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Quali previsioni economiche aspettarci…
L’impatto negativo creerà una situazione che inciderà nella zona euro per almeno il 10-30% con una nuova crisi che porterà ad un aumento esponenziale del debito pubblico…
D’altronde certe metodologie finora adottare, come quelle ad esempio di violare la proprietà intellettuale, oppure copiare i prodotti merceologici stranieri, non solo tecnologici ma anche alimentari (e proprio il nostro paese ne sa qualcosa), il tutto attraverso la vendita della propria merce ad un prezzo inferiore rispetto a quelli praticati dai mercato interni di quegli stati, ed infine… non meno importante, l’imposizione di cessioni di tecnologia a chi vuole entrare nel mercato cinese!!!Deficit sì… deficit no!!!
Con “deficit” in economia, si indica la situazione economica di un’impresa nella quale i costi superano i ricavi oppure di un ente pubblico nel quale le uscite superano le entrate!!!
Negozi aperti la Domenica: Sì o No???
Ricordo quando lo scorso anno Papa Francesco disse: “il riposo domenicale fa vivere da figli e non da schiavi”…
D’altronde… chi mai (a parte il sottoscritto…) ha avversato in questi anni pubblicamente, quanto espresso dal Santo Padre??? Catania: Mentre i "Centri commerciali" implodono… altri di nuovi stanno aprendo!!!
Il cliente d’altronde è ormai molto diverso da quello che un tempo affollava i centri commerciali, parlo dei primi anni novanta, anche perché in molti oggi preferiscono fare quello shopping online, sia perché a paragone il risparmio ottenuto è certamente superiore, ma soprattutto perché, quanto scelto e ordinato via internet, dimostra essere più allettante e qualitativamente superiore…Perché la crisi politica italiana, tiene in allerta il mondo intero?
Germania, Spread, Merkel, Usa, Francia, Macron, Putin, Investimenti, Borse, Economia, Bruxelles, Finanza, Banche, Patria, Eu, Populismo, Euro…
Quante parole sono state espresse in questi giorni, per descrivere la crisi politica che sta colpendo il nostro paese…
Ed allora sarebbe opportuno dire al mondo intero: State tranquilli, abbiate fede, peraltro l’economia italiana è la terza più grande della zona euro, anche se per lungo tempo, è stata sofferente… "Spread"… quante cazzate: La verità è tutt'altra!!!
Bisogna ricreate quelle condizione politiche necessarie per modificare l’europa, cambiare alcuni meccanismi politici della governance economica e poi forse si potrà iniziare a parlare dei trattati, certamente attraverso ricette che non propongano, improbabili scenari d’uscita dall’Europa,Un altro esempio è quello del Fiscal-Compact (patto di bilancio)… sì, ce n’era bisogno in Italia più che in qualsiasi altro paese, soprattutto nel mezzogiorno, poiché il tasso di cambio della banca centrale europea, è vero, ha aiutato al nord le nostre imprese specializzate, ma il nostro sud, aveva bisogno di domanda interna e siccome non c’era domanda interna da investimenti, la dovevamo fare con gli investimenti pubblici!!!
D’altronde quest’ultimi possiedono una caratteristica importante, quella di produrre non solo maggiore domanda, ma sono anche maggiore offerta, perché aiutano le imprese nel meridione ad essere più competitive, perché, se s’investe in infrastrutture, viabilità, ecc…, queste aiutano il meridione a diventare più competitivo, ma purtroppo, tutto ciò non è stato fatto dagli ultimi governi dal 2011 ad oggi… “MAMMA MIA”!!! Già, è tempo che questa Europa “pilotata”, inizi a fare i conti con questa nuova Italia: Sì… finalmente libera!!!
L'italia dei cachi…
Il testo che desidero riproporvi è del 1996, appartiene al gruppo Elio e le storie tese… e sono passati parecchi anni d’allora, eppure quelle parole sono tutt’ora attuali!!!
In particolare quando dice “Italia sì, Italia no“… quando si fa cioè riferimento alle contraddizioni di una nazione divisa, ad un popolo che ormai non crede più alle istituzioni o alla politica, che deve fare i conti con una democrazia corrotta e con una mancanza di ideali e di valori, soffocati da troppo tempo, da una economia globale che impone al nostro paese, regole e diktat…
Com’é che diceva…??? Ah… sì…
Come cambieranno le pensioni se non interverrà una modifica di governo…
Per effetto dell’anzidetto d. m. Economia, nel 2018: il trattamento minimo Inps passa da 501,89 €/mese a 507,41 €/mese; il valore dell’assegno sociale da 448,07 a 452,99 €/mese; la pensione sociale passa da 369,26 a 373,32 €/mese.
Il criterio di perequazione introdotto dalla legge Letta è nettamente peggiorativo rispetto al meccanismo precedente (legge 388/2000), infatti:
Anche senza gli interventi sgraziati anzidetti, c’è da dire che la perequazione automatica delle pensioni non raggiunge mai pienamente il pieno ristoro dall’inflazione per almeno i seguenti principali motivi: 1) perché il recupero interviene in tempi successivi rispetto al momento dell’insulto inflattivo; 2) perché il “paniere” che pesa l’incremento del costo della vita per le famiglie di operai ed impiegati non è specifico per le persone anziane, anche se rappresenta la base per la rivalutazione riconosciuta delle pensioni; 3) perché, anche in via ordinaria, la percentuale di rivalutazione è riconosciuta in misura progressivamente decrescente al crescere dell’importo della pensione goduta.L'Anno che verrà…

“Strano amico ti scrivo, così mi distraggo un po’…“, si la canzone è perfetta per voler descrivere la fine di un anno… questo 2017, dimostratosi –quantomeno per noi siciliani– totalmente inutile…
La speranza ora e che… dopo essersi reclamizzati, tutto non si riduca (per come finora avvenuto in tutti i precedenti governo) nell’ennesima bugia…
Sì… abbiamo visto come nel ottenere quel voto si è puntato su tutto e –tralasciando coloro che quei voti se li sono acquistati- ciò che resta sono i progetti proposti, alcuni di essi forse un po’ troppo smisurati, come ad esempio la realizzazione del Ponte, l’alta velocità ferroviaria, i piani urbanistici attuativi nelle città metropolitane di Catania e Palermo, l’ampliamento di porti ed aeroporti, collegamenti cargo e quant’altro… già, come diceva nel film il candidato a Sindaco Cetto La Qualunque: “Chiu lavoru pi tutti”!!!
Sì… qualcuno dice che per quanto riguarda il Ponte, questo dovrebbe essere pagato con i soldi dello Stato, si io aggiungerei i nostri… già, attraverso i flussi di traffico recuperati nei successivi 40 anni…
La realizzazione di queste opere, rappresenta qualcosa di fondamentale ed è necessario per dare una svolta alla profonda crisi economica ed occupazionale, che da troppo tempo ci sovrasta…Ma affinché tutto ciò possa avverarsi in qualcosa di concreto, occorre innanzitutto che quest’isola non resti slegata dal resto d’Italia… altrimenti, dovremmo iniziare a pensare di fare a meno di essa… e procedere da soli, senza insistere più in quella che ormai da troppo tempo, sembra essersi trasformata, in una vera e propria… agonia!!!
L'Evasione in questo paese…??? La normalità!!!
Sono 100 miliardi di euro –secondo i calcoli della commissione governativa– l’economia sommersa che ogni anno sfugge al fisco.
Leggevo che nel nostro paese, si riscuote appena l’1,13% del carico fiscale affidato all’esattore, contro una media OCSE del 17,1% con un maltolto che, anno dopo anno, aumenta sempre di più: erano 100 i miliardi nel 2010 ed oggi sfiorano i 115.
Sembra però che in questi ultimi anni, i dati provvisori, parlano di una leggera diminuzione, senza però purtroppo far trasparire un vero e proprio cambio di rotta…
D’altronde sono in molti a giustificare quel superiore introito a causa del maggiore gettito Irpef dei lavoratori dipendenti, passati da irregolari a regolari…
Certo per far ciò, non si può decidere chi controllare e chi escludere, bisogna comprendere che non bisogna andare a patti con quegli evasori, perché ora non c’è più tempo e si ha l’obbligo di leggerli quei documenti…L'Evasione in questo paese…??? La normalità!!!
Sono 100 miliardi di euro –secondo i calcoli della commissione governativa– l’economia sommersa che ogni anno sfugge al fisco.
Leggevo che nel nostro paese, si riscuote appena l’1,13% del carico fiscale affidato all’esattore, contro una media OCSE del 17,1% con un maltolto che, anno dopo anno, aumenta sempre di più: erano 100 i miliardi nel 2010 ed oggi sfiorano i 115.
Sembra però che in questi ultimi anni, i dati provvisori, parlano di una leggera diminuzione, senza però purtroppo far trasparire un vero e proprio cambio di rotta…
D’altronde sono in molti a giustificare quel superiore introito a causa del maggiore gettito Irpef dei lavoratori dipendenti, passati da irregolari a regolari…
Certo per far ciò, non si può decidere chi controllare e chi escludere, bisogna comprendere che non bisogna andare a patti con quegli evasori, perché ora non c’è più tempo e si ha l’obbligo di leggerli quei documenti…Le mani della mafia… sulle cave e lo smaltimento dei rifiuti!!!
C’è una cosa che più di tutte mi sconcerta di questa mia terra…
Gira e rigira la storia è sempre la stessa… e come si è potuto vedere… non cambia nulla!!!
Che la nostra economia sia infetta da questa piaga mafiosa è una cosa risaputa, anche se la maggior parte dei media ed anche delle istituzioni, non ne vuole parlare… o ne parla in maniera molto delicata!!!Già, come può essere che giungono così poche segnalazioni alle autorità competenti, quando i dati ufficiali, dimostrano e confermano il pieno coinvolgimento della mafia in queste attività???
La Sicilia sotto assedio…
Non riprendo storicamente quanto accaduto, ad esempio quando Atene nel 413 a.c. decise via mare di giungere nella nostra isola o quando nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, le forze alleate decisero di sbarcare sulle nostre spiagge…
Ecco quindi come si è instaurata nelle coscienze, la convinzione per cui bisogna fare da sé e non sperare nelle istituzioni…Caccia al patrimonio dei boss mafiosi…
Per colpire la mafia e in particolare i suoi associati, bisogna aggredire i patrimoni accumulati…
Ritornando quindi su quanto sopra… aggredire i patrimoni mafiosi, significa per quegli “uomini d’onore”, perdere di prestigio nel loro stesso ambiente, perché li si priva di uno strumento di condizionamento fondamentale della realtà che li circonda, ancor più nella nostra regione… caratterizzata spesso da condizioni di arretratezza economica e culturale.REFERENDUM NEL REGNO UNITO!!!
Si pensa che le perdite del PIL saranno intorno al 2% ed è certamente il dato più ragionevole sul quale si potrà in futuro discutere…Come se non bastasse… si stanno incrementandosi atteggiamenti violenti di xenofobia, che ormai hanno iniziato a contagiare anche quei paesi europei, da sempre considerati “emancipati”…
Il mondo è ormai una polveriera…
Ma quale globalizzazione…
Nel campo economico la globalizzazione, ha rappresentato una integrazione economica tra i vari paesi, in particolare con l’abolizione delle barriere commerciali grazie all’aumento degli scambi internazionali…
L’unificazione del mondo, in un’ottica di mercato unico… non ha eliminato quelle disparità fra le varie zone del pianeta, anzi tali differenze sono di fatto aumentate, in quanto i meccanismi di un’economia che tiene conto solo dell’andamento del mercato e del profitto, produce di fatto, notevoli danni alle specificità culturale, economica e sociale tra le varie aree della terra.Ricchi sempre più ricchi… e poveri… sempre più poveri!
Dilettanti allo sbaraglio…

No, non sto parlando di quel programma televisivo “La Corrida, nel quale alcuni dilettanti convinti di possedere capacità artistiche, si esibivano come cantanti, comici, poeti, imitatori, barzellettieri, musicisti, ballerini, prestigiatori, attori e come si dice…chi più ne ha più ne metta, ecco che quindi messi alla prova, ognuno di loro tentava di dare il meglio di se stessi…, qui invece parliamo di gente che non è capace di fare nulla… o meglio… parlano soltanto e quasi sempre a sproposito, senza che le loro discussioni portino a qualcosa di serio e di costruttivo…
Oh… ahimè… siamo ritornati in completa recessione – che poi non è che ne fossimo realmente usciti….
Dico, ma non è stato lui a sceglierselo quale partner per la propria personale campagna elettorale???
Una vera e propria disfatta, già questo è il giudizio dell’Istat sul Pil: non solo non cresce, ma cala dello 0,2% ed è già due trimestri consecutivi che viaggia con il segno meno e state pur certi che anche i prossimi saranno negativi!!!
Si sperperano milioni di euro in stipendi stratosferici, pensioni di platino, indennità assurde ed ora ci vengono a dire… o meglio vanno chiedendo a quei poveri disgraziati che hanno potuto percepire di quei miseri ottanta euro, di fare scialacqui… perché così facendo non c’è il rischio di preoccuparsi di eventuali manovra correttive… che tanto alla fine – lo sappiamo tutti – ci saranno… Io comunque non credo ai “gufi” sia se questi vengono segnalati da Grillo e neanche se rimarcati da soggetti come Brunetta… qui si tratta di non sapere cosa fare… proprio come dei dilettanti allo sbaraglio, tentano manovre e manovrine, sperando d’indovinare la giusta strada, che dovrebbe permettere al ns. paese di sopravvivere…
Ma poi…, in un paese come il nostro chi dovrebbe mai venire ad investire…???
Soltanto chi tenta di fare speculazione… non importa se l’economia o l’occupazione non riparte, l’importante per queste “holding” e che a causa di questa crisi, si possa speculare sulle rendite finanziare e sul potere che grazie al modico prezzo d’acquisto delle azioni oggi acquistate, certamente sottovalutate, si potrà appena il mercato inizierà a salire, rivenderle ad un livello più vicino al loro giusto valore… e non importerà a nessuno se a pagarne le conseguenze… saranno sempre i soliti e poveri dipendenti!!!
Ed intanto, assistiamo a come questo ns. paese va morendo!!!
Risposta all'aumento dell'Iva…
Quale destino economico per l'Italia…

L’interesse mondiale per le vicende italiane è ben spiegato dagli studi effettuati dal Financial Times, dalla Frankfurter Allgemeine e dai media asiatici, dove si evidenzia una grande responsabilità del nostro paese; infatti se l’Italia salta, salta l’euro e così l’eurozona ed anche l’Unione Europea entra in crisi e trascina con sé il sistema economico finanziario globale!!!
Già, nessun altro paese è in grado di far saltare l’intero impianto europeo, ma nello stesso tempo poco si fa per dimostrare di essere capaci di saper restare in questo sistema…
Ecco che le difficoltà economiche del nostro paese, legate anche alle confusionarie vicende politiche di questi mesi, rappresentano un possibile fattore di pericolo anche per gli altri stati membri europei, ed è così che si spiega l’interesse dei media per le nostre vicende politiche ed economiche.
Restiamo purtroppo vulnerabili ai cambiamenti improvvisi dei mercati internazionali, ai giochi in borsa degli speculatori, ad una stagnante produttività delle nostre aziende, alla resistenza del sistema bancario a sostenere l’attività imprenditoriale ed infine, alla necessità di mantenere il bilancio in modo tale da mettere il rapporto Debito/Pil su un percorso costante di riduzione.
Ma quanto oggi stiamo vivendo, dipende principalmente da quanto è avvenuto nel corso di questo ventennio, ad iniziare dagli alti tassi di interesse pagati dal debito pubblico che, non erano dovuti alla mancanza della domanda della Banca Centrale, quanto, alle politiche restrittive tenute dalla stessa Banca d’Italia.
Quindi nel ’92 si verificò quello che sta avvenendo oggi: le differenze di competitività tra Italia e Germania portarono ad un deficit nella bilancia dei pagamenti italiana e i mercati azzardarono un possibile distacco della lira dallo SME.
Da notare che ci fu crescita nonostante le manovre recessive di Amato, compreso il “famoso” prelievo notturno sui conti correnti che servì a ricostruire la riserva in valuta della B.I.
Ciò che non viene detto, però, è che quella lontana decisione contribuì a produrre non solo l’enorme debito pubblico ma anche il primo attacco ai salari.
Sempre nello stesso periodo la media Ue passò dal 4,1% al 4,4% e quella dell’euro zona dal 3,5% al 4,4%.
Visto che l’entità dei tassi d’interesse sui titoli di stato, ovvero quanto lo Stato paga per avere un prestito, dipende dalla domanda dei titoli stessi, l’eliminazione di una componente importante della domanda, quale è la Banca centrale, ha avuto l’effetto di far schizzare verso l’alto gli interessi e, quindi, di far esplodere il debito totale.Inoltre, la mancanza del cordone protettivo della Banca d’Italia espose il nostro debito alle manovre speculative degli investitori internazionali.
Ce lo spiega il suo autore, l’allora ministro del Tesoro Beniamino Andreatta.
Uno degli obiettivi era quello di abbattere i salari, imponendo una deflazione che desse la possibilità di annullare “il demenziale rafforzamento della scala mobile, prodotto dall’accordo tra Confindustria e sindacati”.
Anche oggi, come allora, le presunte “necessità” di bilancio pubblico sono la leva attraverso cui ridurre il salario, in Italia e in Europa. Come superare la crisi…???
Bisogna creare quel nuovo circolo virtuoso che permetta la ripresa, che coinvolga quanti fanno parte di questo sistema perché si induca nuovamente a produrre sviluppo…
Da parte loro invece le imprese, debbono programmarsi in maniera chiara, valutando le reali necessità finanziarie, producendo piani di risanamento, riducendo quei costi e quelle voci di spesa che risultano superflue, migliorare infine la produttività e contrastarne le criticità…
Perché votare il Prof. Mario Monti???
Mario Monti and the Day after…
Grazie Berlusconi, veramente… grazie…
Qualche giorno addietro, mi è capitato di leggere una brochure attraverso la quale il partito del PDL esaltava gli interventi ed i programmi adottati dal proprio partito, negli anni di mandato del suo governo…
Nel rileggere questa documentazione, mi è venuto spontaneo raffrontare quanto descritto in maniera propagandistica, con l’attuale situazione economica e finanziaria del nostro paese…
Ho deciso quindi di riportare letteralmente alcuni passi riepilogativi e dare Voi la possibilità di rileggere in maniera imparziale quanto scritto, raffrontando in maniera obbiettiva e non faziosa, quanto qui riportato…
Per cui ecco come viene descritto il PDL ed in particolare l’operato del suo Presidente Silvio Berlusconi…, il titolo è “ Il Governo Berlusconi e le sue Principali Realizzazioni ( Maggio 2008 – Ottobre 2011 )”.
Comincia così:
La conduzione della politica economica nel corso della crisi ci ha salvato da una minaccia di default finanziario, parola che in italiano suona in modo ancor più sinistro, cioè fallimento.
Abbiamo realizzato la riforma dell’università e della scuola; abbiamo avviato il processo di riforma e modernizzazione della pubblica amministrazione; abbiamo colpito come mai prima d’ora la criminalità organizzata.
La diplomazia commerciale che ho posto al centro del mio impegno in politica estera ha consentito di raggiungere oltre 30 miliardi di euro di commesse a favore delle imprese e dei lavoratori italiani.con l’unico desiderio di dare una spallata
al governo, con l’unico desiderio di dare una spallata al governo, senza rendersi conto che in questo modo darebbe una spallata all’Italia. Vogliono rovinare l’immagine del presidente del Consiglio, ma rovinano l’immagine del Paese.
L’Italia è classificata penultima nella graduatoria dei Paesi europei: peggio di noi solo la Grecia.
Si tratta del terzo anno consecutivo nel quale si registra una riduzione della libertà economica italiana e questa volta a incidere negativamente sono soprattutto l’aumentare della corruzione percepita e l’incapacità, nonostante le diverse manovre, di mantenere sotto controllo le finanze pubbliche, incidendo sullo stock del debito.
Più in generale, i punti strutturalmente deboli per la libertà economica nel nostro Paese stanno nella spesa pubblica (valutata ad appena il 19,4 per cento, 9,2 punti in meno dell’anno scorso) e la libertà del lavoro (43 per cento), oltre alla più ampia incertezza del quadro normativo e all’insostenibile pressione fiscale.
Grazie Berlusconi, veramente… grazie…
Qualche giorno addietro, mi è capitato di leggere una brochure attraverso la quale il partito del PDL esaltava gli interventi ed i programmi adottati dal proprio partito, negli anni di mandato del suo governo…
Nel rileggere questa documentazione, mi è venuto spontaneo raffrontare quanto descritto in maniera propagandistica, con l’attuale situazione economica e finanziaria del nostro paese…
Ho deciso quindi di riportare letteralmente alcuni passi riepilogativi e dare Voi la possibilità di rileggere in maniera imparziale quanto scritto, raffrontando in maniera obbiettiva e non faziosa, quanto qui riportato…
Per cui ecco come viene descritto il PDL ed in particolare l’operato del suo Presidente Silvio Berlusconi…, il titolo è “ Il Governo Berlusconi e le sue Principali Realizzazioni ( Maggio 2008 – Ottobre 2011 )“.
Comincia così:
La conduzione della politica economica nel corso della crisi ci ha salvato da una minaccia di default finanziario, parola che in italiano suona in modo ancor più sinistro, cioè fallimento.
Abbiamo realizzato la riforma dell’università e della scuola; abbiamo avviato il processo di riforma e modernizzazione della pubblica amministrazione; abbiamo colpito come mai prima d’ora la criminalità organizzata.
La diplomazia commerciale che ho posto al centro del mio impegno in politica estera ha consentito di raggiungere oltre 30 miliardi di euro di commesse a favore delle imprese e dei lavoratori italiani.con l’unico desiderio di dare una spallata
al governo, con l’unico desiderio di dare una spallata al governo, senza rendersi conto che in questo modo darebbe una spallata all’Italia. Vogliono rovinare l’immagine del presidente del Consiglio, ma rovinano l’immagine del Paese.
L’Italia è classificata penultima nella graduatoria dei Paesi europei: peggio di noi solo la Grecia.
Si tratta del terzo anno consecutivo nel quale si registra una riduzione della libertà economica italiana e questa volta a incidere negativamente sono soprattutto l’aumentare della corruzione percepita e l’incapacità, nonostante le diverse manovre, di mantenere sotto controllo le finanze pubbliche, incidendo sullo stock del debito.
Più in generale, i punti strutturalmente deboli per la libertà economica nel nostro Paese stanno nella spesa pubblica (valutata ad appena il 19,4 per cento, 9,2 punti in meno dell’anno scorso) e la libertà del lavoro (43 per cento), oltre alla più ampia incertezza del quadro normativo e all’insostenibile pressione fiscale.



























































































