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Genius??? Sì veramemente geniali nel favorire le imprese amiche!!!

Iniziamo dalla fine…

In conseguenze alle attività investigative, il giudice per le indagini preliminari del locale Tribunale, su richiesta di questo Ufficio, ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di un ingegnere capo,di un dirigente e di un funzionario del Genio Civile di Catania, di taluni imprenditori e il divieto nei confronti di un aministratore delegato di un consorzio di esercitare l’ufficio…

Per i nomi vi basterà cercare sul web… sappiate che l’attività di controllo s’inserisce in quel quadro di azioni svolte dalla Procura della repubblica e dalla Guardia di Finanza di Catania a tutela della spesa pubblica e del patrimonio, con lo svolgimento di complesse indagini a contrasto di condotte fraudolente sempre più sofisticate che ledono in maniera significativa gli interessi dello Stato, degli enti locali e soprattutto noi “sempre più poveri” cittadini…

Hanno chiamato l’operazione “Genius” e il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania ha disposto misure cautelari nei confronti di 6 persone, sottoposte ora a indagine per corruzione, turbata libertà degli incanti e falso in atto pubblico, in relazione a lavori pubblici compiuti in provincia di Catania.

Certo, osservare come le misure restrittive abbiano riguardato tre soggetti, dirigenti e funzionari pubblici del Genio Civile di Catania lascia alquanto basiti… anche perchè questi nomi seguono quelli di questi mesi in altrettanti uffici pubblici, tra cui ingegneri Anas, direttore dei lavori, funzionari di Enti, ispettori di polizia municipale, etc… 

Come riportavo nel mio post di ieri, la preoccupazione personale sta nel fatto che questi soggetti determinano con le loro azioni, gravi pericoli nei confronti dei cittadini per i lavori compiuti non a regola d’arte, nelle commesse pubbliche a cui erano incaricati…

Mi riferisco al consolidamento di dissesti stradali, alle sistemazione e all’ammodernamento di strade provinciali, ai lavori di recupero dei sedimi portuali, ma anche anche ai fini della messa in sicurezza per un valore complessivo di opere pubbliche messe a bando pari a parecchi milioni di euro…

Non entro nel merito dell’inchiesta, per quello c’è la magistratura… ciò che mi sconcerta è l’assistere quotidianamente a vicende come quella di cui sopra…

E’ come se nessuno di quei preposti o incaricati ai lavori pubblici, comprenda come il tempo delle furbate, delle corruzioni, delle mazzette sia ormai terminato e non si tratta di essere arrestati o di sfuggire ancora per qualche giorno alla giustizia,  ciò che si perde non è la libertà, già… perché nel mutar le condizioni di vita, vi è sempre qualcosa che rimane costantemente inalterato ed è il complesso di valori che danno senso alla nostra vita: la dignità della persona, il bene comune, il rispetto degli altri, la responsabilità verso coloro con cui viviamo sotto lo stesso tetto, perché sono questo complesso di valori che la cultura aiuta a individuare e a farlo proprio!!!

Una giustizia scarsamente attenta ai diritti dei più deboli e molto sensibile nei confronti dei più forti!!!

Sarà una coincidenza, ma casualmente da quando esiste questo governo “Draghi-Mix” ho come la sensazione che la nostra giustizia si sia un po’ rammollita… 

Per meglio chiarire questo mio pensiero, dopo anni e anni d’inchieste giudiziarie, una montagna di documenti, intercettazioni, dichiarazioni, etc… ecco che tetto finisce incredibilmente  nel cassonetto dei rifiuti, quelli “indifferenziati” (già perché non portano con se soltanto carte…)  e le persone che per anni erano state incriminate, ora improvvisamente vengono prosciolte, con la formula ampiamente liberatoria di “non aver commesso il fatto“!!!

Ed allora mi chiedo, perché non facciamo pagare tutti quei costi sostenuti – aggiungerei inutilmente, visto l’esito finale – a quei referenti della nostra giustizia???

Già… a cosa sono serviti tutti quei dibattimenti se poi la fine doveva essere questa???

Ecco, qualcosa di certo in questa nostra giustizia non funziona, oppure debbo credere che funzioni talmente bene da giustificare qualsiasi forma deviante, già evidenziata in questi anni attraverso i privilegiati collegamenti d’interdipendenza tra soggetti giudicanti e soggetti incriminati, tra individui influenti della nostra società e quanti incaricati d’analizzare quei loro illegali comportamenti, che vengono ora incredibilmente considerati quali vittime di un sistema coercitivo…

Ecco quindi che anni di storia, d’incriminazioni, di vergognose inchieste giudiziarie, di reati perpetrati, trasformano in un battito di ciglia quei soggetti in vere e proprie “vittime”!!!

Già… potrei dire che sia nato in questi mesi un nuovo concetto di “vittimologia” che tende ora ad identificare quegli individui in innocenti, quasi fossero stati bersagliati e di conseguenza danneggiati da atteggiamenti di vera e propria persecuzione, allo scopo di stroncare qualsivoglia loro influenza personale o ancor di più politica…  

Oggi però quel tempo è cambiato, come vediamo nel governo nazionale vanno tutti d’amore e d’accordo e il Presidente Draghi in questo è un maestro d’orchestra (d’altronde punta alla Presidenza della Repubblica…), compiacendo una volta l’uno e una volta l’altro, trasformando e con essa mutando anche quella devianza un tempo considerata illegale, ma che ora – grazie ad una forma di condono generalizzato –  è divenuta, sia pur illecitamente, condizione fondamentale per riapparire nuovamente “limpidi” in questa nostra società. 

Quanto sopra ha di fatto comportato una vera e propria trasformazione delle coscienze, in particolare nei cittadini che come fossero stati colpiti da un’amnesia, riprendono in maniera fisiologica da dove avevano a suo tempo lasciato, divenendo ora improvvisamente garantisti e accettando questo nuovo concetto espresso di “vittimologia”, prendendosela con tutto ciò che rappresenta l’ordine pubblico e le stesse istituzioni che a loro dire, hanno volontariamente sbagliato nel prendersela con chi era innocente…

Siamo passati quindi dal tirare le monete ad una totale rivisitazione della storia, in particolare ora grazie a una intercorsa tolleranza della nostra politica, si è dato il via a una profonda azione garantista, che sta portando al progressivo scomparire di un’equa giustizia sociale, che permette di disconoscere nei fatti le ragioni dei cittadini a scapito sempre dei personaggi più celebri e soprattutto ricchi di questo paese…

Una giustizia quindi non più in grado di occuparsi dei diritti delle persone offese, ma divenuti garanti delle regioni dei più forti e come conseguenza diretta assistiamo a quanto sta accadendo, vedasi i reati a carattere personale e/o collettivi, quelli ambientali ma anche a quelli connessi ahimè all’ambiente lavorativo!!!

Ma questa si sa… è un altra storia!!! 

Infiltrare l'antimafia è una strategia precisa!!!

Scandagliando i registri si scopre come nel nostro paese si contano circa 100mila associazioni… 

Di queste la metà sono diventate onlus e si sono iscritte al registro dell’Agenzia delle entrate facendo richiesta di ricevere il 5 per mille dei contributi Irpef degli italiani.

Oltre 2.000 dovrebbero essere antimafia a giudicare dal nome di battesimo che hanno scelto, legato ai personaggi che attraverso la lotta alla mafia hanno fatto grande il nostro paese. 

Così si trovano associazioni nate nel nome di Borsellino, di Falcone e di tanti altri eroi… 

Molte rievocano intestazioni da codice penale “416bis” o “41bis” mentre ci sono altre, tantissime altre associazioni che agiscono all’ombra di quelle grandi e piccole organizzazioni virtuose e realmente operative.

Prendono soldi dagli iscritti all’associazione (contributi volontari si legge negli statuti, laddove sono pubblicati) oppure dallo Stato con richieste di alloggi o di progetti da finanziare…

Migliaia e migliaia di euro che non si sa dove finiscono, visto che moltissime di queste associazioni non hanno mai pubblicato in rete i loro bilanci.

Eppure, nei vari territori in cui operano, si continuano a spacciare per comitati o coordinamenti “contro tutte le mafie“, poi però, seguendole nei social network o anche attraverso i dibattiti pubblici, si scopre che tutto fanno tranne contrastare le mafie!!!

Così capita di leggere anatemi o insulti a individui istituzionali tacciati di essere denunciati per mafia quando la notizia è destituita di ogni fondamento, attacchi strumentali ai partiti che governano quel territorio, fino a scoraggiare le persone dal fare nomi e cognomi di clan malavitosi perché “le denunce non siamo noi a doverle fare“, ed infine, gettare ombre sulle associazioni antimafia “serie” che operano sul territorio… 

Ma di comunicati antimafia neanche l’ombra!!!

Quasi sempre, quando si indaga sui personaggi che le governano, ci si accorge che a farne parte sono persone che non hanno sfondato in politica e che tentano di riavvicinarsi alla poltrona attraverso l’Antimafia… 

Altre, sono persone allontanate dalle forze dell’ordine che sotto lo stendardo dell’associazionismo antimafia, sfilano in marce per la legalità al fianco di personaggi collusi con la criminalità organizzata oppure hanno ricevuto locali per la sede di associazioni da presidenti vari rimossi dall’incarico e condannati per abuso di ufficio..

Nel frattempo, le procure di tutta Italia indagano su casi simili, e fa riflettere che persone che si presentano come paladini della giustizia finiscano con l’utilizzare scientemente per malversazioni di denaro pubblico e vere e proprie attività fraudolente l’antimafia…

Non controllare simili ambiti del sociale è forse peggio che rimanere scarsamente attivi nel contrasto alla criminalità mafiosa!!!

Gia… parlano di giustizia, senza applicarla!!!

Proseguendo con il post di ieri…

Firenze mia, puoi essere contenta di questi miei discorsi che non ti riguardano, grazie al tuo popolo che si ingegna a provvedere alla tua pace e alla tua tranquillità…

Molti hanno in cuore il senso della giustizia, ma tardi la manifestano per non parlare sconsideratamente (si ricorre qui alla metafora dell’arco, riferito al momento in cui, per scoccare la freccia, la si trae indietro con la cocca sulla corda fino a che essa tocca con la punta l’arco), mentre i fiorentini parlano sempre di giustizia, senza applicarla.

Molti rifiutano gli uffici pubblici, ma i fiorentini si dichiarano pronti a sostenere il peso degli incarichi pubblici anche senza essere stati chiamati (cioè accettano le cariche con leggerezza, perché sono ambiziosi, anche se lasciano credere di farlo con segno di accettata rassegnazione).

Ora tu sei lieta, e ne hai ben motivo: tu sei ricca, godi di pace e hai giudizio. 

Che io dico la verità, questo si vede dai risultati. Atene e Sparta (da sempre considerate la fonte prima del diritto civile) che fecero le leggi antiche e furono così ben ordinate, fecero ben poca cosa per la buona convivenza tra i cittadini a paragone di te, che prendi provvedimenti tanto finemente escogitati, che a metà novembre non arriva ciò che hai stabilito ad ottobre.

Quante volte, a memoria d’uomo, hai cambiato legge, moneta, istituzioni e cariche di governo, e modi ed usi, e hai rinnovato le membra (cioè i cittadini, volendo alludere al fatto che, per le lotte tra le fazioni, essi venivano alternativamente richiamati o cacciati in esilio).

E se ben ricordi e vedi chiaro, capirai che sei simile a quella ammalata che no riesce a trovare poca sulle piume del letto, e col cambiare posizione cerca sollievo al suo dolore…

Inconcepibile: un Amministratore di condominio citato in giudizio per appropriazione indebita per soli 50.000 euro!!! Viceversa, di un suo collega – con un buco finanziario accertato di quasi un milione di euro – non se ne sa ancora nulla!!!

La giustizia è veramente strana e più vi sono dentro e più mi accorgo che essa abbia due pesi e due misure!!!

“La giustizia è uguale per tutti”!!! 

Sì… questo è il motto che troviamo dinnanzi ogni aula di quei palazzi del Tribunale, sembra quasi che ci si voglia lavar la bocca con quella frase, sembra di leggere le parole delle sacre scritture scritte sulle pareti di una Chiesa, parole raffigurate a caratteri dorati quasi fossero il “verbo” su cui fare affidamento!!!

Ma nulla di quanto scritto è vero!!!

Stiamo vedendo da quale fogna stia tentando di uscire la nostra magistratura: quel sistema clientelare, quei processi manomessi, quelle cariche spartite tra gli amici degli amici, problemi strutturali di un malato funzionamento dell’ordinamento giudiziario e del CSM che hanno evidenziato mancata indipendenza, imparzialità e autonomia…

Parlare oggi di efficienza della magistratura è un eufemismo, ancor meno sperare che quanto fatto emergere da taluni cittadini onesti possa condurre in maniera celere a trovare quelle soluzioni auspicate, in quanto da quanto finora visto sembra non esistere soluzioni legislative che da sole bastino a raggiungere in concreto il risultato di soddisfare appieno quele giuste attese dei cittadini.

Un sistema giustizia fallace se si pensa che ormai quell’ordine giudiziario ha perso da tempo prestigio e credibilità e finendo per fare soltanto disastri o ancor peggio, per non compiere alcuna azione corretta, grazie ai soliti magistrati corrotti, d’altronde basti osservare i numerosi avvenimenti incentrati sugli scandali delle toghe sporche!!!

Ho letto in questi giorni di un Amministratore condominiale indagato per appropriazione indebita, circa 50.000 euro (vedasi l’articolo di cui sopra), mi chiedo, perché indagare (da quel Tribunale di Messina, anche se pur corretto farlo) per una somma così poco rilevante… (ovviamente se l’Amministratore in questione  colpevole è giusto che paghi), mentre viceversa, per un suo collega, la cui cospicua documentazione è stata negli anni segnalata presso tutte le sedi istituzionali ed anche presso le forze di polizia, per somme indicate che si aggirano intorno al milione di euro, non si sia fatto nulla???

Certo viene da credere che il semplice cittadino per trovare qualsivoglia soluzione ai suoi problemi, deve obbligatoriamente appartenere a quel sistema corrotto e malato, altrimenti se prova passando attraverso la giustizia ordinaria, non giungerà a nulla!!!

D’altronde certi amministratori di condomini godono – attraverso l’importante giro di denaro di cui dispongono – di un sistema di protezione e di grosse raccomandazioni, quel denaro difatti alimenta principalmente i propri amici legali i quali sono in diretto rapporto proprio con quei magistrati con cui costantemente s’interfacciano durante le udienze…

Quelle aule possiamo paragonarle ad un qualsivoglia ufficio di lavoro, dove tra colleghi a volte nascono amori e in altri casi ci s’incontra se pur con differenti mansioni o incarichi, si sviluppa quel rapporto di amicizia e quella postazione, anche il semplice bar, diventa momento di aggregazione e a volte di complicità, tale da alimentare il sistema clientelare/spartitorio che abbiamo visto esserci, in particolare tra le correnti della magistratura associata.

Certo a pagare il prezzo di questa mala giustizia è l’utente finale e chissà forse dovrei aggiungere anche quei pochi giudici onesti che ho avuto il piacere di conoscere nel corso della mia vita, perché sono loro a dare onorabilità e valore ad un ruolo così importante!!!

Auspico quindi che qualche magistrato ancora retto, vada a studiarsi quei documenti ufficialmente depositati, poiché ritengo totalmente ingiusto, dover aspettare ancora altri quattro anni!!!

“Molti giudici sono incorruttibili, nulla può indurli a fare giustizia”!!!

C'è troppo silenzio: già… starà per accadere qualcosa!!!

E’ come un sesto senso, ma ogni volta che non si vedono notizie eclatanti, quando passa un po’ troppo tempo senza che si muova foglia… ho come la sensazione che qualcosa di grosso stia per scoppiare…

La cosa bella sapete qual è??? Indovino sempre”!!!

Oggi ad esempio sto scrivendo su un semplice presentimento, ed è come se il sottoscritto anticipasse una eventuale informazione clamorosa, già… una di quelle notizia che lascia tutti noi con il fiato in gola… 

Sarà che quella notizia venga recepita dal mio sistema nervoso ancor prima che accada, sarà per quei miei recettori che mi fanno avere questo sesto senso, ma vedrete entro pochi giorni scoprirò di aver ragione…

Non so dirvelo, ma in più di una circostanza nella mia vita mi è capitato di aver previsto alcune situazioni, che poi ahimè si sono di fatto avverate…

Peraltro, in alcuni contesti ho previsto anche il comportamento che taluni soggetti – cosiddetti amici – avrebbero avuto nei miei confronti con il passar del tempo…

Difatti, alcuni tra essi si sono dimostrati essere infidi e ipocriti, già… ma non per questo il sottoscritto aveva  deciso di essere nei loro confronti prevenuto…   

Qualcuno ogni tanto mi dice: Nicola… ma se sapevi che finiva così perché hai continuato??? 

Il sottoscritto crede che in ciascuno di noi vi sia una parte sana… ed è quella speranza a farmi credere che prima o poi questa energia positiva possa emergere o sconfiggere la parte peggiore che ciascuno di noi ha… ma non sempre ciò avviene, perché purtroppo ciascuno manifesta prima o poi quella propria natura… 

Ed allora preparatevi… 

Sì… non so dirvi cosa sta per accadere, ma è come per il coronavirus… qualcuno l’aveva anticipato, sì… e in pochi gli hanno creduto ed ora in molti si sono dovuti ricredere!!!

Peccato che non riesca a prevedere anche i numeri al lotto… già credetemi li darei subito a voi!!!

Ma comunque, visto che stiamo parlando di previsioni voglio provarci… 

Stasera vi consiglio di provare (ma anche per le tre estrazioni successive) i seguenti numeri al lotto: 30-60-90 (ambetto, ambo e terno)!!!

Chissà… non è detto che dopo un anno così disastroso, si possa anche finalmente tutti insieme festeggiare un importante vincita!!!

 

Con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte!!! Io ti dico: non canterà oggi il gallo, prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi!!!


Sono passati duemila anni… ma quanto detto allora da nostro Signore a Pietro… è ancora attuale!!!

D’altronde che volete, la natura umana è fragile, basta poco per evidenziarne la debolezza, in particolare nei momenti più ardui, quando si è sotto pressione… ed è lì che la maggior parte delle persone crolla!!!
Quanto sopra peraltro è stato dimostrato nei molti avvenimenti di cronaca…
Basti pensare ad esempio a quei cosiddetti “uomini duri“, che hanno manifestato la loro intrinseca natura animalesca, criminali capaci di sciogliere nell’acido altri individui, ma che poi… appena arrestati dalle forze dell’ordine, si sono immediatamente pentiti… ma pentiti di cosa???
Potrei comprendere un soggetto sottoposto a tortura che decida di parlare, per quanto quella sua resa possa poi successivamente garantirgli la salvezza… certo in quelle circostanze non è facile resistere, peraltro esistono metodi di coercizione a cui è difficile resistere, la maggior parte degli uomini si arrendono o si lasciano morire…
Ma non è questo il caso… 
Qui parliamo di situazioni quotidiane, a quella semplice consuetudine, quelli a cui mi riferisco sono uomini comuni, personaggi legati a quel mondo della politica, imprenditoria, sono professionisti, colletti bianchi, professori, medici, ecc… che appena vengono colti con le mani nella marmellata, si cac… addosso ed iniziano a fare tutti i nomi possibili e immaginabili, anche quelli che nulla centrano con la loro inchiesta!!!
Eppure prima di aver provato il freddo di quelle manette, si dichiaravano pronti al sacrificio… disponibili anche ad andare in prigione o alla morte se necessaria, tutto… pur di non pronunciare quei nomi!!!  
Ma appena quello scatto metallico a chiuso quei loro polsi, ecco che all’improvviso tutto è cambiato… e ci si è piegati come un ramoscello d’erba, esili, fragili già… come i biscotti friabili!!!
E dire che si dimostravano potenti ed invece ora evidenziano tutta la loro fragilità… già… in questi particolari momenti – nei quali avrebbero dovuto dimostrare la loro forza – si sono sciolti come neve al sole…
E’ bastato uno schiaffo per farli parlare… ed ora ne servono cento per farli stare zitti!!! 
Si perché in queste circostanze sono come un fiume in piena, non riescono a limitarsi, dinnanzi alla giustizia decade ogni forma di arroganza e prepotenza fin qui evidenziata e la paura prende il sopravvento…
Il fatto più insolito è che nessuno sta minacciando loro con violenza, già… nessun sopruso si sta compiendo nei loro confronti, eppure loro, come docili cagnolini, iniziano a scodinzolare quella coda, pur di far piacere quel loro interlocutore…
D’altro canto il traditore non si vede subito… ma solo quando viene messo alla prova, e lì per l’appunto che disattende gli obblighi di lealtà e fedeltà!!!
Certo, dispiace scoprire d’aver avuto per tanto tempo una serpe in seno, uno che pensava esclusivamente a sfruttare la situazione, ad accrescere la propria posizione sociale e soprattutto ad arricchirsi alle vostre spalle… 
Ma d’altronde cosa avreste potuto fare…
Era impossibile prevedere – prima di quegli accadimenti – in quali modi quell’individuo si sarebbe comportato e quale personalità avrebbe con il tempo svelato… 
Che dire… vi siete fidati ciecamente ed ora purtroppo ne pagate il prezzo: vivere sotto la spada di Damocle, sperando che mai il vostro nome venga pronunciato!!!

Mi sento come il Commissario Montalbano, che come riporta: "La lurdia è dentro di noi"!!!

Ad ascoltare ogni giorno quelle notizie che riguardano le nostre istituzioni, i suoi uomini, da quelli più in alto “togati” fino agli ultimi – come dice Catarella – “ruote del carretto“, mi sento davvero male!!! 
Ecco perché mi permetto di riproporre un video dell’episodio 11, intitolato “Il giro di boa“, di quel lontano 22 settembre 2005 in quanto – seppur passati 14 anni – mi sento oggi come quel Commissario, perché mi accorgo che non è migliorato nulla!!!
Peraltro… ricordate i fatti accaduti all’interno della Scuola Armando Diaz di Genova durante lo svolgimento del G8 nel 2001, quando dei reparti mobili della Polizia di Stato con il supporto operativo di alcuni (non tutti per fortuna) battaglioni dei Carabinieri, fecero irruzione e arrestarono ben  93 attivisti mentre 61 furono portati in ospedale in quanto feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma….

Per chi non ricorda quell’avvenimento passato, furono posti sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra, per quello che fu definito dalla stampa un pestaggio da “macelleria messicana“!!!

Certo sono passati 18 anni d’allora, ma se osserviamo quanto è successo quest’anno, si ha come l’impressione che nulla sia cambiato… o per meglio dire, che una parte di quelle Istituzioni, rappresentata da uomini e/o donne, ci abbia di fatto traditi!!!
Perché è così che mi sento oggi… già come quel Commissario Montalbano, fortemente ingannato da tutto ciò in cui credevo, sì… in quella giustizia che ritenevo al di sopra delle parti, in quei soggetti delle nostre forze dell’ordine che reputavo incorruttibili e soprattutto moralmente integerrimi!!!
Ma abbiamo visto che non è così… e leggere di quelle inchieste che hanno portato agli arresti, magistrati, funzionari di polizia, finanzieri, uomini dell’arma dei carabinieri, per proseguire con dirigenti e funzionari posti all’interno di quegli apparati statali, ecco… non so voi, ma io mi sento leggermente… “schifiato“!!!
Vero… non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, ma se ciascuno stelo di quel “fascio” avesse controllato meglio quanto accadeva intorno ad esso, forse non saremmo arrivati a questo punto!!!

Ma d’altronde si sa… è la natura umana a condizionare gli uomini, in particolare tutti coloro che per l’appunto nascono “deboli“!!!

Già… perché subentrano dei fattori determinanti, quali ad esempio la paura di esporsi, sì… personalmente, quel modo d’essere di fatto omertosi, l’evitare di mettersi in cattiva luce nei confronti dei propri colleghi con il rischio d’essere ritenuti – a causa di quelle denunce – dei traditori…
Ed ancora, il voler proteggere i propri colleghi, il voler difendere l’apparato nel quale si opera, ecco quanto sopra conduce ciascuno di loro a limitare la propria professionalità, a scapito ovviamente della morale e di ciò che rappresenta (attraverso quella propria appartenenza), la giustizia!!!

Servitori dello Stato“… già così vengono definiti da tutti, ma stranamente proprio nel 2017 avevo scritto un post a riguardo, nel quale  ritenevo già allora, che qualcosa non funzionasse in maniera corretta ed oggi purtroppo le inchieste evidenziate, mi danno ragione: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/06/servitori-dello-stato-certamente-no.html
Concludo quindi con le stesse parole pronunciate da un magistrato chiamato a valutare quegli uomini e donne delle nostre Istituzioni: “non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini – Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento…
Già…

Mi sento come il Commissario Montalbano, che come riporta: "La lurdia è dentro di noi"!!!

Ad ascoltare ogni giorno quelle notizie che riguardano le nostre istituzioni, i suoi uomini, da quelli più in alto “togati” fino agli ultimi – come dice Catarella – “ruote del carretto“, mi sento davvero male!!! 
Ecco perché mi permetto di riproporre un video dell’episodio 11, intitolato “Il giro di boa“, di quel lontano 22 settembre 2005 in quanto – seppur passati 14 anni – mi sento oggi come quel Commissario, perché mi accorgo che non è migliorato nulla!!!
Peraltro… ricordate i fatti accaduti all’interno della Scuola Armando Diaz di Genova durante lo svolgimento del G8 nel 2001, quando dei reparti mobili della Polizia di Stato con il supporto operativo di alcuni (non tutti per fortuna) battaglioni dei Carabinieri, fecero irruzione e arrestarono ben  93 attivisti mentre 61 furono portati in ospedale in quanto feriti, dei quali 3 in prognosi riservata e uno in coma….

Per chi non ricorda quell’avvenimento passato, furono posti sotto accusa 125 poliziotti, compresi dirigenti e capisquadra, per quello che fu definito dalla stampa un pestaggio da “macelleria messicana“!!!

Certo sono passati 18 anni d’allora, ma se osserviamo quanto è successo quest’anno, si ha come l’impressione che nulla sia cambiato… o per meglio dire, che una parte di quelle Istituzioni, rappresentata da uomini e/o donne, ci abbia di fatto traditi!!!
Perché è così che mi sento oggi… già come quel Commissario Montalbano, fortemente ingannato da tutto ciò in cui credevo, sì… in quella giustizia che ritenevo al di sopra delle parti, in quei soggetti delle nostre forze dell’ordine che reputavo incorruttibili e soprattutto moralmente integerrimi!!!
Ma abbiamo visto che non è così… e leggere di quelle inchieste che hanno portato agli arresti, magistrati, funzionari di polizia, finanzieri, uomini dell’arma dei carabinieri, per proseguire con dirigenti e funzionari posti all’interno di quegli apparati statali, ecco… non so voi, ma io mi sento leggermente… “schifiato“!!!
Vero… non bisogna fare di tutta un’erba un fascio, ma se ciascuno stelo di quel “fascio” avesse controllato meglio quanto accadeva intorno ad esso, forse non saremmo arrivati a questo punto!!!

Ma d’altronde si sa… è la natura umana a condizionare gli uomini, in particolare tutti coloro che per l’appunto nascono “deboli“!!!

Già… perché subentrano dei fattori determinanti, quali ad esempio la paura di esporsi, sì… personalmente, quel modo d’essere di fatto omertosi, l’evitare di mettersi in cattiva luce nei confronti dei propri colleghi con il rischio d’essere ritenuti – a causa di quelle denunce – dei traditori…
Ed ancora, il voler proteggere i propri colleghi, il voler difendere l’apparato nel quale si opera, ecco quanto sopra conduce ciascuno di loro a limitare la propria professionalità, a scapito ovviamente della morale e di ciò che rappresenta (attraverso quella propria appartenenza), la giustizia!!!

Servitori dello Stato“… già così vengono definiti da tutti, ma stranamente proprio nel 2017 avevo scritto un post a riguardo, nel quale  ritenevo già allora, che qualcosa non funzionasse in maniera corretta ed oggi purtroppo le inchieste evidenziate, mi danno ragione: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/06/servitori-dello-stato-certamente-no.html
Concludo quindi con le stesse parole pronunciate da un magistrato chiamato a valutare quegli uomini e donne delle nostre Istituzioni: “non è consentito in uno stato di diritto quale è il nostro, che la sola appartenenza a una categoria sociale oppure a un corpo meritevole qual è quello delle nostre forze dell’ordine, renda immuni da ogni responsabilità e autorizzi persino la commissione di reati, mettendosi al riparo dal subire indagini – Sono soddisfatto che le misure abbiano colpito un numero ristretto di militari, a dimostrazione dell’impegno, della correttezza, del senso delle istituzioni e dello spirito di sacrificio che normalmente pongono nell’adempimento dei loro molteplici e delicati compiti i militari delle nostre forse dell’ordine, verso i quali esprimo ancora una volta, unitamente ai sostituti procuratori tutti, il più incondizionato e alto apprezzamento…
Già…

L'arco dell'universo morale è lungo… ma inclina verso la giustizia!!!

A volte ascoltando le inchieste giudiziarie, viene da pensare che la giustizia non giunga in tempo e che i reati commessi non trovino mai dei colpevoli…
Si è vero, a volte il tempo passa e la maggior parte di noi crede che certe situazioni non verranno mai punite a causa di un sistema guasto che trova per l’appunto terreno fertile in taluni soggetti, che mai avremmo collegato in un sistema corrotto!!!
Ma come abbiamo letto in questi giorni, anche tra i magistrati c’è chi dimostra di essere un po’ troppo ambizioso (o dovrei dire “vanitoso“), come d’altro canto, alcuni professionisti che fanno di quella loro carriera, qualcosa per distorcere la verità… 
Ecco quindi avvocati aggressivi, giornalisti cinici, professori venduti, commercialisti corrotti, dirigenti disonesti e investigatori che non portano a compimento il proprio dovere… 
Le ricadute sono facili da immaginare e trovano immediatezza nelle considerazioni che per l’appunto i cittadini fanno della nostra giustizia. 
L’opinione pubblica sappiamo come basi tutto su quanto gli viene riportato dai media, ed è il motivo per cui essa non ha un’idea della giustizia reale, ma di una giustizia percepita attraverso la narrazione fatta da chi si riconosce in quel modello mediatico!!! 
Certo ci sono periodi in cui il lavoro svolto da talune Procure Nazionali (vedasi ad esempio quella di Catania in questi anni…) contribuisce alla crescita della credibilità della magistratura, mentre altre Procure viceversa, che hanno ottenuto l’effetto contrario, in particolare quando nella gestione della giustizia è entrata la politica, producendo di conseguenza risultati negativi…
Potremmo definirlo un vero e proprio “amore e odio“, in particolare per quella magistratura  che rappresenta solitamente il pubblico ministero…  
Da un lato quindi – come sopra riportato – vi è un aumento della sfiducia dei cittadini nei confronti della giustizia, dall’altro la rinuncia all’esercizio dei propri diritti e doveri, nel saper riconoscere l’importanza delle leggi ed osservando queste, nella vita di tutti i giorni!!!
D’altronde… rispettare la legge non significa mettere in pratica l’insieme di divieti e di prescrizioni, ma partecipare attivamente in maniera legale alla vita della comunità, facendosi carico delle conseguenze delle azioni sugli altri…
In maniera semplice potrei riassumere quanto sopra in una frase: aver rispetto degli altri!!!
Si tratta cioè d’applicare la cosiddetta “regola d’oro”: non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”!!!
Ecco se tutti applicassero questo codice di comportamento, ci troveremo oggi a vivere una vita ben diversa…
Ma purtroppo osservando gli egoismi di quei soggetti che si preoccupano unicamente di sé, del proprio benessere (e di quello dei propri cari), della propria utilità che viene sempre… prima di tutto e di tutti, ecco, osservando tutto ciò, come pensiamo di migliorare questa terra “infetta”??? 
D’altronde questi individui “fangusi” si sono negli anni “cuciti” quei modi comportamentali sleali, che hanno portato di fatto a determinare chi in questa nostra città doveva andare avanti e chi di contro… no!!! 
Stiamo leggendo ad esempio in questi giorni l’inchiesta giudiziaria che ha visto coinvolta l’Università di Catania, dove vigeva la regola che a vincere i concorsi erano – come accade in ambito mafioso   “gli amici degli amici“, mentre agli altri – certamente più meritevoli – non restava come diceva Troisi:”piangere“!!!
Nessuno spazio per il merito, d’altronde in questa terra infetta funziona così e lo sanno tutti, ma ciò che più da fastidio è scoprire che – secondo le intercettazioni – i candidati che provavano a ribellarsi (provando a fare ricorso…) venivano schiacciati!!!
Ed invece a schiacciare loro come scarafaggi, è stata la giustizia… sì forse un po’ lenta, ma alla fine è giunta quando più nessuno se l’aspettava!!!
Ora quel sistema mafioso/clientelare farà di tutto per proteggere i suoi “affiliati”, scenderanno per le strade le caste, le lobby, tutte quelle corporazioni a difesa di quegli individui, ma soprattutto gli interessi corruttivi che con la loro persona rappresentavano… 
Già, guai a toccarli, si potrebbe scatenare una nuova “Catalonia” (o per meglio dire babilonia)!!!
Vedrete… saranno sul piede di guerra, inizieranno i ricorsi, gli appelli, i rinvii, ecc.. affinché nessuno possa rimuovere da quegli incarichi, quei loro clienti “disonesti“, affinché tutto possa riprendere nuovamente come prima!!!

Ho come la sensazione che il coraggio di pochi, dia a certuni… quasi fastidio!!!

Ultimamente mi capita di dover assistere a tutta una serie di circostanze nelle quali taluni soggetti non riescono a compiere, quanto sarebbe opportuno realizzare nello svolgimento della propria mansione…
Ecco quindi dover assistere a pubblici ufficiali che limitano i propri interventi, in particolare se vengono direttamente chiamati in causa, mentre altri analogamente, non procedono nel denunciare quanto è previsto nella loro funzione o quantomeno nel “codice etico“, se pur sollecitati a mezzo Pec, A.r. o quant’altro, già… fanno “orecchio da mercante” e si girano dall’altro lato…
Credetemi, l’elenco dei “quaquaraquà” è talmente lungo che non sto qui a sfiancarvi…
Viceversa, esistono una serie d’individui che dimostrano di non aver alcun timore (di niente e di nessuno), che non si piegano alle coercizioni imposte da questo sistema, che dimostrano di non subire ricatti e non devono mediare con i compromessi, perché loro non hanno mai chiesto nulla a questo sistema clientelare, ne per se e ancor meno per i propri cari, sì… sono perfettamente liberi “moralmente” e non nascondono alcuno scheletro nell’armadio!!!
Potremmo definirli “rari” e vanno fieri della propria persona, dove dignità e centralità all’onestà sono i valori unici fondamentali della propria esistenza!!!
Ma soprattutto ciò di cui sono pieni è il coraggio!!!
Un valore che manca alla maggior parte dei propri conterranei, i quali diversamente come tante “pecore” si accodano di volta in volta, al richiamo del padrone!!!
La circostanza difatti che maggiormente infastidisce non è rappresentata dalla mancata messa in pratica di una lievissima porzione di audacia…
No… osservare come la maggior parte dei cittadini abbia paura è legittimo, d’altronde con una terra come la nostra, che incentiva in maniera concreta quel messaggio “mafioso” (nel quale la coercizione rappresenta l’unico insegnamento…) che obbliga la maggior parte dei cittadini a fare o non fare una cosa, per non dover subire eventuali ripercussioni personali… cosa ci si può aspettare!!! 
Ma di contro, quei soggetti che hanno giurato la propria fedeltà allo Stato, quegli individui che giorno per giorno percepiscono il proprio stipendio da ciascuno di noi, ecco… sì a loro sì chiediamo quantomeno di fare il proprio dovere…  
Nessuno di noi pretende di vedere eroi sotto terra, non chiediamo loro di rischiare la propria vita per come hanno fatto altri nei lunghi anni passati di lotta alla mafia, criminalità, terrorismo e quant’altro…
No, ciò che desideriamo non è questo, d’altronde per poco più di 1.800 euro come si potrebbe chiedere di morire per la Patria, quando ben altri, incassando centinaia di migliaia di euro e senza mai rischiare nulla… se la stanno mangiando!!!
Ma una cosa possiamo chiederla, esaminare i documenti di cui si viene a conoscenza e senza subire sottomissioni “gerarchiche”, verificare se quanto riportato in quei carteggi, abbiano un valore concreto da poter dar vita ad una eventuale inchiesta e non riporre nel dimenticatoio gli esposti ricevuti… soltanto perché un semplice cittadino ha dimostrato di possedere quel coraggio che altri – pur avendo una toga, un’uniforme o anche un semplice incarico di pubblico ufficiale – non hanno, tanto da soffrire una pseudo forma di “fastidio”, nell’apprendere che in altri, quelle loro mancate motivazioni, siano così fortemente presenti!!!
Come si dice… volere è potere!!! Loro hanno sì il “potere”, ma mancano ahimè nel “volere”…       
D’altro canto, percepire che altri riescano a compiere qualcosa che nel corso della propria vita ci si era proposti di fare – ma che per ragioni varie (non sto qui ad elencarle) non sono state espletate – porta taluni individui a distaccarsi da quei soggetti “coraggiosi“!!!
Chissà debbo credere che in loro nasce forse l’invidia!!!
Sì… è come quando si era a scuola, non riuscendo con le proprie forze a dimostrare il proprio di coraggio, si criticava coloro che riuscivano ad evidenziarlo…
E’ un circolo vizioso, dove l’altrui comportamento impavido viene giudicato come un qualcosa da non premiare, anzi rappresenta la conseguenza di un’altrui volontà al non volersi piegarsi alle regole del sistema (che peraltro è ciò che da sempre loro fanno…), circostanza quest’ultima vista in maniera negativa, poiché la promozione di quell’agire esterno potrebbe causare o ancor peggio mettere successivamente in difficoltà l’autorità di quel pubblico ufficiale…
Ora… se non fosse che da sempre possiedo una grande autostima, ma soprattutto credo di ever dato prova d’essere stato una persona tenace, quanto sopra, porterebbe il sottoscritto inevitabilmente a subire un tracollo, sì… perché mi verrebbe da pensare che forse qualcosa in questo mio voler agire sia errato, come se il voler combattere questo sistema corruttivo e criminale possa essere scorretto, inopportuno o ancor peggio che, quanto provo quotidianamente a compiere non interessi a nessuno, ancor meno a chi dovrebbe – proprio per quella funzione istituzionale che rappresenta – interessarsene… 
Difatti, una cosa in questi anni l’ho capita!!!
Qualcuno in questi anni… ha provato a farmi credere che esercitare il proprio dovere da cittadino sia sbagliato o per meglio dire che da solo non basti!!!
Perché esso dipende da circostanze che non sono sotto il nostro controllo, in particolare mi riferisco a quelle legate al mondo della giustizia, che – per come abbiamo visto in  questi giorni – sono state “infettate” da un virus chiamato “massoneria, corruzione e clientelismo“!!!
Ma il sistema ora (forse) – grazie alle attuali inchieste giudiziarie – verrà resettato e così attraverso l’ingresso di nuovi soggetti autorevoli e soprattutto intransigenti, quanto finora non realizzato in questi anni, potrà essere ripreso e chissà (probabilmente…) terminato!!!
Ecco perché se subisci un’ingiustizia, consolati: la vera infelicità consiste nel commetterla!!!

Giustizia: Quando il CSM preferì lasciare sul posto i magistrati corrotti!!

Per lo schifo che ho visto mi sono dimesso dall’ordine giudiziario”!!!

Con queste parole inizia l’intervista a La7 l’attuale Sindaco di Napoli durante la trasmissione “Piazza Pulita”
De Magistris, allora magistrato, racconta quando si è sono imbattuto nel sistema del CSM, manifestando oggi una profonda accusa contro quell’organo di governo: “Quando ero magistrato non sono stato fermato dalla ‘ndrangheta ma dal CSM che mi doveva tutelare” ed ancora proseguendo… “mi bloccarono per lasciare sul posto i magistrati corrotti“!!! 
Descrivere a parole quanto ha dichiarato il Dott. De Magistris è impossibile… 
Già… il sottoscritto non aveva ancora somatizzato lo schifo che in questi giorni stava emergendo dall’inchiesta della Procura di Perugia, ed ecco ritrovarmi ad ascoltare le parole di questo magistrato, che per dignità personale e nei confronti di quell’ordine, ha preferito dimettersi che continuare con quell’incarico deplorevole…
Desidero quindi riproporvi il video di quell’intervista, affinché ciascuno di voi, possa comprendere meglio come vanno generalmente le circostanze in questo Paese, che si dimostrano purtroppo ad ogni livello, corrotte e clientelari!!! 
Potremmo definire quegli atteggiamenti come “mafiosi”, d’altronde quanto compiuto da quei suoi colleghi rappresentano, in tutto e per tutto, comportamenti analoghi con quel sistema, fatto di malaffare fortemente radicati…
Certo, un’offesa nei confronti di quella istituzione, di quanti operano in maniera  onesti all’interno di quel sistema, a tutti coloro che credono nel proprio lavoro, a quelli che si battono ogni giorno contro la corruzione e l’illegalità affinché il buon nome di quella categoria dei magistrati, non venga mai affiancato alla parola “mafia“!!!
Ma come abbiamo sentito, non solo il CSM viene posto sotto attacco… 
Anche il Quirinale di qualche anno fa viene trascinato in fondo: “Napolitano si schierò con i collusi!!! Ora è diverso… credo che il Presidente Mattarella abbia un profilo ben diverso da quello di Napolitano, che invece dieci anni fa, quando si trattò di scegliere tra i magistrati perbene e quelli che colludevano, si schierò con i secondi“!!!
Spero che vi rendiate conto dell’accusa pronunciata da Luigi De Magistris, dove complicità, connivenze e indifferenze l’hanno fatta da padrone all’interno di quell’organo di controllo…
Rimarchevole quanto dichiara in un’altra intervista: “Ci vuole una grande mobilitazione civica e popolare per poter scardinare silenzi, distrazioni e atteggiamenti inaccettabili. L’Italia ha bisogno di grandi investimenti pubblici per risanare, rigenerare e mettere in sicurezza il territorio“. 
E difatti, rispondendo ad una domanda sul caos delle procure, ha aggiunto: “Di un politico ti liberi in cabina elettorale o con una ribellione civile, ma quando ci sono casi di complicità e commistione tra apparati di controllo e politica è molto più grave. Non è un caso singolo, ma un sistema e oggi ci sono tecnologie molto più avanzate. Sono bastati 10 giorni d’intercettazioni ed è uscita fuori questa cloaca, figuriamoci se l’avessero fatto per due anni consecutivi”!!! 
Ed infine De Magistris ha voluto aggiungere un pensiero personale:  son inquietato soprattutto del fatto che a distanza di anni non si ha la capacità dall’interno, e mi riferisco alla magistratura, di mettere in sicurezza i magistrati autonomi e di scardinare questo sistema fatto di convergenze criminali molto forti, tra pezzi di magistratura e pezzi di politica”.
Cosa aggiungere: “De Magistris… sei stato eroico“!!!

Toghe sporche??? Se dimostrate… le accuse sono veramente infamanti!!!

Incredibile… nuove indagini di una procura nazionale su un pm!!!
Il ministero della Giustizia che attiva l’ispettorato per fare delle verifiche sull’’ex presidente dell’Anm, indagato ora per corruzione per somme di denaro ricevute…
E… nel frattempo che il numero degli indagati vanno aumentando, anche l’Associazione nazionale magistrati fa sapere di aver chiesto gli atti dei fascicoli.
Il Comitato direttivo centrale ha convocato con la massima urgenza una riunione per i primi giorni di giugno… mentre i difensori di quegli indagati anno hanno provveduto a depositare le documentazioni a giustifica dei viaggi e dei pagamenti effettuati, che secondo gli inquirenti, avrebbero rappresentato il pagamento di quelle presunte corruzioni…
Difatti, secondo le accuse, il magistrato avrebbe ricevuto del denaro, vacanze e altri beni per facilitare un imprenditore e taluni avvocati, anch’essi ora indagati per corruzione e già al centro dell’inchiesta sulle presunte sentenze pilotate in Consiglio di Stato…
Il Guardasigilli data la vicenda, risulta essere molto preoccupato data la delicatezza della vicenda – che coinvolgerebbe anche le nomine del Csm – si riserva sin d’ora d’assumere ogni opportuna iniziativa, nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura che ha aperto l’inchiesta.
Sulla vicenda, l’Associazione Nazionale Magistrati “confida che il percorso decisionale del Csm non sia in alcun modo influenzato da alcun altro fattore, esterno o interno alla magistratura“.
Certo le le ipotesi di reato emerse sono gravi… in quanto trattasi di rivelazione di segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, tangenti per nomine e dossieraggi sui pm “nemici”…
Se pensiamo che questo sistema di potere è riuscito a penetrare all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura ed è stato capace (attraverso quelle presunte tangenti…) di veicolare nomine, procedimenti amministrativi, ma soprattutto è riuscito a infangare l’operato di alcuni colleghi magistrati – che avevano per l’appunto individuato taluni procedimenti illeciti – ecco se pensiamo a tutto ciò, viene spontaneo chiedersi se mai ci potrà essere in questo nostro paese, una vera giustizia!!! 
E sì… perché leggendo costantemente di queste inchieste, qualche dubbio viene…

"Capaci" non solo di ricordare, ma di mettere in atto quegli insegnamenti!!!

Dappertutto in questo giorno di lutto  sono presenti  manifestazioni a ricordo dell’anniversario della strage di Capaci…  
Si parla di legalità, s’affrontano tematiche riguardanti la giustizia, si realizzano incontri e convegni, finalizzati alla riflessione su temi quali liceità, giuridicità, legittimità ecc…
Tutte le scuole hanno realizzato dei progetti educativi presentati dagli studenti con la partecipazione delle autorità locali, sono state inoltre ricordate le vittime di quella strage compiuta nel 92′, presso l’autostrada Palermo-Trapani in località Capaci…
A Palermo giunge al porto la “nave della legalità” salpata ieri dal porto di Civitavecchia con a bordo 1.500 studenti… 
Ad attenderli sulla banchina vi sono altri ragazzi come loro e ad accompagnarli vi è la sorella del giudice, Maria Falcone…
Due grandi poster con le foto dei magistrati Borsellino e Falcone, sono state poste all’esterno e sembrano accogliere le migliaia di giovani…
Tutto bello… anzi no, bellissimo, peccato però che queste azioni vengano compiute esclusivamente in questi giorni della memoria,  poi durante l’anno tutto prosegue come se nulla fosse mai accaduto…
Ovviamente non ho alcun rimprovero da fare ai ragazzi, anzi tutt’altro, loro rappresentano la speranza, il futuro, la possibilità di cambiare un giorno questa terra  infetta…
Ma poi c’è la realtà, ci sono loro, quei molti genitori e/o familiari che vivono quelle loro vite in maniera “indegna“, già… lontani anni luce da quegli insegnamenti morali…
In loro d’altro canto non vi è alcuna etica, in quei loro comportamenti vi è il contrario di quanto oggi viene rappresentato!!!
Ecco perché vivono in maniera distaccata questi anniversari, li ritengono privi d’interesse, sono irrilevanti nella la vita quotidiana, perché essa dimostra di proseguire in tutt’altra maniera, perseguendo quel sistema “clientelare/mafioso”, altrimenti si è fuori… 
Lo sanno bene loro che vi sono dentro… sanno difatti quanto sia necessario -prima di tutto- ottenere il “rispetto” che solo certe amicizia possono dare… (in particolare quelle degli “amici degli amici”)!!! 
Infatti saranno quelle conoscenza a garantire successivamente le necessarie raccomandazioni o eventuali possibilità d’avanzamento di carriera, favori personali per i propri cari, influenze politico/istituzionali e soprattutto professionali… 
Conoscono perfettamente questa terra e soprattutto i loro conterranei, ed oggi, incrociando per strada gli sguardi di quei ragazzini ancora “puri”, sorridono… perché sanno perfettamente a cosa andranno incontro e seppur ora si dimostrano antagonisti a questo sistema mafioso, un giorno si piegheranno a quel sistema “immondo”…
D’altronde non dimentichiamoci che questi nostri ragazzi, questi figli che oggi sono lì a manifestare, sono eguali a quelli che ventisette anni fa erano scesi per le strade per lottare contro quel sistema criminale, contro quell’associazione mafiosa, contro quei suoi referenti politici, imprenditoriali ed istituzionali!!! 
Ma quei giovani d’allora eravamo noi, non altri, eppure il sistema ha continuato a svilupparsi nello stesso modo, anzi no… si è espanso in maniera peggiore, basti osservare tutte le migliaia d’inchieste giudiziarie effettuate o gli arresti compiuti dalle forze dell’ordine nel corso di quasi trent’anni!!!
Un vero schifo, sì… perché dimostra che quelle morti non sono servite a nulla, non hanno modificato le coscienze della maggior parte dei cittadini, i quali,  continuano a infangare quotidianamente – con le loro azioni – quei due magistrati… ma non solo di loro, ma anche tutti coloro che credevano in questo nostro Stato e che hanno sacrificato la loro vita per questa terra…
Una terra che – a differenza di quanto ci viene solitamente raccontato, da quei quattro raccomandati seduti in quelle poltrone istituzionali – continua a vivere nell’inganno e nella corruzione, dove a delinquere non è povera gente o il delinquente abituale, no… qui “u fangu” (come si pronuncia a Palermo) è rappresentato dai colletti bianchi, dai dirigenti e funzionari corrotti posti in quegli enti pubblici, dai politici collusi, dagli imprenditore affiliati, da tutti quei soggetti istituzionali complici del malaffare, amministratori giudiziari compiacenti o sottomessi e purtroppo anche magistrati e uomini delle forze dell’ordine, ahimè corrotti… 
Altro che mele marce, qui di sano non vi è rimasto nulla!!! 
Si è vero, vi sono loro… questi ragazzi che oggi sono qui a manifestare!!!
Sicuramente vanno apprezzati e certamente incitati in questa loro azione, in particolare da noi genitori, ridotti a numero esiguo (ma che hanno saputo conservare quella purezza morale perduta dalla maggior parte dei loro coetanei…) in questa lotta per la “legalità”, perché siamo noi i veri insegnanti, i primi che osservano e che usano come metro di riferimento … 
Perché la verità in fondo è assai semplice: dipende principalmente da cosa ci hanno saputo insegnare “moralmente” i nostri genitori e per come noi stessi crescendo ci siamo comportati, non solo sotto l’aspetto professionale – nel  rispetto delle leggi previste – ma bensì nell’aver intrattenuto rapporti sociali, inclini a quelle regole morali che vanno aldilà di qualsiasi regola scritta…   
Ecco… basterà quanto sopra per scoprire che anche i vostri figli un giorno diverranno “modello” di legalità e  rispettosi di quei principi d’onesta e giustizia… 
Il resto sono solo cazzate!!!  

Gomorra: La fine della 4° serie: "Senza testa e ne piedi", ma con una bella sorpresa…

Scusate… ma oggi ho voglia di distrarmi e quindi tralascio d’inoltrarmi in inchieste, arresti effettuati, scandali finanziari, vicende di cronaca nera o ciò che riguarda ruberie, agguati, favoreggiamenti, immigrazione clandestina, criminalità e quant’altro…
Sì… oggi ho deciso di parlare di qualcosa che riguarda l’immaginario collettivo, desidero quindi riprendere una fiction televisiva molto famosa e apprezzata dall’opinione pubblica, non solo nazionale, ma anche internazionale…
La storia descritta riprende alcuni avvenimenti riportati nel libro dell’autore Roberto Saviano, intitolato “Gomorra“, che racconta in tutta la sua gravità quanto accaduto realmente, nel comprensorio di quella regione Campana…
Ho finito quindi di vedere questa serie 4° di cui hanno fatto parte una serie di bravi attori tra cui l’attore che raffigura il boss di Secondigliano, Gennaro Savastano detto Genny, personaggio interpretato dall’attore Salvatore Esposito ed allora, pur tralasciando di raccontare le puntate – per non togliere patos a quei suoi moltissimi ammiratori – ciò che desidero evidenziare è la conclusione che s’è voluto dare all’ultima puntata che ritengo non stia, ne in piedi, ne in terra…
Ripeto, non racconterò quanto avviene, ma desidero riprendere alcune parti di questa quarta serie perché a differenza della sceneggiatura fin qui “corretta” di tutta la serie, quest’ultima presenta taluni passaggi un po’ troppo fantasiosi e certamente poco reali, visti soprattutto i personaggi in gioco, che risultano essere poco convincenti, anzi potrei aggiungere non lo sono affatto!!!
Tralasciando quindi quella fantasiosa trasformazione dell’oro in lingotti – paragonabile al famoso  procedimento di quegli alchimisti, che trasformavano il piombo in oro – voler far passare ora quel boss criminale come un “fesso”, a scapito di più scaltri gentleman inglesi, mi sembra qualcosa non solo d’improbabile attuazione, ma fuori da questo contesto…  
Come eguale considerazione fa fatta per gli omicidi commessi nei confronti di soggetti che finora avevano evidenziato grandi capacità di accortezza e perspicacia, ma che ora all’improvviso – e non se ne comprendono i motivi– dimostrano tutta la loro inadeguatezza, affidando la propria vita a soggetti terzi, totalmente estranei a quel loro abituale ambiente…
Va be… la verità è che alcuni di quegli attori dovevano essere sostituiti (chissà… forse per nuovi impegni lavorativi o perché stanchi di recitare la stessa parte in questa serie che li ha lanciati…) ed allora, li si è fatti passare tutti per  “sciocchi“, anche se tra essi uno quantomeno dimostra – se pur gli errori commessi – quella propria “coerenza” con il proprio personaggio, avvisando l’amico (sangue blu) su un possibile tradimento… 
Continuando sempre con quel personaggio (“sangue blu“) vorrei capire: qual’è il senso di ricevere l’avvertimento su un possibile attentato alla sua vita – nel rifugio nel quale si era momentaneamente nascosto – e non avvisare immediatamente del pericolo le persone a lui più care, poste lì in sua attesa; già… bastava una semplice telefonata, eppure questa stessa non è stata fatta, sarebbe stata la cosa più logica e dire che trascorrono la maggior parte del loro tempo con i cellulari in mano…
Cos’è un’altro errore commesso dallo sceneggiatore oppure anch’esso serviva a eliminare un’altra fetta di attori…
Viceversa, coloro che necessitano per la quinta serie, si son salvati da un analogo attentato: fin troppo logico!!!
Ed ora passiamo alla più grande “cazzata”… 
Mi riservo di fare i nomi per quanti non hanno ancora visto la serie,  ma ditemi: cosa spinge un boss a discutere con il genitore di un bambino di quella stessa scuola che frequenta il proprio figliolo, sapendo che quell’individuo rappresenta il procuratore che gli sta addosso??? Ma…
E cosa dire di quest’ultimo che pur sapendo di parlare con il boss di Secondigliano, inizia una dissertazione personale da condurlo a raccontare particolari intimi sulla propria vita adolescenziale, ma neppure se fossero stati… cari amico d’infanzia; una circostanza inconcepibile, ma che stranamente si ripete nella serie in maniera costante.
Ed ora passiamo alla cosa più assurda, sì… un boss che da poco arrestato decide di pentirsi e si affida proprio al magistrato di cui sopra, richiedendo ad egli la protezione dello Stato, ma nel contempo (e qui non se ne comprendono i motivi, già non vi è alcuna logicità…) richiede a quel suo “superiore” boss di liberarla… 
Chi ha scritto questa parte della sceneggiatura, perché l’unica motivazione che posso intuire è quella di voler far uscire da quella serie ulteriori attori!!!
Una totale strage… si, ma di protagonisti!!!
Non è che forse la produzione preferisce inserirne altri o aspiranti tali che, con l’auspicio di diventar famosi, ne prenderanno il posto, incidendo così in maniera considerevole sui costi… 
E difatti, anche l’ultima scena, dove viene riportata quel frase sul “non doversi fidare di nessuno“, serve ad eliminare dal set chi dall’inizio ne ha fatto parte ed ora, senza alcuna ragione (o quantomeno non così assodata) per come la si vorrebbe far passare…  
Infatti… non vi è alcuna prova di quel tradimento, la motivazione è basata semplicemente su una sensazione personale, in quanto quel “capo” non possiede alcuna certezza da spingerlo a reagire in quel modo; manca difatti l’esplicita prova del tradimento, anche perché la testimonianza compiuta non evidenzia una defezione, in quanto avrebbe potuto coinvolgere esclusivamente la parte avversa e non i propri amici…
Ecco quindi dov’è che lo sceneggiatore sbaglia!!!
Mi permetto allora (da lettore di thriller) di suggerire l’inizio della quinta serie, affinché si possa rimediare all’errore compiuto alla fine di questa quarta!!!
Peraltro, la giusta conclusione a quest’ultima serie avrebbe anche potuto essere quella realizzata, ma come si è visto, manca l’ufficialità del tradimento e quindi l’interpretazione è lasciata in modo incerta ed aleatoria e non possiede alcun collegamento con quanto accade poi successivamente…
Ed allora, suggerisco un collegamento per iniziare la nuova serie e cioè che quella conferma al boss Jenny Savastano, gli viene data proprio da uno di quegli uomini istituzionali presenti durante le dichiarazioni spontanee del pentito ora divenuto collaboratore di giustizia (e per innestare nella serie nuovi meccanismi corruttivi di connivenza – non così lontani dalla realtà – si potrebbe dirottare proprio quel magistrato… che per motivi vari, ricattato o per far carriera, ha deciso di diventare un affiliato) che descrive quanto accaduto in quella stanza della procura…
Ciò quantomeno chiarirà in maniera inequivocabile quel tradimento ed anche la motivazione che ha condotto quel boss a eliminare il suo sottoposto!!!
Altrimenti la fine di questa 4° serie, per come riportavo nel mio titolo, evidenzia di essere: “senza testa e ne piedi“!!!

Ci vediamo quindi alla prossima serie… e mi raccomando, provate a stare all’interno di un contesto più reale… e ovviamente, per qualsivoglia consiglio, potete sempre contattarmi… scherzo naturalmente!!!
Ps.
Ah… dimenticavo, quel blocco lavico tagliato con all’interno la sorpresa… 
Ma… per favore, pensavate realmente che si trattasse di un uovo di Pasqua??? 
E poi, vorrei chiedere a quel genio che ha pensato a questa stramba idea: come avrebbero incollato quel blocco per ovviare ai controlli delle forze dell’ordine… forse con l’Attack???
Certo, comprendo come lo sceneggiatore si sia voluto ispirare a talune inosservanze compiute (per come abbiamo visto quest’anno) in quel particolare settore minerario, ma ci si dimentica che quanto emerso fa parte della nostra realtà, sì quella “siciliana“, che nulla hanno a che vedere con l’ambiente sopra descritto da “Gomorra”…
Ma chissà, forse quel blocco potrà essere “rispolverato“, già… potrà essere riutilizzato in una nuova serie televisiva dal titolo “MAFIA&CO.”; dove per “MAFIA” si sa cosa s’intende, mentre il diminutivo “CO.“, sta per “COPERTI“…
Cosa… ??? A credevo fosse chiaro… gli occhi naturalmente!!

Davvero ripugnante dover leggere ancora una volta: "sentenze pilotate"!!!

L’hanno definito il “Sistema Siracusa”!!!
A giudizio sono finiti il giudice Nicola Russo ex presidente del Cga, Raffaele Maria De Lepsis e l’ex giudice della Corte dei Conti, Luigi Pietro Maria Caruso…  
Oltre a loro, è stato accusato di corruzione in atti giudiziari il deputato dell’ARS, Giuseppe Gennuso.  
Dalle carte dell’indagine della Procura di Roma è emerso che ci si troverebbe di fronte ad un sistema corruttivo, messo in pratica attraverso l’intervento dii tre giudici amministrativi, che in cambio di “mazzette” – si parla di circa 150.000 euro – vendevano sentenze…
L’indagine è iniziata grazie alle dichiarazioni di due legali che hanno dato il via a tutta una serie d’intercettazioni e verifica dei flussi finanziari… 
Il “modus operandi” è sempre lo stesso, tangenti per agire su alcune sentenze, come ad esempio quella contestata all’ex presidente del Cga, che sarebbe intervenuto – in qualità di presidente del collegio – nella vicenda relativa al ricorso del deputato G. Gennuso, a causa della sua mancata elezione alle amministrative del 2012…
Difatti, il tribunale amministrativo annullò quel risultato elettorale, favorendo per l’appunto il Giannuso che venne rieletto alla successiva tornata elettorale!!!
Certo che se dovessi definire la magistratura alla luce dei fatti emersi di corruzione compiuti in questi anni – da taluni suoi uomini – il termine che mi viene senza indugio in mente è: “associazione per delinquere”!!!
D’altronde come si vuole definire una giustizia senza regole, dove all’interno di quei tribunali vi sono circostanze ambigue che fluttuano a secondo dell’avidità del giudice o ancor peggio del prestigio e/o dal potere degli imputati, ed anche da quel lavoro sagace di abili avvocati, maghi nell’arte di comprendere su quale magistrato indirizzare quel processo a cui sono stati chiamati…
L’importante dopotutto per quei partecipanti alle collusioni, è che alla fine, tutto venga “messo a posto”, ovviamente, seguiranno vantaggi equamente suddivisi…
Certo è che questo ennesimo episodio rappresenta uno sfregio per noi cittadini che come il sottoscritto crede ancora nella giustizia e soprattutto in molti suoi uomini, onesti e professionali… ma nello stesso tempo provo per ciascuno di quei loro colleghi corrotti, un’avversione che potrei definire peggiore di quella stessa che provo per i soggetti definiti “mafiosi”!!!
Si… perché a loro non può essere concessa alcuna giustificazione per quell’ignobile comportamento e non mi vergogno di dire che – se potessi sostituirmi a loro – li condannerei con la reclusione a vita!!!

Catania, chi trema adesso??? Giustizia, mafia, potere…

Non è cambiato nulla…
Sono passati 35 anni e quanto riportava Pippo Fava allora… è eguale a quanto accade oggi!!!
Incredibile lo so… eppure è così!!!
Stamani mi trovavo in una associazione culturale, quando rovistando tra i libri, ho trovato questa edizione de “I Siciliani“… 
Non vi dico con quanta emozione ho iniziato a leggere quel mensile… e mai avrei pensato che quanto riportato allora, sembra essere stato scritto dal giornalista in questi giorni…
Ma ciò che maggiormente ha colpito la mia attenzione è quel titolo: “Chi trema adesso”…
Già perché in questi giorni sono in molti a tremare… e osservando le notizie riportate nelle varie testate web da parte di molti amici cronisti, potrei anticipare alcuni di quei nomi, prevedendo – peccando d’immodestia – un coefficiente di errore del 3%…
Ma purtroppo questi nomi non possono essere pronunciati… comprenderete bene che, nel caso in cui, quei nomi dovessero emergere in qualche prossima inchiesta giudiziaria, si potrebbe pensare che, quella mia semplice previsione, fosse basata su qualcosa di più concreto e meno fantasioso…
Ed allora il sottoscritto, come voi, resterà in attesa di scoprire quei nomi strada facendo… anche se debbo confidarvi che a qualche amico/a anticipo quelle mie predizioni, tanto per aver una prova concreta che possa eventualmente confermare quelle intuizioni…
E quindi Catania trema… sì trema, anche tu che mi stai leggendo!!!
Sì… tu che cerchi di comprendere attraverso il mio blog, quei messaggi subliminali che di tanto in tanto vado pubblicando…
Perché sono certo che è giunto il tuo tempo, il vostro tempo… perché forse, prima di veder pubblicato il vostro nome ed essere esposti al pubblico ludibrio, consiglio quanti sanno di aver commesso un reato… di fermarsi e presentarsi spontaneamente in Procura, per denunciare quanto si è compiuto, costretti oppure no…
Forse, anzi sicuramente… non ridurrete le vostre colpe, ma quantomeno con quel gesto, riuscirete a salvare, ciò che resta ancora della vostra dignità!!! 

Oltre il 30% dei magistrati del sud Italia, sono stati raggiunti da provvedimenti disciplinari!!!

Ci sono notizie che mi stupiscono, mentre altre, viceversa non m sorprendono affatto, già è come se in un qualche modo, anticipassi quanto di lì a breve potrebbe emergere…

Ho letto ad esempio  sul web che il 30,8% dei magistrati che prestano servizio nella nostra regione Sicilia, sono stati raggiunti nel 2018 da provvedimenti disciplinari dalla Sezione del Consiglio Superiore della Magistratura… 
A scrivere quanto sopra, è stato il Procuratore Generale della Suprema Corte di Cassazione, Riccardo Fuzio, che intervenendo alla solenne cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, ha presentato una relazione esprimendo la sua personale preoccupazione per l’enorme dilagare del fenomeno della corruzione che vede per l’appunto il coinvolgimento delle toghe in episodi scellerati…

Avevo scritto alcuni giorni fa sulla vicenda di taluni magistrati e di come quell’organo giudiziario non stesse facendo agli occhi dei cittadini una gran bella figura, anzi, ha danneggiato l’immagine professionale di quanti operano al suo interno… 

D’altro canto sono ben il 48% i magistrati sui quali sono stati aperti procedimenti nell’anno 2018!!!
Questi sono stati considerati responsabili di violazioni del dovere della correttezza, mentre il 37% sarebbe venuto meno al dovere di diligenza nell’esercizio della propria funzione, ed ancora un 14% ha avuto condotte irregolari, tenute al di fuori dell’ambito professionale.
Aggiunge il Procuratore in quel suo rapporto: “Suscita allarme la gravità e la frequenza degli episodi che di recente hanno visto coinvolti diversi magistrati, perché ciò determina un indebolimento della fiducia dei cittadini nell’indipendenza e imparzialità della funzione penale”!!!
D’altronde ditemi, dinanzi ad una situazione del genere, cosa possiamo auspicarci dal sistema giustizia???
Perché fintanto che quel ordine protegge i suoi figli e non interviene in maniera decisa contro chi tra essi viola la legge, considerato inoltre che proprio essi dovrebbero essere demandati a farla rispettare, ecco, fino a che quella casta si auto-protegge per non far emergere quel diffuso “malaffare”, ecco che non si potrà mai avere giustizia!!!
Lo stesso Procuratore ha auspicato che il sistema disciplinare si faccia più severo al pari di quello penale, al fine di prevenire “derive patologiche in un settore di rilevantissimo interesse economico, capace di incidere sul piano nazionale in termini di difesa della legalità del fenomeno mafioso”.
La verità è che in presenza di fatti gravi, occorrerebbe rimuovere dall’ordine giudiziario quei soggetti e non continuare, per come finora fatto, ammonendo, trasferendo o infliggendo sanzione irrisorie… 
Come riportavo all’inizio, il meridione in particolare la nostra regione, risulta essere tra le più sottoposte a quei procedimenti, considerato che coinvolgono quasi un terzo dei magistrati…
Il Procuratore Generale avrebbe poi sottolineato come l’attenzione dovrebbe essere massima soprattutto in quei settori particolarmente delicati ed esposti al rischio di illeciti, in ragione dell’entità degli interessi economici in gioco; il riferimento è chiaro, si riferisce a quel settore fallimentare e/o delle misure di prevenzione, collegandosi al quale ha posto come esempio le vicende relative alla Sezione palermitana, ormai note come caso “Saguto” (dal nome di quell’ex presidente dei ben confiscati – rimosso lo scorso anno dalla Magistratura): “Peccato che viceversa… altri suoi colleghi, per vicende molto più gravi compiuti da quel sistema di prevenzione, siedono ancora lì… come se nulla fosse accaduto!!! 

Ma d’altronde in questa nostra terra tutto può accadere e quindi perché meravigliarsi???
Già, di poche ore infatti un nuovo terremoto giudiziario ha investito la Sicilia con le misure di arresti domiciliari e perquisizioni (su disposizione del gip di Roma Daniela Caramico D’Auria)  per i reati di corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia.
L’indagine è relativa a presunte sentenze pilotate…
Cosa aggiungere: “Un punto percentuale in più a quella classifica vergognosa, che vede la nostra giustizia – a causa di una parte di quei suoi uomini – ahimè… sempre più ultima”!!! 

"Politica, economia e mafia hanno spesso la stessa faccia"!!!

Questa sera un mio amico mi ha contattato telefonicamente dicendomi d’aver letto un commento su Fb che parlava “in modo indiretto” del sottoscritto…
Debbo confidare che leggendolo mi sono commosso… sì perché ho pensato che forse quanto vado svolgendo – parlo ai fini di quelle procedure di legalità, compiute non come la maggior parte dei cittadini a chiacchiere… ma con i fatti, per quell’essere tenace e coraggioso in una terra che dimostra essere omertosa e soprattutto infetta in tutti i quasi tutti i suoi apparati – alla fine, serva realmente a qualcosa!!!
D’altronde in una regione come la nostra, colma d’illegalità e legata a meccanismi politici/clientelari/mafiosi, per come ha correttamente descritto il nostro procuratore Sebastiano Ardita (membro del Consiglio Superiore della Magistratura), nel suo discorso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario intitolato per l’appunto: “Politica, economia e mafia hanno spesso la stessa faccia“…
Un post che mi permetto di consigliarvi: http://www.cataniatoday.it/politica/giustizia-il-catanese-sebastiano-ardita-politica-economia-mafia-1-febbraio-2019.html?fbclid=IwAR3wq1v-yz3Ko5NS2ESm-0Npsku6p0agdWvOaVULZ7o8zLAiLaVDDGZRntU in quanto descrive perfettamente lo stato di fatto, anche da punto di vista della nostra “giustizia”…
Ecco perché soltanto dopo che accadono circostanze come quella appena descritta dal procuratore, che pensi quanto sia giusto continuare a insistere, frangenti che incoraggiano a credere come questa terra possa prima o poi migliorare…
Sì… sarà forse come dicono in molti un’utopia, ma io voglio, come la parte buona di questa regione, voglio crederci!!!
Ringrazio quindi la mia amica, che ha voluto riportare nella sua pagina, questo commento:   
“La Sicilia ha anche figli giusti e molti di più di quelli che si possa pensare. 
Caro Dr. Ardita la sua disamina è perfetta e condivisibile, il suo disagio è il disagio di ogni siciliano onesto…
Mai arrendersi!!! Si certo… 
Ma il male è fortemente radicato anche li dove non dovrebbe esserci… 
Quello che fa la differenza è la soglia del dolore di ognuno di noi. 
La mia ad esempio e’ altissima, pertanto tiro dritta e nessuno ostacolo può fermare la difesa dei miei valori. 
Ma in quanti siamo, sì… contiamoci. 
Non dimentichiamo che la Sicilia e’ stata la terra natia di Sciascia…. colui che seleziono i siciliani in 3 categorie: uomini uominicchi e quaquaraquà!!!
Ogni tanto nasce una stella di speranza come Lei…. e io mi godo la sua luce….
Al mio amico fraterno Nicola Costanzo innamorato anch’egli di legalità vorrei dire: Vedi… non siamo soli, ed oggi questo articolo, sembra un segno di incoraggiamento che riporta il pensiero di un’altro siciliano coraggioso… 
GRAZIE!!!
Dopo aver letto quanto sopra, mi permetto di rispondere alla mia amica, prendendo in prestito le parole di un grand’uomo:
“Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento… Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno.” 
Paolo Borsellino

Il pizzo in Campania??? Ma perché ditemi… c'è forse qualcuno che lo paga???

D’altronde… in una terra dove l’esito delle sentenze viene determinata  dal passaggio di denaro, come si può chiedere ai cittadini di credere nella giustizia e di conseguenza nello Stato???
L’hanno chiamato lo “scandalo delle toghe sporche” ed ha visto coinvolti diciotto persone tra giudici di pace, consulenti, avvocati, ecc…
Si… qualcuno è stato condannato, ma quelle pene sono cosi irrisorie (grazie ai patteggiamenti delle pene), che alla fine sono in molti a convincersi che è molto meglio continuare con quei metodi corruttivi, che si sa… garantiscono grossi introiti e soprattutto amicizie influenti…
Ah… certo… dimenticavo, c’è la minaccia del carcere!!!
Ma di quale ipotetico penitenziario parliamo??? Ciascuno di quei soggetti sa già a priori che non rischia nulla, ma soprattutto che mai dovrà vedere il sole e la sua luce filtrata, attraverso delle sbarre…
Ma perché, forse qualcuno tra voi pensava che un giudice potesse finire i suoi giorni in gattabuia??? Per favore… al massimo lo obbligheranno per qualche mese agli arresti domiciliari!!! 
Peraltro, mi piace osservare quelle interviste banali da parte di taluni “giornalisti” di Tg…
Vanno chiedendo ai commercianti e ai passanti se esiste la camorra oppure cosa ne pensano della bomba fatta scoppiare in quella adiacente pizzeria del Sig. Sorbillo…
Tralascio ovviamente le risposte… peraltro sono le stesse che si danno anche dalle mie parti, scontate… per non dire “omertose”!!!
Anche il nostro Ministro degli interno si è presentato ad Afragola, anche se non condivido quel gesto a modello “Il padrino“, dove un cittadino avvicinandosi si è inchinato, sì… a baciargli la mano!!! 
A unni semu… mancu si fussi u Papa… mich… ad Afragola su chiù pessi i nuatri” !!!
L’hanno definito un semplice gesto d’accoglienza un po’ troppo caloroso… ma la verità è che in quel gesto, si nasconde la vera risposta a quelle domande…
Sì… tutti gli intervistati da quei giornalisti, avrebbero dovuto rispondere a quel particolare quesito “Dov’è la camorra???”. con una risposta: “Vede, mio caro giornalista, Lei sta sbagliando la domanda… 
Dov’è lo Stato!!! E’ questa la giusta domanda che Lei dovrebbe rivolgermi!!! Com’è possibile che quattro criminali, abbiano potuto prendere negli anni possesso di questa terra??? Già… un territorio nel quale è stato portato tutto lo schifo del mondo… che ha avvelenato non solo i suoi frutti, ma anche i suoi figli…  
Ed allora mi dica: dov’è stato lo Stato???
Ma si abbia almeno il coraggio di dire le cose per come stanno…
Se tutto questo è successo e continua ahimè ancora ad accadere, lo si deve principalmente perché le istituzioni hanno fallito!!!
Perché i suoi uomini si sono venduti, perché la politica si è legata a doppio filo con quelle associazioni criminali, le stesse che successivamente gli hanno procurato quei voti necessari e tenevano succubi i loro conterranei…
Afragola è solo la punta del problema e se oggi qualcuno fa finta di accorgersene, è soltanto perché un ordigno è esploso… altrimenti non saprebbero neppure che quella cittadina esista o rimarrebbe ancora in quel dimenticatoio nella quale finora è stata relegata…
Si è fatto finta che i problemi d’illegalità non esistessero, nessuno ha pensato alla sicurezza, ai giovani, alla mancanza di occupazione, alle problematiche legate all’immigrazione, a quelle occupazioni abusive e alle case popolari totalmente abbandonate a se stesse…
Anni e anni nei quali quei territori sono stati totalmente dimenticati dallo Stato e qualcuno “furbescamente”, non avendo alcun reale contrasto, ha iniziato a prenderne il possesso, sostituendosi di fatto a quello “stato” inadempiente… 
Non ci resta ora che sperare che qualcosa cambi… e che non si risolva come sempre avviene con un momentaneo via vai d’inutili personaggi e dei soliti slogan!!!
Ah… dimenticavo, il “pizzo”??? No… lì come qui… non lo paga nessuno!!!

Un altro magistrato indagato…

Mai come in questo periodo è cresciuto nei palazzi di giustizia un nuovo fenomeno… si quello della criminalità giudiziaria, sì perché questa volta il crimine non è da imputarsi al solito delinquente abituale, bensì a taluni suoi protagonisti…
Sono magistrati, avvocati, responsabili, dove c’è chi aggiusta le sentenze in cambio di denaro, chi rallenta le udienze con gli espedienti messi loro a disposizione dalla nostra normativa a modello azzeccagarbugli, e poi c’è chi informa sulle possibili inchieste oppure vende informazioni riservate… 
Di una cosa comunque sono certo: quanto si sta compiendo in questo periodo all’interno di alcuni di quegli  uffici è veramente ripugnante!!!
Ma d’altronde, quando soggetti opposti o diversi nei loro incarichi, siedono insieme in quel tavolino del bar al fianco del palazzo di Giustizia, quando chissà… forse… tra un saluto ed un caffè si spende più di una parola ed è facile instaurare pian piano una certa confidenza… ecco che poi quella intimità, è possibile si rifletta all’interno delle aule giudiziarie e le richieste formulate per rallentare o frenare quel processo in corso, vengono possibilmente accordate… 
Se poi quel rapporto diventa ancor più profondo, ecco che diventa semplice tentare di corrompere quel giudice, che d’altronde come un qualunque individuo, si dimostra possedere pregi e difetti… tra cui ahimè quello di essere corrompibile…
Ecco perché non mi meraviglio di leggere di questo nostro magistrato etneo, indagato oggi per corruzione in atti giudiziari nell’ambito di un’inchiesta che lo vede coinvolto insieme ad alcuni avvocati…
Certo… non se ne può più!!!
Ogni giorno siamo qui a scoprire come questa nostra città (e non solo…) sia corrotta fino al midollo, anche tra quegli uomini che in quella loro mansione, incarnano in se quei principi di legalità e di giustizia… 
Ma non tutti per fortuna in questo paese sono corruttibili, ci sono persone che svolgono ogni giorno con correttezza professionale quel loro incarico…
Tra questi le nostre forze dell’ordine, che nel caso specifico, hanno visto intervenire il reparto operativo della Guardia di Finanza che, senza alcuno scrupolo, hanno effettuato le programmate perquisizioni all’interno di quegli uffici di quel magistrato… 
Ma peraltro perché dare loro colpe: “Si sa… nei nostri tribunali sta scritto che tutti sono eguali davanti alla legge; ma siccome i giudici non possono leggere quelle parole, perché sono scritte dietro le loro spalle, non hanno l’obbligo di ricordarsene sempre!!!”. 

La legge è uguale per tutti??? Sì basta possedere qualche diamante… e tutto s'aggiusta!!!

Nel nostro paese ci sono molti bravi magistrati, ma in egual maniera, nutro per alcuni di essi dei forti dubbi e credetemi parlo a ragion veduta, sì… perché anche se non posso pubblicare quei loro nomi, a differenza di ciò che loro con il passar del tempo hanno iniziato a pensare… io non li ho dimenticati e chissà forse un giorno quei nomi – a causa di quei loro “presunti” modi corruttivi in atti giudiziari – diverranno finalmente pubblici e così anch’io potrò raccontare alcune mie vicissitudini… 

Ecco perché, se pur resto deluso nel dover leggere notizie come quella di seguito riportata, nutro sempre la speranza che la parte ancora sana della nostra magistratura, giunga – se pur il più delle volte in ritardo – a compiere quel proprio dovere!!! 
Ecco quindi che alla fine… la scure della giustizia arriva per tutti, anche per coloro che si sono sentiti da sempre al di sopra delle parti, poiché finora, erano sempre stati loro a giudicare gli altri…
Ma ora… la pacchia è finita e come semplici delinquenti, sono stati arrestati!!!
Difatti da poche ore, sono finiti agli arresti due magistrati di Roma, rispettivamente un giudice ed un sostituto procuratore, anche se l’inchiesta fa riferimento a quanto entrambi operavano presso la Procura di Trani…
Sono indagati per i reati di associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari e falso!!!
Incredibilmente l’inchiesta della Procura salentina, coordinata con il Nucleo dei Carabinieri, ha altresì condotto all’arresto di un ispettore di Polizia che era in servizio a Corato: secondo le intercettazioni si sarebbe messo a servizio di un imprenditore locale, che sarebbe stato il punto di collegamento con uno dei magistrati, finiti al centro dell’inchiesta…
Inoltre, oltre essi, anche due avvocati, rispettivamente dei Fori di Bari e Trani, sono stati disposte nei loro confronti dalle autorità,  l’interdizione dai pubblici uffici per un anno. 
Come avrete compreso, sentenze a favore, in cambio di soldi, pietre preziose e gioielli, che sarebbero stati usati quali compensi per le prestazioni in cambio ottenute…
La stessa Procura infine ha dovuto disporre per gli indagati la misura cautelare in quanto ci sarebbe il concreto pericolo che questi potessero continuare la loro attività, come si è visto, contraria ai dover d’ufficio…
Nell’ascoltare stamani in auto di questa inchiesta, il mio primo pensiero è andato a Montesquieu, quando scriveva: “Non c’è tirannia peggiore di quella esercitata all’ombra della legge e sotto il calore della giustizia”!!!
Già…  penso che nel corso della vita non ci sia cosa peggiore di sentirsi traditi, in particolare da quei soggetti nei quali avevamo posto a priori la nostra fiducia…
Uomini cosiddetti dello Stato, che dovrebbero essere d’esempio e che invece si dimostrano esseri spregevoli ed immorali!!!    
Si perché ogni volta che accadono situazioni gravi come questa, è come se la magistratura si ritrovi a vivere l’esperienza di quel famoso gioco… sì quello dell’oca, dove capita purtroppo che, quando si è giunti al traguardo, ahimè… bisogna ripartire d’accapo!!!

A leggere il mensile "S" si resta senza parole!!! Ed allora mi chiedo: "Di quanto altro tempo hanno bisogno i miei conterranei per comprendere che i tempi sono definitivamente cambiati"?

Ci sono delle notizie, che più di altre lasciano senza parole…
Non è facile svelarle, in quanto solitamente non fanno parte delle vita vissuta di ciascuno di noi, ed allora diventa difficile scoprirle e soprattutto comprenderle, perché d’altronde non si ha alcun interesse a ricercarle…
Ed è in questo preciso istante che si commette il più grave errore, quello di lasciare che le cose procedano inalterate…
D’altronde perché volerle cambiare, non è forse demandato ad altri soggetti il controllo del territorio, non è compito della giustizia ripulire questa terra da tutti quegli individui che giorno per giorno, l’avvelenano…

Comodo, certo troppo comodo attendere che siano sempre gli altri a fare la loro parte, mentre noi si resta come al cinema, semplici spettatori che guardano in maniera distaccata uno schermo, sì una storia che ci sembra così lontana, ma che invece è proprio li… vicino a noi!!!
E’ dire che proprio taluni argomenti dovrebbero interessarci, d’altro canto questi episodi dimostrano essere messi in pratica costantemente, in maniera “endemica”, visto che ben il 95 per cento dei miei conterranei, considera la corruzione un fenomeno “dilagante” su tutta la Regione…
Ma come ripeto sempre, “Tutti sanno tutto, ma nessuno fa niente”, già sono in molti a dire: ma perché cosa dovremmo fare noi da soli?
Non comprendono ad esempio, che basterebbe semplicemente non essere collusi con quel sistema corruttivo, fare in modo che quando si viene ricercati per quei loro malaffare ci si rifiuta, non cadere in quelle tentazioni d’arricchimento personale, per impoverire quella già gracile condizione morale…
Alla fine come dico sempre basta poco, si tratta semplicemente… di essere onesti!!!
Certo, comprendo perfettamente le motivazioni che spingono molti a “prostituirsi“!!!
Sì… uso appositamente questo termine così duro, in quanto lo ritengo particolarmente efficace per far comprendere a chi si presta a quelle azioni spregevoli, che si comporta come una prostituta, ma differenza loro, non una che svende se stessa per sopravvivere, no… qui non si tratta di fame, qui a perdere è il concetto stesso di dignità…
A rimetterci qui è anche la famiglia, si perché indirettamente anche i familiari restano coinvolti da quelle indegne decisioni, compiute esclusivamente per ricevere sempre di più quel vile denaro o chissà, forse per una posizione sociale più elevata…
Ed allora ecco a cosa serve leggere mensili come “S”, perché ci fa comprendere come, proprio nel momento in cui si sta provando a compiere quelle azioni corruttive, qualcuno ci sta osservando, sta controllando i nostri telefoni, monitorizza gli spostamenti ed anche le persone che quotidianamente incontriamo, sì… senza saperlo siamo costantemente intercettati!!!

Ecco, se per un momento quei soggetti pensassero che forse dall’altra parte non ci sono soltanto “babbi“… ma individui certamente “sperti“, che utilizzano tutte le loro capacità professionali, sommate ad una moltitudine d’innovazioni tecnologiche per la registrazione ed il controllo di quelle loro azioni… sì, se solo riflettessero un istante, sono certo che molti di quei reati compiuti, non verrebbero neppure iniziati…
Ma si sa… se bastassero le inchieste o le condanne (a cui assistiamo quotidianamente) a far sospendere quegli individui dai loro propositi, se soltanto gli arresti fossero quantomeno di monito per far cessare quelle azioni illegali, già, se anche soltanto leggere un mensile come “S”, potrebbe riuscire in quell’intento, si… questa nostra terra, potrebbe diventare finalmente “bellissima“…
Ed allora consiglio tutti di sfogliare questo nostro mensile, per comprendere come alla fine, tutte le azioni corruttive compiute, portano disgraziatamente sempre verso uno stesso luogo… e come potrete immaginare, non è per nulla piacevole!!!
Ed allora cosa dire: Consiglio tutti… una buona lettura!!!

Un augurio per il 2019… molto, molto particolare…

Tra i tanti messaggi d’affetto ricevuti, uno in particolare mi ha fatto sorridere…  
Si perché senza saperlo quel mio amico, mi ha inviato un messaggio, che rappresenta perfettamente quanto forse qualcuno vorrebbe recapitarmi realmente… 
Sarà forse per quanto vado compiendo in quel mio ruolo di delegato dell’Associazione di legalità “Emanuele Piazza”…
Sarà per quella mia insita natura che fa sì di portare in evidenza circostanze nelle quale sono palesemente evidenti criticità, dalle quali scaturiscono fattori corruttivi ed illegali…
Cosa aggiungere… sarà forse perché a differenza della maggior parte delle persone credo in quei valori alti di rettitudine e di onestà, sani principi di giustizia e giustezza!!!
Sarà anche per quella morale intransigente che prova a contrastare quell’influenza esterna e che certamente non può essere ricattabile o messa in discussioni da compromessi compiuti nel corso della propria esistenza…
Il sottoscritto d’altronde ritiene che ciascuno di noi prima o poi deve fare delle scelte, ed è in base a quelle decisioni che si stabilisce  dove voler stare e quali conseguenze avranno quelle decisioni nel proseguo della propria vita…

Come dico sempre, il bene e il male sono ogni giorno lì… e c’è un solo modo giusto di procedere, perché l’altro si sa… è sbagliato!!!

Se scegliamo quindi la verità, agiremo in maniera retta, altrimenti faremo parte di quella massa, che quotidianamente vive nelle disonestà… e non mi riferisco esclusivamente ai delinquenti, ma soprattutto a quanti, celati sotto l’immagine di persone distinte e perbene, compiono ogni giorni azioni sleali…
Non è mia intenzione ora mettermi ad insegnare come riconoscere il bene dal male, soprattutto perché non vi è nessuno disposto oggi ad imparare o a seguire quei concetti…
La maggior parte, preferisce inseguire la strada meno tortuosa, quella che da immediate soddisfazioni e gratificazioni personali e poco importa quante volte ci si dovrà guardare alo specchio e dirsi “guarda… che sei peggio di loro“!!!    
Quei “loro” che mirano essenzialmente ad una cosa, a non avere problemi di nessun genere, anzi potrei aggiungere, che i problemi li evitano e/o certamente non li affrontano…
Quell’ingrato compito lo lasciano solitamente agli altri… certamente più coraggiosi o forse dovrei dire più retti!!!
Peraltro, non vi sarà mai alcuna coccarda per chi si sforzerà di vivere in maniera corretta, anzi tutt’altro, si verrà messi alla gogna e si verrà attaccati per tutte le azioni compiute, le stesse che procureranno a questi soggetti “onesti” parecchi problemi personali, in quanto si proverà in tutti i modi di metterli in cattiva luce, allorché – quando non ci si riuscirà – si proverà ad intimidirli e infamarli, con parole o chissà anche son dei messaggi come quello pubblicato ora sopra per scherzo, ma che abbiamo visto tante volte espresso realmente… ma che alla fine, ha sbattuto in quel muro chiamato legalità!!! 
D’altro canto, non è necessario essere avvocato o magistrato per sapere che la legalità e la giustizia sono lontani dall’essere sinonimi…

Bisogna fermare la prescrizione in quanto non fa altro che salvare i corrotti ed i mafiosi!!!”

La direzione è giusta, anche se si potrebbe fare meglio… 
Così il magistrato Nino Di Matteo commenta la proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, di sospendere dopo la sentenza di primo grado, il decorrere dei tempi che azzerano i processi per prescrizione. 
C’è però qualcuno, ad esempio il  politologo e saggista Paolo Becchi che ha dichiarato di come la scelta targata “Bonafede” sia sbagliata, aggiungendo altresì: “È anticostituzionale, va contro il testo dell’articolo 111 Cost. e tutta la tradizione illuminista e spero che la Lega la blocchi, sarebbero dei pazzi a farlo passare”.

Anche il ministro Giulia Bongiorno ha dichiarato: “Bonafede gioca a fare il giacobino e dimostra la stessa incapacità politica della Grillo al ministero della Sanità. Premetto che io non ce l’ho con il Movimento e sono a favore del contratto di governo, infatti l’ho letto e non c’è scritto da nessuna parte di abolire la prescrizione. Ma poi scusate, nel contratto di governo ci sono scritte tante cose di cui finora non c’è traccia, come i minibot per opporci ai diktat dell’Ue. La riforma della prescrizione è un’urgenza e i minibot no?

La verità è che c’è la necessita di una riforma della giustizia, ma questo è uno di quei cambiamenti che (nel nostro paese) nessuno vuole realizzare, in particolare proprio coloro che grazie a questi stratagemmi… sopravvivono e fanno sopravvivere “giuridicamente” quei loro clienti!!! 

E’ tempo comunque che i processi giungano a conclusione in tempi celeri e non per come ancora oggi avviene, e cioè assistendo a processi infiniti…

Ecco perché c’è bisogno d’intervenire, anche sulla prescrizione…
Un inizio sarebbe quello di bloccare i termini… sì, non solo quelli dopo il primo grado di giudizio, ma anche a partire dal ricorso dell’imputato per Cassazione…
Il sottoscritto si trova comunque concorde con quanto espresso dal giudice Di Matteo e cioè : “In Italia c’è la sostanziale impunità di molti reati che riguardano la pubblica amministrazione e la corruzione. La stragrande maggioranza di questi processi si conclude con la dichiarazione di intervenuta prescrizione. Questo è molto grave. Perché il fenomeno corruttivo s’intreccia con i reati delle organizzazioni criminali e dunque finisce per favorire le mafie”.

E quindi se pur molti magistrati hanno cambiato opinione, una cosa è certa, è importante compiere quella necessaria trasformazione, anche perché nel frattempo, “sì mortificano le attese dei cittadini che si aspettano che la pubblica amministrazione sia condotta secondo i criteri stabiliti dalla Costituzione, cioè il buon andamento e l’imparzialità. Questa impunità crea una giustizia a due velocità, efficace e a volte addirittura spietata con i deboli, invece con armi completamente spuntate nei confronti dei delitti dei colletti bianchi”!!!

Si sa… con la giustizia si può diventare ricchi!!!

L’altro giorno mi trovavo a far colazione al bar Kennedy…
Nel frattempo che attendevo il cameriere, ho iniziato a leggere un quotidiano, mentre i tre tavoli intorno a me, hanno iniziato ad occuparsi…
Ho avuto la sensazione che in ciascuno di quei tavoli – pur senza ascoltarli – vi fosse un legale, poiché gesticolavano a turno in modo animato…
Uno di loro ad esempio discuteva con quel suo cliente in modo vibrante e certamente qualcosa in quel procedimento in corso, dava particolarmente fastidio a quel suo interlocutore…
Vi assicuro che non era mia intenzione ascoltare… ma era talmente tanto il casino che facevano che, anche chi non voleva sentire… era costretto a sentirli!!!
Alzando lo sguardo, ho visto uno di loro chiedere dei soldi, che immediatamente gli sono stati consegnati da quel suo interlocutore…
Il sottoscritto ha pensato tra se e se che probabilmente quel comportamento non fosse molto professionale, certamente aveva poco di discrezionale, d’altronde… che senso ha discutere circostanze personali all’interno di un bar, già… non sarebbe più corretto ricevere i clienti nel proprio studio??? 
Ma poi ho pensato, questi giovani avvocati uno studio loro non c’è l’hanno, utilizzano qualche stanza condivisa nei quali svolgono le funzioni di “praticantato” e quindi chissà, per usufruire della sala riunione per quei propri interessi, dovranno dividere se non proprio quel loro cliente, certamente una parte di quel compenso ricevuto e allora forse così si spiega la presenza all’interno di un bar…
Di una cosa ormai comunque sono convinto, che chi vuole arricchirsi (anche illegalmente…), sfruttando il settore giudiziario, ha mille modi per farlo… 
Uno dei sistemi più semplici è quello compiuto da alcuni magistrati, ad esempio aggiustando le sentenze, seguono quindi alcuni studi legali, specializzati in truffe o raggiri…
Ho letto alcuni mesi fa di un’inchiesta nella quale due avvocati hanno realizzato una frode nei confronti dell’Inps per ben 22 milioni di euro; usavano i nomi di centinaia d’ignari pensionati (alcuni di essi morti da tempo…) per richiedere all’istituto l’adeguamento delle pensioni; per far ciò, procedevano inizialmente attraverso cause giudiziarie e successivamente, dopo aver ricevuto le somme richieste, richiedevano agli sportelli del ministero della Giustizia, ulteriori rimborsi, causa le lungaggini di quegli stessi (falsi) processi…  
Poi ci sono presidenti di sezione dei tribunali, capaci di chiedere tangenti per sistemare i processi oppure altri che hanno ad esempio escluso la “sorveglianza speciale” ad alcuni pregiudicati, dietro lauti compensi, trasformando quei provvedimenti forzati, nei domiciliari…
Ci sono anche ufficiali delle forze dell’ordine che si sono messi a firmare falsi decreti di dissequestro, in favore di personaggi legati ad associazioni criminali che importavano dall’estero, merce contraffatta…
Tutto ormai si muove attorno ai soldi… e si sa, di denaro nei tribunali italiani ne gira tanto…
Non ricordo, ma da qualche parte ho letto: “Noi magistrati siamo un piccolo, solitario, malfermo scoglio sul quale piombano da tutte le parti ondate immense, spaventose, vere schiumose montagne, veri interessi implacabili, ricchezze sterminate, uomini tremendi… insomma forze selvagge al cui urto, noi poveri e meschini, dobbiamo resistere… a qualcosa di selvaggio, di affascinante e di feroce”
Ha detto bene il Presidente dell’ANAC, Raffaele Cantone: “Una giustizia dei grandi numeri comporta, inevitabilmente, meno trasparenza, più opacità e maggiore difficoltà di controllo”!!!
I dati dicono che ci sono circa tre milioni di procedimenti penali giacenti e circa 5 milioni di cause civili arretrate.
E’ ovvio che una così consistente farraginosità delle procedure, incoraggia tutti i malintenzionati a continuare in quelle attività illegali!!!
In particolare proprio coloro che con la giustizia operano quotidianamente, poiché il senso di impunità dovuto alle leggi di questo paese (che proprio loro conoscono alla perfezione), garantisce che taluni procedimenti, quali quelli per corruzione, evasione fiscale, sperequazione finanziaria  e quant’altro di natura economica, non vengano mai puniti in maniera seria…
Ma poi ditemi: “Siete veramente così convinti che, alla fine dei processi, quei giudici, avvocati o quegli uomini delle istituzioni, una volta condannati, sconteranno quella loro pena in carcere”???
Io non ci credo!!!

Cercasi legalità!!! Accettasi anche se compiuta in forma esigua…

Alcuni giorni fa, parlando con alcuni amici, ci si chiedeva a cosa si dovesse attribuire, tutta questa diffusa illegalità…
La prima risposta data, è stata alla mancanza di valori!!!
L’esigenza cioè di educare i giovani sin dall’adolescenza al senso di responsabilità, al rispetto degli altri e di ciò che rappresenta la cosa pubblica… 
Quanto sopra difatti segna il primo passo per la crescita di un individuo e coinvolge innanzitutto le famiglie, perché sono le prime che devono trasmettere a quei ragazzi i giusti valori…  
Seguono ovviamente la scuola e tutte quelle attività di formazione extra scolastiche, quelle cioè che legano nei momenti di svago i giovani, come le attività sportive oppure quelle svolte all’interno di associazioni culturali/religiose o  di natura sociale…

Ciascuno di questi laboratori di vita, devono saper condurre alla formazione culturale e alla crescita di quell’individuo… 

Perché se quell’adolescente diventato adulto ha fallito, se ora quei suoi comportamenti sono in conflitto con la società civile, ecco, la prima colpa di quel fallimento, va ricercata proprio in ciò che non ha funzionato… 
D’altronde non si può pensare che un sistema di imposto durante la crescita dell’individuo, vada bene per chiunque… 
Il conformismo si sa ha prodotto individui passivi, senza alcuna capacità di critica, soggetti incompetenti dal proporre iniziative proprie o alternative valide, ma dimostrano di crescere così… piegati all’obbedienza di tutti quei loro superiori, gli stessi che nel corso della loro vita incontreranno… che poi sono gli stessi individui che hanno creato questo sistema corrotto, e che pretendono da ciascuno di essi, di diventare col passar del tempo, sempre più complici di quell’apparato marcio, altrimenti si viene distrutti!!!
Il sistema è come ho scritto ieri “infetto” è quest’infezione ha colpito tutti, le famiglie, la scuola, il mondo del lavoro, sia quello pubblico che quello privato, lo sport, ecc…
Tutti quegli strumenti hanno dimostrato d’aver fallito, perché “l’avere ha preso il sopravvento sull’essere”!!!
La verità (che nessuno poi vuole ammettere…) è che quel percorso formativo, quell’educazione alla legalità, non è mai iniziata!!!
Ecco quindi perché ci troviamo in un Paese nel quale l’ingiustizia è padrona, dove uno Stato dimostra sin dalle sue alte cariche di essere corrotto, un sistema sociale che manca di educazione alla legalità, dove la maggior parte della collettiva punta principalmente al proprio benessere sociale, un terra che dimostra di premiare la corruzione e che nei fatti incoraggia tutti quei fenomeni mafiosi, ed per ultimo, come non ricordare questa nostra nazione clientelare, che premia la sopraffazione a scapito della meritocrazia… 
Ed allora perché ci continuiamo a prendere in giro parlando di “legalità”…
Per una volta, siamo onesti con noi stessi: nessuno la vuole, ancor meno quelli che si mettono sul pulpito nelle varie manifestazioni, si… perché ciascuno di essi, spera un giorno di poterne approfittare!!!
“Cercasiiii…. sì… cercasi legalità”.

O si sta dalla parte della Giustizia oppure si è delinquenti!!!

Mi è capitato di leggere sul web alcuni giorni fa una storia incredibile che desidero nuovamente riproporre, in quanto mi sembra che alcune circostanze d’allora, siano legate ad alcune congiunture, che a breve mi aspetto… stanno per compiersi!!!
L’episodio fu correttamente definito (nel 2013) dal quotidiano on-line “SUD”: Una bruttissima storia alla Procura di Catania!!!
Come dicevo sopra, sono passati ben cinque anni, ma ho come l’impressione che le vicende di questa nostra terra, non facciano altro che riproporsi come corsi e ricorsi storici…
Vi auguro quindi una buona lettura… 
“Noi di SUD siamo ormai abituati a maneggiare materiale incandescente. Abbiamo adottato protocolli rigidissimi di verifica e tutela di fonti e redattori.
La storia che raccontiamo è certamente tra le più brutte che abbiamo trattato, perché è vile, miserabile e coinvolge al massimo livello proprio quelle autorità che dovrebbero essere presidio di legalità ed invece si rivelano serve di quel sistema di potere parassitario e violento che continua, ancora adesso, a trarre vantaggi e ricchezza mentre un intero tessuto economico viene soffocato. Anzi, proprio per questo, proprio mentre la gente soffoca, loro la avvolgono, la circuiscono e poi la fagocitano.
Cominciamo quindi a raccontare come si conviene, com’è nostro stile, dai nomi e cognomi.
Ecco, per iniziare, i protagonisti, in ordine di apparizione:
il libraio Maurizio Distefano;
l’avvocato Riccardo Di Bella;
i noti imprenditori Riccardo e Gianfranco Campisi della notissima stirpe dei Virlinzi;
l’allora Procuratore Aggiunto Enzo D’Agata;
il sostituto procuratore Allegra Migliorini;
il GIP Alba Sammartino;
il consulente della Procura Massimo Cartalemi.
A raccontarci la storia  è Maurizio Distefano, 45 anni, noto libraio da generazioni.
E’ arrivato con una borsa di documenti e un carico di disperazione e determinazione che ci travolge.
Al primo incontro è un fiume di parole, date, circostanze, fatti che si intrecciano. Un romanzo criminale che ci confonde. Capiamo però una cosa: quest’uomo ha bisogno di rompere un muro che gli si è avvolto intorno e sta soffocando lui e la sua famiglia. Qualunque cosa sia, la decisione è presa: massima cautela, ma questo racconto deve essere reso pubblico.
La storia è davvero complessa, i documenti che ci consegna vengono protocollati e sottoposti alla nostra procedura di tutela, con deposito di copie in posti diversi e chiare disposizioni di pubblicare e consegnare all’autorità al verificarsi di eventi minacciosi. Tanto per essere chiari e chi deve intendere intenda.
Decidiamo di isolare alcuni fatti specifici e trattarli singolarmente, cominciando da quelli che ci appaiono più gravi per gli effetti che determinano sulla vita dell’intera famiglia Distefano e, alla fine, sullo stato di disagio di un’intera Comunità quando l’attività di alcuni magistrati, tra omissioni ed abusi, si sostanzia in vero e proprio sistema che si pone a tutela di quei poteri che lucrano nel caos amministrativo approfittando, determinandola, della miseria morale della classe politica che di tale impunità allargata alla fine si giova. Un circolo vizioso da spezzare ad ogni costo.
Sorvoleremo allora, al momento, sulle estorsioni che dal 2004 vessano la libreria di via Teramo di Maurizio Distefano, sorvoleremo anche sulla denuncia e arresto degli estortori, sulla concessione della scorta e sulla sua revoca, sulla denuncia per simulazione e la sua archiviazione, sulla liberazione degli estortori e la loro riscossa, sui problemi finanziari conseguenti, sui rapporti con alcuni esponenti delle forze dell’ordine, sulle tutele ottenute e quelle negate. E su molte altre cose.
Sorvoliamo su tutto questo, perché ciascuno di questi fatti merita uno spazio a parte. 
E glielo dedicheremo in seguito.
Per ora partiamo dal 2006, dal settembre 2006.
Maurizio Distefano  è ancora impelagato nelle difficoltà finanziarie provocate da estorsioni ed usura quando gli accade una fortuna insperata. Quasi senza troppa convinzione partecipa all’appalto per uno spazio commerciale presso l’aeroporto di Catania. E lo vince. L’opportunità di poter aprire una edicola-libreria nel trafficato scalo catanese appare come l’occasione della vita per Maurizio, la manna caduta dal cielo, quasi un risarcimento per tutto quanto subito nei 2 anni precedenti.
Ma c’è un problema: Distefano non ha al momento la liquidità per fare fronte agli impegni derivanti dalla concessione. Cauzione, fideiussione, canoni. Dove prendere i soldi? Compie quindi una decisione ovvia per un imprenditore in difficoltà: cerca un socio. E ne trova due. Anzi due più un prestanome, come egli stesso si definirà in pubblico dibattimento.
Il prestanome è l’avvocato Riccardo Di Bella, che acquista, per conto dei fratelli Riccardo e Gianfranco Campisi, il 51% della società libraia di Maurizio Distefano, per un corrispettivo di 210.000 euro. A parte la presenza di un “prestanome”, fin qui la vicenda è abbastanza comune e resta tale anche quando i rapporti tra i soci, tra i fratelli Campisi da una parte e Maurizio Distefano dall’altra, si complicano al punto da sfociare in querele e cause civili.
Fin qui siamo nella normale conflittualità imprenditoriale. Ci può stare, per quanto spiacevole. Arriviamo anche a considerare che la dinamica può ancora ritenersi normale (con molto sforzo però) persino quando, in emergenza finanziaria a causa di un assegno da coprire urgentemente, Distefano chiede ai soci occulti Campisi di intervenire e questi lo convocano presso la loro concessionaria di auto e, alla presenza di un notaio (che ha già pronto l’atto di cessione) lo costringono, in cambio di un conferimento di 21.000 euro per coprire l’assegno bruciante, a cedere loro la proprietà di un immobile intestato alla società del valore di almeno il quadruplo e che era stato acquistato proprio per patrimonializzare l’azienda, (questo fatto, detto per inciso, è oggetto di altro procedimento per violazione del patto commissorio).
Quello che trasforma la storia in scandalo è quanto accade al Palazzo di Giustizia, tra gli uffici dell’allora procura, del GIP e relativo perito.
Vediamo.
La querela presentata dal prestanome dei Campisi, Riccardo Di Bella contro Distefano finisce, abbastanza stranamente sul tavolo dell’allora Procuratore Aggiunto Enzo D’Agata. Strano perchè il dr. D’Agata aveva allora la delega per i reati contro la Pubblica Amministrazione e quella in questione è una banale denuncia per appropriazione indebita. 
Come mai se ne occupa il dr. D’Agata? Strano, anche perché nell’atto di querela non risulta il classico timbro recante il numero di protocollo da parte dell’ufficio ricevente, come se fosse finito sul tavolo del procuratore per caso o finito lì portato dal vento. 
Strano anche perché il procuratore aggiunto D’Agata lo assegna prima ad un sostituto, indicando addirittura il reato per cui procedere, e poi (carcerando il nome del primo assegnatario sul fronte della querela stessa) lo affida ad un altro sostituto, la dottoressa Allegra Migliorini.
E qui cominciano le “anomalie” (Attenzione alle date).
Il caso viene assegnato dal dr. D’Agata alla dr.ssa Migliorini il 28 settembre 2007. E’ un venerdì…
La dr.ssa Migliorini è un fulmine, un capolavoro di efficienza. Avrà passato il sabato e la domenica a studiare il complesso fascicolo per decidere il successivo lunedì 1 ottobre di richiedere un sequestro che viene subito notificato all’indagato Distefano anche come avviso di garanzia.
Intanto, è un altro fatto incidentale ed anomalo che riferisce il Distefano, i conti vengono in realtà movimentati abusivamente in corso di sequestro da parte della banca depositaria e di ciò non risulta alcuna conseguenza.
L’attività del sostituto Migliorini prosegue imperterrita, determinata, arrivando persino alla compilazione, il 24 giugno 2008, alla redazione di un altro strano ed inconsueto atto d’indagine.  Quel giorno la dr.ssa Migliorini verbalizza, da sola e senza la consueta presenza di un assistente verbalizzante, la testimonianza dei due fratelli Campisi. Nel verbale non si fa alcun riferimento alla relativa convocazione, come se i fratelli Campisi si fossero trovati innanzi al magistrato per pura coincidenza. Inoltre, cosa davvero abnorme, entrambi vengono ascoltati congiuntamente dal magistrato, quando è elementare che i testimoni vengano sentiti addirittura all’insaputa reciproca, proprio al fine di far emergere eventuali incongruenze. Non solo, ma il verbale è redatto come se i due testimoni rispondessero all’unisono, con una sola voce, senza fare alcuna distinzione su chi risponde cosa. Incredibile. L’assurdo verbale d’interrogatorio risulta firmato congiuntamente dalla dr.ssa Migliorini e da Riccardo e Gianfranco Campisi e fa stato nel procedimento senza che nessuno obietti nulla.
Intanto, gli effetti di tutta questa situazione sono drammatici per l’azienda e la famiglia Distefano, determinando inevitabilmente il blocco dell’operatività della libreria, con ulteriore definitivo deterioramento della situazione finanziaria. Il Distefano si ritrova così in una situazione paradossalmente ancora più preoccupante di quella estortiva subita nel 2004. 
Non capisce, non si spiega cosa stia succedendo ma tutto sommato pensa che alla fine la questione si chiarirà, essendovi dei magistrati ad occuparsene, magistrati pagati per chiarire le ragioni tra le parti, nominati per accertare verità ed impedire abusi, magistrati imparziali. Appunto.
Fa quindi quello che ciascun cittadino normale farebbe in circostanze così difficili, si affida a degli avvocati che tentano di difenderne la ragioni in una situazione che, come vedremo, non ha nulla di “normale”.
Ma torniamo un attimo indietro nel tempo, all’Ottobre 2007.
Già la storia non quadra al povero Distefano, troppa tempestività da parte degli inquirenti, troppa durezza nei provvedimenti, arriva a dubitare che tale solerzia possa essere determinata dal fatto che c’entri la potente famiglia dei Campisi, ma alla fine penserà che si tratta solo di sue malizie determinate dalla  improbabile sfortuna di uomo ormai in balia di eventi incredibili.
E va avanti, subendo un altro atto che si rivelerà determinante.
Il 23 ottobre 2007, mentre la famiglia Distefano ha l’intero patrimonio sotto sequestro, alle ore 16.10 presso gli uffici della procura di via Crispi, il sostituto procuratore dr.ssa Allegra Migliorini nomina il consulente tecnico d’ufficio, dr. Massimo Cartalemi, nato a Gorizia l’11/2/1967, domiciliato in Catania via Milano 47, per pura coincidenza a pochi passi dalla libreria di Distefano. 
Attenzione, il perito dr. Massimo Cartalemi giura, come di rito, di non trovarsi in alcuna delle condizioni di incapacità o incompatibilità previste dall’ordinamento.
Quindi, ricevuto l’incarico, si mette solertemente al lavoro e produce una perizia che pare aggravare la posizione del Distefano, che però reagisce con una contro perizia che ne contesta le risultanze. Fin qui siamo ancora nella dinamica processuale, a parte l’inusitata velocità degli atti vessatori interpretata dal Distefano come praticamente intimidatoria. Ne parla con qualcuno, ma tutti girano la testa. Infatti il libraio ricava la forte impressione di trovarsi di fronte a quelli che in cronaca vengono definiti “poteri forti”, rampolli di potenti famiglie in grado, quasi per gioco, di schiacciare un imprenditore che aveva avuto la presunzione di trattarli da soci qualunque, come fosse possibile entrare in contatto con questi ambienti e riuscire a salvare la propria posizione senza considerare che il prezzo da pagare per il loro “aiuto” non poteva che essere cedere tutto!
Il mondo gli sta crollando definitivamente addosso, tutto pare remare contro fino a che si ritrova in un Bar di piazza Verga.
Mentre sorseggia il caffè, alle sue spalle un parlottare invadente che lo distoglie dagli ormai tristi pensieri, come a volte capita. Quindi, in maniera inconsapevole si ritrova a fare attenzione a quanto si dicono quelle voci sconosciute. Si gira appena e ne riconosce una. E’ proprio di quel dr. Massimo Cartalemi cui per conto della Procura ha consegnato tutta la sua documentazione contabile. Guarda meglio, è proprio lui. Sta raccontando allo sconosciuto interlocutore qualcosa relativo al proprio recente matrimonio. Nella discussione emerge il nome di qualcuno dei Campisi. Nome noto, ormai purtroppo, stranoto al Distefano. Presta quindi maggiore attenzione e gli pare di capire che il dr. Cartalemi faccia riferimento al fatto che suo testimone di nozze sia nientemeno che Riccardo Campisi!? Pensa di aver sentito male, capito peggio, ma come una sprangata gli apre il cervello. Da quel momento, da vittima soccombente ad una incredibile sfortuna si trasforma in investigatore certosino. Decide di abbandonare la prudenza dell’attesa e comincia a scavare, girando chiese e parrocchie per scovare quell’atto di matrimonio capace di rendere chiaro che non si tratta più di equivoci, che nessun errore giudiziario si sta compiendo ma un vero e proprio disegno gli si è avvolto attorno. Per gioco, per il solo sollazzo di qualcuno a cui non si può dire no, qualcuno alla cui corte in troppi insospettabili corrono a servire e riverire. Qualcuno che non può permettere si sfugga alle grinfie di un potere che tutto compra e se non riesce a comprare al prezzo desiderato, distrugge.
Gira e rigira Maurizio Distefano, sino ad arrivare alla bella chiesa di San Biagio ad Acireale. L’atto di matrimonio è estratto, lo sposo certamente felice è proprio lui, Massimo Cartalemi, in calce la firma del testimone alle nozze, certamente altrettanto rallegrato, Riccardo Campisi. Fuochi d’artificio misti a pugnalate nella mente del povero Distefano. Ha scoperto l’inimmaginabile. E un po’ si sente salvo, ha le prove di una macchinazione, non sospetta ancora che il livello sia ancora più alto, che l’intrigo arrivi all’impensabile.
I suoi avvocati informano il sostituto procuratore Allegra Migliorini dell’inquietante scoperta.
La dr.ssa Migliorini appare sorpresa, contrariata, non si capisce se sorpresa della scoperta in se o per il fatto che la cosa sia stata scoperta.
E vedremo a breve.
La difesa si aspetta provvedimenti, una ricusazione del perito, magari una denuncia nei suoi confronti e invece nulla. Tutto prosegue come nulla fosse e la perizia del Cartalemi resta tranquillamente acquisita agli atti del processo come se non fosse viziata dalla comprovata confidenza amicale tra perito del PM e denunciante. Anzi, ci riferisce Distefano, tale è l’impudenza, la garanzia di impunità, che il perito/testimone di nozze Cartalemi arriva nonostante quanto scoperto, a richiedere il pagamento di una parcella di decine di migliaia di euro. Richiesta che, almeno questa, verrà respinta da un giudice terzo ed estraneo alla conventicola.
Continua quindi l’odissea sfiancante del Distefano che si trova mura più alte ogni qualvolta abbatte le precedenti.
Ma non demorde, non lo convince l’atteggiamento di quel PM che dovrebbe accertare la verità.
E indaga ancora, scoprendo che non c’è solo l’amicizia nuziale con il perito, ma persino una frequentazione tra il sostituto procuratore Allegra Migliorini, lo stesso Cartalemi, Riccardo Campisi e l’avvocato/prestanome dei Campisi/socio fittizio di Distefano Riccardo Di Bella.
Tutti amici tra di loro su Facebook! E come se non bastasse il sostituto procuratore Allegra Migliorini risulta aver fatto parte di una giuria ad un premio organizzato a Villa Di Bella in proprietà dell’avvocato dei Campisi e socio fittizio Riccardo Di Bella.
A quel punto, la facciamo breve, la Migliorini, scoperta documentalmente, ammette, a modo suo, i fatti e chiede al Procuratore Capo di potersi astenere dal procedimento. Richiesta accolta ma nessuno paga per questo obbrobrio, solo il Distefano che resta imputato in un processo penale che si trascina ormai stanco ed imbarazzante tra rinvii, cambio di giudici e PM onorari, con l’obiettivo probabile di far scivolare questa storia nell’oblio di una prescrizione che lascerà impuniti i carnefici e distrutta dall’onta del sospetto la vera vittima di un gioco vizioso e violento, Maurizio Distefano.
Ma Maurizio non ci sta, non può starci. Ne ha passate tante ed ha voglia di riprendersi il proprio onore, sente il dovere di farlo per la propria famiglia, per quello che ha patito.
Ha paura, ma sa che non può tornare indietro. Ha conosciuto sulla propria pelle quello di cui sono capaci certi poteri quando si uniscono, anche solo per gioco, anche solo per scherzarci su Facebook, tra un matrimonio ed una giuria. Ha visto come lo hanno schiacciato, ed i suoi occhi mentre ci racconta la sua storia si alzano alla ricerca di quei dolori ingiusti, al pensiero di giudici che hanno giurato di essere imparziali e hanno partecipato al suo scempio.
Ora in Procura non ci sono più D’Agata, in pensione, né la Migliorini trasferitasi nella città natale, Roma.
Rimangono però gli atti gravissimi e le palesi violazioni della legge commesse da Magistrati in Servizio.
Siamo sicuri, anzi certi, che il Procuratore Salvi non ne sappia nulla, poiché è difficile immaginare che chi sa storie simili informi il nuovo Capo delle malefatte passate.
Da questo momento però anche il Procuratore della Repubblica sa e potrà verificare accertare riscontrare e quindi trasmettere gli atti a Messina per chiedere la punizione dei colpevoli, responsabili di questa gravissima vicenda.
Distefano è un uomo distrutto, ma ancor di più potrebbe annientarlo pensare che possano farla franca i suoi carnefici, soprattutto quelli con la livrea della legge.
E l’Opinione Pubblica non può non temere che vicende analoghe, con massacro giudiziario di vittime e totale impunità per profittatori, possano essere alla base di quel sistema che distrugge il tessuto sano della città, devastandone le istituzioni.
Questa è davvero una brutta storia, che raccontiamo gonfi di indignazione e concludiamo con un appello ai tanti giudici per bene e ad una Pubblica Opinione che deve farsi parte attiva.
Non c’è più spazio per le ipocrisie, per le omissioni, perché in questa città si è superato il limite e la vita delle persone non è un gioco da consumare nei salotti buoni tra una chattata ed un aperitivo.
Non è più praticabile il quieto vivere: o si sta dalla parte della Giustizia o si è delinquenti”!!!
Naturalmente per maggiori dettagli, trovate l’articolo completo di tutta la documentazione ed il video del Sig. Distefano sulla pagina web: 

Sesso in cambio di favori: il Pm condannato a 11 anni!!!

Ogni giorno c’è ne una…
La cosa assurda è che ormai si assiste ad una globale immoralità, anche da parte di chi dovrebbe essere garante di comportamenti esemplari o quantomeno decorosi…
Ed invece, contrariamente a ciò, sempre più frequente scopriamo di come certi individui, grazie a quel loro potere, facciano uso in maniera distorta e aberrante, di quel ruolo…
Per fortuna che la giustizia giunge anche per loro!!!
Difatti dopo più di 14 ore di camera di consiglio, una sentenza ha condannato un ex pm della Dda romana a 11 anni di reclusione… 

Le accuse sono gravissime: corruzione, rivelazione del segreto d’ufficio, accesso abusivo al sistema informatico e detenzione di materiale pedopornografico!!! 
Secondo le accuse il Pm, avrebbe consumato rapporti sessuali con donne (ed anche transessuali…) posti sotto indagine, anche presso il proprio ufficio, concedendo favori in cambio di prestazioni intime… 
Ecco perché la Procura di Perugia, aveva chiesto a carico dell’ex Pm, la condanna a 10 anni e 6 mesi, contestando anche la concussione…
Certo, dal suo arresto – avvenuto nel 2013 – sono passati cinque anni e qualcuno ancora oggi ricorda quando i carabinieri si presentarono a casa del magistrato e perquisirono anche il suo ufficio, dove erano state piazzate dalle forze dell’arma, cimici e telecamere nascoste. ..
Lo scandalo era emerso nel corso di un’inchiesta sulla prostituzione nella capitale e la prima ad accusare il Pm, era stata proprio una transessuale. 
Ovviamente i documenti dell’inchiesta erano stati immediatamente “secretati” e trasmessi alla Procura di Perugia, competente nell’indagare sui magistrati romani.
Il Pm fu accusato di avere avuto rapporti con alcuni transessuali e di avere concesso loro in cambio, permessi di soggiorno temporanei… 
In ufficio avrebbe avuto anche un incontro intimo con la compagna di un boss noto della criminalità romana; in cambio per quella prestazione, il Pm si sarebbe impegnato a dare parere favorevole ai domiciliari a carico dell’uomo, che si trovava in quel momento in carcere. 
Per questa vicenda, la donna del boss ha patteggiato un anno e 10 mesi di reclusione.
Desideravo infine commentare questa spregevole vicenda, ma nel far ciò, preferisco utilizzare i commenti pubblicati nel web, da chi meglio del sottoscritto – ha avuto modo di conoscere direttamente quel cosiddetto “magistrato”:
– “Finalmente e’ stato ritenuto colpevole di vari reati che probabilmente aveva già perpetrato in varie altre procure tipo Trieste: vedasi suo allontanamento per lettera di garanzia ad un certo “———-” condannato per pedofilia. Il tutto dovuto al suo atteggiamento strafottente e a quel senso di onnipotenza che lo hanno sempre accompagnato. Gli si ritorce contro il suo comportamento. Speriamo che qualche anno in carcere gli facciano capire la vita”!!!
– “Sono stato vittima di questo….PM mi piacerebbe sapere se la giustizia alla fine abbia fatto il suo lavoro e che abbia condannato questo sporco bastardo”.