Quando l’inchiesta non arriva in fondo (forse) un motivo c’è! Già… vi sono informazioni che farebbero cadere un governo (e chissà… se è proprio per questo, che nessuno tocca quei soggetti che le possiedono…).


Già” partiamo da qui, da questa piccola parola che è come un pavimento di vetro: sembra reggere, sembra solido, sembra che tu possa camminarci sopra senza paura, ma basta un passo falso, basta uno sguardo troppo insistente verso il basso, e ti accorgi che sotto c’è il vuoto. O meglio, non esattamente il vuoto: c’è tutto ciò che non può essere portato alla luce.

Perché quando ci si imbatte in una storia importante, un’inchiesta che sembrava destinata a mettere a nudo tutta la verità, ecco che improvvisamente comincia a perdere pezzi, a sfumare, a non arrivare mai davvero ad una conclusione, ed io, consentitemi – da un bel pezzo – ho smesso di credere alla fatalità o alla semplice incompetenza.

Forse è solo una fissazione, ma a me capita di chiedermi: e se un motivo ci fosse? E se dietro quel muro di ombre, di sentenze scritte in un linguaggio che sembra voler nascondere più di quanto riveli, di dibattiti che puntualmente deragliano sul chi e sul come e mai sul cosa, si celasse qualcosa di molto più concreto?

Qualcuno, da qualche parte, possiede informazioni, non semplici notizie, intendiamoci. Pacchetti di realtà, dettagli precisi, nomi, date, fotografie, informazioni che, se solo dovessero venire a galla tutte insieme, senza i soliti filtri, senza le solite mediazioni all’italiana, sarebbero capaci di spazzare via un governo o forse anche più di uno, attuale o anche precedenti, già… forse l’intero castello di carte che qualcuno chiama “sistema”.

E allora viene il dubbio, quello vero. Quello che nessuno vuole pronunciare ad alta voce. E se il motivo per cui nessuno tocca quei soggetti, quei presunti intoccabili, non fosse il loro potere politico o economico? Se fosse molto più semplice e molto più spaventoso? Se fosse che quei soggetti non sono potenti nonostante quelle informazioni, ma proprio perché le posseggono?

Perché, vedi, un’informazione così pesante non è un’arma che si può usare e basta. È una rete. E chi ci resta impigliato dentro rischia di essere proprio colui che prova a tirarla su. Da noi, in Italia, questo lo sanno bene. Forse lo sanno troppo bene. 

Ecco perché, quando una di quelle storie minaccia di diventare troppo vera, troppo chiara, troppo scomoda, accade sempre qualcosa. La procura generale che smentisce, il testimone che ritratta, il dibattito che improvvisamente si sposta su chi ha raccontato e non su cosa è stato raccontato.

È come una danza… elegante, perfetta, inconcludente!

E alla fine, l’inchiesta non arriva in fondo. Non perché manchi la verità, ma perché qualcuno, in silenzio, ha deciso che è meglio così. Meglio un’ambiguità che tiene tutti in scena che una verità che farebbe calare il sipario per sempre.

Chissà…. forse è proprio per questo che nessuno tocca quei soggetti che le possiedono.

Forse, semplicemente, non conviene.

Già… a nessuno!

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.