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Catania, bluff e sangue: il Potere del denaro, la Procura della Repubblica, la gestione della notizia
Fava scrittore prima che giornalista coglieva l’anima più vera di una città fenicia: a distanza di quarant’anni le cronache di questi giorni raccontano ancora di questa anima. Già, perchè come spiegare, al di là del merito delle singole vicende giudiziarie, gli scandali e gli intrecci affaristici che vengono fuori da giorni dalle pagine d’accusa della Procura della Repubblica di Catania?
Una dimensione privatistica dell’esistenza, dove il rispetto si deve solo per tutto ciò che ha un valore (la “legge del valore” è l’essenza del capitalismo nella sua dinamica di fondo). O “si conta” o si è “niente”: un principio religioso appunto. Il resto è ipocrisia o meglio come diceva Antonio Schilirò (l’intellettuale del Comune di Catania, assassinato nell’anima dalla “Catania perbene e della legalità”, di cui in questi giorni è l’anniversario) “mentono tutti”.
Ma per fare questo ci vorrà sempre qualcuno che qualcuno, magari con le pezze al culo, vada in udienza, magari finendo talora scaraventato fuori “perché il codice non prevede il pubblico”: per tutto il resto, sopratutto prima di tutto, ci sono le solite “imprendibili” manine che “tirano carte” solo da una parte dell’informazione. Come negli “anni d’oro” del “sistema Ciancio”, quando il segreto istruttorio vigeva a targhe alterne (per gli altri): esattamente come oggi, o meglio da un decennio. Si chiama “gestione della notizia”, è una forma del Potere reale, che a Catania ha rappresentato uno delle chiavi del sistema dominante per decenni, di cui ha fatto e fa parte integrante la Procura della Repubblica. “Gestione notizia” che significa prima di tutto tracciare un solco, a partire dall’esistenza di un fatto o anche solo della sua interpretazione, su una città disarmata perchè non abituata a non avere memoria di sé e da tempo priva o deprivata di un tessuto imprenditoriale autonomo.
5 Gennaio 1984… 5 Gennaio 2019!!! Ci si ricorda di una data solo in quel giorno, poi come sempre, tutto continua a procedere come se nulla fosse…
Grazie Pippo…
Non provate a minacciare Claudio Fava!!!
Una busta con all’interno una pallottola di calibro 7,65 inviata all’ufficio di Presidenza della commissione e indirizzata esplicitamente al “presidente Claudio Fava”!!!Sento "un estremo disagio"…
Il video pubblicato, dura all’incirca 55 minuti e forse non è del tutto completo, in quanto molto probabilmente, l’incontro con i giornalisti è proseguito oltre…
Ciascuno di quei signori avrebbe potuto rivolgere al Procuratore domande ben più pertinenti… invece di girare attorno a vicende sconnesse o certamente marginali rispetto alla vicenda in questione…
Ditemi, come può essere che non vi sia una sola associazione di categoria che si sia espressa su questa vicenda giudiziaria…Già… come mai, nessun imprenditore, politico, associazione di legalità, abbia in questi giorni preso le distanze su quanto emerso…
Altrimenti il sottoscritto, analogamente come l’attuale Procuratore della Repubblica di Catania, continuerà a sentire su di se, questo “estremo disagio”!!!
Sento "un estremo disagio"…
Il video pubblicato, dura all’incirca 55 minuti e forse non è del tutto completo, in quanto molto probabilmente, l’incontro con i giornalisti è proseguito oltre…
Ciascuno di quei signori avrebbe potuto rivolgere al Procuratore domande ben più pertinenti… invece di girare attorno a vicende sconnesse o certamente marginali rispetto alla vicenda in questione…
Ditemi, come può essere che non vi sia una sola associazione di categoria che si sia espressa su questa vicenda giudiziaria…Già… come mai, nessun imprenditore, politico, associazione di legalità, abbia in questi giorni preso le distanze su quanto emerso…
Altrimenti il sottoscritto, analogamente come l’attuale Procuratore della Repubblica di Catania, continuerà a sentire su di se, questo “estremo disagio”!!!
Pippo Fava, un vero "Siciliano"…
L’uomo politico non cerca attraverso la mafia solo il potere, ma anche la ricchezza personale, perché è dalla ricchezza personale che deriva il potere, che ti permette di avere sempre quei 150mila voti di preferenza. La struttura della nostra politica è questa: chi non ha soldi, 150mila voti di preferenza non riuscirà ad averli mai! I mafiosi non sono quelli che ammazzano, quelli sono gli esecutori. Ad esempio si dice che i fratelli Greco siano i padroni di Palermo, i governatori. Non è vero, sono solo degli esecutori, stanno al posto loro e fanno quello che devono fare. Io ho visto molti funerali di Stato: dico una cosa che credo io e che quindi può anche non essere vera, ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità…”.
Bisogna dimostrare attraverso i quotidiani gesti, d’essere degni di poterci paragonarci (nel nostro piccolo…) a loro!!! 




















