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IRAN: Accident or murder? That is the question!!!
L’affluenza al voto ha registrato una partecipazione di appena il 40%, ma forse ora a seguito del ballottaggio saranno in molti coloro (gli stessi che si sono astenuti, in particolare la maggioranza delle donne) che proveranno a far vincere il riformista Massud Pezeshkian a scapito del candidato appoggiato dal governo o dovrei dire dal Consiglio dei Guardiani!!!
Vedremo a giorni come andrà a finire, sempre che non emergeranno brogli elettorali…
Certamente queste nuove elezioni (dovute alla morte del presidente Raisi) hanno lasciato sul sottoscritto forti dubbi…
Già… incidente o omicidio? Questo è il problema!!!
Sappiamo per certo – da quanto abbiamo potuto ascoltare dai Tg – che non è stata una bomba a far precipitare l’elicottero del presidente Iraniano!!!
Come d’altronde non è stato un missile straniero a colpire quell’aeromobile e difatti, sin dalle prime notizie iraniane è stato riportato che si è trattato di un incidente.
Ora… se pur certo che le informazioni iraniane corrispondessero al vero, d’altronde non sono stati trovati segni d’esplosivo nei rottami recuperati, possiamo accettare il giudizio che non vi sia stato alcun attentato dinamitardo e/o missile che abbia fatto esplodere quel veicolo aereo…
Ma se viceversa dietro a quella sciagura fosse accaduto dell’altro, pur volendo considerare la buona fede dei periti chiamati a suffragare quel mancato intervento esterno o l’eventuale attacco militare, qualcosa resta da scoprire…
Vi starete chiedendo: ma Costanzo dove vuol arrivare???
Allora… poniamo il caso che esista un modo per far precipitare quell’elicottero senza l’utilizzo di armamenti convenzionali, mi riferisco ad esempio a quelli attualmente a conoscenza della maggior parte delle forze armate; ecco… chiunque analizzasse un veicolo precipitato a seguito di un tipo di arma come questa ipotizzata, non troverebbe nulla per suffragare l’idea di un attentato, come d’altronde a conferma di questa ipotesi, possono esser riprendere le comunicazioni intercorse prima dell’incidente, le quali non hanno evidenziato alcun problema tecnico.
E quindi siamo tutti concordi che quell’elicottero è caduto improvvisamente, senza comunicare anomalie, disfunzioni, guasti, etc…
Cosa fare quindi in questa circostanza se non certificare che si è trattato di una disgrazia…
Ma come dice il detto: “a pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”!!!
Ed allora provo ad instillare in ciascuno di voi un dubbio, lo stesso che dal primo istante, appena ascoltata la notizia, mi ha assillato…
Mettiamo il caso che esista un arma capace di colpire a distanza un qualsiasi mezzo meccanico, in particolare un veicolo aereo; questo sistema innovativo, sconosciuto ancora alla maggior parte dei militari, è capace di mandare in tilt l’intero impianto elettrico e di conseguenza bloccare le parti meccaniche di un veicolo, motori, pale, etc…
Quindi ipotizzando che esista quest’arma, se vi fosse un mezzo in volo da colpire, quest’ultimo si bloccherebbe immediatamente, già… su sé stesso e quindi non potrebbe far altro che precipitare…
“Mayday, mayday” tuonerà certamente il radiofonista ed un segnale internazionale d’aiuto verrà così lanciato nell’etere, sì perché nel frangente di salvare quanti a bordo, il pilota proverà prima di precipitare di avvisare la base indicando la posizione e l’eventuale punto d’impatto!!!
Sì… una richiesta di aiuto che però non troverà alcun ascoltatore, perché come ho riportato sopra, tutto l’impianto elettrico è fuori uso e quindi anche quel messaggio non verrà mai trasmesso…
E difatti a conferma di ciò, le stesse squadre di ricerca iraniane hanno perduto ore e ore per comprendere dove fosse caduto quel veicolo, a conferma che nessun messaggio di avaria, fosse stato (stranamente) inviato dal pilota…
Vien ora da chiedersi: come avrebbe fatto ad esempio quell’organizzazione militare (diciamo avversa al governo iraniano) ad abbattere l’aeromobile???
Ah… ora che avete iniziato ad intuire cosa potrebbe essere accaduto, mi permetto di lanciare un sospetto!!!
Si è trattato di un raggio laser, non so dirvi se inviato da terra o da una nave militare posta al largo delle coste iraniane oppure da uno di quei droni dotati a grande autonomia in grado di compiere missioni di sorveglianza ad alta quota e nel caso specifico, capace di intercettare, mirare e quindi bloccare tutti i sistemi di un veicolo attraverso un raggio laser modificato per l’occasione…
Penso che si tratti di una arma militare ancora in fase sperimentale, già come taluni cannoni laser che proprio in questi giorni abbiamo letto esser stati provati, mi riferisco al nuovo potentissimo laser portatile anti drone in possesso dell’esercito australiano.
Quest’arma segreta avrebbe un raggio d’azione piuttosto ampio ed una precisione davvero elevata, con la certezza di riuscire a centrare l’obiettivo anche a lunga distanza e quindi capace di accecare e bloccare senza alcuna difficoltà qualsivoglia strumento in movimento e con la garanzia di colpire il bersaglio prescelto in modo certo…
Difatti il suo raggio laser potrebbe essere utilizzato per accecare i sistemi elettrici, danneggiando completamente la funzionalità dei veicoli nemici in movimento…
Quindi, mettendo – per ipotesi – che si sia trattato di un attentato, resta ora da chiarire quale fosse il movente e soprattutto chi poteva avere interesse – non solo all’estero, ma anche nel proprio Paese – che l’ex Presidente Raisi, venisse improvvisamente a mancare…
Ho pensato quindi a due possibili soluzioni, tra qualche giorno ne parlerò, molto dipenderà anche da come finiranno queste elezioni presidenziali…
Iran: verso le elezioni presidenziali…
Masoud Pezeshkian si definisce – a causa dei lutti familiari che lo hanno colpito – “marito, padre e nonno” e finalmente, dopo che si era già presentato alle votazioni del 2021 – a cui il Consiglio dei Guardiani aveva respinto la sua candidatura – ecco che finalmente il medico è stato autorizzato a potersi candidarsi a queste elezioni presidenziali, accelerate come ben sappiamo dalla morte in elicottero del presidente Ebrahim Raisi (incdente del quale ho avuto sin da subito forti dubbi e di cui parlerò a giorni in un mio prossimo post…).
Comunque… sono le donne le prime a voler votare per Pezeshkian, molte di loro infatti non si sarebbero neppure recate alle urne senza questa candidatura, anche se va detto che è egli rappresenta lo “specchietto delle allodole“, in quanto sappiamo bene che a decidere su tutti quei candidati sara sempre il “Consiglio dei Guardiani” e quindi, alla maggior parte degli iraniani, non resterà altro che subire ancora per molto quel totalitarismo, lo stesso che ha determinato in questi lunghi anni una grave inflazione, accompagnata da crisi economica e da una elevata disoccupazione, fattori negativi che hanno portato all’attuale recessione e al deprezzamento della valuta nazionale!!!
Ovviamente il malcontento è palpabile e se non fosse che tutte le manifestazioni pubbliche finora compiute sono state represse militarmente, quel governo fortemente autoritario e attualmente in carica, non durerebbe un giorno in più…
Comunque una cosa è certa, queste votazioni sono considerate da molti come un qualcosa di artificioso, già… di falso, truccato, servono a ingannare il popolo e soprattutto a tenerlo a bada, ma quantomeno potrebbero rappresentare la svolta ad un cambiamento …
Le previsioni degli esperti prevedono però che ci sarà una bassa affluenza, già… inferiore al 50%, considerata anche l’opera di boigottaggio posta in atto da coloro che non hanno potuto partecipare a questa competizione, definendola in una parola “illegale”!!!
Ecco perché non credo che un uomo da solo potrà mutare questo stato di fatto, perchè ritengo che fino a quando questa dirigenza resterà al governo, nulla di buono potrà mai accadere e difatti, l’eventuali richieste formulate oggi dalla popolazione in particolare da quelle donne coraggiose, di poter godere di una maggire democrazia, vedrete… ahimè verranno – per come finora fatto – soppresse con l’uso della forza!!!
Ma la storia insegna ed il motivo per cui non bisogna arrendersi!!!
D’altrinde è solo questione di tempo: perchè si sa: un’ingiustizia fatta all’individuo è una minaccia fatta a tutta la società!!!
Mahmoud Ahmadinejad si candida alle presidenziali per battere Khamenei!!!
Cosa accadrà ora con il decesso del Presidente iraniano???
Tralasciando in questa occasione complotti o pseudo attentati compiuti da quel loro acerrimo nemico chiamato Israele (va detto comunque quanto sia singolare che accadano situazioni come questa, consentitemi, ma al sottoscritto qualche dubbio resta…), prevedo ora per quel Paese un periodo instabile – durante proprio questi 50 giorni necessari per organizzare le nuove elezioni nel quale il vicepresidente Mohammad Mokhber Dezfuli proverà a governare – a causa delle tensioni sociali presenti che come abbiamo visto, sono state soffocate in questi mesi con l’uso della forza!!!
D’altronde in queste ore incerte, l’ayatollah Khamenei ha chiesto a tutti un momento di riflessione e di preghiera, ma non sono pochi – vedasi talune piazze di Teheran e soprattutto molti post social – ad aver festeggiato quell’improvvisa scomparsa con fuochi d’artificio, già nei confronti di quel loro Capo di Stato, a dimostrazione che sono in tanti, in particolare le donne arabe (le stesse che sono scese nei mesi scorsi in strada per manifestare la propria rabbia) a provare ad alimentare un’eventuale guerra civile che sicuramente il governo tenterà in tutti i modi a soffocare!!!
Certo, ora qualcuno proverà a candidarsi per quel ruolo così importante, anche se va detto che per quella carica presidenziale si dovrà passare attraverso la rigida valutazione del Consiglio dei Guardiani, che rappresenta finora l’unico strumento capace di privilegiare quella votazione pilotata e che si trova ahimé nelle mani del leader supremo (chissà se non vorrà porre sin d’ora in quella poltrona il proprio figliolo…)!!!
E quindi, nessun nome potrà mai candidarsi se non esplicitamente appoggiato dall’ayatollah che sono certo, è già a conoscenza del nome che dovrà sedere su quella poltrona!!!
Certo, la situazione è fortemente instabile e non è detto che in queste ore possano verificarsi dei colpi di scena, in particolare da parte dei giovani e soprattutto dalle forze studentesche ed universitarie, in particolare sorretti dalle numerose donne e da quanti desiderano una maggiore democrazia, soprattutto con meno ingerenza da parte delle autorità religiose…
Se poi alla alla luce di quanto sopra, sommiamo il rischio di un’eventuale ampliamento del conflitto in corso in medioriente che sta vedendo peraltro coinvolto anche lo Stato iraniano contro Israele (attraverso il sostegno dato ad alcuni movimenti militanti armati come Hamas (Gaza), Hezbollah (Libano), milizie più piccole (Iraq e Siria) ed infine gli Houthi nella penisola arabica dello Yemen…), allora qualcosa di grave potrebbe realmente verificarsi…
Già… sono questi i motivi che mi spingono sin d’ora a prevedere un diffuso dissenso contro quel regime che vedrete porterà a breve a disordini sociali in tutto il Paese, seppur quest’ultimi – per come finora fatto – cercheranno di sopprimere la protesta con i militari, gli stessi che da sempre non vogliono insieme alle forze di governo, assistere ad alcun cambiamento!!! Ma ciò, non è detto che basti più, anzi tutt’altro…
Accordo di pace mediante il trattato di Abramo??? Non credo sia la giusta soluzione…
Manifestazioni contro Israele…
Anche a Tel Aviv molti israeliani sono scesi in piazza (in particolare, ma non solo, i familiari presi in ostaggio da Hamas) per protestare contro le politiche di governo e difatti nel mirino delle proteste vi è Benyamin Netanyahu che evidenzia non avere alcuna intenzione di barattare quei 130 connazionali con un eventuale accordo di tregua di lunga durata.
Ritengo comunque che nonostante molti credano che le trattative portate avanti dal Cairo possano a breve concretizzarsi, il sottoscritto ritiene che il governo israeliano voglia portare avanti l’operazione militare nella città di Rafah, dove sono attualmente concentrati gli sfollati palestinesi della Striscia di Gaza.
Difatti il Capo del governo Netanyahu ha ribadito che “l’idea di porre fine alla guerra prima di raggiungere tutti i nostri obiettivi è inaccettabile; noi – ha spiegato – entreremo a Rafah e annienteremo tutti i battaglioni di Hamas presenti lì, con o senza un accordo, per ottenere la vittoria totale”.
A dimostrazione quindi di quanto il sottoscritto già da tempo abbia più volte anticipato, non saranno ne gli Stati Uniti a bloccare l’operazione via terra e ancor meno l’Onu opuure la giustizia internazionale della Corte penale dell’Aja che potrebbe condannare per crimini di guerra il premier israeliano e alcuni membri della leadership politico/militare d’Israele.
La verità che non solo Israele è stanca di queste forze fondamentaliste militari, ma anche altri Paesi arabi sono infastiditi dal doversi sottomettere a quei capi Hezbollah, Houthi e Hamas, che si sa essere sovvenzionati da Teheran!!!
Difatti, sono queste forze paramilitari a permettere all’Iran di aumentare la propria influenza internazionale, anche nei confronti di quei paesi amici come Turchia e Turkmenistan; difatti… l’Iran grazie a quei gruppi mostra i muscoli nei confronti degli altri paesi arabi limitrofi come ad esempio l’Arabia Saudita, l’Iraq, l’Afganistan, ma anche lo stesso Pakistan di cui Teheran non vede di buon occhio il legame tra Islamabad e Washington, anche se bisogna dire che grazie al progetto “pipeline” e cioè al gasdotto che trasporta il gas del giacimento di South Pars nel Golfo Persico a Karachi, tra i due Paesi si è di fatto creato un cordone ombelicale che lega per l’appunto a doppio filo Teheran e Islamabad, liberando tra l’altro ciascuno di essi, dalla dipendenza dalle rotte occidentali….
Ed infine, vorrei ricordare come quelle forze fonfamentaliste servono a garantire all’Iran una forma di “difesa” nei confronti del suoi diretto contendente, mi riferisco ad Israele (e di conseguenza al suo diretto alleato “Stati Uniti”), certamente quest’ultimo militarmente più forte, anche in virtù delle armi nucleari a sua disposizione e infatti un aggressione agli interessi iraniani, potrebbe far scaturire un conflitto su più fronti con attacchi terroristici mirati, in tutte le città del mondo…
Certamente tutte le persone di buona volontà auspicano che si giunga presto alla fine del conflitto ed è giusto manifestare e far sentire la propria voce affinchè si possa raggiungere una pace duratura; ma ho come la sensazione che non tutto ciò che ci viene rappresentato dai media sia esclusivamente compiuto per il popolo palestinese, ma viceversa, credo che dietro molte di quelle manifestazioni pro-Palestina si celino messaggi di carattere antisemita e questo non può essere accettato, perché si tende a dimenticare quanto accaduto ahimè a quel popolo il secolo scorso…
Perdonate, ma non posso quindi approvare cartelloni con scritte antisemita come ad esempio “Rivedrete Hitler all’inferno” oppure “Apriteci i confini, così possiamo uccidere i sionisti, gli ebrei” o alri ancora: “Israele terrorista“!!!
La violenza si sa… genera nuova violenza e finché gli esseri umani si prefiggeranno la distruzione dei propri simili, finché il loro unico desiderio sarà vedere distrutti i loro fratelli, beh… nessuna pace potrà mai coesistere e i conflitti saranno sempre destinati a continuare!!!
E quindi, per quanto possa condividere e apprezzare le degne motivazioni di molti di quei pacifisti, resto comunque un intransigente oppositore dei metodi violenti anche laddove vengono posti al servizio delle più nobili cause!!!
Per giungere alla fine del conflitto, bisogna creare uno Stato Palestinese!!!
Alcuni mesi fa avevo scritto questo post https://nicola-costanzo.blogspot.com/2023/11/a-catania-ho-fondato-lo-stato.html – sicuramente utopistico, ma che dava un senso logico ad una situazione certamente oggi di difficile soluzione…
Ho letto i tanti commenti ricevuti, alcuni tra l’altro favorevoli all’idea, altri viceversa non così disponibili a dover rinunciare ai propri territori, seppur parliamo di terre per la maggior parte incolte o desertiche, ma che potrebbero attraverso sostanziosi fondi internazionali e interventi industriali e agricoli, trasformarsi in un vero e proprio paradiso, con due sbocchi a mare, uno il Mediterraneo e l’altro il Mar rosso, fondamentali per nuovi collegamenti commerciali…
Ora però incredibilmente ecco che anche Gila Gamliel, a capo del ministero dell’intelligence israeliano, ha proposto (debbo forse credere che abbia copiato la mia proposta???) uno studio in cui tra le ipotesi per il dopo Hamas a Gaza, proponeva la possibilità di trasferire la popolazione civile palestinese da Gaza verso l’Egitto, creando una zona cuscinetto per proteggere il confine israeliano.
Mich… ma è la stessa soluzione che il sottoscritto nel disegno sopra riportato aveva proposto, debbo pensare quindi di non esser così folle… sarà che sull’argomento “Storia” sono preparato e soprattutto vorrei evitare i corsi e i ricorsi storici che per natura umana, dimostrano purtroppo nei secoli di volersi ripetere!!!
Certo anche il ministro mette le mani avanti e parla di proposta “concettuale” ribadendo che una tale ipotesi non è mai stata discussa dal governo nazionale, il ministro però ha voluto comunque ribadire l’idea come una possibile soluzione pacifica che potrebbe mettere tutte le parti n causa d’accordo…
Certo, esiste un’altra soluzione e si chiama guerra “totale” e coinvolgerebbe non solo i due attuali contendenti, ma estenderebbe in Libano, Siria, Yemen e Iran l’eventuale conflitto, con ripercussioni certamente imprevedibili che coinvolgerebbero molte di quelle potenze militari…
Ovviamente una soluzione rapida va trovata, parliamo di milioni di profughi senza alcuna terra, difficili da sistemare anche in altri paesi, molti dei quali se pur legati dalla stessa cultura araba, dimostrano esser poco disponibili ad accoglierli….
Bisogna indirizzare le risorse di bilancio dell’L’United Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRA) per assistere economicamente e civilmente i Palestinesi per creare nuove condizioni che incoraggino il popolo palestinese a ricostruire la propria vita altrove, in una terra libera e indipendente dove progettare il proprio futuro senza dover sottostare a nessuno, mi riferisco ad Israele ma anche a quelle organizzazioni fondamentaliste militari che dettano non solo la politica ma ahimè anche la vita sociale!!!
Vedremo quindi quale scenario si adatterà meglio a quel popolo “profugo” dal momento che – vista l’attuale politica militare del governo israeliano – difficilmente riuscirà a rimanere in quella terra, la stessa su cui fino a pochi mesi fa risiedeva, se pur tra condizioni durissime, ma che rischia ora di venir definitivamente sfollata da quella Striscia di Gaza…
Mar rosso a rischio chiusura: un piano per liberare lo stretto di "Bab el-Mandeb" …
Ha una larghezza complessiva di circa 30 km e separa lo Yemen (Ras Menheli) da Gibuti (Ras Siyyan) e rappresenta un punto nevralgico per lanciare raid contro le navi mercantili e militari…
Sono già 24 gli attacchi compiuti dagli Houthi contro le navi che stanno provando ad attraversare quel tratto del Mar Rosso e se continua così, l’escalation verso un conflitto armato nei confronti di Yemen e Iran è cosa certa…
Difatti, dopo gli USA anche una fonte interna del governo inglese ha riferito al Times che l’esercito del Regno Unito si sta preparando ad una serie di attacchi aerei contro le postazioni dei ribelli yemeniti, in coordinamento Stati Uniti e altri Paesi europei.
Da quanto si è appreso il piano prevede il lancio di missili gli contro obiettivi in mare e nei territori controllati dalle milizie filo-iraniane da parte della Raf o del cacciatorpediniere Hms Diamond che già a dicembre ha dimostrato le proprie capacità, avendo abbattuto alcuni droni dei ribelli.
Prima di autorizzare l’operazione il governo britannico rilascerà una dichiarazione congiunta con Washington per intimare ai terroristi yemeniti di fermare quei loro attacchi e per non dover affrontare la forza militare congiunta in corso di preparazione…
D’altronde va ricordato come otto delle venti navi finora attaccate dai ribelli battevano bandiera del Regno Unito e avevano tra l’equipaggio cittadini britannici ed è il motivo per cui qualcosa in quello stretto dovrà essere posto in campo…
Nessuno ovviamente vuol dar via ad una nuova guerra, gli stessi Houthi puntano con la loro strategia a consolidare ed aumentare il loro favore da parte delle popolazioni arabe, facendo leva in particolare su quanto sta accadendo in Palestina, puntando contemporaneamente a ritagliarsi un ruolo quale membro di un’asse di resistenza, sostenuto celatamente dall’Iran.
Quest’ultima infatti ha inviato in quelle aree antistanti lo Yemen il proprio cacciatorpediniere Alborz, il che potrebbe presagire a un ulteriore aumento della tensione già di suo abbastanza alta….
Ho già anticipato in questi mesi il rischio che il Mar Rosso potesse diventare a tutti gli effetti un nuovo fronte per Israele e per gli uomini di Hamas, che troverebbero ora nello Yemen e in quei loro sodali combattenti degli Houthi, nuove energie da utilizzare contro Israele e gli Usa…
Se qualcuno pensava ad una pace prossima, può lasciar perdere… il 2024 sarà un anno difficile e sicuramente la storia – ahimè – lo ricorderà alle future generazioni…
Ecco cosa potrebbe accadere se si chiudesse (ipoteticamente) Gibilterra…
Ho sentito in questi giorni parlare di chiusura “forzata” dello stretto di Gibilterra, per risvegliare le coscienze del mondo intero su quanto sta accadendo nel conflitto in corso nella striscia di Gaza…
L’Iran ha quindi minacciato di chiudere quello stretto che rappresenta l’ingresso delle acque dell’oceano atlantico verso il mediterraneo e la stessa situazione potrebbe accadere anche per il canale di Suez…
Ed allora mi sono chiesto: se ciò dovesse avvenire cosa accadrebbe???
Di fatto nulla, quantomeno non in tempi celeri come qualcuno prova a fantasticare, soprattutto se si pensasse di ripetere quanto già accaduto all’incirca cinque milioni di anni fa e cioè ridurre quella vallata, in una profonda secca…
Già… se domattina in quello stretto di Gibilterra fosse realizzata dal nulla una diga, atta a non far confluire le acque dell’oceano, beh… nessuno di noi si accorgerebbe di quanto realizzato e tutto procederebbe come nulla fosse…
Ed allora nell’ipotesi di una eventuale stravagante ed irreale chiusura, ho pensato stasera di scrivere questo post, realizzando anche un’immagine che descriverebbe la condizione geografica che – a causa del prosciugamento – avvicinerebbe l’Africa al nostro continente, in particolare proprio al nostro paese…
Certo a vedersi non sarebbe una cattiva soluzione, finirebbe finalmente quel grande business economico degli sbarchi clandestini e quindi quel mercato del traffico di esseri umani, gestito da organizzazioni criminali che agiscono in diversi paesi del mondo…
Beh… se il mar Mediterraneo dovesse diventare un mar chiuso prosciugandosi improvvisamente, ecco che i tre continenti, Europa, Africa e Asia, verrebbero in contatto, ma non solo, una gran parte di quei territori posti sulle coste e oggi bagnati dalle sue acque, diventerebbero improvvisamente aride e piatte…
Comunque, tralasciando pensieri utopistici forse è meglio che ci si concentri sulla realtà dei fatti, su quanto sta attualmente accadendo in queste ore in quelle aree medio orientali, provare a trovare quindi una soluzione a quel conflitto in corso, senza tentar di minacciare alcuno, tra l’altro la parte antagonista dimostra finora di non aver alcuna apprensione e quindi ritengo sia fondamentale da parte di tutti mantenere in ogni circostanza un profilo prudente…
Perché come dice Papa Francesco: “Il nostro destino non è la guerra ma la pace”!!!
A rischio un nuovo conflitto, mentre la pressione della Comunità internazionale non si sta minimamente concretizzando!!!
Qualcuno sperava in un intervento armato da parte dell’alleanza araba, altri dopo l’attacco compiuto dalle forze militari di Hamas auspicano in un ritiro israeliano; ma quanto andrà ad accadere su quei territori non lascia dubbi…
Credo infatti – a differenza di quanto in molti riportano – che Israele non lascerà più quella striscia di Gaza, anzi vedrete, proverà a raderla al suolo completamente per poi annetterla ai suoi territori…
Viceversa, le energie strategiche di Hamas, andranno con il passar del tempo scemando (si come per l’Ucraina…), poiché inizieranno a venir meno quei fondi che finora l’hanno sostenuta, sia internazionali che arabi…
Difatti, l’unico Stato che evidenzia avere ancora interessi affinché il conflitto prosegui è quello iraniano, ben sapendo quest’ultimo quale rischio potrebbe innescare è cioè quello di dare il via ad un conflitto mondiale, una condizione che già da anni proprio gli Usa, dopo le guerre in Afghanistan e Iraq, dimostrano di voler iniziare, in particolare per abbattere quell’attuale governo in carica…
Ed infine, non dimentichiamo la comunità internazionale, che evidenzia quanto poco impatto abbia avuto finora nel mettere in difficoltà le parti in causa, in particolare il governo israeliano che al contrario ha dimostrato di voler andare per la propria strada senza alcun tentennamento!!!
Ho letto un passaggio riportato sul web di un professore (Goodman) israeliano durante una sua lezione: “Stiamo derubando un’altra nazione della sua libertà, e questo non è etico, non è ebraico e non è eppure sionista, perché il sionismo nasce dal principio dell’autodeterminazione dei popoli. L’Occupazione non è solo sbagliata e antidemocratica, prosegue, ma alla lunga finirà per diventare una minaccia strategica. Cosa succede se andiamo avanti con lo status quo nella Cisgiordania? Che con ogni probabilità l’Anp collasserà, e tre milioni di palestinesi saranno assorbiti in Israele e diventeremo uno Stato binazionale, già… uno Stato con due popolazioni ostili è di per sé pericoloso e ci ricorda Libano e Bosnia come esempi di un esperimento finito male”.
Certo, quanto sopra è realmente difficile da compiersi eppure lo stesso Goodman aveva proposto un più equo “status quo“, da realizzarsi in otto punti:
- garantire ai palestinesi libertà di movimento all’interno dell’Anp, costruendo strade che permettano di bypassare le aree a maggioranza ebraica, e dunque i checkpoint.
- ampliare l’area A, quella dove i palestinesi hanno maggiore autonomia.
- facilitare il movimento dei palestinesi verso l’estero.
- facilitare l’ingresso in Israele per ragioni di lavoro.
- allocare terreni dell’area C, quella a maggiore controllo israeliano, ad attività commerciali palestinesi.
- nessuna espansione degli insediamenti, al di fuori dei grandi blocchi già a maggioranza ebraica.
- Sette: favorire il commercio internazionale.
- fine della gestione israeliana delle imposte palestinesi.
D’altronde, ridurre l’occupazione è necessario non solo per renderla più tollerabile ma soprattutto, per mantenerla reversibile…
Ovviamente il pensiero di Goodman non teneva conto di quanto accaduto ora con l’attacco di Hamas e delle dirette conseguenze che quell’azione ha provocato; difatti, quanto poteva a suo tempo rappresentare un’apertura di dialogo, forma di pluralismo e tolleranza, oggi ahimè quell’opportunità, si è allontanata definitivamente!!!
Quindi in attesa del 2024 – pur auspicando in cuor mio la fine del conflitto – non mi aspetto in tempi celeri che quanto sopra potrà accadere; sì… l’unica speranza ora è che quanto si sta verificando in quelle aree non porti ad estendersi, altrimenti le ripercussioni sulle popolazioni e sui territori stessi, saranno gravissimi, non solo per i paesi attualmente ostili, ma ritengo, anche per la maggior parte dei paesi nel mondo…
Permettetemi di concludere con un pensiero: cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza e di sopraffazione, la peggiore delle quali è proprio la guerra!!!
Ecco una soluzione per creare due Stati indipendenti e una pace duratura!!!
Un mondo in guerra!!!
Difatti, prevedevo l’avvio di tutta una serie di nuovi conflitti nel mondo che avrebbero portato l’opinione pubblica a “distrarsi” da quel conflitto russo/ucraino, alimentando viceversa in molti Stati, ma soprattutto i media/social ad occuparsi di quanto andava in maniera inattesa emergendo e obliterando così quella guerra fin qui combattuta…
Non so dire se vi sia un filo logico che unisce tutti questi eventi e quelli che a breve ahimè li seguiranno, ma di sicuro vedere come prima in Etiopia ed a seguire, Yemen, Sael, Afghanistan, Sudan, Haiti, Colombia, Nigeria, Azerbaigian, Nagorno-Karabakh, Myanmar oltre naturalmente l’Ucraina, a cui ora si è sommata la crisi mediorientale, nuovo conflitto israelo/palestinese che potrebbe ampliarsi in una guerra contro Libano e Iran, qualche sospetto al sottoscritto lo ha fatto sorgere…
Comprenderete come da quanto sopra il mondo stia diventando un immenso focolaio di guerre!!!
Israele ora – dopo gli attacchi di Hamas e le incursioni lungo la striscia di Gaza – per nome del suo premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato come il suo paese sia di fatto in guerra e che il nemico pagherà a caro il prezzo quest’ultimo assalto improvviso.
Certamente l’impressione che noi tutti abbiamo ricevuto e che si sia sottovalutata una minaccia che sicuramente da mesi era in preparazione, ma non solo, si ha la certezza di come la guerra in Ucraina sia divenuta modello per quella frangia militare per la liberazione della Palestina.
I miliziani infatti stanno operando con armi tecnologiche e psicologiche, già… agli abituali razzi ora vengono utilizzati droni, veicoli alianti elettrici, ma non solo, Hamas sta diffondendo nei social una serie di video agghiaccianti nei quali vengono mostrati filmati con prigionieri catturati, sia civili che militari.
Immagini dal forte impatto emotivo, che servono ad evidenziare la sofferenza di quei cittadini israeliani, ma non solo, alimenta l’antisemitismo nei confronti di quel popolo ebraico contro cui da sempre gli estremisti palestinesi (e non solo essi…) combattono!!!
Una cosa è certa, i conflitti nel mondo si stanno sempre più espandendo ed il rischio è di veder emergere taluni potenze che nei loro programmi indicano di voler ambire a nuove egemonie; grandi e piccoli Stati, penso ad esempio alla Corea del nord, alla Cina, a quegli stati dell’America latina o dell’Africa, ma vi sono anche le organizzate milizie privati, come il caso della Wagner, battaglioni stranieri a volte pagati, a volte volontari, che si schierano a seconda della provenienza del denaro, da una parte e/o dall’altra dei conflitti…
Ed ora infatti anche Hamas, approfittando della generosità di alcuni soggetti esterni come Iran ed Hezbollah, portano avanti la loro guerra contro Israele.
Sono certo che qualcuno sta spingendo affinché ciò avvenga, già… nulla è lasciato al caso e dietro a quelle guerre vi sono i grandi industriali, produttori di armi che stanno beneficiando di tutti questi conflitti armati e che vedono ogni giorno che passa, aumentare a dismisura il loro già enorme profitto!!!
Usa, Israele e l'Arabia Saudita… cosa sta accadendo nel medio oriente???
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu insieme al direttore del Mossad Yossi Cohen avrebbe incontrato per la prima volta il principe saudita Mohamed Bin Salman.
Ovviamente da Riad si è smentita immediatamente la notizia dichiarando che nessun israeliano fosse presente a quell’incontro, ma secondo il Washington Post, all’incontro segreto avrebbe partecipato anche il Segretario di Stato Mike Pompeo.
Da fonti israeliane sembra che la riunione si sia svolta a Neom, città saudita sul Mar Rosso poco distante dal confine con l’Egitto e sicuramente tra gli argomenti trattati vi era l’Iran e la sua proliferazione al nucleare….
Infatti… il governo israeliano ha ordinato ai propri militari di tenersi pronti alla possibilità che gli Stati Uniti conducano un attacco all’Iran… infatti, i preparativi sarebbero già in corso, non tanto perché si ritiene che vi sia un bombardamento imminente, ma per altri due motivi e cioè il primo a causa del cambio presidenziale alla Casa Bianca e il secondo perché, anche venendo avvisati in anticipo, gli israeliani non avrebbero il tempo di prepararsi alle conseguenze!!!
Comunque da fonti segrete sembra che il velivolo utilizzato sia rimasto a terra per due ore, rientrando poi in Israele poco dopo mezzanotte e si tratterebbe dello stesso stesso aereo usato da Netanyahu per le visite in Russia da Vladimir Putin, nonché per raggiungere Washington per firmare gli Accordi di Abramo.
D’altro canto va ricordato come Israele e Arabia Saudita, non vadano proprio a braccetto, soprattutto perché il paese arabo rappresenta da sempre il più grande sostenitore della causa palestinese…
Ma nello stesso tempo l’apertura degli Emirati Arabi nei confronti di Israele si è confermata avendo questi riconosciuto – come terzo Paese arabo – l’esistenza dello Stato dopo Egitto e Giordania, inducendo la stessa comunità internazionale a riconsiderare proprio l’Arabia Saudita quale nuovo interlocutore nelle relazioni diplomatiche tra i due acerrimi nemici.
Per cui… preso atto che l’ex Presidente Usa avesse chiesto al suo gabinetto informazioni su un possibile attacco alle centrali nucleari iraniane come rappresaglia per l’accresciuto arricchimento dell’uranio e che quest’ultimo l’abbia convinto a desistere, rimane comunque il messaggio a Teheran che nulla è stato di fatto sospeso e proprio l’attentato compiuto ad uno dei più grandi fisici iraniani, responsabile del programma atomico, dimostra come quell’area rappresenti ad oggi una polveriera, capace di esplodere da un momento all’altro!!!
La partita giocata sullo stretto di Hormuz se non bloccata, porterà a breve ad una escalation incontrollabile!!!
Il rischio è rappresentato da una escalation militare incontrollabile e la situazione nel Golfo Persico sta diventando di giorno in giorno sempre più pericolosa…
Il rischio è che la tensione attualmente in corso potrebbe costringere l’Iran a bloccare quello Stretto di Hormuz, con barriere artificiali, navi relitto fatte affondare appositamente, mine navali, ecc… tutti espedienti per evitare di garantire l’approvvigionamento energetico di greggio nel mondo…
Prima che sia troppo tardi… l’ONU deve intervenire, senza farsi influenzare dagli Usa e Regno Unito, ma operando in maniera neutra per risolvere il problema in maniera celere, prima che si dia inizio (per come molti desiderano, in particolare i produttori di armi pesanti “major weapons”, potenti fabbricanti di aerei, navi, sottomarini, carri armati e sistemi missilistici, che vorrebbero alleggerire quei loro colmi depositi…) ad una nuova escalation militare!!! L'Iran abbatte un "drone" Usa e raccoglie il relitto dalle sue acque territoriali…
Si presenta con una forma da balenottero… con un’apertura alare di 35,4 metri, maggiori di quelle di un Boeing 747, ed è considerato come una delle più alte conquiste della tecnologia umana!!!
Gli Usa, dopo le sanzioni internazionali decretate contro l’Iran (incluso l’embargo petrolifero europeo scattato il 1° luglio 2012 che hanno fatto crollare le esportazioni petrolifere del Paese, facendo sprofondare l’economia in una recessione), a annunciato ulteriori sanzioni nei confronti di quegli Stati che intrattengono relazioni economiche e commerciali con l’Iran, tra cui vi è anche il nostro paese…
La guerra quindi –se pur non militare– è iniziata ed avrà a breve gravi conseguenze, sia economiche che finanziarie, in particolare a causa del riacutizzarsi di una crisi mondiale che sta coinvolgendo ogni giorno che passa, sempre più paesi, vedasi Cina, Russia, Corea del Nord, Venezuela, Messico ed anche l’Europa…Usa – Iran: Speriamo bene…
Memorandum d'intesa tra l'Ateneo iraniano e l'Università della Calabria "UNICAL".
Va ricordato come la “Isotta Fraschini”, è stata una casa automobilistica italiana che dal 1900 al 1949, fu particolarmente nota per la produzione di autovetture tra le più lussuose e prestigiose nella storia dell’automobile e il cui brand fece sue le più espressive accezioni di Made in Italy, tra cui: estrosità, genialità, scienza, bellezza, cultura, storia e artigianalità.L'ORO… rappresenta oggi l'unico bene di rifugio!!!
Peraltro in questi anni, l’investimento nell’oro ha portato ad un guadagno del 37% e con il rischio molto concreto che il dollaro a breve potrà essere nuovamente colpito da un consistente ribasso, quella percentuale di utile, potrà salire ancor di più…
No… oggi il legame tra espansione monetaria e inflazione non esiste, mentre è fortemente concreto il rischio di ritrovarci una montagna di denaro tra le mani che non vale nulla!!! Prove tecniche per l'inizio di un nuovo conflitto…
L’Iran spera che questi attacchi possano trasformarsi a breve in una guerra a tutto campo, nei quali altri paesi arabi possano entrare in appoggio…
Analoga posizione è quella presa da Washington che sta pensando ad un ritiro nella regione delle proprie forze militari a seguito delle nuove politiche statunitensi intraprese dell’amministrazione Trump, che vede di buon grado un cambio di regime, piuttosto che un dialogo…Una Coincidenza??? Le Profezia della Bibbia parlano di economia, in particolare proprio di quella russa!!!
Ho letto alcuni giorni fa un articolo di un pastore… e parlava di una profezia di Ezechiele sull’invasione dello stato di Israele…












































