Archivi tag: catania

Salire da Catania all'Etna per poi nuovamente scendere a Catania e buttarci così… tutti a mare!!!

Si vede che siamo in procinto d’elezioni!!!

Ogni volta che si avvicina quella competizione elettorale, iniziano i proclami (e aggiungerei le cazzate…)!!!
Ed allora non sapendo cosa inventarsi si riprendono dall’armadio progetti urbanistici “impolverati” di cui certamente oggi la città non ha bisogno, ma di cui neanche fra vent’anni avrà necessità!!!
Ed allora pur di convincerci a votare, ma soprattutto nel voler indirizzare quel nostro voto verso una particolare direzione, tentano d’illuderci… comprando i nostri voti…
Come…???
Facendoci sapere che a breve diventeremo ricchi!!!  
Sì… ho letto che saranno 700 milioni gli euro previsti per la nostra Città e 12 Miliardi –si avete letto bene- (l’hanno chiamato “Patto per la Sicilia” ed è un accordo che farà arrivare queste somme nelle casse della Regione) per l’intera Sicilia!!!
Sono le puntuali promesse che dopo le elezioni vedrete non si concretizzeranno in nulla di fatto!!!
Nessuno vuole capire o fa finta di non capire, che siamo ormai in totale crisi… non solo sociale ma anche economica e imprenditoriale, con un mondo lavorativo inesistente, lasciato ormai in balia a quelle esigue iniziative coraggiose di pochi privati…
E dire che di questo sfacelo sono ben a conoscenza… difatti dimostrano di sapere alla perfezione di quali problemi soffre la nostra città e difatti nelle loro conferenze ne parlano apertamente: rilancio occupazionale, viabilità, sicurezza, rischi idrogeologici, impianti, depuratori, metropolitana, viabilità, porto, aeroporto, opere incompiute, turismo e quel contrasto alla illegalità che non riesce ad essere debellato, ma poi stranamente non si riesce a far nulla di concreto!!!
Siamo con l’acqua alla gola… e loro pensano a realizzare un percorso turistico… si potremmo utilizzarlo in futuro per qualche rally… ma per favore, si pensi per prima cosa a sostenere tutte quelle famiglie bisognose, quei poveri pensionati… i giovani senza alcuna occupazione e poi forse ci si potrà dedicare a realizzare opere “fantasiose”… che comunque, se stessero lì dove sono state finora… sarebbe certamente meglio!!!
Povera Catania… posta in classifica tra gli ultimi posti delle città più vivibili d’Italia… una città allo sfacelo… ma che vorrebbero farci passare quale esempio da imitare… da chi poi… resta certamente un mistero!!!
Sì… è lo stesso mistero che non ci permette di comprendere a quali propositi e iniziative questi signori sono ispirati per i prossimi anni… pretendendo comunque di voler continuare a governare (per come finora fatto…) questa nostra città!!!

I beni restituiti ai Sig.ri Basilotta…

Se ci fosse ancora mio padre mi direbbe… “te l’avevo detto“!!!

Ora dopo quasi sei anni trascorsi tra sequestro e confisca, i beni ritornano nuovamente nelle mani dell’imprenditore (defunto) Vincenzo Basilotta…
Fino a pochi giorni fa avevo espresso una valutazione sulla disuguaglianza di trattamento tra la società In.Co.Ter Spa e la Tecnis Spa (due pesi e due misure) ed in questi anni ho più volte denunciato la mancata capacità operativa di quelle società sequestrate e confiscate, che di fatto sono state accompagnate alla chiusura definitiva…
Quindi a sei anni di distanza quanto aveva espresso il Presidente della quarta sezione del Tar di Catania, Biagio Campanella, sulla sospensione del provvedimento della prefettura etnea (che aveva negato il rilascio del certificato antimafia alla In.Co.Ter Spa), trova ora la sua giusta collocazione…

Per cui, la seconda Corte d’appello di Catania, accogliendo la richiesta dei legali, ha “revocato il decreto del Tribunale” emesso nel 2012 e ha “ordinato la restituzione di tutti i beni agli aventi diritto”…

Nel provvedimento i giudici rilevano che l’imprenditore: “era oggetto di una vera e propria richiesta estorsiva” da parte di Cosa nostra e che “non si può ritenersi raggiunta la prova dell’appartenenza o del concorso esterno” alla mafia, e quindi “non sussiste il presupposto necessario per la confisca di prevenzione”.
Mi chiedo, come mai ci si è messo tutto questo tempo???
Ormai gli appalti sono andati… i dipendenti pure… tutto il resto è passato… ed è strano che proprio quando forse la società si accingeva alla chiusura definitiva… vengono restituite nuovamente ai soci le quote…
Non è che forse lo Stato, avendo compreso il completo fallimento del proprio operato, abbia deciso –proprio come Ponzio Pilato– di lavarsene le mani, restituendo così nuovamente i problemi agli ex soci..???
Ambigua circostanza si ripete forse anche per quanto dal sottoscritto denunciato sul quotidiano on-line “LiveSicilia” sulla questione dei blocchi dei c/c da parte di Riscossione, situazione questa di fatto illegittima in quanto non teneva conto di tutta una serie di fattori fondamentali quali per esempio:
1) che il blocco ha di fatto sospeso in questi mesi l’operatività della società;
2) che la società non ha mai avuto notificato l’atto di pignoramento da parte della società di riscossione;
3) che sulle cartelle oggetto di pignoramento sono stati proposti ricorsi ai competenti organi tributari;
4) che in alcuni casi era stato ottenuto lo sgravio da parte dell’Agenzia dell’Entrate;
5) che a causa di ciò i dipendenti non percepiscono lo stipendio da quasi sette mesi;
6) che la società è sottoposta a confisca;
Ecco forse avendo compreso che quel blocco non poteva essere attuato ( per come è stato fatto…) e soprattutto che per tutta una serie di motivazioni -di cui ormai sono stanco di ripetere- (e che se interessati… potrete rileggere nei post scritti in tutti questi anni… quasi fino alla nausea) ed ancora, avendo rivalutato la posizione a suo tempo intrapresa quale errata, ecco che adesso si decide di tornare sui propri passi…
Ma ciò che è fatto è fatto… indietro per com’era non si può più tornare!!!
Come diceva Max Stirner: lo Stato chiama legge la propria violenza, ma chiama crimine quella dell’individuo!!!

Tornato… per la gente!!!

Il 17 Marzo nel mio post avevo scritto che sarei rimasto a guardare gli eventi…
Riprendo così un articolo di pochi giorni fa:
Già, in questi giorni purtroppo, mi sono dovuto allontanare dal mio blog per concentrarmi su problemi personali e quindi, pur leggendo ed osservando quanto stava accadendo… non ho potuto esprimere quanto pensavo e quindi ho affidato al cellulare gli appunti presi… 
Riprendendo quindi da dove avevo lasciato e cioè su quanto avevo comunicavo all’ex Presidente di Riscossione Sicilia, Avv.  Fiumefreddo: “ora credo che Lei sia giunto ad un bivio: denunciare pubblicamente tutti i nomi di coloro che dal suo lavoro stavano avendo un qualche danno d’immagine ( e soprattutto finanziario…), pur sapendo che così facendo verrà allontanato definitivamente da quei palazzi, oppure soprassedere… e sperare nuovamente di rientrarci… io staro qui ( ma credo che saremo in molti… ) ad osservare gli eventi”… quegli stessi eventi che ora confermano come Egli… sia nuovamente rientrato nel palazzo!!!
Ed allora comincerei con quanto ha dichiarato dopo la nomina: “questa non è una mia vittoria, ma una vittoria della gente onesta”. 
Ed allora ne approfitto subito per chiederLe (premetto sin d’ora che in questi giorni formalizzerò ufficialmente tale richiesta a mezzo Pec a direzioneprovincialect@pec.riscossionesicilia.it) come debbo rispondere a quanti in questi giorni mi stanno esprimendo il proprio disagio…
Mi riferisco ai molti dipendenti dell’impresa IN.CO.TER. S.P.A. che a causa del provvedimento di pignoramento dei c/c della società (realizzato appunto dalla società: Riscossione Sicilia Spa) si ritrovano oggi a non poter percepire quanto loro dovuto e di contro, ricevono richieste esattoriali dalla stessa agenzia, per pagamenti dovuti attraverso quelle ben note “cartelle verdi”…
Allora, mi rivolgo a Lei, per nome e conto di tutta quella “gente onesta”, che oggi chiedono i propri diritti e nel contempo vorrebbero mantenere i propri doveri…
Sono tutte persone che sopravvivono grazie al proprio lavoro!!!
Poche migliaia di euro che servono a mantenere la famiglia in modo dignitoso, senza sprechi o divertimenti… perché tolti i costi diretti, d’affitto, d’utenze, di tutte quelle spese necessarie per il mantenimento dei propri familiari… ecco, ciò che resta è il niente… anzi solo qualche nuovo debito, quello appunto richiesto dall’agenzia di riscossione (senza voler entrare nei meriti della legittimità delle richieste…)!
Leggo quindi con piacere che è nuovamente rientrato… sì… con “maggiori poteri” ed allora spero che per un momento venga rivista la posizione della nostra società che ricordo essere “CONFISCATA” (ho la netta sensazione che ormai di questa situazione non glie ne fotte più niente a nessuno…) e che si permetta alla stessa di svincolare tutte le somme attualmente bloccate, per poterle destinare ai lavoratori ( che rappresentano dopotutto proprio quella “gente onesta” a cui Lei si riferisce… non solo, aggiungerei irreprensibile e soprattutto incorruttibile… proprio perché “non collusa“, rappresentante di quell’immagine di correttezza morale a cui in molti vorrebbero immedesimarsi e che nei fatti dimostrano concretamente essere distanti…
Per cui, su quest’ultimo punto, se c’è qualcuno dei cosiddetti “paladini” della legalità che si vuole “pubblicamente” confrontare… il sottoscritto è in ogni momento disponibile!!!
Preg.mo Avv. Fiumefreddo, nel ritornare “più forte di prima”, provi a mettere in campo quel “grande coraggio” espressole dal Presidente Crocetta…
Perché le vittorie per essere concrete devono manifestarsi con i fatti… in caso contrario… restano delle vittorie di “pirro”… 
Quindi, quanto chiedo oggi a nome della Società (anche se dovrebbe essere qualcun altro a farlo… ma la vita è così… come quando si era alle elementari, le caramelle andavano sempre a chi stava buono e a braccia conserte…) è quanto Lei ha già dichiarato… e cioè di voler fare il Suo dovere, come prima… senza sconti a nessuno e rispettando tutti!!!
E noi questo Le chiediamo di rispettarci… proprio per quel senso di rispetto e di eguaglianza a cui Lei tanto s’ispira!!!

Infelice Sicilia… povera occupazione… una regione sempre più verso la catastrofe!!!

Ci sarà (almeno lo spero…) un momento in cui finiranno tutte queste inchieste o debbo credere che nella mia Sicilia la maggior parte delle imprese sono colluse o in odor di mafia???
Perché se è realmente così… chiudiamole tutte!!!
Facciamo realizzare gli appalti di queste nostre opere milionarie ad imprese estere… si perché anche di quelle cosiddette “nordiche” non ci possiamo fidare!!!
Abbiamo visto come anch’esse abbiano dimostrato in questi anni di essere fortemente legate a quel sistema politico/criminale fatto di amicizie, raccomandazioni e dalle abituali tangenti/bustarelle …
Oggi per l’ennesima volta è intervenuta la sezione Misure Prevenzione del Tribunale di Catania (accogliendo la proposta avanzata dalla DDA di Catania sulla scorta degli esiti delle indagini eseguite dal Ros – Sezione Anticrimine di Catania) disponendo l’amministrazione giudiziaria a 24 società consortili controllate dalle società Tennis Spa, Artemis Spa e Cogip Holding Srl: queste ultime già sottoposte ad amministrazione giudiziaria dal 12 febbraio…
I nominativi delle 24 società li trovate sul web… ciò che mi preoccupa è ora il problema occupazionale e le opere da realizzare… già, se verranno completate e con quale tempi!!!
Sono ormai decenni che sentiamo parlare in questa regione di realizzare un sistema efficace e coerente, con strumenti capaci di garantire trasparenza ed efficienza al mercato del lavoro e migliore capacità di inserimento professionale per i disoccupati e di quanti sono in cerca di una prima occupazione, con particolare riguardo a donne e giovani…
Già… i nostri giovani, che a causa delle estreme difficoltà nel trovare un’occasione di lavoro e un reddito che li renda autosufficienti, sono costretti, il più delle volte, a lasciare questa propria terra e di conseguenza i propri affetti…
Il nostro premier Renzi nella sua ultima visita ha dichiarato: abbiamo la certezza di poter fare di questa terra un luogo di innovazione non un museo, mantenendo qualità e quantità occupazionale!!!
Sono sempre quelle le parole… le stesse promesse che da sempre ci vengono gettate addosso… come farebbe un padrone con il proprio cane… quello stesso “osso” che ora viene lanciato a noi siciliani, ben sapendo che saranno in molti a tentare di accaparrarselo…  
La solita elemosina… l’ennesimo silenzio, nessuno indignato ( in particolare tra i nostri politici…) che si alzi in piedi e dimostri di essere risentito, già nessun di loro che esasperato gridi : IO NON CI STO!!!
Non funziona niente ma va bene così… e proprio come il muro che ho fotografato alcuni giorni fa e che proprio domani pubblicherò sul mio post…

IN.CO.TER SPA – TECNIS SPA: DUE PESI E DUE MISURE

Tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge, ma alcuni uomini sono più uguali di altri…
Qualche giorno fa ho letto dell’ammissione al decreto legislativo 159/2011 per la società TECNIS S.P.A. che consente alla stessa, di mettersi al riparo da possibili richieste di crediti vantati da terzi; una sorta di tutela a protezione che resterà in vigore per tutto il mandato del commissario Dott. Saverio Ruperto, nominato dopo il sequestro emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione.
Una “meravigliosa” notizia, che permette alla società di poter continuare a operare in quegli appalti già aggiudicati e in corso di definizione!
Inoltre, la stessa Tecnis Spa, potrà ora rivolgersi a tutte quelle Stazioni appaltanti da cui ancora oggi, vanta crediti riguardanti Stati d’Avanzamento lavori (SAL) già realizzati e finora mai corrisposti.
Questa procedura permetterà così alla società Tecnis Spa, di avere quella necessaria liquidità per affrontare tutti i pagamenti correnti e quelli scaduti, tra cui in particolare gli stipendi dei dipendenti…
E ancora, grazie alla revoca dell’interdittiva antimafia appena giunta, si potranno firmare i contratti già aggiudicati e che a causa proprio del provvedimento si stavano per perdere…
E’ stato riportato inoltre che: “vista la nota del 25 febbraio 2016, con la quale l’amministratore giudiziario della  Tecnis, della Artemis e della Cogip Holding ha chiesto la revoca dei provvedimenti interdittiva antimafia adottati nei confronti delle citate imprese, considerato l’avvenuto sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Catania che alla luce di quanto previsto dal comma 5, dell’art. 95 del decreto legislativo n. 159/2011, il prefetto, anche sulla documentata richiesta dell’interessato, aggiorna l’esito dell’informazione al venir meno delle circostanze rilevanti ai fini dell’accertamento dei tentativi di infiltrazione mafiosa“.
Ancora un altro “meraviglioso” annuncio!!!
Ed infine, la Prefettura dopo aver interpellato l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha espresso parere favorevole sulla revoca dichiarando: “dato atto che con nota del 2 marzo 2016 1’Autorità Nazionale Anticorruzione, opportunamente interessata da questa Prefettura, ha comunicato di condividere la valutazione circa l’opportunità di procedere all’aggiornamento dell’informazione antimafia ai sensi dell’art. 91, comma 5 del D. Lgs. 159/2011, tenuto conto dell’’assenza di preclusioni ai fini della normativa antimafia a carico dell’Amministratore giudiziario e del fatto che la sua attività è sottoposta al controllo del Tribunale… ” venir meno degli elementi di controindicazione ai fini antimafia“.

In conclusione cioè il prefetto ha revocato l’interdittiva antimafia “informando che nei confronti di Tecnis non sussistono, allo stato, le cause di decadenza, sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del D. Lgs n.159/2011 né elementi utili a dimostrare la sussistenza d’infiltrazioni mafiose tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa”; revoca che riguarda anche le società Artemis e Cogip Holding”.

Tale revoca permetterà così alla società Tecnis di rientrare nella White-List e di poter definire gli appalti che si erano già aggiudicati e soprattutto potrà partecipare ad altri bandi.
Terza e ultima “meravigliosa” comunicazione!!!
Quindi rileggendo queste notizie “MERAVIGLIOSE” mi sono chiesto se quanto fin qui dalle istituzioni determinato, sia il giusto indirizzo a quelle eque procedure di giudizio e d’uniformità sotto il profilo legislativo, sia per quanto concerne l’uguaglianza di trattamento e soprattutto per garantire quella condizione legittima e fondamentale, che deve far sì di garantire la libera concorrenza…
Ora, comprendo il disagio emotivo per una vicenda che crea grosse ripercussioni nell’economia di una provincia già in forte crisi, come d’altronde intuisco la difficoltà a prendere provvedimenti che causerebbero non solo la perdita di appalti aggiudicati, ma soprattutto, il licenziamento di migliaia di dipendenti, che nulla hanno a che fare, con le vicende giudiziarie…
Per cui, ben vengano soluzioni di “argine” come quella finora concretizzata, ciò che però mi lascia perplesso è valutare come siano stati usati, due pesi e due misure, per vicende che potrei definirle eguali, anzi identiche, ma a cui purtroppo sono stati usati parametri d’intervento direi opposti…
Infatti, mentre per la Tecnis Spa si è pensato di salvaguardare gli appalti e i dipendenti e dove si evince come lo Stato si stia impegnando con tutte le forze istituzionali (attraverso l’operato del commissario) di portare avanti quelle commesse in corso e quelle ancora da definire (contribuendo così a far rientrare celermente questa impresa nell’ambito della legalità), di contro, alla società IN.CO.TER S.P.A. (ex Fratelli Basilotta S.P.A.) questa eguale considerazione non è stata applicata… anzi tutt’altro…
Infatti, in quei periodi sono intervenuti tutta una serie di provvedimenti che l’hanno, di fatto, “spogliata” di tutti gli appalti “milionari”… che di conseguenza, sono state affidate ad altre imprese, le stesse che poi negli anni abbiamo scoperto essere – grazie alle inchieste delle varie procure – legate a quel noto mondo criminale, che si credeva (erroneamente) – proprio attraverso i provvedimenti giudiziari decisi contro la In.Co.Ter Spa – di contrastare…
Difatti, se pur oggi ritengo ragionevole e doveroso limitare i danni che causerebbero la perdita di quegli appalti e l’eventuale speculazione da parte di terzi (in particolare per limitare pressioni di pseudo fornitori), purtroppo, con i provvedimenti adottati da parte dello Stato nei confronti della società IN.CO.TER, a “scottarsi” – in quel calderone d’olio bollente – sono stati principalmente quelle centinaia di dipendenti che operavano all’interno del “Gruppo Basilotta“ e tutti coloro (centinaia) – che in veste di collaboratori orbitavano intorno a quell’indotto, quali subappaltatori, fornitori, impiantisti, consulenti e professionisti (amministrativi, legali, tecnici, ecc…), officine, concessionarie, ecc…
Soggetti, che hanno avuto quale unica colpa quella di aver operato per una società su cui è intervenuto un provvedimento giudiziario e di cui ancora oggi, alcuni di loro, devono ricevere le loro spettanze; mi duole aggiungere che tra essi, ci sono alcuni che stanno combattendo per la propria vita a causa di gravi problemi di salute e quel denaro servirebbe loro, principalmente per pagarsi le cure mediche attualmente in atto…
Ora sembrerà assurdo, ma dover pensare che la differenza delle procedure adottate, siano totalmente opposte a quelle a suo tempo realizzate, mi fa pensare che forse qualcosa a suo tempo non abbia funzionato… o che forse, avendo compreso gli errori commessi nel passato, si stia oggi cambiando metodologia, utilizzando una procedura diversa…
Non bisogna infatti, dimenticare, che come la “IN.CO.TER SPA” c’è ne sono altrettante nelle medesime condizioni, ed è un vero peccato che a differenza di quanto finalmente adesso si sta applicando in “salvaguardia” per la Tecnis, non sia stato eseguito in precedenza anche per tutte quelle società, anch’esse allora titolari di contratti con commesse per milioni di euro e con crediti certi ed esigibili verso terzi, per altrettante centinaia d migliaia di euro…
Non so comprendere se si sia trattato di scelte inadeguate, procedure burocratiche o se forse… condizionate (tutto sommato, a dover pensare che quegli appalti facevano gola un po’ a tutti, non credo di fare peccato…), ma certamente qualcosa non ha funzionato e come se non bastasse, vanno inoltre sommate le inadeguatezze di coloro che in quegli anni, sono stati nominati per la gestione, tutela e conservazione: società “interdette”, che pian piano… sono andate definitivamente scomparendo!
Tanto per riassumere giorno 04 giugno 2010  è stato sequestrato il 50% delle quote della IN.CO.TER S.P.A. in applicazione di una misura preventiva antimafia.
Di lì a pochi mesi, il Presidente della quarta sezione del Tar Catania, Biagio Campanella, aveva sospeso il provvedimento della prefettura etnea… che aveva negato il rilascio del certificato antimafia alla società In.Co.Ter. S.p.a., chiesto per la gara d’appalto aggiudicata per l’ammodernamento della strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta.
Secondo il giudice (che aveva emesso un decreto d’urgenza): il sequestro preventivo del 50% delle azioni In.Co.Ter e l’amministrazione unica affidata all’Arch. Guglielmo Messina “garantivano sufficientemente circa il pericolo di infiltrazioni mafiose, ostative al rilascio del certificato”.
Nel decreto si spiegava come fosse “doveroso garantire la continuità dell’impresa e la tutela dei numerosi lavoratori, nel bilanciamento dell’interesse pubblico e di quello privato» e si poneva l’accento che «il mancato rilascio dell’informativa antimafia avrebbe comportato per l’impresa ricorrente la risoluzione del contratto d’appalto e la mancata partecipazione a qualsiasi tipo di gara”.
La cosa che da sempre mi è sembrata alquanto strana –per non dire assurda– è che, durante questo periodo, sia giunto inizialmente il provvedimento interdittiva (bloccando, di fatto, l’azienda che si era nel frattempo premurata a organizzarsi con l’acquisto di macchinari, attrezzature, campi base, trasferimento dei propri dipendenti, assunzione di nuovo personale e quant’altro per iniziare gli appalti…) e solo successivamente è giunto il provvedimento di sequestro da parte del Tribunale di Catania, circostanza quest’ultima totalmente opposta a quella adesso realizzata per la Tecnis Spa.
Si tenga inoltre conto che in quel periodo l’IN.CO.TER S.P.A. stava completando:
– Centro Commerciale Porte di Catania 
– Centro Commerciale Sicilia Village Outlett – Agira
– Lavori stradali per la fornitura e posa di conglomerati bituminosi
– Lavori di manutenzione straordinaria nelle SS.PP.  31 e 15 e nella SR 25 – Provincia di Ragusa  
Mentre erano in fase di contrattualizzazione e di definizione i seguenti appalti:
– C.M.C. –  SS 640 Agrigento – Caltanissetta
– INTERPORTO di Catania in ATI
– Parco Eolico in Provincia di Messina
– SIS S.C.P.A. – Raddoppio Ferroviario in Palermo
– IRAQ – Lavoro autostradale Umm Qasr-Al Zubair
– CO.ME.R. S.P.A. – Fornitura di conglomerati bituminosi e nolo di attrezzature;
– Comune di San Giovanni La Punta – Opere di Urbanizzazione Primaria nell’Area P.I.P.
– Provincia di Caltanissetta – Lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della S.P.10.
– Comune di Solarino – Lavori per la esecuzione delle opere di urbanizzazione relative al Piano per gli insediamenti produttivi – I° Stralcio Funzionale
Purtroppo però, molti di quei contratti (e direi “stranamente” i più rilevanti…) sono andati perduti…
Altresì, quanto fosse doveroso garantire in, continuità aziendale e la tutela dei lavoratori (ndr: nel bilanciamento dell’interesse pubblico e di quello privato…), ha dimostrato come l’intervento richiesto sia risultato vano, in quanto ha estromesso di fatto la società da quegli appalti (gli stessi che successivamente sono stati affidati ad altre Società… che il tempo ha dimostrato essere state “inquisite”) e soprattutto, non ha garantito al personale precedentemente licenziato di poter rientrare, ha escluso di fatto la possibilità a procedere a nuove assunzioni e quale epilogo finale, ha dato il via ai licenziamenti di quanti erano ancora in forza…

Malgrado ciò, voglio sperare che quanto a suo tempo compiuto –a danno dei dipendenti dell’IN.COTER e di tutto il “Gruppo”– sia da attribuirsi a procedimenti sommari o compiuti in modo precipitoso, escludendo da parte mia sin d’ora l’ipotesi, che quanto “malauguratamente” svolto, non sia stata una conseguenza implicita di quella prassi, consuetudine tanto diffusa di questa nostra regione…

Ed è per questa ragione che mi trovo (dopo quanto finora sopportato) ancora qui… perché ritengo (come diceva il Giudice Falcone) che occorre sempre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità!

Quei commenti scomodi da inviare…

Innanzitutto ringrazio LiveSicilia Catania per avermi permesso di esprimere le ragioni che mi hanno portato a scrivere una lettera aperta alla redazione.
http://catania.livesicilia.it/2016/03/12/incoter-parla-il-direttore-tecnicoal-collasso-per-colpa-riscossione-sicilia_371420/
Inoltre, ringrazio tutti coloro che, attraverso le mie pagine social ed email, hanno voluto dimostrare la loro solidarietà nei miei confronti, sia perché direttamente coinvolti da quanto fatto emergere con la mia nota, che soprattutto, per essersi immedesimati in quel increscioso problema che sta coinvolgendo migliaia d’imprese nella nostra terra.
Altresì noto con rammarico che, quando si tratta di attaccare personaggi politici e/o imprenditoriali, coinvolti in inchieste di collusione e/o malaffare, sono in molti ad affannarsi  per essere tra i primi della fila per commentare e scagliare così quella pietra, attivandosi a realizzare quelle note che il più delle volte definirli “feroci” è di per sé… una decurtazione; quando di contro – come nel caso da me evidenziato –  si vanno a toccare poteri “forti”  prettamente istituzionali, si cade in quella staticità morale, nella quale non solo si nasconde la mano, ma la pietra… viene fatta cadere.  
Accusare le Istituzioni di interventi parziali e insufficienti e proporre una maggiore sensibilizzazione ad opera dei media, mette in evidenza una verità scomoda, quella cioè di fare emergere problemi che si vorrebbero “contenere” da una diffusione incontrollata, evitando così, il proliferare della partecipazione attiva da parte di quegli onesti cittadini.
Dopotutto qui da noi in Sicilia, i comportamenti hanno dimostrato di essere suddivisi in due grandi gruppi: i primi, cercano in modo “omertoso” di stare lontano dai problemi (o di non affrontarli), per evitare di doverne restare coinvolti, mentre i secondi, criticano aspramente con le parole quanto avviene intorno a loro, ma successivamente con le proprie azioni, dimostrano di essersi adeguati, partecipando di conseguenza in maniera attiva, a quel sistema clientelare e corruttivo!
Sono la rappresentano perfetta di quelle radici profonde che celano una “ricamata” ipocrisia, dove si vorrebbe che siano sempre gli altri a fare le battaglie, mentre loro seduti inermi in quelle loro poltrone, stanno ad osservare coloro che attraverso le loro “mancate o puntuali” azioni, condizionano e verificano affinché nulla possa mutare…
Contemporaneamente, mentre le Istituzioni si nascondono con inutili “espedienti” e i cittadini si blindano dietro abituali giustificazioni “non possiamo farci niente, non ci sono adeguate leggi, non cambierà mai nulla…”, nel frattempo, gli affari di quel sistema corruttivo legato a quella criminalità organizzata, continua in quella sua opera di persuasione e distruzione del nostro territorio…

Nella vita ( diceva Rita Levi Montalcini ) non bisogna mai rassegnarsi, arrendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella “zona grigia” in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva, bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi…  

Ora parlo io…

Incoter, parla il direttore tecnico: ‘In ginocchio, ecco il perchè…’: LETTERA IN REDAZIONE: il direttore tecnico della Incoter (azienda confiscata e in passato conosciuta come Fratelli Basilotta Spa) Nicola Costanzo denuncia quella che definisce una beffa dello Stato. 

Quello stesso Stato che oggi di fatto amministra la società di costruzioni…

La festa delle donne…

Perché parlare di festa per le donne solo l’8 Marzo e non cercare con i nostri gesti, di festeggiarle sempre???…
Noi uomini sappiamo quanto importante sia nella nostra vita la figura femminile… comincia con la madre, passa ai primi amori… per proseguire con la moglie (o la compagna…) e concludersi… con le figlie e chissà forse con le nipotine!
Diciamoci la verità… le donne ci accompagnano da sempre… c’è chi ne avute tante e chi poche, ma l’importante è che queste hanno rappresentato quello stimolo emotivo necessario, che in un qualche modo, ci ha fatto crescere…
Parlare oggi di “Festa della Donna” mi sembra fortemente riduttivo e se pur comprendo le motivazioni “consumistiche” che spingono a realizzare questa festa, mi sembra che si sia persa quella motivazione che l’aveva ispirata…
Capisco i gestori dei locali che tentano in questa circostanza di sfruttare per esigenze finanziarie la serata e i commerciante di fiori che sperano con la vendita della mimosa d’accrescere le loro entrate; i negozianti che fanno pacchetti colorati includendo quel rametto giallo/verde che quando regalato, dovrebbe conquistare il cuore di una donna… ecco comprendo quanto sopra, ma nel far ciò, ci si dimentica dei veri problemi d’affrontare e di quanto fondamentale sia il loro ruolo nell’attuale società…
Penso difatti a quelle donne “perbene” che hanno compiti di Magistrato, a quanti operano presso le forze dell’ordine o in strutture militari, alle insegnanti di ogni ordine e classe, alle impiegate e operaie delle fabbriche, alle donne di quelle strutture alberghiere o di ristorazione e a quante si dedicano alla nostra salute o a quella dei nostri cari, mi riferisco alle Dott.sse/infermiere, fino alle stesse badanti… 
Ed infine, di eguale importanza… ci sono loro, le più numerose… le casalinghe… quelle che con la loro passione fanno sì che la famiglia resti salda, che si dedicano a tempo pieno al proprio partner, alla crescita morale e culturale dei figli, per concludere la propria dedizione attraverso i lavori quotidiani di casa… pulizie che vanno sempre più aumentando… a causa delle nuove esigenze familiari. 
Ma non tutte le donne sono felici… 
Ci sono alcune e sono in molte che celate –da felici esteriori modelli familiari– vengono sfruttate o subiscono violenze…
Inoltre, non sono pochi i contesti nei quali primeggia la piaga del lavoro nero e a cui molte donne sono costrette…
E’ cosa dire di quella vergognosa piaga chiamata prostituzione, in cui giovani donne vengono avviate dalla criminalità organizzata… una condizione infamante, considerato che il più delle volte a prostituirsi sono delle ragazze minorenni…
Ed ancora, come si fa a festeggiare quando esistono paesi nel mondo, dove la donna è considerata al pari di un’animale, anzi peggio… 
Donne a cui vengono limitate ogni forma di espressione e di libertà di pensiero e dove le violenze fisiche e morali sono quotidiane e non esiste per quei torti subiti, alcuna tutela giuridica!!!
Mentre nei paesi civili, anche da noi, come contrastare il “mobbing”, già, quel comportamento meschino che fa si che, alcuni soggetti, sfruttando la propria posizione di comando, perseguono, intimidiscono e umiliano, una loro collega o subalterna, a piegarsi alle proprie volontà, con richieste e imposizioni psicologiche, che giungono ad esprimere la propria violenza, attraverso anche la richiesta d’avance sessuali…
Ed infine, come dimenticare il problema della disoccupazione… dove proprio quella femminile ne costituisce nel contesto generale, la più alta in percentuale… e dire che la normativa vigente,  prevede pari opportunità… ma queste restano solo sulla carta…
La vita è certamente difficile per tutti, anche per noi uomini ed in particolare in questo periodo storico… ma per le donne lo sono ancor di più, in quanto fortemente penalizzate da un mondo che esprime quella imposta influenza maschile!!!
Certo… è passato più di un secolo da quando le donne avrebbero voluto questa festa… erano donne a cui mancava tutto… in particolare necessitavano di quel principio di libertà e giustizia, che esprimeva rispetto e uguaglianza…
Oggi di contro le donne hanno conquistato quei diritti… ed allora hanno spento quella fiaccola d’intensità, di pura e vera motivazione…
Sono donne che non hanno più voglia d’ispirarsi… e preferiscono continuare quella loro esistenza, sottostando alle richieste di uomini e divagando così… tra quella reale indifferenza ai problemi quotidiani ed un fantasioso bisogno di vita inespressa, rappresentata ora in quel virtuale contesto social, ultimo silenzioso grido d’aiuto… postato in rete!!!

Concorso esterno… l'Avv. Lipera: E' una mostruosità!

Desidero condividere una lettera di redazione dell’Avv. Giuseppe Lipera, nel dibattito che si è acceso dopo la sentenza di proscioglimento nei confronti dell’editore Mario Ciancio.
Sono dell’opinione che in uno stato di diritto, ognuno possa esprimere liberamente la propria opinione e quindi mi dissocio da quanti hanno voluto screditare l’intervento del legale, ritenendo “paradossale” lo spazio concesso da Live Sicilia, al Suo pensiero… 
La critica espressa, rappresenta difatti una situazione vergognosa, in quanto contrasta con quella libertà di espressione presente sempre nei paesi civili e che di contro, ispira con la propria limitazione, quei paesi in cui vige la dittatura!!!
Perché in ballo non vi è soltanto la difesa di quelle testate (per fortuna ancora libere…) che cercano con il loro operato d’informare il pubblico in modo corretto e completo, ma il diritto dei tanti lettori, di poter leggere ampi interventi, che a volte possono risultare discordanti rispetto al pensiero di ciascuno di noi…
Non bisogna dimenticare, che la libertà di manifestazione del pensiero rientra secondo la Corte Costituzionale, tra i «diritti inviolabili dell’uomo» con la conseguenza logica di garantirla sempre e ovunque, contrastando l’eventuale sopprimibilità della stessa…
Venendo quindi al merito della questione, la nota riportata dall’Avv. Lipera, tiene principalmente conto dei soli aspetti giuridici processuali (o da quei riconoscimenti), senza tentare mai di voler entrare nei meriti, in quei condizionamenti basati il più delle volte a diritti di cronaca (o di critica giornalistica), che il più delle volte basa in maniera limitata i propri giudizi su principi legislativi e affida di contro le proprie affermazioni su esternazioni umane…

Beni confiscati, la proposta: 'Utilizzarli come alloggi'.

La crisi sociale ed economica sta comportando la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’aumento del numero di famiglie che vivono in condizioni di disagio. 
Ovviamente tra i più colpiti ci sono gli anziani, le giovani coppie, famiglie con figli e donne sole, persone che ormai vivono in alloggi di fortuna e nella completa più indifferenza delle Istituzioni…
Di contro invece, ci sono centinaia… anzi migliaia di immobili, sequestrati e confiscati, che restano di fatto inutilizzati o ancor peggio nella disponibilità di coloro a cui erano stati –a seguito del provvedimento giudiziario– sottratti!!!
Ed allora il SUNIA (la principale organizzazione degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica) ha pensato di stilare un protocollo d’intesa insieme ad altri componenti, quali: i comuni che aderiranno alla proposta… (si perché va detto… che ci saranno tra questi quanti… a questa proposta rifiuteranno d’aderire, chissà… forse perché ancora sottomessi a “logiche mafiose”), il Consorzio Etneo per la legalità e lo sviluppo, l’IACP di Catania e la Cgil; tentare quindi di riutilizzare quel parco beni confiscati alla mafia, per fini abitativi…
Lo scopo finale è quello di favorire le famiglie o i soggetti più bisognosi, riconoscendo ad essi, il diritto ad una casa, compatibile con le esigenze di cui sopra, favorendo così non solo la mobilità, ma dando soluzione a tutti quei soggetti che oggi hanno bisogno di un alloggio…
“Si tratta cioè, di riuscire a riutilizzare una massa potenziale di risorse che dopo essere state restituite alla collettività, possono essere impiegate in questa direzione, contribuendo a tamponare una vera e propria emergenza sociale e personale”.
Certo non si hanno ancora chiari i numeri dei beni a disposizione, i dati purtroppo in loro possesso sono obsoleti, in quanto fanno riferimento al 2013… e considerato che in questi anni, alcuni sequestri sono stati dai tribunali annullati, restituendo i beni restituiti ai loro precedenti proprietari, si capisce come quegli stessi dati, non aggiornati, risultano del tutto inutili…
Comunque, ci viene detto che entro un paio di mesi, si giungerà ai primi esiti positivi.
Perdonatemi, ma io conoscendo bene i tempi della burocrazia ci credo poco, anzi, penso che alla fine questa iniziativa –se pur lodevole nei contenuti e nei principi– verrà totalmente frenata… dalle solite futili motivazioni che hanno quale scopo… quello di lasciare invariato lo stato di cose… 
Non bisogna dimenticare che, attualmente molti di questi beni sono occupati da altrettante famiglie bisognose o dove – su questi alloggi – vi è (stranamente) il possesso diretto da parte di familiari o affini, di quanti cioè erano stati oggetto dei provvedimenti interdittivi –vedasi per esempio quanto trasmesso alcune settimane fa da “LE IENE” sulla Città di Palermo – ed ancora, bisogna tenere conto dell’aspetto psicologico, di quella insicurezza emotiva provata di coloro che dovranno andare ad insediarsi in quelle abitazioni, sapendo di fatto a chi appartenevano…
Tutte problematiche non facilmente risolvibili… o meglio non certo con semplici incontri propagandistici o sperando in questa attuale normativa, che fa si, che la confusione, resti dilagante ed ognuno si senta autorizzato a fare ciò che meglio ritiene… fregandosene di quel rispetto di regole o di norme giuridiche…
In Sicilia dimostrare di avere delle idee positive è incoraggiante… ma metterle in pratica… ecco… questo è tutto un’altro discorso…
Per ora mi auguro solo di essere smentito, comunque mi riprometto… di riparlarne tra qualche mese!!!

Geotrans S.r.l.: una persona perbene e un Amministratore capace!!!

Desidero riportare la missiva che l’Amministratore giudiziario della Geotrans S.r.l., Dott. Luciano Modica, ha inviato alla Associazione di “Addiopizzo Catania” pochi giorni fa e che è stata pubblicata dalla redazione di LiveSicilia Catania:

La denuncia di Geotrans ‘Guardati con sospetto’

Questo Amministratore dimostra oltre che competenza, profonda sensibilità e lungimiranza…
S’intuisce infatti dalle sue parole, i modi in cui riesce a coinvolgere i propri collaboratori, trasmettendo ad essi, forza e serenità,  per una società in amministrazione giudiziaria, che sta subendo una trasformazione rilevante, ispirando sempre e comunque, tenacia e passione… per puntare a ottenere quei risultati prefissati. 
Inoltre, a differenza di molti suoi colleghi “_______” ( non saprei come definirli…) persevera in quella “tolleranza zero” verso quelle note metodologie collusive, applicando con atti reali e concreti, quanto necessario affinché si sappia da quale parte ha deciso di stare la società da Egli amministrata e cioè quella della legalità!!!
Mi permetto quindi con questo mio reblog, di esprimere al Dott. Modica, tutta la mia vicinanza e solidarietà, per una vicenda che in qualche modo risulta analoga a quella attualmente vissuta dal sottoscritto nella società per la quale opero come Direttore tecnico.
Diceva Andrea De Carlo: le persone più interessanti sono sempre il frutto di situazioni complicate…

Cataniopoli…

Ho appena finito di leggere l’articolo di Anthony Distefano sul “Sistema Catania” pubblicato su Live Sicilia Catania e vorrei riprendere alcuni commenti pubblicati che riassumono in maniera perfetta l’imprenditoria catanese, che va dagli anni dei “cavalieri” crollati con tangentopoli, fino a giungere ai giorni nostri…
Ed allora… i nostri imprenditori possono definirsi tali???
Sono dei soggetti brillanti che decidono d’investire i propri capitali dando vita ad iniziative create da proprie intuizioni oppure sono personaggi “sfruttatori” delle nostre risorse (e quindi del denaro pubblico a disposizione…), soggetti collusi con quel sistema criminale ben presente nel nostro territorio???
Se analizziamo infatti, possiamo scoprire che non vi è in essi, nelle loro iniziative alcuna innovazione, nessuna geniale idea tecnologica e neanche novità di ammodernamento legate a nuove opportunità, quali per esempio quelle ambientali…
Si tratta quasi sempre d’investire quei propri capitali (sempre e quando ne sono i legittimi titolari… perché il più delle volte sono parte di quell’elenco di prestanome… factotum addetti a “lavatrici” della criminalità organizzata…) per iniziative legate ad attività che presentano bassi rischi di capitali… dedicandosi principalmente verso quei finanziamenti pubblici europei o su quei contratti con la P.A., quest’ultimi favoriti da un sistema clientelare, basato su meccanismo perversi nei quali, le imprese vengono mascherate attraverso apparenti “consorzi”…
Oppure quando le stesse, altrimenti in concorrenza, si alleano segretamente per indirizzare la media verso una loro impresa o anche quando s’incontrano per aumentare il prezzo o diminuire la qualità di beni/servizi, destinati a committenti che desiderano acquistarli attraverso una procedura di gara… 
Una turbativa d’asta creata in maniera efficace perché difficile da individuare e che mina i benefici di un mercato concorrenziale…
E cosa dire dei bandi di gara d’appalto integrato, dove è previsto l’affidamento a seguito di presentazione di una progetto esecutivo… e dai quali è emerso (Consiglio di Stato) che il più delle volte, i professionisti incaricati della progettazione, mancavano di quei requisiti di affidabilità e moralità professionale… infatti lo stesso CdS si è allineato al parere espresso dalla Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (oggi A.N.A.C. meglio conosciuta come… Anticorruzione) secondo la quale, anche se il progettista non assume né il ruolo di concorrente (perché lo è l’impresa), né di titolare del rapporto contrattuale con l’Amministrazione dopo l’aggiudicazione, deve comunque rilasciare una dichiarazione sul possesso dei requisiti generali, tecnico organizzativi ed economico finanziari…
Comunque gli appalti vengono alla fine affidati (fateci caso… a turno sempre alle stesse imprese) ed essendo questi affidamenti d’importi irrisori (da uno a cinque milioni di euro…), non vengono mai presi seriamente in considerazione da quanti dovrebbero di fatto verificarne in modo attento l’eventuale aggiudicazioni…
Progetti ed appalti che verranno successivamente alle solite imprese affidati e dove (il più delle volte) queste aggiudicazioni… permetteranno quel giro di tangenti e bustarelle concordate, che continueranno a circolare, anche durante i lavori, coinvolgendo quanti dovranno con i loro incarichi controllare…
Poi quando gli appalti sono in fase di completamento, ecco che, dopo aver firmati i vari protocolli di legalità, effettuati le cosiddette verifiche e controlli, ci si accorge come all’improvviso, su quelle stesse imprese…  cade la mannaia della magistratura… e ahimè da quelle indagini, intercettazioni, rivelazioni delle procure, ecc… ecco che s’interviene (come dice il commentatore “Vulcano Etna”) quando ormai il bubbone è scoppiato!!!
Ma perché non intervenire prima…  prevenire non è meglio che curare???
Dove sta la Politica (quella con la P maiuscola) e dove stanno gli intellettuali o la borghesia illuminata?
Zero assoluto… il niente… non esiste nulla!!!
Le industrie sparite, i magazzini commerciali hanno chiuso i battenti, i locali sono stati ceduti ai nuovi imprenditori cinesi, i negozianti tentano di sopravvivere, i centri commerciali stanno implodendo… e soprattutto in una terra che manca di meritocrazia… anche le nostre giovani e brillanti menti… vanno via!!!
Ormai, sono scappati tutti… dopotutto a cosa serve restare dove trionfano disorganizzazione, incuria, degrado e complicità e collusioni con il malaffare???
Altro che sviluppo… altro che imprenditori… come ho scritto alcuni giorni fa… questi sono scassapagghiari!!!
Non ne usciamo più… se non diciamo una volta e per tutte BASTA… restiamo avvinghiati a questo modo inetto d’operare…
E’ tempo di liberarci di questo cancro, da quanti sono parte attiva di questo sistema e di quanti… quali semplici cittadini, continuano a restare sudditi di quei modi collusivi e corruttivi…
Dice bene “Vulcano Etna”… ci dobbiamo liberare di tutti… nessuno escluso!!!

Bisogna voler l'impossibile… affinché l'impossibile accada!!!

Lo diceva Eraclito, uno dei maggiori filosofi del passato…

Egli difatti sosteneva che solo l’Essere umano è di fatto l’artefice del proprio destino!!!
Tutto il resto non contava… poiché restava eguale, era di per se illusorio, mentre il cambiamento ed il movimento fossero l’unica vera realtà…
Per cui è l’uomo che deve scegliere dove stare…
Se perseverare in quella strada certamente tortuosa e difficile, ma onesta e leale… oppure passare in quella dritta ed in discesa, ma che ovviamente presenta… forte rischi di caduta a causa dei compromessi.
Quindi, a seconda di quale scelta ognuno di noi compie, si determina indirettamente quel giudizio “morale” che accompagnerà per sempre la nostra persona e che rimarrà indelebile per tutta la vita…  
Si tratta di fare una scelta… per alcuni una difficile decisione da prendere, tra immediati vantaggi personali (e certamente materiali), ad una felicità intrinseca – quasi mai del tutto apprezzata da chi vi starà intorno – nel sapere di essere stati nel corso della vostra vita, moralmente corretti…  
Ed è per questo che il più delle volte si rinuncia… ci si accorge che quanto si suole fare, esce fuori da quegli schemi preordinati, dove tutto è uniformato…
Ed ecco quindi che la maggioranza dei miei conterranei, non tenta minimamente a realizzare quel piccolo sforzo verso quei processi di  libertà morale… tanto ricercati negli altri o nelle altrui azioni, ma mai messe in pratica da essi, quando necessitano…
Anzi, in quella direzione non ci si rivolge affatto… la si evita, dopotutto si pensa che non sia necessario dover dare l’esempio… essere i primi ad esporsi con illusori tentativi coraggiosi… che si facciano avanti gli altri, quelli che van dicendo a tutti noi, che è opportuno cambiarla questa nostra terra!!! 
Dopotutto, come si dice: io… già io… chi sono per voler l’impossibile…??? 
Per voler promuovere cambiamenti e sperare che alla fine l’impossibile possa realmente accadere!!!
Meglio far finta di non vedere quanto succede intorno… far finta di dormire o meglio restare certamente coscienti, ma dando l’impressione di non essere svegli… per non essere coinvolti!!!
Dopotutto questa lotta a chi serve… alle future generazioni??? Ma quelle pensano esclusivamente a chattare, a farsi i selfie per pubblicarli nei vari social, a stare on-line nella rete e off-line nel mondo reale, perché quello che conta è stare lì… in attesa!!!
Dopotutto è il sistema che li vuole messi in disparte, lo stesso sistema che li ha esclusi, che non prospetta loro alcun futuro, che non assicura un lavoro, che li obbliga a credere che ci sarà prima o poi, quel giusto cambiamento e che si tratta di attendere quell’unica occasione di salvezza, rappresentata dalla direzione finora imposta…
Altro che “carpe diem”… qui non c’è alcun attimo da cogliere… in quanto tutto deve restare cosi com’è!!!
Restare devoti ai “politici” dei loro genitori, amici di famiglia di quegli onorevoli adesso rimpiazzati da propri familiari, rimanere in attesa e sperare in una raccomandazione che possa aprire un piccolo spiraglio verso un misero stipendio, non uscire dal riparo di quell’ovile per non doversi mai bagnare e restare indifferente su quanto accade intorno… 
Così facendo si diventa succube di questo sistema, che ci vuole come “ventose”… messi in fila all’esterno di quei tentacoli… rappresentazione perfetta di un “male” da cui non ci si sente avvinghiati… ma anzi al contrario confortati…

Bisogna voler l'impossibile… affinché l'impossibile accada!!!

Lo diceva Eraclito, uno dei maggiori filosofi del passato…

Egli difatti sosteneva che solo l’Essere umano è di fatto l’artefice del proprio destino!!!
Tutto il resto non contava… poiché restava eguale, era di per se illusorio, mentre il cambiamento ed il movimento fossero l’unica vera realtà…
Per cui è l’uomo che deve scegliere dove stare…
Se perseverare in quella strada certamente tortuosa e difficile, ma onesta e leale… oppure passare in quella dritta ed in discesa, ma che ovviamente presenta… forte rischi di caduta a causa dei compromessi.
Quindi, a seconda di quale scelta ognuno di noi compie, si determina indirettamente quel giudizio “morale” che accompagnerà per sempre la nostra persona e che rimarrà indelebile per tutta la vita…  
Si tratta di fare una scelta… per alcuni una difficile decisione da prendere, tra immediati vantaggi personali (e certamente materiali), ad una felicità intrinseca – quasi mai del tutto apprezzata da chi vi starà intorno – nel sapere di essere stati nel corso della vostra vita, moralmente corretti…  
Ed è per questo che il più delle volte si rinuncia… ci si accorge che quanto si suole fare, esce fuori da quegli schemi preordinati, dove tutto è uniformato…
Ed ecco quindi che la maggioranza dei miei conterranei, non tenta minimamente a realizzare quel piccolo sforzo verso quei processi di  libertà morale… tanto ricercati negli altri o nelle altrui azioni, ma mai messe in pratica da essi, quando necessitano…
Anzi, in quella direzione non ci si rivolge affatto… la si evita, dopotutto si pensa che non sia necessario dover dare l’esempio… essere i primi ad esporsi con illusori tentativi coraggiosi… che si facciano avanti gli altri, quelli che van dicendo a tutti noi, che è opportuno cambiarla questa nostra terra!!! 
Dopotutto, come si dice: io… già io… chi sono per voler l’impossibile…??? 
Per voler promuovere cambiamenti e sperare che alla fine l’impossibile possa realmente accadere!!!
Meglio far finta di non vedere quanto succede intorno… far finta di dormire o meglio restare certamente coscienti, ma dando l’impressione di non essere svegli… per non essere coinvolti!!!
Dopotutto questa lotta a chi serve… alle future generazioni??? Ma quelle pensano esclusivamente a chattare, a farsi i selfie per pubblicarli nei vari social, a stare on-line nella rete e off-line nel mondo reale, perché quello che conta è stare lì… in attesa!!!
Dopotutto è il sistema che li vuole messi in disparte, lo stesso sistema che li ha esclusi, che non prospetta loro alcun futuro, che non assicura un lavoro, che li obbliga a credere che ci sarà prima o poi, quel giusto cambiamento e che si tratta di attendere quell’unica occasione di salvezza, rappresentata dalla direzione finora imposta…
Altro che “carpe diem”… qui non c’è alcun attimo da cogliere… in quanto tutto deve restare cosi com’è!!!
Restare devoti ai “politici” dei loro genitori, amici di famiglia di quegli onorevoli adesso rimpiazzati da propri familiari, rimanere in attesa e sperare in una raccomandazione che possa aprire un piccolo spiraglio verso un misero stipendio, non uscire dal riparo di quell’ovile per non doversi mai bagnare e restare indifferente su quanto accade intorno… 
Così facendo si diventa succube di questo sistema, che ci vuole come “ventose”… messi in fila all’esterno di quei tentacoli… rappresentazione perfetta di un “male” da cui non ci si sente avvinghiati… ma anzi al contrario confortati…

La lotta alla mafia non si fa con gli slogan o con i paladini della legalità… ma con le denunce!!!

Si… meglio farli scendere da quel piedistallo, tanto da qui… si sentono i soliti slogan…
Ogni giorno si sente parlare di lotta alla mafia o di associazioni criminali, infiltrazioni e pubblici ufficiali corrotti, ed ancora, assistiamo a convegni promossi sulla legalità e in quelle rare manifestazioni di piazza, ci propinano descrizioni ed elenchi d’azioni di contrasto realizzate…
Difatti, se analizziamo quanto concretamente è stato fatto in questi anni per modificare questo stato di cose, possiamo –lo dico senza alcuna vena critica– elencare certamente una serie di colpi duri alla criminalità organizzata, ai suoi affiliati ed anche a quelle società che si sono prestate ad aderire a quel sistema malavitoso… ma per il resto, ad esclusione quindi di quell’elenco di nominativi e di un resoconto certamente obbiettivo, ciò che emerge è un territorio “arido” nel quale si dimostra, come nulla di fatto sia cambiato…
Il problema è difatti… quello di colpire le coscienze, quella cultura ben radicata in cui si muove questo fenomeno… e dove ancora oggi, un buon 50% della popolazione avverte concretamente la presenza nel territorio di “cosa nostra”…
Abbiamo visto come l’azione criminale si sia in questo ventennio, trasformata…
E’ passata, da quelle logiche cruenti in cui lo Stato e non solo, ha pagato un prezzo altissimo di vite umane… ad un cambio di strategia, dove il principale obbiettivo è divenuto l’aspetto finanziario, quest’ultimo rappresentato da nuove politiche d’investimento –mai prioritari per la creazione di quello sviluppo sociale o per dare un impulso alla occupazione, in particolare a quella giovanile- ma esclusivamente per riuscire ad ottenere vantaggi, diversi da quelli ben noti legati a tipologie proibite ed illegali, ma nuove procedure limpide, ben mascherate da speculazioni edilizie, agrarie, commerciali e industriali…
Inoltre, in questi anni, attraverso i soliti amici collusi politici (personaggi che hanno nel corso degli anni, barattato la loro immagine in cambio di quei voti necessari per la propria carriera…), vengono inseriti propri affiliati all’interno di quegli uffici pubblici, i quali operano affinché si realizzi quanto necessario per l’aggiudicazione delle gare d’appalto o far si che lo svolgimento delle loro “il-lecite” attività, abbiano così a concretizzarsi…
Servono a poco i protocolli di legalità controfirmati, quando poi… procedure compiacenti e del tutto arbitrarie, dirottano gli appalti verso le solite imprese di prestanome… di “amici degli amici”.
Quando ancora oggi (a seguito d’intercettazioni da parte degli organi giudiziari), si scopre come al interno del Consiglio all’ARS o nel nostro Comune di Catania, ci siano “ombre” di esponenti vicini a quelle associazioni mafiosa e di come oggi poco si stia facendo, se non operando semplici “valutazioni”… ecco che si prende atto di come tutto sia ridotto a semplici slogan…
Abituali parole espresse in modo strumentale per far si che qualcuno si presenti in qualità di “paladino della giustizia” ed è strano perché abbiamo visto come quei nomi altisonanti, un tempo premiati per la loro sollecitudine alla lotta alla criminalità… vengono ora sottoposti a inchieste della procura o condannati per aver partecipato attivamente ad azioni moralmente gravi!!!
Le imprese sequestrate e confiscate non si contano più… i politici,  dirigenti, controllori, dimostrato quanto fossero collusi e sono un numero talmente alto, che ormai si è perso anche il conto esatto…
La politica ha fallito… ed anche i loro uomini hanno fallito e non solo… già anche anche coloro che pur non macchiandosi di colpe gravi hanno fallito, perché nulla hanno fatto affinché questo nostra terra potesse cambiasse, anzi viceversa, hanno permesso che tutto restasse eguale ed immutato!!!
Si parla di antimafia, ma chi usa questa parola non ha mai realizzato una sola denuncia in vita sua… ed usa questa dicitura di lotta alla illegalità per fini propri, quasi sempre propagandistici per natura politica o pubblicitaria…
E ora di dire basta a questi soggetti… a quelle associazioni di legalità effimere e inconcludenti, a quanti dichiarano di voler cambiare questa nostra terra e di fatto la bloccano…
Siamo stanchi di questa “gentaglia”… come siamo stanchi di ricevere sempre… le solite parole… Basta!!! E’ tempo di realizzare atti concreti!!! 

Appalti e mafia: terremoto a Catania Sequestrati i colossi Tecnis, Artemis e Cogip

Appalti e mafia: terremoto a Catania Sequestrati i colossi Tecnis, Artemis e Cogip: LE CARTE DEI CARABINIERI: il provvedimento scaturisce da diverse attività investigative del Ros che ipotizzano, nel tempo, ‘l’asservimento -sostengono i carabinieri- del gruppo imprenditoriale Costanzo-Bosco Lo Giudice alla famiglia catanese di Cosa Nostra’. (Nella foto Alfio Aiello, fratello del boss Vincenzo Aiello con Concetto Bosco) Sequestro per oltre un miliardo di euro.

A mio padre…

Starà la tua anima
disperata e sola
fra i bui pensieri
d’una grigia lapide…

Non uno in tanta folla
verrà a spiarti
in quella tua segreta ora…

Non dir nulla in quella solitudine
poiché non v’è desolazione
dacchè gli spiriti
di coloro che in vita
ti precedettero
adesso ritroverai
nella morte…


Avrai pensieri
che non potrai realizzare
visioni che non ti lasceranno
un cupo insondabile ricordo…

Mistero e sogno
un sogno che il tuo spirito
non ha mai veduto
ed in quella visione celestiale
in cui giaci per sempre
dormi papà mio…

Adesso… in quel sonno così profondo
ti sia di conforto quel sublime incontro
e in quel solitario sepolcro
alla cui porta un tempo fanciullo
stavi per gioco
ora qui giaci e qui sogni
il momento in cui verrò da te…
























Ma quali Vicerè… questi sono scassapagghiari!!!

A Catania in questi giorni si è ripreso il tema dei “Vicerè”, il famoso romanzo di De Roberto, ma credo che oggi il paragone risulti di per se spropositato…
Forse il termine più corretto da utilizzarsi è “scassapagghiari” perché in gioco non ci sono i personaggi d’élite descritti nel libro… e neppure nobili declassati, uomini politici o intellettuali banditi, qui ci sono semplici personaggi collusi dove è possibile toccare con mano tutta la loro debolezza… una classe di uomini nota che si è macchiata del più vile cinismo…
In questa vicenda, emerge in tutta la sua gravità la svendita dei valori… quel cedere sempre a compromessi in cambio di speculazioni finanziarie ( come se il denaro rappresentasse l’unico metro da far valere…), carriere rapidi, quel voler appartenere a compagine privilegiate, quel trasformismo quotidiano affinché si giungano ad ottenere i vantaggi personali… tanto ambiti. 
Ed allora  in quelle inchieste, troviamo nomi e cognomi di eclatanti giudici, cancellieri, dirigenti di pubblici uffici, comandanti delle forze dell’ordine, tutti uomini posti all’interno di apparati istituzionali… per poi proseguire verso gli usuali colletti bianchi in cui, dottori commercialisti, avvocati, funzionari di filiali e direttori commerciali danno il meglio di loro, per agevolare i soliti imprenditori e affiliati…. di “casa nostra”…
Non si tratta di rileggere le inchieste o di ascoltare le migliaia d’intercettazioni… ciò che emerge in maniera costante è come il malaffare – lo vado ormai ripetendo da anni è presente ovunque e in tutti i livelli… nessuno escluso!!!   
Non ci sono regole per limitare questa corruzione e neppure la minaccia delle pene severe serve a circoscriverne il fenomeno…
Ormai in questo meccanismo… ci si buttano tutti dentro e riuscire trovare una sola persona onesta tra la massa è diventata quasi una rarità…    
Ma questa situazione come dicevo sopra… piace… serve per mantenere quell’apparato chiamato “lotta alla mafia”, quel modus operandi per la legalità che trova certamente molte parole e tanta propaganda, ma certamente poca concretezza nei fatti (ad esclusione di quanto realizzano le procure), mi riferisco in particolare a quegli interventi necessari da compiere e che non vengono realizzati…
Dopotutto, prendiamo per esempio le ombre che si addensano sulle nostre Associazioni di Categoria (Camera di Commercio, Industriali, Ance) o anche su, Corpo Forestale, Protezione Civile, A.S.T, RFI, abbiamo visto come i loro Presidenti, Commissari, Dirigenti, siano stati tutti arrestati con le aggravanti di reati per associazione mafiosa, concussione, richiesta di tangenti, assunzioni e consulenze date a parenti e affini, per proseguire con l’induzione indebita e la promessa di vantaggi e utilità…
Quindi di cosa parliamo se come si dice nella nostra città “u pisci feti da testa…“!!!
Basta difatti analizzare quanto poco si faccia per allontanare definitivamente da quelle associazioni quelle imprese (e di conseguenza i loro rappresentanti legali), che hanno dimostrato – con i fatti – di essere stati partecipi di episodi gravi, durante la propria gestione imprenditoriale…
Ed inoltre, bisogna far sì che i controlli vengano realizzati con modalità ben più severe di quelle finora adottate: infatti è bastato esclusivamente allontanare ( per dare un segnale di simulato cambiamento all’opinione pubblica) il “capro espiatorio” e poi (partecipando in modo colluso al noto sistema fuorviante) lo si è fatto celatamente rientrare, attraverso la stessa società o di comodo, appositamente intestate al coniuge, figlio, parente di turno… o ancor peggio alla classica “testa di legno” messa lì in qualità di prestanome!!!   
Si tratta effettivamente di mettere in pratica quel cosiddetto “Codice Etico” tanto declamato… ponendo all’apice di ogni azione, quei necessari comportamenti rispettosi propri di quei principi, allontanando radicalmente qualsivoglia connubio criminale e far in modo di non barattare mai la propria influenza sociale, per convogliarla successivamente quando richiesta, ( di solito durante la vicinanza delle urna elettorali), a favore dei propri “amici” politici…
Basta ovvietà… sappiamo bene che non vi è necessità di ribadire per l’ennesima volta il rispetto delle leggi in vigore, quelle ci sono per essere rispettate, ma prima di esse… vi è l’etica della persona e questa non ha necessità di alcuna norma imposta… per essere propria!!!
E’ finito il tempo di utilizzare quell’evanescente parola chiamata “anti-mafia” è ora di ripartire mettendo la fine a questo modo di concepire la lotta al malaffare!!!
Non si può più puntare a favore del banco… bisogna decidere definitivamente da quale parte del tavolo si vuole stare seduti… dalla parte della legalità oppure nel lato opposto, lo stesso con cui finora si è stati avvinti… quello dell’illegalità!!!

Catania trema, continua l'inchiesta della Finanza Impallomeni: “I miei rapporti con Ennio Virlinzi”

Catania trema, continua l’inchiesta della Finanza Impallomeni: “I miei rapporti con Ennio Virlinzi”: DOPO GLI ARRESTI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA: tra le intercettazioni che possono essere anticipate in esclusiva, in questa fase, ce n’è una in cui il giudice Filippo Impallomeni parla dei suoi rapporti con “Ennio Virlinzi”, e dei rapporti tenuti “tramite La Rocca”, si tratta di Giovanni La Rocca, commercialista della Virauto arrestato ieri.

Progetti "arrestati"!!!

Eravamo così tanto entusiasti per l’investimento della ex Perla Jonica, operazione che avrebbe potuto dare una importante boccata d’ossigeno a tutti quei disperati oggi in cerca di lavoro, che nel frattempo ci si è dimenticati di verificare se durante questi mesi, i lavori fossero realmente partiti…
Purtroppo, controllando oggi… ci si accorge come tutto sia rimasto fermo… o meglio, un po’ di pulizia generale (trattasi di lavori di demolizione…), ma per il resto l’area è rimasta eguale a prima…

Nessuna ditta e quindi neanche un operaio presente… c’è solo l’addetto alla vigilanza che riceve i Cv di quanti sperano che i lavori inizino presto e che i loro nominativi possano essere tra quelli scelti…
Anche in quel semplice gesto, si evidenzia ahimè… la convinzione autentica e direi forse “ingenua”, di chi crede che tutto possa “miracolosamente” avverarsi…
La realtà vedrete sarà tutt’altra; le eventuali ditte che realizzeranno i lavori, hanno già il loro personale e prima che inizieranno a battere un solo chiodo, qualcuno, tra gli amministratori/politici del circondario e quanti operano all’interno delle associazioni sindacali, avrà fatto sì… che le proprie richieste personali, vengano esaudite e quindi concretizzate…
Di contro, la pila raccolta di quei Cv, sarà come il più delle volte… cestinata e andrà a riempire la raccolta differenziata del primo contenitore denominato “carta e cartone”!!!   
Si sarebbe dovuto chiamare “Hilton Capomulini” ma ormai forse, neanche il nome è più sicuro… anche perché sembra essere sparito lo stesso “sceicco” Hamed Ahmed Bin Alhamed!!!
Analoga situazione per il finanziamento europeo…
S’iniziano ad avere dei dubbi, in particolare sulle agevolazioni a fondo perduto… e su chi dovrebbe esserne il reale beneficiario…
La struttura è ormai lasciata “all’acqua e al vento“, in quanto è stata privata degli infissi esterni, delle grondaie e di una parte delle coperture… Sempre più tralasciata e con evidenti rischi d’infiltrazioni, che, con l’arrivo delle piogge, andrà a danneggiare ulteriormente anche le parti interne… con una maggiorazione dei costi di ristrutturazione…
Dopotutto… a Catania, siamo abituati ad ascoltare di tutto… 
A cominciare dalla proposizione di progetti faraonici, belli da mostrare in quei modelli plastici architettonici, certamente realizzati in modo professionale e con tecniche e abilità manuale formidabili, ma che rappresentano essenzialmente, quel classico “fumo negli occhi”, che ha quale finalità, quello di illudere i cittadini…

Perché alla fine di questo si tratta… come per esempio il progetto per valorizzare il litorale della Playa (a modello Rimini o Jesolo) con la realizzazione di un sistema per la fruizione dell’area del golfo, con strutture turistico ricettive e ricreative, campo di golf, impianti sportivi, verde urbano, parcheggi, ecc… è una vita che se parla e finora… non se ne fatto nulla!!!

Cosa dire del progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, uno spazio urbano con funzioni pubbliche e private, uno spazio a verde che diventa polmone per la città con la creazione di uno spazioso percorso pedonale alberato, posto al di sopra del percorso della metropolitana…
Ed ancora, il risanamento di quel grande quartiere storico conosciuto come “San Berillo”, che da più di cinquant’anni cerca di avviarsi, ma che per i più futili motivi… non viene mai affrontato. 
Poi, in questa prospezione orientata al futuro, vi sono tutta una serie di progetti certamente indispensabili e molti altri di cui possiamo sicuramente fare a meno…
C’è l’ampliamento della seconda pista dell’Aeroporto con il relativo terminal…, la realizzazione di ulteriori parcheggi scambiatori, passanti ferroviari ad uso metropolitano, piste ciclabili, ristrutturazione dello stadio “Massimino”, riqualificazione di via Teatro Massimo e piazza Vincenzo Bellini, Acquario, Centro Direzionale a Librino, Cittadella giudiziaria, Metropolitana leggera (filovia), Parchi tematici, recupero di edifici vari da destinare a servizi socio-culturali, restauro della Villa Bellini e riqualificazione del Lungomare (da Ognina a Piazza Europa) e via discorrendo…
Cose da fare c’è ne… e molte di queste iniziative, potrebbero risultare essenziali affinché questa nostra Catania possa finalmente trasformarsi in una grande metropoli… 
Il problema però è realizzarle, trovare le giuste soluzioni che conducano definitivamente alla loro definizione
Basterebbero soltanto queste per ridare slancio ad una economia paralizzata e per contrastare quella galoppante disoccupazione, che porta la nostra provincia ad essere, purtroppo, tra quelle più disagiate…
Certo molti di questi progetti sono ora sotto la lente d’ingrandimento della nostra procura… ma noi cittadini, dobbiamo comprendere, come non sia più possibile perseverare con quel continuo baratto (strettamente personale) tra chi ci offre posti di lavoro e chi di contro, richiede per quelle opere sconclusionate la nostra approvazione e certamente il nostro silenzio…
Opere che hanno poi quale fine, quello di “violentare” la nostra meravigliosa città e far sì che la criminalità ed i poteri forti (che da sempre l’accompagnano), proseguano –per come finora fatto– ad arricchire i soliti nomi “compagni di merende”, che da sempre si spartiscono il business ed i consensi, trascurando di fatto, ogni nostra legittima richiesta!!!

Progetti "arrestati"…

Eravamo così tanto entusiasti per l’investimento della ex Perla Jonica, operazione che avrebbe potuto dare una importante boccata d’ossigeno a tutti quei disperati oggi in cerca di lavoro, che nel frattempo ci si è dimenticati di verificare se durante questi mesi, i lavori fossero realmente partiti…
Purtroppo, controllando oggi… ci si accorge come tutto sia rimasto fermo… o meglio, un po’ di pulizia generale (trattasi di lavori di demolizione…), ma per il resto l’area è rimasta eguale a prima…

Nessuna ditta e quindi neanche un operaio presente… c’è solo l’addetto alla vigilanza che riceve i Cv di quanti sperano che i lavori inizino presto e che i loro nominativi possano essere tra quelli scelti…
Anche in quel semplice gesto, si evidenzia ahimè… la convinzione autentica e direi forse “ingenua”, di chi crede che tutto possa “miracolosamente” avverarsi…
La realtà vedrete sarà tutt’altra; le eventuali ditte che realizzeranno i lavori, hanno già il loro personale e prima che inizieranno a battere un solo chiodo, qualcuno, tra gli amministratori/politici del circondario e quanti operano all’interno delle associazioni sindacali, avrà fatto sì… che le proprie richieste personali, vengano esaudite e quindi concretizzate…
Di contro, la pila raccolta di quei Cv, sarà come il più delle volte… cestinata e andrà a riempire la raccolta differenziata del primo contenitore denominato “carta e cartone”!!!   
Si sarebbe dovuto chiamare “Hilton Capomulini” ma ormai forse, neanche il nome è più sicuro… anche perché sembra essere sparito lo stesso “sceicco” Hamed Ahmed Bin Alhamed!!!
Analoga situazione per il finanziamento europeo…
S’iniziano ad avere dei dubbi, in particolare sulle agevolazioni a fondo perduto… e su chi dovrebbe esserne il reale beneficiario…
La struttura è ormai lasciata “all’acqua e al vento“, in quanto è stata privata degli infissi esterni, delle grondaie e di una parte delle coperture… Sempre più tralasciata e con evidenti rischi d’infiltrazioni, che, con l’arrivo delle piogge, andrà a danneggiare ulteriormente anche le parti interne… con una maggiorazione dei costi di ristrutturazione…
Dopotutto… a Catania, siamo abituati ad ascoltare di tutto… 
A cominciare dalla proposizione di progetti faraonici, belli da mostrare in quei modelli plastici architettonici, certamente realizzati in modo professionale e con tecniche e abilità manuale formidabili, ma che rappresentano essenzialmente, quel classico “fumo negli occhi”, che ha quale finalità, quello di illudere i cittadini…
Perché alla fine di questo si tratta… come per esempio il progetto per valorizzare il litorale della Playa (a modello Rimini o Jesolo) con la realizzazione di un sistema per la fruizione dell’area del golfo, con strutture turistico ricettive e ricreative, campo di golf, impianti sportivi, verde urbano, parcheggi, ecc… è una vita che se parla e finora… non se ne fatto nulla!!!
Cosa dire del progetto di riqualificazione di Corso Martiri della Libertà, uno spazio urbano con funzioni pubbliche e private, uno spazio a verde che diventa polmone per la città con la creazione di uno spazioso percorso pedonale alberato, posto al di sopra del percorso della metropolitana…
Ed ancora, il risanamento di quel grande quartiere storico conosciuto come “San Berillo”, che da più di cinquant’anni cerca di avviarsi, ma che per i più futili motivi… non viene mai affrontato. 
Poi, in questa prospezione orientata al futuro, vi sono tutta una serie di progetti certamente indispensabili e molti altri di cui possiamo sicuramente fare a meno…
C’è l’ampliamento della seconda pista dell’Aeroporto con il relativo terminal…, la realizzazione di ulteriori parcheggi scambiatori, passanti ferroviari ad uso metropolitano, piste ciclabili, ristrutturazione dello stadio “Massimino”, riqualificazione di via Teatro Massimo e piazza Vincenzo Bellini, Acquario, Centro Direzionale a Librino, Cittadella giudiziaria, Metropolitana leggera (filovia), Parchi tematici, recupero di edifici vari da destinare a servizi socio-culturali, restauro della Villa Bellini e riqualificazione del Lungomare (da Ognina a Piazza Europa) e via discorrendo…
Cose da fare c’è ne… e molte di queste iniziative, potrebbero risultare essenziali affinché questa nostra Catania possa finalmente trasformarsi in una grande metropoli… 
Il problema però è realizzarle, trovare le giuste soluzioni che conducano definitivamente alla loro definizione
Basterebbero soltanto queste per ridare slancio ad una economia paralizzata e per contrastare quella galoppante disoccupazione, che porta la nostra provincia ad essere, purtroppo, tra quelle più disagiate…
Certo molti di questi progetti sono ora sotto la lente d’ingrandimento della nostra procura… ma noi cittadini, dobbiamo comprendere, come non sia più possibile perseverare con quel continuo baratto (strettamente personale) tra chi ci offre posti di lavoro e chi di contro, richiede per quelle opere sconclusionate la nostra approvazione e certamente il nostro silenzio…
Opere che hanno poi quale fine, quello di “violentare” la nostra meravigliosa città e far sì che la criminalità ed i poteri forti (che da sempre l’accompagnano), proseguano –per come finora fatto– ad arricchire i soliti nomi “compagni di merende”, che da sempre si spartiscono il business ed i consensi, trascurando di fatto, ogni nostra legittima richiesta!!!

Chinatown a Catania???

Catania si veste ogni giorno di più del “Made in China”.
Girando per la città, troviamo ovunque sempre più attività commerciali cinesi, dal centro fino alla periferia,   
Già è strano… mentre i nostri negozi italiani chiudono, loro ne aprono mensilmente di nuovi…
Da cosa possa dipendere questo fenomeno o chiedersi a chi dare colpe è un concetto limitato, se pur diffuso… e appartiene a quelle abituali chiacchiere di strada, che non trovano mai alcun fondamento certo…
Di contro, bisognerebbe chiedersi se dietro quelle semplici considerazioni, non si celino interessi ben più consistenti, rispetto a quanto si voglia a noi far credere…
Infatti, a differenze di altre città del mondo, dove l’integrazione ha dato modo a questa comunità di esprimere quella loro cultura orientale, qui da noi… c’è il nulla…
Si… qualche ristorante sparso qua e là… ma niente di più, la loro comunità resta di fatto…nell’ombra e non si sa nulla di essi, come, non se ne conosce il numero esatto e la loro reale identità…
A differenza quindi di quelle note capitali, dove i profumi d’incenso, le composizioni architettoniche con pagode colorate e piene di luci, rappresentanti di uno stile riconosciuto da tutti, in particolare dai turisti che ne sono attratti… qui da noi vi è soltanto l’oscurità…
Già, perché a differenza nostra, in quelle città non si trovano solo negozi commerciali, ma vi sono aree estese nelle quali è possibile trovare di tutto: ristoranti pieni di prelibatezze gastronomiche, teatri e musica con balli tradizionali, prodotti tipici, ceramiche decorate, essenze e profumi, tessuti e abiti folcloristici, imitazioni di armi orientali, centri specializzati in medicina alternativa (ago puntura) e farmacie di naturopatia, centri estetisti (da non confondersi con i nostri equivoci “centri massaggi”), scuole di madrelingua, tutti rappresentanti di una profonda cultura millenaria…
Da noi viceversa, non sono qui per investire… ma per vendere esclusivamente i loro prodotti commerciali e gli utili realizzati, rientrano immediatamente in patria…  
Quindi mentre il nostro splendido “Made in Italy” viene perso… di contro quello cinese va annualmente facendo utili miliardari!!!
Dopotutto, come fargli concorrenza quando anche i nostri imprenditori, hanno preferito delocalizzare la loro produzione, avendo utilizzato la loro manodopera e materie prime, riservandosi esclusivamente quel loro marchio (non si sa ancora per quanto…) per la commercializzazione…
Ora quindi che le matrici e i modelli sono nelle loro mani, che la manodopera e le materie prime… anche, che la qualità (un tempo punto di forza del nostro paese) è stata, in questi ultimi anni, da loro eguagliata, diventa difficile se non impossibile contrastare il mercato mondiale, avendo anch’essi iniziato a produrre con propri marchi, copie analoghe dei nostri prodotti…
Ormai – per quanto ne dicano ancora quegli isolati imprenditori del “made in Italy”– non ci si accorge più delle differenze, ma soprattutto i loro prodotti (criticati per la scadente qualità dei materiali e delle rifiniture…), sono ormai giunti ad essere stati imitati alla perfezione… potrei aggiungere “identici” se non migliori agli stessi originali, con un prezzo però di vendita, inferiore anche del 70%.
Ora i nostri imprenditori –quei pochi che non hanno ancora chiuso i battenti– schiacciati da questa concorrenza cinese, dichiarano che la differenza dipende dalla contribuzione irregolare e soprattutto dal mancato pagamento delle imposte, che secondo quest’ultimi non viene effettuata da quelle attività…
Non si tratterebbe quindi di ricercare motivazioni dipendenti dalla diversificazione della domanda, dai prezzi più bassi, dall’utilizzo di materiali scadenti di qualità nei loro prodotti e dello sfruttamento della manodopera nel loro paese d’origine… qui si tratta d’analizzare l’aspetto fiscale e contributivo… l’applicazione di quelle normative previste, verificando attraverso controlli, se la manodopera presente in quelle attività è regolarmente registrata e se quegli imprenditori cinesi, pagano regolarmente le tasse in Italia? 

Ho letto infatti da uno studio della Gdf, che questi commercianti all’inizio della loro attività, si comportano in modo irreprensibile sia nei confronti degli Enti previdenziali che del fisco… Ma appena viene superato l’anno d’attività, questi, adottano analoghe metodologie del tutto “italiane” e cioè, cambiano la propria ragione sociale, abbandonando la precedente gestione e lasciando ad essa, tutti quei mancati pagamenti d’imposte che poi si dimostreranno evasi. ma difficili da recuperare… in quanto nel frattempo sono sparite sia le società, che i loro rappresentanti legali…

Fatta la legge… trovato l’inganno!!!
Per concludere vorrei aggiungere una riflessione: nella nostra isola, in particolare nella nostra città è evidente a tutti che dietro questo business milionario, ci sia la nota criminalità organizzata (per nulla seconda a quella cinese…) e che quest’ultima, non sta certamente lì a guardare; infatti, se non direttamente partecipe, avendone accordato il permesso d’operare…  fruirà quotidianamente di una parte dei benefici prodotti da quelle loro attività!!!

Condizionamento criminale…

“Se fratelli e sodali di noti mafiosi, possono sedere impunemente nel Consiglio di Catania, distribuiti tra banchi di maggioranza o opposizione, vuol dire che in quel Consiglio e sull’attuale amministrazione c’è il rischio concreto di un condizionamento criminale”  è quanto ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Antimafia Nazionale, On. Claudo Fava…
Inoltre ha aggiunto: chiederò alla Prefettura di Catania di valutare l’opportunità e l’urgenza di affidare a una Commissione d’accesso i necessari atti ispettivi!
Con questo provvedimento, la commissione dovrebbe valutare se esistono le condizioni d’infiltrazione all’interno del Consiglio e quindi trasmettere al Ministro degli Interni, On. Angelino Alfano, per le determinazioni del caso… 
Finalmente dopo che –anche il sottoscritto, nel suo precedente post del 08/01 richiedeva che i nominativi fossero pubblicati- siamo giunti a conoscerli… quei nomi!
Ora tutti però ad attaccare la Commissione nazionale presieduta dal On. Rosy Bindi, per aver fatto emergere quei nominativi, in particolare presso gli organi di stampa (già… forse si preferiva che quei nomi rimanessero secretati) per non dare in pasto a illazioni che hanno (il più delle volte) quale fine… quello di delegittimare quelle “posizioni” e innescare polemiche… politiche a dismisura.
Certo dopo aver ascoltato in questi giorni, gli attacchi al M5Stelle per il Sindaco di Quarto, con la richiesta (da parte di tutti i partiti) delle dimissione dell’incarico, viene da chiedersi se analoga situazione non dovrebbe essere applicata anche alla nostra Città… o forse debbo credere che da noi la situazione è diversa???
Dopotutto secondo quanto denunciato (sempre in maniera sconosciuta… queste denunce mi sempre ridere… c’è ne fosse uno che abbia il coraggio di denunciare ufficialmente, tutti che si celano… mai che mettono –non solo la propria faccia– ma soprattutto il proprio nome e cognome su quei fogli… )…
Infatti, trattasi di “segnalazioni giunte in modo anonimo” all’attuale Presidente della commissione Antimafia all’Assemblea regionale siciliana (ed ex presidente della provincia), On. Nello Musumeci, che ha provveduto correttamente ad informare le autorità di competenza… ma che oggi, appresa la notizia, ha manifestato il proprio disappunto in particolare, mettendo in chiaro, che la divulgazione della relazione, non giungerebbe dal suo organismo…
Se quanto denunciato e cioè, che 3 consiglieri di cui 2 di maggioranza, hanno legami con persone collegate alla criminalità organizzata, ed inoltre, considerato che questa vicenda è stata acquisita e portata a conoscenza (da circa un anno) a chi di dovere… non si capisce come sia stato possibile continuare ad operare all’interno di quel consiglio, senza che fossero intervenuti, richieste o provvedimenti disciplinari, da quanti fanno parte del direttivo di quei partiti, a cui questi consiglieri di fatto appartengono…
Ho letto che il Sindaco del Pd di Catania, On. Enzo Bianco è stato convocato ieri pomeriggio davanti alla commissione nazionale antimafia, ma egli ha dichiarato… di non saperne nulla!!!
Ora a quelle sue affermazioni il M5Stelle ed in particolare uno dei suoi fondatori Beppe Grillo, nel suo Blog ha riportato quanto segue:
Lui è ignaro. 
E’ dire che non è certo un novellino, è in politica da decadi. 
E’ stato alla Camera, è stato in Senato, è stato ministro, è stato più volte sindaco di Catania. 
E’ stato anche coinvolto nello scandalo dei finanziamenti pubblici dell’ex partito la Margherita da Luigi Lusi, tesoriere della Margherita. 
Do you remember Lusi? 
Da Wikipedia: “Lusi sostenne di aver versato a Enzo Bianco una somma mensile di 3.000 euro, poi passata a 5.500 euro, in qualità di presidente della defunta assemblea della Margherita. 
Sebbene l’operazione fosse formalmente legale, Bianco inizialmente negò tutto tentando di non essere coinvolto nello scandalo. 
Successivamente ammise di aver ricevuto quel denaro giustificandosi dicendo che lo aveva usato per fare politica.” E per cosa sennò?
Con questo popò di curriculum non è stato in grado di accorgersi dei suoi consiglieri che hanno legami con persone legate alla mafia. 
Capita. 
Bianco ha fatto il suo tempo: è bollito, il consiglio comunale è a serio rischio di infiltrazioni mafiose e i catanesi hanno bisogno di un’amministrazione attenta, reattiva e senza macchie. 
#BiancoDimettiti e nuove elezioni per Catania!
Cosa aggiungere, se si tiene conto che nel solo Parlamento (mancano quindi tutti i dati dei Sindaci e consiglieri provinciali, regionali e comunali…) della vecchia legislazione erano presenti 116 indagati (di cui molti di questi sono stati condannati) e di contro come l’attuale legislatura, presenta ben 46 indagati (e di cui 3 condannati); possiamo ben comprendere come siamo ancora ben lontano dal credere che attraverso la politica, si potrà giungere ad avere un paese finalmente privo da ogni forma di corruzione!!!
Il giorno in cui, attraverso una legge si limiterà o meglio… si proibirà, a chiunque di fare politica -tra quanti sono già stati condannati o vengono inquisiti durante i loro incarichi -ecco forse soltanto allora- potremo sperare di avere finalmente non solo una classe politica “limpida” ma soprattutto un Paese… onesto!!!
   

Nessuno che parla… c'è ne fosse uno soltanto che facesse i nomi…

E’ dire che si parla di commissione regionale antimafia…

Trattasi difatti di una relazione inviata alla Procura della Repubblica, che descriverebbe su presunte infiltrazioni mafiose nel comune di Catania, da parte di tre esponenti, di cui due del Consiglio ed uno della circoscrizione…
Mi chiedo… ma se anche loro hanno timori reverenziali a dichiararne i nomi, come si pensa di cambiarlo questo paese???
Certamente prima di mettere alla gogna i sospettati… è giusto che bisogna attendere gli organi di competenza, le loro opportune verifiche… ma se queste giungeranno, fra uno o due anni, cosa si fa, si approvano nel frattempo i vari provvedimenti… per poi fra qualche anno… rendersi conto che quanto formalizzato era stato abilmente pilotato??? 
Per fortuna… almeno in questo, i consiglieri comunali (tutti, nessuno escluso…) sono uniti nel voler conoscere i nomi, anche perché senza quei nomi… ognuno di loro –quasi fossero colpevoli– restano ovviamente… coinvolti!!!
Dopotutto, sappiamo bene come questo nostro paese è bravo a gettare fango ancor prima che uno venga condannato… per poi scoprire il più delle volte, che le motivazioni su cui erano state fondate le inchieste gli accertamenti… non avevano alcuna concretezza… ma anzi, erano state create artificiosamente!!!
Ma giunti ormai a questo punto… avendo fatto uscire la notizia della denuncia, eludendo quindi di fatto qualsivoglia riservatezza sul documento trasmesso, non si capisce, a cosa serva “nascondersi” se non forse per giustificare quella azione, con l’obbiettivo di aver voluti creare confusione ed instabilità politica…
Tirare la pietra per poi nascondere la mano… non fa altro che gettare ombre sul quello stesso operato della commissione, trasformando chissà… forse anche qualcosa di concreto, in una bolla di sapone 
Sono in molti oggi a chiedere di liberare quei sospetti dall’aula… ma il problema e che nessuno intende farne i nomi per primo, forse dobbiamo credere… per non essere successivamente tirati giù anch’essi da quelle poltrone… portando a conoscenza dell’opinione pubblica… quanto sapientemente, si era saputo conservare nell’armadio???
Dopotutto parliamo di politica, di uomini che combattono giornalmente per stare seduti lì… su quelle poltrone, di personaggi abituati a gestire i compromessi e a salvaguardare quelle proprie posizioni, tentando di non intaccare soprattutto i loro colleghi e amici non solo di partito, ma soprattutto di coalizione…
Motivazioni per non fare i nomi c’è ne sono tante… e dispiace che ogni volta per fare affiorare la verità non si faccia mai il proprio dovere… ma si attende sempre che siano gli altri a scoprirsi… il più delle volte gli stessi uomini e donne della Procura… che avranno l’onere non soltanto di accertare l’eventuali responsabilità, ma anche quello di doverci mettere la faccia…
Però è strano come si pensi sempre alle responsabilità giudiziarie e non ci si soffermi di salvaguardare anche quelle morali!!!
Di bene in meglio… continuiamo così a goderci un consiglio comunale che gestisce e amministra il bene della cosa pubblica, pur sapendo che “forse” al proprio interno, ci possano essere soggetti collusi con quei poteri mafiosi, i quali certamente andrebbero contrastati, ma bensì nella realtà trovano (attraverso quelle eventuali pedine) a concretizzare quanto loro estremamente necessario…

In ricordo di Elena Fava…

A pochi giorni dalla commemorazione del papà Pippo, vorrei dedicare un mio pensiero alla figlia Elena…

Una donna segnata da una profonda lacerazione, tragica esperienza personale vissuta silenziosamente insieme al fratello, che soltanto chi ne ha patito eguali sofferenze, può comprenderne l’intimità di quei momenti difficili…
Acuta indagatrice dei cambiamenti della vita e di questa sua amata terra, di quella eredità culturale ricevuta dal padre, che la condotta a volersi impegnare personalmente, nel diffondere quei principi di legalità e di senso civico…
Moralità e giustizia, hanno rappresentato difatti due punti fondamentali della propria esistenza, una dedizione che le ha permesso di proseguire quegli insegnamenti di vita tramite la fondazione dedicata al padre…
Insegnamenti di onestà che cercava di trasmettere ovunque si trovasse, in particolare nelle scuole quando invitata, impegnava tutta quella propria energia interiore, per diffondere ai ragazzi quella cultura del diritto e della giustizia, unica lotta di contrasto ad una presente e diffusa mentalità mafiosa…
Era fondamentale per lei recarsi nelle scuole, per parlare con quei ragazzi, far conoscere a tutti la propria esperienza personale, la storia di suo padre e di tutte le vittime della mafia, mostrando i rischi a cui s’incorre, accettando facili tentazioni che nel corso della crescita (in particolare per quanti fossero residenti nei noti quartieri disagiati della città) potevano presentarsi…  
Insegnava a saper dire di no, allontanando quell’immagine “comoda” di finto benessere… contrapponendo a questa agiatezza, la propria dignità, portata avanti con sacrificio, privazioni e duro lavoro, cercando in modo comune, di realizzare una società più equa e solidale…
Elena amava Catania, senza però esimersi dal criticarla quando era necessario… senza mai tirarsi indietro, ma tentando sempre e in ogni luogo, di far emergere la verità…
Una donna che in questi anni, insieme al fratello Claudio, ha lottato affinché questa propria terra, rinnegasse definitivamente quel “sistema” che ancora oggi lega certi ambienti criminali, alla politica e all’imprenditoria…
Un sistema fatto di clientelismi, privilegi, raccomandazioni, favori, regalie, un intreccio dare/avere già a suo tempo analizzato dal padre e che vede ancora oggi, più o meno, gli stessi analoghi protagonisti… 
Da un lato ci sono i cittadini che posti in ginocchio sono lì a chiedere… dall’altro quanti grazie alla loro posizione privilegiata ne condizionano quelle loro richieste e nel contempo, per quel loro “interessamento” ne pretendono il voto, consolidando così… quella loro posizione…
Elena Fava queste cose le sapeva bene… e conosceva perfettamente i metodi adottati dagli associati di quel gruppo criminale, che ha tentato, nel corso degli anni, attraverso propri paladini della legalità… d’infangare il suo operato e la memoria stessa del padre… e scoprendo successivamente… come questi fossero in combutta con gli stessi mafiosi…
La Sicilia… Catania ahimè… dimostra essere ancora indietro su questo fronte… e se pur encomiabile in Sicilia l’operato delle procure, delle associazioni di legalità, di alcuni giornalisti coraggiosi e di una parte onesta dell’opinione pubblica, è evidente ancora a tutti come purtroppo… si è lontani dal voler considerare questa nostra terra… libera!!!
Ma non dobbiamo scoraggiarci… dobbiamo prendere quanto di buono ci ha trasmesso Elena e proseguire tutti insieme con le parole di suo padre: a che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare!!!

Catania si fa bella… ma gli incivili sono sempre in agguato!

In questi giorni il centro storico di Catania si veste di festa…

Sono infatti cominciati i lavori di preparazione per decorare tutte le strade e piazze principali, da Piazza Duomo a Via Etnea, da Via di San Giuliano alla zona famosa della “movida”, e poi ancora Corso Sicilia, Viale Liberta, Viale Vittorio Veneto, Via Gabriele D’Annunzio, Corso Italia, Piazza Roma, ecc…  
Anch’io affacciandomi da Corso Sicilia, posso ammirare come è bastato poco per cambiare il look di questa città…
Il cosiddetto salotto buono, si presenta pian piano curato, con l’inserimento ovunque di fioriere, elementi divisori stradali abbelliti con nuove piante variegate, agli incroci vengono predisposti luminarie colorate e l’interno dei portici viene abbelliti da negozianti e commercianti…
Inoltre passeggiando per le strade ho intravisto gli alberi alberi illuminati e in alcune piazze preparare l’abete, simbolo tradizionale delle feste di natale… ed in corso anche la preparazione di vari presepi… 
Questo è certamente un momento importante di grande riflessione, che valica quegli stessi confini religiosi per spingere tutti… verso un nuovo rapporto d’unione e fratellanza, in particolare verso quanti oggi ricercano nel nostro paese, quella augurata possibilità di sopravvivenza che hanno di fatto perduto, dopo essere dovuti scappare dai loro paesi d’origine… che a noi sembrano così distanti, ma che sono di fatto così vicini e che restano ancora oggi, sotto l’influenza di tensione civili e guerre…    
Ecco perché questo Natale sarà molto diverso da quelli che l’hanno preceduto… dovrà infatti rappresentare un momento di gioia, pace e speranza e non potrà essere rappresentato dall’esclusivo girotondo consumistico, legato ai regali, sconti e promozioni…
Il primo gesto che dovrà essere manifestato, dovrà essere quello della “solidarietà”, riuscire a compiere quei piccoli gesti (fatti con il cuore) a sostegno di chi oggi non possiede nulla o sta male, basta pochissimo per far ciò… per esempio, con sole 2 euro si può sostenere l’Aism (l’Associazione italiana per la lotta alla sclerosi multipla).
Ed allora tentiamo di farla qualcosa… per quanto certamente a noi possibile, perché è in questi piccoli gesti che si da valore all’essenza della propria vita, dimostrando non solo agli altri (senza bisogno di propaganda) ma soprattutto a se stessi, quanto realmente si vale, realizzando quanto più si può… nel più completo silenzio!
Certo, debbo dire che a guardarla dall’alto è proprio un bello spettacolo… considerato che per tutto l’anno l’ho potuta osservare… dispiacendomi, per come come era stata ridotta… 
Ma ora non è momento di giudizi o valutazioni negative, per un momento evitiamo tutti di essere critici ed superiamo quell’immagine di brutto passato… e guardiamo in maniera ottimistica, indirizzando i nostri auspici verso questo nuovo anno 2016, ormai prossimo all’arrivo…
Si è vero… si sta facendo tanto e speriamo che questa bella presentazione non duri solamente questi pochi giorni di festa, ma possa proseguire anche negli anni a venire…
Questa sarebbe una bella speranza, anche se i fatti, già sin d’ora dimostrano il contrario… basta soltanto ingrandire le immagini sopra riprese, per contare le carte abbandonate e lasciate purtroppo su quei decorati giardini…
Dopotutto… si dice che nessun uomo “civile” si rammarica mai per un piacere e nessun uomo “incivile” sa che cosa sia un piacere… 
E’ proprio vero… Catania  si fa bella, ma gli incivili sono sempre in agguato!!!

Occupazione o Legalità??? Cosa salvare???

“Beni confiscati alle mafie e prospettive di riforma”, con questo titolo si è svolto ieri un convegno presso l’Hotel Excelsior di Catania, che ha visto la presenza di personalità importanti sia nel campo della prevenzione e contrasto, che per quello giuridico ( perdonatemi se non ne elenco i nomi… ma non ho tanto vaglia di fare propaganda…), m’interessa maggiormente esaminare gli interventi realizzati…
L’incontro giunge in un momento particolare, visto quanto accaduto nella sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo…  ed è per questo motivo che diventa fondamentale l’operato investigativo delle procure, che permette d’individuare quelle attività legate ad ambienti malavitosi…

Certamente, giungere a comprendere quali “particolari” aziende, siano legate a particolari meccanismi fuorvianti, non è semplice, ma lo diventa ancor di più, nel momento in cui su queste, pervenga il provvedimento di sequestro/confisca… 

Ora infatti, bisogna decidere cosa sia più importante… salvaguardare i posti di lavoro di quelle aziende confiscate o intervenire con quanto prevede la normativa e cioè, procedere alla revoca degli appalti…

Anche perché non è corretto vedere applicata  la regola (tanto in voga nel nostro paese) quella cioè dei “due pesi e due misure“, diversificando imprese di serie B a cui verranno sottratti gli appalti e ad altre di serie A, cui sarà permesso di poter continuare… dimenticando che questa regola, non rappresenta quel vero concetto di equità e giustizia!!!

Inoltre, cosa aggiungere sugli amministratori giudiziari??? 
Ho sentito dire che questi “non sono degli imprenditori…” va be… questo lo sapevamo già… e difatti, nessuno di noi sperava di trovarsi d’innanzi il perfetto “manager” aziendale… ma augurarsi di avere qualcuno un po’ più rigoroso e soprattutto meno sottomesso… non mi sembra dover chiedere molto!!!
La stessa affermazione sul delicato tema concorrenziale, che deve far si che tutti siano garantiti… evitando così di agevolare quelle imprese sottoposte a gestione amministrata, ma influendo in modo tale che le regole di concorrenza vengano sempre rispettate, permettendo però a queste società di poter sopravvivere, applicando pochi ma precisi dettami fondamentali…
Come ritengo sia altrettanto banale, ricercare sempre in questi convegni, quel senso di responsabilità da parte della collettività… che dimostra (a differenza di quelle dichiarazioni fatte a parole,,,)  di esserci sempre con i fatti!!!

E poi, prima di chiedere alla società civile di “assumersi le proprie responsabilità, trovando la forza e il coraggio di reagire”, ecco, prima di esigere dagli altri… ci si dovrebbe interrogare su come certi magistrati, amministratori, prefetti, uomini e donne delle istituzioni, si siano potuti lasciare coinvolgere in atti di collusione, illegalità e corruzione!!!

Cosa dire, un vero e proprio “spreco di legalità” che auspichiamo potrà essere oggetto di un approfondimento più specifico, affinché si possa giungere a modificare la gestione dei beni confiscati in maniera più semplice e chiara, con procedure limpide a cominciare dagli incarichi, per seguire sui compensi, durata e numero di assegnazioni… tutte condizioni che, in questo momento, necessitano di essere attenzione, affinché quanto accaduto finora, non abbia a ripetersi…

I numeri delle aziende confiscate…

Quanto accaduto nel tribunale di Palermo, ha riproposto all’attenzione pubblica il tema della gestione delle aziende e delle attività d’impresa sottratte alle mafie…
I dati dell’Agenzia (2012) dicono che delle 1708 aziende confiscate in Italia, 497 sono uscite dalla gestione in quanto cancellate dal registro delle imprese e/o liquidate, mentre le restanti 1211 sono ancora sotto gestione amministrata…
Si legge che per 14 di esse la confisca è stata revocata, mentre per altri 45 casi si è proceduto alla vendita a soggetti privati, le restanti 393 sono ancora da destinare, mentre 342 sono state destinate alla liquidazione, 198 hanno un fallimento aperto durante la fase giudiziaria, per 189 è stata richiesta la cancellazione dal registro delle imprese e/o dall’anagrafe tributaria.
La gestione infine delle restanti 30 aziende è stata sospesa per pendenza di procedimenti penali e di cui, per 5 di queste, la sospensione è stata causata da varie criticità…
I numeri dicono inoltre che, di queste 1708 aziende confiscate, 623 erano in Sicilia, 347 in Campania, 223 in Lombardia, 161 in Calabria, 140 nel Lazio e 131 in Puglia, e per finire le restanti 83 escluse successivamente dai procedimenti giudiziari… ma ciò che emerge è che quasi tutte queste società sono registrate nel centro-sud…
I dati dicono inoltre che le imprese sono così suddivise… 477 nelle costruzioni, 471 nel commercio, 173 nel settore ristorazione e alberghiero, seguono le attività finanziarie, immobiliari, servizi, informatica, trasporti, manifatturiere, sanità ed anche servizi sociali…
Poi ci sono quelle a destinazione agricola, turistica, pesca e allevamento… ed in questi ultimi anni, non sono mancate nemmeno le confische legate alla produzione e distribuzione di energia elettrica, acqua e gas, tra cui impianti fotovoltaici, parchi eolici, termovalorizzatori, ecc…
Infine, quasi tutte le società sono seguite da una dicitura camerale, S.r.l. o individuale, pochissime quelle società in accomandita semplice o in in nome collettivo e ancor meno quelle in S.p.a.
Quelli di sopra sono i reali numeri, quante poi di quelle società ancora in vita, avranno la fortuna di sopravvivere, ecco… quello è un’altro discorso… ma di cui si sa avere ad oggi, altrettanti numeri certi… ed i risultati sono purtroppo al di sotto delle aspettative…
Difatti, in questi anni, il 90% delle imprese confiscate ha chiuso i battenti e non senza vittime…!!!
A cominciare dai dipendenti, costretti a fare i conti con i problemi legati alla fase di sequestro, che fa in modo di creare sin dall’inizio, quella contrapposizione tra Stato e vecchia proprietà…
Seguono poi le lungaggini della giustizia con rimpalli di competenze, che hanno come effetto quello di durare anni, lasciando che vadano a perdersi i contratti in corso ed in disuso, le strutture, impianti, macchinari, attrezzature varie…
Si crea un vero e proprio muro tra le opposte parti… che conduce quasi sempre, alla liquidazione della società!!!

Un meccanismo che si ripercuote nei giudizi della gente comune, che inizia ad avere nelle istituzioni, una vera e propria sfiducia, che porta in molti a rimpiangere quelle vecchie gestioni… ancora oggi sono in molti a ricordare i famosi quattro “Cavalieri del lavoro” di Catania, ripetendo che “quanto meno, lo stipendio a fine mese lo garantivano“…
Perché se lo Stato, non è capace di dare risposte certe, in particolare sulla garanzia occupazionale, ecco che diventa difficile in un periodo di crisi come questo, indirizzare i propri concittadini, verso regole e principi di legalità, che di fatto hanno quale obbiettivo, non solo quello di contrastare i ben noti meccanismi collusivi, ma soprattutto, quello di realizzare definitivamente, quel cambiamento morale, tanto augurato…