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Dal 2016 al 2026: una vittoria netta e un cerchio che si chiude. Quello che pensavo allora, oggi è realtà!


Ieri, con il Referendum Giustizia 2026, è accaduto qualcosa che mi ha riportato con la mente a un’altra data, a un’altra campagna referendaria. Il 19 luglio 2016, scrivevo un post dal titolo che non lasciava spazio a fraintendimenti: “NO… alla ‘manomissione’ della Costituzione!!!”. 

Ero convinto allora, come lo sono oggi, che ci fossero battaglie per cui vale la pena lottare fino in fondo, perché toccano il fondamento stesso di ciò che siamo come comunità. Per fortuna, quella convinzione ha trovato conferma nelle urne di queste giornate del 22 e 23.

I risultati dello spoglio sono chiari: il No ha vinto con il 53,2%, e c’è un dato che risalta in modo particolare, quasi a volerci restituire un po’ di fiducia. Sono stati i più giovani a fare la differenza. La generazione Z, quella tra i diciotto e i ventotto anni, ha raggiunto una partecipazione del 67%, e al suo interno il No ha toccato il 58,5%. Una generazione che spesso viene descritta come disincantata, ma che quando è stata chiamata a esprimersi su una questione cruciale ha scelto di esserci, e con una nettezza straordinaria.

Il quadro generale, però, è più complesso e non privo di ombre. L’affluenza è stata importante: il 58,9% indica un’attenzione elevata, anche se è difficile credere che questa attenzione fosse interamente focalizzata sui contenuti tecnici della riforma. Più probabilmente, a muovere gli elettori sono stati i risvolti politici, in una campagna referendaria che si è inevitabilmente politicizzata. Del resto, la complessità del tema era tale che molti, all’inizio, dichiaravano addirittura l’intenzione di astenersi, spaventati dalla difficoltà di comprendere fino in fondo le implicazioni. E allora la scelta di giocare la partita su un terreno più marcatamente politico è diventata quasi obbligata.

È stato uno scontro aspro, con dichiarazioni fuori misura, e alla fine ha prodotto una mobilitazione particolare. Da un lato, si è attivato in modo determinante l’elettorato di centrodestra, inizialmente meno ingaggiato. Dall’altro, si è ridotta in modo significativo la quota di quegli elettori dell’opposizione che sembravano orientati al Sì. Ma il fenomeno forse più interessante è un altro: una parte di chi si era astenuto alle Politiche del 2022 e alle Europee del 2024 ha scelto stavolta di andare a votare. E in larga misura, questa porzione di elettorato “recuperato” ha scelto il No. Più di un terzo di chi non votò due anni fa è tornato alle urne.

La partecipazione, però, non è mai uguale per tutti. È un comportamento che ancora una volta si rivela profondamente segmentato in base alla condizione socioeconomica. Hanno votato di più chi ha titoli di studio alti e chi gode di una condizione economica agiata. Al contrario, i livelli più bassi di partecipazione si registrano tra i ceti più disagiati, tra chi ha una bassa istruzione e vive in difficoltà economica. Imprenditori, professionisti, ceti medi si sono mobilitati di più; disoccupati, casalinghe e, in parte, operai, molto meno. Un dato, questo, che non possiamo permetterci di ignorare perché racconta di una partecipazione che ancora oggi rischia di essere strutturalmente diseguale.

E poi c’è l’altra faccia della generazione Z. Se i giovanissimi hanno risposto con entusiasmo, chi si trova nella fascia successiva, quella tra i 29 e i 44 anni – la cosiddetta generazione Y – ha invece fatto registrare il livello più alto di astensionismo: il 47,5%. Un fenomeno preoccupante, se ci pensiamo: sono proprio loro, quelli che entrano nel mondo del lavoro, che costruiscono famiglie e affrontano il peso della quotidianità, a mostrarsi più distanti e disinteressati alla partecipazione politica. È un vuoto che pesa. Più in alto, tra i boomers e la generazione silenziosa, dagli anni in su, la partecipazione è tornata a essere leggermente sopra la media.

Se guardiamo all’appartenenza politica, lo scenario conferma questa polarizzazione. La mobilitazione ha coinvolto soprattutto le aree di sinistra e di centrosinistra, da un lato, e la destra dall’altro. Gli elettori di centro e di centrodestra sono apparsi meno coinvolti. Per l’opposizione, è stata una vera e propria chiamata alle armi contro il governo. Nella maggioranza, invece, a rispondere con più forza è stata l’area più radicale, mentre quella più moderata è rimasta più indietro, e il massimo dell’astensionismo tra gli elettori politicamente collocati si è raggiunto proprio nell’area centrista. Un dato prevedibile, ma non per questo meno significativo.

E i “tradimenti” elettorali? Sono emersi, seppur in misure diverse. Il Partito Democratico è stato l’unico a mostrare una dialettica interna apprezzabile: una quota ultra-minoritaria, ma non trascurabile, poco meno del 9%, ha scelto il Sì. La sorpresa più grande, però, arriva dall’elettorato del Movimento 5 Stelle. Nonostante un leader fortemente impegnato per il No, circa il 17% di chi dichiara di votare M5S si è espresso per il Sì (e qualche mese fa questa percentuale era addirittura al 24%). Nel centrodestra, qualche slittamento si rileva tra gli elettori della Lega e di Forza Italia, rispettivamente con il 12% e il 10% che hanno votato No. Tra gli elettori di Italia viva, Azione e +Europa, invece, il Sì ha raggiunto il 31%.

Tornando al profilo sociodemografico, troviamo che il No prevale con più forza proprio tra i segmenti che abbiamo visto essere più partecipanti: i ceti istruiti, le condizioni economiche medio-alte, i giovanissimi. Tra i laureati, il No arriva a oltre i due terzi; tra le persone con una condizione economica agiata, sfiora il 60%. Accade il contrario in situazioni meno floride: tra chi ha solo la licenza elementare e tra le casalinghe prevale il Sì, mentre gli operai si dividono quasi equamente.

La sconfitta dell’esecutivo, e in primo luogo della presidente del Consiglio, appare netta. Eppure Giorgia Meloni si era tenuta defilata per gran parte della campagna, facendosi vedere solo nelle ultime settimane. Ma il suo posizionamento, al di là del merito della riforma, ha finito per risentire di un contesto che negli ultimi mesi si è fatto sempre più complesso. Il quadro internazionale ha perso quella solidità che sembrava avere negli anni precedenti; la condizione economica del paese si è rivelata più difficile del previsto, con il rischio di non riuscire a uscire dalla procedura di infrazione europea; e la crisi energetica ha assunto una virulenza preoccupante, incidendo pesantemente sui costi quotidiani delle famiglie. 

A tutto questo si sono aggiunti infortuni politici non secondari, l’ultimo dei quali legato alla vicenda del sottosegretario Delmastro e ai suoi rapporti con un esponente della malavita organizzata. È probabile che tutto questo avrà un effetto, almeno a breve, sugli orientamenti di voto. Lo vedremo nei prossimi giorni, nel consueto scenario politico mensile.

Ma torniamo al senso più profondo di questa vittoria. Per me, ieri si è chiuso un cerchio iniziato nel 2016. In quel post di luglio, raccontavo di una battaglia impari. Da un lato, c’era un governo con fondi illimitati, i migliori professionisti della persuasione, una larga parte della carta stampata e una pervasiva informazione sulle reti pubbliche. Dall’altro, un gruppo di volontari con grande forza ideale, ma con un impegno fisico quotidiano difficile da sostenere perché ognuno aveva comunque una vita, un lavoro, una famiglia. Eppure, quei volontari affluivano sempre più numerosi, ogni giorno nascevano due nuovi comitati locali. Era un fenomeno di partecipazione straordinario, che testimoniava quanto ci fosse ancora di sano nel paese.

La lotta era impari, lo scrivevo senza retorica. Non avevamo soldi per stampare materiali, per affittare spazi, per montare un palco. E dicevamo: se i nostri avversari suonano il loro piffero in Rai, noi dobbiamo almeno suonare le campane nelle piazze. Chiedevamo un sacrificio straordinario, idealmente 139 donatori, come gli articoli della Costituzione che volevamo salvare, che potessero sostenere quell’impegno. Perché in quelle ore decisive, sentivamo che le persone volevano fare cose straordinarie, per dimostrare, prima di tutto a se stesse, di non aver lasciato nulla di intentato. Si poteva vincere, si poteva perdere, ma quella generazione avrebbe comunque testimoniato la vitalità dei valori costituzionali.

E in quel post citavo Luigi Sturzo, che in un discorso del ’57 diceva: “La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà”.

Oggi quel terreno sodo, per un attimo, ci è sembrato di averlo ritrovato. O almeno, abbiamo visto una parte del paese – e in particolare i più giovani – scegliere di difenderlo. È di questo che volevo parlare.

Incredibile: Un governo stracolmo di indagati e condannati che propone un referendum sulla giustizia!


Sì… stamani vi chiedo gentilmente di osservare questa foto, e fermarvi un attimo a riflettere su ciò che rappresenta: la Repubblica, quella nostra cara vecchia signora dai tratti solenni, che si appresta a compiere il suo dovere più alto, quello di cittadina, infilando nell’urna il suo “No”

Un’immagine di rara dignità, in un periodo storico in cui la dignità, specialmente in certi palazzi, sembra essere stata messa in soffitta. 

Perché se ci pensiamo, il titolo di questo post non è uno slogan, è una fotografia politica talmente nitida che quasi acceca: un governo stracolmo di indagati e condannati che organizza un referendum sulla giustizia. Già così, messa giù in parole povere, ha la potenza comica di una vecchia commedia all’italiana, solo che questa volta il copione lo scrivono a Montecitorio e la risata, amici miei, ci si gela in gola.

Ed è proprio questo il punto, il nodo che rende tutta la faccenda non solo paradossale, ma profondamente indecente. Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a dire la nostra su una riforma della Costituzione, su modifiche agli articoli che riguardano l’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione di una Corte disciplinare. 

Un quesito scritto in un linguaggio volutamente complesso, quasi a voler nascondere la polvere sotto al tappeto, ma che nella sostanza ci chiede: sei d’accordo con questa rivoluzione della giustizia voluta da questo Parlamento? Ed è qui che il mio spirito, e spero il vostro, si ribella. Non entriamo nemmeno nel merito, non ora. Prima di discutere di articoli e commi, fermiamoci un attimo a guardare chi ci porge la scheda.

Perché il punto, il nodo fondamentale, è tutto nella stonatura, in quel contrasto stridente tra il messaggero e il messaggio. Da un lato abbiamo un’esecutivo, una maggioranza, dove la fedina penale di alcuni suoi illustri membri sembra più un campo di battaglia che un documento in regola. Gente che con la giustizia, quella vera, quella che dovrebbe essere uguale per tutti, ha un rapporto viscerale, conflittuale, a dir poco personale. E dall’altro lato, questi stessi signori, con il sorriso stampato sui manifesti, ci invitano a riformare le regole del gioco. 

È come se il lupo chiedesse ai pastori di rivedere il perimetro dell’ovile, promettendo che lo farà per il bene di tutte le pecore. Il sospetto, anzi la certezza morale, è che l’obiettivo non sia affatto una giustizia più giusta o più efficiente, ma una giustizia più comoda. Una giustizia che, guarda caso, faccia meno paura a chi siede su certi scranni.

E allora il loro referendum, questo appello al popolo sovrano, si tinge di una luce sinistra. Non è un atto di fiducia nella democrazia diretta, è un’operazione di “maquillage” istituzionale. Si nascondono dietro la maestà della Costituzione e la sacralità del voto popolare per portare a casa un risultato che è innanzitutto personale. Vogliono blindarsi, vogliono costruirsi un fortino dove i processi, le inchieste, le scomode eventualità di una condanna non possano più scalfire la loro poltrona. 

Questo referendum, nelle loro mani, diventa così lo scudo per proteggere le loro spalle, non la lancia per difendere i diritti dei cittadini. Ecco perché quella figura della Repubblica che vota No è così potente: è il richiamo a una politica più alta, più pulita, quella che antepone il bene comune agli interessi di casta.

La loro proposta di riforma, con tutte le sue norme e i suoi tecnicismi, arriva quindi avvelenata alla fonte. Non possiamo berla come fosse acqua fresca e pura, perché il bicchiere che ce la porge è sporco e allora, al di là di ogni dibattito tecnico su cui pure bisognerebbe soffermarsi, la domanda che dobbiamo porci è una sola, ed è una domanda etica, prima ancora che politica: vogliamo davvero affidare a degli imputati eccellenti la riscrittura delle regole del processo? Vogliamo che siano proprio coloro che hanno paura del giudice a ridisegnare i poteri della magistratura?

La risposta, per me, è un secco, liberatorio NO!. Un No che non è solo alla riforma in sé, ma è un No a questa impostura di fondo. È un grido per dire che la dignità delle istituzioni viene prima della tranquillità di qualche parlamentare.

Perché in fondo, la loro iniziativa fa ridere, sì, come dice il titolo. Ma è una risata amara, di quelle che vengono quando la realtà supera la fantasia e ti accorgi che il paese dei balocchi, purtroppo, esiste davvero. 

E la cosa assurda è che in questo mio paese (perché vorrei ricordare a tutti che è nostro e non per come quegli esigui pensano e cioè relegato alla loro casta…), questi “burattini” credono di esser loro i “burattinai“!

Oggetto: Invito a partecipare. Webinar informativo sul “REFERENDUM SALVA-CASTA. Ti dico perché NO!”


Ciao a tutti,

qualche giorno fa ho ricevuto questa comunicazione su un’iniziativa che ritengo interessante e che vorrei condividere con voi.

Si tratta di un ciclo di webinar informativi sul referendum del 22 e 23 marzo, organizzato per approfondire in modo critico la riforma della giustizia attualmente in discussione.

Vi incollo qui sotto il testo integrale della mail e il link del primo appuntamento, già trasmesso in diretta su YouTube – https://www.youtube.com/watch?v=FsXU3Rqaxcw

Ciao Nicola,

la riforma della giustizia presentata dal Governo Meloni come soluzione alle criticità del sistema giudiziario non interviene sui problemi strutturali reali, quali la lentezza dei procedimenti, l’inefficienza e la mancanza di certezza della pena.

In vista del referendum del 22 e 23 marzo, abbiamo organizzato un ciclo di webinar informativi e interattivi per approfondire i contenuti della riforma e illustrare in modo rigoroso le ragioni del NO.

Gli incontri, dal titolo “REFERENDUM SALVA-CASTA. Ti dico perché NO!”, saranno dedicati all’analisi delle criticità del provvedimento, dei suoi effetti sull’equilibrio costituzionale e delle conseguenze concrete sui diritti dei cittadini, con il contributo di esponenti impegnati nelle Commissioni Giustizia, in un confronto aperto e fondato su solide basi giuridiche e istituzionali.

Primo incontro: mercoledì 4 febbraio, ore 20.00

🎙 Interverranno Ada Lopreiato e Valentina D’Orso

La diretta sarà trasmessa sul nostro canale YouTube ed è aperta a tutti.

L’incontro prevede uno spazio dedicato alle domande del pubblico, con l’obiettivo di favorire una partecipazione attiva e consapevole al dibattito referendario.

Ti invitiamo a partecipare e a confrontarti direttamente con i nostri parlamentari, per comprendere pienamente le implicazioni della riforma. Solo una cittadinanza informata può prendere decisioni responsabili e difendere realmente i propri diritti.

Non mancare!

Personalmente, credo che iniziative come questa rappresentino un’opportunità per informarsi al di là della solita polemica politica. Sul tema vedo spesso schieramenti contrapposti che si affrontano a colpi di slogan, senza offrire elementi concreti per capire. E probabilmente anche questo referendum rischia di fare la fine dei precedenti: un’alta astensione, sintomo di una stanchezza diffusa e di una sfiducia ormai strutturale verso la politica e i suoi rappresentanti.

Spero che la segnalazione possa esservi utile e che qualcuno di voi voglia approfondire.

REFERENDUM: Giustizia è stata fatta!!!

Volevano farlo passare come un cambiamento necessario per realizzare una giustizia “giusta” ed invece gli Italiani hanno deciso di opporsi a tutti i punti referendari scegliendo di non andare al voto o di votare NO a quei quesiti!!!

Hanno sprecato (nonostante la pandemia ancora in corso) per questi inutili cinque referendum ben 400 milioni di euro, di cui oltre 300 milioni a carico del del ministero dell’Interno mentre il resto è stato diviso tra il dicastero della Giustizia e quello dell’Economia.

D’altronde che caz… ci mettono loro, paghiamo tutto noi, somme che potevano essere stanziate per contrastare gli aumenti esorbitanti di energia dovuti alla guerra in corso…

Certo va ricordato come nella giornata di ieri, a prescindere dal referendum, vi fossero anche le elezioni amministrative per 978 Comuni e quindi i seggi sarebbero restati comunque aperti per ben 9 milioni di elettori, ma per il resto, per quanto necessario, si è sprecato – come solitamente avviene in questo nostro Paese – denaro pubblico!!!

Un flop… già sotto tutti i punti di vista, forse così finalmente qualcuno inizierà a comprendere che gli italiani non sono così sciocchi per come si credeva e la risposta si è avuta sul campo, in particolare sull’abolizione della legge Severino: il “NO” ha raggiunto quota 45% (nella città di Torino ha toccato quasi il 52%.), mentre il voto sui nuovi limiti alla carcerazione preventiva si è giunti al 43%.

Viceversa sugli argomenti che poco interessavano i cittadini, ma erano legati alla professionalità dei magistrati ecco che si è avuta una larga maggioranza dei sì: 75% di sì alla separazione delle funzioni dei magistrati; 73% sul diritto di voto agli avvocati nella valutazione dei magistrati e 73% per l’abolizione delle firme per le candidature al Csm.

Comunque in definitiva gli Italiani hanno scelto una giustizia “giusta“, lasciando tutto così com’è, in particolare quella “Legge Severino” che alcuni partiti hanno provato con questo referendum – senza minimamente riuscirci – a modificare:  una dimostrazione di come il Paese voglia lottare contro questa  diffusa corruzione e nell’imporre un’ampia garanzia di trasparenza a tutti i suoi organi politici rappresentativi (dalle Camere fino ai  Comuni più piccoli) ha deciso di boicottare il referendum o come il sottoscritto, recarsi al voto, ponendo un bel segno “NO” a quel quesito referendario “riprovevole”!!!

Chi non controlla o insabbia… nel nostro Paese fa pure carriera!!!

Non comprendo tutto questo clamore per la vicenda “Cuc­chi”…
Era evidente a tutti, anche ai non addetti ai lavori, che qualcosa all’interno di quella caserma fosse successo…
Certo, scoprire soltanto ora che i carabinieri che non controllarono o che insabbiarono quanto accaduto, fossero stati tutti promossi,  lascia senza parole…
Ma si sa… questo è  il Paese che premia gli omertosi, che garantisce a chi sta zitto e non esce da quel proprio ruolo (da pecora) la possibilità di far carriera… 
È la “ca­te­na di co­man­do” a imporre ciò, è nessuno, si proprio nessuno… ha il coraggio di ribellarsi (d’altronde non farebbero i militari se non fossero essi stessi, predisposti alla sottomissione e ad eseguire gli ordini dei propri superiori)!!!
D’altronde pensare con la propria testa non è permesso, ancor meno boicottare i comandi ricevuti… anche quando questi possano ritenersi errati o non in linea con quei principi morali che proprio l’appartenenza all’arma dovrebbe garantire…
Ed invece, ecco manifestarsi i silenzi, le incongruenze, le relazioni fatte opportunamente sparire, i documenti alterati, il tutto per non fare emergere l’unica verità…
Perché di questo che si tratta… proteggere il sistema a tutti i costi!!! 
Sì la casta prima di tutto, con le gerarchie e la salvaguardia dei colleghi e ancor più dei diretti superiori… 
Perché se non si vuole scivolare nel dimenticatoio… bisogna stare zitti, se si vuole fare carriera… bisogna stare zitti, se non si vogliono avere ripercussioni personali o professionali… bisogna stare zitti!!!
Se si saprà stare zitti… si andrà avanti in tutto, altrimenti si verrà schiacciati da questo sistema fortemente ricattabile…

I parenti delle vittime di uno Stato "colluso e indifferente", dicono "NO" ai funerali di Stato!!!

Sono più di metà le famiglie delle vittime accertate che hanno deciso di dire “no” ai funerali di stato!!!
Non si tratta di rabbia nei confronti delle autorità, ma di un profondo risentimento nei confronti di un paese, il proprio, che ha permesso che potesse accadere una tragedia come questa, probabilmente annunciata…
A cosa serve l’abbraccio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella o dover ascoltare le parole dell’arcivescovo Angelo Bagnasco, quando le nostre vite sono legate all’indifferenza di uno Stato che si ricorda di noi, di questi suoi cittadini, solo dopo che perdono la vita…
Sì… dove sono quei governanti che hanno permesso ciò??? 
Dove sono tutti quei politici che hanno compiuto questo scempio; da quelli appartenenti a quello scudo crociato, per passare agli iscritti delle liste di tangentopoli, passando per Forza Italia con i suoi quattro governi e terminando con quel Pd, del connubio Renzi/Gentiloni!!!
Già dov’erano quando sedevano in quei ministeri, quando quei loro Presidenti di regione hanno permesso che queste opere si realizzassero o che continuassero a stare lì, senza alcuna verifica sulla loro solidità… 
Dice bene Roberto Battiloro (un genitore che ha perso in questa tragedia il proprio figliolo Giovanni): “Mio figlio non diventerà un numero nell’elenco dei morti causati dalle inadempienze italiane”!!!
Come dargli torto, quando questo Stato non è stato capace di tutelare i suoi cittadini, anzi di più, con la propria indifferenza ha partecipato ad ucciderli!!!
Ora, senza alcuna critica per chi ha voluto fare una scelta differente… ma il sottoscritto resta con le famiglie che hanno detto di “no”!!!
Già, No… a quei politici indifferenti!!! 
No… a quegli imprenditori spregiudicati che hanno venduto se stessi per sconfinare in quel mondo del malaffare, che ha saputo produrre corruzioni, tangenti, finanziamenti illeciti, egoismi personali e che ha evidenziato tutta la fragilità morale di un paese, dove tutto è vano e senza speranza, sì dove tutto si trasforma come quel ponte, in cenere…
Ora sono tutti a chiedere giustizia e verità… affinché venga mitigato quel grande dolore.
Ma stranamente, i colpevoli sono sempre lì… 
Già seduti in quelle poltrone di velluto e hanno il coraggio di parlare, di farsi intervistare!!!
E dire che sono loro i primi ad avere sulla coscienza ciascuna di quelle vittime, sono loro difatti i soggetti che hanno preferito puntare principalmente sugli interessi economici…
Sono questi gli individui che hanno preferito ricevere finanziamenti, per indirizzarli verso quelle loro tasche, quelle dei propri partiti o anche verso quelle società loro collegate, facendo prevalere il denaro alla prevenzione e ai controlli, alla messa in sicurezza e soprattutto a quelle necessarie manutenzioni, che abbiamo visto purtroppo, hanno condotto alle vittime di questi giorni, ma non solo, anche di tutte quelle decedute in questi lunghi anni, sulle nostre terribili infrastrutture stradali…

Saper dire… NO!!!

Quante volte avete saputo dire NO!!!
Parlo di tutte le volte in cui vi è stato offerto qualcosa, in cambio di un qualcos’altro da compiersi o forse già realizzato!!!
Sono in molti ad aver dimenticato… che è proprio con quel rifiuto, che esprimiamo al nostro interlocutore chi siamo e ciò di cui non abbiamo bisogno…
Se ad esempio si rifiuta del denaro, si fa comprendere a chi ci propone quell’offerta, che siamo dei soggetti totalmente diversi, da quelli con cui il nostro negoziatore ha avuto a che fare e quel nostro diniego, farà comprendere ad egli che quando vorrà incontrarci, dovrà farlo sempre con il massimo rispetto!!!
Il sottoscritto, se pur non condivide quell’atteggiamento evidenziato, ne comprende certamente il metodo, poiché si rifà a quanti oggi pretendono, ed è quindi logico per quei soggetti pensare di fare il giusto, d’altronde pensano che tutti, appartengano nei modi, allo stesso fascio… 
Peraltro, sono in molti a pensare che, se non li prendono loro quelle mazzette, li prenderà sicuramente qualcun altro… e di contro, quel voler mostrare il proprio disaccordo, farà sì che a breve in molti (in particolare se colleghi…), chiederanno il vostro allontanamento. 
Eppure, sembra strano a dirlo, ma il voler dire NO… non dovrebbe riservare  tutti quei problemi, poiché con l’aver espresso quella parola, si affermano concetti di onesta e legalità a cui certamente ciascuno di noi dovrebbe aspirare… ed invece nella pratica, accade l’esatto contrario, di ciò che si voleva con quel gesto… affermare!!! 
Infatti, a seguito di quella decisione, per i più… insolita, si entra in un tunnel dal quale non si esce più… 
Già, si viene visti come “infermi” o ancor peggio come dei “contagiati”, da quali virus non si sa, ma si diventa agli altrui occhi, come qualcosa da evitare e così tutti hanno paura di frequentarvi, peraltro non piacevate prima, ancor meno oggi a seguito di quel diniego e così venite isolati, non perché vi siete dimostrati ladri o lestofanti o corrotti, bensì… proprio per il contrario, perché siete stati moralmente troppo onesti e ciò non può essere accettato, tant’è che il giudizio che viene espresso su di voi, diventa giorno per giorno da parte di tutti… sempre più negativo!!!
Vi vengono attribuite false azioni irresponsabili o comportamenti inadeguati, che minano quella vostra stessa professionalità, per colpe certamente non proprie…
Ma quanto effettuato serve esclusivamente a farvi comprendere che, se volete rimanere in quel luogo, dovete allinearvi a quel sistema… oppure è molto meglio che ve ne andiate da tutt’altra parte!!!
Per loro di fatto, quella vostra presenza è sgradevole, anzi direi preoccupante, visto che coloro che vi circondano, sono proprio quanti  hanno già acconsentito ad effettuare quelle richieste, certo a volte “immorali”, ma a cui essi, si sono adeguati perfettamente…
D’altronde, in questo nostro Paese è ormai consuetudine dire immediatamente “Sì”, il più delle volte per non deludere l’amico di turno o ancor peggio, per assecondare il proprio datore di lavoro, oppure perché non si riesce a dire “NO” a quella proposta indecente, presentata attraverso una bustarella… 
Bisogna inoltre comprendere di come a volte, ci sono taluni soggetti, che non vogliono apparire “timorosi” o incapaci di compiere quanto viene loro richiesto, e quindi, pur di non esternare quel concetto negativo… “no…grazie, non posso, dovete comprendere che mi è difficile fare quanto mi chiedete, non posso rischiare o quant’altro…”  preferiscono, all’imbarazzo… dire di Sì!!!
Ecco che così… si è entrati in quel circolo vizioso i cui effetti saranno visibili a momento debito… e quel giorno saranno devastanti…
Difatti, con quella propria partecipazione, ci si è trasformati in  veri e propri “burattini”, costretti a muoversi su quei fili, a seconda delle scelte altrui, con il rischio però che prima o poi, tutto crolli all’improvviso su se stessi…
Certo… bisognava pensarci prima, si sa dopotutto che un comportamento etico, passa innanzitutto dal saper dire il più delle volte…NO!!!

No grazie… scelgo io!!!

Questo è un periodo veramente grottesco, poiché in questi giorni passeggiando per Catania, mi ritrovo – ad ogni incontro – qualcuno che con la scusa di salutarmi, viene a chiedermi se ho già promesso a qualche candidato il mio voto…
A quella domanda “fastidiosissima”, rispondo –ma solo perché mi piace irriderli– con una risposta generica: NO!!! 
A quel punto, ecco partire quella sfacciata “richiesta”, sono come quei “Testimoni di Geova” che ad ogni costo tentano fermandoti, di convincerti che quella loro dottrina sia l’unica “giusta” e che grazie a loro, troverai il paradiso… 
Ed anche questi cosiddetti amici e/o conoscenti, si dimostrano essere proprio come quei seguaci, posti lì a promuovere quel loro “santino”, riconoscendo a quell’immagine, virtù quasi  sovrannaturali…
Ecco quindi che inizia il resoconto sulla bravura di quel candidato, sulla professionalità e preparazione, sulle doti di altruismo e generosità espresse nel corso degli anni, di quanto meritevole sia stato non solo con quel nostro conoscente, ma anche con i suoi familiari, avendo inoltre dimostrato, ogni qualvolta è stato chiamato, grande disponibile e gentilezza…
Quindi alla fine possiamo concludere che la preferenza elettorale, si racchiude in quella scelta individuale…
Non si tratta quindi di aver un pensiero ideologico, puntando sul partito che più di altri si avvicina a quella filosofia,  oppure il nostro giudizio tenta di valutare quel programma che si dimostra più concreto rispetto ad altri, no… nulla di ciò, si tratta di decidere su quale soggetto può essere posta la nostra fiducia, affinché egli saprà con quell’incarico, non tanto rappresentarci con quella necessaria responsabilità, bensì… si dimostrerà a nostra completa disposizione, tutte le volte in cui avremo bisogno…
Ovviamente, la risposta che concedo a tutti in questi giorni è: scusami ma il “NO” intendeva dire che non m’interessa…!!!
Inaspettatamente (per modo di dire…), vedo quelle loro facce sorprese, anzi frustate e certamente  deluse, è come se all’improvviso gli crollasse il mondo addosso…
Non sanno cosa rispondere… o meglio solitamente replicano in maniera contrariata: secondo me… ti stai sbagliando!!! 
Ovviamente, ciò che mi incuriosisce maggiormente –durante quella loro esposizione propagandistica– è che nessuno di loro evidenzia l’inutilità di quei soggetti, di quella banale esperienza svolta in precedenza o di quella sterile attività politica compiuta…
Sì, nessuno di loro parla di quelle situazioni fortemente negative, quale ad esempio i legami con la criminalità organizzata oppure quelle collusioni che l’hanno, direttamente o indirettamente, visti coinvolti quali indagati da parte della magistratura…
Niente di tutto ciò, non se ne parla e quando si ha il coraggio di far le notare quelle particolari circostanze, ecco che allora si viene criticati, contraddetti e via discorrendo… 
E dire che, valutare con obbiettività quei candidati, sarebbe fondamentale per la nostra decisione finale, poiché ci farebbe comprendere, quanto positivo o evanescente sia stato quel personaggio politico nei confronti della comunità… 
Purtroppo, ci si meraviglia del malessere che esiste tra chi svolge l’attività politica e noi elettori, ma ciò che nessuno tra loro vuole mai ammettere, è che in questi lunghi anni, sono state compiute parecchie situazioni gravi, che hanno deformato quello strumento della politica, per propri interessi personali… 
Sono questi difatti i motivi che hanno indotto gli elettori a non riconoscersi più in quei soggetti politici, mettendo altresì in dubbio le capacità di quest’ultimi a saper interpretare tutte le loro esigenze…
Basti osservare quanto sta accadendo in “Catalogna”, dove i cittadini, stanchi di quella politica “centrale” del governo di Madrid, stanno scendendo in piazza, senza alcuna paura di doversi scontrare con le forze dell’ordine poste a comando in quella regione…
Anche da noi c’è bisogno di una riforma della politica e di quel sistema clientelare delle caste, che ha permesso ad alcune famiglie, di trasmettere a piu generazioni, quella propria condizione privilegiata, a scapito ovviamente della maggioranza, che di fatto rappresenta con il proprio contributo, la vera produttività di questo paese… 
C’è quindi necessità di recuperare sino in fondo il senso di questa nostra politica e soprattutto il ruolo che i partiti politici hanno nell’attuale società, che si radica proprio nella loro funzione… che è quella di rappresentare principalmente l’esigenze della popolazione!!!
Se si vuol far ciò, bisogna quindi ripartire dallo stato di diritto, allontanando una volta e per tutte, questo modo spregevole di gestire la politica, per interessi egoistici e personali!!!

C'è un canzone, che più di tutte entusiasma gli Italiani??? Sapete qual è…??? "Mi vendo"!!!

Vi ricordate la canzone di Renato Zero del 1977 dall’album “Zerofobia“, rappresenta in modo esatto, quel collegamento tra passato e presente… ed in questo modo di metterli in comunicazione, credetemi, non nascondo soltanto una certa ironia, ma rappresento in se, quella vera e propria provocazione… 
Dopotutto di cosa si parla nella canzone… di vendere desideri e speranze “in confezione spray…” 
E difatti, è proprio ciò in cui oggi gli Italiani vanno inebriandosi, di quelle essenze di profumo che vanno sparendo con un colpo di vento…
Credono -attraverso quelle gocce- di potere camuffare quella propria esistenza “pestilenziale… ma loro, sono veri e propri portatori di quella malattia infettiva… che divora non solo i corpi, ma soprattutto l’animo umano, inducendolo a vendersi al migliore offerente, pur di poter beneficiare anch’essi, di quelle residue molliche, buttate lì, per terra… 
La fragranza a cui aspirano non esiste, ma seguiranno per sempre quell’attimo di vanità e d’ambiguità!!!
Sono come infelici e come tali resteranno… inutili personaggi alla ricerca di un’altra identità, ponendo se stessi in vendita a buon prezzo e senza mai dimostrare grinta o ribellione, privilegiano chi, possa renderli bari oppure re…  
La cosa peggiore è che sono talmente abituati a vivere in quel modo “leccando”, che hanno la presunzione di giudicare gli altri, quasi fossero anch’essi predisposti a vendersi…
Per fortuna c’è ancora chi sa dire di “NO“, aggiungerei sotto tutti i punti di vista, vedasi per esempio quell’ultimo nostro “appestato” referendum!!!
Ed allora… ripropongo quella loro preferita canzone, per un attimo – in quel loro mediocre operato – si ritroveranno congiunti ad essa…  
Faccio in fretta un altro inventario…… smonto la baracca e via!
Cambio zona itinerario, il mio indirizzo è la follia!
C’è un infelice, ovunque vai…, voglio allargare il giro dei clienti miei, io vendo desideri e speranze, in confezione spray!!!
Seguimi io sono la notte, il mistero, l’ambiguità…,
io creo gli “incontri”… io sono la sorte, quell’attimo di vanità……
Incredibile, se vuoi…… seguimi e non ti pentirai…
sono io la chiave dei tuoi problemi,
guarisco i tuoi mali, vedrai…
Mi vendo… la grinta che non hai, in cambio del tuo inferno, ti do due ali, sai…
Mi vendo, un’altra identità, ti do quello che il mondo… distratto non ti da!!!
Io mi vendo e già … a buon prezzo, si sa…
Ho smarrito, un giorno, il mio circo,
ma il circo vive senza di me!
Non è l’anima tua che io cerco, io sono solo più di te…
Nell’arco di una luna io, farò di te un baro oppure un re…, sono io la chiave dei tuoi problemi, guarisco i tuoi mali, vedrai…
Mi vendo, la grinta che non hai… in cambio del tuo inferno, ti do due ali, sai!
Si…… si… si… ti vendo, un’altra identità!
Ti do quello che il mondo, distratto non ti da…
Io mi vendo, e già…
a buon prezzo, si sa!

Seguimi!!!
Nella nostra cultura c’è poco orgoglio e molta superbia, poca dignità e molta apparenza, dove per apparire si è disposti perfino a svendersi e a servire!!!

Vince il No… delle poltrone inutili!!! È tempo di mandare a casa anche gli altri!!!

Renzi ha perso…
Non ci voleva molto a comprendere che quella sua politica arrogante non avrebbe portato a nulla di buono…
L’ITALIA per quanto ha riportato ieri sera in quel suo comiato  d’addio  (l’unico discorso serio fatto in mille giorni…) è nelle  stesse condizioni critiche di tre anni fa..  anzi peggio!!!
Quelle sue riforme alla scuola, al lavoro, alla politica, ecc… non sono servite a nulla,  hanno nei fatti, peggiorato le condizioni dei cittadini…
Aveva promesso la riduzione dei costi della politica e stava nei fatti, tenrando di trasformare la nostra costituzione, per far lievitare ancor di più… quelle spese!!!
Perché non ha promosso un referendum sui tagli… dicendo agli italiani: volete ridurre il numero dei parlamentari del 50%??? Si sarebbe passati dai circa 1000 a 500… in proporzione non sarebbe cambiato nulla…
Ecco, se avesse fatto questo… il Sì avrebbe vinto… ma non l’ha fatto!!!
Doveva togliere i partiti dalla Rai… e non l’ha fatto!!!
Doveva rottamare… anche quel suo partito… ma D’Alena & Co. sono sempre li seduti…
Ci doveva essere il rilancio occupazionale e c’è la crisi più nera… col maggior numero di disoccupati!!!
Cosa dire inoltre delle Banche… di quelle Spa che l’havevano portato al governo e che son state da egli e dal suo governo salvaguardate… a scapito dei cittadini, che hanno di contro perso tutti i loro risparmi…

Cosa dire infine di quella mala-politica fatta di sprechi, corruzione, tangenti e bustarelle per tutti… un vero e proprio malaffare, che ci ha fatto conoscere in modo indegno in tutto il mondo,  come uno degli stati più corrotti… e sotto questo profilo, rappresentati perfettamente in quella “grande bellezza”!!!
Vedete… sono questi i temi che non sono stati affrontati nel corso di quei mille giorni e che oggi l’hanno definitivamente mandato a casa… sia con le proprie dimissione che anche… senza!!!
Caro Renzi… sei stato un vero fallimento e la dimostrazione è  che quelle chiacchiere inutili… oggi, ti si sono rivoltate contro.
Basta con generazioni di padri che lasciano i posti ai figli, ai fratelli, ai generi e via discorrendo…
Soggetti che nella loro vita non hanno mai concluso niente di buono… perché nulla sanno fare, se non rubare quell’indennità!!!

È tempo di cacciare tutti… per non vedere il nostro paese fallire…
In questo, il nostro Presidente Mattarella, deve dimostrare di avere coraggio…
Pensare di continuare con un governo tecnico a modello “inciucio” potrebbe rappresentare un grave rischio per la nostra democrazia già così colpita… e voler comvincerci che gli Italiani sono disponibili sempre a sopportare senza mai ribellarsi… potrebbe costituire un grave rischio e dare modo ad un ricorso storico di ripetersi… rappresentazione perfetta di quella arroganza che fece cadere all’improvviso il fascismo in questo paese..  con le conseguenze che ben conosciamo!!!

Gli Italiani sono stanchi di tutti questi buffoni della politica… abbiamo bisogno di gente preparata, onesta e soprattutto perbene!!!
Presidente Mattarella, se Lei siede lì e certamente per il sacrificio che suo fratello ha dato per il bene di questa nostra patria… non rovini tutto!!! Ponderi bene quindi ogni sua prossima  scelta… perché ne va del futuro della nostra ITALIA!!!

Adesso è giunto il momento di fare pulizia, buttare fuori da quei palazzi… tutti quei soggetti che da una vita sono seduti lì!!!
Si poteva fare una riforma contro i voltagabbana… tutti coloro che sono passati da una casacca all’altra per il proprio tornaconto… ed è  rimasto tutto inalterato..

Tra un Sì e un No… io non mi sento Italiano!!!

Io Gigi… sono nato e vivo a Milano. 
Io non mi sento italiano… ma per fortuna o purtroppo lo sono!!! 
Mi scusi Presidente, non è per colpa mia, ma questa nostra Patria, non so che cosa sia…
Può darsi che mi sbagli, che sia una bella idea, ma temo che diventi, una brutta poesia. 
Mi scusi Presidente, non sento un gran bisogno dell’inno nazionale, di cui un po’ mi vergogno… 
In quanto ai calciatori, non voglio giudicare… i nostri non lo sanno o hanno più pudore. 
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono!!! 
Mi scusi Presidente, se arrivo all’impudenza di dire che non sento alcuna appartenenza. 
E tranne Garibaldi (per modo di dire…) e altri eroi gloriosi, non vedo alcun motivo per essere orgogliosi. 
Mi scusi Presidente, ma ho in mente il fanatismo delle camicie nere… al tempo del fascismo. 
Da cui un bel giorno nacque questa democrazia, che a farle i complimenti ci vuole fantasia. 
Io non mi sento italiano… ma per fortuna o purtroppo lo sono! 
Questo bel Paese… pieno di poesia, ha tante pretese, ma nel nostro mondo occidentale è la periferia… 
Mi scusi Presidente, ma questo nostro Stato che voi rappresentate… mi sembra un po’ sfasciato!!!
E’ anche troppo chiaro agli occhi della gente… che tutto è calcolato e non funziona niente. 
Sarà che gli italiani per lunga tradizione, son troppo appassionati di ogni discussione. 
Persino in parlamento c’è un’aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia niente!!!
Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono… 
Mi scusi Presidente, dovete convenire che i limiti che abbiamo, ce li dobbiamo dire. 
Ma a parte il disfattismo, noi siamo quel che siamo, e abbiamo anche un passato, che non dimentichiamo. 
Mi scusi Presidente, ma forse noi italiani per gli altri siamo solo spaghetti e mandolini. 
Allora qui m’incazzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia cos’è il Rinascimento. 
Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono. 
Questo bel Paese forse è poco saggio, ha le idee confuse ma se fossi nato in altri luoghi, poteva andarmi peggio. 
Mi scusi Presidente, ormai ne ho dette tante, c’è un’altra osservazione che credo sia importante. 
Rispetto agli stranieri… noi ci crediamo meno, ma forse abbiam capito che il mondo è un teatrino. 
Mi scusi Presidente,  lo so che non gioite, se il grido “Italia, Italia” c’è solo alle partite. 
Ma un po’ per non morire, o forse un po’ per celia, abbiam fatto l’Europa, facciamo anche l’Italia. 
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono. 
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo, per fortuna o purtroppo, per fortuna… per fortuna lo sono!!!

Tutti insieme appassionatamente, così troppi… da far rimpiangere Don Raffaè!!!

Si dice che la cooperazione si basa sulla profonda convinzione che nessuno riesca ad arrivare alla meta se non ci arrivano tutti!!!

Ed è il motivo per cui ho compreso da tempo… che questa nostra politica sia finita e come tutto ormai, si sia ridotto, ad una semplice conta di voti… 
Ed allora, pur di restare aggrappati a quelle poltrone, non sanno più cosa inventarsi…
Il detto dice che “l’unione fa la forza” ma qui con la scusa di voler spodestare il Presidente della regione Crocetta, si sta facendo la raccolta *******…
Ed allora si pensa cosa fare e chi mettere dentro quel “contenitore” politico…
Dalla destra al centro, passando per una parte della sinistra e finendo con la speranza di coinvolgere coloro che finora preferiscono astenersi… 
Ci sono tutti… su quel palco, non sto nemmeno ad elencarli,i sembrano delle anime in pena… soggetti che non hanno più cosa offrire e nessuna proposta da poter  enunciare, per convincere quei pochi elettori rimasti ancora ad ascoltarli…

Ci si preoccupa esclusivamente di limitare l’ascesa dei “pentastellari”, urlando a gran voce che “non hanno capito che non stati eletti per governare e non per controllare”, è strano, perché i voti, delle ultime elezioni, hanno detto il contrario!!!

Stanno sperimentando prove di trasmissione… per individuare l’eventuale candidato presidente del centrodestra siciliano…
Condivido Nello Musumeci quando dice “Chi sta con noi, non può stare con Crocetta. Punto. Non è un bordello”, chissà perché, a molti di noi, è proprio questa la sensazione che viene trasmessa!!!
Difatti, tra quest’ultimi vedrete… ci sarà chi al referendum non andrà; come ci sarà d’altronde chi vorrà seguire il premier Renzi ed infine ci saranno quelli (e dai sondaggi sono la maggioranza,…) che preferiranno dire NO!!!

Ho l’impressioni comunque che vedendo questo “mix” sono in molti ad augurarsi in Sicilia, di rivedere nuovamente sul campo, l’ex presidente della regione, Raffaele Lombardo…  

Sì, osservando quanto sta accadendo, anche a me viene in mente una vecchia canzone di De Andrè che diceva:
“Per fortuna che al braccio speciale c’e’ un uomo geniale che parla co’mme…
Tutto il giorno con quattro infamoni, briganti, papponi, cornuti e lacche’…
tutte ll’ore co’ sta fetenzia che sputa minaccia e s’`a piglia co` mme…
ma alla fine m’assetto papale, mi sbottono e mi leggo `o ggiurnale
mi consiglio con don Raffae’… mi spiega che penso e bevimm’`o ccafe’…”.
Quando si parla di masse, non bisognerebbe mai dimenticare che tutta la loro ottusa forza e influenza sociale, deriva dall’unione di migliaia d’individui che, presi singolarmente, sarebbero soltanto dei semplici imbecilli!!!
Giovanni Soriano, Malomondo (2013).

NO… alla "manomissione" della Costituzione!!!

Riprendendo l’appello straordinario lanciato su Change.org, da Marco Travaglio Comitato per il comitato del NO al referendum sulle modifiche della Costituzione, che ha visto ad oggi 185.960 sostenitori… e mancano soltanto poche firme le vostre (14.040) per raggiungere i 200.000, !!!
Bisogna fare in fretta!!!
La sproporzione delle forze in campo è evidente. 
Da un lato abbiamo il Governo che ha reclutato i migliori professionisti internazionali della persuasione, ha dalla propria parte una larga parte della carta stampata ed attua una pervasiva informazione sulle reti televisive pubbliche. 
Fondi illimitati, mezzi illimitati, ed una pervicace decisione di imporre al Paese le nuove regole che ha fatto approvare dal parlamento.
Dall’altra parte c’è un gruppo di volontari. Molta forza ideale, un impegno fisico quotidiano che sta diventando difficile da sostenere, perché tutti hanno una vita, lavoro, famiglie.
​Tuttavia i volontari stanno affluendo sempre più numerosi. 
Ogni giorno nascono mediamente due comitati locali, il numero supera ormai i 400.
E’ un fenomeno di partecipazione straordinario, che testimonia quanto ancora ci sia di sano nel nostro Paese.
Tuttavia, come detto, la lotta è ìmpari…
 Non abbiamo soldi per stampare i materiali, per affittare gli spazi; se vogliamo organizzare un concerto non abbiamo soldi per montare un palco, vorremmo organizzare concerti, manifestazioni, convegni.
Se i nostri avversari suonano il loro piffero alla Rai, noi dobbiamo almeno suonare le campane nelle piazze.
Dunque, a fianco della folta brigata di volontari che si stanno battendo per la Democrazia futura, ci rivolgiamo ad un gruppo di donatori a cui chiediamo un sacrificio straordinario. 
Sono 139 , come gli articoli della Costituzione che dobbiamo salvare, idealmente uno per ogni articolo della Costituzione originaria, a cui chiediamo di donare, ciascuno, 1.000 euro a testa per sostenere il nostro impegno per il No nel referendum costituzionale. 
E’ una somma molto elevata, è chiaro.
Tuttavia abbiamo capito che in queste ore decisive per il nostro Paese le persone vogliono fare cose straordinarie, per dimostrare, prima di tutto a se stesse, di non aver lasciato nulla di intentato, per fermare questa deformazione ad orologeria della Costituzione.
Nei prossimi 10 giorni contiamo di raccogliere anzitutto le adesioni di questi sottoscrittori, da inviare con mail a salvalacostituzione@gmail.com indicando il nome e l’ indirizzo completo di chi aderisce. 
Contestualmente, o entro qualche giorno, potete effettuare il versamento tramite bonifico bancario intestato a:
Comitato per il NO nel referendum sulle modifiche della Costituzione
Codice IBAN: IT50 H010 1003 2011 0000 0015 772
BIC (per l’estero) : IBSPITNA
Causale: “Atto di liberalità: Campagna regala una Costituzione”.
Se possibile, vi chiediamo di farlo entro il 31 luglio 2016.
Naturalmente chiediamo a tutti di contribuire secondo le loro possibilità, quindi sono altrettanto importanti 1.000 sottoscrittori da 100 euro e tanti altri che sottoscriveranno quello che possono dare.
I contributi che abbiamo già ricevuto sono serviti nella campagna di raccolta delle firme. 
Ora inizia la campagna elettorale per il referendum e queste risorse servono a questo scopo e occorrono in tempi brevi per produrre gli strumenti di informazione e di propaganda necessari.

Abbiamo poi deciso di dare un riconoscimento come particolare segno della gratitudine del Comitato per il No nel referendum costituzionale a quanti sottoscriveranno per questa raccolta straordinaria di fondi.

Stamperemo copie della Costituzione numerate, con una premessa, una lettera ai discendenti, per spiegare le ragioni del presente impegno straordinario.
Le future generazioni potranno anche farsi sottrarre i diritti democratici che noi ora difendiamo, ma almeno noi sapremo di avergli trasmesso le ragioni ideali della difesa dei valori costituzionali, e la testimonianza di un impegno, che ha saputo anche farsi straordinario nei momenti eccezionali.
Questa è la battaglia popolare di oggi. 
Chiunque deve contribuire con quello che ha, attingendo a risorse che forse neanche pensava di avere.
Si può vincere, si può perdere, la nostra generazione avrà comunque testimoniato la vitalità dei valori costituzionali. 
Regaliamo una Costituzione ai nostri figli…
In un discorso del 57′ diceva luigi Sturzo: La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà!!!

NO all'Euro… SI alla Democrazia!!!

A differenza di quanti speravano… i NO alla fine hanno stravinto…, già sono il 61,3% contro 38,7%.

La Grecia si è dichiarata ed ora iniziano i problemi per l’Europa…
Altri paesi Europei iniziano a pensare di lasciare definitivamente questa Unione Europea S.P.A. che invece di ragionare come una comunità, gestisce la stessa a modello società per azioni, favorendo in particolare istituti bancari ed importanti holding… alla faccia dei poveri cittadini dell’euro zona…
L’Euro si è dimostrata alla fine una truffa, infati a distanza di dieci anni si è scoperto che l’euro, era basata su un colossale inganno ai danni dei cittadini, grazie ad alcuni trucchi finanziari, ben architettati dall’allora Carlo Azeglio Ciampi e dal ministro del tesoro del Governo Romano Prodi.
Secondo lo storico H. Woller, nel momento in cui il nostro paese decise di entrare nell’euro, era giunto già sull’orlo di una bancarotta finanziaria… e tutti ne erano a conoscenza, in particolare l’Olanda che evidenziava, attraverso l’appello di Stephan Freiherr von Stenglin, come non fossimo pronti…
Una verità  denominata “Operazione autoinganno”, che il settimanale tedesco Spiegel, in una inchiesta ne ha chiarito i passaggi, pubblicando le risultanze di centinaia di pagine e di documenti del governo Kohl dall’introduzione dell’euro tra il 1994 ed il 1998. 
L’Italia, secondo questa inchiesta non sarebbe mai dovuta entrare nell’euro, ma Kohl, Ciampi e Prodi, pur sapendo le reali condizioni finanziarie del nostro paese, volutamente camuffarono i dati economici ed oggi a causa dei quelle scelte scellerate, siamo qui a commiserare un autentico fallimento…
Ora si sta pensando di prelevare dai nostri conti correnti le somme necessarie a coprire i buchi di bilancio che, proprio le Banche, hanno finora accumulato, sia a causa di una gestione “accondiscendente”, sia per crediti inesigibili, che hanno raggiunto la cifra incredibile di 190 miliardi di euro.
Qualcuno pensa ad una tassa ulteriore a modello 8xmille, ed altri ancora ad un prelievo una-tantum del 10%…
Di che ne dica Renzi… stiamo fallendo e l’unica nota positiva di questa fallimento e che forse, tutti questi ladri di cui siamo stati circondati e di cui ancora oggi abbiamo una consistente presenza, perderanno finalmente, una volta e per tutte, quegli ingiusti privilegi di cui hanno finora goduto, concessi loro da quello stesso sistema, che ora, come un boomerang…, tornando indietro, trascina con se il nostro paese, da questa ormai assodata deflazione… e accompagnandoci ad una imminente e disastrosa recessione!!!
Dopotutto, come dice U. Galimberti: i fini dell’economia sono anche i nostri fini… o siamo diventati semplici strumenti dell’apparato economico, il quale ci impiega come momenti della sua organizzazione…, semplici anelli insignificanti della sua catena o se preferiamo, mezzi imprescindibili, ma anche fra i più interscambiabili di qualsiasi altro mezzo, all’interno di un apparato economico-produttivo diventato fine a se stesso?

San Marino insorge… e lnessuno ne parla…

Nessun telegiornale ne ha parlato… eppure, non tutti coloro che vivono nella nostra. penisola, alla fine si comportano da pecoroni…
Già ci sono cittadini italiani o per meglio dire cittadini di San Marino che a differenza nostra, quando le cose non vanno, si ribellano!!!
Proprio qualche giorno fa, la popolazione stanca di continue ingiustizie, nuove tasse e di soprusi e sprechi, ha iniziato a protestare veemente dinnanzi al Palazzo Pubblico, con il lancio di uova, bottiglie e fumogeni, costringendo tutti i parlamentari (scortati) ad uscire fuori…
Erano non meno di cinquemila persone, con l’unico obbiettivo di voler manifestare contro una riforma fiscale che il governo era già in procinto di varare e che avrebbe aumentato le tasse di circa sei volte…. 
No alla stangata” è stato questo il nome della protesta… con un corteo pieno di cittadini con in mano striscioni portati per le vie della città…
E’ stata subito predisposta la barriera di sicurezza, la squadra antisommossa si è trincerata dinnanzi gli ingressi del palazzo dove era in corso una seduta del Consiglio…
Alcuni vedendo la brutta piega hanno iniziato a scappare ed altri vedendo un possibile tentativo di sfondamento, sono rientrati avvisando quanti erano all’interno…; momenti di tensione e panico s’alternano fino a mezzogiorno… quando finalmente intorno all’una, sono iniziate ad attenuarsi le pressioni esterne…
Purtroppo alcuni parlamentari sono stati aggrediti ed altri sono rimasti lievemente feriti negli scontri… mentre, molti di coloro che si trovavano all’interno del palazzo… hanno approfittato di un tunnel di servizio ( era un passaggio storico che serviva a collegare fra loro due palazzi ) per poter scappare… evitando così l’insurrezione dei manifestanti.
E’ difatti sempre sconveniente e riduttivo, voler credere che le tensioni sociali non possano mai sfociare in rivolte gravi… in particolare quando la protesta parte dalla gente comune della strada… perché tra questi, c’è sempre chi infiltrandosi, tenta d’innalzare la tensione, creando quegli scontri violenti, che nulla c’entravano con la legittima manifestazione…
Come diceva Thomas Jefferson… non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli!!!
Ora finalmente sembra che la maggioranza abbia aperto alla modifica del testo della riforma fiscale, in particolare l’orientamento è quello di rispettare le indicazioni determinate dalla piazza…
Quando ci si mobilita per qualcosa d’importante… alla fine, si ottiene!!!
Non bisogna mai demordere e difatti in questo… i cittadini di San Marino l’hanno capito e si stanno già preparando ad una ulteriore manifestazione con il nome di “Vedo, sento, parlo, partecipo“… 
Un vero peccato che da noi invece si faccia ( e aggiungerei in tutti i sensi… ) tutto l’opposto… già… non vedono, non sentono, non parlano e soprattutto non partecipano!!! 

Voler guardare ancora indietro…

Ricordate la distruzione da parte di Dio della città di Sodoma…

La Bibbia racconta che Dio mandò due angeli in sembianze umane ad avvertire Lot ( nipote di Abramo ) perché fuggisse da quel paese, ma una volta che egli li accolse nella sua casa e li ebbe rifocillati, i cittadini Sodomiti bussarono alla sua porta per prendere i due visitatori per poter abusare di loro…
A quel punto Lot, per fermare la folla, offrì loro le sue due figlie vergini, perché venissero violentate al posto degli angeli…, e fu allora che Dio intervenne con un lampo accecante, facendo perdere la vista a quella folla  inferocita e permettendo a Lot ed alla sua famiglia di scappare via, ed in quella loro fuga di non guardare mai più indietro…. pena il castigo divino!!!
Ma durante la fuga la moglie di Lot, si girò, quasi volesse ripercorrere con la mente gli anni passati, e per aver contravvenuto all’ordine di non voltarsi a guardare, fu tramutata in una statua di sale (Genesi 19,1-26).

Tranquilli, non mi sono trasformato in predicatore, ma volevo paragonare un episodio biblico a quanto sta avvenendo in questi giorni nel nostro Paese…

Mi chiedevo quanti ancora in Italia sono disponibili a girarsi e guardare indietro, a ripercorrere nuovamente gli anni appena trascorsi e convincersi che, quanto svolto in tutti questi anni, dai nostri rappresentanti politici, potesse rappresentare qualcosa con cui ancora convivere…
Girarsi e guardare indietro, tentare di vedere qualcosa di sano, di accettabile, qualcosa che si potesse salvare, che possa rappresentare un momento diverso, una svolta da quel sistema basato su ruberie e malaffare, dove la corruzioni sono ovunque ed il giro di tangenti è diventato consuetudine, percepibile a tutti i livelli, dal più basso al più alto, ed ancora i ricatti e gli scheletri nascosti, che vengono a seconda delle circostanze pubblicati e dove certe costrizioni sono create appositamente, vedasi tutte quelle prestazioni sessuali offerte…, che non fanno altro che costringere alle dimissioni, l’avversario scomodo di turno…    
Io vorrei sapere, ma dove si vuole andare con questo stato di cose… ed è normale che si guardi ancora indietro, dove si vede solo e soltanto spazzatura, la stessa che finora ci è stata gettata addosso…
Mi piacerebbe ritrovare nelle persone quei valori ormai scomparsi, vorrei  nuotare in un paese limpido e  respirare un’aria pulita, ritrovare l’essenza di quelle scomparse virtù, dove i meriti e le competenze, riprendano quella giuste posizioni, una nuova scala di valori non più basata sulle raccomandazioni e sui favoritismi, ma sui meriti e capacità degli individui…
Cosa dire…, un paese il nostro che non garantisce i cittadini, che non salvaguarda gli interessi di tutti ma soltanto di qualcuno, un paese di politicanti che sanno soltanto chiederci il voto, senza però proporre alcuna soluzione definitiva a tutti quei problemi che quotidianamente vengono loro proposti ed a cui non sanno dare alcuna soluzione…, un paese gestito da vecchi che non permette ricambio generazionale se non affidandoli direttamente ai propri figli, un paese che muore scontando i propri giorni…
Voglio quindi guardare avanti e certamente non voglio tornare più indietro…, non desidero più assistere a questo stato di cose e per quanto possa valere, farò in modo che questo mio “piccolo e singolo voto“, continui a valere, esprimendolo in maniera incondizionata, ma soprattutto “libero”, dai soliti giochi meschini offerti di baratto!!!

Beppe Grillo… ti prego NO!!!

Caro Beppe, 
io lo capisco, quanto sia fondamentale arrivato a questo punto, cavalcare l’onda lunga della protesta e dell’astensionismo e cercare di ottenere quei voti necessari per poter governare…
Ed ovviamente dove cercarli questi voti, certamente ne a sinistra e neanche a destra… e quindi escludendo il centro, restano soltanto Lega e Italia dei Valori…
Ora la Lega è in profonda crisi e dopo aver condiviso quasi tutto con il Cavaliere, viene automaticamente esclusa da future alleanze, resta quindi colui che in questi anni, si è contraddistinto per le lotte fatte con mani pulite e per quelle espressioni indipendenti, che l’hanno saputa contraddistinguere…   
Ora comunque il suo leader, Antonio Di Pietro, ha capito che qualcosa sta cambiando, le regionali Siciliane lo hanno dimostrato, dove il proprio partito, non ha raggiunto neanche il quorum del 5%…, ed allora a questo punto bisogna decidersi con chi stare… a destra non lo vogliono, a sinistra manco a parlarne… Bersani, correttamente si è rotto di questo suo modo di fare…, ed allora ecco che a nome del suo stesso leader, l’IdV viene dichiarata… defunta!!!
Ora, che il servizio di Report, abbia dato la spallata necessaria è alquanto evidente, che il proprio partito, cerchi oggi attraverso i suoi uomini, in particolare con Donati, di isolare Di pietro e di andare quindi a convocare un’assemblea, convocando i propri delegati per un confronto, che porterà certamente alla scissione dello stesso partito è alquanto sicuro…
E’ evidente che, quanti ancora credevano alle parole del fondatore del partito, a quella onestà tanto decantata, a quelle parole manifestate contro Berlusconi ed il Presidente Napolitano, dettate forse allora, per far emergere e pubblicizzare, questo suo essere fuori dalle regole prestabilite, ecco che oggi, quanti credevano a quella onestà morale, si sono ricreduti…, ed oggi sono profondamente delusi!!!
Ma quei voti, già purtroppo quei voti, sono ancora necessari al M5Stelle per poter governare, perché è evidente che non serve a niente, aver fatto il boom, avere i numeri, se poi alla fine non riesci a governare…
Ora se andiamo a vedere i sondaggi, vediamo che il Centro Sinistra, grazie al premio di maggioranza, governerebbe con i propri seggi e quei voti anche dell’IdV non servirebbero a nulla… anche perché il risultato parte dalla convinzione che si possa raggiungere quello stimato 5,5% ma vedrete che non sarà così…, anzi penso che ormai, questo partito non avrà più del 3,8%…
E quindi questa alleanza non serve a nulla!!!
Non serve, all’immagine del M5Stelle, perchè è un ripiegare su personaggi legati alla vecchia politica e non rappresenta quanto i sostenitori con il proprio voto, alle appena concluse votazioni regionali, hanno richiesto… ( e da premettere che non ha influito la trasmissione REPORT andata in onda dopo le votazioni…)
Non serve, perché ormai è stato abbandonato dal suo stesso partito e dai suoi esponenti… che non medieranno mai i loro voti con il Movimento…
Non serve, perché non ha più niente da mettere al tavolo da gioco, se non il proprio patrimonio immobiliare…, ma ciò non farebbe altro che allontanare tutti coloro che finora vi hanno votato…
Non serve, perché per come dice Bersani…, non è utile ne al Paese ed ancor più al M5Stelle… ( questo lo dico io… ),  
Ed infine ancor di più, non serve lanciare idee, che non trovano alcuna logicità, se non espresse per voler far sorridere, come quelle relative alla Presidenza della Repubblica… e cerchiamo di mettere al Quirinale, persone che per meriti, hanno fatto grande la nostra Italia…
Come puoi ben capire… questo signore può certamente servire a tante cose…, ma nessuna a cui noi, siamo interessati…
Beppe, ti prego, capisco che siamo all’inizio di questo lungo viaggio, ma tu… cerca di non forzarci la mano… potresti pentirtene!!!

Beppe Grillo… ti prego NO!!!

Caro Beppe, 
io lo capisco, quanto sia fondamentale arrivato a questo punto, cavalcare l’onda lunga della protesta e dell’astensionismo e cercare di ottenere quei voti necessari per poter governare…
Ed ovviamente dove cercarli questi voti, certamente ne a sinistra e neanche a destra… e quindi escludendo il centro, restano soltanto Lega e Italia dei Valori…
Ora la Lega è in profonda crisi e dopo aver condiviso quasi tutto con il Cavaliere, viene automaticamente esclusa da future alleanze, resta quindi colui che in questi anni, si è contraddistinto per le lotte fatte con mani pulite e per quelle espressioni indipendenti, che l’hanno saputa contraddistinguere…   
Ora comunque il suo leader, Antonio Di Pietro, ha capito che qualcosa sta cambiando, le regionali Siciliane lo hanno dimostrato, dove il proprio partito, non ha raggiunto neanche il quorum del 5%…, ed allora a questo punto bisogna decidersi con chi stare… a destra non lo vogliono, a sinistra manco a parlarne… Bersani, correttamente si è rotto di questo suo modo di fare…, ed allora ecco che a nome del suo stesso leader, l’IdV viene dichiarata… defunta!!!
Ora, che il servizio di Report, abbia dato la spallata necessaria è alquanto evidente, che il proprio partito, cerchi oggi attraverso i suoi uomini, in particolare con Donati, di isolare Di pietro e di andare quindi a convocare un’assemblea, convocando i propri delegati per un confronto, che porterà certamente alla scissione dello stesso partito è alquanto sicuro…
E’ evidente che, quanti ancora credevano alle parole del fondatore del partito, a quella onestà tanto decantata, a quelle parole manifestate contro Berlusconi ed il Presidente Napolitano, dettate forse allora, per far emergere e pubblicizzare, questo suo essere fuori dalle regole prestabilite, ecco che oggi, quanti credevano a quella onestà morale, si sono ricreduti…, ed oggi sono profondamente delusi!!!
Ma quei voti, già purtroppo quei voti, sono ancora necessari al M5Stelle per poter governare, perché è evidente che non serve a niente, aver fatto il boom, avere i numeri, se poi alla fine non riesci a governare…
Ora se andiamo a vedere i sondaggi, vediamo che il Centro Sinistra, grazie al premio di maggioranza, governerebbe con i propri seggi e quei voti anche dell’IdV non servirebbero a nulla… anche perché il risultato parte dalla convinzione che si possa raggiungere quello stimato 5,5% ma vedrete che non sarà così…, anzi penso che ormai, questo partito non avrà più del 3,8%…
E quindi questa alleanza non serve a nulla!!!
Non serve, all’immagine del M5Stelle, perchè è un ripiegare su personaggi legati alla vecchia politica e non rappresenta quanto i sostenitori con il proprio voto, alle appena concluse votazioni regionali, hanno richiesto… ( e da premettere che non ha influito la trasmissione REPORT andata in onda dopo le votazioni…)
Non serve, perché ormai è stato abbandonato dal suo stesso partito e dai suoi esponenti… che non medieranno mai i loro voti con il Movimento…
Non serve, perché non ha più niente da mettere al tavolo da gioco, se non il proprio patrimonio immobiliare…, ma ciò non farebbe altro che allontanare tutti coloro che finora vi hanno votato…
Non serve, perché per come dice Bersani…, non è utile ne al Paese ed ancor più al M5Stelle… ( questo lo dico io… ),  
Ed infine ancor di più, non serve lanciare idee, che non trovano alcuna logicità, se non espresse per voler far sorridere, come quelle relative alla Presidenza della Repubblica… e cerchiamo di mettere al Quirinale, persone che per meriti, hanno fatto grande la nostra Italia…
Come puoi ben capire… questo signore può certamente servire a tante cose…, ma nessuna a cui noi, siamo interessati…
Beppe, ti prego, capisco che siamo all’inizio di questo lungo viaggio, ma tu… cerca di non forzarci la mano… potresti pentirtene!!!

Legge anti mafiosi…

Finalmente in trasparenza si comincia a fare sul serio…
L’Assemblea regionale siciliana vota la norma per vietare a tutti coloro che sono stati condannati e/o sono indagati per mafia o per altri reati, di poter aver incarichi pubblici…
Ecco che veramente posso iniziare a sentirmi orgoglioso di essere rappresentato da questi onorevoli… che in maniera decisa hanno deciso di fare piazza pulita di tutto quel marciume…
Ahhh…, ma scusate ma era un sogno il mio, perchè la realtà è sempre la stessa… con un voto segreto,  ecco che hanno vinto i NO!!!

Che vergogna aver bocciato questo emendamento, l’unico che finalmente vietava di attribuire a chiunque  incarichi compresi le consulenze date a Province e Comuni.
E quindi dando meriti agli onorevoli Lupo, Cracolici e Speziale, per aver presentato la norma che avrebbe fatto un po’ di pulizia, ma che è stata stoppata dagli uomini del Pdl, in particolare l’On. Maira  e l’On. Mancuso del Pdl, che hanno richiesto il voto segreto e dove alla fine il parlamento siciliano ne ha decretato la bocciatura, respingendo la norma con 39 NO sui 72 votanti…
Speriamo che la norma venga ripresentata  e si possa dare un segnale finalmente di pulizia dopo la grave figuraccia che si è appena svolta nel palazzo dei normanni proprio in questi giorni…

Qualcuno ha dichiarato che ci si è opposti alla norma in quanto anticostituzionale e antigiuridica e perché soprattutto viola gli articoli 3 e 27 della Costituzione, ma chissà perché ci si è dimenticati di quella morale, del buon senso, quel principio di lealtà e correttezza, cui certamente coloro che sono destinati al bene pubblico debbono per primi avere…
Tutti ovviamente hanno il diritto di potersi difendere e ad ognuno è concesso il principio di innocenza fin quando la condanna non viene espressa e diventa definitiva…

Ma certamente non si può pensare di continuare ad espletare il proprio lavoro all’interno di una istituzione, pensare di poter rappresentare la pubblica amministrazione, continuando a definire ed a gestire in maniera autonoma situazioni che potrebbero agevolare e favorire gli amici di turno, sapendo che di lì a breve, potrebbero finire i godimenti dati dagli incarichi finora rivestiti…

Legge anti mafiosi…

Finalmente in trasparenza si comincia a fare sul serio…
L’Assemblea regionale siciliana vota la norma per vietare a tutti coloro che sono stati condannati e/o sono indagati per mafia o per altri reati, di poter aver incarichi pubblici…
Ecco che veramente posso iniziare a sentirmi orgoglioso di essere rappresentato da questi onorevoli… che in maniera decisa hanno deciso di fare piazza pulita di tutto quel marciume…
Ahhh…, ma scusate ma era un sogno il mio, perchè la realtà è sempre la stessa… con un voto segreto,  ecco che hanno vinto i NO!!!

Che vergogna aver bocciato questo emendamento, l’unico che finalmente vietava di attribuire a chiunque  incarichi compresi le consulenze date a Province e Comuni.
E quindi dando meriti agli onorevoli Lupo, Cracolici e Speziale, per aver presentato la norma che avrebbe fatto un po’ di pulizia, ma che è stata stoppata dagli uomini del Pdl, in particolare l’On. Maira  e l’On. Mancuso del Pdl, che hanno richiesto il voto segreto e dove alla fine il parlamento siciliano ne ha decretato la bocciatura, respingendo la norma con 39 NO sui 72 votanti…
Speriamo che la norma venga ripresentata  e si possa dare un segnale finalmente di pulizia dopo la grave figuraccia che si è appena svolta nel palazzo dei normanni proprio in questi giorni…

Qualcuno ha dichiarato che ci si è opposti alla norma in quanto anticostituzionale e antigiuridica e perché soprattutto viola gli articoli 3 e 27 della Costituzione, ma chissà perché ci si è dimenticati di quella morale, del buon senso, quel principio di lealtà e correttezza, cui certamente coloro che sono destinati al bene pubblico debbono per primi avere…
Tutti ovviamente hanno il diritto di potersi difendere e ad ognuno è concesso il principio di innocenza fin quando la condanna non viene espressa e diventa definitiva…

Ma certamente non si può pensare di continuare ad espletare il proprio lavoro all’interno di una istituzione, pensare di poter rappresentare la pubblica amministrazione, continuando a definire ed a gestire in maniera autonoma situazioni che potrebbero agevolare e favorire gli amici di turno, sapendo che di lì a breve, potrebbero finire i godimenti dati dagli incarichi finora rivestiti…

12 e 13 Giugno… si vota per i referendum…

Ciao a tutti,

mi è stato chiesto di pubblicare questo passaparola… aggiungendo che si tratta di informazione per riaffermare i diritti costituzionalmente garantiti.
Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.

Quello che vi porto è solo un piccolo esempio… 
Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio

le implicazioni giuridiche.
‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico” viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton

RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone
Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.

QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. Passaparola!


12 e 13 Giugno… si vota per i referendum…

Ciao a tutti,

mi è stato chiesto di pubblicare questo passaparola… aggiungendo che si tratta di informazione per riaffermare i diritti costituzionalmente garantiti.
Il dramma è che sembra la maggior parte della popolazione non sia consapevole di quanto sta avvenendo.

Quello che vi porto è solo un piccolo esempio… 
Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell’acqua e chiarirne meglio

le implicazioni giuridiche.
‘E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l’argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.
Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui “il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.
Il referendum è evidentemente anche questo!
Mariachiara Alberton
RICORDATEVI CHE DOVETE PUBBLICIZZARLO VOI IL REFERENDUM… perchè il Governo non farà passare gli spot ne’ in Rai ne’ a Mediaset.
Sapete perché ? Perché nel caso in cui riuscissimo a raggiungere il quorum lo scenario sarebbe drammatico per i governanti ma stupendo per tutti i cittadini italiani:
Vi ricordo che il referendum passa se viene raggiunto il quorum. E’
necessario che vadano a votare almeno 25 milioni di persone
Il referendum non sarà pubblicizzato in TV.
I cittadini, non sapranno nemmeno che ci sarà un referendum da votare il 12 giugno.
QUINDI : I cittadini, non andranno a votare il referendum.
Vuoi che le cose non vadano a finire cosi ? Copia-incolla e pubblicizza il referendum a parenti, amici, conoscenti e non conoscenti. Passaparola!