rappresenta il profondo disagio di chi non vede alcun mutamento delle condizioni sociali, in particolare per quei luoghi a rischio, dove la criminalità organizzata trova i suoi più giovani seguaci…
Lo Stato contro la mafia“!!! Già… ma qual é l’offerta di entrambi ai nostri ragazzi, parlo di quelli che vivono in quei quartieri disagiati a modello “Gomorra”, cosa propone l’una e cosa l’altra, quale prospettiva viene data loro e quale scelta faranno nel decidere il proprio futuro???

Ecco pensando a quanto sopra, mi vorrei ricollegare a un noto dialogo tra il boss Pietro Aglieri e il giudice Alfonso Sabella; quest’ultimo infatti, durante un interrogatorio aveva provato a convincere il boss a collaborare con la giustizia; ma ecco che egli nel rifiutare quell’offerta, offre al magistrato una spiegazione su quanto accade in quei luoghi, che ci fa comprendere il perché di certe decisioni o di talune scelte che dir si vuole: “Vede dottore, quando voi venite nelle nostre scuole a parlare di legalità, di giustizia, di rispetto delle regole, di civile convivenza, i nostri ragazzi vi ascoltano e vi seguono. Ma quando quegli stessi ragazzi diventano maggiorenni e cercano un lavoro, una casa, una assistenza economica, sanitaria, a chi trovano??? A voi o a noi? Dottore, la verità…??? Trovano a noi, e solo a noi!!! Lei… si Lei che è come me siciliano, lo sa bene che è così… Mi dica quindi, cosa collaboro a fare allora???  Per fare arrestare qualche padre di famiglia o per farvi trovare qualche pistola arrugginita??? Cosa potrebbe cambiare se vi dicessi quello che volete sapere di me???”.

Il problema difatti è questo, ma ahimè rappresenta anche ciò che non si vuol cambiare, perché come ho scritto più volte in questo mio blog, la mafia fa comodo a molti, troppi, già… a tutti coloro che grazie ad essa “campano” e non mi riferisco ai suoi affiliati, no… parlo di coloro che dichiarano di contrastarla e di quanti viceversa professionalmente si nutrono di essa!!!

Ecco perché il controllo del territorio è demandato a quell’associazione criminale, in quanto senza la mafia non ci sarebbero dall’altra parte loro, migliaia e migliaia d’individui e professionisti, che ogni mese – con la scusa del contrasto – percepiscono un congruo stipendio o parcella, convincendo altresì tutti noi, grazie anche alcuni media asserviti, della necessita della loro presenza, l’esserci quindi a tutti i costi per assicurarci sicurezza, legalità e soprattutto giustizia…

Ma… basterebbe semplicemente distruggere (una volta e per tutte) qualsivoglia concetto di mafia, l’idea stessa che essa possa esistere, si tratta semplicemente di mettere in pratica poche regole, incontestabili, ma soprattutto incontrovertibili e non come abbiamo visto fare in questi trent’anni dai nostri governi nazionali, dai suoi politici e ahimè anche da una parte delle Istituzioni!!!

D’altronde basti rivedere negli anni quanto accaduto, quei continui ribaltoni, accomodamenti, dibattiti, tentennamenti, che hanno di volta in volta evidenziato o quantomeno dato l’impressione di uno Stato debole, già… di uno Stato che si è piegato alle logiche del ricatto – chissà forse per evitare la divulgazione di documenti infamanti, quali potrebbero essere stati quelli della “trattativa Stato-mafia” – dimenticando, ma soprattutto offendendo, tutte quelle vittime che hanno donato la propria vita per questo ingrato Paese!!!

Ho come la sensazione che la capacita dello Stato di prevenire i reati, non si sia mai evoluta!!!

Non so voi, ma il sottoscritto in questi trent’anni non ha visto alcun cambiamento positivo per quanto concerne la crescita di legalità…
Nel chiarire meglio questo concetto, ho come la percezione che le azioni adottate dalle nostre Istituzioni nei confronti della criminalità organizzata, non abbiano  portato a una concreta riduzione dei reati nel nostro Paese.

Già… quel cosiddetto “contrasto” alla illegalità, non ha determinato nei fatti quel cambiamento radicale tanto desiderato, in particolare nelle coscienze dei cittadini, come d’altro canto potrei dire che le dotazioni tecnologiche poste in campo dalle forze dell’ordine, non hanno minimamente spostato in modo ragguardevole o quantomeno decisivo (a favore proprio di quest’ultimi) gli equilibri posti in campo, dimostrando che quanto utilizzato dalla struttura delinquenziale nell’esercizio delle proprie funzioni, è rimasto inalterato!!!

Viceversa mi è sembrato che con il passar degli anni, i reati siano aumentati ed abbiano coinvolto sempre più settori, anche quelli che prima venivano da quell’associazione criminale scartati; viceversa, posso affermare che vi è stata una rilevante riduzione nel contrasto alla criminalità organizzata, dove – a esclusione del periodo buio vissuto nel periodo delle stragi – ho visto affrontare (dai vari governi nazionali) in maniera certamente labile, quella necessaria intransigenza!!!

Quei fatti gravi, hanno provocato nella società civile un’atteggiamento di sfida e di dissenso, già… quel momento storico ha alimentato un’intensa energia emotiva, la stessa che è stata capace d’influenzare le decisioni del governo, obbligando quest’ultimo a un cambio di rotta, considerato peraltro l’inerzia fino ad allora adottata da tutti i governi nazionali, gli stessi che proprio sulla “giustizia” hanno evidenziato ancora oggi d’aver miseramente fallito!!!

D’altronde fateci caso, i Tg nazionali non aprono più le loro edizioni parlando di reati, di corruzione nella pubblica amministrazione, di tangenti negli appalti, di politici corrotti, nessuno più si preoccupa dei fondi esigui destinati alla sicurezza o al controllo del territorio nel nostro paese… 

Il pensiero generale è quello che: “Va bene così… d’altronde ciò che si può fare si fa, il resto… va da se”!!!

A Ischia come in tutto il paese si continua a morire, sempre per gli stessi motivi!!!

Sì… sono i mancati controlli, quelli che in quasi tutti i miei post vado riproponendo…

Il problema fondamentale difatti non è soltanto da ricercarsi nella mancata prevenzione di tutti i rischi idrogeologici che come ben sappiamo, sono presenti ovunque nel territorio nazionale…

No… ciò che non si vuole fare, va ricercato nei mancati accertamenti da parte di chi è preposto al controllo del territorio, mi riferisco a quanti chiudono abitualmente un occhio e non evidenziano a chi di dovere, quelle condizioni di fragilità o ancor peggio l’uso scorretto che se ne fa, ad esempio, nel celare una costruzione abusiva posta in un area pericolosissima…

Beh… come ormai ripeto spesso, nessuno vede nulla e quegli esigui coraggiosi che viceversa provano a far emergere i problemi, denunciando a chi di dovere quanto ahimè scoperto (ma peraltro era già visibile a tutti…), ecco che incredibilmente trovano un muro di gomma, poiché quest’ultimi hanno poco interesse a mettere in atto quelle procedure al fine di rendere efficace la giustizia in questo paese…

Su quest’ultimo punto, è proprio la politica a evidenziare le maggiori responsabilità!!!

Difatti, invece di provvedere a mettere in sicurezza il territorio o ad abbattere quelle centinaia di migliaia di case abusive, mai ufficialmente autorizzate, ecco che per amore di quelle preferenze elettorali o chissà per evitare rivolte di piazza o ancor peggio per evitare ripercussioni personali come ad esempio l’infastidire pericolose ingerenze criminali, ecco che da parte delle istituzioni si preferisce soprassedere, sì… solitamente si resta in attesa, forse perché si auspica che dal governo nazionale intervengano nuovi provvedimenti legislativi, in particolare condoni, già… per la felicità di tutti…!!!

Nel frattempo basta un po’ più d’acqua dal cielo e si muore!!!

Perché Fazio non invita Gratteri al suo programma, tra l'altro quest'ultimo pagato da noi contribuenti??? La ragioni, le avevo scritte anni fa…

“Io da Fazio? Non mi invita da tempo, ma non mi interessa. Vado dai conduttori di cui ho maggiore stima”!!!

Con questa frase risponde il procuratore di Catanzaro ad una domanda di affaritaliani.it nel presentare il suo nuovo libro, “Fuori dai confini”, scritto con Antonio Nicaso e continuando – “Me lo hanno chiesto tante trasmissioni. Certamente andrò dalla Gruber, a Otto e mezzo, su La7, perché è stata la prima a prenotarsi. Ma ci vado con piacere, perché mi dà la possibilità di rispondere e non c’è confusione, né caos”.

Caro Procuratore, se fosse per il sottoscritto la inviterei ogni sera ad una mia trasmissione, perché vede… Lei a differenza di molti che vediamo ogni giorno in Tv, è una di quelle rare persone ancora capace di dire qualcosa di importante a questo paese, ma non solo questo, il suo messaggio apporterebbe qualcosa di utile alla crescita morale e culturale dei nostri ragazzi, a differenza di tutte le idiozie a cui ormai da tempo sono avvezzi e costretti ahimè ad ascoltare…

Procuratore, sul programma di Rai Tre, avevo a suo tempo scritto e quindi per non ripetermi le allego il link http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/05/che-tempo-che-fa-finalmente-sereno-con.html di un mio post del 2019 nel quale potrà – se lo desidera – leggere un commento che sembrerà strano, ma senza volerlo, si trova perfettamente in linea con il suo attuale pensiero!!!

Peraltro, come avevo scritto, quello è un programma “social-democristiano“, sì… dove tutto deve restare “sereno”, al limite con qualche innocua “velatura”, già, affinché nessuno mai venga attraverso quella sua trasmissione attaccato o ancor peggio offeso, proprio per non rischiare successivamente che quel personaggio “noto” , possa esercitare in maniera ufficiale e soprattutto influente (compromettendo così la carriera di quel presentatore in maniera definitiva…) quella propria contrarietà!!!

  

Meloni: stretta sulla giustizia!!!

Sì al carcere ostativo e nuove misure contro i rave party, ma non solo, niente rischio “liberi tutti” per i boss mafiosi che si sarebbe potuto concretizzare l’8 novembre quando, con ogni probabilità, la Consulta si sarebbe riunita per dichiarare definitivamente incostituzionale l’ergastolo ostativo, e cioè il principio giuridico secondo cui un condannato per mafia e terrorismo non può avere accesso ai benefici!!!

Dopo mesi in cui la giustizia non è stata minimamente toccata dall’ex premier Draghi, finalmente questo nuovo Consiglio dei ministri ha approvato quei decreti fondamentali contenenti le misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti di quei detenuti o di quei soggetti attualmente  internati, che non hanno mostrato interesse o volontà di collaborare con la giustizia. 

Ed allora meglio passare al carcere ostativo, senza più benefici nei nostri penitenziari per i condannati che si sono macchiati di colpe gravi, quali sono i reati di mafia o di terrorismo, anche in assenza di collaborazione con la giustizia o se è avvenuta una “riparazione pecuniaria” del danno alle vittime e se è stata dimostrata la cessazione dei collegamento con la criminalità organizzata attraverso “elementi specifici”…

Pensavo alcuni giorni fa:

se realmente il governo del nuovo Presidente Meloni decidesse di mettesse mano al contrasto dell’illegalità di questo nostro Paese, partendo da tutti quei fenomeni corruttivi dilaganti, proseguendo con quei procedimenti nel pubblico in cui vi è la mano “perversa” della burocrazia, già… se si provasse a tenere sotto controllo quanto avviene in molti tribunali, in particolare in quelli dove vi è una forte presenza massonica e se ancora, si volesse realmente contrastare quei fenomeni mafiosi, sì… se a quanto sopra si provasse definitivamente a colpire l’evasione costantemente perpetrata ponendo sotto la lente d’ingrandimento coloro che ogni giorno evadono a cui si sommano quanti commettono reati sul territorio, ah… se solo si potessero eliminare del tutto quelle imprese affiliate alla criminalità organizzata e – ma solo per concludere – si provasse ad annullare del tutto, quei meccanismi clientelari di cui hanno finora beneficiato molti nostri politici, mi riferisco anche a livello comunale, beh… penso che più del 30% del nostro paese, potrebbe essere deportato in un isola, certamente più ampia di quella di Alcastraz!!!

Sì qualcosa si sta facendo, certo… con molta calma e forse un po’ troppo tempo per rispettare quei tempi della giustizia: si sa… qualcuno pagherà, qualcun altro ahimè la farà franca e qualcun altro ancora appartenente a quell’elité se ne sarà andato precocemente e non sconterà in questa terra mai alcuna pena, non ci resta che sperare in quella divina… 

Vedremo… sono piccoli passi, ma meglio del nulla fatto finora, purtroppo è come riportato a suo tempo dal procuratore Gratteri: Questo sistema???  Fa comodo a molti, mi creda”!!!

Ricusare il Giudice penale si può!!! Ecco quando farlo o quando forse è meglio lasciar perdere…

Ricevo alcune mail da parte dei miei lettori, dove mi viene chiesto un consiglio su come procedere quando si prova ad ottenere giustizia e ci si trova a chiedere aiuto a chi non  risponde o mostra un atteggiamento da muro di gomma o ancor peggio esprime sentenze in cui si palesa – senza alcun pudore – una violazione del proprio operato…

Beh… il sottoscritto in questi casi, quando legge di procedure al limite della legalità, consiglia immediatamente di ricusare quel giudice, quantomeno si potrà tentare di avere nei prossimi procedimenti, un giudice più equo o che dimostri quantomeno di non aver alcun interesse personale…

D’altronde la legge parla chiaro e nei casi in cui si manifestano particolari condizioni, quel magistrato deve essere esonerato dallo svolgere quel processo…

Ad esempio quando egli dimostra di avere  un certo interesse nel procedimento o alcuna delle parti private o un difensore è debitore o creditore di lui, del coniuge o dei figli;

Oppure, quando il giudice è tutore, curatore, procuratore o datore di lavoro di una delle parti private o il difensore, il procuratore o il curatore di una di tali parti è prossimo congiunto di lui o del coniuge;

E ancora, quando il giudice ha dato consigli o ha manifestato il suo parere sull’oggetto del procedimento fuori dell’esercizio delle funzioni giudiziarie;

O vi è inimicizia grave fra il giudice o un suo prossimo congiunto e una delle parti private;

Quando uno dei prossimi congiunti del giudice o del suo coniuge è offeso o danneggiato dal reato o parte privata;

Vi è anche il caso in cui un prossimo congiunto del giudice o del suo coniuge svolge o ha svolto funzioni di pubblico ministero;

Se il giudice si trova in taluna delle situazioni di incompatibilità stabilite dagli articoli 34 e 35 e dalle leggi di ordinamento giudiziario.

Vorrei aggiungere che vi è altresì un’altra condizione ancor più subdola che potrebbe influenzare in maniera celata, ma certamente determinante l’operato di quel magistrato ed è l’essere associato ad un loggia massonica!!!

Quest’ultima infatti si sa… obbliga tutti i suoi adepti ad essere fedele a quel potere, ma soprattutto di proteggere sempre i suoi fratelli o per meglio dire, chiunque appartenga a quell’associazione… 

D’altronde la solidarietà esplica la sua funzione nelle attività nel mondo quotidiano, giungendo  non solo all’appoggio diretto ed esplicito dei propri “fratelli”, ma formalizzando questo intervento in tutti i modi possibili ed immaginabili, sia su base territoriale, che professionale, un naturale intreccio che vede i suoi affiliati organizzati a livello nazionale ed avente quale momento unificativo, gli interessi, le attività e la protezione della loggia, ma soprattutto dei suoi affiliati sottoposti ad eventuali procedure giudiziarie. 

Come riportato sopra sono molte le condizioni in cui un giudice può essere ricusato, ma se avete toccato gli interessi di un affiliato massone, forse e meglio che lasciate perdere, già… perché anche provare a ricusare un giudice diverrà una procedura estenuante e il più delle volte, irrealizzabile!!!

Cosa dire:… voi provateci lo stesso, chissà, non è detto che anche quel giudice (che oggi si sente intoccabile) passi, prima o poi passi, dall’altra parte di quell’aula!!!

La partita tra magistrati finisce 3-1: ma incredibilmente a vincere è l'ingiustizia!!!

Sig. Costanzo buongiorno,

le scrivo perché penso sia uno dei pochi a cui oggi ci si può rivolgere per far emergere circostanze gravi che evidenziano ancora una volta come la nostra giustizia sia nelle mani di nessuno o quantomeno che chi è preposto per far emergere la verità e dimostri con i fatti come giustizia venga compiuta, non si dimostri viceversa colluso con quel “sistema” malato, di cui abbiamo letto fino a poco tempo fa nelle nostre cronache giudiziarie.  

La vicenda che sto per raccontarLe rappresenta qualcosa di assurdo e dimostra come i giudici dei nostri tribunali cambino giudizio a seconda dei magistrati che si occupano di quel nostro procedimento. 

Difatti, quanto finora accaduto è diventato per la sottoscritta e soprattutto per molti altri amici, insostenibile!!!

Non si può accettare che dopo ben 3 ordinanze/sentenze emesse dai Giudici del Tribunale di Messina (                                                 ), in un altro procedimento, un’altra Giudice (                              ) possa controvertere il giudizio e l’operato fin qui svolto dai suoi precedendi colleghi.

La circostanza inquietante è che quanto finora accaduto si riferisce ai procedimenti in sede civile, ma ciò che rende ancor più grave il contesto, è quanto accaduto in sede penale, dove incredibilmente (con indagini in corso a seguito di denunce presentate dalla sottoscritta alla Gdf e alla Pg) viene improvvisamente sostituito il PM con una collega (                                                    ), tra l’altro già nota alle cronache in quanto citata nel cosiddetto “Sistema Palamara”!!!    

Vedasi link:                                                                                                                     

Questo Magistrato senza tener conto del giudizio precedente dei suo colleghi, è riuscito ad archiviare una parte del fascicolo (anche se in effetti ha tentato di archiviare tutto il fascicolo), vorrei aggiungere una nota gravissima e cioè che al suo interno sono visibili tutte le relazioni della GDF che ha in carico le indagini e la sottoscritta – senza alcuna censura – è riuscita in maniera tranquilla, a causa di un sistema operativo che definirei “superficiale” all’interno di quell’ufficio” del Tribunale di Messina, pagando solo €. 28.00, averne copia (all’incirca 250 pagine), nelle quali erano presenti documenti sensibili, le confermo che si è provveduto a fare un esposto sulle metodologie di archiviazione fin qui adottate. 

Ma d’altronde non vi è tanto da meravigliarsi, che il Tribunale di Messina sia uno posto ambiguo dove molti pentiti hanno evidenziato problemi di talpe, massoneria, intrecci gravi, è noto a tutti ed io in questa disamina non aggiungo nulla di nuovo: https://www.youtube.com/watch?v=AJQvHxzAEtc

Tra l’altro (essendo una sua assidua lettrice) vorrei ricordare come anche Lei ne parlò in un suo precedente posto: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/02/la-massoneria-mafiosa-messina-parla.html

Comunque per sintetizzare, la nostra storia inizia da un semplice controllo contabile, per poi scoprire come dietro vi fosse uno scenario inquietante a causa di un “sistema” consolidato con ramificazioni impensabili.

Quanto sopra ha prodotto non solo un enorme danno erariale, ma presenta reati di peculato, frode, raggiro e sottomissione di privati cittadini, parliamo di somme che si aggirano intorno al 1.700.000 euro e che vedono esposti (sin dal 2017) presentati presso Catania e Messina, ma non solo, durante questo periodo è emerso come il “meccanismo” posto in atto, risulti essere esteso anche in altre realtà come la nostra. 

Pertanto auspico che il suo Blog Lei ed altri noti programmi televisivi che abbiamo (insieme a Lei) proprio in questi giorni contattato, possano occuparsi in maniera analitica di questa vicenda, affinché ci si incontri, unitamente ai nostri avvocati (civilisti e penalisti), per poterVi fornire tutta la documentazione di cui in questa mia missiva, solo per brevi linee ho accennato. 

Siamo un gruppo di cittadini perbene, che vorrebbero ricevere un po’ di giustizia in un sistema che finora si è dimostrato certamente iniquo, se pur va detto, abbiamo sempre fatto i passi corretti e mi riferisco alle procedure richieste sia civili che penali, agli esposti presentati nelle Procure Generali, cui sono seguite vari esposti presso le GDF, i VV.FF., le ASP, vari Comuni interessati alla vicenda, ma tutti, in particolare questi ultimi, hanno evidenziato di preferire metter la testa sotto la sabbia (oppure dovrei malignamente pensare che anch’essi sono parte integrante di quel sistema?).

Chissà se con il Suo aiuto e aspettando quei noti giornalisti a cui sono state mandate a mezzo Pec le nostre comunicazioni, provino finalmente a far emergere quanto in questi anni è accaduto e ancora oggi accade, affinché si possa finalmente mettere la parola fine ad una vicenda che ormai rasenta per la giustizia di questo nostra Paese il ridicolo!!!

Ringraziando, per l’attenzione

Firmato (                                 ).

Luca Palamara e il suo nuovo partito…

Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati ha deciso di scendere in campo e presenta ora il suo nuovo partito chiamato: “Oltre il Sistema”!!!
Si parte dalla giustizia a cui verranno affiancati temi importanti come il lavoro, la scuola, l’economia, l’ambiente,  la sicurezza sociale, il sostegno alle imprese e per finire alle problematiche derivate dal conflitto in corso…
Ci si prepara in vista delle prossime elezioni politiche senza manifestare eventuali limitazioni o posizioni di corrente partitiche, ma decidendo di volta in volta quanto accade nel paese: Ho deciso – afferma Palamara – di continuare la mia marcia per la verità e per la democrazia in questo Paese. E invito tutti coloro che condividono questo messaggio a metterci la faccia insieme a me e a scendere in campo per far sì che la giustizia sia un tema dirimente è imprescindibile per le elezioni del 2023.

«Mi rivolgo quindi – proseguendo – a tutti, destra, sinistra, centro, astenuti, apolitici: voglio creare una piattaforma iniziale su cui innestare con forza un movimento riformatore nuovo»

Il simbolo del movimento è costituito dalla dea bendata della giustizia con l’Italia sullo sfondo ed il tricolore in basso…

Vi è nel logo lo sfogo di un uomo che ha provato sulla propria persona cosa significa andare contro un “Sistema” collaudato, che si regge da anni su tutta una serie di meccanismi che potremmo definire “perversi” e che hanno determinato negli anni le carriere politiche di molti soggetti e la fine ad orologeria di taluni governi eletti…

Riporta Palamara: io credo che oggi dopo che si è squarciato il velo di ipocrisia che attanaglia da decenni la giustizia, sia giunto il momento di dare un taglio secco col passato e di cancellare per sempre il ricorso strumentale all’uso politico della giustizia, una giustizia che deve essere declinata in ogni sua forma a partire dalla giustizia sociale, alla giustizia economica, alla giustizia fra popoli, giustizia nei concorsi (sperando che non siano già coi posti assegnati). Un compito certamente impegnativo, ma è l’unica strada per fare rinascere l’Italia e «riportarla ad essere fra le prime dieci potenze mondiali».

Ed allora per chi volesse partecipare all’iniziativa, l’appuntamento programmato è per sabato 23 luglio presso l’hotel Baglioni di Roma. 

Quando il CSM interviene a favore di un magistrato e nega il trasferimento d'ufficio per incompatibilità!!!

E’ una di quelle circostanze che non ho mai compreso, nel senso che ritengo giusto che il Consiglio superiore della magistratura intervenga a difesa nel caso in cui un magistrato finisca sotto i riflettori di una qualche inchiesta giudiziaria o per delle intercettazioni che mettano a rischio la propria indipendenza quale condizione di imparzialità e quindi garanzia di uguaglianza, ma se esiste anche soltanto il dubbio che quanto sopra possa essere viceversa verificato o realmente accaduto, non sarebbe il caso di prendere in ogni caso delle precauzioni, come ad esempio il trasferire quel magistrato in un’altra sede???

D’altronde non si dice che: un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi sono una prova??? 

Ma d’altronde voi aggiungere, chi dovrebbe essere libero dal giudicare??? Abbiamo visto quanto accaduto con lo “scandalo delle nomine”, che ha per l’appunto coinvolto proprio il Csm, già… l’organo che al di sopra delle parti avrebbe dovuto assicurare e garantire indipendenza e autogoverno alla magistratura, supervisionando tra l’altro anche la vita professionale di quei suoi magistrati.

Dimenticate le intercettazioni pubblicate alcuni anni fa su quel noto componente del Csm e presidente dell’Associazione nazionale magistrati, finito sotto indagine per corruzione e dalle cui conversazioni erano emerse informazioni sui modi in cui sarebbero stati pilotati gli incarichi in diversi uffici giudiziari??? 

Quanto sopra ha fatto pensare a molti di noi che quanto compiuto da quel Consiglio non sia stato realizzato in maniera libera “moralmente” (quantomeno permettetemi di averne il dubbio…), ma che esso possa essere stato condizionato anche soltanto da un voto, da uno di quei suoi componenti.

Sono certo che se si potessero controllare tutte le volte in cui ad esempio è stato chiesto il trasferimento a seguito di una proposta – certamente per motivi fondati, rappresentati da) qualcosa di ambiguo o quantomeno controverso – troveremo tutta una serie di decisioni della commissione, dove la maggioranza ha deciso di promuovere e/o bocciare anche solo con un voto contrario e/o favorevole quella istanza.

Ma non solo questo, sì perché basta semplicemente che alcuni di quei consiglieri si astengano per vedere così sfumare ad esempio, quella proposta di trasferimento per incompatibilità!!! 

Siamo alle solite, la politica ed i giochi di potere entrano a gamba tesa nella valutazione di quei particolari uffici non solo dei tribunali, ma anche delle procure, ovviamente il tutto a danno di una giustizia che dovrebbe essere giusta, imparziale ed equa, ma che di fatto si è dimostrata negli anni, discutibile, incerta, ma soprattutto disonesta!!!

La questione morale: dibattitto alla CGIL di Catania con Claudio Fava e Sebastiano Ardita.

Mi permetto di ricordarVi l’appuntamento di stasera a Catania in Via Crociferi, presso il cortile della CGIL con l’ex Presidente Regionale Antimafia Claudio Fava e l’ex Pm oggi Consigliere del CSM Sebastiano Ardita.

Parlare di questione morale in questo paese è quasi un eufemismo, d’altronde basti osservare i fatti quotidiani di corruzione che ormai vedono coinvolti tutti, dai politici ai funzionari, dai dirigenti pubblici agli uomini delle istituzioni, per finire ahimè anche con i magistrati…

D’altronde basti osservare quanto accaduto in questi giorni, attraverso quella proposta di referendum “bluff” che tentava di modificare la giustizia: per fortuna gli italiani hanno preferito boicottare quell’a vergognosa proposta d’ingiustizia, un tranello referendario ben organizzato da una parte della destra e non mi riferisco alla Lega…

Hanno provato infatti attraverso la questione morale di  cambiare quella della giustizia, ma non per renderla più giusta, bensì per far sì che essa fosse più favorevole ai politici ( soprattutto quelli condannati…) e certamente più distaccata dai corretti valori di legalità.. 

Già, ma fintanto che vi è in quel potere giudiziario una forte presenza politica ed un protagonismo sempre più determinante e discrezionale nella magistratura, ecco che nei cittadini si è alimentato un crescente malessere ed una diffusa domanda di alta giustizia, seguita da un profondo distacco che ha generato in questi anni, l’allontanamento da quei suoi rappresentanti politici. 

Questi ultimi d’altronde ridotti ad una funzione sempre più residuale, sono sempre più tentati di compensare quel loro potere declinante (e/o precario) con rendite illegali, sollecitando tra l’altro la funzione di controllo (che travalica quella della mera legalità) attraverso le magistrature nazionali.

Va da sé che questa tensione tra politica e giustizia (per come riportato sopra) è ormai generalizzata e si comporta differentemente a seconda dei contesti culturali che la caratterizzano e dagli eventi che vi intervengono. 

Ed è proprio su questo sfondo di giustizia crescente e nelle relazioni di espansione dell’illegalità politico ed economica che si collocano la maggior parte dei rapporti tra politici e magistrati, gli stessi che purtroppo hanno contribuito a determinare la grave crisi morale e sociale che stiamo attualmente vivendo!!! 

REFERENDUM GIUSTIZIA – Siamo alle solite, ci richiedono di esprimerci su proposte futili, quando potevano votare su temi importanti per il Paese!!!

Non entro nel merito del referendum, dei cinque quesisti, di quanto ci stanno propinando come un qualcosa che dovrebbe modificare in meglio la nostra giustizia, etc, etc…

No, il sottoscritto sa già cosa farà domani e
non consiglierò nessuno di voi a seguire le mie scelte,  d’altronde per imitare le mie valutazioni, bisogna essere liberi moralmente, sì… da qualsivoglia pregiudizio politico, da ogni forma di legame di partito, non bisogna avere legami di subalternità e soprattutto compromessi con chi negli anni vi ha favorito… 

Per cui da questa selezione posso comprendere di aver perso già un buon 90% di lettori, ma non fa nulla si dedicheranno ad altro, ad esempio potranno visionare quei loro “Tik Tok”, tanto in Italia si preferisce dedicarsi alle cazzate che affrontare i reali problemi di cui si ha bisogno…

Ed allora rivolgendomi a coloro ancora pensanti:, Vi siete chiesti perché i nostri parlamentari s’interessano di proporre un referendum sulla giustizia???

Considerato che da sempre pensano (esclusivamente) ai loro interessi personali e di casta, come potete credere che questa volta si stiano interessando dei problemi della giustizia e dei cittadini, ma d’altronde basta leggere i quesiti, non si fa minimamente riferimento a noi, ma casualmente ai loro incarichi di politici e magistrati…

Continuando, perché debbono abolire leggi che finora sono andate bene o quantomeno non costituiscono di per se alcun grave problema per il nostro Paese, ad esempio il fatto che uno non possa ricandidarsi non è così essenziale per la comunità, lo farà qualcun altro al suo posto, ed invece no, ma guarda un po’ quanto interesse mostra la politica per noi…

Ed allora mi chiedo, perché non hanno proposto il divieto del cambio di casacca con la perdita immediata – nel caso in cui ciò dovesse accadere – della propria carica istituzionale??? Ad oggi sono stati 214 i parlamentari che da inizio legislatura sono passati per ben 304 volte ( sì… perché qualcun ha avuto l’ardire di transitare in altre liste più volte…), ed invece di preoccuparsi di realizzare un referendum per la decadenza da quegli incarichi, ci propongono domani quell’inutile referendum…

Ed ancora, perché non affrontare il problema dell’eutanasia, un argomento importante ridotto a problema di giurisprudenza, come se non ci toccasse davvero da vicino, un problema di grande attualità, ma che la nostra politica sembra rifiutare; a questo si oppone altresì un concetto simmetrico, quello dell’accanimento terapeutico, che ugualmente pone degli interrogativi di liceità e cosa dire del testamento biologico, quel documento con cui si registrano le proprie indicazioni di trattamento nel caso in futuro ci si trovi nella condizione di non poter più esprimere la propria volontà o venisse meno la propria capacità di intendere a comunicare, a causa di un incidente grave o per una malattia acuta e invalidante…

Ecco quanto sopra espresso rappresenta solo una piccola parte degli argomenti fondamentali su cui si poteva discutere, ma come possiamo costatare, in questo nostro Paese si preferisce organizzare “referendum sulla giustizia” giusta”!!!

Comunque, per quanto sta accadendo nel mondo, credo che ne avremo ancora per poco…

L'Antimafia spiata??? Non ci resta che ridere…

Un comune motto massonico riporta “Audi, vide, tace, si vis” è una locuzione latina che significa letteralmente: Ascolta, guarda e stai zitto se vuoi vivere in pace…  

E così un massone “clandestino” è stato beccato ad origliare la commissione parlamentare antimafia in missione a Trapani, proprio mentre si stavano svolgendo le audizioni dei vertici delle logge trapanesi e l’argomento riguardava le connessioni che portano al latitante Matteo Messina Denaro.

Certo, un episodio singolare, che ha allarmato l’Antimafia, riaccendendo i sospetti sui rapporti perversi tra i frequentatori dei templi massonici e la mafia locale e soprattutto mentre si stava parlando dell’uomo più ricercato d’Italia!!!

Ma d’altronde perché ci si meraviglia, abbiamo visto nel corso di questi lunghi anni come vi sia un servizio deviato, inserito perfettamente all’interno delle nostre istituzioni, che da sempre si occupa di occultare, manipolare, trasformare, condizionare e quando occorre far sparire quei documenti pericolosi oppure inserirne di nuovi preparati accuratamente!!!

A pensare che in uno dei posti più blindati, proprio al centro di un ufficio che si occupa di comprendere quali circostanze permettono al capo di cosa nostra, latitante dal 2 giugno 1993, di anticipare sempre le mosse degli investigatori, ecco che si scopre come nel frattempo qualcuno stava ascoltando tutto…

Che dire… intrecci massoni si legano tra mafia e politica, d’altronde va ricordato come questa stessa commissione antimafia, sin dalla sua proposta nel lontano 1948, subì un profondo stop prima di essere nuovamente ripresentata nel 1958 su iniziativa di Ferruccio Parri, ma anche in quella occasione venne osteggiata politicamente da più parti e si dovette attendere quasi quindici anni, precisamente il 20 dicembre del 1962 per vedere approvata la legge!!!

Ora, se tra quelle sue azioni vi è quella di rendere più coordinata e incisiva l’iniziativa dello Stato, delle regioni e degli enti locali, quale prevenzione delle attività criminali e al fine di costruire uno spazio giuridico antimafia anche a livello di Ue, pensare che queste premesse possano venir condizionate da eventuali infiltrazioni mafiose e/o massoniche attraverso quei proprio referenti, fa comprendere – se ve ne fosse ancora bisogno – i motivi che hanno condotto il nostro Paese a quei particolari momenti storici, che hanno determinato ahimè quei gravi delitti e stragi e di cui ancora oggi non si conoscono i reali mandanti!!!

Il peso "piuma" dello Stato in Sicilia…

Già… il messaggio che si è provato a far passare in questi ultimi anni – in particolare nella mia regione Sicilia – è stato quello d’aver messo in moto un cambiamento morale che è riuscito, in ciascuna sua occasione, ad affrontare aspetti sociali, politici, culturali ed economici, per avversare in pieno quanto viceversa diffuso tra i miei conterranei nel ridurre ad un semplice confronto, il contrasto in atto tra le istituzioni e quell’organizzazione criminale. 

Ciò che si vorrebbe far credere a tutti noi è che vi sia in atto un movimento culturale per la salvaguardia della democrazia, ciò attraverso una ampia partecipazione popolare, la presenza di servizi sociali, ma soprattutto un modello di sviluppo basato sui bisogni dei cittadini e sulla gestione equa delle risorse, attraverso il rifiuto delle violenza e di quelle metodologie illegali, coercitive e corruttive, elementi che sono fondamentali e che consentono di dare spazio per l’appunto a quella mafia di “casa-nostra”!!! 

Difatti… la premessa espressa da quei soggetti è che questa non può essere estesa a tutti, in particolare alle classi sociali meno ambienti, pur riconoscendo di fatto legami intrinsechi con una parte di essa, come la politica, l’imprenditoria, talune professionalità ed anche con la magistratura e le istituzioni, legami che se pur vanno ricondotti in ambito di rapporti occasionali, si tratta comunque di legami rilevanti che di fatto non dovrebbero esserci…

Ecco quindi che si è provato a limitare quelle organizzazioni mafiose come a delle focalizzate “strutture territoriali” e di conseguenza, quel loro contrasto può essere compiuto senza profondi stravolgimenti sociali, ma attraverso la semplice repressione giudiziaria e la confisca dei patrimoni economici e patrimoniali, recidendo così quei legami con la società civile e l’economia.

Certo trovare quel giusto equilibrio non è semplice anzi tutt’altro, leggevo tra l’altro alcuni giorni fa di come nella natura umana troviamo tre cause principali di contesa: la competizione, la diffidenza e la gloria: la prima fa sì che gli uomini si aggrediscano per guadagno, la seconda per sicurezza, e la terza per reputazione.

Ecco perché in Sicilia il peso dello Stato non si è mai concretizzato, perché l’unica volta che si è fatto sentire è stato sotto il fascismo, un periodo quello che tra migliaia di errori e fallimenti compiuti è stato in grado di dare all’epoca l’immagine di uno Stato serio, che riusciva a farsi rispettare e che non esitava ad organizzare la lotta contro la mafia.

Ecco perché ho difficoltà a credere a quel propagandato concetto di cultura della legalità… perché esso si concentra esclusivamente nella subordinazione del potere al diritto e quella concezione che attribuisce allo stato una larga partecipazione e soprattutto un ampio controllo nei vari settori…

Ma se osserviamo quanto accade e le leggi ingiuste promulgate si comprende come di recente, si sia affermata una nuova cultura della disobbedienza civile e dell’obiezione di coscienza che di fatto allontana da quella “cultura della legalità” mentre dovrebbe viceversa essere strumento e forma di giustizia sociale!!!

Difatti, senza questa combinazione tra affermazione del diritto e valorizzazione della giustizia non si riuscirà mai ad incidere sulle cause dell’azione criminale, poiché la mancanza di regole certe e di provvedimenti atti a tutelare e garantire gli interessi dei più deboli, porterà (per come sta avvenendo…) alla rottura  sociale e sarà terreno di conquista dei poteri forti!!!

Per quelli che come me, hanno fame e sete di giustizia!!!

Non si finisce mai di cercare la giustizia, ma il vero problema è riuscire a metterla in pratica con i fatti e non fermarsi – per come solitamente accade – alle parole…
Oggi ne parlo perché nel pomeriggio mi trovavo al Cimitero Monumentale di Milano ed appena entrato (da sotto il Famedio) mi sono ritrovato in una piazzetta con al centro un monumentale sepolcrale in memoria delle vittime dello sterminio, sul quale era per l’appunto incisa la frase che vedete nella foto.
Ed allora mi sono chiesto: se tutti provassimo a ricercare in ogni momento della nostra giornata la giustizia, come sarebbe il nostro Paese??? 
Certamente migliore di quello che è, ma sappiamo bene come a nessuno interessi far qualcosa di diverso o di positivo, perché ciascuno tiene più a sé stesso che agli altri, gli stessi che insieme ad egli costituiscono l’essenza vera di questa nazione… 
Ed invece assistiamo ad una completa illegalità, anche nelle circostanze più futili e vi prego, non venite a dirmi che a volte ciò è dovuto non per una mancata partecipazione al senso civico o forse perché non si era a conoscenza di quelle particolari circostanze , no… gli individui – uomini o donne che siano – si comportano come veri lacchè ed un muro di omertà viene elevato a protezione di quel sistema di cui si fa parte e quindi, anche chi è venuto a sapere di quelle condizioni illegali, chi avrebbe dovuto per l’appunto fare in modo che ciascuna di quelle azioni gravi venisse immediatamente interrotta o quantomeno fatta rientrare all’interno di quel meccanismo chiamato legalità e trasparenza, beh… ecco che anch’essi si sono volatilizzati e le circostanze gravi, sono rimaste lì dov’erano!!!

Io sono certo che in questo momento vengo letto, anche da chi sanno che ciascuna parola di questo mio post (ma anche ad alcuni precedenti) è riferita a loro!!!

Ed allora consentendomi di riprendere un passo della liturgia presenta nel racconto della Passione, voglio preannunciare loro quanto segue: in verità prima che la settima notte da oggi giungerà al suo termine, il vostro nome e cognome, lo stesso che credevate mai sarebbe emerso, verrà – prima che il gallo canti tre volte – elaborato accuratamente da un sostituto procuratore che vedrete si occuperà di quell’esposto posto lì sul suo tavolo e farà in modo che nessuno sfugga più alle proprie responsabilità…
Ecco questa è la differenza tra chi crede nella giustizia e chi viceversa ancora pensa che essa sia del tutto inutile o peggio che quel giudizio non abbia valenza in quanto potrà essere successivamente, con i dovuti accorgimenti, ribaltato!!!
Ma questa volta non andrà così!!!
Mi dispiace per loro e per quanto poco mi conoscono, ma amo la vita come amo la giustizia; se però non potessi avere l’una e l’altra, rinuncerei alla vita pur di mantenere la giustizia!!! 

Quando la giustizia fallisce: storia di una donna disgustata dai suoi interpreti ma che ha deciso di non piegarsi alle prevaricazioni!!!

Egr. Sig. Costanzo, le scrivo questa mail perché sono sicura che questa mia notazione avrà modo nel suo blog di essere ben rappresentata.    

Quanto sto per descriverLe rappresenta una di quelle storie dove i personaggi sembrano slegati, ciascuno di loro è distante, ma poi con il passar del tempo e nello specifico, si scopre come essi siano fortemente connessi…

Lo si capisce dai passaggi più o meno formali, dalle comunicazioni inviate e/o ricevute, dagli incarichi assegnati, dalle relazioni compiute che dimostrano mai essere “equidistanti” o quantomeno equilibrate, ma viceversa si dimostrano lacchè in tutti quei loro passaggi “galanti“.

Quanto sto per raccontarLe potrebbe apparire come una bega condominiale, di quelle che ciascuno conosce bene per averle vissute, ma quì non si tratta di affrontare problematiche tra pochi condomini di un modesto stabile, no, qui affrontiamo un enorme condominio, con quasi un migliaio di famiglie, molti dei quali non residenti o quantomeno potremmo definire ciascuno di essi “stagionali“, rappresentanti di quella enormità di somme versate, che dimostra essere una miniera per chi ha modo poi di gestirli.

D’altrode va detto, i proprietari di quegli immobili non hanno alcun peso, ciascuno di loro possiede un potere decisionale ridicolo e non si provi ad entrare nel merito dei controlli gestionali, su quest’ultimo tema non vi potrà mai essere alcun confronto e ancor meno verifica! 

Comprenderà da se come la maggior parte dei condomini preferiscono tralasciare qualsivoglia loro diritto a interfacciarsi costruttivamente con quel proprio amministratore, in quanto, pur conoscendo le problematiche e avendo certezza che quel loro conto condominiale potrebbe non essere corretto o incrementato di poche centinaia di euro non si soffermeranno mai a riflettere che, proprio nel caso in cui tale importo dovesse risultare maggiorato, anche se per un importo esiguo, ciascuna di quelle somme, moltiplicata per tutti i condomini, diventa un bel “tesoretto” in mano di chi detiene quel forziere cioè l’amministratore; d’altro canto, basti fare un esempio:, moltiplichi €.100,00 x 1.000 abitazioni, ed ecco ben 100.000 euro a disposizione di una cassa che definirei “personale”, somme che poi – per come è stato accertato – spariranno attraverso fittizie giustificazioni di spesa… 

Ma se quanto sopra potrebbe venir considerato una non curanza da parte di quei condomini, ciò diviene grave quando a quegli esborsi “illlegittimi” si sommino tutta una serie di debiti non liquidati ed un saldo in bilancio negativo di oltre 1.000.000,00 di euro!!!

Vede il complesso di cui parlo possiede una storia complessa che ha avuto inizio mezzo secolo fa e che ha visto l’avvicendamento di soggetti più o meno pittoreschi, molti dei quali veri e propri responsabili di una costante emorragia!!!

Sono certa che ora si starà chidendo:  dinnanzi a queste gravi circostanze, quale decisione avranno intrapreso i proprietari di quel condominio??? Nessuna… il soggetto in questione e molti suoi sostenitori rappresentano peraltro gli stessi che da decenni hanno fatto su quel condominio man bassa: soldi, immobili, insolvenze ed un continuo atteggiamento arrogante che dimostra non avere remore sulle possibili conseguenze!

Vede, la scrivente pensa che quando esistono condomini di questa importanza dove circola tanto denaro – si potrebbe paragonare quel bilancio a quello di un piccolo Comune – quando ciò accade, complessi come questi, dovrebbero essere sottoposti ad un controllo mirato, modello Corte dei Conti.

Ed allora mi chiedo: può un condomino, costituito da famiglie semplici, perbene, che con enormi sacrifici hanno deciso di acquistare una casetta al mare, chissà magari contraendo un prestito o un mutuo, al fine di possedere quella pseudo “cabina in muratura” dove alloggiare con la propria  famiglia durante le ferie estive, per poi improvvisamente un giorno risvegliarsi con una valanga di debiti, rischiando di perdere quella stessa proprietà, solo perche uno “sciacallo” di turno, ha esercitato l’incarico di amministratore (un dipendente pagato dall’intera comunità condominiale) in maniera contraria alla legge e soprattutto restando dopo ciò impunito?

Sig. Costanzo, come ha potuto verificare dagli allegati presenti nella mail trasmessa, sono stata condannata da poco da una sentenza ingiusta!!! 

Un esborso quello a cui sono stata costretta che si somma agli altri precedenti (anch’essi ingiusti) che rappresentano la prova inconfutabile di un modus operante sleale,  in quanto, oltre ad avere “saccheggiato” la borsa della mia famiglia, ha intaccato la stima che avevo per tutti coloro che si occupano dall’interno di quei Tribunali di giustizia, ma che stranamente, con eguali ruoli, evidenziano differenze capacità interpretative… 

D’altronde vorrei aggiungere che quanto materialmente (e moralmente) ho subito, penso sia accaduto esclusivamente per non essermi genuflessa a quel mio amministratore (e a molti suoi amici…), per aver voluto legittimamente “ficcare il naso” nei conti e/o nelle problematiche di quel mio condominio.

Mi perdoni, la mia non è ostinazione, nè caparbietà, potrei dire che in un qualche modo rifletto quanto Lei quotidianamente realizza attraverso i suoi post, quel voler esaltare in ogni circostanza principi di legalità e rispetto delle istituzione!

Sì perchè sono questi i valori con cui sono cresciuta e a cui nella mia vita ho dato priorità; un modus non certo agevole, ma che mi ha trasmesso forza, carattere e dignità, dimostrandomi sempre capace di non arretrare o arrendersi dinnanzi a quei poteri illegali, corrotti e occulti, mai ricercando un proprio tornaconto personale, lottando non solo per se stessa, ma soprattutto per gli altri. 

Sig. Costanzo, nel corso della mia vita mi sono arresa soltanto dinnanzi l’amore, l’amicizia, la bellezza, la natura, l’arte, la sapienza, viceversa ho sempre pensato che la storia vada scritta, perchè soltanto così diventiamo – in concreto – protagonisti di essa. 

Sono certa che Lei comprenderà bene queste mie ultime parole…

I capi della magistratura: “Comandano con logiche mafiose”!!!

A dirlo è Nino Di Matteo, uno dei magistrati più importanti di Italia, amato dalla maggior parte dei cittadini e odiato e temuto da molti personaggi politici ed anche da taluni suoi colleghi… 

Sappiamo bene come molte delle vicende tenute celate son emerse grazie a lui… come non ricordare la vicenda covid e i detenuti al 41 bis pronti ad uscire oppure quando ha fatto emergerel’esistenza della Loggia Ungheria e via discorrendo…

Per ultima quanto ha dichiarato: “temo che, soprattutto negli ultimi anni, si siano formate anche al di fuori o trasversalmente alle correnti, delle cordate attorno a un procuratore o a un magistrato particolarmente autorevole, composte da ufficiali di polizia giudiziaria e da esponenti estranei alla magistratura che pretendono, come fanno le correnti, di condizionare l’attività del Consiglio superiore della magistratura e dell’intera magistratura… Con l’appartenenza alle cordate vieni tutelato nei momenti di difficoltà, la tua attività viene promossa, vieni sostenuto anche nelle tue ambizioni di carriera e l’avversario diventa un corpo estraneo da marginalizzare, da contenere, se possibile da danneggiare… La logica dell’appartenenza è molto simile alle logiche mafiose, è il metodo mafioso che ha inquinato i poteri, non solo la magistratura».

Parole forti che ora vengono utilizzate dai suoi detrattori per colpirlo… ma certamente, se il magistrato è uscito allo scoperto per pronuniciare queste parole, sono certo sarà anche in grado anche di dimostrare con i fatti quanto sta accadendo in questo nostro Paese… 

D’altronde abbiamo visto cos’è accaduto in questi mesi al Csm, già… ogni qual volta che si parla di giustizia e di magistratura ci si accorgecome non tutto vada per come noi cittadini auspichiamo, d’altronde sno loro a decidere chi indagare e chi rinviare a giudizio, chi assolvere e chi condannare!!!

Da’ltronde basti vedere cosa è accaduto in questi mesi a molti nostri politici… dopo anni di galera sono stati assolti per non aver commesso il fatto…

Ma allora viene spontane chiedersi: qualcuno allora ha sbagliato… e chi???

Viene quindi da chiedersi che se la nostra magistratura – per come riporta Di Matteo – è davvero dominata dalla cordate, viene logico pensare che taluni processi, in particolare quelli politici, siano davvero piltotati per ragioni che poco o nulla c’entrano con la giustizia…

Ed allora cosa si può fare??? Per il momento nulla credo, si subisce qualsivoglia decisione semza potersi appellare, d’altronde ditemi: a cosa servirebbe…???

Genius??? Sì veramemente geniali nel favorire le imprese amiche!!!

Iniziamo dalla fine…

In conseguenze alle attività investigative, il giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di un ingegnere capo,di un dirigente e di un funzionario del Genio Civile di Catania, di taluni imprenditori e il divieto nei confronti di un aministratore delegato di un consorzio di esercitare l’ufficio…

Per i nomi vi basterà cercare sul web… sappiate che l’attività di controllo s’inserisce in quel quadro di azioni svolte dalla Procura della repubblica e dalla Guardia di Finanza di Catania a tutela della spesa pubblica e del patrimonio, con lo svolgimento di complesse indagini a contrasto di condotte fraudolente sempre più sofisticate che ledono in maniera significativa gli interessi dello Stato, degli enti locali e soprattutto noi “sempre più poveri” cittadini…

Hanno chiamato l’operazione “Genius” e il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha disposto misure cautelari nei confronti di 6 persone, sottoposte ora a indagine per corruzione, turbata libertà degli incanti e falso in atto pubblico, in relazione a lavori pubblici compiuti in provincia di Catania.

Certo, osservare come le misure restrittive abbiano riguardato tre soggetti, dirigenti e funzionari pubblici del Genio Civile di Catania lascia alquanto basiti… anche perchè questi nomi seguono quelli di questi mesi in altrettanti uffici pubblici, tra cui ingegneri Anas, direttore dei lavori, funzionari di Enti, ispettori di polizia municipale, etc… 

Come riportavo nel mio post di ieri, la preoccupazione personale sta nel fatto che questi soggetti determinano con le loro azioni, gravi pericoli nei confronti dei cittadini per i lavori compiuti non a regola d’arte, nelle commesse pubbliche a cui erano incaricati…

Mi riferisco al consolidamento di dissesti stradali, alle sistemazione e all’ammodernamento di strade provinciali, ai lavori di recupero dei sedimi portuali, ma anche anche ai fini della messa in sicurezza per un valore complessivo di opere pubbliche messe a bando pari a parecchi milioni di euro…

Non entro nel merito dell’inchiesta, per quello c’è la magistratura… ciò che mi sconcerta è l’assistere quotidianamente a vicende come quella di cui sopra…

E’ come se nessuno di quei preposti o incaricati ai lavori pubblici, comprenda come il tempo delle furbate, delle corruzioni, delle mazzette sia ormai terminato e non si tratta di essere arrestati o di sfuggire ancora per qualche giorno alla giustizia,  ciò che si perde non è la libertà, già… perché nel mutar le condizioni di vita, vi è sempre qualcosa che rimane costantemente inalterato ed è il complesso di valori che danno senso alla nostra vita: la dignità della persona, il bene comune, il rispetto degli altri, la responsabilità verso coloro con cui viviamo sotto lo stesso tetto, perché sono questo complesso di valori che la cultura aiuta a individuare e a farlo proprio!!!

Una giustizia scarsamente attenta ai diritti dei più deboli e molto sensibile nei confronti dei più forti!!!

Sarà una coincidenza, ma casualmente da quando esiste questo governo “Draghi-Mix” ho come la sensazione che la nostra giustizia si sia un po’ rammollita… 

Per meglio chiarire questo mio pensiero, dopo anni e anni d’inchieste giudiziarie, una montagna di documenti, intercettazioni, dichiarazioni, etc… ecco che tetto finisce incredibilmente  nel cassonetto dei rifiuti, quelli “indifferenziati” (già perché non portano con se soltanto carte…)  e le persone che per anni erano state incriminate, ora improvvisamente vengono prosciolte, con la formula ampiamente liberatoria di “non aver commesso il fatto“!!!

Ed allora mi chiedo, perché non facciamo pagare tutti quei costi sostenuti – aggiungerei inutilmente, visto l’esito finale – a quei referenti della nostra giustizia???

Già… a cosa sono serviti tutti quei dibattimenti se poi la fine doveva essere questa???

Ecco, qualcosa di certo in questa nostra giustizia non funziona, oppure debbo credere che funzioni talmente bene da giustificare qualsiasi forma deviante, già evidenziata in questi anni attraverso i privilegiati collegamenti d’interdipendenza tra soggetti giudicanti e soggetti incriminati, tra individui influenti della nostra società e quanti incaricati d’analizzare quei loro illegali comportamenti, che vengono ora incredibilmente considerati quali vittime di un sistema coercitivo…

Ecco quindi che anni di storia, d’incriminazioni, di vergognose inchieste giudiziarie, di reati perpetrati, trasformano in un battito di ciglia quei soggetti in vere e proprie “vittime”!!!

Già… potrei dire che sia nato in questi mesi un nuovo concetto di “vittimologia” che tende ora ad identificare quegli individui in innocenti, quasi fossero stati bersagliati e di conseguenza danneggiati da atteggiamenti di vera e propria persecuzione, allo scopo di stroncare qualsivoglia loro influenza personale o ancor di più politica…  

Oggi però quel tempo è cambiato, come vediamo nel governo nazionale vanno tutti d’amore e d’accordo e il Presidente Draghi in questo è un maestro d’orchestra (d’altronde punta alla Presidenza della Repubblica…), compiacendo una volta l’uno e una volta l’altro, trasformando e con essa mutando anche quella devianza un tempo considerata illegale, ma che ora – grazie ad una forma di condono generalizzato –  è divenuta, sia pur illecitamente, condizione fondamentale per riapparire nuovamente “limpidi” in questa nostra società. 

Quanto sopra ha di fatto comportato una vera e propria trasformazione delle coscienze, in particolare nei cittadini che come fossero stati colpiti da un’amnesia, riprendono in maniera fisiologica da dove avevano a suo tempo lasciato, divenendo ora improvvisamente garantisti e accettando questo nuovo concetto espresso di “vittimologia”, prendendosela con tutto ciò che rappresenta l’ordine pubblico e le stesse istituzioni che a loro dire, hanno volontariamente sbagliato nel prendersela con chi era innocente…

Siamo passati quindi dal tirare le monete ad una totale rivisitazione della storia, in particolare ora grazie a una intercorsa tolleranza della nostra politica, si è dato il via a una profonda azione garantista, che sta portando al progressivo scomparire di un’equa giustizia sociale, che permette di disconoscere nei fatti le ragioni dei cittadini a scapito sempre dei personaggi più celebri e soprattutto ricchi di questo paese…

Una giustizia quindi non più in grado di occuparsi dei diritti delle persone offese, ma divenuti garanti delle regioni dei più forti e come conseguenza diretta assistiamo a quanto sta accadendo, vedasi i reati a carattere personale e/o collettivi, quelli ambientali ma anche a quelli connessi ahimè all’ambiente lavorativo!!!

Ma questa si sa… è un altra storia!!! 

Infiltrare l'antimafia è una strategia precisa!!!

Scandagliando i registri si scopre come nel nostro paese si contano circa 100mila associazioni… 

Di queste la metà sono diventate onlus e si sono iscritte al registro dell’Agenzia delle entrate facendo richiesta di ricevere il 5 per mille dei contributi Irpef degli italiani.

Oltre 2.000 dovrebbero essere antimafia a giudicare dal nome di battesimo che hanno scelto, legato ai personaggi che attraverso la lotta alla mafia hanno fatto grande il nostro paese. 

Così si trovano associazioni nate nel nome di Borsellino, di Falcone e di tanti altri eroi… 

Molte rievocano intestazioni da codice penale “416bis” o “41bis” mentre ci sono altre, tantissime altre associazioni che agiscono all’ombra di quelle grandi e piccole organizzazioni virtuose e realmente operative.

Prendono soldi dagli iscritti all’associazione (contributi volontari si legge negli statuti, laddove sono pubblicati) oppure dallo Stato con richieste di alloggi o di progetti da finanziare…

Migliaia e migliaia di euro che non si sa dove finiscono, visto che moltissime di queste associazioni non hanno mai pubblicato in rete i loro bilanci.

Eppure, nei vari territori in cui operano, si continuano a spacciare per comitati o coordinamenti “contro tutte le mafie“, poi però, seguendole nei social network o anche attraverso i dibattiti pubblici, si scopre che tutto fanno tranne contrastare le mafie!!!

Così capita di leggere anatemi o insulti a individui istituzionali tacciati di essere denunciati per mafia quando la notizia è destituita di ogni fondamento, attacchi strumentali ai partiti che governano quel territorio, fino a scoraggiare le persone dal fare nomi e cognomi di clan malavitosi perché “le denunce non siamo noi a doverle fare“, ed infine, gettare ombre sulle associazioni antimafia “serie” che operano sul territorio… 

Ma di comunicati antimafia neanche l’ombra!!!

Quasi sempre, quando si indaga sui personaggi che le governano, ci si accorge che a farne parte sono persone che non hanno sfondato in politica e che tentano di riavvicinarsi alla poltrona attraverso l’Antimafia… 

Altre, sono persone allontanate dalle forze dell’ordine che sotto lo stendardo dell’associazionismo antimafia, sfilano in marce per la legalità al fianco di personaggi collusi con la criminalità organizzata oppure hanno ricevuto locali per la sede di associazioni da presidenti vari rimossi dall’incarico e condannati per abuso di ufficio..

Nel frattempo, le procure di tutta Italia indagano su casi simili, e fa riflettere che persone che si presentano come paladini della giustizia finiscano con l’utilizzare scientemente per malversazioni di denaro pubblico e vere e proprie attività fraudolente l’antimafia…

Non controllare simili ambiti del sociale è forse peggio che rimanere scarsamente attivi nel contrasto alla criminalità mafiosa!!!

Gia… parlano di giustizia, senza applicarla!!!

Proseguendo con il post di ieri…

Firenze mia, puoi essere contenta di questi miei discorsi che non ti riguardano, grazie al tuo popolo che si ingegna a provvedere alla tua pace e alla tua tranquillità…

Molti hanno in cuore il senso della giustizia, ma tardi la manifestano per non parlare sconsideratamente (si ricorre qui alla metafora dell’arco, riferito al momento in cui, per scoccare la freccia, la si trae indietro con la cocca sulla corda fino a che essa tocca con la punta l’arco), mentre i fiorentini parlano sempre di giustizia, senza applicarla.

Molti rifiutano gli uffici pubblici, ma i fiorentini si dichiarano pronti a sostenere il peso degli incarichi pubblici anche senza essere stati chiamati (cioè accettano le cariche con leggerezza, perché sono ambiziosi, anche se lasciano credere di farlo con segno di accettata rassegnazione).

Ora tu sei lieta, e ne hai ben motivo: tu sei ricca, godi di pace e hai giudizio. 

Che io dico la verità, questo si vede dai risultati. Atene e Sparta (da sempre considerate la fonte prima del diritto civile) che fecero le leggi antiche e furono così ben ordinate, fecero ben poca cosa per la buona convivenza tra i cittadini a paragone di te, che prendi provvedimenti tanto finemente escogitati, che a metà novembre non arriva ciò che hai stabilito ad ottobre.

Quante volte, a memoria d’uomo, hai cambiato legge, moneta, istituzioni e cariche di governo, e modi ed usi, e hai rinnovato le membra (cioè i cittadini, volendo alludere al fatto che, per le lotte tra le fazioni, essi venivano alternativamente richiamati o cacciati in esilio).

E se ben ricordi e vedi chiaro, capirai che sei simile a quella ammalata che no riesce a trovare poca sulle piume del letto, e col cambiare posizione cerca sollievo al suo dolore…

Inconcepibile: un Amministratore di condominio citato in giudizio per appropriazione indebita per soli 50.000 euro!!! Viceversa, di un suo collega – con un buco finanziario accertato di quasi un milione di euro – non se ne sa ancora nulla!!!

La giustizia è veramente strana e più vi sono dentro e più mi accorgo che essa abbia due pesi e due misure!!!

“La giustizia è uguale per tutti”!!! 

Sì… questo è il motto che troviamo dinnanzi ogni aula di quei palazzi del Tribunale, sembra quasi che ci si voglia lavar la bocca con quella frase, sembra di leggere le parole delle sacre scritture scritte sulle pareti di una Chiesa, parole raffigurate a caratteri dorati quasi fossero il “verbo” su cui fare affidamento!!!

Ma nulla di quanto scritto è vero!!!

Stiamo vedendo da quale fogna stia tentando di uscire la nostra magistratura: quel sistema clientelare, quei processi manomessi, quelle cariche spartite tra gli amici degli amici, problemi strutturali di un malato funzionamento dell’ordinamento giudiziario e del CSM che hanno evidenziato mancata indipendenza, imparzialità e autonomia…

Parlare oggi di efficienza della magistratura è un eufemismo, ancor meno sperare che quanto fatto emergere da taluni cittadini onesti possa condurre in maniera celere a trovare quelle soluzioni auspicate, in quanto da quanto finora visto sembra non esistere soluzioni legislative che da sole bastino a raggiungere in concreto il risultato di soddisfare appieno quele giuste attese dei cittadini.

Un sistema giustizia fallace se si pensa che ormai quell’ordine giudiziario ha perso da tempo prestigio e credibilità e finendo per fare soltanto disastri o ancor peggio, per non compiere alcuna azione corretta, grazie ai soliti magistrati corrotti, d’altronde basti osservare i numerosi avvenimenti incentrati sugli scandali delle toghe sporche!!!

Ho letto in questi giorni di un Amministratore condominiale indagato per appropriazione indebita, circa 50.000 euro (vedasi l’articolo di cui sopra), mi chiedo, perché indagare (da quel Tribunale di Messina, anche se pur corretto farlo) per una somma così poco rilevante… (ovviamente se l’Amministratore in questione  colpevole è giusto che paghi), mentre viceversa, per un suo collega, la cui cospicua documentazione è stata negli anni segnalata presso tutte le sedi istituzionali ed anche presso le forze di polizia, per somme indicate che si aggirano intorno al milione di euro, non si sia fatto nulla???

Certo viene da credere che il semplice cittadino per trovare qualsivoglia soluzione ai suoi problemi, deve obbligatoriamente appartenere a quel sistema corrotto e malato, altrimenti se prova passando attraverso la giustizia ordinaria, non giungerà a nulla!!!

D’altronde certi amministratori di condomini godono – attraverso l’importante giro di denaro di cui dispongono – di un sistema di protezione e di grosse raccomandazioni, quel denaro difatti alimenta principalmente i propri amici legali i quali sono in diretto rapporto proprio con quei magistrati con cui costantemente s’interfacciano durante le udienze…

Quelle aule possiamo paragonarle ad un qualsivoglia ufficio di lavoro, dove tra colleghi a volte nascono amori e in altri casi ci s’incontra se pur con differenti mansioni o incarichi, si sviluppa quel rapporto di amicizia e quella postazione, anche il semplice bar, diventa momento di aggregazione e a volte di complicità, tale da alimentare il sistema clientelare/spartitorio che abbiamo visto esserci, in particolare tra le correnti della magistratura associata.

Certo a pagare il prezzo di questa mala giustizia è l’utente finale e chissà forse dovrei aggiungere anche quei pochi giudici onesti che ho avuto il piacere di conoscere nel corso della mia vita, perché sono loro a dare onorabilità e valore ad un ruolo così importante!!!

Auspico quindi che qualche magistrato ancora retto, vada a studiarsi quei documenti ufficialmente depositati, poiché ritengo totalmente ingiusto, dover aspettare ancora altri quattro anni!!!

“Molti giudici sono incorruttibili, nulla può indurli a fare giustizia”!!!

C'è troppo silenzio: già… starà per accadere qualcosa!!!

E’ come un sesto senso, ma ogni volta che non si vedono notizie eclatanti, quando passa un po’ troppo tempo senza che si muova foglia… ho come la sensazione che qualcosa di grosso stia per scoppiare…

La cosa bella sapete qual è??? Indovino sempre”!!!

Oggi ad esempio sto scrivendo su un semplice presentimento, ed è come se il sottoscritto anticipasse una eventuale informazione clamorosa, già… una di quelle notizia che lascia tutti noi con il fiato in gola… 

Sarà che quella notizia venga recepita dal mio sistema nervoso ancor prima che accada, sarà per quei miei recettori che mi fanno avere questo sesto senso, ma vedrete entro pochi giorni scoprirò di aver ragione…

Non so dirvelo, ma in più di una circostanza nella mia vita mi è capitato di aver previsto alcune situazioni, che poi ahimè si sono di fatto avverate…

Peraltro, in alcuni contesti ho previsto anche il comportamento che taluni soggetti – cosiddetti amici – avrebbero avuto nei miei confronti con il passar del tempo…

Difatti, alcuni tra essi si sono dimostrati essere infidi e ipocriti, già… ma non per questo il sottoscritto aveva  deciso di essere nei loro confronti prevenuto…   

Qualcuno ogni tanto mi dice: Nicola… ma se sapevi che finiva così perché hai continuato??? 

Il sottoscritto crede che in ciascuno di noi vi sia una parte sana… ed è quella speranza a farmi credere che prima o poi questa energia positiva possa emergere o sconfiggere la parte peggiore che ciascuno di noi ha… ma non sempre ciò avviene, perché purtroppo ciascuno manifesta prima o poi quella propria natura… 

Ed allora preparatevi… 

Sì… non so dirvi cosa sta per accadere, ma è come per il coronavirus… qualcuno l’aveva anticipato, sì… e in pochi gli hanno creduto ed ora in molti si sono dovuti ricredere!!!

Peccato che non riesca a prevedere anche i numeri al lotto… già credetemi li darei subito a voi!!!

Ma comunque, visto che stiamo parlando di previsioni voglio provarci… 

Stasera vi consiglio di provare (ma anche per le tre estrazioni successive) i seguenti numeri al lotto: 30-60-90 (ambetto, ambo e terno)!!!

Chissà… non è detto che dopo un anno così disastroso, si possa anche finalmente tutti insieme festeggiare un importante vincita!!!

 

Con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte!!! Io ti dico: non canterà oggi il gallo, prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi!!!


Sono passati duemila anni… ma quanto detto allora da nostro Signore a Pietro… è ancora attuale!!!

D’altronde che volete, la natura umana è fragile, basta poco per evidenziarne la debolezza, in particolare nei momenti più ardui, quando si è sotto pressione… ed è lì che la maggior parte delle persone crolla!!!
Quanto sopra peraltro è stato dimostrato nei molti avvenimenti di cronaca…
Basti pensare ad esempio a quei cosiddetti “uomini duri“, che hanno manifestato la loro intrinseca natura animalesca, criminali capaci di sciogliere nell’acido altri individui, ma che poi… appena arrestati dalle forze dell’ordine, si sono immediatamente pentiti… ma pentiti di cosa???
Potrei comprendere un soggetto sottoposto a tortura che decida di parlare, per quanto quella sua resa possa poi successivamente garantirgli la salvezza… certo in quelle circostanze non è facile resistere, peraltro esistono metodi di coercizione a cui è difficile resistere, la maggior parte degli uomini si arrendono o si lasciano morire…
Ma non è questo il caso… 
Qui parliamo di situazioni quotidiane, a quella semplice consuetudine, quelli a cui mi riferisco sono uomini comuni, personaggi legati a quel mondo della politica, imprenditoria, sono professionisti, colletti bianchi, professori, medici, ecc… che appena vengono colti con le mani nella marmellata, si cac… addosso ed iniziano a fare tutti i nomi possibili e immaginabili, anche quelli che nulla centrano con la loro inchiesta!!!
Eppure prima di aver provato il freddo di quelle manette, si dichiaravano pronti al sacrificio… disponibili anche ad andare in prigione o alla morte se necessaria, tutto… pur di non pronunciare quei nomi!!!  
Ma appena quello scatto metallico a chiuso quei loro polsi, ecco che all’improvviso tutto è cambiato… e ci si è piegati come un ramoscello d’erba, esili, fragili già… come i biscotti friabili!!!
E dire che si dimostravano potenti ed invece ora evidenziano tutta la loro fragilità… già… in questi particolari momenti – nei quali avrebbero dovuto dimostrare la loro forza – si sono sciolti come neve al sole…
E’ bastato uno schiaffo per farli parlare… ed ora ne servono cento per farli stare zitti!!! 
Si perché in queste circostanze sono come un fiume in piena, non riescono a limitarsi, dinnanzi alla giustizia decade ogni forma di arroganza e prepotenza fin qui evidenziata e la paura prende il sopravvento…
Il fatto più insolito è che nessuno sta minacciando loro con violenza, già… nessun sopruso si sta compiendo nei loro confronti, eppure loro, come docili cagnolini, iniziano a scodinzolare quella coda, pur di far piacere quel loro interlocutore…
D’altro canto il traditore non si vede subito… ma solo quando viene messo alla prova, e lì per l’appunto che disattende gli obblighi di lealtà e fedeltà!!!
Certo, dispiace scoprire d’aver avuto per tanto tempo una serpe in seno, uno che pensava esclusivamente a sfruttare la situazione, ad accrescere la propria posizione sociale e soprattutto ad arricchirsi alle vostre spalle… 
Ma d’altronde cosa avreste potuto fare…
Era impossibile prevedere – prima di quegli accadimenti – in quali modi quell’individuo si sarebbe comportato e quale personalità avrebbe con il tempo svelato… 
Che dire… vi siete fidati ciecamente ed ora purtroppo ne pagate il prezzo: vivere sotto la spada di Damocle, sperando che mai il vostro nome venga pronunciato!!!

Mi sento come il Commissario Montalbano, che come riporta: "La lurdia è dentro di noi"!!!

Ad ascoltare ogni giorno quelle notizie che riguardano le nostre istituzioni, i suoi uomini, da quelli più in alto “togati” fino agli ultimi – come dice Catarella – “ruote del carretto“, mi sento davvero male!!! 
Ecco perché mi permetto di riproporre un video dell’episodio 11, intitolato “Il giro di boa“, di quel lontano 22 settembre 2005 in quanto – seppur passati 14 anni – mi sento oggi come quel Commissario, perché mi accorgo che non è migliorato nulla!!!
Peraltro… ricordate i fatti accaduti all’interno della Scuola Armando Diaz di Genova durante lo svolgimento del G8 nel 2001, quando dei reparti mobili della Polizia di Stato con il supporto operativo di alcuni (non tutti per fortuna) battaglioni dei Carabinieri, fecero irruzione e arrestarono ben  93 attivisti mentre 61 furono portati in ospedale in quanto feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma….

Per chi non ricorda quell’avvenimento passato, furono posti sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra, per quello che fu definito dalla stampa un pestaggio da “macelleria messicana“!!!

Certo sono passati 18 anni d’allora, ma se osserviamo quanto è successo quest’anno, si ha come l’impressione che nulla sia cambiato… o per meglio dire, che una parte di quelle Istituzioni, rappresentata da uomini e/o donne, ci abbia di fatto traditi!!!
Perché è così che mi sento oggi… già come quel Commissario Montalbano, fortemente ingannato da tutto ciò in cui credevo, sì… in quella giustizia che ritenevo al di sopra delle parti, in quei soggetti delle nostre forze dell’ordine che reputavo incorruttibili e soprattutto moralmente integerrimi!!!
Ma abbiamo visto che non è così… e leggere di quelle inchieste che hanno portato agli arresti, magistrati, funzionari di polizia, finanzieri, uomini dell’arma dei carabinieri, per proseguire con dirigenti e funzionari posti all’interno di quegli apparati statali, ecco… non so voi, ma io mi sento leggermente… “schifiato“!!!
Vero… non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, ma se ciascuno stelo di quel “fascio” avesse controllato meglio quanto accadeva intorno ad esso, forse non saremmo arrivati a questo punto!!!

Ma d’altronde si sa… è la natura umana a condizionare gli uomini, in particolare tutti coloro che per l’appunto nascono “deboli“!!!

Già… perché subentrano dei fattori determinanti, quali ad esempio la paura di esporsi, sì… personalmente, quel modo d’essere di fatto omertosi, l’evitare di mettersi in cattiva luce nei confronti dei propri colleghi con il rischio d’essere ritenuti – a causa di quelle denunce – dei traditori…
Ed ancora, il voler proteggere i propri colleghi, il voler difendere l’apparato nel quale si opera, ecco quanto sopra conduce ciascuno di loro a limitare la propria professionalità, a scapito ovviamente della morale e di ciò che rappresenta (attraverso quella propria appartenenza), la giustizia!!!

Servitori dello Stato“… già così vengono definiti da tutti, ma stranamente proprio nel 2017 avevo scritto un post a riguardo, nel quale  ritenevo già allora, che qualcosa non funzionasse in maniera corretta ed oggi purtroppo le inchieste evidenziate, mi danno ragione: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/06/servitori-dello-stato-certamente-no.html
Concludo quindi con le stesse parole pronunciate da un magistrato chiamato a valutare quegli uomini e donne delle nostre Istituzioni: “non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini – Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento…
Già…

Mi sento come il Commissario Montalbano, che come riporta: "La lurdia è dentro di noi"!!!

Ad ascoltare ogni giorno quelle notizie che riguardano le nostre istituzioni, i suoi uomini, da quelli più in alto “togati” fino agli ultimi – come dice Catarella – “ruote del carretto“, mi sento davvero male!!! 
Ecco perché mi permetto di riproporre un video dell’episodio 11, intitolato “Il giro di boa“, di quel lontano 22 settembre 2005 in quanto – seppur passati 14 anni – mi sento oggi come quel Commissario, perché mi accorgo che non è migliorato nulla!!!
Peraltro… ricordate i fatti accaduti all’interno della Scuola Armando Diaz di Genova durante lo svolgimento del G8 nel 2001, quando dei reparti mobili della Polizia di Stato con il supporto operativo di alcuni (non tutti per fortuna) battaglioni dei Carabinieri, fecero irruzione e arrestarono ben  93 attivisti mentre 61 furono portati in ospedale in quanto feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma….

Per chi non ricorda quell’avvenimento passato, furono posti sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra, per quello che fu definito dalla stampa un pestaggio da “macelleria messicana“!!!

Certo sono passati 18 anni d’allora, ma se osserviamo quanto è successo quest’anno, si ha come l’impressione che nulla sia cambiato… o per meglio dire, che una parte di quelle Istituzioni, rappresentata da uomini e/o donne, ci abbia di fatto traditi!!!
Perché è così che mi sento oggi… già come quel Commissario Montalbano, fortemente ingannato da tutto ciò in cui credevo, sì… in quella giustizia che ritenevo al di sopra delle parti, in quei soggetti delle nostre forze dell’ordine che reputavo incorruttibili e soprattutto moralmente integerrimi!!!
Ma abbiamo visto che non è così… e leggere di quelle inchieste che hanno portato agli arresti, magistrati, funzionari di polizia, finanzieri, uomini dell’arma dei carabinieri, per proseguire con dirigenti e funzionari posti all’interno di quegli apparati statali, ecco… non so voi, ma io mi sento leggermente… “schifiato“!!!
Vero… non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, ma se ciascuno stelo di quel “fascio” avesse controllato meglio quanto accadeva intorno ad esso, forse non saremmo arrivati a questo punto!!!

Ma d’altronde si sa… è la natura umana a condizionare gli uomini, in particolare tutti coloro che per l’appunto nascono “deboli“!!!

Già… perché subentrano dei fattori determinanti, quali ad esempio la paura di esporsi, sì… personalmente, quel modo d’essere di fatto omertosi, l’evitare di mettersi in cattiva luce nei confronti dei propri colleghi con il rischio d’essere ritenuti – a causa di quelle denunce – dei traditori…
Ed ancora, il voler proteggere i propri colleghi, il voler difendere l’apparato nel quale si opera, ecco quanto sopra conduce ciascuno di loro a limitare la propria professionalità, a scapito ovviamente della morale e di ciò che rappresenta (attraverso quella propria appartenenza), la giustizia!!!

Servitori dello Stato“… già così vengono definiti da tutti, ma stranamente proprio nel 2017 avevo scritto un post a riguardo, nel quale  ritenevo già allora, che qualcosa non funzionasse in maniera corretta ed oggi purtroppo le inchieste evidenziate, mi danno ragione: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/06/servitori-dello-stato-certamente-no.html
Concludo quindi con le stesse parole pronunciate da un magistrato chiamato a valutare quegli uomini e donne delle nostre Istituzioni: “non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini – Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento…
Già…

L'arco dell'universo morale è lungo… ma inclina verso la giustizia!!!

A volte ascoltando le inchieste giudiziarie, viene da pensare che la giustizia non giunga in tempo e che i reati commessi non trovino mai dei colpevoli…
Si è vero, a volte il tempo passa e la maggior parte di noi crede che certe situazioni non verranno mai punite a causa di un sistema guasto che trova per l’appunto terreno fertile in taluni soggetti, che mai avremmo collegato in un sistema corrotto!!!
Ma come abbiamo letto in questi giorni, anche tra i magistrati c’è chi dimostra di essere un po’ troppo ambizioso (o dovrei dire “vanitoso“), come d’altro canto, alcuni professionisti che fanno di quella loro carriera, qualcosa per distorcere la verità… 
Ecco quindi avvocati aggressivi, giornalisti cinici, professori venduti, commercialisti corrotti, dirigenti disonesti e investigatori che non portano a compimento il proprio dovere… 
Le ricadute sono facili da immaginare e trovano immediatezza nelle considerazioni che per l’appunto i cittadini fanno della nostra giustizia. 
L’opinione pubblica sappiamo come basi tutto su quanto gli viene riportato dai media, ed è il motivo per cui essa non ha un’idea della giustizia reale, ma di una giustizia percepita attraverso la narrazione fatta da chi si riconosce in quel modello mediatico!!! 
Certo ci sono periodi in cui il lavoro svolto da talune Procure Nazionali (vedasi ad esempio quella di Catania in questi anni…) contribuisce alla crescita della credibilità della magistratura, mentre altre Procure viceversa, che hanno ottenuto l’effetto contrario, in particolare quando nella gestione della giustizia è entrata la politica, producendo di conseguenza risultati negativi…
Potremmo definirlo un vero e proprio “amore e odio“, in particolare per quella magistratura  che rappresenta solitamente il pubblico ministero…  
Da un lato quindi – come sopra riportato – vi è un aumento della sfiducia dei cittadini nei confronti della giustizia, dall’altro la rinuncia all’esercizio dei propri diritti e doveri, nel saper riconoscere l’importanza delle leggi ed osservando queste, nella vita di tutti i giorni!!!
D’altronde… rispettare la legge non significa mettere in pratica l’insieme di divieti e di prescrizioni, ma partecipare attivamente in maniera legale alla vita della comunità, facendosi carico delle conseguenze delle azioni sugli altri…
In maniera semplice potrei riassumere quanto sopra in una frase: aver rispetto degli altri!!!
Si tratta cioè d’applicare la cosiddetta “regola d’oro”: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”!!!
Ecco se tutti applicassero questo codice di comportamento, ci troveremo oggi a vivere una vita ben diversa…
Ma purtroppo osservando gli egoismi di quei soggetti che si preoccupano unicamente di sé, del proprio benessere (e di quello dei propri cari), della propria utilità che viene sempre… prima di tutto e di tutti, ecco, osservando tutto ciò, come pensiamo di migliorare questa terra “infetta”??? 
D’altronde questi individui “fangusi” si sono negli anni “cuciti” quei modi comportamentali sleali, che hanno portato di fatto a determinare chi in questa nostra città doveva andare avanti e chi di contro… no!!! 
Stiamo leggendo ad esempio in questi giorni l’inchiesta giudiziaria che ha visto coinvolta l’Università di Catania, dove vigeva la regola che a vincere i concorsi erano – come accade in ambito mafioso   “gli amici degli amici“, mentre agli altri – certamente più meritevoli – non restava come diceva Troisi:”piangere“!!!
Nessuno spazio per il merito, d’altronde in questa terra infetta funziona così e lo sanno tutti, ma ciò che più da fastidio è scoprire che – secondo le intercettazioni – i candidati che provavano a ribellarsi (provando a fare ricorso…) venivano schiacciati!!!
Ed invece a schiacciare loro come scarafaggi, è stata la giustizia… sì forse un po’ lenta, ma alla fine è giunta quando più nessuno se l’aspettava!!!
Ora quel sistema mafioso/clientelare farà di tutto per proteggere i suoi “affiliati”, scenderanno per le strade le caste, le lobby, tutte quelle corporazioni a difesa di quegli individui, ma soprattutto gli interessi corruttivi che con la loro persona rappresentavano… 
Già, guai a toccarli, si potrebbe scatenare una nuova “Catalonia” (o per meglio dire babilonia)!!!
Vedrete… saranno sul piede di guerra, inizieranno i ricorsi, gli appelli, i rinvii, ecc.. affinché nessuno possa rimuovere da quegli incarichi, quei loro clienti “disonesti“, affinché tutto possa riprendere nuovamente come prima!!!

Ho come la sensazione che il coraggio di pochi, dia a certuni… quasi fastidio!!!

Ultimamente mi capita di dover assistere a tutta una serie di circostanze nelle quali taluni soggetti non riescono a compiere, quanto sarebbe opportuno realizzare nello svolgimento della propria mansione…
Ecco quindi dover assistere a pubblici ufficiali che limitano i propri interventi, in particolare se vengono direttamente chiamati in causa, mentre altri analogamente, non procedono nel denunciare quanto è previsto nella loro funzione o quantomeno nel “codice etico“, se pur sollecitati a mezzo Pec, A.r. o quant’altro, già… fanno “orecchio da mercante” e si girano dall’altro lato…
Credetemi, l’elenco dei “quaquaraquà” è talmente lungo che non sto qui a sfiancarvi…
Viceversa, esistono una serie d’individui che dimostrano di non aver alcun timore (di niente e di nessuno), che non si piegano alle coercizioni imposte da questo sistema, che dimostrano di non subire ricatti e non devono mediare con i compromessi, perché loro non hanno mai chiesto nulla a questo sistema clientelare, ne per se e ancor meno per i propri cari, sì… sono perfettamente liberi “moralmente” e non nascondono alcuno scheletro nell’armadio!!!
Potremmo definirli “rari” e vanno fieri della propria persona, dove dignità e centralità all’onestà sono i valori unici fondamentali della propria esistenza!!!
Ma soprattutto ciò di cui sono pieni è il coraggio!!!
Un valore che manca alla maggior parte dei propri conterranei, i quali diversamente come tante “pecore” si accodano di volta in volta, al richiamo del padrone!!!
La circostanza difatti che maggiormente infastidisce non è rappresentata dalla mancata messa in pratica di una lievissima porzione di audacia…
No… osservare come la maggior parte dei cittadini abbia paura è legittimo, d’altronde con una terra come la nostra, che incentiva in maniera concreta quel messaggio “mafioso” (nel quale la coercizione rappresenta l’unico insegnamento…) che obbliga la maggior parte dei cittadini a fare o non fare una cosa, per non dover subire eventuali ripercussioni personali… cosa ci si può aspettare!!! 
Ma di contro, quei soggetti che hanno giurato la propria fedeltà allo Stato, quegli individui che giorno per giorno percepiscono il proprio stipendio da ciascuno di noi, ecco… sì a loro sì chiediamo quantomeno di fare il proprio dovere…  
Nessuno di noi pretende di vedere eroi sotto terra, non chiediamo loro di rischiare la propria vita per come hanno fatto altri nei lunghi anni passati di lotta alla mafia, criminalità, terrorismo e quant’altro…
No, ciò che desideriamo non è questo, d’altronde per poco più di 1.800 euro come si potrebbe chiedere di morire per la Patria, quando ben altri, incassando centinaia di migliaia di euro e senza mai rischiare nulla… se la stanno mangiando!!!
Ma una cosa possiamo chiederla, esaminare i documenti di cui si viene a conoscenza e senza subire sottomissioni “gerarchiche”, verificare se quanto riportato in quei carteggi, abbiano un valore concreto da poter dar vita ad una eventuale inchiesta e non riporre nel dimenticatoio gli esposti ricevuti… soltanto perché un semplice cittadino ha dimostrato di possedere quel coraggio che altri – pur avendo una toga, un’uniforme o anche un semplice incarico di pubblico ufficiale – non hanno, tanto da soffrire una pseudo forma di “fastidio”, nell’apprendere che in altri, quelle loro mancate motivazioni, siano così fortemente presenti!!!
Come si dice… volere è potere!!! Loro hanno sì il “potere”, ma mancano ahimè nel “volere”…       
D’altro canto, percepire che altri riescano a compiere qualcosa che nel corso della propria vita ci si era proposti di fare – ma che per ragioni varie (non sto qui ad elencarle) non sono state espletate – porta taluni individui a distaccarsi da quei soggetti “coraggiosi“!!!
Chissà debbo credere che in loro nasce forse l’invidia!!!
Sì… è come quando si era a scuola, non riuscendo con le proprie forze a dimostrare il proprio di coraggio, si criticava coloro che riuscivano ad evidenziarlo…
E’ un circolo vizioso, dove l’altrui comportamento impavido viene giudicato come un qualcosa da non premiare, anzi rappresenta la conseguenza di un’altrui volontà al non volersi piegarsi alle regole del sistema (che peraltro è ciò che da sempre loro fanno…), circostanza quest’ultima vista in maniera negativa, poiché la promozione di quell’agire esterno potrebbe causare o ancor peggio mettere successivamente in difficoltà l’autorità di quel pubblico ufficiale…
Ora… se non fosse che da sempre possiedo una grande autostima, ma soprattutto credo di ever dato prova d’essere stato una persona tenace, quanto sopra, porterebbe il sottoscritto inevitabilmente a subire un tracollo, sì… perché mi verrebbe da pensare che forse qualcosa in questo mio voler agire sia errato, come se il voler combattere questo sistema corruttivo e criminale possa essere scorretto, inopportuno o ancor peggio che, quanto provo quotidianamente a compiere non interessi a nessuno, ancor meno a chi dovrebbe – proprio per quella funzione istituzionale che rappresenta – interessarsene… 
Difatti, una cosa in questi anni l’ho capita!!!
Qualcuno in questi anni… ha provato a farmi credere che esercitare il proprio dovere da cittadino sia sbagliato o per meglio dire che da solo non basti!!!
Perché esso dipende da circostanze che non sono sotto il nostro controllo, in particolare mi riferisco a quelle legate al mondo della giustizia, che – per come abbiamo visto in  questi giorni – sono state “infettate” da un virus chiamato “massoneria, corruzione e clientelismo“!!!
Ma il sistema ora (forse) – grazie alle attuali inchieste giudiziarie – verrà resettato e così attraverso l’ingresso di nuovi soggetti autorevoli e soprattutto intransigenti, quanto finora non realizzato in questi anni, potrà essere ripreso e chissà (probabilmente…) terminato!!!
Ecco perché se subisci un’ingiustizia, consolati: la vera infelicità consiste nel commetterla!!!

Giustizia: Quando il CSM preferì lasciare sul posto i magistrati corrotti!!

Per lo schifo che ho visto mi sono dimesso dall’ordine giudiziario”!!!

Con queste parole inizia l’intervista a La7 l’attuale Sindaco di Napoli durante la trasmissione “Piazza Pulita”
De Magistris, allora magistrato, racconta quando si è sono imbattuto nel sistema del CSM, manifestando oggi una profonda accusa contro quell’organo di governo: “Quando ero magistrato non sono stato fermato dalla ‘ndrangheta ma dal CSM che mi doveva tutelare” ed ancora proseguendo… “mi bloccarono per lasciare sul posto i magistrati corrotti“!!! 
Descrivere a parole quanto ha dichiarato il Dott. De Magistris è impossibile… 
Già… il sottoscritto non aveva ancora somatizzato lo schifo che in questi giorni stava emergendo dall’inchiesta della Procura di Perugia, ed ecco ritrovarmi ad ascoltare le parole di questo magistrato, che per dignità personale e nei confronti di quell’ordine, ha preferito dimettersi che continuare con quell’incarico deplorevole…
Desidero quindi riproporvi il video di quell’intervista, affinché ciascuno di voi, possa comprendere meglio come vanno generalmente le circostanze in questo Paese, che si dimostrano purtroppo ad ogni livello, corrotte e clientelari!!! 
Potremmo definire quegli atteggiamenti come “mafiosi”, d’altronde quanto compiuto da quei suoi colleghi rappresentano, in tutto e per tutto, comportamenti analoghi con quel sistema, fatto di malaffare fortemente radicati…
Certo, un’offesa nei confronti di quella istituzione, di quanti operano in maniera  onesti all’interno di quel sistema, a tutti coloro che credono nel proprio lavoro, a quelli che si battono ogni giorno contro la corruzione e l’illegalità affinché il buon nome di quella categoria dei magistrati, non venga mai affiancato alla parola “mafia“!!!
Ma come abbiamo sentito, non solo il CSM viene posto sotto attacco… 
Anche il Quirinale di qualche anno fa viene trascinato in fondo: “Napolitano si schierò con i collusi!!! Ora è diverso… credo che il Presidente Mattarella abbia un profilo ben diverso da quello di Napolitano, che invece dieci anni fa, quando si trattò di scegliere tra i magistrati perbene e quelli che colludevano, si schierò con i secondi“!!!
Spero che vi rendiate conto dell’accusa pronunciata da Luigi De Magistris, dove complicità, connivenze e indifferenze l’hanno fatta da padrone all’interno di quell’organo di controllo…
Rimarchevole quanto dichiara in un’altra intervista: “Ci vuole una grande mobilitazione civica e popolare per poter scardinare silenzi, distrazioni e atteggiamenti inaccettabili. L’Italia ha bisogno di grandi investimenti pubblici per risanare, rigenerare e mettere in sicurezza il territorio“. 
E difatti, rispondendo ad una domanda sul caos delle procure, ha aggiunto: “Di un politico ti liberi in cabina elettorale o con una ribellione civile, ma quando ci sono casi di complicità e commistione tra apparati di controllo e politica è molto più grave. Non è un caso singolo, ma un sistema e oggi ci sono tecnologie molto più avanzate. Sono bastati 10 giorni d’intercettazioni ed è uscita fuori questa cloaca, figuriamoci se l’avessero fatto per due anni consecutivi”!!! 
Ed infine De Magistris ha voluto aggiungere un pensiero personale:  son inquietato soprattutto del fatto che a distanza di anni non si ha la capacità dall’interno, e mi riferisco alla magistratura, di mettere in sicurezza i magistrati autonomi e di scardinare questo sistema fatto di convergenze criminali molto forti, tra pezzi di magistratura e pezzi di politica”.
Cosa aggiungere: “De Magistris… sei stato eroico“!!!