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Enzo Tortora: "Solo tre categorie di persone (ho scoperto) non rispondono dei loro crimini: i bambini, i pazzi e i magistrati".

Quante lettere dal carcere… 
Sono quarantaquattro gli scritti di Tortora alla propria compagna Francesca Scopelliti e in molte di quelle lettere, il presentatore esprime tutta la propria delusione per questo paese così ingrato e cinico, sempre alla ricerca di nuovi capri espiatori sui quali poter gettare fango… 

Riportava: “sto pensando di chiedere il cambio di cittadinanza, questo Paese non è più il mio”…
Ed ancora, non ha risparmiato i media ed i propri colleghi che gli hanno girato le spalle ( hanno preferito farsela alla larga… pur di non restare coinvolti): “Non parlatemi della Rai, della stampa, del giornalismo italiano… è pura merda…“.
Come dargli torto… sono passati quasi trent’anni dalla sua scomparsa, da quel lontano 18 maggio del 1988 ed oggi, cosa è cambiato nella giustizia, in quei principi morali, in quelle virtù consistenti nel dare a ciascuno il dovuto e nel giudicare sempre e tutti… con equità???
Ma perché cambiarlo questo sistema, quando si sa, fa comodo a molti… 
A chi ruba ed evade, a chi sfrutta sessualmente minori, a chi corrompe con mazzette, a chi quelle tangenti le pretende, a tutti quei politici, funzionari, dirigenti e uomini delle istituzioni corrotti, a quei presidenti d’associazioni note, che poi… di volta in volta, vengono indagati…
Questo sistema è una manna per tanti, già, perché con qualche discreto “azzeccagarbugli” se ne può uscire con una semplice sanzione o al limite qualche condanna senza alcun giorno in carcere…
Mentre di contro, le persone innocenti finiscono in carcere senza alcuna colpa!!! 
E’ il caso di Enzo Tortora o del “ragazzo della giudecca” Carmelo Zappulla, anch’egli finito erroneamente in una cella, per poi scoprire con una nuova sentenza, li ha giudicati estranei a quelle vicende, per non  aver commesso il fatto!!!
In quelle lettere si legge tutto il disagio di un uomo che perde all’improvviso la propria libertà e si trova costretto a vivere in condizioni mostruose all’interno di un penitenziario: siamo in sette in pochi metri e chissà perché si dice che siamo “al fresco” quando io in questa cella muoio di caldo e soprattutto non vi è alcuna privacy… anche quando sono al cesso, da un buco apposito è consentito loro vedermi…”
Hanno avuto il coraggio di definirlo “camorrista”!!! 
Era il 23 giugno 1983 quando l’hanno arrestato con tanto di televisioni e giornalisti a seguito… e fino a gennaio dell’anno consecutivo, fu costretto a rimanere in cella, quando alla maggioranza di quegli abituali delinquenti di cui sopra… è stato permesso di rimanere in casa propria, in quella cosiddetta (e aggiungerei lussuosa…) “libertà vigilata”…
Ma ad Enzo… no, lui lo si doveva umiliare “fino al midollo” ed in parte ci sono pure riusciti…
E’ grave quando scrive: “non hanno niente in mano” è una lotta impari di questa farsa del tutto italiana, “fra me innocente e l’accusa, impegnatissima a dimostrare il contrario… una farsa che purtroppo durerà troppo a lungo…”.
In quelle lettere non vi è soltanto rabbia… ma anche sofferenza fisica per l’ingiustizia subita da parte della nostra “giustizia” italiana… e proprio in quelle parole che Tortora esprime la sua massima accusa: “Solo tre categorie di persone (ho scoperto) non rispondono dei loro crimini: i bambini, i pazzi e i magistrati”.
Ed ancora quando parla del periodo estivo in cui tutto viene sospeso… già, quando consiglia alla sua Francesca d’andare in vacanza, per come era in uso nei palazzi di giustizia (interminabile periodo feriale che iniziava dai primi di luglio e si protraeva fino a metà settembre): “La giustizia è al mare, noi nella merda”.
Mi hanno rovesciato di tutto, mi hanno messo alla gogna, quasi fossi veramente un malfattore…”; un vero peccato che non ci si potesse rivolgere a quell’oracolo… tanto conosciuto come “bocca della verità”… lì almeno avrebbe potuto inserire la propria mano e riacquistare immediatamente la propria libertà… e non per come poi accaduto, gettato lì… in quella cella, in attesa di una “giustizia” (mai celere) che alla fine ha dato quale responso (aggiungerei era l’unico possibile…) quello che Enzo Tortora fosse totalmente innocente!!!
Sì… ma per quella colpa (ed anche per molte altre…) nessuno ha mai pagato!!!
Dopotutto è come dicevo sopra: la giustizia è come una tela di ragno: trattiene gli insetti piccoli, mentre i grandi trafiggono la tela e restano impuniti e liberi… 

Schieratevi contro l'ingiustizie!!!

Ho letto che per onorare il suo ottantesimo compleanno, il Dalai Lama, ha voluto regalare al nostro mondo, otto regole di vita, messaggi a noi trasmessi, quale eredità dei suoi personali insegnamenti.

1) Vivete la vita con la mente sgombra e il cuore aperto.
Se si suole aiutare il prossimo, prima bisogna aiutare se stessi…, migliorare l’essenza interiore… quell’energia positiva, fare in modo che prevalga sempre il bene, sopra ogni cosa…
In questo “stato” ci è possibile superare tutte quelle emozioni negative e distruttive, che bloccano il rapportarci in modo corretto con gli altri, e che vedono proprio in quei nuovi rapporti, stimoli nei quali esternare la propria rabbia…
2) Fate pratica della “compassione universale”.
Compassione nei confronti di chiunque ed in ogni circostanza…
La nostra capacità di pensare e di comportarci in modo gentile nei confronti degli altri fa si che, nel momento in cui decideremo di darle la giusta priorità, essa sarà in grado di riservare un ruolo importante nelle nostre vite. 

3) Ripensate al modo con cui viene concepita l’istruzione.

Come la stessa natura umana ci mostra sin dalla nascita, nei neonati o nei bimbi, ecco già da li si può capire il desiderio di condividere gesti di tenerezza e gentilezza…. 
Man mano che si cresce, ci si trova nel mondo reale della competizione, ad iniziare proprio da quello della scuola e quei gesti naturali, sembrano scomparire… 
Uno degli obiettivi secondo il Dalai Lama è quello di creare un sistema d’istruzione che non si limiti a sviluppare solo ed esclusivamente delle menti preparate, ma soprattutto delle buone persone, valorizzarne quindi il futuro e le scelte che a breve dovranno compiere…
4) Fate sì che la mission aziendale sia il genere umano.
Ormai l’avere è più importante dell’essere… e quindi il Dio denaro è divenuto ora, la chiave della felicità…
Ed allora se questa è la sola verità che interessa, cerchiamo di trasformare il mondo degli affari per produrre del bene per tutti, ad ogni livello sociale, altruismo globale, comune, per ogni uomo/donna/bambino di questo nostro pianeta, invece di concentrare soltanto su se stessi quell’artefatto e superfluo benessere…
Quando gli affari diverranno una energia positiva, quando si cercherà di eliminare l’interesse egoistico con la compassione e si adopereranno le proprie capacità e la propria influenza per ridurre l’ineguaglianza economica, ecco che, solo allora, il genere umano farà un grande passo avanti… 

5) Date sempre una mano.

Il modo migliore di usare la propria intelligenza, la propria forza interiore, è saperla investire in qualcuno che abbia davvero bisogno del vostro aiuto.
Spingendoci a superare quei limiti imposti dal sistema, potremmo renderci conto di come le nostre azioni, potranno avere delle conseguenze concrete. 
Per far ciò dobbiamo essere coesi, agire tutti uniti, impegnandoci per coloro che sono indifesi, disabili, svantaggiati… e non si tratta di carità, ma di promuovere quei reali cambiamenti motori importanti per produrre quei necessari cambiamenti di portata globale.
6) Fate la vostra parte nel guarire il pianeta
Ormai è certo che l’uomo sta distruggendo questo pianeta, senza comprendere che, il benessere del genere umano, dipende in maniera diretta proprio dal benessere della Terra…
Dobbiamo quindi compiere tutti dei gesti concreti per proteggerla, così facendo, anche le nostre menti ed i nostri corpi avranno dei benefici…
Per far ciò dobbiamo condizionare, influenzare, modificare le nostre azioni quotidiane, i nostri processi produttivi, a cominciare proprio dagli acquisti, facendo sì che la loro minore richiesta, intervenga nella catena produttiva delle estrazioni, coltivazioni, macellazioni, ecc…,  potremo così orientare alla ricerca di nuove soluzioni, ai problemi che le nostre vecchie abitudini hanno creato.

7) Adoperate il vostro potere personale in nome del bene.

Il Dalai Lama ci consiglia d’iniziare sempre con l’obiettivo di trovare la pace interiore…
Da quel punto si può iniziare ad avere nei confronti degli altri, un dialogo collaborativo che possa condurre alla risoluzione dei conflitti.
Di fronte quindi a sfide difficili, ci metteremo nelle condizioni di ricercare sempre, quel fondamentale senso di equilibrio, solo allora riusciremo a superare la solita barriera del “noi contro di loro”.
Egli è convinto che basta un singolo elemento – presente in ogni essere umano – in grado di cambiare il mondo, solo se decidessimo di agire in base ad esso.
Ed infine – per il sottoscritto – la più importante…
8) Schieratevi contro le ingiustizie.
Il Dalai Lama traccia una chiara distinzione fra l’essere misericordiosi e l’essere passivi.
Sappiamo bene che i tre pilastri sui quali poggia una “società equa”, includono, correttezza, trasparenza e responsabilità.
Sono proprio i valori che oggi mancano fortemente in questo nostro paese…
Quando ci si trova di fronte alle ingiustizie… ecco in quei precisi frangenti è necessario che tali valori vengano espressi… si richiede cioè in parole povere… che si agisca!!!
Non otterremo alcun cambiamento limitandoci a manifestare in maniera distaccata o con una semplice partecipazione morale…
Bisogna impegnarsi ed alzare la voce, sostituirci al grido dei più deboli, offrire tutto l’aiuto necessario affinché si possano sradicare definitivamente le radici della corruzione…
Lui la definisce il lato “muscolare” della compassione… io la definisco il lato”energico” di una grande sfida…
Ed allora cosa fare con quegli individui che sono di per se cattivi?
Il Dalai Lama risponde che c’è bisogno di opporsi al male che fanno, ma c’è altresì bisogno di distinguere l’attore dall’azione, e non arrendersi di fronte a tali persone.
Non vi è bisogno di pene esemplari, la pena di morte non serve, egli è convinto che le persone con il tempo sono in grado di redimersi, anche quelle che hanno compiuto azioni terribili ( io ho forte difficoltà a crederci…. l’esperienze hanno finora dimostrato tutto il contrario…), ma comunque, egli dichiara, che in ogni caso, queste persone debbano scontare le conseguenze delle proprie azioni…
Grandi parole d’insegnamento quelle del Dalai Lama…
Io comunque vorrei concludere con quanto dichiarato da Giovanni Paolo II; una delle più grandi ingiustizie del mondo contemporaneo consiste proprio in questo: che sono relativamente pochi quelli che possiedono molto, e molti quelli che non possiedono quasi nulla. 
E’ l’ingiustizia della cattiva distribuzione dei beni e dei servizi destinati originariamente a tutti…

Fabrizio Corona… finalmente libero!!!

Per uno Stato di diritto come il nostro, la condanna a Fabrizio Corona era una vergogna!!!

Neanche i talebani con i loro modi così violenti… avrebbero usato metodi coercitivi così terribili nei riguardi dei loro detenuti…
Dove sono i diritti dei cittadini…, con quali criteri vengono commisurate le pene… chi uccide, sequestra, violenta, usa il machete (per tagliare le braccia d’ignari ferrovieri) durante le proprie passeggiate … esce dopo pochi giorni… e chi invece usa una macchina fotografica ( sì… non nei modi corretti, ricattare rientra certamente in quelle azioni deprecabili, in cui è prevista correttamente una sanzione o in casi più gravi una adeguata condanna…) riceve 16 anni di condanna, mi sembra un po’ troppo…
Neanche i nostri peggiori mafiosi, hanno ricevuto una pena così severa… e cosa dire allora, di quel sistema delinquenziale con nomi di politici corrotti, per esempio – roma capitale – che soltanto per quelle specifiche azioni criminali, accertate, meriterebbero di essere condotti immediatamente in una cella sottoterra… e lasciati li per sempre… e preferibilmente buttando nell’uscire… la chiave nel primo water-closet…
Ma per favore… è evidente che qualcuno ha paura… e forse sono in molti ad avere timore, che quei possibili documenti, ancora in mano dell’ex re del gossip… potrebbero, se fatti emergere… provocare uno scandalo memorabile…
Non c’è bisogno d’immaginare quali nomi ci sono in quelle foto, quali video sono stati girati e con chi sono stati ripresi… salterebbero fuori, nomi eccellenti, finti mariti e mogli, modelli di quelle famiglie cosiddette perbene, orientamenti sessuali particolari, ah…, ci sarebbe veramente da ridere e chissà forse qualcuno potrebbe piangere per la vergogna !!!

Nella sua prima foto appena uscito dal carcere… a mo’ di selfie, si vede un Fabrizio distrutto, maltrattato, ammaccato… quegli stessi tatuaggi “aggressivi” che dovrebbero provocare nell’osservatore una forma di timore reverenziale… ora sembrano cascanti… sbiaditi…

Comunque l’importante e che sia uscito ed un grosso merito bisogna darlo ai suoi legali ( che in questi anni lo hanno difeso con le unghia e contro quel sistema, ancora oggi condizionato, da certe influenze clientelari di tipo politico/imprenditoriale ) ed anche a Don Mazzi va riconosciuto un plauso, adesso, dovrà tenerlo protetto da quegli stessi paparazzi di cui un tempo si serviva…, provando a ricostruire moralmente l’attuale Fabrizio…
Adesso deve solo riprendersi, coltivare quegli affetti che, in questi anni, non l’hanno abbandonato, godersi la propria famiglia e tra un po… appena si sentirà nuovamente in forze, riorganizzare la propria vita.
E’ tempo di ripartire, lasciarsi tutto alle spalle… un giorno, quando tutto sembrerà ormai passato e di lui non si parlerà più… ecco, quel giorno, sarà il momento adatto, per vendicarsi di questi anni…
Preferibilmente lontano dal nostro paese, da un’isola sperduta nell’oceano, potrà, con una piccola parabola, collegarsi nuovamente alla rete e pubblicare tutte quei documenti che finora ha segretamente tenuto conservato…
Verranno tutti sputtanati… e sarà un vigoroso squarciagola di Vendetta!!! 
Dopotutto “vendicare” nel linguaggio moderno, significa ottenere soddisfazione di un’offesa… rovinando proprio chi… l’aveva inflitta!!! 

A pensar male si fa peccato… ma quasi sempre ci s’azzecca!!!

Non si conosce l’autore della frase, ma certamente possiamo attribuire ad Andreotti, la paternità per la quale oggi viene frequentemente ripetuta…

Il più delle volte, siamo portati a basarci sulla nostra prima impressione e ci sentiamo dei grandi psicologi, capaci di capire sin da subito chi abbiamo di fronte, mettendo in dubbio, quasi tutto quello che ci viene e raccontato…
Questa convinta capacità la dimostriamo in particolare quando assistiamo a quelle trasmissioni televisive, nelle quali vengono analizzati omicidi, violenze, abusi, ecc… e dove noi, sin da subito, alla visione di quell’immagine presentata, riconosciamo il possibile colpevole… tutti pronti lì a confermare… che la persona incriminata è sicuramente quella!!!
Analoga situazione si ripete, quando guardiamo un film… un “thriller” per esempio, e dove, a seconda della fisionomia degli attori, riteniamo sin da subito, d’aver individuato il criminale… che poi alla fine del film… risulta essere tutt’altro…  e con rammarico ci accorgiamo d’aver sbagliato… 
Ecco… voler catalogare le persone per come ci sembrano, per come parlano, gesticolano ecc.., può essere certamente fuorviante, e ci porta quasi sempre fuori strada…
A volte invece, sono gli elementi meno visibili a dare i segni determinanti su quegli individui… sono proprio quei segni ritenuti poco essenziali, a dimostrarsi invece fondamentali per capire chi abbiamo di fronte…
Non serve quindi leggere libri per capire gli altri…, quella è una dote di natura… la si possiede e basta… 
In questo continua ricerca di capire gli altri, si giunge a non ricevere mai risposte precise alle nostre domande, chiarimenti che il più delle volte non ci vengono forniti, anzi, scoprono omertà inspiegabili, evidenziando in maniera preoccupante quella mancanza di elementi chiarificatori, che consentano non soltanto a noi stessi, ma soprattutto agli altri, di eliminare definitivamente quei dubbi, che si sono insinuati nelle menti di chi adesso, li conosce…
Purtroppo, non si vorrebbe mai avere ragione, se poi, si scopre che quanto pensato corrisponde a verità… che non si tratta di qualcosa di fantasioso e irreale, ma dimostra con assoluta certezza che forse qualcuno aveva provato ad ingannarci…
Certamente, in molti ci dicono, che bisogna ritrovare la voglia di valutare i fatti in maniera costruttiva, discuterne senza esacerbare i toni, moderando le parole, senza che queste diventino accuse, il più delle volte, esageratamente offensive…
Tutto deve essere misurato, ragionato e ponderato… non bisogna avere fretta… perché a volte le situazioni presentate in un modo… possono avere degli sviluppi diversi, opposti anche a quanto si era pensato… ritrovando quelle giuste collocazioni in un puzzle che riordinato, presenta i pezzi a noi mancanti…
Comunque, non so se a pensar male ci s’azzecca,.., ma sapete che vi dico, anche se si fa peccato, a me, non me ne importa nulla di dover ricercare giustificazioni e motivi…
Assisto per il momento, ad una piccolissima vittoria… affermazione di una battaglia in questa grande guerra, contro l’ingiustizia e l’illegalità, che ancora in troppo pochi, andiamo combattendo…
Piccoli passi però per giungere definitivamente verso il traguardo di quella giusta mèta.

Con 250.000 Euro si sistema il processo…

Ormai, non mi meraviglio più di niente… per cui sentire come il boss dei casalesi, ( divenuto ora collaboratore di giustizia ), descrivere con quali modalità si poteva intervenire per corrompere il giudizio di una sentenza…, viene certamente il dubbio, che se questa è stata la ns. giustizia in questi anni… si capisce perché la lotta al malaffare era totalmente inconcludente…
L’ex boss Antonio Iovine, comincia a fare i nomi di quanti – a suo dire – hanno partecipato ad insabbiare i processi, tra questi spuntano i nomi dell’ex presidente della Corte d’Assise d’Appello Pietro Lignola e dell’ ex parlamentare di An, Avvocato Sergio Cola.
Sembra che lo stesso Avv. del boss ( Santonastaso), suggeriva per il grado d’appello nel ambito del procedimento per le minacce allo scrittore Roberto Saviano, proprio la nomina dell’avvocato S. Cola, in quanto aveva un rapporto con il presidente della Corte d’Appello ( cioè Lignola ).
Lo stesso boss ammette comunque che il proprio Avv., non faceva intendere in maniera chiara quali fossero i passaggi necessari e chi fossero gli eventuali interlocutori che si sarebbero presi la briga di fare eventualmente da intermediari… fatto sta che comunque – come riportato dallo stesso boss: sono stato assolto e ho versato le somme richieste direttamente tramite i miei familiari…
Ora nei verbali, si descrivono diversi processi ed ovviamente parecchi pagamenti che hanno successivamente permesso al boss Iovine , di ottenere un’assoluzione in appello… dopo che era stato condannato in primo grado all’ergastolo, per un duplice omicidio avvenuto nella Provincia di Caserta.
Dopo tanti anni e soprattutto a seguito di questo innato “pentimento”, il boss ha confessato di essere stato lui l’autore dei delitti.
Quanti chiamati in causa ora tentano di difendersi, anche se al giudice Lignola – per un’altra vicenda – gli è stato contestato il reato di rivelazione di segreto e abuso d’ufficio ed è al momento indagato, davanti alla II sezione penale di Roma – i pm inoltre gli contestano, i reati aggravati anche dal vincolo mafioso!!!.
Cosa dire, ormai nel Tribunale di Napoli, era presente una organizzazione corrotta, che permetteva agli inquisiti di aggiustare i processi ai quali erano stati chiamati…
Un sistema corruttivo ben collaudato nel quale più soggetti, apportavano il proprio contributo, per operare quelle modifiche necessarie, tali da permettere l’alterazione dei processi in corso e l’assoluzione degli indagati…
E’ sempre lo stesso problema, a commettere ingiustizia non è più colui che ha fatto qualcosa, ma ora lo è anche colui che deve giudicarlo….
Diceva William Shakespeare,
Guarda come quel giudice inveisce contro quel povero ladro; presta l’orecchio, scambiali di posto è, oplà, chi è il giudice, chi è il ladro? 

Fabrizio Corona: non tutti gli uomini sono uguali dinnanzi alla legge.

Esprimere il concetto di “due pesi due misure” è proprio l’esempio calzante di come la ns. giustizia valuta con metri di condanna fuori da ogni considerazione…, giudica cioè, in modo diverso persone e/o situazioni nei confronti delle quali occorrerebbe invece attribuire lo stesso peso e lo stesso metro di misura, ovvero di giudizio.
Ciò purtroppo è quanto è avvenuto per Fabrizio Corona, dove i reati contestati ( legittimi se concretizzati ) sono stati giudicati in maniera certamente severa, rispetto ad altri ben più gravi, dove sono stati contestati omicidi, sequestri, associazioni a delinquere, ecc… già, neanche su questo l’ingiustizia è uguale per tutti!!!
Assistiamo ogni giorno, a come criminali, assassini, godano di benefici sulle pene ( domiciliari o libertà vigilata con l’uso di braccialetti elettronici ) e poi si scopre che, appena liberi, questi abbiano continuato a commettere altri delitti, con similari modalità per i quali erano stati precedentemente condannati!!!
Ho letto che l’aumento della condanna a Corona è giustificata dalla “pericolosità sociale” del soggetto, ma di quale grave pericolosità sociale si parla…, neanche fosse capo della mafia, della camorra o della ndrangheta… ma chi sarà mai questo narcotrafficante pericolosissimo che gode degli appoggi dei cartelli del narcotraffico, tali da permettergli di controllare le spedizioni che viaggiano dalla Colombia o dalla Thailandia verso il ns. paese…
Nel dettaglio, si parla di frequentazioni criminali e atteggiamenti fastidiosamente inclini alla violazione di ogni regola civile di convivenza, a cui si sommano numerosi e cospicui precedenti penali…
Ma abbiamo scoperto come tanti ns. giocatori di calcio, abbiano avuto frequentazioni pericolose e vogliamo aggiungere allora i ns. onorevoli politici, banchieri, ministri ecc.. che proprio in questi giorni sono stati incriminati e condannati per le loro frequentazioni che, oltre ad essere ambigue si concretizzavano con personaggi sicuramente poco raccomandabili e quelli certamente sì…pericolosi!!!
Ed ancora, cosa dire di quelle frequentazioni a base di cocaina e dei relativi pagamenti ( soldi a nero quasi sempre di provenienza illecita ) per la compagnia di escort e/o transessuali, che appena scoperti e con le notizie che iniziavano a circolare sui quotidiani… ecco che all’improvviso sono state – visti i personaggi coinvolti – immediatamente rimosse ed insabbiate…
Mi sorge il dubbio che questa condanna a Fabrizio Corona, sia dovuta principalmente, per aver voluto colpire, personaggi ritenuti dal sistema “intoccabili” e chissà, forse perché nello svolgere il suo lavoro, certe documentazioni legittimamente acquistate ( video e fotografie), non dovevano essere portate a conoscenza dei più… e neppure si doveva pensare che potevano essere successivamente barattate con dei favori personali…
Ancor di più per non dire ancor peggio, se queste sono state utilizzate, per voler estorcere agli stessi protagonisti, coinvolti in ” particolari e imbarazzanti ” vicende… delle somme di denaro ( che si sarebbero egualmente ricevute – certamente in misura inferiore – se fossero state vendute a quei tanti giornali scandalistici/gossip, tanto in voga nel ns. paese – ( ovviamente se poi quest’ultimi le avrebbero pubblicate è tutto da dimostrare… non dobbiamo mai dimenticare, che in Italia le testate giornalistiche, sono quasi tutte nelle mani di quei “pochi  editori, e che in queste circostanze dimostrano sempre di essere molto legati).
Forse, ora che che è passato nel dimenticatoio ( mi sembra siano passati quasi una’anno e mezzo dal suo arresto ), gli verrà ridotta la pena, e chissà se potrà ricevere una condanna più mite, sicuramente più consona, con i reati lui contestati…
E’ un momento particolare per l’ex agente fotografico e lui questo lo sa bene… deve riuscire a vivere questi giorni che ancora mancano alla scarcerazione, quale momento di riflessione, con la convinzione che fuori c’è ancora una vita da vivere, emozioni importanti da cogliere, persone da selezionare ed altre, quelle false, da buttare nei rifiuti del cestino emozionale…
Si potrà sempre confortare… perché sono lì… le persone che gli hanno voluto bene, ad iniziare dai propri familiari e giungendo a quanti, amici e conoscenti, proprio in questo periodo, gli sono stati vicino… 
C’è un tempo per ogni cosa… ora forse è il tempo di riporre le armi…
Si dice che, amore e odio, costituiscano da sempre gli estremi della esistenza di un uomo e che proprio attraverso le avversità e le contraddizioni della vita, si può giungere ad avere un momento positivo, che incoraggia verso quella definitiva pace interiore… 
Concludo con una frase di William Shakespeare che molto si attiene con quanto a lui accaduto e che proprio le vicende – sulla giustizia – di questi giorni dimostrano: La legge non può rendere giustizia… quando colui che detiene il potere (esecutivo) tiene in mano anche la legge!!!
A presto Fabrizio…