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Si chiamano… "Vittime della mafia"!!!

Se cercate su Wikipedia la voce “Vittime della mafia” vi è riportato: “questa categoria raggruppa biografie di persone vittime della mafia e di organizzazioni simili – La categoria non include i mafiosi (o simili) uccisi da organizzazioni criminali”!!!
Questo secondo passaggio è interessante… perché esclude di fatto, coloro che facenti parte di quel sistema, hanno collaborato o svolto interessi, per nome di cosa nostra…
Per cui, a parte le considerazioni morali, ciò che bisogna comprendere è in quali modi, quei soggetti si pongono nelle condizioni di dare all’organizzazione criminale… quanto loro richiesto…
Decidere quindi di sottomettersi ad una estorsione, non può essere accettato, neanche nei casi in cui si viene costretti con la forza, attraverso quelle ben note azioni coercitive, realizzate  dai solito “affiliati” che richiedono,  per nome e conto di quella associazione criminale, il pagamento di somme mensili o ancor peggio, una percentuale sugli utili d’impresa realizzati, in cambio di quella  cosiddetta “protezione”…
Ovviamente sono di contro esclusi, coloro che, decidono spontaneamente (sicuramente per un proprio tornaconto), di schierarsi volontariamente a quel sistema mafioso, predisponendosi a concedere,  quella propria intera struttura logistica!
Sono certo che avrete compreso come, i due casi sopra riportati, sono emblematicamente diversi: da un lato c’è chi subisce incondizionatamente (per paura di ritorsioni) e dall’altro c’è chi, con quella associazione, criminale, si presta ad andare a braccetto…
Ed allora, diventa fondamentale comprendere… chi sia stato la vittima della mafia e chi NO!!!
In relazione a quanto sopra detto, c’è da considerare che, molti di quegli imprenditori, giustificano il sostegno dato a quel sistema mafioso, come fosse una discolpa a causa della crisi in corso e soprattutto, motivano quelle loro scelte, per aver provato a salvare la propria impresa, i dipendenti e tanti anni di sacrificio…  
D’altronde, se chiedete ai siciliani cosa pensano realmente della mafia, risponderanno che “non è cosa buona” ma che almeno negli anni passati con essa “si mangiava”, mentre ora con questo Stato, “si muore di fame”…
Sappiamo tutti come la crisi genera disoccupazione e la disoccupazione genera disperazione!!!
È su questo punto che la mafia trova terreno fertile…  al punto che oggi, sei cittadini disoccupati su dieci, sarebbero disposti ad accettare un posto di lavoro in un’attività che possa essere gestita da cosiddetti “mafiosi”…
Non dimentichiamoci che molti miei conterranei, sono di loro ben disponibili – se non predisposti – al compromesso o di sicuro, ad accettare incondizionatamente quanto loro dettato… e difatti… l’associazione mafiosa, può contare su un numero enorme di questi soggetti disposti a qualunque cosa, pur di garantirsi un posto di lavoro… 
Quest’ultimi unfatti,  dimostrano d’essere disposti a partecipare con quegli imprenditori, mettendo in pratica tutte quelle truffe necessarie, affinché si possano realizzare ingenti profitti e soprattutto si creino quelle condizioni necessarie, per realizzare fondi a nero, da destinare successivamente a quell’associazione criminale o a quei politici corrotti, con cui di fatto sono in affari, in quanto, facenti parte di quel sistema corruttivo…
Per cui, alla luce di quanto sopra, dove dovremmo inserire questo gruppo “sacrificale”, costituito da quei poveri dipendenti???
Erano obbligati a fare quanto gli si era chiesto oppure si sono resi complico e quindi collusi… con i propri datori di lavoro???
Come si fa quindi a inserire in quel gruppo “vittime della mafia” costoro…???
Dopotutto qualcuno potrebbe obbiettare che essi stessi abbiano di fatto voluto partecipare a quelle collusioni… e come si fa a dirlo…
Ma poi… cosa vi hanno guadagnato…???
Hanno salvaguardato rispetto ad altri il proprio posto di lavoro??? 
hanno ricevuto del denaro sottobanco??? 
Hanno goduto di assunzioni per i propri famigliari o forse speravano di godere su un migliote prestigio personale???
Vedete… è facile dire “vittime della mafia”, soprattutto quando poco si conosce di quel sistema…
 Si discute… tanto per parlare.
C’è chi parla per quanto vede in quegli sceneggiati in Tv o per la cronaca su un telegiornale ascoltato, per una notizia letta sul web… e via discorrendo, tutti ormai si fanno divulgatori di quel pensiero criminale, di quelle metodologie applicate senza averci mai convissuto, ma soprattutto, senza aver mai dato segni di essere contrari, per esempio denunciato… 
Eppure sono lì a mettersi in alto su quel soppalco, quasi fossero ambasciatori di quel sistema, che ora vorrebbero, con i loro ragionamenti dotti… scagionare!!!
Ed allora mi chiedevo… come chiamiamo coloro che hanno deciso di non essere partecipativi con quel sistema collusivo???
Che si sono differenziati, non partecipando in alcun modo a quelle azioni corruttive???
Che non hanno mai ricercato per se o per i propri cari, alcun vantaggio personale???
Che hanno cercato in tutti i modi, di non affidarsi a quel sistema clientelare politico e mafioso???
Che a differenza di molti, hanno avuto il coraggio di denunciare, di fare il proprio dovere, di sacrificare la propria vita, che non hanno mai accettato di piegarsi a quelle coercizioni o a quelle operative richieste, sì, come possiamo definire questi soggetti… ovverosia, non dovrebbero essere soltanto loro (non solo per lo Stato ma soprattutto per  l’opinione pubblica) gli unici… a potersi definire “VITTIME DELLA MAFIA“???
Ed allora per favore, per quanti – con le proprie azioni – non vi hanno mai fatto parte: chiamateli con un altro nome!!!

Si chiamano… "Vittime della mafia"!!!

Se cercate su Wikipedia la voce “Vittime della mafia” vi è riportato: “questa categoria raggruppa biografie di persone vittime della mafia e di organizzazioni simili – La categoria non include i mafiosi (o simili) uccisi da organizzazioni criminali”!!!
Questo secondo passaggio è interessante… perché esclude di fatto, coloro che facenti parte di quel sistema, hanno collaborato o svolto interessi, per nome di cosa nostra…
Per cui, a parte le considerazioni morali, ciò che bisogna comprendere è in quali modi, quei soggetti si pongono nelle condizioni di dare all’organizzazione criminale… quanto loro richiesto…
Decidere quindi di sottomettersi ad una estorsione, non può essere accettato, neanche nei casi in cui si viene costretti con la forza, attraverso quelle ben note azioni coercitive, realizzate  dai solito “affiliati” che richiedono,  per nome e conto di quella associazione criminale, il pagamento di somme mensili o ancor peggio, una percentuale sugli utili d’impresa realizzati, in cambio di quella  cosiddetta “protezione”…
Ovviamente sono di contro esclusi, coloro che, decidono spontaneamente (sicuramente per un proprio tornaconto), di schierarsi volontariamente a quel sistema mafioso, predisponendosi a concedere,  quella propria intera struttura logistica!
Sono certo che avrete compreso come, i due casi sopra riportati, sono emblematicamente diversi: da un lato c’è chi subisce incondizionatamente (per paura di ritorsioni) e dall’altro c’è chi, con quella associazione, criminale, si presta ad andare a braccetto…
Ed allora, diventa fondamentale comprendere… chi sia stato la vittima della mafia e chi NO!!!
In relazione a quanto sopra detto, c’è da considerare che, molti di quegli imprenditori, giustificano il sostegno dato a quel sistema mafioso, come fosse una discolpa a causa della crisi in corso e soprattutto, motivano quelle loro scelte, per aver provato a salvare la propria impresa, i dipendenti e tanti anni di sacrificio…  
D’altronde, se chiedete ai siciliani cosa pensano realmente della mafia, risponderanno che “non è cosa buona” ma che almeno negli anni passati con essa “si mangiava”, mentre ora con questo Stato, “si muore di fame”…
Sappiamo tutti come la crisi genera disoccupazione e la disoccupazione genera disperazione!!!
È su questo punto che la mafia trova terreno fertile…  al punto che oggi, sei cittadini disoccupati su dieci, sarebbero disposti ad accettare un posto di lavoro in un’attività che possa essere gestita da cosiddetti “mafiosi”…
Non dimentichiamoci che molti miei conterranei, sono di loro ben disponibili – se non predisposti – al compromesso o di sicuro, ad accettare incondizionatamente quanto loro dettato… e difatti… l’associazione mafiosa, può contare su un numero enorme di questi soggetti disposti a qualunque cosa, pur di garantirsi un posto di lavoro… 
Quest’ultimi unfatti,  dimostrano d’essere disposti a partecipare con quegli imprenditori, mettendo in pratica tutte quelle truffe necessarie, affinché si possano realizzare ingenti profitti e soprattutto si creino quelle condizioni necessarie, per realizzare fondi a nero, da destinare successivamente a quell’associazione criminale o a quei politici corrotti, con cui di fatto sono in affari, in quanto, facenti parte di quel sistema corruttivo…
Per cui, alla luce di quanto sopra, dove dovremmo inserire questo gruppo “sacrificale”, costituito da quei poveri dipendenti???
Erano obbligati a fare quanto gli si era chiesto oppure si sono resi complico e quindi collusi… con i propri datori di lavoro???
Come si fa quindi a inserire in quel gruppo “vittime della mafia” costoro…???
Dopotutto qualcuno potrebbe obbiettare che essi stessi abbiano di fatto voluto partecipare a quelle collusioni… e come si fa a dirlo…
Ma poi… cosa vi hanno guadagnato…???
Hanno salvaguardato rispetto ad altri il proprio posto di lavoro??? 
hanno ricevuto del denaro sottobanco??? 
Hanno goduto di assunzioni per i propri famigliari o forse speravano di godere su un migliote prestigio personale???
Vedete… è facile dire “vittime della mafia”, soprattutto quando poco si conosce di quel sistema…
 Si discute… tanto per parlare.
C’è chi parla per quanto vede in quegli sceneggiati in Tv o per la cronaca su un telegiornale ascoltato, per una notizia letta sul web… e via discorrendo, tutti ormai si fanno divulgatori di quel pensiero criminale, di quelle metodologie applicate senza averci mai convissuto, ma soprattutto, senza aver mai dato segni di essere contrari, per esempio denunciato… 
Eppure sono lì a mettersi in alto su quel soppalco, quasi fossero ambasciatori di quel sistema, che ora vorrebbero, con i loro ragionamenti dotti… scagionare!!!
Ed allora mi chiedevo… come chiamiamo coloro che hanno deciso di non essere partecipativi con quel sistema collusivo???
Che si sono differenziati, non partecipando in alcun modo a quelle azioni corruttive???
Che non hanno mai ricercato per se o per i propri cari, alcun vantaggio personale???
Che hanno cercato in tutti i modi, di non affidarsi a quel sistema clientelare politico e mafioso???
Che a differenza di molti, hanno avuto il coraggio di denunciare, di fare il proprio dovere, di sacrificare la propria vita, che non hanno mai accettato di piegarsi a quelle coercizioni o a quelle operative richieste, sì, come possiamo definire questi soggetti… ovverosia, non dovrebbero essere soltanto loro (non solo per lo Stato ma soprattutto per  l’opinione pubblica) gli unici… a potersi definire “VITTIME DELLA MAFIA“???
Ed allora per favore, per quanti – con le proprie azioni – non vi hanno mai fatto parte: chiamateli con un altro nome!!!

Ca… moviti Sicilia e lassa perdiri sti infami…

C’è un proverbio siciliano che dice… “Com’è a canni… veni u broru“: significa “Come è la carne viene il brodo”, cioè dalle origini potrai comprendere cosa verrà fuori in futuro…

Ecco, se per un momento i miei conterranei si fermassero a pensare, sì, a ricordare cosa è successo in questi anni, quali politiche sono state adottate per migliorare questa terra (da tutti quei politici a cui hanno dato il loro voto…), valutare quei partiti e soprattutto il loro premier e coloro che tutti intorno hanno potuto beneficiare, ecco, basterebbe fermarsi soltanto un momento, per comprendere come tutto ciò che è stato fatto finora per migliorare questa regione… è stato inutile!!!
Ed allora a chi vogliamo dare la colpa… alla solita mafia, già… quella organizzazione criminale, va bene, incolpiamo “cosanostra”… anche quando sappiamo c’entrare poco con quelle nostre scelte…

Perché, se pensate che sia essa a fare schifo… vi sbagliate; fanno schifo tutti quei soggetti che fanno in modo di dimenticare, che si comportano da pecore e che quando opportunamente chiamate… como loro, si mettono in fila!!! 

Fanno schifo coloro che credono che soltanto “alcuni”, potranno migliorare le condizioni di tutti… sapendo che gli unici obbiettivi a cui mirano, sono i propri!!!
Questi incontri politici, celati da “convention” e organizzate da fondazioni ed associazioni, servono principalmente per rimettere in gioco, vecchi soggetti “riciclati”, che saltellano da un partito all’altro, a seconda dei vantaggi che man mano, vengono loro offerti…
Che schifo osservare questi personaggi inconcludenti che, quasi ogni mese, tra Camera e Senato, cambiano casacca…

E i miei conterranei ( perché degli altri… me ne frego di cosa fanno… ), sì proprio loro, di questa palese incoerenza dovrebbero almeno farsene una ragione… ed invece no, restano immobili, quasi fossero “sadomasochisti” nel sottomettersi a quelle palesi incongruenze…

Ma loro sono fatti così, dimenticano presto o forse… basta poco per corromperli, qualche promessa e il gioco è fatto.  
Certo leggere queste mie parole darà certamente fastidio, soprattutto a chi sa bene, che non sono in torto, ma di ammetterlo… non lo faranno MAI!!!
Dovete sapere che a cambiare bandiera tra i parlamentari, sono stati quasi 250 e a guadagnarci più di tutti, sono stati il Gruppo Misto e l’Area Popolare… quest’ultima coalizione, formata da NCD e UDC e composta più a parlamentari che da elettori (visto che negli ultimi sondaggi è indicata intorno al 2,3% dei voti); mentre il partito che ha perso negli ultimi anni più parlamentari di tutti è stato Forza Italia ed ora… avendo compreso il motivo di quella traslazione, tenta con le solite promesse e  accordi sottobanco del suo premier o dei suoi delfini (più squali che delfini…), di riacquistare quei voltagabbana da troppo tempo andati via…

Ed ecco quindi che Catania diventa crocevia di tutti quei personaggi politici… che hanno il coraggio di parlare ai giovani dicendo ” devono capire che la politica non è un lavoro, è un servizio che ha un inizio e una fine” ; guarda da quale pulpito viene la predica, loro mestieranti che da una vita sono seduti lì a non concludere nulla, dicono ai giovani cosa fare… e difatti loro sanno cosa fare, andarsene!!!

La Sicilia, riportava questa mattina un quotidiano, è la regione che ha all’estero circa il 15% dei nostri giovani, ma soprattutto, detiene il primato degli emigrati “storici”, cioè, di tutti coloro che ormai risiedono stabilmente oltre i nostri confini… e di ciò, dobbiamo dire grazie, proprio a quei nostri politici “siciliani”, che di questa terra hanno dimostrato volutamente di sapersene fregare…
D’altronde la politica attuale, tenta di ritornane a quel vecchio sistema DC, quello degli “inciuci”, delle raccomandazioni, dei posti di lavoro in cambio di voti, di quelle collusioni con quel mondo tentacolare politico/imprenditoriale e mafioso, già, un mondo dove tutti vanno d’accordo e dove la torta viene mangiata anche da chi sta fintamente… all’opposizione.
Nel contempo la democrazia va morendo e noi tutti con lei…
Ma chi fai… ancora ca’ si: Moviti sicilianu… ca ti stanu aspittannu!!!

Un discendete del "Faraone Tutankhamon" ha trovato i miliardi per realizzare il ponte sullo stretto…

Il ponte si farà… 

Sì…correva voce nel 1864 che la Società delle Ferrovie fosse interessata a realizzare il ponte…

Ora, dopo quasi duecento anni… ci si veglia da quel sonno profondo e non sapendo di cosa discutere si prospetta per l’ennesima volta, la storia del ponte!!!
Ecco allora che, un discendente della dinastia dei faraoni dell’antico Egitto, ricordando quanto i propri avi avevano già immaginato… e riprendendo quelle iscrizioni sulle pareti ritrovate all’interno di quelle camere mortuarie, ecco che, promuovendosi a nuovi mecenati (ma utilizzando i nostri soldi… quelli cioè dello Stato…) sperimentano di realizzare quelle opere grandiose, lasciate finora incompiute…    
Ma dove trovano quei denari… è ovviamente un mistero… comunque la propaganda politica dice che ci sono 8 miliardi di euro a disposizione…
Il problema è adesso individuare in quale voce, questi, sono stati accantonati!!!
Ed allora “Sì al Ponte sullo Stretto perché è di centrosinistra creare condizioni che favoriscano collegamenti agevoli, connessioni con il resto del mondo, sviluppo e occupazione”… 
Si dimentica che alcuni anni fa… erano proprio loro, quelli del centrosinistra, a gridare che il progetto “avrebbe favorito la mafia” ed oggi, forse perché con quella stessa mafia ci vanno a braccetto e si fanno affari… va tutto bene!!!
Dopotutto se la Sicilia ha bisogno di infrastrutture più moderne, di reti idriche funzionanti, di ammodernare i propri ospedali, di risolvere i problemi dei rifiuti, di realizzare nuove condotte per le acque bianche e nere, d’ampliare aeroporti e porti, non è per loro un problema o meglio, per ora, non può essere affrontato!!!
Se inoltre, questa nostra regione si ritrova –a differenza di quanto ci viene raccontato– in completo abbandono, in uno stato d’anarchia assoluta, con una gestione amministrativa pessima e “collusa” e con quel mondo “clientelare e politico/mafioso” che ha di fatto reso inevitabile i commissariamenti e l’utilizzo “in deroga” delle risorse pubbliche… l’importante è che si pensi al ponte!!!
D’altronde, parte di quelle opere sopra descritte, avrebbero dovuto essere di fatto, le reali necessità di questa nostra terra e non sentire ripetuti quei proclami futili… anche perché sappiamo bene che “con i se e con i ma”, si fanno attraversare mari e monti, senza però costruire alcun ponte…
Ho letto alcuni giorni fa che il Cipe ha approvato la destinazione di fondi comunitari per la spesa corrente e che il governo nazionale è stato costretto a prendere questo tipo di provvedimento, per consentire alla regione di coprire un buco finanziario. 
Come sempre, ci viene ripetuto che questa sarà l’ultima volta, che non è più tollerabile eliminare il terreno sotto i piedi delle nuove generazioni e che non possiamo distrarre risorse dal progresso e dal futuro!!!
La verità è che nessuno ha ancora chiesto a noi siciliani se il ponte lo vogliamo o forse, come già accaduto, si spera di prenderci per la gola o per meglio dire… per il posto di lavoro, convincendoci che questa occasione è la nostra principale priorità.

I posti di lavoro verrebbero occupati egualmente, attraverso una serie d’interventi necessari… e non ci sarebbe alcun bisogno -almeno in questa fase- di prevedere l’inizio dei lavori su un ponte che non darebbe, visti i tempi di realizzo, benefici immediati…
Non dimentichiamo inoltre, che la realizzazione di un opera “faraonica” come questa, creerebbe un potenziale pericoloso e dove certamente le associazioni criminali, sia siciliane che calabresi, faranno in modo di confluirci in tutti i modi…
Basti vedere quanto oggi scoperto sulle tangenti e le corruzione sul treno di Malpensa…
Questo nostro paese va -come ripeto ormai da troppo tempo- ripulito da questo marciume e forse chissà, tra qualche anno, senza tutti questi loschi e corrotti individui, presenti tra gli imprenditori, politici, dirigenti delle PA e uomini delle istituzioni, si potrà prendere in considerazione la possibilità di realizzare questo “benedetto” (o come finora dicono in molti “maledetto”…) ponte!!!
Già quel ponte: fra la disperazione e la speranza è una buona dormita!!!

Il mondo di mezzo: tra mafie e antimafie…

Ieri, 30 settembre alle 19,30, al Salone Loyola (Parrocchia SS. Crocifisso dei Miracoli di Via Enrico Pantano 42 a Catania) si è tenuta una conferenza sul tema di cui in oggetto, tenuta dal Prof. Antonio La Spina.

Bisogna dare un plauso a Padre Gianni Notari, che, attraverso questi incontri, cerca di dare un importante contributo morale al rinnovamento delle coscienze civili… 
Difatti, la questione morale rappresenta oggi, uno dei tratti più significativi sul terreno della lotta alla mafia, che vede ancora la presenza di forti riserve culturali e di esitazioni politiche, difficoltà nel rinnovamento di quelle vecchie classi dirigenti e da quel ricercato sostegno clientelare, da cui siamo totalmente sommersi…
Ma soprattutto manca un’alternativa incapace di riuscire a restituire quel diritto democratico proprio dei suoi concittadini, un sistema quest’ultimo, che preferisce andare a braccetto con quel mondo del malaffare, collusivo e corruttivo, che permette a quel ceto di comando, di prendere le redini della cosa pubblica!!!
Il raffronto del Prof. La Spina è perfetto: esistono tre mondi suddivisi in sotto-mondo, sovra-mondo e mondo di mezzo… 
Ognuno di quei mondi si muove in sintonia con i propri affiliati, quasi fossero di fatto una vera e propria organizzazione professionale; ognuna di esse è sorretta da dei veri e propri codici, quasi fossero deontologici, con specialità, abilità e conoscenza…
Esiste tra esse un confine di separazione… ma vi è la possibilità in taluni casi, che esse, entrino in contatto tra loro, per mettere in comune quanto necessario, affinché si concretizzino le necessità di ognuno di quei mondi…
C’è un mondo di mezzo che partecipa a seconda delle circostanze con i due mondi, quello di sopra e quello di sotto… 
Nel suo libro riporta tutto l’universo delle mafie è dei fenomeni che la contraddistinguono… si passa da Cosa-nostra alla Camorre, dalla ‘Ndrangheta agli Stiddari fino a quelli della Sacra Corona Unita… per giungere a entità completamente nuove come “Mafia capitale”….
Ma la lotta alla mafia passa anche attraverso “l’antimafia”, quella vera e sana, quella realizzata dalle associazioni che direttamente sul campo, fanno sì, di dare un grande contributo a quella lotta…
Perché si sa che esiste un’antimafia istituzionale e soprattutto un’antimafia autentica sociale, ma sappiamo bene che da qualche tempo, vi è la presenza di un’antimafìa “apparente”, che camuffata da personaggi “paladini della legalità”, operano falsamente, affinché s’innescano ingannevoli condizioni che permettono di creare, confusioni ed instabilità, nell’operato delle forze istituzionali…
Sono personaggi che operano in quel mondo di mezzo… colletti bianchi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, aderiscono ufficialmente o costituiscono di fatto una nuova associazione antimafia… dedicata all’opera di una vittima di mafia… 
Conoscere dal di dentro le dinamiche organizzative della mafia, permetterà a tutti noi di combatterla ed eliminarla definitivamente…
Come diceva il giudice Falcone: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine…”.
Noi tutti però, non siamo più nelle condizioni di potere attendere che quel fenomeno giunga da solo alla propria fine!!!
Dobbiamo unire tutte le forze e l’energie, affinché si giunga a quella unione necessaria, per dare un colpo decisivo a quei mondi, criminali, clientelari e associativi…
Faccio quindi un appello a tutte quelle persone perbene presenti (ed anche assenti al convegno…), ma soprattutto rivolgo questo mio appello alle associazioni tutte di legalità… ai loro rappresentanti, che con passione e dedizione, fanno sì che questa nostra terra possa essere migliore – non un giorno – ma sin d’ora…
Ringrazio quindi, quanti ho avuto il piacere di conoscere, in particolare l’Associazione Anti-racket “A.S.I.A.” attraverso il suo Presidente, Dott. Salvatore Campo; l’Associazione antiestorsione di Catania “Libero Grassi” che vede il presidente Linda Russo Zangara e tutti i suoi volontari nella quotidiana battaglia contro il pizzo; dell’Associazione “Giustizia e Pace” dedicata ai due magistrati uccisi dalla mafia, Antonino Saetta(assassinato insieme al figlio nel 1988) e Rosario Livatino (freddato nel 1990), rappresentata da Ugo Tomaselli.
Colgo l’occasione infine per salutare coloro che, quotidianamente, con il proprio impegno, si sacrificano con dedizione affinché, legalità e giustizia, abbiano a radicarsi nella società attuale… mi riferisco a Nicola Grassi, Romj Crocitti Bellanti, Mirko Viola, Antonello Costanzo, ed anche gli amici Alfio Grassi e Maria Anselmi (la quale, mi ha gentilmente concesso di pubblicare in copertina la sua foto…).
Sono in molti ad aver sacrificato se stessi perché animati dal desiderio di rivalsa contro qualunque forma di criminalità organizzata: perché si sa… il bene trionferà e la legalità vincerà la sua battaglia!!!

Nord e Sud: tutti ispirati da eguali modelli comportamentali!!!

Pensavate che soltanto al Sud accadevano certe situazioni… ed invece no!!!
Il nostro paese, ha differenza di quanto si pensi… è molto unito, in particolare, quando si tratta di attuare veri e propri, comportamenti lestofanti…
Difatti, si è scoperto che anche nel Comune di Biella, sono stati individuati i soliti “furbetti del cartellino”, insieme agli abituali “coglioni” colleghi (non potrebbero chiamarsi diversamente…) che partecipavano a quelle collusioni, timbrando -per quegli assenti- il badge ed inoltre, svolgendo essi stessi una parte di quel lavoro che avrebbero dovuto fare gli altri…(quindi …doppiamente coglioni!!!) che nel frattempo, trascorrevano le loro giornate a svolgere proprie commissioni, a giocare presso le sale giochi e chissà se non anche, a trascorrere un po del proprio tempo, con i propri amanti ( non mi meraviglierei se tra quanti traditi… non ci siano anche alcuni colleghi, che restavano per l’appunto in quella sede comunale…
C’è una barzelletta a riguardo… racconta di un barbiere, di sua moglie e dell’amante… che ogni giorno, passando d’innanzi a quell’esercizio, s’informava entrando… sui tempi e sui clienti presenti, per poter così calcolare, il tempo massimo che poteva dedicare alla consorte di quel “figaro” (la trovate raccontata su “youtube” dal bravo Giuseppe Castiglia…).   
Tralasciando quindi i colleghi compiacenti e quei dirigenti che ovviamente non controllavano… grazie finalmente alla denuncia anonima di un dipendente di quel Comune ( lui sì che meriterebbe di essere al posto di quei dirigenti… ma in Italia se non si è “collusi” non si va da nessuna parte…) si è potuto dare il via all’attività investigativa ed è così che i militari del Comando Provinciale di Biella, hanno dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare a carico di alcuni dipendenti dello stesso Comune, indagati ora a vario titolo, tra cui truffa in danno dello Stato, peculato e falso!!!
Le indagini, hanno dimostrato grazie ai video ripresi e alle intercettazioni telefoniche… che in quel Comune non si lavorava, ma bensì, si rubava lo stipendio… o per voler precisare, per alcuni di essi (sono finora 33 i dipendenti coinvolti), sono state accertate responsabilità penali…
Questi dipendenti, erano soliti assentarsi in maniera sistematica e senza alcuna giustificazione, non registravano l’uscita, come non si presentavano nell’orario al lavoro, ma delegavano la timbratura dei propri badge ai colleghi compiacenti…
Inoltre, per le loro commissioni, utilizzavano gli automezzi di proprietà comunale e alla truffa, anche la beffa…  si segnavano lo straordinario!!!
Mi ripeto: pensavate che certe situazioni accadevano soltanto al Sud???
Ed invece… No!!! 
Come dice il proverbio: tutto il mondo è paese… ma questo era più “biella di tutti”.

Caccia al patrimonio dei boss mafiosi…

Per colpire la mafia e in particolare i suoi associati, bisogna aggredire i patrimoni accumulati…

Quanto sopra, è ben a conoscenza delle Direzioni Investigative Antimafia e rappresenta perfettamente, quanto il giudice Falcone aveva a suo tempo individuato, proprio in una delle principali cause della eccezionale pericolosità di “cosa nostra”; quella cioè dell’enormi ricchezze di cui l’associazione mafiosa disponeva, ma su cui viceversa, vedeva “il vero tallone di Achille a causa delle tracce che lasciano dietro di se i grandi movimenti di denaro connessi alle attività criminali più lucrose…“.
Se si vuole colpire sul serio la mafia con l’obiettivo di debellarla, bisogna aggredire la fonte del suo potere, e cioè quegli immensi patrimoni accumulati illegalmente…
Del resto, diceva l’ex magistrato Antonio Ingroia: questa è la maniera più efficace per combattere anche gli altri due morbi che avvelenano la nostra economia: la corruzione e l’evasione fiscale!!! 
“Spesso (diceva Ingroia…), va a finire che, attraverso qualche prestanome, sono gli stessi mafiosi a riprendersi, per quattro soldi, i beni che gli erano stati confiscati”…
Certamente… una cosa sono le indagini sui patrimoni mafiosi e sul loro riciclaggio… un’altra cosa è la gestione di quel provvedimento di prevenzione, che dovrebbe sottrarre definitivamente il bene al circuito economico di origine, per inserirlo in un altro, esente di condizionamenti criminali che caratterizzano il primo…
In un intervista concessa al quotidiano Giornale di Sicilia, il ministro Alfano  ha dichiarato: ” Per quello che ci riguarda, non ci distraiamo un attimo, seguendo la strada maestra: prendere i latitanti, sottrarre i patrimoni accumulati illecitamente, sostenere e dare coraggio a chi denuncia “…
Sono belle parole, quanto poi ci si riesca in quelle iniziative è tutt’altra cosa, in particolare credo che si è molto lontani nel “saper sostenere e dare coraggio a chi denuncia”.
Vorrei anzi aggiungere che quanto avviene (come direbbe un caro amico comune ingegnere d’Agrigento…) “di fatto e di diritto” è tutt’altra situazione, perché alla fine chi denuncia, da soltanto fastidio!!! 
Ritornando quindi su quanto sopra… aggredire i patrimoni mafiosi, significa per quegli “uomini d’onore”, perdere di prestigio nel loro stesso ambiente, perché li si priva di uno strumento di condizionamento fondamentale della realtà che li circonda, ancor più nella nostra regione… caratterizzata spesso da condizioni di arretratezza economica e culturale.
Ma per fare questo servono magistrati coraggiosi… e quelli che ci hanno provato sono purtroppo morti!!!
Come dimenticare Rocco Chinnici che fu tra i primi ad avvertire la necessità di aggredire i patrimoni dei boss; tra i primi a capire quanto fosse importante che i magistrati condividessero le esperienze accumulate sul campo e lavorassero in pool contro Cosa Nostra; ma soprattutto fu tra i primi a rivolgersi alle nuove generazioni con i suoi consueti incontri nelle scuole per parlare di mafia. 
Per tutte queste ragioni Rocco Chinnici fu un innovatore ma ciò gli costò la vita… 
La verità è che la legalità passa attraverso lo sviluppo di leggi efficaci!!!
A dirlo è stato – durante il convegno su “Obiettivo legalità” – il Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, che ha dichiarato: “aspettiamo con ansia le modifiche al codice antimafia, strumento indispensabile per individuare e aggredire i patrimoni mafiosi, e quelle della giustizia penale, al vaglio del parlamento. L’epoca delle riforme si è aperta, ma sarebbe auspicabile in tempi ragionevoli”… 
La corruzione percepita nel nostro paese è vasta… 
Sì, sono stati fatti progressi enormi nelle azioni di contrasto, eppure la previsione del giudice Falcone, secondo cui le mafie hanno un inizio e una fine, sembra allontanarsi all’infinito, di fronte all’evoluzione delle organizzazioni criminali che sfruttano la vulnerabilità delle istituzioni pubbliche esposte alle infiltrazioni attraverso meccanismi corruttivi-collusivi, lo sviluppo delle tecnologie informatiche, la globalizzazione dei mercati e l’asimmetria dei regolamenti dei governi dei diversi paesi
Perché lo Stato, può vincere solo, se l’azione di contrasto diventa una priorità dell’azione politica… 
È una sfida titanica, ma indispensabile: perché può esistere soltanto un’antimafia che è quella dell’impegno quotidiano… che ognuno di noi deve mettere per ricordare e trasmettere i valori della legalità!!!

La "trasparenza" Amministrativa.

Questa sera, presso la Sala Layola della Parrocchia del SS. Crocifisso dei Miracoli, si è tenuto un incontro sul tema: ” La trasparenza amministrativa come diritto di cittadinanza”. 
L’incontro è stato organizzato da Padre Gianni Notari, dove hanno partecipato importanti docenti, presidenti e direttori di Associazioni e Centro Studi…
Riprendendo quanto ha riportato il Dott. Vittorio Alvino (Presidente dell’Associazione Openpolis): “Oggi assistiamo ad un appiattimento piuttosto sistematico dell’ideale sul reale, pensiamo al campo della vita civile, a quando, ad esempio, ci lamentiamo per il fatto che il nostro paese sia tra i più corrotti dell’Unione Europea… preso atto di questo, c’è in atto una costante tendenza a modificare la legge per adeguarla alle pratiche correnti; si ha di conseguenza, un’appiattimento della norma sul fatto, del diritto sul potere, del valore sulla pratica corrente…”.
Riconoscendo quindi la dimensione del diritto di cittadinanza di libertà della stessa trasparenza, diritto di ogni cittadino e la promozione connessa della partecipazione dell’interessato all’attività amministrativa (formulazione questa peraltro dovuta ad un intervento espresso dal Consiglio di Stato), ciò che si tende ad assicurare è l’attuazione dei principi costituzionali dell’imparzialità e del buon andamento delle Pubbliche Amministrazioni, così come sanciti dall’art.97 della Costituzione   
L’impatto di tale normativa sui rapporti tra le Pubbliche Amministrazioni e i cittadini è dirompente, rispetto ad un arcaico sistema organizzativo delle istituzioni pubbliche basato sull’autoreferenzialità e l’inaccessibilità al mondo esterno…
Infatti, mediante quest’innovazione normativa, non solo si garantisce al cittadino il pieno diritto di prendere visione degli atti di un procedimento, ma soprattutto si condiziona l’intera attività amministrativa che da ora in poi, dovrà ispirarsi a quei principi di trasparenza e legalità…
Per quanto sopra si interseca, anche il diritto di accesso, inteso come quel potere (e/o diritto degli interessati) di richiedere o prendere visione ed eventualmente ottenere (ai sensi dell’art. 22 della legge 241/90), copia dei documenti amministrativi…
Certo quanto scritto sulla carta… avrebbe dovuto trovare disposizione nella pratica ed invece, ad oggi, soltanto il 30% delle Amministrazioni Pubbliche ha assolto all’implementazione dei principi di trasparenza imposti dal decreto in vigore dal 20 aprile 2013 (dati verificati su un campione di enti pubblici monitorati)…
Va aggiunto inoltre che, le richieste di accesso agli atti vengono evase con tempi biblici, ignari probabilmente che qualsiasi azione dell’amministrazione pubblica deve avere tempi certi (la L.241/90 prevede la predeterminazione dei tempi dei procedimenti amministrativi, nonché il termine per l’accesso agli atti dei cittadini).
Inesorabilmente, per molti Enti, sono già arrivate le prime sanzioni per mancato adempimento degli obblighi normativi imposti dal Legislatore in materia di trasparenza…
E difatti, la magistratura a cominciato a sanzionare i comportamenti omissivi e inadempienti, rispetto agli obblighi in tema di piattaforme informatiche, pubblicazione on line e trasparenza amministrativa…
La verità è che il più delle volte, dietro quei comportamenti “omissivi“, si nascondono le tracce di comportamenti “collusivi“, di procedure eseguite affinché si possa giungere a “autorizzazioni” o procedure “correttive” che di fatto violano i principi di legalità e che di conseguenza non possono essere rese pubbliche…
Alle domande dei cittadini si risponde con un silenzio assordante… sia da parte di quei responsabili dell’Amministrazione, ma soprattutto da parte di quelle forze politiche, che coprono costantemente quanto compiuto da alcuni dipendenti “corrotti” all’interno di quelle amministrazioni, ed è il motivo per il quale, non si premurano a fare in modo che le documentazioni richieste agli uffici preposti, possano divenire in maniera celere pubbliche…!!!
La corruzione all’interno di quegli uffici, non è un destino inevitabile… ma un abito culturale!!! 
In tal senso, nella lotta al fenomeno corruttivo, la prevenzione, gioca un ruolo strategico, perché capace di agire sulle occasioni e sui fattori determinanti della corruzione, su quei comportamenti deviati ascrivibili alle zona d’ombra del governo in cui il potere si fa opaco e invisibile.  
Una politica di prevenzione interviene principalmente a livello amministrativo, promuovendo la cultura della trasparenza nella Pubblica Amministrazione. 
La corruzione pubblica si insidia, infatti, nelle amministrazioni che non garantiscono alcuna tracciabilità e soprattutto rendicontazione della propria attività….
E’ questa una verità talmente ovvia che novanta Stati nel mondo, si sono dotati di una legge specifica sulla libertà d’informazione, nota come Freedom of Information Act o meglio “Foia“. 
Il “Foia” garantisce un diritto di accesso totale ai documenti amministrativi, rivelandosi un potente strumento di democrazia e controllo. 
Non a caso, nei paesi in cui la trasparenza è un’abitudine consolidata, il tasso di corruzione pubblica percepita è bassissimo!!!
Quindi, come ho cercato di spiegare questa sera… prima della “trasparenza amministrativa”, bisogna costruire una “trasparenza morale”, in grado di annientare una volta e per tutte, quel culto della “segretezza” nell’attività amministrativa, altrimenti quella “casa di vetro” della Pubblica Amministrazione (tanto decantata durante i vari interventi), lascerà non solo fuori il cittadino, ma soprattutto non permetterà mai ad egli, di poter guardare dentro e partecipare… che poi di fatto è… quanto sta avvenendo nella pratica di tutti i giorni!
Purtroppo da noi… la nozione di trasparenza, per nostra disgrazia, pare essere intrinsecamente e fatalmente oscura!!!
P.s. Mi volevo scusare con la Prof.ssa Nicoletta Parisi (docente di Diritto dell’Unione europea e componente dell’ANAC) in quanto, nel redigere quanto riportato, non avevo menzionato il suo nominativo (durante l’incontro non avevo avuto modo di segnarmi i nomi di quanti avevano partecipato all’incontro…), che vorrei aggiungere, in modo preciso e soprattutto chiaro, è riuscita a spiegare a noi presenti, quel principio fondamentale dell’esercizio della funzione amministrativa.

Tangenti anche in Marina Militare…

Tanto per non essere diversi dagli altri… ecco l’ennesima inchiesta sugli appalti, che stavolta prende di “mira” (mi sembra che il termine sia perfettamente appropriato…) la nostra “Marina Militare”…
Alcuni giorni fa si è giunti all’arresto del capitano di vascello Giovanni Di Guardo e del tenente di vascello Francesca Mola ed anche dell’imprenditore Vincenzo Pastore…
Sono accusati tutti di reati di concorso in corruzione aggravata e di turbativa d’asta…
La stessa Marina Militare se pur auspica in tempi celeri la chiusura dell’inchiesta e la condanna dei responsabili, accusa un’ulteriore sconfitta, causa gli ulteriori arresti, avvenuti nei giorni seguenti, in cui sono finiti il Direttore della locale Maricommi (Direzione di Commissariato della Marina Militare) e un altro Ufficiale in servizio presso l’ufficio contratti dello stesso ente!!! 
Ora ci viene comunicato che la gara in questione non si è svolta e che l’appalto di cui sopra, non è stato aggiudicato!
Grazie della notizia… scoperta la truffa era ovvio che la gara non avrebbe potuto realizzarsi, ma viene ora da chiedersi… per tutte quelle precedentemente assegnate… il meccanismo era sempre lo stesso ed allora, come si pensa d’intervenire e ripristinare quei principi di trasparenza… forse attraverso una commissione d’inchiesta???
Per fortuna che c’è chi… a differenza di altri che dormono, fanno perfettamente il proprio lavoro… e mi riferisco alle Procure e alle forze dell’ordine!!!
Di queste vicende, ciò che mi colpisce è la sorpresa manifestata da tutti… 
A prima vista, sembrano questi avvenimenti insoliti… quasi inaspettati, o meglio, in molti fanno tutti finta di non sapere con quali modi vengono truccati gli appalti, ma poi, è di fatto, quanto avviene quotidianamente… 
Al momento, ci viene raccontato che abbiamo pure una “prima” donna militare… arrestata per mazzette; la verità è che forse le altre sono state un po più furbe e non si sono fatte scoprire!!!
Ciononostante, di questa vicenda mi sorprendono due notizie: la prima, sulle intercettazioni telefoniche e su quel virus inviato sul Iphone del tenente di vascello, che ha permesso di registrarne le telefonate e la seconda sull’invio proprio del Di Guardo in quella struttura militare, per correggere quegli scandali dell’anno prima, che avevano di conseguenza prodotto il suo arrivo… (in quella stessa struttura militare, in 11 -9 militari più 2 civili- avevano organizzato un sistema criminale, per incassare il 10% del valore dell’affidamento)…
Incredibile, come si dice “oltre l’inganno la beffa” ed difatti,  hanno chiesto proprio al tenente, di ripristinare quei principi di legalità, in quell’ambiente corrotto… dimenticandosi però nel contempo, che proprio il Di guardo era già stato condannato per truffa in una vecchia vicenda…
Secondo gli inquirenti l’accordo corruttivo prevedeva una tangente complessiva da 200mila euro, oltre a un “Suv” dell’Audi: a proposito di Suv… mi sono sempre chiesto come facciano certi militari (e non solo…) a girare con auto da 70.000-150.000 euro, considerato che le loro retribuzioni… sono nella norma…: ed allora, come mai (in questi casi) nessuno che controlla, quelle eventuali sperequazioni finanziarie???
D’altronde, quella è un’altra storia… intanto riprendendo quanto accaduto e cioè per poter compiere la truffa, il tenente si è servito della collega Francesca Mola, che proprio il Di Guardo aveva portato con sé da Roma e destinata a quell’ufficio appalti: “Sono tutti convinti che sia la mia amante… rideva con la fidanzata; ma io l’ho presa e l’ho messa lì perché ho capito che a questa i soldi piacciono… quanto ci guadagna? Quaranta, cinquantamila euro (…) Su quello che guadagna quello (ndr, l’imprenditore)….”

D’altronde il Di Guardo dimostra avere una grande esperienza su come far circolare il denaro; intercettato insieme con l’imprenditore (Pastore) dichiarava: “ho una fiduciaria a Malta: da lì posso spostare i soldi sul conto corrente della fidanzata “rumena”; quindi faccio un’operazione estero su estero. Infine dal suo conto in Romania passa i soldi a se stessa su un conto italiano”.
Semplice no… basta organizzarsi: una sede legale a Malta ed una operativa per esempio in Romania… e il gioco è fatto!!!
Come cantava Ron nella sua canzone: E’ l’Italia che va… con le sue macchinine (Audi, Porche, Mercedes, Bmw, …) vrum vrum…

Un gran bel mix d'arrestati: politici, imprenditori, presidenti ed anche funzionari pubblici…

Lo so… non fa più notizia!!!
Siamo così abituati a contare gli arresti… che ci siamo ormai assuefatti,,, e poi per cosa, per vedere come alla fine nessuno paghi, anzi dopo pochi giorni sono tutti lì, liberi… come se nulla fosse accaduto…
Come si dice: rubare… alla fine paga!!! 
Già, cosa sarà mai una denuncia, una condanna, dopo essersi appropriati di un bel po di euro… 
Dopotutto… cosa si perde…??? La dignità…???
Ma quella non c’è mai stata… non vi era prima e non ci sara ora… che si è stati scoperti!!!
Quando uno nasce ladro, morirà da ladro… e ladri saranno i suoi figli ed i figli dei suoi figli… perché i geni sono quelli e non possono certo modificarsi!!!
Di poche ore fa quindi… un’altra inchiesta!
Questa volta siamo a Caserta e le forze dell’ordine hanno arrestato 20 persone nell’ambito dell’assegnazione illecita di una serie d’appalti milionari, nei comuni della provincia…
I destinatari di quei provvedimenti???
I soliti: politici, imprenditori, presidenti (Provincia di Caserta…) e uomini delle istituzioni, precisamente funzionari pubblici, come il sindaco di Piedimonte Matese e l’ex sindaco di Casagiove, ed un comandante della polizia municipale…
Una vicenda di corruzione e di appalti truccati nel settore dei rifiuti, che ha portato all’ormai abituale giro di tangenti e all’assunzione di amici e parenti, all’interno delle società ora coinvolte…
Una vera e propria “appaltopoli” nel sistema di smaltimento dei rifiuti… che avrebbe permesso, oltre la spartizione di denaro, viaggi in Turchia, buoni benzina, utilizzo di auto di lusso e altri regali, in cambio dell’assegnazione degli appalti a una ditta della zona, che si occupava direttamente dello smaltimento di quei rifiuti…
Sono solo alcune delle “utilità” (come si dice in gergo giudiziario), che gli imprenditori del settore rifiuti del Casertano (secondo la ricostruzione degli investigatori) erano disposti a dare a politici locali e funzionari pubblici in cambio di quelle gare d’appalto milionarie costruite appositamente “ad hoc”…
Tra i reati contestati figura ovviamente… l’abuso d’ufficio, ed inoltre è stato eseguito un sequestro beni per oltre 1,5 milioni di euro…
Si… quanto sopra rappresenta un piccolo passo avanti per contrastare la corruzione di questo paese… 
Ma quando ti accorgi, di quanto sia inquinato il mare dell’illegalità, ecco che allora quella lotta, diventa di per sé inutile, non riuscendo nel concreto, a modificare “minimamente” le coscienze di quei suoi prossimi interlocutori… che sin d’ora, si stanno preparando, a beneficiare di quei posti lasciati scoperti, proprio da coloro che sono stati arrestati!!!
Una storia per me significa una trama in cui vi è una certa sorpresa… ma qui. ormai da tempo, non mi sorprende più nulla…

Cacopardo: “Per combattere l’illegalità non sono necessari gli eroi, ma gente perbene che fa il proprio dovere”

L’Articolo è di Katya Maugeri ed è riportato nel link del 30, Ago, 2016:
Ho scaricato il file in pdf e prendendo suggerimento su quanto alla fine richiesto e cioè di diffondere quanto riportato, ho ritenuto –visto l’argomento trattato– di pubblicare integralmente quanto riportato nella pagina web “SiciliaJournal.it”  che ritengo essere tra i migliori quotidiani on line, in particolare visti i trattati sulla nostra terra…
Mi permetto inoltre di suggerire la condivisione della loro pagina “Fb” ed inoltre consiglio l’iscrizione nella homepage, alla loro “newsletter”, per non perdere giornalmente le notizie pubblicate…   

L’Articolo:

Affreschi che narrano drammi psicologici e sentimentali, i suoi romanzi, attraverso minuziosi dettagli diventano dei veri e propri viaggi introspettivi dove ritrovare sapori, odori e tradizioni. Domenico Cacopardo, ex magistrato, consigliere di Stato, e scrittore affermato, nella sua ultima opera ambientata in Sicilia, “Semplici questioni d’onore” (edito da Venezia Marsilio Editori), attraverso il protagonista condurrà delle indagini che lo porteranno ad indagare sul ruolo della mafia: dagli anni passati all’intromissione negli appalti pubblici, alla protezione goduta negli ambienti politici.
Domenico Cacopardo, ha trascorso la sua infanzia in Sicilia, ma quegli anni sono bastati per creare un legame indissolubile con la nostra Terra.

Da operatore del diritto e da uomo di cultura quali sono le sfaccettature diverse con le quali giudica il disinteresse degli intellettuali sui temi della legalità e sul malcostume?

«Occorre essere chiari, per evitare fraintendimenti e strumentalizzazioni. L’idea che l’intellettuale abbia dei «compiti» sociali è vecchia e superata da almeno un trentennio. 
Riecheggia antichi pregiudizi legati all’esperienza del socialismo reale posto in essere nei regimi sovietici. Lo stesso Gramsci –che pure aveva un’idea teleologica del lavoro intellettuale- non è mai arrivato a subordinare il proprio giudizio alla funzionalità etico-sociale della scrittura letteraria, storica, musicale, figurativa. 
Tanto è vero che negli anni ’80 si afferma il realismo trascendentale della Nuova Avanguardia (Chia, De Maria, Clemente e altri) a scapito del realismo più o meno socialista di cui è stato espressione italiana Renato Guttuso. 

Si afferma Leonardo Sciascia a scapito di tutti gli untorelli legati a una visione strettamente politica della narrazione. 
Legalità e malcostume sono concetti, rispettivamente, politico-sociale e morale, che esulano dalle esigenze e dai presupposti della narrazione e non sono idonei a esprimere un giudizio artistico sull’opera dell’intellettuale.

E poi, non è nemmeno vero che non ci sia interesse sui temi della legalità e del malcostume. 
Anzi è vero il contrario: nell’immenso numero di libri che si pubblicano in Italia, il “mood” è proprio quello di indicare al lettore tutti gli strappi veri, presunti e immaginari che si producono nei confronti della legalità e del malcostume dichiarati. 
Già, perché praticarli concretamente (i valori della legalità) è affare ben diverso da quello di proclamarli, facendo della proclamazione l’elemento caratterizzante di una poetica narrativa. 
Tornando a Sciascia, i suoi libri raccontano una realtà, quella che lui conosceva e percepiva, lasciando il giudizio ai lettori, mai anticipandolo in più o meno retorici proclami».

A distanza di oltre 20 anni da Tangentopoli, è realmente cambiato qualcosa sul fronte della corruzione nella Pubblica amministrazione?

«Non so se qualcosa è cambiato e, se è cambiato, come e in che misura. 
Il problema della corruzione non può essere risolto con la legge penale, con magistrati severi, con indagini a tappeto. 
Poiché il reato di corruzione è reato tipico dei pubblici funzionari e dei pubblici amministratori, lo strumento per prevenirlo e impedirlo è costituito dal diritto amministrativo. 
Cioè da norme che azzerino o quasi la discrezionalità di funzionari e pubblici amministratori costringendoli alla trasparenza e a procedure non truccabili. 
Il resto è saponata come dicevano i barbieri di un tempo. 

E occorre anche informarsi: non una delle fonti continuamente citate sulle dimensioni della corruzione italiana ha basi scientifiche. 
Il medesimo osservatorio internazionale viene redatto sulla base del numero di articoli di giornale che si occupano di corruzione. 
L’unica fonte che ha solide basi tecnico-scientifiche, l’osservatorio europeo ci pone, dal punto di vista della corruzione, nella media europea».

Come educare il cittadino alla cultura della legalità o la legalità è una pratica riservata a pochi eroi?
«Non è compito dell’intellettuale educare qualcuno (e qui torniamo alla prima risposta). Compito di educare è della famiglia e della scuola. 
E sono la famiglia e la scuola a doversi fare carico di portare il tema della legalità tra i valori basilari della società italiana. 
La questione fondamentale è far comprendere come tra legalità e illegalità non sia possibile alcun compromesso, mentre nella vita quotidiana degli italiani (e dei siciliani) il compromesso è diffuso, è endemico. 

Qualsiasi transazione sui due termini dell’antinomia è diseducativa e costituisce quell’esempio vizioso, intorno al quale attecchiscono e si sviluppano i semi della corruzione morale del Paese. 
Forse un grande choc, più grande di Tangentopoli può creare le condizioni perché questo elementare e fondamentale assunto, presupposto di una civile convivenza, divenga di comune condivisione. 
Nemmeno magistrati e giudici hanno il compito di educare. 
Magistrati e giudici hanno un solo compito che è di altissimo valore sociale: applicare la legge secondo scienza e coscienza. 
Il Paese non ha bisogno di eroi: ha bisogno di persone che quotidianamente compiano il loro dovere, quello stabilito, appunto, dalla legge. 
Carlo Alberto Dalla Chiesa che mi è stato vicino in periodi rischiosi della mia attività, sosteneva che la migliore risposta da dare a chi intendeva sovvertire l’ordine costituzionale era di continuare a operare in modo serio e continuativo nell’ambito dei propri doveri d’ufficio. 
Con questo sistema furono sconfitte le Brigate rosse e simili organizzazioni. 
Rimane tanto lavoro da fare: nei confronti della mafia, della ‘ndrangheta, della camorra, della sacra corona unita, della criminalità internazionale insediatasi nel nostro Paese. 
Condivido però l’opinione di Lupo-Fiandaca: la mafia non ha vinto né vincerà.

Si sorprenderà del fatto che non ho ancora inserito una damnatio della politica. 
Non l’ho inserita né la inserirò, perché la considero (la damnatio in cui sono specializzati gli specialisti di parole, non di fatti), una manovra evasiva: se è della politica la colpa di tutto, noi siamo innocenti, forse eroi. 
Ma la politica non è categoria isolabile dalla società. 
La cattiva coscienza sociale produce una cattiva politica e viceversa, in una continua interazione, della quale il dominus è, comunque, il comune sentire. 
Non è questa la strada.
Giovanni Falcone è l’unico magistrato ad avere condotto in porto un processo, il maxi, nei confronti di 460 imputati di mafia. Il suo metodo, sempre rigorosamente induttivo, mai deduttivo, è stato premiato. 
Altri procedimenti così efficaci e così risolutori non si sono visti. 
Per questo motivo e perché –combattuto da tanti che oggi si dichiarano suoi amici- era il più autorevole candidato a diventare Procuratore nazionale antimafia, il crimine l’ha ucciso a Cinisi. Non per altro. 
E per lo stesso motivo è stato assassinato Paolo Borsellino, l’unico che avrebbe potuto raccogliere il suo testimone. 
Il metodo, infatti, usato da entrambi a Palermo, a livello nazionale avrebbe prodotto il cambio di marcia di cui ancora oggi abbiamo necessità. 
E questo la mafia non poteva subirlo. Il resto, come ho scritto, prima, è saponata».

Il Segretario Nazionale di "Noi con Salvini" e i principi sulla legalità e la lotta alla corruzione…

Quando si tratta di fare le cose giuste, mi si trova sempre d’accordo, in particolare quando, si decide di dare un taglio a quella vergognosa… anzi “SCHIFOSA” politica clientelare, che come ben sappiamo, fa di tutto per tenere sotto controllo i cittadini, attraverso quel meccanismo perverso, tra chi offre a mo’ di elargizione una forma di assistenzialismo e chi di contro, si vende e baratta quel proprio voto, sperando di poter ottenere in cambio, quella richiesta fatta personalmente…

Al sottoscritto, contrariamente, dispiace dover aspettare il “Salvini” di turno, quasi fosse l’altro eroe che, sbarcando in Sicilia, viene a donarci il proprio sostegno e risolve tutti i nostri problemi!!!
Noi… “non con Salvini ma senza”, dovremmo già da soli essere in grado di ridare dignità a questa nostra terra martoriata, rivendicando quelle necessarie priorità a dare finalmente sviluppo a quanto realmente ha bisogno questa regione…

Mi riferisco alla realizzazione di quelle opere pubbliche fondamentali che nulla hanno a che fare con la realizzazione di quel “Ponte sullo stretto” che a seconda delle circostanze o degli umori politici, ritorna ogni qualvolta al centro degli obbiettivi…
Ecco perché concentro l’indirizzo su quei servizi elementari, costituiti dai trasporti in genere e soprattutto dalle ferrovie…

Ho letto un post del Segretario nazionale, On. Attaguile in cui dichiara: “noi non siamo uno di quei movimenti siciliani fine a se stessi, per difendere gli interessi della Sicilia ci vuole un partito nazionale e un leader serio che dia delle garanzie, noi lo abbiamo trovato nell’On. Matteo Salvini; lo Statuto siciliano deve diventare un modello europeo. L’Mpa ha fallito perché alla fine si è dimostrato solo un gioco politico nato nel centrodestra e finito nel centrosinistra di Lumia”.
Sentirlo ora… mi sa un po di “sputare nel piatto in cui si era mangiato” che,  come dico sempre… non è mai corretto, ad esclusione ovviamente di casi ben precisi!!!
Per esempio, ritengo che la regola non valga, quando ci si trova a doversi confrontarsi con chi, quel piatto, l’aveva messo sì a disposizione… ma poi all’improvviso (forse per egoismo personale) ha pensato di toglierlo e di lasciare così senza pietanze il proprio ospite; già… ci si è dimenticati, che è proprio grazie al contributo di quell’ospite, che si può ancora beneficiare, non solo di quel banale “piatto” a suo tempo offerto… bensì,  di continuare a stare seduti in un tavolo, lasciato loro da quell’ospite… con sopra ancora – ripeto…per suo merito– con molte vettovaglie!!!
Mi trovo concorde con l’Onorevole Attaguile quando dice: “abbiamo solo assistito al teatro della politica clientelare, i politici siciliani hanno chiesto solo per loro. Dobbiamo cambiare interamente la classe politica siciliana, tutti i deputati debbono cambiare, ed inoltre, dobbiamo formare come si deve tutti i dipendenti pubblici. La questione dei fondi europei oltre ad essere scandalosa è emblematica di una burocrazia incapace, è assurdo che abbiamo un dirigente ogni quattro dipendenti e non siamo in grado di realizzare dei progetti validi per partecipare ai bandi europei per attrarre fondi da investire in Sicilia. Abbiamo le idee chiare, siamo concreti, noi non siamo un movimento di protesta passeggero… noi abbiamo dei progetti e rivendichiamo dei diritti indicando le soluzioni e vogliamo governare non per avere una poltrona, ma per realizzare le nostre idee volte a rilanciare la Sicilia”.
Sono “BELLISSIME” parole… che se trovassero conforto e soluzione per solo l’1%, io per primo, sarei felice d’impegnarmi per dare ad Egli tutto il mio personale sostegno!!!
Ancor più, avverto questa “affinità”… quando parla di legalità, quando cioè si sofferma sul fenomeno dell’infiltrazione mafiosa: “Sia ben chiaro, che in tutte le sedi diremo no alla mafia… vogliamo al nostro fianco solo uomini liberi, non ricattabili, con un percorso limpido, uomini che non hanno problemi con la giustizia, noi vogliamo trasparenza. Faremo delle liste più che pulite, lo vedrete… Solo facendo eleggere dei rappresentanti istituzionali liberi potremo far sentire la nostra voce e affermare i nostri diritti”.
Certo,  ritengo che quanto riporta, faccia anche riferimento a quel “obbligato” messaggio da dover recitare, in quanto rappresentante di fatto, della Commissione Nazionale Antimafia… ma se si riuscirà definitivamente a disarmare con i fatti, quel “cancro ed i suoi geni” presente su tutto il territorio, sarei certamente il primo a festeggiare…
Ancor più… se quelle collusioni si vanno intersecando con le gravi emergenze che sta vivendo la nostra isola: mi riferisco al fenomeno dell’immigrazione e soprattutto della macchina organizzativa dell’accoglienza, che abbiamo avuto modo di costatare (non solo nella capitale, ma anche qui da noi…), come ciò, abbia permesso a molti… di approfittarne.
Caro Onorevole, il sottoscritto è da sempre portato a credere poco alle parole…. mentre viceversa mi soffermo molto sui fatti e di questi purtroppo (almeno negli ultimi vent’anni), ne ho visti pochi… anzi aggiungerei nulla!!!
E dire… che di consigli ne ho elargito: un giorno scrissi che… all’interno della Lega, ci fossero dei ladri; si scoprì successivamente che era stato costituito il famoso “cerchio magico”; analoga situazione riportai al suo ex collega A. Di Pietro, ritenendo che la contabilità di quel suo partito (Italia dei Valori) non fosse molto lineare; beh, si scopri dopo qualche tempo (grazie alla giornalista Gabanelli) che quanto avevo predetto fosse vero; a causa di ciò… egli, usci definitivamente dalla scena politica!!! 
Accomunabile “congiuntura” è stata trattata in questi ultimi giorni nei miei post, parlando del Cavaliere (e di alcuni suoi “fedeli” collaboratori) e di quel “mafioso” partito politico; ho inoltre trattato “ambigui” comportamenti di alcuni diretti familiari, del nostro Ministro degli interni o anche del nostro Presidente del Consiglio!!!

Alle mie critiche, non sono sfuggiti neppure i dirigenti del gruppo penta-stellare, in particolare, criticai la decisione sul mancato accordo di governo con il Pd di Renzi, disattendendo di fatto, non solo, quanto  avevano richiesto i suoi elettori, ma soprattutto, perché si era permesso così facendo, di procedere in questi anni di governo, senza alcun loro controllo, rivolgendo il paese verso l’illegalità…

Vede, caro Onorevole… il sottoscritto è uno dei pochi che può permettermi di scrivere in maniera “libera”, perché da sempre si è reso svincolato da qualsivoglia coercizione, in particolare da quella politica, avendo avuto la capacità di farne a meno (a differenza purtroppo della maggior parte dei miei conterranei…), così come, non ho avuto mai necessità, di tesserare in un qualsivoglia partito, trovandomi di conseguenza, a dovermi quindi piegare, alle loro successive richieste o alle eventuali esigenze del loro esponente politico…
Ciò ha permesso a posteriori, di non dover ripudiare (così come sta accadendo a Lei…) quanto in precedenza realizzato, in virtù specialmente del sostegno ricevuto da quei suoi “ex colleghi e anche amici” di partito!!!
Ritengo altresì dover aggiungere, che proprio molti di quei suoi colleghi… (per come correttamente ha commentato sulla mia pagina di Fb… il Sig. Fortunato Dei Pieri) non erano solo amici, ma –a seguito delle inchieste in corso– anche e soprattutto… “amici degli amici”!!!

Il Segretario Nazionale di "Noi con Salvini" e i principi sulla legalità e la lotta alla corruzione…

Quando si tratta di fare le cose giuste, mi si trova sempre d’accordo, in particolare quando, si decide di dare un taglio a quella vergognosa… anzi “SCHIFOSA” politica clientelare, che come ben sappiamo, fa di tutto per tenere sotto controllo i cittadini, attraverso quel meccanismo perverso, tra chi offre a mo’ di elargizione una forma di assistenzialismo e chi di contro, si vende e baratta quel proprio voto, sperando di poter ottenere in cambio, quella richiesta fatta personalmente…

Al sottoscritto, contrariamente, dispiace dover aspettare il “Salvini” di turno, quasi fosse l’altro eroe che, sbarcando in Sicilia, viene a donarci il proprio sostegno e risolve tutti i nostri problemi!!!
Noi… “non con Salvini ma senza”, dovremmo già da soli essere in grado di ridare dignità a questa nostra terra martoriata, rivendicando quelle necessarie priorità a dare finalmente sviluppo a quanto realmente ha bisogno questa regione…

Mi riferisco alla realizzazione di quelle opere pubbliche fondamentali che nulla hanno a che fare con la realizzazione di quel “Ponte sullo stretto” che a seconda delle circostanze o degli umori politici, ritorna ogni qualvolta al centro degli obbiettivi…
Ecco perché concentro l’indirizzo su quei servizi elementari, costituiti dai trasporti in genere e soprattutto dalle ferrovie…

Ho letto un post del Segretario nazionale, On. Attaguile in cui dichiara: “noi non siamo uno di quei movimenti siciliani fine a se stessi, per difendere gli interessi della Sicilia ci vuole un partito nazionale e un leader serio che dia delle garanzie, noi lo abbiamo trovato nell’On. Matteo Salvini; lo Statuto siciliano deve diventare un modello europeo. L’Mpa ha fallito perché alla fine si è dimostrato solo un gioco politico nato nel centrodestra e finito nel centrosinistra di Lumia”.
Sentirlo ora… mi sa un po di “sputare nel piatto in cui si era mangiato” che,  come dico sempre… non è mai corretto, ad esclusione ovviamente di casi ben precisi!!!
Per esempio, ritengo che la regola non valga, quando ci si trova a doversi confrontarsi con chi, quel piatto, l’aveva messo sì a disposizione… ma poi all’improvviso (forse per egoismo personale) ha pensato di toglierlo e di lasciare così senza pietanze il proprio ospite; già… ci si è dimenticati, che è proprio grazie al contributo di quell’ospite, che si può ancora beneficiare, non solo di quel banale “piatto” a suo tempo offerto… bensì,  di continuare a stare seduti in un tavolo, lasciato loro da quell’ospite… con sopra ancora – ripeto…per suo merito– con molte vettovaglie!!!
Mi trovo concorde con l’Onorevole Attaguile quando dice: “abbiamo solo assistito al teatro della politica clientelare, i politici siciliani hanno chiesto solo per loro. Dobbiamo cambiare interamente la classe politica siciliana, tutti i deputati debbono cambiare, ed inoltre, dobbiamo formare come si deve tutti i dipendenti pubblici. La questione dei fondi europei oltre ad essere scandalosa è emblematica di una burocrazia incapace, è assurdo che abbiamo un dirigente ogni quattro dipendenti e non siamo in grado di realizzare dei progetti validi per partecipare ai bandi europei per attrarre fondi da investire in Sicilia. Abbiamo le idee chiare, siamo concreti, noi non siamo un movimento di protesta passeggero… noi abbiamo dei progetti e rivendichiamo dei diritti indicando le soluzioni e vogliamo governare non per avere una poltrona, ma per realizzare le nostre idee volte a rilanciare la Sicilia”.
Sono “BELLISSIME” parole… che se trovassero conforto e soluzione per solo l’1%, io per primo, sarei felice d’impegnarmi per dare ad Egli tutto il mio personale sostegno!!!
Ancor più, avverto questa “affinità”… quando parla di legalità, quando cioè si sofferma sul fenomeno dell’infiltrazione mafiosa: “Sia ben chiaro, che in tutte le sedi diremo no alla mafia… vogliamo al nostro fianco solo uomini liberi, non ricattabili, con un percorso limpido, uomini che non hanno problemi con la giustizia, noi vogliamo trasparenza. Faremo delle liste più che pulite, lo vedrete… Solo facendo eleggere dei rappresentanti istituzionali liberi potremo far sentire la nostra voce e affermare i nostri diritti”.
Certo,  ritengo che quanto riporta, faccia anche riferimento a quel “obbligato” messaggio da dover recitare, in quanto rappresentante di fatto, della Commissione Nazionale Antimafia… ma se si riuscirà definitivamente a disarmare con i fatti, quel “cancro ed i suoi geni” presente su tutto il territorio, sarei certamente il primo a festeggiare…
Ancor più… se quelle collusioni si vanno intersecando con le gravi emergenze che sta vivendo la nostra isola: mi riferisco al fenomeno dell’immigrazione e soprattutto della macchina organizzativa dell’accoglienza, che abbiamo avuto modo di costatare (non solo nella capitale, ma anche qui da noi…), come ciò, abbia permesso a molti… di approfittarne.
Caro Onorevole, il sottoscritto è da sempre portato a credere poco alle parole…. mentre viceversa mi soffermo molto sui fatti e di questi purtroppo (almeno negli ultimi vent’anni), ne ho visti pochi… anzi aggiungerei nulla!!!
E dire… che di consigli ne ho elargito: un giorno scrissi che… all’interno della Lega, ci fossero dei ladri; si scoprì successivamente che era stato costituito il famoso “cerchio magico”; analoga situazione riportai al suo ex collega A. Di Pietro, ritenendo che la contabilità di quel suo partito (Italia dei Valori) non fosse molto lineare; beh, si scopri dopo qualche tempo (grazie alla giornalista Gabanelli) che quanto avevo predetto fosse vero; a causa di ciò… egli, usci definitivamente dalla scena politica!!! 
Accomunabile “congiuntura” è stata trattata in questi ultimi giorni nei miei post, parlando del Cavaliere (e di alcuni suoi “fedeli” collaboratori) e di quel “mafioso” partito politico; ho inoltre trattato “ambigui” comportamenti di alcuni diretti familiari, del nostro Ministro degli interni o anche del nostro Presidente del Consiglio!!!

Alle mie critiche, non sono sfuggiti neppure i dirigenti del gruppo penta-stellare, in particolare, criticai la decisione sul mancato accordo di governo con il Pd di Renzi, disattendendo di fatto, non solo, quanto  avevano richiesto i suoi elettori, ma soprattutto, perché si era permesso così facendo, di procedere in questi anni di governo, senza alcun loro controllo, rivolgendo il paese verso l’illegalità…

Vede, caro Onorevole… il sottoscritto è uno dei pochi che può permettermi di scrivere in maniera “libera”, perché da sempre si è reso svincolato da qualsivoglia coercizione, in particolare da quella politica, avendo avuto la capacità di farne a meno (a differenza purtroppo della maggior parte dei miei conterranei…), così come, non ho avuto mai necessità, di tesserare in un qualsivoglia partito, trovandomi di conseguenza, a dovermi quindi piegare, alle loro successive richieste o alle eventuali esigenze del loro esponente politico…
Ciò ha permesso a posteriori, di non dover ripudiare (così come sta accadendo a Lei…) quanto in precedenza realizzato, in virtù specialmente del sostegno ricevuto da quei suoi “ex colleghi e anche amici” di partito!!!
Ritengo altresì dover aggiungere, che proprio molti di quei suoi colleghi… (per come correttamente ha commentato sulla mia pagina di Fb… il Sig. Fortunato Dei Pieri) non erano solo amici, ma –a seguito delle inchieste in corso– anche e soprattutto… “amici degli amici”!!!

Sicilia: l'isola che non c'è…

“Seconda stella a destra… questo è il cammino…” con queste parole iniziava una canzone di E. Bennato, ed oggi, riferendomi a questa mia isola, rivedo in quel testo, quell’isola che non c’è…

Quando sono fuori dalla mia terra e mi trovo a discutere con persone che non sono mai stati nella nostra isola e mi chiedono, “ma com’è la tua Sicilia…”, io rispondo così: BELLISSIMA!!! 
Già, volete paragonare quel nostro modo d’essere… sempre disponibili, calorosi, gioviali, pronti con la battuta umoristica e soprattutto disponibili ad aiutare il prossimo…
Dietro quell’essere fieri, si nasconde un grande cuore, che si manifesta in ogni circostanza, soprattutto quando se ne presenta l’occasione…

Immaginate quell’amore per la cucina, per i dolci, quella dedizione per la terra che fa raccogliere meravigliosi frutti, tra cui uve bianche e nere, che danno luogo a fantastici vini…  

Specialità gastronomiche che incontri solo da noi… per strada, con venditori ambulanti che a squarciagola t’invitano a provare le loro delizie…
Ed ancora, quei locali centenari… chiamarli Bar o caffè sarebbe riduttivo, perché evocano entrando… quelle sensazioni passate; sembra che il tempo si sia fermato, con odori ed essenze dei primi anni del 900′ ed i camerieri che mostrano quella reverenza ormai scomparsa… invogliandoci ad assaggiare quanto in vetrina: cannoli, cassate e cassatelle, pignolata e poi la rosticceria, dove troviamo calde quelle siciliane, cartocciate, arancini, cipolline, ed infine c’è chi prova la famosa granita alla mandorla, al pistacchio o ai gelsi… con quella morbida brioche…   

La sera dopo essersi abbuffati in uno dei tanti ristoranti a base di pesce… ci si ferma in quei chioschi, per bere un dissetante mandarino al limone oppure un tamarindo che aiuta a digerire…

Ma come si può pensare di paragonare la Sicilia con il resto del mondo, per favore, non esiste confronto!!!
Dove trovate un vulcano innevato per andare a sciare e dopo un’ora… andare a mare a farsi un bagno o ancora, un clima mite che permette di godere pienamente delle varie stagioni, specchiandoti su un mare blu… da quelle alture, fatte di storia e di arte.
Da occidente ad oriente, la si può attraversare ammirando le varie culture, che nei secoli d’invasione hanno lasciato segni…

Una terra che si fa scoprire poco per volta… e ad ogni fermata, si resta entusiasti per i colori, per quello spettacolo, per la fetta di pane casareccio offerta, con sopra quel nostro verde olio d’oliva, un “ciliegino” di Pachino ed un pizzico d’origano…
Per gli amanti della natura vi sono i parchi: quello dell’Etna, dei Nebrodi, dei Peloritani e delle Madonie… dove si possono trovare vari agriturismi specializzati con prodotti tipici naturali e biologici… si potrà mangiare quella ricotta appena fatta, da gustare calda,
Finora ho parlato dell’isola che c’è, di quella naturale e meravigliosa… poi ve ne un’altra, che nei fatti non esiste, un’isola che è rimasta fortemente in ritardo rispetto al resto dell’Italia…

Un’isola abbandonata a se stessa, senza crescita e sviluppo… nessun miglioramento qualitativo del capitale umano, ma il tutto basato, sul solito passaggio di consegne, da padre a figlio…
Un’isola nella quale gli uomini istituzionali la fanno da padrona, creando sempre più distanza dai semplici cittadini e allontanando così quei principi morali di coesione sociale…
Un’isola in cui non esistono investimenti produttivi e dove non vengono realizzate quelle necessarie infrastrutture…
Sta scomparendo anche quel po di potenziale tecnologico sviluppatosi negli anni 70′ e soprattutto mancano le innovazioni…
I mercati esteri sono nelle mani degli altri stati concorrenti, in particolare quelli prospicienti il mar Mediterraneo, ed i nostri prodotti tipici, sono stati valorizzati solo sulla carta… ma non nei fatti, i numeri delle esportazioni difatti… sono profondamente crollati!!!
Se poi consideriamo la spesa per la Pubblica Amministrazione nel suo complesso, ecco che la nostra isola è al primo posto tra le regioni meridionali con incrementi di oltre il 30% la media nazionale; la maggior parte di essi gode di quel clientelismo e soprattutto di quella tanto ricercata raccomandazione!!!
A differenza delle altre regioni si spende di più, per ricevere di meno… e con risultati decisamente scadenti in termini, sia di crescita del reddito che dell’occupazione…

E per concludere… come dimenticare quell’isola nascosta, quella che fa in modo che esista una economia del sommerso, con un fenomeno grave, quello del lavoro a nero, che non permette ai giovani di crearsi un futuro…
Gli stessi imprenditori (o meglio molti tra essi…) colpiti dalla crisi, stanno reagendo adattando quei meccanismi di collusione e corruzione, piegandosi – per voler rimanere produttivi nel mercato economico – a quelle protezione legate alla ben nota associazione criminale, beneficiando così di conseguenza, di tutti quegli sbocchi offerti, dalle loro attività “legali”…

Il giudice Borsellino disse “la Sicilia un giorno sarà un posto bellissimo”.
E’ un vero peccato che non abbia avuto modo di dirci… quando questo accadrà!!!

e adesso, Signore, che si fa???

Il Vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole, durante la celebrazione del rito funebre ha detto: “e adesso, Signore, che si fa? Quante volte, nel silenzio agitato delle mie notti di veglia e d’attesa, ho diretto a Dio la stessa domanda che mi sono sentito ripetere da voi in questi giorni… 
A nome mio, nel nome di questa nostra gente tradita dal ballo distruttore della terra… adesso che si fa? Mi sono rivolto a Dio Padre, suscitato dall’angoscia, dall’avvilimento di esseri umani derubati dell’ultima loro speranza…“.
Caro Monsignore, sono certo che difficilmente il Signore avrà trovato del tempo per venirle a rispondere…
Io diversamente da Lei… ho fatto uno strano sogno e vorrei raccontarglielo…
C’era un uomo su un palco che parlava ad una moltitudine di persone e tutte quella gente lì sotto, stava in silenzio ad ascoltarlo…
In quel sogno, anch’io tentavo di comprendere il senso di quelle parole proferite che ora qui tento di riproporre…
Sono certo che nel farlo, non sarò preciso, salterò alcune citazioni, qualche frase, un richiamo, sì… la mia narrazione potrà non essere accurata, ma proverò comunque a rappresentare quel discorso che, potrà comprendere, s’addice perfettamente al momento che ognuno di noi sta vivendo… 
Ecco quanto comunicava: “sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese; questa giornata è un faro di speranza per milioni di uomini e donne, bruciati purtroppo oggi dell’avida ingiustizia… 
Ma ancora adesso, quegli uomini e quelle donne non sono libere; dopo anni… vivono su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale, languendo ancora ai margini della società ed esiliati nella loro stessa terra…
Per questo siamo venuti qui, per rappresentare la nostra condizione vergognosa… possiamo dire in un certo senso che, se siamo venuti qui, nella nostra capitale è per incassare un assegno!!!
Quando gli architetti di questa nostra “Repubblica” scrissero le sublimi parole della Costituzione, firmarono un “pagherò” del quale ogni cittadino sarebbe diventato erede…
Questo “pagherò” permetteva che tutti gli uomini, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità!!!
È ovvio a tutti che, nel nostro paese… è venuto meno questo “pagherò”, per ciò che riguarda i suoi cittadini…
Invece di onorare quel suo sacro obbligo, ha consegnato di contro ai propri abitanti un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: “fondi insufficienti”… perché qualcun altro li ha già presi prima!!!  
Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti… nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. 
E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia!!!
Questo non è più il momento in cui ci si possiamo permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi con modi tranquillante… 
Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della “corruzione” al sentiero radioso della giustizia; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia alla solida roccia della equità e fratellanza sociale; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio… 
Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento!!! 

Questa estate soffocante della legittima impazienza di tutti i cittadini onesti non finirà, fino a quando, non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà e uguaglianza!!!

Non ci potrà mai essere… né riposo né tranquillità fino a quando non saranno riportati nella giusta equità i diritti di tutti i cittadini… 
Continuando così, non ci potrà essere pace e i turbini della rivolta, continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia!!!
Cerchiamo però di non soddisfare mai la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. 
Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. 
Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa, degeneri in violenza fisica… 
Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica, con la forza dell’anima…
E’ tempo di impegnarci tutti, bisogna marciare per sempre in avanti e non si può più tornare indietro… e perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno… 
E’ un sogno profondamente radicato… quello che un giorno, questa nazione, si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni…
Io ho davanti a me un sogno, quello di vedere finalmente una grande nazione… per l’appunto la nostra!!!
E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni paese… da ogni borgo, da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, sapranno unire le mani e cantare queste parole: “Liberi, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo finalmente liberi”… 
Caro Monsignore, l’uomo del sogno era Martin Luther King….
E’ strano come quelle parole gridate con vigore e ad alta voce, possiedano quelle stesse connotazioni che oggi si hanno in risentimento, su quanto sta accadendo nel nostro paese… 
Un paese il nostro disperato, in cui si sentono in lontananza le urla di chi sta piangendo i propri cari, quell’insistente dolore delle famiglie che sanno d’aver perso tutto, anche i propri semplici ricordi di una vita… e noi tutti, se pur uniti in questa sofferenza, siamo ahimè già consapevoli che, appena si spegneranno i riflettori dei media, ci si dimenticherà (per come è già accaduto in precedenti analoghe circostanze…) di loro…
Per cui Monsignore, lasciando perdere quegli eventuali consigli “sovrannaturali” richiesti… ecco, mi dica, non adesso, ma allora… cosa si farà???

Terremoto: noi italiani disposti al sacrificio… loro,certamente NO!!!

Il presidente del Senato ha dichiarato: “se i primi a cadere sono gli edifici simbolo dello Stato, la scuola, l’ospedale, la caserma dei carabinieri, vuol dire che siamo un Paese generoso nella solidarietà, ma non siamo in grado di seguire le regole”.

Ma cosa dice, ma di quali “regole” parla, e poi… quali sarebbero queste “regole” da seguire…???
Ma perché usa frasi enigmatiche… perché si nasconde dietro misteriosi termini… ed ancora, perché non dice le cose per come stanno realmente!!!
La verità è che in quasi tutti gli appalti si paga, per non eseguirli in maniera conforme!!!
Una tangente… una bustarella, qualche “rolex” e si potrebbe continuare all’infinito, ma stranamente questa forma di “PIZZO”, questa parola così “pericolosa” da pronunciare… non può certamente essere espressa, almeno non così… apertamente.
Ah… dimenticavo, non mi parlate più di denunciare, tanto ormai mi sono convinto che farlo… non serve a un cazzo, perché alla fine, nessuno paga…  grazie ai tanti disonesti “azzeccagarbugli” ed all’influenza data da qualche giudice disponibile (ecco sì… questo è il caso in cui, un’altra parola, sarebbe più appropriata…) a trasformare le sentenze…
La verità e che questo è un paese in cui non si fa niente per niente e dove, sono in molti, ad effettuare quella propria richiesta!!!
C’è chi la manifesta subito senza alcuna vergogna e chi viceversa, persegue la tattica del “carpe diem”, attendono di cogliere l’attimo opportuno, per far valere così quella propria posizione, presentandosi di fatto, quali risolutori dei problemi inaspettati; per quel sostegno ovviamente dato… si riceverà di conseguenza, quanto sopra riportato!!!
Questo è un paese in cui la corruzione la fa da “padrone” ed è ovvio aspettarsi che tutto crolli… anche senza bisogno di un improvviso terremoto…
La minore qualità delle materie prime o la realizzazione dell’opera effettuata in modo non conforme rispetto a previsto o applicando soluzioni alternative a quelle progettuali, hanno quale scopo, quello di realizzare fondi a nero… da potersi spartire!!!
Ora all’improvviso, fanno finta di scoprire “l’acqua calda” e s’improvvisano nuovi “Sherlock Holmes” iniziando valutazioni investigative che hanno la presunzione di dare soluzioni a fatti… ormai avvenuti.
Già, in questi anni, invece di aver fatto prevenzione o aver instaurato una commissione di controllo per tutti quegli edifici a rischio, come per l’appunto le scuole, ecco, se avessero essi stessi fatto visita a quegli edifici ancor prima che certi accadimenti avvengano, chissà forse queste tragedie non sarebbero accadute e non c’era bisogno di vederli lì in fila, vestiti a lutto per recarsi a quei funerali…
Che schifo… mi viene il vomito!!!  
Sì… è incredibile: durante il loro mandato non fanno nulla per dettare (ecco a cosa servono…) quelle “regole” e di contro, ora, hanno la faccia tosta, di venirci ancora a raccontare cazzate!!!
Inoltre, invece di attendere (a mani conserte) i sacrifici di noi italiani… (dopotutto anche loro mi sembra facciano parte di questo paese…), perché non cominciano essi a dare un bel esempio; potrebbero donare il 20% del loro “compenso” proprio a quanti oggi hanno perso tutto, a causa della loro inadeguatezza!!!
Su una cosa però sono d’accordo con loro: noi italiani siamo disposti al sacrificio… mentre loro… certamente NO!!!
Sarebbe interessante se potessimo tutti… costituirci parte civile, contro quanti… ci stanno governando…
Comunque, si devono soltanto vergognare… perché in ognuna di quelle poltrone, sta scorrendo il sangue dei nostri scomparsi concittadini…
Erano uomini, donne e bambini, che hanno avuto purtroppo quale unico torto, quello di nascere in questo Stato!!!
L’eterno riposo dona a loro o Signore, splenda ad essi la luce perpetua… riposino in pace, Amen. 

Ecco come si aggiustano i processi per mafia…

Le dichiarazioni riportate dal pentito Carmelo D’Amico nell’aula della Corte d’Assise di Messina, dove si stava celebrando un processo per omicidio di mafia, sono state alquanto forti… ed hanno dato il via ad una serie di verifiche da parte dei giudici del distretto di Reggio Calabria, che hanno di fatto competenza territoriale, sulle vicende in cui sono coinvolti i giudici messinesi.

Il pentito ha detto: abbiamo corrotto qualche pubblico ministero, qualche procuratore generale e abbiamo “aggiustato” qualche processo molto importante…
“Minchia… cosa dovevano fare di più, hanno fatto tutto…”, certo che se quanto dichiarato fosse realmente vero, non so più a quale santo bisogna votarci… 
Il pentito, alle domande del Pm ha risposto in questo modo: guardi, io ho deciso di collaborare con la giustizia, perché sono stato sempre chiuso al 41 bis, da quando mi hanno arrestato dal 2009; ovviamente stando da solo ho avuto modo di riflettere…ed anche perché il 41 bis è sicuramente un carcere duro… ed è per quei motivi che ho deciso di cambiare vita, anche se avrei avuto la possibilità di uscire prima o poi… dal carcere, perché io, ho esperienza nei processi… perché abbiamo aggiustato o meglio… la nostra organizzazione ha aggiustato diversi processi, abbiamo corrotto qualche giudizio di cui ne ho parlato, abbiamo corrotto qualche pubblico ministero, qualche procuratore generale e abbiamo aggiustato qualche processo molto importante e quindi c’era una alta  possibilità che io potessi uscire dal carcere.”
Il processo a detta del pentito “più importante”, sarebbe stato quello scaturito dal triplice omicidio Geraci-Raimondo-Martino, avvenuto la notte del 4 settembre 1993 alla stazione di Barcellona: le vittime erano tre ragazzi di Milazzo e furono giustiziate perché avevano superato i confini territoriali del loro comune e si erano spinti oltre… sino a Barcellona P.G. per poter commettere i reati…
Il pentito, tra le sue ammissioni  ha toccato anche toccato anche l’Arma dei carabinieri con le sue dichiarazioni: ho avvisato pure Carmelo Bisognano dell’operazione Icaro, l’ho avvisato io che c’era l’operazione in corso, perché avevamo saputo praticamente, tramite carabinieri “corrotti” che noi, avevamo sul libro paga dal ’90, carabinieri corrotti di cui uno apparteneva alla… alla squadra catturando latitanti, un altro era nella Dda… nella Dda che faceva la scorta… e tanti altri, tra carabinieri e poliziotti, che sono sui nostri libri paga e che ne ho parlato purtroppo”.
Infine, il passaggio alla Cassazione:  la nostra associazione – ha detto D’Amico – era molto ramificata a livello politico, a livello istituzionale, era una delle più potenti che c’era in Sicilia, aggiungendo che la cosca barcellonese e anche molto sanguinaria… 
Noi siamo arrivati anche sino alla Cassazione a sistemare un processo molto noto!!!
Abbiamo corrotto un giudice di Cassazione, io stesso sono andato personalmente insieme a Pietro Mazzagatti Nicola, per corrompere questo giudice nativo di Santa Lucia del Mela e che risiede attualmente a Roma; abbiamo come le dicevo queste persone ed era per questi motivi, che le dicevo prima… che ero sicuro di uscire, perché sapevo che avrei goduto dell’appoggio in Cassazione di questo giudice corrotto…”
Certo a sentire queste dichiarazioni si resta sconvolti e dobbiamo trattenere qualsivoglia esternazione personale sperando che si sia trattato dell’ennesimo tentativo di impressionare i media, per dar modo al processo di aumentare quella propria audience…
Se così non fosse… sarebbe meglio applicare quella citazione che diceva: se i processi fossero risolti a pari e dispari almeno la meta’ delle sentenze sarebbero giuste!!!

La sola cosa necessaria affinché il male trionfi è che gli uomini buoni non facciano nulla…

Mai frase è stata così profetica per questa terra…
E dire che che Edmund Burke… la scrisse più di tre secoli fa!!!
Questa difatti, rappresenta la vera storia della lotta alla mafia in Sicilia, dove si raccontano quotidianamente falsità e si fa poco o nulla per contrastare in maniera decisa quell’associazione criminale e i suoi affiliati… 
Lo so che non è corretto dire che la maggior parte dei nostri imprenditori sono collusi con quel sistema, ma certamente sono pochi gli imprenditori onesti, che tentano tra mille difficoltà di sviluppare senza alcuna “agevolazione”, la propria impresa, ricercando nuovi mercati e contribuendo così facendo, alla crescita anche di nuovi posti di lavoro, attuando sempre i principi ed il rispetto della legalità!!!
Ma quanto poi si ottiene ad essere onesti o a non farsi corrompere e sottomettere, quella è tutt’altra storia… 
Sappiamo bene come sia lo stesso sistema a condizionare quel tipo d’imprese… in quanto esse (a differenza di altre colluse concorrenti…) hanno deciso di restare fuori da quei gruppi di potere…
Ecco quindi che, per contrastare quella società antagonista e per limitare l’indipendenza “morale” di quell’imprenditore, s’iniziano a produrre una serie d’impedimenti per intralciare quella “libera” concorrenza… non autorizzata!!!  
Per esempio, si manifestano problemi di natura burocratica con le PA o meglio con alcuni dipendenti collusi assoggettati ai loro padroni mafiosi… quindi seguono dinieghi su eventuali richieste d’affidamenti presso banche o società di servizi…
Vanno ad annullarsi improvvisamente tutte quelle trattative per la definizione di contratti d’appalto e si rescindono improvvisamente quelli già definiti, con motivazioni più o meno futili, dando il via a controversie civile e amministrative che vanno ad aggiungersi a quelle già numerose presenti presso i Tribunali… 
Se a quanto sopra si sommano tutti i problemi derivanti dal carico fiscale complessivo (imposte sui redditi, imposte sul lavoro e contributi obbligatori, imposte sui consumi, ecc…) di cui il prelievo medio fiscale si aggira intorno al 60% sugli utili d’impresa… ecco quindi che la fine di quell’impresa è certamente assicurata!!! 
Ed è per questo preciso motivo che l’equazione MAFIA=LAVORO raggiunge da noi, la sua massima espressione!!!
Non ha importanza quindi quanto si faccia per cambiarlo questo sistema… non conta a nulla dimostrare di non aver pura o non essere omertosi… perché alla fine c’è sempre qualcuno (o meglio la maggioranza dei miei conterranei… ) che con quel sistema e quelle metodologie “campa“, avendo l’opportunità di percepire a nero, mazzette e/o bustarelle, da utilizzare per comprarsi anche e soltanto, l’ultimo modello di “Iphone”…
Già…  basta poco a corromperli!!!
Purtroppo in questa nostra terra… c’è anche chi si vende soltanto per quell’unico diritto previsto dalla nostra costituzione: IL LAVORO!!!
E dirsi che l’Articolo 1 della nostra Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
Nessuno di noi ovviamente crede che quel cosiddetto “diritto al lavoro” implichi direttamente una offerta di lavoro pubblico… ma bensì ciò che viene richiesto a questo “Stato” è che realizzi almeno quell’unico intervento richiesto, rappresentato, nel saper rimuovere tutti gli “ostacoli” presenti, promuovendo quelle necessarie condizioni, che consentano a chiunque – e non solo quindi a quei noti “raccomandati” e figli di papà o a tutti quei soggetti, inginocchiati e sottomessi da quel sistema politico/mafioso clientelare al quale si affidano – di poter entrare a far parte definitivamente in quel mercato del lavoro…
Lo so è dura continuare a combattere contro questo sistema… ma soltanto chi ha deciso da tempo di fermarsi, ha già perso… e non parlo soltanto di rispetto, ma anche della propria dignità!!! 

Ci sarà un motivo perché i siciliani non si ribellano??? La risposta è semplice: aspettano il proprio turno!!!

Un mio amico del nord Italia, alcuni giorni fa, mi chiedeva: ma perché voi siciliani non vi ribellate alla mafia? Perché non vi allontanate da quella politica corrotta? Ed ancora, perché la maggior parte di voi non denuncia e non si ribella a quelle imposizioni, come pizzo, tangenti e quant’altro???
Tante domande interessanti, ma a cui è difficile dare delle risposte concrete e immediate…
Io comunque mi sono fatto un’idea sulla maggioranza dei miei conterranei, ed è purtroppo fortemente negativa!!!
Ho compreso come in questi anni, la maggior parte di essi, sia di fatto legata, a quel mondo… fatto di collusioni, di raccomandazioni e di favoritismi…
Ognuno di essi infatti tenta d’affidarsi all’amico di turno o a quel solito politico che da sempre promette (e quasi mai mantiene…), perché si vuole credere (o forse si spera…), come alla fine qualcosa si possa ottenere, ed anche perché… non si vuole “staccare la presa” da quell’unico contatto con cui si è legati…
Si può affermare, senza alcuna esitazione, che esiste una vera e propria compattezza sociale a riguardo, ovviamente, nel senso negativo della frase…
Perché la verità (ed è ciò che in molti non vorrebbero mai sentirsi attribuito; da loro fastidio, sapere d’essere imputati in maniera indegna sull’aver messo in pratica quei miserabili comportamenti…) è che ognuno di essi, aspetta… già… il proprio turno!!!
Sì, “prima o poi dovrà capitare anche a me quello che mi farà il favore richiesto, che troverà quella sistemazione ricercata per me o per un mio familiare… ci sarà un momento in cui, i voti raccolti per quella sua candidatura… daranno finalmente quei giusti frutti”.
Dopotutto se lo fanno tutti… perché non devo farlo io…???” Cosa sono io… più fesso??? Se gli altri godono di quelle amicizie… io che faccio, resto senza???
Le persone ormai, si sentono quasi giustificate…
Parlando con loro si considerano (pur realizzando quei meschini comportamenti) delle brave persone… ma poi come dicono sempre: “se lo fanno tutti, uno più uno meno cosa cambia???”.
Quanto sopra esposto, si può considerare un vero e proprio decadimento della persona, che non fa altro che distruggere qualsivoglia principio morale di legalità e giustizia sociale…
E’ un sistema che induce tutti ad essere disonesti, collusi, senza alcuna dignità e soprattutto omertosi… 
Da un lato si vorrebbe avere una terra pulita, ma di contro, non si fa nulla per renderla limpida… anzi si partecipa costantemente a quella infezione!!!
Quei comportamenti fanno si, che non si operi per il bene sociale, ma si crei un vero e proprio disagio ai cittadini, esclusivamente per poter incassare qualche mazzetta o anche qualche regalia!!!
Il problema reale infatti, non è la presenza della mafia, quella c’è… lo sanno tutti e c’è chi tenta di contrastarla con tutte le forze!!!
Ma ciò che bisogna tranciare di netto, sono i collegamenti con le classi dirigenti colluse, con quei funzionari che dimostrano essere infedeli, con quegli imprenditori che s’affidano ciecamente a quel mondo corruttivo… 
D’altronde, il mondo dei collusi è pieno anche di “strani” personaggi noti come “paladini della legalità” che nel corso della loro vita, non hanno mai formalizzato una sola denuncia… o meglio, hanno dichiarato d’essere stati vittime dalla criminalità, quando però dalle indagini, non è emersa alcuna prova d’aver subito atti intimidatori o azioni delinquenziali; sono bizzarri soggetti che si stracciano le vesti e gridano agli scandali quando s’affrontano taluni temi, ma che poi, con il passar del tempo, si sono dimostrati essere stati legati proprio a quel sistema criminale… 
Non se ne esce purtroppo… perché è la democrazia ad essere marcia!!!
E’ la rappresentazione perfetta del “cane che si morda la coda”, dove cioè, cultura, politica, giustizia, sono legate indissolubilmente a certi personaggi che da sempre condizionano questa terra…
Non si tratta quindi di controllare meglio il territorio o dotare le Forze dell’Ordine o la Magistratura di maggiori mezzi e personale, per contrastare quella forza criminale, ma è il momento d’iniziare a migliorare la prevenzione, modificare quella cultura di libertà e democrazia, che possa spezzare definitivamente quell’intreccio negativo tra politica, affari ed anche informazione…
Tentare (come in molti provano a fare) di negare la presenza di fenomeni malavitosi, illegali o funzionali all’ingiustizia, alimenta ancor di più, la fragilità di questo nostro tessuto sociale e rende quindi, ancor più proibitive, le condizioni di rispetto nei confronti della legge. 
Non si tratta quindi di colpire esclusivamente la struttura mafiosa e le sue modalità: evasione fiscale, intimidazioni ai magistrati, alle forze dell’ordine e agli organi di stampa, riciclaggio, droga, prostituzione, usura, pizzo, ecc…
Qui si tratta, di sopprimere un altro e ben più grave complesso… apparentemente innocuo e meno cruento, ma certamente, ben più sofisticato, in quanto si serve del potere economico, politico e culturale, per costruire domini elettorali, acquisire sempre più potere per sostenere così i propri “amici” associati e per ultimo… distribuire al popolo quelle briciole economiche, che di fatto generano ignoranza, disuguaglianza ed ingiustizia!!!
Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia!!!
Giovanni Falcone

La cultura del silenzio…

Rispondo al commento di “Logaritmo”, pubblicato su LIVE SICILIA CATANIA di Venerdì 29 Luglio.
La ringrazio per il sostegno e le belle parole che ha voluto rivolgere alla mia persona.
Vede, quanto Lei purtroppo fa emergere sulla mancata solidarietà o sui cosiddetti “silenzi”… costituisce principalmente il motivo  per il quale da sempre mi batto in tutte le sedi, tra cui anche attraverso il mio blog: “liberipensieri” (http://nicola-costanzo.blogspot.it o http://nicolacostanzo.com).
Perché vede, in questa nostra bellissima terra… sono in molti coloro che puntano l’indice e si sentono indignati quando leggono sulle varie inchieste che quotidianamente emergono da parte delle procure siciliane o quando vengono evidenziati, fatti e collusioni, a cui solitamente seguono arresti e/o condanne eccellenti…
Ma quando si tratta di fare il proprio dovere e cioè di denunciare fatti o circostanze di cui si è venuti a conoscenza, ecco che allora in tutti quei casi, ci si cela dietro quell’unico comportamento conosciuto e “omertoso” che fa sì, che quel sistema clientelare e corruttivo, continui a fare proseliti…
Vede, chi non ha avuto modo di conoscermi personalmente, potrebbe pensare che il sottoscritto, “all’improvviso” o senza alcun preciso motivo, abbia deciso di manifestarsi o di denunciare quanto sopra riportato…
Vorrei innanzitutto precisare come, lo stesso, sia stato gentilmente invitato a partecipare ad una intervista per – comprendere in maniera diretta – come viene vissuta l’esperienza di un dipendente che si trova ad attraversare tutte le fasi gestionali di una società che passa, da quella ordinaria al periodo d’interdizione antimafia, con il relativo sequestro delle quote, per poi quindi proseguire con quello della confisca e concludersi dopo molti anni, con la restituzione delle quote societarie.
D’altronde, ciò che molti non sanno, è che la lotta alla illegalità, nasce da un sentimento profondo, che da sempre si dimostra “intraprendente ed operoso” e che mi vede per l’appunto membro di alcune note associazioni di legalità, quali “Libera” e “Francesco Agosta”; inoltre, in questi anni, ho cercato di dare, quando richiesto, il mio piccolo contributo all’Associazione “AddioPizzo Catania” ed in particolare, da pochi mesi, sto partecipando attivamente con l’Associazione “Emanuele Piazza” di Palermo, con la quale si stanno definendo, tutta una serie d’iniziative per la promozione di una “cultura di legalità” nella Provincia di Catania.
Posso dimostrare  (attraverso copie dei documenti protocollati o inviati a mezzo raccomandata, Pec e/o email) come in questi anni, mi sia impegnato, inviando note direttamente a quanti – per competenza – avevano incarichi istituzionali…
Per esempio… al Presidente Umberto Postiglione dell’ANBSC, al Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, Rosy Bindi e/o al Vicepresidente Claudio Fava; al Presidente ANAC, Raffaele Cantone; analogamente ho provveduto a segnalare alle Procure di Catania ed di Siracusa, fatti e circostanze, che ritenevo di notevole importanza (e che nulla avevano in legame con la mia ex impresa), affinché si potesse giungere a sensibilizzare le istituzioni preposte e di conseguenza anche l’opinione pubblica…
Tra ieri e oggi, ho ricevuto telefonicamente (e via sms, email, whatsapp, social) molti attestati di stima, complimentandomi per aver fatto emergere un grave problema, quello delle migliaia d’imprese della nostra regione sottoposte a provvedimenti d’interdizione, che non comprende esclusivamente la salvaguardia dei posti di lavoro, ma evidenzia il rispetto e l’applicazione di tutte quelle procedure previste – durante la gestione dei beni sequestrati e/o confiscati – ed espresse perfettamente nella legge Rognoni-La Torre… perché solo così facendo, si potrà ricostruire la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni…

Quanto fatto quindi non ha nulla di speciale o di meritevole, perché come ripeto sempre alle mie figlie, “occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”.

La mafia oggi è esattamente quella che era 5 anni fa e alle prossime elezioni regionali serve un candidato nuovo!!!

A dirlo è stato Totò Cuffaro… (ex presidente della regione Sicilia) intervistato alcuni giorni fa, da Sudpress…

Nel video sono stati toccati tanti argomenti…
Si è parlato di politica, di mafia, delle condizioni disumane dei detenuti e dei rapporti familiari… 
Un racconto che partendo da lontano… tenta di rivolgersi ai nuovi giovani “costruttivi” di questa terra…
Sulla parete… c’è un enorme crocifisso e posto a fianco della sua scrivania, tra foto e libri ovunque…
Ha voluto evidenziare il problema della gestione carceraria… per poi passare al suo argomento principe, lo stesso per il quale, ha dovuto scontare la pena… 
Riporta l’ex presidente: “ho sbattuto contro la mafia, credo di essere nella mia coscienza assolutamente sincero quando dico di non aver voluto favorire la mafia; per me la mafia oggi è esattamente quello che era 5 anni fa un fenomeno criminale, schifoso, dissacrante, pericolosissimo che fa pagare alla sicilia e ai siciliani un prezzo altissimo, non soltanto in termini di vite umane ma anche in termini di cultura, di immagine ed economici”!!!
Continuando… “se quasi tutti i presidenti siciliani hanno avuto qualche problema con la mafia bisogna porsi un interrogativo, la mafia cerca di infiltrarsi e bisogna trovare il vaccino giusto, gli anticorpi giusti; gli uomini della mafia utilizzano i volti puliti per fare i loro affari”!!!
Il pensiero prosegue quindi sull’attuale presidente della Regione Siciliana… Rosario Crocetta, che, pur riconoscendogli il merito di essere persona onesta, non ne condivide la gestione, in particolare quanto compiuto sulla vicenda dei termo-valorizzatori… che secondo molti, dovrebbe far superare l’emergenza rifiuti…
Il sottoscritto se pur condivide in parte quella soluzione (oggi ci sono difatti sistemi più innovativi ed ecologici…), ritiene comunque che quest’ultima soluzione, per poter essere realizzata, deve essere “blindata” e controllata da una struttura autoritaria e fuori da controlli politici o privati, ma vigilata quotidianamente da militari, per non permettere con i fatti alla mafia di mettere le mani…perché altrimenti – con l’attuale condizione – è meglio abbandonare sin da subito l’idea…)!

Quindi ad un Crocetta inadeguato e “burattino”… con qualcuno che dietro di lui ne muove le fila… vi sono altri due pretendenti, Musumeci e Miccichè, che ad oggi non sono mai stati scelti dai siciliani, in quanto chissà, non ritenuti all’altezza di essere le persone giuste… dopotutto se il 51% dei siciliani non si è riconosciuto in loro… non è certamente per protesta, ma perché volutamente indifferenti a quei candidati!!!
Ora affinché la parte moderata vuole ritornare a vincere… bisogna che trovi un candidato credibile… e soprattutto onesto!!!
Su quest’ultimo punto ho dei forti dubbi…

Trovare un soggetto che non appartenga a quegli schemi politici, incorruttibile, senza scheletri nell’armadio e che negli anni si sia dimostrato integerrimo, aggiungerei, senza tessera elettorale e se possibile, senza alcuna averlo visto in qualche foto compromettente… non sarebbe male…
Certo… il problema è trovarlo (già… come trovare “un ago in un pagliaio“)!!!    
Infine… ricorda che (se pur interdetto dai pubblici uffici), non gli è vietato continuare a fare il dirigente in un partito o di poter esprimere giudizi di pensiero…
Dopotutto se pensiamo a tutti quei soggetti che, se pur condannati o con processi a loro carico, fanno parte ancora di quei partiti… come dargli torto.
Io certamente da quel partito starei molto lontano, come mi guardo da stare distante da quei suoi giudizi di merito, tanto inutili e di cui sono sicuro… poterne fare a meno.
Non mi convinceva allora e non mi sembra oggi, quella persona adeguata dalla quale avrei potuto prendere consigli, dopotutto per come egli stesso dice… “la politica o la si fa o la si subisce“!!!

Ecco… nel suo caso specifico dovrà subirla e dovrà subire anche l’atteggiamento repulsivo e distaccato di chi… proprio come me, da sempre, tenta di combattere quelle schifose collusioni e quei modi infidi e criminali, che hanno di fatto permesso a pochi soggetti ignoranti… di distruggere fino ad oggi, questa nostra terra…
La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine: Lei… e tutti quelli come Lei (siete purtroppo ancora in tanti…) fa ormai parte dell’inizio, sì l’INIZIO DI QUELLA FINE!!!
So che abbiamo molto da fare, ma vedrà… alla fine, questa terra verrà ripulita!!!

Requiem… per le imprese edili siciliane.

Non ci resta che pregare…

I dati sul dissesto delle imprese edili siciliane sono terribili: tra imprese chiuse, in liquidazione, prossime al fallimento e sottoposte a provvedimenti giudiziari, quelle rimaste ancora in attività, rappresentano di fatto un numero irrisorio e certamente inadeguato…
Continuare a sperare in nuovi investimenti (pubblici o privati) è una mera illusione… ed è basata su fantomatici appigli, allo scopo di mascherarne le reali motivazioni e cioè, che non vi è alcun segnale di ripresa!!! 
La produzione delle costruzioni dimostra come in questi anni sia costantemente diminuita, giungendo agli attuali limiti negativi del -35/40%.
Le condizioni di rilancio non si vedono (e poi mi chiedo… quali “imprenditori” dovrebbero farle…) e gli unici interventi presenti sono quelli relativi ai lavori condominiali dei privati (per manutenzione straordinarie) e qualche “ripescato” progetto di nuova abitazione…
Le prospettive del mercato immobiliare, contrassegnate da questa tendenza negativa, ha sì… iniziato a dare segnali di svolta, ma rappresenta ancora un fattore debole e poco determinante, in quanto, ad ostacolare la ripresa del comparto, ha contribuito la rigidità dei valori immobiliari, rispetto al cambiamento delle condizioni di contesto… per cui, il mercato immobiliare continua a restare di fatto sospeso, nonostante le condizioni creditizie favorevoli ed i tassi d’interesse relativamente bassi… 
Possiamo dire che ci troviamo (come nel libro di Sebastian Junger) in mezzo a una “tempesta perfetta” senza precedenti… e soprattutto non si vede alcuna rotta o via di uscita…
In fondo… fintanto che i controlli di tutti i passaggi della filiera non verranno opportunamente “blindati”, se il contrasto alla concorrenza sleale non verrà definitivamente eliminato, l’incremento alla corruzione e alla illegalità, continuerà (come vediamo ogni giorno) a farla da padrona…
In questa battaglia, proprio le associazioni di categoria dovranno dare una mano… facendo pulizia anche tra quanti, sono a tutt’oggi loro associati… 
Dopotutto… si tratta di fare il proprio dovere o meglio, di far rispettare quel proprio regolamento e quel codice etico tanto decantato… 
Bisogna infatti valutare le aziende su dati concreti e non su elementi cartacei perfettamente riportati,… si tratta di comprendere la loro reale capacità sul campo, puntando a quel valore aggiunto che sarà in grado di saper esprimere… 
Penso innanzitutto a regole morali, a principi di legalità e di rispetto delle normative vigenti, al miglioramento della qualità dei processi organizzativi, all’innovazione e all’investimento di nuove tecnologie e/o alle risorse umane, ed infine, all’utilità concreta che questa ha nei confronti della comunità…
Ha detto bene in questi giorni Celentano a proposito del prossimo ballottaggio per la poltrona di Sindaco di Roma: “prima di giocare a pallone bisogna ripulire il campo da corruzione!!!
Qui, è la stessa cosa…
Bisogna cambiarla questa situazione e per farlo c’è bisogno di tutte le persone oneste… dai politici ai dirigenti, dai “veri” imprenditori ai professionisti competenti, dalle associazioni sindacali a quelle di categoria e per concludere (ma non certamente meno importante…) alla formazione, data da quegli enti paritetici…
E’ tempo di unità e di condivisione, bisogna allontanare da se propri interessi personali, ma guardare ad una collaborazione strategica e importante… per un futuro diverso da quello a cui siamo indirizzati!!!
E un vero e proprio invito  alla “costruzione” (sembra volontario… ma è causale), a quella voglia di cooperare, per scoprire come alla fine, con le buone idee e la voglia di realizzarle, si potrà crescere tutti insieme, non solo per allontanare in tempi rapidi questa crisi… ma soprattutto per dare un futuro migliore ai giovani di questa nostra terra…

Catania… incagliata tra collusioni e mafia!!!

Non chiedere cosa la tua città può fare per te, ma chiediti cosa puoi fare tu… da “catanese” per essa…
Si, sono d’accordo… attraversandola con l’auto mi soffermo a guardarla ed è bellissima, resto incantato…
Si resta affascinati da quei suoi colori, da quel bianco e nero dei palazzi, dai pavimenti grigi che lastricano quelle sue vie centrali e poi cosa dire… le piazze, i monumenti e sullo sfondo da un lato quell’Etna maestosa e dall’altro quell’azzurro del mare che sembra prolungarsi nel cielo…

Ed ancora… quel profumo di salsedine, sì, a guardarla è proprio vero… si prova una grande emozione…
Catania è meravigliosa, come quei paesaggi impressionistici… dove l’interazione tra la luce e l’occhio, diventano un’unica espressione di sensibilità e dove gli effetti luministici e coloristici la rendono piacevole ed interessante ad uno sguardo esterno…

Un vero e proprio quadro d’ammirare… ma da lontano… in modo che, non se ne colgano i difetti, ma la si apprezza nell’insieme… nel “tutto” e così… proprio come un turista, più la si guarda e più la si crede… perfetta!!!

Ma quando si entra nel particolare… ecco, quando ci si avvicina, si cominciano a scorgerne i difetti e non bastano più quelle meravigliose caratteristiche d’insieme, ora, quelle evidenziate carenze, ci esplodono in faccia in tutta la loro gravità…
Il problema infatti, non è ciò che c’è di suo da sempre o meglio dalla sua ultima ricostruzione, quel risorgere dalle proprie macerie… quella città barocca è ancora lì perfetta… è tutto il resto che non va… quanto non è stato realizzato in questi cinquant’anni di storia… dal dopoguerra ad oggi che è rimasto totalmente inalterato!!!

La gestione dei servizi strutturali, la pubblica amministrazione, i servizi sociali e ambientali, i disagi avvertiti per i trasporti pubblici, tutte priorità che vengono ad ogni elezioni evidenziate dagli aspiranti candidati politici, ma che successivamente (appena viene determinato il nuovo consiglio comunale) non trovano alcun reale riscontro…
La qualità della vita dei cittadini catanesi va ogni anno di più peggiorando… come è peggiorato il tenore di vita della maggioranza delle famiglie, che ormai fanno fatica ad arrivare a fine mese, ed eguale preoccupazione vi è tra i giovani, i quali non vedono per loro alcun futuro, ma continuano quella loro esistenza ordinaria, in modo rassegnato…
Oltre a quanto sopra, va aggiunta la mancanza di parcheggi… sostituiti da illusorie “strisce blu” o da pseudo negozi commerciali, che hanno motivo d’esistere esclusivamente per poter agevolare soliti “amici degli amici” o per far inserire qualche familiare in quelle società partecipate del Comune… che di fatto però non risolvono minimamente il vero problema dell’inadeguatezza dei parcheggi.
Poi c’è la raccolta differenziata dei rifiuti e la scarsa pulizia ovunque… la prima mai iniziata e la seconda finalizzata esclusivamente nel centro storico… ed i rifiuti urbani, seppur visivamente celati, costituiscono ancora oggi, uno degli elementi di maggior criticità della città…

A quella carenze infrastrutturali vanno sommati tutti quegli strumenti inadeguati di programmazione e di sviluppo…
Infine, se pur non visibile direttamente a noi comuni cittadini… vi è una perpetrata corruzione, un procedere continuo attraverso metodi clientelari dove il più delle volte si viene sopravanzati…
Ma soprattutto ciò che fa più male… è quel racket messo in pratica dalla criminalità organizzata, che costituisce per i commercianti e per le imprese, la causa principale dei problemi finanziari ed i motivi per i quali decidono il più delle volte (in silenzio…) di chiudere!!!

Lo so, alla maggioranza dei miei concittadini non interessano questi problemi… i problemi di questa loro città, in particolare proprio adesso che con l’arrivo dell’estate hanno cose più importanti da fare…
A loro infatti, basta andare a mare, prendere il sole in quei solarium pubblici o in quei lidi sugli scogli o alla playa, a loro basta giocare sotto l’ombrellone a carioca o a briscola pazza… e se viene l’appetito… ci si può sempre rivolgere al vicino ristorante cinese, già… lì con soltanto 10,00 euro… si può mangiare fintanto si vuole!!!
Alla fine la giornata passa… anche se con poco, proprio come riporta quel proverbio: “chi si accontenta gode”… e i Catanesi hanno dimostrato in tutti questi decenni… di sapersi accontentare!!!
P.s. Colgo l’occasione per ringraziare l’amico Giuseppe Scalisi, che mi ha voluto donare le sue bellissime foto.

Votazioni… vince l'astensionismo: votano 5 italiani su 10!!!

Renzi ha detto bene… “gli Italiani hanno imparato a fare zapping“!!!

Hanno perso infatti tutti coloro che fanno parte di quella vecchia politica…
Il primo dato politico che emerge è quello del successo del Movimento 5 Stelle a Roma e a Torino…
I romani dopo “Mafia Capitale” hanno deciso di voltare pagina e se il ballottaggio ha tenuto fuori i voti della Meloni… questi certamente diverranno fulcro della Bilancia con il ballottaggio…
Tutte le principali città andranno al ballottaggio: a Roma, la candidata del M5S Virginia Raggi affronterà al ballottaggio il Pd Roberto Giachetti; a Milano il candidato del Pd Beppe Sala avrà contro quello del centrodestra Stefano Parisi; i sindaci uscenti Piero Fassino a Torino e Luigi De Magistris a Napoli, se la dovranno vedere al ballottaggio rispettivamente con la candidata del M5S Chiara Appendino e con l’interlocutore del centrodestra Gianni Lettieri; a Bologna il sindaco uscente del Pd, Virginio Merola se la dovrà vedere in con la leghista Lucia Bergonzoni…
Diciamo che è tempo per il Cavaliere di ritirarsi… come stessa cosa devono fare tutti coloro che sono usciti dal Pd e hanno deciso di presentarsi da soli…
Inoltre, il trucchetto delle liste civiche non ha premiato… 
Celarsi difatti dietro un simbolo “mascherato” non è servito… gli italiani saranno pure dei pecoroni… ma certamente non sono così stupidi per come li si vuole passare!!!
Difatti, il vincitore di questa tornata elettorale sarebbe ancora una volta l’astensionismo, quella disaffezione dei cittadini ormai verso la politica o ancor meglio per quei suoi interlocutori…
Molti hanno voluto dare la colpa del proprio fallimento al ponte del 2 Giugno… ma lo sanno anche loro che è si tratta di una giustificazione banale…
La preoccupazione ora è per il prossimo referendum confermativo delle riforme costituzionali nel mese di Ottobre… ed il premier Renzi pensa che sul referendum gli italiani andranno a votare… e voteranno sì!!!
Io comunque credo che sia giunto il tempo di cambiare rotta… parlo anche per coloro che hanno momentaneamente vinto, come il Pd ed il M5Stelle…
Si tratta di comprendere per chi è al Governo cosa realmente gli italiani vogliono… ed il premier Renzi deve sforzarsi – una volta e per tutte –  che se vuole ancora governare deve abolire tutti quei privilegi vergognosi presenti e cominciare soprattutto a dare certezza e sicurezza ai suoi cittadini, contrastando definitivamente un paese completamente corrotto, non perché condizionato dalla criminalità organizzata, ma soprattutto da tutti quegli uomini legati ai poteri istituzionali… fortemente compiacenti!!!
Di contro i Penta-Stellari devono comprendere che non si può più puntare esclusivamente sul populismo, ma bisogna comprendere che è venuto il momento di programmare in ogni comune una alternativa seria… 
Bisogna dare al movimento ancor più ampia autonomia, senza bisogno che qualcuno ne detenga le chiavi del forziere e che si ponga al di sopra di tutti: dopotutto il motto del suo guru, Gianroberto Casaleggio, era quello che “ognuno valesse un solo voto”…

Catanesi… felici e contenti!!!

Vedo intorno a me quanto sta accadendo…  e pur recependo i discorsi che vanno facendo i miei concittadini per le vie di questa città, nei locali privati, negli uffici pubblici, nelle scuole o anche semplicemente stando seduto in un ristorate… sento le solite discussioni, ma vedo di contro… quella serenità e felicità… inaspettata!!!

Sì, non comprendo la gioia di vivere in questo modo… in un periodo in cui c’è poco da stare allegri, dove sono molti ad avere difficoltà ad arrivare a fine mese… dove non c’è alcuna opportunità occupazionale, dove i giovani sono ancora dipendenti dalle famiglie e non riescono a crearsene una loro…
Sono giovani senza alcun futuro… che sperano soltanto di emigrare per trovare quella giusta soluzione ai loro problemi, recuperare finalmente quella tanto agognata dignità personale, che ormai sembra essersi persa, tra la burocrazia di una terra “inutile”…
Un lavoro, il potersi creare una famiglia, possedere una casa dove stare e crescere i propri figli… sono cose semplici che però rappresentano per i giovani, degli obbiettivi… irraggiungibili, distanti, quasi fossero utopici e neppure ormai la speranza della fede può colmare!!!     
Si guarda in Tv a modelli di benessere, come se fossero prima o poi raggiungibili… sapendo però in cuor proprio che rappresentano dei miraggi… impossibili per le persone comuni da raggiungere, ma nel contempo si sogna e in quella visione onirica, si crede di viverli…
Sanno di sopravvivere… eppure fanno finta di star bene, non possiedono nulla… neppure i soldi per offrire un aperitivo al bar (o meglio… forse a stento un caffè), restano lì in attesa, che siano gli altri a fare il primo gesto…
Una condizione di povertà “camuffata” da benessere… una vita di privazione, se non fosse per quei pochi “gadget” tecnologici, acquistati usati, a rate o in qualche promozione, tanto per far vedere che anche loro sono a passo con i tempi, che possono permetterselo… in seguito, se quelle rate non verranno pagate, poco importa!!!  
Dopotutto se il reddito di benessere di una provincia è proporzionato ai livelli pro-capite di reddito posseduto… si capisce perché la nostra Provincia di Catania, sia posta nelle ultime posizioni a livello nazionale… 
Si tratta di valutare quel cosiddetto livello di PIL nazionale e benessere di ricchezza effettivamente raggiunto e di conseguenza vissuto…
I dati, a differenza delle parole…  parlano chiari!!!
Manca un vero e proprio progetto di vita… che consenta laddove lo si desidera di tentare nuove opportunità, di mettere in pratica quelle proprie idee, il non doversi sempre assoggettare ad una cultura non meritocratica, che fa sì che gli inetti vadano avanti e contemporaneamente, distrugge i sogni di quanti possedevano quelle vere e proprie qualità… facendo sì che i nostri migliori cervelli, vadano persi o sparsi nel mondo, invece di restare qui a migliorare questa nostra isola… tentando di creare nel proprio territorio, quell’ambiente produttivo tanto necessario, che non sia visto esclusivamente quale benessere economico e finanziario, ma bensì stimolante per la propria vita e per le proprie idee… 
Le restanti teste vuote… quelle totalmente inutili, sì quelle… andrebbero buttate lì… da quegli scogli di pietra lavica… gettati in quel mare cristallino, sapendo già… che neppure i pesci li vorranno inghiottire…
Se a quest’ultimi inoltre, aggiungessimo anche quelli provenienti da quell’ambiente associativo criminale, lo stesso che fa proseliti di seguaci e che permette alla corruzione di diffondersi a macchia d’olio su molti ambienti lavorativi… ecco, se riuscissimo ad eliminare dalla nostra terra anche quest’ultimi, potremmo avere il nostro territorio finalmente libero da questi cancri… un nuovo modello da imitare e da invidiare!!!
Se saremo in grado di fare questo, di togliere questo marciume e questa connivenze politiche/istituzionali/mafiose da questa nostra terra bellissima, ecco, senza più questa criminalità, burocrazia, sprechi, evasione fiscale e quant’altro…  forse, se riusciremo nell’impresa di fare ciò… di sicuro potremmo definirci “felici e contenti”… perché in caso contrario, continueremo a vivere nell’illusione… di stare realmente bene!!!  

Quanto felice sia ciascun sel vede… chi nasce sciocco ad ogni cosa crede!!!

Quanto felice sia ciascun sel vede,
chi nasce sciocco ed ogni cosa crede!
Ambizione nol preme
non lo muove il timore
che sogliono esser seme
di noia e di dolore…
Questo vostro dottore
bramando aver figlioli,
credria ch’un asin voli,
e qualunque altro ben posto ha in oblio,
e solo in questo ha posto il suo disìo…  
” La Mandragola” di Niccolo Macchiavelli: Canzone dopo il secondo atto…
Diceva Bertold Brecht: chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi conoscendola, la chiama bugia… è un delinquente!!!
Proprio quanto sta accadendo nel nostro paese… 
Se prendiamo per buono quanto ci viene propinato dai media, se condividiamo le notizie che ci vengono proposte dai social, se crediamo che tutto ciò che sta accadendo, sia la realtà dei fatti… ecco sono riusciti a nostra insaputa a manipolarci…
Era sin dall’inizio il loro scopo… e cioè quello di farci credere, che siamo noi  a decidere…
Già, come quel film “Niente è come sembra” con Will Smith e Margot Robbie… oppure quell’altro intitolato “Now you see me“…
Quei personaggi, sono eguali ai nostri… dei veri e propri manipolatori!!!
Durante la visione il regista ci spinge a focalizzare la nostra mente su un punto, mentre a nostra insaputa, egli opera su un altro obbiettivo…
I nostri governanti sono proprio come loro… aggiungo di più, sono come il “Dott. o la Dott.ssa” nel gioco dei pacchi; conoscono perfettamente ognuno di noi, perché prima di farci sedere al loro tavolo da gioco… ci hanno fatto lo “screening”, conoscono ogni nostro punto di forza o di debolezza… sanno fino a che punto siamo disposti a rischiare e quanto ci “vuole” per fermarci… per limitare ogni nostra azione e fare in modo che questa nostra forza si assoggetti ad essa…
Un vero e proprio depistaggio, identico a quello realizzato dai nostri interlocutori politici… 
Usano analoghi metodi: offrono con una mano… grandi risparmi e promettono bonus e integrazioni, mentre con l’altra mano… (proprio come quei truffatori) ci ripuliscono le tasche!!!  
Gli italiani di contro, possono essere paragonati alle allodole: si soffermano incantati ad ammirare gli specchietti colorati… e si fanno ingannare dalle solite frasi fatte… che riescono di fatto a distrarli dal loro vero obbiettivo… 
Quello cioè di tentare di costruire un paese democratico ed egualitario, capace di realizzare istituzioni democratiche stabili e forti, che sappia aggredire la crisi in corso, non soltanto quella economica ma anche quella etica e sociale… 
Un paese che guarda con speranza al futuro, che sappia contrastare tutte quelle associazioni criminali ancora presenti e sappia combattere l’ormai diffusa corruzione morale… che poi è la stessa… che non permette di trasmettere ai nostri giovani i sani valori… veri principi di legalità!!!
Siamo un popolo d’illusi… rappresentanti perfetti di quel comportamento così ben descritto (nel suo libro nel 1895) da Gustave Le Bon “L’Illusione delle folle:  poiché le illusioni sono indispensabili ai popoli, questi vanno per istinto incontro ai retori che gliele offrono, così come un insetto va verso la luce!!!
Dopotutto come dicevo all’inizio: chi è nato sciocco…crede ad ogni cosa!

La mafia… ha conquistato Londra!!!

Roberto Saviano è intervento al Parlamento britannico su invito del parlamentare laburista David Lammy, ex ministro dell’Università…
Quanto segue, rappresenta il proprio intervento:
Se si chiede quale sia il Paese più corrotto al mondo, la risposta più immediata è dettata dal grado di corruzione percepita. 
Magari si penserà al Messico, ai Paesi latinoamericani, a quelli africani, al Medio Oriente, all’Italia. 
E invece il più corrotto è l’Inghilterra, ma non di una corruzione che riguarda gli amministratori pubblici, i poliziotti, i sindaci, ma di una corruzione che è consustanziale al sistema economico. 
Il sistema economico inglese si alimenta di corruzione. 
E in tutto questo il governo e i cittadini britannici non si sono davvero resi conto dell’emergenza che sta attraversando il Paese.
Nel 2015 la National Crime Agency pubblicò un report i cui dati sono estremamente importanti. Il report spiegava che “ogni anno centinaia di miliardi di dollari di provenienza criminale quasi sicuramente continuano ad essere riciclati attraverso le banche del Regno Unito e le loro filiali”. 
E aggiungeva che “l’entità del riciclaggio dei proventi criminali è quindi una minaccia per l’economia e la reputazione del Regno Unito”. 
Di lì a poco anche il primo ministro David Cameron avrebbe espresso il suo impegno dichiarando: “Il Regno Unito non deve assolutamente diventare un paradiso fiscale per soldi sporchi di tutto il mondo”. 
Eppure non è andata così.
In un documento molto interessante pubblicato da Transparency Uk a marzo del 2015 sul mercato immobiliare londinese come rifugio di capitali segreti e soldi sporchi, si parlava di soldi provenienti dalla corruzione, ma non veniva mai citata la parola mafia, né mai si è parlato di organizzazioni criminali. 
Il motivo è semplice: tranne che per rarissimi casi, in Inghilterra la mafia non si vede e non si sente. 
Non ci sono cadaveri sulle strade né sparatorie. In Messico o in Italia tra cadaveri, sangue e sequestri di droga non è possibile pensare che la mafia non esista. 
A Londra esiste ma è silenziosa, agisce nell’ombra… e soprattutto non ha l’odore acre del sangue, ma quello rassicurante dei soldi.
Senza il riciclaggio, il denaro delle mafie sarebbe un ricavato inerte. 
È necessario, invece, che rientri in circolo: il problema delle organizzazioni criminali non è fare soldi, ma riciclarli. 
E nel Regno Unito, secondo le stime di associazioni non-governative, vengono riciclati 57 miliardi di sterline (ovvero 74 miliardi di euro). 
Proventi illeciti che, dopo essere stati opportunamente ripuliti, vengono rimessi in circolo. In silenzio, i capitali criminali si muovono e minano la nostra economia e le nostre democrazie. In silenzio.
La City di Londra, insieme a Wall Street, è la più grande lavanderia al mondo di denaro sporco del narcotraffico. 
Londra è un sistema finanziario internazionale da cui passano transazioni da tutto il mondo per il valore di bilioni di sterline ogni anno e offre i servizi finanziari più ricercati. 
Ma non è tutto, perché oltre a questo, la capitale inglese si trova al centro del più importante sistema offshore del mondo.
Molti capitali internazionali che passano attraverso le dipendenze della Corona Britannica (come Jersey) e i territori d’Oltremare (come le Isole Cayman) – paradisi fiscali per eccellenza – vengono poi incanalate verso le banche della City e quando arrivano a Londra sono già stati ripuliti anche se originariamente erano sporchi. Come rivelò nel 2013 uno studio basato su inchieste di Transcrime (il Centro di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica di Milano) tutte le principali mafie italiane sono presenti nel Regno Unito con i loro affari. 
Uno studio di Transparency International del 2015 ha contato 36.342 immobili in un’area di 6 km quadrati a Londra di proprietà di società di copertura. 
Mentre il 75% degli immobili attualmente sotto indagine nel Regno Unito per reati legati alla corruzione sono registrati in paradisi fiscali. 
A Londra il 90% degli immobili di proprietà di società straniere sono di società registrate in paradisi fiscali.
È così che interi quartieri di Londra si stanno svuotando, diventando luoghi di investimento. Entrano i soldi, escono le persone.
Finalmente la stampa inglese si è accorta di questa vera e propria occupazione finanziaria della propria città: qualche giorno fa ha fatto rumore l’inchiesta del Guardian sul grattacielo residenziale più alto di Londra: St George Wharf Tower, un grissino di cemento di 50 piani dove i 214 appartamenti di lusso sono perlopiù intestati a magnati stranieri quando non posseduti da società offshore. 
Una torre con tutti gli optional che rimane vuota per la gran parte dell’anno, mentre la maggior parte dei londinesi non riesce nemmeno più a trovare un affitto accettabile: le case non servono per essere abitate, ma per fungere da casseforti di cemento, che custodiscono denaro, spesso riciclato.
Tra un mese la Gran Bretagna sarà chiamata a votare al referendum sulla cosiddetta Brexit, per esprimere la propria opinione sull’uscita o meno dall’Europa.
È fondamentale tenere presente che ci sono ambiti – come la sicurezza e la giustizia – in cui non si può agire isolati. 
Quando si parla di criminalità organizzata, di terrorismo, di narcotraffico, non esistono confini. Saremmo degli illusi a pensarlo.
Come si può pensare di affrontare qualcosa che è per definizione internazionale con strumenti nazionali?
Il Regno Unito non può più fare finta di nulla. 
Ora ha i dati, i risultati delle inchieste, gli avvertimenti degli esperti e delle autorità. 
Ora è il momento di muoversi, di fare qualcosa contro il denaro criminale, prima che il denaro criminale si compri tutta la Gran Bretagna.

Falcone: la gente tifa per noi…

E’ il 20 giugno 1992, siamo a Palermo, sono appena trascorsi 28 giorni dalla strage di Capaci… dalla morte dell’amico Giovanni Falcone e Paolo Borsellino partecipando alla veglia di preghiera organizzata in memoria dell’amico e collega, ricorda una sua frase: “La gente fa il tifo per noi“!!!

Passeranno soltanto pochi giorni e il 19 luglio in Via D’Amelio (la strada nella quale risiedeva la mamma…) morirà anch’egli in un attentato…
Sono passati 24 anni da quella data e ripercorrendo la strada che ha avuto in questi anni la nostra democrazia, in particolare, osservando quanto realizzato nella nostra terra, certamente di quel “tifo” vi è rimasto poco… forse nulla… o meglio, ci si ricorda soltanto nei giorni delle commemorazioni…
E’ quell’analogo sentimento che esprimiamo quando gioca la nostra nazionale…
S’inizia tifando con sospetto e diffidenza, poi quando le cose cominciano ad andare bene… ecco che ci si catapulta con tutta la passione possibile e immaginabile, dimenticandosi di tutto il  resto… dei problemi generali, della crisi occupazionale, di tutte quelle congiunture più o meno negative che ci accompagnano, sì… siamo tutto lì a tifare una partita di calcio… ci si commuove, quasi fossimo noi gli eroi in quel campo… 
Ma, se di contro si viene eliminati da quella competizione nei primi turni… ecco, tutti pronti a manifestare con aspre critiche; s’inizia puntando l’indice contro il “Mister” che non ha saputo preparare la squadra, si passa ai giocatori, ritenuti scadenti e boriosi, fino a giungere ai preparatori atletici e all’intero staff… ritenuti nella totalità, dei collaboratori incompetenti che hanno esclusivamente pensato a percepire quegli ingiusti compensi, pagati ovviamente da noi… ecco, alla fine (è ovvio)… hanno perso loro!!!    
Qui è lo stesso… si sta a guardare quanto fa lo Stato… o meglio le istituzioni, con un occhio particolare alla Magistratura… 
Si “tifa” per questa o quella indagine, restando ad osservare gli eventi… come se si fosse, sostenitori della propria squadra… lo “Stato”, ben sapendo che tra mille difficoltà, si giungerà alla vittoria…
Ma sono sempre gli altri a stare in prima linea… loro i “tifosi” stanno dietro le quinte… incitano (come diceva nel film Totò…) “armiamoci e partite”!!!
Sì… “La gente fa il tifo per noi“… è vero… ma a cosa serve quel conforto morale, quando poi la stessa popolazione, nell’unico momento in cui potrebbe decidere, si svende…
Guardate la politica di questi anni… rileggete i nomi dei Presidenti della Regione Sicilia… poi fate un ulteriore sacrificio… cliccate sui loro nomi e verrete indirizzati sulla pagina di “Wikipedia”, ecco lì troverete (per la maggior parte di essi) un paragrafo intitolato “PROCEDIMENTI GIUDIZIARI”… lascio Voi… le opportune deduzioni!
Si parla tanto di lotta alla mafia, ma il vero problema da risolvere nello nostra isola è il dilemma “morale”, quella crescita personale e culturale, che non si vuole opporre a questo marciume… fatto di compromessi, clientelismi, complicità, corruzioni… che coinvolge la maggior parte dei cittadini, che mostrano quando chiamati… di vendersi, dando quel loro voto, a chi già si sospetta far male… a questa nostra terra!!! 
“Giovanni Falcone” era cosciente che un giorno sarebbe morto ucciso… sapeva  che lavorando per il bene di questa sua terra avrebbe potuto perdere tutto… ma ci ha provato, non è scappato, a cercato con amore di dare una “speranza” a questa regione ingrata…
Un’atto d’amore verso la sua gente, tentando con la sua opera di trasformare quelle coscienze assopite… rivolgeva il proprio pensiero contro quella predisposta convivenza, puntava ad invertire quella prerogativa mafiosa che di fatto, costituisce la vera forza della mafia… data proprio dalla debolezza dei suoi conterranei…
In molti ci raccontano che il giudice Falcone sia morto per aver organizzato il maxi-processo… ma quest’ultimo ha rappresentato il male minore…
Ciò per cui è stato aspramente colpito è per aver mirato a quel malvagio meccanismo mafioso, oleato sistema centenario in cui, nobiltà, chiesa e borghesia, sono legati indissolubilmente per dominare e gestire il potere politico e economico, necessario per organizzare, manovrare e spostare gli equilibri della corruzione in tutto il paese… indirizzando i propri voti nei confronti degli “amici degli amici”, riciclando il denaro sporco e truccando gli appalti…
Nulla è stato casuale… e dietro quelle stragi non c’erano semplici “pastori” scesi dalle montagne… ma uomini dell’anti-stato che stavano decidendo il futuro e l’assetto politico della nostra nazione, un compromesso deciso a tavolino tra, mafia internazionale e potere politico/finanziario che conta…
La Democrazia cristiana, i suoi referenti e tutti quei partiti che le gravitavano intorno… (anche d’opposizione), dovevano ad un certo punto scomparire… per dare nascita ad altri nuovi emergenti, che (apparentemente) dimostravano non essere collusi con quel sistema criminale…
Sono gli anni di mani pulite, della formazione politica creata da Dell’Utri, sono gli anni in cui vince il Cavaliere, della secessione della Lega Nord, di Di Pietro… Prodi… e via discorrendo…     
Ma come dicevo sopra… si può essere “tifosi” e vivere la propria vita da “pecore” sapendo di contare solo perché ogni tanto viene chiesto d’esprimere una preferenza di voto… oppure si può essere dei veri “sportivi”, liberandoci da quei pregiudizi e da quella dipendenza imposta, allontanandoci definitivamente per sempre da quei terreni infetti e inquinati, dove non esiste alcun principio di legalità e democrazia…
Tutti, dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre azioni, interrompendo quel messaggio generale in cui… bisogna sempre demandare alla giustizia, quanto è di nostra competenza!!!  
D’altronde diceva Falcone in una intervista riportata nel libro “Cose di cosa nostra”:
Temo che la magistratura torni alla vecchia routine: i mafiosi che fanno il loro mestiere da un lato, i magistrati che fanno più o meno bene il loro dall’altro, e alla resa dei conti, palpabile, l’inefficienza dello Stato”

23 Maggio… iniziano i preparativi per l'anniversario della strage di Capaci…

Fra tre giorni, c’è l’Anniversario della strage di Capaci ed in queste ore a Palermo, sono in corso i preparativi per ricordare il Giudice Falcone, la moglie (Magistrato) Francesca Morvillo  e, insieme a loro gli uomini della della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, tutti barbaramente assassinati in quel tratto autostradale dalla mafia… ed anche i sopravvissuti ( di questi stranamente non si parla mai… chissà forse perché sono ancora vivi???), mi riferisco agli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza…. 
Sì… è incredibile come nel nostro paese ci si ricordi con puntualità degli anniversari delle vittime di cosa-nostra e poi in tutti gli altri giorni, si continua a vivere in modo imperturbabile e a partecipare alle collusioni…
Il paese, in particolare la nostra regione, da quel lontano 23 maggio del 1992 non è minimamente migliorato… anzi tutt’altro è peggiorato in qualsivoglia settore, produttivo e istituzionale!!!
Qualcuno obbietta che in questi anni il contrasto alla criminalità a dato i suoi frutti… in particolare, non ci sono più omicidi eccellenti…
Ma quanto sta accadendo in questi anni, non è un merito del contrasto realizzato dagli uomini dello stato, ma bensì, fa parte di quella nuova strategia della mafia, che ha adottato una politica “distensiva” per potere operare i suoi loschi affari in maniera celata…
E non si pensa (da parte loro) minimamente di alzare lo scontro… guai anzi se a qualcuno dei suoi associati venisse in mente una qualsivoglia ritorsione… ne pagherebbe personalmente le conseguenze…
E’ come se ci fosse in atto una “pax” concordata… ovviamente di tanto in tanto… qualche personaggio di poca rilevanza all’interno di quell’associazione deve “saltare”… ma quella è semplice manovalanza ed è messa in conto, per il resto, coloro che sono demandati al comando, restano lì al potere… ed è difficile anche prenderli!!!
Tutto sommato, in questi anni cosa-nostra ha puntato in alto… attraverso collusioni con personaggi dall’immagine limpida e seduti in quelle poltrone istituzionali, paladini della legalità che ora scopriamo essere legati a quel sistema criminale, personaggi politici che ovviamente ringraziano per i voti “recuperati” e via discorrendo…
Un’immagine… quella dell’antimafia annebbiata da tutte quelle vicende che vanno emergendo…
E poi… quei procedimenti giudiziari che proprio in questi giorni  che come bolle di sapone, vanno scoppiando…
Ultima quella del Generale Mario Mori o del Colonnello Mauro Obinu, un processo durato 22 udienze ed ora assolti (dopo cinque anni di dibattimento) perché il “caso non sussiste”…
E’ cosa dire del fallimento della gestione dei “Beni Confiscati”, di quegli uomini e donne, posti sotto inchiesta per corruzione e che adesso, si sta tentando di coprire… oppure su quanto sta avvenendo in quest’ultimo periodo… una svolta apicale per tutte quelle società sottoposte a sequestro o confisca e che ora vengono, a poco a poco… restituite…
E’mancato quel rigore tanto auspicato dal giudice Falcone!!! 
Il 2015 è stato un anno terribile per l’antimafia… o meglio per quella di facciata, l’hanno chiamato “Annus horribilis” dove si è compreso come l’unico interesse fosse in fin dei conti quello finanziario… strettamente personale!!!
Altro che passione per questo lavoro, nessuna missione per il bene della collettività… qui c’è stato soltanto un’interesse esclusivo… e cioè quello di portare al proprio mulino vantaggi per se e per i propri familiari o amici… 
Una lista lunga di consulenti a cui dare incarichi per ricevere quali conseguenze favori personali… 
Un completo disinteresse per quanto loro affidato… dimenticando soprattutto coloro che hanno operato in maniera professionale e che hanno promosso innanzitutto sempre e ovunque la legalità… facendo inoltre sì, che altri potessero rimanere seduti in quelle sedie…
Ed ora… finito tutto, senza esprimere per quell’operato il benché minimo ringraziamento!!!
Sì… m’interessa riprendere personalmente quest’ultimo passaggio (così chi vorrà comprendere capirà… che siamo soltanto all’inizio e che il “bello” o il “brutto” per quanti verranno opportunamente chiamati  deve ancora saltare fuori…): sì, caro STATO… il sottoscritto ricorda che è ancora in attesa di un esplicito ringraziamento personale… mi va bene anche un semplice… GRAZIE!!!
Già, si parla tanto di lotta, di omertà di disinteresse da parte dei cittadini… ma sono tutte cazzate!!!
Non esiste una abnegazione da parte dei cittadini… il più delle volte esiste una assoluta inefficienza e noncuranza su quanto denunciato, segnalato o fatto emergere… superficialità data al lavoro delle persone oneste… che hanno avuto il coraggio di presentare delle denunce e che non vengono fatte emergere perché vanno a colpire quei cosiddetti soggetti “intoccabili”… sia del mondo civile, che di quello istituzionale…
Ecco che allora in questi casi, cala il silenzio… anche da parte dei media esiste un muro di gomma… facendo finta di non riceverle le notizie o meglio preferiscono censurarle…
Molti di questi media… sono talmente furbi come aggiungerei anche alcune associazioni (note) di legalità che adottano un ambiguo stratagemma… (e mi dispiace dover dire ciò… perché in alcune di queste sono iscritto, ma stranamente non mi hanno mai risposto ufficialmente sulle problematiche fatte loro evidenziare…) e cioè, fanno in modo di non avere un contatto ufficiale… per dire… a mezzo Pec, ma nei loro contatti trovate o il classico indirizzo email o nelle pagine web, precompilati “format”, dai quali si riservano di leggere le notizie, ma a quanti hanno scritto, non si da seguito, con note di ricevimento della comunicazioni… così possono sempre dire di non averle ricevute quelle segnalazioni o denunce tanto per loro “imbarazzanti”; io comunque per molti di loro… ho una bella sorpresa (uscirà a breve, a momento debito): ho sempre registrato a video quanto ho loro trasmesso, evidenziandone il ringraziamento che ho anche provveduto a salvare e stampare tramite “cattura screen”!!!
A breve pubblicherò i nominativi di questi cosiddetti giornali, quotidiani on line, programmi che si promuovono a baluardi della legalità o della lotta alla corruzione: sono pochi quelli che realmente fanno il proprio dovere… gli altri non solo censurano le notizia inappropriate (perché colpiscono i loro amici…) ma utilizzano quei propri servizi (il più delle volte offerti gratuitamente), per screditare ed attaccare i propri avversari, siano essi imprenditori, politici, giornalisti o quanti dimostrano di essere loro concorrenti e avversi ideologicamente…
Dice bene la Dott.ssa Falcone (sorella del giudice): “È ovvio che per perseguire i loro fini, alcuni hanno l’interesse a mascherarsi da buoni… quella è un’antimafia che con me (o la nostra Associazione) non ha niente a che fare… Noi trasmettiamo ai giovani i valori che ci hanno lasciato Giovanni, Paolo, Francesca e tutti i morti nella guerra contro Cosa Nostra”.

E’ vero c’è un incoraggiamento di cultura del sospetto… fatto principalmente da quanti operano per nome e per conto di cosa-nostra, che s’insinua nell’antimafia per tentare di carpire e comprenderne l’evoluzioni che la giustizia sta per compiere per poter vincere quella guerra… 

Ma è altrettanto vero che sono in molti, tantissimi, i cittadini comuni che si offrono solidali a quel mondo corrotto (in cambio di denaro, d’avanzamenti professionali o incarichi vari…) sostenendo indirettamente quell’associazione criminale… attraverso la messa in pratica di tutte quelle procedure e metodologie necessarie, illegali, corruttive e clientelari…
Non bisogna andare lontano per trovare lo schifo… e non bisogna ricercarlo nei quartieri disagiati o malfamati… non sono quelli che danno da mangiare alla mafia… anzi tutt’altro, a malapena (purtroppo… per quei poveri figli) questi procurano soltanto la forza lavoro, ma sono altri i posti cui bisogna cercare… quelli più lussuosi e con i tappeti rossi… è lì che siede la mafia, ma come sempre da noi… si fa finta di non saperlo!!! 
C’è una frase del Giudice Falcone che in un qualche modo ho trasformato e fatta mia: in Sicilia la mafia colpisce non solo i servitori dello Stato… ma anche i semplici cittadini, che lo Stato non è riuscito a proteggere!!!

Piercamillo Davigo: Non ho detto che tutti i politici rubano, ma che quelli che rubano hanno smesso di vergognarsi!!!

“E’ stata attribuita alla mia frase un significato che non ho mai voluto dare; non ho detto che tutti i politici rubano, ma che quelli che rubano hanno smesso di vergognarsi. D’altronde, se per circa 15 anni hanno fatto leggi non atte a sconfiggere la corruzione ma ad impedire i processi, è ovvio che i frutti che si raccolgono siano questi”!!!
Con questa premessa ieri sera su La7 nella trasmissione “PIAZZAPULITA” ha esordito il Magistrato Piercamillo Davigo (Consigliere della II sezione penale presso la Corte di cassazione) aggiungendo che se fossero tutti i politici a rubare… allora non avrebbe senso fare i processi, che servono appunto a  distinguere chi ruba, da chi non ruba…
Ed ancora… “ha vinto la corruzione” un’affermazione ancora forse più grave di quanto sopra dichiarato… infatti se in questi quindici anni e più…l’interesse della politica è stato quello di fare leggi non più favorevoli alla repressione della corruzione… ma leggi favorevoli a impedire i processi, ad abolire i reati o a cambiare le regole probatorie… in maniera che le prove non valessero più o altre cose di questo genere… è chiaro che poi il risultato è questo”!!!
E quindi… si passa a parlare di Anti-corruzione e su quanto dichiarato dal Presidente, Raffaele Cantone: Davigo pensa che sia l’unico a poter risolvere i problemi… non condiviso una visione, autoreferenziale e salvifica; la magistratura non deve salvare il mondo; deve accertare i reati penali e decidere i processi civili…
La risposta del Dott. Davigo è bellissima: condivido quando sopra ad esclusione del fatto di non sentirmi l’unico… io non penso affatto di essere l’unico… penso però che in Italia, non c’è sufficiente possibilità di accertare questi reati… che è tutt’altra cosa!!!
Tra l’altro bisogna chiarire un’equivoco di fondo… l’ANAC è un’autorità amministrativa… gli atti che sono necessari ad accertare questi reati  -sono tutti atti fortemente invasivi- per esempio le intercettazioni, le perquisizioni, i sequestri, che  la Costituzione  riserva all’autorità giudiziaria… quindi l’ANAC può studiare il fenomeno, può cercare di prevenirlo. ma l’accertamento dei reati è esclusivo compito dell’Autorità giudiziaria…
Chiede quindi Corrado Formigli… (il giornalista e presentatore della programma): non è che quindi c’è un travalicamento (o uno scavalcamento) di competenze???
P.D.: No… sto dicendo che sono due sfere diverse…
C.F.: Non è che forse l’Anac utilizza degli strumenti che dovreste usare solo voi magistrati???
P.D.: NO… l’ANAC non usa affatto gli strumenti che usiamo noi magistrati…perché non può… la Costituzione non lo prevede… li usiamo solo noi… ma per accertare la corruzione è possibile farlo solo con quegli strumenti…
C.F.: E quindi non serve a niente l’ANAC???
P.D.: No… è un’autorità amministrativa che ha compiti diversi… ha la prevenzione della corruzione che è un’altra cosa…
C.F.: Secondo Lei serve quest’Autorità???
P.D.: non spetta a me decidere che cosa serve dell’attività dell’autorità amministrative…
C.F.: Si sarà fatto un’idea immagino… 
P.D.: ma… la tengo per me…
C.F.: va beh, la tiene per se… ma forse s’intuisce un po da quanto ci ha appena detto…
Anch’io mi sono fatto un’opinione diretta e non certamente positiva; il motivo??? segnalazioni attendibili delle quali finora non ho ricevuto alcuna risposta!!!
Ma si sa come va qui da noi: sono tutti così “fortemente impegnati“… dal non trovare mai il tempo necessario, per effettuare anche quelle semplici e banali verifiche!!!
Già, molti giudici sono così fieri della loro incorruttibilità che dimenticano spesso la giustizia, facendo sì che nel contempo… la corruzione dilaghi!!!