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"FORZA SICILIA: il nuovo partito dei "Leccaculi"!!!

Penso che sia necessario chiarire un concetto…
Continuare ad insistere per come si è fatto finora… non produrrà nulla di buono!!!
I partiti che avete in questi anni sostenuto, hanno prodotto di buono, quanto avete modo di costatare…
I suoi uomini, sempre più collusi con quel sistema clientelare e mafioso, sono stati in grado di diffondere esclusivamente, illegalità e corruzione!!!
Inoltre, ponendosi in testa, con quella loro inadeguatezza, nel compimento di nuove riforme, che non hanno in concreto prodotto alcun contrasto, ne a quella nota associazione criminale, che a quei suoi uomini, direttamente (e/o indirettamente) coinvolti, in qualità di affiliati o associati… 
Voi li vedete manifestare pubblicamente, parlano di legalità, ma se guardiamo i fatti o ancor meglio i dati ufficiali riportati su questa nostra isola, possiamo leggere come la stessa, risulti per traffici illeciti e corruzione, ai primi posti nel mondo…

Allora mi chiedo…  quale sarebbe questa legalità di cui tanto si parla??? 

Non è che forse da un lato si cerca con le parole di contrastarla, mentre con i fatti, vi è un’intero gruppo di persone, che basa ogni propria attività operativa… su quelle determinate azioni illegali???

E quali vantaggi ottengono questi nostri politici… dai semplici consiglieri ai deputati regionali (o nazionali), da questa disastrosa condizione, sia morale che economica???
Credo che il motivo perché nulla cambi o perché tutto resti per l’appunto… così com’è, sia da ricercare in questo sistema “vizioso”, il quale, conceda proprio a questi suoi uomini, di aumentare il loro potere, di tenere monitorati i cittadini, di collegare ciascuno di essi ad un preciso partito, ponendo nel contempo i suoi referenti verso posizioni influenti, affinché possano utilizzare quelle strategie necessarie, per oliare il sistema, ricambiare i favori ricevuti, proteggere gli “amici degli amici” (contrastando quanti avversi alla loro causa o forse troppo inclini alla legittimità del diritto), ed infine, avvisare tempestivamente quei loro referenti, su eventuali indagini delle forze dell’ordine, provando altresì a coprire quelle azioni illegali….

Ecco i motivi per cui si è andati negli anni sempre più a peggiorare… non solo per colpa della mafia… che con i suoi uomini cerca di controllare e condizionare il territorio, bensì per quei politici e amministratori (protettori di quell’associazione a delinquere…) che, pur di non mettersi mai in cattiva luce o per non perdere le proprie poltrone istituzionali o amministrative, si adoperano a protezione di quell’associazione, sottomettendosi di fatto con i loro modi a “leccaculo” di quel sistema corruttivo e criminale…

Così facendo si è riusciti a corromperlo, imbrogliando la gente loro vicina e dando l’impressione di contrastare quel circuito infetto, ma nella realtà… vi hanno soltanto preso in giro!!!

Questo è ciò che maggiormente da fastidio…
Quella interpretazione della legalità ipocrita, basata su ciò che interessa loro, negoziandola a seconda delle circostanze e utilizzando quel proprio potere, sempre a scapito di taluni, nei confronti di altri…
Ed allora non comprendo perché non costituiscono tutti insieme appassionatamente un nuovo partito… quello dei “leccaculi”, d’altronde per loro – soggetti senza alcuna personalità – è perfetto…  si potranno riunire e condividere in quell’unico calderone, quelle loro banali esistenze, fatte di favori, e raccomandazioni!!!
Ciascuno di essi potrà dare il proprio contributo, non solo personale, ma anche familiare… peraltro, come escludere tutti quegli appoggi dati nel corso degli anni a coloro che, prima di loro, si sono riusciti ad insediare “leccando” in quel sistema cortigiano…
Forza Sicilia” vi suggerisco anche il nome di questo nuovo movimento politico!!!
E’ aperto a tutti, da quanti sono stati “votati” negli anni ai partiti di sinistra, a coloro che da una vita sono legati ad una cosiddetta destra, sommando a questi, quelle forze di quell’ex centro democristiano, suddivisi ora, in futili partitini…
A questi sopra ovviamente, potranno aggiungersi i restanti cittadini titubanti (poiché non sanno su quale carro vincente salire…), suddivisi tra pisciabrori, quaquaraquà, leccaculi, ecc…
Ovviamente per quanto concerne il mantenimento di questo nuovo partito, si potrà richiedere una sottoscrizione volontaria a tutti gli iscritti oppure si potrà puntare su eventuali donazioni private (in attesa di eventuali finanziamenti pubblici…).
Mi fa piacere sottolineare, che proprio su questo aspetto, prima fra tutte, la Società per azioni “MAFIA SPA“, si è offerta di finanziare questa brillante iniziativa politica, con l’auspicio di poter costruire insieme (a quegli abituali referenti di sua conoscenza…), un futuro felice, radioso e pieno di proficue soddisfazioni!!!

Ricominciamo…

Vi ricordate…  la canzone di Pappalardo???
E’ perfetta per i nostri politici siciliani…
“E lasciami gridare… Lasciami sfogare… Io senza politica non so stare…!!!
Io non posso restare… seduto in disparte, né arte né parte… non sono capace, di stare a guardare… ricominciamo, sì… ricominciamo” e via discorrendo…
Ecco quindi che il centro destra, pur di non perdere voti per strada e soprattutto poltrone, cerca di riorganizzarsi… 
Miccichè… rivolgendosi a Musumeci dice: “azzeriamo tutto e ricominciamoooooo…”!!!
D’altronde dove si vuole andare con questi numeri … lo sanno tutti che il M5Stelle è dato in Sicilia al 40%  ed allora, come si vorrebbe cercare di contrastare questo fiume in piena di consensi… limitando ad esempio i danni… promettendo posti di lavoro per tutti???
Ma finitela… ormai non vi crede più nessuno, i cittadini hanno compreso come in questi anni sono stati presi per i fondelli… ed ora, a breve, durante le prossime elezioni, contraccambieranno con la stessa moneta…
Sì… certamente vi prometteranno il loro voto, il loro sostegno… vi sorrideranno e acconsentiranno alle vostre richieste, ma appena saranno all’interno di quel seggio elettorale, col caz…. che vi voteranno!!!
Avete voglia di spulciare “seggio per seggio“, alla ricerca dei voti promessi… non li troverete, perché ognuno di loro ha compreso come sia giunto il momento di votare con coscienza e non per le solite promesse o per quei favoristi… e inoltre, non vi meravigliate, se conterete un numero esorbitante di astensioni…
La gente se rotta i cogl…. di voi tutti, gente inutile, come dice la canzone di sopra – senza arte ne parte –  che siede in quelle poltrone solo per privilegi personali e/o per esclusivi vantaggi economici…
Ma forse credevate davvero, che ciascuno di noi, considerava la vostra presenza lì, per fare qualcosa di buono???
Ed ora, come se nulla fosse si ripresentano, nascosti dietro quelle liste civiche, cercano ancora una volta, di raccogliere voti… 
Avessero almeno il coraggio di usare il nome dei propri partiti… neanche quello sono capaci di fare!!!
Per cui, ci ritroviamo il solito centro-destra formata dal partito del cavaliere ( si ancora lui… ci vuole coraggio…), la lega di Bossi ( si lo so… c’è Salvini, ma quello è come nei film… una comparsa…), poi Fratelli Italia (l’Italia se desta dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa… dov’è la vittoria le porga la chioma, che schiava di Roma…), di cui ancora, molti loro iscritti inneggiano con il saluto romano e con Alfano che non sapendo cosa fare ( d’altronde con meno del 3% quanto può contare…), tenta di ricondurre i propri elettori nell’ovile, rientrando in seno alla famiglia che si era a suo tempo abbandonata…
L’importante per tutti è andare uniti, verso dove non si è ancora compreso, d’altronde, manca un programma condiviso, non esiste alcuna strategia politica, economica e finanziaria, nessuna prospettiva di lavoro e d’investimento ed allora… di cosa stanno parlando… del nulla!!!
L’importante per loro è evitare veti, fughe, cambi di casacca, diatribe, riciclaggi, primarie, ecc… ma di concreto, a parte ciò… non c’è NULLA!!!
Nessuno di loro dichiara ad esempio… noi con la “mafia” non ci stiamo, noi quei voti dei mafiosi non li vogliamo, perché ci fanno totalmente schifo, anzi adotteremo tutta una serie d’interventi che garantiranno legalità, aumenteranno ulteriormente le pene, contrasteranno in tutti i modi le azioni violente di “cosa-nostra”, allontanando definitivamente da questa terra infetta, quella diffusa corruzione!!!
Si, se vi aspettate che rinuncino a quei voti… state freschi, dopotutto, sono gli unici rimasti ancora a disposizione, per potersi accaparrare un qualche seggio…  
Chiunque dovesse oggi votarvi per una qualche promessa fatta, per un raccomandazione richiesta, per un vantaggio personale o familiare, sappia che è peggiore (o per meglio dire ancor più “schifoso”) di quanti hanno distrutto in questi 200 anni, questa nostra meravigliosa isola: non posso quindi che esprimere nei loro confronti, un sincero augurio…
Sì… un augurio a tutti loro e naturalmente ai loro figli, ovviamente… mi riservo di scriverlo, ma credo che per certe cose, non c’è bisogno di sprecare ulteriori parole!!!

L'Avv. Antonio Fiumefreddo, salva la Società "Riscossione Sicilia" dalla messa in liquidazione!!!

Il nostro paese a differenza di altri, si contraddistingue solitamente per una fastidiosa consuetudine: quella di non saper mai riconoscere i meriti degli altri!!!
Tende principalmente a privilegiare o ancor meglio ad esaltare, i propri di meriti o quelli certamente, di quanti loro vicini tra parenti, familiari o amici…
Ecco quindi che le coccarde vengono solitamente date a chi difficilmente le merita, a chi non fa mai nulla per il sociale o per migliorare questo stato di cose, a chi solitamente è raccomandato, a chi occupa quelle posizione autorevoli o privilegiate, i quali vengono regolarmente adulati, da quei suoi ruffiani concittadini…
Per tutti gli altri, per chi dimostra d’essere stato capace di compiere il proprio dovere, ancor più se questo è realizzato  per fini prettamente sociali e con gravi ripercussioni personali, ecco per quest’ultimi, l’unico sentimento che viene corrisposto è l’ingratitudine!!!
Anzi, ciò che si manifesta nell’opinione pubblica (per quei benefici indirettamente ricevuti) è un vero e proprio attacco personale, verso per l’appunto chi è stato capace di opporsi a quel sistema clientelare, che basa quella propria sopravvivenza, sul continuo scambio illecito di favori e protezioni, non soltanto nei rapporti comuni sociali, ma bensì in quelli politici e amministrativi…
Per aver violato ora quel meccanismo collaudato, ecco che si scatenano, nei confronti di questa cosiddetta “pecora nera”,  tutta una serie di giudizi oltraggiosi, simboleggiati da violenze verbali, colme di rancore e rabbia…
La maggior parte delle persone difatti, pur di non dover manifestare la propria gratitudine, diventano ingrate e rancorose, in particolare proprio su chi contrariamente, meriterebbe quel loro necessario sostegno…
Ciò è dovuto, per come riportavo sopra, a quella difficoltà generale di saper condividere, nei confronti degli altri (più meritevoli), quei sentimenti positivi… 
E’ infatti per questi motivi che la maggior parte dei miei conterranei, ricorre a seguire una strada diversa, quella cioè di diventare antagonista di quei soggetti, ponendosi di fatto contro, quel singolo che li sta aiutando… 
I beneficiari di quell’operato compiuto (da quello stimato individuo…), non possono accettare che il clamore derivato da quelle azioni, venga proiettato esclusivamente su quegli unici soggetti (a loro modo di vedere immeritevoli), probabilmente perché quell’improvviso (altrui) successo, non proietti su di essi, quella momentanea verificatasi notorietà…

Ecco perché a differenza di molti miei concittadini, desidero esprimere un plauso all’Amministratore unico di “Riscossione Sicilia”, Avv. Antonio Fiumfreddo, circostanza quest’ultima che ho potuto personalmente manifestare alcuni giorni fa casualmente, all’interno del Tribunale di Catania (incoraggiandolo ad andare avanti senza timori e soprattutto, senza farsi condizionare da quelle ricevute intimidazioni…): situazione che ha saputo dimostrare, attraverso l’operazione di rottamazione delle cartelle esattoriali, raccogliendo il quinto posto nel nostro paese per volume di adesioni e con il ricavato dell’aggio – oltre 1,5 Miliardi di euro – iniziare a riconsiderare la possibilità di salvare la società di riscossione, dalla messa in liquidazione…
Avvocato… i miei complimenti!!!

Associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, truffa, ecc…

Associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, truffa e violazione delle normative bancarie, sono solo alcune delle accuse alle quali dovrà rispondere un nostro senatore della Repubblica, eletto sotto le fila dei vari partiti del cavaliere (Forza Italia, Popolo delle libertà, coalizioni di centro-destra, ecc…), nonché coordinatore del Pdl… ed ora, insieme ad altri 45 imputati, dovrà chiarire quanto accaduto a l’ex Credito Cooperativo Fiorentino…
Intanto è stato condannato a nove anni di reclusione per la bancarotta, di cui due per truffa ai danni dello Stato per i contributi irregolari ricevuti per le testate “Il Giornale della Toscana” e “Metropoli”…
L’hanno definita la “banca-bancomat” del senatore… perché veniva usata a suo completo piacimento e basava la propria presenza sul mercato, grazie alla disinvoltura con la quale essa stessa, versava finanziamenti a taluni imprenditori amici, con i quali ovviamente legava, andava instaurando una fitta rete di clientele.
Le indagini condotte dai magistrati hanno evidenziato come lo stesso senatore di Ala “Alleanza liberal popolare per le autonomie”, abbia ampliato anche alle attività editoriali i propri affari, pubblicando “Il Giornale della Toscana” come dorso regionale de “Il Giornale”… (sempre di proprietà del cavaliere ) ed il settimanale Metropoli.
L’ipotesi di accusa da parte dei Pm, è che le due cooperative editrici delle testate (la Società Toscana Edizioni srl e la Sette Mari scarl), sarebbero servite esclusivamente ad accaparrare fondi pubblici per l’editoria, non essendo per nulla in regola con i requisiti richiesti… 
Ciò nonostante, le stesse, dal 2005 al 2009 hanno incamerato più di 4 milioni di euro di contributi… ci fosse mai qualcuno che controlla… mai!!!
D’altronde il sistema si basa sempre sulla stesse regole illegali… dove decine di finanziamenti vengono erogate a società riconducibili agli amici politici, nelle nuove vesti di imprenditori…
Contratti irregolari basati su operazioni fittizie, l’abituale sistema delle scatole cinesi che avrebbe favorito una schiera di società appartenenti allo stesso gruppo, movimenti finanziari che vanno a dirigersi verso noti paradisi fiscali, alcune di queste società, fatte pian piano sparire amministrativamente, attraverso ben noti processi di liquidazione o con interventi pilotati di fallimento e via discorrendo… alla fine di quanto compiuto, giunge come sempre in ritardo lo Stato, che richiede per quelle attività illecite i soliti risarcimenti: nel caso specifico 42 milioni di euro per contributi erogati, comprensivi ovviamente degli interessi!!!
Se qualcuno di voi è convinto, che un solo centesimo rientrerà nelle casse dello Stato, fatemelo sapere… si accettano scommesse!!!
Comunque come sempre per giungere ad un verdetto, sì è dovuto attendere ben 70 udienze, con oltre 3.600 pagine processuali, con un senatore della repubblica (delle banane…) condannato e il nostro Stato, che -come ormai da troppo tempo- non fa certamente una bella figura agli occhi del mondo…
Già, se dovessimo contare tutti coloro che in questi anni sono stati indagati a vario titolo dalla magistratura, credo che oggi, starebbero certamente ancora lì seduti…

Si precisa altresì che, le foto con il logo “il fatto quotidiano”, sono state scaricate direttamente da google immagini.

Gli appalti pubblici e la nuova mafia emergente…

Qualcosa sta per cambiare…
Gli appalti pubblici milionari, rappresentano per la mafia, il primo obbiettivo a cui puntare con le proprie imprese “amiche” e nel caso in cui, questi contratti, dovessero finire in mani differenti e cioè ad imprese private “non affiliate”, allora, si dovrà procedere, con i noti meccanismi estorsivi, affinché i titolari quelle imprese, ahimè “fortunate”, comprendano come sia opportuno adeguarsi alle condizioni e priorità… di quelle cosche. 
In questi anni le indagini condotte dalle forse dell’ordine, hanno dimostrato come dietro quegli appalti, vi sia un grande interesse da parte di quella associazione… definita “cosa nostra”… 
Le nuove imprese sviluppatesi in questi anni e i loro referenti, stanno cercando di sostituirsi a quelle colpite dai provvedimenti giudiziari (sia di sequestro che di confisca) e ai loro rappresentanti societari, giunti ormai sotto la lente d’ingrandimento, da parte delle procure… 
Nuovi scenari quindi, si stanno prospettando… 

Si sono rotti quegli equilibri che garantivano la pax tra i vari affiliati… e che facevano sì che ciascuno governasse in quelle proprie aree di appartenenza, senza mai intaccare quelle degli altri…

Ma ora, con gli arresti eccellenti di quei boss… con il blocco giudiziario degli imperi finanziari dei soggetti “prestanome” legati ad essi, con familiari e parenti blindati da procedure amministrative e indagini penali, ecco che ora, nuovi referenti di quella stessa criminalità e/o opposta, tenta di prendere il potere di quelle aree, rimaste “libere” o quantomeno, non più sotto il controllo, di quei vecchi… certamente superati referenti!!!
Gli interessi economici d’altronde sono troppo alti… e i giovani emergenti legati alla nuova criminalità organizzata, rimasti finora sempre un passo indietro, adesso vogliono ciò che gli compete e passano all’attacco, senza più sottomissioni, imponendo con forza il controllo del territorio ed evidenziando a quanti ancora non vogliono comprendere, che ormai i tempi sono mutati!!!

Per altro, la sensazione che ciascuno di noi ha, leggendo quotidianamente gli avvenimenti riportati, è quella che si stia cercando in tutti i modi, di giungere ad una mediazione e che qualcuno, che ancora gode del “rispetto” di quei gruppi, stia provando una intermediazione tra le parti, cercando d’ottenere una tregua, che eviti di fatto, uno scontro di mafia…
Non va dimenticato inoltre, come da questa possibile conciliazione, non tiene conto di coloro che sono stati esclusi… e che potrebbero reagire, provocando azioni violente che darebbero vita a manifestazioni cruenti…
Ormai sembra certo… ma sono in molti a mettere in discussione le disposizioni giunte dall’alto, in particolare, tra essi, vi è chi sta iniziando a dubitare di quegli ordini (provenienti probabilmente dai penitenziari), che non sempre, rappresentano in maniera equa, le richieste di ciascuno… 
Come diceva Luigi Einaudi: “Dove sono troppi a comandare, nasce la confusione”!!!

Bisogna impedire i licenziamenti!!!

Votiamoli, già preparatevi a votarli… e nel contempo, mentre vi state accingendo a fare la fila presso quelle loro segreterie… loro cosa fanno, come al solito nulla… anzi no qualcosa fanno, vi fanno perdere il vostro posto di lavoro!!!
Difatti, se da un lato ci troviamo un governo di sinistra che propaganda un’economia in fase di ripresa, dall’altro vi sono giornalmente persone, che vanno ad integrare quel serbatoio dei disoccupati…
I sindacati… (sì… non meravigliatevi, ma esistono ancora…) non fanno altro che discutere di ordinarietà, senza mettere in pratica qualcosa, che possa modificare questa attuale situazione…
D’altronde, come detto sopra, il loro unico interesse è percepire quelle proprie indennità, certamente vantaggiose e proficue, ricevendo alla fine, per quel loro mandato… fantastiche pensioni d’oro, avendo nel frattempo utilizzato negli anni, quella propria posizione, per richiedere favori personali per i propri familiari e parenti…
Ed ecco quindi, che nessuno di loro… protesta, scende in piazza o contrasta le azioni “perverse” messe in campo dal governo, ad iniziarsi da quella follia del “Job act”!!!
Ecco quindi che lo scontro si traduce tra due contendenti, uno che possiede il coltello dalla parte del manico (società multimilionarie quasi tutte di proprietà estera, ad esempio Almaviva, Tim, Alitalia, Sky Italia,  G-se, ecc…), e l’altro, i lavoratori, sempre più a rischio… del proprio posto di lavoro!!!
La scelta è tra il taglio dei salari, la possibilità di licenziare liberamente, gli orari eccesdivi rispetto a quanto previsto dai CCNL, che sono un vero e proprio sfruttamento del personale, oppure, decidere semplicemente… d’andare a casa!!! 
Alcune società hanno già disdettato gli accordi aziendale, d’altronde, trovano appoggio, con la linea politica dei nostri governanti, che è quella di far guadagnare ancor più i nuovi “padroni” stranieri, tanto alla fine, una fetta di quella torta, resterà anche nelle loro tasche…

Già, dove sono Cgil, Cisl e Uil??? Com’è che quando servono non ci sono mai… e i loro uomini e donne, sempre alla ricerca di nuovi tesseramenti, perché stranamente non scendono in piazza??? 

Perché non chiamano a rapporto tutti i loro iscritti, paralizzando se necessario questo sistema economico che ci sta portando al tracollo finanziario???
Questa gente non combatte… o meglio, non ha mai combattuto, certamente non negli ultimi quarant’anni, sì… hanno preferito restare in silenzio, si sono sottomessi al sistema e alcuni di loro “dirigenti”, sono stati di fatto… complici!!!  
La verità è che bisognerebbe impedire i licenziamenti, bloccare quanto si sta programmando alle spalle non solo dei lavoratori, ma di tutti i cittadini… ed é una vergogna, vedere come ciascuno di noi, non muova neppure un dito per sostenere quanti oggi in difficoltà, solo perché, non si è colpiti personalmente o perché finora, non è stato intaccato il proprio “orticello”!!!
L’italia… non è una Repubblica democratica fondata sul lavoro… d’altronde come potrebbe esserlo, quando la sovranità non appartiene al popolo, ma alle multinazionali straniere che esercitano con le proprie azioni, forme e violazioni che superano in ogni circostanza, i limiti previsti dalla nostra Costituzione.
Ma del resto… a chi dovrebbe interessare tutto ciò, come dicevo sopra, a nessuno!!!

Ritengo che dovrebbero essere bastati 200 anni di mafia o c'è ancora chi sostiene… il contrario???

Immagino che per molti sarà una vera sorpresa scoprire che sono passati più di duecento anni da quando, quei piccoli delinquenti delle campagne, si sono trasformati in mediatori politici e sociali…
Bisogna però dare una data precisa, a quel processo di “legalizzazione” della mafia, anche se comprendo come questa definizione, contrasti decisamente con quanto espresso nei fatti da quella associazione… in particolare possiamo considerare l’anno 1882, come la data in cui, inizia un vero e proprio connubio, tra la politica e le varie consorterie mafiose…
Quanto sopra ha difatti permesso a quella organizzazione malavitosa, di celarsi dietro la legalità, divenendo lo strumento di sostegno, per quei nuovi gruppi politici e soprattutto per gli uomini che ne faranno parte…    
Si comprende da se come, quest’unione nasca principalmente, per motivi d’affari e per controllare il territorio e tutte le sue istituzioni, dalle amministrazioni comunali, fino a giungere al governo nazionale…
Questi nuovi uomini… “onorevoli”, rappresenteranno l’anello di congiunzione, tra quel governo di Roma e la classe corrotta dei siciliani privilegiati, una classe ristretta d’élite, che attraverso il potere, influenzerà le scelte di quelle masse ignoranti, determinando con l’ausilio degli amici mafiosi, quel sostegno elettorale necessario…  
Così facendo, ebbe inizio una radicale metodologia per favorire i propri politici corrotti, i quali naturalmente, ricambiavano concedendo appalti e permettendo ai mafiosi, di controllare il mercato del lavoro…
Pian piano, tutti iniziarono a sottostare a quel sistema, pur sapendo come da un lato s’imponevano regole che limitavano la libertà individuale e sociale, ma di contro, garantiva a tutti, lavoro, sviluppo e in un qualche modo anche… benessere!!!
Chi non accettava, pagava purtroppo a caro prezzo quella ribellione, sia attraverso ritorsioni, che con la vita…
Ecco perché risulta di difficile comprensione il fenomeno mafioso, in quanto, all’interno di quella organizzazione, vi erano inseriti dei “galantuomini”, personaggi dall’immagine limpida, che nei fatti però, di dedicavano ad affari loschi, tra cui speculazioni e brogli finanziari…  
Tralasciando la sua evoluzione… e quindi i traffici illeciti, il riciclaggio di denaro proveniente dal traffico di droga o dal racket delle estorsioni, il gioco, la prostituzione, ecc.., ciò che bisogna distinguere tra questo tipo di gestione mafiosa particolarmente criminale, e quella più “raffinata” (se mi consentite questo termine), è principalmente il controllo del territorio, agendo senza l’uso della forza, ma bensì, intervenendo principalmente, facendo affidare alle imprese amiche, quelle commesse derivanti dagli appalti pubblici…
La mafia ha compreso come fare denaro, senza esporsi con gravi ripercussioni penali… 
Sono diventate imprese, realizzano, grazie ad un sistema truccato e ai suoi uomini, posti all’interno di quelle amministrazioni, opere come autostrade, porti, ferrovie, ospedali, scuole, case popolari, ecc… tutti soldi puliti, che non hanno bisogno di dover essere riciclati… 
Gli imprenditori, pian piano si adeguano, altrimenti sono costretti a soccombere… d’altronde nessuno di loro denuncia, anche perché il giro di denaro fa gola a molti e di soldi c’è ne per loro ed anche per quelli all’interno degli uffici amministrativi…
Fiumi di tangenti, bustarelle, incentivi, regalie, ed anche raccomandazioni per posti di lavoro, fanno si da spostare quella lancetta della legalità… verso il malaffare!!!
Il lavoro cresce ed anche la manodopera necessaria comincia ad avere il suo peso: ciascuno di essi, viene aiutato in quella collocazione, da un amico… quasi sempre legato ad un mafioso, che lo indirizza verso il politico di turno, che ne raccomanda quel nominativo ad una impresa amica… 
Ecco, sono queste le modalità del cosiddetto voto di scambio… le stesse che hanno permesso a questa nostra regione, di non crescere sul piano culturale, ma di restare arretrata, sia sotto il profilo sociale, che su quello economico…

Sono le stesse condizioni, che hanno contribuito a sviluppare quanto attualmente sta avvenendo…

Mi riferisco a questa diffusa e generalizzata convinzione che tutto si compia, solo e soltanto, attraverso di essi, di quei referenti politico/imprenditori/mafiosi, capaci di muovere le fila di quest nostra società, ampliando sempre più, quella diffusione pestilenziale, fatta di clientelismo, prevaricazione, corruzione e disonestà, congiunture negative che disattendono quei principi di giustizia, legalità, ma soprattutto moralità!!!
Concludo con una poesia di Alfredo Ossino, che descrive con queste sue parole, la discordanza, di molti miei conterranei, s’intitola: U politicu ca vulissi…
A politica, si sapi è disgraziata
e a genti ‘mmalirici a cu l’ha invintata…
I politici pensunu sulu e cazzi soi
e campari bonu tu nun poi…
A spiranza pi nui è sempri a stissa
ca ci fussi unu ca pensa pi stu fissa…
Ju, ni vulissi unu ca nun fa raccumannazioni,
ca sulu pi mia facissi n’eccezioni…
Ci ni voli unu ca nun fa compromessi,
ma ci dugnu u votu, su fa li me interessi!
Onorevoli, lei nun s’ha occupari di affari…
… a propositu, pi l’appaltu ca ma vo procurari?
Lei s’ha occupari dei bisogni da le genti!
ma …. su cci dugnu u votu, nun mi duna nenti?
Ju, si sapi, votu sempri  cu cuscienza,
sulu a cu mi  favorisci  do la prifirenza.
Matrovu sempri disgraziati,
ca macari cu l’avidi fannu patti scellerati.
Onorevoli, favurissi sulu a mia e nun si sapi nenti,
lassa stari a l’avidi ca su un pugnu di delinquenti…
Cu tutti a essiri precisu e misuratu,
tranni cu mia, ca mancu t’ha vutatu.

Crocetta… impresentabile e Catania… irrecuperabile!!!

A scriverlo è l’Avv. Enzo Trantino, che ha deciso di analizzare il quadro politico siciliano ed i suoi attuali amministratori, da Crocetta fino a Bianco, passando ad alcuni dei suoi referenti politici, ben disposti a cambiare casacca senza alcun ritegno… 
Quanto sta accadendo dichiara, è una vera e propria “truffa parlamentare, occorre un codice etico”!!!
Ho letto l’intervista pubblicata su “SUD” e mi permetto di riprendere alcune sue considerazioni sul governo del presidente Rosario Crocetta e sull’amministrazione del Sindaco Enzo Bianco…
E’ interessante il giudizio che da sui nostri politici e sul rispetto delle regole: “hanno interesse che siano truccate, vale a dire c’è una schiera di manigoldi pronti a tutto che sono quelli che fanno i salti tripli, quadrupli. Pensi che in questa legislatura vi sono persone che guidano il gruppo più importante per numero dell’Ars e hanno fatto sette passaggi all’interno di una sola legislatura, il che per me diventa una specie di incubo. Prima queste cose erano impensabili, io vengo da un mondo dove il salto della quaglia impediva persino il saluto, non perché qualcuno ce lo insegnasse, ma perché non era agevole parlare con uno che aveva disatteso i principi etici del mandato parlamentare. Oggi la depressione istituzionale arriva nel momento in cui si è persa la qualità della politica!!!”.
Si passa quindi al nostro governatore “delle due Sicilie”, Rosario Crocetta: “io sono un siciliano e sono un suo amministrato: trovo un grande disagio a sapermi amministrato da Crocetta perché è un soggetto impresentabile. Avrà problemi suoi personali o di salute, o qualcosa che lo spinge a questi continui sbalzi di umore sicché passa dall’euforia alla depressione ed esalta situazioni che sogna che siano così come le rappresenta. Queste cose, se in letteratura potrebbero farne un personaggio, in politica ne fanno una macchietta istituzionale”.
Per quanto concerne alcuni giudizi dati, in particolare quelli su Toto Cuffaro, non mi trova concorde…
Ritengo che non vi sia alcuna giustificazione per chi come egli, si sia macchiato di colpe gravi, ed anche se, per quelle colpe ha successivamente pagato con la giustizia, difficilmente avrà il perdono morale, di noi cittadini “siciliani” onesti… Volendo reinterpretare Avv. una sua frase: “è ormai marchiato a fuoco”!!!
Sono d’accordo quando dice “I siciliani sceglieranno come vogliono ma se si sceglie perché non c’è altro, ad un certo punto è come una minestra riscaldata o come la presentazione di un piatto mai provato solo perché quello che abbiamo provato non è più gradevole”: mi permetta d’aggiungere che, se continuiamo a puntare sempre su quegli stessi cavalli, gli stessi che da più di vent’anni ci siamo trovati dinnanzi… ecco che questo gioco finisce, per non piacere più!!!
Passando infine a quel meschino comportamenti di molti nostri politici, deputati nazionali e regionali, che a seconda delle circostanze, badano a cambiare casacca, fa parte proprio di quel mal costume del tutto italiano e di quella poca moralità dei suoi uomini, pronti sempre a vendersi al migliore offerente…
Il problema, riporta l’Avv. Trantino, “è che manca un impegno etico costituzionale da sottoscrivere per tutti i candidati sul divieto di passaggio all’altra sponda quale che sia, non importa a questo punto il distintivo perché la “mala parte” é sempre “mala parte” da qualunque zona d’ombra venga fuori. Il divieto dovrebbe precedere la costituzione, nel senso che questa non può fondarsi su un illecito perché sarebbe una truffa parlamentare. E’ come in tribunale: nel momento in cui io scelgo di difendere un imputato, non posso disinvoltamente trovarmi alla difesa opposta, perché ci sono sanzioni penali e deontologiche”.
Bellissima la domanda su chi gettare dalla torre: Su una torre ci sono Lombardo, Cuffaro, Miccichè e Romano. Lei chi salva tra questi? L’Avv. risponde: Non salgo sulla torre!!!
Io di contro, li butteri tutti giù da quella torre… preferibilmente vivi!!! 
Infine, si giunge a parlare di Catania: “un aggettivo per definire questa nostra città?”.
“Irredimibile!!! L’aggettivo non è mio, l’ho preso in prestito da Sciascia anche senza il suo consenso! La confusione, la corruzione, il mal governo, il malaffare vengono criticati da tutti, ma piacciono a tanti, perché nel torbido si pesca. Con questo voglio dire che la situazione di Catania è di complicità tra il cittadino che si erge a giudice, ma nello stesso tempo si sottomette a suddito quando c’è qualcuno che offre di più. Catania oggi ha bisogno di cure da cavallo e non c’è ottimismo che tenga e quello che io rimprovero alle amministrazioni, tutte quelle che si susseguono, è che si adopera una politica degli annunci non seguiti dai fatti.
Il sottoscritto vorrebbe aggiungere, qualcosa in più…  
C’è bisogno di giustizia, di pene certe, di legalità, in particolare di debellare quel voto di scambio politico-mafioso, di contrastare quelle associazioni e/o affiliazioni mafiose-imprenditoriali e scoprire finalmente come, quei colpevoli, paghino per i propri reati…
Comprendo quindi il perché, quanto ora annoverato dal sottoscritto, non rientri tra le regioni sopra espresse dall’Avv. che rappresenta oggi, uno dei più noti penalisti del nostro paese…
E’ evidente a tutti, come alcune particolari espedienti (o per meglio dire “trucchi del mestiere”), rappresentino nei fatti, quei fuorvianti stratagemmi ai quali da anni, si orientano i nostri avvocati penalisti, cercando per l’appunto attraverso di essi, di giungere ad una serie di circostanze, che fanno in modo… di poter assolvere quei propri assistiti (che rappresentano nella sostanza, i loro principali e certamente più facoltosi clienti…).
Abbiamo visto negli anni, alcuni espedienti: allungamento dei processi con rinvii delle udienze, disciplina delle notifiche che appesantiscono in modo a volte anacronistico l’andamento di un processo durante le varie udienze a causa di vizi o irregolarità delle stesse, quest’ultime dovute quasi sempre al disservizio dell’ufficio preposto, il tema importante della prescrizione, l’impugnazione nei vari gradi di giudizio, il patteggiamento, il rito abbreviato, ecc…, rappresentano solo alcune, di quelle metodologie applicate…
D’altronde è scritto: “l’avvocato, non deve porsi il problema se il suo cliente sia colpevole o innocente: l’avvocato è legittimato nel suo ruolo perché deve garantire al suo cliente, nella dialettica che poi porta alla sintesi della sentenza, un processo giusto!!!”.
Ed anch’io credo che il compito dell’avvocato, nei limiti della legalità, sia questo: un ruolo dotato di enorme potere che va usato con la massima cautela e moderazione, anche nell’ambito delle proprie convinzioni, altrimenti non avrebbe senso farlo quel mestiere, perché sarebbe tutto scontato, tutto deciso, la legge data… e il caso risolto!!!
D’altronde comprendo bene, come ciascuno di essi, sia legato ad un dovere ben più alto… quello deontologico e cioè di dare sempre la massima assistenza al proprio cliente, anche quando si è perfettamente a conoscenza che il reato è stato (dal proprio assistito) commesso… 
Ed allora riprendendo quanto sopra… mi chiedo: come si fa a scegliere tra essere “cittadino o suddito“, quando la scelta è tra il rinunciare ad un mandato (economicamente vantaggioso) e il non volersi occupare del caso???
Al punto in cui siamo forse, occorrerebbe coraggiosamente interrompere questo circuito vizioso, per concentrarsi tutti (senza faziosità), sulle misure pragmatiche da mettere in pratica, indispensabili per ritrovare quella perduta coscienza morale, scongiurando nei fatti, quanto sta ormai da troppo tempo accadendo e cioè, che il collasso del nostro sistema giudiziario penale, possa trasformarsi in un disastro, capace d’alimentare sempre più la sfiducia dei cittadini nei riguardi di tutte le istituzioni: da quelle politiche a quelle amministrative!!!

Auguri di Buona Pasqua a tutti: sia agli onesti che ai disonesti…

Sono in giorni come questi, nei quali sei quasi obbligato a scrivere un augurio, che un senso di tristezza, di delusione e di amarezza… mi prende.
Già, sono troppe le parole false espresse, le frasi fatte per dire quello si dovrebbe sentire nel profondo e che invece resta vacuo, a livello superficiale…
Messaggi social, fotografie, video, baci e abbracci che sembrano cambiare il mondo, ma che in fondo non cambiano nulla; perché non vogliamo cambiare nulla!!!
Per altro… passato quel giorno, non modifichiamo le nostre abitudini, non cambiamo i nostri comportamenti, non ci ribelliamo alle ipocrisie e ai silenzi, a quelle consuetudini a cui da troppo tempo siamo legati…
La verità è che si vuole stare comodi, senza problemi, disinteressandosi di quanto accade fuori, di ciò che non ci riguarda personalmente, viviamo protetti al riparo, all’interno delle proprie mura, comodi e imperturbati…
A pensare tutto ciò un’angoscia mi prende e mi stringe il cuore…
Si dovrei sentire quella presenza trascendente… quella speranza interiore, che come un sole che sorge, dovrebbe rischiarare i sentimenti di tutta l’umanità…
Ma non è così… non la sento quella  voce che grida nel deserto, che chiama ciascuno di noi verso il cambiamento, io vedo soltanto intorno a me… indifferenza!!!
Diversamente, ciò che desidero realmente è vedere negli altri quella perduta speranza, quell’auspicato cambiamento di mettere in pratica quel rinnovamento che trasformi finalmente le coscienze… 
D’altronde come si dice: “i cambiamenti sono possibili… solo quando vengono attuati!!!
E allora mi chiedo perché non cominciare… cosa si sta aspettando, basta iniziare compiendo un primo passo… provare a indirizzare se stessi verso quel miglioramento morale desiderato, un cammino senz’altro possibile, se lo si vuole compiere…
Non c’è quindi bisogno d’aspettare un segno sovrannaturale, la speranza è qui ora, su questa terra, è presente, sì…  è data a tutti la possibilità di ricominciare, anche per chi si è perduto, anche per chi adesso è sfiduciato…
Vedrete che la rotta scelta sarà quella giusta… porterà ciascuno di noi verso un paese libero, dove la pace sarà una costante, dove la giustizia primeggerà e dove la democrazia non verrà limitata o plagiata dai pochi… perché questa è una cosa che ti riguarda, sì… che riguarda anche te!!!
Ed allora per la prossima volta, pensaci… prima di dire Buona Pasqua!!!

Controlli della Gdf all'interno degli Studi legali!!!

Dichiarava al fisco zero… se non addirittura perdite, di contro era milionario!!!  
Per il Fisco, l’avvocato era completamente privo di reddito… eppure la Guardia di Finanza ha scoperto come questo legale di grande fama, possedesse un meraviglioso studio da trecento metri quadrati in pieno centro, con all’interno affreschi e importanti opere d’arte, una villa in collina ed un appartamento che utilizzava per le vacanze…
Inoltre, successivamente si è scoperto come lo stesso, fosse amministratore delegato di tre società britanniche, che ovviamente anch’esse… non conseguivano utili!!!
L’avvocato ha anche finto di separarsi, potendo spostare così la sua residenza nello studio (affinché la GdF, per poter accedere nel luogo in cui esercitava la sua attività professionale, doveva obbligatoriamente chiedere l’autorizzazione al magistrato… come si dice fatta le legge… trovato l’inganno…) e sostenendo di vivere a Londra: per rendere ancora più credibile quel suo dissesto finanziario, ha richiesto il patrocinio a spese dello Stato!!! 
L’indagine è iniziata quando al Valico di Ponte Chiasso, il professionista è stato sorpreso in possesso con della documentazione riguardante la gestione di società, con sedi in noti paradisi fiscali: quattro a Panama, una nell’isola di Jersey in Gran Bretagna…
E dire che che lo stesso professionista era stato negli anni scorsi, accusato dalla Procura di Milano, d’associazione per delinquere finalizzata all’illecita esportazione verso l’Iran di armi e sistemi militari di armamento, in violazione dell’embargo internazionale.
Dai riscontri dei militari è emerso che il professionista non solo, non fosse in perdita, ma anzi avrebbe dovuto pagare al Fisco imposte sul reddito per circa 200.000 euro, a cui ovviamente ora, si aggiungeranno sanzioni e interessi.
Qualcuno tra i lettori, si starà chiedendo come sia possibile che questo nullatenente sia riuscito negli anni a farla franca… 
Il problema, è per come riportavo sopra… delle leggi, che sono di per se… inadeguate o quantomeno create ad artificio, per permettere a molti professionisti… di evadere!!!
Quest’ultimi difatti, preferiscono riscuotere le loro parcelle in contanti, evitando o quantomeno predisponendosi in più di un’occasione, a non emettere fatture per quelle loro prestazioni, permettendosi così di poter dichiarare redditi irrisori, a volte inferiori, a quelli dichiarati dai loro stessi dipendenti!!!
D’altronde i dati analizzati sull’evasione fiscale, hanno dimostrato come su un campione casuale tra vari professionisti, la maglia nera sia toccata proprio agli avvocati!!!
Il problema nasce principalmente dall’assenza di misure di contrasto efficaci, che hanno fatto sì che questa patologia, potesse sempre più radicare… 
Basterebbe un sistema semplice per combattere l’evasione così rilevante del nostro paese: ad esempio si potrebbe togliere la moneta in carta, lasciare soltanto le monete fino ad un euro ed obbligare chiunque di noi, ad usare una carta di credito del tipo di quelle bancarie “ricaricabili”, fino ad un massimo di mille euro, per tutte le spese giornaliere, saldando con assegni “non trasferibili” quei pagamenti di quietanza, per importi di fatture superiori…
In questo modo, verrebbero controllati tutti, esercenti, professionisti, commercianti, eliminando non solo la vendita dei prodotti contraffatti, ma soprattutto contrastando in maniera certa, quanto compiuto illegalmente da molti imprenditori stranieri, che presenti sul nostro territorio, fanno rientrare le grosse somme di denaro derivanti dai loro profitti, verso i propri paesi di provenienza, per essere quindi questi ultimi, nuovamente reinvestiti, il più delle volte, in attività illecite!!!
Infatti, così facendo, si contrasterebbe anche la criminalità, la corruzione, la prostituzione o lo spaccio di droga… 
Già, sarebbe interessante scoprire in quali modi, verrebbero fatte pagare le tangenti, il pizzo, i pusher o le stesse prestazioni offerte da quelle prostitute: chissà se non si adegueranno tutti… abilitando il servizio POS??? 

Arrè, cu sta cùoppula… da min….!!!

Non ci pozzu cririri: ana passatu rucentu anni… ie semu sempre n’do stissu puntu!!!
In occasione del vertice di Roma sull’Energia nell’ambito del G7 (conclusosi pochi giorni fa), è stata distribuita ai media questa foto, per promuovere l’evento successivo, quello cioè di Taormina …
Nella foto, si vede lo stereotipo siciliano di un tempo, ancora con la coppola, quasi una rarità, visto che ormai nessuno la usa più… se non forse qualche anziano “centenario” che ancora la possiede, sperduto tra le nostre montagne…
Eppure, i nostri meravigliosi esperti di promozione, l’hanno riproposta, chissà forse per ricordarci che oltre ad essere tutti “masculi e fimminari“, siamo dentro di noi ancora… mafiosi!!!
Ecco quindi il pseudo “amante” siciliano, che, con il suo sguardo ammaliante e quella sigaretta stretta tra le labbra, prova a conquistare la “femmina“… in modo passionale!!! 
Il look rappresentato è quello giusto… almeno quello del siciliano degli anni 20′-30′, con le bretelle e con quella abituale coppola di traverso, lo sguardo da grande conquistatore… mentre dall’altro lato, passeggia una bella ragazza… “timida”, con lo sguardo rivolto in basso e quel sorriso allusivo che fa credere quanto sia disposta a cedere, per potersi fare conquistare…
Ecco, è con questa foto che si sta promuovendo la nostra terra… la nostra bellissima Sicilia, dove colori e profumi sono unici al mondo, dove la cultura è presente in ogni pezzo d’argilla, dove l’azzurro del mare ed i rossi colori dell’Etna ne fanno una paesaggio invidiabile… loro di contro, questi esperti promotori cosa fanno… la rappresentano ancora oggi, nel 2017, con la coppola!!!
Ma vorrei sapere, girando per la nostra città… dove l’hanno mai incontrato uno con la coppola???

Certo, sono in molti ora a sentirsi offesi per quella immagine… nulla a che dire per i due modelli, che ripropongono perfettamente un periodo storico, ma cosa centra quell’immagine di ieri, con la Sicilia di oggi, con l’appuntamento del G7… vorrei capirlo.

Ho letto che sono in tanti a ritenere quella foto, oggettivamente brutta. io su questo aspetto non sono concorde!!! 
Sul lato estetico la foto non è messa in discussione… è ciò che rappresenta che ha dato particolarmente fastidio, perché serviva a promuovere non soltanto un evento mondiale, ma indirettamente essere di ausilio al nostro turismo e alla meravigliosa cittadina di Taormina… 
Ma chissà perché da noi, quando si tratta di turismo, invece di rappresentare semplicemente la realtà, il nostro territorio, le nostre bellezze, ecco che si cercano rappresentazioni… futili e distanti nel tempo!!!
Se avessero ad esempio scelto, per quella loro promozione, alcune foto di un mio carissimo amico con la passione della fotografia “Giuseppe Scalisi ” (basti guardate sul web o sul suo profilo social alcune foto pubblicate…), si sarebbe compresa da se – senza ulteriori e banali allusioni – la bellezza di questa nostra terra…
Sono in molti a non voler capire, quanto noi siciliani (certamente quanti onesti e lontani da quel mondo criminale), siamo stanchi d’essere paragonati a quel “merdoso” mondo mafioso, che ha saputo soltanto – in questi duecento anni -. gettare fango e discredito purtroppo, non soltanto su ciascuno di noi, ma ahimè, anche su questa nostra isola incantevole…
Ed allora, per concludere, pubblico alcune foto di come viene vista questa propria terra, da ciascuno di noi, veri e propri appassionati… siciliani!!!
P.s.: per favore, per la prossima volta, utilizzate foto bellissime come queste allegate… grazie!!! 

Costanzo: "Sopravvissuto al tritolo ma lo Stato mi ha abbandonato"!!!

Non si comprende se a volte sia meglio morire che restare vivo e pagare le scelte di un destino che ha voluto favorirne la sorte…
L’autostrada è la A29… il giudice Falcone accompagnato dalla moglie Francesca Morvillo è appena sceso dall’aereo…
La Fiat Croma bianca è lì che li aspetta ed anche il suo autista giudiziario Giuseppe Costanza è in piedi a riceverli insieme alle altre due auto della scorta, una Croma marrone dove c’è alla guida Vito Schifani, accanto all’agente scelto Antonio Montinaro e sul retro siede Rocco Dicillo, mentre nell’altra vettura azzurra vi sono Paolo Capuzza, Gaspare Cervello e Angelo Corbo…
Il giudice, come a volte sua consuetudine, si appresta a sedersi alla guida e accanto prende posto la moglie Francesca Morvillo…
L’autista quindi (avrebbe dovuto guidare lui la Fiat Croma), va ad occupare il sedile posteriore e imboccano l’autostrada in direzione Palermo…
Come tutti sappiamo, quelle auto non giunsero mai a casa, fermarono il loro tragitto, in prossimità di Capaci…
Nell’attentato (23.05.1992) persero la vita il magistrato dell’antimafia e sua moglie Francesca e tre degli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, tra i sopravvissuti, vi furono gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello ed anche l’autista giudiziario Giuseppe Costanza, che proprio per essere stato obbligato a sedersi in quell’occasione dietro… si salvo!!!
Da quel giorno, la vita dell’autista (è quanto ha dichiarato in una intervista rilasciata a Repubblica) cambio drammaticamente: “al risveglio, dopo l’esplosione, pensavo di aver vissuto il giorno più brutto della mia vita, ma mi sbagliavo… non era quello il giorno più brutto della mia vita. Restare in vita è stato peggio. Quasi una disgrazia, una condanna…. Perché dopo un anno di visite e ospedali, al lavoro non sapevano cosa farsene di me. Mi misero a fare fotocopie in fondo a un corridoio del palazzo di giustizia di Palermo, dentro un box. Era veramente mortificante… dopo otto anni passati in prima linea sempre accanto al giudice Falcone, mi avevano rinchiuso in una gabbia, per di più costretto a sopportare anche un capo ufficio a cui era chiaro che non andavo a genio e che usava sistematica persecuzione sul posto di lavoro, consistenti per lo più in piccoli atti quotidiani di emarginazione sociale, violenza psicologica, ecc…”. 
Ecco… ero scampato all’attentato, ma venivo giornalmente ucciso dalle Istituzioni!!!
Sì lo Stato… lo stesso che l’aveva premiato con la medaglia d’oro al valor civile… si era con tempo dimenticato e forse quella medaglia a lui consegnata dava fastidio a molti, proprio a quanti, per lo svolgimento (inservibile e inconcludente) di quel loro incarico, non l’avrebbero mai ricevuta…
Lui di contro voleva ancora servirlo lo Stato… ma ormai, era stato di fatto relegato…
Le domande trasmesse per altri incarichi… vennero tutte respinte, con motivazione banali… tra cui quella di non essere militare…
Già… per lo Stato era un semplice autista!!!
Ma scusate… è strano, ma ci si dimentica quanto la stessa giurisprudenza attribuisce ad un soggetto che dimostra “di fatto” d’esplicare una particolare condizione, diversa da quella alla quale era collocato…
Difatti Costanza, correttamente riporta: “Che cosa ero stato io se non un militare? Nell’auto blindata di Giovanni Falcone c’era una radio collegata con la sala operativa della questura, accanto a me c’era il giudice… e alla cintola portavo sempre una pistola con il colpo in canna”!!!
Ed allora, per esprimere questa sua tribolazione, ha deciso di pubblicare un libro, s’intitola “Stato di abbandono”…
In quelle pagine (scritte assieme a Riccardo Tessarini), ha descritto le sue vicissitudini, quella battaglia interminabile contro quei numerosi “stolti” burocrati, che affollano gli uffici della pubblica amministrazione… e ricorda le lettere trasmesse… di protesta, che hanno sì condotto a piccole vittorie, ma anche ahimè a tante umiliazioni, finché nel 2004 è stato definitivamente dispensato dal servizio…
Ecco – evidenzia sconsolato Costanza –  “mi hanno rottamato”!!!
Nel libro Costanza, lascia aperti altri interrogativi…
Descrive ad esempio del computer portatile del magistrato, quello che portava sempre con se dentro la propria borsa e che dopo l’attentato non fu mai ritrovato…. 
Ed allora viene da chiedersi… che fine abbia fatto quel computer??? Come mai non se ne parlato subito??? Siamo sicuri che ad uccidere il Giudice Falcone sia stata realmente la mafia o forse dietro quella strage si nascondevano i veri poteri forti di uno antistato, che voleva a tutti i costi, fermare le indagini di quel giudice “incorruttibile”… e chi erano quegli uomini “deviati” appartenenti alle istituzioni??? Non è che forse il giudice aveva scoperto, un accordo tra elementi di “cosa nostra” e uomini “politici” dello Stato, seguiti dai suoi fedeli pubblici ufficiali???
Sono domande che probabilmente non troveranno mai risposta… 
D’altronde qualcuno a fatto in modo che tutto venga insabbiato, ma certamente, colui che è riuscito ad entrare in possesso dell’hard disk (di quel personal computer del giudice Falcone), si sarà potuto permettere in questi venticinque anni, di dettare “ordini” a molti di coloro, che finora ci hanno governato…!!!

Vieni da me… in Italia, per delinquere!!!

Vieni da me…
abbracciami e fammi sentire che… 
son solo stupide fobie…
Vieni da me…
per vivere ancora quei giorni di… incantevole follia… 
e ridere di questo paese…
dove tutto quanto è solamente… pura pazzia…
e ridere… di questo paese…
illegale… e senza giustizia…
e ridere… d’incantevole evasioni, spasso e poesia…
e ridere di questi giorni… 
dove stare in Italia è puro svago e poesia…
Vi ricordate il titolo della canzone delle Vibrazioni… è perfetta per rappresentare quanto dalle intercettazioni è stato fatto emergere e cioè che i delinquenti, dialogando tra loro, vanno esprimendo:  “vieni in Italia… è il paese perfetto per delinquere“…
Credo che non bisogna aggiungere altro alle parole pronunciate dall’Avvocato Giulia Bongiorno, che prendendo spunto dal caso di Ivan (il russo), ha usato parole forti per dire che “in Italia non vi è certezza della pena e che le espulsioni non vengono eseguite”!!!
Ha aggiunto inoltre, “abbiamo pene bassissime, processi rapidi e premi per evitare lungaggini, ma chi delinque torna in circolazione e (strano a dirsi) sono sempre gli stessi”!!!
D’altronde, alcuni mesi fa, lo stesso procuratore generale della Corte di Appello d Bologna, Ignazio De Francisci, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, aveva lanciato l’allarme riguardo le leggi, a suo riguardo, troppo poco severe, dichiarando come le nostre carceri, siano troppo “comode” e gli sconti di pena offerti, spingono i criminali stranieri (in particolare quelli dell’Est) a venire in Italia, dove è stato dimostrato che hanno… una vita facile.
Il solo dato che negli ultimi anni, i reati commessi dagli stranieri, siano aumentati a dismisura, dimostra come il sistema carcerario stia di fatto entrando in crisi, a causa dell’alto numero di presenze, rispetto alla reale capienza di quelle strutture…
In più c’è da dire che il 30% dei detenuti è straniero, sebbene la popolazione immigrata presente in Italia sia del 8,5%…
Ciò dimostra come, gli immigrati, delinquono in media, circa 4 volte in più… a cui vanno sommati i gravi rischi derivati dallo scambievole rapporto di conoscenze e amicizie che si vanno, ogni giorno, sviluppando all’interno di quei penitenziari e che determinano di fatto, forti collaborazioni esterne tra essi, sia per quanto concerne la gestione di attività criminale, che in azioni violente…
Ma come dicono al telefono… venite qui da noi!!!

"Confische spa" e quei suggerimenti espressi dall'Agenzia Beni Confiscati…

Confische s.p.a. – La ragnatela di imprese di mafia“, con questo titolo, l’amministratore giudiziario e consulente della procura di Palermo, Elio Collovà, ha descritto i suoi quasi trent’anni d’attività, durante i quali, ha amministrato decine di beni e di aziende confiscate alla mafia…

Se avete visto il video pubblicato dal sottoscritto nella giornata di ieri, sarete rimasti certamente annichiliti, in particolare quando si è evidenziata l’assoluta meraviglia, sui fatti accaduti a Caltanissetta, da parte della A.N.B.S.C. ( Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) da parte del suo Direttore, Avv. Dott. Umberto Postiglione, che sembrava cadere (come diceva nel film Checco Zalone) dalle nubi…
La cosa d’altronde – come riportavo ieri- non mi meraviglia affatto, perché costituisce ormai l’andazzo di questo nostro paese… dove ciascuno s’interessa di fare il minimo indispensabile, l’importante però che a fine mese giunga lo stipendio e soprattutto che, quel proprio incarico, scorra senza impedimenti e senza creare ad altri, eventuali problemi…
Di quanto sopra il sottoscritto, ne ha prova certa!!!
Difatti, in data 07.05.2015, aveva segnalato a mezzo Pec, nota personale alla ASBCN sulla gestione “particolare” di alcuni amministratori giudiziari, alla quale era successivamente seguita una ulteriore trasmissione in data 18.09.2015 con la quale il sottoscritto ( allora “Direttore Tecnico” di una delle più importanti Imprese di costruzione Spa in provincia di Catania) offriva –a titolo gratuito- la propria candidatura, per collaborare nella gestione di società analoghe e cioè sottoposte a misure di prevenzione…
Bene in entrambi i casi, posso assicurarvi di non aver ricevuto alcuna risposta!!!
Ecco questo è quanto lo Stato chiede a ciascuno di noi… e cioè di collaborare, di non essere omertosi, di denunciare e via discorrendo… ma quando si compie quanto è corretto fare, ecco che l’impressione che si riceve… è quella che di voi se ne fottono, che quanto fatto da soltanto fastidio, ma soprattutto… ciò che resta, è che i problemi reali, restano proprio a chi ha avuto il coraggio di esporsi, unico su centomila… mentre loro, protetti in quella loro veste… già ognuno di loro, di quel particolare “club dei temerari”, non faranno mai parte!!! 

D’altronde lo Stato ha dimostrato di non essere pronto a gestire i miliardi confiscati ogni anno alle mafie…. ed il motivo è legato principalmente a quella mancata volontà di scrivere leggi in maniera chiare, sia sulla confisca che nella gestione amministrativa di quei beni confiscati…
Quanto si è evidenziato ha dimostrato come la gestione dei beni sia divenuta negli anni… un vero e proprio business, per quanti operano all’interno dei tribunali, degli uomini da esso nominati, di tutti quei consulenti legati a filo diretto con quel sistema che permette loro, d’ottenere tanti mandati e poi infine, una serie lunghissima di professionisti (amici, coniugi, figli e parenti vari…) che hanno ottenuto negli anni, incarichi milionari… alla faccia di quella lotta alla illegalità!!!
Quelle società sono diventate per quel “sistema antimafia” una vero affare… che ha puntato principalmente a svuotarle quelle aziende confiscate, rinunciando a priori a fare impresa e portando le stesse al fallimento…
Nei casi opposti, quando le società avevano capacità di realizzare profitti, ecco che allora quegli amministratori ( ovviamente aiutati da quanto avrebbero dovuto controllare… ) si sono trasformati improvvisamente in “business man”… uomini cioè capaci di darsi all’imprenditoria ( senza averla mai svolta…), i quali, attraverso efficaci stratagemmi, sono riusciti a “spogliare a Cristo per vestire a Maria”, il tutto con il consenso dello “stato” ( quello però… con la “s” minuscola…)!!!   

Ho letto negli anni, da parte di alcuni soggetti (che operano all’interno di quelle strutture), che nel concreto, manca la volontà politica di cambiarle questo stato di cose…
Ma viene spontaneo chiedervi: con un sistema come questo, che produce benessere per tutti… che motivo c’è di cambiarlo…??? Anzi, il motto che passa è: “facciamo in modo che le cose restino per sempre… per come sono”!!!

"Confische spa" e quei suggerimenti espressi dall'Agenzia Beni Confiscati…

Confische s.p.a. – La ragnatela di imprese di mafia“, con questo titolo, l’amministratore giudiziario e consulente della procura di Palermo, Elio Collovà, ha descritto i suoi quasi trent’anni d’attività, durante i quali, ha amministrato decine di beni e di aziende confiscate alla mafia…

Se avete visto il video pubblicato dal sottoscritto nella giornata di ieri, sarete rimasti certamente annichiliti, in particolare quando si è evidenziata l’assoluta meraviglia, sui fatti accaduti a Caltanissetta, da parte della A.N.B.S.C. ( Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) da parte del suo Direttore, Avv. Dott. Umberto Postiglione, che sembrava cadere (come diceva nel film Checco Zalone) dalle nubi…
La cosa d’altronde – come riportavo ieri- non mi meraviglia affatto, perché costituisce ormai l’andazzo di questo nostro paese… dove ciascuno s’interessa di fare il minimo indispensabile, l’importante però che a fine mese giunga lo stipendio e soprattutto che, quel proprio incarico, scorra senza impedimenti e senza creare ad altri, eventuali problemi…
Di quanto sopra il sottoscritto, ne ha prova certa!!!
Difatti, in data 07.05.2015, aveva segnalato a mezzo Pec, nota personale alla ASBCN sulla gestione “particolare” di alcuni amministratori giudiziari, alla quale era successivamente seguita una ulteriore trasmissione in data 18.09.2015 con la quale il sottoscritto ( allora “Direttore Tecnico” di una delle più importanti Imprese di costruzione Spa in provincia di Catania) offriva –a titolo gratuito- la propria candidatura, per collaborare nella gestione di società analoghe e cioè sottoposte a misure di prevenzione…
Bene in entrambi i casi, posso assicurarvi di non aver ricevuto alcuna risposta!!!
Ecco questo è quanto lo Stato chiede a ciascuno di noi… e cioè di collaborare, di non essere omertosi, di denunciare e via discorrendo… ma quando si compie quanto è corretto fare, ecco che l’impressione che si riceve… è quella che di voi se ne fottono, che quanto fatto da soltanto fastidio, ma soprattutto… ciò che resta, è che i problemi reali, restano proprio a chi ha avuto il coraggio di esporsi, unico su centomila… mentre loro, protetti in quella loro veste… già ognuno di loro, di quel particolare “club dei temerari”, non faranno mai parte!!! 

D’altronde lo Stato ha dimostrato di non essere pronto a gestire i miliardi confiscati ogni anno alle mafie…. ed il motivo è legato principalmente a quella mancata volontà di scrivere leggi in maniera chiare, sia sulla confisca che nella gestione amministrativa di quei beni confiscati…
Quanto si è evidenziato ha dimostrato come la gestione dei beni sia divenuta negli anni… un vero e proprio business, per quanti operano all’interno dei tribunali, degli uomini da esso nominati, di tutti quei consulenti legati a filo diretto con quel sistema che permette loro, d’ottenere tanti mandati e poi infine, una serie lunghissima di professionisti (amici, coniugi, figli e parenti vari…) che hanno ottenuto negli anni, incarichi milionari… alla faccia di quella lotta alla illegalità!!!
Quelle società sono diventate per quel “sistema antimafia” una vero affare… che ha puntato principalmente a svuotarle quelle aziende confiscate, rinunciando a priori a fare impresa e portando le stesse al fallimento…
Nei casi opposti, quando le società avevano capacità di realizzare profitti, ecco che allora quegli amministratori ( ovviamente aiutati da quanto avrebbero dovuto controllare… ) si sono trasformati improvvisamente in “business man”… uomini cioè capaci di darsi all’imprenditoria ( senza averla mai svolta…), i quali, attraverso efficaci stratagemmi, sono riusciti a “spogliare a Cristo per vestire a Maria”, il tutto con il consenso dello “stato” ( quello però… con la “s” minuscola…)!!!   

Ho letto negli anni, da parte di alcuni soggetti (che operano all’interno di quelle strutture), che nel concreto, manca la volontà politica di cambiarle questo stato di cose…
Ma viene spontaneo chiedervi: con un sistema come questo, che produce benessere per tutti… che motivo c’è di cambiarlo…??? Anzi, il motto che passa è: “facciamo in modo che le cose restino per sempre… per come sono”!!!

journey-to-balance:

I believe a life of service is a life of freedom; freedom from need; freedom from greed; freedom from vanity and pride … I believe a life of service affords us the opportunity to cultivate a healthy, balanced ego – where selfishness is transformed into self worth, where assertiveness and confidence manifests as self esteem and pride shines through in its purest form, as courage …

This I believe … Our Journey to Balance 

Quando il sistema antimafia fallisce totalmente….

Quanti di Voi hanno visto la puntata del 3 Aprile 2017, s’intitolava “quando l’Antimafia cerca di fare affari“!!!
Alcuni amici miei, sapendo quanto mi sono battuto in questi anni, affinché certe verità scottanti potessero emergere, mi hanno consigliato di guardarla, peccato che dopo averla vista… non sono rimasto minimamente sorpreso!!!
La puntata trattava la gestione amministrativa da parte dello Stato e analizzava quella cosiddetta “casta” privilegiata degli “Amministratori giudiziari”, nominati dai Tribunali… che in più di una occasione (come si è visto… purtroppo), si sono dimostrati ben peggiori, di quegli stessi soggetti ai quali di fatto, erano stati sottratti i beni, attrsverdo i provvedimenti interdittivi…
Bene in quella vicenda, come in molte altre, si è evidenziata la capacità di quest’ultimi, di privilegiare gli interessi, non della Stato o della comunità che con quel loro incarico rappresentavano, bensì quelli personali…
Difatti, contrariamente alla regola del “buon padre di famiglia”, in molti casi, si è proceduto con una gestione arbitraria, effettuando vere e proprie operazioni… immobiliari, di transazioni o di compravendita, si è proceduto ad investimenti come se si fosse a tutti gli effetti veri e propri proprietari di quei beni, svolgendo con le proprie azioni, attività imprenditoriali che hanno avuto quale conseguenza, quella di condizionare il libero mercato, tentando così facendo… d’incrementare la redditività!!!
Infatti, l’attività di questi  inconsueti amministratori, dovrebbe consistere nel difendere i beni o l’impresa sottoposta a provvedimento di sequestro e/o confisca, evitando principalmente la sua estinzione e salvaguardando quantomeno le commessr e di conseguenza i posti di lavoro di quei poveri dipendenti… 
Si tratta, per quanto possibile, di ripristinare la legalità… se pur tra mille difficoltà, l’amministratore giudiziario deve tentare di portare avanti tutte le attività in corso, seguitare eventuali vendite, perseguendo quell’unico suo scopo: la sopravvivenza dell’impresa.
E’ stato dimostrato come, l’imprese inserite nel circuito mafioso sono di fatto agevolate, in quanto si trovava inserita in un sistema illecito che ne garantisce la sopravvivenza e ne amplifica le capacità di quanti indirettamente le gestiscono, tutto ciò grazie alla massimizzazione del profitto e soprattutto all’accumulazione della ricchezza…
L’impresa non nasceva come tale… ma era diventata un mezzo attraverso il quale l’organizzazione mafiosa reinvestiva i suoi proventi, provenienti delle loro attività illecite, al fine di poterne aumentare i profitti ed estendere in tal maniera, la loro influenza ed il proprio potere.
Il codice di procedura penale… mai aveva contemplato la figura dell’amministratore giudiziario, nonostante prevedesse la possibilità di sequestrare beni di ogni genere. 
L’ausiliario del giudice che doveva occuparsi dei beni sequestrati veniva chiamato “custode”… d’altronde l’etimologia di questa parola, porta a concetti quali coprire, nascondere e difendere… 
Il bene interessato da un accertamento penale poteva essere sottratto momentaneamente in attesa della definizione del giudizio e l’ausiliario del giudice, non doveva far altro, che stare di guardia e controllare che nessuno lo sottraesse o lo deteriorasse…
Difatti… in una visione liberale, soltanto il privato e solo il mercato può regolare l’amministrazione di un bene: l’intervento dello Stato nulla può e nulla deve fare del bene sequestrato; lo deve “congelare” finché non diventerà proprietà dello Stato o viceversa dovrà restituirlo al privato…
Con l’introduzione delle misure di prevenzione patrimoniali, ecco che compare nella nostra legislazione la figura dell’amministratore giudiziario in quanto ci si rende conto che la criminalità accumula ricchezza non solo immeritata perché frutto dell’illegalità, ma anche tossica perché alimenta illegalità…
Nel procedimento di prevenzione deve essere quindi possibile bloccare in via cautelare la ricchezza che potrebbe essere confiscata con un provvedimenti di sequestro; in tal caso quindi, il Tribunale deve nominare un giudice delegato alla procedura tra i componenti del collegio e poi un amministratore giudiziario scelto tra professionisti iscritti nei rispettivi albi (avvocati, procuratori legali, dottori commercialisti, ragionieri o altre persone dotate di comprovata competenza nell’amministrazione dei beni del genere di quelli sequestrati).
Questo amministratore conserva la ricchezza in attesa della confisca per evitare che essa venga dispersa, ma al contempo ha il compito di farne un uso aderente alle regole di legge; così prima ancora di assicurare un bene patrimoniale allo Stato, ci si cura di depotenziarne la tossicità… 
Per farlo, questo professionista abilitato e regolarmente iscritto all’albo, deve principalmente godere della fiducia dell’autorità giudiziaria ed operare sotto il suo controllo. 
I requisiti formali del professionista venivano sostituiti dalla “comprovata esperienza” in amministrazione giudiziaria; ma l’esperienza si ricollegava al pregresso esercizio di tali funzioni e non vi era alcun criterio che potesse far valere quelle le reali capacità…
Per cui, leggendo quanto sopra riportato… c’è qualcuno che può spiegarmi quale parte del discorso non è stato chiaro a quei signori nominati nel servizio delle Iene???
A me sembra molto semplice e chiaro… ma forse è proprio questo il problema, tutti, dal primo all’ultimo di quell’ambiente giudiziario, hanno preferito non comprendere quanto in maniera semplice la legge prescriveva… 
Ed anche a noi, come si può chiedere di fingere o continuare a far finta, che non sia accaduto nulla???
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Domenica 5 Novembre… avemu nautra camurria!!!

E’ stata decisa la data… sarà domenica 5 Novembre!!!

Ah… come siamo felici, di sapere quanto ci ha appena comunicato l’attuale Presidente della regione, Rosario Crocetta… e cioè, che per quel giorno, ci saranno l’elezioni regionali… 
Ovviamente (anche se non ne comprendiamo i motivi o quantomeno i meriti…), anche l’attuale governatore, si sta preparando ad una eventuale secondo mandato… 
E quindi, dopo il “megafono” (di cui nessun siciliano, ha potuto ascoltarne il suono…), ecco che Crocetta ha pensato di lanciare un nuovo movimento politico e l’ha chiamato: “RiparteSicilia”!!!
Ora, sarà che forse il sottoscritto non comprende… ma perché ripartire, quando potevamo in questi anni… -da quando cioè egli ha presieduto l’ARS– essere già tutti insieme a metà strada???  
La verità… è che non siamo neppure partiti!!!
Ricordate… quattro anni fa si era presentato con un programma senza precedenti… ma riguardandolo, ci si accorge come nella sostanza, nessuno di quei punti è stato di fatto realizzato… In particolare, mi riferisco a quella lotta alla mafia tanto declamata, alla corruzione, allo spreco e via discorrendo… nondimeno oggi, ha la presunzione di venirsi a riproporre a noi siciliani, come se questi anni passati purtroppo insieme, non ci fossero già bastati!!!
Vi prego di credermi, non ne faccio una questione politica, non me ne frega niente del colore che rappresenta, ma speravo che visti i suoi predecessori, almeno egli avrebbe potuto dimostrare nei fatti, di andare nella direzione opposta, ed invece siamo qui a parlare di una completa inezia!!!
Sì… niente di niente, nessun miglioramento occupazionale, nessuna ripresa economica, nessuna lotta alla mafia o quella circoscritta criminalità organizzata, nessun programma per contrastare i livelli di corruzione nelle Pubbliche amministrazioni, nelle aziende ospedaliere o in quelle società partecipate… nessuna formazione per giovani e disoccupati, nessun apporto all’ambiente con la realizzazione di nuove discariche, impianti tecnologici per il loro smaltimento, strutture fotovoltaiche per la produzione d’energia elettrica, nessuno sviluppo turistico, archeologico, culturale ed anche artistico…
Eppure… egli si ripresenta per far ripartire la Sicilia… ma di quale Sicilia parla… quella che sta morendo, quella che non possiede alcuna nuova infrastruttura, ma soltanto quelle ereditate ed ormai fatiscenti degli anni 50 e 60???
Invece di adagiarsi a quella nobile posizione di “Governatore” di questa terra… perché non ha pensato realmente di fare qualcosa per questa terra???

Certo, ora cerca i nostri voti, si perde quel poco tempo che ancora resta tra, elezioni primarie, scontri fratricidi e nel sistemarsi quelle proprie poltrone, questa nostra terra resta così come… ancora nelle mani dei mafiosi e di quei loro uomini collusi!!!

Presidente, per quanto mi riguarda non punti sul mio voto… 
Vede io ho già sbagliato una volta preferendola ad altri… (che allora ritenevo non meritevoli quanto Lei… e ahimè mi sono sbagliato…) ed anche se allora, le ho dato il mio voto, se pur Lei apparteneva ad una coalizione diversa da quella alla quale da sempre sono ispirato, era riuscito comunque a convincermi attraverso quel suo programma, in quanto ispirato a principi di legalità, gli stessi ai quali da sempre credo…
Ecco vede… è proprio su questo punto che Lei ha fallito… Non ha saputo produrre alcun cambiamento, anzi ha permesso a quella associazione criminale, di potersi sviluppare ed accrescere, avvelenando ancor più il nostro territorio con quei propri tentacoli, infettando noi cittadini con quel suo veleno, fatto di compromessi, clientelismi e raccomandazioni…
Ora caro Presidente, di una cosa sono certo: senza di Lei, questa nostra Sicilia ripartirà certamente, perché vede, nessuno di coloro che verrà presto a sostituirla… potrà fare peggio, di quanto è riuscito a fare Lei in tutti questi anni!!!

Curiamo la corruzione…

Ci sarà pure un modo per “curare” questi sprechi e questa corruzione, oppure dobbiamo pensare, che l’attuale condizione, andrà avanti così per sempre???
Qualcosa finalmente si sta muovendo, infatti ho letto che è stato preparato un programma chiamato “Curiamo la corruzione” che ha come obiettivo quello d’aiutare il nostro Servizio Nazionale Sanitario, riducendo il livello di corruzione attraverso una maggiore trasparenza, integrità e responsabilità…  
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo sono state messe in campo diverse attività, sia di ricerca, sia nella pratica, che mirano ad aumentare la consapevolezza sul fenomeno della corruzione, formando il personale delle aziende sanitarie e ospedaliere ad implementare e a testare strumenti innovativi e modelli organizzativi: s’inizia con 4 Asl pilota: Bari, Melegnano e Martesana, Siracusa e Trento…
Gli interventi normativi e gli strumenti di prevenzione e contrasto che sono stati introdotti all’interno delle strutture sanitarie hanno potuto fare poco contro la corruzione. 
Nell’ultimo anno è stato evidenziato come il fenomeno corruttivo ha coinvolto il 25,7% delle Aziende sanitarie, ma purtroppo la distribuzione non è la stessa su tutto il territorio: come sempre… la maglia nera va al Sud, dove le strutture in cui risulta almeno un episodio di corruzione sono il 37,3% del totale. 
Gli ambiti a rischio corruzione risultano essere quelli degli acquisti e delle forniture, le liste d’attesa e le assunzioni del personale…. a cui vanno aggiunti, raccomandazioni, clientelismo e quant’altro…

Si purtroppo in una Asl su quattro si è registrato almeno un episodio di corruzione solo in questo ultimo anno…
È quanto emerge da una indagine condotta dal Censis sulla percezione dei Responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie.
Si è visto come all’interno di quelle strutture permangono ancora forti differenze tra Regioni, sia nella qualità che nella quantità degli strumenti,  inoltre la stessa indagine ha rivelato come il 51,7% delle strutture non ha adottato alcun Piano Anticorruzione…
Come sempre tra le Regioni con la qualità media dei Piani più bassa c’è  la Sicilia… accompagnata da Calabria,  Campania e Puglia…
La notizia positiva è che il Sistema si sta muovendo per rispondere a questa situazione…
Speriamo che alla fine si giunga a qualcosa di concreto e non delle solite iniziative campate in aria… che hanno quale unico interesse, quello di non produrre alcun reale cambiamento, ma di lasciare tutto così com’è…  
Comunque, per adesso, se pur con forti dubbi… voglio provare a crederci, sperando come realmente, si vorrà tentare di curarla… questa “infetta” corruzione!!!
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Ma veramente pensavate che avrebbero pagato le tasse??? Ecco cosa accade a mettersi contro i politici…

Si chiude!!!
Già… la decisione è della Commissione bilancio dell’ARS che ha previsto di liquidare Riscossione Sicilia… approvando un emendamento alla Legge di stabilità!!!
La norma ora approvata, prevede che dal 1° luglio Riscossione Sicilia chiuderà…
Il giudizio più pesante è arrivato da Antonio Fiumefreddo, rappresentante legale di quella agenzia: “Ora brindano i poteri criminali… una situazione socialmente gravissima è giuridicamente inapplicabile“. 
Certo la preoccupazione dell’Avv. Antonio Fiumefreddo (Amministratore unico dell’azienda controllata dalla Regione Siciliana) è la preoccupazione di tanti, in particolare di quei cittadini onesti, che vedono ancora una volta le leggi, realizzate per fini strettamente personali o per meglio dire “ad personam” per continuare a godere di quegli esclusivi privilegi e mai per compiere quelli sociali…
E difatti, mentre molti cittadini si presentano a sanare le proprie posizioni, tra mille difficoltà, presentando domanda di rottamazione… ecco che di contro, quei protetti e sfuggenti evasori, in questo preciso momento, staranno ridacchiando, per come si sta concludendo questa vergognosa vicenda…
Avevamo letto in questi mesi delle denunce presentate dall’Amministratore e di quei nomi eccellenti chiamata in causa, ed ora “casualmente” e all’improvviso, giunge la notizia della chiusura di quella società… proprio nel momento in cui, si stavano incassando milioni di euro derivanti dalla rottamazione…
La cosa assurda che l’Agenzia di riscossione, passerà ad una società nazionale che ancora oggi non esiste, perché quella di fatto esistente nazionale… parlo di “Equitalia“, non può rilevarla, poiché in stato di liquidazione. 
Va aggiunto inoltre come, questi nostri meravigliosi deputati siciliani (ricordiamoci di votarli alle prossime elezioni…) con questa decisione, fanno perdere a noi siciliani circa 50 milioni di euro, che andranno di conseguenza a finire nelle tasche di “Roma ladrona”…
L’ho scritto in questi giorni… ci si aspetta sempre giustizia, mentre si vive purtroppo nella iniquità, nella prepotenza e nella prevaricazione dei più forti… contro i più deboli!!!
Chissà… viene da chiedersi se forse, non sia proprio questo… ciò che ci meritiamo… 
Sì… come diceva Vasco Rossi: questo è ciò che ci fa essere uomini… andare avanti, nonostante tutto, anche se intorno a noi, la realtà fa schifo!!!

La Giustizia non ha bisogno di spiegazioni: iustum est iustum!!!

Non può gridare contro l’ingiustizia… chi non sa che cosa sia la giustizia!!!
Difatti… in base a che cosa condanna l’ingiustizia???
Come fa a comprendere che una cosa è ingiusta, se non si conosce che cosa sia giusto…
E’ se per caso fosse giusto proprio ciò che definiamo ingiusto???
D’altronde non è così??? Si grida ad alta voce… è ingiusto!!!
Lo si grida come se la cosa fosse evidente, ritenendola ingiusta in rapporto ad una certa norma di giustizia sulla quale si è misurato ciò che si riteneva errato e, vedendo che qualcosa non corrisponda alla norma che si era ritenuta retta, ora la condanniamo, come degli esperti che sanno distinguere il giusto… dall’ingiusto!!!
Ed allora vi chiedo: ” come si fa a sapere che una cosa è giusta? Da dove deriva questo concetto di giustizia??? Ha forse una sua fonte oppure deriva da noi stessi quel concetto di giusto… operando su noi stessi quel concetto di giustizia???  
Nessuno può dare a se stesso ciò che non ha… dunque essendo noi uomini ingiusti, non potremmo mai essere giusti se non convertendoci a quella “giustizia” che per sua natura è permanente: se ti allontani da essa, sei ingiusto; se ti avvicini ad essa, sei giusto”…
Se ci si allontana… non viene meno; se sei vicino… non cresce!!!  Dov’è quindi questa giustizia???
C’è un esempio bellissimo che descrive quel senso d’ingiustizia… quel profondo sbigottimento che si prova quando si prova a chiedere aiuto alla giustizia e non si riceve alcun sostegno… anzi tutt’altro e a raccontarcelo è proprio un famoso libro che da bambini abbiamo letto, ma del quale abbiamo dimostrato crescendo… d’esserci dimenticati o certamente ne abbiamo scordato alcuni passi…

Non voglio dirvi subito il titolo, lo comprendere immediatamente: “andò proprio su quella piccola buca, dove aveva sotterrato i suoi zecchini, e nulla…
Allora diventò pensieroso e, dimenticando le regole del Galateo e della buona creanza, tirò fuori una mano di tasca e si dette una lunghissima grattatina di capo…
In quel mentre sentì fischiarsi negli orecchi una gran risata: voltatosi in su, vide sopra un albero un
grosso Pappagallo che si spollinava le poche penne che aveva addosso.
Perché ridi? gli domandò con voce di bizza…
Rido, perché nello spollinarmi mi sono fatto il solletico sotto le ali…
Il burattino non rispose. Andò alla gora e riempita d’acqua la solita ciabatta, si pose novamente ad
annaffiare la terra, che ricopriva le monete d’oro.
Quand’ecco che un’altra risata, anche più impertinente della prima, si fece sentire nella solitudine
silenziosa di quel campo.
Insomma… gridò Pinocchio, arrabbiandosi, si può sapere, Pappagallo mal educato, di che cosa ridi?
Rido di quei barbagianni, che credono a tutte le scioccherie e che si lasciano trappolare da chi è più furbo di loro.
Parli forse di me?
Sì, parlo di te, povero Pinocchio; di te che sei così dolce di sale da credere che i denari si possano seminare e raccogliere nei campi, come si seminano i fagiuoli e le zucche. Anch’io l’ho creduto una volta, e oggi ne porto le pene… 
Oggi (ma troppo tardi…) mi son dovuto persuadere che per mettere insieme onestamente pochi soldi bisogna saperseli guadagnare o col lavoro delle proprie mani o coll’ingegno della propria testa.
Non ti capisco, disse il burattino, che già cominciava a tremare dalla paura.
Pazienza! Mi spiegherò meglio, soggiunse il Pappagallo… 
Sappi dunque che, mentre tu eri in città, la Volpe e il Gatto sono tornati in questo campo: hanno preso le monete d’oro sotterrate, e poi sono fuggiti come il vento. E ora chi li raggiunge, è bravo! 
Pinocchio restò a bocca aperta, e non volendo credere alle parole del Pappagallo, cominciò colle mani e colle unghie a scavare il terreno che aveva annaffiato. E scava, scava, scava, fece una buca così profonda, che ci sarebbe entrato per ritto un pagliaio: ma le monete non c’erano più…
Preso allora dalla disperazione, tornò di corsa in città e andò difilato in tribunale, per denunziare al
giudice i due malandrini, che lo avevano derubato.
Il giudice era uno scimmione della razza dei Gorilla: un vecchio scimmione rispettabile per la sua grave età, per la sua barba bianca e specialmente per i suoi occhiali d’oro, senza vetri, che era costretto a portare continuamente, a motivo d’una flussione d’occhi, che lo tormentava da parecchi anni. 
Pinocchio, alla presenza del giudice, raccontò per filo e per segno l’iniqua frode, di cui era stato vittima; dette il nome, il cognome e i connotati dei malandrini, e finì chiedendo giustizia!!!
Il giudice lo ascoltò con molta benignità; prese vivissima parte al racconto: s’intenerì, si commosse: e quando il burattino non ebbe più nulla da dire, allungò la mano e suonò il campanello.
A quella scampanellata comparvero subito due can mastini vestiti da giandarmi…
Allora il giudice, accennando Pinocchio ai giandarmi, disse loro:
Quel povero diavolo è stato derubato di quattro monete d’oro: pigliatelo dunque, e mettetelo subito in prigione.
Il burattino, sentendosi dare questa sentenza fra capo e collo, rimase di princisbecco e voleva  protestare: ma i giandarmi, a scanso di perditempi inutili, gli tapparono la bocca e lo condussero in
gattabuia…
E lì v’ebbe a rimanere quattro mesi: quattro lunghissimi mesi: e vi sarebbe rimasto anche di più se non si fosse dato un caso fortunatissimo. 
Perché bisogna sapere che il giovane Imperatore che regnava nella città di Acchiappa-citrulli, avendo riportato una bella vittoria contro i suoi nemici, ordinò grandi feste pubbliche, luminarie, fuochi artificiali, corse di barberi e di velocipedi, e in segno di maggiore esultanza, volle che fossero aperte anche le carceri e mandati fuori tutti i malandrini.
Se escono di prigione gli altri, voglio uscire anch’io… disse Pinocchio al carceriere.
Voi no, rispose il carceriere, perché voi non siete del bel numero…
Domando scusa; replicò Pinocchio… sono un malandrino anch’io…
In questo caso avete mille ragioni, disse il carceriere… e levandosi il berretto rispettosamente e
salutandolo, gli aprì le porte della prigione e lo lasciò scappare…
Ecco, sarebbe bastato ricordarsi questa parte del capitolo, per comprendere come crescendo sarebbe potuta essere la nostra vita, a seconda delle scelte che avremmo compiuto…
Se essere dei furbi “barbagianni” pronti a rubare al prossimo o viceversa, delle persone oneste, talvolta ingenui, ma capaci di ricercare la verità… superando ogni sorta d’ingiustizia…
Concludo con una frese di Gesù: Voi vi ritenete giusti davanti agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; perché quello che è eccelso tra gli uomini, è abominevole davanti a Dio.
 Vangelo di Luca c. 16, v. 15

Quando non si crede più nella giustizia…

Ultimamente, mi è capitato d’ascoltare alcune opinioni… gente normale, amici, conoscenti ma soprattutto estranei, uomini e donne di quelli che s’incontrano al bar, al ristorante, presso un ufficio pubblico o in uno studio professionale…

Quanto emerge da quelle riflessioni è davvero preoccupante…
La maggior parte delle persone (premetto che nessuno tra loro, ha espresso giudizi politici… anzi, la maggior parte di essi, evidenziava come la politica non rientrava minimamente tra i propri interessi), esprimeva nell’amministrazione della giustizia la propria diffidenza…
Dichiaravano, di non credere più che vi fosse serietà e rispetto delle leggi, anzi… tra loro vi è stato chi si è spinto oltre, manifestando il proprio turbamento, esprimendo di non voler credere più nella giustizia!!!
Per comprendere meglio ho chiesto loro, di essere più espliciti, di farmi comprendere a cosa si riferivano… e posso dire che la maggior parte, ha risposto all’unisono: “Ma li stai osservando i processi… non vedi in quale modi si concludono le sentenze???… Scusami… ma sei di Catania oppure sei di fuori…???”…
Allora volendo volontariamente insistere – anche se avevo già intuito dove si stava per indirizzare il dibattito, ho chiesto loro di farmi degli esempi ed infatti, ecco che mi è stata posta la fatidica domanda: “stando a come finiscono anni e anni di processi, mi dica un solo nome influente di questa città, che sia mai stato condannato negli ultimi trent’anni”…???
Continuando… 《lasciamo perdere i mafiosi o quelli che vengono considerati tali… trattiamo esclusivamente quei soggetti che vengono dichiarati “associati” a quel sistema criminale, ad esempio, discutiamo di quelle note società presenti nel nostro territorio, esaminiamo quei loro imprenditori, oppure, entriamo ancor di più nello specifico, analizziamo la classe amministrativa e politica, in particolare vagliamo quel loro “pedigree”… dagli apparenti toni immacolati, scoprendo poi… successivamente, come molti di questi illustri personaggi, siano stati in un qualche modo legati a quella struttura piramidale》.
Ed allora, Le chiedo: se il sistema è questo… ritiene che ci sia realmente la volontà di combattere la mafia e tutte le sue ramificazioni???
Crede realmente che il loro principale interesse sia ispirato da principi di giustizia o forse in quelle azioni, non è che si celi il loro vero obbiettivo, quello cioè di creare disorientamento???
Non è che così facendo, si sta tentando di condizionare o influenzare i processi in corso ed in particolare i giudizi finali da doversi esprimere, affinché primeggi in ogni circostanza, iniquità e prevaricazione…???
Mi chiede:  fino a quando pensa che i cittadini resteranno passivamente inermi ad assistere quanto avviene in quelle aule di Tribunale???

In questo momento il messaggio che sta passando è quello che la giustizia… sia di fatto “ingiusta”… in quanto dimostra di essere “forte con i deboli e debole con i forti”!!!
Ed allora… una giustizia che crea disuguaglianza dove potrà portarci???
Quando le leggi non rispettano i principi di eguaglianza e libertà, quando il sistema è profondamente corruttivo e collusivo, quando non viene svolta una adeguata lotta alla mafia, di quale democrazia stiamo parlando??? 
Quale libertà personale è messa in gioco??? 
Dove inizia e finisce la dignità del cittadino, dov’è la legalità quando quest’ultima viene calpestata quotidianamente dal potere di quanti “contano” e sono gli stessi d’altronde, che impongono a ciascuno di noi, la propria volontà?
C’e bisogno di una verità “vera”, di una giustizia “giusta”, di giudizi che pervengano alla determinazione di un verdetto che rispecchi in maniera corretta la norma del diritto e non che si lascino condizionare da logiche di compromesso o dal potere dei più forti, perché si sa, “con l’eliminazione del diritto del più forte… si è introdotto di conseguenza il diritto del più furbo”!!!
  

MAFIA: noi alla giustizia ci crediamo!!!

C’è chi crede alla giustizia e chi no… la mafia ci crede!!!
In una intervista Adriana Musella (Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia) ha detto: “La giustizia è una parola vuota perché il più delle volte la giustizia non esiste, non c’è, la rincorriamo, ma non c’è. La legge non è uguale per tutti così come si scrive. La Giustizia in questo Paese resta un’utopia” …
Condivido pienamente quanto sopra, in particolare da quando ho potuto comprendere come questa nostra società, dispregia coloro che fanno il proprio dovere,  anzi di più… e apprezza quanti come loro, non hanno mai mosso un dito per quei principi di legalità, ma contribuiscono quotidianamente con i propri gesti, a sviluppare quella cultura mafiosa… 
Ed è per questi motivi che la mafia si dedica con particolare attenzione anche alle piccole cose… 
Insinua quei suoi tentacoli ovunque, anche nei riguardi di quegli individui che sono posti in opportune sedi, proprio per tutelare la giustizia o essere quantomeno garanti di quella legalità e che a volte si scopre essersi macchiati di gravi reati, alimentando di consequenza, quel clima di sospetto, in cui la corruzione è tangibile e su cui aleggia quel fetore di ricatto e di compromesso…
Certo, osservando quanto sta avvenendo nel nostro paese, in particolare in questa nostra terra, si comincia a dubitare che la giustizia esista…
Quantomeno, questa riflessione volutamente provocatoria,  da atto a quanto sta accadendo in questi giorni e fornisce spunti d’analisi per comprendere cosa per l’appunto non funziona nel nostro sistema giudiziario…
Non si può continuare a vedere mortificata la nostra giustizia, con sentenze che ribaltano continuamrnte gradi di giudizio, passando da estreme colpevolezze, ad assoluzioni piene…
Così facendo quei giudici dimostrano di umiliare l’incarico al quale erano stati assegnati… e alimentano il convincimento generale nell’opinione pubblica, che quanto si sta perpetrando, dipenda principalmente dal cattivo funzionamento di quelle strutture pubbliche, come i Tribunali, chiamati principalmente ad applicare le leggi e non a dover esprimere concetti o convincimenti strettamente personali… 
Il diritto d’altronde va inteso, quale unico strumento indispensabile per garantire la giustizia!!!  
Occorre quindi che i giudici, nei vari gradi di giudizio previsti dal nostro ordinamento, nell’esercizio delle loro funzioni, operino sempre ed in ogni circostanza, affinché non tradiscano mai i compiti istituzionali ai quali sono chiamati, applicando sempre quanto previsto dalla norma, senza fare uso di alternative interpretazioni legislative che comportano di fatto, a esiti tra di loro se non differenti… certamente opposti, scoprendo successivamente come, ove si credeva vi fossero principi di legge, vi era esclusivamente l’arbitrio del legislatore…
Ed è per i sopra detti motivi che si finisce con il dover evidenziare come, nel tentare di compiere in modo corretta quella giustizia… si finisce per compiere alla fine, una vera e propria ingiustizia!!! 
Sono questi difatti i motivi che spingono oggi i mafiosi a credere sempre più nella giustizia, giungendo altresì a dichiarare in maniera ottimistica, come proprio quei giudici… rendono finalmente “giustizia” con le loro decisioni.!!!
Le sentenze non sono più rappresentate da un modello generale in cui la norma costituisce l’azione predominante, ma l’impressione data è che il risultato di quella giustizia nasca, non dall’esito dei procedimenti, bensì da valutazioni di diritto, espressamente interpretate da quei giudici…
E’ sono precisamente questi i motivi che spingono oggi, quegli esponenti associati a cosa-nostra… a credere sempre più… nella giustizia!!!

Assolti perché il fatto non sussiste…

Tutti assolti perché il fatto non sussiste!!!
È bellissima questa frase finale espressa durante molte nostre sentenze, da parte dei giudici delle sezioni penali nei Tribunali Italiani…
Anni e anni d’indagini, intercettazioni, appostamenti, imputati… nomi eccellenti, ed ancora processi che durano un’eternità, per poi sentirci dire: Tutti assolti perché il fatto non sussiste!!!
Mi chiedo allora… sono pazzi quei Pm che hanno trascorso il loro tempo a ricostruire indizi e a formulare accuse, tali da determinare l’inizio delle inchieste, sono folli gli uomini delle forze dell’ordine che si sono dedicati a ricercare quelle necessarie prove, oppure c’è qualcosa che non va in quelle sentenze, in quei giudici all’interno di quei Tribunali???
Io sono dell’idea che bisogna credere nella giustizia… che le sentenze vanno accettate sempre ed in ogni occasione, ma ciò che non può essere da noi tutti gradito, è lo spreco di tempo e di denaro… di noi tutti contribuenti!!!
Certo sono in molti a restare amareggiati, soprattutto quando certe sentenze non producono gli effetti desiderati, quando cioè non si riesce ad ottenere quella necessaria giustizia… anzi, a volte, sembra che a vincere sia proprio l’ingiustizia e si ha il dubbio che quei giudizi formulati, siano determinati da abituali ambienti istituzionali… fortemente “corrotti”!!! 
Ma comunque, bisogna dare meriti –a distanza di tanti anni– anche a quegli studi legali capaci di ricostruire i fatti emersi e di ribaltare, con i loro dibattimenti, le accuse del pubblico ministero, che avevano per l’appunto sostenuto l’accusa in giudizio e chiesto le condanne per i propri assistiti,  motivando l’esistenza di prove su quella loro colpevolezza…
Ed allora, se esistevano, che fine hanno fatto… in quali modi questi “eccelsi” avvocati sono riusciti a farle svanire???
D’altronde, la maggior parte di noi non comprende… non siamo uomini di diritto e quindi riassumiamo quanto avvenuto, nelle motivazioni che hanno condotto a quel giudizio finale…
Certamente, rielaborando quanto quotidianamente avviene nel nostro paese, mi riferisco a tutti i processi conclusi e quelli in fase di completamento… si ha la convinzione che la strada della giustizia sia fortemente in salita e che la certezza di quel giudizio appare sempre meno convincente, anzi, determina nell’opinione pubblica, il giudizio d’essere totalmente errato!!!
Io, come nel calcio, non credo che vi siano influenze personali da parte di quegli “arbitri” togati, che possano condizionare l’equo giudizio,  ritengo di contro, che quanto compiuto, rispecchi la volontà salomonica di determinare la verità… senza farsi condizionare da forzature, ricatti o ambizioni personali…
Certamente oggi la credibilità del sistema è fortemente messa in dubbio,  ma come riportavo sopra, bisogna accogliere senza giudicare le decisioni dei Tribunali, d’altronde non va mai dimenticato, quanto quelle sentenze, esprimano non solo la ricerca della verità, ma soprattutto l’obbligo di garantire sempre e in ogni circostanza, quella necessaria serenità, tale da garantire tutti, non solo i soggetti interessati ma anche e soprattutto le loro famiglie… che da quelle vicende giudiziarie, sono rimasti in questi anni… indirettamente coinvolti!!!
Diceva comunque Socrate: Nessun male può accadere ad un uomo giusto, sia durante la vita che dopo la morte…

Quanti sono gli extracomunitari a disposizione della criminalità organizzata???

Sembra che a nessuno importi…
Avevo in precedenza evidenziato del problema, di tutti quegli extracomunitari posti ai semafori, a chiedere l’elemosina…
Ma in questi mesi ho potuto comprendere come non si tratti più di un caso singolo o sporadico, bensì di un sistema messo in pratica da chi ne ha organizzano il business…
Sì… pensateci, ad ogni incrocio a cui sostate, trovate non meno di 4 ragazzi per lato… troppi se pensate che già uno avrebbe difficoltà a raccogliere in una giornata quanto necessario per il proprio sostentamento… eppure loro sono lì, dalla mattina fino alla sera, con le mani giunte, a chiedere l’elemosina, dopo di che, finita la serata, ecco che alcuni di essi, si trasferiscono verso il centro per trasformarsi a posteggiatori abusivi degli spazi rimasti “liberi”, non segnalati cioè, dalle strisce blu a pagamento…
Mentre il resto di loro, è (come si dice ormai da noi) a “disposizione”!!!
Di chi… ovviamente della criminalità organizzata!!!
D’altronde, si tratta di manodopera a basso costo a disposizione di quella struttura malavitosa… sono ragazzi che vengono usati per qualsivoglia attività illecita…
C’è chi viene assegnato a confezionare dosi di stupefacenti e chi si dedica allo spaccio, c’è poi chi ha l’onere di verificare il territorio, in particolare di segnalare una eventuale presenza, delle forze dell’ordine…
Altri gruppi hanno il controllo della prostituzione ed altri ancora, sono responsabili del contrabbando di tabacchi, della contraffazione e della vendita di questi prodotti…
Poi ci sono coloro che vanno indirizzati quali braccianti temporanei, verso la raccolta dei prodotti agricoli, attraverso ben noti sistemi di caporalato, mentre altri più violenti, vengono dirottati a compiere raid punitivi, verso chi non effettua regolari pagamenti o non vuole sottostare alle loro condizioni…
Ognuno di essi… o quantomeno molti di loro, a differenza di alcuni anni fa, sono regolarmente muniti di un provvisorio permesso di soggiorno e quindi di fatto, autorizzati a vivere nel nostro paese… in quali modi, ecco quella è tutta un’altra storia…
Non dimentichiamo… quanto veniva espresso telefonicamente (per fortuna intercettato dalle forze dell’ordine…) alcuni mesi fa, dal maggiore esponente di “mafia capitale”, che per l’appunto riteneva l’immigrazione un business superiore a quello dato della stessa droga…
Possiamo quindi dedurre che oggi, sono questi i gruppi stranieri che collaborano direttamente con la nostra mafia ed il fenomeno purtroppo, è sempre più in aumento, con possibili rischi, dei quali nessuno è in condizione oggi, d’individuarne l’eventuali ripercussioni…
Dopotutto, “se mangiano loro… mangiano tutti” ed ecco quindi che anche “cosa nostra” ha compreso come, grazie a loro, si può giungere ad avere vantaggi, senza la necessita di doversi esporre in prima persona…
Difatti mentre in altre realtà siciliane, si è giunti a feroci scontri tra bande siciliane che detengono il predominio e quelle extracomunitarie che cercano d’imporre con la ferocia la propria ascesa, nel mezzo di quella lotta per il potere ci sono tutti quei cittadini, che vedono ormai quei loro quartieri, sempre più coinvolti in violenze, furti e crimini di ogni genere, di contro, nella città etnea, sembra essersi configurata una forma di pax,  tra la criminalità locale e quella extracomunitaria, che di suo altresì porta i proventi di differenti ma propri business, tra cui il traffico dei migranti o la vendita di auto di lusso, mezzi d’opera, ovviamente rubati e trasferiti (non si comprende come…) in quei loro paesi d’origine… 
Ovviamente questa situazione, permette alla nostra mafia, di liberarsi di alcune incombenze e dedicarsi in maniera più incisiva a quel mondo redditizio dei cosiddetti “appalti”, costringendo con questa strategia, le forze dell’ordine, a impegnarsi con investigazioni continue, nei confronti di quelle comunità criminali straniere, a prevenzione anche, di eventuali legami di quest’ultimi con quei gruppi di terrorismo internazionale…
Ormai è certo… hanno tutti paura, anche solo di parlarne, la gente si barrica a casa e non esce neppure nel balcone… per sentire quanto accade fuori…
La verità è che ormai siamo invasi!!!
Non parlo esclusivamente delle comunità africane o di quelle provenienti dai territori nei quali sono attualmente presenti dei conflitti, ma anche di tutte le altre presenti nei nostri territori, come ad esempio rumeni, georgiani, albanesi, cinesi, bengalesi (quest’ultimi dedicati nella vendita di oggettistica, accendini, cianfrusaglie, giocattoli, ma soprattutto rose…), che costituiscono un intero mercato a nero!!!

Miliardi di euro che producono evasione nel nostro paese, raccolta di denaro in contante che settimanalmente viene reinvestito in attività illecite o dirottato verso quei loro paesi d’origine, senza che nessuno –in particolare il nostro governo– dimostra d’essere capace di fermare o quantomeno limitare questo flusso costante di immigrati e di denaro sporco!!! 

Certamente, non si deve fare di tutta un’erba un fascio…
Già, fuori da quel contesto criminale… vi sono tante persone extracomunitarie perbene e oneste, grandi lavoratori che insieme alle loro famiglie, rispettano le nostre leggi e i nostri costumi, partecipano socialmente e non danno alcun modo di parlare di se…
Ecco, sono queste le persone che vogliamo e che siamo disposti ad accogliere, mentre per gli altri, per quanti cioè sono qui esclusivamente per creare problemi al nostro paese, ecco per quest’ultimi vi è una sola strada: dovranno essere in tempi celeri espulsi dal nostro paese!!!  

SICILIA: Lotte fratricide nella Destra…

Quando ci sono in gioco poltrone così importanti… non si guarda in faccia nessuno!!!
Difatti, è proprio quanto sta avvenendo in questi giorni, tra i vari referenti di quel Centro-Destra del tutto siciliano… caratterizzato da lotte fratricide, sorte per l’appunto tra i vari candidati a quella presidenza della regione…
C’era chi aveva annunciato la propria presentazione, chi aveva sostenuto l’avversario, chi ne aveva appoggiato la candidatura e chi restava inaspettatamente fuori a guardare gli eventi…
Che l’ambiente fosse teso, ci voleva poco a capirlo e non vi è nessuno, al di sopra di essi, se pur presidente o segretario di quel proprio partito, che riesce in maniera salomonica ha trovare quei possibili accordi… non ci riesce il “Cavaliere”, non ci può Salvini e neppure Alfano!!! 
Una situazione difficile da risolvere… e dire che in questo periodo, l’attuale centro-sinistra, sta dando indirettamente un grosso aiuto, con quella prevista scissione… alla coalizione di centro-destra… ma come dicevo sopra, quando vi sono in gioco il potere di ciascuno… si escono come “Wolverine” le unghia d’acciaio…
Ed allora, dopo tante chiacchiere e promesse vacue, scopriamo che non si faranno le elezioni primarie per designare il candidato di centrodestra!!!
Da Palermo a Catania, ecco che, ciò che sembrava ormai scontato, è divenuto fantasia… ed allora i tre possibili referenti, Musumeci, Attaguile, Armao, si ritrovano a non poter competere tra loro a causa del mancato appoggio di quel loro stesso partito… o quantomeno di quei referenti che oggi rappresentano l’ago della bilancia… vedasi ad esempio, Gianfranco Miccichè e Saverio Romano…
Nel contempo Crocetta & CO. godono di questa diatriba familiare, sperando così di potersi riproporre con i numeri, contro i referenti di questa coalizione di centro-destra…
Non è detto comunque che all’improvviso esca dal cilindro magico un nuovo nome… basterebbe che questo presentasse nel suo programma, principi basati sulla “legalità”, che dal sottoscritto riceverebbe immediatamente il proprio voto…
Ma oggi, ad esclusione dell’On. Attaguile (che nei mesi scorsi, ho potuto valutare le iniziative presentate nella qualità di segretario della Commissione Nazionale Antimafia), gli altri non garantiscono  minimamente quei “valori” ricercati non solo dal sottoscritto, ma soprattutto da molti onesti siciliani!!!
D’altronde, non sapendo più cosa proporre… sento parlare in questi giorni d’impegno comune, di condivisione e confronto d’intenti, di riscatto al malgoverno di Crocetta, di una visione che unisce e non che divide… ma per il resto, le lotte intestine continuano sottobanco in modo feroce…
I partiti, per non restare coinvolti hanno preferito defilarsi, non garantendo a nessuno di quei candidati ufficialmente il proprio appoggio, affinché quelle possibili lotte interne, non abbiano a coinvolgere il proprio partito…

Vedrete come alla fine si giungerà ad un ballottaggio generale, il cui esito definitivo avverrà (sempre se ne avranno occasione, non dimentichiamoci che vi saranno almeno altri due referenti, quello del Centrosinistra e quello del M5Stelle…) – non prima del secondo turno…
Comunque, visto che ancora sono tutti in corsa, mi piacerebbe ricevere da loro un progetto con tempi certi, con il quale elencassero tutti i punti di quel programma che ( –nel qual caso diventassero Presidente della regione) si impegneranno a compiere…, in particolare tenendo come loro obbiettivo prioritario, quelle prospettive di riforma e di intervento sistemico in materia di prevenzione della corruzione e di lotta al clientelismo, provvedendo inoltre a realizzare interventi di contrasto alla mafia, allontanando quei suoi referenti politici e sospendendo definitivamente dagli incarichi tutti quei dirigenti delle PA che dimostrano di compiere attività illecite o quantomeno d’essere legati a quel sistema criminale che soffoca ogni giorno noi cittadini con quelle metodologie criminali!!!
E’ tempo di fare definitivamente “pulizia”… e se non la farete voi, statene certi… ci penseremo NOI!!!