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Chi fu a contattare il capo di "Cosa Nostra" Toto Riina, per effettuare le stragi?

Forse allo Stato servo per parafulmine!!!”.

Con questa frase, il “Capo dei capi” Totò Riina, ha voluto esprimere, durante un processo, una riflessione, riferendosi al periodo delle stragi di quegli anni…
Ieri, ho ascoltato una trasmissione interessante su Radio 24, presentata da Gianluca Nicoletti, con ospite d’eccezione il Presidente del Senato, Pietro Grasso…
Per chi volesse ascoltarla, riporto di seguito il link della puntata: http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/melog/trasmissione-giugno-2017-130246-gSLAfB2GLC
La puntata si apre parlando del libro appena pubblicato dal Presidente del Senato, sulla storia della guerra alla mafia.
D’altronde il magistrato, fu in prima persona protagonista di quel periodo, essendo stato designato, giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra…
L’intervista comunque esamina anche le vicende di questi giorni, il dibattito scatenatosi dopo la sentenza della Cassazione sulla carcerazione a causa delle gravi condizioni di salute del capo mafia, Totò Riina.
Del resto, dopo il grande clamore sul suo arresto, del boss, non se ne più parlato… vent’anni di silenzi in cui tutti abbiamo saputo, che era rinchiuso in quella cella, nel carcere di Opera.
All’improvviso, in questi ultimi anni, qualcosa è cambiato… 
Difatti… alcune intercettazioni sono state portate a conoscenza dei media: quelle frasi denigratorie nei riguardi dell’ex amico Bernardo Provenzano (considerato da Riina, un “giuda”, in quanto aveva permesso l’individuazione del rifugio ove era nascosto), le minacce verbali nei confronti del giudice Di Matteo, frasi criptiche che celano i segreti della nostra storia recente, che soltanto egli conosce…
Quella vergognosa pagina della trattativa tra Stato e mafia, i “papelli” presentati e poi dichiarati falsi… quelle frasi riportate “io non cercavo nessuno, erano loro che cercavano me”… 
Ma loro… chi??? Già, chi erano questi uomini che trattavano con il boss corleonese???
Abbiamo letto d’inchieste ufficiali sui Ros, sui rapporti con l’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino, abbiamo avuto modo di ascoltare il figlio Massimo e la sua versione dei fatti…
Ed ancora, cosa dire di tutte quelle circostanze ambigue… 
Come dimenticare la mancata perquisizione del covo del boss, subito dopo il suo arresto, quella villa lasciata lì… abbandonata… per tre giorni, affinché gli uomini di quella associazione (o chissà gli uomini dei servizi segreti…), potessero recuperare tutti quei documenti nascosti all’interno della cassaforte, sì… e cosa dire dell’Onorevole Mancino che alcuni giorni prima, aveva dichiarato di essere a conoscenza del suo arresto…
D’altra parte, come classificare quelle strane circostanze, dove i servizi segreti appaiono (e scompaiono), da quelle stragi imputate alla mafia, vedasi ad esempio Via dei Georgofili, della quale nessun mafioso ha mai parlato… oppure dell’omicidio di Borsellino, siamo sicuri che è stata la mafia, oppure dietro quella bomba non ci siano stati i servizi deviati… e che fine ha fatto… quell’agenda rossa che il magistrato portava sempre con se e non lasciava mai???
Certamente dice bene l’ex Procuratore di Palermo Pietro Grasso: ” Non dobbiamo dimenticare che Riina è ancora il capo di Cosa Nostra e che la legge può dare la possibilità di interrompere il regime del 41bis, basta che collabori!!! Riina potrebbe ottenere la cessazione delle misure facendoci sapere chi erano quelle persone importanti che lo hanno contattato prima di fare delle stragi”…
Ma il sottoscritto alcuni giorni fa, avevo riportato “nessuno ha interesse a far uscire il boss, anzi sono tutti d’accordo per tenerlo lì… messo a tacere per sempre e ridotto al completo silenzio!!!”.
Sperare quindi ora (per come molti chiedono…) che il boss di cosa nostra, possa convincersi a parlare, mi sembra alquanto irreale; di contro, sarà perché sono stato condizionato dei libri letti di Forsyth e Le Carrè, ma su questa circostanza, non so perché… ho uno strano presentimento: la notizia in prima pagina, della sua fulminea scomparsa!!!   

In ricordo di una persona perbene: Sebastiano Bucca.

Questa mattina ho ricevuto una triste notizia: un mio caro amico ed anche collega è venuto a mancare…

Desidero pubblicare questo post, per quanti hanno avuto modo di conoscerlo e non sono oggi a conoscenza della sua prematura scomparsa…
Sembra che Dio, abbia una predisposizione particolare per prendere accanto a se, anticipatamente, le persone migliori e Sebastiano era difatti una di queste…
Ho avuto il piacere di conoscerlo nel 2010, durante i lavori per il raddoppio ferroviario SIS di Palermo e in quegli anni, abbiamo avuto modo, insieme ai tanti colleghi e dipendenti della In.Co.Ter Spa (e della SIS SCPA), di trascorrere quella interessante esperienza lavorativa…
Sapere che ora non c’è più, mi ha dato una grande tristezza ed è il motivo per cui, voglio ricordarlo… 

Durante la nostra vita, non sempre si è fortunati d’incontrare persone speciali, che sappiano trasmettere agli altri, naturali qualità morali di bontà e rettitudine…

Un’anima pura, che ha preferito vivere, non per aver vantaggi personali, ma aspirando continuamente a fare qualcosa per gli altri…
Sebastiano era così, sempre pronto al dovere, ad aiutare gli altri, in particolare i colleghi e i lavoratori di cui, molti di essi, ragazzi, hanno potuto condividere i tanti momenti allegri, ricevendo nel contempo i suoi consigli, quasi fosse stato per loro, un secondo padre…
Una persona perbene e onesta, un uomo che ha saputo affrontare in silenzio tutte le difficoltà sopraggiunte, senza mai trasmettere agli altri, emozioni di tristezza o di sconforto…
Ci siamo incontrati la scorsa estate, quando insieme a mia figlia Emanuela, sono andato a trovarlo a casa sua, presso Barcellona Pozzo di Gotto ed egli era felice di quel inatteso incontro, manifestando ad entrambi, tutto il suo calore umano e la gioia indescrivibile per quella visita…
So che in questi anni mi seguiva sul blog… ogni tanto mi scriveva qualche messaggio via email o sulle pagine social, il più delle volte, quando leggeva qualche mio articolo un po’ troppo “risonante”, mi consigliava di lasciar perdere, scrivendomi: “Nicola… questo terra non ti merita…”!!!
Chissà forse aveva ragione… ma io penso che sono i piccoli gesti, a fare di un uomo la sua grandezza… sono le piccole azioni, le cose dette, quelle che permetteranno ad egli di vivere sempre nel ricordo degli altri, anche di coloro che non si conoscono, parole che resteranno eterne nella memoria…
Io mi ricordo ogni secondo passato insieme, quelle giornate in cantiere, le colazioni della mattina ed anche le risate a cena… in quella nostra Palermo che ci ha saputo accogliere (noi per lo più catanesi), con grande affetto e simpatia…
Cosa dire dei quartieri nei quali abbiamo operato, considerati da molti “pericolosi”, ma non per noi, dove senza mai alcun problema, abbiamo trascorso quegli anni, accolti con benevolenza dai suoi concittadini…
Sebastiano… so che non è giusto, se non altro, non così presto, questa è per noi tutti, in particolare certamente per i tuoi cari, un’inattesa perdita…
Io stesso… mentre sto scrivendo queste righe, non ci voglio credere, mi sento come smarrito, penso tra me…  “… no, non può essere vero, non voglio crederlo, non posso accettarlo“!!! 
Dicono che “il tempo guarirà le ferite“, ma il tempo ora, almeno per il sottoscritto, sembra essersi fermato… 
Nulla sarà più come prima… non potrò più vederti, ascoltare la tua voce al telefono, non avrò più i tuoi messaggi sul mio cellulare, non riuscirò a fare colazione con te e ridere di quando abbiamo vissuto insieme, ma io so che da lassù… tu, sarai sempre vicino ai tuoi cari, a me, a chi sai ti ha voluto bene, aiutando ciascuno di noi a reagire nei momenti difficili, consigliandoci sulle scelte importanti da fare e allontanando le sofferenze di questa vita…
Caro Sebastiano grazie, per tutti i momenti trascorsi insieme… 

Ricordando Falcone: gli attuali uomini delle Istituzioni si rivolgono ai ragazzini di oggi… ma vorrei dire loro, cosa è stato fatto in questi 25 anni???

C’è una frase che più di altre ritengo perfetta per questo nostro paese… e a dirla è stato proprio il giudice Falcone: “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare…”!!!
Difatti, a cosa serve parlare, discutere, promettere, quando poi in concreto tutto il sistema criminale è rimasto in questi anni inalterato…
Sono passati esattamente venticinque anni da quel terribile 23 maggio 1992 e cosa è cambiato???
Ah.. si… vero… sono stati arrestati i boss Riina e Provenzano e quanti hanno partecipato a quella strage di Capaci, strano che comunque, alcuni di quei soggetti, siano nel contempo diventati collaboratori di giustizia… 
Oggi per ricordare l’anniversario della morte del giudice, della moglie e di alcuni componenti della scorta… sono stati organizzati a Palermo i soliti incontri: mostre, spettacoli e l’approdo al porto della “nave della legalità”…
Ovviamente, sono tutti invitati, uomini e donne delle Istituzioni… che preferisco non elencare, d’altronde ritengo che, oltre ad essere in troppi, alcuni di essi potevano starsene tranquillamente a casa…  
Il sottoscritto infatti, avrebbe voluto esclusivamente vedere a quegli incontri i familiari delle vittime o quanti fortunatamente da quelle azioni criminali, si sono salvati…
Ecco che di sorpresa inizia in sottofondo a suonare una musica… è la canzone di John Lennon (Imagine), suonata dai bambini di una scuola elementare con indosso ciascuno la maglietta della legalità, a cui fanno da contorno tutti gli altri ragazzi, con manifesti e palloncini colorati che riportano una frase: “grazie per averci insegnato il coraggio di lottare e diamo un taglio all’illegalità!!!
Ha detto bene la sorella del giudice (Maria) a quei ragazzi: “voi siete la speranza”…
Ma io vorrei aggiungere…
Dove sono oggi i ragazzi d’allora, quelli che avevano 18/25 anni e che ora hanno all’incirca la mia età… cinquantanni…
Già, cosa hanno fatto di concreto in questi anni per questa società o per combattere la mafia…??? 
Non dobbiamo dimenticarci che tra loro, vi sono dei degni rappresentanti politici, soggetti che ci hanno governato non solo a livello Nazionale, ma nello specifico, presso la nostra Regione Siciliana…
Deputati, assessori, dirigenti, consiglieri, veri e propri uomini delle istituzioni e ditemi… che cosa hanno fatto di concreto per contrastare la mafia, la corruzione, tutta questa illegalità ormai diffusa a tutti i livelli… ditemi…???
Ed oggi quindi… cosa si fa…??? Si ripetono nuovamente quei gesti??? 
Si chiede a queste nuove generazioni di ragazzi, di essere artefici del loro cambiamento, di rappresentare la speranza, quando però allora… quegli stessi ragazzi, genitori di quelli di oggi, non sono stati capaci di far nulla, anzi si sono venduti a quel sistema clientelare/politico/mafioso che con una manciata di pasta, si è comprato la dignità dei siciliani…
Quante belle parole che vengono dette da tutti, ma quando c’è “da rimboccarsi le maniche… già, quando c’è da pagare un prezzo”… loro cosa fanno, evitano la lotta!!!
Sono come giullari di quel sistema… almeno il sottoscritto è così che li vede;  fanno soltanto ridere e d’altronde si vede come in questi anni nulla sia cambiato…
La mafia, ha continuato a dominare questa nostra terra tranquillamente, grazie all’esiguo contrasto sia delle istituzioni, ma soprattutto dei cittadini… 
Sì… è proprio grazie ai voti dei cittadini che accadono queste cose… (guardate infatti le porcherie che stanno accadendo in questi giorni di campagna elettorale…), agli appalti concessi alle imprese amiche (affiliate agli “amici degli amici”…), alle numerose tangenti e mazzette distribuite all’interni degli uffici pubblici… d’altronde è quanto ben sapete, ma ora fate finta d’ignorare e disconoscere!!!
Sono stanco di vedere ogni anno queste celebrazioni… fate come me, ponete nel vostro cuore il giudice e cercate di mettere in atto quei suoi insegnamenti e quando avete un momento di sconforto osservando quanto accade quotidianamente intorno a noi, guardate le sue foto nella vostra stanza e vedrete che ritornerete… ancor più forti di prima!!!   

Il Presidente Mattarella: "Per Falcone la mafia non era invincibile"!!!

In occasione della commemorazione della strage di Capaci che venticinque anni fa uccise il giudice Giovanni Falcone, proprio mentre il presidente della Repubblica ricordava la figura del magistrato davanti alla riunione straordinaria del Csm, ecco che all’improvviso la mafia, si è fatta nuovamente sentire…
Ovviamente, per non dare molto clamore alla notizia, la maggior parte dei media ha riportato che si tratta di un regolamento di conti… 
Hanno parlato di quel boss mafioso, hanno ricordato delle vicende criminali, della condanna per mafia  e dell’incredibile scarcerazione del 2014…
Già… dire “incredibile” è poco, considerato che quel boss era stato condannato per l’omicidio del capitano dei carabinieri Emanuele Basile e dei carabinieri Bommarito e Morici che per l’appunto lo stavano accompagnando…
Ma si sa… da noi la giustizia è qualcosa di aleatorio e difatti i colpevoli riescono sempre a farla franca, ed anche in questo caso il boss, se pur condannato all’ergastolo – grazie ai propri legali – era riuscito a lasciare il carcere, tra mille polemiche, beneficiando della Legge Carotti… 
67 anni, di cui 25 passati in carcere, per scontare condanne per reati, quali omicidi, rapine, traffico di droga, ecc, ma alla fine… era riuscito ad uscire dal carcere. 
Secondo le ipotesi… qualcuno voleva vendicarsi, ed ecco quindi che stamani, l’uomo è stato affiancato da due killer, che gli hanno sparato in testa mentre passeggiava in bicicletta…
Alcuni mesi fa, il sottoscritto aveva preannunciato la fine di questa “pax obbligata”, la quale, non sarebbe durata in eterno e che anzi probabilmente, avrebbe ripreso con vigore… difatti qualcuno ha deciso di riprendere nuovamente le armi, per imporre la propria forza…
D’altronde i vecchi boss… stanno morendo dentro le prigioni, come gli attuali detentori di quel potere, sono da troppo tempo latitanti e qualcuno ha iniziato a mettere in discussione quella loro ormai “scomoda” presenza… ma soprattutto, c’è chi stanco, vede allontanare con il passare degli anni sempre di più quel potere ed ora ha deciso di uscire allo scoperto…
Vedrete, questo è solo l’inizio, se non si troverà immediatamente un accordo tra quelle cosche criminali, le parole… cosi ottimisticamente pronunciate dagli uomini delle istituzioni, serviranno a nulla, per bloccare quell’inizio di faida mafiosa, che di qui a breve… potrà scatenarsi, con tutte le conseguenze che abbiamo avuto modo, ahimè di conoscere!!!
Venticinque anni fa… moriva Falcone ed io in quei giorni ero a Palermo, proprio dinnanzi ad una chiesa, piena di gente e soprattutto di giovani come me…
Sono passati venticinque anni e cosa è cambiato…??? Quante e quali lotte hanno fatto in questi anni, quei tanti giovani che urlavano dinnanzi a quella chiesa a squarciagola “Giustizia”!!!
Ditemi, com’è cambiata questa nostra terra, in meglio o in peggio…???
La situazione attuale vi sembra migliore di quella d’allora???
Ed i valori morali calpestati dai troppi compromessi, a chi vogliamo attribuirne le colpe… sempre alla mafia???
Per favore… finiamola di prenderci in giro…
Diceva bene il giudice Falcone: “Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili”.
Ed oggi ditemi, nel rivedere Egli i gesti compiuti in questi venticinque anni da ciascuno di noi, di quanti pensate potrà essere compiaciuto??? 
Quel sacrificio compiuto, basterà a farlo sentire appagato, potendo ora discernere da lassù, il vero e sincero sentimento, da quanto viene pronunciato in suo nome… da quei soggetti dalle lacrime da coccodrillo???

Trattativa Stato-Mafia…

Siamo giunti alla prima udienza del processo d’appello per l’ex ministro, Calogero Mannino, nella cosiddetta “trattativa”, tra Stato e mafia…
Nel 2015, in primo grado l’ex ministro era stato assolto dall’accusa di minaccia a corpo politico dello Stato, mentre l’udienza svoltasi oggi (davanti alla prima sezione della Corte d’appello di Palermo), si è conclusa dopo pochi minuti, in quanto rinviata al prossimo 13 settembre, quando avrà inizio il processo. 
L’ex ministro, a differenza degli 10 imputati con i quali è imputato, ha chiesto di essere processato con il rito abbreviato… ed ha aggiunto di rinunciare alla “prescrizione”.
Certo avere reso nota tale intenzione è una vera sorpresa, e soprattutto non sono in molti a richiederla… anzi tutt’altro, d’altronde è una norma prevista dal nostro ordinamento penale e perché quindi non sfruttarla…
Il collegio dei giudici come si diceva sopra, ha rinviato il tutto al 13 settembre, su richiesta del procuratore generale che ha chiesto tempo per studiare il fascicolo e valutare se chiedere un’eventuale rinnovazione dell’istruttoria, il che significherebbe raccogliere nuove prove a carico dell’ex ministro e segretario della Democrazia Cristiana Siciliana…
Viene spontaneo chiedere… ma secondo voi, come finirà (quando finirà…) questo processo??? 
Si arriverà a condanne esemplari oppure come ritengo, non ci sarà alcuna condanna???
Ho l’impressione che ci siano forti motivazioni che spingono a considerare tale vicenda, come una vera e propria ricerca del “santo gral”… molto figurativa, ma che condurrà ad alcuna verità…
Lo scontro d’altronde evidenzia forti influenze, tra una giustizia penale che tenta di far chiarezza, ed un sistema politico colluso, che vorrebbe assopire questo effetto mediatico, senza tentare di ricostruire storicamente quanto accaduto, negli anni più drammatici della nostra storia recente, che ha visto il coinvolgimento, dei piani alti delle nostre istituzioni…
Ricordo quanto disse l’ex procuratore aggiunto Antonio Ingroia: “Appena la trattativa viene avviata la necessità di salvare i politici (e con essi si ha la pretesa di salvare la repubblica) assume una grande rilevanza istituzionale, e lo Stato si attiva per rimuovere tutti i possibili ostacoli al riguardo”…
E’ chiaro che… se da un lato non viene messo in discussione l’impegno dello Stato in quanto tale, per altro, l’indeterminazione prodotta da tutto il sistema, ha prevalso sulla teoria dell’esistenza di una regia unitaria, nei tentativi d’accordo con la mafia e nella individuazione dei protagonisti impegnati nelle corrispondenti attività preparatorie…
E’ evidente ormai a tutti, che quanto si è cercato di fare negli anni… è stato quello di salvaguardare la democrazia di questo paese, facendo in modo di condurre tutte quelle inchieste nate su questa “trattativa”, su ipotesi e congetture che non hanno mai trovato (purtroppo per noi…), quell’autentico e necessario riscontro…

In Italia si diventa ministri giocando a calcetto, con Renzi e Gentiloni…

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha provato a giustificarsi: “Voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità”.

Ed allora a differenza di quanti oggi lo attaccano – con ragione – su quelle sue dichiarazioni, io voglio dedicarmi proprio a quel cosiddetto “curricula vitae” per valutare senza alcuna preconcetto, quelle proprie capacità ed ecco cosa ho trovato ( fonte Wikipedia):
Si diploma a Imola come agrotecnico ( sarebbe interessante sapere con quale voto… ma questo manca, non sara certamente un 60/60 o quantomeno un voto lì vicino…)… di Università non se ne parla… e quindi nessuna specializzazione, master, ecc… 
Ed allora si è scelta la via più breve ed anche la meno faticosa, quella della politica!!!
Si iscrive al Partito Comunista Italiano, diventa assessore comunale all’Agricoltura e alle Attività Produttive dal 1976 al 1979…
Quindi dal 1982 al 1989 è segretario a Imola del PCI…
Successivamente entra nel Consiglio della Provincia di Bologna con il Partito Democratico della Sinistra…
Per chi come me, nato a Bologna, sa benissimo che la regione Emilia Romagna, basa qualsivoglia tipo di rapporto, anche il più ininfluente, attraverso una semplice tessera “rossa”… chi non la possiede, non va da nessuna parte!!!
Passano gli anni, è diventa (molto probabilmente a causa dei ribaltamenti politici di quel periodo) “indipendente”. 
Dal 1992 al 2000 è presidente di «Efeso», un ente di formazione (abbiamo visto in questi anni quanto poco siano serviti questi enti, che di formazione non possiedano nulla, se non dividere posti di lavoro e sprecare migliaia di denaro pubblico a quei cosiddetti “formatori”…), quindi, fino al settembre 2000 è presidente della Legacoop di Imola, per poi divenire presidente della Legacoop Regionale Emilia-Romagna e vicepresidente Legacoop Nazionale, di cui è ancora dal 2002 presidente…
Nel febbraio 2013 diviene presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane…
Ecco quindi che dopo questo esaltante “curriculum vitae”… realizzato passando da una “COOP” all’altra, usufruendo di quei soliti posti suddivisi tra i “rossi” raccomandati del partito… ecco che, tra una partitella e l’altra di calcetto, con i vecchi del partito, ma soprattutto con quelli nuovi, ecco che nel 2014 è stato designato Ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Renzi…
Inoltre, il 23 aprile dello stesso anno, sono state delegate ad egli, le funzioni di Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di politiche giovanili e servizio civile nazionale, politiche della famiglia e integrazione…
Nota particolare, questo Sig.re dal CV “meraviglioso”, percepiva come presidente di “Legacoop” nel 2012 ben 192.623 euro, ben più di uno stipendio di un ministro, (dati resi noti per legge nel maggio 2014)
Nel 2014, avvalendosi dei fondi dell’Unione europea ha varato un pacchetto di provvedimenti a garanzia giovani, oggetto di molte contestazioni e ai quali ovviamente nessuno di quei giovani riesce ad inserirsi… se non i soliti parenti e amici del “calcetto”….
Ovviamente per i meriti di cui sopra, il 12 dicembre del 2016 è stato riconfermato alla guida del ministero dal nostro Presidente del consiglio, Gentiloni.
È sposato con Anna Venturini, anche Lei dedicata alla politica, in qualità di assessore nel Comune di Castelguelfo…
Per concludere, sto pensando che forse è il momento di farmi dare dal mio caro amico Gioacchino di Palermo, quella sua tessera “rossa”, non del partito… ma quella plastificata, la stessa che utilizza nei campi di calcio/calcetto, durante quelle sua direzione di arbitro… 
Si, sarebbe perfetta per espellere dal campo questi giocatori,  che ormai da troppo tempo, frequentano questo campo della politica, dimostrando per l’appunto con quel loro “curriculum vitae”, una vera e propria inadeguatezza ( basti vedere difatti, le condizioni in cui si trova oggi il nostro paese…) e senza essere capaci (diceva bene mio padre…) “di disegnare una O… senza il bicchiere“!!!
Ma d’altronde se sono queste le “riserve” che sono state messe in campo a giocare la nostra partita… perderemo sicuramente!!!
Non dimentichiamo che questa è gente disinteressata a giocare per noi, ma che sono lì… per l’appunto in quel campo di calcetto, esclusivamente (per come ha fatto intuire il ministro), per proporsi per un posto di lavoro…
Ed allora, quali aspettative ci possiamo augurate da questi signori…??? Ah… si dimenticavo, tifiamo “FORZA ITALIA”!!!

Ai professionisti piace la "coca"…

Ovviamente ci sono tutti!!!
Magistrati, Avvocati, Medici, Imprenditori, Giornalisti, ed anche Poliziotti…
Dalla lista sono esclusi ovviamente, pusher, delinquenti e mafiosi vari… quelli si sa, oltre che a spacciarla, un po’ cercano sempre di conservarsela per poterla utilizzare in quegli incontri intimi… sì, permette loro di dargli quella carica, che di loro non possiedono…
Comunque riprendendo con quei professionisti, la lista è lunghissima, come il fiume di coca che scorre nel nostro capoluogo, ma non soltanto lì…
E dire che la chiamano la “Palermo bene”… ma bene di cosa non si comprende… perché i soggetti di cui parliamo sono degli esseri meschini ed insignificanti, personaggi che hanno bisogno di andare ad escort perché non sono capaci di conquistare una donna… anzi, molti di loro, preferiscono andare a “Trans”… chissà forse perché gli piace… BIIIIIPPP!!!
Comunque, come si dice “De gustibus non disputandum est” e quindi ognuno si tenga i propri… ma ciò che risulta assurdo è scoprire come, dietro a quei soggetti così “limpidi” si celino insospettabili professionisti, di cui tra essi alcuni propriamente dedicati al rispetto della legge!!!
Alla faccia del rispetto… se i primi a violarla sono proprio loro, siamo messi proprio male!!!
Nel contempo le mafie siciliane e calabresi s’arricchiscono sempre più… grazie a tutta questa serie di “drogati” che non solo alimentano con quel loro vizio la criminalità, ma sicuramente ne ampliano il giro, attraverso tutte quelle loro ampie e corrotte amicizie…
D’altronde c’è da dire che questo è un vizio che a loro, costa poco… 
Sì perché lo spreco di denaro per quella polvere bianca, deriva principalmente dal riciclo di denaro sporco proveniente da evasione o da pagamenti ricevuti a nero, ed il motivo per cui da quella giostra non si scende mai… anzi tutt’altro, ci si dedica a tempo pieno…  
Difatti, gli agenti della squadra mobile dalle intercettazioni hanno potuto appurare come i pusher di quei clienti fossero dedicati a loro… 24 su 24 ore – e di cui molti erano noti avvocati penalisti, assistenti di polizia (adesso destituiti), imprenditori, venditori di auto lussuose e soprattutto una schiera di ragazze (studentesse e modelle) dai soldi facili, che per pagarsi gli studi o gli abiti griffati, non avevano problemi a concedersi…
Una di loro a raccontato… “a fine mese, raccolgo 2-3000 euro, dopotutto la verità è che gli uomini, tra i 40 e i 50 anni, vengono con me per trasgredire, cercano e realizzano ciò che la moglie non dà più loro; io li accompagno, andiamo a cena, ed infine concludiamo la serata tirando cosa e facendo sesso sfrenato ed io li accontento completamente… anche e soprattutto perché… mi pagano profumatamente bene”!!!
Alcune di esse si sono messe nel business… provvedono loro stesse ad acquistare la coca, ad organizzare i festini, ad invitare le amiche ed ovviamente a giro parola tutti quei professionisti…  
Una lunga lista, personaggi che negli anni si è saputa ben camuffare e non dovete meravigliarvi se un giorno di questi, potreste scoprirete ahimè, che vi sono tra essi… alcuni vostri conoscenti… 

Il Giudice era fan di "Vasco": "Coca cola si, coca cola, coca, casa e chiesa ( e tribunale)"…


Si tratta di un giudice, di 35 anni, in servizio al tribunale penale di Agrigento…

Durante lo svolgimento del proprio incarico, avrebbe chiamato al telefono il proprio spacciatore per chiedere della cocaina…
Ovviamente le forze dell’ordine, in particolare la squadra narcotici, stavano intercettando il “pusher” ma non sapevano a chi avrebbe dovuto consegnare la “roba”…
Mai avrebbero pensato che quella polvere bianca era destinata proprio ad un magistrato!!!
Gli agenti allora iniziano a seguire i movimenti dello spacciatore e senza farsi accorgere gli stanno dietro, anche perché il delinquente si muove con circospezione ed è molto prudente, si gira e si rigira, cambia stradine continuamente, si inoltra nella confusione e tra i ragazzi della cittadina… sa quello che deve fare A.D.B….
Ecco quindi che intorno alla mezzanotte, il giudice telefona tre volte allo spacciatore per avere un appuntamento…
Riporto quanto ho letto sulla intercettazione “Compare dove sei?” ripete… “Sono in via Mazzini”, gli dice il pusher; è davanti ad un pub, uno dei locali più gettonati delle notti palermitane; lo spacciatore e il giudice si salutano, si scambiano qualche parola. È un attimo…. arriva la narcotici!!! 
Certo quanto accade dopo mi insospettisce non poco… anche perché sarebbe bastato a quegli agenti ripetere quanto si vede nei film americani polizieschi o in qualche nostro casereccio sceneggiato “orribile”, per vedere come, solitamente, si attende il passaggio della refurtiva o della droga, prima di procedere all’arresto…
Ma da noi… “STRANAMENTE” avviene il contrario… e cioè “i ragazzi della Narcotici piombano sull’insolita coppia. DB ha 25 dosi di cocaina in tasca, evidentemente sperava di fare grandi affari ed invece, si ritrova in manette; l’uomo che è accanto a lui (IL GIUDICE) non ha alcuna droga, ne in mano e neanche in tasca!!!
Ma guarda un po’… non è che forse qualcuno (di quelli che danno gli ordini all’interno di quelle reparto), avendo compreso che l’acquirente era proprio un giudice, ha pensato bene… (si fa per dire… ) di fare sì. .. il proprio dovere, ma con quella operazione attuata casualmente in anticipo, si è permesso al magistrato di poter godere di una possibilità, che sicuramente, con la droga in suo possesso non avrebbe potuto avere giustificare…????
Certo, immaginatevi la vergogna della notizia… che già così – visto che esistono le intercettazioni – evidenzia qualcosa d’incredibile, ma che per lo meno, può sempre permettere al giudice di giustificarsi, dicendo che voleva incontrare l’amico… ma che non sapeva di quanto egli svolgesse… dopotutto le nostre forze dell’ordine sono state così brave nel loro compito…
Certo basterebbe fare due analisi di laboratorio… ma ve lo immaginate, un Giudice che si sottopone di sua spontanea volontà… e poi in Italia… ma per favore, ma chi vorrà mai crederci…
Un qualunque cittadino che non ha problemi di droga lo farebbe immediatamente… ma non credo che sarà questo il caso… 
Già, mi sembra di rivedere quell’azione di polizia compiuta dopo l’arresto di Toto Reina, nella sua abitazione, una villa che per tre giorni è stata lasciata abbandonata dalle forze dell’ordine, affinché venisse ripulita di tutti quei documenti compromettenti conservati all’interno della cassaforte…  
Comunque… riprendendo, il giudice appare nervoso e con molta “nonchalance“, espone (certamente per quell’atteggiamento di superiorità…) il proprio tesserino: “Sono un giudice“…  quasi a voler dire in maniera ostentata “cosa volete… come vi permettete“… 
Serve a poco, i poliziotti della Mobile di Palermo. seguono la procedura (non certo quella corretta…), comunque qualcuno ha scritto nel web… “si segue la legge“, ma, io resto legato ai miei dubbi!!!
Comunque, ora c’è il nome di un giudice nella lista dei clienti eccellenti degli spacciatori della cosiddetta “Palermo bene”…
Sì perché in quella lista di cosiddette persone perbene troviamo tutta una serie di professioni, in particolare vi sono 15 avvocati (se facessero i controlli che periodicamente verifichiamo noi agli autisti, il sottoscritto insieme al medico competente, ha svolto a Catania non so quanti controlli… ecco, se facessero a campione questi controlli su molti nostri professionisti… ah… sono certo, ci sarebbe da rimanere sconvolti…) assistenti di volo, noti ristoratori del centro della città, dentisti, assicuratori… ecc… come dicevo prima, tutte persone perbene e amanti delle “bollicine”!!!
Bevi la coca cola che ti fa bene
Bevi la coca cola che ti fa digerire
Con tutte quelle, tutte quelle bollicine
Coca cola si, coca cola me mi fa morire
Coca cola si, coca cola a me mi fa impazzire
Con tutte quelle, tutte quelle bollicine
Piccolo spazio pubblicità…

Il Giudice era fan di "Vasco": "Coca cola si, coca cola, coca, casa e chiesa ( e tribunale)"…


Si tratta di un giudice, di 35 anni, in servizio al tribunale penale di Agrigento…

Durante lo svolgimento del proprio incarico, avrebbe chiamato al telefono il proprio spacciatore per chiedere della cocaina…
Ovviamente le forze dell’ordine, in particolare la squadra narcotici, stavano intercettando il “pusher” ma non sapevano a chi avrebbe dovuto consegnare la “roba”…
Mai avrebbero pensato che quella polvere bianca era destinata proprio ad un magistrato!!!
Gli agenti allora iniziano a seguire i movimenti dello spacciatore e senza farsi accorgere gli stanno dietro, anche perché il delinquente si muove con circospezione ed è molto prudente, si gira e si rigira, cambia stradine continuamente, si inoltra nella confusione e tra i ragazzi della cittadina… sa quello che deve fare A.D.B….
Ecco quindi che intorno alla mezzanotte, il giudice telefona tre volte allo spacciatore per avere un appuntamento…
Riporto quanto ho letto sulla intercettazione “Compare dove sei?” ripete… “Sono in via Mazzini”, gli dice il pusher; è davanti ad un pub, uno dei locali più gettonati delle notti palermitane; lo spacciatore e il giudice si salutano, si scambiano qualche parola. È un attimo…. arriva la narcotici!!! 
Certo quanto accade dopo mi insospettisce non poco… anche perché sarebbe bastato a quegli agenti ripetere quanto si vede nei film americani polizieschi o in qualche nostro casereccio sceneggiato “orribile”, per vedere come, solitamente, si attende il passaggio della refurtiva o della droga, prima di procedere all’arresto…
Ma da noi… “STRANAMENTE” avviene il contrario… e cioè “i ragazzi della Narcotici piombano sull’insolita coppia. DB ha 25 dosi di cocaina in tasca, evidentemente sperava di fare grandi affari ed invece, si ritrova in manette; l’uomo che è accanto a lui (IL GIUDICE) non ha alcuna droga, ne in mano e neanche in tasca!!!
Ma guarda un po’… non è che forse qualcuno (di quelli che danno gli ordini all’interno di quelle reparto), avendo compreso che l’acquirente era proprio un giudice, ha pensato bene… (si fa per dire… ) di fare sì. .. il proprio dovere, ma con quella operazione attuata casualmente in anticipo, si è permesso al magistrato di poter godere di una possibilità, che sicuramente, con la droga in suo possesso non avrebbe potuto avere giustificare…????
Certo, immaginatevi la vergogna della notizia… che già così – visto che esistono le intercettazioni – evidenzia qualcosa d’incredibile, ma che per lo meno, può sempre permettere al giudice di giustificarsi, dicendo che voleva incontrare l’amico… ma che non sapeva di quanto egli svolgesse… dopotutto le nostre forze dell’ordine sono state così brave nel loro compito…
Certo basterebbe fare due analisi di laboratorio… ma ve lo immaginate, un Giudice che si sottopone di sua spontanea volontà… e poi in Italia… ma per favore, ma chi vorrà mai crederci…
Un qualunque cittadino che non ha problemi di droga lo farebbe immediatamente… ma non credo che sarà questo il caso… 
Già, mi sembra di rivedere quell’azione di polizia compiuta dopo l’arresto di Toto Reina, nella sua abitazione, una villa che per tre giorni è stata lasciata abbandonata dalle forze dell’ordine, affinché venisse ripulita di tutti quei documenti compromettenti conservati all’interno della cassaforte…  
Comunque… riprendendo, il giudice appare nervoso e con molta “nonchalance“, espone (certamente per quell’atteggiamento di superiorità…) il proprio tesserino: “Sono un giudice“…  quasi a voler dire in maniera ostentata “cosa volete… come vi permettete“… 
Serve a poco, i poliziotti della Mobile di Palermo. seguono la procedura (non certo quella corretta…), comunque qualcuno ha scritto nel web… “si segue la legge“, ma, io resto legato ai miei dubbi!!!
Comunque, ora c’è il nome di un giudice nella lista dei clienti eccellenti degli spacciatori della cosiddetta “Palermo bene”…
Sì perché in quella lista di cosiddette persone perbene troviamo tutta una serie di professioni, in particolare vi sono 15 avvocati (se facessero i controlli che periodicamente verifichiamo noi agli autisti, il sottoscritto insieme al medico competente, ha svolto a Catania non so quanti controlli… ecco, se facessero a campione questi controlli su molti nostri professionisti… ah… sono certo, ci sarebbe da rimanere sconvolti…) assistenti di volo, noti ristoratori del centro della città, dentisti, assicuratori… ecc… come dicevo prima, tutte persone perbene e amanti delle “bollicine”!!!
Bevi la coca cola che ti fa bene
Bevi la coca cola che ti fa digerire
Con tutte quelle, tutte quelle bollicine
Coca cola si, coca cola me mi fa morire
Coca cola si, coca cola a me mi fa impazzire
Con tutte quelle, tutte quelle bollicine
Piccolo spazio pubblicità…

Quale strana coincidenza: è cambiato il Prefetto a Catania…

A poco più di un anno da quel lontano Novembre 2015 nel quale erano finiti alcuni prefetti in rapporti di amicizia con l’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione di Palermo, Dott.ssa Silvana Saguto, ecco che da quel mondo delle amministrazioni giudiziarie, erano spiccano le figure di noti rappresentanti del governo nelle principali città siciliane…
Da Francesca Cannizzo (trasferita dal Consiglio dei Ministri… su sua espressa richiesta, al prefetto di Catania Maria Guia Federico, per finire con l’ex prefetto di Messina Scammacca. 
Si era parlato “d’intrecci prefettizi” e nulla d’illecito era trapelato da quel mondo ovattato, ma la cronaca ci ha decritto di come, in quel mondo delle amministrazioni giudiziarie… abbiano fortemente spiccato le figure dei nostri prefetti…
Vorrei ricordare che dalle documentazione della Procura di Caltanissetta erano emersi rapporti di amicizia di alcuni di essi, con Silvana Saguto, l’ex presidente delle Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, attualmente sospesa dal Csm. 
Sembrerebbe che la Saguto, avesse invocato l’aiuto di un amministratore giudiziario ed in cambio la Cannizzo, avrebbe chiesto un posto di lavoro per un parente dell’ex prefetto di Messina Stefano Scammacca.
Il pensionato Scammacca venne quindi nominato da un altro prefetto, per l’appunto quello di Catania Maria Guia Federico, che era stata sua vicaria, nel collegio di amministratori della discarica di contrada Valanghe d’Inverno, a Misterbianco… una società sequestrata all’imprenditore Domenico Proto. 
Scammacca riceve un (esiguo) compenso di €. 25 mila lordi al mese, circa €. 10.500 netti (stessa cifra assegnata agli altri due commissari, Riccardo Tenti e Maurizio Cassarino).
Il caso finì davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite che ruotano attorno allo smaltimento dei rifiuti. 
Il prefetto catanese spiegò a suo modo, di come “la legge non prevede criteri di nomina dei commissari, quindi si affida a quella che non dico discrezionalità, ma bontà del prefetto, che ha individuato dei criteri che si è data da sola… parliamo di persone fuori dalle valutazioni politiche, fuori da rapporti di tipo politico, di persone competenti, dal curriculum integerrimo e competenti nella specifica materia”. 
Quanto sopra fu oggetto di forti critiche in particolare dagli organi di stampa… ma la risposta fu che la commissione prefettizia precisò come, quei compensi lordi “erano stati liquidati al di sotto del minimo contemplato dalla normativa vigente”… ;”minchia” verrebbe da dire… alla faccia dei minimi, verrebbe quindi da chiedere quale giusto compenso normativo avrebbero dovuto percepire… 40-50.000 euro al mese sarebbero andati bene???
Ma per favore… un po’ di dignità per le persone che ogni giorno si alzano per mille euro al mese!!! Vergogna…
Difatti è proprio grazie a quel vuoto normativo che si è basata la discrezionalità di quelle nomine degli amministratori giudiziari che come abbiamo visto – il sottoscritto purtroppo ne ha una esperienza diretta – ha avuto le conseguenze che ben conosciamo e dove la figura di alcuni prefetti (mi duole dirlo… ma aggiungerei anche di qualche magistrato) ha permesso a molti di essi di godere di quella estrema fiducia posta nei loro riguardi… 
Vorrei ricordare un’altra vicenda (perfettamente riportata dal giornalista R. Lo Verso) nella quale, un’altro ex prefetto, Giosuè Marino, si scopriva essere all’interno del consiglio di amministrazione della clinica Villa Santa Teresa di Bagheria, sequestrata per mafia all’imprenditore Michele Aiello. 
La sua nomina, assieme a quello di un altro ex magistrato, Luigi Croce, fu decisa non dal Tribunale di Palermo, ma dall’Agenzia Nazionale per i beni confiscati un tempo gestita da Giuseppe Caruso, il prefetto che puntò il dito contro chi aveva sfruttato le amministrazioni giudiziarie per assicurarsi dei “vitalizi”: le scelte di allora erano dettate da ragioni investigative, piuttosto che da esigenze manageriali: servivano professionalità adatte per sanare o meglio per smantellare una delicata questione di esuberi…
Concludo riportando i sentiti ringraziamenti fatti all’ex prefetto di Catania dal nostro sindaco Bianco : “che ha saputo guidare con mano ferma la città, rispondendo sempre con estrema celerità alle esigenze di sicurezza e alle emergenze sociali della città, da sindaco e da cittadino le sono particolarmente grato”… (rappresentano d’altronde le classiche frasi di circostanza…), mentre ora viene confermato a Prefetto, direttamente dal Ministero dell’Interno, Silvana Riccio…
Vorrei quindi rivolgerLe un messaggio di benvenuto: Ill.mo Prefetto, mi auguro che questo suo nuovo incarico, porti a Catania una ventata di miglioramento, affinché si realizzi concretamente (e non solo a parole… ) quel reale cambiamento di cui la città ha realmente bisogno.
Nella sua “missione” (perché di questo trattasi), incontrerà parecchie difficoltà, poiché saranno in molti (in particolare tra quanti accanto a Lei fingeranno di sostenerLa…), a preferire che non venga invertita quella rotta finora realizzata, nella quale l’illegalità l’ha fatta esclusivamente da padrona… 
Vorrei ricordare un giorno la Sua persona (e quanto avrà saputo compiere) come la migliore tra tutte quante quelle che l’hanno preceduta, perché in fondo, ciò che è importante nella vita è farsi ricordare sempre per le proprie azioni, soprattutto se queste sono state giuste… 
Le auguro quindi un buon lavoro.

C'è una talpa in Tribunale!!!

Con questa frase l’ex direttore di sala del Teatro Massimo di Palermo, Alfredo Giordano, si è espresso dinnanzi al Pm che lo stava interrogando…
Anche gli insospettabili colletti bianchi, iniziano a pentirsi, proponendosi ora, a collaboratori di giustizia…
Durante l’interrogatorio (ancora per lo più segretato), l’ex direttore ha dichiarato di fare parte del clan di Villagrazia – Santa Maria di Gesù,  decidendo di confidare ai magistrati del Tribunale di Palermo quanto a sua conoscenza…
Era già sotto controllo dei militari a causa di quella sua vicinanza a certi ambienti mafiosi… 

Ora a quasi un anno di distanza da quel suo arresto ha deciso di parlare… dichiarando di essere da sempre contrario a cosa nostra, ma che giustifica quelle sue amicizie, in quanto d’origine da amicizie d’infanzia…

Ovviamente nessuno ha creduto a quelle sue dichiarazioni, soprattutto perché, non erano di fatto supportate con atti concreti, viceversa, da alcune intercettazioni, si è avuta la conferma che vi fosse, da parte dell’indagato, una vera e propria predisposizione a quella associazione, come ad esempio, dando la coperture ad alcuna latitanti o il sostegno elettorale a politici… tra questi vi era un candidato alle regionali con il “Grande Sud”, che si sarebbe impegnato a pagare 30 mila euro per 500 voti, ma sembra che poi… non se ne fece nulla.
Ma la cosa più grave è quando racconta di avere all’interno del Tribunale di Palermo delle amicizie… precisamente con un giudice donna (chissà perché, ma il sottoscritto ha già un nome in mente e “non è l’unico che conservo in questa mia testa”) e che questi contatti avrebbero consentito ad egli, di far dissequestrare alcuni beni beni a due mafiosi…

Infine ha dichiarato che altri due dipendenti, sempre all’interno di quel teatro, si erano improvvisati banchieri, sì… prestavano denaro applicando tassi d’interessi d’usura…
Ed allora…desideravate vedere qualche fiction sulla mafia in tv??? No… basta andare al Teatro!!!!

C'è una talpa in Tribunale!!!

Con questa frase l’ex direttore di sala del Teatro Massimo di Palermo, Alfredo Giordano, si è espresso dinnanzi al Pm che lo stava interrogando…
Anche gli insospettabili colletti bianchi, iniziano a pentirsi, proponendosi ora, a collaboratori di giustizia…
Durante l’interrogatorio (ancora per lo più segretato), l’ex direttore ha dichiarato di fare parte del clan di Villagrazia – Santa Maria di Gesù,  decidendo di confidare ai magistrati del Tribunale di Palermo quanto a sua conoscenza…
Era già sotto controllo dei militari a causa di quella sua vicinanza a certi ambienti mafiosi… 

Ora a quasi un anno di distanza da quel suo arresto ha deciso di parlare… dichiarando di essere da sempre contrario a cosa nostra, ma che giustifica quelle sue amicizie, in quanto d’origine da amicizie d’infanzia…

Ovviamente nessuno ha creduto a quelle sue dichiarazioni, soprattutto perché, non erano di fatto supportate con atti concreti, viceversa, da alcune intercettazioni, si è avuta la conferma che vi fosse, da parte dell’indagato, una vera e propria predisposizione a quella associazione, come ad esempio, dando la coperture ad alcuna latitanti o il sostegno elettorale a politici… tra questi vi era un candidato alle regionali con il “Grande Sud”, che si sarebbe impegnato a pagare 30 mila euro per 500 voti, ma sembra che poi… non se ne fece nulla.
Ma la cosa più grave è quando racconta di avere all’interno del Tribunale di Palermo delle amicizie… precisamente con un giudice donna (chissà perché, ma il sottoscritto ha già un nome in mente e “non è l’unico che conservo in questa mia testa”) e che questi contatti avrebbero consentito ad egli, di far dissequestrare alcuni beni beni a due mafiosi…

Infine ha dichiarato che altri due dipendenti, sempre all’interno di quel teatro, si erano improvvisati banchieri, sì… prestavano denaro applicando tassi d’interessi d’usura…
Ed allora…desideravate vedere qualche fiction sulla mafia in tv??? No… basta andare al Teatro!!!!

Decreto di sequestro a Catania, per gli Amministratori giudiziari!!!

Stasera, avrei voluto pubblicare la seconda parte di “Ecco… questa è la lista di quanti sono ricattabili“, ma avendo letto la notizia (pubblicata sui quasi tutti i nostri quotidiani on line), ed avendo a cuore questo argomento, ho preferito dirottare, su questa ultima notizia, la mia attenzione… 

Il provvedimento è stato emesso nei confronti di nove indagati, di cui tre, erano di fatto, amministratori giudiziari…
Il decreto di sequestro evidenzia il reato di bancarotta fraudolenta scaturito da condotte di distrazione, dissipazione e occultamento di risorse finanziarie della società Aligrup S.p.a., sottoposta sin dal 2001 ad amministrazione giudiziaria…
Non ho alcun interesse a ripetere quanto trovate perfettamente riportato nei quotidiani, bensì voglio riportare l’attenzione sulle condotte illecite contestate… dalle quali, si è potuto accertare come, la gestione di quegli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale, operava sostanzialmente negli interessi della famiglia interdetta… appoggiando non solo le operazioni degli eventuali soci (che avevano subito il provvedimento interdittivo), ma operando in modo arbitrario, sulle società del gruppo imprenditoriale ad essi collegate… 
Abbiamo negli anni potuto verificare come in circostanze analoghe, questo tipo di società, siano state condotte con la manina… a quel naturale processo di liquidazione o indirizzate verso quel di concordato preventivo, il tutto eseguito, previo l’intervento di taluni amministratori (corrotti e compiacenti), nominati per l’appunto, per alterare appositamente i dati posti a bilancio negli anni. 
Sempre durante quei periodi, vi è la consapevolezza –da parte di quegli amministratori collusi– di procedere con la distrazione delle poste in essere, ma soprattutto, si rivolge quella propria attenzione, verso i restanti beni immobiliari, i quali permettono di realizzare una vendita finanziaria interessante in quanto il bene viene venduto (a qualche amico o conoscente) ad un prezzo irrisorio, rispetto al valore di mercato e la parte residua di quel valore reale… viene consegnata brevi mano in contanti… 
Ovviamente quanto sopra determina un depauperamento delle risorse economiche e la sparizione di quei beni patrimoniali delle società, a vantaggio esclusivamente di quanti sono di fatto interdetti o sotto la lente delle istituzioni…
Abbiamo già avuto modo di vedere, con il caso “Saguto” di Palermo, la connivenza di quegli amministratori giudiziari (nominati dal Tribunale) e di come, si è provveduto ad eseguire i sequestri (sui conti correnti, a deposito e nelle varie cassette di sicurezza), intestati ad essi o a propri familiari e comunque nella disponibilità di quegli indagati… ed ora, per l’ennesima volta… la storia si ripete anche qui da noi!!!
Bisogna dare atto alle procure di non fermarsi dinnanzi a fatti del genere che oltre ad essere gravi, condizionano il giudizio che ognuno di noi ha, nell’operato degli uomini e donne… scelti dalle nostre istituzioni.
Sono tempi duri quindi, per il “mestiere” di amministratore giudiziario, perché, oltre al rischio – in caso di comportamenti sleali – di non ricevere quel compenso maturato negli anni, si rischia, di restare esclusi (nei casi di fallimento…) da quei benefici che li faceva rientrare tra i cosiddetti “privilegiati” (come ad esempio per i dipendenti…)…
Inoltre, da quanto sopra, emerge il rischio, non solo di subire un provvedimento di sequestro e/o di confisca dei propri beni, ma di restare coinvolti (a seconda della gravità delle loro compiute azioni) in quei reati previsti dal nostro codice penale. quali ad esempio, l’associazione a delinquere o il concorso esterno in associazione mafiosa…
Sono certo che in questo momento, molti tra loro (di quella categoria) stanno tremando… e chissà se in questo momento, non stiano cercando di far sparire dai propri conti bancari, quanto in maniera disonesta avevano fin qui realizzato…
Riporto quanto avevo scritto nel post del 11 dicembre dello scorso anno: “diceva mio padre… i soldi rubati si piangono tutti… e sono ahimè… lacrime amare”!!!
Ho letto di un amministratore giudiziario (pentito) che rispondendo alle domande del Procuratore della Repubblica ha dichiarato: “Ho rubato, corrotto, ingannato, concusso e mentito”… ed il Pm, “La pianti di vantarsi e venga al dunque”…

Regione Sicilia: Operazioni Immobiliari "d'Oro"…

C’è ne fosse una soltanto di cose che vada bene in quest’isola…
Intendo dire, che non presenti quelle consuete truffe, di cui credo, ormai tutti siamo perfino stanchi dal contare… 
Vero… potremmo aggiungere che è da troppo tempo che noi siciliani ci sentiamo snervati, indeboliti e abbattuti…
Perché questa è la nostra attuale condizione… l’espressione esatta di come ci sentiamo, perché diciamola tutta questa verità… siamo quasi infastiditi dal leggerle quelle notizie, già, tutte quelle inchieste, che di volta in volta, ci vengono raccontate… senza che poi alla fine, si abbia un miglioramento o quel desiderato, cambio di rotta!!!
E quindi, per l’ennesima volta, ecco saltare fuori, da parte di una Procura… quella di Palermo, il millesimo fascicolo di raggiro, su operazioni immobiliari realizzate negli anni dei governi Cuffaro…
Sono interventi che hanno comportato alla nostra Regione Sicilia, uno spreco di milioni e milioni di euro!!!
Come sempre in queste situazioni, affiorano come di consueto, società estere con sede nei paradisi fiscali, nel caso specifico poste in Lussemburgo e Cipro, 
Riprendiamo dall’inizio, la Regione Sicilia, vende nel 2007 per circa 200 milioni di euro, i propri immobili, sede degli assessorati, alla Società Pirelli Re…
Il giorno dopo… (già, casualmente… soltanto un giorno dopo) questi vengono affittati alla stessa regione, che pagherà per quegli stessi uffici, circa 20 milioni l’anno!!!
Cosa dire… all’ARS sono dei veri geni!!! 
In questi dieci anni, quel costo d’acquisto è stato totalmente ripagato e nel frattempo oltre a non essere più proprietari, quegli stessi immobili, hanno di fatto perso valore, non essendo stati ovviamente  “valorizzati” anzi tutt’altro, non vendo ricevuto quelle adeguate manutenzioni necessarie…
Ora, dopo che la “minchiata” è stata fatta… (qualcuno ha dichiarato che quei soldi servivano per ripianare il debito della sanità… già, come si dice: spoglia a Cristo e veste a Maria“) si vorrebbero riacquistare quei beni…
Il piano del governo Crocetta, prevede di comprare tutte le quote del Fondo ex Pirelli Re (Fiprs), che nel frattempo però (stranamente…) ha subito alcune modifiche all’interno di quella compagine societaria…
Viene inoltre da chiedersi… ma con quali soldi si vorrebbe effettuare l’acquisto, dal momento che la nostra regione, sta rischiando il “default”???
Semplice… (secondo loro…), l’acquisto dovrebbe avvenire tramite il “Fondo-Pensioni”, per l’esattezza, attraverso un quindicesimo di quel suo patrimonio, pari a 60 milioni di euro, necessari ad acquistare le quote dei privati nel Fiprs. 
D’altronde il 35% di quelle stesse quote, sono già di proprietà della Regione, mentre la parte residua è suddivisa tra società per azioni, inserite tutte all’interno di scatole cinesi con sede legale all’estero, poste tra di esse a modello cascata, dove alla fine di quel complesso organigramma, non si comprende più nulla…
Inoltre, sempre in quel periodo, non contenti di quanto scorrettamente realizzato (siamo sempre all’interno del governo Cuffaro), qualcuno si è inventato il “censimento degli immobili“: questo contratto è stato aggiudicato da una società mista Spi (attualmente in liquidazione) ed è costato oltre 80 milioni di euro (ma cosa sono… bruscolini… cioccolatini???).
Denaro che come si è saputo, è finito nelle mani della “Finanziaria Bigotti“, a sua volta detenuta per il 45 per cento dalla una società “anonima”, la Lady Mary II, che ha sede… indovinate un po, anch’essa in Lussemburgo!!! 
Cosa dire, debito più… debito più, non cambia nulla, saremo sempre noi fessi “siciliani”, a pagare per tutti…
Ed allora mi chiedevo, visto l’inutilità di quelle strutture, non potremmo iniziare a pensare almeno di raggrupparle???
Non sarebbe opportuno trasferirne una parte (di quegli uffici amministrativi) in stabili attualmente propri, così da non pagare più inutili canoni d’affitto milionari???
In ogni caso, sarebbe opportuno rinegoziare quei canoni d’affitto, ma soprattutto, far pagare le tasse di quelle società, direttamente qui in Italia… e non per come sicuramente sta avvenendo… all’estero!!!
Ditemi quindi… come potrà mai migliorare questa nostra terra, quando chi dovrebbe gestirla, con la diligenza del buon padre di famiglia, non solo ne sfrutta le potenzialità economiche e finanziarie, ma perdi più ne sfrutta personalmente gli utili, per sperperarli a prostitute e champagne…???
Già, d’altronde è vero… qual’è la differenza??? 
Sì, nessuno di loro vuole cambiare mestiere, al massimo… cambiano palazzi o marciapiedi!!!

Il clan "Saguto & Co"….

L’hanno ribattezzato il “Clan Saguto” e fa riferimento all’inchiesta sulla gestione dei beni confiscati alla mafia, in cui è stata indagata per l’appunto, il giudice Silvana Saguto, insieme ad alcuni suoi familiari e collaboratori…

Tra i reati contestati vi sono, corruzione, induzione e abuso d’ufficio, ed è per difendersi dai sopracitati reati, che ha deciso di lasciare provvisoriamente la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. 
Il suo posto verrà coperto dal giudice Mario Fontana.
A confermare la notizia è stato direttamente il Presidente del Tribunale di Palermo, Salvatore Di Vitale, che “ha preso atto della disponibilità della dottoressa Saguto ad essere destinata ad altra sezione del Tribunale”…
Quanta delicatezza… ma soprattutto bisogna ringraziare la gentilezza della Dott.ssa, nell’aver dato la sua piena disponibilità a recarsi presso un’altra sezione…
Ma scusate, viene spontaneo chiedersi: ma nel caso in cui questa disponibilità non fosse stata da Lei concessa, cosa sarebbe accaduto???
Sarebbe rimasta all’interno di quel Tribunale continuando a ricoprire quel proprio incarico???
La determinazione con la quale lo stesso Presidente cita le motivazioni, non sono per nulla rassicuranti, mi riferisco a quella corretta procedura giudiziaria e quanto riferisce che si “intende tempestivamente garantire in continuità e piena funzionalità di un organo giudicante, da anni centrale nella strategia di contrasto dello Stato alla criminalità mafiosa”, credo che in ogni caso, quella procedura a garanzia di tutti ed in particolare dell’opinione pubblica, sarebbe dovuto essere applicata, l’indomani stesso del ricevimento di quell’avviso di garanzia, che la vedeva per l’appunto indagata dalla procura di Caltanissetta… e non aspettare quasi un anno, per avere conferma, della sua piena “disponibilità“…
Dopotutto si parla di un giro d’affidamenti di beni sequestrati, ad alcuni professionisti (sono indagati oltre che il padre ed il figlio del giudice, anche il marito, l’ingegnere Lorenzo Caramma e l’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, titolare di uno studio a cui erano affidate la gestione di diverse aziende confiscate)… per quasi 1 milione di euro….
È questa infatti la somma che il Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo (su disposizione della procura di Caltanissetta), ha sequestrato all’ex presidente della sezione misura di prevenzione del capoluogo siciliano e agli amministratori giudiziari a lei vicini…
La Guardia di Finanza che guida il Nucleo di Polizia Tributaria, ha scoperto come queste somme fossero state celate all’interno di un labirinto di conti correnti, quote societarie e beni immobili. 
Certamente la vicenda andrebbe spostata presso un altro Tribunale, perché quello di Palermo, oggi, non garantisce quell’equo giudizio di imparzialità, lo si vede anche, dai continui ribaltamenti e revoche che in questi mesi si sono avvicendati…
D’altronde come vado da sempre ripetendo, quanti sono coloro che possono ritenersi estranei e non ricattabili all’interno di quel palazzo???
Pensate realmente che quel giudice, con l’influenza che aveva all’interno del Tribunale, non sia stato in grado di agevolare alcune richieste dei suoi colleghi, e che ora, forse per quelle concessioni ricevute, stanno “tremando” e sperando di non dover subire anch’essi la stessa sorta, da quelle eventuali sue spontanee dichiarazioni???
Non va dimenticato che ad oggi l’inchiesta, ha portato già all’allontanamento di due magistrati ed ora, al trasferimento della stessa Saguto, attualmente sotto procedimento disciplinare per volere del ministro della Giustizia, che alcuni giorni fa, ne aveva elencato gli illeciti al procuratore generale di Cassazione e al Csm…
Io resto comunque dell’idea, che quanto accaduto a Palermo è già avvenuto anche in altre realtà… e se si avrà la possibilità di indagare in maniera più approfondita, si scoprirà come la vicenda “Saguto” sia soltanto la punta di un iceberg di quel sistema collusivo e corruttivo, mi riferisco alle restanti sezione di “Misure di Prevenzione” dei vari Tribunali della nostra isola… (proprio perché la nostra regione… possiede la maggior parte dei beni sottoposti a sequestro e confisca del nostro Paese…), dalle quali si potrà scoprire, come sono pochi, coloro che, possono permettersi in questo preciso momento, di scagliare una pietra verso l’attuale giudice “indagato” del Tribunale di Palermo…

Sicilia: ecco per l'ennesima volta l'esercito dei politici "riciclati"!!!


Il 17 c.m. a Palermo, il leader della Lega Matteo Salvini si è incontrato con i propri iscritti, ma soprattutto con una parte di  quei possibili alleati per le prossime elezioni amministrative di primavera o per le regionali d’autunno…
Tra sorrisi e strette di mano, c’è anche chi manifesta il proprio dissenso con striscioni “La Sicilia è dei siciliani, itivinni in Padania“…
Egli risponde dichiarando che il malcontento, nasca principalmente dal duro scontro promosso contro il Presidente della Regione Rosario Crocetta ed in particolare per aver fatto emergere l’inadeguata gestione dell’autonomia nell’isola…
Il leader della Lega, ha voluto comunque proseguire nel suo programma ricco di appuntamenti, promuovendo il messaggio ormai tanto ricorrente in queste ore (dato dal No del referendum) e cioè… di andare al più presto al voto!
In questa suo progetto è accompagnato dal responsabile economico Armando Siri e da alcuni deputati siciliani, in particolare Alessandro Pagano (ex Ncd) e Angelo Attaguile (ex Mpa); mi è stato confermato che all’incontro vi fosse pure Nello Musumeci (#diventeràbellissima)…
Ho già affrontato in alcuni miei post precedenti la disfatta elettorale della Lega Nord ( e/o di “Noi con Salvini”) in Sicilia e di quei pochi consensi ricevuti a seguito della “pseudo” campagna elettorale…

Ora, questa costola del Centro-Destra, pur godendo del vantaggio dato dalle dimissioni dell’ex premier Renzi e da questo governo “fantoccio” di Gentiloni (non scelto dagli elettori…), pensa di riunire in una raccolta “indifferenziata” tutte quelle diversa forze politiche in un unico schieramento…
Il progetto immagina l’inserimento della sua Lega a tutte quelle forze politiche frammentate (di cui per molte di esse, abbiamo letto nei quotidiani, di come abbiano preferito dedicarsi con proficua attenzione, a tutta una serie di particolari metodologie corruttive), mi riferisco a MPA-FI-LA DESTRA-UDC-FRATELLI D’ITALIA- e con forte probabilità (una percentuale molto alta) prevedo un rientro alla base di quel NCD d’Alfano;

Non bisogna dimenticare che a livello nazionale, i numeri dicono che oggi sarebbero (se pur coalizzati) la terza forza (dopo PD e M5Stelle) e di conseguenza, verrebbero di fatto esclusi ad un eventuale primo ballottaggio…
Comprendo quindi bene il motivo che spinge oggi Salvini a cercare in tutti i modi di raccogliere quei numeri che sa di non possedere al Sud (ne con la sua Lega dell’ormai andato Bossi e ancor meno con quel suo partito dal logo omonimo…), mentre di contro s’intuisce come i sondaggi in Sicilia, diano sfavorito il Centro-Sinistra a scapito proprio di quel Centro Destra o dell’antagonista Movimento pentastellare… (quest’ultimo certamente sfavorito in partenza o quantomeno limitato in quella metodologia già collaudata dai propri avversari, meglio conosciuta come 1=1, dove ad un voto corrisponde biunivocamente una promessa, quasi sempre la stessa… il posto di lavoro)!!!

Ciò che però non comprendo di questo premier leghista, è la morale che lo porta a recarsi a deporre una corona di alloro alle stele di Capaci, dedicate alle vittime della mafia (il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro) e dall’altro pensare di allacciarsi politicamente ad alcuni partiti che negli anni passati, hanno dimostrato essere legati in modo indissolubile -attraverso i propri leader- a quella nota associazione criminale mafiosa!!!

Quel gesto simbolico, viene così facendo mortificato… poiché egli  con questa sua modalità da  modo a quegli “inciuci politici devastanti”, di concretizzarsi, offre a quei meccanismi clientelari la classica suddivisioni delle poltrone ai soliti “amici degli amici”, garantendo sin d’ora a tutta una schiera di personaggi collusi e legati a quel mondo partitocratico (passato), che poi è lo stesso che ha, in tutti questi anni, di beneficiare di quel sistema corrotto per aggiudicarsi posti e incarichi di prestigio istituzionali o nel mondo delle PA…
Caro Salvini… la speranza di fermare il M5Stelle con alleanze partitocratiche camuffate, fatte con abituali personaggi “riciclati”… non ti porterà a nulla!!!

Ognuno di loro, “mi schifiu macari a nominarli…” (come si dice a Catania), rappresentano ormai quel passato “remoto” che nessuno vuole più…
Non c’è più baratto che tenga… che possa fare cambiare idea, perché i siciliani, almeno quelli ancora onesti, hanno compreso che soltanto la legalità paga… mentre tutto il resta conduce a quanto già conosciamo da sempre… a questa terra infetta da corruzione e malaffare!!!
I siciliani pian piano stanno comprendendo che le chiacchiere non bastano più e di quelle promesse fine a se stesse, non hanno più cosa farne…

Ognuno di loro sa quali sono le uniche necessità per questa regione e dove si dovrà mettere la prossima volta quel segno “X”, per auspicare ad un paese libero e ad un futuro migliore per i nostri giovani, ma soprattutto ripulito,  sì… da tutto questo marciume, che ahimè ancora ci accerchia con questi suoi “fedelissimi”!!!
Matteo… la battaglia che hai scelto di voler intraprendere, dimostrerà alla fine… d’esser fallimentare ed il tempo di contro, confermerà al sottoscritto… d’aver avuto ragione!!!
P.s.: come sempre dopotutto… 

Sicilia: ecco per l'ennesima volta l'esercito dei politici "riciclati"!!!


Il 17 c.m. a Palermo, il leader della Lega Matteo Salvini si è incontrato con i propri iscritti, ma soprattutto con una parte di  quei possibili alleati per le prossime elezioni amministrative di primavera o per le regionali d’autunno…
Tra sorrisi e strette di mano, c’è anche chi manifesta il proprio dissenso con striscioni “La Sicilia è dei siciliani, itivinni in Padania“…
Egli risponde dichiarando che il malcontento, nasca principalmente dal duro scontro promosso contro il Presidente della Regione Rosario Crocetta ed in particolare per aver fatto emergere l’inadeguata gestione dell’autonomia nell’isola…
Il leader della Lega, ha voluto comunque proseguire nel suo programma ricco di appuntamenti, promuovendo il messaggio ormai tanto ricorrente in queste ore (dato dal No del referendum) e cioè… di andare al più presto al voto!
In questa suo progetto è accompagnato dal responsabile economico Armando Siri e da alcuni deputati siciliani, in particolare Alessandro Pagano (ex Ncd) e Angelo Attaguile (ex Mpa); mi è stato confermato che all’incontro vi fosse pure Nello Musumeci (#diventeràbellissima)…
Ho già affrontato in alcuni miei post precedenti la disfatta elettorale della Lega Nord ( e/o di “Noi con Salvini”) in Sicilia e di quei pochi consensi ricevuti a seguito della “pseudo” campagna elettorale…

Ora, questa costola del Centro-Destra, pur godendo del vantaggio dato dalle dimissioni dell’ex premier Renzi e da questo governo “fantoccio” di Gentiloni (non scelto dagli elettori…), pensa di riunire in una raccolta “indifferenziata” tutte quelle diversa forze politiche in un unico schieramento…
Il progetto immagina l’inserimento della sua Lega a tutte quelle forze politiche frammentate (di cui per molte di esse, abbiamo letto nei quotidiani, di come abbiano preferito dedicarsi con proficua attenzione, a tutta una serie di particolari metodologie corruttive), mi riferisco a MPA-FI-LA DESTRA-UDC-FRATELLI D’ITALIA- e con forte probabilità (una percentuale molto alta) prevedo un rientro alla base di quel NCD d’Alfano;

Non bisogna dimenticare che a livello nazionale, i numeri dicono che oggi sarebbero (se pur coalizzati) la terza forza (dopo PD e M5Stelle) e di conseguenza, verrebbero di fatto esclusi ad un eventuale primo ballottaggio…
Comprendo quindi bene il motivo che spinge oggi Salvini a cercare in tutti i modi di raccogliere quei numeri che sa di non possedere al Sud (ne con la sua Lega dell’ormai andato Bossi e ancor meno con quel suo partito dal logo omonimo…), mentre di contro s’intuisce come i sondaggi in Sicilia, diano sfavorito il Centro-Sinistra a scapito proprio di quel Centro Destra o dell’antagonista Movimento pentastellare… (quest’ultimo certamente sfavorito in partenza o quantomeno limitato in quella metodologia già collaudata dai propri avversari, meglio conosciuta come 1=1, dove ad un voto corrisponde biunivocamente una promessa, quasi sempre la stessa… il posto di lavoro)!!!

Ciò che però non comprendo di questo premier leghista, è la morale che lo porta a recarsi a deporre una corona di alloro alle stele di Capaci, dedicate alle vittime della mafia (il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro) e dall’altro pensare di allacciarsi politicamente ad alcuni partiti che negli anni passati, hanno dimostrato essere legati in modo indissolubile -attraverso i propri leader- a quella nota associazione criminale mafiosa!!!

Quel gesto simbolico, viene così facendo mortificato… poiché egli  con questa sua modalità da  modo a quegli “inciuci politici devastanti”, di concretizzarsi, offre a quei meccanismi clientelari la classica suddivisioni delle poltrone ai soliti “amici degli amici”, garantendo sin d’ora a tutta una schiera di personaggi collusi e legati a quel mondo partitocratico (passato), che poi è lo stesso che ha, in tutti questi anni, di beneficiare di quel sistema corrotto per aggiudicarsi posti e incarichi di prestigio istituzionali o nel mondo delle PA…
Caro Salvini… la speranza di fermare il M5Stelle con alleanze partitocratiche camuffate, fatte con abituali personaggi “riciclati”… non ti porterà a nulla!!!

Ognuno di loro, “mi schifiu macari a nominarli…” (come si dice a Catania), rappresentano ormai quel passato “remoto” che nessuno vuole più…
Non c’è più baratto che tenga… che possa fare cambiare idea, perché i siciliani, almeno quelli ancora onesti, hanno compreso che soltanto la legalità paga… mentre tutto il resta conduce a quanto già conosciamo da sempre… a questa terra infetta da corruzione e malaffare!!!
I siciliani pian piano stanno comprendendo che le chiacchiere non bastano più e di quelle promesse fine a se stesse, non hanno più cosa farne…

Ognuno di loro sa quali sono le uniche necessità per questa regione e dove si dovrà mettere la prossima volta quel segno “X”, per auspicare ad un paese libero e ad un futuro migliore per i nostri giovani, ma soprattutto ripulito,  sì… da tutto questo marciume, che ahimè ancora ci accerchia con questi suoi “fedelissimi”!!!
Matteo… la battaglia che hai scelto di voler intraprendere, dimostrerà alla fine… d’esser fallimentare ed il tempo di contro, confermerà al sottoscritto… d’aver avuto ragione!!!
P.s.: come sempre dopotutto… 

Pm Antonino Di Matteo: c'è chi ha paura della mafia e chi no!!!

Ci sono volte che non comprendo certi organi di rilievo del nostro ordinamento di governo… 
Per esempio il CSM… meglio conosciuto come Consiglio superiore della magistratura, che ha tra le sue funzioni quella di assegnare incarichi, promuovere ed anche trasferire, quest’ultimo punto difatti, rappresenta quanto è stato proposto (per ragioni di sicurezza) al Pm, Antonino Di Matteo…
Il magistrato che sta indagando sulla trattativa “Stato-mafia”, è stato oggetto di attenzioni da parte dell’ex capo di cosa nostra, Totò Riina, il quale è stato ascoltato durante una intercettazione nel cortile del carcere milanese, mentre dialogava (nell’ora di libertà) con Alberto Lorusso (esponente della Sacra Corona Unita)…  
In quel video l’ex boss disse: “A Di Matteo lo faccio finire peggio del giudice Falcone”; un chiaro ed esplicito messaggio di proposito di morte diretto proprio al Pm Nino Di Matteo… 
Innanzitutto non si riesce a comprendere come un messaggio così “delicato” venga reso di pubblico dominio… dando la possibilità (trasmettendo indirettamente quel video) di comunicare quella propria sentenza di morte a chi di dovere tra i propri affiliati, 
Non si capisce inoltre come ad un soggetto condannato al regime d’isolamento, possa essere permesso non tanto di manifestare quei propri pensieri, ma certamente di divulgarli in modo così semplice…
Anche lo stesso soggetto con il quale predispone le proprie passeggiate d’aria da parecchi anni… non si poteva scegliere un altro certamente meno influente o quantomeno quelle passeggiate perché non fargliele fare da solo… 
Debbo pensare quindi, che forse vi è una ulteriore motivazione celata, che ha permesso a quel video di poter essere trasmesso…
Ma chi aveva maggiore interesse che quella notizia trapelasse… l’ex boss, oppure qualcuno di quei servizi deviati, che a causa proprio delle indagini in corso da parte del Pm, potrebbero condurre a tesi inaspettate o certamente non desiderate ai forse qualcuno teme risvolti preoccupanti(dopotutto… conosciamo già alcuni di quei nomi probabili che erano coinvolti…).
Abbiamo visto infatti in questi anni, come molti di quei documenti siano stati segretate o distrutti, di come si è ritenuto opportuno non divulgare certe intercettazioni telefoniche, offuscando quegli intrecci politico-mafiosi, che proprio alcuni uomini dello Stato avevano concluso con personaggi di cosa nostra (tra cui molto probabilmente Vito Ciancimino).
Mi chiedo, quantunque fosse reale nelle intenzioni… il messaggio pronunciato dal boss corleonese, (sì… avrebbero potuto suggerirglielo, dopotutto mi chiedo, ma come fa a sapere egli del PM di Matteo, quando sono più di vent’anni che gli è stato vietato qualsivoglia rapporto di comunicazione con l’esterno??? Dobbiamo forse credere che nella quotidianità non è proprio così???)…
Certo la circostanza si fa alquanto curiosa…  
Comunque, il Pm Di Matteo, ha rifiutato il trasferimento… dimostrando con questo suo gesto, quel coraggio personale che a volte non viene dimostrato dalle stesse Istituzioni…
D’altronde, accettare quel trasferimento avrebbe costituito un grave segnale di debolezza dello Stato, che non è capace di difendere i suoi uomini (situazione innegabile e reale, a cui purtroppo, abbiamo dovuto assistere nel corso degli anni passati…), ma che preferisce ancora oggi arrendersi, all’ordine di un uomo solo…
Hanno parlato di “trasferimento d’urgenza”, ma se così fosse… dovremmo essere in molti a doverci trasferire da questa isola e non soltanto il Pm…
Ma tra l’altro mi chiedo… per andare dove??? Forse qualcuno da quei piani alti pensa realmente che cosa-nostra non sia nelle condizioni di colpire al di fuori della Sicilia??? 
Perché se così fosse, se pensano realmente ciò, siamo veramente rovinati!!!
Comunque… sempre per aumentare i miei dubbi sulle vere ragioni di quel trasferimento, gli sono state proposte altre soluzioni, che egli ha sempre rifiutato… anzi va detto che lo stesso Pm ha alzato il tiro, presentando domanda di partecipazione al concorso ordinario per sostituto della Direzione Nazionale Antimafia…
Sto cominciando a credere che anch’egli, abbia intuito, che questo rappresenti il migliore momento per battere il ferro… certamente “rovente” e che forse sono in molti a preferire di raffreddarlo velocemente!!!
Certamente, ascoltare il presidente della terza commissione che manifesta la sua forte preoccupazione per la vicenda, mi fa comprendere come ancora oggi si è lontani dalla nostra realtà e sperano che la lotta alla mafia possa essere vinta… stando seduti a tavolino!!!
Come sempre si preferisce lasciare ad altri quel rischio di dover andare a combattere e tra questi troviamo ovviamente alcuni Pm, ma anche rare persone comuni…  
Sì, quelli dei palazzi romani d’altronde resteranno esclusivamente ad ammirare i gesti di questi pochi coraggiosi e dai loro uffici attenderanno l’esito del conflitto, escludendo di fatto qualsivoglia loro partecipazione; si presenteranno soltanto alla fine o soltanto nei casi malaugurati, nei quali qualcuno di quei combattenti, dovesse venir a mancare: allora sì che saranno come sempre in prima fila, per presenziare alle commemorazioni… (in fin dei conti… un modo come un altro, per ripulire la propria coscienza)!!!
Socrate diceva che non si deve ubbidire all’imperativo del costume, ma a quello della propria coscienza, ecco perché il potere cerca di conformare la coscienza degli “asserviti” al modello che più gli fa comodo…

Pm Antonino Di Matteo: c'è chi ha paura della mafia e chi no!!!

Ci sono volte che non comprendo certi organi di rilievo del nostro ordinamento di governo… 
Per esempio il CSM… meglio conosciuto come Consiglio superiore della magistratura, che ha tra le sue funzioni quella di assegnare incarichi, promuovere ed anche trasferire, quest’ultimo punto difatti, rappresenta quanto è stato proposto (per ragioni di sicurezza) al Pm, Antonino Di Matteo…
Il magistrato che sta indagando sulla trattativa “Stato-mafia”, è stato oggetto di attenzioni da parte dell’ex capo di cosa nostra, Totò Riina, il quale è stato ascoltato durante una intercettazione nel cortile del carcere milanese, mentre dialogava (nell’ora di libertà) con Alberto Lorusso (esponente della Sacra Corona Unita)…  
In quel video l’ex boss disse: “A Di Matteo lo faccio finire peggio del giudice Falcone”; un chiaro ed esplicito messaggio di proposito di morte diretto proprio al Pm Nino Di Matteo… 
Innanzitutto non si riesce a comprendere come un messaggio così “delicato” venga reso di pubblico dominio… dando la possibilità (trasmettendo indirettamente quel video) di comunicare quella propria sentenza di morte a chi di dovere tra i propri affiliati, 
Non si capisce inoltre come ad un soggetto condannato al regime d’isolamento, possa essere permesso non tanto di manifestare quei propri pensieri, ma certamente di divulgarli in modo così semplice…
Anche lo stesso soggetto con il quale predispone le proprie passeggiate d’aria da parecchi anni… non si poteva scegliere un altro certamente meno influente o quantomeno quelle passeggiate perché non fargliele fare da solo… 
Debbo pensare quindi, che forse vi è una ulteriore motivazione celata, che ha permesso a quel video di poter essere trasmesso…
Ma chi aveva maggiore interesse che quella notizia trapelasse… l’ex boss, oppure qualcuno di quei servizi deviati, che a causa proprio delle indagini in corso da parte del Pm, potrebbero condurre a tesi inaspettate o certamente non desiderate ai forse qualcuno teme risvolti preoccupanti(dopotutto… conosciamo già alcuni di quei nomi probabili che erano coinvolti…).
Abbiamo visto infatti in questi anni, come molti di quei documenti siano stati segretate o distrutti, di come si è ritenuto opportuno non divulgare certe intercettazioni telefoniche, offuscando quegli intrecci politico-mafiosi, che proprio alcuni uomini dello Stato avevano concluso con personaggi di cosa nostra (tra cui molto probabilmente Vito Ciancimino).
Mi chiedo, quantunque fosse reale nelle intenzioni… il messaggio pronunciato dal boss corleonese, (sì… avrebbero potuto suggerirglielo, dopotutto mi chiedo, ma come fa a sapere egli del PM di Matteo, quando sono più di vent’anni che gli è stato vietato qualsivoglia rapporto di comunicazione con l’esterno??? Dobbiamo forse credere che nella quotidianità non è proprio così???)…
Certo la circostanza si fa alquanto curiosa…  
Comunque, il Pm Di Matteo, ha rifiutato il trasferimento… dimostrando con questo suo gesto, quel coraggio personale che a volte non viene dimostrato dalle stesse Istituzioni…
D’altronde, accettare quel trasferimento avrebbe costituito un grave segnale di debolezza dello Stato, che non è capace di difendere i suoi uomini (situazione innegabile e reale, a cui purtroppo, abbiamo dovuto assistere nel corso degli anni passati…), ma che preferisce ancora oggi arrendersi, all’ordine di un uomo solo…
Hanno parlato di “trasferimento d’urgenza”, ma se così fosse… dovremmo essere in molti a doverci trasferire da questa isola e non soltanto il Pm…
Ma tra l’altro mi chiedo… per andare dove??? Forse qualcuno da quei piani alti pensa realmente che cosa-nostra non sia nelle condizioni di colpire al di fuori della Sicilia??? 
Perché se così fosse, se pensano realmente ciò, siamo veramente rovinati!!!
Comunque… sempre per aumentare i miei dubbi sulle vere ragioni di quel trasferimento, gli sono state proposte altre soluzioni, che egli ha sempre rifiutato… anzi va detto che lo stesso Pm ha alzato il tiro, presentando domanda di partecipazione al concorso ordinario per sostituto della Direzione Nazionale Antimafia…
Sto cominciando a credere che anch’egli, abbia intuito, che questo rappresenti il migliore momento per battere il ferro… certamente “rovente” e che forse sono in molti a preferire di raffreddarlo velocemente!!!
Certamente, ascoltare il presidente della terza commissione che manifesta la sua forte preoccupazione per la vicenda, mi fa comprendere come ancora oggi si è lontani dalla nostra realtà e sperano che la lotta alla mafia possa essere vinta… stando seduti a tavolino!!!
Come sempre si preferisce lasciare ad altri quel rischio di dover andare a combattere e tra questi troviamo ovviamente alcuni Pm, ma anche rare persone comuni…  
Sì, quelli dei palazzi romani d’altronde resteranno esclusivamente ad ammirare i gesti di questi pochi coraggiosi e dai loro uffici attenderanno l’esito del conflitto, escludendo di fatto qualsivoglia loro partecipazione; si presenteranno soltanto alla fine o soltanto nei casi malaugurati, nei quali qualcuno di quei combattenti, dovesse venir a mancare: allora sì che saranno come sempre in prima fila, per presenziare alle commemorazioni… (in fin dei conti… un modo come un altro, per ripulire la propria coscienza)!!!
Socrate diceva che non si deve ubbidire all’imperativo del costume, ma a quello della propria coscienza, ecco perché il potere cerca di conformare la coscienza degli “asserviti” al modello che più gli fa comodo…

Ci prendono a pesci in faccia…

Sono stati ripresi dalle telecamere!!!
Erano poliziotti ed anche carabinieri che “acquistavano” cassette di pesce nell’azienda di un boss palermitano!!!
Sono otto i poliziotti per ora posti sotto accusa a Palermo e vi anche un procedimento disciplinare… per un carabiniere.
Durante le indagini, gli inquirenti, si erano accorti del gran movimento all’interno di quella azienda di prodotti ittici ed allora, i carabinieri del nucleo investigativo, erano riusciti a piazzare delle telecamere dinnanzi l’azienda… 
Tra i loro clienti però… intorno alle quattro di mattina, si presentavano anche… alcune volanti della polizia!!!
Direte… “per fare dei controlli???”, no…  per comprare del pesce fresco a prezzi stracciati!!!
Nel video, almeno una volta, è giunta anche una pattuglia dei carabinieri… ormai la voce si era sparsa tra quei colleghi dell’arma… chissà forse perché il prezzo di vendita “nei loro confronti”, era molto vantaggioso???
Ora, tutti quegli agenti sono stati sottoposti a procedimenti disciplinari… 
Ma di cosa li si vuole incolpare, di ricercare come tutti quanti… quei trattamenti di favore, oppure di raccomandare qualche collega per fargli acquistare a un prezzo più conveniente un po di pesce??? 
Ho sentito che per questi agenti, è stata chiesta la massima severità… 
E’ strano che vengano usati due pesi e due misure, tra chi usa il suo “status” per comprare del pesce e chi di contro… con uno “status” ancor più elevato, grazie alle cariche istituzionali che rappresentano, certamente più alte e prestigiose, danno corso… a corruzioni milionarie!!! 
Certo, ora gli agenti si difendono, sostenendo d’essere all’oscuro su chi fosse il reale proprietario di quella azienda ittica… 
Ma dopotutto, vorrei sapere… ma chi tra esse è veramente libera da coercizioni… in un qualche modo, potremmo dire che nessuna di loro è di fatto “indipendente”… in quanto indirettamente legata ad un sistema che impone loro… da chi prendere il pesce e quali prezzi applicare e soprattutto, quale percentuale lasciare sugli utili realizzati…
Ma di queste cose… si sa…  non bisogna parlarne… 
Sì, in questa nostra subcultura (che nella sostanza predilige quei modelli di comportamento negativi), si preferisce considerare quel fenomeno mafioso imposto, come un sistema di minoranza o certamente isolato, che nel suo complesso, non da alcun fastidio alla vita sociale e che quella sua occultata presenza, può considerarsi del tutto irrisoria…  
Ora dopo tutto questo polverone… i nostri poliziotti, rischiano la sospensione dal servizio per alcuni giorni… poi che quello stesso pesce, è stato acquistato da altri cittadini (che a loro modo si considerano “modelli di correttezza morale”) e che sia giunto ad omaggiare alcuni uffici di PA, assessorati, segreterie politiche e via discorrendo… ecco, questo non importa a nessuno!!!
Il questore di Palermo ha parlato di “etica professionale” ed è giusto… 
Ma chiedo ad Egli, in quale circostanza si denota questa “etica professionale”, quando proprio nella sua città, all’interno di quel palazzo… per di più denominato di “giustizia”, alcuni suoi (uomini e/o donne) per di più magistrati, sono stati coinvolti in procedimenti di corruzione!!!
Prima di parlare di etica… bisogna allontanare da ogni siciliano, quella mentalità corruttiva di cui si è impregnati… e per favore lasciamo perdere gli esempi di chi ha pagato con la vita l’impegno contro la mafia… quelle persone non erano soltanto diverse da ciascuno di noi, ma credevano in dei valori, che la maggior parte dei miei conterranei ormai… non hanno mai posseduto!!!
Non prendiamoci in giro o meglio “a pesci in faccia“… i mafiosi non sono soltanto quei delinquenti affiliati alla criminalità organizzata, ma bensì tutti coloro che, nel corso della propria esistenza, si sono comportati (ed ahimè ancora oggi si comportano), attraverso quelle azioni propriamente definite “mafiose”, nelle quali trovano azione, condotte corruttive e collusive, che mirano ad ottenere per se (o anche per i propri familiari) privilegi personali o benefici economici!!!
Sono questi i veri mafiosi di questa terra…  ed allora mi chiedo e chiedo a tutti Voi: quanti sono certi di essere oggi nelle condizioni di gettare la pietra su quei poveri poliziotti???
Io credo nessuno!!!

Intravvedere un lumino in fondo al tunnel… non basta più!!!

Ci sono due famiglie a Palermo che da anni aspettano di conoscere la verità sulla morte dei loro figli.
Nino Agostino e la sua giovane moglie incinta, Ida Castellucci, sono stati uccisi il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini.
Dell’esecuzione e del movente, nonostante l’impegno di magistratura e forze dell’ordine, non si è potuto accertare nulla. 
Il papà di Nino,Vincenzo ha giurato che non si sarebbe mai più tagliato la barba fino a quando non avesse ottenuto giustizia e oggi, che quella barba è diventata lunghissima e bianca, chiede che venga tolto il segreto di stato sulla morte del figlio e della nuora.
Emanuele Piazza, invece, è stato strangolato nel piano inferiore di un negozio di mobili a Capaci il 16 marzo 1990. 
Lo ha raccontato il pentito Francesco Onorato. 
Aveva ricevuto l’ordine di eliminare Emanuele di cui era amico da Salvatore Biondino in persona. Il capo della famiglia di San Lorenzo e misterioso autista personale di Riina (quando li catturarono assieme il 15 gennaio 1993 era incensurato) lo aveva visto scambiare quattro chiacchiere amichevoli con Piazza e lo aveva rimproverato: “Che fai ti abbracci con gli sbirri?” 
Come Biondino sapesse cosa faceva Emanuele e soprattutto che avesse il compito, super riservato, in accordo con i servizi segreti, di cercare i latitanti la dice lunga sullo spessore di tale personaggio.
C’è poi un intero Paese che da sempre aspetta di capire quanto la vera gestione del potere nella Repubblica italiana sia stata affidata pienamente a governi democraticamente e legittimamente eletti dal popolo come presupporrebbe la Costituzione oppure no. 
Dietro tutte le stragi a partire da Portella della Ginestra fino a Capaci, via D’Amelio e alle bombe del continente, passando per i terrorismi neri e rossi, si agita lo spettro di quell’entità che a quanto pare ha condizionato la nostra intera storia, ma di cui non abbiamo se non una nebulosa idea: i servizi segreti.
Infiltrati, deviati, etero-diretti, non individuabili e soprattutto non punibili per motivi di sicurezza, ma chi sono, che fanno e soprattutto chi servono, questi servizi?
Documenti de-secretati negli anni dagli archivi di vari Paesi e alcune sentenze dei processi per omicidi e stragi ci restituiscono l’immagine di questa sorta di Forza Superiore che interviene, in accordo con altre, per influenzare gli equilibri di un Paese. 
E che questo sia accaduto in Italia è ormai storia.
Oggi lo schemino dei servizi che in connubio con Cosa Nostra avevano progettato e cercato di portare ad esecuzione l’attentato all’Addaura ai danni del giudice Falcone torna agli onori della cronaca con un articolo di Attilio Bolzoni su La Repubblica. 
Già da un po’ di tempo si sapeva che erano in corso nuove indagini e da quanto scrive l’esperta penna, attorno agli scogli sui quali fu rinvenuta la borsa piena di candelotti destinata al magistrato e ai suoi ospiti (Carla del Ponte e Claudio Lehman magistrati elvetici con cui Falcone stava indagando il riciclaggio di denaro in Svizzera, ndr) in quel giorno, il 21 giugno 1989, vi sarebbero state due squadre di servizi segreti addirittura l’una contro l’altra. 
Una che voleva Falcone morto l’altra vivo. 
E al largo su di un gommone, a cercare di salvare Falcone ci sarebbero stati proprio Nino Agostino ed Emanuele Piazza. 
Uccisi poi perché sapevano troppo.
Se così fosse si spiegherebbe perché Falcone al funerale di Nino avrebbe detto: “Questo ragazzo forse mi ha salvato la vita”.
Ipotesi però, nulla di più in questo momento, l’unica costante certa è il depistaggio, scientifico, metodologico che annacqua ogni indizio e lo indebolisce al punto che dopo vent’anni ancora ci si debba accontentare di ipotesi. 
E’ una prassi regolare e purtroppo, a guardare l’iter giudiziario degli omicidi strategici, estremamente efficace.
I magistrati titolari delle indagini, così come hanno fatto altri, pochi, magistrati in passato faranno il loro dovere ma non si può pensare di lasciare l’onere di questa verità solo a loro. 
La morte di Falcone è stata un danno irreparabile per tutta la nostra Nazione. 
Come quella di Borsellino. 
Giganti che avrebbero dato tutta un’altra dignità a questo nostro paesetto di nani.
Quei pochi politici onesti che abitano le Istituzioni si attivino perché si faccia chiarezza. 
Così tutte le altre forze sociali, dagli intellettuali ai singoli cittadini che vogliono un altro Paese.
Che cadano le maschere… di coloro cui questi servizi obbediscono! 
Sono loro che hanno fatto uccidere Falcone, Borsellino e tutti gli altri elementi eterogenei che avrebbero potuto indebolire il sistema criminale che ci governa. 
Basta con il gioco delle tre carte, servizi e non servizi! 
Intravvedere un lumino in fondo al tunnel non basta più! 
E’ ora per l’Italia di crescere, di guardare in faccia alla verità, ci piaccia a no, se si vuole voltare pagina e provare a diventare la democrazia che sognavano i nostri padri costituenti…

In ricordo di Emanuele Piazza…

Emanuele Piazza ha iniziato la sua carriera nella Polizia di Stato, prestando il servizio militare di leva in Italia come agente ausiliario.
Successivamente, dimessosi per trasferirsi a Palermo (sua città natale), operò come agente dei servizi segreti italiani nel SISDE, occupandosi in particolare della ricerca di soggetti latitanti. 
Emanuele, scompare dalla sua abitazione di Sferracavallo, a Palermo, il 16 marzo 1990, e successivamente fu ucciso in circostanze mai del tutto chiarite, probabilmente ad opera di cosa nostra…
Il corpo non venne mai ritrovato e soltanto a nove anni di distanza da quella data si è venuti a conoscenza che la morte di Emanuele  avvenne il 16 marzo. 
Emanuele Piazza aveva come nome in codice “topo” e tra i suoi compito c’era quello di infiltrarsi nelle potenti cosche dei Corleonesi, quella di Resuttana e San Lorenzo…
Nello stesso periodo infatti, 12 giorni dopo la sparizione di Emanuele, un suo caro amico, vigile del fuoco, Gaetano Genova, venne ucciso da quegli stessi boss, che lo ritenevano un suo confidente…
Entrambi si scopri successivamente essere stati sequestrati ed uccisi…. 
E grazie alle rivelazioni dei pentiti a da una indagine della Dia di Palermo (coordinata dai pm Nino Di Matteo e Antonio Ingroia), che sono stati svelati i retroscena della scomparsa di Genova: nel 1998 Enzo Salvatore Brusca consentì di ritrovare i resti del giovane vigile del fuoco. 
Resta il mistero sull’attività di Genova, probabilmente il vigile del fuoco aveva fornito un’ indicazione importante a Piazza per l’arresto di un latitante, Giovanni Sammarco, all’interno di un centro sportivo. In quella struttura Genova stava facendo alcuni lavori con la piccola impresa edilizia che aveva approntato per arrotondare lo stipendio. 
Ma chi svelò il ruolo di Sammarco e poi successivamente anche di Emanuele… resta ancora oggi un giallo…
Certamente una talpa istituzionale tradì i due giovani!!!
Per Emanuele non sarà stato facile fare l’infiltrato in una realtà criminale, all’interno di quelle cosche ritenute da tutti tra le più pericolose… con personaggi al comando come Riina, Gambino e Madonia… Ma Emanuele Piazza (figlio di un noto avvocato di Palermo) a soli 30 anni dimostrava di non aver paura… e soprattutto dimostrò nel corso della propria esperienza, di non auspicare ad una carriera semplice e senza alcun rischio, ma bensì sin da subito mostrò il proprio coraggio, avventurandosi in contesti a cui la maggior parte sfuggiva…
La notizia della sua scomparsa rimase ovviamente per parecchi giorni rigorosamente segreta e nessuna indiscrezione trapelò su questa vicenda che salto fuori dopo alcuni mesi di indagini da parte del giudice Giovanni Falcone e soprattutto da parte di un giornalista… 
Sembra che la morte di Emanuele fosse legata anche all’amicizia con Antonino Agostino, agente di Polizia alla questura di Palermo (di Villagrazia di Carini); mentre entravano nella villa di famiglia per festeggiare il compleanno della sorella di lui, un gruppo di sicari in motocicletta arrivò all’improvviso e cominciò a sparare a lui e a sua moglie (incinta) Ida Castelluccio: Agostino venne colpito da vari proiettili, mentre la moglie venne raggiunta da un solo colpo, ma continuò a strisciare per terra… per avvicinarsi al marito morente. 
Nel 2009 il collaboratore di giustizia Vito Lo Forte dichiarò che Agostino, insieme ad un collega (era Emanuele Piazza), si trovava nei pressi della “Addaura” la mattina del 20 giugno 1989; proprio il giorno prima del fallito attentato al giudice Falcone, riuscendo ad impedire che l’attentato si compiesse: si finsero sommozzatori, rendendo inoffensivo l’ordigno nelle ore notturne antecedenti al ritrovamento… 
I familiari di Emanuele non si sono dati mai pace, in particolare il padre, l’Avv. Giustino Piazza, dichiarò che suo figlio “fu mandato allo sbaraglio da gente irresponsabile che l’aveva illuso“. 
L’accusa ovviamente è rivolta al Sisde e ad alcuni funzionari dei Servizi segreti, definiti dal padre di Emanuele, “gente senza scrupoli che ha bisogno di carne da macello per le loro sporche faccende“; “Mio figlio è morto – ha detto – perché questi mascalzoni gli avevano detto che prima o poi sarebbe diventato un vero agente segreto!!!
Secondo l’Avv. Piazza, inizialmente i responsabili del Sisde di Palermo minimizzarono il ruolo del figlio e tentarono anche di negare che collaborava con i Servizi. 
Ma Emanuele (aspirante 007) era stato inserito nei libri paga e percepiva di conseguenza un compenso (un milione e mezzo di lire al mese), era quindi impossibile per l’agenzia, continuare con le menzogne…
Emanuele, alto un metro e 75, atletico ed esperto di lotta libera e karatè… per due anni era stato in polizia ed aveva inoltre frequentato il corso delle teste di cuoio ad Abbasanta (Sardegna) e quindi era stato assegnato al servizio di sicurezza del Quirinale…
Ma lui voleva fare ad ogni costo il poliziotto e così dopo alcuni mesi, fu assegnato alla sezione narcotici della Squadra mobile romana. 
Nel 1985 lasciò la polizia e fece ritornò a Palermo; voleva diventare agente segreto e così trovò gli agganci giusti per far parte (sia pure part time) del Sisde. 
Quando scomparve dalla sua villetta di Sferracavallo, gli investigatori trovarono in alcuni cassetti una lista su carta intestata del Ministero degli Interni, con i nomi d’importanti latitanti di mafia… 
Difatti, il suo omicidio, venne svelato parecchi anni dopo dai pentiti: il giovane agente, rivelò, Giovan Battista Ferrante (mafioso doc: dal 1980 faceva parte della famiglia mafiosa di San Lorenzo, mandamento storico di Palermo, capeggiato negli anni ottanta dal boss Rosario Riccobono, poi passato sotto la reggenza di Pippo Gambino e infine affidato a Salvatore Biodino, l’autista personale di Totò Riina, fino al 1993 ) divenuto collaboratore di giustizia (affidabile e profondo conoscitore delle dinamiche più interne di Cosa Nostra), venne eliminato per impedirgli di proseguire la caccia ai latitanti… 
Raccontò che fu attirato in un tranello, dove venne strangolato ed il suo corpo squagliato nell’acido, secondo un preciso rituale mafioso. 
Recentemente il pubblico ministero ha chiesto la condanna all’ergastolo per tre presunti mafiosi e 204 anni di carcere per altre otto persone coinvolte in quel delitto…
Emanuele comunque non è scomparso… è rimasto tra noi: perché la vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla…

Berlusconi: 41 milioni di lire al mese da consegnare alla mafia di Toto Riina!!!

L’intercettazione va ovviamente presa con il beneficio d’inventario, dopotutto  non c’è modo di verificarne la fondatezza su quanto racconta l’ex “capo dei capi“…

Dopotutto, è difficile credere solo in parte a ciò che una persona dice… non avendo di contro un eventuale riscontro… 
Certo, se le forze dell’ordine intervenute nell’arresto a casa Riina, avessero preso quei documenti posseduti all’interno della cassaforte a casa del Boss, forse oggi avremmo avuto un maggiore riscontro oppure avremmo potuto dimostrare che quanto riportato nelle intercettazioni,non è altro che il frutto di una fantastica ricostruzione…
Certo, Riina discutendo con il compagno d’aria (il pugliese A. Lorusso) dimostra di conoscere tante notizie… ed è strano, perché molte di quelle circostanze sono avvenute dopo il suo arresto e non si comprende in quali modi – con regime carcerario duro come quello del 41bis – sia stato in condizioni d’apprenderle quelle notizie… così dettagliate e aggiornate… 
Difatti, parlando del cavaliere, racconta dei suoi festini, di Ruby e poi ancora di come negli anni 80, consegnava alla sua associazione criminale 250 milioni di lire ogni sei mesi, circa 40 milioni di lire al mese!!!
L’intermediario era ovviamente il senatore Dell’Utri (oggi detenuto) che temeva a suo tempo per la sua persona (credeva infatti di poter essere sequestrato) o che potessero colpire i suoi ripetitori in Sicilia…. 
Dichiara Riina: “È venuto, ha mandato là sotto ad uno, si è messo d’accordo, ha mandato i soldi a colpo, a colpo, ci siamo accordati con i soldi e a colpo li ho incassati”; quello… è venuto il palermitano… mandò a lui, è sceso il palermitano ha parlato con uno… si è messo d’accordo… dice vi mando i soldi con un altro palermitano. Ha preso un altro palermitano, c’era quello a Milano. Là c’era questo e gli dava i soldi ogni sei mesi a questo palermitano. Era amico di quello… il senatore”…
Il “palermitano” è Tanino Cinà, lo stesso che negli anni Settanta suggerì a Dell’Utri di mandare Vittorio Mangano come stalliere ad Arcore quando Berlusconi cercava “protezione”…
L’ex boss definisce Dell’Utri, “una persona seria”; dopotutto, se pagava (per come riportato) nei modi precisi e puntuali, è logico pensare che non si può… che parlarne bene!!!    
Contrariamente andò a Catania… dove il “Cavaliere” non voleva pagare la cifra richiesta… ed allora… gli bruciarono la Standa”: sì, gli hanno dato fuoco alla Standa… minchia aveva tutte le Stande della Sicilia… – ma non vuole pagare – e allora gli ho detto: bruciagli la Standa”.
A differenza di Dell’Utri, i giudizi sul cavaliere sono pieni di sdegno, è considerato difatti dall’ex boss, un “buffone disgraziato” e poi continua con la figlia Barbara e su come abbia messo “ko” il giocatore Pato ed infine, parla di quel “disgraziato” d’Angelino Alfano…
Certo non sapremo mai, quanto di quelle dichiarazioni siano veritiere e chissà se forse, un giorno, qualcuno, farà emergere quei documenti riservati che comproveranno non solo le sue dichiarazioni, ma che in quel preciso periodo, la trattativa “Stato-mafia” (tanto successivamente dibattuta), non era frutto di una fantasia, ma purtroppo qualcosa di concreto e reale!!!
Un giorno la storia della nostra Sicilia verrà riscritta e forse quel giorno, s’inizierà a dare le giuste risposte a tutte quelle domande mai espresse (o volontariamente taciute…), per fare sì che non si possa mai giungere alla verità!!!
D’altronde è quanto hanno deciso per noi siciliani: se alzi la mano e fai una domanda, sarai sciocco per cinque minuti…. ma se non alzi la mano e non chiedi mai, resterai sciocco tutta la vita!!!

Amministrazioni giudiziarie & Associazioni antimafia…

La festa è quella dell’Unità a Catania e la Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi, ha dichiarato: “Combatteremo l’antimafia deviata” e quindi ha attaccato gli ordini professionali… ribadendo “Abbiamo sentito gli ordini professionali, tutti tutelano i propri affiliati anche quando sbagliano”!!! 
Durante il convegno si è parlato di mafia, di collusioni, di corruzione, ma soprattutto di quella “antimafia” di facciata che dimostra avere non soltanto paura di quel sistema… ma bensì proprio per evitare possibili ripercussioni… ci va a braccetto!!! 
Ed inoltre, si discute di provvedimenti di sequestro e di confisca, casi di deviazione degli amministratori giudiziari con provvedimenti dai tempi lunghissimi, probabilmente realizzati forse, per aumentare il proprio compenso economico…
Finalmente le mie parole, scritte su questo blog… cominciano ad avere quei giusti effetti… 
Già, dopo anni e anni in cui scrivo su quei meccanismi perversi, qualcuno forse (o finalmente…) ha iniziato a prendere coscienza che quei fatti raccontati, non erano inventati, ma costituivano vere e proprie fedeli ricostruzioni… ed è interessante scoprire che, quando si parla di “antimafia di facciata”, la nostra Sicilia rappresenta perfettamente quel modello…
Come ci si può dimenticare di personaggi pubblici, Presidenti di Associazioni nazionali (veri e propri finti paladini della legalità) che hanno permesso di realizzare ovunque tangenti ed alla mafia di poter accrescere e sviluppare il proprio potere…
Si chiama “antimafia deviata” quella che non combatte la mafia o le collusioni di quei colletti grigi, ma cerca bensì di beneficiare di quel paravento, per ottenere sempre più potere e finanziamenti dati dallo Stato… centinaia di migliaia di euro, che finiscono per essere utilizzati per fini propri e quasi sempre personali…
Analoga situazione va rivista per gli ordini professionali, che non sono fatti per tutelare gli interessi di chi è iscritto a quell’ordine, bensì sono stati creati, per tutelare i cittadini dal corretto esercizio della professione”…
Ma dove il Presidente Bindy ha dato il meglio di se, è quando ricorda di come a Palermo la mafia è stata combattuta e dove i suoi boss sono stati pian piano consegnati alla giustizia, a differenza di Catania, dove sono ancora tutti fuori…  perché la maggior parte di essi sono “prenditori”… pardon imprenditori!!!.
Importante anche quanto pronunciato dal procuratore Franco Roberti che durante il suo intervento, ha parlato della necessità di fare le riforme in tema di giustizia: “Chiedo per i corrotti e i corruttori gli stessi strumenti di indagine che sono previsti per le mafie, con agenti sotto copertura, sconti di pena per chi collabora con la giustizia, durata delle  indagini e delle intercettazioni di pari misura rispetto quelli previsti per i reati di mafia e possibilità di fare intercettazioni preventive. Inoltre, sarebbe necessario inserire  nel 416bis un aggravante specifica, se l’associazione mafiosa si avvale della corruzione per  conseguire appalti pubblici e commesse pubbliche; una semplice modifica che segnerebbe un passo avanti perché sappiamo tutti che la corruzione è lo strumento privilegiato delle organizzazioni mafiose”.
Ma quando il procuratore Franco Roberti parla delle amministrazioni giudiziarie, ecco che finalmente, sento svelare qualcosa di significativo… 
Sono anni che il sottoscritto attendeva una rivelazione come quella appena esposta: ”Vi siete chiesti perché nelle amministrazioni giudiziarie i procedimenti di prevenzione durano cosi a lungo? e sempre nella complessità dei beni da gestire o forse più va a  lungo l’amministrazione giudiziaria e  più l’amministratore giudiziario ne profitta economicamente magari in combutta con qualche giudice come abbiamo dovuto in qualche caso penosamente constatare?
Sono certo che quando dichiarato, non sarà di facile comprensione per molti… ma state certi che chi doveva intuire, ha compreso bene quel messaggio “subliminale”… 
Tra questi c’è il sottoscritto ed anche qualche ex collega!!! 

Andrea Piazza: "la mafia è soltanto morte e parassitismo sulla vita degli altri"

Al di la delle dinamiche giudiziarie che richiedono tempi processuali, emerge in ogni caso un quadro poco rassicurante… 
La gestione Istituzionale in ogni caso richiede uno spirito contrapposto al management sottoposto a sequestro ( è necessario azzerare qualsiasi forma di continuità ), anche se trattasi di vicende complesse e quindi pur non sussistendo bacchette magiche, è opportuno salvaguardare il livello occupazionale.
La riservatezza delle notizie apprese in via confidenziale ( è scontato che le stesse se hanno rilevanza devono essere tempestivamente portate a conoscenza del Giudice Delegato del procedimento di Misure di Prevenzione_ estensione art. 35 D.Lgs 159/2011 ). 
Un plauso a Nicola Costanzo, per non essersi consegnato alla cultura del silenzio, per contribuire a decodificare le dinamiche aziendali (la Misura del sequestro è stata applicata in via preventiva perché sussistono molteplici elementi …), agevolare l’attività di indagine che, hanno già consentito all’autorità giudiziaria di ritenere fondate le ipotesi delittuose e condannare il Presidente ANCE Salvatore Ferlito, nonché l’avvio di altri procedimenti di indagine alla luce delle dichiarazioni rese innanzi l’Autorità Giudiziaria. 
Per fortuna, la prevaricazione mafiosa è minoranza anche se organizzata, ed ognuno di noi deve essere portatore di valori di solidarietà contrapposti a qualsivoglia forma di prevaricazione materiale e/o morale. 
La mafia è soltanto male e bisogna controbattere anche sotto il profilo ideologico qualsiasi forma di giustificazione, dove taluni tendono a sviluppare il concetto ERRATO che esisterebbe mafia buona e mafia cattiva…
LA MAFIA E’ SOLTANTO MORTE E PARASSITISMO SULLA VITA DEGLI ALTRI!!!

Pino Maniaci… ricostruisce le vicende che lo hanno visto legato nelle inchieste sulle misure di prevenzione nel Tribunale di Palermo!!!

Per correttezza morale… dopo essere rimasto attonito vedendo il video pubblicato il mese scorso su notizie.tiscali.it ora, con la stessa equità, resto basito dall’intervista appena pubblicata su liveSicilia…

Questi sono i due link dei video dai quali potrete ascoltare quanto dichiarato nello Studio di Telejato, da Pino Maniace: 
Non so proprio cosa potrei aggiungere…
Mi sembra di assistere a quel noto programma televisivo di ITALIA 1: Mistero.
Ma qui forse di mistero c’è ben poco… anzi tutt’altro…
Qui ho l’impressione che tutti sapessero… tutto di tutti e chissà se forse non sia proprio questo il reale problema che fa si che… non venga fatta emergere l’unica verità…
Spero nell’operato della Procura; che possa ampliare quelle proprie indagini, in virtù dei video appena trasmessi… ed in particolare, dalle rivelazioni fin qui comunicate…
Staremo a vedere… come finirà questa “Adventure“…

Sicilia: la "discesa" dei paladini della legalità!

Palermo… Catania, Siracusa… e via discorrendo, tutte città legate da un fattore comune: l’illegalità e il malaffare!!! 

Quando 8 anni fa decisi di ritornare nuovamente in Sicilia, non avrei mai immaginato di ritrovare quella stessa regione (dalla quale mi ero decisamente allontanato…) peggiore di come l’avevo lasciata!!!
E’ un vero schifo… 
Se dovessi elencare tutti i nomi che in questi anni sono stati indagati o ancor peggio hanno subito una condanna… credo che non basterebbe un rotolo lungo da piazza Duomo  a Tondo Gioeni…
Non sto parlando della criminalità organizzata o di quei nominativi che giornalmente riempiono i penitenziari….
Mi sto riferendo ai cosiddetti “colletti bianchi”… o meglio, ormai da tempo li ho definiti “grigi”…
Personaggi ben inseriti nel mondo istituzionale, imprenditoriale, amministrativo e soprattutto in quel sistema di promozione tanto acclarato della “legalità” che ormai s’è scoperto essere grande come il “passaggio” dell’ultima trilogia di Gleen Cooper…
Quei “Dannati”… non fanno parte di un altro mondo… ma di questo purtroppo e da qui ahimè non se ne vanno… anzi il giorno che finalmente (per anzianità) finiscono quei loro incarichi… immediatamente c’è subito chi li sostituisce in modo ancor più pessimo!!!
In tal senso potrei rifarmi a quel detto siciliano che dice: cu cancia a strata vecchia ppi la nova, sapi ‘nso cu lassa ma nun sapi ‘nso cu trova…
Difatti, in questi anni siamo passati, come si dice… “dalla padella alla brace” e coloro che maggiormente hanno deluso sono proprio quelli che in questi anni, avevamo sostituito i loro predecessori…
L’elenco dei nomi li conoscete già… ci sono tutti… Ministri, Segretari, Presidenti, Assessori, Funzionari, Dirigenti, Magistrati, Imprenditori… già tutti di tutti… nessuna categoria è esclusa…
In particolare i settori che dimostrano essere più a rischio sono la sanità, i rifiuti, gli appalti e l’energia…
Già, all’interno di queste realtà si muove un filone di corruzione incredibile… di attività illecite che trovano sostegno da quanti dovrebbero controllare ed invece partecipano direttamente a quel sistema corruttivo… o nei casi in cui si dimostra non esserci stata una partecipazione attiva… si scopre comunque che questi, non abbiano applicano in maniera tempestiva le norme previste sulla trasparenza degli atti amministrativi…
Si parla di ritardi… ma io credo che quanto accada in questa terra… sia fatto apposta affinché la corruzione possa “flemmaticamente” proseguire!!!
E quindi, se chi dovrebbe garantire la legalità… partecipa di fatto al malaffare, dove si pensa d’andare???
Li definivano “Simboli dell’antimafia”… si lo stiamo vedendo infatti quale fosse il loro unico obbiettivo: spartizione del potere…
Un posto di Presidente a te… un incarico di Dirigente a me… ah proposito non ti dimenticare del figlio di… e soprattutto ricordiamo di votare a quel consiglio il tizio… ecc… ecc….
Che schifo… già è una vera è propria indecenza subire inermi questi loro comportamenti… 
Mi viene il voltastomaco a pensare che siamo sottomessi a quattro abietti e per di più incapaci… 
Ma cosa ci si aspettava da chi non è mai stato capace di fare nulla di buono… che all’improvviso quella mancata dote (come per miracolo) si trasformasse in qualcosa di straordinario… che desse lampi d’intelligenza o di genio???
Non sono loro certo i soggetti (in particolare per noi siciliani) di cui andare fieri!!!
A differenza invece del nostro CATANESE  ( ricercatore al dipartimento di Nanofisica dell’Istituto Italiano di Tecnologia) LUCA LANZANO che è stato in questi giorni premiato per aver ottenuto un finanziamento dal Trideo (TRansforming IDEas in Oncological research award) di Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) e fondazione Cariplo, per condurre una ricerca biennale, mediante l’uso di tecniche all’avanguardia di microscopia ottica, volta a svelare i meccanismi alla base dell’insorgenza dei tumori.
Si è vero… siamo tutti siciliani, ma c’è chi opera per “curare” questa terra e chi predilige “infettarla”!!!
Un vero peccato che Luca non si sia dedicato alla sperimentazione di un anti-virus da poter inoculare a tutti questi nostri “appestati”, affinché forse “immunizzati”,  non abbiano più possibilità di perseverare in quella loro politica di distruzione e d’avvelenamento, in uno dei posti che da sempre è considerato… più belli del mondo!!!

Napolitano che invita all'astensione? Prima di poter parlare di democrazia… avrebbe dovuto permetterci l'ascolto di quelle… intercettazioni!!!

Un ex presidente della Repubblica che invita all’astensione…
Se ripenso a cosa mi disse da piccolo l’allora Presidente Aldo Moro… comprendo finalmente il significato di quelle parole…
Dice bene Erri De Luca: patetico congedo di un ex della democrazia!!!
Già voler commentare la decisione di Giorgio Napolitano di astenersi al referendum del 17 aprile sulle trivelle è solo una perdita di tempo… come forse lo sono stati quei suoi due mandati…
Io comunque insieme a mia moglie e mia figlia (per lei sarà la prima volta…) andremo a votare e sappiamo già come voteremo… SI!!!
Perché vede… non è importante decidere a priori come andrà a finire questo referendum… questa è la democrazia…
Potrebbero anche vincere i no o l’astensionismo… va bene lo stesso… perché per me… per noi… l’importante è… avere fatto il proprio dovere di cittadini… e cioè quello di andare a votare!!!

Infatti, credo che se avessimo potuto decidere in tutti questi anni… (noi cittadini) il presidente, per come avviene già in paesi più democratici del nostro (USA, Francia,ecc..), sono certo che difficilmente molti di quei nostri ex presidenti, avrebbero ricevuto il mandato… e cioè onorarsi di diventare presidenti di questa meravigliosa Repubblica!!!
Non interessa neanche la motivazione data sull’astensione: “se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria“… un paese che cerca di andare avanti, non può certo soffermarsi sulle dichiarazioni di un uomo che è più diretto verso l’altro mondo e che tenta ancora oggi di volersi aggrappare a questo… 
Votare… significa fare parte di un paese, essere concretamente veri e corretti cittadini!!!
Per fortuna che almeno l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto sapere che andrà a votare…
Strano vero…. stesso incarico… ma figure totalmente opposte e diverse!!!
Sì… di uno sappiamo aver perso il fratello per mano della mafia… dell’altro conosciamo dell’esistenza di alcune intercettazioni registrate…. nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, che “stranamente” (non per nulla siamo in un paese democratico…), sono state distrutte dal gip di Palermo (io mi auguro che qualcuno ne abbia fatto delle copie… e chissà forse tra qualche anno riusciremo ad ascoltarle… e dopo di che, rielaboreremo la storia di questo paese)!!!  

La verità è che negli ultimi anni si è tentato in tutti i modi di limitare la partecipazione elettorale dei cittadini, segno di una forte preoccupazione di rinnovamento… di quella sana trasformazione che sta portando finalmente i cittadini, ad una maggiore consapevolezza…
L’opinione pubblica è stanca di questi cadaveri che da oltre 40 anni continuano a governarci… e che ancora oggi vorrebbero indirizzare l’opinione pubblica, condizionandone non solo le scelte politiche ma anche quelle di vita sociale!!!
Non mi meraviglierei scoprire che, dietro le cautele su questo referendum, non si nascondano i soliti meccanismi perversi tanto noti a questo nostro paese, dietro i quali vi sono come sempre… la difesa dei propri interessi personali!!!

Dopotutto non ci scordiamo che attraverso il mercato del petrolio… gira l’economia del mondo… è chissà oggi quanti tra i nostri governanti politici (attuali e passati) ed aggiungerei familiari compresi, non hanno di fatto legami personali ed economici proprio con quelle società petroliere, che in questi giorni si stanno tentando in ogni modo di preservare…

Beni confiscati, la proposta: 'Utilizzarli come alloggi'.

La crisi sociale ed economica sta comportando la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’aumento del numero di famiglie che vivono in condizioni di disagio. 
Ovviamente tra i più colpiti ci sono gli anziani, le giovani coppie, famiglie con figli e donne sole, persone che ormai vivono in alloggi di fortuna e nella completa più indifferenza delle Istituzioni…
Di contro invece, ci sono centinaia… anzi migliaia di immobili, sequestrati e confiscati, che restano di fatto inutilizzati o ancor peggio nella disponibilità di coloro a cui erano stati –a seguito del provvedimento giudiziario– sottratti!!!
Ed allora il SUNIA (la principale organizzazione degli inquilini privati e degli assegnatari di edilizia pubblica) ha pensato di stilare un protocollo d’intesa insieme ad altri componenti, quali: i comuni che aderiranno alla proposta… (si perché va detto… che ci saranno tra questi quanti… a questa proposta rifiuteranno d’aderire, chissà… forse perché ancora sottomessi a “logiche mafiose”), il Consorzio Etneo per la legalità e lo sviluppo, l’IACP di Catania e la Cgil; tentare quindi di riutilizzare quel parco beni confiscati alla mafia, per fini abitativi…
Lo scopo finale è quello di favorire le famiglie o i soggetti più bisognosi, riconoscendo ad essi, il diritto ad una casa, compatibile con le esigenze di cui sopra, favorendo così non solo la mobilità, ma dando soluzione a tutti quei soggetti che oggi hanno bisogno di un alloggio…
“Si tratta cioè, di riuscire a riutilizzare una massa potenziale di risorse che dopo essere state restituite alla collettività, possono essere impiegate in questa direzione, contribuendo a tamponare una vera e propria emergenza sociale e personale”.
Certo non si hanno ancora chiari i numeri dei beni a disposizione, i dati purtroppo in loro possesso sono obsoleti, in quanto fanno riferimento al 2013… e considerato che in questi anni, alcuni sequestri sono stati dai tribunali annullati, restituendo i beni restituiti ai loro precedenti proprietari, si capisce come quegli stessi dati, non aggiornati, risultano del tutto inutili…
Comunque, ci viene detto che entro un paio di mesi, si giungerà ai primi esiti positivi.
Perdonatemi, ma io conoscendo bene i tempi della burocrazia ci credo poco, anzi, penso che alla fine questa iniziativa –se pur lodevole nei contenuti e nei principi– verrà totalmente frenata… dalle solite futili motivazioni che hanno quale scopo… quello di lasciare invariato lo stato di cose… 
Non bisogna dimenticare che, attualmente molti di questi beni sono occupati da altrettante famiglie bisognose o dove – su questi alloggi – vi è (stranamente) il possesso diretto da parte di familiari o affini, di quanti cioè erano stati oggetto dei provvedimenti interdittivi –vedasi per esempio quanto trasmesso alcune settimane fa da “LE IENE” sulla Città di Palermo – ed ancora, bisogna tenere conto dell’aspetto psicologico, di quella insicurezza emotiva provata di coloro che dovranno andare ad insediarsi in quelle abitazioni, sapendo di fatto a chi appartenevano…
Tutte problematiche non facilmente risolvibili… o meglio non certo con semplici incontri propagandistici o sperando in questa attuale normativa, che fa si, che la confusione, resti dilagante ed ognuno si senta autorizzato a fare ciò che meglio ritiene… fregandosene di quel rispetto di regole o di norme giuridiche…
In Sicilia dimostrare di avere delle idee positive è incoraggiante… ma metterle in pratica… ecco… questo è tutto un’altro discorso…
Per ora mi auguro solo di essere smentito, comunque mi riprometto… di riparlarne tra qualche mese!!!

Occupazione o Legalità??? Cosa salvare???

“Beni confiscati alle mafie e prospettive di riforma”, con questo titolo si è svolto ieri un convegno presso l’Hotel Excelsior di Catania, che ha visto la presenza di personalità importanti sia nel campo della prevenzione e contrasto, che per quello giuridico ( perdonatemi se non ne elenco i nomi… ma non ho tanto vaglia di fare propaganda…), m’interessa maggiormente esaminare gli interventi realizzati…
L’incontro giunge in un momento particolare, visto quanto accaduto nella sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo…  ed è per questo motivo che diventa fondamentale l’operato investigativo delle procure, che permette d’individuare quelle attività legate ad ambienti malavitosi…

Certamente, giungere a comprendere quali “particolari” aziende, siano legate a particolari meccanismi fuorvianti, non è semplice, ma lo diventa ancor di più, nel momento in cui su queste, pervenga il provvedimento di sequestro/confisca… 

Ora infatti, bisogna decidere cosa sia più importante… salvaguardare i posti di lavoro di quelle aziende confiscate o intervenire con quanto prevede la normativa e cioè, procedere alla revoca degli appalti…

Anche perché non è corretto vedere applicata  la regola (tanto in voga nel nostro paese) quella cioè dei “due pesi e due misure“, diversificando imprese di serie B a cui verranno sottratti gli appalti e ad altre di serie A, cui sarà permesso di poter continuare… dimenticando che questa regola, non rappresenta quel vero concetto di equità e giustizia!!!

Inoltre, cosa aggiungere sugli amministratori giudiziari??? 
Ho sentito dire che questi “non sono degli imprenditori…” va be… questo lo sapevamo già… e difatti, nessuno di noi sperava di trovarsi d’innanzi il perfetto “manager” aziendale… ma augurarsi di avere qualcuno un po’ più rigoroso e soprattutto meno sottomesso… non mi sembra dover chiedere molto!!!
La stessa affermazione sul delicato tema concorrenziale, che deve far si che tutti siano garantiti… evitando così di agevolare quelle imprese sottoposte a gestione amministrata, ma influendo in modo tale che le regole di concorrenza vengano sempre rispettate, permettendo però a queste società di poter sopravvivere, applicando pochi ma precisi dettami fondamentali…
Come ritengo sia altrettanto banale, ricercare sempre in questi convegni, quel senso di responsabilità da parte della collettività… che dimostra (a differenza di quelle dichiarazioni fatte a parole,,,)  di esserci sempre con i fatti!!!

E poi, prima di chiedere alla società civile di “assumersi le proprie responsabilità, trovando la forza e il coraggio di reagire”, ecco, prima di esigere dagli altri… ci si dovrebbe interrogare su come certi magistrati, amministratori, prefetti, uomini e donne delle istituzioni, si siano potuti lasciare coinvolgere in atti di collusione, illegalità e corruzione!!!

Cosa dire, un vero e proprio “spreco di legalità” che auspichiamo potrà essere oggetto di un approfondimento più specifico, affinché si possa giungere a modificare la gestione dei beni confiscati in maniera più semplice e chiara, con procedure limpide a cominciare dagli incarichi, per seguire sui compensi, durata e numero di assegnazioni… tutte condizioni che, in questo momento, necessitano di essere attenzione, affinché quanto accaduto finora, non abbia a ripetersi…