Ma se i primi irregolari sono proprio i Comuni (in dissesto) che alterano i bilanci, cosa ci si può aspettare dai cittadini???

Irregolarità nella dichiarazione del dissesto finanziario, in un Comune dell’Ennese!!!

L’inchiesta della Guardia di Finanza di Enna coordinata dalla Procura di Enna volta a verificare la corretta redazione dei bilanci di un Comune, in dissesto dal 2015 ed ammesso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale dalla Corte dei Conti, ha determinato il rinvio a giudizio per 14 indagati, componenti politici, funzionari amministrativi e membri dell’organo di revisione, con il reato di falso in atto pubblico aggravato, perpetrato nel tempo, tra il 2015 e il 2019.

Le attività investigative, eseguite dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Enna, hanno appurato come gli indagati abbiano formato e certificato false previsioni di entrata, prive di motivazione o basate su provvedimenti illegittimi, nonché scientemente sottostimato previsioni di spesa, con l’occultamento di debiti a carico dell’Ente, fornendo una falsa rappresentazione dei risultati di gestione per gli anni dal 2015 al 2019 al fine di celare l’effettivo deficit finanziario di quasi 6 milioni di euro in cui versava il Comune, divenuto nel tempo strutturale.

Ad analoghe conclusioni è giunto il Consulente tecnico d’ufficio nominato dalla Procura, appartenente all’Ispettorato Generale di Finanza della Ragioneria Generale dello Stato, a seguito della verifica amministrativo-contabile eseguita presso l’Ente.

Ho letto che: l’approvazione dei falsi bilanci per il periodo sopra indicato, hanno di fatto compromesso innanzitutto, le corrette valutazioni da parte della Sezione di Controllo della Corte dei Conti, permettendo al Comune di proseguire nella procedura di risanamento approvata nel 2015 con il Piano pluriennale di riequilibrio finanziario, e dall’altra, con l’invio alla Ragioneria Generale dello Stato di false certificazioni redatte ai fini del pareggio di bilancio, di effettuare indebitamente spese maggiori rispetto a quelle consentite (pari ad almeno 1,5 milioni), sfuggendo all’applicazione delle sanzioni previste dal “patto di stabilità” che limitava le spese dell’Ente, al fine di prevenire eventuali, potenziali danni erariali, per i quali è stata comunque rimessa la valutazione alla competente Magistratura Contabile”.

Viene spontaneo aggiungere: se gli Enti pubblici, i loro rappresentanti, evidenziano costantemente con il loro operato, qualsivoglia condotta irregolare e illegale, come si può chiedere ai cittadini di essere rispettosi della legge e delle sue normative??? 

D’altronde questo è un Pese che vive d’ingiustizie ed irregolarità, e sono pochi coloro che possono permettersi di sfuggire a quelle regole divenute ormai per la maggioranza, consuetudine!!! 

Israele/Palestina: una volta, il mio caro amico arch. Renzo (di Omegna) mi disse: Nicola, quando due litigano, perdono entrambi!!! Con il tempo ho compreso quanto avesse ragione!!!

Non si può pensare di continuare in eterno così…

Israeliani e palestinesi devono raggiungere un accordo di pace definitivo, lo devono proprio per quel Dna che da sempre li vede fratelli…  

Già… come non ricordare ciò che unisce questi due popoli attraverso la stirpe di Abramo, quell’amore fraterno che dovrebbe di fatto unirli e non dividerli, esecrando quindi qualsiasi discriminazione e persecuzione, facendo viceversa riferimento a quel principio comune, come base indiscussa di uguaglianza e fratellanza…

Non vi è in essi alcuna legittima differenziazione, ne culturale e ancor meno da una diversa identità religiosa, non vi è nulla che delimita e separa le due parti da una diversa identità, né come prodotto di un travaglio distinto.

Certo, nessuno può contraddire il fatto che dal primo governo Netanyahu ad oggi, il crescente peso dei partiti appoggiati dai coloni abbia favorito sempre più una legislazione restrittiva del dissenso e la negazione della realtà dell’occupazione. 

Peraltro vorrei ricordare come in quegli anni, il capo dello Shin Bet (l’agenzia di intelligence per gli affari interni dello stato di Israele) mise in guardia sulla “tirannia incrementale” che minacciava la democrazia di Israele… 

E quindi, voler credere oggi che, il miglior servizio di sicurezza mondiale, in particolare nel campo della prevenzione e del contrasto al terrorismo, insieme ad Aman e Mossad, non abbia previsto quanto ora accaduto con l’attacco di Hamas, è come voler ammettere che le torri gemelle a New York, siano crollate a causa di due aeroplani!!!

Israele si stava preparando, anzi era già da tempo pronta a invadere la “Striscia di gaza”, aspettava soltanto il momento opportuno (come per gli Usa le torri gemelle…) e cioè, quell’azione terroristica condotta da parte del gruppo di Hamas, per dare il via alla propria escalation militare, la stessa che ora non si fermerà fintanto che tutta quell’area e sicuramente anche parte della Cisgiordania, non verrà rasa al suolo, per le nuove future esigenze…    

Ecco perché la comunità mondiale deve fare in modo che si torni presto ad una nuova volontà di dialogo, ad un impegno personale e collettivo che costruisca ponti fra quei due universi certamente differenti e per come abbiamo visto dalla storia, da sempre potenzialmente conflittuali…

In un momento storico come quello che stiamo assistendo, segnato sia a livello europeo, con la guerra in Ucraina, sia a livello mondiale, con quanto sta accadendo in queste ore nel territorio palestinese nella “Striscia di Gaza”, ecco che bisogna intervenire celermente per limitare la serie di fatti cruenti e luttuosi e che potrebbero provocare l’allargamento del conflitto stesso, a cui qualcuno, secondo il sottoscritto, si è già preparato!!!  

Vorrei inoltre evidenziare quanto sta accadendo in questi giorni accadendo in molte città europee, mi riferisco a tutta una serie di atti violenti nei confronti dei cittadini ebraici, che non fanno altro che alimentare nuovo odio e a indurre molti giovani a proselitismi in quella espressione nota come “antisemitismo”!!!

E’ tempo di fare tutti un passo indietro, rivedere le proprie posizioni, perché come diceva l’amico mio Arch. di Omegna, Renzo: quando due litigano, perdono entrambi!!! 

Nel concludere, permettetemi di ricordare la figura storica di Woodrow Wilson e le parole che pronunciò al Senato il 22 gennaio 1917: “Nessuna nazione cercherà di estendere la sua politica su ogni altra nazione o popolo […];  ogni popolo sarà libero di determinare la propria politica, dal più piccolo al più grande e potente”.           

È sorprendente leggere ogni giorno notizie su soggetti che non provano alcuna vergogna, per se o per i propri cari, pur sapendo di aver rubato!!!

Come dice il detto??? “Dio li fa e poi li accoppia”!!!

Sono convinto che dietro certi comportamenti “illegali” vi sia l’insegnamento ricevuto negli anni dai propri familiari…
Tutto inizia da quel concetto preciso che basa il proprio ragionamento sulle decisioni prese dal capofamiglia, ma ahimè anche dai consigli della propria consorte; parliamo di scelte e comportamenti proibiti che quotidianamente vengono messi in campo e che diventano conseguenze di come i propri figli crescendo (ed i loro figli dopo di loro…) mostreranno di quale “pasta” sono fatti!!!
Se un genitore dimostra d’esser avido, se va fiero delle mazzette che prende costantemente, se anche la coniuge pensa che quanto egli stia compiendo sia alla fine “opportuno”, tanto da elogiare ai figli quelle capacità dissolute del loro padre, intrinseca dimostrazione di quanto bravo sia quel loro genitore nel mettere in atto quei  meccanismi “corruttivi”, capaci di far introitare alla famiglia ogni genere di regalie e beni materiali…

Mi chiedo quindi, ma quale messaggio potrà mai passare nella testa di quei ragazzi, se non prendere a modello quel genitore e di conseguenza la propria famiglia? 

Perché va detto, crescendo quel giovane imposterà se stesso a quel modello con cui è cresciuto, infatti con il passar del tempo, quest’ultimo, imiterà perfettamente quel genitore “disonesto” e compirà anch’egli quelle medesime azioni sleali, non solo per se, ma anche per la nuova famiglia che nel frattempo avrà formato!!!
Sì… potremmo paragonare quanto accade ad un vero e proprio contagio, un’infezione che si trasmette da generazione in generazione e che, ahimè, non si arresta!!! 
D’altro canto, fateci caso… 
A vederla quella compagine sembra felice o quantomeno mostra in apparenza di esserlo; ciascun componente fa a gara per evidenziare ai propri amici la propria vita agiata, una vivacità improntata su quei beni fraudolentemente ricevuti, gli stessi che poi, alla prima inchiesta giudiziaria, verranno sequestrati!!!

Come ho scritto nel titolo di apertura, quanto compiuto in fin dei conti si riduce ad una mancanza di dignità!!!

D’altronde ditemi, come ci si può sentire nello scoprire come il proprio nome non sia legato – anche se solo all’interno di una pagine web – ad alcun merito o per aver evidenziato con i fatti, contrasto alla illegalità, bensì per tutt’altro, già… per circostanze che nulla hanno che fare con regole di convivenza civile e sociale, ma per aver commesso comportamenti fraudolenti!!!
Ecco perché le famiglie e soprattutto le relazioni che in esse si instaurano diventano elemento determinante di crescita, non solo sotto il profilo culturale, ma soprattutto morale!!!
Tocca quindi a questi figli di cambiare questo stato di fatto, prima che sia troppo tardi; debbono saper imporsi e dire la loro, peraltro non può esistere alcun vincolo di sangue quando questo si sa esser infetto!!!
Bisogna quindi fare in modo che quei comportamenti decadenti del genitore non ricadano su di essi e per far ciò devono – in ogni modo possibile – contrapporsi a quell’assoggettamento incondizionato, contrastando ogni condotta “illegale”, la stessa che non esita – per il vile denaro – a sacrificare il buon nome della famiglia, circostanza quest’ultima che prima o poi, andrà a scapito delle loro aspirazioni, limitate da un destino già scritto…
Sì… per la sola colpa di appartenere a quella inclassificabile “famiglia”!!!
 

È sorprendente leggere ogni giorno notizie su soggetti che non provano alcuna vergogna, per se o per i propri cari, pur sapendo di aver rubato!!!

Come dice il detto??? “Dio li fa e poi li accoppia”!!!

Sono convinto che dietro certi comportamenti “illegali” vi sia l’insegnamento ricevuto negli anni dai propri familiari…
Tutto inizia da quel concetto preciso che basa il proprio ragionamento sulle decisioni prese dal capofamiglia, ma ahimè anche dai consigli della propria consorte; parliamo di scelte e comportamenti proibiti che quotidianamente vengono messi in campo e che diventano conseguenze di come i propri figli crescendo (ed i loro figli dopo di loro…) mostreranno di quale “pasta” sono fatti!!!
Se un genitore dimostra d’esser avido, se va fiero delle mazzette che prende costantemente, se anche la coniuge pensa che quanto egli stia compiendo sia alla fine “opportuno”, tanto da elogiare ai figli quelle capacità dissolute del loro padre, intrinseca dimostrazione di quanto bravo sia quel loro genitore nel mettere in atto quei  meccanismi “corruttivi”, capaci di far introitare alla famiglia ogni genere di regalie e beni materiali…

Mi chiedo quindi, ma quale messaggio potrà mai passare nella testa di quei ragazzi, se non prendere a modello quel genitore e di conseguenza la propria famiglia? 

Perché va detto, crescendo quel giovane imposterà se stesso a quel modello con cui è cresciuto, infatti con il passar del tempo, quest’ultimo, imiterà perfettamente quel genitore “disonesto” e compirà anch’egli quelle medesime azioni sleali, non solo per se, ma anche per la nuova famiglia che nel frattempo avrà formato!!!
Sì… potremmo paragonare quanto accade ad un vero e proprio contagio, un’infezione che si trasmette da generazione in generazione e che, ahimè, non si arresta!!! 
D’altro canto, fateci caso… 
A vederla quella compagine sembra felice o quantomeno mostra in apparenza di esserlo; ciascun componente fa a gara per evidenziare ai propri amici la propria vita agiata, una vivacità improntata su quei beni fraudolentemente ricevuti, gli stessi che poi, alla prima inchiesta giudiziaria, verranno sequestrati!!!

Come ho scritto nel titolo di apertura, quanto compiuto in fin dei conti si riduce ad una mancanza di dignità!!!

D’altronde ditemi, come ci si può sentire nello scoprire come il proprio nome non sia legato – anche se solo all’interno di una pagine web – ad alcun merito o per aver evidenziato con i fatti, contrasto alla illegalità, bensì per tutt’altro, già… per circostanze che nulla hanno che fare con regole di convivenza civile e sociale, ma per aver commesso comportamenti fraudolenti!!!
Ecco perché le famiglie e soprattutto le relazioni che in esse si instaurano diventano elemento determinante di crescita, non solo sotto il profilo culturale, ma soprattutto morale!!!
Tocca quindi a questi figli cambiare questo stato di fatto, prima che sia troppo tardi; debbono saper imporsi e dire la loro, peraltro non può esistere alcun vincolo di sangue quando questo si sa esser infetto!!!
Bisogna quindi fare in modo che quei comportamenti decadenti del genitore non ricadano su di essi e per far ciò devono – in ogni modo possibile – contrapporsi a quell’assoggettamento incondizionato, contrastando ogni condotta “illegale”, la stessa che non esita – per il vile denaro – a sacrificare il buon nome della famiglia, circostanza quest’ultima che prima o poi, andrà a scapito delle loro aspirazioni, limitate da un destino già scritto…
Sì… per la sola colpa di appartenere a quella inclassificabile “famiglia”!!!
 

Il Governo Meloni boccia la misura del prelievo nei conti correnti!!! Era ovvio: quelli che devono più soldi al fisco sono proprio i parlamentari!!!

Rappresenta una di quelle riforme che al sottoscritto interessa poco, forse perché a differenza di molti al fisco non deve nulla, ma come sempre avviene in questi casi e/o in analoghi, ho l’impressione che alla fine a pagare siamo sempre i soliti, già… quei quattro fessi che versano per tutti, senza mai beneficiare di nulla da parte di uno Stato che si dimostra ingrato!!!

E sì perché l’Italia è divisa in tre parti, c’è chi non produce una caz… ma incredibilmente ci costa miliardi di euro, poi c’è chi per lo Stato (dice che…) lavora, anche se di questi una grossa fetta appartiene a quella stessa categoria di cui sopra ed approfitta ogni giorno dei loro colleghi che viceversa s’impegnano per compensare quelle loro mancanze o dovrei chiamarle: assenze!!!

Ed infine c’è la terza parte, quella legata alle attività private, quella che rende e produce, d’altronde non potrebbe fare diversamente ed è questa categoria di fatto a pagare ogni mese con i propri contributi per le due di sopra!!!       

Ora certo è sorto il panico appena si è parlato di riscossione da parte del fisco con l’accesso diretto ai conti correnti, prima di procedere telematicamente con il pignoramento…

Una manovra che ha fatto venire i brividi a un bel po’ di soggetti, in particolare immagino proprio a quanti appartengono a quella prima categoria…

Meloni, ha subito replicato: prelievo conti correnti??? Non se ne parla!!!

E certo… la farebbero cadere da Palazzo Chigi immediatamente.

Questo è il Paese dove nessuno paga o quantomeno non nei termini previsti dalla legge, ciascuno fa quanto più gli fa comodo e se ne fot… del sistema o delle normative previste!!!

Tranquilli quindi, nella legge di bilancio non vi sarà alcuna misura per consentire all’Agenzia delle Entrate di accedere direttamente ai conti correnti degli italiani, era di per se ovvio, direi superfluo, già…  solo averci pensato, ma infatti sono certo che loro, da quel governo per l’appunto, questa soluzione così ineccepibile, non l’avevano neppure ipotizzata!!!

Il Governo Meloni boccia la misura del prelievo nei conti correnti!!! Era ovvio: quelli che devono più soldi al fisco sono proprio i parlamentari!!!

Rappresenta una di quelle riforme che al sottoscritto interessa poco, forse perché a differenza di molti al fisco non deve nulla, ma come sempre avviene in questi casi e/o in analoghi, ho l’impressione che alla fine a pagare siamo sempre i soliti, già… quei quattro fessi che versano per tutti, senza mai beneficiare di nulla da parte di uno Stato che si dimostra ingrato!!!

E sì perché l’Italia è divisa in tre parti, c’è chi non produce una caz… ma incredibilmente ci costa miliardi di euro, poi c’è chi per lo Stato (dice che…) lavora, anche se di questi una grossa fetta appartiene a quella stessa categoria di cui sopra ed approfitta ogni giorno dei loro colleghi che viceversa s’impegnano per compensare quelle loro mancanze o dovrei chiamarle: assenze!!!

Ed infine c’è la terza parte, quella legata alle attività private, quella che rende e produce, d’altronde non potrebbe fare diversamente ed è questa categoria di fatto a pagare ogni mese con i propri contributi per le due di sopra!!!       

Ora certo è sorto il panico appena si è parlato di riscossione da parte del fisco con l’accesso diretto ai conti correnti, prima di procedere telematicamente con il pignoramento…

Una manovra che ha fatto venire i brividi a un bel po’ di soggetti, in particolare immagino proprio a quanti appartengono a quella prima categoria…

Meloni, ha subito replicato: prelievo conti correnti??? Non se ne parla!!!

E certo… la farebbero cadere da Palazzo Chigi immediatamente.

Questo è il Paese dove nessuno paga o quantomeno non nei termini previsti dalla legge, ciascuno fa quanto più gli fa comodo e se ne fot… del sistema o delle normative previste!!!

Tranquilli quindi, nella legge di bilancio non vi sarà alcuna misura per consentire all’Agenzia delle Entrate di accedere direttamente ai conti correnti degli italiani, era di per se ovvio, direi superfluo, già…  solo averci pensato, ma infatti sono certo che loro, da quel governo per l’appunto, questa soluzione così ineccepibile, non l’avevano neppure ipotizzata!!!

Vivere nella legalità??? Semplice, basta compiere ogni giorno piccoli gesti!!! Mi fa piacere osservare come anche il Procuratore Gratteri la pensi così….

Ho letto ieri di un intervista pubblicata sul Corriere della Sera al nuovo Procuratore Capo di Napoli e vorrei condividere con voi alcune risposte del magistrato, che fanno comprendere in modo semplice, come il più delle volte – nel compiere da cittadini il proprio dovere – basti realizzare quelle scelte corrette, anche se a volte difficili.

Ed è la ragione per la quale da tempo esprimo il mio disagio morale, sì… per la maggior parte dei miei connazionali, incapaci di compiere quella reale differenza, poiché solitamente si mostrano omertosi, pecore, individui assoggettati in maniera subalterna a quanti – per ragioni diverse – si impongono loro o fanno valere quell’autorità.

Già… sono incapaci di alzare la testa e ancor meno di far valere le proprie ragioni, pur sapendo queste di essere giuste, continuano a restare lì “sottomessi”, dimenticando come la loro vita risulti ogni giorno più vacua, inutile, priva di contenuti, già… una vita sterile che scivola nel silenzio assoluto!!!

Ed allora permettetemi di riproporre alcune risposte date nell’intervista dal Procuratore:      

Ha fatto arrestare suoi compagni di classe?

«Sì, molti studenti erano figli di capimafia. Feci arrestare anche il mio compagno di giochi in campagna, quando andavo dagli zii, perché aveva un arsenale di armi».

Qualcuno le è rimasto impresso?

«Con un amico giocavamo sempre a pallone davanti a casa mia, in uno spiazzo di terra battuta, con vetri, chiodi. Quando tornavamo a casa dovevamo stare attenti a non zoppicare sennò erano botte, perché il gioco era tempo perso, bisognava solo studiare e se avanzava tempo andare nei campi ad accudire gli animali, mucche, capre, pecore, galline, conigli, tacchini, tutto quello che c’è in una piccola fattoria».

Cosa successe?

«Lui era emigrato a Torino con la famiglia. Molti anni dopo lo ritrovai su un veliero davanti alle coste di Miami con un carico di 800 chili di cocaina. In carcere mi impressionò la faccia, era bianco come la carta: le prigioni americane non sono come le italiane. “Mi sono rovinato la vita”, disse. Risposi che poteva ripartire da zero, bastava che collaborasse. Non collaborò».

Cosa vuol dire vivere sotto scorta? Ormai sono quasi 35 anni, dall’aprile del 1989.

«È pesante. Ci sono giorni in cui si soffre di più, viene la sindrome da soffocamento a non poter fare una passeggiata da soli, non poter andare in bicicletta, non uscire in moto. Penso di non fare un bagno al mare da 25 anni».

Dove trova la forza di fare questa vita?

«Nella convinzione che quello che faccio serve, è utile alla collettività. La libertà non è andare in bici o farsi un bagno al mare. La libertà è stare anche per un anno sotto una pietra, fermo, immobile, ma poi poter dire quello che si pensa e guardare tutti negli occhi».

Paura per sua moglie e i suoi figli?

«Certo, paura per tutti. Pure loro hanno la scorta. Hanno cercato di sequestrare uno dei miei figli, avevano programmato di simulare un incidente stradale per ammazzare l’altro».

Sono arrabbiati con lei? Non le hanno mai chiesto: perché non hai scelto un altro lavoro?

«All’inizio sì, ora cominciano a metabolizzare e capire che ho fatto cose importanti. Assieme ai miei colleghi abbiamo reso la Calabria, la nostra terra, più libera. Soprattutto abbiamo messo nella testa della gente il tarlo che si può cambiare. Infatti le denunce sono aumentate».

Di cosa è più orgoglioso?

«Sul piano morale, di aver ridato la speranza ai calabresi. Sul piano pratico, di aver costruito fisicamente la nuova Procura, la più bella d’Italia, in un convento del Quattrocento che stava cadendo a pezzi. Avevo iniziato a pensarlo il 16 maggio 2016, il giorno in cui mi sono insediato a Catanzaro. Sono andato a Roma a fare la questua e ho trovato i sette milioni e mezzo che servivano. È stata la prova che la Calabria non è la regione delle incompiute. E poi abbiamo costruito l’aula bunker più grande al mondo».

Domani comincia a Napoli. C’è chi già scommette su quanto durerà.

«Ma io ho un carattere molto forte. Per anni ho mangiato pane e veleno. Sono allenato al sacrificio, a qualsiasi tipo di stress».

Sua moglie non la seguirà: non aveva chiesto il trasferimento perché non credeva che avrebbe ottenuto l’incarico.

«È vero: a settembre non ha fatto la domanda di trasferimento perché, ha detto, “siccome ti bocciano sempre è meglio che rimango dove sto”. Insegna matematica a Locri».

Le è dispiaciuto di più non diventare ministro della Giustizia nel 2014 o procuratore nazionale antimafia nel 2022?

«Non sono attaccato alle poltrone. Per me è importante servire lo Stato. Non è retorica, ma mentre cammino nei corridoi della Procura se trovo luci accese in una stanza e non c’è nessuno io le spengo: e chi le ha lasciate accese sa che sono passato. Certo, bisognerebbe capire chi ha detto a Napolitano che non potevo fare il ministro: Renzi mi aveva dato carta bianca».

Se deve fare un regalo a sua moglie fa «bonificare» il negozio?

«Io non entro mai in un negozio. Anche per un caffè, entra prima uno dei miei, paga, e poi arriviamo noi e consumiamo. Altrimenti c’è sempre qualcuno che te lo vuole offrire».

Non ne ha mai accettato uno?

«Una volta con mia moglie, eravamo fidanzati, entrai al bar con la scorta e c’era il capomafia del paese con la sua scorta che voleva assolutamente offrirmi il caffè. E io: ma no lasci stare, che poi trovo delle cose su di voi e vi faccio arrestare. Lui insistette. Cinque mesi dopo nel carcere di Palmi il caffè gliel’ho offerto io».

È vero che ha rifiutato i biglietti per lo stadio che le aveva fatto recapitare De Laurentiis?

«Ho detto ai miei di ringraziare, ma non sono mai entrato in uno stadio, quindi ho chiesto di restituirli».

Avrebbe potuto regalarli.

«Chi deve andare alla partita paga il biglietto. Un magistrato guadagna bene».

Lei quanto guadagna?

«Io guadagno 7.400 euro».

E vale la pena fare questa vita per quei soldi?

«Quando ho iniziato guadagnavo un milione 350 mila lire al mese. Questo lavoro non si fa per i soldi. Se uno pensa di fare il magistrato e invidia chi ha la Ferrari doveva fare il concorso per notaio. Siamo privilegiati: guadagniamo tre volte lo stipendio di un impiegato».

Torniamo a Napoli. Quali sono le priorità?

«Intanto devo entrare in Procura e lo farò domani. Per prima cosa devo ascoltare tutti. Io faccio 4-5-10 riunioni in un giorno. Arrivo alle otto, esco alle 20, mangio sulla scrivania, non mi alzo finché non ho preso una decisione, mettendo a disposizione la mia esperienza».

Come ha preso la lettera della Camera Penale che le ha fatto «gli auguri più sinceri», ma avrebbe «preferito un profilo diverso, meno operativo militare»?

«Mi dispiace per loro che non hanno studiato le mie cose, la mia vita, non si sono informati da persone oneste su chi sono. Anche una corrente di magistrati ha sollevato obiezioni. Ma se a Catanzaro, dove sono da 7 anni, nessuno ha fatto domanda di trasferimento un motivo ci sarà. Eppure ci sono giovani da Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche».

I detrattori dicono che tutta la Calabria ha 2 milioni di abitanti e Napoli da sola 3 milioni.

«E quindi?».

Sarà in grado di gestire numeri così diversi?

«I miei predecessori venivano tutti da Procure più piccole di quella di Catanzaro».

Scrive tutti i libri con Antonio Nicaso: il prossimo, «Il Grifone», uscirà il 7 novembre per Mondadori e sarà il numero 23.

«Ho conosciuto Nicaso quando stavo preparando il concorso in magistratura e davo ripetizioni agli studenti a Caulonia. Abbiamo gli stessi valori. È emigrato in Canada perché in Calabria non riusciva a diventare giornalista, c’era sempre qualcuno più bravo di lui. Fratelli di sangue ce lo volle pubblicare solo Pellegrini Editore, tutti i grandi lo avevano rifiutato. Vendemmo 50 mila copie. Dopo ci volevano tutti».

Oggi è più potente la mafia, la ’ndrangheta o la camorra?

«La ’ndrangheta: è la più ricca e riesce a importare l’80 per cento della cocaina che arriva in Europa. Cosa Nostra da almeno 25 anni compra la cocaina dalla ’ndrangheta».

Cosa pensa di film e fiction a tema?

«Posso dire che Il Padrino è un capolavoro di musiche e immagini, ma quella famiglia non è mai esistita. E invece nell’immaginario collettivo siamo cresciuti con l’idea delle mafie che hanno un’etica e dei valori. Chi si sente uomo di cultura, deve porsi la domanda: ma l’effetto di questi film qual è? Se davanti alle scuole vediamo i ragazzini muoversi come i killer del film che hanno visto la sera prima, abbiamo creato danni e nessuna coscienza».

Indagherebbe di nuovo Lorenzo Cesa, la cui posizione nell’inchiesta poi fu stralciata?

«C’erano delle intercettazioni, poi dalle indagini abbiamo appurato che non c’erano stati contatti. Io non ho la sfera di cristallo».

Non si è pentito nemmeno della prefazione al libro negazionista di Bacco e Giorgianni?

«Sì, ha ragione, quello è stato un mio errore. Sono stato superficiale a fidarmi a fare la prefazione su un abstract. Ho chiesto scusa».

Avesse una bacchetta magica e potesse svegliarsi senza scorta, cosa farebbe?

«Mi comprerei una motocicletta. Quando ero ragazzo amavo tutti i motori».

Procuratore mi conceda quindi di fissare quest’immagine… 
Leggendo quest’ultima sua frase ho pensato di farle un regalo: sì… ho provato a coronare quel suo sogno attraverso una foto; l’intendo, è quello guardandola di suscitare in Lei un momento di spensieratezza, sì… per farla sorridere…

Con affetto, suo omonimo, Nicola. 

Vivere nella legalità??? Semplice, basta compiere ogni giorno piccoli gesti!!! Mi fa piacere osservare come anche il Procuratore Gratteri la pensi così….

Ho letto ieri di un intervista pubblicata sul Corriere della Sera al nuovo Procuratore Capo di Napoli e vorrei condividere con voi alcune risposte del magistrato, che fanno comprendere in modo semplice, come il più delle volte – nel compiere da cittadini il proprio dovere – basti realizzare quelle scelte corrette, anche se a volte difficili.

Ed è la ragione per la quale da tempo esprimo il mio disagio morale, sì… per la maggior parte dei miei connazionali, incapaci di compiere quella reale differenza, poiché solitamente si mostrano omertosi, pecore, individui assoggettati in maniera subalterna a quanti – per ragioni diverse – si impongono loro o fanno valere quell’autorità.

Già… sono incapaci di alzare la testa e ancor meno di far valere le proprie ragioni, pur sapendo queste di essere giuste, continuano a restare lì “sottomessi”, dimenticando come la loro vita risulti ogni giorno più vacua, inutile, priva di contenuti, già… una vita sterile che scivola nel silenzio assoluto!!!

Ed allora permettetemi di riproporre alcune risposte date nell’intervista dal Procuratore:      

Ha fatto arrestare suoi compagni di classe?

«Sì, molti studenti erano figli di capimafia. Feci arrestare anche il mio compagno di giochi in campagna, quando andavo dagli zii, perché aveva un arsenale di armi».

Qualcuno le è rimasto impresso?

«Con un amico giocavamo sempre a pallone davanti a casa mia, in uno spiazzo di terra battuta, con vetri, chiodi. Quando tornavamo a casa dovevamo stare attenti a non zoppicare sennò erano botte, perché il gioco era tempo perso, bisognava solo studiare e se avanzava tempo andare nei campi ad accudire gli animali, mucche, capre, pecore, galline, conigli, tacchini, tutto quello che c’è in una piccola fattoria».

Cosa successe?

«Lui era emigrato a Torino con la famiglia. Molti anni dopo lo ritrovai su un veliero davanti alle coste di Miami con un carico di 800 chili di cocaina. In carcere mi impressionò la faccia, era bianco come la carta: le prigioni americane non sono come le italiane. “Mi sono rovinato la vita”, disse. Risposi che poteva ripartire da zero, bastava che collaborasse. Non collaborò».

Cosa vuol dire vivere sotto scorta? Ormai sono quasi 35 anni, dall’aprile del 1989.

«È pesante. Ci sono giorni in cui si soffre di più, viene la sindrome da soffocamento a non poter fare una passeggiata da soli, non poter andare in bicicletta, non uscire in moto. Penso di non fare un bagno al mare da 25 anni».

Dove trova la forza di fare questa vita?

«Nella convinzione che quello che faccio serve, è utile alla collettività. La libertà non è andare in bici o farsi un bagno al mare. La libertà è stare anche per un anno sotto una pietra, fermo, immobile, ma poi poter dire quello che si pensa e guardare tutti negli occhi».

Paura per sua moglie e i suoi figli?

«Certo, paura per tutti. Pure loro hanno la scorta. Hanno cercato di sequestrare uno dei miei figli, avevano programmato di simulare un incidente stradale per ammazzare l’altro».

Sono arrabbiati con lei? Non le hanno mai chiesto: perché non hai scelto un altro lavoro?

«All’inizio sì, ora cominciano a metabolizzare e capire che ho fatto cose importanti. Assieme ai miei colleghi abbiamo reso la Calabria, la nostra terra, più libera. Soprattutto abbiamo messo nella testa della gente il tarlo che si può cambiare. Infatti le denunce sono aumentate».

Di cosa è più orgoglioso?

«Sul piano morale, di aver ridato la speranza ai calabresi. Sul piano pratico, di aver costruito fisicamente la nuova Procura, la più bella d’Italia, in un convento del Quattrocento che stava cadendo a pezzi. Avevo iniziato a pensarlo il 16 maggio 2016, il giorno in cui mi sono insediato a Catanzaro. Sono andato a Roma a fare la questua e ho trovato i sette milioni e mezzo che servivano. È stata la prova che la Calabria non è la regione delle incompiute. E poi abbiamo costruito l’aula bunker più grande al mondo».

Domani comincia a Napoli. C’è chi già scommette su quanto durerà.

«Ma io ho un carattere molto forte. Per anni ho mangiato pane e veleno. Sono allenato al sacrificio, a qualsiasi tipo di stress».

Sua moglie non la seguirà: non aveva chiesto il trasferimento perché non credeva che avrebbe ottenuto l’incarico.

«È vero: a settembre non ha fatto la domanda di trasferimento perché, ha detto, “siccome ti bocciano sempre è meglio che rimango dove sto”. Insegna matematica a Locri».

Le è dispiaciuto di più non diventare ministro della Giustizia nel 2014 o procuratore nazionale antimafia nel 2022?

«Non sono attaccato alle poltrone. Per me è importante servire lo Stato. Non è retorica, ma mentre cammino nei corridoi della Procura se trovo luci accese in una stanza e non c’è nessuno io le spengo: e chi le ha lasciate accese sa che sono passato. Certo, bisognerebbe capire chi ha detto a Napolitano che non potevo fare il ministro: Renzi mi aveva dato carta bianca».

Se deve fare un regalo a sua moglie fa «bonificare» il negozio?

«Io non entro mai in un negozio. Anche per un caffè, entra prima uno dei miei, paga, e poi arriviamo noi e consumiamo. Altrimenti c’è sempre qualcuno che te lo vuole offrire».

Non ne ha mai accettato uno?

«Una volta con mia moglie, eravamo fidanzati, entrai al bar con la scorta e c’era il capomafia del paese con la sua scorta che voleva assolutamente offrirmi il caffè. E io: ma no lasci stare, che poi trovo delle cose su di voi e vi faccio arrestare. Lui insistette. Cinque mesi dopo nel carcere di Palmi il caffè gliel’ho offerto io».

È vero che ha rifiutato i biglietti per lo stadio che le aveva fatto recapitare De Laurentiis?

«Ho detto ai miei di ringraziare, ma non sono mai entrato in uno stadio, quindi ho chiesto di restituirli».

Avrebbe potuto regalarli.

«Chi deve andare alla partita paga il biglietto. Un magistrato guadagna bene».

Lei quanto guadagna?

«Io guadagno 7.400 euro».

E vale la pena fare questa vita per quei soldi?

«Quando ho iniziato guadagnavo un milione 350 mila lire al mese. Questo lavoro non si fa per i soldi. Se uno pensa di fare il magistrato e invidia chi ha la Ferrari doveva fare il concorso per notaio. Siamo privilegiati: guadagniamo tre volte lo stipendio di un impiegato».

Torniamo a Napoli. Quali sono le priorità?

«Intanto devo entrare in Procura e lo farò domani. Per prima cosa devo ascoltare tutti. Io faccio 4-5-10 riunioni in un giorno. Arrivo alle otto, esco alle 20, mangio sulla scrivania, non mi alzo finché non ho preso una decisione, mettendo a disposizione la mia esperienza».

Come ha preso la lettera della Camera Penale che le ha fatto «gli auguri più sinceri», ma avrebbe «preferito un profilo diverso, meno operativo militare»?

«Mi dispiace per loro che non hanno studiato le mie cose, la mia vita, non si sono informati da persone oneste su chi sono. Anche una corrente di magistrati ha sollevato obiezioni. Ma se a Catanzaro, dove sono da 7 anni, nessuno ha fatto domanda di trasferimento un motivo ci sarà. Eppure ci sono giovani da Lombardia, Emilia-Romagna, Umbria, Marche».

I detrattori dicono che tutta la Calabria ha 2 milioni di abitanti e Napoli da sola 3 milioni.

«E quindi?».

Sarà in grado di gestire numeri così diversi?

«I miei predecessori venivano tutti da Procure più piccole di quella di Catanzaro».

Scrive tutti i libri con Antonio Nicaso: il prossimo, «Il Grifone», uscirà il 7 novembre per Mondadori e sarà il numero 23.

«Ho conosciuto Nicaso quando stavo preparando il concorso in magistratura e davo ripetizioni agli studenti a Caulonia. Abbiamo gli stessi valori. È emigrato in Canada perché in Calabria non riusciva a diventare giornalista, c’era sempre qualcuno più bravo di lui. Fratelli di sangue ce lo volle pubblicare solo Pellegrini Editore, tutti i grandi lo avevano rifiutato. Vendemmo 50 mila copie. Dopo ci volevano tutti».

Oggi è più potente la mafia, la ’ndrangheta o la camorra?

«La ’ndrangheta: è la più ricca e riesce a importare l’80 per cento della cocaina che arriva in Europa. Cosa Nostra da almeno 25 anni compra la cocaina dalla ’ndrangheta».

Cosa pensa di film e fiction a tema?

«Posso dire che Il Padrino è un capolavoro di musiche e immagini, ma quella famiglia non è mai esistita. E invece nell’immaginario collettivo siamo cresciuti con l’idea delle mafie che hanno un’etica e dei valori. Chi si sente uomo di cultura, deve porsi la domanda: ma l’effetto di questi film qual è? Se davanti alle scuole vediamo i ragazzini muoversi come i killer del film che hanno visto la sera prima, abbiamo creato danni e nessuna coscienza».

Indagherebbe di nuovo Lorenzo Cesa, la cui posizione nell’inchiesta poi fu stralciata?

«C’erano delle intercettazioni, poi dalle indagini abbiamo appurato che non c’erano stati contatti. Io non ho la sfera di cristallo».

Non si è pentito nemmeno della prefazione al libro negazionista di Bacco e Giorgianni?

«Sì, ha ragione, quello è stato un mio errore. Sono stato superficiale a fidarmi a fare la prefazione su un abstract. Ho chiesto scusa».

Avesse una bacchetta magica e potesse svegliarsi senza scorta, cosa farebbe?

«Mi comprerei una motocicletta. Quando ero ragazzo amavo tutti i motori».

Procuratore mi conceda quindi di fissare quest’immagine… 
Leggendo quest’ultima sua frase ho pensato di farle un regalo: sì… ho provato a coronare quel suo sogno attraverso una foto; l’intendo, è quello guardandola di suscitare in Lei un momento di spensieratezza, sì… per farla sorridere…

Con affetto, suo omonimo, Nicola. 

LA PAZIENZA HA UN LIMITE E QUEL LIMITE E’ LUNEDI 30 OTTOBRE ALLE ORE 09.00!!!

Ho ricevuto stasera un post interessante di una pagina social di  Facebook sul “Consorzio Rete Fognante”, un argomento che come sapete, ho in questi anni più volte trattato, ed è il motivo per cui stasera mi permetto di riportarne copia del contenuto pubblicato…

Inizia così:

In questi giorni, in cui ho avuto modo di leggere e sentire delle immense ca… ho preferito il silenzio, come sono solito fare da quando sono stato chiamato alla guida del CRF, girare lo sguardo sulle cose da fare, sui problemi da risolvere…

Si è appena conclusa una stagione che ha registrato presenze turistiche oltre ogni più rosea aspettativa per il nostro comprensorio. 

Presenze che, per quel che riguarda il CRF, si tramutano in maggiori reflui da depurare e tutto sommato, grazie anche al lodevole impegno degli uffici e delle maestranze, possiamo ritenerci più che soddisfatti di quanto fatto.

Adesso inizia la stagione della programmazione e della realizzazione di manutenzioni importanti per far sì che gli impianti mantengano livelli di efficienza ottimali. 

Abbiamo richiesto agli Uffici, che hanno già predisposto, perizie per manutenzioni (strutturali e meccaniche) per circa 600 mila euro ed è proprio notizia di qualche giorno fa che occorre intervenire su quadri ed impianti elettrici con una previsione di spesa che sfora 100 mila euro. 

A queste attività vanno ad aggiungersi ulteriori spese per il riconoscimento di debiti fuori bilancio ereditati dalle passate gestioni ed onorare quelli già riconosciuti.

Eppure, c’è chi fa lo struzzo! Infila la testa sotto la sabbia e non si cura di ciò che avviene intorno a lui.

L’Amministrazione Comunale, il Sindaco di Giardini Naxos da mesi gioca al nascondino sfuggendo da precisi obblighi e responsabilità finanziarie nei confronti del CRF.

A luglio ci siamo seduti intorno ad un tavolo ed alla presenza dei quattro Sindaci sono stati assunti precisi impegni per consentire al CRF di operare in condizioni di ordinaria tranquillità economica chiedendo, al tempo stesso, all’attuale “governance” di realizzare tutte quelle attività necessarie a far cessare l’applicazione del contratto di salvaguardia Enel. 

Com’è noto dal 1° dicembre 2023 il CRF sarà fuori dal contratto di salvaguardia con un risparmio di circa 600 mila euro/anno sul costo dell’energia.

I Comuni di Taormina, Letojanni e Castelmola hanno dato seguito agli impegni assunti trasferendo somme, sia sul debito pregresso che sulla competenza 2023, mentre il Comune di Giardini Naxos, purtroppo, dopo un primo versamento sul pregresso pari a circa 800 mila euro non ha più effettuato trasferimenti per i noti problemi tecnici (MANCATA PREVISIONE NEL BILANCIO PLURIENNALE!!)

Da mesi è in corso una fitta corrispondenza per trovare soluzioni, per evitare maggiori danni per il CRF e quindi per l’intero comprensorio, Giardini Naxos compresa, ma ad oggi non si registra alcuna novità. Vediamo, verifichiamo, ragioniamo prepariamo…. “IL NULLA”!

Da Presidente del CdA e quindi dell’Assemblea continuo, per evitare il peggio, a proporre l’approvazione per riconoscimenti di debiti f.b., a difendere l’Ente da richieste economiche surreali, a programmare interventi manutentivi di primaria importanza.

Tutte queste attività hanno un costo e non ritengo virtuoso procedere alla carlona  generando ulteriori debiti che un domani altri dovranno risanare e riconoscere con maggiori ed inutili costi per i cittadini dei Comuni consorziati.  

Nell’ennesimo tentativo di concordare TUTTI INSIEME modalità operative per gestire economicamente il Consorzio (dopo aver contattato i quattro Sindaci avendo ricevuto assenso e conferma della disponibilità da ciascuno di loro) ho convocato una riunione per lunedì 30 ottobre alle ore 10.00 presso il CRF.

Stamattina telefonicamente vengo avvertito (NON DAL DIRETTO INTERESSATO), di una possibile richiesta di rinvio, l’ennesima in questi mesi, da parte del Sindaco di Giardini Naxos per la concomitanza del Consiglio Comunale per le ore 10.30 del 30 ottobre.

Ebbene per opportuna notizia caro Sindaco non ho l’anello al naso! Potrà averne conferma da amici comuni che mi conoscono abbastanza bene e da tempo! 

LA PAZIENZA HA UN LIMITE E QUEL LIMITE E’ LUNEDI 30 OTTOBRE ALLE ORE 09.00 (anticipando di 90 minuti i suoi presunti impegni in Consiglio Comunale) ed in quella sede è bene che venga con dati e tempi precisi per assolvere agli impegni assunti a luglio e ad oggi in buona parte disattesi!

PS: A chi cerca di dipingermi come un avversario, un nemico, della “MIA” Giardini Naxos dico che i veri NEMICI della comunità sono coloro che mancano, tradiscono, la parola data!

LA PAZIENZA HA UN LIMITE E QUEL LIMITE E’ LUNEDI 30 OTTOBRE ALLE ORE 09.00!!!

Ho ricevuto stasera un post interessante di una pagina social di  Facebook sul “Consorzio Rete Fognante”, un argomento che come sapete, ho in questi anni più volte trattato, ed è il motivo per cui stasera mi permetto di riportarne copia del contenuto pubblicato…

Inizia così:

In questi giorni, in cui ho avuto modo di leggere e sentire delle immense ca… ho preferito il silenzio, come sono solito fare da quando sono stato chiamato alla guida del CRF, girare lo sguardo sulle cose da fare, sui problemi da risolvere…

Si è appena conclusa una stagione che ha registrato presenze turistiche oltre ogni più rosea aspettativa per il nostro comprensorio. 

Presenze che, per quel che riguarda il CRF, si tramutano in maggiori reflui da depurare e tutto sommato, grazie anche al lodevole impegno degli uffici e delle maestranze, possiamo ritenerci più che soddisfatti di quanto fatto.

Adesso inizia la stagione della programmazione e della realizzazione di manutenzioni importanti per far sì che gli impianti mantengano livelli di efficienza ottimali. 

Abbiamo richiesto agli Uffici, che hanno già predisposto, perizie per manutenzioni (strutturali e meccaniche) per circa 600 mila euro ed è proprio notizia di qualche giorno fa che occorre intervenire su quadri ed impianti elettrici con una previsione di spesa che sfora 100 mila euro. 

A queste attività vanno ad aggiungersi ulteriori spese per il riconoscimento di debiti fuori bilancio ereditati dalle passate gestioni ed onorare quelli già riconosciuti.

Eppure, c’è chi fa lo struzzo! Infila la testa sotto la sabbia e non si cura di ciò che avviene intorno a lui.

L’Amministrazione Comunale, il Sindaco di Giardini Naxos da mesi gioca al nascondino sfuggendo da precisi obblighi e responsabilità finanziarie nei confronti del CRF.

A luglio ci siamo seduti intorno ad un tavolo ed alla presenza dei quattro Sindaci sono stati assunti precisi impegni per consentire al CRF di operare in condizioni di ordinaria tranquillità economica chiedendo, al tempo stesso, all’attuale “governance” di realizzare tutte quelle attività necessarie a far cessare l’applicazione del contratto di salvaguardia Enel. 

Com’è noto dal 1° dicembre 2023 il CRF sarà fuori dal contratto di salvaguardia con un risparmio di circa 600 mila euro/anno sul costo dell’energia.

I Comuni di Taormina, Letojanni e Castelmola hanno dato seguito agli impegni assunti trasferendo somme, sia sul debito pregresso che sulla competenza 2023, mentre il Comune di Giardini Naxos, purtroppo, dopo un primo versamento sul pregresso pari a circa 800 mila euro non ha più effettuato trasferimenti per i noti problemi tecnici (MANCATA PREVISIONE NEL BILANCIO PLURIENNALE!!)

Da mesi è in corso una fitta corrispondenza per trovare soluzioni, per evitare maggiori danni per il CRF e quindi per l’intero comprensorio, Giardini Naxos compresa, ma ad oggi non si registra alcuna novità. Vediamo, verifichiamo, ragioniamo prepariamo…. “IL NULLA”!

Da Presidente del CdA e quindi dell’Assemblea continuo, per evitare il peggio, a proporre l’approvazione per riconoscimenti di debiti f.b., a difendere l’Ente da richieste economiche surreali, a programmare interventi manutentivi di primaria importanza.

Tutte queste attività hanno un costo e non ritengo virtuoso procedere alla carlona  generando ulteriori debiti che un domani altri dovranno risanare e riconoscere con maggiori ed inutili costi per i cittadini dei Comuni consorziati.  

Nell’ennesimo tentativo di concordare TUTTI INSIEME modalità operative per gestire economicamente il Consorzio (dopo aver contattato i quattro Sindaci avendo ricevuto assenso e conferma della disponibilità da ciascuno di loro) ho convocato una riunione per lunedì 30 ottobre alle ore 10.00 presso il CRF.

Stamattina telefonicamente vengo avvertito (NON DAL DIRETTO INTERESSATO), di una possibile richiesta di rinvio, l’ennesima in questi mesi, da parte del Sindaco di Giardini Naxos per la concomitanza del Consiglio Comunale per le ore 10.30 del 30 ottobre.

Ebbene per opportuna notizia caro Sindaco non ho l’anello al naso! Potrà averne conferma da amici comuni che mi conoscono abbastanza bene e da tempo! 

LA PAZIENZA HA UN LIMITE E QUEL LIMITE E’ LUNEDI 30 OTTOBRE ALLE ORE 09.00 (anticipando di 90 minuti i suoi presunti impegni in Consiglio Comunale) ed in quella sede è bene che venga con dati e tempi precisi per assolvere agli impegni assunti a luglio e ad oggi in buona parte disattesi!

PS: A chi cerca di dipingermi come un avversario, un nemico, della “MIA” Giardini Naxos dico che i veri NEMICI della comunità sono coloro che mancano, tradiscono, la parola data!

Makè Gelato: da Certaldo a Palermo parte la sfida…

Si chiama “Sherbeth” e rappresenta il più grande Festival Internazionale del Gelato Artigianale, una sfida tra maestri del gelato che dal 27 al 29 Ottobre, daranno spettacolo della loro bravura a Palermo in Piazza Castelnuovo… 

I Maestri del gelato si sfideranno durante il “Sherbeth Festival” al concorso Francesco Procopio Cutò.

A decretare il vincitore del premio per il miglior gelato artigianale, sarà una giuria tecnica composta da:

Presidente – Stefano Predieri, Responsabile CNR IBIMET Bologna

Presidente Onorario – Vincenzo Lenci, Maestro Gelatiere

Michele Fino, professore Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo 

Paolo Marchi, Giornalista Identità Golose

Alberto Lupini, Direttore Italia a Tavola

Maria Rosaria Bruno, Fine Dining Lovers

Danielle Mitzman, Giornalista BBC

Non conosco i partecipanti o meglio ne conosco soltanto uno, Marco battaglia ed è quello per cui faccio il tifo…

Non sa che stasera faccio questo post, ma frequento la sua gelateria da oltre cinque mesi…

Si trova a Certaldo in Piazza Boccaccio, è posta quasi sotto casa, il nome??? Makè Gelato… e debbo dire che non vi è nome più azzeccato!!!

Sono poche le gelaterie che nella mia vita mi hanno entusiasmato, sì… si tratta di qualcosa di unico, indescrivibile, perché da loro – sì perché Marco ha un socio di cui ora non ricordo il nome – si prova qualcosa di particolare, non si tratta di semplice gelato, no… è qualcosa in più, quel senso di meraviglia, già che attraverso il gusto apre tutti i sensi…

Da Makè Gelato, non si gusta un semplice gelato, si va detto… vi sono pure i classici gusti, ma la differenza si nota subito, perché da loro si fa tutto artigianalmente, niente prodotti artificiali e cioè niente di quello che la maggior parte usa…

Poi… se passate ai loro gusti unici, allora sì che rimarrete senza parole!!!

“Cipolla carammellata”, “Gelato di viola”, “Caramello al sale” e poi il mio preferito “Malaga” con all’interno rum, sono solo alcuni nomi, ma non saprei come descriverli, sono talmente buoni che almeno una volta al giorno (a volte anche più di una volta…) mi ritrovo seduto lì dinnanzi a gustarli…

 Ah… naturalmente un plauso va fatta anche alle loro collaboratrici, sempre gentili e cortesi, disponibili a farci assaggiare i loro nuovi gusti che poi vengono completati – in particolare quando realizzati per i bimbi – con tutta una serie di dolciumi sopra…

Marco, so bene che ci saranno concorrenti agguerriti e sicuramente altrettanto bravi e mi dispiace non poter essere lì ad assaggiare tutti quei meravigliosi gelati…

Mi fa piacere che nella mia terra si promuovono iniziative così interessanti e spero che queste potranno ripetersi anche nei prossimi anni, non solo per integrare profumi e ingredienti di regioni diverse, ma per unire sotto un’unica parola “gelato”, le differenze che purtroppo ancora esistono tra nord e sud…

Per fortuna che qui a Certaldo siamo come a casa e poi, dinnanzi a qualsivoglia problema che dovesse presentarsi, ci basterà recarci in piazza, prendersi un gelato ed ecco che alla fine, si ritorna nuovamente amici…

Marco, non so se riuscirai a vincere, come si dice “l’importante è partecipare“, ma sappi sin d’ora, che – comunque finisca – per me la tua gelateria resta la migliore fino ad oggi conosciuta…

Cosa aggiungere: In bocca al lupo… e un abbraccio forte per la mia adorata Palermo!!! 

Makè Gelato: da Certaldo a Palermo parte la sfida…

Si chiama “Sherbeth” e rappresenta il più grande Festival Internazionale del Gelato Artigianale, una sfida tra maestri del gelato che dal 27 al 29 Ottobre, daranno spettacolo della loro bravura a Palermo in Piazza Castelnuovo… 

I Maestri del gelato si sfideranno durante il “Sherbeth Festival” al concorso Francesco Procopio Cutò.

A decretare il vincitore del premio per il miglior gelato artigianale, sarà una giuria tecnica composta da:

Presidente – Stefano Predieri, Responsabile CNR IBIMET Bologna

Presidente Onorario – Vincenzo Lenci, Maestro Gelatiere

Michele Fino, professore Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo 

Paolo Marchi, Giornalista Identità Golose

Alberto Lupini, Direttore Italia a Tavola

Maria Rosaria Bruno, Fine Dining Lovers

Danielle Mitzman, Giornalista BBC

Non conosco i partecipanti o meglio ne conosco soltanto uno, Marco Battaglia ed è quello per cui faccio il tifo…

Non sa che stasera sto per scrivere questo post, ma frequento la sua gelateria da oltre cinque mesi…

Si trova a Certaldo in Piazza Boccaccio, è posta quasi sotto casa, il nome??? Makè Gelato… e debbo dire che non vi è nome più azzeccato!!!

Sono poche le gelaterie che nella mia vita mi hanno entusiasmato, sì… si tratta di qualcosa di unico, indescrivibile, perché da loro – sì perché Marco ha un socio di nome Andrea – si prova qualcosa di particolare, non si tratta di semplice gelato, no… è qualcosa in più, quel senso di meraviglia, già che attraversa il gusto e apre i sensi…

Da Makè Gelato, non si gusta un semplice gelato, si va oltre…, certo, vi sono anche i gusti classici, quelli risaputi, ma la differenza si nota subito, perché da loro si fa tutto artigianalmente, niente prodotti artificiali e ancor meno chimici, già a differenza della concorrenza…

Poi… se passate ad assaggiare quei loro gusti unici, allora sì… che rimarrete senza parole!!!

“Cipolla carammellata”, “Gelato di viola”, “Caramello al sale” e poi il mio preferito “Malaga” con all’interno rum, sono solo alcuni nomi di quei gusti, ma non saprei come descriverli, sono talmente buoni che almeno una volta al giorno (a volte anche più di una volta…) mi ritrovo seduto lì dinnanzi a gustarli…

Ah… naturalmente un plauso va fatta anche alle loro collaboratrici, sempre gentili e cortesi, disponibili a farci assaggiare i nuovi gusti che poi vengono completati – in particolare quando preparati per i bimbi – con tutta una serie di dolciumi sopra…

Marco, so bene che ci saranno concorrenti agguerriti e sicuramente altrettanto bravi e mi dispiace non poter essere lì ad assaggiare tutti quei meravigliosi gelati…

Mi fa piacere comunque che nella mia terra si promuovono iniziative così interessanti e spero che queste potranno ripetersi anche nei prossimi anni, non solo per integrare i profumi e gli ingredienti di regioni diverse, ma per unire sotto un’unica parola “gelato”, le differenze che purtroppo ancora esistono da nord a sud…

Per fortuna che qui a Certaldo siamo come a casa e poi come dico sempre, dinnanzi a qualsivoglia problema dovesse presentarsi, ci basterà semplicemente recarci in piazza, prendersi un gelato ed che alla fine, si ritornerà nuovamente amici…

Marco, non so se riuscirai a vincere, come si dice “l’importante è partecipare“, ma sappi sin d’ora, che – comunque finisca – per me, la tua gelateria resta la migliore fino ad oggi conosciuta…

Cosa aggiungere: In bocca al lupo… e da “catanese”, un abbraccio forte alla mia adorata Palermo!!! 

"Ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un dovere morale, una responsabilità, un imperativo etico. Non possiamo tacere!"

“Ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un dovere morale, una responsabilità, un imperativo etico. Non possiamo tacere!”. Sono le parole iniziali dell’intervento di don Luigi Ciotti, alla manifestazione “La Via Maestra” e ancora: “La nostra Costituzione è il primo vero testo antimafia. La mafia non solo è quella delle armi, delle bombe, degli omicidi, ma anche quella dei privilegi, degli abusi, della corruzione. E’ la mafia dei poteri, la mafia di quella finanza sporca, spesso insanguinata.”

Uniamo le nostre forze per diventare una forza etica, sociale, culturale e politica come servizio per il bene comune.

 

"Ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un dovere morale, una responsabilità, un imperativo etico. Non possiamo tacere!"

“Ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un dovere morale, una responsabilità, un imperativo etico. Non possiamo tacere!”. Sono le parole iniziali dell’intervento di don Luigi Ciotti, alla manifestazione “La Via Maestra” e ancora: “La nostra Costituzione è il primo vero testo antimafia. La mafia non solo è quella delle armi, delle bombe, degli omicidi, ma anche quella dei privilegi, degli abusi, della corruzione. E’ la mafia dei poteri, la mafia di quella finanza sporca, spesso insanguinata.”

Uniamo le nostre forze per diventare una forza etica, sociale, culturale e politica come servizio per il bene comune.

 

Le truffe e i raggiri sono ovunque, ma sono pochi coloro che riescono a scovarli!!!

Sono fermamente convinto che il miglior contrasto che si possa compiere nei confronti del malaffare in questo nostro Paese, può essere raggiunto soltanto se all’azione repressiva da parte dello Stato, si accompagnino interventi mirati tesi a garantire i diritti fondamentali dei cittadini, perché naturale che ove non si riesca, risulta inevitabile non solo la scarsa cooperazione di quest’ultimi, ma anche la perdita di credibilità dello Stato!!!

D’altronde di una cosa mi sono convinto, le truffe e i raggiri, viaggiano a una velocità doppia rispetto a quella dello Stato; quei meccanismi elusivi ed illegali, sono organizzati affinché nessuno li scopra o quantomeno non in tempi celeri e quasi sempre dopo che il sistema fraudolento abbia portato milioni e milioni di euro in tasca a quei malfattori…

Come scritto più volte, l’obiettivo di quelle attività illegali, non è più rappresentato dal conseguimento di liquidità, ma ormai si estende ovunque, soprattutto nell’acquisizione di proprietà, in particolare di società in difficoltà. 

Sì… abbiamo visto subito cme dopo la pandemia l’intreccio tra usura ed estorsione abbia modificato quei rapporti tra imprese e criminalità organizzata: alcuni anni fa, per far fronte alle richieste di pagamento di un “pizzo” si ricorreva all’usuraio; altre volte era lo stesso usuraio a ricorrere alla violenza per impossessarsi di quell’attività commerciale, come corrispettivo degli interessi illegali maturati.

Non si tratta di voler produrre reddito con quelle nuove attività d’impresa, no… l’acquisizione di quelle aziende cosiddette “limpide”, servono alle associazioni criminali, per realizzare alti investimenti redditizi, ma soprattutto per riciclare denaro proveniente dai traffici illeciti. 

Va detto comunque che l’attività criminale costituisce solo in parte il malaffare di questo paese, perché poi vi è tutta una gestione d’impresa definita “lecita”, che opera furtivamente in ambiti regolari, a prima vista quella loro gestione sembra risultare conforme con quanto richiesto dalla legge, ed è proprio lì la loro bravura, far passare per lecito ciò che non è!!!  

Già li vedo, centinaia di agenti di polizia che studiano documenti ufficiali cercando con il loro operato di trovare un indizio che faccia emergere qualche traccia di malaffare; provano ad individuare quelle compiute procedure equivoche, ma niente, non si trova nulla, già… nulla  di poco trasparente o di oscuro, tutto risulta perfetto!!!

Cosa dire… sta proprio lì la bravura del lestofante, fare in modo che tutto sembri chiaro, evidente, egli come un bravo prestigiatore è riuscito a camuffare la truffa e il raggiro, con una semplice illusione ha effettuato la sparizione del denaro che ora è finita nei meandri di una contabilità celata parallela… 

E’ incredibile come tutto ciò possa avvenire sotto gli occhi di tutti e va beh… bisogna anche dare merito a quei soggetti, capaci di realizzare quelle forme fraudolente, d’altronde chi dovrebbe aiutare a far scoprire quegli intrecci, ormai ha perso interesse, d’altronde lo Stato ha dimostrato in più di un’occasione di non saper proteggere quei suoi coraggiosi cittadini, anzi viceversa li ha messi alla mercè di quello stesso sistema corrotto al quale si erano rivoltati!!!

Ed allora rivolgendo la mia attenzione a questo nostro Stato e soprattutto ai suoi uomini istituzionali vorrei dire: truffe, raggiri, sono lì dinnanzi; ma tocca a Voi, senza più noi… scoprirli!!!

Con affetto…  

Le truffe e i raggiri sono ovunque, ma sono pochi coloro che riescono a scovarli!!!

Sono fermamente convinto che il miglior contrasto che si possa compiere nei confronti del malaffare in questo nostro Paese, può essere raggiunto soltanto se all’azione repressiva da parte dello Stato, si accompagnino interventi mirati tesi a garantire i diritti fondamentali dei cittadini, perché naturale che ove non si riesca, risulta inevitabile non solo la scarsa cooperazione di quest’ultimi, ma anche la perdita di credibilità dello Stato!!!

D’altronde di una cosa mi sono convinto, le truffe e i raggiri, viaggiano a una velocità doppia rispetto a quella dello Stato; quei meccanismi elusivi ed illegali, sono organizzati affinché nessuno li scopra o quantomeno non in tempi celeri e quasi sempre dopo che il sistema fraudolento abbia portato milioni e milioni di euro in tasca a quei malfattori…

Come scritto più volte, l’obiettivo di quelle attività illegali, non è più rappresentato dal conseguimento di liquidità, ma ormai si estende ovunque, soprattutto nell’acquisizione di proprietà, in particolare di società in difficoltà. 

Sì… abbiamo visto subito cme dopo la pandemia l’intreccio tra usura ed estorsione abbia modificato quei rapporti tra imprese e criminalità organizzata: alcuni anni fa, per far fronte alle richieste di pagamento di un “pizzo” si ricorreva all’usuraio; altre volte era lo stesso usuraio a ricorrere alla violenza per impossessarsi di quell’attività commerciale, come corrispettivo degli interessi illegali maturati.

Non si tratta di voler produrre reddito con quelle nuove attività d’impresa, no… l’acquisizione di quelle aziende cosiddette “limpide”, servono alle associazioni criminali, per realizzare alti investimenti redditizi, ma soprattutto per riciclare denaro proveniente dai traffici illeciti. 

Va detto comunque che l’attività criminale costituisce solo in parte il malaffare di questo paese, perché poi vi è tutta una gestione d’impresa definita “lecita”, che opera furtivamente in ambiti regolari, a prima vista quella loro gestione sembra risultare conforme con quanto richiesto dalla legge, ed è proprio lì la loro bravura, far passare per lecito ciò che non è!!!  

Già li vedo, centinaia di agenti di polizia che studiano documenti ufficiali cercando con il loro operato di trovare un indizio che faccia emergere qualche traccia di malaffare; provano ad individuare quelle compiute procedure equivoche, ma niente, non si trova nulla, già… nulla  di poco trasparente o di oscuro, tutto risulta perfetto!!!

Cosa dire… sta proprio lì la bravura del lestofante, fare in modo che tutto sembri chiaro, evidente, egli come un bravo prestigiatore è riuscito a camuffare la truffa e il raggiro, con una semplice illusione ha effettuato la sparizione del denaro che ora è finita nei meandri di una contabilità celata parallela… 

E’ incredibile come tutto ciò possa avvenire sotto gli occhi di tutti e va beh… bisogna anche dare merito a quei soggetti, capaci di realizzare quelle forme fraudolente, d’altronde chi dovrebbe aiutare a far scoprire quegli intrecci, ormai ha perso interesse, d’altronde lo Stato ha dimostrato in più di un’occasione di non saper proteggere quei suoi coraggiosi cittadini, anzi viceversa li ha messi alla mercè di quello stesso sistema corrotto al quale si erano rivoltati!!!

Ed allora rivolgendo la mia attenzione a questo nostro Stato e soprattutto ai suoi uomini istituzionali vorrei dire: truffe, raggiri, sono lì dinnanzi; ma tocca a Voi, senza più noi… scoprirli!!!

Con affetto…  

Retrofront sul caso Saguto…

Dopo quanto pubblicato ieri, la Procura generale di Caltanissetta ha ritenuto esecutiva una parte della sentenza emessa ieri dalla Cassazione, che però aveva disposto il rinvio di una parte delle condanne, disponendo un nuovo processo d’appello.

La guardia di finanza quindi su ordine della Procura generale di Caltanissetta, ha arrestato e portato al carcere Pagliarelli l’ex giudice Silvana Saguto ed il marito…

Ho letto sul web che in base alle prime informazioni disponibili, i magistrati nisseni avrebbero ritenuto definitiva e quindi esecutiva una parte della condanna della coppia, che supera i 4 anni e che dunque determina la reclusione. 

All’ex giudice Saguto erano stati inflitti in secondo grado 8 anni e 10 mesi mentre al marito 6 anni e 2 mesi, più o meno eguali le condanne per gli altri imputati…

Ovviamente gli ordini di esecuzione hanno sorpreso tutti, compresi gli stessi difensori, perché gli imputati avrebbero potuto essere arrestati già ieri pomeriggio, subito dopo la lettura della sentenza, dopo cioè aver preso visione del complesso dispositivo emesso dalla Suprema Corte, che disponeva comunque per alcuni capi d’imputazione un nuovo processo…

Quindi, sembrava sfumata quantomeno la possibilità che qualcuno finisse in carcere, viceversa la Procura generale di Caltanissetta ha considerato definitiva una parte delle condanne per corruzione, per le quali la pena era stata quindi già determinata.

Ed ecco quindi il colpo di scena, che ha portato all’arresto dell’ex giudice Saguto e di suo marito…

Permettetemi un pensiero, la vicenda beni confiscati in generale, ha rappresentato – lo dico per esperienza diretta – il più grande fallimento dello Stato!!! D’altronde se si esaminassero in dettaglio tutti i procedimenti compiuti in altre realtà non solo regionali, ma anche nazionali, emergerebbe come quel sistema fosse in se corruttivo, clientelare, basato prettamente sulla nozione mercantile di “dare ed avere” e sono pochi i giudici a non aver beneficiato di quella gestione, di quei loro amici incaricati come “amministratori giudiziari”, ma aggiungerei anche molti di quei soggetti “interdetti”, che di fatto, grazie a quegli uomini e donne dello Stato, hanno potuto godere di una gestione di sequestro e/o confisca alquanto ridicola!!!

La Saguto ha rappresentato eventualmente la punta dell’Iceberg, ma la montagna che sta sotto di essa è ancora lì, unita, tutta intera e non prova minimamente a liquefarsi!!!

Retrofront sul caso Saguto…

Dopo quanto pubblicato ieri, la Procura generale di Caltanissetta ha ritenuto esecutiva una parte della sentenza emessa ieri dalla Cassazione, che però aveva disposto il rinvio di una parte delle condanne, disponendo un nuovo processo d’appello.

La guardia di finanza quindi su ordine della Procura generale di Caltanissetta, ha arrestato e portato al carcere Pagliarelli l’ex giudice Silvana Saguto ed il marito…

Ho letto sul web che in base alle prime informazioni disponibili, i magistrati nisseni avrebbero ritenuto definitiva e quindi esecutiva una parte della condanna della coppia, che supera i 4 anni e che dunque determina la reclusione. 

All’ex giudice Saguto erano stati inflitti in secondo grado 8 anni e 10 mesi mentre al marito 6 anni e 2 mesi, più o meno eguali le condanne per gli altri imputati…

Ovviamente gli ordini di esecuzione hanno sorpreso tutti, compresi gli stessi difensori, perché gli imputati avrebbero potuto essere arrestati già ieri pomeriggio, subito dopo la lettura della sentenza, dopo cioè aver preso visione del complesso dispositivo emesso dalla Suprema Corte, che disponeva comunque per alcuni capi d’imputazione un nuovo processo…

Quindi, sembrava sfumata quantomeno la possibilità che qualcuno finisse in carcere, viceversa la Procura generale di Caltanissetta ha considerato definitiva una parte delle condanne per corruzione, per le quali la pena era stata quindi già determinata.

Ed ecco quindi il colpo di scena, che ha portato all’arresto dell’ex giudice Saguto e di suo marito…

Permettetemi un pensiero, la vicenda beni confiscati in generale, ha rappresentato – lo dico per esperienza diretta – il più grande fallimento dello Stato!!! D’altronde se si esaminassero in dettaglio tutti i procedimenti compiuti in altre realtà non solo regionali, ma anche nazionali, emergerebbe come quel sistema fosse in se corruttivo, clientelare, basato prettamente sulla nozione mercantile di “dare ed avere” e sono pochi i giudici a non aver beneficiato di quella gestione, di quei loro amici incaricati come “amministratori giudiziari”, ma aggiungerei anche molti di quei soggetti “interdetti”, che di fatto, grazie a quegli uomini e donne dello Stato, hanno potuto godere di una gestione di sequestro e/o confisca alquanto ridicola!!!

La Saguto ha rappresentato eventualmente la punta dell’Iceberg, ma la montagna che sta sotto di essa è ancora lì, unita, tutta intera e non prova minimamente a liquefarsi!!!

Ex giudice Saguto: dovranno essere rideterminate le pene!!!

I giudici della sesta sezione penale della Cassazione hanno rinviato alla corte d’Appello di Caltanissetta il processo che vede imputata l’ex giudice Silvana Saguto, già presidente del tribunale per le misure di prevenzione di Palermo, insieme ad altri 11 imputati, tutti accusati di corruzione e concussione per lo scandalo della gestione dei beni confiscati. 

I giudici d’Appello dovranno rideterminare le pene a cui erano stati condannati gli imputati. 

Secondo i giudici della Suprema Corte, alcuni reati contestati nei capi d’imputazione sarebbero già prescritti e pertanto le pene vanno rideterminate. 

Il Procuratore Generale della Suprema Corte, Simone Perelli, durante la requisitoria aveva chiesto di confermare la condanna a 8 anni e 10 mesi di carcere per Saguto emessa dalla corte d’Appello, ma di assolverla, “perché il fatto non sussiste“, per i tre capi di imputazione sulla rivelazione del segreto d’ufficio. 

Nel processo sono imputati anche l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, ex amministratore giudiziario per i beni confiscati che in Appello era stato condannato a 7 anni e 7 mesi, il professor Carmelo Provenzano, già condannato a 6 anni e 10 mesi, e per il commercialista Roberto Santangelo che in secondo grado aveva ricevuto una condanna a 4 anni e 2 mesi. 

Il Pg aveva chiesto la conferma anche per l’ex Prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, già condannata a 3 anni.

Ex giudice Saguto: dovranno essere rideterminate le pene!!!

I giudici della sesta sezione penale della Cassazione hanno rinviato alla corte d’Appello di Caltanissetta il processo che vede imputata l’ex giudice Silvana Saguto, già presidente del tribunale per le misure di prevenzione di Palermo, insieme ad altri 11 imputati, tutti accusati di corruzione e concussione per lo scandalo della gestione dei beni confiscati. 

I giudici d’Appello dovranno rideterminare le pene a cui erano stati condannati gli imputati. 

Secondo i giudici della Suprema Corte, alcuni reati contestati nei capi d’imputazione sarebbero già prescritti e pertanto le pene vanno rideterminate. 

Il Procuratore Generale della Suprema Corte, Simone Perelli, durante la requisitoria aveva chiesto di confermare la condanna a 8 anni e 10 mesi di carcere per Saguto emessa dalla corte d’Appello, ma di assolverla, “perché il fatto non sussiste“, per i tre capi di imputazione sulla rivelazione del segreto d’ufficio. 

Nel processo sono imputati anche l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, ex amministratore giudiziario per i beni confiscati che in Appello era stato condannato a 7 anni e 7 mesi, il professor Carmelo Provenzano, già condannato a 6 anni e 10 mesi, e per il commercialista Roberto Santangelo che in secondo grado aveva ricevuto una condanna a 4 anni e 2 mesi. 

Il Pg aveva chiesto la conferma anche per l’ex Prefetto di Palermo Francesca Cannizzo, già condannata a 3 anni.

La pace non è solo l’assenza di guerra, ma il rispetto della diversità e la condivisione della solidarietà!!! A differenza dell’uomo, l’IA ha compreso cosa fare…

La pace non è semplicemente l’assenza di conflitto armato, ma anche un concetto più ampio che coinvolge il rispetto della diversità, la giustizia sociale e la condivisione della solidarietà tra le persone e le nazioni. 

Si sa… la pace può essere raggiunta quando le persone lavorano insieme per risolvere i loro conflitti in modo pacifico, rispettando le differenze culturali, religiose e sociali e impegnandosi a costruire un mondo più equo e armonioso. 

Questo è un messaggio importante per promuovere la comprensione e la cooperazione tra le persone di tutto il mondo.

La convivenza pacifica tra due popoli con grandi differenze culturali, religiose, linguistiche, storiche e finanziarie può essere certamente una sfida complessa, ma è possibile raggiungerla attraverso sforzi concertati e strategie a lungo termine. 

Certo, vi sono alcuni approcci che possono aiutare a raggiungere l’obbiettivo, ad esempio il dialogo e la comprensione…

Il primo passo ad esempio per affrontare le differenze è promuovere il dialogo aperto, questo può includere incontri tra leader comunitari, gruppi di discussione interculturali e programmi educativi per sensibilizzare alla diversità.

L’uso inoltre di mediatori neutri può essere utile per affrontare i conflitti tra i due gruppi; la mediazione difatti, aiuta a trovare soluzioni pacifiche e negoziate ai problemi.

Un sistema giuridico inoltre protegge i diritti umani e garantisce l’uguaglianza ed è fondamentale per garantire la convivenza pacifica. Difatti, condannare leggi anti-discriminazione e porre meccanismi per affrontare le violazioni dei diritti, può certamente contribuire a costruire un ambiente più giusto…

E’ fondamentale creare programmi educativi e scambi culturali, questi potranno aiutare a ridurre i pregiudizi e a promuovere la comprensione reciproca. Scuole e istituzioni accademiche possono svolgere un ruolo chiave in questo processo.

Ed ancora… la collaborazione economica; essa può essere un incentivo per due popoli a lavorare insieme: progetti economici condivisi, investimenti reciproci e partnership commerciali possono favorire la stabilità e la prosperità.

In questo le organizzazioni internazionali ed i mediatori esterni potranno svolgere un ruolo importante nella facilitazione del dialogo e nella promozione della pace. L’intervento di terze parti può essere necessario in situazioni di conflitto prolungato.

Promuovere una cultura della pace è essenziale, questo implica educare alla non violenza, alla tolleranza e al rispetto delle differenze, sia nelle scuole che nelle comunità.

È importante notare come la convivenza pacifica richieda tempo e impegno da entrambe le parti, non vi sono soluzioni rapide o facili, ma attraverso la comprensione e lo sforzo continuo, è possibile costruire relazioni armoniose tra i popoli anche con differenze significative.

Certo qualcuno potrebbe obiettare: ma se l’odio di uno schieramento prevale, cosa si può fare per ristabilire l’ordine e la convivenza?

Ecco, in questi casi è importante comprendere come la situazione debba richiedere più tempo e maggiore perseveranza; purtroppo, non esiste una soluzione universale per tutti i problemi, ogni situazione è unica e necessita un approccio adattato alla circostanza. 

Giungere ad una convivenza pacifica richiederà un impegno costante, assiduo, da parte non solo di quelle parti coinvolte, ma anche da chi si trova al di fuori del conflitto, poiché solo attraverso il sostegno di tutti e con uno sforzo collettivo, si potrà ristabilire l’ordine eliminando definitivamente quell’odio che da sempre ha saputo alimentare ostilità e intolleranza tra quei due popoli attigui… 

La pace non è solo l'assenza di guerra, ma il rispetto della diversità e la condivisione della solidarietà!!! A differenza dell'uomo, l'IA ha compreso cosa fare…

La pace non è semplicemente l’assenza di conflitto armato, ma anche un concetto più ampio che coinvolge il rispetto della diversità, la giustizia sociale e la condivisione della solidarietà tra le persone e le nazioni. 

Si sa… la pace può essere raggiunta quando le persone lavorano insieme per risolvere i loro conflitti in modo pacifico, rispettando le differenze culturali, religiose e sociali e impegnandosi a costruire un mondo più equo e armonioso. 

Questo è un messaggio importante per promuovere la comprensione e la cooperazione tra le persone di tutto il mondo.

La convivenza pacifica tra due popoli con grandi differenze culturali, religiose, linguistiche, storiche e finanziarie può essere certamente una sfida complessa, ma è possibile raggiungerla attraverso sforzi concertati e strategie a lungo termine. 

Certo, vi sono alcuni approcci che possono aiutare a raggiungere l’obbiettivo, ad esempio il dialogo e la comprensione…

Il primo passo ad esempio per affrontare le differenze è promuovere il dialogo aperto, questo può includere incontri tra leader comunitari, gruppi di discussione interculturali e programmi educativi per sensibilizzare alla diversità.

L’uso inoltre di mediatori neutri può essere utile per affrontare i conflitti tra i due gruppi; la mediazione difatti, aiuta a trovare soluzioni pacifiche e negoziate ai problemi.

Un sistema giuridico inoltre protegge i diritti umani e garantisce l’uguaglianza ed è fondamentale per garantire la convivenza pacifica. Difatti, condannare leggi anti-discriminazione e porre meccanismi per affrontare le violazioni dei diritti, può certamente contribuire a costruire un ambiente più giusto…

E’ fondamentale creare programmi educativi e scambi culturali, questi potranno aiutare a ridurre i pregiudizi e a promuovere la comprensione reciproca. Scuole e istituzioni accademiche possono svolgere un ruolo chiave in questo processo.

Ed ancora… la collaborazione economica; essa può essere un incentivo per due popoli a lavorare insieme: progetti economici condivisi, investimenti reciproci e partnership commerciali possono favorire la stabilità e la prosperità.

In questo le organizzazioni internazionali ed i mediatori esterni potranno svolgere un ruolo importante nella facilitazione del dialogo e nella promozione della pace. L’intervento di terze parti può essere necessario in situazioni di conflitto prolungato.

Promuovere una cultura della pace è essenziale, questo implica educare alla non violenza, alla tolleranza e al rispetto delle differenze, sia nelle scuole che nelle comunità.

È importante notare come la convivenza pacifica richieda tempo e impegno da entrambe le parti, non vi sono soluzioni rapide o facili, ma attraverso la comprensione e lo sforzo continuo, è possibile costruire relazioni armoniose tra i popoli anche con differenze significative.

Certo qualcuno potrebbe obiettare: ma se l’odio di uno schieramento prevale, cosa si può fare per ristabilire l’ordine e la convivenza?

Ecco, in questi casi è importante comprendere come la situazione debba richiedere più tempo e maggiore perseveranza; purtroppo, non esiste una soluzione universale per tutti i problemi, ogni situazione è unica e necessita un approccio adattato alla circostanza. 

Giungere ad una convivenza pacifica richiederà un impegno costante, assiduo, da parte non solo di quelle parti coinvolte, ma anche da chi si trova al di fuori del conflitto, poiché solo attraverso il sostegno di tutti e con uno sforzo collettivo, si potrà ristabilire l’ordine eliminando definitivamente quell’odio che da sempre ha saputo alimentare ostilità e intolleranza tra quei due popoli attigui…