Archivi tag: innocenti

IV post e ultimo post – Dalla parte degli innocenti: le mie osservazioni finali


Prima di offrire la mia conclusione su questa lunga riflessione – che ha attraversato Finkelstein, Arendt, Foa e Pappè – ritengo doveroso mostrare ai lettori da dove provengo.

Non parlo di questa materia da oggi. Sul mio blog, iniziato nel 2010, ho cercato di mettere in ordine alcuni nodi che ora, finalmente, trovano una sintesi in questa serie di post (ricordo che doveva essere una trilogia, ma l’argomento si è rivelato troppo ampio e mi sono dilungato più del previsto…).

Ecco, in sintesi, ciò che ho sostenuto negli anni.

Sulla Shoah e la memoria

La Shoah è un evento unico e incommensurabile. Non può essere banalizzata, né strumentalizzata. Paragonarla ad altre tragedie – compresa quella palestinese – è, a mio avviso, storicamente e moralmente inappropriato.

Ma la memoria non può diventare una cassaforte chiusa. Come ha insegnato Liliana Segre, la memoria va custodita affinché le nuove generazioni non ripetano gli errori del passato. E come scrivevo nel 2011 riprendendo Guccini: “Io chiedo quando sarà che un uomo potrà imparare a vivere senza ammazzare“.

Nel 2020, proprio a proposito di Liliana Segre, ho sottolineato che la sua forza è stata quella di raccontare l’orrore senza mai esprimere odio verso i carnefici, trasmettendo invece amore e libertà. È questa, per me, la vera “ritessitura dell’infranto“.

Su Israele e i palestinesi

Israele ha diritto a esistere. Pensare oggi di farlo scomparire è folle e irrealizzabile.

Ma ciò non significa approvare tutto ciò che fa. L’occupazione dei territori è, a mio avviso, “non etica, non ebraica e non sionista” (riprendendo un professore israeliano).

La Nakba del 1948 è stata una catastrofe per i palestinesi. Non è equiparabile alla Shoah, ma è stata una tragedia storica che ha generato un’ingiustizia duratura.

Su Hamas e il terrorismo

L’attacco del 7 ottobre 2023 è stato mostruoso. Circa 1.200 morti (in gran parte civili), oltre 250 ostaggi. Non c’è “eroismo” in questo, ma soltanto barbarie.

Hamas non vuole la pace. Nella sua ideologia è previsto l’annientamento totale dello Stato ebraico. E i civili palestinesi – donne, bambini, gente comune – ne sono le prime vittime, intrappolati tra il martello israeliano e l’incudine dei terroristi.

Sulla soluzione

Ho sempre sostenuto che l’unica via praticabile è la creazione di due Stati. Già nel 2010 e poi nel 2023 ho provato a tracciare una proposta: un nuovo Stato palestinese in un’area diversa, con compensazioni internazionali.

Ma devo essere onesto: dopo il 7 ottobre, quella soluzione è oggi più lontana che mai. Israele non lascerà Gaza, e la Cisgiordania sarà probabilmente annessa.

Su chi paga il prezzo

Sempre gli innocenti. I palestinesi comuni – che non sono Hamas – vivono in condizioni disumane. Ma anche i familiari delle vittime del 7 ottobre portano un dolore che molti fingono di non vedere.

La comunità internazionale ha fallito. Ancora una volta. E i potenti che decidono le sorti del mondo non lo fanno mai per ignoranza, ma per calcolo. E il calcolo lo pagano sempre gli innocenti.

Sull’odio e il razzismo

Nel 2010, commentando una campagna razzista contro gli italiani in Svizzera, ho ricordato che la Svizzera ha barattato la propria neutralità con l’oro rubato agli ebrei. Non ho mai dimenticato che l’antisemitismo e il razzismo hanno radici profonde, e che abbassare la guardia significa permettere loro di rifiorire.

Nel 2020, ancora una volta, ho ribadito che è l’amore a salvare il paese, non l’odio. E che la distanza fisica e sociale genera indifferenza, e l’indifferenza genera razzismo.

Conclusione di questa premessa

Questo, in sintesi, è il terreno su cui ho camminato negli ultimi sedici anni. Non sono uno storico, né un filosofo. Sono solo uno che ha cercato di capire, che ha cambiato idea quando i fatti lo imponevano, e che ha sempre rifiutato le tifoserie – perché davanti a una strage di bambini, la domanda non è “da che parte stai?”, ma “come si ferma tutto questo?“.

Ora, dopo aver riportato le voci di Finkelstein, Arendt, Foa e Pappè, posso finalmente offrire la mia personale conclusione.

Non posso minimamente accettare qualsivoglia imposizione, sia essa fisica e ancor più morale“. Non credo ai profeti, né tantomeno a quegli intellettuali che si elevano come depositari del sapere. Questi soggetti sono i più pericolosi, anche quando si schierano dalla parte dei più deboli.

Sappiamo tutti quanto sia più facile ammaliare il popolo con parole d’amore rivolte nei confronti dei più deboli, dei più disadattati, di chi soffre, di chi patisce le guerre, etc… Ma quanto poi si faccia affinché quelle problematiche non abbiano più ad esistere, beh… questo è un altro argomento, che solitamente lascia tutti insoddisfatti.

La verità è che ciascuno, nel proprio ruolo, cerca di guardare ai propri interessi. C’è chi lo ha fatto celandosi dietro un abito talare, chi dietro uno scranno di potere, chi viceversa attraverso uno scritto o anche un pulpito ufficiale. Ma la verità è che tutti giocano le proprie carte – barando – e cercando di vincere sempre a scapito degli altri.

Quanto è accaduto con la Shoah non potrà mai più essere cancellato. L’umanità ha toccato il livello più basso della propria esistenza e tutti ne sono stati colpevoli: Presidenti, Papi, Monarchi, ma anche diplomatici con incarichi nazionali e internazionali, e a seguire, militari di alto grado, ma anche semplici cittadini che si sono prestati – forse per paura – a fare finta di non vedere o, ancor peggio, a partecipare a quelle stragi.

Nessuno è immune. E pensare di “ricucire” la storia non è sempre possibile, soprattutto se così facendo ci si dimentica di milioni di vittime che, come sappiamo, nulla avevano fatto di male.

Provare quindi a generalizzare, a confondere le coscienze, a influenzare con dibattiti “falsi“, portando argomentazioni a sostegno delle loro tesi individui “eccelsi” che poi, nei fatti, si sono dimostrati essere – lasciatemelo dire – ancor più meschini di quegli aguzzini che spingevano donne e bambini nelle camere a gas. Già… seppur da sempre agnostico, vorrei per ciascuno di essi che esista l’inferno, affinché possano passare tutta la loro meschina esistenza insieme a coloro che nella loro vita hanno ricercato il male, a differenza dell’amore del prossimo.

Sì… è questo l’unico baluardo a cui io da sempre mi sono affidato, che ho cercato (e ogni giorno provo a compiere) in ogni mio gesto quotidiano.

Non sono certo un missionario. Non sono neppure un volontario che presta assistenza o aiuto medico a favore delle popolazioni più povere del mondo. Non sono presente nei territori che presentano gravi emergenze – non solo nei conflitti armati, ma anche in terremoti, tsunami, uragani, etc… Ma ciò che posso fare, quando vengo chiamato in causa, lo faccio. Ovviamente nel mio piccolo cerco sempre di aiutare il prossimo: nel dare una mano, un aiuto finanziario, nel trovare un lavoro, nel dare una speranza a chi chiede conforto, nel non abbandonare chi soffre.

Certo… non ho le virtù di Madre Teresa di Calcutta (tra l’altro in questo periodo vergognosamente oltraggiata su molti social, legando il suo nome con quanto emerso nella vicenda Epstein…).

La natura umana si sa: è infida e pericolosa. E chi si erge a paladino – chiunque esso sia – va immediatamente rifuggito.

Per cui, concludendo, ciò che ho cercato di trasmettere a ciascuno di voi con questi post è di non prendere mai per “certo” ciò che vi viene raccontato, anche se a dirlo sono soggetti definiti “assolutamente eccezionali“, perché di eccezionale non vi è nulla, se non l’analisi critica che ciascuno di noi può fare degli eventi, se pur limitati dalla conoscenza totale delle fonti.

Sappiamo bene come la Storia venga sempre scritta dai vincitori e mai dai vinti. Ed allora, nel giudicare e comprendere, bisogna essere particolarmente sterili, distaccati, altrimenti sarà facile per chiunque fuorviarvi e ancor più condizionarvi.

D’altronde quanto dico lo subite ogni giorno: su chi prova a farvi commettere illeciti nella vostra professione, su chi utilizza raccomandazioni o si presta a genuflettersi per superarvi di livello nel lavoro. C’è poi chi crede che la politica potrà aiutare il sociale. 

Ed infine, consentitemi di aggiungere, quanto accade fuori si realizza anche in famiglia; sì… perché ormai tutti, in quell’ambito, si sono “elevati” (senza averne le competenze) a professori di questo o di quello. Peraltro, qualsivoglia argomento venga per loro affrontato… va bene, sì… perché tanto sanno di tutto e di tutti. Quanto sopra grazie al web che – senza che ne fossero accorti – li ha mirabilmente plagiati e indottrinati.

Fine

Papa Leone XIV, non ripetere gli errori dei tuoi predecessori!

Secondo il sottoscritto, quanto affermato dal rabbino Eliezer Simcha Weisz è corretto, perché non si dovrebbe mai fare differenza tra popolazioni che, purtroppo, oggi soffrono per motivi diversi, ma ugualmente devastanti.
Chi subisce le conseguenze della violenza non può essere diviso in categorie, né tanto meno dimenticato, come sembra aver fatto Papa Leone XIV equiparando le vittime di Gaza a quelle ucraine senza riconoscere le specificità morali e storiche di ciascun conflitto.

Già… questo non può essere il messaggio che ci si aspetterebbe dal “vicario di Cristo”, il quale dovrebbe invece operare con maggiore discernimento, evitando di appiattire realtà complesse in una generica condanna della sofferenza.

Ha perfettamente ragione il rabbino Weisz (membro del Gran Rabbinato d’Israele), quando ha espresso il suo disappunto in una lettera al Papa, sottolineando come l’equiparazione tra le vittime palestinesi e quelle ucraine, senza alcun riferimento agli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas, abbia ferito profondamente la comunità ebraica: “Tutte le persone che soffrono meritano preghiere, ma non tutte le sofferenze sono causate dalle stesse mani”, ha ribadito Weisz, criticando una narrazione che ignora le responsabilità di Hamas nel conflitto e la legittima difesa di Israele.

Questa non è la prima volta che Weisz contesta le posizioni del Vaticano. Già a gennaio aveva accusato Papa Francesco di alimentare l’antisemitismo moderno attraverso un approccio sbilanciato, equiparando una democrazia come Israele a un’organizzazione terroristica come Hamas. “Avete tracciato una falsa equivalenza morale”, scriveva allora, denunciando una distorsione della realtà che rischia di riaccendere antichi pregiudizi.

Dietro queste dichiarazioni e gli incontri che seguiranno, però, si nasconde una questione più ampia: la spartizione del mondo e dei territori che interessano alle grandi potenze. Il dialogo tra Vaticano e leader religiosi ebraici non è solo una questione teologica, ma un riflesso di dinamiche geopolitiche in cui le sofferenze delle popolazioni diventano meri strumenti di negoziazione.

Quando il Papa incontra rappresentanti del regime iraniano, che apertamente invoca la distruzione di Israele, o quando accoglie presepe con simboli palestinesi, invia messaggi che vanno ben oltre la spiritualità, toccando nervi scoperti della politica internazionale.

Il rischio è che, in questo gioco di equilibri, le vittime reali vengano dimenticate, ridotte a numeri in una contabilità di guerra…

E così, mentre i leader discutono di alleanze e confini, migliaia di civili continuano a morire, e la loro sofferenza viene strumentalizzata per giustificare ulteriore violenza.

Ecco, forse, invece di cercare colpevoli o stabilire gerarchie del dolore, sarebbe più utile chiedersi come fermare tutto questo prima che sia troppo tardi. Ma ho l’impressione che chi oggi potrebbe rappresentare la differenza, costituendo di per sé la parte sana e moralmente giusta, preferisca – come scrivevo alcuni mesi fa nel mio articolo “Il potere di un gesto: da Ponzio Pilato…” link: https://nicola-costanzo.blogspot.com/2025/06/il-potere-di-un-gesto-da-ponzio-pilato.html – proseguire con quelle stesse azioni, sì… con quel lavarsi le mani.

Perché quando il male avanza e i potenti tacciono, non è mai per ignoranza. È per calcolo. E la storia, purtroppo, ci insegna che questo calcolo lo pagano sempre gli innocenti!

Il Silenzio degli innocenti!!! Quanti altre morti dobbiamo contare???

Sono oltre 180.000 le perdite dei russi nella guerra in Ucraina a cui si sommano all’incirca 40.000 ucraini; inoltre, nel solo medio oriente sono deceduti quasi 30.000 palestinesi e all’incirca 3.000 israeliani, sì… dal 7 Ottobre ad oggi.

Certamente questi dati sono sicuramente inferiori a quelli dichiarati, si sa… in questi casi, la propaganda politica non riporta mai i numeri reali dei militari caduti, viceversa è più facile avere dati certi sul numero dei civili caduti.

Una cosa è certa, oltre 250.000 persone nel 2024 non ci sono più e quanto sta ancora accadendo è un’offesa a Dio e a tutta l’umanità…

Tra l’altro a morire sono tutti, musulmani, ebrei, cristiani, già.. non vi è alcuna differenza, perché sotto quella terra si diventa eguali; d’altronde, considerata la deprecabile natura umana che dopo 75 anni di pace (per modo di dire… perché non vanno dimenticati tutte le guerre che dalla fine della seconda guerra mondiale hanno visto coinvolti in aspri conflitti nazioni intere, le quali hanno determinato milioni di morti…), era alquanto prevedibile che prima o poi la natura umana ritornasse a quella propria condizione naturale, sì… abietta!!!

Il punto è che da sempre l’uomo prova a distruggere quanto di buono ha provato a fare per progredire, come peraltro serve a poco riconsiderare gli eventi storici che hanno influenzato quei particolari conflitti e soprattutto i crimini che hanno determinato sul lascito morale…

Siamo sempre alle solite, insegnamenti ideologici, politici ma anche religiosi, hanno in questi anni indottrinato generazioni intere, in maniera spietata, già… affinché ciascuna delle parti si convincesse a prendere una posizione, ferma e decisa, contro quei loro stessi fratelli.

E difatti, se andiamo a leggere le posizioni di ciascuno di quei contendenti, possiamo scoprire come dietro quelle loro ragioni vi siano valide motivazioni, sia di carattere civile e/o sociale, territoriale, ma anche militare, mi riferisco ad esempio al voler proteggere i propri confini.

Il problema è che nel voler giudicare in maniera equa quanto si è verificato, se proviamo a riflettere su cosa porre in quella bilancia morale, ci accorgeremo che non basterà soltanto contare il numero delle vittime, si dovrà comprendere anche chi di fatto abbia beneficiato da quei conflitti, mi riferisco in termini di benefici economici e patrimoniali!!!

Difatti, basti osservare i numeri impietosi sopra riportati per evidenziare non soltanto il numero dei caduti e quindi con quelle morti l’espressione della privazione della vita in generale, ma altresì, vanno presi in considerazione le continue repressioni e le gravi ingiustizie compiute nei confronti dei più deboli, di chi è rimasto ancora in vita, intere popolazioni costrette ora a un esodo forzato per causa di azioni politiche nazionalistiche o anche a carattere fondamentalista.  

D’altronde se osservate bene, vi accorgerete che quei leader (violenti) sono simili tra loro; ciascuno di essi prova – in ogni modo possibile – di negare il diritto alla vita, perché ciò che più interessa maggiormente, è non dare alla controparte ed ai loro figli, alcuna opportunità di crescita e quindi un futuro sereno di pace e prosperità!!!

Come scriveva Albert Einstein:  Ad ogni sistema autocratico fondato sulla violenza fa sempre seguito la decadenza, perché la violenza attrae inevitabilmente. Il tempo ha dimostrato che a dei tiranni illustri succedono sempre dei mascalzoni.

Odio gli indifferenti…

Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani“!!! 

Non pos­sono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città, chi vive veramente non può non essere cit­tadino e parteggiare: indifferenza è abulia, è paras­sitismo, è vigliaccheria, non è vita. 

Ecco perché odio gli indifferenti… 

L’indifferenza è il peso morto della storia, è la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splenden­ti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica. 

Ma d’altronde sappiamo bene come l’indifferenza operi potentemente nella storia…

Sì… opera passivamente, ma opera!!!

E’ la fatalità è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costrutti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozza. 

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’in­differenza, all’assenteismo dei molti. 

Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggrup­pare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, las­cia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. 

La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. 

Dei fatti matu­rano nell’ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita colletti­va, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa…

I destini di un’epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. 

Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell’ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. 

E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle con­seguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. 

Alcuni piag­nucolano pietosamente, altri bestemmiano oscena­mente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch’io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe suc­cesso ciò che è successo? 

Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procu­rare quel tal bene si proponevano. 

I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiu­ti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di pro­grammi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. 

Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti!!!

Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere. 

Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia, il loro piagnisteo di eterni innocenti… 

Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. 

E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime… 

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. 

E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. 

Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l’attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.  

Vivo, sono partigiano, perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti!!!

Una giustizia scarsamente attenta ai diritti dei più deboli e molto sensibile nei confronti dei più forti!!!

Sarà una coincidenza, ma casualmente da quando esiste questo governo “Draghi-Mix” ho come la sensazione che la nostra giustizia si sia un po’ rammollita… 

Per meglio chiarire questo mio pensiero, dopo anni e anni d’inchieste giudiziarie, una montagna di documenti, intercettazioni, dichiarazioni, etc… ecco che tetto finisce incredibilmente  nel cassonetto dei rifiuti, quelli “indifferenziati” (già perché non portano con se soltanto carte…)  e le persone che per anni erano state incriminate, ora improvvisamente vengono prosciolte, con la formula ampiamente liberatoria di “non aver commesso il fatto“!!!

Ed allora mi chiedo, perché non facciamo pagare tutti quei costi sostenuti – aggiungerei inutilmente, visto l’esito finale – a quei referenti della nostra giustizia???

Già… a cosa sono serviti tutti quei dibattimenti se poi la fine doveva essere questa???

Ecco, qualcosa di certo in questa nostra giustizia non funziona, oppure debbo credere che funzioni talmente bene da giustificare qualsiasi forma deviante, già evidenziata in questi anni attraverso i privilegiati collegamenti d’interdipendenza tra soggetti giudicanti e soggetti incriminati, tra individui influenti della nostra società e quanti incaricati d’analizzare quei loro illegali comportamenti, che vengono ora incredibilmente considerati quali vittime di un sistema coercitivo…

Ecco quindi che anni di storia, d’incriminazioni, di vergognose inchieste giudiziarie, di reati perpetrati, trasformano in un battito di ciglia quei soggetti in vere e proprie “vittime”!!!

Già… potrei dire che sia nato in questi mesi un nuovo concetto di “vittimologia” che tende ora ad identificare quegli individui in innocenti, quasi fossero stati bersagliati e di conseguenza danneggiati da atteggiamenti di vera e propria persecuzione, allo scopo di stroncare qualsivoglia loro influenza personale o ancor di più politica…  

Oggi però quel tempo è cambiato, come vediamo nel governo nazionale vanno tutti d’amore e d’accordo e il Presidente Draghi in questo è un maestro d’orchestra (d’altronde punta alla Presidenza della Repubblica…), compiacendo una volta l’uno e una volta l’altro, trasformando e con essa mutando anche quella devianza un tempo considerata illegale, ma che ora – grazie ad una forma di condono generalizzato –  è divenuta, sia pur illecitamente, condizione fondamentale per riapparire nuovamente “limpidi” in questa nostra società. 

Quanto sopra ha di fatto comportato una vera e propria trasformazione delle coscienze, in particolare nei cittadini che come fossero stati colpiti da un’amnesia, riprendono in maniera fisiologica da dove avevano a suo tempo lasciato, divenendo ora improvvisamente garantisti e accettando questo nuovo concetto espresso di “vittimologia”, prendendosela con tutto ciò che rappresenta l’ordine pubblico e le stesse istituzioni che a loro dire, hanno volontariamente sbagliato nel prendersela con chi era innocente…

Siamo passati quindi dal tirare le monete ad una totale rivisitazione della storia, in particolare ora grazie a una intercorsa tolleranza della nostra politica, si è dato il via a una profonda azione garantista, che sta portando al progressivo scomparire di un’equa giustizia sociale, che permette di disconoscere nei fatti le ragioni dei cittadini a scapito sempre dei personaggi più celebri e soprattutto ricchi di questo paese…

Una giustizia quindi non più in grado di occuparsi dei diritti delle persone offese, ma divenuti garanti delle regioni dei più forti e come conseguenza diretta assistiamo a quanto sta accadendo, vedasi i reati a carattere personale e/o collettivi, quelli ambientali ma anche a quelli connessi ahimè all’ambiente lavorativo!!!

Ma questa si sa… è un altra storia!!! 

Rignano: tutti assolti per non aver commesso il fatto…

Anni e anni di processi per poi non giungere a nulla o meglio i giudici del Tribunale di Tivoli hanno assolto tutti gli imputati perché il fatto non sussiste…
Lascio ad altri, la cronaca di quanto accaduto in quella scuola, ma mi chiedevo, non era molto più semplice mettere quattro cimici e microtelecamere nascoste in più, proseguire di qualche giorno l’indagine e vedere cosa realmente accadeva in quella scuola materna???
Ed invece Nooo…, da noi tutto deve essere spettacolare, giornali e televisioni debbono infierire, parlare degli abusi perpetuati dagli insegnanti ( che vengono messi sulla pubblica piazza senza alcun riguardo, anche per le loro famiglie ) e quei poveri bimbi, anch’essi al centro di indagini, dove si tenta interrogandoli di giungere alla verità…
Non dimentichiamoci che gli imputati erano stati denunciati per violenza sessuale, maltrattamenti di minore, sequestro  di persona, atti osceni… e via dicendo, immaginatevi poi tutto ciò amplificato perché commesso ai danni di bambini e quindi tutti a parlarne e ad aspettarne l’esito…
Bene… dopo circa sei anni di indagini e processi, ( alla faccia dei costi dello Stato ma soprattutto del tutto sprecati poiché inutili ),  ci ritroviamo che oggi sono tutti scontenti, sia gli insegnanti che chiedono ora giustizia per il maltolto subito…, che per i genitori dei bambini, anch’essi arrabbiati per la sentenza a loro modo ” ingiusta ” e quindi  già annunciano una nuova battaglia legale…, a questi si aggiungono anche tutti coloro che, schierati da una parte o dall’altra, incitano, urlano, insultano il giudizio dei giudici, qualche giornalista e continuano prendendo a pugni la porta d’ingresso…
Una vicenda squallida, sotto tutti i punti di vista, parlare di abusi sessuali su minori fa sempre male, principalmente per chi li subisce ed anche per coloro che veramente innocenti, vengono accusati  dall’opinione pubblica, che li ha già giudicati e condannati, una macchia questa che resterà indelebile per tutta la vita…
A me dispiace, vedere con quanta leggerezza la nostra magistratura, procede ad arrestare gli eventuali colpevoli e soprattutto con quanto fragore i mass media, lapidano questi ultimi senza aspettarne i risultati delle indagini…
Ogni anno, si sprecano milioni di euro in processi inutili, che non trovano soluzione, che servono soltanto a fare un po’ di pubblicità a qualche giudice che totalmente sconosciuto cerca di salire sul palco della notorietà, indagini condotte con molta leggerezza e prove del DNA che di solito non giungono a nulla oppure vengono contraddette ed utilizzate dalla difesa quale controprova… alla fine dopo anni, si giunge al nulla e bisogna ricominciare o vedere abbandonare le indagini e quindi gli eventuali colpevoli…
Tutti desideriamo che la giustizia faccia il proprio corso… ma ciò che maggiormente vorremmo e che alla fine questa rappresenti quella ” autentica “, senza che poi dopo qualche anno, una nuova sentenza d’Appello e/o di Cassazione porti a nuove irregolari e discutibili discordanze…