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Terremoto Meloni: dimissioni, applausi e quella domanda che non smette di tornare. Cambierà qualcosa?


Nel settembre del 2013 scrivevo, quasi con ironia, “Bellissimo…!!! Finalmente si dimettono tutti…”.

Era il tempo in cui i parlamentari del Pdl minacciavano di lasciare, e io che non ci credevo dicevo: “non abbandoneranno mai la poltrona conquistata”. Oggi quelle dimissioni non sono più una minaccia da sceneggiato, ma un fatto. E non sono uno, sono cinque, nell’ultima conta. E non sono del Pdl, sono di Fratelli d’Italia, tranne uno, cioè: sono del partito della premier. È di fatto un terremoto dentro la maggioranza, non contro.

Nel post dello scorso anno, precisamente il 13 marzo scrivevo: Il vento della giustizia: perché molti politici stanno in queste ore abbandonando? Sì… allora parlavo di un “vento della giustizia” che soffiava più forte del solito e mi chiedevo se quelle dimissioni improvvise fossero il segno di un rinnovamento o solo un modo per “salvarsi il culo”, una manovra di facciata per proteggere il sistema. 

Oggi, incredibilmente, davanti alla cronaca di quanto sta accadendo, mi sembra che quella mia domanda non solo si sia aperta, ma si sia fatta più urgente. Perché qui non stiamo parlando di generici “politici che abbandonano”, già… stiamo parlando di un sottosegretario alla Giustizia che si dimette per una cosiddetta “leggerezza” e poi c’è un capo di gabinetto che – nei giorni precedenti il referendum – aveva definito la magistratura “plotoni di esecuzione” e per finire (ma solo provvisoriamente…) una ministra indagata in processi per falso in bilancio, bancarotta e truffa…

Ed allora mi sono chiesto: non è il vento della giustizia, è la giustizia che li ha raggiunti o almeno, li ha sfiorati, e loro, si tolgono prima che il vento diventi tempesta!

In un altro post scritto casualmente proprio il 21 marzo dello scorso anno, mi spingevo oltre: “Dimissioni in massa: giustizia alle porte?” e notavo come il cittadino sembra distratto, ma alla fine osserva, aspetta e soprattutto pretende risposte. 

Oggi, quella domanda rimbomba in un’aula parlamentare che applaude senza sapere perché, o forse sapendolo fin troppo bene, perché quell’applauso non era per Mulè, ma per la notizia appena giunta: un’altra poltrona che si libera, un altro esponente del governo che se ne va. Già… è l’applauso di chi spera che finalmente, dopo tanti anni, qualcosa stia davvero cambiando, ma va detto… è anche l’applauso di chi teme che sia solo una messinscena!

Ecco cosa mi colpisce, rileggendo i miei stessi pensieri. Dodici anni fa non credevo che se ne sarebbero andati, dodici giorni fa mi chiedevo se quelle uscite fossero autentiche o solo una copertura ed oggi mi trovo a constatare che (finalmente) se ne sono andati, sì… ma il meccanismo del potere sembra essersi semplicemente ricomposto.

Ho letto che la commissione parlamentare antimafia si riunirà lunedì per decidere se audire l’ex sottosegretario e poi tra qualche giorno ho letto che “Report” la nota testata giornalistica, uscirà con una puntata in cui verranno fatte emergere circostanze gravi  Non è un paradosso, è la fotografia di un Paese in cui le dimissioni non sono mai la fine, ma spesso l’inizio di un’altra fase.

Quello che mi resta, dopo questa giornata, è la sensazione di assistere a un meccanismo che conosco bene. Le dimissioni vengono presentate come atti di responsabilità, di “sensibilità istituzionale”. Ma nel frattempo, chi è rimasto tira avanti. L’applauso in aula è durato un minuto abbondante, poi i lavori sono ripresi. Come se niente fosse…

E invece qualcosa è successo. Forse non è ancora la “pulizia” che invocavo nel 2013, ma è innegabile che il vento della giustizia – quello vero, fatto di inchieste, di atti parlamentari, di pressione dell’opinione pubblica – stia soffiando in modo diverso dal passato. Che molti di quelli che fino a ieri sembravano intoccabili oggi si trovino a fare i conti con qualcosa di più grande di loro.

Ma resta in me quello scetticismo di fondo che ho sempre avuto. Perché queste dimissioni, per quanto significative, non cambiano le regole del gioco. Non cambiano una legge elettorale che continua a produrre gli stessi effetti. Non cancellano i legami tra politica e affari che stanno alla radice di vicende come quelle che stanno ora emergendo, ma soprattutto, non restituiscono ai cittadini la certezza che, dopo l’applauso, qualcosa sarà davvero diverso.

Forse, come dicevo tanti anni fa, il punto non è tanto chiedersi se le dimissioni siano sincere, ma cosa facciamo noi, da questo momento in poi. Perché se ci limitiamo ad applaudire – anche quando l’applauso è “abbandonante” – e poi riprendiamo a fare come se nulla fosse, allora quelle dimissioni resteranno solo un episodio, non un punto di svolta.

Io continuo a osservare e continuo a pretendere risposte. Perché, come scrivevo allora, ogni dimissione non è solo un addio, ma un’opportunità per riflettere su come vogliamo che siano gestiti i nostri interessi e su chi merita davvero di rappresentarci.

Oggi quell’opportunità si è presentata di nuovo. Sta a noi non sprecarla..

Dal 2016 al 2026: una vittoria netta e un cerchio che si chiude. Quello che pensavo allora, oggi è realtà!


Ieri, con il Referendum Giustizia 2026, è accaduto qualcosa che mi ha riportato con la mente a un’altra data, a un’altra campagna referendaria. Il 19 luglio 2016, scrivevo un post dal titolo che non lasciava spazio a fraintendimenti: “NO… alla ‘manomissione’ della Costituzione!!!”. 

Ero convinto allora, come lo sono oggi, che ci fossero battaglie per cui vale la pena lottare fino in fondo, perché toccano il fondamento stesso di ciò che siamo come comunità. Per fortuna, quella convinzione ha trovato conferma nelle urne di queste giornate del 22 e 23.

I risultati dello spoglio sono chiari: il No ha vinto con il 53,2%, e c’è un dato che risalta in modo particolare, quasi a volerci restituire un po’ di fiducia. Sono stati i più giovani a fare la differenza. La generazione Z, quella tra i diciotto e i ventotto anni, ha raggiunto una partecipazione del 67%, e al suo interno il No ha toccato il 58,5%. Una generazione che spesso viene descritta come disincantata, ma che quando è stata chiamata a esprimersi su una questione cruciale ha scelto di esserci, e con una nettezza straordinaria.

Il quadro generale, però, è più complesso e non privo di ombre. L’affluenza è stata importante: il 58,9% indica un’attenzione elevata, anche se è difficile credere che questa attenzione fosse interamente focalizzata sui contenuti tecnici della riforma. Più probabilmente, a muovere gli elettori sono stati i risvolti politici, in una campagna referendaria che si è inevitabilmente politicizzata. Del resto, la complessità del tema era tale che molti, all’inizio, dichiaravano addirittura l’intenzione di astenersi, spaventati dalla difficoltà di comprendere fino in fondo le implicazioni. E allora la scelta di giocare la partita su un terreno più marcatamente politico è diventata quasi obbligata.

È stato uno scontro aspro, con dichiarazioni fuori misura, e alla fine ha prodotto una mobilitazione particolare. Da un lato, si è attivato in modo determinante l’elettorato di centrodestra, inizialmente meno ingaggiato. Dall’altro, si è ridotta in modo significativo la quota di quegli elettori dell’opposizione che sembravano orientati al Sì. Ma il fenomeno forse più interessante è un altro: una parte di chi si era astenuto alle Politiche del 2022 e alle Europee del 2024 ha scelto stavolta di andare a votare. E in larga misura, questa porzione di elettorato “recuperato” ha scelto il No. Più di un terzo di chi non votò due anni fa è tornato alle urne.

La partecipazione, però, non è mai uguale per tutti. È un comportamento che ancora una volta si rivela profondamente segmentato in base alla condizione socioeconomica. Hanno votato di più chi ha titoli di studio alti e chi gode di una condizione economica agiata. Al contrario, i livelli più bassi di partecipazione si registrano tra i ceti più disagiati, tra chi ha una bassa istruzione e vive in difficoltà economica. Imprenditori, professionisti, ceti medi si sono mobilitati di più; disoccupati, casalinghe e, in parte, operai, molto meno. Un dato, questo, che non possiamo permetterci di ignorare perché racconta di una partecipazione che ancora oggi rischia di essere strutturalmente diseguale.

E poi c’è l’altra faccia della generazione Z. Se i giovanissimi hanno risposto con entusiasmo, chi si trova nella fascia successiva, quella tra i 29 e i 44 anni – la cosiddetta generazione Y – ha invece fatto registrare il livello più alto di astensionismo: il 47,5%. Un fenomeno preoccupante, se ci pensiamo: sono proprio loro, quelli che entrano nel mondo del lavoro, che costruiscono famiglie e affrontano il peso della quotidianità, a mostrarsi più distanti e disinteressati alla partecipazione politica. È un vuoto che pesa. Più in alto, tra i boomers e la generazione silenziosa, dagli anni in su, la partecipazione è tornata a essere leggermente sopra la media.

Se guardiamo all’appartenenza politica, lo scenario conferma questa polarizzazione. La mobilitazione ha coinvolto soprattutto le aree di sinistra e di centrosinistra, da un lato, e la destra dall’altro. Gli elettori di centro e di centrodestra sono apparsi meno coinvolti. Per l’opposizione, è stata una vera e propria chiamata alle armi contro il governo. Nella maggioranza, invece, a rispondere con più forza è stata l’area più radicale, mentre quella più moderata è rimasta più indietro, e il massimo dell’astensionismo tra gli elettori politicamente collocati si è raggiunto proprio nell’area centrista. Un dato prevedibile, ma non per questo meno significativo.

E i “tradimenti” elettorali? Sono emersi, seppur in misure diverse. Il Partito Democratico è stato l’unico a mostrare una dialettica interna apprezzabile: una quota ultra-minoritaria, ma non trascurabile, poco meno del 9%, ha scelto il Sì. La sorpresa più grande, però, arriva dall’elettorato del Movimento 5 Stelle. Nonostante un leader fortemente impegnato per il No, circa il 17% di chi dichiara di votare M5S si è espresso per il Sì (e qualche mese fa questa percentuale era addirittura al 24%). Nel centrodestra, qualche slittamento si rileva tra gli elettori della Lega e di Forza Italia, rispettivamente con il 12% e il 10% che hanno votato No. Tra gli elettori di Italia viva, Azione e +Europa, invece, il Sì ha raggiunto il 31%.

Tornando al profilo sociodemografico, troviamo che il No prevale con più forza proprio tra i segmenti che abbiamo visto essere più partecipanti: i ceti istruiti, le condizioni economiche medio-alte, i giovanissimi. Tra i laureati, il No arriva a oltre i due terzi; tra le persone con una condizione economica agiata, sfiora il 60%. Accade il contrario in situazioni meno floride: tra chi ha solo la licenza elementare e tra le casalinghe prevale il Sì, mentre gli operai si dividono quasi equamente.

La sconfitta dell’esecutivo, e in primo luogo della presidente del Consiglio, appare netta. Eppure Giorgia Meloni si era tenuta defilata per gran parte della campagna, facendosi vedere solo nelle ultime settimane. Ma il suo posizionamento, al di là del merito della riforma, ha finito per risentire di un contesto che negli ultimi mesi si è fatto sempre più complesso. Il quadro internazionale ha perso quella solidità che sembrava avere negli anni precedenti; la condizione economica del paese si è rivelata più difficile del previsto, con il rischio di non riuscire a uscire dalla procedura di infrazione europea; e la crisi energetica ha assunto una virulenza preoccupante, incidendo pesantemente sui costi quotidiani delle famiglie. 

A tutto questo si sono aggiunti infortuni politici non secondari, l’ultimo dei quali legato alla vicenda del sottosegretario Delmastro e ai suoi rapporti con un esponente della malavita organizzata. È probabile che tutto questo avrà un effetto, almeno a breve, sugli orientamenti di voto. Lo vedremo nei prossimi giorni, nel consueto scenario politico mensile.

Ma torniamo al senso più profondo di questa vittoria. Per me, ieri si è chiuso un cerchio iniziato nel 2016. In quel post di luglio, raccontavo di una battaglia impari. Da un lato, c’era un governo con fondi illimitati, i migliori professionisti della persuasione, una larga parte della carta stampata e una pervasiva informazione sulle reti pubbliche. Dall’altro, un gruppo di volontari con grande forza ideale, ma con un impegno fisico quotidiano difficile da sostenere perché ognuno aveva comunque una vita, un lavoro, una famiglia. Eppure, quei volontari affluivano sempre più numerosi, ogni giorno nascevano due nuovi comitati locali. Era un fenomeno di partecipazione straordinario, che testimoniava quanto ci fosse ancora di sano nel paese.

La lotta era impari, lo scrivevo senza retorica. Non avevamo soldi per stampare materiali, per affittare spazi, per montare un palco. E dicevamo: se i nostri avversari suonano il loro piffero in Rai, noi dobbiamo almeno suonare le campane nelle piazze. Chiedevamo un sacrificio straordinario, idealmente 139 donatori, come gli articoli della Costituzione che volevamo salvare, che potessero sostenere quell’impegno. Perché in quelle ore decisive, sentivamo che le persone volevano fare cose straordinarie, per dimostrare, prima di tutto a se stesse, di non aver lasciato nulla di intentato. Si poteva vincere, si poteva perdere, ma quella generazione avrebbe comunque testimoniato la vitalità dei valori costituzionali.

E in quel post citavo Luigi Sturzo, che in un discorso del ’57 diceva: “La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà”.

Oggi quel terreno sodo, per un attimo, ci è sembrato di averlo ritrovato. O almeno, abbiamo visto una parte del paese – e in particolare i più giovani – scegliere di difenderlo. È di questo che volevo parlare.

REFERENDUM: La giustizia che saremo chiamati a scegliere.


Buongiorno, vorrei provare oggi a mettere un po’ di ordine su una questione che tra qualche giorno ci chiamerà tutti a fare una scelta.

Prima di farlo però, allego al post un’immagine di un murales, con una frase di Giovanni Falcone: “Ci accorgeremo che la mafia è entrata nelle istituzioni quando le stesse attaccheranno la magistratura“. Una frase forte che sembra giungere al momento giusto, già, da chi ha pagato con la vita per ciò che diceva.

E poi ho ricollegato quel pensiero a quanto, il 22 e 23 marzo, saremo chiamati a fare: votare per un referendum che riguarda proprio la magistratura, il suo rapporto con le istituzioni e il suo equilibrio interno. E allora quella frase, in questa vigilia, pesa diversamente. Non come un avvertimento generico, ma come una domanda che ci portiamo dentro mentre proviamo a districare cosa cambierebbe, davvero, se dovesse vincere il Sì o il No.

In quei due giorni saremo chiamati a votare su una riforma della giustizia voluta dal governo e, come spesso accade, ogni volta che mi trovo di fronte a un appuntamento del genere, mi fermo e mi chiedo: ma cosa significa davvero, nella vita di tutti i giorni, tutto questo?

Intanto, forse è bene ricordare che si tratta di un referendum confermativo. Vuol dire che la legge è già stata approvata dal Parlamento, ma non avendo raggiunto quella maggioranza dei due terzi che in Italia serve per modificare la Costituzione senza passare dal voto popolare, ora tocca a noi. Non c’è un quorum da raggiungere, quindi qualunque sia l’affluenza, il risultato sarà valido. Se vince il Sì, la riforma entra in vigore. Se vince il No, tutto rimane come è. Sembra semplice, ma dentro questa semplificazione si nasconde una complessità che forse vale la pena provare a districare.

Il punto centrale, il cuore di tutto, è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Oggi, chi entra in magistratura può, nel corso della sua vita professionale, passare da un ruolo all’altro. Con la riforma, invece, si dovrebbe scegliere all’inizio: o si è giudici, o si è pm. E una volta fatta quella scelta, non si torna indietro.

Da una parte, chi sostiene il  dice che questo serve a garantire una maggiore terzietà del giudice, a rendere i processi più equi. Dall’altra, chi dice No fa notare che già oggi, con una riforma precedente, cambiare funzione è diventato un evento rarissimo: parliamo di meno di trenta magistrati su novemila all’anno. E allora, qualcuno si chiede: vale la pena cambiare la Costituzione per un fenomeno così piccolo?

Poi c’è la questione dei due Consigli superiori della magistratura. Oggi ne abbiamo uno solo, che si occupa di tutto. Domani, con il Sì, ne avremmo due distinti: uno per i giudici, uno per i pm. Sempre presieduti dal Presidente della Repubblica, sempre con membri scelti in parte per sorteggio. E anche qui, le posizioni si dividono. C’è chi vede nel sorteggio una possibilità per ridurre il peso delle correnti, per spezzare quelle dinamiche di potere che talvolta rendono la magistratura un mondo un po’ chiuso. E c’è chi teme che questo possa indebolire l’autogoverno, rendere la rappresentanza meno autentica.

E ancora: la nuova Alta Corte disciplinare. Quindici membri, in maggioranza magistrati, selezionati con un sistema che mescola estrazioni a sorte e nomine. Un tentativo, dicono i promotori, di rendere più trasparente e imparziale la gestione della disciplina. Ma anche qui, le voci contrarie avvertono che potrebbe essere un ulteriore passo verso una giustizia più frammentata, meno coesa.

In queste settimane la campagna referendaria è entrata nel vivo. La presidente del Consiglio ha già cominciato a spingere per il Sì, parlando di una riforma importante per modernizzare il Paese. Ma poi è capitato che un alto funzionario del ministero della Giustizia abbia usato parole pesanti come “plotoni di esecuzione” parlando della magistratura, e quelle parole hanno fatto discutere, hanno diviso, hanno portato la stessa presidente del Consiglio a prenderne le distanze. Ecco, forse anche questo ci dice qualcosa di quanto sia delicato e sfaccettato il tema.

I partiti, come sempre, si sono schierati. La maggioranza compatta per il Sì, i principali partiti di opposizione per il No, mentre altre forze politiche minori si dividono tra il sostegno alla riforma e la libertà di coscienza. Ma al di là degli schieramenti, quello che mi interessa è provare a capire cosa cambierebbe davvero, nel nostro rapporto con la giustizia, se dovesse vincere l’una o l’altra opzione.

Se vincesse il Sì, ci troveremmo con una magistratura divisa in due, con due organi di autogoverno distinti, con un nuovo tribunale disciplinare. E poi ci sarebbe un anno di tempo per scrivere le leggi che rendono tutto questo operativo. Se vincesse il No, resteremmo con il sistema attuale, con i suoi pregi ma anche con i suoi difetti: l’ingiustizia a volte perpetrata, in particolare quando osserviamo i ribaltamenti nei gradi di giudizio, la lentezza dei processi che ben conosciamo e soprattutto quel senso di distanza che talvolta si prova quando, per aver compiuto il proprio dovere da cittadino – rispettoso dei principi di legalità – si ha a che fare con le aule dei tribunali.

Forse, più che schierarmi, oggi mi viene da pensare a quanto sia importante, in una democrazia, che ognuno di noi si faccia un’opinione. Perché al di là delle parole dei partiti, al di là degli slogan, quello che si decide è l’architettura stessa di uno dei poteri dello Stato. 

E io credo che, in fondo, sia proprio questo il senso di andare a votare. Non solo per dire sì o no a una riforma, ma per partecipare a quel processo continuo e faticoso che è il dare forma alla nostra convivenza.

Incredibile: Un governo stracolmo di indagati e condannati che propone un referendum sulla giustizia!


Sì… stamani vi chiedo gentilmente di osservare questa foto, e fermarvi un attimo a riflettere su ciò che rappresenta: la Repubblica, quella nostra cara vecchia signora dai tratti solenni, che si appresta a compiere il suo dovere più alto, quello di cittadina, infilando nell’urna il suo “No”

Un’immagine di rara dignità, in un periodo storico in cui la dignità, specialmente in certi palazzi, sembra essere stata messa in soffitta. 

Perché se ci pensiamo, il titolo di questo post non è uno slogan, è una fotografia politica talmente nitida che quasi acceca: un governo stracolmo di indagati e condannati che organizza un referendum sulla giustizia. Già così, messa giù in parole povere, ha la potenza comica di una vecchia commedia all’italiana, solo che questa volta il copione lo scrivono a Montecitorio e la risata, amici miei, ci si gela in gola.

Ed è proprio questo il punto, il nodo che rende tutta la faccenda non solo paradossale, ma profondamente indecente. Il 22 e 23 marzo saremo chiamati a dire la nostra su una riforma della Costituzione, su modifiche agli articoli che riguardano l’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione di una Corte disciplinare. 

Un quesito scritto in un linguaggio volutamente complesso, quasi a voler nascondere la polvere sotto al tappeto, ma che nella sostanza ci chiede: sei d’accordo con questa rivoluzione della giustizia voluta da questo Parlamento? Ed è qui che il mio spirito, e spero il vostro, si ribella. Non entriamo nemmeno nel merito, non ora. Prima di discutere di articoli e commi, fermiamoci un attimo a guardare chi ci porge la scheda.

Perché il punto, il nodo fondamentale, è tutto nella stonatura, in quel contrasto stridente tra il messaggero e il messaggio. Da un lato abbiamo un’esecutivo, una maggioranza, dove la fedina penale di alcuni suoi illustri membri sembra più un campo di battaglia che un documento in regola. Gente che con la giustizia, quella vera, quella che dovrebbe essere uguale per tutti, ha un rapporto viscerale, conflittuale, a dir poco personale. E dall’altro lato, questi stessi signori, con il sorriso stampato sui manifesti, ci invitano a riformare le regole del gioco. 

È come se il lupo chiedesse ai pastori di rivedere il perimetro dell’ovile, promettendo che lo farà per il bene di tutte le pecore. Il sospetto, anzi la certezza morale, è che l’obiettivo non sia affatto una giustizia più giusta o più efficiente, ma una giustizia più comoda. Una giustizia che, guarda caso, faccia meno paura a chi siede su certi scranni.

E allora il loro referendum, questo appello al popolo sovrano, si tinge di una luce sinistra. Non è un atto di fiducia nella democrazia diretta, è un’operazione di “maquillage” istituzionale. Si nascondono dietro la maestà della Costituzione e la sacralità del voto popolare per portare a casa un risultato che è innanzitutto personale. Vogliono blindarsi, vogliono costruirsi un fortino dove i processi, le inchieste, le scomode eventualità di una condanna non possano più scalfire la loro poltrona. 

Questo referendum, nelle loro mani, diventa così lo scudo per proteggere le loro spalle, non la lancia per difendere i diritti dei cittadini. Ecco perché quella figura della Repubblica che vota No è così potente: è il richiamo a una politica più alta, più pulita, quella che antepone il bene comune agli interessi di casta.

La loro proposta di riforma, con tutte le sue norme e i suoi tecnicismi, arriva quindi avvelenata alla fonte. Non possiamo berla come fosse acqua fresca e pura, perché il bicchiere che ce la porge è sporco e allora, al di là di ogni dibattito tecnico su cui pure bisognerebbe soffermarsi, la domanda che dobbiamo porci è una sola, ed è una domanda etica, prima ancora che politica: vogliamo davvero affidare a degli imputati eccellenti la riscrittura delle regole del processo? Vogliamo che siano proprio coloro che hanno paura del giudice a ridisegnare i poteri della magistratura?

La risposta, per me, è un secco, liberatorio NO!. Un No che non è solo alla riforma in sé, ma è un No a questa impostura di fondo. È un grido per dire che la dignità delle istituzioni viene prima della tranquillità di qualche parlamentare.

Perché in fondo, la loro iniziativa fa ridere, sì, come dice il titolo. Ma è una risata amara, di quelle che vengono quando la realtà supera la fantasia e ti accorgi che il paese dei balocchi, purtroppo, esiste davvero. 

E la cosa assurda è che in questo mio paese (perché vorrei ricordare a tutti che è nostro e non per come quegli esigui pensano e cioè relegato alla loro casta…), questi “burattini” credono di esser loro i “burattinai“!

Oggetto: Invito a partecipare. Webinar informativo sul “REFERENDUM SALVA-CASTA. Ti dico perché NO!”


Ciao a tutti,

qualche giorno fa ho ricevuto questa comunicazione su un’iniziativa che ritengo interessante e che vorrei condividere con voi.

Si tratta di un ciclo di webinar informativi sul referendum del 22 e 23 marzo, organizzato per approfondire in modo critico la riforma della giustizia attualmente in discussione.

Vi incollo qui sotto il testo integrale della mail e il link del primo appuntamento, già trasmesso in diretta su YouTube – https://www.youtube.com/watch?v=FsXU3Rqaxcw

Ciao Nicola,

la riforma della giustizia presentata dal Governo Meloni come soluzione alle criticità del sistema giudiziario non interviene sui problemi strutturali reali, quali la lentezza dei procedimenti, l’inefficienza e la mancanza di certezza della pena.

In vista del referendum del 22 e 23 marzo, abbiamo organizzato un ciclo di webinar informativi e interattivi per approfondire i contenuti della riforma e illustrare in modo rigoroso le ragioni del NO.

Gli incontri, dal titolo “REFERENDUM SALVA-CASTA. Ti dico perché NO!”, saranno dedicati all’analisi delle criticità del provvedimento, dei suoi effetti sull’equilibrio costituzionale e delle conseguenze concrete sui diritti dei cittadini, con il contributo di esponenti impegnati nelle Commissioni Giustizia, in un confronto aperto e fondato su solide basi giuridiche e istituzionali.

Primo incontro: mercoledì 4 febbraio, ore 20.00

🎙 Interverranno Ada Lopreiato e Valentina D’Orso

La diretta sarà trasmessa sul nostro canale YouTube ed è aperta a tutti.

L’incontro prevede uno spazio dedicato alle domande del pubblico, con l’obiettivo di favorire una partecipazione attiva e consapevole al dibattito referendario.

Ti invitiamo a partecipare e a confrontarti direttamente con i nostri parlamentari, per comprendere pienamente le implicazioni della riforma. Solo una cittadinanza informata può prendere decisioni responsabili e difendere realmente i propri diritti.

Non mancare!

Personalmente, credo che iniziative come questa rappresentino un’opportunità per informarsi al di là della solita polemica politica. Sul tema vedo spesso schieramenti contrapposti che si affrontano a colpi di slogan, senza offrire elementi concreti per capire. E probabilmente anche questo referendum rischia di fare la fine dei precedenti: un’alta astensione, sintomo di una stanchezza diffusa e di una sfiducia ormai strutturale verso la politica e i suoi rappresentanti.

Spero che la segnalazione possa esservi utile e che qualcuno di voi voglia approfondire.

CGIL: Referendum per un Lavoro Stabile, Sicuro, Tutelato e Dignitoso!!!

Il referendum proposto dalla CGIL inizia così:

Cara/o sottoscrittrice/sottoscrittore, 

desideriamo ringraziarti per il tuo prezioso contributo alla raccolta firme per i 4 quesiti referendari per un Lavoro Stabile, Sicuro, Tutelato, Dignitoso.

Perché solo attraverso la partecipazione democratica e l’azione collettiva che potremo insieme cambiare la nostra società.

Vogliamo con questi quesiti referendari rimettere al centro il lavoro e rendere le lavoratrici ed i lavoratori liberi e non più ricattabili e sottomessi.

Ti ringraziamo per il tuo importante sostegno.

Il sottoscritto appena  ricevuto l’ha firmato subito, perché quando si tratta di dare dignità al lavoro non vi è può esser alcun schieramento politico o di partito di centro, destra o sinistra che possa limitare le nostre azioni, perchè in gioco vi è la dignità della persona e quest’ultima va difesa sempre, già… ad oltranza perche, anche se la motivazione proposta potrebbe non riguardarci personalmente, dal momento che a differenza di molti altri connazionali, il nostro contratto di lavoro rispetta quei parametri previsti dalla legge, ciò non toglie che il nostro sostegno nei confronti degli altri lavoratori/dipendenti disagiati, non deve mai – in alcun modo – venire a mancare!!!

Quindi non si tratta di decidere se firmare o meno un referendum, bensì di realizzare come cittadini corretti il nostro dovere!!!

Perché bisogna sempre ricordarsi che un dì… potremmo esserci noi dall’altra parte della barricata!!!

Lascio di seguito quindi il link per procedere alla sottoscrizione ed auspico ancora una volta, che il vostro cuore abbia il sopravvento sull’apatia…

2 Giugno – La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa!!!

Volevo scrivere stamani sul 2 giugno, poi ho ricordato quanto riportato nel lontano 2017 e rileggendo quel post ho avuto la conferma come nulla fosse cambiato da allora ed ogni mia parola espressa oggi, a poco sarebbe servita visto quanto è accaduto in questi anni…

Diceva il filosofo ed economista tedesco Karl Marx: La storia si ripete sempre due volte, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa!!!

Incredibile, già qualcuno – che dovrebbe neppure parlare – ci viene a dire come dovremmo festeggiare questo giorno!!! 

Quei figli, nipoti e sostenitori di quella idolatria sociale, configurata nell’assoluta devozione ad un leader politico divenuto dittatore, loro… discendenti di quel élite di oppressori fascisti che hanno portato alla rovina il nostro Paese, sono oggi 2 giugno lì a ricordarci la nascita della Repubblica Italiana, grazie a quel referendum istituzionale del 1946.

Ecco perché ancora oggi quella frase di Marx rappresenta perfettamente quanto accaduto in questi lunghi decenni di vita politica nel nostro paese, una storia che ora con attori diversi, prova a ripercorrere nuovamente tra – ipocrisie e falsità – quel medesimo percorso a suo tempo dai loro padri tanto sostenuto!!! 
Sì… volevo scrivere, ma basterà rileggersi questa pagina  http://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/06/2-giugno-festeggiamo-questa-repubblica.html, per comprendere come nulla alla fine sia cambiato, ma anzi va sempre più peggiorando!!!

REFERENDUM: Giustizia è stata fatta!!!

Volevano farlo passare come un cambiamento necessario per realizzare una giustizia “giusta” ed invece gli Italiani hanno deciso di opporsi a tutti i punti referendari scegliendo di non andare al voto o di votare NO a quei quesiti!!!

Hanno sprecato (nonostante la pandemia ancora in corso) per questi inutili cinque referendum ben 400 milioni di euro, di cui oltre 300 milioni a carico del del ministero dell’Interno mentre il resto è stato diviso tra il dicastero della Giustizia e quello dell’Economia.

D’altronde che caz… ci mettono loro, paghiamo tutto noi, somme che potevano essere stanziate per contrastare gli aumenti esorbitanti di energia dovuti alla guerra in corso…

Certo va ricordato come nella giornata di ieri, a prescindere dal referendum, vi fossero anche le elezioni amministrative per 978 Comuni e quindi i seggi sarebbero restati comunque aperti per ben 9 milioni di elettori, ma per il resto, per quanto necessario, si è sprecato – come solitamente avviene in questo nostro Paese – denaro pubblico!!!

Un flop… già sotto tutti i punti di vista, forse così finalmente qualcuno inizierà a comprendere che gli italiani non sono così sciocchi per come si credeva e la risposta si è avuta sul campo, in particolare sull’abolizione della legge Severino: il “NO” ha raggiunto quota 45% (nella città di Torino ha toccato quasi il 52%.), mentre il voto sui nuovi limiti alla carcerazione preventiva si è giunti al 43%.

Viceversa sugli argomenti che poco interessavano i cittadini, ma erano legati alla professionalità dei magistrati ecco che si è avuta una larga maggioranza dei sì: 75% di sì alla separazione delle funzioni dei magistrati; 73% sul diritto di voto agli avvocati nella valutazione dei magistrati e 73% per l’abolizione delle firme per le candidature al Csm.

Comunque in definitiva gli Italiani hanno scelto una giustizia “giusta“, lasciando tutto così com’è, in particolare quella “Legge Severino” che alcuni partiti hanno provato con questo referendum – senza minimamente riuscirci – a modificare:  una dimostrazione di come il Paese voglia lottare contro questa  diffusa corruzione e nell’imporre un’ampia garanzia di trasparenza a tutti i suoi organi politici rappresentativi (dalle Camere fino ai  Comuni più piccoli) ha deciso di boicottare il referendum o come il sottoscritto, recarsi al voto, ponendo un bel segno “NO” a quel quesito referendario “riprovevole”!!!

REFERENDUM GIUSTIZIA – Siamo alle solite, ci richiedono di esprimerci su proposte futili, quando potevano votare su temi importanti per il Paese!!!

Non entro nel merito del referendum, dei cinque quesisti, di quanto ci stanno propinando come un qualcosa che dovrebbe modificare in meglio la nostra giustizia, etc, etc…

No, il sottoscritto sa già cosa farà domani e
non consiglierò nessuno di voi a seguire le mie scelte,  d’altronde per imitare le mie valutazioni, bisogna essere liberi moralmente, sì… da qualsivoglia pregiudizio politico, da ogni forma di legame di partito, non bisogna avere legami di subalternità e soprattutto compromessi con chi negli anni vi ha favorito… 

Per cui da questa selezione posso comprendere di aver perso già un buon 90% di lettori, ma non fa nulla si dedicheranno ad altro, ad esempio potranno visionare quei loro “Tik Tok”, tanto in Italia si preferisce dedicarsi alle cazzate che affrontare i reali problemi di cui si ha bisogno…

Ed allora rivolgendomi a coloro ancora pensanti:, Vi siete chiesti perché i nostri parlamentari s’interessano di proporre un referendum sulla giustizia???

Considerato che da sempre pensano (esclusivamente) ai loro interessi personali e di casta, come potete credere che questa volta si stiano interessando dei problemi della giustizia e dei cittadini, ma d’altronde basta leggere i quesiti, non si fa minimamente riferimento a noi, ma casualmente ai loro incarichi di politici e magistrati…

Continuando, perché debbono abolire leggi che finora sono andate bene o quantomeno non costituiscono di per se alcun grave problema per il nostro Paese, ad esempio il fatto che uno non possa ricandidarsi non è così essenziale per la comunità, lo farà qualcun altro al suo posto, ed invece no, ma guarda un po’ quanto interesse mostra la politica per noi…

Ed allora mi chiedo, perché non hanno proposto il divieto del cambio di casacca con la perdita immediata – nel caso in cui ciò dovesse accadere – della propria carica istituzionale??? Ad oggi sono stati 214 i parlamentari che da inizio legislatura sono passati per ben 304 volte ( sì… perché qualcun ha avuto l’ardire di transitare in altre liste più volte…), ed invece di preoccuparsi di realizzare un referendum per la decadenza da quegli incarichi, ci propongono domani quell’inutile referendum…

Ed ancora, perché non affrontare il problema dell’eutanasia, un argomento importante ridotto a problema di giurisprudenza, come se non ci toccasse davvero da vicino, un problema di grande attualità, ma che la nostra politica sembra rifiutare; a questo si oppone altresì un concetto simmetrico, quello dell’accanimento terapeutico, che ugualmente pone degli interrogativi di liceità e cosa dire del testamento biologico, quel documento con cui si registrano le proprie indicazioni di trattamento nel caso in futuro ci si trovi nella condizione di non poter più esprimere la propria volontà o venisse meno la propria capacità di intendere a comunicare, a causa di un incidente grave o per una malattia acuta e invalidante…

Ecco quanto sopra espresso rappresenta solo una piccola parte degli argomenti fondamentali su cui si poteva discutere, ma come possiamo costatare, in questo nostro Paese si preferisce organizzare “referendum sulla giustizia” giusta”!!!

Comunque, per quanto sta accadendo nel mondo, credo che ne avremo ancora per poco…

25 Aprile 1945: Liberati da cosa, se non da noi stessi…

Sono in pochi a sapere che la data del 25 aprile venne decisa solo quattro anni dopo e precisamente nel 1949…
La scelta cadde su quel giorno, perché era il giorno della liberazione dei partigiani delle città di Milano e Torino, ma pochi sanno che la guerra continuò ancora per qualche giorno e precisamente fino ai primi giorni di maggio.

L’hanno definita “festa della liberazione“… ma liberazione da cosa, dal fascismo forse???
Ma se in quel periodo erano tutti fascisti ed erano pochi gli italiani che avevano avuto il coraggio di ribellarsi a quel governo fascista del Duce, tanto da venire deportati o essere emarginati dalla società…
In quell’analisi, non si tiene conto delle vicissitudini italiane e di quel periodo storico, si viole esclusivamente premiare i partigiani, ma dimenticano volontariamente quanto accaduto a causa loro, mi riferisco alle vittime decedute a seguito di attentati commessi dal loro gruppo di resistenza… oppure di quel successivo periodo di fine della guerra ,che condusse – attraverso un gruppo ristretto ai partigiani – ad una insensata guerra civile, fatta di saccheggi e di violenze gratuite  da parte di quei partigiani che potremmo equiparare per condotta, ai peggiori nazisti delle SS…
Per favore quindi… non mi parlate di lotta di liberazione dai tedeschi o dal fascismo, di un momento di riscatto politico e militare della nostra nazione, di una riconquista della libertà e della democrazia!!!
Gli italiani avevano scelto il “fascismo”, ci credevano, erano esaltati nel vedere il DUX da quel balcone , ed oggi, dopo che sono trascorsi più di settant’anni, non si ha minimamente il coraggio di raccontare all’opinione pubblica quella verità scomoda e cioè, descrivere uanto accaduto realmente, senza liquidare quel periodo, quasi fosse stato un infortunio storico…
Si sa… nei successivi anni si è cercato di portare avanti una nuova costruzione della memoria, in particolare grazie alla pubblicazione di libri (scritti da social-comunisti) o sulla quella carta stampata (di quotidiani d’ispirazione cattolico-democristiana), dove si è creato uno stereotipo di quella Resistenza, divenuta con gli anni – in particolare fra gli strati meno acculturati – l’unica vera componente, che determinò la liberazione del nostro paese…
Ma se per un istante ci fermassimo a rileggere la storia o quantomeno nutrissimo riserve sulla loro fondatezza, ci accorgeremo di come una grossa parte del paese, durante il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, avesse espresso per l’ennesima volta, la propria fiducia a quel re fedifrago!!!
Monarchia o Repubblica… fu la domanda posta agli italiani con quel referendum e sappiamo bene come poco più della metà di quel 54,3% degli elettori (furono ammesse per l’occasione al voto le donne, altrimenti non si sarebbe raggiunta la maggioranza…) votò per la Repubblica, con un scarto minimo di appena due milioni di voti, decretando così la fine della Monarchia… 
Viene quindi da chiedersi: Ma come… metà degli italiani votarono per quella monarchia (la stessa che aveva permesso a Mussolini di diventare dittatore, una monarchia che nel momento del pericolo era fuggita via saccheggiando i forzieri del nostro paese),  invece di premiare i partigiani e la resistenza da essi compiuta, ad appena un anno dalla liberazione???
Quanto sopra insegna come i ricorsi storici si ripetano… 
Ad esempio vedasi quanto sta accadendo in questi giorni… e di come la paura dell’italiano di allora venga riproposta oggi, già… quel timore per tutto ciò che è il nuovo e quella desiderata riproposizione di continuità, che suona come implicita sconfessione delle istanze di rinnovamento incarnate allora dal movimento di liberazione ed oggi dai movimenti politici definiti “populisti”…
Ancora una volta, a distanza di tanti anni, le nostre forze istituzionali provano a influenzare l’opinione pubblica descrivendo quel periodo in maniera difforme, ignorando appositamente quanto accaduto e cioè che allora il nostro paese aveva molto da farsi perdonare dai vincitori, perché con se, portava le colpe non solo del fascismo, ma anche della guerra rovinosa da esso dichiarata.
Ecco perché oggi dobbiamo rivalutare quel periodo e la sua resistenza, dobbiamo guardare a tutta la vicenda che inizia con il periodo prefascista e si conclude con la guerra di liberazione e con tutte quelle migliaia di vittime decedute a causa di “giustizie sommarie” improvvisate dai tribunali militari partigiani… 
Cerchiamo prima di tutto quindi di capire, di comprendere cosa ha significato vivere in quel periodo, coglierne tutte le diversità morali e collocarle in un’epoca di guerra, imbarbarito da una violenza estrema perpetrata sulla popolazione civile, senza precedenti nell’età contemporanea… 
Il tempo della resa dei conti è finito… e il nostro Paese deve saper andare avanti, ammettendo ahimè anche le proprie colpe, che come sappiamo sono state tante!!!
Nasconderci ancora una volta… non servirà a nulla, come provare a festeggiare una liberazione che non vi è mai stata, non darà al nostro paese nuova dignità o il rispetto di coloro che oggi siedono insieme a noi come partner europei o in quanto inseriti in quella organizzazione internazionale per la collaborazione nel settore della difesa….
Di contro, riuscire ad ammettere i nostri errori, farà crescere le coscienze dei nostri giovani (peraltro sono gli stessi che oggi – quantomeno due su tre – non sanno minimamente cosa si stia festeggiando…), affinché gli errori d’allora, non abbiano a ripetersi… 

Per non dimenticare "alcuni" dei privilegi dei nostri cosiddetti "politici"…

Vi ricordate quell’articolo sull’Espresso…
Era di qualche anno fa e spiegava in quali modi il nostro Parlamento avesse votato all’unanimità e senza astenuti (ma va…) un aumento di stipendio per i propri parlamentari, pari a circa Euro 1.135,00 al mese…
La mozione era stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali…
Riepilogando, riporto quanto riportato dalla testata giornalistica:
STIPENDIO: Euro 19.150,00 al mese;
PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente un parente o un familiare);
RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;
INDENNITA’ DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00), tutti ovviamente esenti da tasse…
Inoltre, veniva concesso un 
TELEFONO CELLULARE: gratis;
una
TESSERA DEL CINEMA: gratis;
una
TESSERA TEATRO: gratis;
una
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA: gratis;
vari 
FRANCOBOLLI: gratis;
e
VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;
stessa cosa per la  
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;
o per andare in 
PISCINE, PALESTRE, CENTRI BENESSERE: gratis;
i biglietti ferroviari… ??? ovviamente gratis;
stessa cosa per gli AEREO DI STATO
alle AMBASCIATE si entra gratis;
come nelle CLINICHE;
per le ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;
mentre per quelle ( che pagheremmo volentieri…) ASSICURAZIONE MORTE: gratis;
poi c’è
L’AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;
o il RISTORANTE: gratis (soltanto nel 1999 sono riusciti a mangiare e bere gratuitamente per Euro 1.472.000,00).
Inoltre, hanno intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a oltre 40 anni di contributi (allora… nel frattempo in questi anni c’è stato un innalzamento dell’età pensionistica…);
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. ( per esempio, hanno a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta per sempre a loro servizio…);
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! 
Ora vi chiedo… o ancor meglio chiedo al nostro ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi ( ma vale anche per quello attuale…): invece di promuovere referendum del cazzo… o cercare leggi elettorale compiacenti per stare ancora seduti su quelle poltrone… perché non si cerca di fare una legge che abolisca una volta e per sempre (senza alcun possibile ritorno di questi ingiuste concessioni…) i privilegi di tutti quei parlamentari e dei vari consiglieri regionali, comunali, ecc…

Ovviamente quanto sopra, non sarà possibile leggerlo sui nostri “censurati” mass media, per fortuna che esiste ancora il libero web, con il quale è possibile far conoscere a tutti le informazioni di cui sopra e che potranno non solo essere lette da tutti, ma potranno diventare quel motivo principale di cambiamento delle coscienze, che porterà certamente, più prima che poi, a quel profondo rinnovamento di questa nostra attuale classe politica…

Sicilia: ecco per l'ennesima volta l'esercito dei politici "riciclati"!!!


Il 17 c.m. a Palermo, il leader della Lega Matteo Salvini si è incontrato con i propri iscritti, ma soprattutto con una parte di  quei possibili alleati per le prossime elezioni amministrative di primavera o per le regionali d’autunno…
Tra sorrisi e strette di mano, c’è anche chi manifesta il proprio dissenso con striscioni “La Sicilia è dei siciliani, itivinni in Padania“…
Egli risponde dichiarando che il malcontento, nasca principalmente dal duro scontro promosso contro il Presidente della Regione Rosario Crocetta ed in particolare per aver fatto emergere l’inadeguata gestione dell’autonomia nell’isola…
Il leader della Lega, ha voluto comunque proseguire nel suo programma ricco di appuntamenti, promuovendo il messaggio ormai tanto ricorrente in queste ore (dato dal No del referendum) e cioè… di andare al più presto al voto!
In questa suo progetto è accompagnato dal responsabile economico Armando Siri e da alcuni deputati siciliani, in particolare Alessandro Pagano (ex Ncd) e Angelo Attaguile (ex Mpa); mi è stato confermato che all’incontro vi fosse pure Nello Musumeci (#diventeràbellissima)…
Ho già affrontato in alcuni miei post precedenti la disfatta elettorale della Lega Nord ( e/o di “Noi con Salvini”) in Sicilia e di quei pochi consensi ricevuti a seguito della “pseudo” campagna elettorale…

Ora, questa costola del Centro-Destra, pur godendo del vantaggio dato dalle dimissioni dell’ex premier Renzi e da questo governo “fantoccio” di Gentiloni (non scelto dagli elettori…), pensa di riunire in una raccolta “indifferenziata” tutte quelle diversa forze politiche in un unico schieramento…
Il progetto immagina l’inserimento della sua Lega a tutte quelle forze politiche frammentate (di cui per molte di esse, abbiamo letto nei quotidiani, di come abbiano preferito dedicarsi con proficua attenzione, a tutta una serie di particolari metodologie corruttive), mi riferisco a MPA-FI-LA DESTRA-UDC-FRATELLI D’ITALIA- e con forte probabilità (una percentuale molto alta) prevedo un rientro alla base di quel NCD d’Alfano;

Non bisogna dimenticare che a livello nazionale, i numeri dicono che oggi sarebbero (se pur coalizzati) la terza forza (dopo PD e M5Stelle) e di conseguenza, verrebbero di fatto esclusi ad un eventuale primo ballottaggio…
Comprendo quindi bene il motivo che spinge oggi Salvini a cercare in tutti i modi di raccogliere quei numeri che sa di non possedere al Sud (ne con la sua Lega dell’ormai andato Bossi e ancor meno con quel suo partito dal logo omonimo…), mentre di contro s’intuisce come i sondaggi in Sicilia, diano sfavorito il Centro-Sinistra a scapito proprio di quel Centro Destra o dell’antagonista Movimento pentastellare… (quest’ultimo certamente sfavorito in partenza o quantomeno limitato in quella metodologia già collaudata dai propri avversari, meglio conosciuta come 1=1, dove ad un voto corrisponde biunivocamente una promessa, quasi sempre la stessa… il posto di lavoro)!!!

Ciò che però non comprendo di questo premier leghista, è la morale che lo porta a recarsi a deporre una corona di alloro alle stele di Capaci, dedicate alle vittime della mafia (il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro) e dall’altro pensare di allacciarsi politicamente ad alcuni partiti che negli anni passati, hanno dimostrato essere legati in modo indissolubile -attraverso i propri leader- a quella nota associazione criminale mafiosa!!!

Quel gesto simbolico, viene così facendo mortificato… poiché egli  con questa sua modalità da  modo a quegli “inciuci politici devastanti”, di concretizzarsi, offre a quei meccanismi clientelari la classica suddivisioni delle poltrone ai soliti “amici degli amici”, garantendo sin d’ora a tutta una schiera di personaggi collusi e legati a quel mondo partitocratico (passato), che poi è lo stesso che ha, in tutti questi anni, di beneficiare di quel sistema corrotto per aggiudicarsi posti e incarichi di prestigio istituzionali o nel mondo delle PA…
Caro Salvini… la speranza di fermare il M5Stelle con alleanze partitocratiche camuffate, fatte con abituali personaggi “riciclati”… non ti porterà a nulla!!!

Ognuno di loro, “mi schifiu macari a nominarli…” (come si dice a Catania), rappresentano ormai quel passato “remoto” che nessuno vuole più…
Non c’è più baratto che tenga… che possa fare cambiare idea, perché i siciliani, almeno quelli ancora onesti, hanno compreso che soltanto la legalità paga… mentre tutto il resta conduce a quanto già conosciamo da sempre… a questa terra infetta da corruzione e malaffare!!!
I siciliani pian piano stanno comprendendo che le chiacchiere non bastano più e di quelle promesse fine a se stesse, non hanno più cosa farne…

Ognuno di loro sa quali sono le uniche necessità per questa regione e dove si dovrà mettere la prossima volta quel segno “X”, per auspicare ad un paese libero e ad un futuro migliore per i nostri giovani, ma soprattutto ripulito,  sì… da tutto questo marciume, che ahimè ancora ci accerchia con questi suoi “fedelissimi”!!!
Matteo… la battaglia che hai scelto di voler intraprendere, dimostrerà alla fine… d’esser fallimentare ed il tempo di contro, confermerà al sottoscritto… d’aver avuto ragione!!!
P.s.: come sempre dopotutto… 

Sicilia: ecco per l'ennesima volta l'esercito dei politici "riciclati"!!!


Il 17 c.m. a Palermo, il leader della Lega Matteo Salvini si è incontrato con i propri iscritti, ma soprattutto con una parte di  quei possibili alleati per le prossime elezioni amministrative di primavera o per le regionali d’autunno…
Tra sorrisi e strette di mano, c’è anche chi manifesta il proprio dissenso con striscioni “La Sicilia è dei siciliani, itivinni in Padania“…
Egli risponde dichiarando che il malcontento, nasca principalmente dal duro scontro promosso contro il Presidente della Regione Rosario Crocetta ed in particolare per aver fatto emergere l’inadeguata gestione dell’autonomia nell’isola…
Il leader della Lega, ha voluto comunque proseguire nel suo programma ricco di appuntamenti, promuovendo il messaggio ormai tanto ricorrente in queste ore (dato dal No del referendum) e cioè… di andare al più presto al voto!
In questa suo progetto è accompagnato dal responsabile economico Armando Siri e da alcuni deputati siciliani, in particolare Alessandro Pagano (ex Ncd) e Angelo Attaguile (ex Mpa); mi è stato confermato che all’incontro vi fosse pure Nello Musumeci (#diventeràbellissima)…
Ho già affrontato in alcuni miei post precedenti la disfatta elettorale della Lega Nord ( e/o di “Noi con Salvini”) in Sicilia e di quei pochi consensi ricevuti a seguito della “pseudo” campagna elettorale…

Ora, questa costola del Centro-Destra, pur godendo del vantaggio dato dalle dimissioni dell’ex premier Renzi e da questo governo “fantoccio” di Gentiloni (non scelto dagli elettori…), pensa di riunire in una raccolta “indifferenziata” tutte quelle diversa forze politiche in un unico schieramento…
Il progetto immagina l’inserimento della sua Lega a tutte quelle forze politiche frammentate (di cui per molte di esse, abbiamo letto nei quotidiani, di come abbiano preferito dedicarsi con proficua attenzione, a tutta una serie di particolari metodologie corruttive), mi riferisco a MPA-FI-LA DESTRA-UDC-FRATELLI D’ITALIA- e con forte probabilità (una percentuale molto alta) prevedo un rientro alla base di quel NCD d’Alfano;

Non bisogna dimenticare che a livello nazionale, i numeri dicono che oggi sarebbero (se pur coalizzati) la terza forza (dopo PD e M5Stelle) e di conseguenza, verrebbero di fatto esclusi ad un eventuale primo ballottaggio…
Comprendo quindi bene il motivo che spinge oggi Salvini a cercare in tutti i modi di raccogliere quei numeri che sa di non possedere al Sud (ne con la sua Lega dell’ormai andato Bossi e ancor meno con quel suo partito dal logo omonimo…), mentre di contro s’intuisce come i sondaggi in Sicilia, diano sfavorito il Centro-Sinistra a scapito proprio di quel Centro Destra o dell’antagonista Movimento pentastellare… (quest’ultimo certamente sfavorito in partenza o quantomeno limitato in quella metodologia già collaudata dai propri avversari, meglio conosciuta come 1=1, dove ad un voto corrisponde biunivocamente una promessa, quasi sempre la stessa… il posto di lavoro)!!!

Ciò che però non comprendo di questo premier leghista, è la morale che lo porta a recarsi a deporre una corona di alloro alle stele di Capaci, dedicate alle vittime della mafia (il giudice Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro) e dall’altro pensare di allacciarsi politicamente ad alcuni partiti che negli anni passati, hanno dimostrato essere legati in modo indissolubile -attraverso i propri leader- a quella nota associazione criminale mafiosa!!!

Quel gesto simbolico, viene così facendo mortificato… poiché egli  con questa sua modalità da  modo a quegli “inciuci politici devastanti”, di concretizzarsi, offre a quei meccanismi clientelari la classica suddivisioni delle poltrone ai soliti “amici degli amici”, garantendo sin d’ora a tutta una schiera di personaggi collusi e legati a quel mondo partitocratico (passato), che poi è lo stesso che ha, in tutti questi anni, di beneficiare di quel sistema corrotto per aggiudicarsi posti e incarichi di prestigio istituzionali o nel mondo delle PA…
Caro Salvini… la speranza di fermare il M5Stelle con alleanze partitocratiche camuffate, fatte con abituali personaggi “riciclati”… non ti porterà a nulla!!!

Ognuno di loro, “mi schifiu macari a nominarli…” (come si dice a Catania), rappresentano ormai quel passato “remoto” che nessuno vuole più…
Non c’è più baratto che tenga… che possa fare cambiare idea, perché i siciliani, almeno quelli ancora onesti, hanno compreso che soltanto la legalità paga… mentre tutto il resta conduce a quanto già conosciamo da sempre… a questa terra infetta da corruzione e malaffare!!!
I siciliani pian piano stanno comprendendo che le chiacchiere non bastano più e di quelle promesse fine a se stesse, non hanno più cosa farne…

Ognuno di loro sa quali sono le uniche necessità per questa regione e dove si dovrà mettere la prossima volta quel segno “X”, per auspicare ad un paese libero e ad un futuro migliore per i nostri giovani, ma soprattutto ripulito,  sì… da tutto questo marciume, che ahimè ancora ci accerchia con questi suoi “fedelissimi”!!!
Matteo… la battaglia che hai scelto di voler intraprendere, dimostrerà alla fine… d’esser fallimentare ed il tempo di contro, confermerà al sottoscritto… d’aver avuto ragione!!!
P.s.: come sempre dopotutto… 

C'è un canzone, che più di tutte entusiasma gli Italiani??? Sapete qual è…??? "Mi vendo"!!!

Vi ricordate la canzone di Renato Zero del 1977 dall’album “Zerofobia“, rappresenta in modo esatto, quel collegamento tra passato e presente… ed in questo modo di metterli in comunicazione, credetemi, non nascondo soltanto una certa ironia, ma rappresento in se, quella vera e propria provocazione… 
Dopotutto di cosa si parla nella canzone… di vendere desideri e speranze “in confezione spray…” 
E difatti, è proprio ciò in cui oggi gli Italiani vanno inebriandosi, di quelle essenze di profumo che vanno sparendo con un colpo di vento…
Credono -attraverso quelle gocce- di potere camuffare quella propria esistenza “pestilenziale… ma loro, sono veri e propri portatori di quella malattia infettiva… che divora non solo i corpi, ma soprattutto l’animo umano, inducendolo a vendersi al migliore offerente, pur di poter beneficiare anch’essi, di quelle residue molliche, buttate lì, per terra… 
La fragranza a cui aspirano non esiste, ma seguiranno per sempre quell’attimo di vanità e d’ambiguità!!!
Sono come infelici e come tali resteranno… inutili personaggi alla ricerca di un’altra identità, ponendo se stessi in vendita a buon prezzo e senza mai dimostrare grinta o ribellione, privilegiano chi, possa renderli bari oppure re…  
La cosa peggiore è che sono talmente abituati a vivere in quel modo “leccando”, che hanno la presunzione di giudicare gli altri, quasi fossero anch’essi predisposti a vendersi…
Per fortuna c’è ancora chi sa dire di “NO“, aggiungerei sotto tutti i punti di vista, vedasi per esempio quell’ultimo nostro “appestato” referendum!!!
Ed allora… ripropongo quella loro preferita canzone, per un attimo – in quel loro mediocre operato – si ritroveranno congiunti ad essa…  
Faccio in fretta un altro inventario…… smonto la baracca e via!
Cambio zona itinerario, il mio indirizzo è la follia!
C’è un infelice, ovunque vai…, voglio allargare il giro dei clienti miei, io vendo desideri e speranze, in confezione spray!!!
Seguimi io sono la notte, il mistero, l’ambiguità…,
io creo gli “incontri”… io sono la sorte, quell’attimo di vanità……
Incredibile, se vuoi…… seguimi e non ti pentirai…
sono io la chiave dei tuoi problemi,
guarisco i tuoi mali, vedrai…
Mi vendo… la grinta che non hai, in cambio del tuo inferno, ti do due ali, sai…
Mi vendo, un’altra identità, ti do quello che il mondo… distratto non ti da!!!
Io mi vendo e già … a buon prezzo, si sa…
Ho smarrito, un giorno, il mio circo,
ma il circo vive senza di me!
Non è l’anima tua che io cerco, io sono solo più di te…
Nell’arco di una luna io, farò di te un baro oppure un re…, sono io la chiave dei tuoi problemi, guarisco i tuoi mali, vedrai…
Mi vendo, la grinta che non hai… in cambio del tuo inferno, ti do due ali, sai!
Si…… si… si… ti vendo, un’altra identità!
Ti do quello che il mondo, distratto non ti da…
Io mi vendo, e già…
a buon prezzo, si sa!

Seguimi!!!
Nella nostra cultura c’è poco orgoglio e molta superbia, poca dignità e molta apparenza, dove per apparire si è disposti perfino a svendersi e a servire!!!

Siamo tutti "Figli della sconfitta"!!!

Solitamente da una sconfitta, dovrebbero nascere delle domande.
Comprendere i risultati, significa capire… cosa pretendono i cittadini.
Ma qui da noi, nel nostro Paese avviene come sempre il contrario!!!
Qualcuno dimentica o fa finta di non comprendere che il voto referendario è da considerarsi a pieno titolo come quello elettivo… in quanto la “formazione delle leggi”, viene di fatto riconosciuta al popolo… che rappresenta (per ricordarlo a quei signori/e attualmente seduti lì, in quei palazzi Istituzionali) l’unico soggetto cui appartiene la sovranità ex art. 1 – tra cui per esempio, di partecipare al potere legislativo, attraverso la possibilità di abrogare in tutto o in parte le leggi approvate dal Parlamento. 
Ma abbiamo già visto quale seguito hanno avuto in concreto alcuni referendum… 
Per esempio come dimenticare quello del 78′, si votava (anche) sul finanziamento pubblico dei partiti, vinsero i NO e cosa è successo… i soldi ai partiti arrivano lo stesso nelle loro tasche da parte di noi contribuenti… milioni di euro per mantenere quell’inutile “casta”… 
Comprenderete bene come da un lato, si da un potere sovrano ai cittadini, ma nella pratica, nel riconoscere quel voto, ci si accorge come questo, non comporti di fatto alcun potere sostanziale, in quanto quella scelta, si esaurisce nel momento stesso del voto referendario e non gli viene riconosciuta alcuna legittimazione, ma tutto continua come se nulla fosse avvenuto…
Ora è evidente che il nostro ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, abbia pensato ( nello scegliere strategicamente le proprie dimissioni… ) di uscire per il momento dalla porta di servizio, per rientrare “acclamato” tra 18 mesi dal portone principale…
Dimentica però quanto già accaduto nel 1985: si votava sulla proposta di abrogare il taglio dei punti di scala mobile (governo Craxi) ed in quella occasione ( quando ancora Renzi aveva i calzoncini corti…) le firme vennero raccolte dal partito (genitore dell’attuale) PCI. 
Allora come oggi, la vittoria andò ai “No”, con il 54,3%.
Il tempo di riprendersi… e venne confermato (siamo al congresso di Firenze – 1986) “segretario”: Alessandro Natta.
Sarà egli a guidare il partito alle elezioni politiche del 1987 con un programma chiamato “Alternativa democratica“, ma il risultato delle urne fu sfavorevole al PCI, che raggiunse il 26,57%…
Natta lascerà per problemi di salute la sua carica ad Achille Occhetto, esponente della nuova generazione dei “quarantenni” con i quali il Partito Comunista Italiano concluderà la propria vicenda storica e dalle sue ceneri nascerà il partito oggi conosciuto come “PD”…
Ora, se due più due fa quattro, potremmo iniziare a tirare le prime conclusioni:
Premesso che, 
  • Il dato complessivo sull’affluenza alle urne è stato oggi del 65,5%
  • Il Si ha raggiunto 40,9%
  • Il No ha raggiunto 59.1%
  • Schede bianche: 83.417
  • Schede nulle: 209.025
Per cui se volessimo fare un paragone tra quel periodo ed oggi (similare in quanto le elezioni sono state anticipate da un referendum…) avremmo che:
il 54.3% dei votanti del referendum :  al 27,57% dei votanti delle elezioni nazionali = 
il 40,9% : ad x ( valore “presunto” per le prossime elezioni)
x= 20,76% 
Siamo per eccesso intorno al 21%, ciò significa che se questo dovesse essere il risultato, aumentato per di più da una percentuale d’errore prevista tra il 2-3%,  ecco che questo partito potrebbe stazionare intorno una previsione percentuale massima del 23/24%, ovviamente ben sotto a quel valore conquistato nel 2013, con il 29,55%…
Se pensate che alle scorse elezioni, il M5Stelle per la prima volta raggiunse il 25,55% , intuisco come sarà molto difficile per il Pd – nei prossimi anni – andare a governare…
L’unica soluzione che resta al Pd… è quella di riuscire a trovare un “particolare” legge elettorale, che permetta ad essa di garantirsi – se pur con minore voti dei cittadini – quelle poltrone che gli garantirebbero la possibilità di governare…
Analoga circostanza va fatta per tutto il Centrodestra, da FI alla Lega, da Fratelli D’Italia a La Destra, dal partito siciliano in gestazione che dovrebbe sostituire quell’ex MPA e/o -Grande Sud, ecc… al partito dei pensionati… e pur volendo inserire quel 3-4% dell’NCD di Alfano & Co,… non supererebbe il 19/20% !!!
E’ evidente a tutti quindi, quale potrebbe essere il prossimo scenario e il rischio per ognuno di questi partiti, almeno per quelli più piccoli, potrebbe essere proprio quello di… scomparire definitivamente.
Per cui, ora comprenderete meglio il perché si sia passati ad un governo “Renzi Bis” con gli stessi uomini e donne che finora, in questi anni di governo, non hanno realizzato nulla, rispetto a quelle riforme necessarie per il paese… se non elargire briciole qua e là, con la speranza di comprarsi qualche voto degli italiani…
Per chi ha perso la poltrona… a breve ne verrà data un’altra altrettanto prestigiosa e a quanti ora sono subentrati (per fortuna aggiungo io… senza portafoglio!!!), si darà modo di mediare con quelle forse antagoniste all’interno del Pd, ma soprattutto si ricercare quella percentuale di voti necessari al Senato, per dare vita a questo governo “ombra“!!!
Noi tutti… come “………..” stiamo a guardare: sono anni d’altronde che le decisioni vengono prese, senza passare da un consenso democratico…
Non ci si preoccuparci neppure dei costi delle elezioni, che tra quelle appena concluse e le prossime del 2018, incideranno sul nostro paese per centinaia di milioni, denaro buttato al vento a scapito dei servizi reali!!! 
La storia si ripete… “loro” proseguono con quella linea di successione, quasi fossero legittimi discendenti diretti di chissà quale presunta “monarchia”, mentre noi, siamo eguali a quei secondogeniti… a cui non toccherà mai nulla!!!
Per adesso alla Camera, 386 hanno detto sì… vedremo a breve i numeri del Senato…
Di una cosa comunque sono certo: neppure uno oggi vuole perdere quella propria poltrona, come e soprattutto, nessuno di loro, vuole rinunciare ai privilegi e all’indennità prevista… per i prossimi diciotto mesi!!!

Vince il No… delle poltrone inutili!!! È tempo di mandare a casa anche gli altri!!!

Renzi ha perso…
Non ci voleva molto a comprendere che quella sua politica arrogante non avrebbe portato a nulla di buono…
L’ITALIA per quanto ha riportato ieri sera in quel suo comiato  d’addio  (l’unico discorso serio fatto in mille giorni…) è nelle  stesse condizioni critiche di tre anni fa..  anzi peggio!!!
Quelle sue riforme alla scuola, al lavoro, alla politica, ecc… non sono servite a nulla,  hanno nei fatti, peggiorato le condizioni dei cittadini…
Aveva promesso la riduzione dei costi della politica e stava nei fatti, tenrando di trasformare la nostra costituzione, per far lievitare ancor di più… quelle spese!!!
Perché non ha promosso un referendum sui tagli… dicendo agli italiani: volete ridurre il numero dei parlamentari del 50%??? Si sarebbe passati dai circa 1000 a 500… in proporzione non sarebbe cambiato nulla…
Ecco, se avesse fatto questo… il Sì avrebbe vinto… ma non l’ha fatto!!!
Doveva togliere i partiti dalla Rai… e non l’ha fatto!!!
Doveva rottamare… anche quel suo partito… ma D’Alena & Co. sono sempre li seduti…
Ci doveva essere il rilancio occupazionale e c’è la crisi più nera… col maggior numero di disoccupati!!!
Cosa dire inoltre delle Banche… di quelle Spa che l’havevano portato al governo e che son state da egli e dal suo governo salvaguardate… a scapito dei cittadini, che hanno di contro perso tutti i loro risparmi…

Cosa dire infine di quella mala-politica fatta di sprechi, corruzione, tangenti e bustarelle per tutti… un vero e proprio malaffare, che ci ha fatto conoscere in modo indegno in tutto il mondo,  come uno degli stati più corrotti… e sotto questo profilo, rappresentati perfettamente in quella “grande bellezza”!!!
Vedete… sono questi i temi che non sono stati affrontati nel corso di quei mille giorni e che oggi l’hanno definitivamente mandato a casa… sia con le proprie dimissione che anche… senza!!!
Caro Renzi… sei stato un vero fallimento e la dimostrazione è  che quelle chiacchiere inutili… oggi, ti si sono rivoltate contro.
Basta con generazioni di padri che lasciano i posti ai figli, ai fratelli, ai generi e via discorrendo…
Soggetti che nella loro vita non hanno mai concluso niente di buono… perché nulla sanno fare, se non rubare quell’indennità!!!

È tempo di cacciare tutti… per non vedere il nostro paese fallire…
In questo, il nostro Presidente Mattarella, deve dimostrare di avere coraggio…
Pensare di continuare con un governo tecnico a modello “inciucio” potrebbe rappresentare un grave rischio per la nostra democrazia già così colpita… e voler comvincerci che gli Italiani sono disponibili sempre a sopportare senza mai ribellarsi… potrebbe costituire un grave rischio e dare modo ad un ricorso storico di ripetersi… rappresentazione perfetta di quella arroganza che fece cadere all’improvviso il fascismo in questo paese..  con le conseguenze che ben conosciamo!!!

Gli Italiani sono stanchi di tutti questi buffoni della politica… abbiamo bisogno di gente preparata, onesta e soprattutto perbene!!!
Presidente Mattarella, se Lei siede lì e certamente per il sacrificio che suo fratello ha dato per il bene di questa nostra patria… non rovini tutto!!! Ponderi bene quindi ogni sua prossima  scelta… perché ne va del futuro della nostra ITALIA!!!

Adesso è giunto il momento di fare pulizia, buttare fuori da quei palazzi… tutti quei soggetti che da una vita sono seduti lì!!!
Si poteva fare una riforma contro i voltagabbana… tutti coloro che sono passati da una casacca all’altra per il proprio tornaconto… ed è  rimasto tutto inalterato..

Tra un Sì e un No… io non mi sento Italiano!!!

Io Gigi… sono nato e vivo a Milano. 
Io non mi sento italiano… ma per fortuna o purtroppo lo sono!!! 
Mi scusi Presidente, non è per colpa mia, ma questa nostra Patria, non so che cosa sia…
Può darsi che mi sbagli, che sia una bella idea, ma temo che diventi, una brutta poesia. 
Mi scusi Presidente, non sento un gran bisogno dell’inno nazionale, di cui un po’ mi vergogno… 
In quanto ai calciatori, non voglio giudicare… i nostri non lo sanno o hanno più pudore. 
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono!!! 
Mi scusi Presidente, se arrivo all’impudenza di dire che non sento alcuna appartenenza. 
E tranne Garibaldi (per modo di dire…) e altri eroi gloriosi, non vedo alcun motivo per essere orgogliosi. 
Mi scusi Presidente, ma ho in mente il fanatismo delle camicie nere… al tempo del fascismo. 
Da cui un bel giorno nacque questa democrazia, che a farle i complimenti ci vuole fantasia. 
Io non mi sento italiano… ma per fortuna o purtroppo lo sono! 
Questo bel Paese… pieno di poesia, ha tante pretese, ma nel nostro mondo occidentale è la periferia… 
Mi scusi Presidente, ma questo nostro Stato che voi rappresentate… mi sembra un po’ sfasciato!!!
E’ anche troppo chiaro agli occhi della gente… che tutto è calcolato e non funziona niente. 
Sarà che gli italiani per lunga tradizione, son troppo appassionati di ogni discussione. 
Persino in parlamento c’è un’aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia niente!!!
Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono… 
Mi scusi Presidente, dovete convenire che i limiti che abbiamo, ce li dobbiamo dire. 
Ma a parte il disfattismo, noi siamo quel che siamo, e abbiamo anche un passato, che non dimentichiamo. 
Mi scusi Presidente, ma forse noi italiani per gli altri siamo solo spaghetti e mandolini. 
Allora qui m’incazzo, son fiero e me ne vanto, gli sbatto sulla faccia cos’è il Rinascimento. 
Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono. 
Questo bel Paese forse è poco saggio, ha le idee confuse ma se fossi nato in altri luoghi, poteva andarmi peggio. 
Mi scusi Presidente, ormai ne ho dette tante, c’è un’altra osservazione che credo sia importante. 
Rispetto agli stranieri… noi ci crediamo meno, ma forse abbiam capito che il mondo è un teatrino. 
Mi scusi Presidente,  lo so che non gioite, se il grido “Italia, Italia” c’è solo alle partite. 
Ma un po’ per non morire, o forse un po’ per celia, abbiam fatto l’Europa, facciamo anche l’Italia. 
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono. 
Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo, per fortuna o purtroppo, per fortuna… per fortuna lo sono!!!

Sicilia: Appalti in crisi!!!

E’ sorprendente vedere con quanta superficialità vengono affrontati i problemi della nostra regione…

In particolare i siciliani, sembrano accontentarsi di quanto avviene intorno a loro, quasi che il disagio sociale che stanno vivendo – perché di questo si tratta – non li tocchi affatto!!!
Vivono in un’attesa quasi allegorica… non si capisce di cosa, ma ogni giorno ne hanno una!!!
In questo periodo per esempio il problema che li assilla maggiormente è la questione referendaria, tra quel Sì e quel No, mentre per il resto… sembra che vada tutto bene!!!
Sono tutti in frenetica attesa di comprendere come si evolverà quel referendum e quale nuovo percorso potrà prendere questa nostra politica, in modo tale d’anticipare tutti, per salire su quale carro del vincitore e presentarsi così celermente per chiedere gli abituale favori…
Sono già pronti… messi lì a 90° piegati, sia moralmente che fisicamente, come degli sprinter, per essere i primi a presentarsi alla porta di quei soggetti politici…  
A loro non interessa nulla se non il proprio orticello…
Per esempio, se i dati occupazionali evidenziano una impennata sostanziale, poco importa, se la crescita del tasso di disoccupazione tra i giovani è tra i più alti d’Europa e vabbè… quei giovani faranno le valigie per ricercare fortuna al di fuori di quest’isola…
Ogni mese migliaia di posti di lavoro vanno in fumo, società che chiudono e licenziano centinaia di dipendenti, compagnie straniere che viste le difficoltà infrastrutturali non si avvicinano minimamente al nostro territorio… anzi lo evitano e a tutto ciò si somma anche la grave crisi degli appalti, sia pubblici che privati!!!
Parlare di commesse è come voler mettere la mano su qualcosa con cui si sa di bruciarci… 
Infatti, digitando il nome “appalto” sul motore di ricerca google… appare: corruzione, collusione, tangenti, arresti, indagini, ecc… 
Vorrei tralasciare la cosiddetta prassi sui controlli, che in questi anni si sono dimostrati superficiali o la verifica sull’esigenza di quei progetti, che ha evidenziato l’inutilità degli stessi, ma soprattutto che, il rapporto costi/benefici di queste opere, ha agevolato principalmente la seconda voce a scapito della prima…
Va aggiunto inoltre che quanto realizzato, non ha neppure garantito la qualità dell’opera, basti vedere quanto accaduto nel centro Italia a causa del sisma, che ha confermato come i comportamenti di alcuni corrotti funzionari, hanno permesso quegli schemi collusivi e le loro relative conseguenze!!!
Parlare di “trasparenza” amministrativa nel pubblico è ironico o quantomeno improponibile nel nostro paese, anzi, il sottoscritto modificherebbe quel termine inadatto, con uno più idoneo: “opaco”.
Comunque non entrando nel merito dei problemi noti derivanti da quel sistema di aggiudicazioni, ciò che m’interessa fare emergere è la crisi che sta vivendo l’indotto dell’edilizia…
Un dato preoccupante, che non sembra interessare a nessuno… o meglio di parlare si discute tanto… in quei convegni, riunioni, meeting e quant’altro, ma di concreto non si formalizza nulla!!!
Io per esempio questa mattina mi trovavo in “Zona industriale”, già chiamarla così… come si dice “ci vuole molto coraggio”, ma di questo parlerò in un mio prossimo post, quanto ora m’interessa far evidenziare è che ciò che vedo è una vera e propria desolazione!!!
Una fotografia che riassume una situazione totalmente fallimentare, nella politica, nell’imprenditoria e soprattutto nel sociale, con una sostanziale richiesta di ore di cassa integrazione e la speranza che giungano dal governo di Renzi… nuove agevolazioni!!!
Povera Sicilia… mi consola comunque pensare che la crisi serva a mo’ di ariete per abbattere le porte di questa fortezza… in cui attualmente ci troviamo murati!!!

Si ripete il 9 Novembre: cade il muro dei democratici… vince Trump!!!

Chissà quanti ricorderanno che il 9 novembre rappresenta una data storica…

Sono passati ventisette anni da quel 1989,  già da quel 9 Novembre… che portava al crollo del muro di Berlino!!!
Una data fondamentale quella d’allora, che rappresentava per tutti noi europei, un’era di cambiamento e di speranza…
Finalmente si superava quel periodo in cui uno stesso popolo era stato forzatamente diviso, un’ingiustizia tra le tante subite in quel precedente periodo storico, fatto di violenza, coercizioni, brutalità, sopraffazioni, ma soprattutto quella limitazione, ai principi di libertà ed uguaglianza… 
Rappresenta questa data, il 9 Novembre, un momento in cui quella aggressività, espressa al massimo della sua ignoranza, ha portato al crollo nel 1993 ad un altro simbolo, quel ponte di Mostar, che rappresentava uno dei capolavori architettonici più belli del medioevo, immagine di forza e bellezza di quello stato voluto con la dittatura da Tito, quella ex Jugoslavia… suddiviso ora in quei 6 nuovi Stati(Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Macedonia). 
Ma da quei colpi di piccone cosa è rimasto… da quel muro crollato cosa abbiamo ricavato… 
Nulla, da quel giorno difatti, nuovi muri si stanno rialzando, nuove politiche separatiste hanno preso le distanze da quella cosiddetta “Unione Europea”, sempre più divisa, sia sulla gestione della crisi economica, sia in quella politica sulla immigrazione e sui rifugiati, sia tra quanti auspicavano una “politically correct” di austerità e quanti di fatto, sono stati promotori di quelle azioni inflazionistiche…

Una Europa divisa su tutto, sul terrorismo, sulle politiche di difesa, su quanto è accaduto in Ucraina, sul referendum della Gran Bretagna con la Brexit, sull’Ungheria con la protezione di quei suoi confini innalzando barriere, con quelle politiche xenofobe di espulsione degli extracomunitari, da parte di quei paese che da sempre hanno mantenuto la propria moneta…

Ecco questa è l’Europa che abbiamo e che dimostra d’essere completamente divisa ed in conflitto non solo con se stessa, ma anche con il mondo prospiciente ad essa…

Quanto sopra è successo certamente anche per quelle politiche finanziarie e nazionalistiche degli USA, che hanno voluto in questi anni, un presidente Barak Obama, che doveva condurre a quel benessere generale, che nella sostanza non c’è stato… perché i ricchi sono rimasti tali (anzi hanno aumentato quel loro patrimonio), mentre i poveri si sono triplicati… nel mezzo quella finta borghesia e quella classe dirigente, che ormai non conta più…
Donald Trump non vince per la simpatia o per quelle frasi dette “sopra le righe”… ma vince per il fallimento della politica di questi 8 anni…
Un Presidente che dimostra non essere sopra le parti, ma che utilizza la sua figura pubblica per promuovere non soltanto la campagna elettorale del prossimo presidente Usa, ma anche interviene nel dibattito referenziale che a breve chiamerà tutti noi italiani…
Ma chi cazzo è Obama per intervenire sulla nostra politica???
Come può il nostro presidente del Consiglio, chiedere apertamente a quel presidente dopotutto “uscente”, di esprimersi favorevolmente alla sua campagna del Sì… 
E’ come se noi Italiani scegliessimo di votare per il nuovo presidente degli USA!!! 
La follia ha raggiunto valori prossimi alla pazzia!!!
Obama… aveva già perso con il suo pubblico, come eguale situazione si verificherà con il prossimo nostro referendum…
Quando dissi ieri al mio amico (ed anche bravissimo barbiere di Via Luigi Rizzo a Catania) Nuccio, che avrebbe vinto Trump… mi ha preso per pazzo… ma dietro quella affermazione vi erano i motivi del fallimento di quella politica democratica…
Politiche sulla giustizia inconcludenti… come i procedimenti contro le frodi finanziarie…
Nessun miglioramento sotto il profilo delle diseguaglianze di reddito (i redditi difatti si sono abbassati di più durante la ripresa di Obama che durante la recessione antecedente il 2009) come la stessa giustizia fiscale (la Goldman Sachs ed altre importanti società quotate da Wall Street sono uscite “impunite” dopo il ruolo che avevano avuto nella crisi di qualche anno fa…).
Inoltre, la più nota, quella politica d’assicurazione sulla salute, per una grossa fetta di americani… milioni di dollari che verranno pagati dalle assicurazioni, ma i cui costi verranno trasferiti sui consumatori…
Analoga politica al sostegno per le abitazioni… e quelle banche che dopo la crisi immobiliare (Lehman Brother) non hanno più rilasciato mutui, ma nel frattempo, grazie a quella crisi, si sono ancor più arricchite: vedasi per esempio la  Bank of America o la JPMorgan Chase, anzi alcune di esse, hanno realizzato insieme ad altre società le maggiori donazioni all’ex presidente a Obama e difatti a quelle disopra, vanno sommate la Citigroup, Microsoft, Google, ecc…
Il reddito medio delle famiglie è sceso di quasi il 7% ed è stato di quasi il doppio rispetto alla caduta del 3,2% durante la recessione negli anni 2007-2009. 
Ed infine la situazione più grave rappresentata dal debito pubblico, che ha raggiunto durante la gestione Obama (e cioè in 8 anni) i 16 trilioni di dollari… troppi anche per gli USA!!! 
Dopo quanto sopra… pensavate veramente che gli americani fossero realmente coso stupidi???
Sarebbe stupendo se anche dai noi si prendesse coscienza di quanto sta accadendo nel nostro paese ed invece di credere soltanto alle parole raccontate dal nostro Presidente del Consiglio, Matteo Renzi… si guardassero realmente i fatti!!!
Certamente staremmo tutti meglio!!!

Tutti insieme appassionatamente, così troppi… da far rimpiangere Don Raffaè!!!

Si dice che la cooperazione si basa sulla profonda convinzione che nessuno riesca ad arrivare alla meta se non ci arrivano tutti!!!

Ed è il motivo per cui ho compreso da tempo… che questa nostra politica sia finita e come tutto ormai, si sia ridotto, ad una semplice conta di voti… 
Ed allora, pur di restare aggrappati a quelle poltrone, non sanno più cosa inventarsi…
Il detto dice che “l’unione fa la forza” ma qui con la scusa di voler spodestare il Presidente della regione Crocetta, si sta facendo la raccolta *******…
Ed allora si pensa cosa fare e chi mettere dentro quel “contenitore” politico…
Dalla destra al centro, passando per una parte della sinistra e finendo con la speranza di coinvolgere coloro che finora preferiscono astenersi… 
Ci sono tutti… su quel palco, non sto nemmeno ad elencarli,i sembrano delle anime in pena… soggetti che non hanno più cosa offrire e nessuna proposta da poter  enunciare, per convincere quei pochi elettori rimasti ancora ad ascoltarli…

Ci si preoccupa esclusivamente di limitare l’ascesa dei “pentastellari”, urlando a gran voce che “non hanno capito che non stati eletti per governare e non per controllare”, è strano, perché i voti, delle ultime elezioni, hanno detto il contrario!!!

Stanno sperimentando prove di trasmissione… per individuare l’eventuale candidato presidente del centrodestra siciliano…
Condivido Nello Musumeci quando dice “Chi sta con noi, non può stare con Crocetta. Punto. Non è un bordello”, chissà perché, a molti di noi, è proprio questa la sensazione che viene trasmessa!!!
Difatti, tra quest’ultimi vedrete… ci sarà chi al referendum non andrà; come ci sarà d’altronde chi vorrà seguire il premier Renzi ed infine ci saranno quelli (e dai sondaggi sono la maggioranza,…) che preferiranno dire NO!!!

Ho l’impressioni comunque che vedendo questo “mix” sono in molti ad augurarsi in Sicilia, di rivedere nuovamente sul campo, l’ex presidente della regione, Raffaele Lombardo…  

Sì, osservando quanto sta accadendo, anche a me viene in mente una vecchia canzone di De Andrè che diceva:
“Per fortuna che al braccio speciale c’e’ un uomo geniale che parla co’mme…
Tutto il giorno con quattro infamoni, briganti, papponi, cornuti e lacche’…
tutte ll’ore co’ sta fetenzia che sputa minaccia e s’`a piglia co` mme…
ma alla fine m’assetto papale, mi sbottono e mi leggo `o ggiurnale
mi consiglio con don Raffae’… mi spiega che penso e bevimm’`o ccafe’…”.
Quando si parla di masse, non bisognerebbe mai dimenticare che tutta la loro ottusa forza e influenza sociale, deriva dall’unione di migliaia d’individui che, presi singolarmente, sarebbero soltanto dei semplici imbecilli!!!
Giovanni Soriano, Malomondo (2013).

NO… alla "manomissione" della Costituzione!!!

Riprendendo l’appello straordinario lanciato su Change.org, da Marco Travaglio Comitato per il comitato del NO al referendum sulle modifiche della Costituzione, che ha visto ad oggi 185.960 sostenitori… e mancano soltanto poche firme le vostre (14.040) per raggiungere i 200.000, !!!
Bisogna fare in fretta!!!
La sproporzione delle forze in campo è evidente. 
Da un lato abbiamo il Governo che ha reclutato i migliori professionisti internazionali della persuasione, ha dalla propria parte una larga parte della carta stampata ed attua una pervasiva informazione sulle reti televisive pubbliche. 
Fondi illimitati, mezzi illimitati, ed una pervicace decisione di imporre al Paese le nuove regole che ha fatto approvare dal parlamento.
Dall’altra parte c’è un gruppo di volontari. Molta forza ideale, un impegno fisico quotidiano che sta diventando difficile da sostenere, perché tutti hanno una vita, lavoro, famiglie.
​Tuttavia i volontari stanno affluendo sempre più numerosi. 
Ogni giorno nascono mediamente due comitati locali, il numero supera ormai i 400.
E’ un fenomeno di partecipazione straordinario, che testimonia quanto ancora ci sia di sano nel nostro Paese.
Tuttavia, come detto, la lotta è ìmpari…
 Non abbiamo soldi per stampare i materiali, per affittare gli spazi; se vogliamo organizzare un concerto non abbiamo soldi per montare un palco, vorremmo organizzare concerti, manifestazioni, convegni.
Se i nostri avversari suonano il loro piffero alla Rai, noi dobbiamo almeno suonare le campane nelle piazze.
Dunque, a fianco della folta brigata di volontari che si stanno battendo per la Democrazia futura, ci rivolgiamo ad un gruppo di donatori a cui chiediamo un sacrificio straordinario. 
Sono 139 , come gli articoli della Costituzione che dobbiamo salvare, idealmente uno per ogni articolo della Costituzione originaria, a cui chiediamo di donare, ciascuno, 1.000 euro a testa per sostenere il nostro impegno per il No nel referendum costituzionale. 
E’ una somma molto elevata, è chiaro.
Tuttavia abbiamo capito che in queste ore decisive per il nostro Paese le persone vogliono fare cose straordinarie, per dimostrare, prima di tutto a se stesse, di non aver lasciato nulla di intentato, per fermare questa deformazione ad orologeria della Costituzione.
Nei prossimi 10 giorni contiamo di raccogliere anzitutto le adesioni di questi sottoscrittori, da inviare con mail a salvalacostituzione@gmail.com indicando il nome e l’ indirizzo completo di chi aderisce. 
Contestualmente, o entro qualche giorno, potete effettuare il versamento tramite bonifico bancario intestato a:
Comitato per il NO nel referendum sulle modifiche della Costituzione
Codice IBAN: IT50 H010 1003 2011 0000 0015 772
BIC (per l’estero) : IBSPITNA
Causale: “Atto di liberalità: Campagna regala una Costituzione”.
Se possibile, vi chiediamo di farlo entro il 31 luglio 2016.
Naturalmente chiediamo a tutti di contribuire secondo le loro possibilità, quindi sono altrettanto importanti 1.000 sottoscrittori da 100 euro e tanti altri che sottoscriveranno quello che possono dare.
I contributi che abbiamo già ricevuto sono serviti nella campagna di raccolta delle firme. 
Ora inizia la campagna elettorale per il referendum e queste risorse servono a questo scopo e occorrono in tempi brevi per produrre gli strumenti di informazione e di propaganda necessari.

Abbiamo poi deciso di dare un riconoscimento come particolare segno della gratitudine del Comitato per il No nel referendum costituzionale a quanti sottoscriveranno per questa raccolta straordinaria di fondi.

Stamperemo copie della Costituzione numerate, con una premessa, una lettera ai discendenti, per spiegare le ragioni del presente impegno straordinario.
Le future generazioni potranno anche farsi sottrarre i diritti democratici che noi ora difendiamo, ma almeno noi sapremo di avergli trasmesso le ragioni ideali della difesa dei valori costituzionali, e la testimonianza di un impegno, che ha saputo anche farsi straordinario nei momenti eccezionali.
Questa è la battaglia popolare di oggi. 
Chiunque deve contribuire con quello che ha, attingendo a risorse che forse neanche pensava di avere.
Si può vincere, si può perdere, la nostra generazione avrà comunque testimoniato la vitalità dei valori costituzionali. 
Regaliamo una Costituzione ai nostri figli…
In un discorso del 57′ diceva luigi Sturzo: La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà!!!

Votazioni… vince l'astensionismo: votano 5 italiani su 10!!!

Renzi ha detto bene… “gli Italiani hanno imparato a fare zapping“!!!

Hanno perso infatti tutti coloro che fanno parte di quella vecchia politica…
Il primo dato politico che emerge è quello del successo del Movimento 5 Stelle a Roma e a Torino…
I romani dopo “Mafia Capitale” hanno deciso di voltare pagina e se il ballottaggio ha tenuto fuori i voti della Meloni… questi certamente diverranno fulcro della Bilancia con il ballottaggio…
Tutte le principali città andranno al ballottaggio: a Roma, la candidata del M5S Virginia Raggi affronterà al ballottaggio il Pd Roberto Giachetti; a Milano il candidato del Pd Beppe Sala avrà contro quello del centrodestra Stefano Parisi; i sindaci uscenti Piero Fassino a Torino e Luigi De Magistris a Napoli, se la dovranno vedere al ballottaggio rispettivamente con la candidata del M5S Chiara Appendino e con l’interlocutore del centrodestra Gianni Lettieri; a Bologna il sindaco uscente del Pd, Virginio Merola se la dovrà vedere in con la leghista Lucia Bergonzoni…
Diciamo che è tempo per il Cavaliere di ritirarsi… come stessa cosa devono fare tutti coloro che sono usciti dal Pd e hanno deciso di presentarsi da soli…
Inoltre, il trucchetto delle liste civiche non ha premiato… 
Celarsi difatti dietro un simbolo “mascherato” non è servito… gli italiani saranno pure dei pecoroni… ma certamente non sono così stupidi per come li si vuole passare!!!
Difatti, il vincitore di questa tornata elettorale sarebbe ancora una volta l’astensionismo, quella disaffezione dei cittadini ormai verso la politica o ancor meglio per quei suoi interlocutori…
Molti hanno voluto dare la colpa del proprio fallimento al ponte del 2 Giugno… ma lo sanno anche loro che è si tratta di una giustificazione banale…
La preoccupazione ora è per il prossimo referendum confermativo delle riforme costituzionali nel mese di Ottobre… ed il premier Renzi pensa che sul referendum gli italiani andranno a votare… e voteranno sì!!!
Io comunque credo che sia giunto il tempo di cambiare rotta… parlo anche per coloro che hanno momentaneamente vinto, come il Pd ed il M5Stelle…
Si tratta di comprendere per chi è al Governo cosa realmente gli italiani vogliono… ed il premier Renzi deve sforzarsi – una volta e per tutte –  che se vuole ancora governare deve abolire tutti quei privilegi vergognosi presenti e cominciare soprattutto a dare certezza e sicurezza ai suoi cittadini, contrastando definitivamente un paese completamente corrotto, non perché condizionato dalla criminalità organizzata, ma soprattutto da tutti quegli uomini legati ai poteri istituzionali… fortemente compiacenti!!!
Di contro i Penta-Stellari devono comprendere che non si può più puntare esclusivamente sul populismo, ma bisogna comprendere che è venuto il momento di programmare in ogni comune una alternativa seria… 
Bisogna dare al movimento ancor più ampia autonomia, senza bisogno che qualcuno ne detenga le chiavi del forziere e che si ponga al di sopra di tutti: dopotutto il motto del suo guru, Gianroberto Casaleggio, era quello che “ognuno valesse un solo voto”…

Predetto… accaduto: disastro ambientale in Liguria!!!

Il giorno del referendum sulle trivelle si è preferito andare a passeggiare… e mentre le urne stavano per chiudere, una parte dell’oleodotto Iplom sversava i propri olii lungo i torrenti per sfociare a mare…

Avevo predetto il danno ambientale… anticipandone i rischi: per la fauna, le coste, la salute dei cittadini e senza dimenticare tutti i risvolti occupazionali anche nel settore del turismo che a causa di quanto sopra, potrebbero condurre i turisti a dirigersi verso altri e più puliti lidi…
Ora forse saranno in molti a pentirsi della scelta fatta al referendum… adesso che il disastro ha colpito proprio una di quelle regione che non presentavano “trivelle”, si può comprende meglio la motivazione di tutti quei sostenitori del si delle altre regioni, che ahimè chiedevano una mano per evitare un futuro possibile disastro ambientale !!!
Come sempre si voleva fare passare quanto accaduto nel più completo silenzio… perché ormai da noi l’importante è censurare quanto avviene, in particolare per non far emergere quelle responsabilità politiche e amministrative, ancor prima che societarie…
Ma è logico credere che con un business miliardario qual’è quello del petrolio… sono in molti ad avere avuto in questi anni la bocca cucita o quantomeno si sarà sorvolato su tutti quei controlli certamente previsti!!!
Non per nulla lo chiamano “oro nero” e nel salire e scendere per quelle condotte… sicuramente un po di quell’oro sarà rimasto in qualche tasca sotto forma di tangenti e bustarelle…

Sarei curioso di sapere ora chi pagherà… non mi riferisco ai dirigenti della società (quello è una ovvietà…), ma m’interessava conoscere i nomi dei responsabili che avrebbero dovuto effettuare quella adeguata prevenzione ambientale e di messa in sicurezza, segnalando quando opportuno, ciò che non andava… ecco mi chiedo, dov’erano questi e dove sono adesso???

Le barche dei pescatori in questi giorni si son dovute ritirare… di pesce non ne parliamo… mentre i primi uccelli iniziano a cadere a terra, con le ali impregnate di bitume… proprio in quelle spiagge che adesso iniziano ad imbrattarsi di nero…
Dopotutto, come avevo espresso nel mio precedente post: il “gregge” ha scelto il “greggio”… 
Ora però… a pochi giorni di distanza… s’inizia a parlare di “disastro ambientale”, perché dai controlli effettuati sembrano essere fuoriusciti circa 700 tonnellate di greggio!!! 
Quindi, all’apertura della stagione estiva balneare, ci si ritrova con un problema che potrebbe distruggere completamente l’economia di una regione.
Il gregge sta fluttuando nel mare e le correnti marine lo stanno trasportando in lungo e largo su buona parte della costa ligure… con l’aggravante che a breve, l’arrivo di temporali potrebbe aggravare la situazione, trasportando per parecchi chilometri…quelle sostanze oleose.
Certo a danno compiuto..(ma è così che funzionano le cose nel nostro paese…). si avviano le inchieste delle procure, si dispone il sequestro della raffineria… e i dipendenti (circa 250)… a cui a breve si aggiungeranno tutti quelli dell’indotto… (sono sempre purtroppo quest’ultimi a dover pagare per tutti) sono stati posti in CIG (almeno quelli più protetti dai sindacati della raffineria), mentre i restanti… appartenenti a società minori… verranno pian piano certamente licenziati!!!
Su quanto sopra, mi sono limitato a evidenziare esclusivamente i danni immediati… mentre di quelli futuri e cioè dai rischi da esposizione da inquinanti, staremo a vedere cosa accadrà agli anziani (già affetti da patologie croniche) ed ai bambini…
Si, purtroppo è scientificamente dimostrato che nell’infanzia i processi di assorbimento e di metabolismo risultano accelerati ed il sistema immunitario, l’apparato polmonare e quello cardiocircolatorio, risultano essere più vulnerabile ai fattori inquinanti… rispetto agli adulti!!! 
La salute viene prima di tutto e forse è meglio che il premier Renzi (e quanti -come pecore- si sono al suo suggerimento allineati…) riveda quel teatrino propagandistico prodotto in quei giorni di referendum, dando atto che è tempo di mettere mano ad una legge che protegga noi cittadini da questi disastri, tornando indietro sui propri passi e ammettendo che –i suggerimenti dati per l’astensionismo– erano stati di certo (come gli olii che a breve cadranno nelle teste di molti cittadini liguri) precipitosi!!! 

Il gregge… ha scelto il "greggio"!!!

Dopo il fallimento del referendum per il mancato raggiungimento del quorum, la partita tra i “non contendenti” si è chiusa…
Si soltanto in Italia possono esistere votazioni “folle” come le nostre…
Già, invece di esserci due schieramenti o due leader che si scontrano oppure una diversa espressione di pensiero, qui da noi è totalmente diverso… c’è ne soltanto una che propone… mentre l’altra vince senza partecipare!!!
Difatti… a vincere è stato l’astensionismo!
I risultati hanno comunque espresso un dato importante e cioè che l’86% ha detto di SI!!!
Ed è da questo dato che bisogna ripartire…
Perché non ha minimamente importanza se il quorum non è stato superato o se l’affluenza si è fermata intorno al 31%… e che solo la regione Basilicata ha superato lo sbarramento del 50%…
Ma nel nostro paese si sa come vanno le cose…
Per convincere gli italiani a votare bastava poco… sì poteva -per esempio- realizzare il referendum in un giorno feriale, garantendo ad ogni elettore due ore di permesso retribuito (verificato dalla presenza apposta sulla scheda elettorale) ed allora -statene certi- che quasi tutti gli elettori avrebbero accorso a quelle votazioni pur di godere di un momento di svago… sapendo dopotutto che quel tempo, sarebbe stato loro rimunerato…
Già bastava una miseria per convincere gli Italiani a votare… ed avrebbero sicuramente votato a favore del SI per come è stato di fatto in percentuale il voto appena espresso!!!
So che si stanno concretizzando dei ricorsi… tra cui uno in sede europea per la violazione, da parte dell’Italia, delle norme che disciplinano l’estrazione degli idrocarburi… ma ciò che mi sembra scorretto nel referendum è che la votazione ha coinvolto tutte le regioni del nostro paese…
PIEMONTE  VALLE D’AOSTA  LOMBARDIA TRENTINO-ALTO ADIGE  VENETO  FRIULI-VENEZIA GIULIA  LIGURIA EMILIA-ROMAGNA TOSCANA  UMBRIA  MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE  CAMPANIA PUGLIA  BASILICATA CALABRIA  SICILIA SARDEGNA, per votare un referendum che coinvolgeva solo una parte di queste regioni… e dove solo quelle poche rischiano direttamente a causa delle trivellazioni i maggiori danni e mi riferisco alle regioni Emilia-Romagna, Veneto, Puglia, Basilicata e soprattutto la Sicilia!!!

Quindi che senso ha avuto fare votare regioni che non avranno minimamente alcun danno da quegli eventuali disastri ambientali… se non il solo vantaggio economico e che quindi, a maggior ragione, avevano di fatto l’interesse esclusivo a non partecipare…
Ma come si dice… chi la fa l’aspetti ed è di poche ore la notizia che proprio in Liguria (e mi dispiace per quanto sta accadendo… perché lì ho lasciato molti amici…) lungo il corso di alcuni torrenti e fino alla foce, si sta lavorando ininterrottamente per bloccare lo sversamento di petrolio da una condotta del deposito della raffineria Iplom che ha sede a Busalla e che ha rovesciato un’immensa quantità di petrolio nel rio Pianego e Fegino e da questo nel Polcevera….
Vedrete che a breve… appena queste sostanze confluiranno a mare e inizieranno a inquinare non solo la fauna marina ma anche le coste… ecco che allora sì capirà, quanto forse sarebbe stato meglio per loro andare domenica al voto… invece di preferire una classica giornata di sole!!!
Ma noi siamo così… un popolo che deve prima farsi male per iniziare a manifestare la propria libertà!!!
Statene certi che un giorno ci si pentirà di questo referendum…
Dopotutto il tempo (aggiungerei illimitato…) concesse a queste compagnie petrolifere è a favore non solo di esse ma dell’alta probabilità che un disastro possa, prima o poi accadere!!!
Molti credono che sono gli altri a subirle le disgrazie… è il classico pensiero dei fessi, ma quando un giorno ci si ritroverà a doverle affrontare noi le conseguenxei di quelle “falle” (causate da eventuali problemi di trivellazione su una delle tante piattaforme prospiciente le nostre coste) allora si che saranno in molti a capire l’errore fatto!!!
In questi giorni difatti, nessuno ci ha spiegato i rischi ai quali andremo incontro… ma si è puntato esclusivamente a salvare i contratti con quelle compagnie, adducendo la solita scusa dei lavoratori…
Mi chiedo… perché nessuno del governo ha informato cose avviene quando vi è un enorme rilascio di quantità di petrolio nell’ambiente???
Il petrolio ha un peso specifico minore dell’acqua, per cui inizialmente forma una pellicola impermeabile all’ossigeno sopra il pelo libero dell’acqua, causando oltre agli evidenti danni per fenomeni fisici e tossici diretti alla macro-fauna, un’anaerobiosi che uccide di fatto il plancton
Successivamente la precipitazione sul fondale dello stesso… replica l’effetto sugli organismi bentonici.
La bonifica dell’ambiente danneggiato richiede decenni e mai nulla tornerà come prima!!!
Dal 1950 ad oggi… i disastri petroliferi nel mondo sono stati circa 80!!!
Capirete quindi dai numeri l’alta percentuale di rischio… a cui vanno sommae le gravi conseguenze di salute, le ricadute economiche sul settore del turismo, l’aspetto finanziario per l’eventuale bonifica, ecc…  tutte condizioni che in questi giorni di propaganda non sono state minimamente evidenziate!!!
Vorrei concludere con le parole di un amico, consigliere del Pd (Claudio Nicolosi) che ho molto apprezzato e che ha espresso nella sua pagina social di Fb: Io sono andato a votare ed ho votato si. Non solo sono andato a votare, ho anche invitato molti amici a farlo perché sono convinto che in questo momento di confusione politica,  di crisi d’identità sociale, solo la partecipazione può dare risposte. Si è persa un’occasione per dire la nostra, per chiedere chiarezza nelle politiche energetiche, per rivendicare il diritto di esserci. E sinceramente vedere chi cavalca l’astensionismo come se fosse una vittoria mi mette tristezza… I motivi dell’astensione sono molti, dall’impossibilita all’ignoranza, dalla stanchezza al disincanto, di certo chi ha scelto di non andare a votare non ha pensato ai mille posti di lavoro degli ingegneri sulle piattaforme, come ha detto  il nostro presidente del Consiglio. Resta l’amarezza di avere sentito due rappresentanti delle istituzioni invitare la gente alla non partecipazione!  La politica è partecipazione,  deve essere partecipazione altrimenti diventa tirannia.

Ieri, per un po di benessere (più “altrui” che proprio… vedasi le inchieste in corso da parte della procura di Potenza…) ha perso per l’ennesima volta la democrazia… mentre ha vinto l’abituale gregge!!!

Il gregge… ha scelto il "greggio"!!!

Dopo il fallimento del referendum per il mancato raggiungimento del quorum, la partita tra i “non contendenti” si è chiusa…
Si soltanto in Italia possono esistere votazioni “folle” come le nostre…
Già, invece di esserci due schieramenti o due leader che si scontrano oppure una diversa espressione di pensiero, qui da noi è totalmente diverso… c’è ne soltanto una che propone… mentre l’altra vince senza partecipare!!!
Difatti… a vincere è stato l’astensionismo!
I risultati hanno comunque espresso un dato importante e cioè che l’86% ha detto di SI!!!
Ed è da questo dato che bisogna ripartire…
Perché non ha minimamente importanza se il quorum non è stato superato o se l’affluenza si è fermata intorno al 31%… e che solo la regione Basilicata ha superato lo sbarramento del 50%…
Ma nel nostro paese si sa come vanno le cose…
Per convincere gli italiani a votare bastava poco… sì poteva -per esempio- realizzare il referendum in un giorno feriale, garantendo ad ogni elettore due ore di permesso retribuito (verificato dalla presenza apposta sulla scheda elettorale) ed allora -statene certi- che quasi tutti gli elettori avrebbero accorso a quelle votazioni pur di godere di un momento di svago… sapendo dopotutto che quel tempo, sarebbe stato loro rimunerato…
Già bastava una miseria per convincere gli Italiani a votare… ed avrebbero sicuramente votato a favore del SI per come è stato di fatto in percentuale il voto appena espresso!!!
So che si stanno concretizzando dei ricorsi… tra cui uno in sede europea per la violazione, da parte dell’Italia, delle norme che disciplinano l’estrazione degli idrocarburi… ma ciò che mi sembra scorretto nel referendum è che la votazione ha coinvolto tutte le regioni del nostro paese…
PIEMONTE  VALLE D’AOSTA  LOMBARDIA TRENTINO-ALTO ADIGE  VENETO  FRIULI-VENEZIA GIULIA  LIGURIA EMILIA-ROMAGNA TOSCANA  UMBRIA  MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE  CAMPANIA PUGLIA  BASILICATA CALABRIA  SICILIA SARDEGNA, per votare un referendum che coinvolgeva solo una parte di queste regioni… e dove solo quelle poche rischiano direttamente a causa delle trivellazioni i maggiori danni e mi riferisco alle regioni Emilia-Romagna, Veneto, Puglia, Basilicata e soprattutto la Sicilia!!!

Quindi che senso ha avuto fare votare regioni che non avranno minimamente alcun danno da quegli eventuali disastri ambientali… se non il solo vantaggio economico e che quindi, a maggior ragione, avevano di fatto l’interesse esclusivo a non partecipare…
Ma come si dice… chi la fa l’aspetti ed è di poche ore la notizia che proprio in Liguria (e mi dispiace per quanto sta accadendo… perché lì ho lasciato molti amici…) lungo il corso di alcuni torrenti e fino alla foce, si sta lavorando ininterrottamente per bloccare lo sversamento di petrolio da una condotta del deposito della raffineria Iplom che ha sede a Busalla e che ha rovesciato un’immensa quantità di petrolio nel rio Pianego e Fegino e da questo nel Polcevera….
Vedrete che a breve… appena queste sostanze confluiranno a mare e inizieranno a inquinare non solo la fauna marina ma anche le coste… ecco che allora sì capirà, quanto forse sarebbe stato meglio per loro andare domenica al voto… invece di preferire una classica giornata di sole!!!
Ma noi siamo così… un popolo che deve prima farsi male per iniziare a manifestare la propria libertà!!!
Statene certi che un giorno ci si pentirà di questo referendum…
Dopotutto il tempo (aggiungerei illimitato…) concesse a queste compagnie petrolifere è a favore non solo di esse ma dell’alta probabilità che un disastro possa, prima o poi accadere!!!
Molti credono che sono gli altri a subirle le disgrazie… è il classico pensiero dei fessi, ma quando un giorno ci si ritroverà a doverle affrontare noi le conseguenxei di quelle “falle” (causate da eventuali problemi di trivellazione su una delle tante piattaforme prospiciente le nostre coste) allora si che saranno in molti a capire l’errore fatto!!!
In questi giorni difatti, nessuno ci ha spiegato i rischi ai quali andremo incontro… ma si è puntato esclusivamente a salvare i contratti con quelle compagnie, adducendo la solita scusa dei lavoratori…
Mi chiedo… perché nessuno del governo ha informato cose avviene quando vi è un enorme rilascio di quantità di petrolio nell’ambiente???
Il petrolio ha un peso specifico minore dell’acqua, per cui inizialmente forma una pellicola impermeabile all’ossigeno sopra il pelo libero dell’acqua, causando oltre agli evidenti danni per fenomeni fisici e tossici diretti alla macro-fauna, un’anaerobiosi che uccide di fatto il plancton
Successivamente la precipitazione sul fondale dello stesso… replica l’effetto sugli organismi bentonici.
La bonifica dell’ambiente danneggiato richiede decenni e mai nulla tornerà come prima!!!
Dal 1950 ad oggi… i disastri petroliferi nel mondo sono stati circa 80!!!
Capirete quindi dai numeri l’alta percentuale di rischio… a cui vanno sommae le gravi conseguenze di salute, le ricadute economiche sul settore del turismo, l’aspetto finanziario per l’eventuale bonifica, ecc…  tutte condizioni che in questi giorni di propaganda non sono state minimamente evidenziate!!!
Vorrei concludere con le parole di un amico, consigliere del Pd (Claudio Nicolosi) che ho molto apprezzato e che ha espresso nella sua pagina social di Fb: Io sono andato a votare ed ho votato si. Non solo sono andato a votare, ho anche invitato molti amici a farlo perché sono convinto che in questo momento di confusione politica,  di crisi d’identità sociale, solo la partecipazione può dare risposte. Si è persa un’occasione per dire la nostra, per chiedere chiarezza nelle politiche energetiche, per rivendicare il diritto di esserci. E sinceramente vedere chi cavalca l’astensionismo come se fosse una vittoria mi mette tristezza… I motivi dell’astensione sono molti, dall’impossibilita all’ignoranza, dalla stanchezza al disincanto, di certo chi ha scelto di non andare a votare non ha pensato ai mille posti di lavoro degli ingegneri sulle piattaforme, come ha detto  il nostro presidente del Consiglio. Resta l’amarezza di avere sentito due rappresentanti delle istituzioni invitare la gente alla non partecipazione!  La politica è partecipazione,  deve essere partecipazione altrimenti diventa tirannia.

Ieri, per un po di benessere (più “altrui” che proprio… vedasi le inchieste in corso da parte della procura di Potenza…) ha perso per l’ennesima volta la democrazia… mentre ha vinto l’abituale gregge!!!

Napolitano che invita all'astensione? Prima di poter parlare di democrazia… avrebbe dovuto permetterci l'ascolto di quelle… intercettazioni!!!

Un ex presidente della Repubblica che invita all’astensione…
Se ripenso a cosa mi disse da piccolo l’allora Presidente Aldo Moro… comprendo finalmente il significato di quelle parole…
Dice bene Erri De Luca: patetico congedo di un ex della democrazia!!!
Già voler commentare la decisione di Giorgio Napolitano di astenersi al referendum del 17 aprile sulle trivelle è solo una perdita di tempo… come forse lo sono stati quei suoi due mandati…
Io comunque insieme a mia moglie e mia figlia (per lei sarà la prima volta…) andremo a votare e sappiamo già come voteremo… SI!!!
Perché vede… non è importante decidere a priori come andrà a finire questo referendum… questa è la democrazia…
Potrebbero anche vincere i no o l’astensionismo… va bene lo stesso… perché per me… per noi… l’importante è… avere fatto il proprio dovere di cittadini… e cioè quello di andare a votare!!!

Infatti, credo che se avessimo potuto decidere in tutti questi anni… (noi cittadini) il presidente, per come avviene già in paesi più democratici del nostro (USA, Francia,ecc..), sono certo che difficilmente molti di quei nostri ex presidenti, avrebbero ricevuto il mandato… e cioè onorarsi di diventare presidenti di questa meravigliosa Repubblica!!!
Non interessa neanche la motivazione data sull’astensione: “se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria“… un paese che cerca di andare avanti, non può certo soffermarsi sulle dichiarazioni di un uomo che è più diretto verso l’altro mondo e che tenta ancora oggi di volersi aggrappare a questo… 
Votare… significa fare parte di un paese, essere concretamente veri e corretti cittadini!!!
Per fortuna che almeno l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha fatto sapere che andrà a votare…
Strano vero…. stesso incarico… ma figure totalmente opposte e diverse!!!
Sì… di uno sappiamo aver perso il fratello per mano della mafia… dell’altro conosciamo dell’esistenza di alcune intercettazioni registrate…. nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, che “stranamente” (non per nulla siamo in un paese democratico…), sono state distrutte dal gip di Palermo (io mi auguro che qualcuno ne abbia fatto delle copie… e chissà forse tra qualche anno riusciremo ad ascoltarle… e dopo di che, rielaboreremo la storia di questo paese)!!!  

La verità è che negli ultimi anni si è tentato in tutti i modi di limitare la partecipazione elettorale dei cittadini, segno di una forte preoccupazione di rinnovamento… di quella sana trasformazione che sta portando finalmente i cittadini, ad una maggiore consapevolezza…
L’opinione pubblica è stanca di questi cadaveri che da oltre 40 anni continuano a governarci… e che ancora oggi vorrebbero indirizzare l’opinione pubblica, condizionandone non solo le scelte politiche ma anche quelle di vita sociale!!!
Non mi meraviglierei scoprire che, dietro le cautele su questo referendum, non si nascondano i soliti meccanismi perversi tanto noti a questo nostro paese, dietro i quali vi sono come sempre… la difesa dei propri interessi personali!!!

Dopotutto non ci scordiamo che attraverso il mercato del petrolio… gira l’economia del mondo… è chissà oggi quanti tra i nostri governanti politici (attuali e passati) ed aggiungerei familiari compresi, non hanno di fatto legami personali ed economici proprio con quelle società petroliere, che in questi giorni si stanno tentando in ogni modo di preservare…

NO all'Euro… SI alla Democrazia!!!

A differenza di quanti speravano… i NO alla fine hanno stravinto…, già sono il 61,3% contro 38,7%.

La Grecia si è dichiarata ed ora iniziano i problemi per l’Europa…
Altri paesi Europei iniziano a pensare di lasciare definitivamente questa Unione Europea S.P.A. che invece di ragionare come una comunità, gestisce la stessa a modello società per azioni, favorendo in particolare istituti bancari ed importanti holding… alla faccia dei poveri cittadini dell’euro zona…
L’Euro si è dimostrata alla fine una truffa, infati a distanza di dieci anni si è scoperto che l’euro, era basata su un colossale inganno ai danni dei cittadini, grazie ad alcuni trucchi finanziari, ben architettati dall’allora Carlo Azeglio Ciampi e dal ministro del tesoro del Governo Romano Prodi.
Secondo lo storico H. Woller, nel momento in cui il nostro paese decise di entrare nell’euro, era giunto già sull’orlo di una bancarotta finanziaria… e tutti ne erano a conoscenza, in particolare l’Olanda che evidenziava, attraverso l’appello di Stephan Freiherr von Stenglin, come non fossimo pronti…
Una verità  denominata “Operazione autoinganno”, che il settimanale tedesco Spiegel, in una inchiesta ne ha chiarito i passaggi, pubblicando le risultanze di centinaia di pagine e di documenti del governo Kohl dall’introduzione dell’euro tra il 1994 ed il 1998. 
L’Italia, secondo questa inchiesta non sarebbe mai dovuta entrare nell’euro, ma Kohl, Ciampi e Prodi, pur sapendo le reali condizioni finanziarie del nostro paese, volutamente camuffarono i dati economici ed oggi a causa dei quelle scelte scellerate, siamo qui a commiserare un autentico fallimento…
Ora si sta pensando di prelevare dai nostri conti correnti le somme necessarie a coprire i buchi di bilancio che, proprio le Banche, hanno finora accumulato, sia a causa di una gestione “accondiscendente”, sia per crediti inesigibili, che hanno raggiunto la cifra incredibile di 190 miliardi di euro.
Qualcuno pensa ad una tassa ulteriore a modello 8xmille, ed altri ancora ad un prelievo una-tantum del 10%…
Di che ne dica Renzi… stiamo fallendo e l’unica nota positiva di questa fallimento e che forse, tutti questi ladri di cui siamo stati circondati e di cui ancora oggi abbiamo una consistente presenza, perderanno finalmente, una volta e per tutte, quegli ingiusti privilegi di cui hanno finora goduto, concessi loro da quello stesso sistema, che ora, come un boomerang…, tornando indietro, trascina con se il nostro paese, da questa ormai assodata deflazione… e accompagnandoci ad una imminente e disastrosa recessione!!!
Dopotutto, come dice U. Galimberti: i fini dell’economia sono anche i nostri fini… o siamo diventati semplici strumenti dell’apparato economico, il quale ci impiega come momenti della sua organizzazione…, semplici anelli insignificanti della sua catena o se preferiamo, mezzi imprescindibili, ma anche fra i più interscambiabili di qualsiasi altro mezzo, all’interno di un apparato economico-produttivo diventato fine a se stesso?

Legittimo impedimento…

Nel codice penale è previsto che ogni cittadino ha diritto a far spostare un’udienza di un processo che lo riguarda se ha un impedimento, che però precisa la legge, deve essere effettivo ed assoluto…
Una malattia, può rientrare in un caso tipico…
Quanto sopra vale per tutti, ma nel caso che l’imputato sia anche Presidente del Consiglio le cose cambiano, infatti è intervenuta una legge, che ha esteso di molto le circostanze in cui egli può chiedere di non dover presenziare al dibattimento e quindi di rinviare…
Quali sono questi casi…???
Per esempio in caso di concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per leggi, oppure dai regolamenti e delle relative attività preparatorie e consequenziali; ed ancora per ogni attività, derivante da funzioni di Governo…

Il bello è che ai tempi ( 2011 ) era stato fatto pure un referendum, promosso da Italia dei Valori e come sapete era necessario affinché il referendum fosse considerato valido, una richiesta la partecipazione al voto, per il 50% più uno degli aventi diritto, quorum che poi fu  raggiunto con il 54,78%, e comunque anche se la maggioranza dei SÌ aveva scelto di abrogare la norme sottoposte a referendum…, alla fine sappiamo come è andata a finire!!!
Ed allora quindi chi decide???
Di solito dovrebbe essere il tribunale a ricevere la richiesta dell’imputato ed a prenderne le decisioni conseguenti,  ma come abbiamo ben capito, nel caso del Presidente del Consiglio, le procedure sono differenti e cioè ove la presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice è tenuto a rinviare il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può, comunque, essere superiore a 6 mesi…

Ed ancora questa legge che il Parlamento ha promulgato nel 2010 e che doveva avere una validità temporanea di diciotto mesi è rimasta ferma presso la Commissione Affari Costituzionali e quindi continua ad essere purtroppo ancora applicata…
Ed ecco che alla fine alcuni giudici, dichiarano la incostituzionalità della legge, mentre altri continuano ad osservarla…, in Italia tutto è retto su questo principio dell’alternativa, perché non si giunga mai ad una soluzione…
Non ci resta che sperare che qualcosa finalmente possa cambiare… 
Dover ascoltare stasera, certe trasmissioni televisive di parte, pilotate in tutto, con interviste a giornalisti, politici e medici che manifestano tutta la loro disapprovazione, mi convince sempre di più, di vivere in questo Paese che di democratico ormai nulla possiede… e che viene rappresentata da soggetti, senza la ben ché minima personalità!!!