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Il recupero ambientale delle cave dismesse…

Fatta salva la specifica disciplina in materia, l’apertura di una cava non è soggetta al rilascio di permesso di costruire, ma subordinata ad un attestato da parte del comune o dell’ente territoriale competente per legge, di non incompatibilità con gli strumenti urbanistici vigenti, nonché all’autorizzazione prevista dal comma 13 dell’art. 146 del decreto legislativo 22.01.2004, n. 42 e s.m.i.

Sappiamo inoltre che, il programma di utilizzazione del giacimento ed il progetto di rimessa in pristino della superficie utilizzata per l’attività estrattiva sono assoggettati a valutazione di impatto ambientale ai sensi del Decreto Leg.vo 3 Aprile 2006, n. 152 (e s.m.i.).
Inoltre, il richiedente fornisce al Comune congrue garanzie finanziarie, anche in forma di polizza fidejussoria, per un importo pari agli oneri, già quantificati ai sensi della lettera d) del secondo comma dell’art. 12 della legge regionale n. 127/1980 nell’anzidetto progetto di bonifica, relativo alla rimessa in pristino dei luoghi…  
Ciò che vorrei comprendere è in quali modi viene realizzato il recupero ambientale di tutte le cave attualmente dismesse (che nella sola Sicilia Orientale, sono circa 150), considerato che le somme poste a suo tempo a garanzia, sono state negli anni riscosse dagli stessi enti (o anche dai comuni e/o A.R.S.)…  
Mi è capitato in questi anni, d’attraversare alcune di quelle cave (potrei dire… abbandonate a se stesse) ed ho avuto la dimostrazione che in nessuna di esse, vi fosse stata realizzata, l’opera di recupero ambientale…
Debbo pensare forse che, avendo quegli enti ( e/o comuni ) intascato le fidejussioni (o le somme poste a garanzia), è divenuto impossibile, per quelle società, proprietarie e concessionarie di quelle cave, realizzare quel recupero previsto, in quella aree ora svuotate…  
Per quanto di mia conoscenza, il recupero ambientale di dette cave dismesse, dovrebbe essere verificato dal Distretto Minerario che attraverso propri funzionari tecnici dovrebbero, verificare e controllare, se quanto a suo tempo progettato, è stato di fatto mantenuto…
In questi anni, abbiamo potuto leggere come, in altre regioni (parlo delle cave dismesse nel Casertano), le Procure di alcune province, avvalendosi delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, di politici e amministratori, abbiano aperto fascicoli di reato per disastro ambientale, avendo verificato (sulla base di perizie e di rilievi condotte su quelle aree da propri consulenti tecnici), un continuo illecito sversamento di materiale di riempimento immesso, in gran parte rifiuti, di quali molte tonnellate riconducibili a Rifiuti Speciali Pericolosi… 
Inoltre, da quelle indagini, si è scoperto come molti di quei funzionari non erano in possesso di comprovata esperienza, ma soprattutto avevano dimostrato nel corso degli anni, comportamenti imparziali e scorretti…
Gli stessi infatti, sono stati successivamente indagati per conflitto di interesse, derivanti dall’esercizio della propria funzione con altre attività svolte dai propri familiari e parenti…
Gira e rigira… la storia è sempre la stessa: corruzioni, collusioni, concussioni, malaffare, clientelismi, tangenti, appropriazione indebita, sistema di scambi illeciti di favori e protezioni nella vita politica (o amministrativa), prevaricazione, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, ecc… 
Si sa… la corruzione nel nostro Paese è un cancro le cui metastasi si sono allargate in tutti quegli apparati delle PA e diventa difficile credere che ci sia ancora qualcuno, di quei funzionari, che sia rimasto escluso da quel “sistema” e quanto meno, se c’è stato, lo avranno pian piano… relegato!!!
Volendo quindi sintetizzare questa mia analisi… farò in modo tra qualche giorno, di coinvolgere ufficialmente l’ARPAC e i distretti minerari di competenza, su queste mie presunte apprensioni, chiedendo loro, d’esaminare alcune aree di cava attualmente dismesse (di cui ho già raccolto documentazioni fotografiche e posizione delle stesse su Google-Maps), raccogliendo –ove  possibile– campioni solidi, sia in superficie che in profondità, verificando l’esistenza di eventuali sostanze cancerogene (e non cancerogene), controllando le falde acquifere sottostanti (possibilmente già contaminate) ed eventualmente, la tipologia dei rifiuti, se presenti nell’area…
Nel caso in cui, da quei controlli, dovesse emergere la sussistente ipotesi del “fumus commissi delicti ” in relazione ai reati di disastro ambientale e contaminazione delle acque, con danno grave ed irreparabile all’ambiente e soprattutto pericolo per la pubblica incolumità, si dovranno immediatamente trasmettere comunicazioni alle Procure di competenza, affinché venga disposto il sequestro preventivo di quelle cave e sia dato modo alle indagini, di risalire a tutti quei soggetti, responsabili e non, che hanno permesso, con la loro negligenza (o collusione), di attuare, in quei siti, quei disastri ambientali,…

Amministratori e funzionari corrotti??? Non può essere, ci sarà qualche imprecisione…

Siamo a Mascali, un comune tra Giarre e Fiumefreddo, tornato alla ribalta per la vicenda “Town Hall 2″…

La Procura di Catania (che negli ultimi anni opera nella nostra provincia a tempo pieno…) aveva contestato a 32 imputati, vari reati, tra cui l’abuso d’ufficio e la truffa aggravata…
Gli indagati erano tutti funzionari e amministratori pubblici; tra questi infatti vi erano, ex sindaco, presidente del Consiglio comunale, funzionari dell’Ufficio Urbanistica ed Edilizia, dirigente dell’area Lavori Pubblici e per finire… il ragioniere capo dell’ente stesso…
Dalle intercettazioni sono emerse richieste personali per beni immobiliari e denaro per gli interventi presso la commissione edilizia regionale per ottenere quelle necessarie autorizzazioni…
Inoltre sembra esserci una truffa aggravata ai danni dell’INPS, vari sussidi mensili (tutti inferiori ai mille euro… per eludere la normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari…) e la trasformazione di un terreno agricolo in edificabile, avendo inserito quell’area nella proposta di settore per “l’ampliamento e la ridistribuzione delle aree per edilizia popolare e residenziale pubblica”… ed ovviamente, solo pochi mesi dopo, il consiglio comunale lo ha approvato…

Ho letto sul web un commento interessante a riguardo degli amministratori e/o funzionari corrotti: “appena prendono un po di potere, dal prosciutto… alla caciotta del paese di 150 abitanti, ai miliardi delle grandi opere, gli amministratori pubblici legati alle nomine politiche… rubano tutti; allora dico, –viva la CINA– che li fucila con costo proiettile a carico dei familiari. Non c’è alternativa,vai ad amministrare cose pubbliche, sei lautamente pagato, godi di grandi privilegi, allora devi esser avvertito: se vieni beccato a rubare, ti ammazzo, mica tanti una cinquantina… cosi si educano anche gli altri. o magari all’americana ove vengono sepolti vivi in supercarceri sotterranee, tipo Attica, per 150 anni”…
Quanto riportato sopra, rappresenta ovviamente una provocazione, ma come diceva il Macchiavelli: “il fine… giustifica i mezzi”!!!
D’altronde, bisogna fare in modo che si comprenda definitivamente, come sia giunto il tempo di cambiarle quelle metodologie finora applicate… affinché si determini in maniera chiara come i principi di legalità, hanno sempre e ovunque il sopravvento, su qualsivoglia azione…      

"Incredibile"… tangenti anche a Siracusa??? Ma com'è possibile…???

Dalla denuncia presentata, sembra che siano 15 anni che vengono devolute mazzette ad alcuni funzionari del Comune…
E’ stato il Presidente della Coop STES ad annunciarne la notizia, dichiarando che provvederà a presentare carte e fatti incontrovertibili…
Certo, immagino che in questi anni di documenti conservati ne avrà tantissimi e forse chissà l’avrà fatto per cautelarsi se stesso da eventuali controlli o immaginando possibili indagine da parte delle forze dell’ordine, situazione che – visto quanto sta accadendo ultimamente – è bene prevedere…
Ora, dopo tanti anni, Francesco Abruzzo, ha deciso di denunciare!!!
Stessa cosa ha fatto il Sindaco di Siracusa, sfiduciato dal suo partito, che ha denunciato infiltrazioni di soggetti, che hanno legami con la criminalità organizzata…
Vedremo quindi cosa accadrà, in particolare dopo che la commissione antimafia dell’ARS, avrà esaminato quelle denunce…
Certo quanto ha dichiarato dal Presidente Abruzzo rappresenta – visto l’ampio periodo trascorso – qualcosa di assolutamente grave…
In particolare quando riporta: per mantenere i dipendenti, le loro famiglie e i loro figli sono stato costretto per 15 anni a pagare STIPENDI... CONTRIBUTI e TANGENTI, attingendo all’imposta IVA che avrei dovuto viceversa… pagare allo Stato!!!
Precisa inoltre che, non solo ha dovuto pagare tangenti, ristrutturare appartamenti e soprattutto omaggiare… ma gli è stato imposto anche l’assunzione di parenti e familiari da parte di quei soggetti corruttori!!!
Se quanto dichiarato corrisponda al vero… si comprendi il motivo per il quale da noi… nulla deve cambiare, perché va bene così!!!
Questo sistema difatti è perfetto e collaudato: produce benessere finanziario non tracciabile e soprattutto alimenta quel sistema corruttivo a cui sono tutti legati… e proprio come riportavo alcuni giorni fa “nessuna sa… nessuno deve sapere“!!!
Ovviamente dopo aver depositato l’esposto in Procura… la Coop è stata messa alla porta…
Funziona così da noi… non paghi o non puoi pagare ( per motivi vari…) ed allora sei fuori, io per esperienza personale… proprio nel siracusano ne so qualcosa… e doveva andare così!!!
Quando ci si scontra con quel sistema criminale (e non parlo di quello più educato e signorile “mafioso”) realizzato da quegli uomini/donne dipendenti dello Stato, che non fanno per nulla gli interessi della collettività… ma i propri, ecco, quando si è ricattati da quei soggetti (chiamarli “Signori” sarebbe eccessivo e inappropriato…) diventa per chiunque impossibile continuare ad operare…
D’altronde… è la differenza tra chi non ha mai lavorato onestamente, sudando quella propria retribuzione giornalmente e chi di contro, approfitta di questo sistema marcio, per ingrassarsi… occupando posizioni immeritate, in quanto facenti parte di quel mondo ripugnante dei cosiddetti “raccomandati”… 
Mi fanno schifo tutti… nessuno è escluso da quel contesto familiare, che vive da sempre, approfittando della debolezza di questo nostro sistema, della leggerezza delle sanzioni penali previste e soprattutto avendo la certezza di beneficiare dell’appoggio di parecchi come loro, che pur di non rimanere esclusi da quel legame (questo sì… ) “criminale”… si svendono personalmente partecipando a quelle corruzioni!!!
Che schifo… mi sento disgustato!!!
Ovviamente al Sig. F. Abruzzo, va tutta la mia piena solidarietà…

Nessuno sa, nessuno deve sapere!!!

Ho finito di leggere su http://catania.meridionews.it/articolo/47010/caso-ciancio-cassazione-annulla-proscioglimento-requisitoria-questo-processo-non-si-voleva-fare/ l’articolo sull’imprenditore ed editore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo.
C’è riportato che l’indagine per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dello stesso, tornerà alla fase dell’udienza preliminare, a deciderlo, i giudici della Cassazione (a seguito del ricorso della Procura e delle parti offese Dario e Gerlando Montana), annullando di fatto il proscioglimento ottenuto lo scorso dicembre a Catania. 
Lo stesso Procuratore generale ha dichiarato la volontà che “Questo processo non si voleva fare”…
Non entro nei meriti giudiziari, anche perché non ne avrei le competenze… ciò che invece mi ha incuriosito è la frase del legale riportata nel link http://catania.meridionews.it/articolo/38603/ciancio-de-benedetti-e-i-capitali-dallestero-il-progetto-per-far-tornare-i-fondi-neri-in-italia/ dove attraverso una precisa rielaborazione, è stata spiegata la modalità con la quale è stato possibile far rientrare in Italia milioni di euro ( grazie a quel famoso “scudo fiscale” portato avanti dal governo del “Cav.”), custoditi in alcuni fondi neri all’estero, per averli così immediatamente disponibili…
Tra le documentazioni dell’inchiesta vi è il progetto di un’operazione finanziaria internazionale che lo coinvolge direttamente in prima persona… un affare a livello globale che aveva per obiettivo, quello di rendere lecita una struttura offshore. 
Le indagini hanno documentato che per riuscire a togliere il velo sull’operazione che riguardava la rete offshore di Ciancio è stata decisiva la visita dell’economista Raffaella Quarato negli uffici di Ciancio, nella sede del quotidiano locale (un faccia a faccia che però viene ascoltato dai militari della guardia di finanza).  
In quell’occasione, la Quarato avrebbe richiesto all’editore catanese di effettuare ulteriori investimenti nei fondi proponendo un’operazione strutturata e complessa che prevedeva il controllo dell’investimento tramite una società italiana e una società olandese, la stessa illustra a Ciancio tutti i dettagli della complessa operazione finanziaria che intende portare avanti e che ha come risultato definitivo, quello di far rientrare in Italia in maniera pulita alcuni milioni di euro…
L’avvocata – non indagata – viene sentita dagli inquirenti come persona informata sui fatti nel 2011. Inizialmente nega tutto. 
Dai possibili legami proposti nel faccia a faccia tra la società olandese e Ciancio, fino alla conoscenza di fondi dell’editore nella Plurifid. 
Quarato dice di non sapere nemmeno se l’editore fosse in possesso di fondi neri. 
La versione dei fatti tuttavia cambia dopo che i militari fanno sentire alla fiscalista la sua voce intercettata insieme a quella di Ciancio. 
In un passaggio l’editore, riferendosi alle società, dice: “Io teoricamente non potrei averle”. Affermazione a cui segue la risposta dell’avvocata: Nessuno sa, nessuno deve sapere!!!
Termino riportando quanto affermato dal Vice Presidente della Commissione Antimafia, On. Claudio Fava: “Il sequestro antimafia di 17 milioni di euro ai danni dell’editore Mario Ciancio e la supposta provenienza illecita di quei fondi, in parte detenuti all’estero attraverso fiduciarie di copertura, sono notizie gravi… perché riguardano il più potente editore del sud Italia. E la concreta eventualità di una sua compromissione mafiosa, getta un’ombra sull’uso che negli anni Ciancio può aver fatto dei giornali e delle emittenti di cui, in tutto o in parte, è l’editore“.

Catania: alla "fiera" inizia finalmente la raccolta differenziata.

Non sembra vero… ma oggi, per la prima volta, è iniziata per gli ambulanti “a fera o luni“, la distribuzione dei sacchi per la raccolta dei rifiuti da essi prodotti…
Non so a quanti di voi era capitato di attraversare dopo le 14.00 quelle strade centrali, nelle quali per l’appunto durante le mattinate, si svolge il caratteristico mercato… 
Una vera e propria indecenza!!!
Una zona storica e turistica importante, in quanto interseca Via Umberto con Via Pacini, per proseguire verso Corso Sicilia, Piazza Stesicoro e Via Martiri della Libertà.
A quell’ora ( siamo intorno le 13,30 fino alle 15.30), un esercito di operatori ecologici, s’imbatteva in un discarica a cielo aperto… senza eguali.
La cosa assurda e che fino a pochi minuti prima della chiusura… l’area è sufficientemente pulita, ma appena gli ambulanti portano via i loro prodotti, ciò che resta a terra, è un vero e proprio immondezzaio…
Di tutto… carte e cartoni, generi alimentari, lattine e bottiglie, ecc., lasciati volontariamente lì per terra, per chissà quale motivo…
Sorprende infatti di come, in pochi minuti, l’area si trasformi…
Sembra quasi un “miracolo”, sì, la moltiplicazione dei rifiuti!!! 
Non so dirvi il motivo… forse per far lavorare maggiormente quegli addetti alle pulizie, che armati di scope e ramazze, aspiratori elettrici e mezzi meccanici… recuperano, quanto lasciato a terra dagli ambulanti, ripulendo totalmente l’area anche attraverso lavaggi idraulici… 
Uno spreco non solo d’energie, ma anche di tempo e soprattutto di costi, con evidenti disagi creati a tutti quei residenti; la maggior parte infatti di quei concittadini ha preferito negli anni trasferirsi e vendere o affittare agli extracomunitari i propri appartamenti, in particolare a quelli della comunità cinese… 
Inoltre, quanto sopra ha creato situazioni scomode anche per quei turisti, che volevano apprezzare e ammirare, una delle parti più storiche e belle della città…
Non per nulla… Piazza Carlo Alberto di Savoia, con la sua Basilica del Santuario del Carmine … è stata oggetto di una famosa pubblicità…
Le riprese… com’era ovvio immaginarsi, sono stare realizzate di notte e difatti… la piazza, illuminata da quei lampioni stradali (dal colore arancione) è irriconoscibile, anche per noi stessi catanesi… un vero e proprio spettacolo!!!
Speriamo quindi che quanto compiuto oggi, non sia l’ennesimo tentativo propagandistico, utilizzato per promuovere la solita classe dirigente di questa città…
Anche perché è difficile credere oggi, che possano bastare quattro sacchi della spazzatura… per ripulirla totalmente dal fango in cui è ancora… sommersa!!! 
Ma come dice un detto: “chi ben comincia è già a metà dell’opera” e nel caso specifico “è importante iniziare bene qualcosa, per far fare meno fatica… a chi verrà dopo”.
Ed io voglio crederci che questa mia città ha deciso finalmente di ripulirsi: per ora… iniziamo con i “rifiuti” e poi chissà, piano piano – grazie al lavoro straordinario e sinergico tra le forze dell’Ordine, coordinate dalla Procura – potremmo sperare di veder ripulita, anche da quell’altra “spazzatura”, da troppo tempo presente nel nostro territorio… ridando finalmente dignità, speranza e coraggio, alle nostre future generazioni!!!

Catania: alla "fiera" inizia finalmente la raccolta differenziata.

Non sembra vero… ma oggi, per la prima volta, è iniziata per gli ambulanti “a fera o luni“, la distribuzione dei sacchi per la raccolta dei rifiuti da essi prodotti…
Non so a quanti di voi era capitato di attraversare dopo le 14.00 quelle strade centrali, nelle quali per l’appunto durante le mattinate, si svolge il caratteristico mercato… 
Una vera e propria indecenza!!!
Una zona storica e turistica importante, in quanto interseca Via Umberto con Via Pacini, per proseguire verso Corso Sicilia, Piazza Stesicoro e Via Martiri della Libertà.
A quell’ora ( siamo intorno le 13,30 fino alle 15.30), un esercito di operatori ecologici, s’imbatteva in un discarica a cielo aperto… senza eguali.
La cosa assurda e che fino a pochi minuti prima della chiusura… l’area è sufficientemente pulita, ma appena gli ambulanti portano via i loro prodotti, ciò che resta a terra, è un vero e proprio immondezzaio…
Di tutto… carte e cartoni, generi alimentari, lattine e bottiglie, ecc., lasciati volontariamente lì per terra, per chissà quale motivo…
Sorprende infatti di come, in pochi minuti, l’area si trasformi…
Sembra quasi un “miracolo”, sì, la moltiplicazione dei rifiuti!!! 
Non so dirvi il motivo… forse per far lavorare maggiormente quegli addetti alle pulizie, che armati di scope e ramazze, aspiratori elettrici e mezzi meccanici… recuperano, quanto lasciato a terra dagli ambulanti, ripulendo totalmente l’area anche attraverso lavaggi idraulici… 
Uno spreco non solo d’energie, ma anche di tempo e soprattutto di costi, con evidenti disagi creati a tutti quei residenti; la maggior parte infatti di quei concittadini ha preferito negli anni trasferirsi e vendere o affittare agli extracomunitari i propri appartamenti, in particolare a quelli della comunità cinese… 
Inoltre, quanto sopra ha creato situazioni scomode anche per quei turisti, che volevano apprezzare e ammirare, una delle parti più storiche e belle della città…
Non per nulla… Piazza Carlo Alberto di Savoia, con la sua Basilica del Santuario del Carmine … è stata oggetto di una famosa pubblicità…
Le riprese… com’era ovvio immaginarsi, sono stare realizzate di notte e difatti… la piazza, illuminata da quei lampioni stradali (dal colore arancione) è irriconoscibile, anche per noi stessi catanesi… un vero e proprio spettacolo!!!
Speriamo quindi che quanto compiuto oggi, non sia l’ennesimo tentativo propagandistico, utilizzato per promuovere la solita classe dirigente di questa città…
Anche perché è difficile credere oggi, che possano bastare quattro sacchi della spazzatura… per ripulirla totalmente dal fango in cui è ancora… sommersa!!! 
Ma come dice un detto: “chi ben comincia è già a metà dell’opera” e nel caso specifico “è importante iniziare bene qualcosa, per far fare meno fatica… a chi verrà dopo”.
Ed io voglio crederci che questa mia città ha deciso finalmente di ripulirsi: per ora… iniziamo con i “rifiuti” e poi chissà, piano piano – grazie al lavoro straordinario e sinergico tra le forze dell’Ordine, coordinate dalla Procura – potremmo sperare di veder ripulita, anche da quell’altra “spazzatura”, da troppo tempo presente nel nostro territorio… ridando finalmente dignità, speranza e coraggio, alle nostre future generazioni!!!

La cultura del silenzio…

Rispondo al commento di “Logaritmo”, pubblicato su LIVE SICILIA CATANIA di Venerdì 29 Luglio.
La ringrazio per il sostegno e le belle parole che ha voluto rivolgere alla mia persona.
Vede, quanto Lei purtroppo fa emergere sulla mancata solidarietà o sui cosiddetti “silenzi”… costituisce principalmente il motivo  per il quale da sempre mi batto in tutte le sedi, tra cui anche attraverso il mio blog: “liberipensieri” (http://nicola-costanzo.blogspot.it o http://nicolacostanzo.com).
Perché vede, in questa nostra bellissima terra… sono in molti coloro che puntano l’indice e si sentono indignati quando leggono sulle varie inchieste che quotidianamente emergono da parte delle procure siciliane o quando vengono evidenziati, fatti e collusioni, a cui solitamente seguono arresti e/o condanne eccellenti…
Ma quando si tratta di fare il proprio dovere e cioè di denunciare fatti o circostanze di cui si è venuti a conoscenza, ecco che allora in tutti quei casi, ci si cela dietro quell’unico comportamento conosciuto e “omertoso” che fa sì, che quel sistema clientelare e corruttivo, continui a fare proseliti…
Vede, chi non ha avuto modo di conoscermi personalmente, potrebbe pensare che il sottoscritto, “all’improvviso” o senza alcun preciso motivo, abbia deciso di manifestarsi o di denunciare quanto sopra riportato…
Vorrei innanzitutto precisare come, lo stesso, sia stato gentilmente invitato a partecipare ad una intervista per – comprendere in maniera diretta – come viene vissuta l’esperienza di un dipendente che si trova ad attraversare tutte le fasi gestionali di una società che passa, da quella ordinaria al periodo d’interdizione antimafia, con il relativo sequestro delle quote, per poi quindi proseguire con quello della confisca e concludersi dopo molti anni, con la restituzione delle quote societarie.
D’altronde, ciò che molti non sanno, è che la lotta alla illegalità, nasce da un sentimento profondo, che da sempre si dimostra “intraprendente ed operoso” e che mi vede per l’appunto membro di alcune note associazioni di legalità, quali “Libera” e “Francesco Agosta”; inoltre, in questi anni, ho cercato di dare, quando richiesto, il mio piccolo contributo all’Associazione “AddioPizzo Catania” ed in particolare, da pochi mesi, sto partecipando attivamente con l’Associazione “Emanuele Piazza” di Palermo, con la quale si stanno definendo, tutta una serie d’iniziative per la promozione di una “cultura di legalità” nella Provincia di Catania.
Posso dimostrare  (attraverso copie dei documenti protocollati o inviati a mezzo raccomandata, Pec e/o email) come in questi anni, mi sia impegnato, inviando note direttamente a quanti – per competenza – avevano incarichi istituzionali…
Per esempio… al Presidente Umberto Postiglione dell’ANBSC, al Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi e/o al Vicepresidente Claudio Fava; al Presidente ANAC, Raffaele Cantone; analogamente ho provveduto a segnalare alle Procure di Catania ed di Siracusa, fatti e circostanze, che ritenevo di notevole importanza (e che nulla avevano in legame con la mia ex impresa), affinché si potesse giungere a sensibilizzare le istituzioni preposte e di conseguenza anche l’opinione pubblica…
Tra ieri e oggi, ho ricevuto telefonicamente (e via sms, email, whatsapp, social) molti attestati di stima, complimentandomi per aver fatto emergere un grave problema, quello delle migliaia d’imprese della nostra regione sottoposte a provvedimenti d’interdizione, che non comprende esclusivamente la salvaguardia dei posti di lavoro, ma evidenzia il rispetto e l’applicazione di tutte quelle procedure previste – durante la gestione dei beni sequestrati e/o confiscati – ed espresse perfettamente nella legge Rognoni-La Torre… perché solo così facendo, si potrà ricostruire la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni…

Quanto fatto quindi non ha nulla di speciale o di meritevole, perché come ripeto sempre alle mie figlie, “occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”.

Imprenditori??? No solo "ladri di futuro"…!!!

Un’altra Operazione condotta dalle forze dell’ordine, Carabinieri, G.I.G.O. (GdF) in collaborazione con la Procura di Catania (nella persona del nuovo Procuratore Distrettuale, Dott. Carmelo Zuccaro).

Imprenditori??? No soltanto “ladri di futuro“… con queste parole… sono stati definiti alcuni nostri imprenditori dal Colonnello Manno!!!
Li ha chiamati non solo “ladri di Futuro” ma ha anche aggiunto… più che imprenditori, andrebbero definiti “Prenditori”…
Ricordate… l’ex Procuratore di Catania, Giovanni Salvi, li aveva definiti “rapaci” e come dargli torto…
Molti nostri conterranei appartenenti a quella categoria dei cosiddetti “imprenditori” dimostrano infatti di possedere esclusivamente quell’unica capacità, concentrata nell’interesse di racimolare denaro… anche perché in loro non vi è alcuna presenza di competenza, preparazione e professionalità!!!
Sono come i personaggi di quel film… già forse pochi sanno che “ladri di futuro” è stato anche una pellicola cinematografica, nella quale si raccontava l’esperienza di tutti i giorni di alcune persone comuni…
Gente che tentava di sopravvivere… appunto “ladri di futuro“, perché rubavano al domani quello che non avevano subito…
Erano tutti personaggi che coltivavano la speranza di diventare celermente qualcuno, ma dove alla fine, ognuno di essi, trascorreva in modo banale la vita di tutti i giorni… quell’abitazione dove passare le proprie  giornate, che il più delle volte, scivolavano troppo in fretta ed altre volte… non passano mai!!!
Un desiderato futuro… che ahimè resterà per troppe volte immaginario, quasi fosse un luogo lontano ed irraggiungibile…
E allora a quei personaggi, non resterà altro… che rubarlo quel futuro!!!
Ecco quindi come ognuno di loro si adegua e si perfeziona in un qualcosa che possa concretizzare quei loro sogni, costi quel che costi… anche se per fare ciò… si dovrà commettere qualcosa d’illecito!!!

Debbo aggiungere di aver provato in quella frase del Colonnello, quasi lo stesso rammarico per quanto sta accadendo…

E’ stato difatti da parte sua… molto “nobile” voler esprimere con quelle sue parole, il disagio percepito… 
In quelle parole vi è difatti insito quel sentimento onesto di chi vorrebbe questa terra radiosa e con un futuro pieno di speranza…
Lontano quindi da quella dura realtà che  lo porta purtroppo quotidianamente a scontrarsi con quelle mentalità imprenditoriali che nulla possiedono e anzi mettono in campo, abituali comportamenti vessatori a dispetto di quanto prevede la legge!!!
Anche Papa Francesco si era rivolto agli imprenditori con queste parole:“Siete chiamati a tutelare la professionalità, e al tempo stesso a prestare attenzione alle condizioni in cui il lavoro si attua, perché non abbiano a verificarsi incidenti e situazioni di disagio. La vostra via maestra sia sempre la giustizia, che rifiuta le scorciatoie delle raccomandazioni e dei favoritismi, e le deviazioni pericolose della disonestà e dei facili compromessi. La legge suprema sia in tutto l’attenzione alla dignità dell’altro, valore assoluto e indisponibile. Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno”…

Sì… belle parole… ma i fatti dimostrano purtroppo tutt’altro e cioè che questi tipi di comportamenti sleale, hanno permesso di realizzare “vantaggi” sulle altre concorrenti, permettendo così d’aumentare i propri guadagni e di contro causato evidenti perdite a chi, quel rispetto degli adempimenti l’aveva realizzato…

Il bello è che a questi imprenditori “parassiti” è stata data anche la possibilità (tramite i condoni) di “ripulirsi”, permettendo ad essi ufficialmente, di rientrare dalla porta principale…
Non contano quindi i reati commessi, quelle bancarotte fraudolenti patrimoniali e documentali  oppure l’aver distratto e/o occultato beni e denaro dalle casse della società… o anche aver commesso disastri ambientali, inquinamenti, traffico e abbandono di rifiuti pericolosi, omesse bonifica o anche l’eventuale impedimento dei controlli… sono tutti sotterfugi, che hanno avuto quale finalità, quella di creare esclusivamente fondi neri…
Ciò che resta da quanto sopra è una vera tristezza!!! 
Che non venga quindi in testa a qualcuno di parlare di morale o dignità, quella è stata calpestata tanto tempo fa, ormai non esiste più, si è persa strada facendo… per colpa della mala-politica, della corrotta burocrazia, di quella collusa amministrazione e di tutti quegli imprenditori dediti a cosa nostra… 
Ma soprattutto la maggiore responsabilità ricade proprio sui cittadini i quali, con la loro ignoranza (legata ad impauriti silenzi) ha acconsentito che quanto sopra, potesse compiersi tranquillamente…
L’ignoranza d’altronde è proprio ciò che i potenti cercano di inculcare nei cittadini deboli per poterli meglio controllare ed è soltanto attraverso il confronto, la divulgazione e l’informazione, che si potrà definitivamente contrastare quel pensiero omertoso, affinché quest’ignoranza tanto presente, possa finalmente essere… sconfitta!!!
Sono in molti a vedere l’impresa privata come una tigre feroce, da uccidere subito, mentre altri la vedono come una mucca da mungere e sono ancor di meno coloro che la vedono per come è nella realtà e cioè “un robusto cavallo che, in silenzio, traina un pesante carro”…

I Love Sicilia: i 100 potenti della Sicilia!!!

La bellezza della scrittura è che rimane indelebile e immutata nel tempo!!!

Pochi giorni fa, mi sono ritrovato tra le mani un mensile su stili, usi, costumi, tendenze…
E’ una rivista con redazione a Palermo, ed ha, in quelle sue pagine, la capacità di mostrarci e farci riscoprire tutte le bellezze Siciliane…
Si parla di arte, cultura, moda, imprenditoria, politica, teatro, start up, cinema, libri ed anche di turismo e cucina, con la presentazioni soprattutto di alcune eccellenze di questa nostra terra…
Si… c’è forse un po’ troppa “promotion”… ma come si dice la pubblicità è l’anima  del commercio… e se lo slogan risulta di per se un po’ datato, racconta nella sua essenza una verità, quella cioè che in questi anni, ha dato prova d’esser vera!!!
E’ dimostrato infatti che tutti i prodotti immessi sul mercato, sia da quelli più rinomati, che da quelli totalmente nuovi, per riscuotere un maggior gradimento dei consumatori, hanno bisogno di un’adeguata campagna pubblicitaria…
Dopotutto in un qualche modo, questo mensile dovrà pure mantenersi e quindi… ben venga la pubblicità… quando serve a questo scopo!!!
Ciò di cui però oggi voglio parlare è di una bella classifica pubblicata annualmente… 
Mi riferisco ai famosi cento nominativi che, anno dopo anno, salgono e scendono, a seconda dei meriti, da quella classifica… “esclusiva”!!!
Andare a rileggere quei nomi… messi lì in bella evidenza, fa comprendere il perché questo nostro paese… o meglio questa nostra meravigliosa terra, sia ridotta al completo sfacelo!!!
Il mio impegno quindi, sarà quello di dedicarmi nei giorni seguenti ad estrarre per volta, un nominativo tra quanti erano posti lì in evidenza… in quella speciale graduatoria, per analizzare alla luce di quanto emerso… le loro attuali posizioni e se a seguito delle inchieste giudiziaria (da parte delle procure nazionali) che li hanno colpiti, possiamo ancora considerarli tra i nominativi, di quei possibili 100 più potenti della Sicilia!!!
Il nome che oggi vado a prendere in considerazione è quello del vicepresidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello. 
L’Anno scorso il mensile lo poneva 17′ con questa dicitura: “di certo, il 2015 non è stato un anno memorabile per la “sua” confindustria tra l’inchiesta che ha coinvolto il gemello Antonello Montante e altre vicende; Il prudente Ivan però è rimasto lontano dalla bufera, è stato eletto al vertice nazionale di Unioncamere e “naviga” ancora nel mare dei potenti. Anche se l’immagine della famosa svolta legalitaria da lui realizzata anni fa è stata messa in discussione”.
Sembra incredibile ma quella frase sul “navigare”… sembra quasi anticipare le vicende giudiziarie che l’hanno visto coinvolto…
E’ dire che nei tempi d’oro, proprio Montezemolo in persona, lo volle giovanissimo a capo degli industriali siciliani… e poi, vogliamo dimenticare quelle sue “lotte” a suo tempo compiute contro la mafia, ed i suoi associati (certamente mai indirizzate verso la parte ad egli amica…).
Ricordate quella lotta contro l’ex presidente Lombardo, legato (secondo lui) ad imprese colluse…
Io me lo ricordo come fosse ieri… perché c’era pure l’impresa nella quale operavo… mentre di contro, quelle con cui egli andava a braccetto, ecco quelle sì che di contro fossero perfette, ben inserite in confindustria, tutte ligie al dovere, a contrasto dell’illegalità e soprattutto lontano da qualsivoglia schema corruttivo: l’abbiamo visto infatti negli anni seguenti come… tutte quelle imprese, siano di fatto finite nel mirino delle procure… interdette e/o sottoposte a confisca, ed i loro stimati titolari… denunciati!!!
Complimenti, anche e soprattutto a chi, avrebbe dovuto in quegli anni controllare… ma chissà forse anche lì tra qualche anno, scopriremo del marciume…
Ricordo l’articolo pubblicato su “Adnkronos”: Il presidente Lombardo mi sembra un novello Forrest Gump che cammina per la Sicilia e incontra mafiosi scambiandoli per politici. Così, il vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello risponde a distanza al presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo che oggi, durante il festival della legalità ha duramente criticato l’industriale sostenendo che “non è un imprenditore, è, un’anomalia della Sicilia”… – Lombardo continua a dire delle falsità. Lui non conosce affatto il mondo dell’impresa perché incontra solo i vari Basilotta… 
Concludeva dicendo: “Sono tanti i danni che Lombardo ha fatto in Sicilia spero che i siciliani si siano accorti che devono chiudere questa stagione politica”.
E difatti l’hanno chiusa… almeno con lui!!!

L’ipotesi di reato ipotizzata dei magistrati di Potenza è quella di associazione a delinquere, che lo vedrebbe come “partecipante”, insieme ad altri (per esempio… il suo ex socio Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno della Ministra Guidi) a quel sistema corruttivo…
Ma dopotutto se pensate che proprio il sistema al quale era legato… “garante proprio di quei principi di legalità” non riusciva a far dimettere un presidente, quello di Confindustria (Antonello Montante), già sotto indagine da due anni a Caltanissetta, per concorso esterno in mafia, è tutto che dire… e per fortuna che quell’auspicato passaggio di consegne, non si realizzò… considerato che era proprio a favore di quel Sig. Ivan Lo Bello…
Ora comprendiamo meglio il perché in Sicilia, quelle “false” campagne moralizzatrice di ordine e pulizia, hanno da sempre rappresentato nella sostanza… la sintesi di una “farsa”!!!
Riprendendo nuovamente quella classifica… ho notato come egli, nel 2014, fosse posizionato al 12′ posto… e se pensate che l’anno prima Antonello montante fosse al 1° posto… capite bene, indirettamente in quale “rovinosa” posizione… siamo tutti noi!!!
Quindi nel 2013 era 11′, nel 2012 10’… tanto per non cambiare… l’ex Presidente Lombardo era 1°, certo oggi molte di quelle posizioni andrebbero riviste o almeno la prossima volta… spero che i colleghi… prenderanno maggiori informazioni presso le varie procure/prefetture/tribunali, ecc…
L’anno prima 2011 era 12′ con Alfano e Lombardo a litigare per la prima poltrona e nel 2010 addirittura 2°… battuto sempre dall’acerrimo nemico Lombardo!!!
P.s.: Chissà forse era per questo che l’aveva a morte con lui…???
Non vi scandalizzate… questo non è nulla rispetto agli altri nominativi di cui vi parlerò le prossime volte, lì… la situazione è ancor peggiore di quanto sopra riportato… e credetemi, non vi servirà a nulla piangere!!!
Ora ho la sensazione (chissà forse mi sto sbagliando…) che su questa vicenda si sia abbassato il sipario…
Dopo giorni in cui si dispensavano notizie nazionali sulla vicenda giudiziaria, all’improvviso (potete controllare da voi sul web…) nessuna notizia, il silenzio più assoluto… e come se tutto debba rimanere segretato…
Ma perché… chi c’era dietro a quella vicenda??? Quali altri nomi si celano dietro all’inchiesta…??? Chi sapeva e non ha parlato??? Non è che forse si sta cercando di coprire qualcuno troppo in alto???
Dopotutto non dimentichiamoci che il giro di miliardi (e non di milioni…) d’euro transitati per quella vicenda sullo stoccaggio del greggio… avranno favorito tanti…
Per quelle autorizzazioni, concessioni e permessi, di porte se ne saranno dovute bussare… e chissà quindi se nel salutare (e/o ringraziare…), qualche borsa involontariamente sia stata lasciate lì… su quelle sedie, senza che mai nessuno successivamente, sia tornato a reclamare…
L’hanno definita “l’allegra brigata” e ci credo… con tutti quei soldi in circolazione c’era sicuramente da stare allegri… molto allegri!!!
Ma come diceva lo scrittore francese, premio Nobel, Albert Camus:  “gli errori sono allegri… la verità sarà infernale”!!!

Pino Maniaci… ricostruisce le vicende che lo hanno visto legato nelle inchieste sulle misure di prevenzione nel Tribunale di Palermo!!!

Per correttezza morale… dopo essere rimasto attonito vedendo il video pubblicato il mese scorso su notizie.tiscali.it ora, con la stessa equità, resto basito dall’intervista appena pubblicata su liveSicilia…

Questi sono i due link dei video dai quali potrete ascoltare quanto dichiarato nello Studio di Telejato, da Pino Maniace: 
Non so proprio cosa potrei aggiungere…
Mi sembra di assistere a quel noto programma televisivo di ITALIA 1: Mistero.
Ma qui forse di mistero c’è ben poco… anzi tutt’altro…
Qui ho l’impressione che tutti sapessero… tutto di tutti e chissà se forse non sia proprio questo il reale problema che fa si che… non venga fatta emergere l’unica verità…
Spero nell’operato della Procura; che possa ampliare quelle proprie indagini, in virtù dei video appena trasmessi… ed in particolare, dalle rivelazioni fin qui comunicate…
Staremo a vedere… come finirà questa “Adventure“…

Disastro doloso e truffa!!!

Per una vita ho percorso quel tratto calabrese, già da quando avevo 18 anni… e negli anni ho sperato di vederlo completato, ma sono passati la bellezza di 30 anni e ancora si parla di questa autostrada…
Sì l’autostrada Salerno – Reggio Calabria un’opera che distrugge fisicamente qualsivoglia automobilista… molti in questi anni… hanno deciso d’imbarcarsi con il traghetto a napoli per giungere l’indomani in Sicilia…
Ora dopo che i lavori sono stati consegnati si scopre che l’opera è totalmente difforme rispetto al progetto originario ed è per questo motivo che è vine posta sotto sequestro…
L’ordine è del procuratore di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo che nelle scorsi notti hanno posto i sigilli al viadotto sul fiume Mesina, un tratto di circa 8 chilometri dell’A3 (fra gli svincoli di Mileto e Rosarno, in entrambe le direzioni). 
La circolazione resta aperta… mentre è stato interdetto a mezzi e agli operai di operare nel cantiere sottostante…
Sembra che la motivazione riguardi l’aver violato il vincolo idrogeologico… i piloni infatti che sostengono il viadotto sono infatti nei pressi del fiume Mesina, un corso d’acqua che più volte ha esondato, allagando le zone circostanti…
Bisogna “assicurare il corretto ripristino dello stato dei luoghi e la loro messa in sicurezza, assicurando la corretta e trasparente gestione con supervisione della ultimazione dei lavori appaltati“… il tutto ovviamente “garantendo quelle necessarie condizioni di legalità“…
E’ strano… è sempre così in Italia… e questa metodologia viene continuamente ripetuta, vedrete che tra qualche mese ed anno, analoghe situazioni come queste si ripeteranno – non solo su quelle opere già realizzate – ma soprattutto su quelle che sono in corso di realizzazione (io potrei farvi già per la Sicilia un elenco lunghissimo…), ma tanto alla fine  pur segnalando queste a chi di dovere… non cambia nulla!!! 
Per il tratto in questione comunque non sussiste allo stato dei fatti “alcun pericolo intrinseco di cedimento, crollo, caduta, instabilità“… lo vedremo quando tra qualche ci sarà all’improvviso… una tragedia!!!
Ciò che comunque maggiormente mi irrita è vedere con quanta superficialità avvengano i controlli da parte di quei funzionari… in particolare su tutte quelle attività svolte dalle imprese appaltatrici, che il più delle volte presentano difformità e inadempienze su quanto hanno realizzato…
Ora iniziano le indagini, vengono iscritti sul registro gli indagati, si pronunciano le accuse dei reati… si scopriranno le solite corruzioni, truffe, tangenti, bustarelle… ecc… come ormai consuetudine in queste paese… dove come si dice da noi… “quannu si mangia si fannu muddichi…” e poi chissà perché –ed è la cosa che più maggiormente mi da fastidio– che vi è c’è sempre quella convinzione per cui si è sempre in attesa di prendere l’elemosina…  
Fra gli indagati ho letto i nomi di progettisti, geologi, direttori di cantiere, responsabili e contabili vari… direttore dei lavori… coordinatori della sicurezza, Rup e via discorrendo… sono sempre i soliti nomi… perché senza ognuno di quelli…. certe “azioni”, non possono certamente compiersi…  già basterebbe che qualcuno dicesse di no, che si ribellasse a quel sistema corruttivo… ma si vede che i soldi piacciono a molti!!!
Che schifo vedere come il denaro riesca a condizionare (in modo meschino) l’animo umano…

L'ANTIMAFIA A CATANIA…

Desideravo riprendere una nota del Presidente Claudio Risicato dell’Associazione “Rocco Chinnici” di Confcommercio di Nicolosi.
Capisco e condivido perfettamente il disagio che oggi sta provando, in particolare nel vedere i nomi di coloro che, in questi anni, si erano fatti promotori di battaglie per la lotta alla mafia…
I “risvolti” a cui si riferisce, non hanno sicuramente nulla a che fare con il lavoro delle persone oneste e disinteressate e che fanno di tutto per contrastare quel fenomeno criminale, ma voler tentare di far passare il messaggio che in quei banchi degli imputati, ci siano anche persone innocenti… ecco – a differenza di quanto Lei riporta – credo non sia giusto…

E’ ormai risaputo come in questi anni, vi sia stata nella nostra provincia (parlo per quella di Catania… ma analogo discorso andrebbe ampliato anche alle altre…) una disuguale lotta alla mafia, tra chi “in campo” ha messo tutto se stesso affinché la verità venisse “a galla” e chi di contro ha fatto in modo che la stessa… fosse di fatto “insabbiata“…

Ed è proprio tra quegli uomini che bisogna ricercare i colpevoli, quei personaggi vili e dal doppio volto, che per meri interessi personali hanno svenduto di fatto la propria dignità (sempre se ne possedevano una…)!!!
Quando si parla di mafia bisogna conoscerne non solo la storia, ma le condizioni “intime” di quei modi di ragionare… di quelle collusioni che spingono molti a farsi avanti (per lo più… personaggi incompetenti e impreparati… sia sotto il profilo professionale che morale…) offrendosi a quel mondo corrotto e violento… pur di sedere (e dice bene…) in quei  consigli d’amministrazione, tentando carriere politiche (senza capirne di scienza politica o delle sue dottrine… ) e ricevendo per quell’inutile ruolo, compensi ben remunerati per inconcludenti consulenze…
Dice bene quando dichiara che sono tutti soggetti che non hanno mai fatto alcuna denuncia o mandato sotto processo qualcuno implicato con la mafia… quindi cosa ci stanno a fare ancora lì… non si capisce!!!

Leggo dalle sue azioni viceversa che l’Associazione da Lei rappresentata, ha denunciato quanto andava fatto, in particolare riporto quanto dichiarato: “assieme a diversi commercianti, che erano sotto usura e estorsione, abbiamo denunciato alcuni componenti del clan Puntina; ho contribuito a mandare in galera due appartenenti ai “mussi i ficudinia”; mi sono costituto parte civile contro il clan Santapaola-Ercolano; ho fatto pressioni in Procura affinché si procedesse all’arresto immediato di noti pregiudicati della zona di Picanello che vessavano un imprenditore edile”…

Ma se ora le chiedessi… quante di quelle società di commercio iscritte nella nostra Provincia (parliamo di migliaia e migliaia…) dichiarano di pagare il pizzo… vedrà che queste… si contano sulla punta delle nostre dita e difatti, se chiedessi alla sua Associazione a quanto ammontano in totale le denunce presentate… vedrà che in tutti questi anni di lotta (mi guarderei bene dal non elogiare ognuna di quelle lodevoli azioni…), pur sommandole tutte insieme… sono certo che i numeri dimostreranno essere certamente ancora irrisori…
Guardi, proprio questa mattina leggevo sul sito web di ADDIOPIZZO CATANIA (dove come ben sa… ci sono al proprio interno molti giovani che credono e operano quotidianamente  e aggiungerei gratuitamente… affinché la “gramigna” di questa terra, venga definitivamente estirpata), leggevo la lista di coloro che hanno aderito, contandone soltanto 127 (tra Commercianti, Imprenditori e liberi Professionisti…), ecco in quel momento ho pensato che per vincere questa lotta… siamo ancora lontani!!!
La verità è che l’Antimafia fa comodo… crea nuovi posti di lavoro per familiari, parenti e amici, sostiene le candidature politiche, ricerca voti tra i propri iscritti e su quanti gravitano intorno a quelle associazioni per poi convogliarli ad abituali politici; concedono consulenze legali, fiscali, mediche, ecc… promuovo convegni più per propagandare se stessi o per quanti appartengono a quella combriccola… io li chiamo quelli del “cerchio magico”… dove chi sta dentro va avanti e chi ne è fuori… viene escluso!!!
Nessuna meritocrazia… si va avanti da padre in figlio, quasi che l’antimafia fosse divenuta una professione dinastica…
Inoltre, non mi soffermerei sul numero delle associazioni o dei modi alquanto semplici della loro costituzione… ma mi preoccuperei maggiormente… di chi sta dietro e dentro quelle associazioni…
Da chi sono costituite… chi sono i vari associati… in quali modi questi siano stati inseriti: è stato per esempio richiesto a quanti hanno fatto domanda di adesione, un certificato dei carichi pendenti… questo almeno consentirebbe in prima battuta una conoscenza su eventuali procedimenti penali in corso; inoltre sarebbe opportuno conoscerne il curriculum vitae… sia familiare che professionale… comprendere cosa abbia fatto negli anni, dove abbia vissuto, chi sono i suoi familiari, ecc… e se nel corso della propria vita ha dato concretamente modo con le sue azioni… di aver intrapreso una qualsivoglia lotta alla illegalità…. per esempio denunciando o quantomeno fatto oggetto di attenzione, segnalato, riportato, una qualche vicenda legata alla corruzione o al malaffare…
Aspettarsi… sempre e ovunque, che siano gli altri a fare le guerre per noi… come per esempio la nostra Procura o i suoi collaboratori, mi chiedo… ma di quanti Borsellino e Falcone abbiamo ancora bisogno…????
Lo Stato c’è… e funziona perfettamente… è l’anti-stato che non va… quello che partecipa alle collusioni, quello che vive proprio con la illegalità, che ne ha fatto il proprio mestiere… che spera che
la criminalità si diffonda sempre più e che tenta di limitare quotidianamente la nostra libertà e soprattutto i nostri pensieri…
Il “pizzo” più grave non è quello imposto dal delinquente… a quello dopotutto ci si può ribellare… (già, la sola scelta di stravolgere professionalmente la propria vita è di per se una vittoria contro quella coercizione… e non va intesa come qualcuno vorrebbe farci credere come una vera e propria “ritirata” perché se lo facessero tutti questo gesto e cioè quello di chiudere la propria bottega, ecco… a chi chiederebbero poi il pizzo quei criminali??? la mafia non è stupida e sa quando tirare la corda e quando mollarla… )  ma è al pizzo “psicologico” che non si può dare rimedio… a quel volersi piegare sin da subito, ancor prima che qualcuno (quel pizzo) si presentasse a chiederlo!!!

Ecco questo è il vero dramma!!!

Sa… vorrei raccontarLe un’esperienza personale… che fa riferimento al nome dato alla vostra Associazione, per l’appunto al giudice Rocco Chinnici…
Alcuni mesi fa… avevo pubblicato un post prendendo spunto dalla figura illustre di questo giudice vittima della mafia e famoso per aver istituito il “pool antimafia”, fondamentale e decisivo nella lotta a cosanostra…
Nel preparare la nota e facendo si che il messaggio da me lanciato fosse ispirato principalmente verso la legalità… ho allegato alcune foto del giudice prese da “google immagini” ritenute di per se di dominio pubblico… (tutte le mie foto per esempio pubblicate… sono lì a disposizione di chiunque); un giorno ricevo una email dall’autore; mi faceva notare come il sottoscritto avesse abusato di quelle foto senza previa autorizzazione e di come non fosse menzionato il suo nome di fotografo…
Mi sono subito scusato e ho precisato quanto era riportato in fondo alle note del mio blog e cioè: le rare immagini utilizzate sono tratte liberamente da internet, quindi valutate di “pubblico dominio”, ma se il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog al seguente indirizzo email:nicolacostanzo67@gmail.com, che provvederà alla loro pronta rimozione.
Dopo di che ho provveduto ad aggiungere in ogni foto il nome e cognome del fotografo, allegando alla fine del post una nota di ringraziamento all’autore per avermi concesso il loro utilizzo…
Credevo finalmente di aver adempiuto a quanto mi era stato richiesto, ma solo un mese dopo… ho ricevuto un’altra email, ribadendo che erano ancora presenti nel mio post le sue foto…
A quel punto ho “compreso“… ho tolto quelle foto dal mio blog e le ho sostituite con altre “libere da diritti d’autore”, lasciando inalterato il vero messaggio di speranza che intendevo promuovere… 
Vede in ognuno di noi la promozione di giustizia è vista in maniera diversa: c’è chi tenta di cambiare le coscienze mirando alla collettività e chi vorrebbe ricavarne dei vantaggi personale… ed è proprio lì che sta… la differenza!!!
Spero Presidente di conoscere personalmente Lei e i suoi associati e mi riprometto che alla prima occasione in cui sarò a Nicolosi, farò in modo di cercarvi per ringraziarvi dell’impegno finora mostrato dalla vostra Associazione.
Sono certo comunque che da lassù, il Giudice sarà felice nel vedere con quanto impegno vi state battendo…

Pino Maniace: non c'è ne sono istituzioni pulite in Italia, sono tutti "ingrasciati, mangiatari e cos'inutili"!!!

Riporto l’intercettazione riportata su link:
Non so più cosa pensare… sono allibito!!!
Stanno cadendo a colpi d’intercettazioni, giorno dopo giorno, quei pochi paladini di giustizia e legalità che si pensava altresì essere vittime della mafia!!!
Ovviamente attendo come sempre gli esiti dell’inchiesta per valutare se le intercettazione in parte pubblicate, rappresentano effettivamente i fatti fin qui rivelati…
Questa circostanza (come altre emerse in questi giorni…) lasciano ovviamente me completamente basito!!!
Riprendendo solo quanto pochi giorni fa avevo scritto… resto con “l’Amaro” in bocca…
Sempre di più mi vado accorgendo che in questa nostra terra… non ci si può fidare di nessuno!!! 
E’ decisamente strano… già non riesco a comprendere il perché molti… preferiscono accarezzare i propri desideri, invece di cercare d’esaudirli!!!
Jane Austen diceva: Sono poche le persone che amo veramente, e ancora meno quelle che stimo!
Più conosco il mondo, più ne sono delusa… ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza…

IN.CO.TER SPA – TECNIS SPA: DUE PESI E DUE MISURE

Tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge, ma alcuni uomini sono più uguali di altri…
Qualche giorno fa ho letto dell’ammissione al decreto legislativo 159/2011 per la società TECNIS S.P.A. che consente alla stessa, di mettersi al riparo da possibili richieste di crediti vantati da terzi; una sorta di tutela a protezione che resterà in vigore per tutto il mandato del commissario Dott. Saverio Ruperto, nominato dopo il sequestro emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione.
Una “meravigliosa” notizia, che permette alla società di poter continuare a operare in quegli appalti già aggiudicati e in corso di definizione!
Inoltre, la stessa Tecnis Spa, potrà ora rivolgersi a tutte quelle Stazioni appaltanti da cui ancora oggi, vanta crediti riguardanti Stati d’Avanzamento lavori (SAL) già realizzati e finora mai corrisposti.
Questa procedura permetterà così alla società Tecnis Spa, di avere quella necessaria liquidità per affrontare tutti i pagamenti correnti e quelli scaduti, tra cui in particolare gli stipendi dei dipendenti…
E ancora, grazie alla revoca dell’interdittiva antimafia appena giunta, si potranno firmare i contratti già aggiudicati e che a causa proprio del provvedimento si stavano per perdere…
E’ stato riportato inoltre che: “vista la nota del 25 febbraio 2016, con la quale l’amministratore giudiziario della  Tecnis, della Artemis e della Cogip Holding ha chiesto la revoca dei provvedimenti interdittiva antimafia adottati nei confronti delle citate imprese, considerato l’avvenuto sequestro preventivo disposto dal Tribunale di Catania che alla luce di quanto previsto dal comma 5, dell’art. 95 del decreto legislativo n. 159/2011, il prefetto, anche sulla documentata richiesta dell’interessato, aggiorna l’esito dell’informazione al venir meno delle circostanze rilevanti ai fini dell’accertamento dei tentativi di infiltrazione mafiosa“.
Ancora un altro “meraviglioso” annuncio!!!
Ed infine, la Prefettura dopo aver interpellato l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha espresso parere favorevole sulla revoca dichiarando: “dato atto che con nota del 2 marzo 2016 1’Autorità Nazionale Anticorruzione, opportunamente interessata da questa Prefettura, ha comunicato di condividere la valutazione circa l’opportunità di procedere all’aggiornamento dell’informazione antimafia ai sensi dell’art. 91, comma 5 del D. Lgs. 159/2011, tenuto conto dell’’assenza di preclusioni ai fini della normativa antimafia a carico dell’Amministratore giudiziario e del fatto che la sua attività è sottoposta al controllo del Tribunale… ” venir meno degli elementi di controindicazione ai fini antimafia“.

In conclusione cioè il prefetto ha revocato l’interdittiva antimafia “informando che nei confronti di Tecnis non sussistono, allo stato, le cause di decadenza, sospensione o di divieto di cui all’art. 67 del D. Lgs n.159/2011 né elementi utili a dimostrare la sussistenza d’infiltrazioni mafiose tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa”; revoca che riguarda anche le società Artemis e Cogip Holding”.

Tale revoca permetterà così alla società Tecnis di rientrare nella White-List e di poter definire gli appalti che si erano già aggiudicati e soprattutto potrà partecipare ad altri bandi.
Terza e ultima “meravigliosa” comunicazione!!!
Quindi rileggendo queste notizie “MERAVIGLIOSE” mi sono chiesto se quanto fin qui dalle istituzioni determinato, sia il giusto indirizzo a quelle eque procedure di giudizio e d’uniformità sotto il profilo legislativo, sia per quanto concerne l’uguaglianza di trattamento e soprattutto per garantire quella condizione legittima e fondamentale, che deve far sì di garantire la libera concorrenza…
Ora, comprendo il disagio emotivo per una vicenda che crea grosse ripercussioni nell’economia di una provincia già in forte crisi, come d’altronde intuisco la difficoltà a prendere provvedimenti che causerebbero non solo la perdita di appalti aggiudicati, ma soprattutto, il licenziamento di migliaia di dipendenti, che nulla hanno a che fare, con le vicende giudiziarie…
Per cui, ben vengano soluzioni di “argine” come quella finora concretizzata, ciò che però mi lascia perplesso è valutare come siano stati usati, due pesi e due misure, per vicende che potrei definirle eguali, anzi identiche, ma a cui purtroppo sono stati usati parametri d’intervento direi opposti…
Infatti, mentre per la Tecnis Spa si è pensato di salvaguardare gli appalti e i dipendenti e dove si evince come lo Stato si stia impegnando con tutte le forze istituzionali (attraverso l’operato del commissario) di portare avanti quelle commesse in corso e quelle ancora da definire (contribuendo così a far rientrare celermente questa impresa nell’ambito della legalità), di contro, alla società IN.CO.TER S.P.A. (ex Fratelli Basilotta S.P.A.) questa eguale considerazione non è stata applicata… anzi tutt’altro…
Infatti, in quei periodi sono intervenuti tutta una serie di provvedimenti che l’hanno, di fatto, “spogliata” di tutti gli appalti “milionari”… che di conseguenza, sono state affidate ad altre imprese, le stesse che poi negli anni abbiamo scoperto essere – grazie alle inchieste delle varie procure – legate a quel noto mondo criminale, che si credeva (erroneamente) – proprio attraverso i provvedimenti giudiziari decisi contro la In.Co.Ter Spa – di contrastare…
Difatti, se pur oggi ritengo ragionevole e doveroso limitare i danni che causerebbero la perdita di quegli appalti e l’eventuale speculazione da parte di terzi (in particolare per limitare pressioni di pseudo fornitori), purtroppo, con i provvedimenti adottati da parte dello Stato nei confronti della società IN.CO.TER, a “scottarsi” – in quel calderone d’olio bollente – sono stati principalmente quelle centinaia di dipendenti che operavano all’interno del “Gruppo Basilotta“ e tutti coloro (centinaia) – che in veste di collaboratori orbitavano intorno a quell’indotto, quali subappaltatori, fornitori, impiantisti, consulenti e professionisti (amministrativi, legali, tecnici, ecc…), officine, concessionarie, ecc…
Soggetti, che hanno avuto quale unica colpa quella di aver operato per una società su cui è intervenuto un provvedimento giudiziario e di cui ancora oggi, alcuni di loro, devono ricevere le loro spettanze; mi duole aggiungere che tra essi, ci sono alcuni che stanno combattendo per la propria vita a causa di gravi problemi di salute e quel denaro servirebbe loro, principalmente per pagarsi le cure mediche attualmente in atto…
Ora sembrerà assurdo, ma dover pensare che la differenza delle procedure adottate, siano totalmente opposte a quelle a suo tempo realizzate, mi fa pensare che forse qualcosa a suo tempo non abbia funzionato… o che forse, avendo compreso gli errori commessi nel passato, si stia oggi cambiando metodologia, utilizzando una procedura diversa…
Non bisogna infatti, dimenticare, che come la “IN.CO.TER SPA” c’è ne sono altrettante nelle medesime condizioni, ed è un vero peccato che a differenza di quanto finalmente adesso si sta applicando in “salvaguardia” per la Tecnis, non sia stato eseguito in precedenza anche per tutte quelle società, anch’esse allora titolari di contratti con commesse per milioni di euro e con crediti certi ed esigibili verso terzi, per altrettante centinaia d migliaia di euro…
Non so comprendere se si sia trattato di scelte inadeguate, procedure burocratiche o se forse… condizionate (tutto sommato, a dover pensare che quegli appalti facevano gola un po’ a tutti, non credo di fare peccato…), ma certamente qualcosa non ha funzionato e come se non bastasse, vanno inoltre sommate le inadeguatezze di coloro che in quegli anni, sono stati nominati per la gestione, tutela e conservazione: società “interdette”, che pian piano… sono andate definitivamente scomparendo!
Tanto per riassumere giorno 04 giugno 2010  è stato sequestrato il 50% delle quote della IN.CO.TER S.P.A. in applicazione di una misura preventiva antimafia.
Di lì a pochi mesi, il Presidente della quarta sezione del Tar Catania, Biagio Campanella, aveva sospeso il provvedimento della prefettura etnea… che aveva negato il rilascio del certificato antimafia alla società In.Co.Ter. S.p.a., chiesto per la gara d’appalto aggiudicata per l’ammodernamento della strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta.
Secondo il giudice (che aveva emesso un decreto d’urgenza): il sequestro preventivo del 50% delle azioni In.Co.Ter e l’amministrazione unica affidata all’Arch. Guglielmo Messina “garantivano sufficientemente circa il pericolo di infiltrazioni mafiose, ostative al rilascio del certificato”.
Nel decreto si spiegava come fosse “doveroso garantire la continuità dell’impresa e la tutela dei numerosi lavoratori, nel bilanciamento dell’interesse pubblico e di quello privato» e si poneva l’accento che «il mancato rilascio dell’informativa antimafia avrebbe comportato per l’impresa ricorrente la risoluzione del contratto d’appalto e la mancata partecipazione a qualsiasi tipo di gara”.
La cosa che da sempre mi è sembrata alquanto strana –per non dire assurda– è che, durante questo periodo, sia giunto inizialmente il provvedimento interdittiva (bloccando, di fatto, l’azienda che si era nel frattempo premurata a organizzarsi con l’acquisto di macchinari, attrezzature, campi base, trasferimento dei propri dipendenti, assunzione di nuovo personale e quant’altro per iniziare gli appalti…) e solo successivamente è giunto il provvedimento di sequestro da parte del Tribunale di Catania, circostanza quest’ultima totalmente opposta a quella adesso realizzata per la Tecnis Spa.
Si tenga inoltre conto che in quel periodo l’IN.CO.TER S.P.A. stava completando:
– Centro Commerciale Porte di Catania 
– Centro Commerciale Sicilia Village Outlett – Agira
– Lavori stradali per la fornitura e posa di conglomerati bituminosi
– Lavori di manutenzione straordinaria nelle SS.PP.  31 e 15 e nella SR 25 – Provincia di Ragusa  
Mentre erano in fase di contrattualizzazione e di definizione i seguenti appalti:
– C.M.C. –  SS 640 Agrigento – Caltanissetta
– INTERPORTO di Catania in ATI
– Parco Eolico in Provincia di Messina
– SIS S.C.P.A. – Raddoppio Ferroviario in Palermo
– IRAQ – Lavoro autostradale Umm Qasr-Al Zubair
– CO.ME.R. S.P.A. – Fornitura di conglomerati bituminosi e nolo di attrezzature;
– Comune di San Giovanni La Punta – Opere di Urbanizzazione Primaria nell’Area P.I.P.
– Provincia di Caltanissetta – Lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della S.P.10.
– Comune di Solarino – Lavori per la esecuzione delle opere di urbanizzazione relative al Piano per gli insediamenti produttivi – I° Stralcio Funzionale
Purtroppo però, molti di quei contratti (e direi “stranamente” i più rilevanti…) sono andati perduti…
Altresì, quanto fosse doveroso garantire in, continuità aziendale e la tutela dei lavoratori (ndr: nel bilanciamento dell’interesse pubblico e di quello privato…), ha dimostrato come l’intervento richiesto sia risultato vano, in quanto ha estromesso di fatto la società da quegli appalti (gli stessi che successivamente sono stati affidati ad altre Società… che il tempo ha dimostrato essere state “inquisite”) e soprattutto, non ha garantito al personale precedentemente licenziato di poter rientrare, ha escluso di fatto la possibilità a procedere a nuove assunzioni e quale epilogo finale, ha dato il via ai licenziamenti di quanti erano ancora in forza…

Malgrado ciò, voglio sperare che quanto a suo tempo compiuto –a danno dei dipendenti dell’IN.COTER e di tutto il “Gruppo”– sia da attribuirsi a procedimenti sommari o compiuti in modo precipitoso, escludendo da parte mia sin d’ora l’ipotesi, che quanto “malauguratamente” svolto, non sia stata una conseguenza implicita di quella prassi, consuetudine tanto diffusa di questa nostra regione…

Ed è per questa ragione che mi trovo (dopo quanto finora sopportato) ancora qui… perché ritengo (come diceva il Giudice Falcone) che occorre sempre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità!

Riscossione Sicilia: equità, efficienza, lotta agli sprechi e al malaffare, senza lacrime e sangue per i dipendenti!!!

Si concludeva così l’articolo di Mario Barresi, pubblicato alcuni giorni fa su lasicilia.it: Riscossione Sicilia, voragine miliardaria incassa 320 milioni su 4 miliardi di crediti…
In particolare il pezzo sull’inchiesta riportava le frasi dell’ex Presidente: “un dossier che s’ingrossa giorno dopo giorno sulle «incredibili anomalie» di Riscossione Sicilia. Ma anche un altro file sul computer: il nuovo piano industriale. «Con le priorità che mi ha chiesto il presidente Crocetta: equità, efficienza, lotta agli sprechi e al malaffare, senza lacrime e sangue per i dipendenti». Una missione impossibile? «Ci proviamo e vogliamo riuscirci presto», assicura Fiumefreddo. Altrimenti? «Portiamo i libri in tribunale»”.
Ecco, quanto sopra è ciò che pensava l’allora presidente di questo “carrozzone”… 
State certi che il problema non è da ricercare in quanti non pagano le cartelle esattoriali… ma di quella inefficacia del sistema, nel saper creare quei presupposti affinché nessuno paghi… o meglio solo i più fessi!!!
Sarei curioso di conoscere tutte quelle imprese in odor di mafia, che operano nel nostro territorio e a cui sono state fatte pervenire le richieste morose dei pagamenti… o forse queste sono dispensate dai pagamenti dei tributi???
Dopo poche settimana l’ex presidente definiva “Un quadro sconcertante” la situazione ad egli affidata, riconoscendo sin da subito di applicare ” una inversione di tendenza rispetto al passato nell’operato degli ultimi due miei predecessori”, ma perché cos’era successo negli anni passati… potrebbe chiarire meglio il concetto… perché così si palesa il dubbio che durante quegli anni, quanto doveva essere svolto correttamente non è stato fatto… ed allora perché non sono stati denunciati quegli ex presidenti che certamente, per la loro mansione, avranno ricevuto fior di quattrini???  
Alla fine mi chiedo… ma di chi ha responsabilità di questo fallimento???
La politica… i dirigenti… i dipendenti (erano 1500… ora sono 700… anche questa una circostanza assurda…; servivano questi dipendenti per averli assunti o erano in soprannumero???ed ancora che fine hanno fatto??? sono stati spostati presso un altro casermone della regione e a far che cosa???) alla fine cioè di chi è la colpa…  chi ha la responsabilità di un’azienda che fa acqua da tutte le parti e poi come può essere che in questo nostro paese, nessuno mai paga per gli errori commessi!!!
Sì… domande… domande… le solite e inutili domande… in una terra irrecuperabile!!!
Forse mi è venuta un’intuizione: perché non affidare questa azienda alla mafia… si proprio ad essa… ai suoi uomini… dopotutto quei soggetti, in questi anni, hanno dimostrando di aver conoscenza sulle metodologie da applicare per farsi pagare…  
Avranno sicuramente dei modi un po rudi… violenti… eccessivi… per non dire che il più delle volte sono coercitivi… ma alla fine i risultati li ottengono… e c’è da aggiungere inoltre, che quanto chiedono… (o quanto loro impongono di pretendere) il più delle volte, se pur gravato da interessi usurai… corrisponde a quanto univocamente pattuito… anche se in questo caso… non dovuto!!!
Sono certo che quanto sopra ha esclusivamente un carattere provocatorio e lungi da me il dover pensare di affidarci a soggetti criminali per la riscossione…, individui che debbono essere sempre denunciati (usufruendo anche del sostegno dato dalle associazioni di legalità) opponendosi a quella reiterata violenza e dimostrando forza e resistenza senza mai piegarsi, rifiutando sin da subito, eventuali compromessi a quelle loro forzate richieste!!!   
Quindi, ritornando a Riscossione Sicilia… sembra che le loro richieste, oltre a essere il più delle volte inesatte o a non sussistere in quanto sono del tutto (o in parte) infondate poiché vanno a gravare su società “corrette” amministrativamente o ancor peggio su aziende “confiscate”…  mentre nel contempo, la stessa azienda, ha pensato bene, di accomodare posizioni debitorie con alcune banche… infatti, lo stesso ex presidente la definiva: una “disonestà dei numeri”, che esprime “ingegneria finanziaria molto prossima al falso in bilancio”… minchia… complimenti… ma come sempre… nessuno che denuncia alla Procura???
Dice bene Baresi… altro che far impallidire Pirandello, gli esattori… indebitati!!!
Ma poi… indebitati per cosa???
Per gli alti costi di affitto, di forniture d’energia e telefonia, di personale in esubero, di parcelle per consulenze, di forniture varie, di manutenzione e pulizia… e di tutti quei costi che servono quotidianamente a far lievitare in maniera esponenziale i debiti… 
Ma tanto c’è chi paga o meglio chi dovrebbe pagare e non paga!!!
Sono i soliti furbetti… una sfilza di evasori (sarebbe interessante vedere pubblicati l’elenco dei nomi con accanto gli importi che debbono restituire…) sono certo che troveremo note banche e società, politici e industriali, imprenditori e professionisti, fino a scendere verso una serie di prestanome, truffatori e nullatenenti, a cui bisogna aggiungere quanti operano nel riciclaggio della criminalità organizzata ed infine, ci sono i poveri disgraziati…
Quindi avendo coscienza di quanto sopra, la diligenza del “buon padre di famiglia” dovrebbe sapere cosa fare…
Ma qui da noi è tutto diverso… non c’è mai un percorso chiaro, vedasi infatti quanto sta avvenendo proprio con Riscossione Sicilia… dove la nostra Ars continua a finanziare le perdite, per aumentare ancor di più quell’inutile fardello di sprechi!!!

Appalti e mafia: terremoto a Catania Sequestrati i colossi Tecnis, Artemis e Cogip

Appalti e mafia: terremoto a Catania Sequestrati i colossi Tecnis, Artemis e Cogip: LE CARTE DEI CARABINIERI: il provvedimento scaturisce da diverse attività investigative del Ros che ipotizzano, nel tempo, ‘l’asservimento -sostengono i carabinieri- del gruppo imprenditoriale Costanzo-Bosco Lo Giudice alla famiglia catanese di Cosa Nostra’. (Nella foto Alfio Aiello, fratello del boss Vincenzo Aiello con Concetto Bosco) Sequestro per oltre un miliardo di euro.

Catania trema, continua l'inchiesta della Finanza Impallomeni: “I miei rapporti con Ennio Virlinzi”

Catania trema, continua l’inchiesta della Finanza Impallomeni: “I miei rapporti con Ennio Virlinzi”: DOPO GLI ARRESTI ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA: tra le intercettazioni che possono essere anticipate in esclusiva, in questa fase, ce n’è una in cui il giudice Filippo Impallomeni parla dei suoi rapporti con “Ennio Virlinzi”, e dei rapporti tenuti “tramite La Rocca”, si tratta di Giovanni La Rocca, commercialista della Virauto arrestato ieri.

Nessuno che parla… c'è ne fosse uno soltanto che facesse i nomi…

E’ dire che si parla di commissione regionale antimafia…

Trattasi difatti di una relazione inviata alla Procura della Repubblica, che descriverebbe su presunte infiltrazioni mafiose nel comune di Catania, da parte di tre esponenti, di cui due del Consiglio ed uno della circoscrizione…
Mi chiedo… ma se anche loro hanno timori reverenziali a dichiararne i nomi, come si pensa di cambiarlo questo paese???
Certamente prima di mettere alla gogna i sospettati… è giusto che bisogna attendere gli organi di competenza, le loro opportune verifiche… ma se queste giungeranno, fra uno o due anni, cosa si fa, si approvano nel frattempo i vari provvedimenti… per poi fra qualche anno… rendersi conto che quanto formalizzato era stato abilmente pilotato??? 
Per fortuna… almeno in questo, i consiglieri comunali (tutti, nessuno escluso…) sono uniti nel voler conoscere i nomi, anche perché senza quei nomi… ognuno di loro –quasi fossero colpevoli– restano ovviamente… coinvolti!!!
Dopotutto, sappiamo bene come questo nostro paese è bravo a gettare fango ancor prima che uno venga condannato… per poi scoprire il più delle volte, che le motivazioni su cui erano state fondate le inchieste gli accertamenti… non avevano alcuna concretezza… ma anzi, erano state create artificiosamente!!!
Ma giunti ormai a questo punto… avendo fatto uscire la notizia della denuncia, eludendo quindi di fatto qualsivoglia riservatezza sul documento trasmesso, non si capisce, a cosa serva “nascondersi” se non forse per giustificare quella azione, con l’obbiettivo di aver voluti creare confusione ed instabilità politica…
Tirare la pietra per poi nascondere la mano… non fa altro che gettare ombre sul quello stesso operato della commissione, trasformando chissà… forse anche qualcosa di concreto, in una bolla di sapone 
Sono in molti oggi a chiedere di liberare quei sospetti dall’aula… ma il problema e che nessuno intende farne i nomi per primo, forse dobbiamo credere… per non essere successivamente tirati giù anch’essi da quelle poltrone… portando a conoscenza dell’opinione pubblica… quanto sapientemente, si era saputo conservare nell’armadio???
Dopotutto parliamo di politica, di uomini che combattono giornalmente per stare seduti lì… su quelle poltrone, di personaggi abituati a gestire i compromessi e a salvaguardare quelle proprie posizioni, tentando di non intaccare soprattutto i loro colleghi e amici non solo di partito, ma soprattutto di coalizione…
Motivazioni per non fare i nomi c’è ne sono tante… e dispiace che ogni volta per fare affiorare la verità non si faccia mai il proprio dovere… ma si attende sempre che siano gli altri a scoprirsi… il più delle volte gli stessi uomini e donne della Procura… che avranno l’onere non soltanto di accertare l’eventuali responsabilità, ma anche quello di doverci mettere la faccia…
Però è strano come si pensi sempre alle responsabilità giudiziarie e non ci si soffermi di salvaguardare anche quelle morali!!!
Di bene in meglio… continuiamo così a goderci un consiglio comunale che gestisce e amministra il bene della cosa pubblica, pur sapendo che “forse” al proprio interno, ci possano essere soggetti collusi con quei poteri mafiosi, i quali certamente andrebbero contrastati, ma bensì nella realtà trovano (attraverso quelle eventuali pedine) a concretizzare quanto loro estremamente necessario…

Sequestrato il raddoppio della SS 640 Agrigento – Caltanissetta

Un raddoppio quello della SS 640 che rappresenta con i suoi 740 milioni di euro, un interessante business per l’impresa che si è aggiudicata l’opera pubblica e cioè la società consortile Empedocie 2 S.C.P.A. (costituita da CMC Cooperativa Muratori e Cementisti Ravenna 44%, CCC Società Cooperativa 18%, Tecnics di Catania 38%).
Se andiamo a rileggere quanto riportava il protocollo di intesa, osserviamo che la Empedocle SCPA (in forza del contratto a Contraente Generale), potrà affidare ad imprese terze, lavori ed opere, per l’intera realizzazione del progetto
Sarebbe interessante quindi conoscere i nominativi di quelle imprese, che hanno operato su quei tratti stradali e sapere se in questi anni, qualcuna di esse, abbia avuto revocato il certificato antimafia o se siano stati emessi provvedimenti interdittivi o condanne, nei confronti di alcuni loro legali rappresentanti…
Ed inoltre, sarebbe rilevante conoscere se, durante l’esecuzione, siano state violate le clausole di salvaguardia, con riferimento specifico agli impegni normativi e contrattuali e cioè, se dalle verifiche (alle imprese affidatarie e/o sub affidataria dei lavori) siano emerse irregolarità nei confronti dei propri dipendenti o dei lavoratori dipendenti da eventuali imprese sub affidataria, presenti nei lavori appaltati.
Inoltre, premesso che la società Empedocle 2 S.c.p.a. a promosso a suo tempo con la Prefettura di Caltanissetta, la Regione Siciliana, Anas SpA la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa ai fini della prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata e dove tale protocollo avrebbe dovuto di fatto costituire “l’elemento fondamentale” sul quale garantire tutte procedure interne volte ad attivare le ricognizioni e le analisi per la protezione e l’incremento dell’integrità aziendale e della filiera produttiva relativa al lavoro…
Scoprire quindi in questi giorni come, i militari del Reparto Operativo (Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Caltanissetta), abbiano dato corso, ad un serie di procedimenti, iscrivendo 12 indagati per “concorso in frode in pubbliche forniture”… e dove agli interessati è stata contestualmente notificata “informazione di garanzia” e sono stati accusati, a vario titolo, per aver:
– utilizzato calcestruzzo non conforme alle previsioni contrattuali;
– utilizzato gabbie in acciaio per la realizzazione di pali ed altre strutture di misure e/o caratteristiche tecniche non conformi al capitolato;
– occultato alla Direzione dei Lavori difficoltà tecniche ed irregolarità dei materiali;
– omesso di segnalare alla Direzione dei Lavori irregolarità riscontrate, impedendo l’apertura della procedura contrattuale di non conformità e la successiva risoluzione delle irregolarità esecutive, lascia di per se, un po’ perplessi….

Certamente qualche dubbio sulla validità di questi protocolli di legalità nasce, considerato che proprio in questi giorni, ad una delle partecipate, è stata notificata l’interdittiva antimafia in seguito all’arresto dei propri vertici…

Sarebbe altrettanto interessante conoscere per quali ragioni, un’opera che prevedeva i lavori di adeguamento a quattro corsie della strada statale 640 “di Porto Empedocle” (dal km 9,800 al km 44,400), per un importo di circa 378 milioni euro sia giunta oggi a costare quasi il doppio…
Ed ancora, un’opera che prevedeva il completamento entro 1510 giorni dalla firma del contratto (sono circa cinque anni) e che dal quel 2008 è ancora in corso di realizzazione, ma soprattutto, non si sa nemmeno quando si giungerà alla conclusione, considerato che -per quanto emerso- sono state rilevate numerose non-conformità durante i lavori e che queste se pur già segnalate al contraente generale, avranno l’onere di essere sanate… 

Inoltre, mi sembra di ricordare che per ogni giorno di ritardo, il contraente generale avrebbe dovuto corrispondere all’ANAS una penale pari all’1 per mille dell’importo complessivo della progettazione esecutiva e dello 0,5 per mille dell’importo complessivo offerto per i lavori…

Una cosa è certa, questo sistema sugli appalti pubblici, così com’è, non funziona e presenta falle a tutti i livelli… dalla trasparenza delle gare d’appalto (sempre più viziate dalla solita rete di conoscenze e favoritismi) ai controlli ispet­ti­vi an­ti­ma­fia, dai requisiti di moralità professionale dei titolari, alle mazzette ripartite, dai meccanismi di accesso agli appalti, ovvero la qualificazione delle imprese, con quel sistema SOA (società organismo di attestazione) basato su controlli affidati a società private, che avrebbero dovuto sostituire quel carrozzone dell’Albo costruttori, filtrandone l’accesso dei nuovi ingressi ed eliminando tutte quei vecchi scatoloni vuoti, e per finire, quella mancata trasparenza…
Non esiste a tutt’oggi una banca dati informatizzata, dalla quale sia possibile conoscere tutti i contratti pubblici e che permetta a chiunque, di sapere quanto sia costata un’opera (rispetto all’importo originario), a chi è stata affidata, chi erano i subappaltatori, conoscere mese per mese gli stati d’avanzamento di un’opera, ecc…
Non so dire se chi si occupa d’appalti pubblici sia realmente incapace… ho il dubbio invece, che forse, ci troviamo in un comparto gestito da furbi, che fa sì che questo sistema, resti cosi com’è, per poter continuare a ingrassare e oliare, tutte quei soggetti, legati tra loro in anomale procedure ( il più delle volte illecite…) che prendono il nome di… appaltopoli!!! 

Tecnis: viene ritirato il certificato antimafia

Desideravo riprendere un commento pubblicato su Live Sicilia, in quanto fa riferimento ad una azienda che il sottoscritto conosce benissimo, visto che a tutt’oggi ne fa parte, in qualità di Direttore tecnico e di Rspp…
facciamofintadiniente 16-11-2015 – 15:28:47
Lo detto e lo ripeto l’ultima volta, poi si diventa noiosi, il film e già visto ed il finale assicurato.
Per non mensionare tutte le ditte precedenti, l’elenco e troppo lungo, ricordiamo la più recente, La Incoter SPA dei F.lli Basilotta, con lo sgambetto del certificato, adesso la Tecnis senza certificato non può più ne operare ne gareggiare a nuovi appalti, la magistratura con questo ennesimo piccolo sforzo, distruggerà l’ultima Impresa Edile Siciliana. Arriveranno i commissari, che di Edilizia e di gare, “senza nulla togliere a i pregi personali che possono avere” non ne capiscono un tubo, per coprire le spese correnti cominciano a svendere quello che ce di svendibile in azienda e nel giro di 1 max 2 anni ditta spolpata e tutti licenziati.
Cosi da qui a qualche anno tutte le opere che ci sono da fare in Sicilia, le faranno solamente cooperative ed aziende pulite del nord.
La colpa delle Imprese Siciliane e quella di Ambire in alto, fino a quando si parla di imprese con max 20 dipendenti ” ca si fanu i ratteddi” nessuno le disturba, quando qualche Imprenditore Siciliano con le palle, in una terra arida e complessa come la Sicilia, riesce ad emergere ed a togliere campo alle concorrenti del Nord, ecco le strategie mettersi in atto e il gioco e fatto.
A pagare sempre e solo noi popolo inetto Siciliano, ma cu nicci porta a fari si cosi, contadini dobbiamo rimanere, e si operai ca restunu a casa, pazienza lu governu anticchia di disoccupazioni cia duna e campunu, pinsamu a saluti, poi li pulintuna ni diciunu ca campamu e spaddi soi, e facemiccillu diri, e la virità!!
Auguri Sicilia……………..

Premesso che alla società Tecnis S.p.a. è stato ritirato il certificato antimafia (preso atto della revoca, ancora oggi però non se ne conoscono le reali motivazioni che l’hanno determinato…), ora, con riferimento ai lavori appaltati, molti non sanno che alcuni di quei lavori, erano stati a suo tempo, affidati e/o aggiudicati proprio alla In.Co.Ter S.p.a., e che, a causa del provvedimento interdittivo sopraggiunto (seguito dal ritiro del certificato antimafia) ed avendo la stessa, sin dalla fase di gara firmato con le varie stazioni appaltanti, quei previsti protocolli di legalità (condizione obbligatoria e coerente con l’obiettivo del contrasto da eventuali tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore gli appalti), ecco che in quella occasione… quegli stessi appalti, le furono revocati…
A cominciare dal 3° tratto “Grotta Rossa-svincolo Canicatti” per l’ammodernamento della SS640 Agrigento-Caltanissetta, per seguire quindi con l’Interporto di Catania, ed ancora, il Parco eolico in provincia di Messina ed il completamento dei lavori nel Centro Outlet Village di Agira…
Circa 100 Milioni di euro di lavori andati in fumo… o meglio, consegnati ad altre imprese… per scoprire come, solo pochi anni dopo, alcune di quelle imprese, furono allontanate (non so dirvi se fosse intervenuto un’eventuale revoca del nulla osta antimafia) comunque, come si dice… oltre il danno, la beffa!!!
L’In.Co.Ter S.p.a. in ogni modo, se pur tra mille difficoltà, ha saputo reagire…
L’ingresso dell’amministrazione giudiziaria ha permesso comunque una certa continuità aziendale, attraverso l’aggiudicazione di lavori per milioni di euro quali:
– S.I.S. S.C.P.A.: Raddoppio Ferroviario in Palermo;
– IRAQ: Lavoro autostradale Umm Qasr-Al Zubair;
– CO.MER. S.P.A.: Fornitura di Conglomerati Bituminosi e noli;
– GESTIONE IMMOBILIARE S.R.L.: Realizzazione di un capannone prefabbricato da adibire ad uffici per autonoleggio;
– PROVINCIA DI RAGUSA: Lavori di manutenzione straordinaria nelle SS.PP. 31-15 e S.R. 25;
– PROVINCIA DI CALTANISSETTA: Manutenzione straordinaria e messa in sicurezza Sp233 e SP 253 ex RT Mussomeli-Caltanissetta
– COMUNE DI SOLARINO: Lavori per la esecuzione delle opere di urbanizzazione relative al Piano per gli insediamenti produttivi – I° Stralcio Funzionale;
– COMUNE DI SAN GIOVANNI LA PUNTA: Opere di Urbanizzazione Primaria nell’area P.I.P.;

Inoltre,
si potrebbe dire alla Toto Salvaggio “increddibbile”… nel periodo di confisca (tra Ottobre 2012 e Novembre 2012) è stato revocato per “errore”  il nulla osta antimafia, precisando che allora la società amministrata era di fatto… rappresentata dallo Stato: difatti, presentava un socio di maggioranza (custode giudiziario nominato dal tribunale), un collegio sindacale totalmente rinnovato per il 100%, un nuovo amministratore (giudiziario) e per finire un Direttore Tecnico ( il sottoscritto ) che ad oggi, presenta un casellario giudiziario “limpido”, quanto l’acqua che scorreva nel fiume Giordano, ai tempi del Battista!!!
La tematica è che, la gestione di queste società sequestrate/confiscate è totalmente diversa da qualsivoglia conduzione, poiché entrano in gioco delle nuove limitazioni, parametri di esposizioni diverse dal classico management nel quale l’imprenditore assume in se tutte le problematiche e ne copre ovviamente i rischi… con proprie garanzie.

L’impresa è quindi chiamata a “ridefinire” il proprio organigramma, le proprie metodologie secondo logiche più strettamente “giuridiche” dove molte di quelle decisioni, debbono essere autorizzate, anche in quei casi rientranti nella gestione ordinaria, quale la definizione di contratti, produzione, vendite, la ricerca di eventuali mercati di sbocco, la disponibilità finanziaria, l’accesso a risorse di finanza (senza personali garanzie), tutte condizioni necessarie per la continuità aziendale…
L’impresa, con questa trasformazione perde di fatto, le sue originali peculiarità, in particolare quel valore intrinseco dato da quei legami interpersonali, da quella capacità di networking dove i rapporti inter-organizzativi sono basati principalmente sulla fiducia…
Inoltre, l’impresa confiscata viene vista ora da tutti, come fosse “malata” e dove, il solo intervento del nominato amministratore, non basta ovviamente a mantenere quel sistema relazionale con fornitori, clienti, istituti di credito, pubbliche amministrazioni, ecc…  nel quale l’azienda era inserita…
La gestione tecnico/amministrativa, richiede non solo competenze professionali, che di per se possono essere trovate all’interno della stessa azienda… ma il sostegno dello Stato, di quelle politiche finanziarie/sociali – non assistenziali – che garantiscono all’impresa quella capacità di proseguire e di sviluppare nuovi progetti innovativi, tenendo conto, non solo della salvaguardia dei posti di lavoro, ma soprattutto dei benefici che tale gestione potrà dare a tutta la comunità…

Oggi purtroppo la Tecnis è entrata in un tunnel di difficile soluzione o meglio le soluzioni ci sarebbero… basterebbe applicarle!!!
Il problema infatti, non è rappresentato ne dalle perdite degli appalti… (questi dopotutto verranno affidati ad altre imprese) e neppure dalle ripercussioni occupazionali (la cui continuità potrebbe essere garantita dalle imprese aggiudicatarie… è già successo alcuni anni fa con le imprese dei Cavalieri), il fondamentale problema è che attraverso queste procedure, le nostre imprese non avranno mai modo di crescere e resteranno sempre ad un livello nazionale inferiore… da subappaltatori… o come direbbe l’amico di sopra… “semplici cottimisti”.    
Quindi evitiamo di far finta di non sapere cosa accadrà a questa bella realtà…a quelle risorse umane, alle loro famiglie, a quegli appalti, a quei beni strumentali tra cui macchinari e attrezzature, al patrimonio immobiliare, ma soprattutto ai suoi imprenditori, ora messi alla gogna da tutti… da quanti ne invidiavano le capacità e da coloro, tra colleghi e/o amici, che sotto l’apparente dispiacere per quanto accaduto, sperano ora, che da quella incresciosa situazione, potranno avvantaggiarsene… dopotutto è proprio nel carattere di pochi uomini, saper onorare senza invidia un amico che ha fatto fortuna…
Già… non facciamo finta di niente… perché lo sappiamo sin d’ora tutti… come andrà a finire!!!

La sensazione è che ci sia un'Antimafia che più che gli ideali, persegua interessi particolari…

In tutti questi anni, si è cercato di convincere i cittadini, che combattere la mafia non solo fosse giusto, ma soprattutto utile. 

Nessuno immaginava però, che da quei professionisti di quella lotta, si sarebbero creati dei nuovi soggetti, che avrebbero cercato sì… quel “utile”, ma principalmente per se stessi, per come difatti sta emergendo…
Sembra effettivamente, che la famosa invettiva di Leonardo Sciascia contro i professionisti dell’Antimafia, abbia dimostrato essere, quanto mai attuale… 
Già, riprendendo quanto dichiarato dall’ex Pm Antonio Ingroia proprio in questi giorni: ecco se pur Leonardo Sciascia in una occasione sbagliò… colpendo l’allora giudice Paolo Borsellino, dimostro comunque con la sua dichiarazione… un’intuizione profetica.
In tanti citano i nomi dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma secondo lei, chi sono i veri eredi e chi, invece, si fa soltanto bello… con i loro nomi?
Per me non ci sono veri eredi, ma ci sono troppi aspiranti eredi…
Ci faccia qualche nome…
Un elenco troppo lungo e non basterebbe lo spazio… mi riferisco anche a qualche importante ex magistrato oggi entrato in politica…
Adesso che è tornato a fare l’avvocato, non ha paura di finire vittima di uno sbaglio dei suoi ex colleghi togati?
Sinceramente sì, soprattutto oggi mi rendo conto di tanti errori giudiziari… le inefficienze del sistema sono più gravi di quanto non sospettassi da magistrato; per esempio, nel procedimento che sto seguendo a Roma, anche se dimostreremo l’errore degli inquirenti, ci troveremo di fronte a danni irreversibili con società fallite, uomini ammalati e imprenditori rovinati!!!
Ci sono delle furbizie che i pm usano per incastrare gli indagati? Mi risulta che non di rado i nomi sul registro generale vengano iscritti il più tardi possibile per allungare i termini delle investigazioni… come si dice… ci sono le astuzie dei difensori, ma anche quelle dei sostituti procuratori, ed ora che sono dall’altra parte della barricata ho il vantaggio rispetto ai miei colleghi avvocati di poter smascherare certi espedienti furbetti…
Tipo… ne può svelare qualcuno?
Si, ci sono i cosiddetti stralci a catena che permettono con un gioco di scatole cinesi di tenere aperto un filone d’indagine facendolo emigrare da un fascicolo in scadenza a un altro….
Forse anche da una procura all’altra?
Già, qualche volta è accaduto pure questo…
Infine, è meglio la vita da magistrato o quella da avvocato?
L’esistenza blindata del pm antimafia è infernale… di quegli anni mi mancano solo (sorridendo…) le “intercettazioni“, mentre da avvocato accertare la verità è molto più difficile, perché si combatte con armi spuntate contro una magistratura che spesso è un muro di gomma rispetto alle istanze della difesa!!!
Cosa aggiungere, questa mattina altri due giudici della sezione beni confiscati del Tribunale di Palermo, sono stati accusati, uno di concorso in corruzione e l’altro per abuso d’ufficio…
Sono due toghe (che hanno operato in quella stessa sezione diretta dall’ex presidente Silvana Saguto, finita in questi giorni, sotto inchiesta della Procura di Caltanissetta) che si trovano sotto la lente d’osservazione della procura nissena… e che rischiano in questo preciso momento, oltre agli addebiti presentati, anche l’avvio della procedura di trasferimento…
Una brutta pagina per la nostra magistratura… diceva bene Indro Montanelli: Per un magistrato italiano, la “Legge” con la “Giustizia” non ha nulla a che fare!!!

Stato-Mafia… ecco le prove…

Proprio alcuni giorni fa, abbiamo assistito alla sentenza del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia e dalla quale è stata emessa un’assoluzione per l’ex ministro Calogero Mannino… (non bisogna però confondere che, una cosa è l’essere stato giudicato  innocente in modo definitivo dal concorso esterno ed un’altra cosa è l’esser stato assolto in primo grado per la trattativa… dopotutto si riporta: questa è stata una assoluzione per insufficienza o contraddittorietà delle prove, non per la loro mancanza e bisogna aggiungere che il giudice, con quel tipo di decisione, ha ammesso che la trattativa c’è stata e che costituisce reato…).

Ora all’improvviso ecco che l’ex Pm Antonio Ingroia esce allo scoperto… dichiarando ad una intervista del quotidiano Libero: cosa diceva Giorgio Napolitano, ex Presidente della Repubblica, nelle intercettazioni sull’inchiesta Stato-Mafia?
Ecco… anche se probabilmente un giorno racconterò tutta la verità… (dopotutto in uno Stato democratico certi avvenimenti andrebbero sempre svelati…), ma non ora… e non certo attraverso un’intervista e poi credo che ancora non sia arrivato il momento…
Ed allora quando??? Forse attraverso la pubblicazione di un libro… il cui titolo potrebbe essere “Caro Giorgio come stai?”.
Come si spiega l’applicazione sulla richiesta di distruzione immediata delle intercettazioni???
Lei Dott. Ingroia ha dichiarato, l’applicazione di quella richiesta… un abuso, provando in tutti i modi ad ostacolarne la distruzione (intercettazione di dialoghi tra l’ex capo dello stato Giorgio Napolitano e l’ex ministro Nicola Mancino) ma ora, si è capito come quella fosse di fatto una sentenza politica, che avrebbe comportato non solo una gravissima crisi istituzionale, ma anche le possibili dimissioni del Presidente della Repubblica…
Certo ora anche l’ex Pm è stato abbandonato… (come in molti… in questo nostro paese… soprattutto quando si trattano argomenti scomodi…), si perdono infatti per strada… più di un amico, in particolare proprio per quanto emerso dall’inchiesta sulla trattativa, che dimostrava essere scomoda a molti,  non solo a destra, ma anche a sinistra…
Ed è il motivo per cui hanno trasformato quel lavoro (fatto di quasi vent’anni d’indagini) in un tentativo promozionale personale, di un lancio verso la politica… dimenticando tutti quegli uomini dello Stato e non,  che nel corso di quegli anni… sono rimasti uccisi…
Purtroppo ciò che è grave è trovare ancora oggi, in qualità di  pubblico ministero, dei giudici che non vogliono sentire, vedere, sapere… già un meccanismo di autodifesa corporativa che scatta spesso quando ci sono di mezzo magistrati o altri pezzi delle istituzioni!!!
Detto così si potrebbe pensare che ogni riferimento al procedimento Stato-mafia è puramente casuale… o forse ritiene che in quel processo siano stati protetti pezzi di istituzioni???
No, più che nel processo lo si è fatto fuori dal processo perché quel processo non si celebrasse mai… e difatti, un ruolo fondamentale lo hanno svolto anche la magistratura associata e il Csm a colpi di procedimenti disciplinari nei confronti dei pm che doverosamente facevano quelle indagini…
Come si spiega infine il suo ruolo d’avvocato, avendo dichiarato a suo tempo… che mai avrebbe mai assistito mafiosi e corrotti, ed invece oggi, sta difendendo i presunti complici di Massimo Ciancimino, condannato in via definitiva per riciclaggio del patrimonio mafioso del padre: niente di incoerente perché nessuno dei miei assistiti è incriminato per fatti di mafia, in più aggiungo che sono convinto dell’innocenza di questi imputati che sono rimasti stritolati da quello che io definisco il sistema Cappellano…(l’amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara, posto sotto indagine dalla Procura di Caltanissetta per corruzione e altri reati…).
Dall’inchiesta emerge che l’amministratore giudiziario, aveva l’interesse a enfatizzare se non addirittura inventare l’origine “mafiosa” di certi patrimoni, specie se di ingente valore, per ottenere così incarichi e onorari, che poi, venivano rapportati sul valore della aziende confiscate.
Un sistema che consentiva, d’elargire incarichi e benefici a parenti e amici dei magistrati che spesso, erano gli stessi, che avevano nominato quegli amministratori e che in corso d’opera… gli liquidavano quei lauti compensi!!!
Uno di quei magistrati era proprio Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione dei beni confiscati del Tribunale di Palermo, dove sul suo conto in queste settimane, sono emerse intercettazioni imbarazzanti…
La sensazione è che ci sia un’Antimafia che più che gli ideali persegua interessi particolari!!!
Ma quella è un altra questione…
continua 

ADDIO… pizzo???

Bagheria non è cosa loro“… così il Presidente Renzi ha commentato la notizia sulla rivolta degli imprenditori di Bagheria… aggiungendo inoltre un grazie al “coraggio di chi rifiuta ricatti, grazie a Carabinieri ed organi inquirenti“… 
Si potrebbe parlare di evento storico… ma la verità è che questo non è il primo caso… anzi rappresenta in questi ultimi anni, quel proseguo naturale (forse) di un cambiamento…  
Proprio l’altro ieri sera in Tv… nel talk show “OpenSpace” condotto da Nadia Toffa (curato dalla redazione delle “Iene”), c’era infatti tra gli ospiti della puntata, il pasticciere Santi Palazzolo che, proprio con la sua denuncia, ha fatto incriminare l’ex presidente di Confcommercio (ed ex vicepresidente Gesap) Roberto Helg, ma che oggi, a causa di quanto denunciato… rischia di fatto… di perdere il proprio locale!!!
Abbiamo sentito anche il giornalista Enzo Palmesano, che per le sue inchieste è stato licenziato per ordine di un boss della Camorra e dove proprio lo scrittore Saviano ne denunciò la vicenda…
C’era anche il direttore di Telejato, Pino Maniaci, che con le sue continue inchieste è stato più volte vittima d’aggressioni…
E cosa dire di quegli imprenditori, che nei primi mesi di quest’anno, proprio da Corleone hanno rotto il muro dell’omertà, denunciando e facendo arrestare i propri aguzzini, per voler dire basta con l’estorsioni…
Oppure di quei dipendenti di Caltanissetta che hanno denunciato il proprio datore di lavoro, che pretendeva da essi, il 30% della loro busta paga, minacciandone in caso contrario… il licenziamento!
Ed ancora… soltanto di pochi giorni fa (siamo nel mese di Ottobre), i Carabinieri del comando di Catania, hanno ricevuto una denuncia da parte di un imprenditore, costretto (a suo dire) a titolo gratuito, ad eseguire lavori di ristrutturazioni, a compensazione di quanto avrebbe dovuto versare…
L’elenco è lungo… e come dai dati finora emersi si potrà verificare, denunce ne sono state fatte e molte di queste partono da tempi lontanissimi… e quindi, pur ricevendo con soddisfazione l’annuncio riportato (a caratteri cubitali) nella giornata di ieri… dove, 35 imprenditori di Bagheria, hanno deciso di dare una svolta, ribellandosi al pagamento richiesto dai consueti esponenti della criminalità organizzata, rimango alquanto scettico… sulla promozione data a tale notizia, per le ragioni che ora andrò ad esprimere…
Quanto sopra difatti… cela il vero quesito e cioè, se il dover pagare, non abbia nascosto quei possibili vantaggi personali e/o societari, tra chi ha deciso di sostenere con il proprio appoggio (denaro, assunzioni o quant’altro) quelle associazioni criminali e chi invece, in maniera opposta e sin da subito, ha deciso di denunciare o preferire chiudere i battenti della propria attività, decidendo anche, nei casi più estremi, di allontanarsi definitivamente con la propria famiglia, da quella terra…
Innanzitutto, non mi sorprende aver appreso come, in alcuni casi, la vittima, abbia deciso soltanto ora di denunciare… a distanza di vent’anni e dopo essere definitivamente giunto sul lastrico e costretto a chiudere la propria attività (considerato che, negli anni precedenti non si era mai ribellato…). 
Perché ciò che non si vuole dire è che a partecipare (se pur condizionati da quelle “pressioni” esterne…) si sono ottenuti dei vantaggi!!!
Già… è stato ampiamente dimostrato, come l’essere affiliati (perché pagando… si accetta di fatto quel sistema) permette di essere privilegiati… per esempio diventando esclusivi fornitori della zona, commercianti a cui viene permesso di aprire una attività commerciale (possa questo essere un negozio d’abbigliamento o un punto vendita alimentare), le commesse pubbliche casualmente (e li si dovrebbe aprire un’altra pagina infame…) vengono di volta in volta affidate a chi appartiene a quel cerchio ristretto, anche i lavori privati, per nuove costruzioni o anche semplici ristrutturazioni, vengono appaltati alle imprese amiche “associate”, mentre gli altri… quelli sì onesti… restano a guardare…
Quindi, mentre alcuni “paganti” imprenditori crescono, beneficiando dei servizi offerti da quell’imposto sistema,  gli altri vedono precludersi qualsivoglia aspettativa e soprattutto quella tanto desiderata libera concorrenza…
Mi chiedo quindi, quando si sapeva di godere di quei benefici, quando osservavate l’invidia che provocavate nei vostri compaesani, quell’espressione del tutto umana che accompagnava… sentimenti acrimoniosi, ecco allora dov’eravate, facevate finta di non sapere a chi dovevate tutto???
Per favore… basta con queste solite propagande elettorali… si sa, cosa nostra nostra… toglie, cosa nostra dà… già, dà a tutti i suoi “attori” quei privilegi che altrimenti non avrebbero (sia per proprie incapacità, che specialmente, per inadeguati meriti professionali…), vantaggi quindi ricevuti e dei quali, si era perfettamente consapevoli, quando, a suo tempo, si era deciso di entrare in quel sistema per interpretare il ruolo assegnato!!! 
Ecco, era allora… in quel preciso momento che bisogna decidere dove stare… non dopo… non oggi… non basta ora fare le vittime, come non basta a quegli associati criminali… proclamarsi pentiti… dopo essere stati arrestati!!!
Non è così che si potrà debellare questa piaga… non è chiedendo collaborazione ai criminali che si potrà eliminare la mafia… ( le collaborazioni dei pentiti, servono solo a fare luce su quanto accaduto… e non non su come si sta evolvendo quell’organizzazione malavitosa…).
Ciò che necessità da sempre… è fare sentire il peso dello Stato… quella forza che non permette più a nessuno di poter decidere se scendere a compromessi, quella libertà di legalità e democrazia, che deve imporsi su regole e dettami scritti…
C’è la necessità di fare valere le ragioni dei cittadini onesti, perché chi non vuole stare con questo sistema di diritto… va definitivamente colpito e allontanato… anche in un’isola se necessario!!!
Solo così finiranno le violenze, gli abusi, le corruzioni e collusioni, questo generalizzato malaffare, presente anche purtroppo nelle nostre istituzioni…
C’è poco da stare allegri… per un pizzo che oggi non si paga… c’è ne sono centinaia di migliaia che pagano e soprattutto che non denunciano!
Ed è in ognuna di quelle mancate denunce che lo Stato dimostra i propri limiti… perché si sa… chi lotta può anche perdere, ma chi non lotta ha già perso in partenza!!!

Ma alla fine i giudici… pagano???

In altri periodi… mai avremmo dubitato dei giudici o che questa figura, potesse essere messa in discussione…

Al solo pensarlo… già… si faceva peccato, era un qualcosa che a priori veniva respinto… non poteva sussistere difatti una tale situazione…
Il “Giudice”, quella figura solenne, quell’arbitro tra le parti, un personaggio biblico!!! 
Il magistrato, quel soggetto a cui viene concesso il valore essenziale dell’indipendenza, quell’individuo cui viene riconosciuta l’imparzialità e la terzietà… proprio perché nelle decisioni non debba mai venire condizionato dalle parti, anzi, dovrà sempre trovarsi in quella situazione d’indifferenza ed equidistanza, rispetto agli interessi di cui esse, siano portatrici…
Quindi… non entrando nei principi che ne costituiscono il nucleo del giusto processo e soprattutto non toccando il “tema” rovente del reclutamento da parte dei componenti del Consiglio di Stato, ciò che m’interessa maggiormente evidenziare e l’aspetto emerso in questi giorni e cioè, le inchieste che hanno coinvolto alcuni nostri magistrati… 
Dover leggere sui vari quotidiani come, alcuni di essi, abbiano potuto commettere –in virtù di quella toga– possibili abusi, dimostra come, anche tra loro, ci possa essere chi abbia attuato, dei perversi meccanismi collusivi e degenerativi, ed è il principale motivo, che ci ha fatto ricredere….
La possibilità di denaro facile, i favori personali, dimostrano come quelle occasioni, fanno gola a tutti… ahimè anche ad una parte dei nostri giudici, che viceversa, dovrebbero rappresentare con le loro azioni, principi di correttezza morale ed esaltazione dei valori della giustizia…
Oggi, tutti noi, ci sentiamo indubbiamente pugnalati… e ci accorgiamo come anche la nostra giustizia, tra tante cose… non funziona!!!
Ed ancora, ciò che dimostra essere vulnerabile… è il dover assistere a come, per quei reati commessi, vengano usati, due pesi e due misure… a differenza di quanto quel simbolo della “bilancia” raffiguri…
Bensì… per quei magistrati ove si è accertato esserci state violazioni durante lo svolgimento del proprio incarichi, ecco che a quei quei soggetti, stranamente, invece di porre in essere quanto previsto dalla legislazione, si attuano procedure “ambigue” (e soltanto in quei casi eclatanti) come trasferimenti, sospensione di carriera, ma mai alcuna effettiva punizione… in particolare quando si è accertato la presenza di gravi violazioni… 
E’ dire che il denaro dovrebbe rappresentare l’ultimo dei loro problemi… perché la normativa prevede già importanti “benefici”…a cominciare dai 27 anni di servizio, che rappresenta il massimo periodo di carriera…
Inoltre, non meno importante… è che per salire di carriera non serve la meritocrazia, in quanto gli scatti sono di per se… automatici e fanno riferimento esclusivamente all’anzianità di servizio!!!  
Dunque una carriera slegata essenzialmente dall’efficienza, ma interconnessa con il tempo… cioè… se paragoniamo con un grafico la carriera, questa tende sempre in alto verso l’asse dell’ordinate (compenso economico) e giunto al 27′ anno (riportato nelle ascisse), la carriera diventa costante… regolare… il che dimostra, come, qualsivoglia incremento del proprio incarico non verrà ulteriormente premiato… e quindi anche lo stipendio resterà per sempre lo stesso… e chissà se forse non è proprio questo limite, a creare in alcuni di essi quei presupposti, quella predisposizione naturale alla “corruzione” che è quanto ormai… va ovunque emergendo???
Dopotutto a chi debbono dare conto… quali particolari esami (nel corso delle loro carriere) debbono sostenere???
Ed ancora… com’è possibile che in tutti questi anni… non ci siano mai state delle bocciature???
E’ dire che la loro retribuzione è rispetto alla media europea la più alta e certamente quanto percepito per l’incarico svolto, può essere paragonato ad un discreto dirigente… diciamo che non ci sarebbe motivo per lamentarsi, anche perché in aggiunta, ci sono ulteriori benefit, auto di servizio, autista, ecc…
E’ vero… possiamo dire che quanto ricevono, compensi l’enormi responsabilità a cui sono sottoposti… e che tale compenso possa in un periodo di grave crisi economica come questo, ritenersi più o meno giusto o meglio… non li fa di certo soffrire…
Ma poi… volete mettere il prestigio personale loro assegnato, in ogni circostanza ed in qualsiasi loro azione quotidiana…     
Quindi, dando il giusto merito… a chi merita, desidero comprendere… a cosa vanno incontro…coloro che hanno dimostrato con le loro deplorevoli azioni di non meritarli quegli elogi…
Verranno prese delle sanzioni disciplinari… o come in molti ormai pensano… verranno di fatto protetti da quella loro stessa “casta” d’appartenenza???
A quale cifra ammontano le azioni disciplinari, seguite alla confermato dell’illecito???
Siamo sicuri che il più delle volte, le denunce presentate alle procure, non sono state archiviate???
Quanti sono stati di fatto destituiti dai loro incarichi senza aver atteso le loro “inopportune” dimissioni???
Quanti di loro, hanno risarcito economicamente per aver commesso errori giudiziari…e quante volte sono state accolte le domande di risarcimento???
Quanti giorni lavorano in un mese… e quanto guadagnano in proporzione…. cioè suddividendo l’importo percepito per i giorni in cui operano???
Sono tutte domande alle quali avrei potuto tranquillamente rispondere… mi sono documentato ed edotto prima di scrivere e quanto ho scoperto mi ha finora lasciato… un po’ sconcertato!!!
Dopotutto si dice che… niente eguaglia la timidezza dell’ignoranza se non la sua temerità. Quando l’ignoranza si mette a osare, essa ha in sé una bussola… quella bussola è l’intuizione del vero, più chiara talvolta in uno spirito semplice che in uno spirito complicato!!!

Se Milano è la "capitale morale"… allora….

Scusi Presidente, ma forse distrattamente… mi sono perso qualche passaggio…
Stava forse parlando di Zurigo/Ginevra o certamente si stava riferendo a Vienna e/o Vancouver… 
Perché se dovesse essere a suo giudizio Milano la città che meglio di tutte… si è riappropriata del ruolo di “capitale morale” del nostro Paese, mi permetta, ma ho paura che Lei, conosca in modo molto superficiale questa città…
Cerchiamo intanto di trovare un punto in comune… cosa intende per morale…
Sicuramente, quella serie di modelli comportamentali e sociali, compiuti mediante il perseguimento di determinate condotte… e quindi s’intendono quell’insieme di azioni, che rappresentano i veri valori sociali di una società o anche semplicemente di un individuo!!!
Bene, fatte le dovute considerazioni, debbo portare a sua conoscenza, quanto proprio in questi giorni ho potuto leggere su questa città e cioè:
– il quotidiano la Repubblica scrive oggi che la procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla spartizione dei diritti televisivi della Serie A fra il 2015-2018 e che tra i documenti si fa riferimento alla vendita del Milan…

Inoltre,
– da un’indagine sempre della Procura di Milano, è emerso che sarebbe –in relazione a una concessione petrolifera in africa- stata pagata una “tangente milionaria” di cui oggi la Corte di Londra avrebbe effettuato un sequestro preventivo per 190 milioni di dollari, già… sembra essere una maxi-tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari, che sarebbe stata pagata da Eni per l’acquisto della concessione del giacimento petrolifero “Opl-245” in Nigeria e di cui, circa 800 milioni, sarebbero stati ripartiti tra politici e intermediari africani, mentre la restante parte, circa 200 milioni, sarebbe stata destinata a mediatori e manager italiani e europei… 

Ed ancora,
– arrestati due giorni fa… un giudice, un cancelliere, un finanziere e alcuni professionisti (in affari col magistrato), dal quale è emerso, un sistema corruttivo all’interno del Tribunale ed ora che stanno uscendo i nomi, sono in tanti a tremare!!!
Una confessione che descriveva un sistema svolto anche da altri colleghi, ove s’interveniva direttamente per risolvere cause giudiziarie e dove con l’ausilio di avvocati e dottori commercialisti, si sarebbe stretto un patto corruttivo, ottenendo vantaggi ed omaggiando (vostro onore) con bustarelle, oggetti costosi, abiti griffati, fino a pagargli persino le bollette…
Ancora,
– cosa dire dell’arresto del vice presidente della Regione Lombardia, Mario Mantovani, accusato di concussione, corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti e che portato in carcere altre persone, tra cui anche alcuni dipendenti della Regione…
Oppure,
– manette per due dipendenti del Comune d Milano, oltre a un titolare di un‘impresa edile, dove fra i reati contestati vi è anche la frequentazione di escort durante il proprio orario di lavoro…
Ed infine,
– quanto fatto emergere dal sostituto procuratore della repubblica di Milano, Gaetano Ruta, sul rinvio a giudizio del presidente dell’Inpgi (Andrea Camporese) nell’inchiesta sul crac della holding Sopaf, una truffa ai danni dell’Istituto di previdenza dei giornalisti che secondo l’accusa, avrebbe portato nelle tasche del presidente circa 200.000 euro a titolo di remunerazione per il compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio…
Ora, nel volermi limitare… desideravo confermarle che le inchieste riportate sopra,  fanno riferimento solo ad alcune emerse in questa settimana!!!
Quindi, visto che Lei (più di chiunque altro) è nelle condizioni di farsi consegnare un riepilogo, con tutte le inchieste svolte quest’anno dalla Procura di Milano… vedrà da se, come, quel giudizio espresso precipitosamente per questa città… andrebbe “forse” rivisto!!!
Caro Presidente, io resto dell’idea che dove ci sono soldi… c’è sempre la possibilità di trovare persone disposte a corrompere ed altre disposte a farsi corrompere… ed essendo Milano la regina tra le nostre città, che da sola, muove una grossa fetta di quella economia nazionale… è logico pensare, che il livello corruttivo sia certamente, molto più alto, di altre… nelle quali si sta esclusivamente sopravvivendo…     
Adesso, se il metro di paragone di riferimento da Lei adottato e quello di un’altra città… altrettanto corrotta (se non di più) e mi riferisco alla nostra Capitale, è ovvio che se è Roma per Lei il modello di riferimento a cui si e ispirato… allora capisco perfettamente i motivi, che inducono a credere che Milano sia quel nuovo modello esportabile di sinergia…
Ma, così come non vale la regola di “fare di tutta l’erba un fascio“, non può altrettanto valere la regola che “mafia Capitale” possa configurarsi nell’immagine di una della città più bella del mondo!!!   
Ho sentito dire che con l’Expo abbiamo lavorato benissimo… ma, non è che forse ci si è dimenticati troppo velocemente, delle accuse di riciclaggio o di concorso in corruzione, inchiesta che, se pur in conclusione con vari patteggiamenti… risulta però essere ancora aperta, in quanto si è in attesa del deposito di ulteriori documenti …
Le sue sono certamente belle parole… che spronano ad una politica di rinnovamento, ad un cambiamento profondo… ma se non si interviene nelle coscienze, educando alla responsabilità ed alla legalità democratica, promuovendo non solo azioni di sensibilizzazione ma soprattutto, applicando quei correttivi necessari, affinché la corruzione (o le sue modalità… ) non abbiano ad esistere… ecco alla fine ciò che resta… sono solo… belle parole.
Milano, come Roma e come la mia Catania… sono delle bellissime città… ma esprimere in questo periodo, giudizi sulla moralità… mi dispiace contraddirla… quella è tutta un’altra storia!!!  

Una tantum in cambio di voti…

Siamo alle solite, potremo fare di tutti queste definizioni degli hastag…
#…corruzione, malaffare, dissolutezza, corruttela, favori, mala-politica, induzione, concussione, tangenti, promesse, voti, scambio, malcostume, giro di denaro, truffatori, illecito, abuso d’ufficio, raccomandazione, clientelismo,  corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio o in atti giudiziari, pubblico ufficiale, istigazione, peculato, funzionari, omissione, diffamazione, pizzo, appropriazione, indebita, frode, sottrazione, violazione, ecc…
Sono passate soltanto alcune ore… e già emerge una nuova notifica, questa volta, da parte della Procura di Siracusa…
Sono 19 i politici ed i dirigenti del Comune di Priolo Gargallo ad essere inquisiti!!!
Tra le accuse vi è quella relativa alla distrazione di fondi pubblici (tra cui, anche quelli predisposti alla riserva), destinandoli a sussidi straordinari, a mo’ di  “una tantum’ in cambio di voti… e sembra trattasi di parecchie centinaia di migliaia di euro…
I provvedimenti del procuratore Giordano, hanno riguardato il sindaco di Priolo Gargallo (A.Rizza) ed il presidente del Consiglio comunale (B. Scarinci).
A questi sopra, vi sono anche, dirigenti, ex assessori, imprenditori, consulenti e dipendenti vari…
I reati contestati, a vario titolo, sono concussione, voto di scambio e concussione elettorale, con riferimento alle Regionali 2012 ed alle amministrative 2013, inoltre abuso d’ufficio, falso e truffa aggravata….
A notificare i provvedimenti è stato il Commissariato di Priolo Gargallo, in collaborazione con la Squadra Mobile e Digos della Questura di Siracusa.
L’indagine era partita nel 2012… dopo una presunta concussione nei confronti di un funzionario del Consorzio Universitario (Megara Ibleo) e successivamente gli investigatori avevano scoperto altri illeciti nella gestione degli appalti…
Dai riscontri investigativi è emerso inoltre, anche il reato di truffa aggravata, in occasione del Carnevale 2013, difatti, in quella circostanza, secondo la Procura di Siracusa, le massime cariche politiche e dirigenziali, avevano indotto la Giunta municipale in errore, facendo lievitare i costi degli organizzatori attraverso fatture gonfiate per circa 20.000 euro…
Uno dei tanti sistemi collaudati di scambio, elargizioni di contributi sociali in cambio di promesse d’assunzioni e di voti…
Come si dice… tu dai una cosa a me… che io do una cosa a te!!!
Dopotutto (osservando quanto accade ovunque… quotidianamente…) avranno pensato… cosa ci sarà di male… lo fanno tutti…

Quotidianità della corruzione…

Una “sensazione deprimente”… è cosi che la chiama, il procuratore Giuseppe Pignatone, nella conferenza stampa da poco conclusa… 
Già… la “quotidianità della corruzione”… di quelle “borse” ovunque aperte, in attesa di essere riempite… dalle solite “bustarelle”…
Ci sarà mai una fine a tutto questo… o dobbiamo rimanere a contare “quotidianamente” gli arresti delle varie procure???
Siamo stanchi… non ne possiamo più… ogni giorno inchieste, gente corrotta, ovunque malaffare, dipendenti pubblici assenteisti (notizia di poche ore fa… 35 arresti al Comune di Sanremo), concussione, tangenti… 
Il presidente Sergio Mattarella, parlando pochi minuti fa al Quirinale, ai nuovi Cavalieri del Lavoro, ha parlato di “lotta alla corruzione”, condizioni irrinunciabili per la nuova crescita italiana…
Un richiamo alla legalità ricordando che nel nostro Paese, si sta aprendo una nuova stagione, e ha sottolineato, “dobbiamo affrontarla con un di più di consapevolezza delle nostre risorse, e anche con un senso maggiore del bene comune”…
Sono bellissime parole… io ricordo ancora, cosa mi disse da bambino – in una analoga circostanza, – l’allora presidente Aldo Moro sulla legalità… (mi ero ripromesso di scrivere sull’argomento un post… e spero a breve di riuscirci). 
Comunque l’Anas per nome del proprio presidente Armani, ha ribadito la totale estraneità ed ha espresso la piena fiducia nel lavoro della Procura di Roma, con l’auspicio che possa giungere celermente a fare chiarezza sui fatti fin qui emersi…, annunciando inoltre, che la stessa si costituirà in giudizio quale parte offesa!!!
Nelle indagini vi sono pure due nostri conterranei, imprenditori di rilievo (D. Costanzo e C. Bosco), imprese che hanno effettuato e stanno ancora realizzando, considerevoli appalti, non solo in Italia ma anche all’estero…
Non dimentichiamo inoltre che entrambi, hanno ruoli importanti all’interno di due note associazioni e cioè, quella di Confindustria e Ance (Catania).
Oltre gli imprenditori, ci sono tutta una serie di indagini a carico di funzionari dell’Anas (chissà perché questa notizia… non mi sorprende…), sono state arrestare difatti 10 persone tra cui 5 funzionari della stessa Anas ( responsabili del coordinamento tecnico, area progettazione, e ufficio legale), coinvolti anche un ex presidente della Regione Calabria ed anche ex sottosegretario alle Infrastrutture.
Come dicevo sopra, al centro dell’indagine (secondo l’accusa) ci sono queste due importanti società con sedi a Tremestieri Etneo (CT), la Tecnis SpA e la Cogip Infrastrutture S.p.A., entrambe, riferibili ai due imprenditori di origine catanese di cui sopra.
Secondo la procura ci sarebbero probabili pagamenti di tangenti per almeno 150 mila euro… (sarcasticamente… mi verrebbe da dire “pochini”… visto che erano legate all’autorizzazione che era stata richiesta all’Anas per cedere l’appalto da 145 milioni di euro per la costruzione della variante di Morbegno dallo svincolo di Fuentes a quello del Tartano in Lombardia).
Comunque l’indagine è tutt’ora in corso e sono in molti, tra le le forze dell’ordine, ad essere impegnati nelle investigazioni e perquisizioni…
Sono molte difatti le regioni che risultano essere in queste ore, sotto la lente della Guardia di Finanza… dal Piemonte alla Sicilia… già… questa nostra regione che “ininterrottamente” in quella deprecabile elencazione… non manca mai!!!
Diceva bene Piersanti Mattarella: nella capacità di identificare uno sviluppo e di proporre scelte coerenti di carattere produttivo che garantiscano una crescita economica, sociale e civile dell’Isola, c’è anche la risposta essenziale all’eliminazione delle ragioni di fondo del prosperare della mafia nella nostra Regione!!!

Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati…

Desidero riprendere alcune domande, postate in questi giorni, nei siti web di Addio-Pizzo e Le Iene Sicule, sulla visita a Catania del Dott. U. Postiglione (Direttore dell’Agenzia Nazionale dei beni sequestrati e confiscati) per chiedere ad Egli, se realmente crede che, attraverso le metodologie finora adottate (per queste società), si possa giungere ad invertire, il percorso finora realizzato…
Ora, voler giungere in Sicilia, solo per promuovere se stessi o l’Agenzia che si dirige (con la scusa di assegnare 210 beni confiscati), comunicando i nominativi per i recenti incarichi affidati (sarebbe comunque interessante conoscere con quali modalità sono stati scelti questi amministratori), mi sembra di ascoltare quelle solite propagandistiche manifestazioni, quando di contro, si poteva tranquillamente “operare in silenzio, senza bisogno di realizzare… tutto questo clamore… 
Inoltre, dalla cerimonia è emerso come alle domande dei giornalisti, egli abbia volutamente esimersi dal rispondere, in particolare mi riferisco a quelle sulle inchieste in corso presso il Tribunale di Palermo…, che sono state diplomaticamente “evitate”…
Delle imprese attualmente confiscate… e non sono soltanto quelle che solitamente vengono richiamate, ma mi riferisco alle migliaia (sono più di 5.000 di cui però, soltanto circa 2.000 sono state destinate ed assegnate) che proprio in Sicilia… non trovano risposte dalle Istituzioni… e dove, il più delle volte, vengono totalmente abbandonate a se stesse… per non voler dire, che di fatto… restano sotto il diretto controllo di coloro a cui erano state sottratte!!!

Inoltre, la cosa assurda avviene, non solo quando si è dimostrato di essere inadeguati alla gestione di questi beni… ma in particolare, quando, attraverso la propria professionalità e correttezza morale, si è saputo dimostrare di essere stati degli ottimi amministratori…

Infatti, prendendo proprio spunto del complesso (Lido dei Ciclopi) nel quale è stata svolta la sopraddetta cerimonia, mi chiedevo come sia possibile, aver revocato l’incarico al suo amministratore Dott. Giuffrida, che a detta di molti (in particolare proprio dei suoi ex dipendenti e dall’analisi sulla gestione finanziaria-amministrativa) essere persona corretta!!!

Allora… non è che forse proprio perché queste società, sono riuscite tra mille difficoltà non soltanto a sopravvivere ma a produrre utili (incassi), qualche “furbetto” ora, abbia pensato di volerci mettere le mani sopra???
Mi chiedo quindi… chi gestirà queste società… quali requisiti possiederanno questi nuovi amministratori rispetto allo stesso Dott. Giuffrida???

Siamo certi che i soggetti ai quali verranno dati in gestione queste società, non sono ora messi lì, perché “qualcuno” li abbia scelti appositamente per riprenderne il possesso???

Ed ancora, dal momento in cui Lei dichiara che, nell’incaricare questi amministratori, si applicano “le tariffe più basse che ci siano, e cioè quelle del Tribunale di Reggio Calabria“, ed è il motivo per cui (sono sempre Sue parole…) certe volte, molti amministratori giudiziari rinunciano a diventare collaboratori dell’agenzia, mi chiedo, visto che l’aspirazione che porta questi soggetti a tale incarichi è prettamente “venale”… non sarebbe forse meglio, modificare questa gestione, affidandola direttamente ad uno dei corpi dell’Arma e fare gestire questi stessi beni (a seconda delle tipologie societarie) con personale dipendente, assunto specificatamente per i settori merceologici d’appartenenza, con l’ausilio ed il controllo diretto della GdF, senza continuare con questi clientelari incarichi, che finora hanno dimostrato essere in questi anni… quasi sempre corruttivi???
Dopotutto, questi signori vengono pagati non solo da noi cittadini… ma soprattutto dalle stesse imprese sulle quali è intervenuto il provvedimento interdittivo; sarebbe quindi opportuno, che quei soldi, fossero in un qualche modo… opportunamente “distillati” e non scialacquati… per come finora si è fatto!!!
Credo inoltre, che sia giunto per le istituzioni, il momento d’iniziare a fare seriamente il suo dovere e non nascondersi ancora oggi, dietro il dito!!!

Bisogna intervenire definitivamente contro quegli amministratori che hanno dimostrato essere di fatto collusi… che attraverso la loro disdicevole gestione hanno permesso che si protraessero abusi e malaffare!!!
Queste persone debbono pagare in particolare se vengono dimostrate proprie partecipazioni attive nel 

compiere eventuali reati…

Non si può da un lato confiscare i patrimoni alla mafia e successivamente mettere uomini, che attraverso quelle loro azioni, dimostrano essere, essi stessi dei mafiosi!!!
Credo sia giunto il momento di fare pulizia… non pensare d’inventarsi meravigliose cerimonie festose, vivaci e nuove strategie, intuizioni colorate di facciata, che poi, proprio come delle “bolle di sapone”… non fanno altro, che esploderci in faccia!!!
Concludo attendendo le risposte, che il quotidiano d’inchiesta Sudpress ha posto proprio sull’argomento e sarebbe importante che, almeno per una volta, qualcuno ci mettesse non solo la propria faccia ma anche la propria firma… rispondendo a quelle domande, non in maniera generalizzata, ma dando dimostrazione di capacità operativa e soprattutto di volontà concreta…
Resto (ma credo di poter dire… che siamo in migliaia quelli…) in attesa di un Suo celere riscontro!!!

Presidente Mario Fontana…, dia un taglio a questo increscioso stato…

Egr. Dott. Mario Fontana (Pres. dei Beni confiscati del tribunale di Palermo, in sostituzione della Dott.ssa Saguto), prendo spunto da un suo omonimo… (il grande Lucio…) per rappresentare graficamente quanto si sta vivendo nel ns. capoluogo…
La gestione da poco affidata alla sua persona, non rappresenta certamente una delle migliori condizioni cui lei forse aspirava, ma forse, questa gravosa responsabilità affidatale, potrebbe rappresentare un incentivo al compito cui è stato assegnato…
Quanto mi auguro con il suo intervento è racchiuso in un piccolo ma profondo gesto, in quel “taglio” con il passato, con quel sistema che ha dimostrato essere totalmente fallimentare…
Certamente, dovrà attendere le indagini della procura di Caltanissetta e in seguito, potrà analizzare in maniera chiara, il quadro della situazione, le falle presenti all’interno di questo sistema ed infine, valutare quali provvedimenti adottare…
Che il sistema non ha funzionato è ormai cosa accertata e sperare che si passi in tempi celeri a risolvere tutti problemi è un’utopia…
Ho letto inoltre che anche il Csm ha aperto un fascicolo in prima commissione, per verificare se ci siano stati gli estremi per un’eventuale azione disciplinare (a prescindere da possibili responsabilità penali), tali da esonerare definitivamente la permanenza dei magistrati coinvolti…
Adesso Lei, ha il compito arduo di ricostruire l’immagine di legalità di questo sistema giudiziario, in particolare quello della gestione dei beni confiscati…
Non serve a noi sapere che alcuni dei protagonisti dell’inchiesta in corso, stanno lasciando i loro incarichi… ciò che importa, è sapere che verrà limitato l’ingresso a quegli incarichi (amministratori giudiziari) a familiari/parenti, di altrettanti magistrati. 
Analoga situazione deve essere fatta per i consulenti: si dovrà provvedere a realizzare un registro professionale trasparente, cui si attingerà attraverso evidenze pubbliche, soggetti in possesso dei requisiti richiesti che si propongono mediante propria candidatura,  per poter ottenere così, un eventuale incarico…
Non può essere più un’affidamento demandato ai giudici, che poi si è scoperto, assegnare questi, ai soliti… “amici degli amici”.
Gli affidamenti, devono essere dati a soggetti, che hanno dimostrato (attraverso incarichi conferitigli nelle loro precedenti amministrazioni), di aver fornito prova di lealtà, capacità professionale, libertà morale, ecc… e soprattutto, che abbiano provato, di aver migliorato la situazione ricevuta e che quanto da loro svolto… non sia servito esclusivamente a prosciugare il consistente patrimonio societario, con l’unica finalità, di essere riusciti a mandare in fallimento/liquidazione le società loro consegnate… 
Dopotutto in questo, sono già bravissimi di loro, quei cosiddetti “amministratori rapaci”, a cui proprio il ns. ex Procuratore di Catania, Dott. Giovanni Salvi (ora trasferito alla Procura generale di Roma), si era rivolto, manifestando per essi, il proprio rammarico…
Adesso, bisogna trovare i nomi dei sostituti, per quanti hanno richiesto ora il trasferimento…
Trattasi di soggetti poco disposti oggi all’incarico, visto l’alto polverone che con l’inchiesta è stato alzato… ma soprattutto, la difficoltà maggiore sta nel verificare le posizioni di quanti, a tutt’oggi, sono rimasti ancorati alle loro poltrone, le stesse che avevano permesso “indirettamente o direttamente” di partecipare a quegli imbrogli, senza mai denunciare gli abusi…
Centinaia di migliaia di euro che hanno fatto “gola” a tutti e che ne hanno condizionato i silenzi… 
Già, zitti tutti…, in particolare quanti con quelle particolari funzioni di collaboratori, gravitavano intorno a quei magistrati e/o amministratori… ora inquisiti!
Regali per tutti, anche importanti… come per esempio, auto di grosse cilindrate rivendute loro a prezzi fuori mercato, oppure telefonini di ultima generazione e ancora, l’uso privato di alcune auto prestigiose, prese in consegna direttamente da quelle stesse concessionarie sottoposte a sequestro…
Tutte situazioni, monitorate e intercettate, che hanno dimostrato come questo sistema fosse ben “lubrificato”, proprio per evitare che qualcuno tra essi, potesse rimanere insoddisfatto e con il tempo iniziare a lamentarsi!
Ed allora, Presidente Fontana, a completamento di quanto riportato sopra, le suggerisco una frase che dice… “certe volte per avere un futuro migliore… bisogna dare un “taglio” netto con il passato…“.
Quindi… buon lavoro!

Beni confiscati… il presidente si dimette!!!

Si allarga l’indagine sul presidente della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo per i beni confiscati (giudice Saguto), che ora, dopo essere stata coinvolta nell’inchiesta della procura di Caltanissetta (per corruzione, induzione e abuso d’ufficio), ha deciso, di dimettersi dall’incarico…
Certo con una accusa così grave… non era proprio il caso. che rimanesse ancora lì a gestire quel suo incarico…, dimissioni comunque che adesso, l’hanno destinata ad altro ufficio… 
Io l’avrei sospesa a tempo indeterminato… perché nel dubbio, sarebbe stato preferibile allontanarla, non credo sia nelle condizioni ideali, per poter gestire qualsivoglia pratica giudiziaria!!!
Il presidente del Tribunale di Palermo ha dichiarato che questo provvedimento, mira ad agevolare gli accertamenti in corso, che così, potranno essere condotti in modo sereno e soprattutto per favorire maggiori e dettagliati approfondimenti”, peccato che i provvedimenti giungano sempre a fatto compiuto e soprattutto dopo troppi anni… mi chiedo, ma come mai ora…??? nessuno sospettava nulla…, dormivano tutti o anch’essi partecipavano indirettamente a quella combine…???
Anni ed anni, dove forse sono in tanti a “mangiare” ed ora, come sempre, si fa finta di non sapere…
Sarebbe interessante (ovviamente fino a prova contraria riterrò il giudice innocente…), nel caso in cui il giudice venisse dimostrato fosse colpevole con quanto la procura ha fatto emergere, se la stessa, iniziasse a collaborare con le indagini e facesse i nomi, di quanti con quel sistema, hanno banchettato…
Ho il presentimento che a breve (ultimamente mi capita di non sbagliare mai le mie previsioni… ), anche in un’altra nostra provincia siciliana, salterà fuori qualcosa d’analogo…
Forse in quest’ultima, la circostanza sarà legata ad una differente volontà degli attori…, di quanti hanno preferito proteggerlo quel sistema e ancor più, i suoi uomini “corrotti”, per i quali, non si è provveduto a denunciarne vizi e/o doli, ma ci si è limitati soltanto a non applicare le norme previste…, quelle stesse azioni disciplinari, che sono ora -dopo le denunce- state adottate dal presidente del tribunale di Palermo…
Chissà, debbo forse pensare che la procura di Caltanissetta, abbia al suo interno, uomini più coraggiosi o inattaccabili (sotto tutti i punti di vista… ) o con una migliore predisposizione a voler fare emergere, sempre ed ovunque, la verità, prima di ogni cosa!!! 
Come si dice, “costi quel che costi…”, anche quando, per fare ciò…, ci si scontra con quella familiare compagine, appartenente anch’essa a quella medesima parentela, che prende appunto il nome di “Istituzione”!!!
Diceva Indro Montanelli: il bordello è l’unica Istituzione italiana, dove la competenza è premiata e il merito riconosciuto!!!.