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"Capaci" non solo di ricordare, ma di mettere in atto quegli insegnamenti!!!

Dappertutto in questo giorno di lutto  sono presenti  manifestazioni a ricordo dell’anniversario della strage di Capaci…  
Si parla di legalità, s’affrontano tematiche riguardanti la giustizia, si realizzano incontri e convegni, finalizzati alla riflessione su temi quali liceità, giuridicità, legittimità ecc…
Tutte le scuole hanno realizzato dei progetti educativi presentati dagli studenti con la partecipazione delle autorità locali, sono state inoltre ricordate le vittime di quella strage compiuta nel 92′, presso l’autostrada Palermo-Trapani in località Capaci…
A Palermo giunge al porto la “nave della legalità” salpata ieri dal porto di Civitavecchia con a bordo 1.500 studenti… 
Ad attenderli sulla banchina vi sono altri ragazzi come loro e ad accompagnarli vi è la sorella del giudice, Maria Falcone…
Due grandi poster con le foto dei magistrati Borsellino e Falcone, sono state poste all’esterno e sembrano accogliere le migliaia di giovani…
Tutto bello… anzi no, bellissimo, peccato però che queste azioni vengano compiute esclusivamente in questi giorni della memoria,  poi durante l’anno tutto prosegue come se nulla fosse mai accaduto…
Ovviamente non ho alcun rimprovero da fare ai ragazzi, anzi tutt’altro, loro rappresentano la speranza, il futuro, la possibilità di cambiare un giorno questa terra  infetta…
Ma poi c’è la realtà, ci sono loro, quei molti genitori e/o familiari che vivono quelle loro vite in maniera “indegna“, già… lontani anni luce da quegli insegnamenti morali…
In loro d’altro canto non vi è alcuna etica, in quei loro comportamenti vi è il contrario di quanto oggi viene rappresentato!!!
Ecco perché vivono in maniera distaccata questi anniversari, li ritengono privi d’interesse, sono irrilevanti nella la vita quotidiana, perché essa dimostra di proseguire in tutt’altra maniera, perseguendo quel sistema “clientelare/mafioso”, altrimenti si è fuori… 
Lo sanno bene loro che vi sono dentro… sanno difatti quanto sia necessario -prima di tutto- ottenere il “rispetto” che solo certe amicizia possono dare… (in particolare quelle degli “amici degli amici”)!!! 
Infatti saranno quelle conoscenza a garantire successivamente le necessarie raccomandazioni o eventuali possibilità d’avanzamento di carriera, favori personali per i propri cari, influenze politico/istituzionali e soprattutto professionali… 
Conoscono perfettamente questa terra e soprattutto i loro conterranei, ed oggi, incrociando per strada gli sguardi di quei ragazzini ancora “puri”, sorridono… perché sanno perfettamente a cosa andranno incontro e seppur ora si dimostrano antagonisti a questo sistema mafioso, un giorno si piegheranno a quel sistema “immondo”…
D’altronde non dimentichiamoci che questi nostri ragazzi, questi figli che oggi sono lì a manifestare, sono eguali a quelli che ventisette anni fa erano scesi per le strade per lottare contro quel sistema criminale, contro quell’associazione mafiosa, contro quei suoi referenti politici, imprenditoriali ed istituzionali!!! 
Ma quei giovani d’allora eravamo noi, non altri, eppure il sistema ha continuato a svilupparsi nello stesso modo, anzi no… si è espanso in maniera peggiore, basti osservare tutte le migliaia d’inchieste giudiziarie effettuate o gli arresti compiuti dalle forze dell’ordine nel corso di quasi trent’anni!!!
Un vero schifo, sì… perché dimostra che quelle morti non sono servite a nulla, non hanno modificato le coscienze della maggior parte dei cittadini, i quali,  continuano a infangare quotidianamente – con le loro azioni – quei due magistrati… ma non solo di loro, ma anche tutti coloro che credevano in questo nostro Stato e che hanno sacrificato la loro vita per questa terra…
Una terra che – a differenza di quanto ci viene solitamente raccontato, da quei quattro raccomandati seduti in quelle poltrone istituzionali – continua a vivere nell’inganno e nella corruzione, dove a delinquere non è povera gente o il delinquente abituale, no… qui “u fangu” (come si pronuncia a Palermo) è rappresentato dai colletti bianchi, dai dirigenti e funzionari corrotti posti in quegli enti pubblici, dai politici collusi, dagli imprenditore affiliati, da tutti quei soggetti istituzionali complici del malaffare, amministratori giudiziari compiacenti o sottomessi e purtroppo anche magistrati e uomini delle forze dell’ordine, ahimè corrotti… 
Altro che mele marce, qui di sano non vi è rimasto nulla!!! 
Si è vero, vi sono loro… questi ragazzi che oggi sono qui a manifestare!!!
Sicuramente vanno apprezzati e certamente incitati in questa loro azione, in particolare da noi genitori, ridotti a numero esiguo (ma che hanno saputo conservare quella purezza morale perduta dalla maggior parte dei loro coetanei…) in questa lotta per la “legalità”, perché siamo noi i veri insegnanti, i primi che osservano e che usano come metro di riferimento … 
Perché la verità in fondo è assai semplice: dipende principalmente da cosa ci hanno saputo insegnare “moralmente” i nostri genitori e per come noi stessi crescendo ci siamo comportati, non solo sotto l’aspetto professionale – nel  rispetto delle leggi previste – ma bensì nell’aver intrattenuto rapporti sociali, inclini a quelle regole morali che vanno aldilà di qualsiasi regola scritta…   
Ecco… basterà quanto sopra per scoprire che anche i vostri figli un giorno diverranno “modello” di legalità e  rispettosi di quei principi d’onesta e giustizia… 
Il resto sono solo cazzate!!!  

Giovanni Falcone: Oggi avrebbe compiuto 80 anni!!!

Diceva l’amico Paolo Borsellino: “La mafia dovrà essere chiamata a rispondere del sacrificio di queste vittime innocenti”!!!
Il giudice oggi avrebbe compiuto 80′ anni… ma una carica d’esplosivo piazzata su un’autostrada del nostro Paese ha fatto si che la sua vita – insieme a tante altre presenti – terminasse lì…
Un agguato sofisticato… preparato a tavolino e compiuto sicuramente con l’aiuto di specialisti dei servizi segreti (deviati…), d’altronde chi mai può credere che quei pecorai scesi dalle montagne,  potessero avere una così alta preparazione di esplosivi a distanza…
Un nuovo sistema politico/mafioso voleva che si alzasse la tensione, che cadessero alcune teste di governo, che quella classe dirigente andasse definitivamente a casa per essere cambiata da una nuova, ed in questo la mafia ha dato una mano…
Abbiamo visto proprio in questi giorni, alcuni noti pentiti di quei giorni ribaltare quanto allora dichiarato e ribaltare totalmente quelle accuse,  motivando di essere stati ingannati e d’aver ricevuto i suggerimenti per rispondere alle domande dei pubblici ministeri!!!
Sono emersi molti collegamenti tra quella parte dello Stato ed esponenti della criminalità organizzata, ambienti del terrorismo eversivo e logge segrete… 
In quell’omicidio vi sono stati interessi superiori, perché non fu soltanto Cosa nostra a decidere di compiere quell’attentato, bensì altre entità, le stesse che poi avrebbero commissionato alla mafia la strage di via D’ Amelio, del collega Borsellino…
Diceva bene Buscetta: “le motivazioni, vanno ricercate al di là della mafia”!!!
Riprendendo quindi quanto sopra esposto ed a conferma che i “pecorai” non erano in condizione di utilizzare quelle tecnologie sofisticatissime, ecco i nuovi dati sui quali la procura di Caltanissetta sta ora indagando, e cioè che il tipo di esplosivo utilizzato, non è quello specificatamente usuale per la mafia. 
Ma ormai chi poteva parlare è morto; i due boss di cosa-nostra, hanno concluso la loro esistenza all’interno dei penitenziari e chi resta oggi ancora in vita (se pur latitante…) – a differenza di quanto ci viene raccontato – non è stato in questi lunghi anni catturato, forse per evitare proprio che potesse parlare e  raccontarci così la verità su quelle stragi, continuando di fatto a proteggere chi ancora oggi spera di non perdere quel potere politico… 
Certo, questo nuovo governo giallo/verde sta mettendo in crisi quella struttura piramidale e soprattutto i propri interessi economici/finanziari che si vedono ogni giorno colpiti da inchieste delle procure nazionali…
Difatti… non mi meraviglierei di assistere a breve ad una nuova escalation criminale, non tanto per contrastare quella lotta dello Stato che in questi mesi si è fatta più risoluta e vigorosa, ma soprattutto, per ripristinare quei collegamenti politici che – se pur mai interrotti – non stanno garantendo le necessarie protezioni a quell’associazione criminale, per salvaguardare quel business criminale!!!
“Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l’impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi.” 
Giovanni Falcone

Otto e mezzo??? No… "zero patata"!!!


La puntata di ieri sera a La7 presentata da Lilli Gruber, con ospite il Ministro del’interno Matteo Salvini, ha evidenziato da parte della padrona di casa un atteggiamento tendenzioso…
Era talmente comprensibile la linea predisposta dalla giornalista, che ha dato a noi telespettatori fortemente fastidio, anche perché era chiaro che stesse in tutti i modi provando – insieme a quel “giornalista” di Huffington Post – di mettere in difficoltà il nostro ministro dell’interno, senza comunque mai riuscirci… e ciò ovviamente ha fatto imbestialire quei due opposti interlocutori!!!

Si avvertiva la tensione, d’altronde vi era stata già durate la giornata una premessa…
Sì il vicepremier durante un precedente comizio aveva preannunciato l’appuntamento e parlando della Gruber aveva detto: “Mi tocca andare da lei, simpatia portami via” e tutti i presenti giù a ridere…
Ed allora la giornalista ha preparato tutta una serie di domande a modello interrogatorio “Gestapo” e dire che uno degli argomenti trattava per l’appunto “apologia del fascismo”, un libro pubblicato da una casa editrice il cui titolare è legato ad ambienti neofascisti e a cui il ministro anni addietro aveva concesso un’intervista poi pubblicata…
Già… ma come valutare quelle sue domande che non si discostavano per nulla da quegli atteggiamenti intimidatori utilizzati durante quel passato periodo storico??? 
Domande su domande incalzanti senza mai attendere la risposta dell’ospite, sì… perché la sensazione che si voleva trasmettere era quella di far percepire (a noi telespettatori) il disagio del ministro… ma purtroppo senza mai riuscirci, anzi da quella diatriba avveniva proprio il contrario ed il ministro Salvini da quello confronto, ne usciva vincitore…
Peraltro, avete sentito la Gruber come ha difeso i i colleghi giornalisti della Rai che percepiscono centinaia e centinaia di migliaia di euro ed i motivi per cui non si possono licenziare???
Bene… anzi no male, perché secondo la giornalista non vi è in ciò alcuna ingiustizia, anzi alla provocazione del ministro sul compenso di tremilioni di euro dati al collega Fazio, la Gruber ha risposto di di non scandalizzarsi, e difatti ne ha preso le difese…  
Certo d’altro canto così facendo salvaguarda anche il proprio di onorario, ma dimentica che a differenza sua, quei signori della Rai, li paghiamo noi!!!
Ed infine quel voler riprendere il tema sul 25 aprile, rinfacciando al ministro quella sua mancata presenza al corteo dei partigiani e preferendo egli viceversa, l’inaugurazione di una caserma a Corleone… 
Alla risposta del ministro la Gruber risponde in modo sbrigativo: “Sì vabbè… vabbè…”.
D’altronde, garantire agli uomini dello Stato una struttura su uno dei posti conosciuti come origine di ciò che nel mondo viene definito “mafia”, per quella giornalista ha poca importanza… sì molto meglio festeggiare una “liberazione”…
Ma scusate, ma di quale liberazione parliamo, di quella che si sono storicamente inventati???
Ma questo è il nostro Paese e così sono molti suoi connazionali, voltagabbana come i giornalisti: prima di destra, poi all’improvviso di sinistra e da alcuni anni pseudo centristi, indecisi, conservatori, ma soprattutto direi… opportunisti!!!

Dott. Renato Panvino – Non è che a Catania stanno iniziando a dislocare quelle figure troppo scomode??? No… sicuramente mi sto sbagliando: quei trasferimenti vanno considerati semplicemente delle "promozioni"…


Il Dott. Renato Panvino – a capo dal 2014 del Centro Dia della Sicilia Orientale e I° Dirigente della Polizia di Stato –  lascia la nostra città etnea per assumere l’incarico di Questore vicario a Nuoro… 

Cosa dire, quando sento parlare di “trasferimenti”, il mio primo pensiero va immediatamente al Prefetto Mori…
Un uomo (per quei  giovani che poco sanno di lotta alla mafia nella nostra terra) nominato prefetto e trasferito in Sicilia nel 1924, precisamente a Trapani, dove la sua fama di uomo d’un pezzo ma soprattutto la condizione di non essere siciliano – e quindi estraneo da quella realtà “mafiosa” – rappresentò allora un valore aggiunto…
E difatti il suo lavoro iniziò subito, decidendo di ritirare tutti i permessi d’armi e di nominare una commissione provinciale per la concessione dei nulla osta – resisi di lì a poco obbligatori – per la guardianìa e il campieraggio, attività che solitamente venivano gestite proprio dai mafiosi…
L’intervento di Mori produsse effetti talmente positivi che fu rinominato “Il prefetto di ferro“, tanto che lo stesso Benito Mussolini decise di trasferirlo direttamente nel capoluogo siciliano, con ampi poteri straordinari…
Giunto a Palermo prese competenza sull’intera regione e inizio quella sua guerra (direi personale) per sconfiggere la mafia nell’isola!!! 
Basti guardare cosa scriveva Mussolini in un telegramma: “Mori ha carta bianca per ristabilire in Sicilia l’autorità dello Stato; se le leggi vigenti saranno un ostacolo, creeremo nuove leggi senza alcun problema!”.
Certo, durante quegli anni alcune delle procedure adottate sicuramente efficaci, sarebbero oggi considerati atti brutali e al di fuori della legalità, ma grazie ad essi, poté condurre una importante repressione nei confronti della mafia e di quella malavita locale composta da briganti, ma soprattutto riuscì a colpire quei signorotti locali (discendenti di quella vecchia nobiltà, latifondisti e notabili) che iniziarono a vedere in quell’uomo qualcosa di scomodo…
La sua fama – dovuta alla sua efficace e vigorosa azione di contrasto alla mafia – divenne ancor più sgradita non solo quando iniziò a colpire i piani alti, tra cui ad esempio alcuni politici siciliani che si erano riciclati all’interno del partito fascista, ma soprattutto, quando riesce ad elevare un ambiente ostile alla mafia dal punto di vista culturale. 
Difatti la sua azione non si esplicò soltanto con la volontà di condannare i criminali con pene severe o contrastando quel fenomeno mafioso colpendo gli interessi economici e la loro consistenza patrimoniale, bensì… egli riuscì in qualcosa di ancor più grande e cioè, eliminare definitivamente quella condizione “pesante” d’impunità nei confronti di coloro che governavano l’isola (d’altronde una sensazione purtroppo ancora oggi ben conosciuta dai miei conterranei, in quanto fortemente radicata in essi…)!!! 
Il Prefetto Mori, andò così conquistando il favore della popolazione – realizzando quanto negli anni successivi si è visto… è andato affievolendosi – quello di chiedere ad essa, d’attivarsi nella lotta alla mafia, combattendo l’omertà e sostenendo soprattutto l’educazione delle generazioni future!!! 
A Mori d’altronde non interessa contrastare lo strato della mafia più bassa, ma si occupa di quelle sue connessioni con l’ambiente politico, imprenditoriale e istituzionale, iniziando a colpire tutti quei cosiddetti colletti bianchi ed operando una vera e propria pulizia al suo interno, fintanto che alla fine di quel suo lavoro, non riuscendolo a contrastare con la forza, decisero di premiarlo… sì allontanandolo a Roma, con il riconoscimento di “Senatore del Regno”
Cosa aggiungere quindi, se non che vedo talune similarità tra questi due uomini…
Ecco perché ringrazio da siciliano il dott. Renato Panvino per quanto ha fatto per questa nostra città e colgo l’occasione di augurare ad egli lo stesso proficuo lavoro a Nuoro.
Inoltre mi auspico da £catanese” che il suo successore, sia altrettanto capace e meritevole di sedere in quel posto…  
Vorrei quindi dare un personale benvenuto al prossimo Capo di quell’ufficio “DIA”, riprendendo però per l’occasione una frase del prefetto Mori: Costoro non hanno ancora capito che i briganti e la mafia sono due cose diverse. 
Noi abbiamo colpito i primi che, indubbiamente, rappresentano l’aspetto più vistoso della malvivenza siciliana, ma non il più pericoloso. 
Il vero colpo mortale alla mafia lo daremo quando ci sarà consentito di rastrellare non soltanto tra i fichi d’india, ma negli ambulacri delle prefetture, delle questure, dei grandi palazzi padronali e, perché no, di qualche ministero…
Per cui… buon lavoro ad entrambi.

Da quasi fastidio scoprire (forse) d'aver avuto ragione!!!

A seguito della puntata di ieri sera di Report sul caso Montante in cui è intervenuto il presidente della commissione nazionale antimafia Nicola Morra, proseguendo il giornalista di Repor ha realizzato due interviste a proposito dell’attentato fallito che Antoci subì la notte del 17 maggio 2016, episodio che hanno lasciato dubbi e di cui sono state archiviate le indagini da parte della Procura di Messina…
D’altronde, uno degli indagati chiamati a testimoniare, alle domande degli inquirenti rispose così: “Con chi parlavi… in paese, si parlava di politica, di un attentato falso“!!! 
Ed ancora, l’ex dirigente di polizia Ceraolo ha rivelato che subito dopo l’attentato, il procuratore capo di Messina, Guido Lo Forte, chiede allo stesso, allora alla guida del commissariato di Barcellona, di sollecitare tutte le fonti più vicine alla cosca di Barcellona in merito all’agguato…
La risposta – secondo il Ceraolo – fu unanime  e cioè che, le fonti legate a cosa nostra, riferirono che la mafia non c’entrava nulla e che si trattava di una “babbarìa”… 
Incredibile perché anche il sottoscritto il 28 Maggio del 2016 a quasi tre anni di distanza aveva riportato dei forti dubbi a riguardo – vedasi link:http://nicola-costanzo.blogspot.com/2016/05/truffe-ai-danni-dellunione-europea-ed.html 
Colgo l’occasione per riprendere la notizia sulla lettera intimidatoria, fatta pervenire alcuni giorni fa allo stesso Presidente (Antoci), ma di cui, sin dall’inizio, ho avvertito forti dubbi… 
Sono le stesse perplessità che ho quando guardo in Tv alcuni sceneggiati girati qui da noi in Sicilia…
Mi accorgo come il più delle volte, gli sceneggiatori si prestano letteralmente a trasformare in siciliano… delle frasi italiane, mentre gli attori, nel recitare quei copioni, non possiedono quelle espressioni sintomatiche della nostro uso quotidiano… si capisce, o meglio noi siciliani capiamo, come quell’attore, non è… uno della nostra terra!!!
Analoga situazione ci capita anche tra di noi, tra conterranei appartenenti a diverse province… ecco ci si accorge come, gli idiomi, i segni, i movimenti sul viso e aggiungerei anche quegli stessi silenzi… sono annunciatori diversi, su quanto si voleva trasmettere…     
Vi starete chiedendo, ma a cosa si sta riferendo… 
Ecco, io penso (ovviamente non voglio sostituirmi a psicologi criminali o investigatore delle forze dell’ordine ben più preparati del sottoscritto) – lo dico sempre… sarà per questa mia mania di leggere continuamente “Legal-Thriller” o libri sulla mafia – che ho la sensazione di accorgermi di quanto forse ad altri sfugge…  ed è quel sospetto che mi suggerisce che dice che qualcosa non va…
D’altronde debbo aggiungere che, nel corso della mia vita. non mi sono mai soffermato ad accettare quanto mi è stato visivamente proposto… anzi, ho sempre conservato quella propria indipendenza critica e morale, che ha fatto si di saper guardare oltre, rispetto a quanto formalmente  prospettatomi…
Ritornando a quella lettera… se fosse stata scritta esclusivamente per il Presidente Antoci… almeno la prima parte, quella cioè che trasmetteva con violenza il messaggio che si voleva fare pervenire (anche se aggiungerò di seguito un’ulteriore perplessità…) poteva anche passare… ma, nel momento in cui il messaggio, ha coinvolto anche il Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ecco che lì… si è commette l’errore di scrivere in Siciliano una frase “mafiosa”… che nessun mafioso avrebbe mai riportato così in modo semplicistico…
Sì… fa parte dello stesso copione di sopra… manca di quella peculiarità “siciliana” che un appartenente a quella associazione criminale avrebbe certamente espresso… 
Non voglio minimamente riportate quell’epiteto dispregiativo (mancante…), che è dopotutto riportato in quelle frasi intercettate… e fa parte di quel naturale lessico inferiore, utilizzato da certi soggetti criminali, per indicare in modo denigratorio, colui che si vuole di fatto offendere!!!
Ed infine… quella S (di Scannato) scritta in modo maiuscolo… con quanta precisione si è voluto sottolineare il “verbo”… dimenticandosi nel contempo della prima consonante, la F, che doveva (questa certamente sì…) essere scritta in maiuscolo!!!
Per quanto sopra ritengo che questa lettera sia stata scritta da un mitomane… a cui non interessa minimamente colpire i Sig.ri indicati nella missiva… 
Quegli altri (i mafiosi…) non scrivono… ma sparano, perché hanno in gioco interessi milionari e l’attentato compiuto dimostra difatti, come non siano tanto disposti a perderli!!!
Cosa aggiungere… da quasi fastidio scoprire (forse) d’aver avuto ragione!!!  

La criminalità a Malta si propone come sponsor finanziario…

Non solo mafia, ma anche camorra e ‘ndrangheta hanno trasferito su quell’isola parte dei loro profitti…
Malta d’altra parte, rappresenta la sede perfetta per far transitare una parte di quei loro profitti internazionali, che grazie alla globalizzazione hanno potuto accrescere visti i loro interessi nei confronti di paesi come il nord e sud america o dell’est asiatico per giungere fino alle coste dell’Australia…
Quel loro potere sta difatti nell’aver preso il controllo di quei territori e averli iniziato a sfruttare poco alla volta, grazie alla crescita all’interno di quelle comunità, inserendo così i propri uomini in quelle posizioni amministrative/istituzionali che contano…
Osservando dall’esterno si ha come l’impressione che non stia accadendo nulla, d’altro canto i loro affari avvengono in maniera celata e quindi quella loro presenza viene considerata da molti un bene, un sano investimento a quelle loro realtà di cui hanno fortemente bisogno… ma non comprendono che nella realtà quanto sta loro accadendo, può paragonarsi ad un cancro, è come un cancro… si alimenta, progredisce e distrugge tutto, anche la vita stessa di quella comunità…
Certo a rischio non è la sicurezza dei cittadini, peraltro essi non puntano al crimine, bensì mirano all’economia del paese e a soggiogare quel suo potere economico… 
Ecco i motivi che spingono a creare in quegli stati come Malta, tutta una serie di società “mascherate”, che beneficiando d’insignificanti controlli, possono permettersi d’aprire conti bancari e far transitare da lì ogni genere d’investimento, lecito ed illecito…
Su quei conti fanno passare di tutto… soprattutto i proventi derivanti dai commerci di droga, contraffazione di valute e merci, traffico dei rifiuti tossici, denaro contante proveniente d’attività illegali, ed è grazie proprio a quelle banche messe loro a disposizione che si possono riciclare i denari sporchi e dare il via ad una serie di attività legali, commerciali e immobiliari…
Sì… qualcosa in quello Stato sembra ora che stia cambiando e le più recenti operazione delle forze dell’ordine lo dimostrano, vedasi ad esempio le ultime inchieste che hanno condotto all’arresto, circa un centinaio d’individui legati a quelle organizzazioni criminali…
Un mio caro amico della Valletta, inserito all’interno di una struttura istituzionale investigativa (a modello nostra “DIA”), osteggiando quanto in questi mesi avevo scritto nel mio blog sulla sua terra – malgrado che poi in via confidenziale confermava quanto dal sottoscritto riportato – mi ha preannunciato che nei prossimi mesi vi sarà un aumento esponenziale di quei controlli…
Li hanno inseriti in uno specifico programma chiamato con una sigla inglese che -mi scuso- ma in questo momento non ricordo bene il nome, ma che tradotta stava per “operazione anti-mafia internazionale“, e che prevede controlli a tappeto in tutte quelle attività sull’isola in cui sono a conoscenza essersi infiltrati soggetti mafiosi e/o loro prestanome…
Mi ha aggiunto inoltre che è finito il tempo in cui: “chiunque portava soldi qui da noi poteva essere considerato come una risorsa ed era di conseguenza protetto e quindi impunibile!!!
Continuando… “Noi – caro Nicola – sappiamo da sempre la provenienza di quei mezzi finanziari sconfinati (e di cui purtroppo debbo ammettere noi maltesi avevamo fortemente bisogno…) come d’altronde conosciamo bene quegli imprenditori legati a quel vostro mondo ‘mafioso’… e se pur essi pensano che noi siamo dei “fessi” (in quanto diamo l’impressione di considerare ciascuno di loro, veri e propri “business man” – in quanto operano con investimenti finanziari su questa nostra terra o effettuano attraverso le nostre banche importanti operazioni di brokeraggio internazionali…), beh… dimenticano la cosa più importante e cioè… che siamo noi a comandare e a decidere per loro”!!!
Ha aggiunto: “sappi che quei soggetti, restano qui fintanto che siamo noi a volerlo, altrimenti li cacciamo – per come d’altro canto abbiamo già fatto in questi ultimi anni – sequestrando loro a titolo d’indennizzo – il denaro posto nelle nostre banche: pensa un po’… di alcuni di loro stiamo ancora aspettando che ci fanno causa “!!!   
“Noi, sappiamo bene chi sono, li conosciamo ad uno ad uno, e siamo a conoscenza che in questi anni hanno provocando gravi danni alla nostra economia, sia locale che nazionale…
Sappiamo bene in quali modi stanno inquinando il nostro mercato attraverso quei loro canali finanziari e creditizi… ma ciò che maggiormente ci preoccupa con la loro presenza, è l’aver incentivato all’interno della nostra comunità, tutti quei processi di concorrenza sleale da noi – fino a qualche tempo fa – sconosciuti, promuovendo mercati alternativi che di fatto promuovono attività illegali, come ad esempio la vendita di merce contraffatta o l’aumento di evasione fiscale”.
Cosa dire… una bella chiacchierata quella fatta su “Facebook”, dalla quale ho potuto comprendere di come a breve ci saranno in quell’isola grosse novità… ed è bello saperle in anticipo!!!

La politica siciliana??? Non esiste, già… serve soltanto a spartirsi le poltrone!!!

Leggere quanto accade politicamente in Sicilia è veramente squallido…
Da siciliano non voglio perdere la speranza che prima o poi questa politica clientelare/mafiosa possa definitivamente cambiare, ma puntualmente le mie speranze vengono costantemente disattese… 
Sì perché il problema non è decidere di cambiare colore, partito, movimento o quant’altro… alla fine sono gli uomini mandati a governare che non vanno bene… già sembrano tutti eguali, come se fossero stati “riprodotti” dalla stessa stampante…
Difatti, ad ogni elezione crediamo che quel momento potrà rappresentare un importante cambio di passo… 
Ed invece, appena conclusasi quella campagna elettorale, le cose tornano ad essere come prima… a volte anche peggio!!!
Ad animare ovviamente quella competizione, contribuiscono una serie di dichiarazioni dei nostri esponenti (politici o ex politici ) che sono sempre in prima fila a sensibilizzare l’opinione pubblica…
Ma quest’ultima come sempre dimostra il proprio interesse – proprio come il contadino “Mazzaro – nei confronti della “roba“, per se o per i propri familiari… 
Ed i nostri politici sono bravi ad aver percepito ciò… e difatti puntualmente promettono quanto sanno non poter mantenere, d’altronde sanno che i cittadini sono come delle pecore, poste in fila a credere quanto gli viene detto…
Diversamente accade in quell’ambiente nel quale le poltrone contano più di ogni altra cosa… 
Ecco, in quell’ambiente accade che le indicazione date dal partito o da quel suo leader non vengono gradite dai propri esponenti o dagli alleati, ed allora emergono diatribe che conducono all’allontanamento o ancor peggio alla scissione dei suoi membri…
Ecco allora comparire tutta una serie di “pseudo” mediatori che iniziano a lavorare sotto banco… 
Sono i soggetti più infidi e sleali che conosco, perché da un lato provano a concretizzare un ritorno alla normalità, mentre dall’altro promuovono se stessi a quelle posizioni finalmente libere, alle quali loro non avrebbero sicuramente potuto ambire… 
Ed allora prepariamoci, perché il voto ora comunale, ma soprattutto quello europeo a breve, metterà in risalto i limiti di ciascuno, rimettendo in discussione quegli equilibri fin qui portati avanti, non solo a carattere locale, ma anche regionale e nazionale!!!
I prossimi mesi costituiranno per la nostra regione (ma non solo, anche per la politica etnea) un periodo turbolento, che farà emergere ancor più quelle polemiche attualmente in corso all’interno di quei partiti come il “Pd” e “Forza Italia”, di cui quest’ultimo a quanto sembra, propenso (attraverso quel suo delfino Miccichè) ad unire le proprie forze con quelle autonomiste dell’ex governatore Lombardo… 
Viceversa taluni rappresentanti di quel partito del “cavaliere” – appresa l’infelice notizia – hanno immediatamente deciso (correttamente) di defilarsi, formando un nuovo movimento politico, per unire a breve le proprie forze (alle prossime elezioni Europee) con la Lega di Salvini o con FdI della Meloni…
Infine – tanto per esser sicuro di non dimenticar nulla – vanno messe in conto anche l’eventuali inchieste della nostra magistratura (che state tranquilli, ci saranno…), che potrebbero a breve coinvolgere per l’ennesima volta, taluni nostri politici locali…
E allora sì che la baraonda che a presto si determinerà per quelle poltrone, diverrà ancor più… inquietante…
Alcuni minuti fa su “WhatsApp” ho chiesto notizie ad un mio amico (G.F.) che appartiene a quella corrente politica di “centrodestra” e su chi stanno indirizzando quelle loro preferenze… 
In particolare ho proposto alcuni nomi, ed egli gentilmente mi ha risposto: “In questo momento siamo con tutti…” ed allora il sottoscritto ha risposto “come dice il detto… “con tutti e con nessuno” ed egli concludendo ha precisato, “Quando la situazione torna in equilibrio sì prenderà una decisione”!!!
Ecco… da quanto sopra si comprende il polso reale della situazione politica nella nostra regione: “Non vorrei esser al loro posto”!!!

La vera forza della mafia??? I suoi legami esterni!!!

Riportava un tempo l’ex magistrato Luciano Violante: “Per intrecciare relazioni di questo tipo, lo strumento privilegiato dai gruppi mafiosi è, più che la violenza, la corruzione, la quale è per sua natura silenziosa, crea un clima di complicità, favorisce la mimetizzazione, consente di conseguire l’utile desiderato con rischi minori, mina dall’interno le istituzioni”. 
Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero di un altro magistrato siciliano, Antonio Ingroia, che da sempre ha sottolineato la pericolosità dei rapporti esterni della mafia: “Il rafforzamento che deriva all’associazione mafiosa da tali rapporti, è evidente; è in virtù di essi che la mafia è un potere criminale prima ancora che un’organizzazione criminale. Un sistema di potere fondato certamente sulla violenza, ma che per la sua sopravvivenza ha bisogno di un costante rapporto con settori della classe dirigente”!!!
E difatti, quanto fin qui emerso grazie alle inchieste delle varie procure siciliane, dimostra – senza che permanga in proposito alcun ragionevole dubbio – come le organizzazioni mafiose abbiano negli anni curato quella loro politica di relazioni esterne, con tutti gli esponenti di quelle categorie professionali ed in particolare con i dirigenti/quadri degli Enti pubblici, per proseguire con esponenti al vertice del circuito politico-istituzionale…
La presenza di tali soggetti è ormai certa e si estende dal settore finanziario a quello giuridico, da quello degli organi d’informazione, fino ai settori culturali più diversi… 
Ovviamente questi soggetti esterni, non sono dei veri e propri “affiliati“, ma pur non facendo parte direttamente di quella organizzazione mafiosa, ne costituiscono un punti di riferimento per l’individuazione, l’organizzazione, la conduzione e la massima redditività di quell’attività criminale…
Difatti, ciò che ha reso quell’organizzazione criminale così importante, non è rappresentato dalla sua pericolosità espressa in potenza militare, ma dalla rete di relazioni esterne in funzione delle quali è sempre riuscita a superare – ove possibile – indenne, quelle l’emergenze che negli anni si sono manifestate, mantenendo immobile il proprio potere sul territorio e quindi sulla società civile…
D’altronde, se non si comprendono quei legami e quelle relazioni esterne, si comprende poco della mafia attuale…
Infatti, già a suo tempo riportava bene l’ex magistrato Gian Carlo Caselli: “La mafia… è mafia proprio perché ha potuto e può ancora contare su quegli appoggi esterni, indispensabili alla sua esistenza e soprattutto alla sua espansione”…
Ecco perché un gruppo mafioso è più forte di un’altro, a seconda se possiede una maggiore capacità espansiva e cioè se presenta al suo interno, non solo una struttura organizzativa solidale in grado di limitare la penetrabilità e la razionalizzazione delle attività svolte, ma soprattutto perché presenta un’estensione verso l’esterno, permettendo così ad essa un incremento del capitale sociale disponibile. 
Attraverso queste ulteriori capacità relazionali, alcuni gruppi mafiosi hanno accresciuto  maggiormente il loro capitale e di conseguenza i propri utili, che poi hanno riciclato per estendere i loro tentacoli e per intrecciarne nuove amicizie e conoscenze, riproducendosi ed infettando come un cancro, non solo lo spazio delle proprie aree di origine, ma soprattutto quelle di nuove e diversa pertinenza… 
Ecco perché tra quei mafiosi ed i soggetti esterni si è stabilito un vero e proprio “equilibrio” che, pur essendo spesso temporaneo e occasionale, ha reso possibile quella loro cooperazione e quello scambio di favori e corruzioni… 
Fintanto quindi che quei mafiosi avranno la capacità di procurarsi all’esterno i necessari aiuti per compiere quei loro affari illeciti, allorquando ci saranno sempre soggetti disponibili a farsi corrompere e a instaurare con loro rapporti di scambio reciprocamente vantaggiosi, e soprattutto, con un ambiente come quello attuale, pieno d’individui ricattabili legati al mondo della politica e dell’imprenditoria… non mi si dica di credere a quanto ho sentito pronunciare oggi dalla cittadina di Corleone e cioè che lo Stato: “Vince”!!! 

Gli investigatori stanno cercando Matteo Messina Denaro: Sì… ma solo per avvisarlo sulle indagini in corso!!!

Non si contano più gli anni da quando si è dato inizio al programma di cattura del più importante latitante di “cosanostra”
Ogni tanto sentiamo notizie nei Tg in cui si è prossimi alla sua cattura ed altre volte in cui ci viene raccontato che egli è defunto da parecchi anni…
Poi c’è la volta in cui qualche pentito ci rivela che è vivo e vegeto, ed altre volte in cui ci viene proposto il nome del nuovo boss che ha preso il suo posto…
Una cosa è certa… la confusione è totale!!!
Anzi… ho come il sospetto che forse quanto accade viene appositamente compiuto… affinché tutto resti inalterato!!!
D’altronde diceva Arthur Schnitzler: “L’ordine è qualcosa di artificioso… il naturale è il caos”!!!
Come dargli torto, ogni qualvolta che sembra si stia giungendo al suo arresto, ecco dissolversi tutto, in primiss egli.. che sembra svanire come un fantasma, già, è come se venisse puntualmente informato da qualcuno…
Pensate che quanto appena detto sia un sospetto??? 
No, ora non più… ne abbiamo avuto la certezza, infatti, con questa pesante accusa la Procura della Repubblica di Palermo ha fatto scattare le manette ad un ufficiale della Dia di Caltanissetta, ad un carabiniere in servizio a Castelvetrano e non solo, insieme a loro è stato arrestato anche l’ex sindaco di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, in passato in contatto epistolare con il boss latitante. 
Sembra che dalle indagini i due militari, di cui uno in servizio presso la direzione investigativa antimafia di Caltanissetta e l’altro un appuntato presso la compagnia di Castelvetrano, siano accusati di rivelazione di segreto d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico e favoreggiamento… 
Ora finalmente, si comprendono meglio i motivi per cui uno dei boss più ricercati al mondo e forse l’unico ancora rimasto che conosce i segreti delle più importanti stragi di mafia, sia ancora latitante.
Come riportavo sopra è finito in manette anche l’ex sindaco di Castelvetrano Antonio Vaccarino., detto “Svetonio”, un soprannome sembra attribuitogli proprio dal boss latitante Matteo Messina Denaro, all’epoca in cui lo stesso, per incarico del Sisde (del generale Mario Mori), intrattenne una corrispondenza con il capo mafia latitante, qualcuno racconta all’insaputa di quest’ultimo, sperando in una sua resa. 
Circostanza inconsueta quella adottata dal boss che, una volta scoperto l’inganno  o per meglio dire il doppio gioco, non l’abbia punito… 
Comunque, questa operazione ha definitivamente confermato quelle collusioni che da sempre chiunque di noi – semplici cittadini – avevamo sospettato e cioè che al servizio del boss, vi fossero alcuni di quegli investigatori, che sulla “carta”, erano impegnati nella sua cattura…
Cosa aggiungere… 
Ho l’impressione che nessuno abbia realmente interesse a prendere quel boss, forse perché egli garantisce con la sua presenza, quell’equilibrio interno necessario a quell’associazione criminale, che viceversa, senza la sua supervisione, sarebbe sicuramente a rischio e darebbe il via a una serie di guerre fratricide già viste… non solo in Sicilia ma in tutto il territorio nazionale, ed è proprio ciò che lo Stato non vuole e quindi, buona latitanza…

A proposito di Malta: "Soltanto ora casualmente… sono iniziati gli arresti"!!!

Avevo scritto alcuni giorni fa su quello Stato e in particolare sui mancati controlli che ultimamente avevano condotto alcuni personaggi legati alla nostra criminalità ad operare direttamente su quell’isola per incrementare i propri business…
Qualcuno mi aveva risposto a mezzo email che forse stavo esagerando e che vedevo criminali anche dove non ci fossero…
E difatti… a sconfessare quanto sopra, ecco giungere nella giornata di ieri l’annuncio che è stato arrestato il latitante Antonio Ricci, accusato di collegamenti diretti con la ‘ndrangheta e fuggito a Malta dopo un blitz nel 2018… 
Ma guarda un po’, soltanto ora… all’improvviso – non è che forse forse perché sollecitati da un “piccolo e insignificante” blogger catanese – qualcuno a quei piani alti, ha deciso che fosse giunto il tempo per cominciare a ripulire quella loro terra ormai… “infetta”???
D’altronde, l’analogia con quanto il sottoscritto aveva riportato è stupefacente, vedasi i link: – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/06/volete-investire-in-sicilia-bene-andate.html – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/03/la-mafia-siciliana-continua-i-suoi.html – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/04/malta-la-nuova-casanostra.html – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/04/malta-porto-sicuro-si-ma-solo-per.html –  perché dalle attuali indagini è emerso che alle spalle del latitante vi fosse un vero e proprio sodalizio criminale di stampo mafioso, dedito all’attività illecita della raccolta abusiva di scommesse “online”…
A quanto sopra vanno sommati quegli ulteriori aspetti penali quali, l’associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso, il riciclaggio, l’omessa dichiarazione di ricavi e truffa aggravata ai danni dello Stato per oltre 60 milioni di euro.
L’indagine ha inoltre permesso di sequestrare i profitti dell’organizzazione criminale, di 23 società estere e 15 società italiane operanti nel settore dei giochi e delle scommesse, a cui vanno sommati 24 immobili, 7 automezzi, 33 siti nazionali e internazionali di “gambling on line” e innumerevoli quote societarie e conti correnti nazionali ed esteri, per un valore complessivo corrispondente ad oltre 723 milioni di euro!!! 
Cosa aggiungere, sembra che ora (finalmente) le forze dell’ordine maltesi abbiano deciso di collaborare in maniera più concreta con le nostre autorità di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno e con i reparto dei Comando generali di Polizia e Guardia di Finanza. 
Una sinergia che sono certo a breve condurrà ad altri arresti, in particolare nei confronti di quei latitanti che si sa essersi trasferiti dalla nostra Sicilia verso quell’isola dorata… 

Un'intervista "stranamente" passata in sordina: "A Catania… serve l'esercito"!!!

Così il Procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro, ha iniziato il dialogo in esclusiva con il Corriere della Sera – link: https://www.corriere.it/cronache/19_aprile_16/a-catania-quartieri-rischio-serve-anche-l-esercito-campo-9af421cc-607d-11e9-b055-81271c93d411.shtml?refresh_ce-cp, che mi permetto di condividere in quanto l’intervista è incentrata sulla nostra città etnea e su temi di stringente attualità come la sicurezza e la lotta alla mafia… 
Catania è una delle metropoli più importanti del Sud d’Italia. Una città che con tutte le sue contraddizioni, le sue ombre e luci, è una metafora del Meridione. Nel colloquio il procuratore Zuccaro parlando delle grandi indagini di mafia sottolinea: «La legge è uguale per tutti, anche per i potenti, anche a Catania».
Qual è la situazione sul piano della sicurezza a Catania?
«Vi sono quartieri della città intensamente popolati e degradati, non solo periferici ma anche nel centro storico, in cui proliferano piazze di spaccio controllate da gruppi direttamente o indirettamente collegati con sodalizi mafiosi, che gestiscono sulle pubbliche strade i loro traffici di sostanze stupefacenti condizionando la vita e le abitudini di quei quartieri e reclutando a man bassa manovalanza anche tra la popolazione più giovane per l’attività di pusher o di vedetta».
Dopo i diversi casi di violenza che hanno avuto risonanza nazionale avvenuti nella zona della movida lei ha lanciato la richiesta di un impiego dell’esercito in sinergia con le forze dell’ordine e la polizia locale. Perché?
«L’opinione pubblica percepisce un livello di sicurezza piuttosto basso e purtroppo tale percezione corrisponde alla situazione effettiva, come recenti gravi episodi di cronaca nera confermano. Per quanto concerne la carenza di mezzi, basti pensare che il sistema di videosorveglianza pubblica a Catania è gravemente inefficiente e nonostante il previsto stanziamento di rilevanti risorse finanziarie si tarda ancora a concretizzare un piano efficiente di messa in opera di tale sistema. 
Attualmente a Catania, come in altre città italiane, sono presenti contingenti di militari dell’Esercito impegnati a presidio di obiettivi sensibili contro gli attacchi terroristici. 
Nelle riunioni di Comitato in Prefettura si è contemplata la possibilità del loro impiego anche in funzione di controllo dinamico del territorio, ovviamente ad integrazione e supporto del personale di Polizia, atteso che solo a quest’ultimo compete comunque la decisione e gestione dell’intervento che dovesse rendersi necessario. 
Fondamentale mi sembra però anche il coinvolgimento delle associazioni di categoria e dei cittadini dei quartieri interessati in una strategia partecipata di messa in sicurezza dei quartieri».
Lei è alla guida di una delle procure in prima linea nelle grandi indagini di mafia che vedono coinvolti anche potenti esponenti del mondo imprenditoriale, economico e finanziario. Qual è stato il ruolo di Catania nelle dinamiche di collegamento fra la mafia militare e pezzi potenti dell’economia e della politica?
«Catania costituisce uno degli esempi più significativi di come Cosa Nostra possa operare per decenni in una delle città più attive nel settore commerciale, astenendosi dal compiere azioni eclatanti — tranne in rari casi — e mirando prevalentemente “agli affari”, che per la mafia significa sia l’accaparramento delle risorse economiche pubbliche e private disponibili sul territorio grazie alla rete di collusioni su cui può contare sia il reinvestimento in attività formalmente lecite dei proventi dei traffici illeciti. 
Come Procura siamo impegnati nello smantellare questa vasta rete di appoggi esterni, individuando gli esponenti delle istituzioni pubbliche, del mondo delle professioni e dell’economia contigui a Cosa Nostra. E nel contempo siamo concentrati nel lavoro di confisca del vasto patrimonio immobiliare e mobiliare di questo sodalizio mafioso. 
I risultati sinora conseguiti sono senz’altro positivi e incoraggianti ma siamo ben lontani dal traguardo finale e soprattutto l’impegno che ancora si richiede è assai forte ed esige un sempre maggiore coinvolgimento attivo della società civile e l’impiego di risorse investigative qualificate nel contrasto alla criminalità dei “colletti bianchi” di cui in alcune forze di Polizia si avverte a Catania ancora la mancanza, nonostante le sollecitazioni da me più rivolte ai vertici amministrativi. Senza tale impegno, e limitandosi solo a una miope politica di contenimento di Cosa Nostra il virtuoso processo innescato sarà reversibile perché il cancro mafioso che corrode il tessuto sociale sano finirà per prevalere».
In un dibattito ha condiviso una frase del suo predecessore Giovanni Salvi: «La legge è uguale per tutti, anche per i potenti, anche a Catania». Quanto è importante questo messaggio?
«È fondamentale. Non vi sono “intoccabili”, la legge è uguale per tutti. Questo è uno dei principi cardine del sistema giudiziario e la sua violazione non solo inciderebbe sull’efficacia del contrasto alla mafia per le ragioni già dette, ma minerebbe anche la credibilità dell’istituzione giudiziaria e la fiducia dei cittadini, la cui attività di denuncia dell’illegalità costituisce un elemento irrinunciabile».
E’ dire che il sottoscritto alcuni anni fa aveva descritto le medesime circostanze ora sopra riportate dal Procuratore; si vede che dopotutto… non ero quindi così lontano dalla realtà!!!

MALTA porto sicuro??? Sì… ma solo per affaristi, faccendieri, ladri e mafiosi!!!


Dicono che Malta insieme all’Italia rappresenti per l’Europa un porto sicuro per accogliere quei poveri migranti…
Eppure ogni qualvolta che una nave “Ong” si dirige verso quell’isola, viene automaticamente respinta… 

Ed allora mi chiedo, a quale norme internazionali fa riferimento questo Stato e perché nessuno prende provvedimenti contro di essa… 
Tutti in Europa si ricordano di fare pressioni al nostro paese e di applicare la convenzione di Amburgo del 1979 che prevede che gli sbarchi debbano avvenire nel “porto sicuro” più vicino al luogo del soccorso ed allora mi chiedo, come mai quando si tratta di Malta, fanno tutti orecchi da mercante???
La verità è semplice: lo stato maltese fa comodo a molti, in particolare fanno gola quelle sue Banche e quella sua disponibilità ad aprirsi a trafficanti di ogni genere e luogo, che grazie a quel suo mare prospiciente le acque internazionali, fa in modo che si possa compiere qualsivoglia azione illegale… e non mi riferisco al traffico dei migranti!!!

Ora, con la guerra civile in atto in Libia, diventa ancor più esplicita l’esigenza di chiudere i porti, perché altrimenti il mercato di quei trafficanti di uomini, lieviterà in modo esponenziale, in quanto quei criminali, non penseranno a garantire quella minima sicurezza della vita dei naufraghi, ma penseranno esclusivamente al proprio business… inviando migliaia di loro su gommoni fatiscenti, ed esponendoli certamente a gravi pericoli…

D’altronde a quei poveri migranti, senza quelle necessarie esigenze primarie, quali cibo, alloggio e cure mediche, e con una guerra in atto di cui potranno a breve diventare vittime inermi, non resta che la fuga in qualsiasi modo senza sapere a priori a quale destinazione finale saranno destinati…
Ecco perché è importante… perché è realmente il primo “porto sicuro”, tanto che il più delle volte si occupa sì… della cura dei malati soccorsi in mare, ma poi vieta gli sbarchi con la scusa di non possedere capacità ricettive sull’isola, ovviamente è tutta una scusa…

Si… perché viceversa, quando si tratta di far entrare nel proprio territorio soggetti ricercati, affiliati a qualche associazione criminale, trafficanti di petrolio, contrabbandieri, personaggi dediti al narcotraffico, ecc… ecco che all’improvviso quei porti si aprono e vengono immediatamente messi a disposizione quelle necessarie lavanderie di riciclaggio, per  far si che i loro “clienti” restino soddisfatti…

Ecco quindi che grazie a quei business… sono tutti felici e contenti, in particolare quei suoi uomini istituzionali, sì… gli stessi che grazie a quell’applicato sistema illegale, si stanno facendo strada… arricchendosi!!!

C'era una volta la lotta alla mafia… oggi soltanto complicità!!

C’era una volta la mafia, quella delle stragi compiute, quella che ha dato corso negli 70 e 80 alle “guerre di mafia”, quella che ha provocato la morte di circa 500 persone, vittime innocenti e affiliati vari…
Uno scontro cruento che come sappiamo ha determinato la soppressione della prima mafia legata ai boss Bontate, Inzerillo, Cavataio e Buscetta, terminata quindi con la presa del potere da parte di Riina e Provenzano…
Abbiamo in questi anni letto di tutto e conosciuto in maniera più chiara quel fenomeno mafioso, la sua struttura articolata, i suoi interpreti e soprattutto le modalità con cui hanno determinato quelle stragi plateali…
Soltanto con il passare degli anni si è compreso che quella organizzazione, non era soltanto una associazione criminale dedicata alle attività illegali, no… grazie ai pochi uomini coraggiosi delle nostre istituzioni, si è riusciti a comprendere che Cosa Nostra non era solo criminalità, ma anche vita quotidiana, con una presenza sul territorio costante, ed ancora, una forte interazioni con i cittadini, con quel mondo della politica, dell’economia, una progressiva infiltrazione all’interno di quegli apparati statali e militari…
La mafia, grazie a quei suoi nuovi uomini si è legata a filo diretto con le istituzioni, ne ha compreso i processi, ed ha saputo leggere in anticipo quelle sue mosse, una organizzazione esterna che di fatto ha controllato quanto accade all’interno di quegli uffici pubblici… un interscambio di comunicazioni tra quella cerchia di associati…
Ecco perché scoperti quei celati collegamenti, si è iniziato a prendere i necessari provvedimenti per limitare quanto evidenziato, ostacolando l’operato di quei dipendenti infedeli e le informazioni da essi poste in circolazione…
A seguito di ciò Cosa Nostra, ha deciso quindi d’attuare una strategia diversa, proteggendo i suoi uomini posti all’interno di quegli apparati, consigli regionali e comunali, enti pubblici e quant’altro, limitando quello scambio d’informazioni e trasformando la loro presenza in maniera più invisibile, tanto da far credere a molti che la lotta alla mafia stia per giungere alla fine…
Sì… vi è stato un momento in cui la lotta alla mafia è stata realmente compiuta… ma oggi, quell’associazione non è più qualcosa di distante, separato, disgiunto… no, essa – grazie ai suoi uomini infiltrati – fa parte integrante del sistema e risulta impossibile comprenderne i confini, riconoscerne gli interpreti, vi è condizione speculare     

Catania, chi trema adesso??? Giustizia, mafia, potere…

Non è cambiato nulla…
Sono passati 35 anni e quanto riportava Pippo Fava allora… è eguale a quanto accade oggi!!!
Incredibile lo so… eppure è così!!!
Stamani mi trovavo in una associazione culturale, quando rovistando tra i libri, ho trovato questa edizione de “I Siciliani“… 
Non vi dico con quanta emozione ho iniziato a leggere quel mensile… e mai avrei pensato che quanto riportato allora, sembra essere stato scritto dal giornalista in questi giorni…
Ma ciò che maggiormente ha colpito la mia attenzione è quel titolo: “Chi trema adesso”…
Già perché in questi giorni sono in molti a tremare… e osservando le notizie riportate nelle varie testate web da parte di molti amici cronisti, potrei anticipare alcuni di quei nomi, prevedendo – peccando d’immodestia – un coefficiente di errore del 3%…
Ma purtroppo questi nomi non possono essere pronunciati… comprenderete bene che, nel caso in cui, quei nomi dovessero emergere in qualche prossima inchiesta giudiziaria, si potrebbe pensare che, quella mia semplice previsione, fosse basata su qualcosa di più concreto e meno fantasioso…
Ed allora il sottoscritto, come voi, resterà in attesa di scoprire quei nomi strada facendo… anche se debbo confidarvi che a qualche amico/a anticipo quelle mie predizioni, tanto per aver una prova concreta che possa eventualmente confermare quelle intuizioni…
E quindi Catania trema… sì trema, anche tu che mi stai leggendo!!!
Sì… tu che cerchi di comprendere attraverso il mio blog, quei messaggi subliminali che di tanto in tanto vado pubblicando…
Perché sono certo che è giunto il tuo tempo, il vostro tempo… perché forse, prima di veder pubblicato il vostro nome ed essere esposti al pubblico ludibrio, consiglio quanti sanno di aver commesso un reato… di fermarsi e presentarsi spontaneamente in Procura, per denunciare quanto si è compiuto, costretti oppure no…
Forse, anzi sicuramente… non ridurrete le vostre colpe, ma quantomeno con quel gesto, riuscirete a salvare, ciò che resta ancora della vostra dignità!!! 

Malta… la nuova "casanostra"!!!

Per molti la notizia potrebbe rappresentare una novità, eppure posso garantirvi che non è così…
Il collegamento con talune “famiglie” siciliane risale già agli anni 70’…
Pensate che un siciliano, noto per essere diventato il capo di “cosa nostra”, si recò insieme alla sua sposa proprio su quell’isola… ad essere precisi in quella adiacente, sì… l’isola di Gozo, per festeggiare lì… la propria luna di miele.
Qualcuno ricorda ancora oggi il nome di quel siciliano, “Totò”!!!
Amava così tanto quell’isola che spesso vi tornava, passando gran parte del suo tempo sul mare, in quello che allora era un piccolo villaggio ma che vantava una favolosa vista sulle isole di Comino e di Malta…
Il nome di quel borgo era Qala e in molti, in particolare gli anziani proprietari dei locali nella pjazza San Frangisk, ricordano ancora quel giovane “Totò”…
Egli d’altronde a quel tempo non era ancora il temuto padrino di Corleone, già era un picciotto… il boss era un’altro, Luciano Liggio detto “Lucianeddu”, l’unico capo di quell’associazione criminale…
Salito al potere “Totò” non si dimenticò di quell’isola, tanto che raggiunto l’apice del controllo sulla Sicilia, estese quella sua influenza anche in quelle isole che ricordava con molto affetto…
Eguale considerazione d’altronde ebbero altri esponenti di cosa nostra ed ecco che così, pian piano, quell’isola diventò un’importante centro per le proprie attività illegali, in particolare quelle di riciclaggio, grazie alla presenza sia del casinò che attraverso le società create appositamente sulle scommesse dei giochi online, dove a seguito del reclutamento di sviluppatori software, si è riusciti a creare un casinò online internazionale, in grado di bypassare quei pagamenti gateway sicuri come Emoney o Skrill e lasciando così celati quei pagamenti non più rintracciabili…

Fonti interne all’industria del gioco d’azzardo hanno raccontato agli inquirenti che quei clan mafiosi avrebbero mandato mensilmente a raccogliere presso quei centri di scommessa la loro parte…
Denaro che è stato quindi riciclato in quello stato maltese grazie ad intermediari del luogo, sia per mantenere in funzione quella struttura finanziaria che per prendere possesso di una parte delle attività produttive di quel Paese ed anche, per corrompere molti suoi uomini istituzionali…
Vanno ricordati inoltre gli arresti compiuti delle forze dell’ordine internazionali che ha visto coinvolti personaggi siciliani, maltesi e libici nel contrabbando di carburante dalla Libia o da quello proveniente dallo stato islamico (ex Isis), partito su petroliere (non censite) dalle sponde del Libano, per giungere da noi ed essere inserito nel mercato nazionale ed europeo…
Si comprende quindi come Malta rappresenti oggi una Hub fondamentale per quelle attività criminali che da anni utilizzano, proprio quelle isole, ma soprattutto il tratto di mare internazionale (anche per quel lucroso traffico dei migranti…), per estendere la portata dei loro profitti.

D’altronde, avevo scritto alcuni giorni fa http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/03/la-mafia-siciliana-continua-i-suoi.html – di come Malta permetta a quelle società (illegali) di operare…
Peraltro si è visto come alle autorità maltesi interessi principalmente il denaro che entra nelle loro casse, senza stare lì a controllare in maniera meticolosa, se la provenienza di quello stesso sia legale o illegale…
Una vigilanza quella dalle autorità compiuta con molta superficialità o forse dovrei aggiungere, con una metodologia che da adito a gravi sospetti di complicità e favoreggiamento… e che dimostra nei fatti o ad ogni richiesta da parte delle nostre autorità, di essere sempre meno collaborativa!!!
Chissà forse un giorno – come noi – pagheranno il prezzo di quella correità…
Già c’è un detto perfetto per quegli amici maltesi che dice: “Chi male ha seminato, resta povero e gabbato”!!!

Per non dimenticare: Alfredo Agosta.

Il 18 Marzo del 1982 veniva barbaramente ucciso il maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Alfredo Agosta e nella giornata di ieri per ricordarlo, è stata realizzata una messa presso la Chiesa di S. Chiara di Catania, nel 37esimo anniversario della sua scomparsa.

Purtroppo in questi giorni sono stato fuori sede e mi dispiace non poter essere stato lì, perché penso sempre che queste occasioni sono fondamentali per rinnovare quel senso di ringraziamento verso chi con il proprio sacrificio e nell’esercizio del proprio dovere, ha segnato una tappa fondamentale nel cammino di questa democrazia…
I nomi e le storie di tutti quegli uomini e donne, costituiscono delle irrinunciabili testimonianze di impegno civile e deontologico e devono essere sempre tenute vive nella memoria collettiva di ciascuno di noi, non solo durante gli anniversari, ma sempre, in ogni momento delle nostre giornata!!!
Solo in questo modo, accomunando ogni nostra azione a quelle compiute da essi, possiamo rendere più luminosa la nostra esistenza, senza dover attendere – come solitamente avviene – quelle “Giornate della memoria”.
Ciascuno di loro, in un periodo storico violento per la nostra terra, ha saputo profondere il massimo impegno personale, senza ricercare per se la vocazione da eroe, ma compiendo il proprio dovere senza mai accontentarsi…
Hanno fatto della loro professione una missione, animati da una carica ideale ed etica, non si sono limitati, ma sono andati oltre…
Hanno valutato quanto gli altri non vedevano o non volevano vedere e sono riusciti – in un periodo di grande omertà – a comprendere quel mondo criminale celato e quei legami con la politica e i suoi uomini… riuscendo a collegare fatti a nomi, il tutto in nome di una passione civile e sociale

Ciò che oggi non si sta riuscendo a trasmettere ai nostri ragazzi… interessati maggiormente a prendere come esempio sui social (ad esempio Istagram) quei modelli “influencer” del tutto banali e insignificanti!!!
Alfredo Agosta, era un investigatore scrupoloso e venne assassinato nel centro della nostra città, mentre prendeva un caffè in via Firenze con un suo confidente…
Sono onorato di poter ricordare in questo mio “semplice”  un grande uomo e mi sento particolarmente vicino ai suoi familiari e ai rappresentanti dell’associazione nazionale antimafia ad egli intestata…

Sono pienamente d’accordo con quanto riporta il figlio Giuseppe: “Celebrare la ricorrenza, un impegno che va oltre l’ambito personale… mio padre mi ha insegnato a stare in questa terra con lealtà e io l’ho insegnato ai miei figli”.
Ed è il motivo che spinge ogni giorno il sottoscritto a prodigarsi per far sì che possa dare sempre il massimo, contrastando in ogni circostanza anche la più semplice forma di corruzione e malaffare; principi che sento interiormente grazie proprio agli insegnamenti di uomini come Alfredo Agosta, gli stessi che nel mio piccolo provo a trasmettere quotidianamente non solo ai miei familiari, ma a chiunque ed in ogni circostanza…
Grazie Agosta… 

La mafia siciliana??? Continua i suoi affari a Malta…!!!

Per alcuni potrebbe sembrare una sorpresa, ma secondo le relazioni internazionali compiute, è stato evidenziato come “cosanostra”, in particolare la costola relative alle provincie di Catania, Ragusa e Caltanissetta, abbia deciso di trasferire in quell’isola “provvisoriamente” i propri affari, prima di fare il salto successivo – appena le condizioni lo permetteranno – verso il continente africano, con Libia e Tunisia in testa… D’altronde, lo stesso rapporto della Transnational Crime (che vede impegnati l’Europol ed il Ministero degli Interni italiano), ha fatto emergere una serie di complesse strutture imprenditoriali e commerciali, create ad hoc in tempi brevi, grazie ai benefici fiscali/finanziari che quello stato Maltese offre, in particolare per quelle politiche di segretezza che fanno in modo di proteggere quel sistema illegale…
Inoltre, va presa in considerazione quella sua posizione geografica, che pone quell’isola – proprio come la Sicilia – nel mezzo del Mediterraneo e che purtroppo come la nostra, dimostra di possedere un centro di potere corruttivo con un forte legame con i soggetti istituzionali, i quali fanno in modo che si possano mettere in atto, tutte quelle richieste formulate da quegli affiliati, legati attualmente alla criminalità organizzata della nostra terra…
Come riportato, un vero e proprio centro strategico, con uffici di rappresentanza esclusivi e raffinati, ma soprattutto con una serie d’interventi che hanno permesso l’acquisizione d’importanti aree, sulle quali sono sorte una serie di strutture immobiliari, alberghi e anche attività commerciali, tra cui alberghi e ristoranti…
E’ dimostrato come ormai Malta sia diventata una destinazione per tutti quei soggetti mafiosi in fuga e per quanti stanno rifondando le proprie attività commerciali… Difatti, sia a causa di lotte interne a quella associazione fratricide che a seguito degli arresti eccellenti di politici e/o uomini istituzionali che garantivano per l’appunto a quei gruppi imprenditoriali affiliati, appalti pubblici e finanziamenti regionali/europei, ed infine con tutta una serie di provvedimenti giudiziari compiuti dalle Procure nazionali, molti di essi hanno preferito trasferire le proprie attività in quell’isola, per poter così riciclare meglio il denaro proveniente dagli affari illegalmente compiuti, ma soprattutto in quanto necessitavano di un ambiente meno controllato e nello stesso tempo vicino al nostro, circostanza quest’ultima che si è potuta concretizzare, essendo distante in aereo da noi, a meno di un’ora… 
Non vanno inoltre dimenticati (oltre la vicinanza geografica) i legami culturali, religiosi e soprattutto linguistici che i due paesi possiedono: molti di loro ad esempio parlano perfettamente l’italiano, ma soprattutto la lingua inglese e perfettamente condivisa da entrambi…
Inoltre, i nostri imprenditori sono ben accetti e lo stato Maltese offre loro importanti opportunità di business, con alti margini di guadagni, ma soprattutto con controlli, fiscali, contributivi e di sicurezza certamente irrisori, rispetto a quelli compiuti nel nostro Paese… 
Malta ha inoltre un alta potenzialità… in quanto, non solo sono presenti la maggior parte delle banche internazionali, ma avendo da sempre aperto al gioco d’azzardo, grazie a quei suoi “casinò”, vi è un notevole flusso di denaro contante, che può essere riciclato con quello derivante dai traffici illeciti, quali droga, armi, contrabbando di petrolio ed esseri umani, lo stesso denaro che grazie a quelle sale da gioco, potrà far ritorno qui da noi, per essere così nuovamente rinvestito in attività legali… 
Il rapporto infatti ha anche rilevato una mancanza di limiti sugli acquisti di contanti, un maggiore segreto finanziario rispetto alla media UE ed un volume relativamente elevato di collegamenti con giurisdizioni “opache”…
Malta, infatti (insieme al Lussemburgo e a Cipro) ha mostrato una correlazione “evidente” positiva tra la percentuale di azionisti stranieri e il livello di segretezza finanziaria!!!
Secondo il rapporto, coloro che cercano di realizzare il crimine organizzato o il riciclaggio di denaro tendono a preferire giurisdizioni europee “on-shore“, poiché richiedono meno trasparenza aziendale e finanziaria: Malta per l’appunto rappresenta una di quegli Stati!!!

Massoneria, politica, mafia ed anche uomini delle istituzioni: un mix perfetto d'interessi e illegalità!!!

L’hanno chiamata operazione “Artemisia” i carabinieri del Comando provinciale di Trapani che ha portato in galera dieci persone e diciassette sono stati posti ai domiciliari…
Sono finiti in manette tutta una serie di soggetti insospettabili, tra cui il presidente di un ente di formazione, un ex deputato regionale di Castelvetrano, un deputato regionale e componente della commissione Cultura dell’Ars, ed ancora, alcuni massoni “commercialisti”, un ex responsabile del centro medico legale Inps, seguito dall’ex presidente dell’Ars e dall’ex sindaco di Castelvetrano, dal suo vice e da tutta una serie d’individui, uomini e donne, che con sto qui a menzionare…  ma che sono finiti tutti ai domiciliari…
Tra essi – secondo gli inquirenti – ci sarebbe stato uno “stabile accordo corruttivo”!!! 
Un contesto di profondo condizionamento della corretta amministrazione della cosa pubblica, estremamente sintomatico, dove per l’appunto i suoi “sodali” avrebbero governato la vita amministrativa della cittadina trapanese…
Un sistema in cui massoneria, politica, mafia e soprattutto uomini istituzionali, hanno permesso che, corruzione e illegalità, diventassero l’elemento essenziale della provincia di Trapani…
E dire che… proprio un candidato sindaco di quella provincia, nella cittadina di Castelvetrano (nota per aver dato i natali al boss di cosa nostra, Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993…) – finito ora ai domiciliari –  durante la presentazione della sua candidatura e attraverso una lettera ai suoi concittadini dichiarava che la città aveva bisogno di amministratori “capaci, preparati, con curriculum eccellenti e conoscitori delle leggi che regolano la vita pubblica”, aggiungendo inoltre la promessa di compiere quel suo dovere in nome “della legalità e dei principi costituzionali”!!!
Minch… alla faccia della legalità!!! 
Leggendo quanto sopra, non posso che rivolgere un appello ai miei conterranei di Castelvetrano, ma non solo a loro, anche a tutti i siciliani che in questo momento mi stanno leggendo: Nessuno di noi può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque di noi può andare avanti e decidere il proprio futuro e quello dei propri figli… allontanando cosi definitivamente, questo pervaso sistema clientelare/mafioso fortemente  corruttivo, che non fa altro che distruggere quanto ancora di buono esiste su questa nostra terra…
Per una volta quindi… dite BASTA!!!

E' l'inizio di una nuova guerra di mafia???

Il capo della famiglia criminale della famiglia “Gambino” è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco a Staten Island.  
Francesco Calì… detto “Franky Boy” di 53 anni, è stato ritrovato ucciso dipo aver subito ferite multiple d’arma da fuoco, vicino casa sua, poco dopo le 21:00 di ieri sera…
Secondo la procura federale era a capo di una delle famiglie criminali più pericolose di New York…
Calè è stato immediatamente trasportato in un ospedale dove però è giunto morto e nessuna informazione è stata fornita dalla polizia locale….
Secondo la stampa, il Calì era riuscito a salire ai vertici della “famiglia” sebbene non avesse mai dovuto affrontare un’accusa penale, ma quella posizione era stata acquisita grazie al matrimonio con una familiare del clan “Inzerillo”, famiglia di “cosanostra” siciliana prima dell’inzio delle stragi di Toto Riina… 
D’altronde in questi anni, molti di quegli affiliati appartenenti alla “famiglia” criminale dei Gambino (circa una sessantina) erano stati arrestati, in particolare nell’ultima operazione chiamata “Old Bridge” e quindi egli era diventato uno dei pochi referenti…
Era dal 1985 che un boss di quella famiglia venisse assassinato con queste modalità feroci: si trattava del Boss Paul Castellano e venne assassinato fuori dallo “Sparks Steakhouse” a Manhattan, dietro ordine di Paul Gotti, che ne prese il posto…
Un tempo la famiglia Gambino era una delle più potenti organizzazioni criminali negli Stati Uniti, ma a seguito di vari procedimenti federali che dagli anni ’80 alla fine degli anni ’90 hanno mandato in prigione i suoi massimi dirigenti, quella sua presenza è stata ridotta sensibilmente…
Come riportavo sopra, egli (il Calì…) era riuscito a star fuori dai guai con la giustizia, se non per l’unica condanna ricevuta dieci anni fa, quando si dichiarò colpevole di una cospirazione per estorsione nel tentativo fallito di costruire una pista “NASCAR” a Staten Island…
Venne condannato a 16 mesi in un carcere federale ed fu rilasciato nel 2009.
Una cosa è certa… qualcosa di quel mondo sta per cambiare e voler pensare che quanto ora accaduto non sia l’inizio di una nuova guerra di mafia – dopo una tregua durata quasi 35 anni – mi sembra… poco credibile!!!
Ma d’altro canto, come si dice dalle nostre parti: a noi interessa poco… quelle sono “cose di cosa nostra”!!!

Arrestati dalla Gdf il presidente e l’amministratore delegato della Blutec: la società che controlla l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese!!!

L’ennesimo scandalo… un’ulteriore truffa da sommarsi a tutte quelle che ogni giorno andiamo subendo!!!
Ed allora come dicevo, tanto per non modificare quella consuetudine, vengono arrestati dalla Guardia di finanza, il presidente e l’amministratore delegato della società Blutec, la stessa che controlla l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, nella quale lavorano all’incirca 700 operai e che ora rischiano di andare a casa…
Secondo la Procura di Termini Imerese (PA), l’accusa è di “malversazione ai danni dello Stato”, in quanto i due soggetti sono sono accusati di aver usato circa 16 milioni di euro di fondi pubblici destinati allo stabilimento di Termini Imerese, per altri investimenti della Blutec…
Ed allora mentre da noi spariscono i fondi, i dipendenti fanno la fame… infatti, 570 erano stati posti in cassa integrazione, mentre i restanti 130 sono stati impegnati in progetti di formazione…
Un’area quella di Termini Imerese che rappresenta uno scempio per la bellezza di quest’isola, un tratto di costa del nostro territorio che dire “meraviglioso” è poco… eppure la politica di allora, preferito destinate quell’area alla costruzione di questo stabilimento…
Siamo negli anni 60’… un periodo in cui la politica della nostra terra era gestita dalla mafia o meglio da quei suoi referenti della Dc…
Ed allora ecco che si decise di far partire nel 1967 la “Sicilfiat“, una società a partecipazione pubblica, di cui la FIAT deteneva il pacchetto di maggioranza con il 60% delle azioni, mentre alla Regione Siciliana il restante 40%… tramite la Sofis prima e poi tramite l’ESPI (Ente siciliano per la promozione industriale). 
Lo stabilimento fu completato nel 1970 grazie ad un consistente contributo della Regione erogato al gruppo Fiat per ottenerne la localizzazione nel territorio – oltre lo scempio anche la beffa economica – (già… viene da pensare che siamo proprio un popolo di somari…), il tutto per barattare quello stabilimento con un po’ di occupazione…
D’altronde parliamo di una struttura che occupava inizialmente 350 addetti… se la politica avesse sfruttato diversamente quel territorio, destinandolo al settore turistico, quelle stesse unità avrebbero trovato egualmente lavoro, a cui vanno aggiunti quei fattori d’inquinamento ambientale, che oltre ad aver lasciato forti ripercussioni a quei suoi dipendenti, lascia oggi una situazione disastrosa, impossibile da recuperare!!!   
Nel frattempo – siamo 1977 – la Fiat acquisì la totalità delle azioni, chissà a quale prezzo irrisorio o forse con la promessa che la forza lavoro sarebbe stata gestita da quel “gruppo di potere”, a cui interessava principalmente controllare quei suoi lavoratori – divenuti nel frattempo (siamo negli anni 80′) all’incirca 3.200 con altri 1.200 nell’indotto – circa 5.000 soggetti a cui sommare familiari, parenti e conoscenti vari… tantissimi voti con cui poter foraggiare, quei loro amici della “politica”!!!
Uno schifo allora… altrettanto oggi, dove s’evidenzia ancora una volta che a soffrire sono sempre le nostre società, quelle “siciliane“, mentre le altre, sì… quelle a livello nazionale, appartenenti a quegli stessi gruppi imprenditoriali, stranamente… vanno a gonfie vele e nessuno di quei loro dipendenti rischia oggi il posto di lavoro…
Alcuni giorni fa avevo parlato di “SIRTI” e ancora prima di “CMC” ed ora tocca a “Blutec” (del gruppo FIAT), ma tranquilli, vedrete… non saranno le uniche, perché continuando con queste politiche inefficaci e certamente sterili, molte altre (dire “molte” è oggi un eufemismo…) le seguiranno… 
D’altronde di cosa stiamo parlando, basti osservare quelle nostre “residuate” realtà industriali, lontane “anni luce” dagli standard tecnologici richiesti, ma soprattutto dai processi produttivi richiesti, che a sentir dire da quei loro addetti, sono fatiscenti o non più d’interessanti per i mercati  internazionali… 
Se poi si aggiunge che le nostre industrie mancano di qualsivoglia rilancio industriale e che a fronte dei finanziamenti ricevuti, statali e/o europei, si è preferito investirli in altri settori che nulla centravano con la nostra regione (d’altro canto chi doveva controllare – come ripeto costantemente – partecipava al banchetto…), ma come si è visto, sono finiti altrove… ecco, sarei curioso di sapere oggi da quei nostri “rappresentanti” istituzionali e non…, in quali modi pensano di modificare questo trend negativo, visto che ormai ciò che resta di quelle zone industriali, sono soltanto le macerie di quello che un tempo furono le grandi aree destinate all’industrializzazione del mezzogiorno… 
  

Ah… Palermo… la mafia??? Chiddici…??? Ma nun esisti…


Avevo scritto alcuni mesi fa un post intitolato: “Palermo: La mafia c’è… ma non si vede”, riferendomi a quanto aveva dichiarato il Sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, durante un incontro con alcuni i giornalisti – vedasi link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/02/palermo-la-mafia-ce-ma-non-si-vede.html

Di poche ora … gli arresti a Palermo di ben 32 persone, accusate a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, favoreggiamento aggravato, trasferimento fraudolento di valori, sleale concorrenza aggravata dalle finalità mafiose, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi!!!
I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato seguito all’inchiesta coordinata dalla Dda del capoluogo siciliano, la cui indagine dava prosecuzione ad una un’attività investigativa che aveva portato nei mesi scorsi ha demolire quel mandamento mafioso di Porta Nuova e a far emergere la ricostituzione di quella cosiddetta “Cupola” di Cosa nostra, tornata nuovamente a riunirsi attraverso alcuni figli di quei noti boss, dopo oltre vent’anni…
Ed allora viene spontaneo chiedersi a chi si riferiva il Sindaco quando diceva: “A Palermo c’è un cambio di testa, di stile di vita, prima la città era comandata dalla mafia, oggi è capitale della cultura, città turistica… la mafia… non governa la città!!!”.
Come ripeto spesso, una cosa è la città vissuta da parte dei cittadini, un’altra cosa è la stessa città quando viene vissuta dai suoi politicanti, che dimostrano di non sapere neppure di cosa parlano… e quanto sopra ne è difatti l’esempio eclatante!!!  
La mafia a Palermo c’è… e non solo lì… ma in tutta l’isola, ed è presente con un gran numero di affiliati!!!
Migliaia e migliaia di siciliani dediti ai traffici illegali, individui che si assoggettano a divenire “prestanome” di società “affiliate”, personaggi senza dignità che per pochi euro si occupano di portare avanti quei loro business tra cui droga, prostituzione, gioco d’azzardo, traffico dei migranti, contrabbando e continuando con quella lista… l’ignobile richiesta del pizzo o lo sfruttamento dei braccianti tramite il “capolarato“, per finire con l’imposizione delle fornitura di caffè ai bar o dei servizi degli autobus turistici…
Chissà se ora quel Sindaco – visto quanto accade in quella sua città – diventi un po’ meno tenace nel lottare contro le Istituzioni sugli sbarchi dei migranti e si dedichi maggiormente a combattere in maniera ferrea quell’associazione criminale, che da una vita, soffoca con i propri tentacoli, non solo gli affari di quella sua città (provincia compresa…), ma soprattutto che condiziona in maniera profonda, la vita sociale di quei suoi concittadini…

Combattere la Mafia: "Sì… un gradino alla volta"!!!

La mafia va combattuta un gradino alla volta… 
Già… bisogna studiarla per comprendere come debellarla, perché solo cosi, approfondendo i suoi particolari interessi e quelle sue infiltrazioni sociali, si potrà un giorno sconfiggerla…
D’altronde -come ripeto sempre- quell’associazione criminale, con il passare degli anni, si va espandendo… cambia i suoi programmi, investe in nuovi settori, penetra in quei settori attivi e legali dell’economia sana, infiltra i suoi uomini nella politica e corrompe gli uomini delle istituzioni…
In questi ultimi anni, avendo compreso che in questa terra (ma non solo, potrei dire in tutto il meridione) le potenzialità finanziarie sono ridotte ai minimi termini, ecco che ci si è trasferiti verso realtà ben più produttive a iniziare dal noto “Nord-Est”… 
A dimostrazione di quanto sopra vedasi l’ultima inchiesta della Dda di Venezia che ha portato all’arresto di oltre 50 persone, sospettate di aver permesso di gettare le basi nel litorale di Jesolo, a due passi da Venezia, occupando di fatto un’interesse che un tempo era di dominio della “Mala del Brenta“, di Felice Maniero.
La mafia ha compreso che a differenza dei nostri territori “poveri” il nord Italia possiede tutte quelle caratteristiche di “lavatrice“, per ripulire i suoi capitali di provenienza illecita…
Ecco quindi procedere con l’acquisizione di quelle attività che incassano ogni giorno contanti…
Ristoranti, bar, supermercati, esercizi commerciali, per passare quindi con l’acquisizione di cave, terreni e quant’altro, a cui seguono imprese “limpide” di nuova costituzione “attestate“, dedite in particolare agli appalti pubblici, quali movimenti terra, ripristini idrogeologici, costruzioni d’infrastrutture, lavori stradali e gestione rifiuti…
Ovviamente non poteva mancare oltre a ciò, il il traffico sempre fiorente di droga e prostituzione… 
Ma non solo, ho letto che in taluni casi, si è passati anche al business del “turismo”, grazie alle migliaia di ospiti che ogni giorno giungono sulla città lagunare in pullman, a cui vengono offerti servizi, quali ad esempio i vaporetti per le isole… 
Non esistono più confini e difatti il nord Italia (insieme ad altre realtà internazionali), è diventata (per queste associazioni criminali), nuova terra di conquista e futura residenza per i propri associati e familiari…
Un territorio esteso con cui fare affari, ma soprattutto nel quale investire, anche personalmente, favorendo cioè a seconda delle circostanze (ma soprattutto grazie a quel loro potere economico e finanziario), quei candidati politici ben conosciuti in quel loro territorio e che adesso son divenuti loro amici…  
La mafia ha messo le mani ovunque, acquistando terreni, industrie, società di costruzioni, attività commerciali ed anche proprietà immobiliari, ma soprattutto sta fornendo quel supporto elettorale a chi lo chiede… e sono gli stessi referenti di quei partiti del nord, che ora – vedrete a breve cosa accadrà – puntano a conquistare il Sud!!!

La mafia a Catania… è già 3.0!!!

Una mia amica stamani mi ha “taggato” su facebook per un articolo apparso su Live Sicilia Catania, intitolato “Catania, soldi e potere…” il cui link è: 
Ho provato a rispondere tramite la testata web, ma stranamente il mio commento non giungeva presso la redazione, non so dirvi i motivi, ma premendo il tasto invio, non accadeva nulla…  è a poco serviva provare ad aggiornare la pagina: il messaggio non veniva inviato!!!
Ed allora, mi permetto di utilizzare la pagina del mio blog, per riportare quel messaggio, sperando quantomeno che questa volta, non vi sia qualche hacker che abbia deciso di bloccarmi… 
Mi permetto innanzitutto di condividere il post della mia amica che ha aveva scritto stamani sulla sua pagina di facebook: “Parole poche, spiegano l’evoluzione della mafia 2.0….. Ma mentre questa si evolve, i siciliani restano ” rétro” nei pensieri. 
Il Procuratore Sebastiano Ardita parla di siciliani che debbono impegnarsi partendo da un ragionamento atto alla legalità’ diffondendolo nella società locale, una specie di virus “buono”. Ed io sono d’accordo e lo faccio insieme ad altri, pochi, ma ci siamo…. risultato: Al momento nessuno. Attendendo fiduciosa”!!!
Il sottoscritto ha inoltre letto due commenti sul quotidiano on line… almeno quelli sono stati pubblicati e precisamente riportavano: quello di Socrate delle 08:24:00 – “I giovani vanno via per l’inesistenza di prospettive. Ma quali prospettive potranno mai esserci se ogni iniziativa imprenditoriale, seppure ammantata dalle migliori intenzioni e capacità, verrà sempre vista con sospetto fin quando non si troverà un contatto casuale con il cognato del bidello della scuola in cui andava il figlio di uno condannato per mafia; e allora si griderà eureka, si intercetterà ogni istante della vita dell’imprenditore, lo si sentirà parlare con un mafioso che gli chiede un’indicazione stradale, i sospetti prenderanno forma e vai con la misura di prevenzione e il sequestro di tutto. In Sicilia le prospettive le ha uccise la mafia in passato. Adesso, la cultura del sospetto: chi sarà mai quel folle che vorrà venire a investire da noi?”…
Al commento la risposta di Logaritmo delle 17:57:21 – Forse si è confuso il filosofo Socrate!!! Chi non viene a investire in Sicilia non teme il sospetto, ma la corruzione, la mafia, i disservizi, la burocrazia, la criminalità…
Ed infine eccovi il mio commento non apparso sulla pagina: 
Leggo di “Catania 2.0”… mentre nel frattempo, la stessa, si è già evoluta in 3.0!!!
L’intervista dell’amico Anthony è perfetta, se pur contenuta quando prova a far scoprire le carte al Procuratore sulla nostra città etnea… 
Lo stesso difatti – correttamente – si cautela parlando d’indagini in corso… e come dargli torto, ogni giorno una nuova inchiesta emerge da quello strato di “fango” (pronunciato in parlemitano…) in cui viviamo…
Vedo che si parla di “cultura di sospetto”, ma forse chi dice questo… conosce poco questa città, altrimenti saprebbe che non vi è alcun sospetto, ma solo certezze, e purtroppo queste continueranno fintanto che ci si nasconderà dietro nomi d’illustri filosofi… 
Ma qui non è più tempo di fare filosofia, viceversa bisogna essere reali e concreti!!!
Ed anche lo Stato deve dimostrarsi però più efficace…  
Non si può ogni qual volta, ripetere gli stessi errori!!!
Mi riferisco ad alcuni nomi letti in questi giorni su questa testata web; personaggi “ambigui” a cui stranamente “qualcuno” delle nostre “istituzioni”, ha desiderato affidare una parte di quei cosiddetti beni confiscati…
Sì… non è possibile che ancora oggi, certi errori vengano ripetuti!!!
Comunque, la parte sana di questa terra, proverà per l’ennesima volta a fare in modo di “rimediare” ad un “svista”, evitando di chiamarla col suo vero nome… 
Per il resto, che la mafia stia trasferendo i propri patrimoni “sporchi” verso altre realtà è cosa nota da tempo, come d’altronde tutti noi siamo a conoscenza di quelle metodologie applicate per aggredire i patrimoni legati ai contributi pubblici, non solo Regionali ma anche dell’Unione Europea…
Ed infine qual è il futuro dei giovani catanesi (mi riferisco a quelli meritevoli)??? 
Definiamoli innanzitutto: sono giovani che non usufruiscono di raccomandazioni o legami familiari con personaggi politico/mafiosi, gli stessi che sono stati – e ancora oggi sono – perfettamente inseriti in quell’ambito clientelare di quel sistema “colluso”!!!
La soluzione??? Semplice, andare via!!!
D’altronde una terra che non premia l’impegno e il coraggio dei suoi conterranei, alcuni dei quali ogni giorno (senza alcun timore, per se o per i propri familiari)  si ribellano a questa condizione omertosa, non merita neppure un giorno di essere vissuta!!!

Ecco quanto vale la dignità: Un spesa al supermercato + 50 euro in cambio del proprio voto!!!

Ascoltavo ieri in radio una notizia, parlava  di un indagine dei carabinieri del Ros di Trapani, che aveva condotto all’arresto alcuni soggetti e al sequestro di varie società…
Come sempre l’indagine verteva sui rapporti tra mafia e politica, in particolare ciò che mi ha colpito era la modalità con cui era stata sostenuto la candidatura alle elezioni regionali del politico locale e cioè, promettendo 50 euro e la spesa al supermercato, a quei cittadini che, in cambio garantivano la loro promessa di voto…
Ecco quindi… quanto vale per alcuni miei conterranei il proprio voto: una spesa e qualche euro!!!
Ed ecco perché la presenza della mafia è ancora così forte, perché conosce le debolezze dei suoi concittadini, gente disponibile a vendersi per una manciata di pasta…
Poi… come sempre, ad elezioni concluse, ci si accorge di come quelle siano state condizionate, ma nel frattempo il danno è stato compiuto, perché nessuno ha avuto il coraggio di denunciare… 
C’è troppo silenzio e credetemi, non è la paura che li trattiene dall’essere persone perbene, no… è perché – per loro natura – preferiscono vendersi!!!
Già… basterebbe ad esempio mettere una “taglia” da parte dello Stato, ad esempio 500-1000 euro, per denunciare il cognome del politico per cui si chiede il voto e il referente (più o meno mafioso…) che si espone per egli e propone lo scambio…
Sono certo che all’improvviso troveremmo le file dinnanzi gli uffici delle forze dell’ordine… 
Perché d’altro canto di questo si tratta: la propria libertà di voto in cambio di denaro, quindi chi più offre, più avrà in arrendevolezza!!!  
Un mio caro amico milanese (di professione giornalista), alcuni giorni fa al telefono mi diceva: “Nicola… se durante le votazioni in Sicilia, sareste costretti a pagare per votare ad esempio 50 euro a testa, puoi stare certo che quei pochi che andrebbero a votare, sceglierebbero con accortezza le persone da mandare al governo...
Sì… potremmo paragonare (in maniera certamente forzata…) quel gesto a quando ad esempio ci rechiamo dal macellaio e paghiamo 50 euro per avere della carne: prendiamo quella fresca oppure quella alterata o avariata??? 
E lì da voi è la stessa cosa… nessuno vuole il meglio per la propria terra, ma tutti aspirano ad avere per se… qualcosa presto e subito!!!
Del futuro, di ciò che troveranno un giorno i propri figli non importa a nessuno, ecco perché da voi tutto si ripete in maniera costante: “Tutto deve cambiare… perché tutto resti come prima”!!!
Ed ecco perché la mafia, grazie a quei suoi uomini politici, è in grado di condizionare le istituzioni e la stessa democrazia, perché possiede il potere e quindi l’obbedienza dei suoi cittadini !!!
D’altronde ditemi, quante volte abbiamo letto nei quotidiani di cronaca di come la mafia abbia acquistato i voti per i suoi uomini???
E quante altre indagini dobbiamo attendere, per scoprire come quei nuovi nomi “politici”,  hanno di fatto praticato un vergognoso scambio di voto, a livello locale e regionale???
I siciliani devono finirla di compiangersi e di accusare lo Stato delle proprie debolezze: “La lotta alla politica corrotta e mafiosa, passa da noi, dalle nostre denunce, ma soprattutto dal nostro semplice voto… un cambiamento che non può più essere più delegato alle forze dell’ordine, perché quei soggetti ora, sono riusciti ad infiltrarsi nelle stanze del potere e diventa ogni giorno più difficile poterli scoprire, perché se pur “contagiati da quell’infezione“, fanno parte incredibilmente di quella parte (diciamo… per modo di dire…) “sana” della nostra società!!!
Tocca a noi quindi scovarli e… schiacciarli!!

Se la Sicilia vuoi conquistare, caro Salvini questa "Lega siciliana" devi totalmente cambiare!!!

Caro Matteo… la Sicilia come ho già scritto in un mio precedente post, http://nicola-costanzo.blogspot.com/2018/12/segretario-matteo-salvini-ho.html, non è l’Abruzzo!!!
Avevo scritto che il vero problema della Lega – in particolare per quella sua costola siciliana – era la selezione della sua classe dirigente, perché si sa… nel voler crescere rapidamente nei consensi, si rischia di dare alla testa, ma soprattutto di attirare molte persone sbagliate!!!
Ecco perché avevo apprezzato quanto dichiarato dal suo leader quando aveva finalmente deciso di cambiare rotta e pretendere da tutti gli iscritti,  una fedina penale immacolata e comportamenti specchiati: “Stiamo facendo di tutto per separare chi è davvero motivato da chi vede nella Lega solo un business”.
Ma ho come l’impressione che a quelle parole, nei fatti, non si sia dato seguito, ma che tutto o quasi tutto, sia rimasto inalterato!!! 
Il Segretario aveva alcuni mesi fa dichiarato: “Abbiamo voglia di fare, di includere, di realizzare le promesse. Vogliamo governare bene anche a livello locale, da Nord a Sud. Serviranno persone motivate, competenti, perbene. Tengo gli occhi aperti”!!!
Sembrava da quelle parole che, il messaggio tante volte “urlato” dal sottoscritto, fosse giunto a destinazione… 
Certo, comprendevo allora come oggi, quanto difficile sarà trovare soggetti dal pedigree limpido e soprattutto capaci d’incrementare quel partito, senza aver avuto precedenti politici, di cui molti fortemente legati a quegli abituali compromessi mafiosi…
Comunque  l’augurio fosse che a quelle frasi, sarebbero seguiti fatti concreti, altrimenti per come avevo annunciato, quella sua Lega, si sarebbe ritrovata nuovamente “con un pugno di mosche“!!!
Perché non bisogna pensare di paragonare il successo appena conquistato in Abruzzo, con quanto potrebbe accadere in Sicilia, perchè in quella regione si partiva già con un importante numero di preferenze – erano 105.449 – prossimi al secondo partito più votato dopo il M5Stelle… mi riferisco a FI ed anche al Pd, lì vicino… entrambi sui 110-108mila voti… 
Qui in Sicilia la situazione è ben diversa, qui comandano i voti della mafia, del clientelismo, di quanti promettono posti di lavoro, mentre per gli indigenti, c’è chi acquista quella propria preferenza, barattandola per pochi decine di euro… la restante parte dei siciliani liberi, proverà a votare M5Stelle oppure quei movimenti che partono dal basso come “Diventerà bellissima” o il gruppo degli indipendentisti “Siciliani liberi, ed infine, come sempre, ci sarà chi preferirà astenersi al voto!!!
Quindi se la Lega vorrà imporre le idee di quel suo “fare”, serviranno di più delle parole del suo leader o di una barca di migranti in meno che sbarca sulla nostra isola, bisogna che metta mano a tutta la sua organizzazione, per come d’altronde ho letto stamani proprio sull’Espresso, dove un appello firmato da un gruppo di militanti “leghisti siciliani”- che però stranamente preferiscono rimanere anonimi – dicono per paura di ritorsioni (neppure se avessero a che fare con la criminalità mafiosa), mah… comunque, attraverso una lettera chiedono il rinnovamento della classe dirigente e soprattutto non accettano il nuovo responsabile della Lega (per la provincia di Palermo), scelto dal commissario inviato dal segretario-ministro.

I problemi più gravi del paese…??? Corruzione e mafia!!!


“La lotta alla mafia e alla corruzione rappresentano il primo vero problema di questo  Paese e in particolare della nostra regione!!!
Un’emergenza che in questi cinquant’anni non è stata affrontata come si doveva…
Già… per come si è visto, la mafia a fatto comodo a molti e non parlo soltanto di quegli abituali politici (che hanno ricevuto voti in cambio di favori), no… parlo di tutti quei cittadini che senza alcun merito – ma grazie per l’appunto a quel clientelismo – sono riusciti a infiltrarsi in quegli enti o in tutte quelle strutture pubbliche, dove era necessaria una raccomandazione…
Difatti, se dovessimo verificare tutti coloro che grazie a quel sistema “mafioso” hanno potuto godere in questi lunghi anni di favore personale, ad esempio un posto di lavoro, beh… credo che almeno il 50% di lor, deve dire grazie alla mafia (o indirettamente a quei signori della politica vincolata ad essa) e tra questi ovviamente escludo quegli individui pagati dalla criminalità organizzata, la cosiddetta manovalanza, altrimenti quella percentuale crescerebbe a dismisura…

Per quanto sopra si comprende come quella percentuale sia, molto ma molo di più di quanto si dice… ma nessuno ne parla, già nessuno dice niente, d’altronde il compromesso che allora hanno deciso d’accettare non possono confessarlo, peraltro è lo stesso che successivamente hanno utilizzato per favorire i loro figli, diventando anch’essi di fatto, succubi di quel sistema: chiamati cioè a prostrarsi tutte le volte necessarie, in particolare con l’avvicinarsi delle votazioni!!!
Certo… a trovare uno soltanto capace d’alzarsi è ammettere: “Sì… sono stato raccomandati da Caio o da Tizio” è certamente impossibile!!!
D’altronde ciascuno di loro è  entrato come si dice “nella parte“, è quindi, nel vantare quotidianamente se stesso in questi anni,  si è talmente convinto di ciò che dice, che ha dimenticato quella sua provenienza o in quali modi è diventato “qualcuno”, se non fosse stato proprio per quel legame “familiare/politico/mafioso”!!!

Ecco perché i giovani, quelli ancora validi, non trovano nessuna opportunità in questo Paese, ancor più in questa terra, dove sono costretti ad allontanarsi, per dimostrare altrove tutto quel loro valore!!!
Perché… a causa di quel loro modo d’essere liberi, nel voler innanzitutto contrastare quel sistema corruttivo e criminale, hanno provato – a differenza dei loro cari – fare a meno di quegli strumenti clientelari mafiosi e per questi motivi, sono sono stati tolti loro, quelle opportunità reali, capaci di valorizzarli e far emergere quel loro talento!!!
Sì… loro, alcuni di loro, no… pochi tra loro, hanno scelto d’incentivare un percorso diverso, quello della legalità ed è per questo… che vengono puniti!!!
Già… perché hanno provato a cambiare dalle fondamenta quel sistema, hanno dirottato verso altre realtà quel loro voto, diverso da quel voto che ha governato e distrutto questa nazione, questa regione, ed ed ora sperano che quanto realizzato, questo nuovo governo Conte, garantisca loro quella meritocrazia ed equità, fin qui mancata!!!
Ecco quindi che per contrastare quella criminalità, per far crescere il paese, chiedono d’intervenire… in particolare nel Sud, con maggiori investimenti e dando soprattutto concrete possibilità di sviluppo e di rilancio occupazionale ed ancora, politiche di contrasto alla corruzione, per ripulire – una volta e per tutte – quei settori “infetti”nei quali si è infiltrata in questi lunghi anni la criminalità organizzata!!!
Lo sanno tutti dove devono cercare… non è qualcosa di celato, anzi, quella presenza viene fatta ogni giorno “pesare“, affinché tutti i cittadini possano comprendere che per far avanzare ogni loro esigenza, devono sottostare a loro e quel marcio sistema!!!
Lo Stato quindi deve farsi sentire… non facendo più “inciuci” con personaggi “schifosi”, bensì lottando ogni giorno e dimostrando a tutti la propria forza, senza dover attendere di volta in volta le notizie dei media o sui i social, ma compiendo quanto di loro pertinenza, dando soprattutto risposte certe e immediate, quando chiamati direttamente in causa, in modo da garantire in maniera chiara ed efficace, la sicurezza dei cittadini, ed una presenza capillare su tutto il territorio!!!
La mafia e la corruzione si possono eliminare, iniziando a colpire l’economia mafiosa e quella illegale, in particolare l’evasione che costituisce la prima causa del blocco dello sviluppo economico e sociale nella nostro Paese!!!

Qualcosa è vero sta cambiando, le misure attualmente adottate dal governo nazionale ed anche regionale, vanno verso quegli indirizzi e chissà se finalmente in maniera celere, riusciremo a eliminare da questo nostro sistema, tutti quei numerosi corrotti!!!
E’ giunto il tempo d’intervenire con misure forti e concrete, e speriamo che presto, sì…molto presto, se ne vedano i risultati!!!
D’altronde quanto riporta oggi il sottoscritto è lo stesso che scriveva in tempi non sospetti Norberto Bobbio: “Questa società italiana appare putrefatta e moralmente fiacca. Tutta, non soltanto il governo e il sottogoverno: tra chi sta dentro il palazzo e chi sta fuori c’è una corrispondenza. La corruzione dei politici e dei loro manager è una costante della vita politica italiana e forse non soltanto italiana: nasce soprattutto dal bisogno di procurarsi l’enorme quantità di soldi che i partiti e le loro correnti divorano, coinvolge tutti o quasi, creando una ragnatela di reciproci ricatti”!!!

Delinquenti a Sant'Agata??? Ma com'è possibile…

Siete delinquenti“!!!

Con questa frase, monsignor Barbaro Scionti ha tuonato al microfono appena giunti in piazza Duomo …
Parole fortissime che hanno lasciato in un primo istante tutti in silenzio… tanta era la tensione che si avvertiva, la sensazione era che ciascuno di quei catanesi non sapesse cosa fare, se applaudire o stare in silenzio… e soltanto dopo aver espresso queste dichiarazioni: “Una preghiera di riparazione, perché quello che è accaduto è molto grave. I devoti di Sant’Agata non sono ostaggio di nessuno“… ecco che allora è iniziato un timido applauso… leggermente controllato e solo successivamente, quando il Monsignore ha detto “i devoti di Sant’Agata sono per Sant’Agata, l’applauso e scosciato in una ovazione e a quel punto il monsignor incalzando ha urlato: “Cari delinquenti, perché di questo si tratta, siete soli e isolati”!!!
Certo, ad ascoltare questo grido viene da pensare che qualcosa sia cambiato in questa città… 
Quantomeno quest’anno le regole imposte su legalità e sui controlli predisposti dalla prefettura su quei soggetti indicati per la processione, hanno certamente limitato quel cosiddetto controllo nella gestione nell’organizzazione dei festeggiamenti in onore della patrona di Catania…   
Da un altro punto di vista mi sono chiesto, come mai soltanto ora si urla contro quel sistema, avendo da sempre o quantomeno negli anni passati celato con il silenzio quanto veniva da molte testate giornalistiche denunciato…
Ne ricordo una ad esempio che diceva: “La festa di Sant’Agata è controllata dalla mafia. Cosa Nostra catanese avrebbe dettato tempi e ritmi della processione religiosa, controllando di fatto il business dei fuochi d’artificio e della vendita della cera, influendo persino sulle fortune di venditori di torrone e palloncini attraverso un suo regolare controllo…
Due noti procuratori avevano successivamente riportato: “Le famiglie mafiose sono riuscite a penetrare nella manifestazione di maggior valore simbolico per la comunità catanese, con conseguente accrescimento del prestigio criminale dell’organizzazione stessa e l’affermazione come uno dei centri di potere della città”
E quindi ditemi… ora cos’è cambiato??? 
Come mai si rinnega soltanto adesso quanto si sa essere accaduto per decenni…???
Lo stesso epilogo che ha avuto nella mattinata la fine della celebrazione, con la decisione del capo vara di evitare la salita di San Giuliano per motivi di sicurezza, ha provocato come si è visto la reazione di una parte dei devoti al traino del fercolo, che hanno successivamente proseguito da soli con i cordoni in mano…
Un particolare certamente non da poco se si pensa che – secondo quanto a suo tempo riportato in un noto quotidiano nazionale – l’allungarsi a dismisura i tempi della festa, fa crescere proporzionalmente anche i ricavi e gli eventuali benefit per i portatori delle candelore a cui qualcuno aggiungeva di un giro di scommesse clandestine, collegate ai festeggiamenti….
Sappiamo che indagini negli anni ne sono stati fatte tante, alcune concrete ed altre considerate semplici “Vox populi”, ma certamente senza che mai cambiasse nulla!!!
Mentre quest’anno è come se ci fosse stato un giro di vite, già come se si fosse voluto punire qualcuno o qualcosa di quell’ingranaggio collaudato, l’impressione ricevuta, quantomeno da noi cittadini, è che nella festa, ci sia stata un’altra “festa”, dove due opposti schieramenti, si sono voluti misurare, senza giungere mai di fatto allo scontro, ma per fare comprendere forse a chi di dovere, chi gestirà il prossimo anno questa festa… 
Ed allora non mi resta che concludere con la classica frase di rito: “Semu tutti devoti tutti? Cittadini….cittadini… evviva S.Aita!”

"Politica, economia e mafia hanno spesso la stessa faccia"!!!

Questa sera un mio amico mi ha contattato telefonicamente dicendomi d’aver letto un commento su Fb che parlava “in modo indiretto” del sottoscritto…
Debbo confidare che leggendolo mi sono commosso… sì perché ho pensato che forse quanto vado svolgendo – parlo ai fini di quelle procedure di legalità, compiute non come la maggior parte dei cittadini a chiacchiere… ma con i fatti, per quell’essere tenace e coraggioso in una terra che dimostra essere omertosa e soprattutto infetta in tutti i quasi tutti i suoi apparati – alla fine, serva realmente a qualcosa!!!
D’altronde in una regione come la nostra, colma d’illegalità e legata a meccanismi politici/clientelari/mafiosi, per come ha correttamente descritto il nostro procuratore Sebastiano Ardita (membro del Consiglio Superiore della Magistratura), nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario intitolato per l’appunto: “Politica, economia e mafia hanno spesso la stessa faccia“…
Un post che mi permetto di consigliarvi: http://www.cataniatoday.it/politica/giustizia-il-catanese-sebastiano-ardita-politica-economia-mafia-1-febbraio-2019.html?fbclid=IwAR3wq1v-yz3Ko5NS2ESm-0Npsku6p0agdWvOaVULZ7o8zLAiLaVDDGZRntU in quanto descrive perfettamente lo stato di fatto, anche da punto di vista della nostra “giustizia”…
Ecco perché soltanto dopo che accadono circostanze come quella appena descritta dal procuratore, che pensi quanto sia giusto continuare a insistere, frangenti che incoraggiano a credere come questa terra possa prima o poi migliorare…
Sì… sarà forse come dicono in molti un’utopia, ma io voglio, come la parte buona di questa regione, voglio crederci!!!
Ringrazio quindi la mia amica, che ha voluto riportare nella sua pagina, questo commento:   
“La Sicilia ha anche figli giusti e molti di più di quelli che si possa pensare. 
Caro Dr. Ardita la sua disamina è perfetta e condivisibile, il suo disagio è il disagio di ogni siciliano onesto…
Mai arrendersi!!! Si certo… 
Ma il male è fortemente radicato anche li dove non dovrebbe esserci… 
Quello che fa la differenza è la soglia del dolore di ognuno di noi. 
La mia ad esempio e’ altissima, pertanto tiro dritta e nessuno ostacolo può fermare la difesa dei miei valori. 
Ma in quanti siamo, sì… contiamoci. 
Non dimentichiamo che la Sicilia e’ stata la terra natia di Sciascia…. colui che seleziono i siciliani in 3 categorie: uomini uominicchi e quaquaraquà!!!
Ogni tanto nasce una stella di speranza come Lei…. e io mi godo la sua luce….
Al mio amico fraterno Nicola Costanzo innamorato anch’egli di legalità vorrei dire: Vedi… non siamo soli, ed oggi questo articolo, sembra un segno di incoraggiamento che riporta il pensiero di un’altro siciliano coraggioso… 
GRAZIE!!!
Dopo aver letto quanto sopra, mi permetto di rispondere alla mia amica, prendendo in prestito le parole di un grand’uomo:
“Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento… Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno.” 
Paolo Borsellino

"La nostra priorità è combattere la mafia ogni giorno. Una battaglia che dovremmo condurre fino a che non verrà sconfitta"!!!

Lo ha detto al presidente del Senato Maria Elisabetta Albereto Casellati (in visita alla parrocchia di Sant’Agnese nel quartiere Danissini a Palermo), il parroco fra Mauro Billetta…
Ha inoltre aggiunto: “Attraverso la cultura possono essere recuperate socialmente tutte le persone che sarebbero occupate in cose non positive”.
Il Presidente ha voluto elogiare frate Billetta per la sua dedizione ai giovani ed anche per quell’impegno profuso nella lotta all’emarginazione, così tanto presente in questo capoluogo: “Lo Stato c’è… e se sono venuta qui è per rendermi conto di persona di questa realtà simbolo di una città che continua nella sua rinascita”!!!
Il presidente del senato ha inoltre aggiunto: “Una priorità: La lotta alla criminalità!”. 
Tralascio per ovvi motivi, qui vari incontri all’Assemblea regionale siciliana, spero quantomeno che abbia potuto apprezzare le bellezze di Palazzo dei Normanni, in particolare di quella “Cappella Palatina” così meravigliosa… 
Ma come ha perfettamente aggiunto: “la ricchezza culturale non basta”!!!
Già… “affinché la bellezza possa diventare anche una leva economica, servono strutture ricettive, collegamenti e servizi funzionali. Per colmare queste lacune occorrono finanziamenti pubblici mirati e una distribuzione oculata delle risorse”.
Ma vede Presidente Casellati, questi da Lei elencati, sono soltanto alcuni dei reali problemi di cui soffre questa città, gli stessi che potrei tranquillamente estendere a tutta l’isola ed il semplice sottolinearli, serve a poco, anzi direi a nulla per modificare questo stato di cose, altrimenti è come se si resta fermi a quelle famose “piaghe” elencate dall’avvocato di Jonny Stecchino: “l’Etna, la siccità… e soprattutto il traffico“!!!
Combattere la mafia non è soltanto una priorità, ma deve costituire l’essenza prioritaria dello Stato, per la sopravvivenza dei suoi connazionali!!!
Ma se si continua per come si è fatto, procedendo con inutili proclami o con quei reiterati arresti – compiuti costantemente dalle nostre forze dell’ordine (certamente importanti ma non risolutivi del vero problema…), mi creda, non servirà a nulla recarsi qui in questa terra, d’altronde noi siciliani continueremo a vivere le nostre vite per come abbiamo finora fatto!!!
Già… c’è chi continuerà a metterci la faccia denunciando fatti gravi e circostanze illegali e chi viceversa, andrà a braccetto con quel sistema colluso, clientelare e mafioso, e mi creda, molti di quei “particolari” soggetti, sono proprio lì… accanto a Lei!!!
   

5 Gennaio 1984… 5 Gennaio 2019!!! Ci si ricorda di una data solo in quel giorno, poi come sempre, tutto continua a procedere come se nulla fosse…

Sì… lo sanno in molti, ma non tutti purtroppo e soprattutto… non tutti i giovanissimi di questa nostra terra!
Quel giorno… quel 5 gennaio del 1984 un uomo, no… un grande uomo che credeva nella libertà di questa terra, ancor prima di essere giornalista, ancor prima che la parola antimafia venisse pronunciata, si quell’uomo, Pippo Fava, veniva barbaramente assassinato!!!
I sicari lo colpirono con cinque proiettili, ma non lo uccisero… o meglio annientarono il suo corpo, ma non la sua opera!!!
Quelle idee di cambiamento, di contrasto al malaffare, di lotta alla mafia, di coraggio mostrato da solo in mezzo a un paese di codardi, di gente omertosa, di uomini e donne che preferivano girarsi dall’altra parte per non voler vedere e sentire, quanto accadeva  intorno a loro, quel suo messaggio… che fine ha fatto???
Già oggi, dopo 35 anni… cos’è cambiato d’allora??? 
Ah… si, ricordiamo in questo giorno del 5 gennaio quel cittadino illustre, commemoriamo e poniamo fiori in quella strada in cui è stato ucciso, realizziamo incontri e convegni per ricordarlo, cogliamo infine l’occasione per concedere premi e onorificenze in suo nome, a tutti quei giornalistici e uomini delle forze dell’ordine che con le loro azioni, si sono distinti per valore e fermezza, nel contrastare sul campo quell’associazione criminale…
Ci si dimentica che non che è importante ricordarlo in questo giorno, sì… non è tanto riportare alla memoria un aspetto importante del nostro passato – di cui è ovviamente fondamentale che resti un chiaro e rispettoso ricordo – ciò che importa è dare seguito con i fatti all’insegnamento che uomini come Pippo Fava, hanno saputo lasciare… 
Tutto il resto non conta nulla…
D’altronde, se non si coglie l’essenza di quell’insegnamento, se si continua a vivere nel malaffare o nella corruzione, se non si combatte quella politica corrotta e non si contrasta in maniera seria e definitiva la criminalità mafiosa presente in questa terra, a cosa serve ricordare???
E’ finito il tempo d girarsi dall’altro lato… non c’è più tempo di guardare con ammirazione gli eroi di quest’isola che hanno donato la propria vita per la nostra libertà!!!
E’ tempo d’esser coraggiosi, liberi, risoluti nel denunciare e nell’affrontare tutte quelle circostanze d’illegalità di cui veniamo a conoscenza, altrimenti… vi prego, basta col fare i buffoni o ricordare in quei giorni uomini di cui non avete la benché minima qualità per poterli richiamare alla memoria o anche semplicemente nominarli, perché di una cosa sono certo: “Non dovreste essere presenti neppure a quella commemorazione”!!!
Quindi fateci la cortesia, lasciate a noi soltanto questo sentito pensiero!!!
Sono certo che Egli da lassù, osservando tutte le azioni che compiamo quotidianamente, che mettiamo in campo nel combattere con il solo coraggio questa terra del malaffare, ecco, al solo guardare ciò, saprà in cuor suo di non essere morto invano...
D’altronde, come diceva Egli: “A che serve essere vivi, se non c’è il coraggio di lottare???
E noi, per questo lottiamo!!!
Grazie Pippo…