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Incredibile… in soli 250 hanno festeggiato il ritorno in Serie B del Benevento a Salerno! Al mio Catania? Non resta che sperare…


Già… è incredibile, soltanto 250 tifosi hanno celebrato il ritorno in Serie B del Benevento nel campo della Salernitana! 

Vedendoli in diretta festeggiare ho pensato: se ci fosse stato il Catania al posto del Benevento, i nostri tifosi etnei avrebbero occupato tutta quella curva e non solo quella. Ma così non è stato, e questo semplice conferma mi ha fatto riflettere su quanto stiamo ora vivendo.

Il Benevento torna in Serie B dopo tre anni, e il merito va totalmente al Presidente Vigorito, che ha capito in tempo come fosse giunto il momento di cambiare il tecnico. 

Infatti, a novembre dello scorso anno, la situazione non era ancora tragica per la squadra campana, anzi tutt’altro: la Salernitana guidava la classifica con 25 punti, seguita a un solo punto di distanza dal Catania che aveva 24 punti, mentre gli “stregoni” del Benevento si trovavano al terzo posto con 22 punti, proprio dietro ai rossazzurri!

Eppure il club ha deciso improvvisamente di sollevare dall’incarico Auteri, promuovendo Antonio Floro Flores dalla Primavera alla prima squadra. Un cambio che si è dimostrato vincente, tanto che il nuovo tecnico è riuscito a condurre la squadra in promozione, in anticipo di tre gare da disputare.

Cosa dire? Mentre altri hanno compreso cosa fare, qui a Catania ci siamo cullati, di quel secondo posto, senza che nessuno dei suoi dirigenti – e su questo aspetto lascio fuori il Presidente Pelligra, che come ben sappiamo si occupa professionalmente di altro e di calcio, purtroppo, ne sa poco o nulla – ma ha dimostrato quantomeno di affidarsi a chi, sulla carta (sì, consentitemi di aggiungere che su questo foglio di “carta” ci sarebbe molto da discutere…) – dovrebbe capirne di più. 

E così, si è rimasti ad osservare in questi anni un gioco deludente, costituito da infiniti passaggi per lo più inutili, con giocatori posti sul campo senza alcun criterio, ma soprattutto senza che fosse stato loro inculcato alcun fondamentale schema per poter giocare alla perfezione.

Ed allora, ogni volta che osservavo la squadra giocare mi chiedevo: perché il Presidente Pelligra si affida a quei suoi dirigenti? Perché continua ad insistere con quel tecnico – definito da molti “bravissimo” – di cui io, purtroppo, non ho saputo scorgere nulla di positivo, soprattutto in quel suo modo di mettere in campo la squadra? Perché non viene preso un allenatore che abbia evidenziato negli anni di saper realizzare un gioco vivace, spumeggiante e soprattutto capace di vincere le partite non solo con l’1-0 o chiudendosi a riccio sperando di non prendere gol, per come è più accaduto quest’anno, ma potrei dire, anche lo scorso passato? 

Sì, perché sono stati in molti, soprattutto la maggior parte dei tifosi miei concittadini, ad aver guardato esclusivamente al risultato, dimenticando o facendo finta di non vedere tutte le occasioni che, fino al minuto finale, sono state – per fortuna o per incapacità degli avversari – salvate grazie a un palo, una traversa, una parata encomiabile del portiere Dini oppure solo perché quel tiro, vedeva la palla uscire di pochi centimetri. Se solo la sorte non ci fosse stata così benevola, altro che prima o seconda posizione, siamo onesti: saremmo stati in classifica quinti o anche sesti .

Ed ora veniamo al punto della situazione: il Benevento è salito in Serie B grazie a quegli interventi realizzati dal suo Presidente, e il Catania Calcio resta lì, come da anni ormai, con i suoi migliaia di tifosi a guardare gli altri vincere.

La colpa, vorrei aggiungere, è anche di chi non ha saputo avvisare in tempo. Parlo soprattutto della classe dei giornalisti – molti di loro “gasati” allo Stadio durante la telecronaca oppure esaltati durante le sere dopo in quelle trasmissioni sportive televisive – già… si vedeva quanto fossero felici per aver visto la squadra vincere 1-0 e di come “esaltavano” il tecnico e i suoi giocatori, facendo già i conti per poter giungere in promozione: abbiamo visto ora com’è finita.

Ed ancora, vorrei parlare della sostituzione del tecnico (da me fortemente richiesta sin dall’inizio del campionato), circostanza che come abbiamo visto si è alla fine realizzata, ma non in tempo utile, visto che ormai si era giunti alla fine del campionato: difatti ad oggi restano soltanto tre partite alla sua conclusione. 

Devo inoltre confidarvi che quando ho letto il nome del nuovo tecnico – spero che quest’ultimo non me ne voglia – mi sono chiesto: ma chi è? Dove giocava? Quale squadra ha finora allenato? Ed ecco quindi che sono andato ad approfondire sul web quella sua esperienza calcistica, e parlando altresì con il mio amico (e grande tifoso) Tony Maurigi, ho chiesto a lui cosa ne pensasse e se fosse la persona giusta, perché io – se avessi potuto scegliere – avrei preso qualcun altro.

Ed allora ho atteso, ho provato a non esprimermi: sì…prima di giudicare ho preferito aspettare la sua prima uscita, che come abbiamo visto è stata ahimé disastrosa – ma si sa, la prima volta, la squadra modificata, i giocatori che non hanno ben compreso le nuove idee del tecnico, e via dicendo – sconfitta compensata da una successiva vittoria (ancora di misura…) in trasferta e da una nuova sconfitta al Massimino!

Osservando ieri la partita ho però notato un regresso rispetto ai mesi scorsi: siamo passati da una squadra che giocava male ad una che non gioca affatto. Già… non ho capito, tra l’altro, una cosa: con Toscano la squadra possedeva una difesa solida – difatti in casa era rimasta imbattuta (buona sorte compresa), comunque una condizione “unica” tra tutte le grandi d’Europa e di ciò va dato atto all’ex tecnico – e quindi il nuovo allenatore avrebbe dovuto semplicemente salvaguardare quello schema (fino ad allora) incrollabile e migliorare la parte di gioco che dal centrocampo si proietta in attacco.

Invece, stranamente, tutta la squadra è stata rimodulata, ed io stesso, ieri, nel vedere i giocatori in campo e le successive sostituzioni, mi sono chiesto: ma perché questa formazione che non ha né testa né piedi?

Certo, ora non ci resta che sperare quantomeno di giungere ai playoff da secondi classificati, anche se va detto che neppure questa posizione, ad oggi, può essere considerata indiscussa. Non so neanche cosa consigliare ora al Presidente Pelligra: se – giunti ormai a questo punto – sia il caso di continuare ancora con il nuovo allenatore e quindi con i rischi che quest’ultimo presenta, oppure non sia il caso di far ritornare nuovamente Toscano, che forse – ancor più motivato – potrebbe risultare efficace per i playoff che, come sappiamo, ha già disputato lo scorso anno.

Sì… siamo giunti a un bivio, e qualsivoglia strada si decida di percorrere, lo si saprà solo alla fine della stagione. Certamente, in questo preciso momento non possiamo far altro che sperare e incrociare le dita (anche se io non credo alla fortuna, ma punto sempre tutto sulla programmazione).

E quindi, in attesa di vedere come andrà, di una cosa sono certo: l’impostazione finora data alla squadra va totalmente rivista, e forse, come avevo scritto in un mio precedente post, anche la dirigenza va rivista. Quantomeno ritengo che alcuni ruoli debbono esser rivestiti da chi di calcio ha evidenziato di capirne, e non per fiducia o per essere (per analogia) un “key man“, già… proprio come gli uomini descritti nel film del 1976 diretto da Alan J. Pakula (con protagonisti Dustin Hoffman e Robert Redford), intitolato: “Tutti gli uomini del Presidente“!

Pelligra: L’avevo detto! – Pelligra: I told you so!


Presidente Pelligra, ricorda: L’avevo detto!

Glielo scrissi in una lettera aperta, in inglese, qui sul mio blog, l’11 novembre del 2024:  https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/11/open-letter-to-president-pelligra.htmla cui seguì il 18 agosto dello scorso anno un post intitolato: Presidente Pelligra, perdoni questa riflessione senza filtri – ma è l’amore per il Catania a parlare. Link: https://nicola-costanzo.blogspot.com/2025/08/presidente-pelligra-perdoni-questa.html

In quei post trovai l’unica strada per raggiungerla direttamente (sì… escludendo – ma solo virtualmente – i miei lettori), per parlarle con Lei, da uomo a uomo, con il cuore in mano e senza filtri.

In quelle note, che stamani ho riletto con la malinconia di chi vede avverarsi i propri peggiori timori, provai a metterla in guardia su alcune decisioni che mi sembravano già allora discutibili.

Le parlai dei giovani promettenti che erano stati ceduti troppo frettolosamente, ragazzi che nei loro limitati minuti in campo avevano dimostrato qualità importanti: la capacità di saltare l’uomo, di spingere sulle fasce e di mettere cross in area. Tutte caratteristiche che, sottolineai, alla squadra già allora mancavano e che, in questi mesi – seppur in parte – si son fatte sentire.

Le dissi che immaginavo, e potevo sbagliarmi, che fosse stato l’allenatore ad influenzare certe scelte di mercato, preferendo giocatori a lui familiari, forse per evitare tensioni in spogliatoio, ma i risultati, già a novembre, confermavano che qualcosa non funzionava come avrebbe dovuto. Alcuni dei nuovi acquisti mostravano evidenti limiti per la categoria, mentre altre squadre investivano con intelligenza in giovani talenti, anche extracomunitari, atleti di alto valore e soprattutto convenienti.

E poi, scrissi che, da diverse partite, l’allenatore non sembrava impiegare la squadra nel modo più efficace. Un segnale preoccupante, che richiamava alla mente le difficoltà dell’anno precedente. Le chiesi quindi di prendere in mano la situazione prima che fosse troppo tardi, di pretendere un cambiamento netto che coinvolgesse dirigenza, staff e giocatori. 

Aggiunsi, altresì con fiducia, che fossi certo che il Catania avrebbe potuto raggiungere i playoff, ma che raggiungerli era solo una parte della sfida: vincerli e ottenere la promozione richiedeva qualcosa di più. Ed infine conclusi che era ora di abbandonare le chiacchiere e concentrarsi su ciò che poteva realmente aiutare Toscano a invertire la tendenza.

Ed eccoci qui. Oggi, 18 marzo 2026, a quasi un anno da quella lettera, leggo la notizia dell’esonero di Mimmo Toscano. Una decisione presa dopo una lunga notte di consultazioni, nell’aria da giorni, certamente, ma che arriva quando il Benevento è ormai irraggiungibile e l’unico obiettivo possibile sono i playoff. Quei playoff che, come le scrissi, richiedono qualcosa in più.

In questi mesi, infatti, sono rimasto in silenzio, ma non ho mai smesso di osservare la squadra. E mentre molti, per non dire tutti, esaltavano il primo posto, io continuavo a vedere le stesse lacune, la stessa fragilità, le stesse partite vinte per un soffio, grazie a un miracolo di Dini, a un palo, a un errore arbitrale a nostro favore. 

Ogni partita, ad esclusione di tre o quattro, è stata una sofferenza. Lo ripetevo al mio amico e barbiere Tony: il problema non è essere primi o secondi, il problema è che con questa rosa, sulla carta superiore a tutti, dovremmo avere venti punti in più e volare in serie B. Invece siamo qui a lottare, e la fortuna, si sa, prima o poi gira.

Vedere ieri sera il Vicenza salire in B e la festa che ne è seguita, mi ha fatto un po’ rattristare, seppur ammiro da sempre quella squadra, sì… da quando giocava lì, Paolo Rossi! Una piazza seria, organizzata, che pur non avendo sulla carta una rosa superiore alla nostra, ha trovato la quadra e la continuità per tagliare per prima il traguardo. 

Ecco, forse è anche questo che ci manca: quella solidità, quella capacità di trasformare i pronostici in realtà. Perché se è vero che il calcio non è una scienza esatta, è altrettanto vero che certe differenze, alla lunga, vengono sempre fuori. E noi, purtroppo, quelle differenze le abbiamo pagate tutte e non voglio gettare la croce sul solo tecnico! La responsabilità è sempre condivisa, parte dai dirigenti della società, passa per le scelte di mercato, arriva allo staff e scende in campo con i giocatori. Ma quando il malessere diventa così evidente, quando il gioco manca per intere stagioni, significa che qualcosa a monte non ha funzionato.

Ora arriva William Viali. Un nuovo corso, si dice. Un generatore di entusiasmo, un tecnico che predilige il gioco offensivo e il dialogo con i giocatori. Non so quanto questo cambio in corsa possa giovare, ma quantomeno si prova a salvare una stagione che rischiava di essere l’ennesimo capitolo di un fallimento annunciato.

Le scrissi, Presidente, che non intendevo sostituirmi ai suoi manager. Ma dopo trent’anni di leadership in altri campi, so riconoscere quando una struttura non funziona e quando è necessario un cambiamento. Lei oggi quel cambiamento l’ha fatto. E io, con l’affetto e la gratitudine di sempre per tutto ciò che sta facendo per la nostra città, non posso che prenderne atto e guardare avanti con la speranza che questa volta, finalmente, si sia presa la strada giusta.

Perché il Catania, i suoi tifosi, e lei stesso, Presidente, meritano di stare in piani più alti. E io, come dice il detto, continuerò a sperarlo… sempre!

"Corner -Telecolor": mi piace riscontrare come molte mie valutazioni, vengano in quella trasmissione confermate!!!

Ogni lunedì sera alle 21:00, su Telecolor, i tifosi del Catania hanno un appuntamento quasi obbligatorio con il programma televisivo “Corner”, ideato da Angelo Micale e condotto da Angelo Gagliano. 
Anche questa settimana mi sono sintonizzato per ascoltare le opinioni dei giornalisti presenti, Angelo Patanè e Alessandro Vagliasindi, insieme all’ospite della serata, il tecnico Carlo Breve, e alla partecipazione di Giulia.

Allego il link al video della diretta dell’11 del mese: https://www.youtube.com/watch?v=MhmTACg9gVo&list=PLTDMtp1c1I13sgNpVHm9NPcA9gQto-Cdo

Durante la partita in TV (sono abbonato a Now), ho cambiato canale ricordandomi che Telecolor trasmetteva la trasferta del Catania. Ne ho approfittato per ascoltare in diretta le impressioni di Patanè e, soprattutto, le “garbate” critiche verso i giocatori che, in campo, sembravano meritarsele.

Quando è iniziata la partita ho notato che il Catania non stesse giocando male; tuttavia, il reparto d’attacco sembrava poco concentrato e disattento nelle ripartenze. Un esempio è stato il tiro di Guglielmotti, deviato da Lunetta in modo sfortunato: forse, senza quella deviazione, la palla sarebbe finita direttamente in porta, e magari la partita avrebbe preso un’altra piega…

Si sa che nelle partite basti un episodio per cambiare tutto, e il Catania, nelle ultime cinque giornate, ha costruito più di un episodio, ahimè… negativo.

Ascoltando Patanè, ho condiviso pienamente le sue riflessioni sui giocatori non riconfermati della scorsa stagione, che stanno facendo bene altrove, e su quelli nuovi, che finora non hanno soddisfatto le aspettative.

Proprio la mattina, avevo inviato una lettera aperta al Presidente Pelligra, scritta in inglese. Alcuni lettori mi hanno tra l’altro chiesto la traduzione, che pubblicherò di seguito a questo post. Nella lettera esprimevo dubbi sulla cessione di certi giocatori: senza però fare nomi: mi riferivo a Marco Chiarella, Emanuele Cicerelli e soprattutto a Pietro Cianci.

Fortunatamente, Cosimo Chiricò è ancora con noi, e le parole di Vagliasindi su un suo possibile ritorno in campo con la squadra rossazzurra, mi danno fiducia per un miglioramento del reparto offensivo, attualmente poco incisivo.

Una cosa è certa: il problema si trova ai vertici della dirigenza, che a mio parere non è stato all’altezza delle aspettative. Tuttavia, qualcosa sembra finalmente muoversi, sì… grazie all’arrivo del DS Daniele Faggiano. Ho sentito però che ultimamente non è stato presente per motivi di salute, per cui colgo l’occasione per augurargli una pronta guarigione.

Purtroppo, credo che la fretta abbia influito sulle decisioni riguardo a chi tenere e chi cedere: “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi“, come si suol dire.

Nonostante ciò, nulla è ancora perduto. Il campionato di Serie C è lungo e difficile e c’è ancora tempo per rimediare. Credo che il nostro allenatore, Mimmo Toscano, potrebbe anche trarre spunti costruttivi dai consigli di Carlo Breve e dai commenti appassionati dei giornalisti presenti, come Vagliasindi e Patanè, per arrivare quanto prima alla forma ideale per disputare i Playoff.

Faccio quindi un plauso al programma e ai suoi ospiti, oltre che ai tifosi spettatori che, con i loro messaggi letti in diretta da Giulia, mi fanno parecchio sorridere. Bravo anche il conduttore, che mantiene alto il ritmo della trasmissione: forse, vista l’audience, sarebbe il caso di allungare di 15/30 minuti la durata della puntata.

Concludo con il grido più importante: Forza Catania!!!

– LETTERA APERTA AL PRESIDENTE PELLIGRA: https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/11/open-letter-to-president-pelligra.html 

Presidente Pelligra, buongiorno.

le scrivo dando seguito al mio ultimo post del 13 agosto, ma questa volta mi permetto di rivolgermi a Lei direttamente (ed è il motivo per cui escludo i miei lettori scrivendole in inglese…). 

Nonostante le soddisfazioni del recente passato, come la vittoria di Coppa Italia (mai conquistata prima neppure quando la squadra lottava in Serie A) credo che, nel tentativo di avviare un nuovo percorso, siano state prese alcune decisioni discutibili. 

Mi riferisco in particolare all’allontanamento di giovani giocatori promettenti, che, pur poco utilizzati dagli ex allenatori, avevano mostrato qualità importanti, come la capacità di saltare l’uomo, scendere sulle fasce e crossare in area con precisione, elementi che oggi ahimè mancano alla squadra.

Purtroppo, nell’intento di dare una svolta al precedente campionato, i dirigenti hanno forse tagliato i legami con il passato in modo troppo sommario. Comprendo la logica della scelta, ma mi pare che ciò abbia portato a errori evitabili: alcuni dei giocatori lasciati andare non erano responsabili delle passate difficoltà e avevano dimostrato un grande impegno per la causa.

Immagino, e potrei sbagliarmi, che come spesso accade, anche l’attuale allenatore abbia influenzato le scelte di mercato, volendo giocatori a lui familiari per il suo stile di gioco o forse per evitare potenziali tensioni nello spogliatoio. Tuttavia, i risultati attuali sembrano confermare che qualcosa finora non abbia funzionato a dovere. Alcuni dei nuovi acquisti mostrano limiti per la categoria, e osservo con una certa preoccupazione come altre squadre abbiano saputo investire su giovani promettenti, inclusi giocatori extraeuropei, ad esempio dall’Africa o dal Sud America, atleti di grande valore e certamente vantaggiosi  dal punto di vista economico.

A ciò si aggiunge il fatto che da diverse giornate il nostro tecnico non sembra riuscire a schierare la squadra in modo efficace, un segnale preoccupante che ci ricorda le difficoltà dello scorso anno. 

È tempo quindi Presidente, di riprendere in mano la situazione, prima che sia troppo tardi. Serve una svolta chiara, che arrivi alla dirigenza, allo staff tecnico e ai giocatori, con l’obiettivo che, in mancanza dei risultati attesi, ciascuno si assuma le proprie responsabilità.

Non intendo sostituirmi ai suoi dirigenti, sebbene avendo operato per oltre trent’anni come responsabile in altre realtà professionali, ritengo di aver maturato abbastanza competenze nella “gestione e pianificazione”, professionalità che sarebbero potute risultare utili; ma comprendo altresì che non facendo parte di quel ambito sportivo, il mio bagaglio personale non porterebbe alcun giovamento, anche se mi permetta di aggiungere che, quando mi è capitato di dover affrontare circostanze analoghe (non avendo alcuna precedente esperienza in quel settore e sapendo quindi di essere di fatto limitato), sono riuscito comunque a compensare le proprie lacune e a raggiungere i propositi richiesti, grazie all’essermi circondandomi di professionisti capaci… 

Come d’altronde, non essendo un tecnico sportivo, credo che, prima di puntare a traguardi ambiziosi, sia fondamentale costruire una struttura solida, supportata da un team di professionisti validi, capaci di rimanere sempre entro i limiti del budget, cosa che chi investe, come Lei, comprende bene.

Presidente, sono fiducioso che, nonostante le difficoltà, il nostro Catania possa arrivare ai playoff, ma, come abbiamo visto lo scorso anno, raggiungerli è solo una parte della sfida: vincere e conquistare una promozione richiede qualcosa di più!!!

È tempo quindi di superare le chiacchiere ottimiste e focalizzarsi su cosa può realmente aiutare il mister Toscano a cambiare il trend attuale, che non solo penalizza la squadra, ma pesa su una tifoseria unica e appassionata, ahimè in attesa di rivedere la propria squadra tornare a vincere.

La ringrazio per l’attenzione e auspico che la Sua società intervenga celermente con i necessari correttivi per dare ai tifosi – sempre presenti ovunque – gioie e soddisfazioni, e per raggiungere insieme a Lei nuovi esaltanti successi.

Con affetto e gratitudine per quanto sta facendo per la nostra città etnea.

Nicola Costanzo


Quando si dice… "il potere dell'informazione"!!!

Non so dirvi quando centri il post realizzato da me ieri, ma… una cosa è certa… qualcosa oggi è successo!!!
Anche Vincenzo Bellini da quel suo trono, tanta la meraviglia… che si è girato a vedere cosa stesse accadendo…
Cosa dire… ogni tanto mi chiedo perché avvengono certe situazioni… e vedere successivamente gli avvenimenti che ne conseguono, mi lasciano basito…
Che ci fosse qualcosa di strano… era certo ed oggi ( basti vedere le foto appena realizzate) mi danno conforto che forse quanto presupponevo non fosse lontano dalla realtà…

certo senza quella pubblicità il palazzo ne ha guadagnato in bellezza e se presto completeranno quei lavori, chissà forse potremmo ammirarlo in tutto il suo splendore…

A volte qualcuno mi chiede perché scrivo… a cosa serve fare le lotte quando poi le cose vanno sempre nello stesso modo…
Ecco questa è la risposta…
Ognuno di noi semina una piccola speranza… non ha importanza se da quei rami, uscirà un fiore bellissimo, un’orchidea oppure una semplice pianta grassa…
L’importante è che ogni giorno quel po di acqua venga versata… la bellezza è nella luce delle proprie azioni, tutte quelle fatte con il cuore, perché saranno questi umili gesti alla fine… a salvare questa nostra terra!!!
Certo sono in molti a dirmi che la “bellezza” è solo qualcosa di superficiale…
Può darsi… ma perlomeno non è superficiale quanto il pensiero!!!

Palazzo Toscano: infinita ristrutturazione.


Secondo quanto mi hanno riportato i negozianti al piano terra, sono ben otto… gli anni, da quando si è dato il via ai lavori di ristrutturazione…
D’altronde, se provate a leggere il cartello esposto su Piazza Stesicoro vedrete come non siano stati completati (o forse con il passar del tempo chissà… quanto allora scritto si sia andato scolorendo…) quelle righe nelle quali andrebbe riportati i vari nominativi tra cui il direttore dei lavori, progettisti, coordinatori della sicurezza, nomi dell’impresa esecutrice dei lavori e di eventuali subappaltatori, i responsabili della stessa e soprattutto la data prevista per l’ultimazione dei lavori…
Solitamente, quando si esegue un lavoro del genere, si cerca sempre di eseguirlo in tempi celeri, in virtù soprattutto di tutti quegli oneri previsti, ad iniziarsi da quella tassa chiamata Cosap/Tosap che rappresenta per l’appunto la tassa per l’occupazione del suolo pubblico…
Considerata la superficie occupata ed il tempo finora impiegato… quella tassa deve aver rappresentato una cosiddetta “fucilata” senza tenere conto che i lavori sono ancora oggi a vederli da Via Etnea, nello stato in cui erano molti anni fa… 
Ed allora mi chiedo… (perdonatemi ma sarà questa mia insita capacità di vedere ciò che agli altri sfugge…) se forse dietro quella ristrutturazione, non si nasconda la volontà di ricavarne… un quale business, ma quale???
La Pubblicità… per esempio!!!
In entrambi i lati prospicienti la Piazza più importante di Catania, Piazza Stesicoro e quella strada principale, Via Etnea, ecco, messi lì in bella evidenza, appesi su quel ponteggio due super-poster, incredibilmente immensi…
Si tenga conto che per restare posizionati lì su quelle strutture reticolari, era obbligo del progettista eseguire i relativi calcoli…
Ed allora quel dubbio… e cioè che si sapesse sin dall’inizio della loro possibile collocazione, aumenta ancor più quei miei sospetti, che forse l’alto valore economico riscosso per quella esposta pubblicità, fosse di per se… l’elemento principale di tutta l’operazione!!!
Se si pensa al semplice costo mensile di una pubblicità posta in un cartello qualunque all’interno della nostra città… immaginatevi quelli relativi ad un poster e sono pochissimi, che figurano per importanza di quelli posizionati nel centro storico (ognuno di essi, certamente di dimensioni ridotte…) sicuramente differenti da quelli posti sul Palazzo Toscano, che rappresenta insieme a pochi altri (vedasi per esempio quello posto al’incrocio precedente con Via di San Giuliano) tra i più rappresentativi e notevoli per dimensioni e certamente tra i più apprezzati visivamente…
Se si fanno quindi due conti, si vedrà come forse sia più interessante lasciare tutto per come è… pur di incassare i diritti di quella pubblicità esposta…

Tanto come si dice, da noi… nessuno obbietta  niente, ne l’amministrazione e neppure la sovraintendenza che a vedere quell’obbrobrio non si scandalizza… anni e anni in cui è stata coperta una delle facciate ottocentesche più belle di Catania e nessuno che s’indigna…
Ogni tanto, mi hanno raccontato alcuni negozianti, hanno provato loro sì a lamentarsi… ed hanno ricevuto rassicurazioni e promesse che a breve quelle strutture provvisorie, sarebbero state tolte… ma come sempre… passate quelle lagnanze, tutto è rimasto invariato!!!
Si tenga conto che il disagio aumenta nei giorni delle festività della Santa patrona della città, S. Agata… in quanto tutta la struttura a livello stradale viene chiusa con pannellature in legno, non permettono o meglio limitando la possibilità di passaggio… una vera e propria frustrazione per quei commercianti, che si vedono in quei giorni interdetti nella propria attività commerciale….
Bisogna inoltre tenere conto della sicurezza a causa dei possibili cedimenti strutturali… e chissà se l’intervento non si limiterà a porre quei soliti rinforzi realizzati con reti verdi o teli bianchi (vedasi il palazzo frontale da pochi giorni completato…) che deturpano ancor di più quei cornicioni o le balconate di questi meravigliosi palazzi…

Prendendo ulteriori informazioni, ho scoperto che il Comune ha concesso per la ristrutturazione del Palazzo Toscano circa 1.800.000 euro… sui 2.300.000 previsti come spesa per gli interventi di prevenzione sismica  e dove soprattutto era stata fissata la scadenza dei lavori, che casualmente era fissata per gli inizi di questo mese…

Cosa aggiungere, ho chiesto ad un conoscente che opera per conto di una società d’affissione di farmi conoscere alcuni costi medi mensili per semplici poster, di quelli usuali che si vedono girando la nostra città, con misure 2×3 oppure 3×6,  ovviamente, nulla a che vedere con quelli di cui sopra… 
Egli stesso infatti in maniera modesta mi ha dichiarato: Nicola…”noi siamo ad un livello mediocre, molto più basso… siamo paragonabili ad una utilitaria… lì si parla di tutt’altro, siamo su un’altro tipo di vettura… diciamo una Rolls Royce“…

Ho fatto allora due conti, come si dice da noi…  “a fimminina“…

Ho preso quale riferimento un prezzo medio mensile per difetto, l’ho moltiplicato per 12 mesi ed il risultato moltiplicato ancora per otto…
Il risultato??? Mi dispiace non posso dirlo… ma se ci provate, riuscirete da Voi a trovarlo quell’importo (ovviamente il tutto va preso… come si dice “con il beneficio dell’inventario”, i dati dopotutto sono quelli che mi sono stati riportati da alcuni negozianti… quanto siano veri non posso certamente saperlo io e comunque… con meno anni, ovviamente, cambiano anche gli importi)!!!
Comunque in definitiva, quanto sopra rappresenta l’ulteriore dimostrazione di come, si è abituati a procedere in questa terra e nel caso specifico… in questa nostra bellissima città!!!