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Ponti tra culture, dighe di futuro: la geometria della cura secondo We Build.


Che meraviglia, già… c’è un termine che torna spesso quando si parla di grandi opere, ed è la parola: “lustro“. 

Si dice che un’infrastruttura doni lustro a un paese, e nel caso di “We Build” con le sue realizzazioni sparse per il globo, questa parola acquista un significato profondo, quasi letterale. 

Perché non si tratta solo di uno splendore estetico o di superficie, ma di una luce che rivela contorni e connessioni, che illumina il ruolo dell’Italia nel mondo non come semplice esecutrice di lavori, ma come architetta di relazioni. 

Dai ponti che valicano lo stretto del Bosforo alle dighe che domano il Nilo Azzurro, fino ai corridoi marittimi che come il Canale di Panama intrecciano gli oceani, ogni intervento sembra rispondere a una logica progettuale che va ben oltre la semplice ingegneria. È una logica che anticipa la vulnerabilità, che non aspetta per poi correre ai ripari, ma costruisce sistemi capaci di assorbire lo shock, di rimanere in piedi quando tutto intorno trema. Non si reagisce alla crisi, la si precede.

E su scala globale, questo legame profondo tra ciò che costruiamo e la sicurezza che ne deriva si è amplificato in modo esponenziale con l’avvento delle nuove tecnologie. Pensiamo alle grandi dighe: non sono più solo muraglie d’acqua, ma veri e propri pilastri del sistema energetico e industriale di nazioni intere. È il caso della Grand Ethiopian Renaissance Dam, il GERD, un complesso impianto in Etiopia che We Build ha contribuito a realizzare. Sfruttando la forza del Nilo Azzurro, raggiunge una potenza installata di 5.150 megawatt, una cifra che da sola equivale a tre centrali nucleari di media grandezza. È il più grande progetto idroelettrico africano mai realizzato, certo, ma definirlo solo così sarebbe riduttivo. È un’infrastruttura di scala globale che consolida l’autonomia energetica di un paese e, con essa, la sua capacità di proiettarsi come hub regionale, come centro di gravità permanente per l’intero Corno d’Africa. L’energia diventa così moneta di scambio, strumento di diplomazia, fondamento di una stabilità che non può essere imposta, ma solo coltivata.

Questa stessa idea di stabilità, poi, trova cardini altrettanto fondamentali nei ponti e nei corridoi marittimi. In Turchia, i tre ponti sul Bosforo, due dei quali portano la firma del Gruppo, non sono semplicemente vie di collegamento tra due sponde. Sono una vera e propria intelaiatura, una cerniera fisica e simbolica tra Europa e Asia. Sostengono ogni giorno flussi ininterrotti di trasporto e commercio, reggono il peso di merci e di storie che da un continente all’altro si scambiano il testimone. 

Ma è forse nei grandi canali di navigazione che questa funzione diventa ancora più lampante. Da Suez all’istmo di Panama, questi snodi sono elementi cruciali non solo per il trasporto marittimo, ma anche per il transito di navi militari, e la sicurezza di intere aree geografiche finisce per poggiare, letteralmente, sulla tenuta di queste infrastrutture. Il Canale di Panama, ampliato da Webuild nel giugno del 2016, ne è l’esempio forse più emblematico. Nel 2025, ha visto il passaggio di oltre tredicimila imbarcazioni, movimentando quasi 500 milioni di tonnellate di merci e generando ricavi per 5,7 miliardi di dollari. Cifre che raccontano di un flusso vitale inesauribile, di un respiro del mondo che si fa affanno se un’istituzione come questa dovesse incepparsi. I due grandi canali, quello egiziano e quello panamense, si confermano ogni giorno di più come veri e propri presidi, garanti della continuità delle catene commerciali e distributive su cui si regge la nostra quotidianità.

E allora, fermandosi un attimo a guardare questo caleidoscopio di esperienze, che spazia dalle autostrade del Novecento agli impianti di rifornimento idrico più avanzati, viene da chiedersi cosa le unisca davvero. La risposta, forse, risiede in una continuità culturale prima ancora che tecnica. Le infrastrutture, in fondo, non sono che strumenti con cui le società umane hanno sempre cercato di governare il rischio, lo spazio e il tempo. Servono a ridurre l’incertezza, a mantenere operativi dei sistemi sempre più complessi, a sostenere quella fiducia nel futuro che è il motore ultimo di ogni progresso. 

È come se ogni opera, ogni ponte o diga, fosse un argine non solo contro la furia delle acque, ma anche contro la paura dell’ignoto. E questa stessa visione, questa stessa profonda convinzione, emerge con chiarezza anche da “Evolutio”, l’iniziativa culturale lanciata da Webuild che fino al 7 aprile prossimo anima gli spazi del Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. 

Un’iniziativa che non celebra semplicemente delle opere, ma racconta la storia di un’idea: che costruire, in fondo, significa prendersi cura del domani, garantendo, attraverso il cemento e l’acciaio, quella stabilità e quella sicurezza che permettono alla società di continuare a crescere, a sognare, a evolversi, appunto.

Promuovere la pace deve essere il primo obiettivo del nostro Paese!!!

La nostra generazione, ancor meno quella dei miei figli, non ha vissuto la guerra e quindi nessuna delle due parti comprende pienamente la gravità e le ripercussioni di dover affrontare la vita durante un conflitto, ancor meno questa esperienza ci coinvolge quando ad essere implicati nel conflitto sono altri Stati del mondo… 

Osservo d’altronde come – da parte di molti – vi sia una estrema superficialità nel trascorrere la propria quotidianità, la vita è vissuta in maniera inconsistente, poco impegnativa, basti osservare come ci si assilla nel discutere sugli abiti provocatori di una presentatrice o su un bacio manifestato al di fuori di quel contesto canoro, ma l’importante per gli addetti ai lavori è che se ne parli…

Viceversa, ci si è totalmente dimenticati di mandare un semplice messaggio di speranza, ricordare a tutti come la guerra rappresenti a tutt’oggi la più grave forma di violenta, in quanto causa distruzione, morte, sofferenza e soprattutto privazione a livello individuale e collettivo….

Inoltre, la guerra per come abbiamo studiato, può avere conseguenze negative a lungo termine, come la destabilizzazione politica, l’emigrazione forzata, la perdita di risorse e le difficoltà economiche, ecco perché diventa importante giungere alla risoluzione pacifica dei conflitti, unici obiettivi per la stabilità e la sicurezza a livello globale.

Ricordare la guerra era fondamentale proprio durante quella trasmissione, perché erano in tanti tanti ad ascoltarla, in Italia e nel mondo e quindi ditemi, a cosa è servito leggere la lettera del Presidente Ucraino a quella tarda ora e poi, perché non chiedere ufficialmente al Presidente Russo un incontro per trattare la pace, già… tutti coloro che erano su quel palco avrebbero potuto manifestare insieme per promuovere la pace ed una risoluzione pacifica al conflitto, ed invece nessuno ha intrapreso a livello individuale una sola azione  per promuovere la pace…

A volte basta una parola, una comunicazione sincera affinché si inizi quel processo di promozione che conduca alla comprensione di entrambi le parti, perché provare a comprendere le opinioni e i punti di vista degli altri può aiutare a costruire relazioni positive e a risolvere possibili conflitti in modo pacifico.

Il nostro Paese, in particolare il nostro governo deve lavorare affinché gli obiettivi di entrambi le parti di quel conflitto trovino una giusta soluzione che conduca alla tolleranza, al rispetto e ad una nuova cultura di pace, per prevenire nel futuro, eventuali conflitti.

Serve responsabilità e quindi persone responsabili che attraverso la diplomazia provino a risolvere questo grave conflitto, promuovendo per entrambi una pace duratura. 

Solo così si potrà giungere alla fine di questo conflitto, perché la pace non è qualcosa che può essere ottenuto facilmente, ma richiede enormi sforzi sostenuti d tutti a livello globale. 

Tuttavia, può sembrare un utopia, ma ognuno di noi può fare la differenza, basta semplicemente dimostrare di volere con i fatti questa pace, contribuire quindi in tutti i modi possibili per ottenerla, affinché si ritorni a un mondo pacifico e stabile.

Ma se non ci si prova, se i nostri giovani continuano a distrarsi sui social con quei loro cellulari, ecco… che un giorno, potrebbero pentirsi solo per non averci provato!!!

GOVERNO – OPPOSIZIONE 5-4

Dal giorno in cui ha prestato giuramento nel “lontano” 22 Febbraio 2014 (succedendo al Governo Letta), se dovessimo tirare le somme, su quanto è stato realizzato e su quanto ancora si poteva fare, credo che il giusto risultato sia di 5-4…
Cinque sono le iniziative che – se pur non condivise al 100% – hanno prodotto però dei risultati positivi e visibili a tutti: mi riferisco al Jobs Act, alla legge elettorale, all’abolizione delle tasse sulla prima casa, ai vari bonus/ incentivi ed agli aiuti all’emigrazione… 
Dire certamente che il 2015 sia andato meglio del 2014… non rappresenta nulla, eravamo al completo sfacelo e peggio di quella situazione… vi era soltanto il fallimento.
Ecco, diciamo che l’intervento più importante fatto dal premier e dai suoi partner di governo è stato quello di dare una svolta… di non lasciare che le condizioni peggiorassero e che finalmente si cambiasse quella direzione da anni preimpostata… dove tutto debba rimanere per com’era!!!
Il problema del Presidente del consiglio è quello di riuscire ad eliminare dalla politica, tutti quei “cadaveri” che da oltre 40 anni stanno li a turno, a governare o a fare opposizione, perché la verità è che da lì… da quelle poltrone, non si vogliono smuovere!!!
Riuscire a fare quanto ha nel suo programma il M5stelle è fondamentale se si vuole dimostrare di cambiarla definitivamente questa politica… Bisogna dare un tempo ben definito a chi vuole fare concretamente politica, stabilendo in un massimo di due mandati il periodo oltre il quale non ci si può più presentare…
L’Italia è ancora vicina al baratro… abbiamo soltanto fatto qualche passo indietro… ma il rischio di scivolare è ancora lì… ben presente!!!
Abbiamo appena visto cosa è accaduto a quei poveri risparmiatori e investitori con il crac delle banche, e come la ripresa, se pur in crescita è ancora lenta…
Serve a poco presentare il proprio programma indicando “gufi” a modello “maleficio”.. qui non siamo alle elementari o all’interno di particolari “sette” nelle quali s’impongono le regole da seguire, altrimenti si perde l’eventuale influsso positivo… quelle cazzate lasciamole ai poveri deficienti, qui si tratta di mettere in pratica concretezza e metodologia… eliminando innanzitutto quei privilegi tutt’ora presenti nel nostro paese…
Dopotutto parlare di ripresa economica con un valore (e dovremmo comprendere con quale metodologia vengono raccolti questi dati…) che si aggira intorno allo 0,8%… chiunque (senza avere dato come il sottoscritto analisi matematica 1&2…) capisce che si tratta esclusivamente di valori infinitesimali… per non dire irrisori!!! 
Quanto si sta realizzando per il mondo del lavoro è ancora limitato… bisogna dare nuovi incentivi a coloro che desiderano realizzare i propri progetti… investire non solo nei giovani, ma in quanti credono di poter mettere in pratica quelle proprie conoscenze e capacità, permettendo a questi, la possibilità di sviluppare una nuova imprenditoria, slegata da quei mercati saturi, rivolgendosi a nuovi indotti non solo nazionali ma internazionali, esprimendo nuove idee che se apprezzate, potranno dare nuove opportunità occupazionali…  
Avere contribuito a definire i contratti a tempo indeterminato (grazie agli incentivi dati alle imprese nei prossimi tre anni), serve a posticipare un disagio reale che è quello della disoccupazione… oggi con il Job-act (non prendiamoci in giro) si è soltanto accomodato un problema… che era quello del lavoro a nero!!!
La legge di stabilità è un buon passo avanti… e non è vero, per come dicono in molti, che si tratta di una riforma propagandistica, intanto mette in pratica quanto il ceto medio di questo paese chiede… che poi è l’unico che, non evade e paga regolarmente le tasse con la propria busta paga.. 
I problemi che oggi abbisogna il nostro paese sono questi ed anche se in molti ne elencano altri … quelli (se pur importatissimi) restano secondari nelle priorità… perché è ovvio che prima o poi si dovrà pensare ai problemi legati all’inquinamento, all’emigrazione, al terrorismo, alle unioni civili, ad un decreto sulle banche popolari e alle pensioni… ma per questi c’è ancora tempo…
Certo quando sento che il premier dire che per adesso non toccherà le pensioni… in particolare quelle definite pensioni d’oro, resto amareggiato…
Dichiarare che non si comprende il significato di pensioni d’oro (non considero una pensione da 2 mila euro una pensione d’oro, anche se magari deriva dal retributivo…) rappresenta quella meschina volontà di non voler affrontare il problema… o di nascondersi dietro il dito…
Qui si tratta di eliminare tutti quei privilegi finora concessi senza alcuna regola morale… ma realizzati attraverso procedure lestofanti, da personaggi venali, che pur di avvantaggiarsi personalmente, hanno permesso che queste regole non solo venissero attuate, ma procedessero negli anni a venire… alla faccia di tutti quei cittadini onesti che li avevano votati…
La pensione si prende in base ai contributi versati… quanto hai versato ricevi… e non se hai fatto uno, due, tre o più mandati politici… questo è soltanto un pretesto per garantirsi esclusivamente dei vantaggi personali…
Quindi caro Presidente non faccia lo gnorri… cerchi di dimostrare quella serietà che finora in quasi tutte le sue apparizioni, ha dimostrato… 
Lei non deve niente a nessuno, nemmeno a quanti le hanno permesso di poter diventare la quarta carica istituzionale… anche perché -come Lei stesso ha dichiarato- sarà il referendum di metà di ottobre 2016 a dover confermare le riforme istituzionali da Lei realizzate… e non serve che Lei dichiari sin d’ora che “se perde il referendum considero fallita la mia esperienza politica” assicurando a tutti sin d’ora, che in tal caso, questa sarebbe l’ultimo suo incarico pubblico… perché vede… così facendo è troppo semplice, uno decide quando entrare e poi decide anche quando uscire… e dove siamo a calcetto??? 
No… caro Presidente… Lei si è preso questo onere….  e Lei farà in modo che quanto ha nei suoi #hastag promesso ai suoi elettori… alla fine mantenga!!!
Quindi lasci perdere le vittorie di Pirro dove la politica batte il populismo per 4 a zero!!!
E’ una questione di principio, di saper portare come si dice da noi in Sicilia “i pantaloni”, qui ad osservarla non ci sono i suoi ex amici del bar con i quali trascorreva i pomeriggi spensierati nella sua Firenze e mi riferisco a Ceccherini, Pieraccioni, Conti e Panariello… qui a guardarla c’è tutto un paese e di ridere -stia certo-  non abbiamo minimamente voglia, ne in questo preciso memento in cui Le scrivo e nemmeno al cinema!!!
Sa vorrei evitare di credere che quanto diceva una sua collega (Margareth Thatcher) fosse vero e cioè: in politica se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo… se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi allora ad una donna!!! 

Questa legge di stabilità a Natale… cosa porta in regalo???

Via libera…

Dopo aver superato la votazione alla camera dei deputati, la manovra ha superato anche l’esame del Senato…
Ma in definitiva cosa apporta per i cittadini questa nuova riforma??? 
Innanzitutto la cancellazione della TASI sull’abitazione principale ed anche sui sui terreni agricoli….
Inoltre sarà possibile cancellare il 50% dell’IMU anche per la seconda casa data in comodato ai figli o ai genitori; il comodato dovrà però essere registrato e si dovrà possedere al massimo una prima casa oltre quella data al parente…
Per quanti invece desiderano acquistare un’immobile residenziale da un’impresa costruttrice, ecco che l’Iva pagata potrà essere scontata per il 50% dall’Irpef dell’acquirente, in 10 rate…
Ed ancora, uno sconto del 25% verrà concesso in favore del proprietario, che da in affitto l’immobile ad un canone concordato…
Sempre in tema di abitazione, la prima casa potrà essere acquistata in leasing… si pagherà un canone mensile ed alla fine… il saldo dell’importo del  riscatto; questa possibilità agevolata è data per coloro che non hanno raggiunto il trentacinquesimo anno d’età ed hanno un reddito inferiore ai 55 mila euro…
Sempre per le giovani coppie under 35 c’è il bonus mobili… che raddoppia da 8 a 16.000 euro…
Poi ci sono alcuni bonus… come la proroga del voucher pannolino per le mamme, il raddoppio del mini-congedo parentale per i neo papà, per gli anziani over 75 c’è la no tax area (se hanno massimo 8.000 euro di reddito), mentre per i giovani 18 enni… arriva la card con 500 euro da spendere in concerti, musei, mostre, eventi culturali, ma anche per l’acquisto di libri…
Poi ci sono alcune note dolenti… il canone Rai chw verrà addebitato nella bolletta della luce ( ridotto adesso a 100 euro) mentre gli autovelox verificheranno non solo la velocità ma anche il pagamento del bollo e la corretta revisione…
Poi ci sono incentivi alle famiglie numerose con almeno tre figli minori e servirà in base all’ISEE ad ottenere sconti a servizi privati e pubblici che aderiranno all’iniziativa…
Una nuova indennità di disoccupazione all’interno della Job Act per i collaboratori…
Novità anche per chi ha un camper vecchio … potrà rottamarlo con uno nuovo (euro5) beneficiando di un contributo di 8.000 euro.
Novità anche sul piano risparmio energetico… lo sconto del 65%  per chi acquista un sistema elettronico in grado di monitorare i consumi e controllare a distanza l’accensione di riscaldamenti-scaldaacqua e climatizzazione…
Novità per tutte le famiglie povere… vengono previsti 600 milioni di euro,  per un piano povertà che dovrà finanziare, le famiglie con almeno tre figli o con disabili e di questi, circa 100 milioni serviranno la legge ‘dopo di noi’, in favore di disabili che rimangono senza i genitori… 
Mentre per le cosiddette famiglie “ricche”, viene eliminata la supertassa sugli yacht, quelli di lusso e sopra i 14 metri…
Ed infine pagamenti con carta prepagata light… per bar o strisce blu… 
Sono tante le cose interessanti… e diciamo che molte di queste erano necessarie!!!
Altre forse sono “palliative” e servono esclusivamente a generare un moto “fittizio” finanziario che produce certamente un processo di crescira nei consumi, ma che di fatto, nasconde i tratti di quel circolo vizioso di denaro, derivante non da una reale crescita dato da una reale produzione, ma esclusivamente da un movimento di ricircolo proveniente dalla stessa tasca… e cioè quella dello Stato!!!
E’ come quel detto da me tante volte ripetuto… “spogli a Cristo e vesti a Maria” e qui… è la stessa cosa… serve esclusivamente a fare propaganda per le prossime elezioni e dove certamente questi nuovi incentivi saranno fortemente apprezzati dal semplice cittadino…
Dopotutto come dare loro torto… dopo anni di sfacelo e di continue tasse pagate con il sangue… finalmente qualcuno cambia sistema e premia in un qualche modo l’operato dei propri concittadini…
Come si dice, meglio un’uovo oggi che una gallina domani… e visto il momento ancora di crisi… riprendo il titolo di una canzone di Vasco… Va bene così…   

80 euro per un voto ed ora… sei licenziato!!!


Art. 18… tutto rinviato…
Mesi e mesi a discutere su una norma dello Statuto dei lavoratori ed alla fine si è deciso che nel provvedimento non si farà alcun cenno alla tutela dei licenziamenti senza giusta causa….
Sembra che la normativa riguarderà soltanto i neo-assunti e non prevederà più il reintegro nel posto di lavoro nel caso di licenziamento senza giusta causa per motivi economici…
Resterà soltanto un’indennizzo economico a seconda dell’anzianità di servizio.
Resterà il reintegro per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare particolarmente gravi, verrebbe così a diminuire l’eventuale possibilità di rivolgersi ai giudici di pace, per motivi riguardanti il reintegro del posto di lavoro…

Ora il presidente Renzi dopo aver acquistato la fiducia di molti cittadini… attraverso il baratto ” dare/avere” degli 80 euro, avendo compreso che la propria popolarità è in fase discendente… proprio di coloro che l’avevano votato… ed avendo incrinato con i propri sostenitori i rapporti con la proposta di modifica dell’art. 18…
Ed allora si cambia pagina… s’interviene sul testo iniziale, aumentando incentivi per chi assume, in particolare attraverso sgravi contributivi, a favore di quei contratti a tempo indeterminato, a progetto, ecc… 

Si punta a diminuire quei contratti a tempo determinato… che hanno prodotto in Italia un dualismo tra coloro che erano garantiti e di quanti hanno vissuto con la spada del licenziamento sulle loro teste… con quei contratti precari che non hanno permesso alcuna stabilità, riducendo nei giovani la speranza di creare un futuro, una famiglia, una crescita…

Bisogna snellire le procedure amministrative, regolarizzare gli ingressi con procedure che permettano in modo chiaro, le graduatorie, senza raccomandazioni di sorta e soprattutto abolendo quell’ingresso preferenziale realizzato negli enti pubblici…
Ed infine, provvedere a licenziare quanti si macchiano di grave colpe, quali quelle di non presentarsi a lavoro e fare firmare il badge personale da parte di un loro collega ( che partecipando a questa truffa vergognosa non fa altro che divenire complici con i propri colleghi assenteisti…) che per le motivazioni appena dette, dovrà anch’esso fare la stessa fine…
L’Italia ha bisogno di gente onesta per andare avanti… e… se vuole andare avanti, il resto sono solo chiacchiere!!!
L’onestà dovrebbe essere la via migliore, ma è importante ricordare che, a rigor di logica, per eliminazione… la disonestà è la seconda scelta.