Terzo livello: “Ah… finalmente… qualcosa si muove da quel Tribunale di Messina”!!!

Terzo livello: “Ah… finalmente… qualcosa si muove da quel Tribunale di Messina”!!!

L’hanno chiamata operazione “Terzo livello”!!!
La Dia di Messina, in collaborazione con il centro operativo di Catania, stamani, supportata dalle  centrali di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro e Agrigento, ha dato il via a numerose ordinanze cautelari.
Tra i destinatari del provvedimento figura anche l’ex Presidente del Consiglio comunale di Messina, candidata…

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TERZO LIVELLO: "Ah… finalmente qualcosa comincia a muoversi in quel Tribunale di Messina"!!!

L’hanno chiamata operazione “Terzo livello”!!!

La Dia di Messina in collaborazione con il centro operativo di Catania, supportata dalle  centrali di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro e Agrigento, ha dato il via a numerose ordinanze cautelari…

Tra i destinatari del provvedimento figura anche l’ex Presidente del Consiglio comunale di Messina, candidata sindaco alle recenti amministrative, Emilia Barrile. 
Secondo l’accusa, la Barrile (ora ai domiciliari), con l’aiuto di imprenditori titolari di alcune società, avrebbe messo su un sistema d’affari “per godere di appoggi elettorali“…
Sarebbero state difatti create delle cooperative “ad hoc”, che provvedevano all’assunzione di giovani, per svolgere lavori all’interno della Pubblica amministrazione. 
Il tutto ovviamente per avere in cambio da quelle assunzioni… voti per la propria campagna elettorale!!!
Inoltre, attraverso vari patronati, si agevolavano molti giovani a ricevere dall’INPS la disoccupazione. 
Le indagini non si sono concluse e sembra che attualmente sono all’incirca 13 i destinatari delle misure cautelari, a cui vanno sommati altri 7 e precisamente, esponenti della politica, imprenditori, amministratori, faccendieri,  titolari di una società di vigilanza e uomini della criminalità peloritana…
Sono ritenuti responsabili a vario titolo dei seguenti reati: corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità in concorso, corruzione, detenzione illegale di armi, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, turbata libertà degli incanti, associazione per delinquere, intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte…
Inoltre, sono in atto ingenti sequestri dei beni, che colpiscono non solo i beni personali ma anche quelli societari, i quali, tra beni immobili e mobili, superano oltre 35 milioni milioni di euro…
L’indagine, non ancora conclusa, ha fatto emergere una ulteriore rete di rapporti clientelari/affaristici nella gestione della cosa pubblica e ci si aspetta un ampliamento della vicenda giudiziaria…
Il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, appena ascoltata la notizia ha commentato così: “Noi non giudichiamo, semmai attendiamo il commento di quelle ‘anime belle’ che hanno l’abitudine di speculare politicamente sulle altrui vicende giudiziarie. È una vicenda triste. Tutta da approfondire, ma forse anche prevista o prevedibile. Non abbiamo l’abitudine di speculare sulle altrui vicende giudiziarie. Altri lo fanno per vivere, ma questa volta avranno forse qualche motivo di imbarazzo. Noi andiamo avanti per la nostra strada che è quella giusta. Se, come in questo caso, coincide con quella della Giustizia è ancora meglio”!!!

Certo, dover apprendere che anche all’interno della Prefettura vi siano funzionari corrotti, fa rabbrividire!!!

Mazzette, mazzette e ancora mazzette …
Per fortuna questa volta la corruzione riguarda il responsabile dell’Ufficio cittadinanza della Prefettura di Reggio Emilia ed anche un titolare di una agenzia di pratiche per stranieri di Guastalla…
La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, ha scoperto un presunto sistema di corruzione per l’ottenimento della cittadinanza italiana!!!
Secondo le indagini, la funzionaria dell’Ufficio cittadinanza della Prefettura di Reggio Emilia s’interessava di far ottenere permessi di cittadinanza previo compenso economico… 
Ora, a seguito dell’indagine è stata arrestata dalla polizia e si trova agli arresti domiciliari…
La dottoressa che ovviamente era in partenza per le vacanze, è stata accusata di corruzione per aver chiesto e ottenuto “mazzette” da alcuni stranieri, per agevolare le pratiche di ottenimento della cittadinanza italiana!!!
Dalle indagini è emerso un sistema corruttivo per il quale sono destinatari di misure cautelari anche due fratelli pakistani (titolari di pratiche di cittadinanza per stranieri), ed anche una donna marocchina (anche lei titolare di uno studio specializzato)
Le intercettazioni video hanno evidenziato il passaggio di banconote (infilate dentro un fascicolo), nell’ufficio della dottoressa…
Oltre alle misure cautelari personali, sono in corso di esecuzione anche misure patrimoniali… 
E stato scoperto che nel corso degli ultimi tre anni sui conti correnti personali della funzionaria arrestata  sono emersi oltre 116.000 euro di versamenti in contanti!!!
Certo ora la Prefettura si è messa a disposizione degli Organi inquirenti, dichiarando: “Affinché vengano definite con certezza le responsabilità”
Peccato che come sempre… nessuno si accorge mai di nulla, ne chi avrebbe dovuto verificare l’operati di quei funzionari e neppure i colleghi, che il più delle volte fanno fonta di non vedere oppure si ritrovano ad essere anch’essi collusi,  nellapplicare quelle metodologie corruttive…
Ciò che maggiormente mi preoccupa è pensare che se questo stesso sistema criminale operato dai nostri funzionari pubblici, fosse stato compiuto anche in tutte quelle altre prefetture nazionali, in particolare dove la richiesta è maggiore – vedasi ad esempio proprio la nostra isola – a causa del maggior numero di presenza di quegli extracomunitari, quanto si è scoperto oggi, potrebbe rappresentare soltanto la punta di un iceberg… il cui fondo sarebbe difficile da vedere!!!
Avevo scritto proprio ieri sulla tentazione che il denaro produce su molti soggetti e mi ha fatto piacere leggere oggi come proprio Sua santità Papa Francesco, ne abbia affrontato l’argomento… 
Già, avevo fatto riferimento a coloro che operano nel settore pubblico… ed ora abbiamo avuto l’ennesima conferma,  di come, il business illegale, avviene ahimè ad ogni livello e coinvolge tantissime persone, soprattutto quelle che non ti aspetti, come ad esempio quei funzionari dello Stato…
Il problema comunque resta e servono a poco le indagini della Polizia di Stato, se pur necessarie a evidenziare la verità e a condurre alla eventuale condanna di quei soggetti coinvolti…. 
Ma quando poi le pene sono così irrisorie, quando tutta una serie di “azzeccagarbugli” riescono ad evitarle… serve a poco aver limitato quella illegalità, perché il business in tutte le sue forme, continuerà a procedere alle medesime condizioni !!!
Bisogna trovare nuove regole di contrasto… perché quelle attualmente in vigore, fanno – secondo il mio modesto parere –  semplicemente ridere!!!

Certo, dover apprendere che anche all'interno della Prefettura vi siano funzionari corrotti, fa rabbrividire!!!

Mazzette, mazzette e ancora mazzette …
Per fortuna questa volta la corruzione riguarda il responsabile dell’Ufficio cittadinanza della Prefettura di Reggio Emilia ed anche un titolare di una agenzia di pratiche per stranieri di Guastalla…
La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, ha scoperto un presunto sistema di corruzione per l’ottenimento della cittadinanza italiana!!!
Secondo le indagini, la funzionaria dell’Ufficio cittadinanza della Prefettura di Reggio Emilia s’interessava di far ottenere permessi di cittadinanza previo compenso economico… 
Ora, a seguito dell’indagine è stata arrestata dalla polizia e si trova agli arresti domiciliari…
La dottoressa che ovviamente era in partenza per le vacanze, è stata accusata di corruzione per aver chiesto e ottenuto “mazzette” da alcuni stranieri, per agevolare le pratiche di ottenimento della cittadinanza italiana!!!
Dalle indagini è emerso un sistema corruttivo per il quale sono destinatari di misure cautelari anche due fratelli pakistani (titolari di pratiche di cittadinanza per stranieri), ed anche una donna marocchina (anche lei titolare di uno studio specializzato)
Le intercettazioni video hanno evidenziato il passaggio di banconote (infilate dentro un fascicolo), nell’ufficio della dottoressa…
Oltre alle misure cautelari personali, sono in corso di esecuzione anche misure patrimoniali… 
E stato scoperto che nel corso degli ultimi tre anni sui conti correnti personali della funzionaria arrestata  sono emersi oltre 116.000 euro di versamenti in contanti!!!
Certo ora la Prefettura si è messa a disposizione degli Organi inquirenti, dichiarando: “Affinché vengano definite con certezza le responsabilità”
Peccato che come sempre… nessuno si accorge mai di nulla, ne chi avrebbe dovuto verificare l’operati di quei funzionari e neppure i colleghi, che il più delle volte fanno fonta di non vedere oppure si ritrovano ad essere anch’essi collusi,  nellapplicare quelle metodologie corruttive…
Ciò che maggiormente mi preoccupa è pensare che se questo stesso sistema criminale operato dai nostri funzionari pubblici, fosse stato compiuto anche in tutte quelle altre prefetture nazionali, in particolare dove la richiesta è maggiore – vedasi ad esempio proprio la nostra isola – a causa del maggior numero di presenza di quegli extracomunitari, quanto si è scoperto oggi, potrebbe rappresentare soltanto la punta di un iceberg… il cui fondo sarebbe difficile da vedere!!!
Avevo scritto proprio ieri sulla tentazione che il denaro produce su molti soggetti e mi ha fatto piacere leggere oggi come proprio Sua santità Papa Francesco, ne abbia affrontato l’argomento… 
Già, avevo fatto riferimento a coloro che operano nel settore pubblico… ed ora abbiamo avuto l’ennesima conferma,  di come, il business illegale, avviene ahimè ad ogni livello e coinvolge tantissime persone, soprattutto quelle che non ti aspetti, come ad esempio quei funzionari dello Stato…
Il problema comunque resta e servono a poco le indagini della Polizia di Stato, se pur necessarie a evidenziare la verità e a condurre alla eventuale condanna di quei soggetti coinvolti…. 
Ma quando poi le pene sono così irrisorie, quando tutta una serie di “azzeccagarbugli” riescono ad evitarle… serve a poco aver limitato quella illegalità, perché il business in tutte le sue forme, continuerà a procedere alle medesime condizioni !!!
Bisogna trovare nuove regole di contrasto… perché quelle attualmente in vigore, fanno – secondo il mio modesto parere –  semplicemente ridere!!!

Certo, dover apprendere che anche all'interno della Prefettura vi siano funzionari corrotti, fa rabbrividire!!!

Mazzette, mazzette e ancora mazzette …
Per fortuna questa volta la corruzione riguarda il responsabile dell’Ufficio cittadinanza della Prefettura di Reggio Emilia ed anche un titolare di una agenzia di pratiche per stranieri di Guastalla…
La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Emilia, ha scoperto un presunto sistema di corruzione per l’ottenimento della cittadinanza italiana!!!
Secondo le indagini, la funzionaria dell’Ufficio cittadinanza della Prefettura di Reggio Emilia s’interessava di far ottenere permessi di cittadinanza previo compenso economico… 
Ora, a seguito dell’indagine è stata arrestata dalla polizia e si trova agli arresti domiciliari…
La dottoressa che ovviamente era in partenza per le vacanze, è stata accusata di corruzione per aver chiesto e ottenuto “mazzette” da alcuni stranieri, per agevolare le pratiche di ottenimento della cittadinanza italiana!!!
Dalle indagini è emerso un sistema corruttivo per il quale sono destinatari di misure cautelari anche due fratelli pakistani (titolari di pratiche di cittadinanza per stranieri), ed anche una donna marocchina (anche lei titolare di uno studio specializzato)
Le intercettazioni video hanno evidenziato il passaggio di banconote (infilate dentro un fascicolo), nell’ufficio della dottoressa…
Oltre alle misure cautelari personali, sono in corso di esecuzione anche misure patrimoniali… 
E stato scoperto che nel corso degli ultimi tre anni sui conti correnti personali della funzionaria arrestata  sono emersi oltre 116.000 euro di versamenti in contanti!!!
Certo ora la Prefettura si è messa a disposizione degli Organi inquirenti, dichiarando: “Affinché vengano definite con certezza le responsabilità”
Peccato che come sempre… nessuno si accorge mai di nulla, ne chi avrebbe dovuto verificare l’operati di quei funzionari e neppure i colleghi, che il più delle volte fanno fonta di non vedere oppure si ritrovano ad essere anch’essi collusi,  nellapplicare quelle metodologie corruttive…
Ciò che maggiormente mi preoccupa è pensare che se questo stesso sistema criminale operato dai nostri funzionari pubblici, fosse stato compiuto anche in tutte quelle altre prefetture nazionali, in particolare dove la richiesta è maggiore – vedasi ad esempio proprio la nostra isola – a causa del maggior numero di presenza di quegli extracomunitari, quanto si è scoperto oggi, potrebbe rappresentare soltanto la punta di un iceberg… il cui fondo sarebbe difficile da vedere!!!
Avevo scritto proprio ieri sulla tentazione che il denaro produce su molti soggetti e mi ha fatto piacere leggere oggi come proprio Sua santità Papa Francesco, ne abbia affrontato l’argomento… 
Già, avevo fatto riferimento a coloro che operano nel settore pubblico… ed ora abbiamo avuto l’ennesima conferma,  di come, il business illegale, avviene ahimè ad ogni livello e coinvolge tantissime persone, soprattutto quelle che non ti aspetti, come ad esempio quei funzionari dello Stato…
Il problema comunque resta e servono a poco le indagini della Polizia di Stato, se pur necessarie a evidenziare la verità e a condurre alla eventuale condanna di quei soggetti coinvolti…. 
Ma quando poi le pene sono così irrisorie, quando tutta una serie di “azzeccagarbugli” riescono ad evitarle… serve a poco aver limitato quella illegalità, perché il business in tutte le sue forme, continuerà a procedere alle medesime condizioni !!!
Bisogna trovare nuove regole di contrasto… perché quelle attualmente in vigore, fanno – secondo il mio modesto parere –  semplicemente ridere!!!

Temptation Island in Sicilia???

L’isola delle tentazioni…
Già… ditemi, quale altra isola, più della nostra, possiede questo particolare requisito???
Scusate… mi auguro comunque che non stiate pensando che stavo per scrivere un post su quel programma televisivo, dove alcune coppie hanno deciso di mettere alla prova la loro fedeltà per verificare la forza dei loro sentimenti…
Mi dispiace, ma al sottoscritto interessa poco o meglio nulla… di quanto accade in quel paradiso terrestre!!!
Mi piaceva contrariamente cogliere il significato della parola, dal momento che da noi, in questa nostra bella isola siciliana, l’essere tentati, rappresenta un momento quotidiano nella vita sociale…
Tralasciando quindi quella prima tentazione biblica, nel quale il serpente invitò Eva ad assaggiare la mela per condurci tutti al peccato originale e allontanando da  noi quelle banali considerazioni (per non chiamarle con il loro vero nome… “cazzate”) espresse ( anche dal nostro pontefice…) sulle tentazioni compiute dal demonio, passiamo ad esaminare in maniera concreta, le uniche tentazioni alle quali desideravo fare riferimento o quantomeno in questo post ad una, alla quale i miei conterranei noto con dispiacere, non riescono a fare a meno!!!
Sì… la prima tentazione che mi viene in mente è il denaro!!!
Ora riprendendo la prima lettera di San Paolo a Timoteo – tranquilli non sto frequentando alcuna sala dei Testimoni di Geova… (scherzo ovviamente…) – vi è scritto: “Quelli che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione dell’inganno di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione”…
Ora, il sottoscritto non è così radicale nel giudicare colui che con grandi meriti, riesce a migliorare la propria posizione finanziaria…
Quindi qui… non è in discussione se è possibile servire due padroni: Dio o il denaro…
Al sottoscritto d’altronde interessa poco se vi sia un atteggiamento di fedeltà verso il denaro o se questo conduca ahimè ad allontanarsi da Dio!!!
Ciò che non può essere da me accettato, è certamente meno sacro e più profano, ed è inserito in quel contesto quotidiano di ciascuno di noi, sia per chi opera in quegli enti pubblici, che per chi svolge la propria funzione all’interno del privato…
Certo sono due aspetti che sembrano interagire tra loro in modo equivalente, ma la verità è che vi sono differenze sostanziali che conducono l’una o l’altra a tentare oppure ad essere tentata…
Bisogna comprendere innanzitutto in quale posto si trova il tentatore oppure colui che si suole tentare; c’è poi da comprendere se egli agisce per conto proprio o se per altri, se è un soggetto disonesto che obbliga anche i colleghi a comportamenti scorretti, oppure se egli è talmente debole dal non saper rifiutare mai una proposta indecente…
Chiamatela come volete ma sempre di “tentazione” si tratta e sono in molti disgraziatamente a partecipare a questo gioco…
D’altronde il tentatore agisce non solo quando la missione sta per iniziare o quando la missione sta per portare i suoi frutti oppure quando si è conclusa; no… egli agisce sempre!!!
Quel lusingatore infatti continuerà all’infinito, perché sa che dall’altra parte c’è chi è stato disponibile a vendersi, ad accettare quelle somme di denaro e sa bene che ora, difficilmente l’altra parte vorrà rinunciarvi…
Quindi, se da un lato troviamo quei tentatori, forti da tempo di quell’altrui sottomissione, dall’altro vi è un vero e proprio “sistema”, ricattato e ricattabile, che ha fatto diventare la maggior parte dei cittadini “collusi”!!!
Ecco perché la nostra isola rappresenta perfettamente il nome di quel gioco…
Perché come in quell’intrattenimento, vi sono da un lato i tentatori e dall’altro tutti coloro che sperano di venire scelti per essere tentati… credetemi, anche in quest’isola vi sono i medesimi giocatori, ma in questo caso rappresentano la maggioranza!!!

Temptation Island in Sicilia???

L’isola delle tentazioni…
Già… ditemi, quale altra isola, più della nostra, possiede questo particolare requisito??? 
Scusate… mi auguro comunque che non stiate pensando che stavo per scrivere un post su quel programma televisivo, dove alcune coppie hanno deciso di mettere alla prova la loro fedeltà per verificare la forza dei loro sentimenti…
Mi dispiace, ma al sottoscritto interessa poco o meglio nulla… di quanto accade in quel paradiso terrestre!!!
Mi piaceva contrariamente cogliere il significato della parola, dal momento che da noi, in questa nostra bella isola siciliana, l’essere tentati, rappresenta un momento quotidiano nella vita sociale…
Tralasciando quindi quella prima tentazione biblica, nel quale il serpente invitò Eva ad assaggiare la mela per condurci tutti al peccato originale e allontanando da  noi quelle banali considerazioni (per non chiamarle con il loro vero nome… “cazzate”) espresse ( anche dal nostro pontefice…) sulle tentazioni compiute dal demonio, passiamo ad esaminare in maniera concreta, le uniche tentazioni alle quali desideravo fare riferimento o quantomeno in questo post ad una, alla quale i miei conterranei noto con dispiacere, non riescono a fare a meno!!!
Sì… la prima tentazione che mi viene in mente è il denaro!!!
Ora riprendendo la prima lettera di San Paolo a Timoteo – tranquilli non sto frequentando alcuna sala dei Testimoni di Geova… (scherzo ovviamente…) – vi è scritto: “Quelli che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione dell’inganno di molti desideri insensati e dannosi, che fanno affogare gli uomini nella rovina e nella perdizione”…
Ora, il sottoscritto non è così radicale nel giudicare colui che con grandi meriti, riesce a migliorare la propria posizione finanziaria… 
Quindi qui… non è in discussione se è possibile servire due padroni: Dio o il denaro… 
Al sottoscritto d’altronde interessa poco se vi sia un atteggiamento di fedeltà verso il denaro o se questo conduca ahimè ad allontanarsi da Dio!!!
Ciò che non può essere da me accettato, è certamente meno sacro e più profano, ed è inserito in quel contesto quotidiano di ciascuno di noi, sia per chi opera in quegli enti pubblici, che per chi svolge la propria funzione all’interno del privato…
Certo sono due aspetti che sembrano interagire tra loro in modo equivalente, ma la verità è che vi sono differenze sostanziali che conducono l’una o l’altra a tentare oppure ad essere tentata… 
Bisogna comprendere innanzitutto in quale posto si trova il tentatore oppure colui che si suole tentare; c’è poi da comprendere se egli agisce per conto proprio o se per altri, se è un soggetto disonesto che obbliga anche i colleghi a comportamenti scorretti, oppure se egli è talmente debole dal non saper rifiutare mai una proposta indecente…
Chiamatela come volete ma sempre di “tentazione” si tratta e sono in molti disgraziatamente a partecipare a questo gioco… 
D’altronde il tentatore agisce non solo quando la missione sta per iniziare o quando la missione sta per portare i suoi frutti oppure quando si è conclusa; no… egli agisce sempre!!! 
Quel lusingatore infatti continuerà all’infinito, perché sa che dall’altra parte c’è chi è stato disponibile a vendersi, ad accettare quelle somme di denaro e sa bene che ora, difficilmente l’altra parte vorrà rinunciarvi… 
Quindi, se da un lato troviamo quei tentatori, forti da tempo di quell’altrui sottomissione, dall’altro vi è un vero e proprio “sistema”, ricattato e ricattabile, che ha fatto diventare la maggior parte dei cittadini “collusi”!!!
Ecco perché la nostra isola rappresenta perfettamente il nome di quel gioco…
Perché come in quell’intrattenimento, vi sono da un lato i tentatori e dall’altro tutti coloro che sperano di venire scelti per essere tentati… credetemi, anche in quest’isola vi sono i medesimi giocatori, ma in questo caso rappresentano la maggioranza!!!

Cave, discariche e rifiuti: Un mix letale!!!

Prima di iniziare con l’argomento, desidero fare una significativa precisazione e cioè la differenza che vi è quando si opera  nel mercato privato ed in quello pubblico…
Già a differenza di quanto si possa pensare, la concorrenza tra le varie società del settore, non è basata su processi organizzativi o su fattori ambientali e logistici,  bensì sul prezzo, che fa sì che il mercato venga di fatto destabilizzato da quelle società legate alla criminalità organizzata, che fanno in modo di accaparrarsi significative quote di mercato…
Ecco il motivo per cui, quando il traffico riguarda rifiuti provenienti da privati, il prezzo dello smaltimento si riduce fino alla metà di quello di mercato, mentre, se l’attività ha come materia prima, i rifiuti solidi urbani, il prezzo di smaltimento lievita in maniera esponenziale, tanto si sa… a pagare è lo Stato!!!
Ecco, è bastata una semplice declassificazione dei rifiuti, per fare in modo di evitare lo smaltimento in discarica, e creare un vero e proprio danno all’erario!!!
potremmo chiamarli i “rifiuti scomparsi”, quelli di cui non se ne conosce il destino… e non solo attraverso modalità illegali, ma a volte attraverso procedure diciamo “legali”…
Una di queste procedure ad esempio, utilizza il cambio d’identità, ovvero il rifiuto muta le proprie caratteristiche, ovviamente solo sulla carta… attraverso il meccanismo del giro bolla; ecco quindi che un rifiuto pericoloso… diventa speciale, oppure grazie alla complicità di un laboratorio di analisi, se ne falsificano le caratteristiche… diventando prodotti di recupero!!!
Il tutto grazie a centri di stoccaggio, compostaggio o trattamento, autorizzati da procedure semplificate, l’importante è riuscire a far perdere le tracce del rifiuto prodotto e conferito a chi si è impegnato, formalmente, a smaltirlo nella legalità…
 La strada seguita per trasportare, intermediare e smaltire illecitamente i rifiuti è quella tipica della declassificazione dei rifiuti e della tecnica del “giro bolla”, da un centro di stoccaggio e trattamento ad un’altro.
Entrano in gioco, così, documentazioni di accompagnamento dei rifiuti che vengono falsificate e/o sostituite durante il trasporto.
Il “giro bolla” (o anche triangolazione), consiste nel far transitare i rifiuti solo in maniera cartacea, da uno stoccaggio ad un’altro, oppure attraverso impianti di recupero e/o di compostaggio con il fine di declassare la tipologia del rifiuto trattato e aggirare le normative previste.
Ecco quindi che, attraverso una rete articolata di faccendieri, analisti, chimici, impiegati e trasportatori, il rifiuto entra con la bolla del produttore e con un determinato codice in un centro di stoccaggio; successivamente con una nuova bolla dello stesso centro, il medesimo rifiuto, senza subire alcun trattamento ed in alcuni casi subendo solo la miscelazione con altri rifiuti, è inviato per lo smaltimento/recupero finale, ovviamente dopo aver cambiato “identità”.
Semplice vero… è dire che questa procedura è ben conosciuta da tutti, ma stranamente nessuno ne parla…
Un’altra tecniche di smaltimento (illecito) è quella di utilizzo cave dismesse o create appositamente in modo abusivo; si realizzano cioè buche di dimensioni rilevanti, dove vengono seppelliti i rifiuti, il tutto accuratamente ricoperto da uno strato di terreno vegetale, affinché si possa mascherare l’intervento compiuto e sul quale successivamente sarà possibile piantare anche alberi da frutto ( e chissà se per quest’ultimo intervento, non si riescano ad ottenere anche i fondi comunitari europei), così oltre la truffa anche la beffa…
Ed infine ecco alcuni modi, per far sparire o per meglio dire, per trasformare una parte di quei rifiuti:   – lo smaltimento di rifiuti speciali derivanti da impianti di tritovagliatura dei rifiuti urbani, finiscono in ripristini ambientali;
– lo spandimento sul terreno di pseudo-fertilizzanti… provenienti da attività di compostaggio di fanghi non sottoposti ad alcun trattamento o comunque non idonei per le elevate concentrazioni di metalli pesanti;
– l’immissione in cicli produttivi, quali cementifici e/o fornaci per la produzione di laterizi, di fanghi industriali, polveri di abbattimento fumi, ceneri e scorie derivanti dalla lavorazione di metalli;
– l’impiego di rifiuti pericolosi in ripristini ambientali, in rilevati stradali o in riempimenti di cave trasformate in vere e proprie discariche.
Da quanto sopra, possiamo evidenziare da un lato le capacita organizzative di un sistema illegale e dall’altro, l’inadeguatezza di un sistema di controllo!!!
La corruzione diffusa in questo settore e l’atteggiamento compiacente proprio di chi dovrebbe verificare quelle attività, ha permesso difatti la diffusione di tutte quelle sopra esposte pratiche illegali, assicurando così facendo, non solo l’impunità a quegli imprenditori (il più delle volte semplici “prestanome” di quelle associazioni criminali), ma creando una sistematica violazione delle norme, che ha condotto all’assoluto spregio dell’ambiente e della salute dei cittadini!!!
Grazie all’utilizzo di semplici sistemi ma certamente efficaci e attraverso l’ausilio di funzionari e/o dirigenti corrotti, che è stato possibile realizzare ingenti profitti, che hanno esclusivamente alimentato il business di quella criminalità organizzata!!!
Come sempre, in particolare nella nostra regione, siamo in presenza di un mix letale di anarchia, degrado ed illegalità, di fronte al quale purtroppo, prevalgono spesso da parte di alcuni uomini delle istituzioni e soprattutto dei cittadini, cinismo e indifferenza!!!

Cave, discariche e rifiuti: Un mix letale!!!

Cave, discariche e rifiuti: Un mix letale!!!

Prima di iniziare con l’argomento, desidero fare una significativa precisazione e cioè la differenza che vi è quando si opera  nel mercato privato ed in quello pubblico…
Già a differenza di quanto si possa pensare, la concorrenza tra le varie società del settore, non è basata su processi organizzativi o su fattori ambientali e logistici,  bensì sul prezzo, che fa sì che il mercato venga di fatto…

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Cave, discariche e rifiuti: Un mix letale!!!

Prima di iniziare con l’argomento, desidero fare una precisazione riguardante la differenza che vi è, quando si opera  nel mercato privato ed in quello pubblico… 
E sì… a differenza di quanto si possa pensare, la concorrenza tra le varie società del settore rifiuti, non è basata su processi organizzativi o su fattori logistici,  bensì sul prezzo; difatti il mercato libero, viene in concreto destabilizzato da quelle particolari società legate al mondo della criminalità organizzata, che fanno di tutto per accaparrarsi significative quote di mercato…
Ecco il motivo per cui, quando il traffico riguarda rifiuti provenienti da privati, il prezzo dello smaltimento si riduce fino alla metà di quello di mercato, mentre, se l’attività ha come materia prima i rifiuti solidi urbani, il prezzo di smaltimento lievita in maniera esponenziale, tanto si sa… a pagare è lo Stato!!! 
Ecco, è bastata una semplice declassificazione dei rifiuti, per fare in modo di evitare lo smaltimento in discarica e creare di conseguenza, un vero e proprio danno all’erario!!!
Potremmo definirli “rifiuti scomparsi”, sono quelli di cui non se ne conosce il destino, non solo attraverso l’uso di modalità illegali, ma il più delle volte, per mezzo di procedure che potremmo descrivere essere “legali”… 
Una di queste ad esempio utilizza il cambio d’identità, ovvero il rifiuto muta le proprie caratteristiche, ma solo sulla carta… attraverso un meccanismo chiamato giro bolla; ecco quindi che un rifiuto pericoloso… diventa speciale, oppure grazie anche alla complicità di un laboratorio di analisi, se ne falsificano le caratteristiche fisico-tecniche… diventando così un prodotto di recupero!!!
Il tutto grazie a centri di stoccaggio, compostaggio o trattamento, autorizzati da procedure semplificate; l’importante è riuscire a far perdere le tracce del rifiuto prodotto e conferito a chi si è impegnato, formalmente, a smaltirlo nella legalità…
Quindi, la strada seguita per trasportare, intermediare e smaltire illecitamente i rifiuti è quella tipica della declassificazione dei rifiuti e la tecnica del “giro bolla”, da un centro di stoccaggio e trattamento ad un’altro, è quella che risulta più utilizzata… 
Entrano in gioco, così, documentazioni di accompagnamento dei rifiuti che vengono falsificate e/o sostituite durante il trasporto. 
Il “giro bolla” (o anche triangolazione), consiste nel far transitare i rifiuti solo in maniera cartacea, da uno stoccaggio ad un’altro, oppure attraverso impianti di recupero e/o di compostaggio con il fine di declassare la tipologia del rifiuto trattato e aggirare le normative previste. 
Ecco quindi che, attraverso una rete articolata di faccendieri, analisti, chimici, impiegati e trasportatori, il rifiuto entra con la bolla del produttore e con un determinato codice in un centro di stoccaggio; successivamente con una nuova bolla dello stesso centro, il medesimo rifiuto, senza subire alcun trattamento ed in alcuni casi subendo solo la miscelazione con altri rifiuti, è inviato per lo smaltimento/recupero finale, ovviamente dopo aver cambiato “identità”.
Semplice vero… è dire che questa procedura è ben conosciuta da tutti, ma stranamente nessuno ne parla… 
Un’altra tecniche di smaltimento (illecito) è quella di utilizzare cave dismesse o create appositamente in modo abusivo; si realizzano cioè buche di dimensioni rilevanti, dove vengono seppelliti i rifiuti, il tutto accuratamente ricoperto da uno strato di terreno vegetale, affinché si possa mascherare l’intervento compiuto e sul quale successivamente sarà possibile piantare anche alberi da frutto (e chissà se per quest’ultimo intervento, non si riescano ad ottenere anche i fondi comunitari…), così oltre alla truffa… anche la beffa!!!
Ed infine ecco alcuni modi, per far sparire o per meglio dire, per trasformare una parte di quei rifiuti:   – lo smaltimento di rifiuti speciali derivanti da impianti di tritovagliatura dei rifiuti urbani, finiscono in ripristini ambientali;
– lo spandimento sul terreno di pseudo-fertilizzanti… provenienti da attività di compostaggio di fanghi non sottoposti ad alcun trattamento o comunque non idonei per le elevate concentrazioni di metalli pesanti;
– l’immissione in cicli produttivi, quali cementifici e/o fornaci per la produzione di laterizi, di fanghi industriali, polveri di abbattimento fumi, ceneri e scorie derivanti dalla lavorazione di metalli;
– l’impiego di rifiuti pericolosi in ripristini ambientali, in rilevati stradali o in riempimenti di cave trasformate in vere e proprie discariche.
Da quanto sopra possiamo evidenziare due fattori: da un lato la capacita organizzativa di un sistema illegale e dall’altro, l’inadeguatezza di un sistema di controllo!!! 
La corruzione diffusa in questo settore e l’atteggiamento compiacente proprio di chi dovrebbe verificare quelle attività, ha permesso difatti la diffusione di tutte quelle sopra esposte pratiche illegali, assicurando non solo l’impunità a quegli imprenditori (il più delle volte semplici “prestanome” di quelle associazioni criminali), ma creando una sistematica violazione delle norme, che ha condotto all’assoluto spregio dell’ambiente e della salute dei cittadini!!!
Grazie all’utilizzo di semplici sistemi certamente efficaci e attraverso l’ausilio di funzionari e/o dirigenti corrotti, sono stati possibili realizzare ingenti profitti, che hanno più di tutto alimentato il business di quella criminalità organizzata!!!
Come sempre, in particolare nella nostra regione, siamo in presenza di un mix letale di anarchia, degrado ed illegalità, di fronte al quale purtroppo, prevalgono spesso da parte di alcuni uomini delle istituzioni e soprattutto dei cittadini, cinismo e indifferenza!!!

Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta!!!

“Gentilissima” Professoressa,

uso le virgolette perché le ha usato lei nello scrivermi, non so se per sottolineare qualcosa e “pentito” mi dichiaro dispiaciutissimo per il disappunto che ho causato agli studenti del suo liceo per la mia mancata presenza all’incontro di Venerdì 24 gennaio.
Intanto vorrei assicurarla che non mi sono affatto trincerato dietro un compiacente centralino telefonico (suppongo quello della Procura di Marsala) non foss’altro perché a quell’epoca ero stato già applicato per quasi tutta la settimana alla Procura della Repubblica presso il Trib. di Palermo, ove poi da pochi giorni mi sono definitivamente insediato come Procuratore Aggiunto.
Se le sue telefonate sono state dirette a Marsala non mi meraviglio che non mi abbia mai trovato. Comunque il mio numero di telefono presso la Procura di Palermo è 091/***963, utenza alla quale rispondo direttamente. 
Se ben ricordo, inoltre, in quei giorni mi sono recato per ben due volte a Roma nella stessa settimana e, nell’intervallo, mi sono trattenuto ad Agrigento per le indagini conseguenti alla faida mafiosa di Palma di Montechiaro.
Ricordo sicuramente che nel gennaio scorso il dr. Vento del Pungolo di Trapani mi parlò della vostra iniziativa per assicurarsi la mia disponibilità, che diedi in linea di massima, pur rappresentandogli le tragiche condizioni di lavoro che mi affligevano. 
Mi preanunciò che sarei stato contattato da un Preside del quale mi fece anche il nome, che non ricordo, e da allora non ho più sentito nessuno.
Il 24 gennaio poi, essendo ritornato ad Agrigento, colà qualcuno mi disse di aver sentito alla radio che quel giorno ero a Padova e mi domandò quale mezzo avessi usato per rientrare in Sicilia tanto repentinamente. 
Capii che era stato “comunque” preannunciata la mia presenza al Vostro convegno, ma mi creda non ebbi proprio il tempo di dolermene perché i miei impegni sono tanti e così incalzanti che raramente ci si può occupare di altro.
Spero che la prossima volta Lei sarà così gentile da contattarmi personalmente e non affidarsi ad intermediari di sorta o a telefoni sbagliati..
Oggi non è certo il giorno più adatto per risponderle perché frattanto la mia città si è di nuovo barbaramente insanguinata ed io non ho tempo da dedicare neanche ai miei figli, che vedo raramente perché dormono quando esco da casa ed al mio rientro, quasi sempre in ore notturne, li trovo
nuovamente addormentati.
Ma è la prima domenica, dopo almeno tre mesi, che mi sono imposto di non lavorare e non ho difficoltà a rispondere, però in modo telegrafico, alle Sue domande.
1) Sono diventato giudice perché nutrivo grandissima passione per il diritto civile ed entrai in magistratura con l’idea di diventare un civilista, dedito alle ricerche giuridiche e sollevato dalle necessità di inseguire i compensi dei clienti. 
La magistratura mi appariva la carriera per me più percorribili per dar sfogo al mio desiderio di ricerca giuridica, non appagabile con la carriera universitaria per la quale occorrevano tempo e santi in paradiso.
Fui fortunato e divenni magistrato nove mesi dopo la laurea (1964) e fino al 1980 mi occupai soprattutto di cause civili, cui dedicavo il meglio di me stesso. 
E’ vero che nel 1975 per rientrare a Palermo, ove ha sempre vissuto la mia famiglia, ero approdato all’Ufficio Istruzione Processi Penali, ma otteni l’applicazione, anche se saltuaria, ad una sezione civile e continuai a dedicarmi soprattutto alle problematiche dei diritti reali, delle dispute legali, delle divisioni erediatarie etc.

Il 4 maggio 1980 uccisero il Capitano Emanuele Basile ed il Comm. Chinnici volle che mi occupassi io dell’istruzione del relativo procedimento. 

Nel mio stesso ufficio frattanto era approdato, provenendo anche egli dal civile, il mio amico di infanzia Giovani Falcone e sin dall’ora capii che il mio lavoro doveva essere un altro.
Avevo scelto di rimanere in Sicilia ed a questa scelta dovevo dare un senso. 
I nostri problemi erano quelli dei quali avevo preso ad occuparmi quasi casualmente, ma se amavo questa terra di essi dovevo esclusivamente occuparmi.
Non ho più lasciato questo lavoro e da quel giorno mi occupo pressocchè esclusivamente di criminalità mafiosa. 
E sono ottimista perché vedo che verso di essa i giovani, siciliani e no, hanno oggi una attenzione ben diversa da quella colpevole indifferenza che io mantenni sino ai quarantanni. 
Quando questi giovani saranno adulti avranno più forza di reagire di quanto io e la mia generazione ne abbiamo avuta.
2) La DIA è un organismo investigativo formato da elementi dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza e la sua istituzione si propone di realizzare il coordinamento fra queste tre strutture investigative, che fino ad ora, con lodevoli ma scarse eccezioni, hanno agito senza assicurare
un reciproco scambio di informazioni ed una auspicabile, razionale divisione dei compiti loro istituzionalmente affidati in modo promiscuo e non codificato.
La DNA invece è una nuova struttura giuridica che tende ad assicurare soprattutto una circolazione delle informazioni fra i vari organi del Pubblico Ministero distribuiti tra le numerose circoscrizioni territoriali.
Sino ad ora questi organi hanno agito in assoluta indipendenza ed autonomia l’uno dall’altro (indipendenza ed autonomia che rimangono nonostante la nuova figura del Superprocuratore) ma anche in condizioni di piena separazione, ignorando nella maggior parte dei casi il lavoro e le risultanze investigative e processuali degli altri organi anche confinanti, e senza che vi fosse una struttura sovrapposta delegata ad assicurare il necessario coordinamento e ad intervenire tempestivamente con propri mezzi e proprio personale giudiziario nel caso in cui se ne ravvisi la necessità.
3) La mafia (Cosa Nostra) è una organizzazione criminale, unitaria e verticisticamente strutturata, che si contraddistingue da ogni altra per la sua caratteristica di “territorialità”. 
Essa e suddivisa in “famiglie”, collegate tra loro per la comune dipendenza da una direzione comune (Cupola), che tendono ad esercitare sul territorio la stessa sovranità che su esso esercita, deve esercitare, legittimamente, lo Stato.
Ciò comporta che Cosa Nostra tende ad appropriarsi delle ricchezze che si producono o affluiscono sul territorio principalmente con l’imposizione di tangenti (paragonabili alle esazioni fiscali dello Stato) e con l’accaparramento degli appalti pubblici, fornendo nel contempo una serie di servizi apparenti rassembrabili a quelli di giustizia, ordine pubblico, lavoro etc, che dovrebbero essere forniti esclusivamente dallo Stato. 
E’ naturalmente una fornitura apparente perché a somma algebrica zero, nel senso che ogni esigenza di giustizia è soddisfatta dalla mafia mediante una corrispondente ingiustizia. Nel senso che la tutela dalle altre forme di criminalità (storicamente soprattutto dal terrorismo) è fornita attraverso l’imposizione di altra e più grave forma di criminalità. 
Nel senso che il lavoro è assicurato a taluni (pochi) togliendolo ad altri (molti).
La produzione ed il commercio della droga, che pur hanno fornito Cosa Nostra di mezzi economici prima impensabili, sono accidenti di questo sistema criminale e non necessari alla sua perpetuazione.
Il conflitto inevitabile con lo Stato, con cui Cosa Nostra è in sostanziale concorrenza (hanno lo stesso territorio e si attribuiscono le stesse funzioni) è risolto condizionando lo Stato dall’interno, cioè con le infiltrazioni negli organi pubblici che tendono a condizionare la volontà di questi perché venga
indirizzata verso il soddisfacimento degli interessi mafiosi e non di quelli di tutta la comunità sociale.

 Alle altre organizzazioni criminali di tipo mafioso (camorra, “ndrangheta”, Sacra Corona Unita etc.) difetta la caratteristica della unitarietà ed esclusività.

Sono organizzazioni criminali che agiscono con le stesse caratteristiche di sopraffazione e violenza di Cosa Nostra. ma non hanno l’organizzazione verticistica ed unitaria. 
Usufruiscono inoltre in forma minore del “consenso” di cui Cosa Nostra si avvale per accreditarsi come istituzione alternativa allo Stato, che tuttavia con gli organi di questo tende a confondersi.

Non ho tempo da perdere, devo lavorare, devo lavorare… E’ una corsa contro il tempo, per arrivare alla verità prima di essere fermato".

Sono tra le ultime parole pronunciate da Paolo Borsellino il 13 luglio 1992…
Sei giorni dopo, venne barbaramente ucciso insieme alla sua scorta in via D’Amelio!!!
Il giudice sapeva, già sapeva perfettamente che ormai era soltanto una questione di giorni. 
D’altronde la segnalazione era arrivata e soprattutto era precisa: qualcuno aveva deciso di chiudere subito questo “conto” in sospeso…
Certo, una parte di quei servizi deviati, ha fatto pervenire una notizia confidenziale ai Ros, che  evidenziava i nuovi probabili obiettivi della mafia, tra cui proprio Paolo Borsellino…
Quanto vero ci fosse su quel rapporto o sulla volontà della mafia di uccidere il magistrato è ancora tutto da dimostrare, peraltro stiamo conoscendo in questi giorni, tutta una serie di depistaggi compiuti affinché non si potesse mai giungere alla verità su quella strage…

Sì… hanno provato ( quantomeno questo è quanto ci hanno raccontato…) a ricostruire quegli ultimi giorni, ma soprattutto si è cercato di comprendere a quali indagini il giudice Borsellino era interessato, in particolare dopo alcune dichiarazioni confidenziali, rivelate ad egli, da alcuni pentiti, in particolare Gaspare Mutolo e Nino Giuffrè, che in quei giorni avevano cominciato a rivelare le collusioni tra criminalità organizzata, magistratura, forze dell’ordine e servizi segreti!!!
Difatti, sembra che dopo aver ricevuto quelle dichiarazioni, egli abbia compreso come la sua vita era ormai appesa ad un filo… tanto che proprio il giorno prima della strage, il procuratore si recò a pregare nella chiesetta di Santa Luisa de Marillac (dove tra l’altro, verranno celebrati i suoi funerali)…

Paolo si alzava quasi sempre alle cinque… diceva che lo faceva “per fregare il mondo con due ore di anticipo” ed anche la mattina in cui verrà ucciso insieme alla sua scorta fece lo stesso… 
Quella mattina decise di scrivere una lettera alla preside di un liceo di Padova, presso il quale avrebbe
dovuto recarsi per un incontro al quale non si era poi recato per una serie di disguidi e per i suoi impegni che non gli davano tregua…

La lettera rimase incompiuta… dava risposte ad alcune domande dei ragazzi del liceo e ci permette di comprendere in maniera chiara, (come solo lui era in grado di fare), ciò che rappresenta la mafia nella società civile; un preciso insegnamento che tutti dovrebbero, sin dalle scuole elementari conoscere… 

Quando lo “stato deviato” decise di uccidere il giudice Borsellino, lo fece per raggiungere i suoi scopi, tra cui certamente quello di piegare l’organizzazione mafiosa ai suoi ordini, ma soprattutto di porre fine a quelle indagini compromettenti, che colpivano un intero Paese, dai partiti alle istituzioni, dai politici collusi, agli imprenditori legati a cosa nostra…
E’ passato più di un quarto di secolo e credo che ormai abbiamo la certezza che la fine di questo magistrato, non la si conosce affatto!!!
Già, perché ancora oggi non sappiamo chi l’ha ucciso e perché lo voleva morto, ma soprattutto chi l’ha tradito e l’ha lasciato solo!!!
Paolo Borsellino non si è sacrificato… ma è stato sacrificato, proprio da coloro che percepivano come un pericolo l’opera del Magistrato…
Soggetto (riportati sicuramente in quell’agenda rossa…), che hanno beneficiato della sua morte, e che finalmente, attraverso quella sua dipartita, hanno potuto proseguire indisturbati verso le loro finalità, nel quadro di una convergenza di interessi tra “Centri di potere”, “Apparati dello Stato” e “Cosa nostra”!!!
Una circostanza quest’ultima percepita dallo stesso giudice che rivolgendosi il giorno prima della strage alla moglie Agnese, raccontò che: “Non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo… ma sarebbero stati i suoi colleghi ed altri a permettere che ciò potesse accadere”!!!

Non ho tempo da perdere, devo lavorare, devo lavorare… E’ una corsa contro il tempo, per arrivare alla verità prima di essere fermato”.

Non ho tempo da perdere, devo lavorare, devo lavorare… E’ una corsa contro il tempo, per arrivare alla verità prima di essere fermato".

Sono tra le ultime parole pronunciate da Paolo Borsellino il 13 luglio 1992…
Sei giorni dopo, venne barbaramente ucciso insieme alla sua scorta in via D’Amelio!!!
Il giudice sapeva, già sapeva perfettamente che ormai era soltanto una questione di giorni. 
D’altronde la segnalazione era arrivata e soprattutto era precisa: qualcuno aveva deciso di chiudere subito questo “conto” in sospeso…
Certo,…

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Non ho tempo da perdere, devo lavorare, devo lavorare… E’ una corsa contro il tempo, per arrivare alla verità prima di essere fermato".

Sono tra le ultime parole pronunciate da Paolo Borsellino il 13 luglio 1992…
Sei giorni dopo, venne barbaramente ucciso insieme alla sua scorta in via D’Amelio!!!
Il giudice sapeva, già sapeva perfettamente che ormai era soltanto una questione di giorni. 
D’altronde la segnalazione era arrivata e soprattutto era precisa: qualcuno aveva deciso di chiudere subito questo “conto” in sospeso…
Certo, una parte di quei servizi deviati, ha fatto pervenire una notizia confidenziale ai Ros, che  evidenziava i nuovi probabili obiettivi della mafia, tra cui proprio Paolo Borsellino…
Quanto vero ci fosse su quel rapporto o sulla volontà della mafia di uccidere il magistrato è ancora tutto da dimostrare, peraltro stiamo conoscendo in questi giorni, tutta una serie di depistaggi compiuti affinché non si potesse mai giungere alla verità su quella strage…

Sì… hanno provato ( quantomeno questo è quanto ci hanno raccontato…) a ricostruire quegli ultimi giorni, ma soprattutto si è cercato di comprendere a quali indagini il giudice Borsellino era interessato, in particolare dopo alcune dichiarazioni confidenziali rivelate ad egli da alcuni pentiti, in particolare quelle di Gaspare Mutolo e Nino Giuffrè, che proprio in quei giorni, avevano cominciato a rivelare le collusioni tra criminalità organizzata, magistratura, forze dell’ordine e servizi segreti!!!
Difatti, sembra che dopo aver ricevuto quelle dichiarazioni, egli abbia compreso come la sua vita era ormai appesa ad un filo… tanto che, proprio il giorno prima della strage, il procuratore si recò a pregare nella chiesetta di Santa Luisa de Marillac (dove tra l’altro, verranno celebrati i suoi funerali)…

Paolo Borsellino si alzava quasi sempre alle cinque… diceva che lo faceva “per fregare il mondo con due ore di anticipo” ed anche la mattina in cui verrà ucciso insieme alla sua scorta fece lo stesso… 
Quella mattina decise di scrivere una lettera alla preside di un liceo di Padova, presso il quale avrebbe dovuto recarsi per un incontro al quale non si era poi recato per una serie di disguidi e per i suoi impegni che non gli davano tregua…
La lettera rimase incompiuta… dava risposte ad alcune domande dei ragazzi del liceo e ci permette di comprendere in maniera chiara, (come solo lui era in grado di fare), ciò che rappresenta la mafia nella società civile; un preciso insegnamento che tutti dovrebbero, sin dalle scuole elementari conoscere… 
Quando lo “stato deviato” decise di uccidere il giudice Borsellino, lo fece per raggiungere i suoi scopi, tra cui quello di piegare l’organizzazione mafiosa ai suoi ordini, ma soprattutto di porre fine a quelle indagini compromettenti, che colpivano un intero Paese, dai partiti alle istituzioni, dai politici collusi agli imprenditori legati a cosa nostra…
E’ passato più di un quarto di secolo e credo che ormai abbiamo la certezza che la fine di questo magistrato, non la si conosce affatto!!!
Già, perché ancora oggi non sappiamo chi l’ha ucciso e perché lo voleva morto, ma soprattutto chi l’ha tradito e l’ha lasciato solo!!!
Paolo Borsellino non si è sacrificato… ma è stato sacrificato, proprio da coloro che percepivano come un pericolo l’opera del Magistrato…
Individui infami (riportati sicuramente in quell’agenda rossa…), che hanno beneficiato della sua morte, e che finalmente attraverso quella sua dipartita, hanno potuto proseguire indisturbati verso quelle loro finalità, nel quadro di una convergenza di interessi tra “Centri di potere”, “Apparati dello Stato” e “Cosa nostra”!!!
Una circostanza quest’ultima percepita dallo stesso giudice che rivolgendosi il giorno prima della strage alla moglie Agnese, raccontò che: “Non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo… ma sarebbero stati i suoi colleghi ed altri a permettere che ciò potesse accadere”!!!

Matteo Messina Denaro??? Qui comandiamo noi!!!

Ho ascoltato alcuni giorni fa l’inchiesta della Dda della Procura di Catania, denominata “Araba fenice”, dove secondo le indagini, un clan aretuseo imponeva agli agricoltori di Pachino di conferire solo ad essi i prodotti delle loro serre…
Così grazie a quel potere intimidatorio, veniva controllato il mercato ortofrutticolo della zona ed i commercianti e i grandi centri di distribuzione, erano di fatto obbligati a comprare da quest’unica società.
Sono questi i motivi che hanno spinto la squadra mobile di Siracusa ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Catania nei confronti di 19 persone indagate e disposto il sequestro della società…
Ciò che mi ha sorpreso comunque, non è il collaudato meccanismo con cui veniva richiesto il pagamento della provvigione (calcolata quest’ultima in percentuale in base al raccolto prodotto e ceduto agli operatori della piccola e grande distribuzione, che costituiva il corrispettivo per la presunta attività di mediazione contrattuale svolta tra produttori e commercianti), ma ciò che è stato intercettato dalle forze dell’ordine…  
“Qui comandiamo noi, mandatelo a dire a Messina Denaro”!!!
Minch… una frase del genere un tempo non veniva non solo pronunciata… ma neppure pensata, soprattutto se la persona in questione a cui si faceva riferimento era per l’appunto un boss…
Ma qui si è andato oltre… in quella frase è stato sbeffeggiato il “capo dei capi di cosa nostra“, quel Matteo Messina Denaro, ricercato da oltre un ventennio da tutte le forze di polizia, nazionali ed internazionali, erede di Totò Riina e di Bernardo Provenzano… ultimi due padrini dalla mafia!!!
Ed oggi, incredibilmente qualcuno ha deciso di… (come si direbbe in quell’ambiente…) mancare di rispetto al padrino!!!
Quando ho letto la frase riportata nell’intercettazione, il mio primo pensiero è stato: “Non vorrei essere al posto di quel soggetto“, in particolare visto l’ambiente nel quale verrà condotto, che difficilmente potrà garantirgli l’incolumità…
Certo, la speranza è quella che il padrino possa perdonare quelle frasi ingiuriose o anche che nel contempo egli sia defunto oppure che si ritirato e che quindi, da tempo, non eserciti più quel suo potere, ma lo abbia (a differenza di quanto più volte dichiarato dai pentiti…) demandato a qualcun altro… 
Ma se proprio devo dirlo, da studioso della storia della mafia: Il sottoscritto, non dormirebbe sonni tranquilli!!! 
D’altronde basti rileggersi quanto avvenuto negli anni, per sapere che nulla in quella associazione criminale è lasciato al caso e che proprio la memoria rappresenta il punto di forza… certamente lenta nell’agire, ma la cui vendetta si dimostra essere solitamente puntuale… 
D’altronde, lasciare passare in quell’ambiente il messaggio che chiunque possa – anche solo con una frase – delegittimare il capo di quella associazione mafiosa, è come mettere in discussione le basi stesse di quella piramide e del potere che essa rappresenta!!!
“Cosa nostra”… sin dalla sua nascita, ha basato tutta la propria sopravvivenza su un principio chiamato rispetto ed obbedienza, quindi, difficilmente permettere a chiunque dei propri affiliati, anche se questo dovesse essere un suo capo mandamento, di mettere in discussione le gerarchie e ancor di più quelle cosiddette regole d’onore!!!
Si sa, ne va della propria continuità…
   

Matteo Messina Denaro??? Qui comandiamo noi!!!

Ho ascoltato alcuni giorni fa l’inchiesta della Dda della Procura di Catania, denominata “Araba fenice”, dove secondo le indagini, un clan aretuseo imponeva agli agricoltori di Pachino di conferire solo ad essi i prodotti delle loro serre…
Così grazie a quel potere intimidatorio, veniva controllato il mercato ortofrutticolo della zona ed i commercianti e i grandi centri di distribuzione, erano di fatto obbligati a comprare da quest’unica società.
Sono questi i motivi che hanno spinto la squadra mobile di Siracusa ad eseguire un’ordinanza di custodia cautelare del Gip di Catania nei confronti di 19 persone indagate e disposto il sequestro della società…
Ciò che mi ha sorpreso comunque, non è il collaudato meccanismo con cui veniva richiesto il pagamento della provvigione (calcolata quest’ultima in percentuale in base al raccolto prodotto e ceduto agli operatori della piccola e grande distribuzione, che costituiva il corrispettivo per la presunta attività di mediazione contrattuale svolta tra produttori e commercianti), ma ciò che è stato intercettato dalle forze dell’ordine…  
“Qui comandiamo noi, mandatelo a dire a Messina Denaro”!!!
Minch… una frase del genere un tempo non veniva, non solo pronunciata… ma neppure pensata, soprattutto se la persona in questione a cui si faceva riferimento era per l’appunto un boss…
Ma qui si è andato oltre… in quella frase è stato sbeffeggiato il “capo dei capi di cosa nostra“, quel Matteo Messina Denaro, ricercato da oltre un ventennio da tutte le forze di polizia, nazionali ed internazionali, erede di Totò Riina e di Bernardo Provenzano… ultimi due padrini dalla mafia!!!
Ed ora incredibilmente qualcuno… ha deciso di… (come si direbbe in quell’ambiente) mancare di rispetto al padrino!!!
Quando ho letto la frase riportata nell’intercettazione, il mio primo pensiero è stato: “Non vorrei essere al posto di quel soggetto“, in particolare visto l’ambiente nel quale probabilmente verrà condotto, che difficilmente potrà garantire ad egli l’incolumità…
Certo, la speranza a cui aggrapparsi è che il padrino possa perdonare quelle frasi ingiuriose o che nel contempo egli, sia venuto a mancare o anche, che si sia ritirato e che quindi, non eserciti più quel suo potere, ma lo abbia (a differenza di quanto più volte sostenuto dai pentiti…) demandato a qualcun altro di sua fiducia… 
Ma se proprio devo dirlo, da “studioso per passione” della storia della mafia: Il sottoscritto, non dormirebbe sonni tranquilli!!! 
D’altronde basta rileggersi quanto avvenuto negli anni, per sapere che nulla in quella associazione criminale è lasciato al caso e che proprio la memoria rappresenta il suo punto di forza… certamente lenta nell’agire, ma la cui vendetta si è sempre dimostra essere puntuale… 
Peraltro, lasciare passare il messaggio in quell’ambiente che chiunque possa – anche solo con una frase – delegittimare il capo di quella associazione mafiosa, è come mettere in discussione le basi stesse su cui poggia quella piramide e il potere che essa rappresenta!!!
“Cosa nostra”… sin dalla sua nascita, ha basato tutta la propria sopravvivenza su un principio chiamato rispetto ed obbedienza, e quindi, difficilmente permetterà a chiunque di quei propri affiliati, anche se questo dovesse essere un proprio capo mandamento, di mettere in discussione le gerarchie e ancor più quelle regole d’onore!!!
Si sa, ne va della propria continuità…
   

Quei Procuratori della Repubblica… a servizio dello Stato!!!


Già… 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, senza mai un giorno di pausa!!!

Ecco come vivono i magistrati della Procura della Repubblica…
Uomini e donne che devono dare la propria reperibilità di giorno e di notte, per ogni urgenza o necessità che si possa verificare…
D’altronde nella nostra isola non si può stare certamente con le “mani in mano“, perché ogni giorno: “C’è ne una…”. 
Il nostro paese, ma ancor più la nostra regione, dimostra d’esser particolarmente predisposta verso collusioni o comportamenti corruttivi… 
Difatti, non passa giorno che non vengano portati alla luce circostanze criminali legati a quella nota associazione mafiosa o anche a tutta una serie d’azioni condotte da quei dirigenti/funzionari posti all’interno di quegli enti pubblici, causa ormai di un malcostume tanto presente ad ogni livello… 
Sì… un malaffare generalizzato che costringe questi uomini dello Stato ad intervenire, per assicurare nel paese, non solo la giustizia, ma fare in modo che le leggi vengano osservate e rispettate da tutti…
Comprenderete come quel loro compito è fondamentale, in quanto porta a verificare gli eventuali reati, conducendo la persona accusata dinnanzi al Giudice per l’eventuale processo, nel quale la procura sosterrà il ruolo della “pubblica accusa”, in contrapposizione alla “difesa” dell’imputato (quanto sopra ovviamente, quando, attraverso le indagini condotte personalmente o servendosi della Polizia giudiziaria, si riesce ad acquisire prove sufficienti)…
Viceversa se le prove a carico della persona accusata non sono sufficienti o le prove acquisite dimostrano che l’accusato è innocente, ecco che allora la Procura chiede al Giudice di non procedere…
Un altro compito molto importante è quello di verificare le denunce penali presentate da alcuni “coraggiosi” e onesti cittadini… 
Individui che a differenza della maggior parte dei propri conterranei, evidenziano comportamenti inconsueti per questa regione, in quanto dimostrano di non essere omertosi, risultando di ausilio per portare alla luce, tutta una serie di reati che altrimenti resterebbero celati…
Certo, non sempre accade quanto ci si aspetta…
Purtroppo è stato dimostrato come a volte anche all’interno di quegli uffici, siano state presenti delle mele marce…
Ricordo ad esempio il caso di Giuseppe Vajola, diventato procuratore di Agrigento negli anni ’90, grazie proprio all’appoggio dei politici vicini a Cosa nostra!!!
Per lunghi anni questo procuratore, avrebbe garantito l’impunità dei suoi “amici degli amici“, aggiustando processi e insabbiando inchieste, rimosso nel ’92 dal Csm e trasferito (non ho mai compreso questi trasferimenti… mi sembrano per analogia i trasferimenti che subiscono quei preti ritenuti pedofili, che passano da una parrocchia ad un’altra… come se l’atto criminale compiuto nella prima, non possa essere ripetuta nel nuovo avamposto…) a Caltanissetta perché ritenuto “non idoneo” a dirigere quell’ufficio, che avrebbe dovuto lottare contro la mafia che aveva ucciso poco tempo prima il giudice Rosario Livatino e poi il maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli. 
Difatti, fu proprio il figlio del maresciallo Guazzelli, Riccardo, ad aver detto ai magistrati di avere appreso dal padre che il Vajola “insabbiava e aggiustava” le inchieste ed i processi relativi ad alcuni politici agrigentini, che avevano per l’appunto “appoggiato la sua nomina a procuratore della Repubblica di Agrigento”!!!
Certo non è stato l’unico caso, purtroppo in questi anni altri procuratori hanno seguito quel cattivo esempio… ma per fortuna questi casi sono rimasti del tutto isolati, anche se quelle loro azioni non hanno certamente contribuito a portare lustro a questa particolare categoria…
Sono comunque fiducioso, perché in questi ultimi anni s’intravvede una risoluta pulizia, non solo all’interno di quegli uffici, ma anche in molte stanze di quei nostri Tribunali…

Nomi e cognomi dei "MASSONI" (italiani e stranieri), che detengono il potere!!!

Ecco i nomi e cognomi di chi detiene il potere nel nostro paese e non solo…
Rappresenta un elenco sintetico di eminenti personalità affiliate a quelle cosiddette logge massoniche, ed è stato fornito da Marco Moiso sul blog del Movimento Roosevelt e desunto dal libro di Gioele Magaldi “Massoni”…
Certo ora leggendo quei nomi, si comprendono meglio i motivi che hanno spinto la nostra politica e quella internazionale, ad adottare tutta una serie di provvedimenti, affinché si orientasse le riforme e la finanza, verso quelle iniziative che hanno di fatto garantito esclusivamente le banche, le holding e questi suoi uomini, a scapito ovviamente dell’indipendenza degli Stati e della democrazia:

Ed allora leggiamoli questi nomi e cognomi: 

  • Mario Draghi (classe 1947, presidente della Banca centrale europea dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Pan-Europa”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”, alla “Three Eyes” e alla “Der Ring”).
  • Giorgio Napolitano (classe 1925, già presidente della Repubblica italiana, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Massimo D’Alema, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”. Mario Monti (classe 1943, economista, senatore a vita e presidente del Consiglio italiano dal 2011 al 2013, affiliato in forma più o meno coperta alla United Grand Lodge of England e alla Ur-Lodge “Babel Tower”).
  • Fabrizio Saccomanni (classe 1942, banchiere, economista, già direttore generale della Banca d’Italia dal 2006 al 2013, dal 2013 al 2014 è stato ministro dell’economia del governo Letta, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Edmund Burke”).
  • Pier Carlo Padoan (classe 1950, economista, dal 24 febbraio 2014 ministro dell’economia nel governo Renzi e nel governo Gentiloni, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Gianfelice Rocca (classe 1948, tra i più importanti imprenditori italiani, presidente di Techint e di Assolombarda, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Domenico Siniscalco (classe 1954, economista, banchiere, già ministro dell’economia dal 2004 al 2005, affiliato Padoan, Draghi e Viscoalla “Edmund Burke”).
  • Giuseppe Recchi (classe 1964, top manager, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Marta Dassù (classe 1955, saggista, già sottosegretaria e viceministra degli affari esteri, attualmente nel cda di Finmeccanica, affiliata alla “Three Eyes”).
  • Corrado Passera (classe 1954, banchiere, manager, politico, già ministro dello sviluppo economico dal 2011 al 2013 nel governo Monti, affiliato alla “Atlantis-Aletheia”).
  • Ignazio Visco (classe 1949, economista, governatore della Banca d’Italia dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”).
  • Enrico Tommaso Cucchiani (classe 1950, banchiere e top manager, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Alfredo Ambrosetti (classe 1931, economista, fondatore e presidente emerito di The European House-Ambrosetti, affiliano alla “Pan-Europa”).
  • Carlo Secchi (classe 1944, economista e politico, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”).
  • Emma Marcegaglia (classe 1965, imprenditrice e top manager, affiliata alla “Pan-Europa”). Matteo Arpe (classe 1964, banchiere e top manager, affiliato alla “Edmund Burke”).
  • Vittorio Grilli (classe 1957, economista, direttore generale del ministero del Tesoro dal 2005 al 2011 e ministro dell’economia con il governo Monti, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Giampaolo Di Paola (classe 1944, ammiraglio, ministro della difesa dal 2011 al 2013 con il governo Monti, affiliato alla Al-Baghdadi“Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Federica Guidi (classe 1969, imprenditrice, già ministro dello sviluppo economico del governo Renzi, affiliata alla “Three Eyes”).

Ora passiamo anche ad un elenco di massoni internazionali.

  • Angela Merkel (classe 1954, politica, cancelliera tedesca dal 2005, affiliata alla “Golden Eurasia”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”).
  • Vladimir Putin (classe 1952, attuale presidente della Federazione Russa, affiliato alla “Golden Eurasia”).
  • Christine Lagarde (classe 1956, avvocatessa e politica francese, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”).
  • George W. Bush (classe 1949, presidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2009, affiliato alla “Hathor Pentalpha”).
  • Michael Ledeen (classe 1941, giornalista, intellettuale e politologo statunitense, affiliato alla “White Eagle” alla “Hathor Pentalpha”).
  • Condoleezza Rice (classe 1954, politica, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Hathor Pentalpha”, già esponente di punta dell’amministrazione Bush).
  • Abu Bakr Al-Baghdadi (classe 1971, terrorista iracheno, leader dell’Isis e Califfo dell’autoproclamato Stato islamico, affiliato alla “Hathor Pentalpha”).
  • José Manuel Durão Barroso (classe 1956, portoghese, docente universitario, politico, presidente della Commissione Europea dal 2004 al 2014, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Parsifal”).
  • Olli Rehn (classe 1962, politico finlandese, già vicepresidente della Commissione Europea, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”).
  • Tony Blair (classe 1953, premier britannico dal 1997 al 2007, affiliato alla “Edmund Burke” e poi alla “Hathor Pentalpha”).
  • David Cameron (classe 1966, premier britannico dal 2010, affiliato alla “Edmund Burke” e alla “Geburah”).
  • Pedro Passos Coelho (classe 1964, primo ministro del Portogallo dal 2011, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Edmund Burke” e alla “White Eagle”).
  • Mariano Rajoy (classe 1955, primo ministro della Spagna dal 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”).
  • Antonis Samaras (classe 1951, politico, già primo Mariano Rajoyministro della Grecia, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Jean-Claude Trichet (classe 1942, economista e banchiere francese, presidente della Bce dal 2003 al 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Babel Tower” e alla “Der Ring”.
  • Bernard Arnault (classe 1949, imprenditore francese, dominus della Louis Vuitton Moët Hennessy, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Edmund Burke”).
  • Nicolas Sarkozy (classe 1955, politico, presidente della Repubblica francese dal 2007 al 2012, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Geburah”, alla “Atlantis-Aletheia”, alla “Pan-Europa” e alla “Hathor Pentelpha”).
  • Manuel Valls (classe 1962, già primo ministro francese, iniziato a suo tempo nel Grand Orient de France e poi affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Der Ring”).
  • Christian Noyer (classe 1950, banchiere, attuale governatore della Banca di Francia, affiliato alla “Pan-Europa”, e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Mark Rutte (classe 1967, primo ministro dei Paesi Bassi dal 2010, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”).
  • Ben van Beurden (classe 1958, top manager olandese, ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Geburah” e alla “Der Ring”).
  • Wolfgang Schäuble (classe 1942, Massoni, il libropolitico, attuale ministro delle finanze tedesco, attuale maestro venerabile della “Der Ring”, affiliato alla “Joseph de Maistre”).
  • Peter Voser (classe 1958, top manager olandese e ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Pan-Europa”).
  • Bill Gates (classe 1955, imprenditore statunitense fondatore della Microsoft, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”). Fonte – tratto da Stopeuro

Nomi e cognomi dei "MASSONI" (italiani e stranieri), che detengono il potere!!!

Ecco i nomi e cognomi di chi detiene il potere nel nostro paese e non solo…
Rappresenta un elenco sintetico di eminenti personalità affiliate a quelle cosiddette logge massoniche, ed è stato fornito da Marco Moiso sul blog del Movimento Roosevelt e desunto dal libro di Gioele Magaldi “Massoni”…
Certo ora leggendo quei nomi, si comprendono meglio i motivi che hanno spinto la nostra politica e quella internazionale, ad adottare tutta una serie di provvedimenti, affinché si orientasse le riforme e la finanza, verso quelle iniziative che hanno di fatto garantito esclusivamente le banche, le holding e questi suoi uomini, a scapito ovviamente dell’indipendenza degli Stati e della democrazia:

Ed allora leggiamoli questi nomi e cognomi: 

  • Mario Draghi (classe 1947, presidente della Banca centrale europea dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Pan-Europa”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”, alla “Three Eyes” e alla “Der Ring”).
  • Giorgio Napolitano (classe 1925, già presidente della Repubblica italiana, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Massimo D’Alema, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”. Mario Monti (classe 1943, economista, senatore a vita e presidente del Consiglio italiano dal 2011 al 2013, affiliato in forma più o meno coperta alla United Grand Lodge of England e alla Ur-Lodge “Babel Tower”).
  • Fabrizio Saccomanni (classe 1942, banchiere, economista, già direttore generale della Banca d’Italia dal 2006 al 2013, dal 2013 al 2014 è stato ministro dell’economia del governo Letta, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Edmund Burke”).
  • Pier Carlo Padoan (classe 1950, economista, dal 24 febbraio 2014 ministro dell’economia nel governo Renzi e nel governo Gentiloni, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Gianfelice Rocca (classe 1948, tra i più importanti imprenditori italiani, presidente di Techint e di Assolombarda, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Domenico Siniscalco (classe 1954, economista, banchiere, già ministro dell’economia dal 2004 al 2005, affiliato Padoan, Draghi e Viscoalla “Edmund Burke”).
  • Giuseppe Recchi (classe 1964, top manager, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Marta Dassù (classe 1955, saggista, già sottosegretaria e viceministra degli affari esteri, attualmente nel cda di Finmeccanica, affiliata alla “Three Eyes”).
  • Corrado Passera (classe 1954, banchiere, manager, politico, già ministro dello sviluppo economico dal 2011 al 2013 nel governo Monti, affiliato alla “Atlantis-Aletheia”).
  • Ignazio Visco (classe 1949, economista, governatore della Banca d’Italia dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”).
  • Enrico Tommaso Cucchiani (classe 1950, banchiere e top manager, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Alfredo Ambrosetti (classe 1931, economista, fondatore e presidente emerito di The European House-Ambrosetti, affiliano alla “Pan-Europa”).
  • Carlo Secchi (classe 1944, economista e politico, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”).
  • Emma Marcegaglia (classe 1965, imprenditrice e top manager, affiliata alla “Pan-Europa”). Matteo Arpe (classe 1964, banchiere e top manager, affiliato alla “Edmund Burke”).
  • Vittorio Grilli (classe 1957, economista, direttore generale del ministero del Tesoro dal 2005 al 2011 e ministro dell’economia con il governo Monti, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Giampaolo Di Paola (classe 1944, ammiraglio, ministro della difesa dal 2011 al 2013 con il governo Monti, affiliato alla Al-Baghdadi“Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Federica Guidi (classe 1969, imprenditrice, già ministro dello sviluppo economico del governo Renzi, affiliata alla “Three Eyes”).

Ora passiamo anche ad un elenco di massoni internazionali.

  • Angela Merkel (classe 1954, politica, cancelliera tedesca dal 2005, affiliata alla “Golden Eurasia”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”).
  • Vladimir Putin (classe 1952, attuale presidente della Federazione Russa, affiliato alla “Golden Eurasia”).
  • Christine Lagarde (classe 1956, avvocatessa e politica francese, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”).
  • George W. Bush (classe 1949, presidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2009, affiliato alla “Hathor Pentalpha”).
  • Michael Ledeen (classe 1941, giornalista, intellettuale e politologo statunitense, affiliato alla “White Eagle” alla “Hathor Pentalpha”).
  • Condoleezza Rice (classe 1954, politica, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Hathor Pentalpha”, già esponente di punta dell’amministrazione Bush).
  • Abu Bakr Al-Baghdadi (classe 1971, terrorista iracheno, leader dell’Isis e Califfo dell’autoproclamato Stato islamico, affiliato alla “Hathor Pentalpha”).
  • José Manuel Durão Barroso (classe 1956, portoghese, docente universitario, politico, presidente della Commissione Europea dal 2004 al 2014, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Parsifal”).
  • Olli Rehn (classe 1962, politico finlandese, già vicepresidente della Commissione Europea, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”).
  • Tony Blair (classe 1953, premier britannico dal 1997 al 2007, affiliato alla “Edmund Burke” e poi alla “Hathor Pentalpha”).
  • David Cameron (classe 1966, premier britannico dal 2010, affiliato alla “Edmund Burke” e alla “Geburah”).
  • Pedro Passos Coelho (classe 1964, primo ministro del Portogallo dal 2011, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Edmund Burke” e alla “White Eagle”).
  • Mariano Rajoy (classe 1955, primo ministro della Spagna dal 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”).
  • Antonis Samaras (classe 1951, politico, già primo Mariano Rajoyministro della Grecia, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Jean-Claude Trichet (classe 1942, economista e banchiere francese, presidente della Bce dal 2003 al 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Babel Tower” e alla “Der Ring”.
  • Bernard Arnault (classe 1949, imprenditore francese, dominus della Louis Vuitton Moët Hennessy, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Edmund Burke”).
  • Nicolas Sarkozy (classe 1955, politico, presidente della Repubblica francese dal 2007 al 2012, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Geburah”, alla “Atlantis-Aletheia”, alla “Pan-Europa” e alla “Hathor Pentelpha”).
  • Manuel Valls (classe 1962, già primo ministro francese, iniziato a suo tempo nel Grand Orient de France e poi affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Der Ring”).
  • Christian Noyer (classe 1950, banchiere, attuale governatore della Banca di Francia, affiliato alla “Pan-Europa”, e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Mark Rutte (classe 1967, primo ministro dei Paesi Bassi dal 2010, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”).
  • Ben van Beurden (classe 1958, top manager olandese, ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Geburah” e alla “Der Ring”).
  • Wolfgang Schäuble (classe 1942, Massoni, il libropolitico, attuale ministro delle finanze tedesco, attuale maestro venerabile della “Der Ring”, affiliato alla “Joseph de Maistre”).
  • Peter Voser (classe 1958, top manager olandese e ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Pan-Europa”).
  • Bill Gates (classe 1955, imprenditore statunitense fondatore della Microsoft, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”). Fonte – tratto da Stopeuro

Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica…

Ieri sera… mentre cercavo un film da vedere in streaming, ne ho trovato uno degli anni ’70, del regista Damiano Damiani, con un titolo interessante…
La circostanza assurda è che il film a quarant’anni di distanza, riporta in un qualche modo quanto ancora oggi accade nella nostra amata terra, dove troviamo ogni giorno commissari di polizia e sostituti procuratori della Repubblica, impegnati nella lotta contro la mafia e la criminalità organizzata… 
Ed anche in questa storia c’è da un lato un Commissario (Bonavia)  esasperato da anni di insuccessi e ormai convinto di non poter sgominare la delinquenza in Sicilia, dall’altro, vi è un giovane procuratore pieno di ideali (Traini)- convinto che la legge debba essere inflessibile e non debba mai adattarsi alle circostanze…. 
Ma purtroppo, anch’egli alla fine comprende che i mezzi legali di cui dispone per lottare contro quel crimine organizzato sono di per se limitati e soprattutto, quando sembra essere riuscito nell’intento di colpire quei criminali, c’è sempre qualcosa che stravolge completamente i suoi piani… 
Ed allora: 
Siamo a Palermo…
Il commissario Bonavia, induce sotto la minaccia di un ricatto, a dimettere dal manicomio della città il pregiudicato Michele Li Puma; il commissario è al corrente di un antico rancore di Li Puma nei confronti di Ferdinando Lomunno, un noto imprenditore, stimato nella comunità e legato ad amicizie politiche influenti, ma nasconde in realtà un’intensa attività di carattere mafioso, che però il commissario non è mai riuscito a dimostrare… 
Bonavia confida che, una volta uscito Li Puma cercherà di rivalersi nei confronti di Lomunno, che lo aveva fatto rinchiudere con la complicità della sorella Serena, al tempo amante dell’imprenditore…
Ed infatti il giorno dopo egli, travestito da poliziotto, fa irruzione nel suo studio sparando ed uccidendo tre sicari incaricati da Lomunno, nel frattempo avvertito di aspettarlo, trovando a sua volta però la morte.
Delle indagini viene incaricato, oltre al Commissario Bonavia, il Sostituto Procuratore della Repubblica Traini, il quale viene messo immediatamente al corrente dal commissario dei rapporti intercorrenti tra Li Puma e l’imprenditore e le amicizie che quest’ultimo ha in seno alla politica e alla pubblica amministrazione. 
Traini il giorno dopo riceve la visita dell’avvocato Canistraro che riferisce che Lomunno, resosi irreperibile, è disponibile a rispondere alle domande del Sostituto Procuratore, ma solo a condizione che questi si rechi da lui, paventando un suo pericolo di vita nel caso di una fuga di notizie, a causa dell’ostilità della polizia ed in particolare del commissario…
Traini naturalmente informa a sua volta il procuratore della Repubblica, il Dott. Malta, che lo autorizza ad incontrare Lomunno all’insaputa di Bonavia…
Durante il colloquio Lomunno lascia capire che non teme il commissario, ritenendosi viceversa preoccupato dei suoi “concorrenti”…
Ma una volta che il magistrato ha lasciato il luogo dell’incontro, viene raggiunto immediatamente dal proprio avvocato, da un parlamentare e da un consigliere comunale che gli chiedono spiegazioni sul suo comportamento, facendogli intuire che nel caso in cui le cose dovessero complicarsi o far emergere elementi che porterebbero alla luce le connivenze sul nuovo piano regolatore, questi lo avrebbero scaricato!!!
Lomunno, a queste minacce reagisce con forza, lasciando intendere che gli appoggi e soprattutto i voti che finora ha dispensato loro, può farli benissimo pervenire ad altri amici… 
Inoltre spiega loro, che l’inganno perpetrato nei confronti del magistrato, serve a fare in modo che Egli (il Procuratore Traini) orienti quelle sue indagini verso il Bonavia, rifiutando di confidare ai propri “amici”, il nome di colui che lo aveva avvertito dell’arrivo del pregiudicato Li Puma…
I due inquirenti cominciano quindi a studiarsi, diffidando reciprocamente l’uno dell’altro, arrivando anche ad intercettarsi le telefonate, fino a quando Bonavia rivela al Magistrato che la sua avversione nei confronti di Lomunno deriva dalla morte di un suo amico, il sindacalista Giampaolo Rizzo: un onesto rappresentante sindacale che in passato si era schierato apertamente contro il costruttore, subendo dapprima un attentato ed in seguito, accresciuta la sua popolarità, ucciso e sepolto in una cava dai sicari di Lomunno che, allo scopo di eliminare l’unico testimone, avevano ucciso anche un bambino che aveva assistito al delitto e che Bonavia aveva cercato di proteggere.
Traini lo accusa, anche se non formalmente, del tentato omicidio di Lomunno, ma Bonavia entra in contatto con Serena che, avendo capito che Lomunno intende ucciderla al fine di eliminare l’ultimo testimone, si rende disponibile a testimoniare contro di lui…

Il Magistrato nel contempo viene informato dai medici del manicomio, spaventati dopo il rapimento del figlio di uno di loro, che è stato proprio Bonavia ad indurli a fare uscire Li Puma dall’istituto, sotto la minaccia di incriminarli per la loro mala gestione. 
A quel punto gli eventi sembrano precipitare e Bonavia, dopo essere stato messo sotto accusa, uccide Lomunno in un ristorante, lasciando al Magistrato la sua confessione, scagionando l’agente Gammino che, per proteggere il commissario, si era auto accusato delle intercettazioni telefoniche a Traini.

Quest’ultimo quindi inizia a ricostruire le attività criminose di Lomunno e di quei politici a lui collegati e si mette a sua volta alla ricerca di Serena, la quale era venuta a sapere dalla televisione dell’arresto di Bonavia, ed aveva provato a contattare telefonicamente il magistrato, ma grazie ad una spiata, viene trovata dai sicari e quindi uccisa e sepolta in un pilone di cemento!!!
Così facendo, si è impedito a Traini di proseguire con le indagini…
Bonavia nel contempo in carcere, viene informato della sparizione di Serena e chiede allora al Magistrato su chi fosse presente, nel momento in cui ha ricevuto la telefonata e questi gli rispose: “il Procuratore Malta”!!!
Traini ovviamente rifiuta qualsivoglia l’illazione del commissario nei confronti dell’alto magistrato o di una sua possibile implicazione, ma viene persuaso a proseguire le indagini, in ogni direzione, non trascurando nessuno…
Dopo alcuni giorni anche Bonavia viene ucciso in carcere, durante una proiezione cinematografica e Traini, convinto quindi della connivenza di Malta lo incontra in Tribunale e fissandolo…
Mi dispiace ma se volete conoscere la “fine” della storia, dovrete guardarla in Tv… vedrete non vi pentirete del suggerimento!!!

Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica…

Ieri sera… mentre cercavo un film da vedere in streaming, ne ho trovato uno degli anni ’70, del regista Damiano Damiani, con un titolo interessante…
La circostanza assurda è che il film a quarant’anni di distanza, riproduce in un qualche modo, quanto ancora oggi accade nella nostra amata terra, dove troviamo ogni giorno commissari di polizia e sostituti procuratori della Repubblica, impegnati nella lotta contro la mafia e la criminalità organizzata… 
Ed anche in questa storia c’è da un lato un Commissario (Bonavia)  esasperato da anni di insuccessi e ormai convinto di non poter sgominare la delinquenza in Sicilia, dall’altro, vi è un giovane procuratore pieno di ideali (Traini)- convinto che la legge debba essere inflessibile e non debba mai adattarsi alle circostanze…. 
Ma purtroppo, anch’egli alla fine comprende che i mezzi legali di cui dispone per lottare contro quel crimine organizzato sono di per se limitati e soprattutto, quando sembra essere riuscito nell’intento di colpire quei criminali, c’è sempre qualcosa che stravolge completamente i suoi piani… 
Ed allora: 
Siamo a Palermo…
Il commissario Bonavia, induce sotto la minaccia di un ricatto, a dimettere dal manicomio della città il pregiudicato Michele Li Puma; il commissario è al corrente di un antico rancore di Li Puma nei confronti di Ferdinando Lomunno, un noto imprenditore, stimato nella comunità e legato ad amicizie politiche influenti, ma nasconde in realtà un’intensa attività di carattere mafioso, che però il commissario non è mai riuscito a dimostrare… 
Bonavia confida che, una volta uscito Li Puma cercherà di rivalersi nei confronti di Lomunno, che lo aveva fatto rinchiudere con la complicità della sorella Serena, al tempo amante dell’imprenditore…
Ed infatti il giorno dopo egli, travestito da poliziotto, fa irruzione nel suo studio sparando ed uccidendo tre sicari incaricati da Lomunno, nel frattempo avvertito di aspettarlo, trovando a sua volta però la morte.
Delle indagini viene incaricato, oltre al Commissario Bonavia, il Sostituto Procuratore della Repubblica Traini, il quale viene messo immediatamente al corrente dal commissario dei rapporti intercorrenti tra Li Puma e l’imprenditore e le amicizie che quest’ultimo ha in seno alla politica e alla pubblica amministrazione. 
Traini il giorno dopo riceve la visita dell’avvocato Canistraro che riferisce che Lomunno, resosi irreperibile, è disponibile a rispondere alle domande del Sostituto Procuratore, ma solo a condizione che questi si rechi da lui, paventando un suo pericolo di vita nel caso di una fuga di notizie, a causa dell’ostilità della polizia ed in particolare del commissario…
Traini naturalmente informa a sua volta il procuratore della Repubblica, il Dott. Malta, che lo autorizza ad incontrare Lomunno all’insaputa di Bonavia…
Durante il colloquio Lomunno lascia capire che non teme il commissario, ritenendosi viceversa preoccupato dei suoi “concorrenti”…
Ma una volta che il magistrato ha lasciato il luogo dell’incontro, viene raggiunto immediatamente dal proprio avvocato, da un parlamentare e da un consigliere comunale che gli chiedono spiegazioni sul suo comportamento, facendogli intuire che nel caso in cui le cose dovessero complicarsi o far emergere elementi che porterebbero alla luce le connivenze sul nuovo piano regolatore, questi lo avrebbero scaricato!!!
Lomunno, a queste minacce reagisce con forza, lasciando intendere che gli appoggi e soprattutto i voti che finora ha dispensato loro, può farli benissimo pervenire ad altri amici… 
Inoltre spiega loro, che l’inganno perpetrato nei confronti del magistrato, serve a fare in modo che Egli (il Procuratore Traini) orienti quelle sue indagini verso il Bonavia, rifiutando di confidare ai propri “amici”, il nome di colui che lo aveva avvertito dell’arrivo del pregiudicato Li Puma…
I due inquirenti cominciano quindi a studiarsi, diffidando reciprocamente l’uno dell’altro, arrivando anche ad intercettarsi le telefonate, fino a quando Bonavia rivela al Magistrato che la sua avversione nei confronti di Lomunno deriva dalla morte di un suo amico, il sindacalista Giampaolo Rizzo: un onesto rappresentante sindacale che in passato si era schierato apertamente contro il costruttore, subendo dapprima un attentato ed in seguito, accresciuta la sua popolarità, ucciso e sepolto in una cava dai sicari di Lomunno che, allo scopo di eliminare l’unico testimone, avevano ucciso anche un bambino che aveva assistito al delitto e che Bonavia aveva cercato di proteggere.
Traini lo accusa, anche se non formalmente, del tentato omicidio di Lomunno, ma Bonavia entra in contatto con Serena che, avendo capito che Lomunno intende ucciderla al fine di eliminare l’ultimo testimone, si rende disponibile a testimoniare contro di lui…

Il Magistrato nel contempo viene informato dai medici del manicomio, spaventati dopo il rapimento del figlio di uno di loro, che è stato proprio Bonavia ad indurli a fare uscire Li Puma dall’istituto, sotto la minaccia di incriminarli per la loro mala gestione. 
A quel punto gli eventi sembrano precipitare e Bonavia, dopo essere stato messo sotto accusa, uccide Lomunno in un ristorante, lasciando al Magistrato la sua confessione, scagionando l’agente Gammino che, per proteggere il commissario, si era auto accusato delle intercettazioni telefoniche a Traini.

Quest’ultimo quindi inizia a ricostruire le attività criminose di Lomunno e di quei politici a lui collegati e si mette a sua volta alla ricerca di Serena, la quale era venuta a sapere dalla televisione dell’arresto di Bonavia, ed aveva provato a contattare telefonicamente il magistrato, ma grazie ad una spiata, viene trovata dai sicari e quindi uccisa e sepolta in un pilone di cemento!!!
Così facendo, si è impedito a Traini di proseguire con le indagini…
Bonavia nel contempo in carcere, viene informato della sparizione di Serena e chiede allora al Magistrato su chi fosse presente, nel momento in cui ha ricevuto la telefonata e questi gli rispose: “il Procuratore Malta”!!!
Traini ovviamente rifiuta qualsivoglia l’illazione del commissario nei confronti dell’alto magistrato o di una sua possibile implicazione, ma viene persuaso a proseguire le indagini, in ogni direzione, non trascurando nessuno…
Dopo alcuni giorni anche Bonavia viene ucciso in carcere, durante una proiezione cinematografica e Traini, convinto quindi della connivenza di Malta lo incontra in Tribunale e fissandolo…
Mi dispiace ma se volete conoscere la “fine” della storia, dovrete guardarla in Tv… vedrete non vi pentirete del suggerimento!!!

Dissesto finanziario al Comune di Catania!!! Da Scapagnini a Bianco: Altro che politica… qui ci vorrebbe il Generale Dalla Chiesa!!!

Che vergogna… che schifo, sono stato una giornata a parlare con alcuni amici del nord Italia, che non si spiegano come sia stato possibile realizzare un buco finanziario da 1,6 miliardi!!!
E’ dal 2000 che sento parlare di bilanci in rosso ed oggi dopo 18 anni siamo ancora qui a parlare di conti…
La Corte dei Conti d’altronde ha deliberato per il nostro Comune di Catania, il dissesto finanziario. 
La cosa altrettanto assurda è che l’atto (deciso dalla sezione controllo di Palermo) è stato compiuto lo scorso 4 maggio, ed è stato notificato all’ente il 24 luglio.
Secondo i giudici contabili non ci sarebbe la sostenibilità finanziaria per gestire il debito… anche se il Comune, a detta del primo cittadino della città, Salvo Pogliese, presenterà entro 20 giorni ricorso, sperando che esistano le condizioni necessarie: “Cercheremo di fare tutto, anche l’impossibile, per evitare il dissesto. 
Leggeremo con attenzione le 70 pagine del provvedimento e valuteremo cosa fare. Ma è opportuno essere prudenti”
Certo con politiche come quelle compiute, con sperpero del denaro pubblico, con mancate politiche di sviluppo, con nessun controllo sui conti pubblici ed una totale assenza di rigore nella gestione della finanza pubblica locale… cosa si pensava che incassano un euro, potevamo pagarne mille???
Peraltro, se i nostri ex sindaci hanno pensato esclusivamente ad abbellire la città con proposte futili… ultima la fontana realizzata presso la circonvallazione, si comprende quanto fosse prevedibile, attendersi prima o poi il risultato ora evidente a tutti!!!
Ora, la prima cosa che verrebbe in mente… è il: Commissariamento!!! 
Sì… se soltanto servisse a qualcosa… 
Ma da noi, abbiamo visto come questo tipo tipo di provvedimento, non fa altro che creare ancor più confusione, anche perché quei cosiddetti preposti a commissari, non possiedono alcuna propria capacità, ne professionale e ancor meno manageriale, ma sono i classici raccomandati del caz… posti lì da quella stessa politica che ha fallito e che ricerca in quel soggetto, la persona giusta a cui attribuire tutte le loro responsabilità, ma soprattutto permette di trovare una soluzione temporanea al problema, che non viene di fatto risolto… ma solo traslato nel tempo…
Ecco quindi perché da noi ci vorrebbe una soluzione più drastica!!! 
Ad esempio, un manager preparato nel settore pubblico, investito soprattutto di un’autorità a modello Generale “Dalla Chiesa”… perché soltanto così, potremmo pensare di dare soluzioni definitive ad un problema così grave…
Altrimenti, ci ritroveremo (come solitamente avviene) a parlarne, a discuterne, si chiederà al governo nazionale d’intervenire celermente, riceveremo da Roma forse un po’ di elemosina… ma per il resto, saremo nuovamente qui tra qualche anno… a scoprire di avere un debito raddoppiato!!!
Gira e rigira e sempre la stessa storia, non cambia mai e si ripete in maniera perenne… 
Nello scrivere questa mia ultima frase, incredibilmente mi è giunta in mente Sandra Mondaini e quella serie televisiva chiamata “Casa Vianello”: Che barba, che noia. Che noia, che barba!