Archivi tag: società

Amministratori di società come "teste di c… legno", già… per pochi spiccioli!!!

Avessero almeno l’intelligenza di fare quel ruolo così delicato per una cifra considerevole o quantomeno interessante!!!

D’altronde vorrei ricordare a quei soggetti che le pene previste penalmente per aver svolto impropriamente quel ruolo, sono eguali sia che si abbia percepito 10.000 euro al mese oppure 1.500 e quindi – se proprio si è deciso di esercitare quel compito – perché farlo quasi gratis???

Peraltro ricordo quanto pronunciato dalla giurisprudenza: “Niente sconti per le teste di legno“: è quanto è emerso dalla sentenza n. 12841 del 5 aprile scorso, con cui la quinta sezione penale della Cassazione ha ritenuto responsabile anche l’amministratore «di diritto» per i fatti di bancarotta posti in essere dall’amministratore «di fatto»!!!

Difatti… bisogna essere delle vere e proprie “teste di c…” a voler apparire come rappresentanti di una società, risultando quindi amministratore di un’entità che in realtà è diretta e gestita da un altro o da altri soggetti…

Per cui. volete farlo, vi hanno promesso del denaro, un’auto ( ah… che ridere, quasi sempre una panda o una punto…) e chissà forse per quel ruolo vi verrà concesso vitto e l’alloggio, ma allora – se proprio non sapete dove sbattervi la testa – approfittatene, sì… quantomeno fatelo con furbizia, chiedete per quel ruolo così importante una maggiore libertà d’azione, trasparenza, ma soprattutto un adeguato compenso, non la miseria che viene solitamente concessa a pseudo amministratori “teste di legno”…

D’altronde vorrei ricordare a quest’ultimi come quel loro ruolo sia fondamentale – d’altronde non è semplice affidare ad una persona estranea o come si dice in gergo “al primo venuto” quella funzione – perché in gioco non vi è solo il nome della società , ma bensì i suoi beni immobiliari, mobiliari, strumentali, gli appalti in corso, il denaro presente nei c/c, etc… e quindi quel soggetto deve essere uno di cui fidarsi ciecamente, un familiare, un parente, ancor più… un intimo amico, non certo il primo estraneo che capita per strada, perché si sa, nei momenti di pressione… egli dovrà farsi carico di tutto e soprattutto dovrà ricordarsi di non parlare!!!

Ed allora, sapendo d’aver il coltello dalla parte del manico perché non chiedere il giusto per quella mansione, perché accontentarsi sapendo di attirare su di se tutti i rischi di quel ruolo, infangando – nel caso in cui si venisse scoperti – non solo il proprio nome, ma anche quello dei propri figli.

Pensateci quindi, è giunto il momento di manifestare le vostre intenzioni, chiedendo a – colui che realmente comanda – di piu, sapendo d’altro canto come quest’ultimo sia ad egli legato per le palle, si potrà così imporre la propria figura quale scambio per la  continuità della società che si sta amministrano. 

Viceversa ditemi cosa potrebbe accadere, non certo che quel ruolo venga ripreso dall'”Amministratore di fatto“…

Egli, per aver posto voi a quel ruolo, ha già evidenziato che non può farlo, d’altronde la normativa parla chiaro e prevede che un soggetto per poter adempiere a quel ruolo deve poter rispettare alcuni fondamentali requisiti, tra cui avere la capacità giuridica e quella di agire, ma soprattutto, non deve essere stato interdetto o risultare inabilitato, fallito e ancora, non deve essere stato condannato ad una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici e/o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi!!!

Quindi come vedete, alla fine gli restate solo e soltanto voi o qualcuno come voi, ma non è semplice, lo sanno bene loro quanto non sia agevole destituirvi da quel ruolo, già… come si dice: il rischio non vale la candela!!!

 Ed allora, per una volta, dimostrate che non siete dei semplici “quaquaraquà“, provate a far valere le vostre posizioni, sì… se proprio dovete rischiare vi do un consiglio, fatevi intestare una quota di quella società, fatevi compensare per quel ruolo in maniera corretta, non accontentatevi, ed ancora, provate a far valere il vostro nome “valido” ai fini legali, perché  tra qualche anno potrebbe accadere che neppure quello vi resterà “limpido“…

Quindi fate in fretta, agite presto e se le vostre richieste non venissero prese in considerazione, lasciate celermente quella “patata bollente” a chi di dovere, quantomeno voi potrete ancora continuare a restare liberi e a testa alta… 

E chissà se forse un giorno, incontrandomi per strada, mi ringrazierete per aver dato ascolto a queste mie parole!!! 

Hanno manager in tutto il mondo: ho visto come moltiplicano milioni di euro!!!

Se il suo nome potesse essere rivelato, rimarrebbe (sempre che possa sopravvivere a possibili vendette con cui dover convivere) sicuramente nelle cronache degli annali…

Ma “Paolo” non è il familiare di una associazione criminale e non è neppure un loro affiliato, ancor meno lo si può definire “pentito”, no…  egli è un uomo coraggioso, un carabiniere, non di quelli che vediamo abitualmente, no… egli appartiene al Ros, ma soprattutto ha svolto una missione pericolosissima in qualità di “infiltrato“!!!

egli rappresenta il primo soggetto capace furtivamente d’infiltrarsi in quell’ambiente serrato criminale calabrese, al fine di sottrarre non solo informazioni, ma permettendo di far arrestare quanti appartenevano a quell’associazione a delinquere!!!

Difatti, dopo aver operato per due anni all’interno di quella cosca, è riuscito a far smantellare ed arrestare quei suoi affiliati…

Già… perché grazie alle sue informazioni si son potute verificare il i movimenti contabili e il patrimoniale accumulato da quel gruppo di malaffare; in particolare è il denaro proveniente dalle attività illegali ad essere posto sotto attenta verifica, d’altronde comprendere come esso sia stato utilizzato in acquisizioni legali di imprese sane, che per ragioni diverse – forse a causa di sopravvenute difficoltà economiche – sono finite per cedere al sostegno delle mafie o chissà ingenuamente, quei loro amministratori, si sono avvalsi – senza prevederne le conseguenze – di soggetti altamente professionali (quali geometri, avvocati, architetti, commercialisti, ingegneri e dirigenti delle PA), ma ahimè fortemente collusi con quel sistema clientelare/criminale. 

Perché sono questi ultimi a offrire loro una collaborazione “spontanea“, proponendosi, ma soprattutto ammonendo su possibili rischi finanziari che potrebbero condurre la società a fallimenti o liquidazioni oppure, utilizzando tattiche ricattatorie, avvertono per tempo quegli amministratori o i reali proprietari, su notizie ricevute in maniera confidenziali da terzi (quasi sempre false…), sì… da soggetti posti all’interno di organi di polizia o di uffici giudiziari, rivelazioni su provvedimenti cautelari, in corso di esecuzione, dalle Procure nazionali…

Ecco il motivo per cui è risultato fondamentale l’operato di quell’infiltrato, perché grazie ad egli si è riusciti ad aggredire in maniera efficace il patrimonio di quella cosca e le società da loro capeggiate!!!

Certo… comprendo bene come quanto compiuto rappresenti una goccia in mezzo al mare, ma se non si inizia a contrastare in maniera seria, difficilmente si potrà pensare di distruggere quanto viene compiuto ogni giorno dalle mafie presenti nel territorio nazionale, grazie soprattutto all’ausilio di quei suoi “infedeli e celati” collaboratori dai bianchi colletti inamidati!!!

Quante dichiarazioni sulla realizzazione di quel ponte sullo stretto. Già… forse anche troppe!!!

È troppo basso per il transito delle navi“!!!

Ecco l’ultimo allarme riferito sull’altezza massima del ponte rispetto al livello del mare, ma non è quel quel ponte non lo si vuole realizzare per i troppi interessi economici che genera quotidianamente???

Ho letto altresì in un post parlare d’incidenti negli anni di navi transitanti che sono andate ad impattare sui cavi elettrici presenti sullo stretto che collegano Calabria a Sicilia…

Certo, c’è poi chi replica – dopo aver lavorato su quei piloni per 40 anni – che mai nave ha toccato quei cavi elettrici, aggiungendo: sarebbe stato un disastro!!! 

Peraltro vi è anche chi in maniera professionale spiega come l’altezza dell’impalcato, in condizioni normali di esercizio, è previsto in 76 metri s.l.m. e quindi i 65 metri (ultimamente riportati…), sono da attribuirsi esclusivamente al franco minimo navigabile e cioè all’abbassamento massimo che subisce l’impalcato quando è al massimo del carico e che, secondo quanto previsto dalle normative internazionali, non deve mai essere inferiore a 65 metri, motivo per cui, le più grandi navi attualmente in circolazioni nei mari di tutto il mondo, ci passerebbero alla grande…

Tuttavia, ogni qualvolta si cerca di realizzare quest’opera, c’è sempre qualcuno disposto a fare in modo che ciò non avvenga e quindi, mentre nel mondo si compiono infrastrutture ben più notevoli, da noi tutto viene valutato senza alcun dato scientifico, con la sensazione che quel giudizio, positivo o negativo, venga basato su fattori strettamente personali e non tecnici, così…  non solo non partono i lavori, ma nemmeno si arriva ad un proposta plausibile che preveda un progetto esecutivo…

Chissà se quelle critiche non dipendano principalmente dall’eventuale annullamento dei contratti attualmente in essere o ancor peggio, sulla messa in liquidazione della società concessionaria…

Ecco quindi parlare di progetto giudicato non realizzabile, di materiali non adatti a costruirlo (o che non assicurano le prestazioni tecnologiche necessarie), poi vi sono gli ambientalisti di entrambe le regioni, quest’ultimi correttamente difendono il proprio territorio, impareggiabile per bellezza, storia e cultura e infine, come non ricordare chi dichiara come il Ponte sia perfettamente inutile o quantomeno che si potrebbero destinare quelle risorse per sanare altre criticità…

Cosa dire, tra questi due schieramenti non si troverà mai un accordo e forse dopotutto è meglio lasciare le cose per come stanno, d’altronde… se Dio ha preferito tenere la Sicilia staccata dall’Italia, chissà, forse una ragione c’è!!!

 

Quanta ipocrisia nei confronti della figlia del Boss: "Le colpe dei padri non ricadano mai sui figli"!!!

Già… quanta ipocrisia è capace di manifestare questo Paese ogni qualvolta viene messa alla prova…

Sono tutti così bravi a scagliare la pietra per poi subito dopo, nascondere la mano…

Ora, dopo l’arresto del boss Matteo Messina Denaro, sono tutti lì a chiedere a gran voce a sua figlia – quasi possedessero la sapienza di Salomone – di rinnegare il padre!!!

Ma perché dovrebbe farlo??? Perché gli viene chiesto a gran voce??? Ma poi da chi??? Già… chi sono tutti questi soggetti che si sono eletti a giudici, ma vorrei dire: l’etica del giudice non è la morale comune!!!

Quella scelta – eventualmente da prendersi – è una decisione del tutto personale, poiché nessuno di noi può sostituirsi a Lei; un figlio, una figlia si comporta secondo la propria coscienza e non perché la società civile chiede o ancor peggio impone, quanto poi quest’ultima dimostra con i fatti di non è in grado di compiere neppure in casa propria!!!

I giornalisti (o pseudo tali) hanno preso di assalto quella sua vita, ma non solo, anche quella dei propri familiari, mettendo alla mercè quell’arbitrio e quella discrezione che proprio momenti come questi richiederebbero silenzio, al contrario, ecco emergere tutta la superbia umana, la stessa che nasce dall’arroganza e dall’ignoranza!!!  

Vorrei sapere quanti figli di questo paese sono in grado di rinnegare i propri genitori e sì… perché la lista – a differenza di quanto si possa pensare – è lunga, anzi… lunghissima!!!

Peraltro, a differenza di quanto oggi qualcuno potrebbe pensare e cioè, che il sottoscritto prenda le difese ora di questa figlia del boss ( tutela di cui sono serto non ha alcun bisogno… ), vorrei riproporvi quanto a suo tempo realizzato nel lontano 2011, già proprio nei confronti di un altro figlio, il cui genitore prendeva il nome di Vito Ciancimino: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2011/08/ciancimino.html  

Ecco ciò che pensavo allora per quella vicenda umana, la stessa che avvaloro oggi per questa figlia (incolpevole) che non ha nulla di cui giustificarsi, perché come ho scritto nel mio titolo d’apertura:  “Le colpe dei padri non ricadano mai sui figli”!!!

Nel 1990 eravamo 16.000 tra dipendenti e associate: quello che è avvenuto successivamente è inimmaginabile!!! Molti sono usciti indenni, altri sono fuggiti, pochi gli inquisiti!!!

E’ con questo titolo che un mio lettore ha descritto quanto accaduto in una delle più grandi società di sviluppo infrastrutture di rete e servizi digitali del nostro paese…

Non si è trattato di mancanza di lavoro, le commesse c’erano…  d’altronde l’installazione, la manutenzione e gli interventi sulle reti, sono stati proprio in questi trent’anni incrementati in maniera considerevole, ma purtroppo, come il mercato richiede, si è preferito sub-appaltare la maggior parte di quei lavori a ditte esterne, invece di affidarli ai propri lavoratori, rimasti tra l’altro sempre più esigui, come si sa, usare la mano d’opera esterna fa risparmiare, sì… in quanto a basso costo, ma soprattutto perché presenta meno controlli ed evita di esporre la società madre a ogni forma di ricatto sindacale.

Ma non solo, ciò che accade ultimamente in molte società nel nostro Paese, è che la proprietà non risulta più essere nelle mani di nostri connazionali, bensì il controllo è finito sotto mani straniere.

Quest’ultimi difatti, offrono già eguali servizi in Europa, con prezzi concorrenziali, determinando il taglio dei prezzi a tutti i nostri competitor nazionali che si ritrovano così a perdere la maggior parte delle commesse, proprio a causa dei prezzi più bassi offerti da queste aziende estere concorrenti, che incredibilmente hanno i medesimi proprietari…

Come sempre avviene, a subire questa lotta al ribasso sono purtroppo gli operai che pur di garantirsi il proprio posto di lavoro, sono costretti ad accettare salari bassi, turni massacranti e nessuna sicurezza, a cui si somma la mancata formazione… 

Non parliamo dei sindacati, la maggior parte di quei suoi rappresentanti tenta esclusivamente di raccattare tessere tra gli operai per poter avanzare all’interno della propria associazione sindacale, per poi barattare quel po’ di potere ricevuto con i datori di lavoro, già… svendendo le richieste dei propri associati con qualche posto di lavoro per i propri familiari o parenti e impedendo di contro, eventuali ricorsi a manifestazioni o scioperi che possano determinare problemi a quei padroni.

D’altronde sono in molti a credere che siano proprio loro a suggerire chi per mansioni e/o per progetto aziendale, debba venir licenziato e chi viceversa debba restare e quindi invece di contrastare o provare a garantire quei minimi criteri sindacali a tutela dei lavoratori, si preferisce soprassedere o fare il gioco dell’impresa…

Infatti, essi sembrano evidenziare con le loro azioni debolezza, dimostrando di accettare quasi sempre quelle logiche di ristrutturazione aziendale o le decisioni intraprese sugli operai, comode alla proprietà per indebolire la lotta, tra chi verrà licenziato e chi salvato.

Lo sanno tutti che il motivo vero dei licenziamenti – annunciati o non – è che i gruppi dirigenziali vogliono guadagnare di più, utilizzando in maniera selvaggia gli appalti e i subappalti; infatti, la vera ragione dei licenziamenti sta proprio nella corsa di voler speculare e nel fare ciò, non ci si risparmia a spremere gli operai sul lavoro o a buttarli in mezzo ad una strada…

D’altronde parliamo di una pratica collaudata che non solo cela gli sprechi compiuti dalla maggior parte delle società, ma soprattutto camuffa tutte quelle procedure al limite della legalità, di cui come sempre avviene, si scoprirà solo quando ormai tutto è andato a rotoli…

Ma non solo, queste stesse società dopo aver beneficiato negli anni del sostegno dello Stato, attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, gli auto licenziamenti, il ricambio occupazionale, la riconversione professionale o ancora l’accompagnamento alla pensione, cosa fanno, pensano esclusivamente a licenziare!!!

Già… dopo essersi arricchiti alle spalle dei più deboli, ma anche di noi cittadini, smontano tutto e tolgono il disturbo, mentre il nostro Stato o per meglio dire quei suoi inutili referenti, stanno lì esitanti a guardarsi quello spettacolo indegno!!!

Il "tallone d'Achille" nelle organizzazioni mafiose…

Sì… perché a differenza di quanto si possa pensare, anche le associazioni criminali possiedono un punto debole e quest’ultimo è costituito dalle tracce che lasciano dietro di sé, in particolare nei movimenti di denaro connessi alle attività, più o meno legali, svolte…

Si tratta quindi di verificare lo sviluppo di quelle tracce, ad esempio come riportavo nel post di ieri, attraverso un’indagine patrimoniale si prova a seguire il flusso di denaro, quasi sempre (si scoprirà essere) di provenienza illecita e quindi ciò fa comprendere come bisogna attenzionare in maniera minuziosa –nel corso delle investigazioni da parte degli organi inquirenti – il reticolo di prove documentali, le quali dovranno esse precise e dettagliate, affinché possano successivamente essere confermate in qualsivoglia possibile riscontro.

Difatti, attraverso questa particolare metodologia si potrà giungere ad accertare le responsabilità di ciascun soggetto indagato e di tutta la rete di connivenze e complicità che, a qualunque livello, hanno permesso a quel fenomeno certamente illegale, di affermarsi e prosperare.

Più questi risultati verranno verificati e quindi saranno apprezzati, maggiori saranno le possibilità di comprendere quali movimenti di denaro sono stati utilizzati per quelle particolari attività produttive, certamente legate alla criminalità organizzata, ma non solo, seguendo le tracce dei movimenti di denaro, si potrà facilmente ricostruire un quadro probatorio capace di far luce non solo sui reati commessi, fine a se stessi, ma anche su quei metodi coercitivi utilizzati nello specifico quale mezzo per delinquere.

Non è casuale, d’altronde, che proprio queste organizzazioni criminali abbiano saldamente assunto il controllo di molte attività lucrose; quest’ultime infatti per funzionare in maniera perfetta, richiedono non soltanto un’articolata organizzazione, ma soprattutto hanno necessità di avere accanto un  ampio collegamento esterno con soggetti posti ciascuno in strutture pubbliche e/o uffici istituzionali, ed è proprio per questi motivi che diventa difficile agli organo competenti, far emergere nel corso delle indagini, eventuali complicità o ancor più dimostrare un possibile legame o affiliazione con quell’associazione mafiosa.

Quando la legalità si scontra con gli interessi personali…

E’ incredibile dover scoprire come anche nelle circostanze più banali gli individui siano portati a trasgredire con azioni illegali quando vi sono interessi personali!!!

Ecco che le proprie ragioni, più o meno legittime, acquisiscono per questi individui un peso superiore a quello che avrebbero nel caso in cui provassero a rispettare le norme previste.

Ciò accade perché alla base di tutto vi è una profonda predisposizione a trasgredire o quantomeno a valutare quei principi di legge a seconda delle proprie esigenze; vi è come un idea diffusa che tutto può essere compiuto, fintanto che l’azione messa in atto, soddisfi pienamente il proprio interesse personale.

Non vi è in essi nulla di morale, anche perché il perseguimento dei propri interessi viene prima di  qualsiasi norma, già… per questi soggetti tutto passa in secondo piano, in particolare quando il desiderio di voler raggiungere quel proprio scopo non consente di essere soddisfatto attraverso l’applicazione delle procedure corrette, in essi infatti manca qualsivoglia principio di buona condotta che viceversa si dovrebbe du per se possedere, sapendo di vivere in una società civile.

Infatti, le leggi al cui rispetto siamo tutti tenuti, non sempre vengono egualmente percepite, in particolare quando l’interesse generale si scontra con quello personale ed è proprio in questa circostanza che l’individuo avverte quei precetti imposti distanti da esso e sarà indotto a non osservarli… 

Si può dire che tutto viene visto in maniera arbitraria e non importa se quanto previsto dalla legge sia corretto e persegue l’interesse generale; il problema difatti non è se la norma sia idonea ma se soddisfa lo scopo personale richiesto, altrimenti essa diventa inutile e va in ogni modo superata, anche attraverso procedure che potrebbero risultare illegali, l’importante è superare ogni ostacolo e raggiungere il proprio scopo!!!

Non c’è nulla più dell’onesta pretesa di mantenere distinto nella propria vita ciò che è pubblico da ciò che è privato, che ecciti l’interesse indiscreto delle false persone “perbene”.

SICILIA: 7.000 beni confiscati, per un valore di 700 milioni euro… lasciati a marcire!!!

Mi stavo recando al lavoro quando ascoltando la radio sentivo una notizia: in Sicilia ben 7.000 beni confiscati (per un valore di 700 milioni euro), sono lasciati a marcire o per meglio dire sono ancora di fatto nella disponibilità dei soggetti a cui erano stati sequestrati e confiscati!!!

D’altronde abbiamo visto in questi anni in quali modi l’ANBSC (l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) abbia gestito quel patrimonio e soprattutto abbiamo letto tutti di quelle inchieste giudiziarie compiute dalle Procure nazionali che hanno evidenziato un vero e proprio sistema corruttivo e clientelare, peggiore di quanto gli stessi affiliati alla stessa criminalità organizzata, erano riusciti a realizzare…

Immobili, società, aziende agricole, commerciali, ittiche, ed ancora attrezzature, autovetture, mezzi d’opera e miliardi di euro in liquidità inutilizzati o ancora peggio… i possesso di quei soggetti “affiliati”!!! 

Non parliamo poi di quei nominati “Amministratori giudiziari” o di quei curatori posti (alcuni di essi) senza alcun merito, se non quello certamente di essere fortemente “raccomandati” da qualche Presidente di Tribunale di cui abbiamo ahimè assistito vergognosamente a manovre clientelari e compensi suddivisi tra familiari e amici… 

Mentre quei pochi coraggiosi dipendenti che hanno evidenziato truffe e raggiri, individui capaci di denunciare quel sistema corrotto, beh… si sono ritrovati abbandonati da tutti, in particolare da questo “STATO” fallace, capace di riempirsi la bocca con la parola ” LEGALITA’ ” ma non sanno neppure cosa sia!!!

Già si rimane soli contro tutti, ah… dimenticavo, in attesa di ricevere le proprie spettanze: su quest’ultimo punto ritengo forse sia venuto il momento di realizzare un nuovo esposto in Procura per denunciare qualche soggetto certamente poco interessato a portare a termine l’incarico a suo tempo ricevuto…

Sì… forse è venuto il tempo di far emergere quanto realmente accaduto!!!

In attesa comunque ben 7.177 immobili e 902 aziende per un valore stimato di circa settecento milioni di euro restano a marcire!!!

Ah… dimenticavo l’assurda circostanza: taluni Presidenti dei Tribunale, hanno riscontrato una grande difficoltà nel quantificare esattamente il valore dei beni in questione: non so ridere o piangere!!! 

Cosa aggiungere, a fronte di quanto sopra riportato, comprendo perfettamente come la lotta a quell’organizzazione criminale definita “cosa nostra“, sia ancora oggi del tutto effimera o sicuramente  inconcludente sotto il contrasto finanziario ed economico, d’altronde basta guardarsi in giro per scoprire chi comanda e chi vi è dietro quei “prenditori”!!!

Difatti… l’impressione che ricevo quotidianamente e che a nessuno realmente interessi far qualcosa!!!

CALCIO: già… uno su diecimila ce la fa, mentre gli altri 9.999 restano soltanto degli illusi!!!

E’ dura da digerire lo so, ma questa rappresenta l’unica verità di quel mondo del calcio, da sempre “ovattato”, a cui molti ragazzi aspirano e i cui genitori sperano di ritrovarli, tra mille sacrifici soprattutto economici!!!

Ma la verità è che nessuno di loro vedrà mai realizzare i propri sogni… 

Quella infatti è una strada persa ancor prima d’iniziare e quanto gira intorno ad essa è solo una mera illusione: serve esclusivamente a foraggiare quel mondo parallelo che non porterà mai nessuno di loro dove immagina, sì… in quella cosiddetta “SERIE A”!!!

D’altronde, se non credete alle mie parole, vi basterà fare due semplici calcoli…

Prendiamo le nuove norme che finalmente ora, dopo tanti anni, tendono a favorire l’ingresso dei giovani in quelle categorie…

Esse stabiliscono che per il prossimo campionato le squadre potranno avere una rosa composta da massimo 25 giocatori con più di 21 anni e che inoltre, dei 25 giocatori con più di 21 anni almeno quattro dovranno essere stati “formati” in squadre italiane e altri quattro dovranno provenire dalle  giovanili di quella stessa squadra che li vuole inserire in rosa.

Bene, considerando quindi 25 giocatori per 20 squadre si hanno 500 giocatori, ma sappiamo bene come la metà di essi ( sono ben il 60% ) sono stranieri e quindi se pur dovrei tener conto di un parametro più basso, prendo come riferimento la metà e quindi all’incirca 250 giocatori italiani…

Ora se pensate che nel nostro paese, tra scuole di calcio, pulcini, vivaio, squadre giovanili, serie inferiori, calcetto a 5, etc… a giocare al calcio sono più di 2.500.000 persone, il rapporto è semplice 1: 10.000 riesce a emergere, tutti gli altri continueranno a nuotare in quell’oceano…

Vorrei inoltre ricordare che tra coloro che oggi giocano in quella massima divisione professionistica, vi sono molti “raccomandati“… o meglio dovrei chiamarli con il loro nome “figli di papà“, certo qualcuno dei nostri giornalisti per non offenderli li ha chiamati negli anni… “figli d’arte“, ma vorrei chiedere a quanti altri “artisti di strada” è stata data eguale opportunità???

Ad esempio ditemi, al figlio del metalmeccanico di Torino è stata data la possibilità di giocare in serie A con una delle due squadra della sua città o cosa dire di quelle milanesi, dove potrei fare un elenco di nomi di familiari che da generazioni si alternano in quelle note squadre di calcio, ed ancora, parlando delle romane potrei fare lo stesso, ma d’altronde a cosa servirebbe, quello si sa… rappresenta lo stesso modello “casta” che vediamo ogni giorno nel nostro Paese, dalla politica fino al più banale ambiente lavorativo, non esiste alcuna meritocrazia, ma soltanto una serie di soggetti portati lì grazie ad una pedata nel culo…

Certo, ogni tanto qualcuno emerge, quell’uno su 10.000… l’abbiamo visto con Totti, Cassano, D’Amico ed altri, ma come non ricordare quanti di loro hanno raggiunto la serie A alla fine del loro percorso, dopo aver trascorso per anni la propria carriera nelle serie inferiori…

Pensare che molti altri avevano ben figurato, dentro loro auspicavano quel salto di categoria, ma purtroppo non è mai giunto, chissà forse perché sin da subito non hanno potuto godere dell’amico procuratore un po’ “briccone” o di un familiare che permettesse loro di saltare la fila… che poi rappresenta il reale motivo che ha fatto sì che essi restassero a quel livello inferiore, vedendo sfumare non solo la propria carriera, popolarità e profitto… ma soprattutto quel sogno che avevano conservato sin da bambini!!!

Sì… uno su diecimila ce la fa!!!

Cari genitori pensateci quando mandate i vostri figli in quelle (promettenti) scuole di calcio, perché non state facendo altro che… illuderli!!!   

Quantomeno questo "virus" è riuscito ad eliminare tutti quei programmi scadenti consentendoci di dedicarci alle nostre uniche passioni!!!

Ciò che odio di più di questo nostro paese, è vedere come la maggior parte dei miei connazionali facciano a gara per mettersi in mostra soltanto per avere qualche click in più, e mai per proporsi per ciò che meglio sanno fare, viceversa si rendono ridicoli sui social pur di evidenziare quella loro totale ignoranza e superficialità…
Certo i tempi sono cambiati, una volta se qualcuno evidenziava qualcosa di ridicolo, veniva preso per il culo per tutta la vita, oggi al contrario, ci si mette sui social compiendo una serie di azioni non per far ridere gli altri (d’altronde se questa fosse la loro vera passione, si potrebbero dedicare alla carriera di comici… ), no… nulla di ciò, quanto compiono deridendo se stessi, serve principalmente per farsi notare, già forse perché finora nessuno si era accorto di loro!!! 
Ed in questo non sono meno alcuni programmi tv “trash”… sì, sotto tutti i punti di vista!!!
Già…. basta cambiare canale e osservare per pochi istanti quelle trasmissioni così banali, soggetti ad esempio rinchiusi in un appartamento che a vederli fanno venir da piangere… 
Poi vi sono programmi dove ai dibattiti s’alternano una serie di oche giulive che starnazzano come tante pazze e personaggi “capre” che  urlano in continuazione, tutti… uno sull’altro, senza far capire nulla ai telespettatori di ciò che dicono e quelle pseudo presentatrici che pur di far audience si prestano a quel gioco…
Un vero raccapriccio, il solo vederli – per pochi istanti – fa venire il voltastomaco!!!
Se poi a questi si sommano quei programmi, rappresentazione di vita quotidiana svolta all’interno delle loro attività commerciali, allora è tutto che dire…
I titolari, fino a poco tempo emeriti sconosciuti, ubicati in periferiche borgate ora trovano attraverso questi programmi televisivi notorietà, ampliando così improvvisamente la propria clientela (e di conseguenza il loro business) proponendo quali attori di quel programma, proprio i loro clienti… personaggi solitamente di “basso rango“!!!
Ed è così quindi che da dentro quelle “pacchiane” attività commerciali (alberghi, ristoranti, lidi, bar, sale da parrucchieri, etc…), tentano di calamitare attraverso quelle situazioni certamente “artefatte”, tutti quei loro comuni telespettatori…     
Certo alcuni di loro si sono potuti avvantaggiare di qualche amicizia personale nell’ambito dello spettacolo, ma il più delle volte questa circostanze, fanno parte di un pacchetto completo elaborato dagli ideatori dei programmi, che sfruttando i personaggi con cui solitamente collaborano per pubblicità o in altri programmi “trash”, hanno pensato bene di sfruttare la popolarità di quest’ultimi per  rimetterli in gioco…
Ed ecco quindi nuovamente in Tv quelle attricette e veline “trascorse“, di cui nessuno più si ricordava…  
Questi personaggi… vengono ora innalzate dai loro amici imprenditori a “celebrità“!!!
Ovviamente… trovare in essi qualcosa di “VIP” è come cercare “un ago in un pagliaio“!!!
D’altronde, se non fosse che hanno la fortuna di trovarsi in un paese, il nostro, che premia la “mediocrità” e fa andar via tutte le persone meritevoli, ecco… quei soggetti non verrebbero scelti neppure per “scopare “, sì… quegli studi televisivo o quei saloni di bellezza!!!  
Ecco quindi che molti telespettatori, pur di avere un minuto di celebrità, si recano in quei locali pensando di trasformarsi per un momento anch’essi in vere e proprie “Star“…
Ma poi dico, li avete visti bene… non parlo dell’aspetto quello dipende dalla natura, si può belli opprure orribili ma lì si può fare poco, viceversa in qualcosa si può migliorare, nel modo in ci si atteggia, già… molte di loro si presentano dinnanzi a quelle telecamere come fossero a casa propria, anzi per meglio riconoscerli in quel loro ambiente naturale dovrei dire… nel loro “cortile” condominiale!!!
Taluni di loro, in particolare sono donne (chiamarle così è un eufemismo…), pensano che attraverso quell’abito elegante  (il più delle volte “volgare” come modello…) o quel taglio di capelli (se pur debbo dire… fatto sicuramente bene), si possa modificare quel loro aspetto “kitsch“!!! 
Sì… ecco perché sono felice che questo “coronavirus” abbia finalmente tolto (dai cog….) ehm… dalla Tv, tutti quei programmi cafoni, grossolani, rozzi e volgari, anche se purtroppo, qualcuno di loro ahimè resiste: spero solo ancora per poco!!!
Cosa aggiungere, per quanto concerne il sottoscritto, mi sento derubato da quel canone pagato per guardare raramente qualche notiziario e una volta ogni tanto una serie Tv discreta…
Mentre per quelle private a livello nazionale (sapete bene a chi faccio riferimento), cosa potrei dire se non: migliorate!!! 
Certo, considerato come uno dei fondatori di quelle Tv, abbia successivamente gestito anche i nostri governi nazionali nei modi che ben conosciamo e cioè facendo regredire proprio attraverso i suoi uomini e alcune sue veline –ricordo tra l’altro a chi l’avesse già dimenticato, come la maggior parte di quei politici legati al suo partito, siano stati per reati gravi in questi anni indagati e condannati – la scuola, la ricerca, la sanità, quella cultura generale del Paese che ci innalzava rispetto ad altri e che ora ci vede ridotti a condizione indegna…
Già, se potessi utilizzare quello stesso criterio per paragonare la politica ignobile fin qui perpetrata (sicuramente non soltanto da quella specifica parte politica da Egli amministrata… la colpa di questo disastro va suddivisa tra entrambi gli schieramenti…), con le trasmissioni che ancora oggi vanno in onda su quei suoi canali, beh… utilizzare per entrambi il termine “censura“, ritengo sia di fatto molto appropriato!!!
D’altronde al sottoscritto interessa poco, proseguirò in questi giorni di “limitazione al diritto di libera circolazione” in maniera più intensa con la mia più grande passione: sì… la lettura!!!

Sequestri??? Tranquilli siamo solo all'inizio!!!

Ora la strada è stata intrapresa e non si può tornare indietro…

Quindi, possiamo certamente aspettarci a breve tutta una serie di ulteriori confische e sequestri di società e chissà se f,orse… non solo di quelle!!!
E finito il tempo per quei “prestanome” intestatari di società, di cui abbiamo letto attraverso l’intercettazioni o le inchieste giudiziarie d’esser di proprietà di boss di “cosa nostra” che poi, di volta in volta e con il passar degli anni, a seconda degli arresti o dei provvedimenti giudiziari intervenuti, hanno dovuto cambiar nome, prendendo quasi sempre spunto da quello dei nuovi detentori, ma lasciando (nei fatti) inalterato il nome reale di quella proprietà…

D’altronde come dimenticare ad esempio l’impresa edile di proprietà dei capi mafia Riina e Provenzano… già, la famosa “RIPRO S.r.l.”, denominata così dai rispettivi nomi dei boss di cosa nostra, oppure quell’altra società della sorella della moglie del boss che avrebbe costituito in Costarica denominata ( con il suo cognome…) “Armonia Parvin Sa”…

Come vedete vi è molta fantasia in quei nomi e difatti a breve mi aspetto di leggere nelle prossime inchieste della nostre Procure, i nomi di alcune società – non solo italiane ma anche estere – di cui io stesso potrei anticiparne i nomi…
Sono costituite appositamente per fare da “arieti” a quei sistemi di controllo anti-corruzione fin qui portati avanti dallo Stato che servono per bloccare quelle società che dimostrano aver legami con la criminalità organizzata…
Ecco quindi che allora – grazie anche ai consigli ricevuti da quei loro consulenti fiscali, veri e propri professionisti di economia e finanza, maghi specializzati nel provare a fottere tutte quelle procedure di controllo – si prova a disarcionare i blocchi e i controlli previsti, per riuscire a compiere tutte quelle loro attività illegali…

Per cui, da un lato troviamo uno Stato che prova – attraverso le proprie forze dell’ordine – a contrastare quei sistemi illeciti e corruttivi, vedasi per ultimo il sequestro al link: https://www.rainews.it/tgr/sicilia/video/2019/04/sic-comiso-cava-abusiva-area-archeologica-ae0e42ef-036b-4a80-a6c8-f7850547326f.html mentre dall’altro vi sono tutta una serie di soggetti che quotidianamente si dedicano ad attuare procedure irregolari, affinché quei loro business possano superino enormemente i limiti solitamente previsti per gli utili d’impresa, in particolare guadagnando sempre più attraverso quelle note procedure abusive di evasione e riciclaggio, non certo consentite dalla legge, ma soprattutto non conformi con quanto previsto da quella cosiddetta “morale”!!!
Ma d’altronde di quale etica stiamo parlando…   

La criminalità a Malta si propone come sponsor finanziario…

Non solo mafia, ma anche camorra e ‘ndrangheta hanno trasferito su quell’isola parte dei loro profitti…
Malta d’altra parte, rappresenta la sede perfetta per far transitare una parte di quei loro profitti internazionali, che grazie alla globalizzazione hanno potuto accrescere visti i loro interessi nei confronti di paesi come il nord e sud america o dell’est asiatico per giungere fino alle coste dell’Australia…
Quel loro potere sta difatti nell’aver preso il controllo di quei territori e averli iniziato a sfruttare poco alla volta, grazie alla crescita all’interno di quelle comunità, inserendo così i propri uomini in quelle posizioni amministrative/istituzionali che contano…
Osservando dall’esterno si ha come l’impressione che non stia accadendo nulla, d’altro canto i loro affari avvengono in maniera celata e quindi quella loro presenza viene considerata da molti un bene, un sano investimento a quelle loro realtà di cui hanno fortemente bisogno… ma non comprendono che nella realtà quanto sta loro accadendo, può paragonarsi ad un cancro, è come un cancro… si alimenta, progredisce e distrugge tutto, anche la vita stessa di quella comunità…
Certo a rischio non è la sicurezza dei cittadini, peraltro essi non puntano al crimine, bensì mirano all’economia del paese e a soggiogare quel suo potere economico… 
Ecco i motivi che spingono a creare in quegli stati come Malta, tutta una serie di società “mascherate”, che beneficiando d’insignificanti controlli, possono permettersi d’aprire conti bancari e far transitare da lì ogni genere d’investimento, lecito ed illecito…
Su quei conti fanno passare di tutto… soprattutto i proventi derivanti dai commerci di droga, contraffazione di valute e merci, traffico dei rifiuti tossici, denaro contante proveniente d’attività illegali, ed è grazie proprio a quelle banche messe loro a disposizione che si possono riciclare i denari sporchi e dare il via ad una serie di attività legali, commerciali e immobiliari…
Sì… qualcosa in quello Stato sembra ora che stia cambiando e le più recenti operazione delle forze dell’ordine lo dimostrano, vedasi ad esempio le ultime inchieste che hanno condotto all’arresto, circa un centinaio d’individui legati a quelle organizzazioni criminali…
Un mio caro amico della Valletta, inserito all’interno di una struttura istituzionale investigativa (a modello nostra “DIA”), osteggiando quanto in questi mesi avevo scritto nel mio blog sulla sua terra – malgrado che poi in via confidenziale confermava quanto dal sottoscritto riportato – mi ha preannunciato che nei prossimi mesi vi sarà un aumento esponenziale di quei controlli…
Li hanno inseriti in uno specifico programma chiamato con una sigla inglese che -mi scuso- ma in questo momento non ricordo bene il nome, ma che tradotta stava per “operazione anti-mafia internazionale“, e che prevede controlli a tappeto in tutte quelle attività sull’isola in cui sono a conoscenza essersi infiltrati soggetti mafiosi e/o loro prestanome…
Mi ha aggiunto inoltre che è finito il tempo in cui: “chiunque portava soldi qui da noi poteva essere considerato come una risorsa ed era di conseguenza protetto e quindi impunibile!!!
Continuando… “Noi – caro Nicola – sappiamo da sempre la provenienza di quei mezzi finanziari sconfinati (e di cui purtroppo debbo ammettere noi maltesi avevamo fortemente bisogno…) come d’altronde conosciamo bene quegli imprenditori legati a quel vostro mondo ‘mafioso’… e se pur essi pensano che noi siamo dei “fessi” (in quanto diamo l’impressione di considerare ciascuno di loro, veri e propri “business man” – in quanto operano con investimenti finanziari su questa nostra terra o effettuano attraverso le nostre banche importanti operazioni di brokeraggio internazionali…), beh… dimenticano la cosa più importante e cioè… che siamo noi a comandare e a decidere per loro”!!!
Ha aggiunto: “sappi che quei soggetti, restano qui fintanto che siamo noi a volerlo, altrimenti li cacciamo – per come d’altro canto abbiamo già fatto in questi ultimi anni – sequestrando loro a titolo d’indennizzo – il denaro posto nelle nostre banche: pensa un po’… di alcuni di loro stiamo ancora aspettando che ci fanno causa “!!!   
“Noi, sappiamo bene chi sono, li conosciamo ad uno ad uno, e siamo a conoscenza che in questi anni hanno provocando gravi danni alla nostra economia, sia locale che nazionale…
Sappiamo bene in quali modi stanno inquinando il nostro mercato attraverso quei loro canali finanziari e creditizi… ma ciò che maggiormente ci preoccupa con la loro presenza, è l’aver incentivato all’interno della nostra comunità, tutti quei processi di concorrenza sleale da noi – fino a qualche tempo fa – sconosciuti, promuovendo mercati alternativi che di fatto promuovono attività illegali, come ad esempio la vendita di merce contraffatta o l’aumento di evasione fiscale”.
Cosa dire… una bella chiacchierata quella fatta su “Facebook”, dalla quale ho potuto comprendere di come a breve ci saranno in quell’isola grosse novità… ed è bello saperle in anticipo!!!

Quel "proprio dovere"…

“Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il proprio dovere”!!!
Sono molti i luoghi in cui vedo riportata questa frase del giudice Falcone… ma osservando quanto poi accade ogni giorno, scoprire quella totale corruzione che ha penetrato l’animo umano, valutare con quanto assoluto menefreghismo vengano esternati quegli incarichi professionali… mi fa pensare quanto lontano si sia da quel messaggio…

Già… avvertire in quali modi vengano calpestate quelle competenze, il più delle volte sottoposte al giudizio di un sistema che non tenta di premiare i meritevoli, ma che viceversa impone proprio a quest’ultimi, regole prestabilite affinché si adeguino a quella’ormai consuetudine… 
Nessuno che protesta e ancor meno coloro che si ribellano… ecco quindi che ciascuno s’allinea, preferendo sottostare a quelle regole, pur di non apparire ribelle…
Ma nel far ciò… purtroppo, si viene meno al proprio dovere!!!
Perché il più delle volte nel provare a fare ciò che è giusto, si ci deve scontrare con quel sistema… non si può girare intorno o far finta di niente, come non si deve sottostare a quel proprio superiore o alla società per la quale si opera, perché altrimenti ci si comporta come codardi!!!
Perché si sa, sono quest’ultimi a condizionare le vostre vite, anche se la maggioranza non avrà mai mai il coraggio di ammetterlo, sono loro che pretendono la vostra negligenza, che preferiscono la vostra inoperosità, a quel vostro essere scrupolosi…
Non c’è nulla da meravigliarsi se poi i viadotti crollano…
Ma d’altronde nessuno può ritenersi “retto” dal poter scagliare la pietra, in quanto la maggior parte dei miei connazionali non è “senza peccato”… anzi tutt’altro, in quanto ripetono in maniera identica quelle azioni che solitamente o meglio “ipocritamente”, criticano negli altri!!!

Sì… è vero, basta poco per essere persone perbene, l’importante è che ciascuno faccia il proprio dovere: Sì… facile a dirsi… ma difficile dal compiere!!!

Alice Grassi: "Manca la coscienza civile di denunciare il racket"!

Sono passati 27 anni da quando i sicari di cosa nostra, assassinarono l’imprenditore Libero Grassi…
Ed ora, per ricordare quel tristo giorno del 29 Agosto, durante la cerimonia commemorativa è stata spruzzata a terra una macchia rossa… per ricordare a tutti e non solo alla città di Palermo, che quella ferita è rimasta ancora aperta!!!
Sono presenti i familiari dell’imprenditore, i figli Alice e Davide, il nipote Alfredo ed anche l’ex presidente del Senato Piero Grasso, insieme al sindaco Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro e alcuni giovani dell’Associazione “Addiopizzo”.
Dice bene la figlia dell’imprenditore Alice: “L’omicidio di mio padre è una ferita ancora aperta sia per me che per una parte dei cittadini di questa città. Non so se lo è per tutti, visto come stanno le cose…”.
Ha perfettamente ragione a pronunciare queste parole, d’altronde perché continuare a prenderci in giro… 
A Palermo, come in tutte le realtà siciliane, nessuno si oppone al pagamento del pizzo e sono in molti, per dì non dire quasi tutti, quelli che continuano a pagare…
Non parliamo poi delle denunce… non ho alcuna voglia di mettermi a ridere, anche perché l’argomento è talmente tragico, che difficilmente si può pensare di sorridere…
La verità è che nessuno denuncia e non credo che il motivo sia da ricercare nella paura di ritorsioni, ma quanto accade va osservato in un contesto più ampio, e cioè in quel modo di essere siciliani… accodati come pecore e ripetendo quanto gli altri sommessamente compiono…
Ecco perché questi nuovi imprenditori pensano tutti in maniera eguale o per meglio dire “generalizzata”: “Se la regola dice di pagare, già… se tutti pagano, chi sono io per non pagare”???
Non è quindi quell’associazione criminale a far paura (quello stato emotivo di fronte ad un pericolo reale o paventato, potrebbe peraltro anche starci…), no… è proprio il desiderio inconscio di sottostare a quel ricatto, che li fa pagare!!!
D’altro canto, non bisogna dimenticare come parte di questi  nostri imprenditori, non sono certo così codardi o timorosi per come vorrebbero alcuni farci credere, anzi tutt’altro, non per nulla svolgono quella loro imprenditorialità in questa terra, ciò dimostra, che non sono dei soggetti così disposti a subire in maniera passiva eventuali intimidazioni da parte di terzi, in particolar modo, da presunti delinquenti… 
Non è quindi la paura a creare in loro timori, bensì è l’angoscia di sapere che la collettività li possa abbandonare… 
Il fatto stesso d’aver denunciato,  fa apparire quegli imprenditori (e non solo essi purtroppo… ) agli occhi della collettività, come soggetti da evitare, individui da relegare, da cui stare lontani, quasi fossero “infetti” (viceversa dovrebbero essere posti proprio a “modello”, in una società che manifesta quotidianamente un concetto molto basso della morale…), ed ecco quindi che si crea intorno ad essi, un vuoto…
E come se vi sia una forma di  barriera, non fisica e neppure tangibile, data ad esempio dalla presenza, dinnanzi alla propria attività, di individui affiliati alla criminalità organizzata, che fa sì d’allontanare l’eventuale clientela…
No… non c’è bisogno di nessun bestione dinnanzi a quei locali, perché sono le persone stesse, con quel loro modo di essere a mostrarsi reticenti ed omertosi…
A far sì che ciascuno in quel quartiere comprenda comr sia meglio evitare d’avere contatti con quell’imprenditore o quella attività…
Ciascuno di essi, ancor prima di subire sguardi aggressivi o di ricevere possibili atteggiamenti ostili, evita persino di passarci dinnanzi a quella strada, dimenticando altresì di come un tempo, in quello stesso locale, qualcuno… aveva dato loro sostegno, nel momento deli bisogno!!!
Ma si sa, la vita è così… e come dice quel detto: “Fai del bene e scordatelo, tanto se lo scorda pure chi lo riceve”!!! 
Ecco quindi che pian piano, quell’imprenditore perbene e quella sua attività, andrà a scomparire (nel termine “buono” della parola, senza alcun spargimento di sangue… ) e con essa, anche la propria famiglia…
Sì… alla fine, dovranno andarsene tutti: Al nord… all’estero, non ha alcuna rilevanza, l’importante è che se ne vadano presto via da quel luogo…
Per il resto tranquilli… quel posto “indegno”, verrà concesso ad un altro imprenditore (forse anche prestanome…) certamente più conciliante con quelle regole… 
Ecco perché condivido quanto dice la figlia Alice: “Le denunce, rispetto al fenomeno mafioso, sono poche”!!!
Quindi, pur comprendendo queste costanti “giornate della memoria“, non posso dimenticare la condizione di solitudine in cui è stato lasciato Libero Grassi, che descrive perfettamente quanto sopra riportato: “Abbandonato dai suoi colleghi, dalle istituzioni, dalla politica, ed anche dai suoi stessi concittadini”!!!
Perché in quella macchia rossa, realizzata oggi con lo spray, non ci sono soltanto i nomi e i cognomi di chi non lo ha protetto, ma tutti i nomi di coloro che possono oggi denunciare e non lo fanno, pur sapendo che le cose sono cambiate e che lo Stato è diverso e soprattutto più forte, rispetto a  trent’anni fa!!!
Concludo con una frase di Alice Grassi: “Palermo deve ancora dire davvero basta e deve recuperare un senso di comunità; mio padre – aggiunge – ha dato un esempio importante, se avesse anche insegnato qualcosa… oggi le denunce, sarebbero molte di più!”. 

Alice Grassi: "Manca la coscienza civile di denunciare il racket"!

Sono passati 27 anni da quando i sicari di cosa nostra, assassinarono l’imprenditore Libero Grassi…
Ed ora, per ricordare quel tristo giorno del 29 Agosto, durante la cerimonia commemorativa è stata spruzzata a terra una macchia rossa… per ricordare a tutti e non solo alla città di Palermo, che quella ferita è rimasta ancora aperta!!!
Sono presenti i familiari dell’imprenditore, i figli Alice e Davide, il nipote Alfredo ed anche l’ex presidente del Senato Piero Grasso, insieme al sindaco Leoluca Orlando, il prefetto Antonella De Miro e alcuni giovani dell’Associazione “Addiopizzo”.
Dice bene la figlia dell’imprenditore Alice: “L’omicidio di mio padre è una ferita ancora aperta sia per me che per una parte dei cittadini di questa città. Non so se lo è per tutti, visto come stanno le cose…”.
Ha perfettamente ragione a pronunciare queste parole, d’altronde perché continuare a prenderci in giro… 
A Palermo, come in tutte le realtà siciliane, nessuno si oppone al pagamento del pizzo e sono in molti, per dì non dire quasi tutti, quelli che continuano a pagare…
Non parliamo poi delle denunce… non ho alcuna voglia di mettermi a ridere, anche perché l’argomento è talmente tragico, che difficilmente si può pensare di sorridere…
La verità è che nessuno denuncia e non credo che il motivo sia da ricercare nella paura di ritorsioni, ma quanto accade va osservato in un contesto più ampio, e cioè in quel modo di essere siciliani… accodati come pecore e ripetendo quanto gli altri sommessamente compiono…
Ecco perché questi nuovi imprenditori pensano tutti in maniera eguale o per meglio dire “generalizzata”: “Se la regola dice di pagare, già… se tutti pagano, chi sono io per non pagare”???
Non è quindi quell’associazione criminale a far paura (quello stato emotivo di fronte ad un pericolo reale o paventato, potrebbe peraltro anche starci…), no… è proprio il desiderio inconscio di sottostare a quel ricatto, che li fa pagare!!!
D’altro canto, non bisogna dimenticare come parte di questi  nostri imprenditori, non sono certo così codardi o timorosi per come vorrebbero alcuni farci credere, anzi tutt’altro, non per nulla svolgono quella loro imprenditorialità in questa terra, ciò dimostra, che non sono dei soggetti così disposti a subire in maniera passiva eventuali intimidazioni da parte di terzi, in particolar modo, da presunti delinquenti… 
Non è quindi la paura a creare in loro timori, bensì è l’angoscia di sapere che la collettività li possa abbandonare… 
Il fatto stesso d’aver denunciato,  fa apparire quegli imprenditori (e non solo essi purtroppo… ) agli occhi della collettività, come soggetti da evitare, individui da relegare, da cui stare lontani, quasi fossero “infetti” (viceversa dovrebbero essere posti proprio a “modello”, in una società che manifesta quotidianamente un concetto molto basso della morale…), ed ecco quindi che si crea intorno ad essi, un vuoto…
E come se vi sia una forma di  barriera, non fisica e neppure tangibile, data ad esempio dalla presenza, dinnanzi alla propria attività, di individui affiliati alla criminalità organizzata, che fa sì d’allontanare l’eventuale clientela…
No… non c’è bisogno di nessun bestione dinnanzi a quei locali, perché sono le persone stesse, con quel loro modo di essere a mostrarsi reticenti ed omertosi…
A far sì che ciascuno in quel quartiere comprenda comr sia meglio evitare d’avere contatti con quell’imprenditore o quella attività…
Ciascuno di essi, ancor prima di subire sguardi aggressivi o di ricevere possibili atteggiamenti ostili, evita persino di passarci dinnanzi a quella strada, dimenticando altresì di come un tempo, in quello stesso locale, qualcuno… aveva dato loro sostegno, nel momento deli bisogno!!!
Ma si sa, la vita è così… e come dice quel detto: “Fai del bene e scordatelo, tanto se lo scorda pure chi lo riceve”!!! 
Ecco quindi che pian piano, quell’imprenditore perbene e quella sua attività, andrà a scomparire (nel termine “buono” della parola, senza alcun spargimento di sangue… ) e con essa, anche la propria famiglia…
Sì… alla fine, dovranno andarsene tutti: Al nord… all’estero, non ha alcuna rilevanza, l’importante è che se ne vadano presto via da quel luogo…
Per il resto tranquilli… quel posto “indegno”, verrà concesso ad un altro imprenditore (forse anche prestanome…) certamente più conciliante con quelle regole… 
Ecco perché condivido quanto dice la figlia Alice: “Le denunce, rispetto al fenomeno mafioso, sono poche”!!!
Quindi, pur comprendendo queste costanti “giornate della memoria“, non posso dimenticare la condizione di solitudine in cui è stato lasciato Libero Grassi, che descrive perfettamente quanto sopra riportato: “Abbandonato dai suoi colleghi, dalle istituzioni, dalla politica, ed anche dai suoi stessi concittadini”!!!
Perché in quella macchia rossa, realizzata oggi con lo spray, non ci sono soltanto i nomi e i cognomi di chi non lo ha protetto, ma tutti i nomi di coloro che possono oggi denunciare e non lo fanno, pur sapendo che le cose sono cambiate e che lo Stato è diverso e soprattutto più forte, rispetto a  trent’anni fa!!!
Concludo con una frase di Alice Grassi: “Palermo deve ancora dire davvero basta e deve recuperare un senso di comunità; mio padre – aggiunge – ha dato un esempio importante, se avesse anche insegnato qualcosa… oggi le denunce, sarebbero molte di più!”. 

Lettera aperta: "Sono pochi ma per fortuna ci sono"!!!

Ogni tanto ho il piacere di pubblicare qualche “lettera aperta” inviata al sottoscritto tramite questo blog, poiché le circostanze che vengono descritte, rappresentano situazioni di vita che ciascuno di noi può avere, direttamente o anche indirettamente, vissuto…
Ecco perché mi sembra giusto dare voce ad episodi che fanno riflettere, perché ci fanno comprendere come non sempre, i professionisti a cui lo Stato si affida, dimostrano essere individui integerrimi, ma bensì si scoprono essere “collusi” con un sistema affaristico, che punta esclusivamente ad avere un proprio tornaconto personale…
La vicenda qui descritta, rappresenta uno di quei casi e sarebbe bene che tutte forze “buone” legate alle istituzioni, prendessero spunto da questi episodi, per comprendere al meglio dove bisogna intervenire e soprattutto adottare quelle necessarie azioni di contrasto, affinché situazioni incresciose come questa di seguito raccontata, non abbiano a ripetersi… 
Infine, ritengo indispensabile che lo Stato (quello come dico sempre con la “S” maiuscola…), s’adoperi affinché tutti quei soggetti, che abbiano mostrato comportamenti ambigui, corruttivi e certamente fraudolenti, concludano immediatamente quella loro collaborazione (e non solo), avendo d’altronde evidenziato comportamenti sleali in quella loro libera professione…
Vi lascio quindi alla lettura della lettera:
“Egregio Dott. Costanzo, 
mi sovviene un episodio accaduto tempo fa in una società di trasporti sequestrata dalla Stato per infiltrazioni mafiose. 
Accadeva che l’amministratore nominato da un Tribunale anziché perseguire una rigida condotta improntata al rispetto delle regole e della legalità si prodigava a delle connivenze che avevano l’effetto di favorire e foraggiare i soggetti per i quali era sopravvenuta l’esigenza da parte dello Stato di attuare delle misure di sequestro delle quote societarie, a danno ovviamente della stessa società e degli inermi dipendenti (per la verità non tutti) che si prodigavano nel far sopravvivere la società da un incombente fallimento. 
Pensi proprio che sdegno ha provato il sottoscritto nell’assistere a tale scempio etico-professionale da parte di un uomo dello stato! 
Comunque le voglio dare un messaggio di speranza: anche se pochi, vi sono rappresentanti dello Stato che non si lasceranno mai piegare dal virus criminale-mafioso che ha contagiato la nostra comunità e, soprattutto, ci sono anonimi cittadini che non si lasceranno mai condizionare dal marcio insito in alcuni soggetti della nostra Società.
Non si fermi Dott. Costanzo, la prego… non si arrenda mai!!!

TERZO LIVELLO: "Ah… finalmente qualcosa comincia a muoversi in quel Tribunale di Messina"!!!

L’hanno chiamata operazione “Terzo livello”!!!

La Dia di Messina in collaborazione con il centro operativo di Catania, supportata dalle  centrali di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro e Agrigento, ha dato il via a numerose ordinanze cautelari…

Tra i destinatari del provvedimento figura anche l’ex Presidente del Consiglio comunale di Messina, candidata sindaco alle recenti amministrative, Emilia Barrile. 
Secondo l’accusa, la Barrile (ora ai domiciliari), con l’aiuto di imprenditori titolari di alcune società, avrebbe messo su un sistema d’affari “per godere di appoggi elettorali“…
Sarebbero state difatti create delle cooperative “ad hoc”, che provvedevano all’assunzione di giovani, per svolgere lavori all’interno della Pubblica amministrazione. 
Il tutto ovviamente per avere in cambio da quelle assunzioni… voti per la propria campagna elettorale!!!
Inoltre, attraverso vari patronati, si agevolavano molti giovani a ricevere dall’INPS la disoccupazione. 
Le indagini non si sono concluse e sembra che attualmente sono all’incirca 13 i destinatari delle misure cautelari, a cui vanno sommati altri 7 e precisamente, esponenti della politica, imprenditori, amministratori, faccendieri,  titolari di una società di vigilanza e uomini della criminalità peloritana…
Sono ritenuti responsabili a vario titolo dei seguenti reati: corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità in concorso, corruzione, detenzione illegale di armi, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, turbata libertà degli incanti, associazione per delinquere, intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte…
Inoltre, sono in atto ingenti sequestri dei beni, che colpiscono non solo i beni personali ma anche quelli societari, i quali, tra beni immobili e mobili, superano oltre 35 milioni milioni di euro…
L’indagine, non ancora conclusa, ha fatto emergere una ulteriore rete di rapporti clientelari/affaristici nella gestione della cosa pubblica e ci si aspetta un ampliamento della vicenda giudiziaria…
Il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, appena ascoltata la notizia ha commentato così: “Noi non giudichiamo, semmai attendiamo il commento di quelle ‘anime belle’ che hanno l’abitudine di speculare politicamente sulle altrui vicende giudiziarie. È una vicenda triste. Tutta da approfondire, ma forse anche prevista o prevedibile. Non abbiamo l’abitudine di speculare sulle altrui vicende giudiziarie. Altri lo fanno per vivere, ma questa volta avranno forse qualche motivo di imbarazzo. Noi andiamo avanti per la nostra strada che è quella giusta. Se, come in questo caso, coincide con quella della Giustizia è ancora meglio”!!!

Nomi e cognomi dei "MASSONI" (italiani e stranieri), che detengono il potere!!!

Ecco i nomi e cognomi di chi detiene il potere nel nostro paese e non solo…
Rappresenta un elenco sintetico di eminenti personalità affiliate a quelle cosiddette logge massoniche, ed è stato fornito da Marco Moiso sul blog del Movimento Roosevelt e desunto dal libro di Gioele Magaldi “Massoni”…
Certo ora leggendo quei nomi, si comprendono meglio i motivi che hanno spinto la nostra politica e quella internazionale, ad adottare tutta una serie di provvedimenti, affinché si orientasse le riforme e la finanza, verso quelle iniziative che hanno di fatto garantito esclusivamente le banche, le holding e questi suoi uomini, a scapito ovviamente dell’indipendenza degli Stati e della democrazia:

Ed allora leggiamoli questi nomi e cognomi: 

  • Mario Draghi (classe 1947, presidente della Banca centrale europea dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Pan-Europa”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”, alla “Three Eyes” e alla “Der Ring”).
  • Giorgio Napolitano (classe 1925, già presidente della Repubblica italiana, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Massimo D’Alema, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”. Mario Monti (classe 1943, economista, senatore a vita e presidente del Consiglio italiano dal 2011 al 2013, affiliato in forma più o meno coperta alla United Grand Lodge of England e alla Ur-Lodge “Babel Tower”).
  • Fabrizio Saccomanni (classe 1942, banchiere, economista, già direttore generale della Banca d’Italia dal 2006 al 2013, dal 2013 al 2014 è stato ministro dell’economia del governo Letta, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Edmund Burke”).
  • Pier Carlo Padoan (classe 1950, economista, dal 24 febbraio 2014 ministro dell’economia nel governo Renzi e nel governo Gentiloni, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Gianfelice Rocca (classe 1948, tra i più importanti imprenditori italiani, presidente di Techint e di Assolombarda, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Domenico Siniscalco (classe 1954, economista, banchiere, già ministro dell’economia dal 2004 al 2005, affiliato Padoan, Draghi e Viscoalla “Edmund Burke”).
  • Giuseppe Recchi (classe 1964, top manager, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Marta Dassù (classe 1955, saggista, già sottosegretaria e viceministra degli affari esteri, attualmente nel cda di Finmeccanica, affiliata alla “Three Eyes”).
  • Corrado Passera (classe 1954, banchiere, manager, politico, già ministro dello sviluppo economico dal 2011 al 2013 nel governo Monti, affiliato alla “Atlantis-Aletheia”).
  • Ignazio Visco (classe 1949, economista, governatore della Banca d’Italia dal 2011, affiliato alla “Edmund Burke”).
  • Enrico Tommaso Cucchiani (classe 1950, banchiere e top manager, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Alfredo Ambrosetti (classe 1931, economista, fondatore e presidente emerito di The European House-Ambrosetti, affiliano alla “Pan-Europa”).
  • Carlo Secchi (classe 1944, economista e politico, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”).
  • Emma Marcegaglia (classe 1965, imprenditrice e top manager, affiliata alla “Pan-Europa”). Matteo Arpe (classe 1964, banchiere e top manager, affiliato alla “Edmund Burke”).
  • Vittorio Grilli (classe 1957, economista, direttore generale del ministero del Tesoro dal 2005 al 2011 e ministro dell’economia con il governo Monti, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Giampaolo Di Paola (classe 1944, ammiraglio, ministro della difesa dal 2011 al 2013 con il governo Monti, affiliato alla Al-Baghdadi“Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Federica Guidi (classe 1969, imprenditrice, già ministro dello sviluppo economico del governo Renzi, affiliata alla “Three Eyes”).

Ora passiamo anche ad un elenco di massoni internazionali.

  • Angela Merkel (classe 1954, politica, cancelliera tedesca dal 2005, affiliata alla “Golden Eurasia”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”).
  • Vladimir Putin (classe 1952, attuale presidente della Federazione Russa, affiliato alla “Golden Eurasia”).
  • Christine Lagarde (classe 1956, avvocatessa e politica francese, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”).
  • George W. Bush (classe 1949, presidente degli Stati Uniti dal 2001 al 2009, affiliato alla “Hathor Pentalpha”).
  • Michael Ledeen (classe 1941, giornalista, intellettuale e politologo statunitense, affiliato alla “White Eagle” alla “Hathor Pentalpha”).
  • Condoleezza Rice (classe 1954, politica, affiliata alla “Three Eyes” e alla “Hathor Pentalpha”, già esponente di punta dell’amministrazione Bush).
  • Abu Bakr Al-Baghdadi (classe 1971, terrorista iracheno, leader dell’Isis e Califfo dell’autoproclamato Stato islamico, affiliato alla “Hathor Pentalpha”).
  • José Manuel Durão Barroso (classe 1956, portoghese, docente universitario, politico, presidente della Commissione Europea dal 2004 al 2014, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Parsifal”).
  • Olli Rehn (classe 1962, politico finlandese, già vicepresidente della Commissione Europea, affiliato alla “Pan-Europa” e alla “Babel Tower”).
  • Tony Blair (classe 1953, premier britannico dal 1997 al 2007, affiliato alla “Edmund Burke” e poi alla “Hathor Pentalpha”).
  • David Cameron (classe 1966, premier britannico dal 2010, affiliato alla “Edmund Burke” e alla “Geburah”).
  • Pedro Passos Coelho (classe 1964, primo ministro del Portogallo dal 2011, affiliato alla “Three Eyes”, alla “Edmund Burke” e alla “White Eagle”).
  • Mariano Rajoy (classe 1955, primo ministro della Spagna dal 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Valhalla” e alla “Parsifal”).
  • Antonis Samaras (classe 1951, politico, già primo Mariano Rajoyministro della Grecia, affiliato alla “Three Eyes”).
  • Jean-Claude Trichet (classe 1942, economista e banchiere francese, presidente della Bce dal 2003 al 2011, affiliato alla “Pan-Europa”, alla “Babel Tower” e alla “Der Ring”.
  • Bernard Arnault (classe 1949, imprenditore francese, dominus della Louis Vuitton Moët Hennessy, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Edmund Burke”).
  • Nicolas Sarkozy (classe 1955, politico, presidente della Repubblica francese dal 2007 al 2012, affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Geburah”, alla “Atlantis-Aletheia”, alla “Pan-Europa” e alla “Hathor Pentelpha”).
  • Manuel Valls (classe 1962, già primo ministro francese, iniziato a suo tempo nel Grand Orient de France e poi affiliato alla “Edmund Burke”, alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum” e alla “Der Ring”).
  • Christian Noyer (classe 1950, banchiere, attuale governatore della Banca di Francia, affiliato alla “Pan-Europa”, e alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”).
  • Mark Rutte (classe 1967, primo ministro dei Paesi Bassi dal 2010, affiliato alla “Three Eyes” e alla “Pan-Europa”).
  • Ben van Beurden (classe 1958, top manager olandese, ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Geburah” e alla “Der Ring”).
  • Wolfgang Schäuble (classe 1942, Massoni, il libropolitico, attuale ministro delle finanze tedesco, attuale maestro venerabile della “Der Ring”, affiliato alla “Joseph de Maistre”).
  • Peter Voser (classe 1958, top manager olandese e ceo della Royal Dutch Shell, affiliato alla “Pan-Europa”).
  • Bill Gates (classe 1955, imprenditore statunitense fondatore della Microsoft, affiliato alla “Compass Star-Rose/Rosa-Stella Ventorum”). Fonte – tratto da Stopeuro

Governatore Musumeci: Mi auguro che Lei non voglia continuare con la strada clientelare intrapresa dai suoi predecessori???

Presidente Musumeci… se mi permetto di scriverle è perché ritengo di averne titolo, avendo dato a Lei (tramite l’amica di “#diventeràbellissima”, Romj Crocitti Bellante), il mio personale sostegno alla sua candidatura a Presidente della regione…

Ho letto ieri della sua decisione di affrontare finalmente in maniera decisa, uno dei problemi più gravi che ha colpito in questi anni molti suoi concittadini, i quali si sono visti recapitare da parte di una società di riscossione, migliaia e migliaia di cartelle esattoriali, per tasse non pagate…
Alcune di queste certamente legittime, ma altre forse da contestare poiché illegittime o quantomeno d’approfondire… 
La cosa grave, per non voler dire la “peggiore” alla quale comunque facevo riferimento, è stata l’aver appreso di come quell’ente, usasse “due pesi e due misure” a seconda se le tasse a pagarle fossero dei semplici cittadini o i classici “amici degli amici“…
Parlo di quei personaggi noti della nostra città, legati al mondo politico, imprenditoriale, ma anche liberi professionisti, molti di loro inseriti in quel sistema massone, che ha permesso a questo ristretto gruppo, di scambiarsi informazioni, favori personali, raccomandazioni, ma soprattutto di fare emergere dalla riservatezza, tutti quei rapporti attinenti le attività d’indagini giudiziarie, protette come si sa… dal segreto d’ufficio… 
Manca naturalmente oltre a quanto sopra, un’altra categoria, la più preoccupante… se pur fortemente presente quotidianamente nel nostro contesto sociale, già… la categoria dei mafiosi e non mi riferisco alla delinquenza abituale che opera in tutti i settori della nostra economia, in particolare in quello sommerso, no, mi riferisco a quei soggetti che, come “pupari”, manovrano gli interessi di tutto il sistema politico/economico/finanziario e decidono chi deve andare avanti e chi no!!! 
D’altronde quanto sto ora riportando http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/03/02/news/avrebbero_favorito_tre_deputati_ars_sotto_accusa_nove_dipendenti_di_riscossione_sicilia-159572260/, riprende perfettamente le indagini svolte dalla Procura di Catania dello scorso anno, che aveva contestato a nove dipendenti i reati di abuso d’ufficio in concorso e continuato, ipotizzando inoltre un danno erariale di quasi di 390 mila euro, da cui inoltre si è scoperto che alcuni deputati, tra cui purtroppo anche Lei (che proprio in quel periodo se non ricordo male rappresentava l’incarico di Presidente della commissione regionale antimafia…), avevano ricevuto agevolazioni nel pagare il proprio dovuto a Riscossione Sicilia ( gli altri due deputati erano Nino D’Asero di Ncd e il deputato del Pd Raffaele Nicotra…
Per correttezza, lo stesso articolo riportava: “I tre deputati  non sono indagati… – dopo le polizze assicurative a propria insaputa… adesso abbiamo le cartelle sistemate a loro insaputa”…
Nell’inchiesta comunque coordinata dal pm Fabio Regolo, erano rimasti coinvolti anche agenti, funzionari e dirigenti di Riscossione Sicilia, in servizio nella sede provinciale di Catania della società… 
Ma la frase più interessante è stata quella dichiarata dall’Avv. Antonio Fiumefreddo (amministratore delegato dell’Ente), che riportava già allora, quanto oggi il sottoscritto sta scrivendo: “Non solo la categoria dei politici, ma anche quella dei professionisti, dei medici, degli avvocati, degli ingegneri, degli architetti e poi quella quella dei mafiosi”.
Non sta certamente al sottoscritto entrare nei meriti di quelle inchieste giudiziarie, scaturite da denunce su presunti favoritismi a politici rivelatesi in prima battuta infondate, quindi archiviate dalla magistratura e adesso ribaltate…
Peraltro vi è in atto, da parte del governo nazionale l’ipotesi di liquidazione e/o il trasferimento alla riscossione nazionale e chissà se forse, lontano da questa terra, da questo potere clientelare e dalla grande disponibilità fornita a quel sistema da alcuni suoi funzionari collusi, ecco… chissà forse, potremmo avere finalmente all’interno di quell’ufficio un po di giustezza!!!
Per cui, caro Presidente Musumeci, prima di procedere ad affidare le sorti di questa importante società a chicchessia, ci pensi un attimo… 
Poiché ritengo che ancor prima di valutare “Curriculum Vitae” dagli effetti “stupefacenti”, bisognerebbe cercare soggetti qualificati, che abbiano già dimostrato di possedere nel proprio Cv esperienze analoghe sul campo –per almeno un decennio– attraverso le quali, hanno saputo evidenziare grande competenza e meriti, in quella particolare gestione…
Ed infine, la caratteristica fondamentale, quella di essere “persona integerrima“!!!
Peraltro è la stessa parola che ha usato per Lei (durante la sua ultima competizione elettorale) l’amico Carmelo Pullara, a cui ha saputo aggiungere: Non abbiamo bisogno di approssimazione, ma di uomini che abbiano idee chiare e agire efficace e libero… dal bisogno; la Sicilia necessita di gente preparata che la conduca alla risoluzione di problemi atavici, che la guidi altresì lungo il canale della vera giustizia e dell’anticorruzione”.
Mi permetto Presidente di darle un consiglio: Un uomo va giudicato dalle scelte, non tanto da quelle giuste… ma da come è riuscito a venirne fuori da quelle sbagliate.

L'ennesima inchiesta della Procura Etnea…

Oggi ho intenzione di parlare di qualcosa di diverso… 

Sì… è mia intenzione ascoltare alle 14.00 il Tg. regionale trasmesso da Telecolor e parlare di qualche fatto nuovo, che non abbia a che fare con quella cronaca nera o con qualche abituale inchiesta su truffe, corruzione e quant’altro, compiuta come solitamente avviene ai danni dello Stato!!!
Neanche il tempo di aver pensato quanto sopra, che viene presentata la prima notizia che riguarda una presunta associazione a delinquere, finalizzata alla realizzazione di bancarotte fraudolente con l’emissione e l’utilizzo di fatture, per il conseguimento di operazioni inesistenti, con l’omesso versamento di ritenute e di imposte!!!
Come sempre avviene, vi sono coinvolti i soliti “professionisti”, che si prestano ad agevolare quei loro clienti imprenditori, in tutta una serie di comportamenti illeciti, affinché si possano generare utili non dichiarati,  da utilizzarsi per altri contesti…
Il Procuratore Nazionale della Repubblica Carmelo Zuccaro, intervistato, ha definito questi soggetti di “bassa criminalità“, perché in quel loro metodo di raggiro, non vi è nulla di ingegnoso, ma sfrutta esclusivamente quelle lacune offerte dal sistema, che in alcune circostanze, risulta debole e che grazie all’ausilio di soggetti professionisti, operanti nei vari settori amministrativi e tributari, aggirano quelle regole imposte e quei controlli previsti dalla legge…
Sono soggetti che oltre a non pagare i creditori (alcuni di questi, con il passar del tempo, si erano allontanati da questo presunto gruppo criminale, senza però mai denunciare alle forze dell’ordine, l’accaduto…) non hanno versato nulla nelle casse dello Stato, compiendo di conseguenza bancarotta fraudolenta, grazie anche al fatto di aver trovato appoggi e collusioni, con il sistema bancario e consulenti vari…
Sono otto le persone ora arrestate ed una è di fatto interdetta!!!
L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari ed eseguita dalla guardia di finanza, che ha svolto le indagini e che sta sequestrando dieci milioni di euro e due imprese attive nel settore del trasporto merci per conto terzi…
Sono 40 i milioni di euro non versati all’erario, 70 inoltre i milioni in fatture per prestazioni inesistenti, 50 milioni di passivo e 10 milioni di IVA non versata.
Dalle telecamere nascoste si è visto come i libri contabili venivano di fatto bruciati, affinché non venissero trovati..
Un sistema che prevedeva – come ormai solitamente accade – la nomina ad amministratori di quelle società del gruppo, direttamente a familiari, mentre per le società a servizio di queste, necessarie per compiere le truffe (a modello scatole cinesi), si utilizzavano i classici prestanomi compiacenti…
Come sempre accade, vi è stato anche l’aiuto di alcuni dipendenti, che si occupano principalmente della gestione amministrativa, cui hanno dato supporto tutta una serie di liberi professionisti, che in un qualche modo, sono stati ora inseriti nelle indagini, in quanto veri e propri membri di questa associazione a delinquere, finalizzata alla sistematica realizzazione di bancarotte fraudolente e reati tributari!!!
E quindi… avevo sperato per una volta di poter parlare d’argomenti leggeri, desideravo di fare un po’ di “curtighiu da salotto” ma così non è stato…
Sì… vorrei ogni tanto poter leggere nei vari quotidiani o in quelle testate web online di notizie nelle quali la mia terra, la Sicilia, viene premiata per chissà quale intuizione scientifica, per qualche suo meritevole conterraneo, per avere brillato in qualcosa di unico, di essere i primi e non gli ultimi a livello regionale, non solo nazionale ma anche nei confronti d altre realtà europee, ma ahimè come sempre, non trovo mai nulla di concreto e positivo!!!
Ed allora che dire… proseguiamo così, tra mille inchieste giudiziarie, la solita cronaca nera e quell’usuale attività criminale, perfettamente ramificata nel nostro territorio!!!
Sì… non mi resta altro che fare, che vedermi Francia-Argentina.

"ANAC"… deludente???

questa frase: “Leggo spesso quanto riporta il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) Raffele Cantone, ma ancor di più mi concentro sulle inchieste e su quei suoi indagati, che confermano quotidianamente quanto poco sia stato fatto in questi anni…”, che ovviamente ha  attirato pareri discordanti e critiche…
Ma ecco che ieri il Presidente della Consiglio, nella sua replica alla Camera ha definito “deludente“, il lavoro svolto dall’Anticorruzione!!!
Per la precisione il Prof. Conte ha precisato: “In questo momento non abbiamo dall’ANAC i risultati che ci attendevamo, forse abbiamo investito troppo“!!!
Ed ancora, parlando sempre dell’Anticorruzione: “Potrebbe rivelarsi utile operare un rafforzamento della funzione consultiva, anche della funzione di vigilanza collaborativa esercitata dall’ANAC, con il risultato di assicurare in via preventiva la legittimità delle bozze degli atti di gara, assicurando la deflazione del contenzioso e la speditezza dei procedimenti“. 
D’altronde come dargli torto… osservando i numerosi appalti che vengono dirottati verso quelle abituali società affiliate alla criminalità organizzata… come dargli torto!!
Certo dall’Autorità sono rimasti sorpresi dalle parole pronunciate dal Prof. Conte e senza intenzione di far polemica hanno fanno sapere che forse “il Presidente del Consiglio non conosca tutto ciò che facciamo per prevenire la corruzione” e lo invitano a seguire la relazione annuale, programmata in Senato per il 14 giugno, “per conoscere l’attività svolta e su quali parti eventualmente potrebbe essere utile intervenire“…
Lo stesso Presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, intervenendo al convegno Luiss “Legalita’ e Merito“, ha dichiarato: “Negli ultimi tre anni sul fronte dell’anticorruzione sono stati fatti passi avanti, come non avveniva da tempo e non è vero che parlare di anti-corruzione fa male al Paese, non rischiamo di dare un’immagine sbagliata. Non bisogna mettere sotto il tappeto la spazzatura“!!!
Certo qualcosa è stato fatto… ma sono d’accordo con il Prof. Conte sul fatto che la valutazione sul lavoro svolto risulta tutt’oggi insufficiente. 
Il ruolo dell’Anac è importante, ma va ancor più valorizzato attraverso politiche di prevenzione, controlli più incisivi con l’espulsione o per meglio dire con la cancellazione forzata di tutte quelle società che si macchiano di corruzione o di associazione mafiosa, fino a limitarne l’eventuale possibilità di trasferimento di quelle stesse società, attraverso fittizi cessioni o affitti di rami aziendali o anche, attraverso l’eventuale costituzione di nuove società, intestate però sempre a prestanome, riconducibili a  familiari e/o parenti fino al terzo grado… 
Ed ancora, punire con provvedimenti di confisca dei beni, tutti quei dipendenti pubblici, tra funzionari e dirigenti, che vengono indagati per concussione, abuso d’ufficio e falso, ma soprattutto per aver pilotato l’aggiudicazione di gare d’appalto… 
Ed infine contrastare la corruzione con la “Trasparenza“!!!
Rappresenta l’unica arma efficace, in grado di garantire legalità in un settore, quello degli appalti pubblici, che viene condizionato appositamente dalla burocrazia e da quei suoi uomini, che dimostrano il più delle volte, di non possedere alcun rigore morale!!!
Ma si sa… le gare d’appalto sono, per alcune persone, una vera passione: Appena ne sentono parlare, partono per la tangente!!!

Quei lavori nella "Siracusa – Gela" ed il coraggio di riportare i nomi…

Parlare d’associazioni d’imprese nelle opere pubbliche è ormai qualcosa di scontato…
Tutti coloro che gravitano in questo settore sanno cosa s’intende per ATI, Società Consortile o Consorzi… ma poco si conosce o meglio raramente ci s’interessa dei motivi che spingono alcune società a preferire questa forma giuridica rispetto ad un’altra…
Non è che forse i motivi vanno ricercati non tanto sulle differenti tipologie che queste associazioni hanno, in particolare sui rispettivi compiti, ma soprattutto su quelle dislocate responsabilità penali!!!
Tralasciando quindi ATI e Consorzi, ciò che interessa evidenziare è la cosiddetta Società Consortile…
Questa, solitamente nasce da un atto costitutivo nel quale vengono specificati i compiti e i ruoli delle imprese consorziate (che rappresentano d’altronde i soci -proprietari- di quella società consortile… e che saranno gli unici ad avere vantaggi da quella attività…), poiché ciò che costituisce la consortile è un mero apparato amministrativo, nel quale operano esclusivamente dirigenti, consiglieri e un numero ristretto di dipendenti, fino alla durata dell’appalto…
Ma ciò che fa grande quel tipo di società consortile è la sua contabilità, che per certi versi, risulta essere quanto di più semplice esista in questo campo….
Va ricordato infatti che la società consortile non può realizzare utili (di conseguenza avrà esclusivamente un pareggio di bilancio…) e quindi un eventuale profitto, detratte le varie imposte fiscali previste, dovrà essere ripartito tra i vari soci, che peraltro sono le stesse imprese socie consorziate… e che quindi, da quella eventuale ripartizione, si comprende come solo quei soci, conseguiranno utili, costituti dal ribaltamento (pro-quota) di tutti i costi da essi sostenuti…
Il risultato (utile/perdita) si realizzerà direttamente in capo agli associati che contabilizzeranno i costi ribaltati dalla società consortile ed i ricavi (S.A.L.) che fattureranno così direttamente al committente… 
Se ci si pensa, quanto sopra costituisce un vero meandro di documenti cartacei che hanno un solo scopo, quello di generare una vera e propria confusione, riversando proprie responsabilità su soggetti terzi posti lì a paravento, attribuendo ad essi, solo in circostanze gravi, quelle responsabilità civile e  penali, di cui forse non hanno alcuna colpa…
Per cui, non mi sorprende sapere che il gip di Messina ha disposto l’arresto dei rappresentanti legali e dirigenziali posti all’interno di quella società consortile, coinvolti nell’inchiesta su una presunta tangente per i lavori di realizzazione di tre lotti dell’autostrada Siracusa-Gela…  
Già, non vi è alcuna sorpresa nello scoprire di accuse formulate dalla Procura Nazionale peloritana, formulate a vario titolo quali, turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e soprattutto corruzione!!! 
Certo dispiace dover comprendere come tra gli indagati vi siano i componenti della commissione che avrebbe dovuto verificare la congruità delle offerte per l’affidamento delle opere…
Si comprende come ormai, la finalità di queste opere non è di realizzarle… ma ottenere vantaggi economici, per se o per dividerli con il gruppo di quegli abituali “amici degli amici”!!!  
Viene quindi da chiedersi, a cosa servano tutti quei piani anti-corruzione, quelle linee di indirizzo del comitato interministeriale, quelle determinazioni che obbligano le amministrazioni ad adottare e aggiornare in maniera concreta tutte quelle necessarie misure di prevenzione dei fenomeni corruttivi, quando poi gli effetti di quelle inutili procedure, sono sotto gli occhi di tutti….
Ed ancora, com’è possibile che si giunga a scoprire quel malaffare quando si è alla fine delle opere, quando ormai il danno è fatto ed in molti, si sono spartiti quei fiumi di denaro… 
Perché non si è intervenuti prima???
Già, dov’è la Commissione Parlamentare Antimafia o anche quella “regionale”, istituita per l’appunto dalla nostra regione???
Non avrebbe dovuto accertare le modalità di difesa del sistema degli appalti delle opere pubbliche dai condizionamenti mafiosi???
Siamo veramente sicuri che tra quei suoi uomini, non vi siano celati alcuni soggetti che hanno interessi personali nel favorire alcune società produttive (non legate necessariamente a quelle associazioni mafiose), affinché si alterino quei princìpi di libera concorrenza di mercato, vera libertà d’accesso ai lavori pubblici e alla crescita delle nostre imprese…
Sì… a cosa serve predisporre tutti quei documenti cartacei, quando poi alla fine nessuno li controlla… e siamo sempre qui ad assistere a questi vergognosi risultati….
E’ proprio vero: Se non si combatte seriamente per porre termine alla corruzione e al marciume, si  finirà alla fine… col farne parte!!!

Come dicevo alcuni giorni fa… ci sono proprio tutti!!!

Come ormai consuetudine in questo nostro paese, sopra ogni cosa ci sono le solite mazzette e a dividersele vi sono quei nostri “cittadini al di sopra di ogni sospetto“…
Ed allora… ripartiamo dalla procura milanese che proprio alcuni mesi fa, aveva evidenziato una tangente data per oltre un miliardo di euro… quella grazie a cui l’ENI aveva ottenuto il giacimento nigeriano Opl 245…
E per questo motivo che su mandato del procuratore aggiunto Laura Pedio, la Guardia di Finanza aveva perquisito la sua abitazione ed ovviamente il suo studio, mentre per quanto concerne la società Eni, si tratta di un vero accerchiamento giudiziario!!!
Da quella inchiesta è partita nella stessa giornata l’inchiesta di Siracusa, che ha portato all’arresto del pm Giancarlo Longo, accusato insieme un altro avvocato legato a Eni, Piero Amara, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione…

Il pm avrebbe incassato 88mila euro per istruire un fascicolo nel quale l’Ad di Eni, Claudio De Scalzi, (imputato a Milano per la maxi-tangente di cui sopra…), figurava come vittima di un complotto ordito da due consiglieri del colosso petrolifero, Luigi Zingales e Katrina Litvak, che Longo provvedeva a iscrivere ingiustamente nel registro degli indagati. 
Una storia di cui bisogna dare merito al ” Fatto Quotidiano” che per primo iniziò a parlare di quella inchiesta, spiegando di come a Siracusa si stava compiendo un ulteriore complotto nei confronti del’ex premier Matteo Renzi. 
Ed è grazie a quegli articoli che il comitato parlamentare che vigila sulla nostra “intelligence”, prese ad  intervenire e diede modo di verificare come durante un’intercettazione lo stesso Longo, intercettato mentre parlava con due suoi colleghi, dichiarava: “…quegli articoli (del Fatto Quotidiano…) sparano un po’ di cazzate… così chiama il Copasir… il Copasir richiama … e lui è cominciato ad andare un po’ in panico su questa cosa…”.
Ed allora riporto quanto ho letto dallo stesso quotidiano:
“LUI ”È FRANCESCO Paolo Giordano, il procuratore capo di Siracusa che, dopo aver letto gli articoli, vuole vederci chiaro e, come spiega Longo, “assegna il fascicolo a Scavone”… 
Fabio Scavone è il procuratore aggiunto di Siracusa… 
Il suo arrivo, per Longo, è l’inizio della fine. 
E la reazione a catena arriva (per come riportato sopra…)  fino alla perquisizione di Mantovani. 
Fabio Scavone nel contempo (continua Longo), va là (dal procuratore capo) e gli fa casini, dicendo:guarda io ho visto questo fascicolo… se l’è passato… no… se l’è assegnato!!!”. 
Il risultato per Longo e l’intero depistaggio è devastante… 

Il procuratore capo Giordano trasferisce gli atti alla procura di Milano, segnala Longo alla Procura generale della Cassazione e trasmette a Messina, competente a indagare sui magistrati di Siracusa, notizie che riguardano il fascicolo sul falso complotto contro De Scalzi… 

La procura di Messina, ieri, ha arrestato Longo accusandolo di una “precisa regia e consapevolezza di utilizzare l’azione giudiziaria per fini illeciti”!!!
Quello sul falso complotto comunque, non è l’unico finito nel mirino della procura di Messina.
Il metodo “LONGO” (secondo l’accusa), era di tre tipi. 
Creava fascicoli “specchio”, che si auto-assegnava per monitorare i fascicoli, assegnati ad altri colleghi che potevano interessare agli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore per avere copia di atti altrui o riunire i procedimenti…
– Si creavano fascicoli “minaccia ” nei quali venivano iscritti una serie di soggetti ostili agli interessi di alcuni clienti di Calafiore.
Ed infine, c’erano i fascicoli “sponda”per poter conferire consulenze utili agli interessi dei clienti di Calafiore e Amara”… 
Ma ritorniamo al finto complotto…
“Il pm Longo, scrive il gip di Messina Maria Ventriglio, si auto-assegnava un procedimento a carico di ignoti per il surreale sequestro denunciato da Alessandro Ferraro. Quindi faceva confluire nel fascicolo un verbale di informazioni sommarie rese dal tecnico petrolifero (Massimo Gaboardi) che secondo l’accusa, erano di fatto un falso, visto che era stato redatto in forma di domande e risposte, direttamente dal solito avvocato Calafiore.
Quindi iscriveva tra gli indagati Gaboardi, il dirigente Eni Umberto Vergine, i consiglieri Karina Litvak e Luigi Zingales… il tutto (riporta il gip) – al fine di precostituire e introdurre elementi indiziari idonei a sviare le indagini svolte dalla Procura di Milano, sulla famosa tangente nigeriana… 
Nel fascicolo il Ferraro, sosteneva d’essere stato sequestrato da uomini armati, due di colore e un italiano, e “riconduceva l’attentato” a “quanto appreso a Milano in occasione di una cena” nel corso della quale un nigeriano gli aveva “riferito dell’esistenza di un’organizzazione criminale, la cui mente era tale Volpi, finalizzata a destabilizzare il management di alcuni gruppi imprenditoriali
tra i quali l’Eni”… 
L’obiettivo di Volpi, sosteneva sempre Ferraro, “era di acquistare le quote dell’Eni, avvalendosi di Vergine e Zingales, e ordire un complotto ai danni di De Scalzi”… 
Dichiarazioni ovviamente rilasciate al Pm senza però che fosse presente, la polizia giudiziaria.
Una modalità secondo l’accusa inusuale, in cui veniva sentita come persona informata sui fatti un certo Vincenzo Armanna (non indagato, n-Milano per maxi tangente nigeriana che, in quei giorni, riscontrava le rivelazioni formulate da Gaboardi”.
Naturalmente in cambio dell’istruzione di questo fascicolo, mirato secondo l’accusa a sviare l’inchiesta milanese, il Longo riceveva gli 88mila euro un viaggio a Dubai con la famiglia.
Certo, chiudere un fascicolo che vedeva De Scalzi vittima di un complotto, peraltro ordito da un alto dirigente Eni e due consiglieri del Cda, avrebbe potuto sortire qualche effetto anche sul futuro processo contro De Scalzi… ed un ipotetico collegamento investigativo con Milano, avrebbe consentito di conoscere l’intero fascicolo contro De Scalzi, dal pm milanese Fabio De Pasquale. 
L’intervento comunque tempestivo del procuratore Giordano – certamente a seguito della pressione mediatica del quotidiano “Il Fatto” – riesce a far bloccare comunque quanto si stava compiendo… 
Dal fascicolo trasmesso a Milano partono le archiviazioni per Litvak e Zingales – iscritti in modo “irregolare” – e le indagini che hanno portato alla perquisizione di Mantovani…
Avrei voluto concludere con un mio commento personale su questa vicenda, quasi incredibile, ma mi permetto di riprendere le parole riportate dal gip che scrive: “È inquietante il dato che gli accertamenti effettuati da Longo, si muovano su iniziativa di soggetti non deputati istituzionalmente alle indagini”!!!.
Ed è ancor più allarmante… la disinibita gestione dei fascicoli” del pm che ha proceduto all’audizione di informatori, senza l’ausilio di segretari o polizia giudiziaria, ma ha addirittura, formato falsi verbali.
Ritengo che non ci sia più nulla d’aggiungere…

Coi rifiuti… noi si butta niente!!!

Abbiamo letto alcuni giorni fa della maxi inchiesta sfociata nell’operazione “Gorgòni”, condotta dalla Procura & Dia di Catania, guidate rispettivamente dal Procuratore Carmelo Zuccaro e dal Capo Centro della Direzione investigativa antimafia Renato Panvino… 
D’altronde gli illeciti ambientali accertati dalle forze dell’ordine nel corso di questi ultimi anni, hanno accertato un numero sempre più in aumento d’infrazioni, di sequestri effettuati, di persone arrestate ed ovviamente è cresciuto in maniera sensibile anche il numero delle persone denunciate…
Un sistema quello dei rifiuti, che ha costretto lo Stato a dedicare un impegno più intenso ed un numero maggiore di addetti delle forze dell’ordine, contro un traffico illecito, che coinvolge una pluralità di soggetti, il più delle volte legate alla criminalità…
Peraltro, la maggior parte di questi illeciti ambientali, viene solitamente concentrata nelle quattro regioni con un’alta presenza mafiosa, come la Campania, Puglia, Calabria ed ovviamente non poteva mancare… la nostra Sicilia… 
Una menzione a parte merita l’attività svolta dal Corpo forestale della nostra isola, che nel corso di questi anni ha sempre più evidenziato il numero dei reati accertati e dove gli incrementi maggiori, hanno riguardato per l’appunto, il settore degli incendi, quello dell’urbanistica e dell’edilizia…
Già, perché bisogna considerare, che il business dell’ecomafia rappresenta la somma di tutta una serie di attività, che vanno dalla gestione illecita dei rifiuti speciali, all’abusivismo edilizio, per passare alla zoomafia, alla archeomafia e per concludersi infine, con la penetrazione di quelle proprie società, negli appalti pubblici e nella gestione dei rifiuti urbani…
Ed è dietro queste attività illegali, che si conferma la lunga mano della criminalità organizzata, che d’altronde si sa, sono anni che dimostra di essersi andata organizzando per poter partecipare a questa immensa e variegata serie d’attività illecite e l’hanno fatto, sia con i mezzi diretti dell’estorsione o anche, attraverso il volto pulito d’aziende create ad hoc per l’occasione… 
Ma al sottoscritto non interessa esaminare l’aspetto finanziario realizzato con questo business da quella associazione criminale, bensì, ritengo che l’aspetto più preoccupante è rappresentato dal riuscire ad aggirare sempre e in ogni circostanza, quelle normative previste in materia ambientale…
Una ragnatela diffusa quella del sistema “Mafia S.p.A.“, che sembra avvolgere completamente la nostra regione, dove s’intrecciano interessi e attività tra criminali, imprenditori e colletti bianchi, i quali formano unitamente, una seria minaccia per la nostra terra e non mi riferisco soltanto all’aspetto economico – per gli ingenti profitti lucrati o per aver scaricato sulla collettività tutti i costi derivanti da quella devastazione ambientale- bensì, per aver messo a rischio la salute e la sicurezza di tutti noi cittadini!!! 

Un nuovo caso "SAGUTO", che nulla centra con "Catania"…

Alcuni giorni fa, la mia cara amica Francesca mi inviava il link del video della puntata del 5 Dicembre trasmessa dalle “Iene”, di cui allego il link:
Naturalmente al centro del dibattito vi sono i provvedimenti da parte del Tribunale e soprattutto, quanto accaduto all’ex Presidente della Sezione di misure di prevenzione del tribunale di Palermo, Silvana Saguto, accusata di corruzione e abuso di ufficio…
L’inviato, Matteo Viviani, questa volta però… racconta di un’altra storia, con al centro la famiglia “Cavallotti”, la quale, non solo è stata sottoposta ad un provvedimento giudiziario ma soprattutto, è rimasta vittima della cattiva amministrazione dello Stato…
I Sig.ri Cavallotti ai tempi, avevano un’impresa d’impianti di pulizia di gas metano, precisamente a Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo, ma secondo le indagini allora condotte, erano collusi con l’associazione criminale “cosa-nostra”…
La società, per i sopracitati motivi, è stata quindi sottoposta ad amministrazione giudiziaria e per quel dirigere compito, è stato incaricato un nuovo amministratore giudiziario, preposto per l’appunto, a quelle misure di prevenzione… 
Nel contempo i Sig.ri Cavallotti, titolari dell’azienda, sono stati arrestati e per loro è iniziato un lungo calvario processuale, completatosi dopo 12 anni con l’assoluzione…  
Per quanto si è appreso, sembra che la vicenda sia iniziata  a seguito di una segnalazione inviata alle autorità giudiziarie, nella quale si sosteneva che i figli, avessero di fatto, proceduto a sostituirsi ai propri genitori, veri e propri “prestanome”…
Ma, grazie ai giornalisti delle Iene, si sono potute ottenere delle intercettazioni, dove si è potuto ascoltare l’ex Amministratore Giudiziario che nei dialoghi parlava di “bilanci presentati a convenienza, di plusvalenze e soprattutto di proposte d’affari” concluse con i Sig.ri Cavallotti…“!!!
Da quelle stesse indagini giornalistiche, sembrerebbe che l’amministratore giudiziario nominato, non operava per c/ del tribunale, ma per alcune aziende sequestrate dal Tribunale… (vedasi d’altronde quale novità…) e difatti il giornalista Viviani nel suo servizio ripropone la frase: “Un inciucio, anzi un vero e proprio reato, commesso da chi quei reati invece dovrebbe aiutare lo Stato a contrastare”!!!
Ovviamente, la società concluse la sua avventura giudiziaria con il fallimento: le commesse furono perse, i dipendenti mandati a casa (resteranno senza ricevere un’euro delle proprie spettanze e in attesa di poter essere soddisfatti da quel cosiddetto “fondo di garanzia”…), il patrimonio di funzionamento (fabbricati mobili, impianti, mezzi d’opera, attrezzature, materie prime, prodotti e merci ancora in magazzino, crediti, denaro, ecc…) completamente svenduto, ma tutto ciò, verrà affrontato da tutte quelle forze sociali, in campo in nome della legalità, come un beneficio per l’azienda e non per come è stato: una “distruzione”!!!
E’ strano che, l’esperienza finora abbia dimostrato come, sotto Amministrazione giudiziaria, le società finiscono la loro vita, in quanto la maggior parte delle perdite, è proprio dovuta al sostentamento di tutti quei signori, che attraverso gli incarichi ricevuti, diventano di fatto, veri e propri bancomat per amici, parenti, familiari e colleghi professionisti esterni, ai quali concedono interessanti incarichi di consulenza, pagati a suon di migliaia di euro…
Ma questa è un’altra storia, di cui ho già ampiamente parlato negli anni scorsi… e di cui ad oggi, non si è trovata alcuna soluzione!!!
Anche perché ditemi… “chi dovrebbe modificare questo stato di cose, forse coloro che, con quel sistema clientelare, ci hanno finora mangiato?”…
Concludo con il commento che la trasmissione fa nel servizio: “La storia dei Sig.ri Cavallotti mostra come una giusta legge antimafia, quando dietro c’è una cattiva amministrazione da parte dello Stato, rischia di incoraggiare quella cultura mafiosa che dovrebbe combattere“!!!

Prima contro la mafia, dopo contro lo Stato: 25 anni di processi per avere giustizia!!!

Bruno Contrada, capo della mobile a Palermo negli anni di piombo, in prima linea contro la mafia in un periodo in cui s’indagava sui collegamenti tra mafia e Stato e in quella cosiddetta “zona grigia”, tra legalità e illegalità…
Venne arrestato il 24 dicembre del 1992 con l’accusa di concorso in associazione mafiosa. 
Fu condannato in primo grado a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto…. 
Dopo di che giunse il giudizio della Cassazione, che annullò l’assoluzione con il rinvio alla Corte d’Appello di Palermo lo stesso che nel 2006, confermò la condanna a 10 anni. 
Ed oggi… la Corte di Cassazione ha revocato la condanna di concorso in associazione mafiosa…
Si resta senza parole, ma soprattutto noi cittadini alla fine, restiamo storditi da questi rocamboleschi e ribaltamenti gradi di giudizio…
Abbiamo sentito e letto, storie su storie su questo funzionario, agente segreto e poliziotto italiano, dirigente generale della Polizia di Stato, numero tre del Sisde, capo della Mobile di Palermo e capo della sezione siciliana della Criminalpol!!!
Viene ovviamente da chiedersi… ma se questo importante funzionario era realmente coinvolto, lo Stato… a quel tempo, ha dimostrato con quella quella sua scelta d’aver fallito… ma se come risulta oggi, quest’uomo, risulta totalmente estraneo e quindi innocente da qualsivoglia incriminazione, lo Stato… in questi anni, ha dimostrato nuovamente di aver fallito e forse viene da chiedersi, se non si sia voluta favorire la mafia e/o qualche uomo di quella zona grigia, allontanando volutamente questo funzionario per 25 anni da quel suo apprensivo lavoro…
Dice bene: “ha sofferto la mia famiglia e il mio pensiero va a tutti loro, che mi sono sempre stati sempre vicini. Il mio onore? Non l’ho perduto mai, ho sempre camminato a testa alta perché ho sempre e solo fatto il mio dovere”!!!
Ma se per fare il proprio dovere, alla fine, uno… deve essere incriminato, comprendo il perché in Italia, la maggior parte dei miei conterranei… non si espone e si fa i cazz… propri!!! 
Immaginatevi l’umiliazione che ha dovuto subire quest’uomo… ovvero la perdita di onore causata da quelle strutture istituzionali, a cui da sempre aveva creduto…
Quale vergogna per se, per la propria famiglia, dover subire questo attacco frontale, questa messa in discussione della propria professionalità… una condizione che lo ha di fatto paragonato ad un traditore dello Stato, un uomo che compieva deliberatamente, tutta una serie di attività indegne, venendo meno al proprio adempimento.
Ma la nostra si sa… è una comunità che ti giudica, sì… una collettività che ti punisce!!!
Possiamo definire la nostra società, quella della “colpa” dove onore e vergogna sono dei sentimenti di profondo rilievo!!!
Come si dice… nascondersi e sparire per la vergogna, riparare e quindi espiare, nel caso della colpa…
Il peso della nostra società e davvero rilevante, nessuno è più disposto ad aspettare la sentenza di un giudice… 
Si preferisce innanzitutto condannare “mediaticamente”, poi eventualmente, se se capaci, si dimostrerà la propria innocenza… per adesso serve qualcuno che paghi!!!
Ma, dato che Bruno Contrada non si è mai piegato a quel giudizio infamante e non si è mai dichiarato corrotto, disonesto e disonorato, la maggior parte dei suoi connazionali, proprio per quel suo atteggiamento di sfida, lo ha ritenuto sin da subito colpevole… 
Oggi, dopo 25 anni… ciascuno di noi, non può ritenersi soddisfatto, ne sotto il profilo umano e neppure sotto quello giudiziario, poiché – abbiamo visto – per fare emergere quell’unica verità… le nostre istituzioni hanno avuto necessità di un quarto di secolo!!!
Come ho scritto alcuni mesi fa: giustizia ritardata… è giustizia negata!!!

Ma quale rispetto delle regole… nessuno le vuole osservare!!!


Il buon funzionamento della società, si basa su alcune semplici regole che gli uomini si sono voluti dare, per organizzare e far funzionare al meglio la loro vita comune e soprattutto per garantire i diritti di tutti…

Possiamo dire quindi che, il rispetto è un sentimento fondamentale per costruire insieme agli altri qualcosa d’importante…
D’altronde, il rispetto basa principalmente il suo valore sulla stima e la dignità…
Sin da bambini ci viene insegnato il rispetto verso gli altri, le regole sociali e che la dignità di una persona è un valore universale, che non dipende da noi, ma è connaturale con il nostro essere… 
Ciò implica quindi tutta una serie di regole, che escludono la prevaricazione, l’adulazione, la contraffazione, la macchinazione, la corruzione e tutte quelle possibili manipolazioni illegali, che fanno sì, da violare… quelle regole di convivenza civile.
Crescendo purtroppo, quelle regole vengono dimenticate e inizia a prendere il sopravvento, quella “meschina”… natura umana, dove tutto ha un prezzo e dove tutto viene rimesso in discussione, quando s’intaccano i propri interessi…
E’ quanto sta accadendo in questi giorni al sottoscritto… 
Non posso entrare (in questa sede) nello specifico, ma purtroppo mi accorgo ogni giorno che passa… come tutti esaltano principi di legalità, fintanto che questi non cozzano con il proprio “orticello” e quando ciò accade, mi rivedo in quella frase riportata dai Vangeli:  “Nemo propheta in patria (sua)” e cioè “Nessuno è profeta nella propria patria“…
Sì… mi ritrovo a dover combattere “infidi mentitori”, che operano quotidianamente nella “illegalità”, compiendo tutta una serie di procedure illegali e vorrebbero che, per quelle loro disoneste azioni , si chiudesse un occhio…. anzi tutte due!!!
Mi sento veramente amareggiato, perché a quei noti disonesti, si associano tutta una sfilza di personaggi “miserabili”, che vedendo a rischio i propri interessi, preferiscono che quanto emerso venga celato e passi sotto silenzio…
Anni di abusi e truffe compiute con una semplicità assoluta, anche a danno dello Stato, che secondo molti, quei fatti gravi, dovrebbero restare occultati e non dovrebbero quindi essere fatti emergere…
Ditemi allora… come si fa a compiere il proprio dovere, quando anche nelle cose più semplici e banali, si viene visti come un problema…
La cosa assurda che anche coloro che dovrebbero compiere il proprio dovere, mi riferisco a quella parte di istituzione che con i suoi uomini dovrebbero contribuire a ripristinare la legalità, mediano con tutta una serie di atteggiamenti superficiali, quasi a voler mettere in discussione quanto correttamente compiuto…
Ma la verità è che in questo paese… nessuno vuole fare il proprio dovere e soprattutto non si vogliono avere rotture di coglioni… perché queste comportano il doversi alzare dalla sedia ed andare a fare il proprio dovere!!!
Ma vi immaginate con questo caldo… dover uscire da quel proprio ufficio “fresco” ben condizionato, andare a verificare l’eventuale segnalazione ricevuta da quel rompicoglioni… “ma non aveva nulla che fare stamani… non poteva starsene a letto e poi chissà se è come dice… probabilmente si starà sbagliando e ci costringe ad andare a controllare e soprattutto ad interrompere la chat sul mio social preferito…”!!!
D’altronde si sa… il rispetto un’entità astratta, e quindi ecco il perché la maggior parte non sa neppure cosa sia e se come diceva “Seneca”, l’unico modo per farla conoscere, consiste nella reciproca osservazione dei comportamenti, “gli uomini, mentre insegnano, imparano”, io ho l’impressione che per la maggior parte di essi, non vi sia alcuna speranza… poiché da tempo, hanno perso ogni senso di dignità umana!!!
Un uomo infatti, non dovrebbe mai avere un prezzo o svendere la propria dignità… ciascuno di noi è unico e assoluto e nessuno può servirsene, come nessuno può strumentalizzarci!!!
Ecco perché servono le regole, per sviluppare quella propria personalità e il senso etico, per formarsi come cittadini, perché si è un mezzo per rispettare gli altri e per vivere insieme ad essi, per contribuire al bene di tutti… sapendo distinguere sempre, ciò che si può fare da ciò che è vietato…oppure scegliere di tergiversare!!!
Le azioni devono essere fatte in quanto moralmente corrette e non per la paura di una eventuale autorità sanzionatoria, ricordando sempre e in ogni circostanza, che le regole sono degli strumenti indispensabili per una convivenza civile e non perché debbano essere continuamente trasgredite!!!

Volete investire in Sicilia, bene… andate a Malta!!!

Ormai sono stanco di ripeterlo… ma sembra che uno dei nostri maggiori problemi – che dovrebbe essere risolto in Sicilia – non viene neppure affrontato o meglio, viene dirottato verso altri paesi, nuovi paradisi fiscali… specializzati nel proteggere denaro proveniente da meccanismi di evasione e riciclaggio…
Di cosa sto parlando ??? Ma del mondo del lavoro… del problema dell’occupazione!!!
Scusate, ma vorrei chiedere a tutti questi nostri governanti, che perdono quel loro tempo a discutere su elezioni appena concluse o su quelle prossime già in programma, sì… mi rivolgo a ciascuno di essi, sia a quelli “nazionali” che a quelli regionali, (per fortuna ancora per pochi mesi…), ma dove sono i programmi concreti per risolvere questa piaga???
Su quanto sopra debbo concordare con il programma espresso dalla Lega di Salvini, che prevede contro la disoccupazione uno “shock fiscale” in grado di liberare il nostro sistema produttivo da una tassazione “sanguisuga”, considerata tra le più alte al mondo e stabilendo un’aliquota unica intorno al 15% (io ritengo il 23% un dato più corretto…), che renderà conveniente a tutte le società estere investire e soprattutto farà in modo che quelle nazionali, continuino a restare in questo paese a produrre…
Inoltre, bisognerebbe fare una distinta selezione delle imprese… dividere cioè quelle affidabili da quelle fraudolente o ancor peggio, colluse con la criminalità organizzata; imprese che nascono per essere recipienti di voti e utilizzate principalmente per riciclare denaro sporco e creare business illegale…
Bisogna distruggere una volta e per tutte queste società fittizie, incapaci di fare impresa e specializzate esclusivamente nel compiere bancarotte fraudolente…
Basta con personaggi venduti che si prestano a fare gli amministratori prestanome, come vanno cancellati dal mondo del lavoro, tutti quei nominativi che dimostrano essere stati affiliati al sistema “cosa nostra”, lo stesso che ha permesso ad essi, i aggiudicarsi i tanti appalti, sia pubblici che privati…
Ed allora, in una terra in continua evoluzione, con un grande possibilità di sviluppo, ecco che la nostra classe dirigente si attiva affinché queste nuove idee possano concretizzarsi… 

Ne è l’esempio, il congresso di Confindustria a Catania, proprio di qualche giorno fa, i cui ospiti sono stati accolti al Palazzo degli Elefanti, dal nostro sindaco Bianco…
Il tema del convegno è rappresentato da un titolo interessante, perché fa comprendere a tutti, quanto bisogno ci sia del sostegno di ciascuno di quegli operatori, in particolare proprio degli imprenditori, poiché è grazie ad essi, che si potrà compiere quel radicale cambiamento…
Ecco quindi che finalmente, i nostri imprenditori, danno dimostrazione di saper credere in questa loro terra, perché rappresenta l’essenza di ciascuno di essi, un seme venuto alla luce che prende vita grazie a questa terra, la stessa che è stata cara ai loro avi e nella quale oggi vivono familiari, parenti e amici…
E quindi… come pensare di fare a meno di essa, qui è la vita e qui un giorno sarà la loro dimora per l’eternità…
Ecco quindi che gli imprenditori di Confindustria, guidati da Antonello Biriaco, si propongono a noi tutti con un tema avvincente: Malta Opportunità per le imprese italiane nell’ambito dei processi di internazionalizzazione!!!
Ehm… scusate… no… crediamo forse d’aver sbagliato convegno… (“minchia”… ma può essere che abbiamo sbagliato stanza…??? Ahooo… eppure il palazzo è questo??? Siamo ancora a Catania, ma controlla l’invito: L’incontro avrà ad oggetto l’esame del sistema imprenditoriale maltese, che costituisce un’opportunità nell’ambito dei processi di internazionalizzazione delle imprese italiane. Infatti, negli ultimi tempi Malta che, come noto, già da molti anni è entrata a far parte dell’UE, ha assunto sempre maggiore centralità nelle scelte strategiche degli imprenditori che sentono l’esigenza di assicurare alle proprie imprese una presenza internazionale crescente. Pertanto, l’obiettivo del presente incontro è quello di far conoscere le opportunità che, in questo contesto, Malta può offrire, nonché quello di individuare il corretto approccio rispetto ai processi aziendali da implementare che dovranno tenere conto degli aspetti produttivi, organizzativi, di localizzazione della “intellectual property”, societari e fiscali.
Scusate, ma non dovevamo affrontare il problema del lavoro in Sicilia, di migliorare le opportunità del’isola per indurre gli imprenditori nazionali ed esteri a investire in questo nostro territorio; creare nuove realtà turistico/alberghiere per offrire quanto di meraviglioso offre la nostra isola…
Mare e montagna, un vulcano spettacolare, una cucina unica con piatti realizzati dai nostri prodotti tipici e poi la gastronomia, i dolci, il vino, l’olio, una terra solare capace di dare i migliori frutti del mondo, ma soprattutto arte, siti archeologici, anche l’aria che si respira emana cultura…
Potremmo essere i più ricchi al mondo, se solo il nostri governanti e quei “pseudo” imprenditori, riuscissero a mettere a frutto, una sola parte dei nostri inestimabili tesori, naturali e non…
Ed invece cosa si fa… si organizzano convegni per spiegare al meglio a quei pochi imprenditori ancora intraprendenti, che è meglio che trasferiscano a Malta la loro attività…
Certo andiamo a migliorare quel paese, lo stesso che non si cura dei problemi dei migranti, che fa si che le loro banche non collaborino con le nostre forze dell’ordine per smascherare tutti quei correntisti anonimi, conosciuti esclusivamente con numeri cifrati, nomi e cognomi protetti da note fiduciarie, gente a cui è stata data l’opportunità di avere un passaporto maltese, imprenditori che operano in Italia, ma pagano le tasse lì al 15% … già, è bastato avere la residenza superiore a sei mesi e un giorno… ed infine viaggiano, rientrando nel nostro paese, con un portafoglio pieno di circa 10.000, potendo sempre dichiarare se controllati…  d’aver vinto al casinò di S. Julian.
Inoltre, si potranno acquistare con i soldi evasi o provenienti da attività di riciclaggio (o da quelle criminali), appartamenti, auto, gioielli, attraverso le proprie società appena costituite e a prezzi certamente inferiori, soprattutto perché  esenti da controlli…

D’altronde delocalizzare non costa nulla: una società si costituisce con meno di 250 euro, il c/c viene aperto immediatamente, il volo da Catania A/R costa meno di 150 euro, e con il catamarano se ne spendono 75… e nel frattempo tra una escort ed una puntata al black jack, s’impara pure l’inglese…
Ed allora, con tutti questi benefici, fanno bene a chiedersi questi imprenditori, perché restare in questa terrà e non andare ad investire a Malta???

Si chissà… forse sarebbe meglio, d’altronde osservando quanto hanno saputo fare per questa loro terra, forse è meglio che se ne vadano del tutto…
Almeno lì potranno distruggere quell’altra di isola… tanto la nostra, continueremo a portarla avanti noi… da soli, per come abbiamo fatto finora!!!