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Trapani: Buon cammino? Sì… ma verso il baratro!


Un amico di Trapani mi ha inviato queste foto e una nota con la quale mi chiedeva gentilmente di realizzare un post da condividere con voi, perché certe immagini non si possono tenere solo per sé. 

Ed allora…. siamo nella bellissima cittadina siciliana di Trapani, precisamente in Viale delle Sirene, uno dei luoghi più belli del litorale.

Osservando questo quadro meraviglioso, a tutto penseresti, ma non certo di vedere quanto ahimè accaduto. Neppure se avessimo provato a immaginare qualcosa di terribile, avremmo potuto avvicinarci alla realtà dei fatti, che sembrano uscire da un film come “Final Destination”

Ma questa volta la sorte non ha scelto l’incidente: ha scelto il simbolo del fallimento della politica e di chi dovrebbe gestirla come il buon padre di famiglia.

Perché a crollare non è soltanto la credibilità dell’amministrazione di quella città – ma non meravigliamoci, lo stesso accade ovunque e nessuno di quei referenti sembra esserne esente – ma è la sicurezza di noi cittadini che viene messa a rischio da continue azioni che invece di migliorare quanto affidato, lo offendono con opere eseguite quasi mai in perfetta regola d’arte, o quantomeno senza una opportuna verifica dei luoghi prima degli interventi e di conseguenza un’adeguata progettazione dei lavori da eseguirsi. 

La circostanza più grave è proprio questa: chiunque di noi, tra residenti e ahimè turisti – e aggiungerei “per caso” – si sarebbe potuto trovare lì ad ammirare il mare, per finire dentro una voragine. 

Oggi a finirci dentro quella buca è stato disgraziatamente un operatore con il suo mezzo d’opera. Tra l’altro, vorrei ricordare che, a proposito di sicurezza sui luoghi di lavoro, si stava festeggiando il primo maggio, già… la festa dei lavoratori. Auspico quantomeno che quel conducente sia rimasto illeso.

Ma viene spontaneo chiedersi: quante altre voragini dovranno aprirsi, quante altre frane dobbiamo attenderci, quanti cedimenti dovremo ancora contare prima che appaia in questa regione (e non solo in essa…) un barlume di rispetto per noi cittadini?

Osservare queste immagini dovrebbe quantomeno far riflettere, perché se ciò accade è anche colpa nostra. Sì, di noi siciliani, che con grande facilità dimentichiamo quanto accade o preferiamo – come sempre – girarci dall’altra parte per non vedere… 

E difatti… non vediamo cosa compie la mafia ogni giorno, non ci opponiamo ad avere in consigliere o un deputato criminale e neppure ci offendiamo al solo epnsiero di far eleggere un suo familiare come nuovo referente, dimenticando la storia illegale da cui proviene.

Sì… la colpa è nostra quando ci aspettiamo un favore in cambio di un favore ricevuto o in attesa di riceverlo, per il solo motivo di aver procacciato un pugno di voti o l’aver, ancor peggio, barattato la propria preferenza per un buono da cinquanta euro da spendere al supermercato!

Lo schifo è principalmente nostro, sì, quando ci assoggettiamo a quel sistema mafioso che ben conosciamo ma che facciamo finta di non sapere, dimenticando come questa diffusa “infezione” faccia di tutto per condizionare e soffocare la libertà individuale e sociale di quest’isola! 

Ed allora mi chiedo: Di quante altre tragedie avete bisogno per avere un sussulto di dignità? Ignavi attenti, perché la prossima volta quanto accaduto a quell’autista potrebbe capitare a voi, ai vostri figli o ancor più ai vostri nipotini mentre stanno giocando con il loro triciclo.

Quindi basta scuse, basta ipocrisia, basta silenzi omertosi con cui da sempre convivete. Scusate se ora prendo le distanze e vi lascio soli, ma di questo cerchio il sottoscritto non fa parte. D’altronde, basta semplicemente rileggere tutte le denunce presentate in questi lunghi anni, cui hanno seguito numerose condanne, per comprendere come ciascuno deve rispondere delle proprie azioni (e omissioni…), pur sapendo bene come la strada della legalità, sia in questa terra certamente difficile da praticare, in particolare nei confronto di chi si è già assoggettato, ai compromessi e ai ricatti. 

Basta quindi con quei pellegrinaggi all’interno di infide segreterie politiche, poste lì per fare in modo che restiate per sempre vincolati a quegli individui…  

Denunciate, sì, denunciate quando siete chiamati in causa, denunciate sempre quei referenti politici e mafiosi, ma soprattutto non accettate le loro lusinghe, sapendo già… quanto siano false.

Come ho letto in quel post sulla vicenda di Trapani: siciliani, pretendete rispetto e non più questo degrado. Sì, perché se ciascuno inizierà a fare la propria parte, vedrete, qualcosa che qualcosa di positivo accadrà, se non subito per noi, per i nostri figli, ma certamente per i vostri nipoti… . 

Non è il classico slogan pronunciato in quelle sterili cerimonie ad ogni ricorrenza, no: sarà una pulizia totale di questo sistema malato e la rinascita di un Paese finalmente libero da clientelismi, raccomandazioni, prevaricazioni e da una politica che finora ha sempre condotto a ruberie e a fare in modo che i suoi referenti restino – grazie a leggi proposte indegne – impuniti.

So perfettamente quanto sia difficile farlo, ma vi chiedo, quantomeno, di provarci!

Riscossione Sicilia: equità, efficienza, lotta agli sprechi e al malaffare, senza lacrime e sangue per i dipendenti!!!

Si concludeva così l’articolo di Mario Barresi, pubblicato alcuni giorni fa su lasicilia.it: Riscossione Sicilia, voragine miliardaria incassa 320 milioni su 4 miliardi di crediti…
In particolare il pezzo sull’inchiesta riportava le frasi dell’ex Presidente: “un dossier che s’ingrossa giorno dopo giorno sulle «incredibili anomalie» di Riscossione Sicilia. Ma anche un altro file sul computer: il nuovo piano industriale. «Con le priorità che mi ha chiesto il presidente Crocetta: equità, efficienza, lotta agli sprechi e al malaffare, senza lacrime e sangue per i dipendenti». Una missione impossibile? «Ci proviamo e vogliamo riuscirci presto», assicura Fiumefreddo. Altrimenti? «Portiamo i libri in tribunale»”.
Ecco, quanto sopra è ciò che pensava l’allora presidente di questo “carrozzone”… 
State certi che il problema non è da ricercare in quanti non pagano le cartelle esattoriali… ma di quella inefficacia del sistema, nel saper creare quei presupposti affinché nessuno paghi… o meglio solo i più fessi!!!
Sarei curioso di conoscere tutte quelle imprese in odor di mafia, che operano nel nostro territorio e a cui sono state fatte pervenire le richieste morose dei pagamenti… o forse queste sono dispensate dai pagamenti dei tributi???
Dopo poche settimana l’ex presidente definiva “Un quadro sconcertante” la situazione ad egli affidata, riconoscendo sin da subito di applicare ” una inversione di tendenza rispetto al passato nell’operato degli ultimi due miei predecessori”, ma perché cos’era successo negli anni passati… potrebbe chiarire meglio il concetto… perché così si palesa il dubbio che durante quegli anni, quanto doveva essere svolto correttamente non è stato fatto… ed allora perché non sono stati denunciati quegli ex presidenti che certamente, per la loro mansione, avranno ricevuto fior di quattrini???  
Alla fine mi chiedo… ma di chi ha responsabilità di questo fallimento???
La politica… i dirigenti… i dipendenti (erano 1500… ora sono 700… anche questa una circostanza assurda…; servivano questi dipendenti per averli assunti o erano in soprannumero???ed ancora che fine hanno fatto??? sono stati spostati presso un altro casermone della regione e a far che cosa???) alla fine cioè di chi è la colpa…  chi ha la responsabilità di un’azienda che fa acqua da tutte le parti e poi come può essere che in questo nostro paese, nessuno mai paga per gli errori commessi!!!
Sì… domande… domande… le solite e inutili domande… in una terra irrecuperabile!!!
Forse mi è venuta un’intuizione: perché non affidare questa azienda alla mafia… si proprio ad essa… ai suoi uomini… dopotutto quei soggetti, in questi anni, hanno dimostrando di aver conoscenza sulle metodologie da applicare per farsi pagare…  
Avranno sicuramente dei modi un po rudi… violenti… eccessivi… per non dire che il più delle volte sono coercitivi… ma alla fine i risultati li ottengono… e c’è da aggiungere inoltre, che quanto chiedono… (o quanto loro impongono di pretendere) il più delle volte, se pur gravato da interessi usurai… corrisponde a quanto univocamente pattuito… anche se in questo caso… non dovuto!!!
Sono certo che quanto sopra ha esclusivamente un carattere provocatorio e lungi da me il dover pensare di affidarci a soggetti criminali per la riscossione…, individui che debbono essere sempre denunciati (usufruendo anche del sostegno dato dalle associazioni di legalità) opponendosi a quella reiterata violenza e dimostrando forza e resistenza senza mai piegarsi, rifiutando sin da subito, eventuali compromessi a quelle loro forzate richieste!!!   
Quindi, ritornando a Riscossione Sicilia… sembra che le loro richieste, oltre a essere il più delle volte inesatte o a non sussistere in quanto sono del tutto (o in parte) infondate poiché vanno a gravare su società “corrette” amministrativamente o ancor peggio su aziende “confiscate”…  mentre nel contempo, la stessa azienda, ha pensato bene, di accomodare posizioni debitorie con alcune banche… infatti, lo stesso ex presidente la definiva: una “disonestà dei numeri”, che esprime “ingegneria finanziaria molto prossima al falso in bilancio”… minchia… complimenti… ma come sempre… nessuno che denuncia alla Procura???
Dice bene Baresi… altro che far impallidire Pirandello, gli esattori… indebitati!!!
Ma poi… indebitati per cosa???
Per gli alti costi di affitto, di forniture d’energia e telefonia, di personale in esubero, di parcelle per consulenze, di forniture varie, di manutenzione e pulizia… e di tutti quei costi che servono quotidianamente a far lievitare in maniera esponenziale i debiti… 
Ma tanto c’è chi paga o meglio chi dovrebbe pagare e non paga!!!
Sono i soliti furbetti… una sfilza di evasori (sarebbe interessante vedere pubblicati l’elenco dei nomi con accanto gli importi che debbono restituire…) sono certo che troveremo note banche e società, politici e industriali, imprenditori e professionisti, fino a scendere verso una serie di prestanome, truffatori e nullatenenti, a cui bisogna aggiungere quanti operano nel riciclaggio della criminalità organizzata ed infine, ci sono i poveri disgraziati…
Quindi avendo coscienza di quanto sopra, la diligenza del “buon padre di famiglia” dovrebbe sapere cosa fare…
Ma qui da noi è tutto diverso… non c’è mai un percorso chiaro, vedasi infatti quanto sta avvenendo proprio con Riscossione Sicilia… dove la nostra Ars continua a finanziare le perdite, per aumentare ancor di più quell’inutile fardello di sprechi!!!