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Sicilia: l'isola che non c'è…

“Seconda stella a destra… questo è il cammino…” con queste parole iniziava una canzone di E. Bennato, ed oggi, riferendomi a questa mia isola, rivedo in quel testo, quell’isola che non c’è…

Quando sono fuori dalla mia terra e mi trovo a discutere con persone che non sono mai stati nella nostra isola e mi chiedono, “ma com’è la tua Sicilia…”, io rispondo così: BELLISSIMA!!! 
Già, volete paragonare quel nostro modo d’essere… sempre disponibili, calorosi, gioviali, pronti con la battuta umoristica e soprattutto disponibili ad aiutare il prossimo…
Dietro quell’essere fieri, si nasconde un grande cuore, che si manifesta in ogni circostanza, soprattutto quando se ne presenta l’occasione…

Immaginate quell’amore per la cucina, per i dolci, quella dedizione per la terra che fa raccogliere meravigliosi frutti, tra cui uve bianche e nere, che danno luogo a fantastici vini…  

Specialità gastronomiche che incontri solo da noi… per strada, con venditori ambulanti che a squarciagola t’invitano a provare le loro delizie…
Ed ancora, quei locali centenari… chiamarli Bar o caffè sarebbe riduttivo, perché evocano entrando… quelle sensazioni passate; sembra che il tempo si sia fermato, con odori ed essenze dei primi anni del 900′ ed i camerieri che mostrano quella reverenza ormai scomparsa… invogliandoci ad assaggiare quanto in vetrina: cannoli, cassate e cassatelle, pignolata e poi la rosticceria, dove troviamo calde quelle siciliane, cartocciate, arancini, cipolline, ed infine c’è chi prova la famosa granita alla mandorla, al pistacchio o ai gelsi… con quella morbida brioche…   

La sera dopo essersi abbuffati in uno dei tanti ristoranti a base di pesce… ci si ferma in quei chioschi, per bere un dissetante mandarino al limone oppure un tamarindo che aiuta a digerire…

Ma come si può pensare di paragonare la Sicilia con il resto del mondo, per favore, non esiste confronto!!!
Dove trovate un vulcano innevato per andare a sciare e dopo un’ora… andare a mare a farsi un bagno o ancora, un clima mite che permette di godere pienamente delle varie stagioni, specchiandoti su un mare blu… da quelle alture, fatte di storia e di arte.
Da occidente ad oriente, la si può attraversare ammirando le varie culture, che nei secoli d’invasione hanno lasciato segni…

Una terra che si fa scoprire poco per volta… e ad ogni fermata, si resta entusiasti per i colori, per quello spettacolo, per la fetta di pane casareccio offerta, con sopra quel nostro verde olio d’oliva, un “ciliegino” di Pachino ed un pizzico d’origano…
Per gli amanti della natura vi sono i parchi: quello dell’Etna, dei Nebrodi, dei Peloritani e delle Madonie… dove si possono trovare vari agriturismi specializzati con prodotti tipici naturali e biologici… si potrà mangiare quella ricotta appena fatta, da gustare calda,
Finora ho parlato dell’isola che c’è, di quella naturale e meravigliosa… poi ve ne un’altra, che nei fatti non esiste, un’isola che è rimasta fortemente in ritardo rispetto al resto dell’Italia…

Un’isola abbandonata a se stessa, senza crescita e sviluppo… nessun miglioramento qualitativo del capitale umano, ma il tutto basato, sul solito passaggio di consegne, da padre a figlio…
Un’isola nella quale gli uomini istituzionali la fanno da padrona, creando sempre più distanza dai semplici cittadini e allontanando così quei principi morali di coesione sociale…
Un’isola in cui non esistono investimenti produttivi e dove non vengono realizzate quelle necessarie infrastrutture…
Sta scomparendo anche quel po di potenziale tecnologico sviluppatosi negli anni 70′ e soprattutto mancano le innovazioni…
I mercati esteri sono nelle mani degli altri stati concorrenti, in particolare quelli prospicienti il mar Mediterraneo, ed i nostri prodotti tipici, sono stati valorizzati solo sulla carta… ma non nei fatti, i numeri delle esportazioni difatti… sono profondamente crollati!!!
Se poi consideriamo la spesa per la Pubblica Amministrazione nel suo complesso, ecco che la nostra isola è al primo posto tra le regioni meridionali con incrementi di oltre il 30% la media nazionale; la maggior parte di essi gode di quel clientelismo e soprattutto di quella tanto ricercata raccomandazione!!!
A differenza delle altre regioni si spende di più, per ricevere di meno… e con risultati decisamente scadenti in termini, sia di crescita del reddito che dell’occupazione…

E per concludere… come dimenticare quell’isola nascosta, quella che fa in modo che esista una economia del sommerso, con un fenomeno grave, quello del lavoro a nero, che non permette ai giovani di crearsi un futuro…
Gli stessi imprenditori (o meglio molti tra essi…) colpiti dalla crisi, stanno reagendo adattando quei meccanismi di collusione e corruzione, piegandosi – per voler rimanere produttivi nel mercato economico – a quelle protezione legate alla ben nota associazione criminale, beneficiando così di conseguenza, di tutti quegli sbocchi offerti, dalle loro attività “legali”…

Il giudice Borsellino disse “la Sicilia un giorno sarà un posto bellissimo”.
E’ un vero peccato che non abbia avuto modo di dirci… quando questo accadrà!!!

In ricordo di Emanuele Piazza…

Emanuele Piazza ha iniziato la sua carriera nella Polizia di Stato, prestando il servizio militare di leva in Italia come agente ausiliario.
Successivamente, dimessosi per trasferirsi a Palermo (sua città natale), operò come agente dei servizi segreti italiani nel SISDE, occupandosi in particolare della ricerca di soggetti latitanti. 
Emanuele, scompare dalla sua abitazione di Sferracavallo, a Palermo, il 16 marzo 1990, e successivamente fu ucciso in circostanze mai del tutto chiarite, probabilmente ad opera di cosa nostra…
Il corpo non venne mai ritrovato e soltanto a nove anni di distanza da quella data si è venuti a conoscenza che la morte di Emanuele  avvenne il 16 marzo. 
Emanuele Piazza aveva come nome in codice “topo” e tra i suoi compito c’era quello di infiltrarsi nelle potenti cosche dei Corleonesi, quella di Resuttana e San Lorenzo…
Nello stesso periodo infatti, 12 giorni dopo la sparizione di Emanuele, un suo caro amico, vigile del fuoco, Gaetano Genova, venne ucciso da quegli stessi boss, che lo ritenevano un suo confidente…
Entrambi si scopri successivamente essere stati sequestrati ed uccisi…. 
E grazie alle rivelazioni dei pentiti a da una indagine della Dia di Palermo (coordinata dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia), che sono stati svelati i retroscena della scomparsa di Genova: nel 1998 Enzo Salvatore Brusca consentì di ritrovare i resti del giovane vigile del fuoco. 
Resta il mistero sull’attività di Genova, probabilmente il vigile del fuoco aveva fornito un’ indicazione importante a Piazza per l’arresto di un latitante, Giovanni Sammarco, all’interno di un centro sportivo. In quella struttura Genova stava facendo alcuni lavori con la piccola impresa edilizia che aveva approntato per arrotondare lo stipendio. 
Ma chi svelò il ruolo di Sammarco e poi successivamente anche di Emanuele… resta ancora oggi un giallo…
Certamente una talpa istituzionale tradì i due giovani!!!
Per Emanuele non sarà stato facile fare l’infiltrato in una realtà criminale, all’interno di quelle cosche ritenute da tutti tra le più pericolose… con personaggi al comando come Riina, Gambino e Madonia… Ma Emanuele Piazza (figlio di un noto avvocato di Palermo) a soli 30 anni dimostrava di non aver paura… e soprattutto dimostrò nel corso della propria esperienza, di non auspicare ad una carriera semplice e senza alcun rischio, ma bensì sin da subito mostrò il proprio coraggio, avventurandosi in contesti a cui la maggior parte sfuggiva…
La notizia della sua scomparsa rimase ovviamente per parecchi giorni rigorosamente segreta e nessuna indiscrezione trapelò su questa vicenda che salto fuori dopo alcuni mesi di indagini da parte del giudice Giovanni Falcone e soprattutto da parte di un giornalista… 
Sembra che la morte di Emanuele fosse legata anche all’amicizia con Antonino Agostino, agente di Polizia alla questura di Palermo (di Villagrazia di Carini); mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, un gruppo di sicari in motocicletta arrivò all’improvviso e cominciò a sparare a lui e a sua moglie (incinta) Ida Castelluccio: Agostino venne colpito da vari proiettili, mentre la moglie venne raggiunta da un solo colpo, ma continuò a strisciare per terra… per avvicinarsi al marito morente. 
Nel 2009 il collaboratore di giustizia Vito Lo Forte dichiarò che Agostino, insieme ad un collega (era Emanuele Piazza), si trovava nei pressi della “Addaura” la mattina del 20 giugno 1989; proprio il giorno prima del fallito attentato al giudice Falcone, riuscendo ad impedire che l’attentato si compiesse: si finsero sommozzatori, rendendo inoffensivo l’ordigno nelle ore notturne antecedenti al ritrovamento… 
I familiari di Emanuele non si sono dati mai pace, in particolare il padre, l’Avv. Giustino Piazza, dichiarò che suo figlio “fu mandato allo sbaraglio da gente irresponsabile che l’aveva illuso“. 
L’accusa ovviamente è rivolta al Sisde e ad alcuni funzionari dei Servizi segreti, definiti dal padre di Emanuele, “gente senza scrupoli che ha bisogno di carne da macello per le loro sporche faccende“; “Mio figlio è morto – ha detto – perché questi mascalzoni gli avevano detto che prima o poi sarebbe diventato un vero agente segreto!!!
Secondo l’Avv. Piazza, inizialmente i responsabili del Sisde di Palermo minimizzarono il ruolo del figlio e tentarono anche di negare che collaborava con i Servizi. 
Ma Emanuele (aspirante 007) era stato inserito nei libri paga e percepiva di conseguenza un compenso (un milione e mezzo di lire al mese), era quindi impossibile per l’agenzia, continuare con le menzogne…
Emanuele, alto un metro e 75, atletico ed esperto di lotta libera e karatè… per due anni era stato in polizia ed aveva inoltre frequentato il corso delle teste di cuoio ad Abbasanta (Sardegna) e quindi era stato assegnato al servizio di sicurezza del Quirinale…
Ma lui voleva fare ad ogni costo il poliziotto e così dopo alcuni mesi, fu assegnato alla sezione narcotici della Squadra mobile romana. 
Nel 1985 lasciò la polizia e fece ritornò a Palermo; voleva diventare agente segreto e così trovò gli agganci giusti per far parte (sia pure part time) del Sisde. 
Quando scomparve dalla sua villetta di Sferracavallo, gli investigatori trovarono in alcuni cassetti una lista su carta intestata del Ministero degli Interni, con i nomi d’importanti latitanti di mafia… 
Difatti, il suo omicidio, venne svelato parecchi anni dopo dai pentiti: il giovane agente, rivelò, Giovan Battista Ferrante (mafioso doc: dal 1980 faceva parte della famiglia mafiosa di San Lorenzo, mandamento storico di Palermo, capeggiato negli anni ottanta dal boss Rosario Riccobono, poi passato sotto la reggenza di Pippo Gambino e infine affidato a Salvatore Biodino, l’autista personale di Totò Riina, fino al 1993 ) divenuto collaboratore di giustizia (affidabile e profondo conoscitore delle dinamiche più interne di Cosa Nostra), venne eliminato per impedirgli di proseguire la caccia ai latitanti… 
Raccontò che fu attirato in un tranello, dove venne strangolato ed il suo corpo squagliato nell’acido, secondo un preciso rituale mafioso. 
Recentemente il pubblico ministero ha chiesto la condanna all’ergastolo per tre presunti mafiosi e 204 anni di carcere per altre otto persone coinvolte in quel delitto…
Emanuele comunque non è scomparso… è rimasto tra noi: perché la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla…

Berlusconi: 41 milioni di lire al mese da consegnare alla mafia di Toto Riina!!!

L’intercettazione va ovviamente presa con il beneficio d’inventario, dopotutto  non c’è modo di verificarne la fondatezza su quanto racconta l’ex “capo dei capi“…

Dopotutto, è difficile credere solo in parte a ciò che una persona dice… non avendo di contro un eventuale riscontro… 
Certo, se le forze dell’ordine intervenute nell’arresto a casa Riina, avessero preso quei documenti posseduti all’interno della cassaforte a casa del Boss, forse oggi avremmo avuto un maggiore riscontro oppure avremmo potuto dimostrare che quanto riportato nelle intercettazioni,non è altro che il frutto di una fantastica ricostruzione…
Certo, Riina discutendo con il compagno d’aria (il pugliese A. Lorusso) dimostra di conoscere tante notizie… ed è strano, perché molte di quelle circostanze sono avvenute dopo il suo arresto e non si comprende in quali modi – con regime carcerario duro come quello del 41bis – sia stato in condizioni d’apprenderle quelle notizie… così dettagliate e aggiornate… 
Difatti, parlando del cavaliere, racconta dei suoi festini, di Ruby e poi ancora di come negli anni 80, consegnava alla sua associazione criminale 250 milioni di lire ogni sei mesi, circa 40 milioni di lire al mese!!!
L’intermediario era ovviamente il senatore Dell’Utri (oggi detenuto) che temeva a suo tempo per la sua persona (credeva infatti di poter essere sequestrato) o che potessero colpire i suoi ripetitori in Sicilia…. 
Dichiara Riina: “È venuto, ha mandato là sotto ad uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati”; quello… è venuto il palermitano… mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno… si è messo d’accordo… dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello… il senatore”…
Il “palermitano” è Tanino Cinà, lo stesso che negli anni Settanta suggerì a Dell’Utri di mandare Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore quando Berlusconi cercava “protezione”…
L’ex boss definisce Dell’Utri, “una persona seria”; dopotutto, se pagava (per come riportato) nei modi precisi e puntuali, è logico pensare che non si può… che parlarne bene!!!    
Contrariamente andò a Catania… dove il “Cavaliere” non voleva pagare la cifra richiesta… ed allora… gli bruciarono la Standa”: sì, gli hanno dato fuoco alla Standa… minchia aveva tutte le Stande della Sicilia… – ma non vuole pagare – e allora gli ho detto: bruciagli la Standa”.
A differenza di Dell’Utri, i giudizi sul cavaliere sono pieni di sdegno, è considerato difatti dall’ex boss, un “buffone disgraziato” e poi continua con la figlia Barbara e su come abbia messo “ko” il giocatore Pato ed infine, parla di quel “disgraziato” d’Angelino Alfano…
Certo non sapremo mai, quanto di quelle dichiarazioni siano veritiere e chissà se forse, un giorno, qualcuno, farà emergere quei documenti riservati che comproveranno non solo le sue dichiarazioni, ma che in quel preciso periodo, la trattativa “Stato-mafia” (tanto successivamente dibattuta), non era frutto di una fantasia, ma purtroppo qualcosa di concreto e reale!!!
Un giorno la storia della nostra Sicilia verrà riscritta e forse quel giorno, s’inizierà a dare le giuste risposte a tutte quelle domande mai espresse (o volontariamente taciute…), per fare sì che non si possa mai giungere alla verità!!!
D’altronde è quanto hanno deciso per noi siciliani: se alzi la mano e fai una domanda, sarai sciocco per cinque minuti…. ma se non alzi la mano e non chiedi mai, resterai sciocco tutta la vita!!!

La Sicilia… un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com'è!!!

Per favore, non considerate quanto scrivo, quasi fosse un’autoritratto critico sulla mia terra…
Come d’altronde, non vorrei passare per uno scrittore impegnato… (non potrei di sicuro permettermelo…), ma mi piace comunque sentirmi – nel mio piccolo – impegnato!!!
Già… impegnato contro questo stato di fatto e questo sistema asfissiante, contro questa mentalità collusiva e corruttiva, contro un sistema non meritocratico ed un clientelismo opprimente e aggiungerei, tentacolare e putrefatto…
Lo so… l’impegno non è tutto e soprattutto da soli si può fare ben poco per cambiare questa attuale condizione… 
Ma io sono speranzoso e credo che ognuno di noi debba fare innanzitutto il proprio dovere, poi il resto verrà da se…
C’è comunque in me questo desiderio… di raccontare e scrivere ed è qualcosa che sento nel profondo, che mi stimola, anche perché se così non fosse, se non trovassi entusiasmo in ciò che faccio, non lo farei… e credo che questa rappresenti per il sottoscritto la condizione essenziale, perché se mi diverto io in qualità d’autore a scrivere un post, si divertirà anche e soprattutto il lettore… nel leggerlo.
Riprendendo il titolo… ho voluto cogliere dal famoso libro “Il Gattopardo” alcune analogie… ad iniziarsi con quel principe di Lampedusa, ben disponibile ad ascoltare le esigenze altrui…  ma poco propenso a dare le proprie terre ai contadini… ecco, in quel suo gesto, evidenzia tutti i propri limiti umani ed in particolare manifesta quella mancata disponibilità verso ciò che è sociale… 
Un’indifferenza similare se non eguale a quella realizzata oggi dalla nostra classe governativa!!!
Le ragioni proprie e personali… non coincideranno mai con le vostre, statene certi… perché in loro vi è una congenita patologia… “l’indifferenza”!!!
La stessa indifferenza che hanno avuto tutti i nostri conquistatori, sino agli ultimi… i Savoia, che con il loro generale (Garibaldi) hanno fatto sì che questa nostra terra, diventasse nuova “colonia” per il nord Italia…
Il siciliano quindi, abituato a sottomettersi a tutti i suoi continui invasori… non si è mai ribellato ( ad esclusione soltanto del periodo dei vespri…) ed è rimasto, di volta in volta, assoggettato ai nuovi padroni…
Oggi… il discendete di quel siciliano, continua ad operare con le stessa modalità asservita dei suoi padri, prostrandosi ai nuovi dominatori: politici, imprenditori e mafiosi!!!
Hanno permesso ad ognuno di loro, di sporcarsi le mani di sangue, grazie a quegli indegni affari quotidianamente realizzati, il tutto grazie alla partecipazione e complicità di molti infedeli… permettendo così a quei soggetti, di manifestare quel proprio potere, affinché nulla cambi e si resti così com’è…
Sono i cosiddetti nuovi capitalisti; proprietari della maggior parte delle ricchezze della nostra regione, che fanno sì, che tutto… resti invariato.
Hanno inoltre vincolato i propri conterranei a quella loro volontà: eccoli i nuovi “padroni”, che sfruttano al limite della  povertà tutti… quasi fossero per essi… dei “servi della gleba”!!!
Diceva Mussolini: come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?

SICILIA: la chiamano "ripresa" ma è stagnazione!!!

Ci vuole coraggio a chiamarla ripresa, ed è veramente un quadro poco consolante quello dato da tutti gli osservatori sulla nostra economia e soprattutto sul lavoro…
Ci raccontano che l’economia siciliana è in crescita, certo, più lentamente di quanto previsto, ma non ci viene detto che coloro che raccontano queste frottole, fanno parte essenziale di quel sistema che vuole, a tutti i costi, che si resti in questo stato di fatto…
Soltanto chi guarda i dati reali si accorge come la nostra produttività e competitività sia ai minimi termini, che la disoccupazione non è diminuita anzi tutt’altro e quei nuovi occupati sono da legare esclusivamente a quei cosiddetti buoni di lavoro “voucher” per professionalità occasionali ( non per nulla, i dati sugli occupati rilevati dall’Istat nella nostra regione parlano di circa 33.000 unità, che stranamente risultano molto più alti rispetto ai dati reali INPS che ridimensionano quella nuova occupazione, ufficialmente registrata in 17.800 unità…
Non parliamo d’imprese sempre più in liquidazione o fallimento ed ancor peggio va alle imprese artigianali…
Mancano di fatto gli investimenti sia quelli privati che anche quelli pubblici!!!
Si salvano soltanto i generi di prima necessità… mentre la parte restante di quel proprio reddito va destinata all’abitazione ed alle utenze e a tutte quelle spese obbligatorie di cui non si può fare a meno, come trasporti, comunicazione, cultura, ed anche… sanità.
Il reddito familiare è sempre più in crisi e non basta certamente a sopravvivere… in particolare quando la famiglia è mono reddito…
Ho letto che con questa dinamica… “occorrerebbero circa 3 anni per ridurre di un solo punto il tasso di disoccupazione e sarebbero necessari circa 6 anni per tornare al reddito procapite del 2008″.
Però c’è sempre il deficiente di turno che ci ripete che “siamo in ripresa“!!!
Forse, debbo credere che quei soggetti, fanno riferimento ad un’altra economia… chissà probabilmente ne fanno parte o ne usufruiscono direttamente…
Può darsi che egli si riferisca al mercato nero… all’economia prodotta dalla nota associazione malavitosa, oppure da tutto quel mondo del lavoro sommerso ancora tanto presente ( tanto non c’è nessuno che controlla…), dalla vendita di prodotti e di gadget clonati, di quel mondo parallelo fatto d’evasione che costituisce certamente la faccia nascosta di quell’altra nostra economia…
Un fenomeno… almeno quest’ultimo, certamente in crescita nella regione e che non viene affrontato a dovere, proprio perché permette a tanti, d’usufruire di quei beni o di ricevere in contanti una parte di quel denaro “invisibile”, per far si, che tutto proceda in maniera illegale e disonesta… 
Dopotutto se nella nostra regione lo scarto tra il reddito dichiarato e i beni posseduti (o i consumi privati realizzati) è il più elevato tra tutte le regioni in Sicilia (140%) un motivo ci sarà… 
E’ certo che, fin quando si continuerà a restare in maniera immobile a guardare così gli eventi, senza che la maggioranza dei cittadini riprenda in mano la propria indipendenza “morale” e soprattutto fintanto che non si ristabilisca con le azioni, quei principi di uguaglianza, rispetto e democrazia… non ci potrà essere mai, alcun futuro…
Resteremo bloccati… qui su questa terra, arida e sterile, a riflettere su noi stessi… quasi fossimo quella nave “arenata” sulla spiaggia, in attesa di un’onda che finalmente ci permetta di riprendere… quel viaggio della speranza!!! 

La sola cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla…

Mai frase è stata così profetica per questa terra…
E dire che che Edmund Burke… la scrisse più di tre secoli fa!!!
Questa difatti, rappresenta la vera storia della lotta alla mafia in Sicilia, dove si raccontano quotidianamente falsità e si fa poco o nulla per contrastare in maniera decisa quell’associazione criminale e i suoi affiliati… 
Lo so che non è corretto dire che la maggior parte dei nostri imprenditori sono collusi con quel sistema, ma certamente sono pochi gli imprenditori onesti, che tentano tra mille difficoltà di sviluppare senza alcuna “agevolazione”, la propria impresa, ricercando nuovi mercati e contribuendo così facendo, alla crescita anche di nuovi posti di lavoro, attuando sempre i principi ed il rispetto della legalità!!!
Ma quanto poi si ottiene ad essere onesti o a non farsi corrompere e sottomettere, quella è tutt’altra storia… 
Sappiamo bene come sia lo stesso sistema a condizionare quel tipo d’imprese… in quanto esse (a differenza di altre colluse concorrenti…) hanno deciso di restare fuori da quei gruppi di potere…
Ecco quindi che, per contrastare quella società antagonista e per limitare l’indipendenza “morale” di quell’imprenditore, s’iniziano a produrre una serie d’impedimenti per intralciare quella “libera” concorrenza… non autorizzata!!!  
Per esempio, si manifestano problemi di natura burocratica con le PA o meglio con alcuni dipendenti collusi assoggettati ai loro padroni mafiosi… quindi seguono dinieghi su eventuali richieste d’affidamenti presso banche o società di servizi…
Vanno ad annullarsi improvvisamente tutte quelle trattative per la definizione di contratti d’appalto e si rescindono improvvisamente quelli già definiti, con motivazioni più o meno futili, dando il via a controversie civile e amministrative che vanno ad aggiungersi a quelle già numerose presenti presso i Tribunali… 
Se a quanto sopra si sommano tutti i problemi derivanti dal carico fiscale complessivo (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi, ecc…) di cui il prelievo medio fiscale si aggira intorno al 60% sugli utili d’impresa… ecco quindi che la fine di quell’impresa è certamente assicurata!!! 
Ed è per questo preciso motivo che l’equazione MAFIA=LAVORO raggiunge da noi, la sua massima espressione!!!
Non ha importanza quindi quanto si faccia per cambiarlo questo sistema… non conta a nulla dimostrare di non aver pura o non essere omertosi… perché alla fine c’è sempre qualcuno (o meglio la maggioranza dei miei conterranei… ) che con quel sistema e quelle metodologie “campa“, avendo l’opportunità di percepire a nero, mazzette e/o bustarelle, da utilizzare per comprarsi anche e soltanto, l’ultimo modello di “Iphone”…
Già…  basta poco a corromperli!!!
Purtroppo in questa nostra terra… c’è anche chi si vende soltanto per quell’unico diritto previsto dalla nostra costituzione: IL LAVORO!!!
E dirsi che l’Articolo 1 della nostra Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
Nessuno di noi ovviamente crede che quel cosiddetto “diritto al lavoro” implichi direttamente una offerta di lavoro pubblico… ma bensì ciò che viene richiesto a questo “Stato” è che realizzi almeno quell’unico intervento richiesto, rappresentato, nel saper rimuovere tutti gli “ostacoli” presenti, promuovendo quelle necessarie condizioni, che consentano a chiunque – e non solo quindi a quei noti “raccomandati” e figli di papà o a tutti quei soggetti, inginocchiati e sottomessi da quel sistema politico/mafioso clientelare al quale si affidano – di poter entrare a far parte definitivamente in quel mercato del lavoro…
Lo so è dura continuare a combattere contro questo sistema… ma soltanto chi ha deciso da tempo di fermarsi, ha già perso… e non parlo soltanto di rispetto, ma anche della propria dignità!!! 

Una cosa è la mafia, un'altra la mafia dell'antimafia e un'altra cosa è la LOTTA ALLA MAFIA!!!

Già… dice bene Pietrangelo Buttafuoco: “tutti hanno paura di tutti, della mafia, della burocrazia, dei giornalisti…“. 
Tutti in questa terra dimostrano d’aver paura… e aspettano che sia sempre la giustizia a fare il proprio corso, a risolvere i problemi legati alla criminalità e a saper riutilizzare nel sociale, tutti quei beni patrimoniali confiscati, prevedendone l’assegnazione ed il riutilizzo delle ricchezze di provenienza illecita, così come prevede l’applicazione della legge 109/96…
Si tratta cioè di far tornare nuovamente in campo, lo Stato in Sicilia!!!
E’ difatti da un po di tempo che mi sto convincendo, come sono sempre più rari i casi in cui qualcuno faccia il proprio dovere, a cominciare da quei nostri imprenditori, per continuare con un numero elevato di burocrati, ormai conosciuti con l’appellativo di “colletti bianchi”. 
Se guardiamo di seguito la cartina, possiamo vedere come, la nostra regione, supera per provvedimenti di confisca tutte le altre e aggiungerei anche “in modo impressionante”!!!
Qualcosa quindi da correggere c’è… in particolare se rapportiamo questo dato con altre realtà del nord, sicuramente più ricche ma soprattutto maggiormente produttive!!! 

Inoltre, se si esaminano quanti di quei beni sono riutilizzati attraverso le collaborazioni tra Associazioni di legalità, Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, Prefetture, Comuni, ecc… possiamo costatare come, nella maggior parte delle volte, queste, restano di fatto inutilizzati o ancor peggio… nella disponibilità di coloro a cui erano state sottratte. 

Certo, fatta la mappatura ed una analisi dettagliata dei beni confiscati nel territorio, si tratta ora di valutare la corretta pratica sul loro eventuale utilizzo e sulla loro gestione… e lì, abbiamo visto come il più volte… si hanno i maggiori problemi… 
Sappiamo bene come, per contrastare la mafia, bisogna indebolirla… ma per far ciò bisogna realizzare una strategia che punti ad indebolire e a distruggere quel capitale accumulato negli anni e che permette ad essa di ampliare quelle reti di relazioni e collusioni, consentendo di fatto a quella organizzazione criminale, di crescere e rapportarsi in maniera proficua con il contesto economico e sociale…
Cambiandosi di volta in volta abito e usufruendo di quegli uomini disonesti e dai colletti limpidi… traggono sempre più vantaggio da quella loro forza, acquisendo posizioni sempre più ragguardevoli all’interno dei quel mercato economico e finanziario…
Bisogna quindi colpire quei consistenti capitali di cui sono in possesso… per poterne ridimensionare con forza, l’influenza che hanno sui cittadini e soprattutto sulla nostra democrazia!!!
Non bisogna dimenticare che questo è un tema molto temuto da quelle organizzazioni criminali, perché di fatto, intacca il loro reale potere, quello economico e di conseguenza il loro unico interesse…
Lo Stato deve dimostrare la propria forza… anche purtroppo senza l’aiuto della stra-maggioranza dei propri cittadini, che preferisce purtroppo ancora credere… che “grazie alla mafia si lavora”!!!
E’ indispensabile quindi… che non si cada nella trappola (creata appositamente da alcuni appositi soggetti “infiltrati”…) dove, una parte di antimafia delegittimi un’altra antimafia… facendo in modo che si giungano a scontrarsi tra loro, Associazioni di legalità, uomini dello Stato, Procure e confederazioni imprenditoriali, sindacali e di categoria… distraendole così, dal raggiungere quell’unico obbiettivo prefissato, rappresentato nel voler eliminare definitivamente… la mafia da questa terra!!!

Alfano: a famigghia prima di tutto!!!

Cosa non si fa per la famiglia…
Non importa se sei un semplice consigliere oppure un ministro, la testa ragiona sempre nello stesso modo, dare vantaggi personali ai propri familiari, parenti e a qualche amico…
In quali modi’??
Attraverso per esempio… incarichi e/o assunzioni in quel casermone del “pubblico” dove vengono dirottati la maggior parte dei raccomandati, senza alcun titolo o meriti professionali… 
Una scia di gente inutile che trova collocazione grazie ai favori del solito amico politico…
Difatti, basta recarvi in quelle travestite segreterie (politiche), in particolare nei periodi del sopraggiungere di qualche consultazioni elettorali… per vedere molti “prostrati” lì a consegnare loro quel banale Cv, proprio o di qualche familiare… 

Ed allora, c’è chi entra nelle Poste Italiane (poi mi piace quel loro sito web… con il link “lavora con noi”, sapendo che tanto quella candidatura spontanea non verrà neppure presa in considerazione, perché i posti disponibili, sono assegnati ai vari ministri, deputati, sottosegretari, ecc…) o chi per esempio riceve degli incarichi nelle PA…
Poi ci sono i soliti noti “consulenti” che per qualche parcella in più da dividersi con quanti l’hanno incaricati, fanno a spallate per farsi assegnare qualche altro nuovo incarico…
D’altronde, c’è chi diventa funzionario Rai o Dirigente “milionario” di qualche Rete ferroviaria italiana (nel frattempo quei poveri pendolari, muoiono su quelle loro tratte…)!!!

Sono sempre loro, i soliti noti, quelli che vengono di volta in volta “collocati”: figli, mogli, fratelli e sorelle, nipoti e cugini, ed anche generi, consuoceri e infine, amici intimi d’infanzia (o perché congiunti da qualche legame “cristiano”… battesimo, cresima, matrimonio, ecc..), ma anche per quelli meno intimi resta qualcosa… sì anche per loro, meno intimi, ci sarà qualcosa… dopotutto, un voto in più… conta!!!
Il bello è che ognuno di questi “raccomandati del cazzo“, fa pure la morale e si lamenta di questo attuale sistema!!!
E dire… che è proprio grazie a quel loro servilismo che oggi possono permettersi non solo di lavorare, ma anche di sentirsi “carismatici” protagonista di un ufficio, nel quale qualcuno li ha posti (eguali a quei classici “puppittuni cu l’ovu” ca mancu a so casa… cumannunu!!!), ed ora si permettono di sentenziare e sputare in quel piatto, da cui mangiano!!!
Sono… ridicoli, meschini, miserabili, limitati, mediocri, indegni, vigliacchi, abietti, disdicevoli, infami, spregevoli, squallidi, disonesti, disonorevoli e state certi che non state leggendo lo spot pubblicitario della “Garzanti” nel quale vengono rappresentati con atri nomi del dizionario, i soggetti di cui sopra…
Qui si parla di voi o meglio di quanti cioè hanno ottenuto quei posti “leccando”, sono esclusi ovviamente quanti (quei posti) li hanno ottenuti vincendo un concorso pubblico (il sottoscritto per esempio, di quei concorsi, non ne sente parlare da almeno un ventennio… e non voglio stare qui a giudicare i meriti di quella sospetta graduatoria… ), ma almeno lì… chissà forse qualcuno per merito ci stava!!!
Ma per tutti gli altri, sappiate che c’è chi, come me, pensa di voi quanto sopra!!!    
Alcuni giorni fa si è scoperto come alcuni di quei soggetti, hanno fatto carriera, perché erano molto vicini al “Viminale”…
E’ stato definito il nuovo “cerchio magico” a modello di quello creato a suo tempo dal gruppo “Bossi & Co.”…
L’inchiesta infatti scoppiata a Roma, su eventuali tangenti, tra politica e imprenditoria, riporta il nome del fratello del ministro degli interni, Alessandro!!! 

Secondo quanto svelato da alcuni quotidiani che hanno riportato il contenuto d’intercettazioni allegate all’inchiesta, l’affarista Raffaele Pizza (finito agli arresti), avrebbe fatto “assumere” Alessandro Alfano in una società del gruppo Poste Italiane…

Pizza sostiene di aver facilitato, grazie ai suoi rapporti con l’ex amministratore Massimo Sarmi, l’assunzione del fratello del ministro in una società del Gruppo Poste… che in passato ha anche ricoperto l’incarico di consulente del ministero dell’Economia (nel governo Berlusconi) e di segretario generale di Unioncamere Sicilia… (non è che parliamo della stessa associazione in cui era Presidente Ivan Lo Bello… vero???)

Nell’inchiesta condotta ora dai pm Paolo Ielo e Stefano Fava, oltre al nome del fratello vi è anche il nome del padre…
Dalle intercettazioni, risulta aver mandato “ottanta curriculum” per presunte assunzioni tra le fila di Poste Italiane (dovrebbero cambiarlo quel link… manda il Cv ad un familiare di un ministro ed allora certamente sì… che lavorerai con noi…), sapete che faccio ora… mi è venuta un’idea, compilo anch’io il questionario on line e vediamo tra quanti anni verro chiamato a sostenere un colloquio!!!

Dopotutto il padre ragiona ancora a modello “Democrazia Cristiana” (partito politico che di “Cristo” nulla possedeva… se non l’oltraggio di portarne il nome…), essendo stato egli stesso di quel partito… assessore e vice sindaco ad Agrigento.
Scusatemi, ma in questo periodo mi sento fortemente disgustato da questo paese ed in particolare da quanto dovrebbero rappresentarci… ed è per questo che stanotte… non ho avuto la forza di continuare a scrivere…
Riporto comunque quanto ho letto su alcuni quotidiani, sulla Angelino’s Family:
La moglie, Tiziana Miceli, avvocato civilista per quanto ha rivelato in un’inchiesta “l’Espresso”, ha ricevuto cinque incarichi legali dalla Consap, la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici controllata interamente dal ministero dell’Economia che fornisce servizi al Viminale e al ministero dello Sviluppo Economico. 

La delibera portava la firma di Mauro Masi, amministratore delegato della Consap ed ex direttore generale della Rai. Il settimanale ricorda inoltre che la consorte del ministro in passato ha ottenuto incarichi anche da amministrazioni pubbliche siciliane come l’allora Provincia di Palermo e l’Istituto autonomo case popolari del capoluogo, oltre ad aver difeso la Serit, che gestiva la riscossione tributaria in Sicilia, in 358 occasioni, insieme al collega Angelo Clarizia.
Ma accanto ai suoi componenti più stretti, la famiglia Alfano sembrerebbe non dimenticare i parenti più lontani. 
“La Repubblica” riporta l’esempio di Antonio e Giuseppe Sciumè, cugini del ministro e dirigenti rispettivamente di Rete ferroviaria italiana e di Blueferries. Tra i cugini anche Viviana Buscaglia, assunta all’Arpa Sicilia. 
Ed è un parente alla lontana a occupare anche la poltrona di presidente del consiglio comunale di Agrigento: si tratta di Daniela Catalano, sposata con un cugino della moglie del ministro, rivela sempre il quotidiano. 
In lista anche amici e collaboratori di lunga data: da Giovanni Macchiarola a Roberto Rometta, rispettivamente capo e collaboratore della segreteria particolare dell’ex Guardasigilli. 
L’elenco si chiude con il capo dell’ufficio statistiche del ministero di via Arenula, Fabio Bartolomei: “amico d’infanzia”, scrive la Repubblica.
E dire che alcuni mesi fa, avevo fatto pervenire al Ministro Alfano (attraverso un suo stretto collaboratore… ) una missiva, nella quale da idealista “Siciliano”, chiedevo l’intervento di alcuni provvedimenti a favore della legalità e caldeggiando una serie d’azioni di contrasto, in particolare quest’ultime, da realizzarsi nelle PA.
La mia richiesta inoltre, prendeva in esame la gestione delle società sottoposte a provvedimenti giudiziari, incoraggiando il Ministro degli interni, a compiere una riforma che permettesse di promuovere nuove strategie associative tra tutte le aziende confiscate operanti nel territorio nazionale, allo scopo non solo di rafforzarne l’incisività nel mercato e la loro prospettiva di sopravvivenza, ma soprattutto che prediligesse lo scopo della solidarietà a quello del mero profitto. 
Si trattava cioè di trasformare ogni azienda sottratta alle mafie, in una risorsa in grado di sostenere una regione, questa nostra comune terra, in un momento di grande difficoltà economica e sociale…
Non so che dirvi se ha mai letto quella mia missiva… di certo non ho mai ricevuto alcuna risposta, certo, potrebbe anche darsi che quel suo “stretto collaboratore” non l’abbia mai fatta pervenire quella mia “personale” comunicazione…
Chissà, forse crescendo sarò rimasto quel ragazzo utopista e sognatore, che desiderava vedere questa Sicilia “Libera e Indipendente” e auspicava di vedere il giorno in cui, avrebbe potuto finalmente veder recisi, quelle sciagurate collusioni, tra mafia, politica, imprenditoria e istituzioni!!!

Certi politici sono come "Vespe e pernici", promettono d'aiutarvi… mentre alla fine recano soltanto gravi danni!!!


Oggi ho intenzione di raccontarvi una favola…

C’erano una volta, vespe e pernici, afflitte dalla sete; andarono da un contadino a chiedergli da bere, promettendo che in cambio di acqua, gli avrebbero resi questi servizi: le pernici gli avrebbero zappato la vigna, mentre le vespe, avrebbero tenuto lontani i ladri con i loro pungiglioni, facendo inoltre la guardia tutto intorno. Il contadino rispose: “Ma io ho già due buoi, che non promettono nulla ma che fanno tutto quanto mi necessità; dunque è meglio per me che io dia loro bere anziché a voi”.
Questa favola è perfetta per certi nostri uomini che promettendo… d’aiutarci, non fanno altro che arrecare danni a questa terra!!!
Perché, a differenza di quanto viene costantemente ripetuto, in Sicilia, non si ha paura della sola mafia, ma si teme soprattutto quanto viene svolto da certi burocrati… mi riferisco a quella dirigenza sovradimensionata che nessuno controlla e di cui nessuno si occupa… 
Già, di quante pratiche si occupano questi soggetti durante la propria giornata???
Come è possibile che le richieste sui loto tavoli sono sempre in aumento mentre quelle smaltite risultano inferiori???
Ed inoltre, a cosa sono dovuti tutti questi sprechi??? 
Non posso dire che quanto sopra valga per tutte le PA, conosco perfettamente alcune amministrazioni virtuose (ad esempio… quella di San Giovanni La Punta) mentre di altre, con cui mi sono venuto a confrontare professionalmente, non posso dire lo stesso… anzi tutt’altro e difatti il giudizio di esse… è fortemente negativo!!!
Ma poi… ci sarà un motivo se in tutti questi anni, la nostra regione, ha accumulato in tutti i settori primati negativi e sono casi… nei quali centra poco la mafia o i loro affiliati…
Perché qui… parliamo di migliaia di soggetti che operano nelle amministrazioni pubbliche, nella sanità, tra i forestali, di qul numero di formatori superiori agli stessi alunni… ed ancore, burocrati, politici, dirigenti regionali, provinciali, comunali, ecc…
Milioni e milioni di euro buttati inutilmente al vento, senza che nessuno si preoccupi di controllarli…
Anzi, c’è la convinzione da parte di essi… che esista da qualche parte una ricchezza “nascosta” che può essere utilizzata per provvedere a tutte quelle necessità e dove inoltre, potrà compensare anche le continue perdite…
Il nostro deficit è in negativo… la disoccupazione ha toccato livelli record, le industrie sono andate pian piano chiudendo, il turismo – almeno per quest’anno- si salva stranamente, grazie a quanto sta accadendo negli stati intorno.. che ha certamente condizionato le partenze all’estero di noi italiani ed a spinto molti stranieri di contro a preferire la nostra isola…
In questi cinquant’anni, hanno distrutto un territorio con la promessa dell’occupazione e dello sviluppo sociale, ma che di fatto, hanno soltanto devastando le nostre coste meravigliose, sostituendole con impianti industriali che si è scoperto aver causato  gravi ripercussioni alla salute dei cittadini…
I danni genetici sui nascituri e l’aumento di patologie cancerogene, hanno da tempo iniziato a mostrarsi… anche se c’è chi tenta in tutti i modi di camuffare quei dati…
Ormai, sono in molti a puntare al posto fisso… chi presso le PA e chi verso quei settori industriali e civili, ormai improduttivi ed in disuso… 
Siamo ridotti a un bivio… continuare ad affidarci a quelle “vespe e pernici” che hanno distrutto con le loro “azioni” questa terra o sperare di cambiare strada, allontanandoci da quei mediocri uomini e da quel percorso… fin d’ora già per noi segnato!!!

Certi politici sono come "Vespe e pernici", promettono d'aiutarvi… mentre alla fine recano soltanto gravi danni!!!


Oggi ho intenzione di raccontarvi una favola…

C’erano una volta, vespe e pernici, afflitte dalla sete; andarono da un contadino a chiedergli da bere, promettendo che in cambio di acqua, gli avrebbero resi questi servizi: le pernici gli avrebbero zappato la vigna, mentre le vespe, avrebbero tenuto lontani i ladri con i loro pungiglioni, facendo inoltre la guardia tutto intorno. Il contadino rispose: “Ma io ho già due buoi, che non promettono nulla ma che fanno tutto quanto mi necessità; dunque è meglio per me che io dia loro bere anziché a voi”.
Questa favola è perfetta per certi nostri uomini che promettendo… d’aiutarci, non fanno altro che arrecare danni a questa terra!!!
Perché, a differenza di quanto viene costantemente ripetuto, in Sicilia, non si ha paura della sola mafia, ma si teme soprattutto quanto viene svolto da certi burocrati… mi riferisco a quella dirigenza sovradimensionata che nessuno controlla e di cui nessuno si occupa… 
Già, di quante pratiche si occupano questi soggetti durante la propria giornata???
Come è possibile che le richieste sui loto tavoli sono sempre in aumento mentre quelle smaltite risultano inferiori???
Ed inoltre, a cosa sono dovuti tutti questi sprechi??? 
Non posso dire che quanto sopra valga per tutte le PA, conosco perfettamente alcune amministrazioni virtuose (ad esempio… quella di San Giovanni La Punta) mentre di altre, con cui mi sono venuto a confrontare professionalmente, non posso dire lo stesso… anzi tutt’altro e difatti il giudizio di esse… è fortemente negativo!!!
Ma poi… ci sarà un motivo se in tutti questi anni, la nostra regione, ha accumulato in tutti i settori primati negativi e sono casi… nei quali centra poco la mafia o i loro affiliati…
Perché qui… parliamo di migliaia di soggetti che operano nelle amministrazioni pubbliche, nella sanità, tra i forestali, di qul numero di formatori superiori agli stessi alunni… ed ancore, burocrati, politici, dirigenti regionali, provinciali, comunali, ecc…
Milioni e milioni di euro buttati inutilmente al vento, senza che nessuno si preoccupi di controllarli…
Anzi, c’è la convinzione da parte di essi… che esista da qualche parte una ricchezza “nascosta” che può essere utilizzata per provvedere a tutte quelle necessità e dove inoltre, potrà compensare anche le continue perdite…
Il nostro deficit è in negativo… la disoccupazione ha toccato livelli record, le industrie sono andate pian piano chiudendo, il turismo – almeno per quest’anno- si salva stranamente, grazie a quanto sta accadendo negli stati intorno.. che ha certamente condizionato le partenze all’estero di noi italiani ed a spinto molti stranieri di contro a preferire la nostra isola…
In questi cinquant’anni, hanno distrutto un territorio con la promessa dell’occupazione e dello sviluppo sociale, ma che di fatto, hanno soltanto devastando le nostre coste meravigliose, sostituendole con impianti industriali che si è scoperto aver causato  gravi ripercussioni alla salute dei cittadini…
I danni genetici sui nascituri e l’aumento di patologie cancerogene, hanno da tempo iniziato a mostrarsi… anche se c’è chi tenta in tutti i modi di camuffare quei dati…
Ormai, sono in molti a puntare al posto fisso… chi presso le PA e chi verso quei settori industriali e civili, ormai improduttivi ed in disuso… 
Siamo ridotti a un bivio… continuare ad affidarci a quelle “vespe e pernici” che hanno distrutto con le loro “azioni” questa terra o sperare di cambiare strada, allontanandoci da quei mediocri uomini e da quel percorso… fin d’ora già per noi segnato!!!

Imprenditori o affiliati???

Come definire gli imprenditori che pagano??? 
Cosa sono??? Degli affiliati, dei subalterni o soltanto degli uomini spaventati che non trovano la forza o il coraggio di ribellarsi???
Oppure sono soggetti che si rendono sin da subito disponibili a pagare, pensando che in tal maniera, potranno migliorare la loro posizione sociale…
Dobbiamo credere quindi che, così facendo, danno quei segnali di propria  disponibilità, per i quali sperano d’esser presi in considerazione???
Sembrerà assurdo, ma è stato dimostrato come sono in molti, coloro che, si sono precipitati a pagare, ancor prima che gli stessi estorsori, avessero fatto le proprie richieste… 
La verità è che quanto compiuto, risponde ad una precisa logica e cioè di chi pensa di poter capitalizzare quel comportamento servile, nella speranza che un domani possa ritornare loro utile… 
Molti imprenditori infatti, pensano in casi del genere, di ricavarne comunque un utile e per far ciò, emettono fatture false: in questa maniera l’estorsione viene camuffata e giustificata dietro pagamento di una fornitura o di un contratto di lavoro, in realtà mai effettuato…
Rappresenta uno dei tanti modi truffaldini di questi imprenditori, per celare quei rapporti di sudditanza, ovviamente inconfessabili, ma di cui molti dipendenti loro “fedeli”, sono ben a conoscenza…
Con il tempo, questi stessi imprenditori, approfittando del ruolo di “vittime”, iniziano a collaborare direttamente con i soggetti criminali, diventando così essi stessi “associati” alle cosche, dalle quali ovviamente ricevono in cambio contratti di lavoro, finanziamenti ed anche nuove opportunità di riciclaggio, reinvestimento di quei noti proventi illeciti… 
È evidente che lo scenario che viene fuori è di per se inquietante perché, al di là dei soliti nomi o della quantità di persone coinvolte, viene a delinearsi un figura imprenditoriale che è poco propensa a sviluppare il benessere della propria azienda, dei propri dipendenti e di conseguenza anche in campo sociale, ma ciò che emerge è il procedere con una cultura d’impresa, che pensa di poter manipolare a suo piacimento regole e leggi, oltre a quella stessa etica professionale, poiché convinti che per crescere, bisogna rapportarsi con quel sistema politico e imprenditoriale colluso (legato a quei soggetti mafiosi), nella piena consapevolezza che soltanto attraverso essi, si potrà beneficiare di una crescita economica… dimenticando nel contempo, la natura criminale di quei nuovi partner…
Già, fanno finta di niente… l’idea è quella di produrre un vantaggio non solo economico nel immediato, ma che si possa proiettare al futuro, battendo la concorrenza con ovvie modalità sleali e superando così facendo, quei dislivelli sociali che fino ad allora si ritenevano insuperabili. 
D’altronde, con quei loro modi nefandi, questi “prenditori” non hanno calcolato i danni che nel corso di questi anni hanno provocato alla loro terra, in quanto non hanno tenuto conto dei vantaggi che hanno concesso a quei soggetti legati al mondo criminale, che nel frattempo – grazie proprio a quegli appoggi ricevuti – si sono rafforzati, consolidando ancor di più quel denaro per poterlo reinvestire su nuovi soggetti ad essi affiliati, che adesso potranno sfruttare per aumentare il proprio prestigio sociale…
Questo modo di pensare altresì, ha creato in loro la convinzione che quanto realizzato, fosse eticamente possibile, socialmente accettabile ed economicamente vantaggioso…
Ecco il perché oggi troviamo, anche presso le PA, soggetti certamente legati a quel mondo “mafioso” in quanto questi, sono riusciti a confondersi tra i professionisti e gli imprenditori locali, sicché oggi è diventato difficile comprenderne le differenze, tra gli uni e gli altri… 
Non dobbiamo certamente fare di tutta un’erba un fascio, come d’altronde, non possiamo dimenticare quanto sta emergendo dalle inchieste delle procure, dove, sempre con maggiore frequenza, le indagini giudiziarie conducono ad incrociarsi con i comportamenti disonesti di molti imprenditori. 
Il mondo imprenditoriale si sa… è in continua evoluzione, ma le zone ancora grigie sono purtroppo fortemente presenti… 
Fortunatamente, in questo periodo, c’è chi sta dimostrando (grazie anche al sostegno dato da alcune associazioni di legalità, quali per esempio AddioPizzo) di non essere disposti a subire o a farsi ricattare, ovvero, a realizzare affari con quei mafiosi!!!
Abbiamo oggi una mafia più civile e una società più mafiosa. Una mafia sempre più in giacca e cravatta e una società che cambiandosi abito troppe volte al giorno sceglie il travestimento… 

Ed è per questo che "mi chiamo Giovanni"…

Alcuni giorni fa, sono andato a trovare un mio caro amico, quando ho notato tra i suoi libri in salone, uno… che mi ha incuriosito.

Era di suo figlio… “Gerardo“, il quale gentilmente, compreso il mio interesse, mi ha detto di prenderlo…
Insisteva nel volermelo regalare, ma alla fine ci siamo accordati che l’avrei soltanto preso in prestito, per poi, appena finito di leggerlo, l’avrei restituito…
Il titolo del romanzo è “Per questo mi chiamo Giovanni” ed è un libro di Luigi Garlando (pubblicato nel 2004) e racconta la storia di un ragazzino, per l’appunto Giovanni, che sta per compiere 10 anni…
Ecco che allora il padre (Luigi), decide di fare un bel regalo al figlio, e cioè di far passare ad egli, una giornata indimenticabile… e soprattutto di come sia stato deciso quel suo nome…
Ma, qualche giorno prima del suo compleanno e di quella particolare “vacanza”, Giovanni era a scuola e durante l’intervallo dovette assistere ad un fatto spiacevole; era stato testimone di un lite tra due ragazzi, di cui uno era il suo compagno di classe (Simone), che proprio a seguito di quella colluttazione, si era ritrovato spinto giù dalle scale, da un altro ragazzino di nome Tony… 
Il giorno quindi del compleanno di Giovanni, il padre Luigi decise di portarlo nella spiaggia più famosa vicino a Palermo…. “Mondello”.
Mentre stavano per attraversando la città, il iniziarono a soffermarsi in alcuni punti precisi della città…
Erano, strade e piazze divenute ahimè famose, perché in ognuna di esse, era stata assassinata una persona perbene…
Erano uomini che volevano esclusivamente il bene di questa terra, compiere qualcosa d’importante per questa regione… cominciando dal proprio dovere.
Proseguendo, racconta al proprio figlio quegli anni passati, cosa era accaduto in quei posti, ora ripuliti e forse chissà… anche dimenticati…, 
Tra quegli uomini vi era un magistrato, un uomo che in tutti i modi, aveva provato a combatterla quella associazione criminale chiamata mafia: e lui… proprio come te… si chiamava Giovanni… 
Finalmente “Mondello”, la sua spiaggia finissima ed il mare cristallino… 
Dopo un bagno rilassante, Luigi inizia a raccontare al figlio il motivo di quel suo nome: “vedi… il tuo nome “Giovanni” deriva da un grande uomo, Giovanni Falcone. 
Un uomo, che con grande coraggio, ha dimostrato l’esistenza di quella associazione, di come fosse strutturata e dove ognuno aveva un suo ruolo ed infine di come fossero legati da un patto di sangue…
Era ed è la “mafia”… non racconti popolari, tanto decantati dai cantastorie nell’entroterra siciliano…
Pian piano “Giovanni” inizia ad appassionarsi a quell’uomo e chiede al padre di raccontargli altri episodi della vita del giudice Falcone. 
Ecco quindi che il padre, racconta dei metodi utilizzati dalla mafia per arruolare nuovi componenti, racconta del giuramento che fanno quei cosiddetti “uomini d’onore” e paragona quella associazione ad un ortaggio… il carciofo, già, dove le foglie rappresentano i soldati che contano poco, mentre il cuore posto al centro, è del capo…. 
La giornata si è conclusa e di ritorno attraversano l’autostrada nei pressi di Capaci… 
Qui il padre accosta e nel vedere il monumento dedicato ai caduti (due obelischi ai due bordi della strada) racconta a suo figlio la triste fine che la mafia ha riservato al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie e alla scorta…
Nel frattempo il padre inizia a raccontare al figlio qualcosa di personale, ma che indirettamente lo ha riguardato…
Il padre, titolare di 4 negozi di giocattoli a Palermo, è stato anch’egli vittima del racket… con minacce da parte di quegli uomini (appartenenti alla mafia) che, in cambio di una strana “protezione” ne richiedevano il pagamento mensile (pizzo)!!! 
La reazione del padre era stata quella di rivolgersi alle istituzioni, denunciando quanto accaduto e facendo arrestare i mafiosi. 
Ovviamente in risposta a quel atto di protesta, uno dei suoi negozi fu bruciato… e anche la moglie, in quel momento incinta, vedendo quella scena si prese di paura ed a causa di ciò, ebbe le doglie…
Fu per questo motivo, che appena nato, decisero di chiamare il proprio bimbo… Giovanni!!! 
Rientrati a casa… la giornate ripresero come sempre, ma Giovanni, avendo compreso il messaggio che il padre gli aveva voluto trasmettere, rientrato nuovamente a scuola, si presento dal preside per denunciare Toni su quanto era accaduto e da allora diventò il migliore amico di Simone.
Il libro si conclude, con una richiesta di Giovanni al padre: andare a conoscere personalmente la sorella del giudice…
Dedico quanto sopra a certi pseudo “commentatori”, per ricordare loro, che non dovrebbero mai permettersi di utilizzare quel nome così importante… in maniera così indegna!!! 

C'è "giovanni"… e Giovanni…

Il bello del web è che permette di essere costantemente collegati con il mondo intero…
In pochi minuti le informazioni viaggiano sulla rete e la diffusione del messaggio avviene in un secondo e soprattutto, il contenuto pubblicato, dà il via, ad una ampia partecipazione di pubblico collegato…
A tutti è data la possibilità di scrivere e non vi sono imposti limiti culturali…
Chiunque può scrivere e dire ciò che pensa, senza preoccuparsi di ciò che scrive, anche perché il commento pubblicato può essere realizzato in forma anonima…
Certamente, quest’ultima diffusione, non può considerarsi come qualcosa di eticamente corretto e soprattutto dietro un messaggio celato sotto falso nome (o protetto da una email non corrispondente), c’è la rappresentazione precisa di qualcosa di deplorevole…
Ma ormai… è così che va, e in molti, incoraggiati dall’anonimato, decidono di partecipare mediante “nickname” fasulli –in fin dei conti, quanto da loro fatto, rappresenta di fatto la loro personalità…- per poter criticare o offendere coloro che non avendo nulla da nascondere… riescono a manifestarsi con il proprio, nome e cognome…

Ma purtroppo, ancora oggi, sono in molti on line che tentano (a loro modo…) di dare il proprio contributo, ma quando poi si tratta di esporsi con le proprie generalità, ecco che, in maniera del tutto vigliacca, disconoscono e rifiutano di rivendicare quanto pubblicato…
Tirano la pietra e nascondono la mano… fanno sempre così, manifestano espressamente quella loro mediocrità, sperando che siano gli altri ad esporsi, per poi loro successivamente, goderne i benefici…
Ed allora, ecco il perché in molti si mettono a commentare le notizie pubblicate… e poi successivamente negano, di averle dette!!!
Sono persone “miserabili”, capaci di vivere sotto pseudo nomi fantastici, che non appartengono a questa realtà… perché si trovano a vivere una vita senza alcuna dignità… senza alcuna capacità morale anche di firmare un commento, con il loro appellativo…

Qualcuno, per voler giustificare il proprio anonimato, risponde che c’è il rischio di essere querelati per “diffamazione”; ovviamente sono tutte cazzate, fintanto che si resta nei limiti di non cadere in frasi volgari o in commenti che ravvisano il reato di cui sopra, oggi possiamo stare tranquilli, che quel rischio non esiste…
Da quanto sopra quindi, si comprende come il reale motivo, per il quale si continua ad utilizzare un nickname, è perché si vuole esprimere giudizi offensivi o diffamatori, che per l’appunto, metterebbero l’autore a rischio di una querela (vorrei comunque ricordare a quei “mediocri” autori anonimi, che è sempre possibile -a seguito di una denuncia alla polizia postale- risalire al nome dell’autore della diffamazione, per cui, il rischio di una querela è sempre possibile… io per esempio sto valutando se farla ad un commentatore anonimo “giovanni”di Live Sicilia Catania…).
Come dice il mio titolo, <C’è “giovanni” e “Giovanni”>, domani farò in modo di non perdere il mio tempo a scrivere su personaggi “anonimi”, ma mi dedicherò a ricordare qualcuno -con quel nome- di veramente importate…
Si dice che… il mestiere di scrivere senza firma frutta magari denaro, ma non onore. Poiché negli attacchi il signor “Anonimo” è senz’altro il signor “Mascalzone”, e si può scommettere cento contro uno, che chi non vuol dire il suo nome… ha di solito intenzione di truffare il pubblico.

C'è "giovanni"… e Giovanni…

Il bello del web è che permette di essere costantemente collegati con il mondo intero…
In pochi minuti le informazioni viaggiano sulla rete e la diffusione del messaggio avviene in un secondo e soprattutto, il contenuto pubblicato, dà il via, ad una ampia partecipazione di pubblico collegato…
A tutti è data la possibilità di scrivere e non vi sono imposti limiti culturali…
Chiunque può scrivere e dire ciò che pensa, senza preoccuparsi di ciò che scrive, anche perché il commento pubblicato può essere realizzato in forma anonima…
Certamente, quest’ultima diffusione, non può considerarsi come qualcosa di eticamente corretto e soprattutto dietro un messaggio celato sotto falso nome (o protetto da una email non corrispondente), c’è la rappresentazione precisa di qualcosa di deplorevole…
Ma ormai… è così che va, e in molti, incoraggiati dall’anonimato, decidono di partecipare mediante “nickname” fasulli –in fin dei conti, quanto da loro fatto, rappresenta di fatto la loro personalità…- per poter criticare o offendere coloro che non avendo nulla da nascondere… riescono a manifestarsi con il proprio, nome e cognome…

Ma purtroppo, ancora oggi, sono in molti on line che tentano (a loro modo…) di dare il proprio contributo, ma quando poi si tratta di esporsi con le proprie generalità, ecco che, in maniera del tutto vigliacca, disconoscono e rifiutano di rivendicare quanto pubblicato…
Tirano la pietra e nascondono la mano… fanno sempre così, manifestano espressamente quella loro mediocrità, sperando che siano gli altri ad esporsi, per poi loro successivamente, goderne i benefici…
Ed allora, ecco il perché in molti si mettono a commentare le notizie pubblicate… e poi successivamente negano, di averle dette!!!
Sono persone “miserabili”, capaci di vivere sotto pseudo nomi fantastici, che non appartengono a questa realtà… perché si trovano a vivere una vita senza alcuna dignità… senza alcuna capacità morale anche di firmare un commento, con il loro appellativo…

Qualcuno, per voler giustificare il proprio anonimato, risponde che c’è il rischio di essere querelati per “diffamazione”; ovviamente sono tutte cazzate, fintanto che si resta nei limiti di non cadere in frasi volgari o in commenti che ravvisano il reato di cui sopra, oggi possiamo stare tranquilli, che quel rischio non esiste…
Da quanto sopra quindi, si comprende come il reale motivo, per il quale si continua ad utilizzare un nickname, è perché si vuole esprimere giudizi offensivi o diffamatori, che per l’appunto, metterebbero l’autore a rischio di una querela (vorrei comunque ricordare a quei “mediocri” autori anonimi, che è sempre possibile -a seguito di una denuncia alla polizia postale- risalire al nome dell’autore della diffamazione, per cui, il rischio di una querela è sempre possibile… io per esempio sto valutando se farla ad un commentatore anonimo “giovanni”di Live Sicilia Catania…).
Come dice il mio titolo, <C’è “giovanni” e “Giovanni”>, domani farò in modo di non perdere il mio tempo a scrivere su personaggi “anonimi”, ma mi dedicherò a ricordare qualcuno -con quel nome- di veramente importate…
Si dice che… il mestiere di scrivere senza firma frutta magari denaro, ma non onore. Poiché negli attacchi il signor “Anonimo” è senz’altro il signor “Mascalzone”, e si può scommettere cento contro uno, che chi non vuol dire il suo nome… ha di solito intenzione di truffare il pubblico.

Viviamo in mezzo a furbetti e disonesti…


Furbetti del cartellino e disonesti nelle PA, invalidi disonesti e furbetti della 104, compiacenti controllori e funzionari accusati di aver preso mazzette… ed ancora, finti paladini della legalità che si mascherano dietro false associazioni anti-racket… 

Poi, tanto per non mancare, ci sono loro… i politici… quelli corrotti e immorali, quelli che ancora oggi si presentano su quei palchi oppure danno consigli o suggerimenti quando vengono intervistati, già… “da quale pulpito, vien la predica“…
Si dice che ogni mondo è paese… e la nostra realtà, quella Siciliana, dimostra come da noi si è ancora a livello paese!!!
Nessuno è escluso… basta pagare e si trova la fila di soggetti pronti per farsi corrompere!!!
A cominciare da quei cosiddetti “prenditori“, pardon… imprenditori “rapaci” e incapaci di saper fare impresa, in particolare quando vengono di fatto esclusi, da quel sistema associativo e clientelare, al quale erano strettamente legati…
Poi ci sono quelli dai colletti inamidati… “bianchi” di fuori… ma sporchi di dentro, come chi li indossa; sono personaggi collusi, che vengono di volta in volta arrestati, finendo i loro giorni da condannati…
Da questa cerchia non sono esclusi nemmeno gli amministratori pubblici e taluni difensori della legge… che dimostrano anch’essi essere -attraverso le inchieste delle procure – compiacenti e ben disponibili ad ottenere vantaggi personali…
Questa situazione non fa altro che condizionare e compromettere lo stato sociale di questa nostra terra, già povera di suo, sia sotto il profilo economico e finanziario, che nelle opportunità professionali, con una qualità e un livello politico, istituzioni e civico, tra i più bassi delle regioni europee…
Una terra “infettata” da un cancro che da due secoli la tiene prigioniera di una grave malattia ed a cui, non si riesce trovare l’antidoto… o meglio, non lo si vuole trovare!!!
Le metastasi di quel cancro “mafioso” si sono ormai allargate a tutto la regione e non vi è più un solo settore determinante, nel quale, non si siano evidenziate infiltrazioni o che non si trovi collegato e colpito, da quel tumore…
La magistratura è giusto… deve fare (e farà…) il suo corso, ma questo paese non può più permettersi di avere esclusivamente una categoria che tenta di fare il proprio dovere, quando tutto il resto della “Sicilia” fa il contrario… o meglio, attende sempre che siano gli altri ad esporsi, perché essi si dimostrano vigliacchi per farlo!!! 
Di quanti altri “murales” abbiamo bisogno per dire basta???
Quanti altri eroi devono morire affinché si comprenda che questa terra così facendo… presto morirà???
E’ tempo di cambiare, di gettare via quei partiti mafiosi ed i loro esponenti, tutta gente che si rinnova, cambiandosi di divisa, ma che poi nei fatti, resta legato a quel sistema coercitivo e criminale…
E’ giunto il momento di dire basta, trovare nuovi percorsi, puliti ed alternativi, tali da poter contrastare questo sistema clientelare, mafioso, non meritocratico, ovunque presente!!!
Perché da noi si sa… il furbo è ritenuto un piccolo eroe da imitare. Chi “frega” gli altri solleva ammirazione!!!

La cultura del silenzio…

Rispondo al commento di “Logaritmo”, pubblicato su LIVE SICILIA CATANIA di Venerdì 29 Luglio.
La ringrazio per il sostegno e le belle parole che ha voluto rivolgere alla mia persona.
Vede, quanto Lei purtroppo fa emergere sulla mancata solidarietà o sui cosiddetti “silenzi”… costituisce principalmente il motivo  per il quale da sempre mi batto in tutte le sedi, tra cui anche attraverso il mio blog: “liberipensieri” (http://nicola-costanzo.blogspot.it o http://nicolacostanzo.com).
Perché vede, in questa nostra bellissima terra… sono in molti coloro che puntano l’indice e si sentono indignati quando leggono sulle varie inchieste che quotidianamente emergono da parte delle procure siciliane o quando vengono evidenziati, fatti e collusioni, a cui solitamente seguono arresti e/o condanne eccellenti…
Ma quando si tratta di fare il proprio dovere e cioè di denunciare fatti o circostanze di cui si è venuti a conoscenza, ecco che allora in tutti quei casi, ci si cela dietro quell’unico comportamento conosciuto e “omertoso” che fa sì, che quel sistema clientelare e corruttivo, continui a fare proseliti…
Vede, chi non ha avuto modo di conoscermi personalmente, potrebbe pensare che il sottoscritto, “all’improvviso” o senza alcun preciso motivo, abbia deciso di manifestarsi o di denunciare quanto sopra riportato…
Vorrei innanzitutto precisare come, lo stesso, sia stato gentilmente invitato a partecipare ad una intervista per – comprendere in maniera diretta – come viene vissuta l’esperienza di un dipendente che si trova ad attraversare tutte le fasi gestionali di una società che passa, da quella ordinaria al periodo d’interdizione antimafia, con il relativo sequestro delle quote, per poi quindi proseguire con quello della confisca e concludersi dopo molti anni, con la restituzione delle quote societarie.
D’altronde, ciò che molti non sanno, è che la lotta alla illegalità, nasce da un sentimento profondo, che da sempre si dimostra “intraprendente ed operoso” e che mi vede per l’appunto membro di alcune note associazioni di legalità, quali “Libera” e “Francesco Agosta”; inoltre, in questi anni, ho cercato di dare, quando richiesto, il mio piccolo contributo all’Associazione “AddioPizzo Catania” ed in particolare, da pochi mesi, sto partecipando attivamente con l’Associazione “Emanuele Piazza” di Palermo, con la quale si stanno definendo, tutta una serie d’iniziative per la promozione di una “cultura di legalità” nella Provincia di Catania.
Posso dimostrare  (attraverso copie dei documenti protocollati o inviati a mezzo raccomandata, Pec e/o email) come in questi anni, mi sia impegnato, inviando note direttamente a quanti – per competenza – avevano incarichi istituzionali…
Per esempio… al Presidente Umberto Postiglione dell’ANBSC, al Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi e/o al Vicepresidente Claudio Fava; al Presidente ANAC, Raffaele Cantone; analogamente ho provveduto a segnalare alle Procure di Catania ed di Siracusa, fatti e circostanze, che ritenevo di notevole importanza (e che nulla avevano in legame con la mia ex impresa), affinché si potesse giungere a sensibilizzare le istituzioni preposte e di conseguenza anche l’opinione pubblica…
Tra ieri e oggi, ho ricevuto telefonicamente (e via sms, email, whatsapp, social) molti attestati di stima, complimentandomi per aver fatto emergere un grave problema, quello delle migliaia d’imprese della nostra regione sottoposte a provvedimenti d’interdizione, che non comprende esclusivamente la salvaguardia dei posti di lavoro, ma evidenzia il rispetto e l’applicazione di tutte quelle procedure previste – durante la gestione dei beni sequestrati e/o confiscati – ed espresse perfettamente nella legge Rognoni-La Torre… perché solo così facendo, si potrà ricostruire la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni…

Quanto fatto quindi non ha nulla di speciale o di meritevole, perché come ripeto sempre alle mie figlie, “occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”.

Nessuno è profeta in patria. Ancor più, se la terra in questione… si chiama "Sicilia"!!!

Gesú, rispondendo alle domande poste dai Nazareni, disse loro: «Nessun profeta è bene accolto nella sua patria» e aggiunse, “in verità io vi dico che c`erano molte vedove in Israele ai giorni di Elia, quando il cielo stette chiuso per tre anni e sei mesi” (Lc 4,25). 
Qual’era il significato di quelle parole?
Elia era un profeta e si trovava in mezzo al popolo giudeo, ma nel momento di compiere un prodigio, benché ci fossero parecchie vedove in Israele, egli le trascurò tutte e andò a trovare una vedova di Sarepta, nel paese di Sidone (cf. 1Re 17,9); una povera donna pagana, che raffigurava in se stessa l`immagine di quella attuale realtà; infatti, il popolo di Israele, era in preda a una “fame e sete, non di pane e d`acqua, ma d’ascoltare la Parola di Dio” (Am 8,11)…
Quando il Profeta Elia andò da quella vedova, disse: “I figli dell`abbandonata sono più numerosi dei figli della maritata” (Is 54,1); dopo di che, fece il miracolo di moltiplicare il pane e il cibo di quella donna…
Eri tu la vedova di Sarepta, nel paese di Sidone, nel paese da cui viene fuori la Cananea (Mt 15,22) che desidera veder guarita la propria figlia e che, a causa della sua fede, merita di vedere accolta la propria preghiera. 
Difatti… “c`erano molte vedove in Israele… ma a nessuna di esse Elia fu inviato, se non alla povera vedova di Sarepta” (Lc 4,26)!!!
Già la locunzione latina “Nemo propheta in patria” (sua), è perfetta per indicare la difficoltà ad emergere o a veder riconosciuti meriti, in un ambiente o rispetto ad un ambito, nel quale si è considerati (proprio perché non si adegua… ) estranei… 
Analoga circostanza viene attribuita dai 4 evangelisti a Gesù, allorché si recò in visita a Nazareth, la città in cui era cresciuto… 
Quando egli nella Sinagoga lesse le profezie di Isaia e le riferì a sé… venne rifiutato dai presenti, in quanto riconosciuto come il figlio di un povero falegname Giuseppe, andato in giro a predicare… invece di rimanere in casa sua ad aiutare la famiglia, e fu il motivo che suscitò in lui… l’amaro commento!!!
Nel mio portafoglio tengo custodita l’immagine di Padre Pio…
Nel retro, vi è scritta questa frase: La vita è una lotta dalla quale non possiamo ritrarci…

La mafia oggi è esattamente quella che era 5 anni fa e alle prossime elezioni regionali serve un candidato nuovo!!!

A dirlo è stato Totò Cuffaro… (ex presidente della regione Sicilia) intervistato alcuni giorni fa, da Sudpress…

Nel video sono stati toccati tanti argomenti…
Si è parlato di politica, di mafia, delle condizioni disumane dei detenuti e dei rapporti familiari… 
Un racconto che partendo da lontano… tenta di rivolgersi ai nuovi giovani “costruttivi” di questa terra…
Sulla parete… c’è un enorme crocifisso e posto a fianco della sua scrivania, tra foto e libri ovunque…
Ha voluto evidenziare il problema della gestione carceraria… per poi passare al suo argomento principe, lo stesso per il quale, ha dovuto scontare la pena… 
Riporta l’ex presidente: “ho sbattuto contro la mafia, credo di essere nella mia coscienza assolutamente sincero quando dico di non aver voluto favorire la mafia; per me la mafia oggi è esattamente quello che era 5 anni fa un fenomeno criminale, schifoso, dissacrante, pericolosissimo che fa pagare alla sicilia e ai siciliani un prezzo altissimo, non soltanto in termini di vite umane ma anche in termini di cultura, di immagine ed economici”!!!
Continuando… “se quasi tutti i presidenti siciliani hanno avuto qualche problema con la mafia bisogna porsi un interrogativo, la mafia cerca di infiltrarsi e bisogna trovare il vaccino giusto, gli anticorpi giusti; gli uomini della mafia utilizzano i volti puliti per fare i loro affari”!!!
Il pensiero prosegue quindi sull’attuale presidente della Regione Siciliana… Rosario Crocetta, che, pur riconoscendogli il merito di essere persona onesta, non ne condivide la gestione, in particolare quanto compiuto sulla vicenda dei termo-valorizzatori… che secondo molti, dovrebbe far superare l’emergenza rifiuti…
Il sottoscritto se pur condivide in parte quella soluzione (oggi ci sono difatti sistemi più innovativi ed ecologici…), ritiene comunque che quest’ultima soluzione, per poter essere realizzata, deve essere “blindata” e controllata da una struttura autoritaria e fuori da controlli politici o privati, ma vigilata quotidianamente da militari, per non permettere con i fatti alla mafia di mettere le mani…perché altrimenti – con l’attuale condizione – è meglio abbandonare sin da subito l’idea…)!

Quindi ad un Crocetta inadeguato e “burattino”… con qualcuno che dietro di lui ne muove le fila… vi sono altri due pretendenti, Musumeci e Miccichè, che ad oggi non sono mai stati scelti dai siciliani, in quanto chissà, non ritenuti all’altezza di essere le persone giuste… dopotutto se il 51% dei siciliani non si è riconosciuto in loro… non è certamente per protesta, ma perché volutamente indifferenti a quei candidati!!!
Ora affinché la parte moderata vuole ritornare a vincere… bisogna che trovi un candidato credibile… e soprattutto onesto!!!
Su quest’ultimo punto ho dei forti dubbi…

Trovare un soggetto che non appartenga a quegli schemi politici, incorruttibile, senza scheletri nell’armadio e che negli anni si sia dimostrato integerrimo, aggiungerei, senza tessera elettorale e se possibile, senza alcuna averlo visto in qualche foto compromettente… non sarebbe male…
Certo… il problema è trovarlo (già… come trovare “un ago in un pagliaio“)!!!    
Infine… ricorda che (se pur interdetto dai pubblici uffici), non gli è vietato continuare a fare il dirigente in un partito o di poter esprimere giudizi di pensiero…
Dopotutto se pensiamo a tutti quei soggetti che, se pur condannati o con processi a loro carico, fanno parte ancora di quei partiti… come dargli torto.
Io certamente da quel partito starei molto lontano, come mi guardo da stare distante da quei suoi giudizi di merito, tanto inutili e di cui sono sicuro… poterne fare a meno.
Non mi convinceva allora e non mi sembra oggi, quella persona adeguata dalla quale avrei potuto prendere consigli, dopotutto per come egli stesso dice… “la politica o la si fa o la si subisce“!!!

Ecco… nel suo caso specifico dovrà subirla e dovrà subire anche l’atteggiamento repulsivo e distaccato di chi… proprio come me, da sempre, tenta di combattere quelle schifose collusioni e quei modi infidi e criminali, che hanno di fatto permesso a pochi soggetti ignoranti… di distruggere fino ad oggi, questa nostra terra…
La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine: Lei… e tutti quelli come Lei (siete purtroppo ancora in tanti…) fa ormai parte dell’inizio, sì l’INIZIO DI QUELLA FINE!!!
So che abbiamo molto da fare, ma vedrà… alla fine, questa terra verrà ripulita!!!

Mare "Nostrum"??? No, mare… "Monstrum"…

Legambiente lo ha definito così nel suo dossier…

Si chiama “Mare Monstrum” ed è stato pubblicato con riferimento alla nostra regione, in particolare l’attenzione è stata data proprio alla Provincia di Catania… su quelle aree limitrofe i centri abitati nei quali, le acque reflue, non vengono smaltite attraverso impianti di depurazione, ma bensì vanno a finire direttamente a mare…
Da qualche parte… l’avevo letto solo alcuni mesi fa, era stato pubblicato che solo il 50% degli scarichi fognari viene di fatto depurato… mentre la parte restante, comprendere da voi, dove vada a finire…
Il bello è che la stagione estiva balneare è cominciata… e come dei funghi, compaiono i soliti cartelli di divieto di balneazione per motivi d’inquinamento…
Sono anni che la Regione Siciliana è brava ad indicarci i tratti di costa vietati… ma quanto poi si sia fatto, per ridurre quell’inquinamento, ecco che quella è tutt’altra cosa…
D’altronde è evidente a tutti che, dove vi sono poche urbanizzazioni l’acqua risulta più limpida, mentre dove le costruzioni sono maggiori, il rischio d’inquinamento aumenta in modo ragguardevole…
Ricordate l’epidemia dello scorso anno in cui molti bambini ed anche tanti adulti sono stati ricoverati a seguito d’infezioni, vedrete come anche quest’anno la situazione si ripeterà…
La verità è (come ripeto sempre…) che mancano i controlli o meglio manca quell’attenzione minuziosa da parte di chi dovrebbe compire quei controlli (per esempio i responsabili dell’Asp) che dovrebbero impiegare la maggior parte del loro tempo, a verificare all’esterno tutti quei luoghi esposti a possibili violazioni…, ma che ovviamente, preferiscono (con questo caldo afoso…) rimanere nel loro rinfrescato ufficio (quasi refrigerato…) comunicando noi… che comunque “va tutto bene”.
Non so più quanti anni sono che sento parlare della rete fognaria catanese… delle denunce per omissione d’atti d’ufficio nei confronti del sindaco di Catania, Enzo Bianco, di tutte quelle inchieste delle varie procure siciliane, come per esempio quella sul depuratore di Mascali, nel quale si era scoperto che venivano trattati consistenti tonnellate di acque nere, molte di più di quanto l’impianto fosse in grado di depurare… con la conseguenza logica che gran parte di quei liquami (non-trattati) venissero smaltiti direttamente nel  torrente adiacente… e quindi di conseguenza a mare… 
La stessa situazione si è ripetuta nelle acque del fiume Alcantara… con quel vergognoso depuratore realizzato in pieno inverno… posto adiacente ad una struttura turistico alberghiera, che ne ha totalmente distrutto o ancor meglio “contaminato”, quei pochi giorni di vacanza estivi dei suoi residenti… il tutto ovviamente “farcito” da politiche che non hanno tenuto conto dei disagi dei cittadini ma che forse un giorno (quando qualcuno avrà voglia di denunciare quanto accaduto…) dimostrerà in quella realizzazione la presenza di collusioni politico/imprenditoriali/mafiose… 
Sarei inoltre curioso di conoscere in quali luoghi vengono smaltiti i fanghi residui di quelle lavorazioni… e dove questi vengono depositati…  
Non dimentichiamoci infatti che i fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue civili ed industriali, sono rifiuti speciali (D.Lgs.152/06 Art. 127), e pertanto debbono essere sottoposti alla disciplina dei rifiuti!!!
Chi controlla che quanto si sta realizzando sia a norma???
Siamo sicuri che nonostante la semplificazione legislativa, lo smaltimento in discarica sia conforme o risulta ancora problematico per la maggior parte degli impianti, soprattutto per quelli di piccola o media entità, in quanto quest’ultimi non sono dotati di una linea fanghi strutturata in grado di ottenere i tenori di secco richiesti???
I risultati dei monitoraggi eseguiti negli ultimi anni, hanno evidenziato la presenza di impianti spesso mal funzionanti o non conformi alle normative vigenti sugli scarichi, specialmente durante i mesi estivi, quando appunto la presenza turistica lungo la fascia costiera, aumenta in modo esponenziale con il numero degli abitanti equivalenti e quindi con la conseguenza con loro, anche il carico che arriva ai depuratori…
Ormai le violazioni amministrative relative a superamenti dei limiti tabellari di scarichi o alla mancanza di autorizzazione allo scarico (trasmissione dei MUD dei fanghi e irregolarità nei registri carico e scarico di fanghi) non si contano più…
Per quanto sopra vanno aggiunte anche le ipotesi di smaltimento abusivo con dilavamento in mare, con la conseguenza anche di disastro ambientale…
E’ fondamentale quindi fare chiarezza e devono essere adottati tutti i provvedimenti necessari al fine di scongiurare quanto accaduto lo scorso anno… ne va, non solo della salvaguardia dell’ambiente, ma soprattutto della salute dei cittadini!!!
E’ importante inoltre che anche gli operatori turistici partecipino a questa battaglia ambientale per il territorio, perché continuare ancora con quei silenzi o per come si è fatto… senza denunciare quei disastri ambientali, non potrà che vederli danneggiati ulteriormente negli anni a venire…  
Ed infine (non per volermi ripetere…) non bisogna tralasciare un’aspetto fondamentale della vicenda… che è propriamente quello delle collusioni, che trova infatti attraverso un mare “avvelenato”, l’occasione per fare arricchire quei piccoli e grandi truffatori, amministratori e controllori corrotti con l’ormai abituale presenza della criminalità organizzata…
Io… una soluzione l’avrei…
Basterebbe prendere tutti questi inaffidabili e disonesti personaggi… gettarli in mare, ed ecco come sin da subito quei mari… comincerebbero a ripulirsi!!!

La Sicilia diventerà bellissima!!! Si questo è certo… basterà togliere definitivamente gran parte di quei politici collusi!!!

Ho letto in questi giorni un particolare #hastag…
Un nuovo movimento politico… che mi ha sorpreso perché da a tutti l’opportunità di registrarsi, anche a chi da sempre, possiede tessere di altri partiti…
Quanto sopra viene realizzato per poter essere uniti ed alternativi al governo attuale del Presidente Crocetta e soprattutto alla sua politica “demagogica”.

“#Diventeràbellissima”… è con questo nome che il Presidente della Commissione regionale Antimafia, On. Nello Musumeci, si presenta quale candidato alla Presidenza della regione Sicilia…
E’ stato detto: “chiunque può iscriversi… a #Diventerà bellissima… anche se in possesso di una tessera di partito, l’importante è che si abbia la fedina penale completamente pulita e la disponibilità ad aprirsi ad una cultura trasversale; Siamo un movimento civico che tenta di supplire alla crisi di partiti politici, in fortissimo calo di fiducia nella società ed oggi (prosegue l’On. Musumeci) – la politica non è nelle condizioni di parlare alla gente, ma la crisi dei partiti non può lasciare spazio all’anarchia e/o all’antipolitica…”- Siamo pronti ad una campagna elettorale tra due mesi o tra due anni”!!!
Quindi di tutto e di più… una specie di contenitore “indifferenziato” nel quale inserire qualsiasi identità culturale, senza distinzione sulle eventuali posizioni contrastanti… 
Un vero e proprio calderone nel quale i principi di quella destra liberale, legate finanziariamente al mercato globale ed al capitalismo economico, conservatori inoltre di quel nazionalismo che predilige, rigore, ordine sociale e potere gerarchico, va adesso ad unirsi a quelle ideologie di sinistra, che di contro, supportano l’idea e i concetti di egualitarismo. con l’instaurazione di modello sociali più democratici e anticlericali… il tutto però mediato e condito, da quel centro moderato, d’spirazione cristiana, equidistante anch’esso da entrambi, ma che vorrebbe di fatto rappresentarli tutti…
La regia di questa amalgama è demandata all’On. Musumeci che, dovrà fare in modo, di unire questi diversi pensieri, affinche possano incontrasi e collaborare a quel comune progetto…
Ovviamente si dovrà valutare la fedina penale di tutti gli iscritti… e lì (sicuramente) inizieranno i primi problemi…
Infatti, se si deve tenere conto di quanti hanno già fatto politica in questi anni… e dei loro certificati penali… ecco di limpidi, se ne troveranno pochissimi…
Bisogna inoltre tenere conto che, quel famoso “casellario giudiziale” contiene sì… tutte le informazioni relative ai cittadini sui loro provvedimenti giudiziari (civili, penali, amministrativi, già compiuti), ma non sono di fatto esaustivi per comprendere quanto quei soggetti, sono di per se “cristallini”…
Tralasciando infatti quelli civili (e/o amministrativi) e ponendo quindi la nostra attenzione esclusivamente su quelli penali, scopriremo come tutte le registrazioni (iscritte nel “casellario giudiziale”) contengono esclusivamente le condanne passate del cittadino interessato… ma da questo documento, sono di fatto esclusi, quei procedimenti ancora in corso, denominati appunto “carichi pendenti”, che trovano invece spazio all’interno di un altro documento (emesso esclusivamente dalla Procura della Repubblica) ed è chiamato “certificato dei carichi pendenti”…
Quest’ultimo dovrebbe essere integrato al casellario giudiziario, prima della registrazione al movimento… 
Oltre a ciò, va tenuto conto che, nello stesso documento mancano tutte quelle sentenze attribuite in materia penale, poiché esistono delle “eccezioni” o meglio delle condanne che godono del beneficio della non menzione; tra queste per esempio vi sono le condanne emesse dal giudice di pace e inoltre, non risultano, tutte le condanne relative a reati “estinti” e quelle per contravvenzioni, punibile tramite la sola ammenda…
Da ciò risulta chiaro come, tramite il semplice certificato penale l’eventuale interessato richiedente, non visionerebbe tutte le sentenze effettivamente imputate al titolare del documento, ma si troverebbe a dover integrare la richiesta con un ulteriore strumento denominato “visura a richiesta degli interessati”, che sostanzialmente consente l’accesso diretto ai documenti del casellario giudiziale.
Comunque, vedrete che alla fine di questa affannosa ricerca, si scoprirà come quell’interessante numero di registrazioni… verrà (sicuramente) dimezzato e siccome, tale visure, non potranno essere richieste, se non dal diretto interessato o dalle autorità giudiziarie… quest’ultimo farà in modo di celare eventuali problemi al movimento stesso. che resterà così in attesa dello stesso, per quella previa verifica, che alla fine (sono quasi certo) non si compierà mai…
Vorrei ancora aggiungere che, fintanto che al cittadino non intervengano condanne penali definitive, questo risulterà (almeno sulla carta…) “incensurato”, sebbene su di esso gravino comunque dei carichi pendenti…
Comunque, ammesso che si siano trovate un po di persone perbene… di destra, centro e sinistra… non ha importanza di quale ispirazione politica… dopotutto ciò che conta realmente è l’aver raggiunto i numeri sperati!!!
Ora fatto ciò… di cosa si parlerà??? Quali sono i programmi e cosa cambierà rispetto alle precedenti realtà??? Ma soprattutto perché i siciliani dovrebbero affidarsi a questo nuovo movimento???
Cosa è cambiato… non è sempre lo stesso candidato che si è già presentato negli anni passati a quella Presidenza con i ben noti limitati risultati???
Adesso quindi, in cosa si differenzia d’allora???
Tanto per riepilogare:
– si candida nel 2006 alla presidenza della Regione Siciliana, a capo del neonato movimento Alleanza Siciliana, per protesta contro la ricandidatura di Salvatore Cuffaro, allora rinviato a giudizio per reati di mafia: Ottiene il 5,3% contro il 53,1% dell’esponente del centrodestra e il 41,6% della candidata del centrosinistra Rita Borsellino.
– nel 2008 salirà Lombardo con il 65,35% dei voti… egli non parteciperà in quanto si proporrà a Sindaco a Catania: prenderà infine il 25% dei consensi contro il 54,59% di Raffaele Stancanelli… purtroppo viene battuto al primo turno!!!
– nel 2012 la cui candidatura a Presidente era stata lanciata da Gianfranco Micchichè… ed ha visto giungere l’On. Musumeci 2° con il 25,73%, contro il 30,47 del presidente Crocetta e il 18,17% dell’antagonista Giancarlo Cancelleri… anche questa volta nuovamente battuto!!!
Ora quindi, per la terza volta decide di ripresentarsi con la sua #Diventeràbellissima… vedremo come andrà a finire… 
Il movimento, abbiamo visto sopra, dice d’essere pronto a quella campagna elettorale (“che si voti tra due mesi o tra due anni non  ha importanza…”), comunque… due mesi (considerate le abituali lentezza burocratiche) non basteranno di certo per richiedere quei certificati e procedere con le dovute verifiche…
Comunque… capisco che ormai è di moda riproporre modelli “pentastellari” e si in tutti i modi di copiarli…  
Vengono altresì copiati le iniziative #hastag già proposte dal premier Renzi, ma ciò che non si vuole comprendere è come ormai le persone siano stanche e non si fidano più di questa politica e in particolare di tutti quei politici… che da sempre hanno partecipato a quel mondo e ne hanno condiviso (non solo le tessere di partito), ahimè… le amicizie.
Sono gli stessi soggetti che ora vorrebbero rinnegare… o meglio cancellare in uno solo momento quei decenni trascorsi all’ombra della politica, quasi si potesse dare un colpo di spugna…
Come è inutile inviare “diplomatici” che si facciano messaggeri e portavoce di quei cambiamenti, che si sa… non potranno mai avvenire –almeno non con questi soggetti– perché sono gli stessi, che negli anni passati, non hanno fatto nulla, proprio quando allora… sì… che si poteva fare!!!
Non preoccupatevi per le migliaia di giovani di questa terra…
Loro sanno già cosa fare… vedrete da voi come al momento opportuno, quando cioè verranno chiamati a esprimersi, sapranno a chi indirizzare quel loro voto: certamente verso quei soggetti totalmente nuovi e slegati da menzogneri meccanismi partitocratici!!!
E comunque… la Sicilia… non ha bisogno di diventare bellissima perché è già “BELLISSIMA” ed è un vero peccato che a tutt’oggi… non ve ne siate ancora accorti!!!
L’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna. È in Sicilia che si trova la chiave di tutto… La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra…chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita…
(J.W.Goethe, “Viaggio in Italia”, 1817)

2° puntata dei "Cento potenti di Sicilia": Gianfranco Miccichè

E’ stato definito “Mister 61:0”!!!

Fu chiamato così… perché riusci nel 2001 da Coordinatore in Sicilia di Forza Italia, a far vincere il suo partito in tutti i collegi uninominali, che precisamente erano proprio 61… (per fortuna parliamo di tempi passati…)!!!
L’hanno anche definito il grande “traditore”… perché prima portò avanti quale candidato del Pdl (al palazzo della regione) Nello Musumeci e poi all’improvviso decise di candidare se stesso… stringendo un patto con quel Movimento per l’Autonomia dell’ex governatore Lombardo…
La famosa classifica lo poneva lo scorso anno al 87′ posto… certamente lontano da quel podio che nel 2010… lo vedeva terzo!!!

Il cavaliere… ormai in Sicilia con quel suo “partitino” conta “meno del 2 di coppe quando la giocata è a oro…”, ed ora prova quale ultimo tentativo, ad affidare le redini del carro siciliano… a quel suo ex “amico”… sperando in un qualche sorta di miracolo, che dai risultati delle ultime elezioni regionali… si è visto come non esserci stato!!!

Ho letto sul web (LiveSicilia) un’interessante articolo di Pietrangelo Buttafuoco, s’intitola: ” Riecco la congrega dei “traditori”, Alfano e Micciché ancora insieme“!!!
Già il titolo non fa presagire nulla di buono… ed è strano che riparlando di “traditori”, torni nuovamente alla ribalta il nome di “Mister 61“!!!
Mi chiedo… ma veramente c’è ancora qualcuno che pensa che noi siciliani siano così stupidi, da seguire chi finora li ha totalmente delusi???
Mi riferisco proprio a quel 61 a zero… a quando cioè la Sicilia era nelle mani del centro-destra e cosa fece per essa… nulla, l’ha completamente abbandonata a se stessa o meglio, l’ha lasciata nelle mani di quei politici corrotti e dei loro amici mafiosi…
Perché in fin dei conti di questo si è trattato: di un vero e proprio scambio di favori, tra chi raccoglieva voti e chi si aggiudicava gli appalti!!!
Che poi sono le stesse imprese che in questi anni, sono state colpite da provvedimenti giudiziari, che hanno saputo fare emergere, collusioni, malaffare ed i soliti giochi di potere…
Si… ciò che nessuno però (tra questi partiti) vuole dire è che tacitamente, si stanno cercando i voti della mafia…
Sì… proprio di quella associazione che da sempre –certamente qui da noi in Sicilia– ha indirizzato in maniera sostanziale le preferenze elettorali… 
Oggi però (non bisogna essere degli investigatori per capirlo) quella associazione criminale… dimostra (dalle intercettazioni…) che non ha ancora deciso con chi schierarsi, o meglio, trovandosi quali interlocutori, inconcludenti picciotti a modello “pisciabrori”, preferisce stare immobili… ed osservare gli eventi!!!

Dopotutto… il Pd di Crocetta ha completamente deluso… sul M5Stelle non si può contare quello si sa… è per la legalità, sul partito del Ministro di Giustizia, Angelino Alfano, neppure…
Abbiamo visto come in questi anni abbia portato avanti una lotta ferrea alla mafia e come proprio attraverso le riforme sulla giustizia, si sia ancor più inasprito il carcere duro cagionando un grave colpo a quell’associazione del malaffare…
D’altronde, egli stesso da sempre ha riportato: la lotta alla mafia è un credo ideologico del mio agire politico, bisogna sin da subito dimostrare ai giovani, che lo Stato è vincente ed i boss perdenti!!!

Io comunque mi immagino i dialoghi di quegli esponenti mafiosi che staranno dicendo: a chistu… nenti voti!!! 
Matu a scusari… (continua a parlare il boss…), vulissi riri na cosa… pi’ ora, iè megghu ca aspittamu, ie pi’ fauri… non ni parramu chiù!!! 
Ma comu…; “boss”… cinnè ancora unu, comu cu arristau… u signor Miccichè!!!    
Ma picchi quannu mangiamu… iammu a parrari di pulitica…??? 
Ie poi… quanti voti vaia diri ca “u pisci a bruoru” mi piaci sulu a duminica, mentr n’da l’autr’iorna, mi piaci fattu ‘ndo folcularu???
Ma… scusate, chistu… non è chi chiddu ca fumava e pigghiava ddroga quann’era carusu… minchia… pi’ faureddu, vu ricu nautra vota… assicutatulu!!!!!
Molto probabilmente il “boss” si rifà ad una intervista ascoltata su Radio24 nel programma “La zanzara” nella quale l’allora deputato, si lasciò andare ad alcune confidenze sulla sua gioventù: “da giovane ho fumato qualche canna, ma una volta mi andò via la testa a tal punto da spaventarmi quindi dissi basta; da allora fumo solo sigarette, ma sono a favore della legalizzazione delle droghe leggere“… al che, il conduttore si spinse un po’ più in là: “Ma lei ha mai provato droghe pesanti?“. Risposta di Miccichè: “Da giovane sì, mentre quella storia che uscì fuori quando ero al ministero (fu accusato di farsi recapitare periodicamente della cocaina presso gli uffici del ministero delle Finanze, in cui all’epoca ricopriva il ruolo di viceministro, ndr ) risultò completamente falsa… 
Parliamo della stessa persona che solo pochi giorni fa, intervistato, ha dichiarato: Crocetta è colpa della mafia, i siciliani lo hanno votato solo per paura di Cosa nostra, ed ecco il risultato. Non prendo il kalashnikov perché non sono un terrorista…
Meno male, con tutti i terroristi che ci sono in giro ci mancava soltanto lui… ma a proposito, spero che qualcuno (viste le sue parole) sia andato in casa sua a controllare che non possedesse realmente qualche arma… anche perché dalla sua frase, non è esclusa la possibilità che l’avesse!!!
Non vi dimenticate inoltre anche di quell’altra intervista sul cavaliere (il quale l’aveva escluso con il suo partito “Grande sud” da qualsivoglia intesa elettorale, proprio a causa di quel tradimento…) disse: “Io non ci sono mai andato ad escort, Berlusconi invece qualche volta credo di sì”!!!  
Un amore conflittuale quello con il “cavaliere”, quasi fosse un elastico… ci si allontana e ci si riprende a seconda delle circostanze e soprattutto delle convenienze… ma forse l’ex presidente del consiglio (ed è la sua terza volta…) crede che grazie a lui, possano confluire “alcuni” voti… 
Comunque nel 2009 era 13′,  11′ nel 2011, 16′ nel 2012 e 91 nel 2013 e fuori dai cento più potenti nel 2014!!!
In questi giorni mi chiedevo… con quali criteri o con quali meriti, è stata stilata questa particolare classifica…
Anche perché… se prendo i nomi che dal 2009 ad oggi sono stati elencati, questi sono stati in questi anni, inquisiti, arrestati, posti ai domiciliari o ancora sotto processo in vari gradi di giudizio…
Sì… di quei cento nominativi, più volte ripetuti negli anni (dal 2009 ad 2015), di onesti e perbene… chissà forse se ne contano a stento… una ventina!!!
Non auguro a nessuno entrare in una speciale classifica come quella pubblicata, piena di persone di ……..
Al sottoscritto per esempio basta alimentare quella fiaccola di speranza, augurandomi un giorno di poter vedere questa mia Sicilia svincolata da questi suoi figli “indegni”, provando finalmente a respirare in modo libero… un’aria completamente rinnovata!!!
Come ripeto sempre: chi nel corso della propria vita ha acceso anche soltanto una luce… nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano”!!!

I Love Sicilia: i 100 potenti della Sicilia!!!

La bellezza della scrittura è che rimane indelebile e immutata nel tempo!!!

Pochi giorni fa, mi sono ritrovato tra le mani un mensile su stili, usi, costumi, tendenze…
E’ una rivista con redazione a Palermo, ed ha, in quelle sue pagine, la capacità di mostrarci e farci riscoprire tutte le bellezze Siciliane…
Si parla di arte, cultura, moda, imprenditoria, politica, teatro, start up, cinema, libri ed anche di turismo e cucina, con la presentazioni soprattutto di alcune eccellenze di questa nostra terra…
Si… c’è forse un po’ troppa “promotion”… ma come si dice la pubblicità è l’anima  del commercio… e se lo slogan risulta di per se un po’ datato, racconta nella sua essenza una verità, quella cioè che in questi anni, ha dato prova d’esser vera!!!
E’ dimostrato infatti che tutti i prodotti immessi sul mercato, sia da quelli più rinomati, che da quelli totalmente nuovi, per riscuotere un maggior gradimento dei consumatori, hanno bisogno di un’adeguata campagna pubblicitaria…
Dopotutto in un qualche modo, questo mensile dovrà pure mantenersi e quindi… ben venga la pubblicità… quando serve a questo scopo!!!
Ciò di cui però oggi voglio parlare è di una bella classifica pubblicata annualmente… 
Mi riferisco ai famosi cento nominativi che, anno dopo anno, salgono e scendono, a seconda dei meriti, da quella classifica… “esclusiva”!!!
Andare a rileggere quei nomi… messi lì in bella evidenza, fa comprendere il perché questo nostro paese… o meglio questa nostra meravigliosa terra, sia ridotta al completo sfacelo!!!
Il mio impegno quindi, sarà quello di dedicarmi nei giorni seguenti ad estrarre per volta, un nominativo tra quanti erano posti lì in evidenza… in quella speciale graduatoria, per analizzare alla luce di quanto emerso… le loro attuali posizioni e se a seguito delle inchieste giudiziaria (da parte delle procure nazionali) che li hanno colpiti, possiamo ancora considerarli tra i nominativi, di quei possibili 100 più potenti della Sicilia!!!
Il nome che oggi vado a prendere in considerazione è quello del vicepresidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello. 
L’Anno scorso il mensile lo poneva 17′ con questa dicitura: “di certo, il 2015 non è stato un anno memorabile per la “sua” confindustria tra l’inchiesta che ha coinvolto il gemello Antonello Montante e altre vicende; Il prudente Ivan però è rimasto lontano dalla bufera, è stato eletto al vertice nazionale di Unioncamere e “naviga” ancora nel mare dei potenti. Anche se l’immagine della famosa svolta legalitaria da lui realizzata anni fa è stata messa in discussione”.
Sembra incredibile ma quella frase sul “navigare”… sembra quasi anticipare le vicende giudiziarie che l’hanno visto coinvolto…
E’ dire che nei tempi d’oro, proprio Montezemolo in persona, lo volle giovanissimo a capo degli industriali siciliani… e poi, vogliamo dimenticare quelle sue “lotte” a suo tempo compiute contro la mafia, ed i suoi associati (certamente mai indirizzate verso la parte ad egli amica…).
Ricordate quella lotta contro l’ex presidente Lombardo, legato (secondo lui) ad imprese colluse…
Io me lo ricordo come fosse ieri… perché c’era pure l’impresa nella quale operavo… mentre di contro, quelle con cui egli andava a braccetto, ecco quelle sì che di contro fossero perfette, ben inserite in confindustria, tutte ligie al dovere, a contrasto dell’illegalità e soprattutto lontano da qualsivoglia schema corruttivo: l’abbiamo visto infatti negli anni seguenti come… tutte quelle imprese, siano di fatto finite nel mirino delle procure… interdette e/o sottoposte a confisca, ed i loro stimati titolari… denunciati!!!
Complimenti, anche e soprattutto a chi, avrebbe dovuto in quegli anni controllare… ma chissà forse anche lì tra qualche anno, scopriremo del marciume…
Ricordo l’articolo pubblicato su “Adnkronos”: Il presidente Lombardo mi sembra un novello Forrest Gump che cammina per la Sicilia e incontra mafiosi scambiandoli per politici. Così, il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello risponde a distanza al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che oggi, durante il festival della legalità ha duramente criticato l’industriale sostenendo che “non è un imprenditore, è, un’anomalia della Sicilia”… – Lombardo continua a dire delle falsità. Lui non conosce affatto il mondo dell’impresa perché incontra solo i vari Basilotta… 
Concludeva dicendo: “Sono tanti i danni che Lombardo ha fatto in Sicilia spero che i siciliani si siano accorti che devono chiudere questa stagione politica”.
E difatti l’hanno chiusa… almeno con lui!!!

L’ipotesi di reato ipotizzata dei magistrati di Potenza è quella di associazione a delinquere, che lo vedrebbe come “partecipante”, insieme ad altri (per esempio… il suo ex socio Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno della Ministra Guidi) a quel sistema corruttivo…
Ma dopotutto se pensate che proprio il sistema al quale era legato… “garante proprio di quei principi di legalità” non riusciva a far dimettere un presidente, quello di Confindustria (Antonello Montante), già sotto indagine da due anni a Caltanissetta, per concorso esterno in mafia, è tutto che dire… e per fortuna che quell’auspicato passaggio di consegne, non si realizzò… considerato che era proprio a favore di quel Sig. Ivan Lo Bello…
Ora comprendiamo meglio il perché in Sicilia, quelle “false” campagne moralizzatrice di ordine e pulizia, hanno da sempre rappresentato nella sostanza… la sintesi di una “farsa”!!!
Riprendendo nuovamente quella classifica… ho notato come egli, nel 2014, fosse posizionato al 12′ posto… e se pensate che l’anno prima Antonello montante fosse al 1° posto… capite bene, indirettamente in quale “rovinosa” posizione… siamo tutti noi!!!
Quindi nel 2013 era 11′, nel 2012 10’… tanto per non cambiare… l’ex Presidente Lombardo era 1°, certo oggi molte di quelle posizioni andrebbero riviste o almeno la prossima volta… spero che i colleghi… prenderanno maggiori informazioni presso le varie procure/prefetture/tribunali, ecc…
L’anno prima 2011 era 12′ con Alfano e Lombardo a litigare per la prima poltrona e nel 2010 addirittura 2°… battuto sempre dall’acerrimo nemico Lombardo!!!
P.s.: Chissà forse era per questo che l’aveva a morte con lui…???
Non vi scandalizzate… questo non è nulla rispetto agli altri nominativi di cui vi parlerò le prossime volte, lì… la situazione è ancor peggiore di quanto sopra riportato… e credetemi, non vi servirà a nulla piangere!!!
Ora ho la sensazione (chissà forse mi sto sbagliando…) che su questa vicenda si sia abbassato il sipario…
Dopo giorni in cui si dispensavano notizie nazionali sulla vicenda giudiziaria, all’improvviso (potete controllare da voi sul web…) nessuna notizia, il silenzio più assoluto… e come se tutto debba rimanere segretato…
Ma perché… chi c’era dietro a quella vicenda??? Quali altri nomi si celano dietro all’inchiesta…??? Chi sapeva e non ha parlato??? Non è che forse si sta cercando di coprire qualcuno troppo in alto???
Dopotutto non dimentichiamoci che il giro di miliardi (e non di milioni…) d’euro transitati per quella vicenda sullo stoccaggio del greggio… avranno favorito tanti…
Per quelle autorizzazioni, concessioni e permessi, di porte se ne saranno dovute bussare… e chissà quindi se nel salutare (e/o ringraziare…), qualche borsa involontariamente sia stata lasciate lì… su quelle sedie, senza che mai nessuno successivamente, sia tornato a reclamare…
L’hanno definita “l’allegra brigata” e ci credo… con tutti quei soldi in circolazione c’era sicuramente da stare allegri… molto allegri!!!
Ma come diceva lo scrittore francese, premio Nobel, Albert Camus:  “gli errori sono allegri… la verità sarà infernale”!!!

"Noi con Salvini": ed ora, sovrapponendo quei "buoni risultati" a questi ultimi, dove si è giunti???

Volevo riproporre quanto lo scorso anno era stato dichiarato  dall’On. Angelo Attaguile (Segretario Nazionale e Coordinatore in Sicilia di “Noi con Salvini”) a conclusione del voto delle Amministrative Siciliane 2015:
http://catania.livesicilia.it/2015/06/02/noi-con-salvini-attaguile-buoni-i-risultati-raggiunti_342460/
In quel periodo… restai sorpreso nel leggere di quella grande soddisfazione per quei risultati raggiunti (in soli tre mesi dalla nascita del movimento), ed allora, ho voluto attendere un anno, prima di valutare in quali modi si sarebbe evoluto questo movimento politico…
Oggi, ad un anno esatto, mi ritrovo ad esaminare le votazioni appena concluse e noto per l’ennesima volta… un fallimento totale!!!
Una vera e propria débacle organizzativa, inequivocabile, in tutta la regione ed in particolare nelle province in cui si pensava di vincere…
Si può notare come, inoltre, si è distrutta l’immagine positiva che in questi mesi, il Segretario Nazionale Matteo Salvini si era costruito… ricucendo quei conflittuali rapporti tra Nord e Sud, esasperati ai tempi del suo ex leader Umberto Bossi… 
Ora purtroppo… anche l’esperimento avviato con la lista “Noi con Salvini” (poteva rappresentare l’anticipazione di una nuova realtà politica a modello “Lega Sud”) si è affievolito sempre più per sprofondare in un completo fallimento, a causa dell’inadeguata capacità organizzativa proprio del suo coordinatore regionale: sarebbe bastato mettere in campo dei soggetti esordienti ed un programma innovativo che mostrasse non solo concretezza, ma che risultasse lontano da tutti quegli stereotipi di cui ormai la gente è stanca… 
Dopotutto, erano le stesse proposte che sono state presentate dagli esponenti del M5Stelle, che hanno espresso, grazie ad una politica accorta e realizzata con il modello “porta a porta”, di essere senz’altro più convincenti ed è il motivo per cui hanno vinto quasi ovunque…
Comunque, preferisco parlare attraverso i numeri…
Le amministrative, sin dalla prima consultazione, hanno dimostrato (per la lista “Noi con Salvini”) percentuali molto risicate, senza che vi fosse un eletto al primo turno tra i sindaci…
Avevo letto nella loro pagina ufficiale di Facebook: sostieni i sindaci sostenuti da “Noi con Salvini”, 15 minuti del tuo voto valgono 15 anni di buongoverno in Sicilia,  seguito da un poster con la foto degli aspiranti Sindaci…
Vi era a Noto, Corrado Figura, fermatosi a 5.427 preferenze pari al 46,20% (di contro è stato eletto a Sindaco Corrado Bonfanti che ha ottenuto 6.320 voti il 53,80%), quindi, Angelo D’Anna vincitore a Giarre (sì… è il nuovo Sindaco… ma grazie all’accordo stretto con Salvo Vitale che al primo turno elettorale era giunto al terzo posto con 3275 voti); analoga situazione per Gino Ioppolo, nuovo Sindaco di Caltagirone (ma da quanto ho potuto vedere è sceso in campo con altri loghi: Forza Italia, Caltagirone ci unisce, Caltagirone domani, Noi calatini e Pdr-Sicilia Futura… di “Noi con Salvini” neppure l’ombra…) ed infine, Stefano Battiato a Lentini, uscito sconfitto dal ballottaggio, in quanto il concorrente Bosco ha riscosso più del 55% delle preferenze, mentre egli ha di poco superato il 44%…(ed anche qui stranamente della lista “Salvini” neppure l’ombra… ma esclusivamente: Lentini Protagonista, L’Altra Lentini, Tutti Noi Evoluzione Civica, Popolari per Lentini, M.I.D. Iniziativa Democratica, Lentini Sarà Bellissima, Attivamente).
Anche lo scorso anno, nei dieci comuni in cui si era presentata, non era riuscita a piazzare alcun sindaco e neppure a mandare i suoi candidati al ballottaggio…
Ricordo per esempio… Agrigento, dove il deputato Marcolin si era piazzato terzo con il 9,22% (mentre la lista ‘Noi con Salvini’ si era fermata soltanto al 3,56%); oppure a Milazzo, dove Giuseppe Ragusi si era fermato al’l,53% delle preferenze (con 1,26% la lista); analoga situazione si era ripetuta a Gela, dove Antonio Giudice, non era riuscito ad andare oltre l’1,05%; mentre un po’ meglio era andata a Lorenzo Seminerio a San Giovanni La Punta, che, con il suo 11,77% si era classificato terzo (la lista comunque s’era fermata al 5,20% ); tra le delusioni vi era Marsala, dove Vito Armato era risultato ultimo con l’1,37%, ed eguale risultato, aveva ottenuto Paolo Corrao a Villabate, con il suo 9,38%, (la lista… soltanto il 5,90% ). 
Proseguendo (ma… soltanto per ricordare), tra tutti i Comuni in cui si votava sotto i 15.000 abitanti, nessun esponente del partito di Salvini, nei tredici ballottaggi, fu eletto… e soltanto a Pedara, Gaetano Patralia si posizionò terzo con il 9,37% (mentre la lista si è fermata al 6,12%); di contro, nei sette Comuni in cui era presente la lista (Gela, Marsala, Milazzo, Agrigento, Pedara, San Giovanni La Punta e Villabate) soltanto la metà di questi superò la soglia di sbarramento del 5% ; infatti, ciò, riuscì soltanto a Villabate, Pedara e San Giovanni La Punta!!!

Oggi in tutti i comuni siciliani in cui si è votato, Alcamo, Antillo, Barrafranca, Calascibetta, Caltagirone, Canicattì, Capo d’Orlando, Caronia, Falcone, Favara, Ferla, Ficarra, Galati Mamertino, Giarre, Grammichele, Lentini, Montevago, Noto, Patti, Porto Empedocle, Ramacca, Rodì Milici, San Marco d’Alunzio, Sant’Angelo di Brolo, Sortino, Terrasini, Torregrotta, Vallelunga Pratameno, Vittoria, la costola della Lega Nord “Noi con Salvini”… ha raccolto soltanto briciole…

Come dicevano i latini… “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”!!! 
Mi chiedo… ma con queste cifre, dove si vorrebbe andare? 
Stiamo parlando di numeri che, in percentuale e cioè “spalmati” su tutta la regione rappresentano l’1-2%… 
Comunque una cosa è certa, in questi due anni d’amministrative la Lega o meglio “Noi con Salvini” ha subito una battuta di arresto… anzi direi… che non è proprio partita!!!
Quel progetto d’espansione al Sud ha dato esiti fallimentari, in quanto costruito su personaggi “consumati” della politica… e dove, non si è voluto (o non si è saputo) investire su altri, certamente sconosciuti, ma forse più entusiasti di entrare a far parte in quel mondo della politica!!!
Salvini, dopo aver perso la Capitale, Milano e il Sud… dovrà ora cominciare a difendersi anche dagli attacchi interni del proprio partito… a cominciare da quell’Umberto Bossi che, defenestrato a causa delle inchieste che l’avevano coinvolto con il “cerchio magico“, ora a distanza di alcuni anni, vorrebbe rientrare a battere i pugni sul tavolo…
Se Matteo Salvini vuole ancora tentare di riorganizzarsi in Sicilia, è tempo che modifichi questa propria dirigenza, allontanando definitivamente dal proprio partito quei nominativi… che ormai da troppo tempo, vivono quale “mantenuti” di una compassata (e aggiungerei deteriorata) politica…

Dopotutto… dando ragione a quanto espresso in questi giorni dall’ex leader, Umberto Bossi: “Chi comanda ha la responsabilità, ed oggi Salvini comanda e quindi è lui ad avere tutta la responsabilità della sconfitta ai ballottaggi“!!! 

Anche perché… sono sempre parole del Senatour… a me non piace la direzione che ha preso la Lega Nord ma, per la verità, non ho nemmeno capito bene che direzione abbia preso Salvini… vuole sfondare al Sud ma non vedo un programma, un piano; per cui andare al Sud solo per raccattare un po’ di voti e poi scappare per avere qualche voto o qualche poltrona in più, secondo me è un’idea peregrina che non porterà da nessuna parte“.
Sembra incredibile… ma per questa volta voglio ricredermi, trovandomi perfettamente concorde con quanto da lui espresso!!!

C'è gente invece… che non dorme mai!!!

Ammettiamo che in questa zona, in questa provincia, operino dieci ditte appaltatrici: ogni ditta ha le sue macchine, i suoi materiali: cose che di notte restano lungo le strade o vicino ai cantieri di costruzione; e le macchine son cose delicate, basta tirar fuori un pezzo, magari una sola vite: e ci vogliono ore o giorni per rimetterle in funzione; e i materiali, nafta, catrame, armature, ci vuole poco a farli sparire o a bruciarli sul posto. Vero è che vicino al materiale e alle macchine spesso c’è la baracchetta con uno o due operai che vi dormono: ma gli operai, per l’appunto, dormono; e c’è gente invece, voi mi capite, che non dorme mai. Non è naturale rivolgersi a questa gente che non dorme per avere protezione?”.

Siamo a pagina 7 del Libro di Sciascia: Il giorno della civetta.
Come non ricordare altresì il regista Damiano Damiani che nel 1968 ne fece un film con Franco Nero e la bellissima Claudia Cardinale…
Vi ricordate il capitano Bellodi… comandante della compagnia dei Carabinieri di C. (un personaggio al quale Sciascia si era ispirato prendendo spunto dal “reale” capitano dell’arma di Agrigento: Renato Candida, divenuto poi Generale…) e di quei dialoghi con il fratello del costruttore edile ucciso dalla mafia locale, Salvatore Colasberna…
Bisogna rammentare che fino a quel momento, la mafia, era una concezione astratta, una parola che non doveva essere mai pronunciata, anzi se ne doveva negare l’esistenza…
Nessuna informazione doveva emergere e la politica doveva starne fuori… o meglio, doveva  occuparsi esclusivamente di far ricevere i finanziamenti per gli appalti (da girare alle proprie imprese associate…) ed in cambio (il partito) l’ex Dc… ed i suoi uomini, avrebbero ricevuto i cambio quei voti pattuiti…
In che modo…??? 
C’è lo dice lo stesso capitano Bellodi…
“Ci sono dunque dieci ditte: e nove accettano o chiedono protezione. Ma sarebbe una associazione ben misera, voi capite di quale associazione parlo, se dovesse limitarsi solo al compito e al guadagno di quella che voi chiamate “guardiania”; la protezione che l’associazione offre è molto più vasta. Ottiene per voi, per le ditte che accettano protezione e regolamentazione, gli appalti a licitazione privata; vi dà informazioni preziose per concorrere a quelli con asta pubblica, vi aiuta al momento del collaudo e soprattutto tiene buoni gli operai… 
“Minchia… stu cazz’ i libru pari scrittu ora… i’e no cinquant’anni fa!!! Pi davveru… curnutu do riavulu, si ci pensi… di tannu a’ oggi ca cangiatu… nenti!!!”.
E difatti cos’è cambiato???
Il controllo prepotente del territorio, degli appalti, della ricchezza di questa terra è rimasto da sempre in quelle stesse mani… o meglio a disposizione di quella associazione, che nel corso degli anni si è andata evolvendo, affidando a seconda delle circostanze, quel proprio patrimonio a suoi “adepti” prestanome…
Sono gli stessi uomini e/o donne che, di volta in volta (a seconda delle indagini giudiziarie…) vengono arrestati ed il patrimonio intestato loro, viene confiscato…
D’altronde, la gestione mafiosa negli appalti pubblici ha permesso che si alimentasse quella corruzione nelle pubbliche amministrazioni, accrescendone lo scambio di voto e legando in maniera indissolubile, la classe politica con l’associazione criminale…
Di contro, gli appalti di quelle opere pubbliche hanno permesso che la corruzione dilagasse anche tra quelle persone che di fatto, avrebbero dovuto controllare…
Analogamente, il flusso di denaro circolato con gli appalti a permesso a quel “sistema mafia” di riciclare tutto il denaro sporco proveniente dai traffici illeciti, in denaro pulito… ed ora, reinvestito in moderne e limpide attività commerciali!!!
Oggi, il pericolo più grave non è quello rappresentato dalla visibilità espressa sotto forma di violenza da parte di quei delinquenti, ma è la parte più nascosta della mafia: quella che scava nella società, quella che si addentra nelle istituzioni e nell’economia, quella cioè che controlla ogni parte del nostro territorio, ed è la stessa che da sempre, corrompe gli uomini e ne impedisce lo sviluppo e la democrazia!!!
Riprendendo Sciascia: ad un certo punto della vita non è la speranza l’ultima a morire, ma il morire è l’ultima speranza!!!

Falcone: la gente tifa per noi…

E’ il 20 giugno 1992, siamo a Palermo, sono appena trascorsi 28 giorni dalla strage di Capaci… dalla morte dell’amico Giovanni Falcone e Paolo Borsellino partecipando alla veglia di preghiera organizzata in memoria dell’amico e collega, ricorda una sua frase: “La gente fa il tifo per noi“!!!

Passeranno soltanto pochi giorni e il 19 luglio in Via D’Amelio (la strada nella quale risiedeva la mamma…) morirà anch’egli in un attentato…
Sono passati 24 anni da quella data e ripercorrendo la strada che ha avuto in questi anni la nostra democrazia, in particolare, osservando quanto realizzato nella nostra terra, certamente di quel “tifo” vi è rimasto poco… forse nulla… o meglio, ci si ricorda soltanto nei giorni delle commemorazioni…
E’ quell’analogo sentimento che esprimiamo quando gioca la nostra nazionale…
S’inizia tifando con sospetto e diffidenza, poi quando le cose cominciano ad andare bene… ecco che ci si catapulta con tutta la passione possibile e immaginabile, dimenticandosi di tutto il  resto… dei problemi generali, della crisi occupazionale, di tutte quelle congiunture più o meno negative che ci accompagnano, sì… siamo tutto lì a tifare una partita di calcio… ci si commuove, quasi fossimo noi gli eroi in quel campo… 
Ma, se di contro si viene eliminati da quella competizione nei primi turni… ecco, tutti pronti a manifestare con aspre critiche; s’inizia puntando l’indice contro il “Mister” che non ha saputo preparare la squadra, si passa ai giocatori, ritenuti scadenti e boriosi, fino a giungere ai preparatori atletici e all’intero staff… ritenuti nella totalità, dei collaboratori incompetenti che hanno esclusivamente pensato a percepire quegli ingiusti compensi, pagati ovviamente da noi… ecco, alla fine (è ovvio)… hanno perso loro!!!    
Qui è lo stesso… si sta a guardare quanto fa lo Stato… o meglio le istituzioni, con un occhio particolare alla Magistratura… 
Si “tifa” per questa o quella indagine, restando ad osservare gli eventi… come se si fosse, sostenitori della propria squadra… lo “Stato”, ben sapendo che tra mille difficoltà, si giungerà alla vittoria…
Ma sono sempre gli altri a stare in prima linea… loro i “tifosi” stanno dietro le quinte… incitano (come diceva nel film Totò…) “armiamoci e partite”!!!
Sì… “La gente fa il tifo per noi“… è vero… ma a cosa serve quel conforto morale, quando poi la stessa popolazione, nell’unico momento in cui potrebbe decidere, si svende…
Guardate la politica di questi anni… rileggete i nomi dei Presidenti della Regione Sicilia… poi fate un ulteriore sacrificio… cliccate sui loro nomi e verrete indirizzati sulla pagina di “Wikipedia”, ecco lì troverete (per la maggior parte di essi) un paragrafo intitolato “PROCEDIMENTI GIUDIZIARI”… lascio Voi… le opportune deduzioni!
Si parla tanto di lotta alla mafia, ma il vero problema da risolvere nello nostra isola è il dilemma “morale”, quella crescita personale e culturale, che non si vuole opporre a questo marciume… fatto di compromessi, clientelismi, complicità, corruzioni… che coinvolge la maggior parte dei cittadini, che mostrano quando chiamati… di vendersi, dando quel loro voto, a chi già si sospetta far male… a questa nostra terra!!! 
“Giovanni Falcone” era cosciente che un giorno sarebbe morto ucciso… sapeva  che lavorando per il bene di questa sua terra avrebbe potuto perdere tutto… ma ci ha provato, non è scappato, a cercato con amore di dare una “speranza” a questa regione ingrata…
Un’atto d’amore verso la sua gente, tentando con la sua opera di trasformare quelle coscienze assopite… rivolgeva il proprio pensiero contro quella predisposta convivenza, puntava ad invertire quella prerogativa mafiosa che di fatto, costituisce la vera forza della mafia… data proprio dalla debolezza dei suoi conterranei…
In molti ci raccontano che il giudice Falcone sia morto per aver organizzato il maxi-processo… ma quest’ultimo ha rappresentato il male minore…
Ciò per cui è stato aspramente colpito è per aver mirato a quel malvagio meccanismo mafioso, oleato sistema centenario in cui, nobiltà, chiesa e borghesia, sono legati indissolubilmente per dominare e gestire il potere politico e economico, necessario per organizzare, manovrare e spostare gli equilibri della corruzione in tutto il paese… indirizzando i propri voti nei confronti degli “amici degli amici”, riciclando il denaro sporco e truccando gli appalti…
Nulla è stato casuale… e dietro quelle stragi non c’erano semplici “pastori” scesi dalle montagne… ma uomini dell’anti-stato che stavano decidendo il futuro e l’assetto politico della nostra nazione, un compromesso deciso a tavolino tra, mafia internazionale e potere politico/finanziario che conta…
La Democrazia cristiana, i suoi referenti e tutti quei partiti che le gravitavano intorno… (anche d’opposizione), dovevano ad un certo punto scomparire… per dare nascita ad altri nuovi emergenti, che (apparentemente) dimostravano non essere collusi con quel sistema criminale…
Sono gli anni di mani pulite, della formazione politica creata da Dell’Utri, sono gli anni in cui vince il Cavaliere, della secessione della Lega Nord, di Di Pietro… Prodi… e via discorrendo…     
Ma come dicevo sopra… si può essere “tifosi” e vivere la propria vita da “pecore” sapendo di contare solo perché ogni tanto viene chiesto d’esprimere una preferenza di voto… oppure si può essere dei veri “sportivi”, liberandoci da quei pregiudizi e da quella dipendenza imposta, allontanandoci definitivamente per sempre da quei terreni infetti e inquinati, dove non esiste alcun principio di legalità e democrazia…
Tutti, dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre azioni, interrompendo quel messaggio generale in cui… bisogna sempre demandare alla giustizia, quanto è di nostra competenza!!!  
D’altronde diceva Falcone in una intervista riportata nel libro “Cose di cosa nostra”:
Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato”

Riscossione Sicilia: "Paradiso dei legali"!!!

La notizia è stata riportata su LiveSicilia e quando in questi mesi ho parlato d’inadeguatezza dell’agenzia… non avrei mai immaginato che dietro quella supposizione ci fosse quanto appena emerso…
In tal senso ho già inviato richiesta scritta all’Associazione di legalità (alla quale sono iscritto) per valutare se esistono le condizioni per poter denunciare direttamente i suoi Responsabili (per le procedure fin qui adottate… ) ed eventualmente costituirci all’eventuale processo… quale parte civile…
Certo capisco che sarà un’ulteriore vantaggio per alcuni di quei tanti consulenti esterni che hanno gravitato intorno a questa agenzia; ma questa volta però, passeranno dall’altra parte della scrivania e si occuperanno di difendere coloro che li hanno – in questi anni – incaricati di curare quei (circa) centomila ricorsi…  
Riporto quindi la notizia pubblicata sulla testata on-line a firma di Accurzio Sabella:   
Diciotto milioni in quattro anni. Una torta suddivisa tra decine di avvocati, che hanno trovato, nella zoppicante società Riscossione Sicilia, il “paradiso dei legali”. I dati sono piovuti in questi giorni sui tavoli della sottocommissione nata all’Ars per approfondire storia e stato di salute dell’azienda di riscossione siciliana. Diciotto milioni di euro spesi per curare circa centomila ricorsi. La maggior parte di questi dinanzi alle Commissioni tributarie, il resto in Corte d’appello, nei tribunali civili, in quelli del lavoro, alle sezioni fallimentari.
Diciotto milioni in quattro anni. Un investimento enorme, per ottenere quali risultati? Fino al 2014, i dati erano deprimenti. A fronte di 5 miliardi e settecento milioni da incassare, la Sicilia ha portato nelle proprie casse appena 481 milioni: l’otto per cento. Per i redditi più alti, quelli superiori a 500 mila euro, la percentuale era ancora più bassa: 3,66 per cento. Nonostante un esercito di legali mobilitati per ricorsi e cause. Scelti da un elenco lungo quanto potrebbe essere l’elenco telefonico di un paesino di medie dimensioni: 887 avvocati.
Da lì, come detto, tra il 2011 e il 2014 si è pescato a piene mani, nonostante, spiega oggi il presidente Antonio Fiumefreddo, “tanti dipendenti di Riscossione avrebbero potuto svolgere quei compiti. Adesso dovranno farlo per legge, come stabilito dalla Finanziaria nazionale”. Molti di quei ricorsi, insomma, cioè quelli di fronte alle Commissioni tributarie, possono essere curati dagli “assistenti tecnici” grazie a una semplice procura della società. “Ne abbiamo tanti, e pure molto bravi – spiega Fiumefreddo – solo che adesso i sindacati lamentano l’aumento dei carichi di lavoro. Ma non abbiamo scelta”.
Insomma, dei diciotto milioni spesi prima dell’arrivo di Fiumefreddo, molti potevano essere risparmiati. Almeno tre quarti di quelle somme. Andate invece dritte ai legali. Un “caso” che, come detto, è finito sul tavolo della sottocommissione dell’Ars presieduta da Giovanni Panepinto: “Sono soldi che certamente potevano essere risparmiati – spiega il deputato del Pd – magari con la creazione di un ufficio legale interno o magari tramite una convenzione ai minimi tariffari. Ma la cosa che ci interessa di più – aggiunge – è capire quante di queste cause sono state effettivamente vinte, o quante riscossioni non sono andate a buon fine, magari a causa del ritardo della società nel costituirsi”.
“La situazione è migliorata – spiega oggi Fiumefreddo – e abbiamo già abbattuto di quasi 5 milioni di euro le perdite, mentre abbiamo ridotto le spese amministrative di oltre dieci milioni rispetto al 2014”. Mentre le cause, adesso, verranno curate, appunto, dai dipendenti dell’azienda. “Da adesso in poi – annuncia Fiumefreddo – gli Ufficiali esattoriali torneranno per strada. Negli anni passati molte cause sono state perse per difetti di notifica. Per le cartelle superiori ai centomila euro darò mandato agli ufficiali, in modo da essere certi che la contestazione venga consegnata”. Insomma, niente legali esterni, per il momento, assicura Fiumefreddo. Anche se Panepinto spiega: “Serve un confronto tra sindacati e l’amministratore dell’azienda, per discutere degli effettivi carichi di lavoro nella società”.
L’anno d’oro per gli avvocati di Riscossione è stato il 2011. Dal bilancio della società infatti ecco saltare fuori una spesa per gli incarichi pari 8,8 milioni di euro. Così, nel 2012, l’azienda poteva sottolineare il grande risparmio ottenuto: la cifra era scesa infatti a 3,2 milioni in un anno, frutto degli oltre 35 mila incarichi conferiti a 532 legali. Ma il trend torna a peggiorare l’anno successivo, quando le quasi 23 mila cause assegnate a circa 500 avvocati, costeranno 4,4 milioni di euro. Cifra dimezzata già nel 2014: 2,1 milioni. Un totale da 18 milioni di euro, insomma.
Si dirà, cause necessarie. Certamente. Quello che colpisce, però, sono i numeri. In qualche caso, infatti, alcuni avvocati hanno dovuto lavorare al ritmo di un ricorso al giorno. In pratica, un lavoro parallelo, quello per Riscossione, rispetto al resto dell’attività professionale svolta dal legale. È il caso di Carmelo Solano che in tre anni ha seguito 1.033 ricorsi, e di Giusi Cannizzaro (1.016 ricorsi in tre anni). Ma la lista di avvocati “preferiti” comprende ad esempio anche Sebastiano Di Mauro (983 casi in tre anni), Anna Santino (854), Giuseppe Barca (818), Maurizio Varisano (776 ricorsi), Daniela Alma (689 sempre in tre anni), Francesco Paolo Raja (688). E una pioggia di incarichi è arrivata anche a chi avvocato non è. È il caso di Antonina Papia (726 ricorsi in tre anni) e Orazio Abate (618).
Incarichi, ovviamente, dalle retribuzioni non elevate. “Ci hanno comunicato – spiega ad esempio il presidente della Commissione bilancio Vincenzo Vinciullo – che le tariffe per gli incarichi si aggirano tra i 200 e i 400 euro”. Una media di circa 300 euro a ricorso. Ma che, vista la mole delle cause curate da alcuni avvocati, producono “incassi” a cinque zeri. Cento, duecento, trecentomila euro in tre anni. Per le cause di un’azienda che non ha funzionato per anni. Che pagava un esercito di avvocati, ma non riusciva a riscuotere un euro.
Ma tanto alla fine si sa come va a finire… saranno sempre i fessi a dover pagare per tutti!!!

Catania… un mondo a parte!!!

Amo questa Città, nonostante l’amarezza che provo vivendola…
Non so se definirla amarezza sia corretto… forse sarebbe più giusto chiamarla col suo nome: indignazione!!!
C’è un senso di sfiducia che mi attanaglia… che non va via…
Osservare come ogni giorno questi suoi figli si svendano al migliore offerente, mi rattrista… sono come quelle prostitute che alle spalle dell’ufficio nel quale opero (in Corso Sicilia), fanno sì d’allietare quei loro clienti, proponendo i loro corpi in vendita quasi fossero merce di scambio… è veramente qualcosa che mi nausea…
Un misto di dolore e di sfiducia verso questa città e nei confronti di quegli uomini/donne, per i quali ormai, vivere in modo disonesto, corrotto, immorale, sempre in contrasto con la legalità e le sue regole è diventata la consuetudine…
Sì… rappresenta il loro unico motivo di vita, vissuta senza alcuna preoccupazione personale e senza tenere conto dei possibili rischi derivanti da scandali, provvedimenti giudiziari, che poi del resto… puntualmente emergono quasi quotidianamente in tutta la loro gravita…
Sono mestieranti dai modi perversi e collusivi che con i loro tentacoli, s’inerpicano in quell’albero del male, avvelenando la linfa produttiva e contaminando i suoi frutti… 
Tutti personaggi inconcludenti e profittatori che, distanti dalla vita reale, combattono la legalità affinché il malaffare abbia il sopravvento…  
Possiedono difatti una visione distorta della giustizia… credono che perché essa sia equa… debba pendere in ogni momento dalla loro parte… e se qualcuno tenta di modificare o cambiare le regole, ecco che si punta a colpirli in modo strategico, pianificato, attraverso un’aggressione scientifica e meticolosa che fa si che, intorno ad essi, venga a crearsi il vuoto…   
Ed è la stessa emozione che un osservatore può avere, vivendo per la prima volta in questa nostra città…
Gli sembrerà che questa città, faccia parte di un mondo a parte… dove le regole possono essere tranquillamente violate e l’impunità regna sovrana…
Dopotutto basti vedere cose ha appena dichiarato il Vice Presidente della Commissione Antimafia, On. Claudio Fava, al nostro Ministro degli interni, Angelino Alfano: Catania è un regno a parte!!!
Si parla d’infiltrazioni mafiose al consiglio comunale di Catania, un caso aperto a suo tempo da una relazione della Commissione regionale antimafia e che ora ritorna nuovamente al centro dell’attenzione….
“Nessuna ispezione” ha dichiarato il ministro Alfano rispondendo all’interrogazione da parte della Commissione antimafia, con la quale si chiedeva la nomina di una commissione d’accesso al Comune 
All’interno di quel documento, vengono citati otto consiglieri comunali e uno di municipalità, per presunti legami con la criminalità organizzata…
Premesso quanto sopra è stato chiesto di chiedere di valutare l’opportunità e l’urgenza di nominare una commissione di accesso al comune di Catania (ai sensi dell’articolo 143 del TUEL) che avrebbe verificato se ci fosse stato un condizionamento mafioso nelle attività…
Nessuna risposta… come sempre dopotutto quando si tratta di fare chiarezza… e nessuna commissione d’accesso è stata autorizzata… anzi in risposta, il Ministro Alfano ha dichiarato: “Sulla vicenda a cui fa riferimento l’onorevole Fava, ho avuto modo di riferire in occasione della mia audizione presso la commissione parlamentare antimafia lo scorso mese di marzo. In quella circostanza precisai che era ancora in corso da parte della Prefettura di Catania un’ampia attività di monitoraggio sulla compagine elettiva del comune etneo e sulle relative circoscrizioni. In effetti, si era posta la necessità di accurati approfondimenti dopo che la commissione antimafia aveva tratteggiato il rischio di infiltrazioni di tipo mafioso nel consiglio comunale del capoluogo siciliano“; inoltre (ha concluso il Ministro), il ricorso alle disposizioni di rigore, che consentono le utilizzazioni di poteri ispettivi, deve fondarsi oltre che su circostanze di carattere parentale, anche su elementi sintomatici di mala gestione o di sviamento della legalità, che nella specie non sembrano palesarsi.”
Ovviamente la risposta dell’On. Claudo Fava non si è fatta attendere: “Non sono assolutamente d’accordo, l’articolo 143 parla della necessità, qualora vi sia un concreto dubbio, di verificare se c’è un condizionamento mafioso. Abbiamo aspettato cinque mesi per sapere dal Prefetto che cosa producesse questo suo monitoraggio sulle famiglie di tutti i consiglieri comunali per arrivare allo stesso risultato di partenza cioè che due consiglieri sono imparentati con due signori considerati parte integrante delle cosche mafiose.”
“Stiamo parlando di Catania, dove il più importante imprenditore è stato arrestato perché pare che 800 milioni di appalti fossero luogo di investimento e riciclaggio di cosa nostra, dove il più importante editore del sud è sotto processo per associazione di stampo mafioso. Siamo in una condizione di democrazia sospesa con un sindaco che ascoltato in commissione antimafia mentendo ha detto di non sapere nulla su ciò che riguardava il suo consiglio comunale; se ci fossimo trovati il fratello di Casamonica a fare il presidente della municipalità di Ostia (ha ancora commentato l’onorevole Fava a SUDPRESS) avrebbero risposto che non c’è alcun dubbio o alcun condizionamento? se la verifica ha esito negativo bene, se ha esito positivo il Prefetto deve chiedere uno scioglimento. Così funziona nel resto del “regno”, tranne che a Catania.”
Ma Catania si sa… è un “mondo a parte”!!!
Una città che non s’interessa di te di me… delle loro vite, delle famiglie, della mancanza dei posti di lavoro, di un futuro migliore per i suoi figli, una città che trascura i reali bisogni dei cittadini… ma che gira intorno a problemi… senza mai affrontarli definitivamente…
Una città che dorme supina, che non vuole svegliarsi, che non partecipa e non s’indigna, una città silenziosa che non si ribella e non reagisce, dove si attende che siano sempre gli altri ad impegnarsi personalmente… mentre i più restano a guardare o fanno la fila all’interno di quelle segreterie politiche…
Una città in degrado… che si veste d’iniziative per lo più sconclusionate, che affronta con leggerezza speculazioni urbanistiche, che non si cura dei rischi idrogeologici, che non affronta in maniera decisiva i problemi di un’inadeguata sicurezza… 
Catania è così… un mondo a parte: se l’accetti sei complice, se la cambi sei carnefice!!!

Un grazie di cuore allo Stato e alla ARS: boom di benessere in Sicilia!!!

Vi è una totale incapacità a comprendere i reali problemi di questa terra e si cerca sempre di addossare questa propria inadeguatezza, attribuendoli ad aspetti terribili, alla crisi in corso e ad altre ben futili motivazioni…

Ecco quindi le colpe date ai… mercati finanziari, alla moneta unica, alle guerre in corso, all’immigrazione, ai vincoli imposti dalla CE, alle regole speculatrici delle banche, al terrorismo, alla lotta alla criminalità organizzata e via discorrendo…
Ci si illude sempre che grazie a questi pretesti ed in virtù di non so quale miracolo, all’improvviso si ci ritrovi fuori dalla crisi… 

Gli italiani da sempre sperano che ci sia qualcuno che li tira fuori dai guai… un tempo vi era chi credeva in Mussolini, poi in Andreotti, Craxi, il Cavaliere, quindi Prodi… Monti… ecc…ecc… 

E’ una particolarità del tutta italiana, quella che porta sempre a voler sperare… vittime di quella forma di dipendenza nella quale siamo da sempre ingabbiati e che fa in modo che nulla possa cambiare…
Qualcuno ci ha provato a cambiarlo questo stato di cose… l’Ing. Mattei, il Presidente Aldo Moro, i Giudici Falcone e Borsellino ed abbiamo visto come tragicamente si sia conclusa quella loro esperienza…

Lasciate ogni speranza, o voi che entrate“, difatti… sperare di entrare in questo sistema per modificarlo è soltanto una pura follia!!!  

Riprendendo i numeri (e non le propagande o frottole per come dir si vuole, che ogni ogni giorno ci vengono raccontate…) dei primi tre mesi dell’anno, si scopre come in Sicilia, siano scomparse dal tessuto produttivo circa 20.000 aziende (per l’esattezza sono 23.294…) contro nuove aperture per circa 3.800… 
Ovviamente l’analisi non tiene conto di tutte quelle che oggi sono in stato fallimentare/liquidazione o che sono sottoposte a sequestro/confisca e che –vista l’ormai acclarata incapacità operativa fin qui dimostrata– rappresentano quel ulteriore numero di società, che a breve andranno ad accrescere il numero di quelle ormai estinte!!!
Lo studio è stato realizzato da Confimprese, ed elabora le aperture e le cessazioni nel primo trimestre di quest’anno, ho letto inoltre che i dati sono stati presentati in un convegno (nel nostro capoluogo) dal titolo: sviluppo e azione – Strategie per il progresso della Sicilia…

Una premessa bellissima… che rapportata ai dati presentati… e come dire al “Palermo Calcio” che si è appena salvato dalla retrocessione (da catanese sono veramente felice per i miei amici palermitani e per tutti i Siciliani che amano lo sport…) che l’anno prossimo la squadra vincerà lo scudetto!!!

Comprendere innanzitutto quali motivi hanno causato la chiusura in questi anni di migliaia e migliaia di società, dovrebbe essere il primo obbiettivo; tentare quindi di mutare quelle produzioni superate in nuove o più ricercate (per destinazioni di mercato) potrebbe rappresentare il secondo punto determinante…
Riutilizzare le aree industriali, artigianali, commerciali in qualcosa di rinnovato, puntando verso nuovi prodotti d’avanguardia o appartenenti al marchio “made in Sicily”, ancora tanto ricercati nel mondo…
Puntare verso una maggiore riqualificazione dei nostri prodotti agroalimentari tipici siciliani, rappresentanti della migliore qualità e tradizione della nostra terra…
Bisogna ridare credito agli imprenditori onesti o ai tanti aspiranti che vogliono iniziare una nuova attività…
Lo Stato deve farsi promotore e garante presso le banche, affinché eroghino in maniera celere quanto necessario a quei soggetti che intendono iniziare in maniera seria una alternativa professionale, senza dover però rischiare di ritrovarsi un cappio al collo per tutta la loro vita, a causa di quelle tante firme poste nei moduli per le varie richieste di finanziamenti…
Dopotutto se gira poco denaro non si pagano nemmeno le scadenze… difatti in Sicilia nel 2015 i protesti ammontano a 67 milioni di euro e tra titoli, assegni, cambiali, ecc… si corre sempre di più il rischio di aver alimentato in questi anni, quel mondo parallelo dell’usura…
Certo, se poi assistiamo a come i maggiori referenti di quelle importanti realtà produttive (Camera di commercio, Confindustria, Ance, ecc…) siano stati da parte delle procure posti a procedimenti giudiziari, capiamo perfettamente quanto sia difficile uscire da questa situazione…

Le soluzioni per risolvere questa crisi ci sono… ma per applicarle servono persone capaci… e questo purtroppo rappresenta ancora oggi… il nostro più grande problema… se si vuole procedere con la  volontà di cambiare pagina…
Eliminare radicalmente quel modo subdolo di procedere, fatto di collusioni, protezioni, favoritismi, clientelismi, scambi di favori, richieste personali… di cui noi tutti siamo ben a conoscenza, anche se il più delle volte, facciamo finta di non saperle queste cose… o meglio ne prendiamo atto come se queste capitano soltanto agli altri… dimenticando quelle che giornalmente andiamo compiendo!!!   

Se per un istante (chi oggi ha il potere di farlo…) si sedesse seriamente a lavorare insieme ai propri colleghi… (invece di pensare esclusivamente a salvaguardare la poltrona nella quale si è seduti…) ecco che (forse) pian piano, qualche proposta inizierebbe a concretizzarsi…
In ogni caso… ci si potrebbe altresì affidare a consulenti professionali esterni (mi riferisco a consulenti “capaci” e non a quei consueti “rapaci” e abituali “amici degli amici” che hanno come fine quello di perseguire propri vantaggi personali e finanziari…), che possono modificare l’indirizzo fin qui negativo !!!
Il premier Renzi ha parlato di 12 miliardi di euro per la Sicilia…
Speriamo che almeno questa volta, non sia soltanto la mafia a ringraziare!!!

Niente sussidio di disoccupazione per chi rifiuta un offerta di lavoro!!!

Sono in tanti nel nostro paese ad aver escogitato  uno stravagante modo per evadere il fisco e truffare nel contempo lo Stato…

Si chiama indebita percezione di erogazioni: trattasi di lavorare “in nero” e fingendosi senza lavoro, percepire illecitamente l’indennità di disoccupazione.
Infatti, sono in molti (in particolare qui da noi in Sicilia…) tra imprenditori e lavoratori  preferire questa modalità perché:
– le imprese non pagano gli oneri contributivi previsti (Inps-Inail-Cassa-edile) e soprattutto si evitano tutte quelle procedure previste dalla legge quali per esempio: la sorveglianza sanitaria, la formazione e l’informazione nei confronti dei lavoratori, la predisposizione di tutta una serie di responsabili e di addetti, ma soprattutto per costi derivanti dall’acquisto dei DPI individuali e collettivi o per la messa in sicurezza dei lavoratori nelle postazioni nelle quali operano, in particolare dai rischi di possibili cadute dall’alto…
– i lavoratori, ciò non di meno… preferiscono non essere “ingaggiati” per ricevere così in nero quanto pattuito e nel contempo percepire l’assegno del sussidio…
Una procedura, quella del sommerso… che fino ad oggi non era stata corretta e che ha determinato seri problemi alla nostra economia nella misura in cui gli indicatori ufficiali su cui venivano basati per esempio i tassi di occupazione e disoccupazione, risultavano di fatto alterati e non quindi corrispondenti al vero…
Un’altro problema di difficile valutazione sono stati gli effetti di quei redditi derivanti dal sommerso e con quali modalità questi sono stati riutilizzati nel mercato emerso… misurarne la consistenza, determinarne la fenomenologia e soprattutto le cause…
Adesso dopo anni che se ne parlava… finalmente si interviene!!!
Sì, dal prossimo mese sarà operativa l’ANPAL (l’Agenzia Nazionale del Lavoro) dovrebbe gestire la ricollocazione del personale disoccupato attraverso anche percorsi formativi…
Chi si rifiuta di accettare questa opportunità di lavoro o di formazione (perché ovviamente preferisce prendersi l’indennità di disoccupazione e nel contempo lavorare in nero) perderà di fatto il sussidio!!!
Si sta copiando quanto tempo addietro avevo scritto sul modello tedesco… con quei centri per l’impiego che coordinavano -in base al numero progressivo d’ingresso- le varie presentazioni delle domande di disoccupazione, adoperandosi celermente per proporre nuove offerte di lavoro o di formazione in base alle esigenze del mercato…
Nei casi in cui il soggetto chiamato non si presenti sul nuovo lavoro o al corso di formazione proposto, ecco che l’ANPAL informerà l’INPS di tagliare l’indennità di disoccupazione, la cosiddetta Naspi, che verrà immediatamente sospesa e procederà contro il “lavoratore a nero” nei casi in cui ci è stata la prova di truffa!!!
Non sarà un lavoro semplice questo… in particolare perché il personale presente nei centri dell’impiego e sottodimensionato, ma sopratutto perché l’offerta di lavoro oggi richiesta da parte delle imprese è purtroppo molto bassa!!!
Comunque per adesso si avvia l’Agenzia… anche se il Presidente Del Conte ha già posto le mani avanti dicendo “manca ancora il decreto di trasferimento delle risorse e delle dotazioni organiche alla Corte dei conti” e prima di allora… e soprattutto, dopo aver organizzato alla perfezione la struttura, si potrà iniziare a fare concretamente azione sul territorio…
Vedremo… sì speriamo che questa iniziativa non finisca anch’essa come, quegli ormai consueti “buchi nell’acqua” di questo paese e che questa struttura non venga creata appositamente (oppure trasformata successivamente…) in quell’ennesimo casermone, per poter inserire nel tempo, gli amici degli amici… parenti e affini!!!