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Una mano lava l'altra… e tutte due lavano quel viso…

Il 6 Dicembre del 2014 avevo preannunciato sviluppi sul “centro immigrati” cara di Mineo…

Dopo un’anno e mezzo, ecco che salta fuori un inchiesta nella quale sono inquisiti uomini del governo…
Uno di questi è Giuseppe Castiglione, sottosegretario all’Agricoltura ed esponente rappresentativo del Nuovo Centrodestra di Alfano…
E’ stato inserito nella lista tra gli indagati per turbativa d’asta, nell’inchiesta dalla Procura di Catania.
Una storia infinita quella del centro rifugiati di Mineo, appalti per la gestione con decine e decine, milioni di euro… 
A cominciare da quell’affitto milionario: una struttura di proprietà della Pizzarotti di Parma – proprietaria del villaggio – che porta un utile alla società di circa sei milioni di euro l’anno…
La società di costruzioni, allora,  non lo ritenne un equo rimborso, ma venne lo stesso accettato, in quanto stimato quale giusto valore di mercato dall’ufficio tecnico erariale di Catania.
Certamente è molto meno di quanto pagavano i militari USA di Sigonella, ma proprio gli stessi, nel 2010 avevano preferito abbandonare la struttura, per affittare alloggi più vicini alla base militare, e quindi quanto avvenuto successivamente ed i benefici che ne hanno derivato, rappresentano di fatto, favori insperati… poiché vista la collocazione ( in mezzo al nulla e lontano da tutti i centri abitati ) lo stesso villaggio sarebbe andato certamente distrutto o occupato abusivamente da Rom, saccheggiato, ecc…, così come infatti accaduto al villaggio analogo di Comiso.
Una struttura trasformata in prigione per quanti sono dovuti scappare da quelle terre oggi compromesse dalle guerra, gente che ha bisogno di tutto, ed ecco quindi che parte quel sistema costituito appositamente, di “finta solidarietà” ,  ha realizzato l’unico scopo per il quale erano in molti interessati, e cioè quello di produrre soldi… 
Ed allora, ecco pertire la gestione del villaggio, dal controllo della sicurezza, ai pasti, dal vestiario ai trasporti, dalle manutenzioni alle forniture, dagli operatori assistenziali, associazioni varie, onlus, più le spese di manutenzioni generali, acqua, luce, danni, costi per varie commissioni, fino agli stipendi del personale della Croce rossa di guardia al presidio di salute. 
Inoltre, ci sono tutti quegli stipendi per vigilantes, poliziotti, carabinieri, guardia di finanza ed anche l’esercito per imporre l’ordine pubblico….
Una montagna di soldi che scendono come acqua dal cielo, e tutti vogliono farne parte???
Una “mangiucchia” che faceva gola a tutti, che spartiva tangenti per aggiudicarsi gli affidamenti, turbando se necessario le stesse gare di appalto, condizionando così la scelta finale del contraente…
Gare definite illegittime dal Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ma che stranamente, il ministero dell’interno, nella persona del Ministro A. Alfano, se ne totalmente fregato, ignorato… per meglio dire fottuto!!!
Ora che la cupola è saltata, ognuno di essi cerca di salvare il salvabile…, tutti si dichiarano innocenti, ma quelle mani oggi debbono essere ripulite, da quella accusa infame, nuovo schiavismo del quale si sono macchiati, perché sebbene questo sfruttamento non sia propriamente chiamato schiavitù, le condizioni alle quali questi poveri migranti sono stati costretti a vivere sono le stesse…, gente vendute come oggetti e costretti a lavorare gratis o pagati con paghe irrisorie, alla mercé di quei cosiddetti datori di lavoro…
A cosa serve quindi costituire una Autorità Anticorruzione, se alla fine si continua sempre a vivere nella “Repubblica delle banane”, un governo di ladri, tangenti a tutti i livelli, corruzione negli appalti, pubblici, ambientali, nelle gestione delle forniture, pubblici ufficiali che si lasciano volutamente corrompere, tangenti che girano e rigirano, truffe, continui brogli organizzati anche con l’ausilio della criminalità organizzata…, tanto, qui da noi, alla fine non paga nessuno!!!
E’ dire che c’è ancora qualcuno che chiama tutto ciò: democrazia e giustizia…  

Legge anti-corruzione

Finalmente arriva il primo sì in commissione Giustizia per la legge anticorruzione…
Meglio tardi che mai, si è capito che bisognava metterci mano a questa legge, in particolare estendendo le sanzioni penali a quanti operano nel pubblico soprattutto quando l’incaricato incarna in se, la figura di pubblico ufficiale. 
Aumenteranno le sanzioni anche per i casi di corruzione propria, quali l’induzione e la messa a libro paga…
Come sempre si spera nella collaborazione di quanti decidano di collaborare, ed in questi casi viene offerto loro uno sconto di pena…
Ancora più importante è l’estensione della punibilità per il falso in bilancio, che a seconda della dimensione dell’impresa e della rilevanza del fatto, sarà sempre comunque perseguibile d’ufficio…
Aumenteranno anche le sanzioni di reati contro la pubblica amministrazione e ci sarà soprattutto un giro di vite sull’associazione mafiosa e sarà vietato il patteggiamento, se non verrà restituito il prezzo del reato…
Il Presidente dell’Autorità anticorruzione ha dichiarato: il Parlamento forse si sta prendendo un po’ di tempo, ma è meglio attendere un mese di più e avere una buona legge, l’importante è che si faccia perché ci sono molte cose su cui intervenire e ci sono tanti temi sul campo… abbiamo la necessità di avere una legge organica, che riguardi gli aspetti processuali, i fenomeni di collaborazione, una legge insomma che preveda anche una buona norma sul falso in bilancio… – conclude Cantone – l’importante comunque è che questa legge venga varata e tecnicamente ben fatta…
Di positivo c’è, che finalmente se ne cominciato a discutere… dopo tutte le notizie clamorose di questi anni… dopo tutti gli arresti per corruzione, finalmente qualcosa si muove…
Una goccia in mezzo al mare della degenerazione, dove non si riesce ad estirpare quei processi corruttivi che alimentano in modo esponenziale, i vantaggi per la criminalità organizzata…
Non c’è più tempo e bisogna decidere in fretta quale strategia di contrasto adottare…, cercando di non limitare la propria forza d’urto e soprattutto senza pensare come sempre “all’italiana” e cioè di lasciare qualche espediente, da potersi poi utilizzare – come finora fatto – nei momenti opportuni!!!
Forse a breve, potremmo dire, che il tempo dei “furbetti” è giunto alla fine e soprattutto che chi sbaglia da ora in poi paga…
La corruzione è una nemica della Repubblica e i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. Dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti.
Il presidente Sandro Pertini, nel suo messaggio di fine anno agli Italiani – 1979

Giustizia indignata…

Quando credevamo di aver sentito di tutto e di più… ecco che all’improvviso qualcuno ci ricorda che al peggio… non c’è mai fine!!!
Questa volta ci troviamo a Latina… precisamente all’interno del Tribunale…
Già… sono state notificate, proprio ad alcuni insospettabili, ordinanze di custodia cautelare con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, turbativa d’asta, concussione, falso, ecc.., ecc… 
Tra gli arrestati, vi è un giudice e sua suocera, alcuni funzionari tra cui un cancelliere, dei professionisti esterni ed anche un sottufficiale della Guardia di Finanza.
Proprio la suocera del magistrato, era stata per tanti anni vice questore e nell’ultimo periodo della sua carriera, capo di gabinetto della Questura…
Al giudice abitualmente corrispondevano una percentuale sui compensi, che infatti, lo stesso magistrato in sede di giudizio, riconosceva ai consulenti. 
Le indagini hanno poi permesso di scoprire, che nel corso degli anni, altri illeciti erano stati compiuti durante lo svolgimento delle aste… in particolare durante la vendita di beni oggetto di liquidazione, quanto sopra, grazie ai ricorrenti controlli, che illecitamente venivano effettuati sul sistema informatico del registro generale della procura, con il quale verificavano, quali soggetti erano sottoposti ad indagini, in modo da eludere tutte quelle attività investigative, eventualmente a loro carico…
Era proprio grazie alla conoscenza dei dati coperti da segreto istruttorio, che riuscivano a restare invisibili, permettendo così l’accumulo di denaro e di patrimoni immobiliari per milioni di euro…
Per fortuna che c’è una parte di giustizia che fa correttamente il proprio lavoro e contrasti quanto di marcio, purtroppo, possa appartenere anche a quel loro stesso sistema…   
Mi chiedo comunque: è vero… al peggio non c’è mai fine, ma al meglio ci sarà mai un inizio???

La libertà che "dovrebbe" guidare il popolo…

Nel 1830, Eugène Delacroix, dipinse “La Liberté guidant le peuple” un dipinto ad olio su tela per ricordare la lotta dei parigini contro la politica reazionaria di Carlo X di Francia.
Il dipinto non rappresenta altro che la lotta per la libertà tra le varie classi sociali…
Sono incitati alla lotta da una figura femminile, che rappresenta la libertà e che stringe in una mano, la bandiera repubblicana francese, mentre nell’altra, tiene un fucile…
Nella scena è visibile il vigore che questa trasmette allo spettatore, l’energia dello sguardo che imprime coraggio e forza, ed in quella esortazione, tenta di trascinare con se, anche quanti ancora titubanti, sono fermi per la paura e stanno come sempre dietro… insicuri…
E’ un movimento vitale il suo, evidenzia tutta la potenza per raggiungere la vittoria della libertà…
È certamente qualcosa di prodigioso, d’irresistibile, di magico, ma nel contempo rappresenta anche la grazia e la femminilità, che, indifferente ai pericoli e alla morte, trasmette quella fierezza se pur circondata da sofferenze e dolore…
In quella confusione, tra cadaveri di personaggi insignificanti, lei si libra con ardore e come un’impavida paladina, riflette quella luce di giustizia che la circonda, quasi fosse un’alone di barlume di speranza, in un contesto fatto di ombre e di tenebre…
Ci si trova immersi in uno spazio incorporato tra il reale e l’immaginario, coinvolti all’interno di una rappresentazione che tenta d’esaltare lo scintillio di quella speranza, auspicio per un mondo diverso e migliore…
Una rivoluzione che ispira tutte le classi, in particolare quelle meno ambienti, a ribellarsi a quello stato di fatto… che ha con il tempo, portato ad una mancanza di equità sociale ed uguaglianza…
La libertà posta al centro, è principale nella rappresentazione dell’immagine rappresentazione della Libertà, ma è il bambino posto a destra il bambino a diventare fondamentale, in quanto ispirazione di coraggio, manifestazione di audacia che con il tempo va trasformandosi, quindi barattata…, ed il più delle volte perdute…
Indispensabile condizione, che dovrebbe guidare tutti a lottare sempre ed in ogni circostanza per la propria libertà, ma ormai, si ha l’impressione che quest’ultima… non interessi più a nessuno, anzi, si preferisce non lottare affatto…, rimanendo inermi, proprio nella medesima posizione, nella quale trovano collocazione nel quadro… i cadaveri…
Già, distesi lì per terra, continuando a farsi calpestare da quanti, proprio in virtù del potere loro concesso, ne hanno deciso propriamente le sorti!!!  

Paladini della… illegalità!!!

E’ dire che si spacciava pure come paladino di giustizia e legalità…
Quante volte mi sono ripetuto, scrivendo di tutta questa “gentaglia” che, dietro quell’immagine presentata di persona incorruttibile, cela quel proprio essere disonesto!!! 
Ora, ci mancava proprio a quella già lunga lista, il presidente della Camera di commercio di Palermo e vicepresidente della Gesap, la società che gestisce l’aeroporto Punta Raisi!!!
Mr…Roberto Helg, a cui non bastavano gli esosi stipendi che percepiva ( poi vorrei sapere per chissà quali meriti professionali…) ma andava pure, intascando tangenti … ( anche perché quella forse appena scoperta, rappresenta la punta di un iceberg e non mi meraviglierei che a breve, ne usciranno di altre…) come quella richiesta ad un ristoratore per circa 100 mila euro, per poter prorogare l’affitto del contratto, per uno spazio all’interno dell’aeroporto…
Alla richiesta del ristoratore di ottenere condizioni leggermente più favorevoli a quelle finora sostenute sul contratto d’affitto, il Presidente “onesto“, ha prospettato al commerciante molte difficoltà per l’operazione di rinnovo, in particolare se questa, non fosse stata supportata da un suo intervento diretto, ma soprattutto con il pagamento di €. 100.000, di cui €.50.000 in contanti ed i restanti €.50.000 in 10 mila euro al mese per 5 mesi.
Inoltre, il “rispettabile” presidente, non convinto di quanto concordato, e soprattutto a garanzia dell’impegno preso, richiedeva un assegno in bianco dell’importo residuo.
Per fortuna che la vicenda ha avuto un risvolto diverso da quanto egli aveva predisposto ed il ristoratore, ha provveduto a denunciare alle autorità di competenza, quanto era stato a lui richiesto, ed è così che la polizia ha potuto monitorare integralmente la vicenda e procedere ad arrestare sul fatto le richieste del “delinquente”…
Ora ovviamente partono le scuse e le ammissioni di colpa… speriamo che in questa sua “sceneggiata” avrà almeno il coraggio di denunciare anch’egli, quanti a quel sistema, certamente appartenevano…
Le indagini sono in corso e sicuramente a breve usciranno un po di nomi, di quelli che lasceranno molti “sorpresi e con la bocca aperta”…, certamente non il sottoscritto, che ormai si è abituato a costatare come la disonestà è presente a tutti i livelli… anche tra le persone più semplici, quelle  che all’interno di certi uffici pubblici, si accompagnano in comportamenti riprovevoli e fraudolenti, adoperandosi quotidianamente in manifestazioni quasi sempre al limite della legalità…
Atteggiamenti che non solo dovrebbero essere evitati, ma che anzi, andrebbero astenuti proprio dal compiere…
Ma come vado ripetendo…, la natura umana è veramente “meschina”, sempre pronta lì in prima fila… ad offrirsi, al migliore offerente!!!
Diceva George Orwell: il segno distintivo dell’uomo è la mano, ed è lo strumento con il quale fa tutto ciò che è male!!!

Quale futuro per questa terra…

Le mafie sono un problema internazionale e bisogna sottolinearlo con forza…
Da sempre Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, tenta di evidenziarne i rischi, grazie al lavoro messo in atto presso il Parlamento Europeo, perché ormai, risulta evidente quanto sia necessaria una modifica legislativa sulla confisca dei beni, anche a livello comunitario.

Ora se da un lato s’avverte la speranza di un futuro migliore, di un rinnovamento nelle coscienze, dall’altro il cambiamento impone a tutti, coraggio, unione e soprattutto una nuova educazione che esprima rispetto delle regole civili, responsabilità e legalità…
Il percorso è lungo e non basteranno i soliti dibattiti e convegni, le solite testimonianze dei familiari delle vittime, come non è fondamentale incontrare i nostri politici e forse neanche noi, semplici cittadini…
Non serve incoraggiare con pranzi, concerti, spettacoli nelle piazze delle città come non è fondamentale promuovere nelle scuole quei principi di legalità, se poi, quegli stessi adolescenti tornando a casa, s’immergono in problemi familiari ben più gravi, come, trovare il padre senza un lavoro, oppure scoprire che la madre non sa cosa dover cucinare avendo il frigo vuoto o dove ancore, i fratelli, dopo essersi sbattuti per tutta la giornata, racimolare “a nero” solo pochi euro che non bastono neppure per pagarsi le sigarette…
Ed allora… cosa dobbiamo dire a quei ragazzi… quando si rendono conto da soli… che non vi è alcun futuro in questa nostra terra!!!
Di cosa vogliamo discutere, quindi????
Già, cosa può importare a quei ragazzi che in Sicilia, nella loro terra c’è la mafia ed i loro mafiosi…
Cosa può loro interessare, quando vedono che, proprio i figli di quei cosiddetti mafiosi, stanno bene… vivono nel lusso… perché a loro non manca niente…, ed allora, come si suole modificare queste certamente “povere”… coscienze???
Per favore, le parole sono belle e forse lo sono anche gli intenti, ma sono e restano solo e soltanto belle iniziative, perché, se alla fine non si cambia in maniera “decisa” quanto colluso con questo sistema, non cambierà mai nulla!!!
Non basteranno cento, mille, diecimila arresti, non serviranno condanne, sequestri e confische… non saranno mai sufficienti… perché, per ognuno di loro… c’è ne sarà sempre un’altro pronto a sostituirlo!!!
Sì… faranno a gara per prenderne il posto, anzi non aspettano altro, acquisiranno finalmente quel potere a cui da sempre aspiravano, comandare, diventare protagonisti, possedere quanto più possono prendere, per se e per i propri cari!!!
La verità è che questo sistema fa comodo a tutti in particolare proprio alle istituzioni ed alle forze politiche, che proprio attraverso quegli appoggi, hanno da sempre trovato il consenso elettorale necessario tanto ricercato…
Perché se alla fine, non si modifica definitivamente questo modo di fare politica, se non si realizzano non soltanto quelle necessarie leggi ferree contro chi delinque, ma soprattutto, non si concretizzano quelle indispensabili politiche sociali… tutto il resto alla fine risulta inutile, serve soltanto a “mantenere” quel casermone della “giustizia”, fatto di commissioni, associazioni, presidenti, consiglieri, giudici, sostituti procuratori, amministratori, assistenti, segretari, portantini, ufficiali, militari e quant’altro possa soltanto servire a dimostrare all’opinione pubblica che si sta operando… si peccato che questa rappresenti, solo e soltanto, una lotta “impalpabile”, sempre parziale e mai definitiva…
Perché, fintanto saranno questi gli uomini che dovranno contrastarla, se sono gli stessi uomini con cui la mafia a portato avanti trattative… e quant’altro, allora, come possiamo mai sperare che in tempi celeri, si potrà giungere a quella ricercata speranza di cambiamento, tanta desiderata da questi, sempre più rari, siciliani onesti???

Quando l'onestà paga…???

Chiedo scusa a tutti i miei lettori che attraverso le loro email, mi hanno in questi giorni, chiesto i motivi del mio assoluto silenzio… 
Purtroppo come ho spiegato loro, ciò è stato dovuto, ad un “improvviso” blocco del mio dominio: nicola-costanzo.com che stranamente è stato “interrotto”, come se qualcosa ne abbia arrestato il servizio…
Non credo si sia potuto trattare di un qualche hacker… non sono così famoso da ricevere il loro interessamento, ma credo forse di aver intaccato con qualche mia affermazione, qualcosa che forse andava tenuto segretato.
Comunque ora sono nuovamente qui… e restando immutato a quei sani principi di libertà, riprendo da dove avevo interrotto, perché – pur non avendo avuto la possibilità di pubblicare – ho continuato in questi giorni a scrivere quanto ritenevo giusto fare emergere o replicare a particolari situazioni che ritenevo fossero state fatte passare dai media in maniera leggera, suscitando così nel pubblico il benché minimo interesse, orientando o ancor meglio diminuendo, il consenso e l’attenzione di quanti, potevano eventualmente esserne incuriositi…
Ciò di cui oggi voglio parlarvi è la notizia con cui Beppe Grillo ha aperto il proprio Blog e cioè quella dell’immagine del Pm di Matteo, posta volutamente in prima pagina sul Time…
E’ evidente l’intenzione di Grillo, di voler mettere in copertina una persona onesta, cioè quella di aver trovato tra i tanti suoi connazionali… un soggetto per bene, un semplice italiano che con il proprio lavoro è riuscito dove invece in  molti… tanti… mancano!!!  
Ecco per Grillo è lui, l’uomo dell’Anno!!!
Lui… il Sostituto Procuratore di Palermo: Nino Di Matteo. 
Un uomo che viene elogiato perché raro tra i tanti… inusitato nel contesto in cui opera, difficile infatti da ritrovare soprattutto tra certi personaggi pubblici… più inclini ad operare trattative e collusioni, in un mondo disonesto e parallelo, dove da sempre il malaffare la fa da padrone e dove è frequente trovare soggetti, che invece di adoperarsi per la cosa pubblica, si facciano corrompere e si prestano a meccanismi illegali… 
Comunque, nella sua semplicità… per quanto mi riguarda, non rappresenta qualcosa d’irraggiungibile, d’inarrivabile, non possiede chissà quale rara ed unica qualità…
Ognuno di noi infatti ne possiede le caratteristiche, sono presenti sin dalla nascita, è una peculiarità intrinseca, si tratta soltanto di metterla in pratica, di concretizzarla con le proprie azioni, di porre in concreto quanto necessario per, contrastare, fare emergere, allontanare, denunciare e via discorrendo, quanto si ritiene del tutto illegale…
Non si tratta quindi di essere diversi, ma di essere se stessi, senza compromessi e soprattutto senza dover mediare la propria onesta per l’altrui disonesta!!!
Certo, in questo nostro strano paese, nel quale ovunque si guardi, si trovi ad essere circondati da corruzione e disfacimento, ecco che l’essere onesti, diventa stranamente una virtù… 
Ed allora, se da un lato, in questa immaginaria copertina mi sento onorato nell’essere rappresentato dal Sostituto Procuratore di Palermo, Nino Di Matteo, dall’altro mi sento profondamente imbarazzato, nel sapere che quel riconoscimento ricevuto, non è da inglobarsi con la propria attività professionale, ma sottolinea la difficoltà nel nostro paese di continuare a comportarsi in maniera onesta!!!
Anche perché ciò che nessuno osa dire… è che proprio in questo paese, l’essere onesti non è qualcosa da ricercarsi, anzi il più delle volte, attraverso i propri modi, si da scomodamente fastidio ad un sistema, che è profondamente marcio e che pretende di non essere mai messo in discussione da quel semplice e scomodo cittadino…
Si tratta di non perdere proprie posizioni acquisite, ruoli con tanto “sudore” conquistati ( quanto meritatamente e tutto da scoprire…), ai quali ora non si vuole certamente rinunciare!!!  
Dopotutto, se vediamo in quali modi “leggeri” vengono poi trattati, da parte della nostra giustizia, tutti quegli arresti di politici/amministratori/imprenditori corrotti, ecco se paragoniamo i danni realizzati da questi, con le pene ricevute, ecco che capiamo perfettamente, perché la stra-maggioranza preferisce essere disonesta!!!
Fintanto questo nostro sistema, permette con i suoi uomini, di realizzare leggi che non fanno altro che permettere tutti gli abusi a cui quotidianamente assistiamo, ecco che fintanto ci sarà un’impianto legislativo così iniquo e saranno sempre i soliti “fessi” a pagare per tutti (mentre i furbetti verranno nel contempo premiati),  ecco che non si potrà sperare in alcun profondo e necessario cambiamento !
Chissà se avrò la fortuna un giorno… di potere vedere nel mio paese, nella mia terra, l’onestà definitivamente premiata… 
Io comunque, continuo sempre a camminare per la mia strada… senza alcuna necessità di avere modelli da imitare ( se pur apprezzabili come il Pm N. Di Matteo ) e senza aver bisogno ulteriormente di ricevere esempi morali, in quanto da sempre posseduti e soprattutto in tutti questi anni… concretamente manifestati!!! 

Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza…

Sin da piccolo, sono stato educato a credere nella disciplina, nella gerarchia, nell’ordine e soprattutto nella giustizia…

Crescendo, ho provato di mettere in pratica il rispetto di quei precetti, facendo in modo che, questo mio carattere “autonomo” non facesse affiorare quanto in autorevolezza questo mio Dna di suo già non possedesse è cioè, quell’insita predisposizione a svincolarsi da certe regole determinate, a differenza dei tanti, che proprio con le loro azioni, evidenziano quanto siano ben disposti ad essere dominati…
Non si è trattato mai d’influenzare gli altri o quantomeno di plagiare le altrui scelte e mai azione è stata intrapresa per condizionarne gli eventi, come nessuna forza fisica ha imposto qualcuno a doversi sottomettere, qui, non si è voluto ad ogni costi primeggiare sugli altri e nemmeno suggestionare con arroganza…
Quanto alcuni di noi possiedono, è qualcosa di insito e di naturale… non c’è niente di divino, non si possiede alcun “alone dorato” che muove – quasi vi fosse una forza sovrannaturale – gli altri a seguirlo…
Questa emancipazione nasce da dentro, da quell’essere padroni di se, dal ricercare in ogni occasione quell’equilibrio personale…
Si tratta di portare a confronto le proprie – più o meno valide – argomentazioni ed ascoltare nel contempo le ragioni altrui, valutare insieme agli altri e in modo corretto gli sviluppi, senza preclusioni o preconcetti, determinando se quanto esposto tra gli intervenuti, potrà essere ritenuto ragionevolmente valido…
Premesso che – siamo tutti importanti ma che nessuno è indispensabile– ho cercato nel corso degli anni, di avere continuamente in mente questa citazione, in particolare quando mi sono dovuto trovare nella posizione di dovermi confrontare con gli altri, quando cioè, non vi era alcuna necessita di paragonare i differenti ruoli ricoperti o quando le responsabilità personali erano assolutamente diverse in correlazione agli incarichi ricevuti, ma soprattutto in considerazione delle sanzioni previste per essi dalla legislazione vigente…
Medesima situazione si è ovviamente ripetuta nei confronti di coloro che, per evidenti proprie e dirette posizioni, si trovavano in situazioni superiori e certamente predominanti …
Purtroppo però, come in tutti i frangenti della vita di ognuno di noi, mi sono dovuto imbattere in qualcuno che ahimè… soffriva di “mancato protagonismo”  e quindi, per i più svariati motivi, mi sono ritrovato –a fasi alterne– qualcuno, che senza alcun preciso motivo si sia voluto interporre nella mia vita…
Non so come definirlo… un tentativo di danneggiarmi, di mettermi in cattiva luce, un modo per screditarmi o di rovinare la mia reputazione, una precisa ricerca su come trovare nella mia persona quell’eventuale punto debole, quel voler allontanare il sottoscritto… per avere così la possibilità egli stesso d’eccellere…
Quella ossessionata ricerca, che permetteva loro, di potermi definitivamente osservare da un punto di vista superiore, quasi ci trovassimo in una di quelle competizioni, nelle quali si prova a tutti i costi, di superare chi ci precede, tentando di raggiungere quella posizione… pur sapendo il più delle volte… di non esserne meritevoli.

Scorrendo i flashback della mia vita, mi sembra di rivedere da adulto… quei modi di gelosia fanciulleschi ( perché a quella età… non si può certamente parlare d’invidia… ), dove i miei ex compagni dell’elementare, tentavano in tutti i modi, d’impressionare la maestra che “casualmente” però… aveva un debole per me.
Crescendo questa “strana” antipatia è sempre andata aumentando…, ricordo quando nelle scuole medie, i miei compagni mi volevano “linciare”, quando seppero che avevo vinto ad un concorso nazionale tra scuole, l’enciclopedia  per il dipinto più bello ( e che mio padre – da gran signore quale è sempre stato – donò alla scuola stessa…), o come quando al diploma, tutti erano a controllare il mio voto che fu ( insieme ad un collega ) il secondo più alto e non solo per l’istituto, ma per quanti ebbero quell’anno a sostenere l’esame di tutto il comprensorio per la nostra provincia…
La stessa situazione si è ripetuta successivamente all’Università… (fintanto che ho dato esami…) prima di seguire le orme di Fiorello nei vari villaggi turistici/alberghi, dove anche lì… ho lasciato un segno indelebile…
Ovviamente, tengo per me, quei momenti particolari nei quale – modestamente – io ero predisposto a primeggiare…, ma, volendo balzare, per giungere direttamente ai periodi professionali, ecco che sintetizzando, anche lì, purtroppo, ho sempre avuto “qualcuno” di riflesso che ha tentato di mettere in discussione gli ordini ricevuti o di discutere le procedure e quindi la messa in pratica di quelle azioni…
Ancor più quando, nel mostrarsi amico, ha poi successivamente tentato di pugnalarmi… un continuo tentare di gettare fango, sperando di far vacillare negli altri (quasi sempre poi i superiori, titolari, ecc.. delle aziende nelle quali entrambi operavamo ) quelle certezze che avevano riposto nei miei riguardi…
L’errore che però in molti commettono – è dovuto sicuramente a quanto poco mi conoscono –  e quello di confondere i modi signorili ed a volte permissivi, in proprie convinzione personali nelle quali credono sia possibile permettersi manifestazioni personali e professionali, irrispettose ed altezzose… pur non avendone lo status!!!
Ecco…, quello rappresenta l’errore più grande che nei miei riguardi possa compiersi…, perché ( come dice quel proverbio cinese: siediti lungo la riva del fiume e aspetta prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico ), si da inizio ad una contesa che ha sempre portato ad una ed una sola conclusione…
Poi, allorché s’assiste alla mia “istintiva” reazione ( è come nella savana… un vera e propria impulso di sopravvivenza), si resta interdetti, il più delle volte si reagisce in maniera offesa, poiché non si era preparati e soprattutto non s’aspettava una tale replica…
Perché poi, alla fine, questi soggetti… sono come tutti quei provocatori… lanciano la pietra ma vorrebbero nascondere la mano, o come quando chiamati personalmente, alzano il dito indicando il proprio compagno quale “unico responsabile”, sono gli stessi dopotutto che non muovono mai una foglia, non si espongono mai in prima persona, cercano di non dover essere richiamati, sospesi lì… bravi al loro posto, nessuna lotta per quei propri diritti evitando gli scontri personali, stanno nascosti dietro quelle barricate… protetti, mentre a combattere mandano sempre gli altri… quelli appunto come il sottoscritto…
Tutta questa  gente… mi fa solo tanta tristezza, perché nel voler gestire i propri compiti ed il lavoro dei colleghi, discorda, non con quel preciso ordine ricevuto, ma “stranamente” con chi l’ha consegnato, perfetta rappresentazione di quella “fallacia ad hominem”, cioè quel voler giudicare (indipendentemente da chi lo ha emesso) il messaggero, e non il messaggio!!!.

Ma come dice il proverbio… “Ambasciatore non porta pena“, per cui… non si riesce a capire perché alla fine, si suole colpire proprio colui che non possiede in se alcuna colpa… se non quella esclusiva di aver accettato l’ingrato compito di comunicare le altrui richieste…
Vorrei concludere riportando un passo del “divino” Dante che più di altri si coniuga per questi soggetti, sperando che con il tempo, qualcosa in loro possa correggersi…: fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza

La negazione ai valori di giustizia e legalità…

Caro Paolo,
oggi siamo qui a commemorarti in forma privata perché più trascorrono gli anni e più diventa imbarazzante partecipare il 23 maggio ed il 19 luglio… a quelle cerimonie ufficiali che ricordano le stragi di Capaci e di via D’Amelio.

Stringe il cuore a vedere talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, anche personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione stessa di quei valori di giustizia e di legalità per i quali tu ti sei fatto uccidere; personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – per usare le tue parole – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà.
E come se non bastasse, Paolo, intorno a costoro si accalca una corte di anime in livrea, di piccoli e grandi maggiordomi del potere, di questuanti pronti a piegare la schiena e a barattare l’anima in cambio di promozioni in carriera o dell’accesso al mondo dorato dei facili privilegi.
Se fosse possibile verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa il 19 luglio, di concederci un giorno di tregua dalla loro presenza. 
Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti.
Voi che a null’altro credete se non alla religione del potere e del denaro, e voi che non siete capaci di innalzarvi mai al di sopra dei vostri piccoli interessi personali, il 19 luglio tacete, perché questo giorno è dedicato al ricordo di un uomo che sacrificò la propria vita perché parole come Stato, come Giustizia, come Legge acquistassero finalmente un significato e un valore nuovo in questo nostro povero e disgraziato Paese.
Un paese nel quale per troppi secoli la legge è stata solo la voce del padrone, la voce di un potere forte con i deboli e debole con i forti. 
Un paese nel quale lo Stato non era considerato credibile e rispettabile perché agli occhi dei cittadini si manifestava solo con i volti impresentabili di deputati, senatori, ministri, presidenti del consiglio, prefetti, e tanti altri che con la mafia avevano scelto di convivere o, peggio, grazie alla mafia avevano costruito carriere e fortune.
Sapevi bene Paolo che questo era il problema dei problemi e non ti stancavi di ripeterlo ai ragazzi nelle scuole e nei dibattiti, come quando il 26 gennaio 1989 agli studenti di Bassano del Grappa ripetesti: Lo Stato non si presenta con la faccia pulita
Che cosa si è fatto per dare allo Stato una immagine credibile La vera soluzione sta nell’invocare, nel lavorare affinché lo Stato diventi più credibile, perché noi ci dobbiamo identificare di più in queste istituzioni».
E a un ragazzo che ti chiedeva se ti sentivi protetto dallo Stato e se avessi fiducia nello Stato, rispondesti: «No, io non mi sento protetto dallo Stato perché quando la lotta alla mafia viene delegata solo alla magistratura e alle forze dell’ordine, non si incide sulle cause di questo fenomeno criminale». 
E proprio perché eri consapevole che il vero problema era restituire credibilità allo Stato, hai dedicato tutta la vita a questa missione.
Nelle cerimonie pubbliche ti ricordano soprattutto come un grande magistrato, come l’artefice insieme a Giovanni Falcone del maxi-processo che distrusse il mito della invincibilità della mafia e riabilitò la potenza dello Stato. 
Ma tu e Giovanni siete stati molto di più che dei magistrati esemplari. Siete stati soprattutto straordinari creatori di senso.
Avete compiuto la missione storica di restituire lo Stato alla gente, perché grazie a voi e a uomini come voi per la prima volta nella storia di questo paese lo Stato si presentava finalmente agli occhi dei cittadini con volti credibili nei quali era possibile identificarsi ed acquistava senso dire “ Lo Stato siamo noi”. 
Ci avete insegnato che per costruire insieme quel grande Noi che è lo Stato democratico di diritto, occorre che ciascuno ritrovi e coltivi la capacità di innamorarsi del destino degli altri. 
Nelle pubbliche cerimonie ti ricordano come esempio del senso del dovere.
Ti sottovalutano, Paolo, perché la tua lezione umana è stata molto più grande. 
Ci hai insegnato che il senso del dovere è poca cosa se si riduce a distaccato adempimento burocratico dei propri compiti e a obbedienza gerarchica ai superiori. 
Ci hai detto chiaramente che se tu restavi al tuo posto dopo la strage di Capaci sapendo di essere condannato a morte, non era per un astratto e militaresco senso del dovere, ma per amore, per umanissimo amore.
Lo hai ripetuto la sera del 23 giugno 1992 mentre commemoravi Giovanni, Francesca, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. 
Parlando di Giovanni dicesti: «Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché mai si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? Per amore! 
La sua vita è stata un atto di amore verso questa sua città, verso questa terra che lo ha generato».
Questo dicesti la sera del 23 giugno 1992, Paolo, parlando di Giovanni, ma ora sappiamo che in quel momento stavi parlando anche di te stesso e ci stavi comunicando che anche la tua scelta di non fuggire, di accettare la tremenda situazione nella quale eri precipitato, era una scelta d’amore perché ti sentivi chiamato a rispondere della speranza che tutti noi riponevamo in te dopo la morte di Giovanni.
Ti caricammo e ti caricasti di un peso troppo grande: quello di reggere da solo sulle tue spalle la credibilità di uno Stato che dopo la strage di Capaci sembrava cadere in pezzi, di uno Stato in ginocchio ed incapace di reagire.
Sentisti che quella era divenuta la tua ultima missione e te lo sentisti ripetere il 4 luglio 1992, quando pochi giorni prima di morire, i tuoi sostituti della Procura di Marsala ti scrissero: «La morte di Giovanni e di Francesca è stata per tutti noi un po’ come la morte dello Stato in questa Sicilia. 
Le polemiche, i dissidi, le contraddizioni che c’erano prima di questo tragico evento e che, immancabilmente, si sono ripetute anche dopo, ci fanno pensare troppo spesso che non ce la faremo, che lo Stato in Sicilia è contro lo Stato e che non puoi fidarti di nessuno. 
Qui il tuo compito personale, ma sai bene che non abbiamo molti altri interlocutori: sii la nostra fiducia nello Stato».
Missione doppiamente compiuta, Paolo. 
Se riuscito con la tua vita a restituire nuova vita a parole come Stato e Giustizia, prima morte perché private di senso. 
E sei riuscito con la tua morte a farci capire che una vita senza la forza dell’amore è una vita senza senso; che in una società del disamore nella quale dove ciò che conta è solo la forza del denaro ed il potere fine a se stesso, non ha senso parlare di Stato e di Giustizia e di legalità.
E dunque per tanti di noi è stato un privilegio conoscerti personalmente e apprendere da te questa straordinaria lezione che ancora oggi nutre la nostra vita e ci ha dato la forza
necessaria per ricominciare quando dopo la strage di via D’Amelio sembrava – come disse Antonino Caponnetto tra le lacrime – che tutto fosse ormai finito.
E invece Paolo, non era affatto finita e non è finita. Come quando nel corso di una furiosa battaglia viene colpito a morte chi porta in alto il vessillo della patria, così noi per essere degni di indossare la tua stessa toga, abbiamo raccolto il vessillo che tu avevi sino ad allora portato in alto, perché non finisse nella polvere e sotto le macerie.
Sotto le macerie dove invece erano disposti a seppellirlo quanti mentre il tuo sangue non si era ancora asciugato, trattavano segretamente la resa dello Stato al potere mafioso alle nostre spalle e a nostra insaputa.
Abbiamo portato avanti la vostra costruzione di senso e la vostra forza è divenuta la nostra forza sorretta dal sostegno di migliaia di cittadini che in quei giorni tremendi riempirono le piazze, le vie, circondarono il palazzo di giustizia facendoci sentire che non eravamo soli.
E così Paolo, ci siamo spinti laddove voi eravate stati fermati e dove sareste certamente arrivati se non avessero prima smobilitato il pool antimafia, poi costretto Giovanni ad andar via da Palermo ed infine non vi avessero lasciato morire.
Abbiamo portato sul banco degli imputati e abbiamo processato gli intoccabili: presidenti del Consiglio, ministri, parlamentari nazionali e regionali, presidenti della Regione siciliana, vertici dei Servizi segreti e della Polizia, alti magistrati, avvocati di grido dalle parcelle d’oro, personaggi di vertice dell’economia e della finanza e molti altri.
Uno stuolo di sepolcri imbiancati, un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole, che affollano i migliori salotti, che nelle chiese si battono il petto dopo avere partecipato a summit mafiosi. 
Un esercito di piccoli e grandi Don Rodrigo senza la cui protezione i Riina, i Provenzano sarebbero stati nessuno e mai avrebbero osato sfidare lo Stato, uccidere i suoi rappresentanti e questo paese si sarebbe liberato dalla mafia da tanto tempo.
Ma, caro Paolo, tutto questo nelle pubbliche cerimonie viene rimosso come se si trattasse di uno spinoso affare di famiglia di cui è sconveniente parlare in pubblico. 
Così, ai ragazzi che non erano ancora nati nel 1992 quando voi morivate, viene raccontata la favola che la mafia è solo quella delle estorsioni e del traffico di stupefacenti.
Si racconta che la mafia è costituita solo da una piccola minoranza di criminali, da personaggi come Riina e Provenzano. 
Si racconta che personaggi simili, ex villici che non sanno neppure esprimersi in un italiano corretto, da soli hanno tenuto sotto scacco per un secolo e mezzo la nostra terra e che essi da soli osarono sfidare lo Stato nel 1992 e nel 1993 ideando e attuando la strategia stragista di quegli anni. 
Ora sappiamo che questa non è tutta la verità.
E sappiamo che fosti proprio tu il primo a capire che dietro i carnefici delle stragi, dietro i tuoi assassini si celavano forze oscure e potenti. 
E per questo motivo ti sentisti tradito, e per questo motivo ti si gelò il cuore e ti sembrò che lo Stato, quello Stato che nel 1985 ti aveva salvato dalla morte portandoti nel carcere dell’Asinara, questa volta non era in grado di proteggerti, o, peggio, forse non voleva proteggerti.
Per questo dicesti a tua moglie Agnese: «Mi ucciderà la mafia, ma saranno altri che mi faranno uccidere, la mafia mi ucciderà quando altri lo consentiranno». Quelle forze hanno continuato ad agire Paolo anche dopo la tua morte per cancellare le tracce della loro presenza. E, per tenerci nascosta la verità, è stato fatto di tutto e di più.
Pochi minuti dopo l’esplosione in Via D’Amelio, mentre tutti erano colti dal panico e il fumo oscurava la vista, hanno fatto sparire la tua agenda rossa perché sapevano che leggendo quelle pagine avremmo capito quel che tu avevi capito.
Hanno fatto sparire tutti i documenti che si trovavano nel covo di Salvatore Riina dopo la sua cattura.
Hanno preferito che finissero nella mani dei mafiosi piuttosto che in quelle dei magistrati. 
Hanno ingannato i magistrati che indagavano sulla strage con falsi collaboratori ai quali hanno fatto dire menzogne. 
Ma nonostante siano ancora forti e potenti, cominciano ad avere paura.
Le loro notti si fanno sempre più insonni e angosciose, perché hanno capito che non ci fermeremo, perché sanno che è solo questione di tempo. Sanno che riusciremo a scoprire la verità. Sanno che uno di questi giorni alla porta delle loro lussuosi palazzi busserà lo Stato, il vero Stato, quello al quale tu e Giovanni avete dedicato le vostre vite e la vostra morte.
E sanno che quel giorno saranno nudi dinanzi alla verità e alla giustizia che si erano illusi di calpestare e saranno chiamati a rendere conto della loro crudeltà e della loro viltà dinanzi alla Nazione.
Dal discorso completo, pronunciato da Roberto Scarpinato alla commemorazione per il ventennale dalla strage di Capaci il 19 ottobre 2012.

Vice Presidente ANCE…

La notizia è di quelle che lascerebbe tutti sbigottiti… se non fosse che ormai ci siamo abituati a notizie del genere…
Quando parlo dei famosi colletti bianchi “collusi” mi riferisco proprio a quanti, celati dietro quell’apparente posizione, prestigiosa ed influente, operano in modo occultato, affinché si possano realizzare quelle attività illegali, attraverso cui, generare nuovi meccanismi per tangenti, evasioni, ecc…, tali da garantire a quel sistema politico/mafioso/clientelare un continuo sostentamento con cui poter continuare ad operare in modo dissimulato e garantendo quanto chiesto dai soggetti criminali…    
Certo ogni tanto il sistema s’incrina, ed ecco quindi che anche individui all’interno di quel sistema malavitoso iniziano collaborare, diventando veri e propri collaboratori di giustizia… 
E’ il caso di Vincenzo Sinacori – capo del mandamento mafioso di Mazara del Vallo – dalle cui dichiarazioni è emerso un collegamento tra imprenditori del settore degli appalti pubblici, posti ai vertici di associazioni nazionali di categoria e ritenuti vicini a boss mafiosi…
L’operazione coadiuvata dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, ha visto provvedimenti in tutta la provincia trapanese…
In particolare nei confronti di Pietro Funaro – Vice Presidente dell’ANCE ( Collegio Nazionale dei Costruttori Edili ), che per “onor di causa”, bisogna dire che da sempre – attraverso convegni e partecipazioni – in qualità di associazione di categoria, manifesta in modo attivo la lotta contro eventuali infiltrazioni malavitose, denunciandone sia il sistema ramificato, che, allontanando quanti (iscritti all’associazione) successivamente vengono ad essere incriminati per associazione mafiosa… 
Certamente dover sentire ( previe ovviamente tutte le necessarie e corrette verifiche in corso da parte degli organi inquirenti ) che quanto emerso, coinvolga anche personaggi di spicco di una categoria che da sempre si batte contro l’illegalità, fa infelicemente venire i dubbi, anche purtroppo sulla loro stessa irreprensibilità…
Già perché coloro che fanno parte di questa associazione, in particolare se dirigenti, hanno l’obbligo, non soltanto di sviluppare e rafforzare gli imprenditori iscritti nell’associazione, ma ispirare principalmente la coscienza di quei valori civili e sociali…
L’impegno quindi, non è soltanto rappresentato nel far rispettare a tutti, leggi, regolamenti e normative in genere emanate dallo Stato e dagli altri enti pubblici, ma quello di garantire e blindare, l’adempimento  di quei contratti essenziali per lo svolgimento degli appalti pubblici, attraverso il rispetto e la verifica costante dei C.C.N.L. della manodopera propria o di quella in sub-appalto, della sicurezza, ed infine anche quanto svolto dalle società di servizi e di forniture…  
Essere quindi garanti d’incorruttibilità, denunciando ed allontanando definitivamente quelle imprese ed i loro titolari, che pur essendo iscritti all’associazione, ne hanno violato le regole etiche, concorrendo in comportamenti sleali pur di raggiungere i propri fini… certamente quest’ultimi…criminali. 
Quanti altri sequestri e confische dobbiamo attendere, prima che si vedano realizzare –da parte di tutte le associazioni nazionali di categoria– quelle procedure chiare, precise e metodiche, tali da permettere a chiunque, in modo inconfondibile, il rispetto di quella libera concorrenza, condizione necessaria per lo sviluppo del mercato del lavoro, che premia non soltanto il processo produttivo, ma sicuramente la qualità dell’impresa stessa???

La Legge non è uguale per tutti.

La magistratura è incontrollata, incontrollabile e ha impunità piena!!!
Con questa frase, il Cavaliere si è presentato durante l’udienza per essere sentito come testimone nel processo che vede Valter Lavitola… imputato per il presunto tentativo di estorsione ai danni della società Impregilo…
Durante l’udienza il Cavaliere, alle domande poste da parte del giudice Giovanna Ceppaluni, rispondeva così: non capisco la necessità di chiedermi queste cose, a cui ha risposto in maniera splendida il Giudice: non è necessario che capisca… l’importante è che Lei risponda alle domande… 
A questo punto il Cav. è partito con la sua solita “arringa” e cioè attaccando la magistratura con le solite frasi, dimenticando nel contempo che, l’affidamento ai servizi sociali è legato alle prescrizioni di evitare frasi offensive nei confronti del poter giudiziario, ma come si è potuto assistere di quelle prescrizioni, il Cav… ( se pur interrotto dal giudice, ricordando che la sua presenza in aula fosse soltanto in qualità di teste ) se ne fregato!!!
Ora, si sta valutando se avviare un procedimento per il reato di oltraggio a magistrato in udienza, ma chissà perché… credo di sapere come andrà a finire…
Il nostro è un bel paese, dove qualcuno può permettersi, potendo godere di quella influenza politico/economica, di dichiarare e fare, ciò che vuole, senza dar conto di quelle regole non soltanto giuridiche ma meglio conosciute come convivenza civile.
Una citazione di Petronio (27 d.C. – 66 d.C.) nel Satyricon – riporta:     
Che possono le leggi, là dove solo il denaro ha potere, | o dove la povertà non ha mezzi per vincere? | Persino quei filosofi, che passano i giorni gravati dalla cinica bisaccia, | finiscono anch’essi col vendere a fior di quattrini i loro assiomi. | Pertanto anche un procedimento legale è merce da mettere a mercato, | e anche il cavaliere che siede in giudizio non sdegna di farsi comperare. 
Che cosa possono farci le leggi, dove il denaro è sovrano, dove la povertà non può trionfarci mai? 
I Cinici, persino, che vivono con il sacco in spalla, tante volte, per i soldi, ci vendono il vero.
La giustizia è una merce, tutta esposta lì in piazza, e il cavaliere che giudica, dà la ragione a chi compera. 

La nave della legalità…

E’ entrata a Palermo questa mattina la “Nave della legalità “.

Cosa dire, è in un qualche modo la rappresentazionente perfetta della lotta antimafia finora espressa è cioè sempre in ritardo!!!
Ma si… cosa sarà mai un’ora e mezza di ritardo…, si, peccato che è lo stesso ritardo con cui si è deciso di revocare la scorta al Prof. Marco Biagi…
E’ bello vedere 1.500 ragazzi  delle scuole d’Italia che commemorano insieme ai loro coetanei siciliani i Giudici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ed è importante ricordare al futuro di questo paese, che la speranza non debba mai morire…
Poi, che su questa vicenda, da un ventennio qualcuno ci marci sopra è altrettanto palese…, in particolare tutte quelle figure istituzionali che in questi anni sono saliti sopra la nave e/o che si sono fatto trovare pronti nei rispettivi moli, ma che di fatto hanno poi dimostrato, l’opposto esatto di quei valori propri della legalità, grazie proprio a quegli incarichi ricevuti… che è dimostrato, dall’elenco sempre in aumento delle persone denunciate…!!!
Che dire… Sciascia li chiamava i “professionisti della legalità…” e mi piace sottolineare quanto riportava Giorgio Bocca e cioè che forse il vero torto è rappresentato nell’esporre tesi, di muovere critiche, di fare ipotesi che stanno fuori dagli opposti schieramenti, che non collimano esattamente né con i dogmi dell’Antimafia né con le ipocrisie e le seduzioni della mafia. Seguendo Sciascia questo suo suo acuto intuito ha spesso indicato ciò che noi non sapevamo o che forse non volevamo sapere… 
A cosa serve quindi ancora parlarne… quando ovunque assistiamo a questa totale illegalità!!!
L’illegalità non è solo e soltanto quella espressa da chi delinque… e cioè da quelli che fanno da sempre parte di quel sistema, ma da tutto un sistema ancor più pericoloso, che si muove in modo velato, con la compiacenza ovviamente di quanti operano in quei settori chiave…
Un sistema dannoso che approfitta di compiacenti e collusi, per poter realizzare i loro sporchi affari. come quello della circolazione a più livelli di tangenti…
Una seconda ” entrata ” economica, elargita quest’ultima a forma d’incentivo per premiare quelle omesse responsabilità o per aver fatto sparire qualche documento compromettente…
Il presidente del Senato, Pietro Grasso, nel corso proprio dell’incontro notturno sulla Nave della legalità ha dichiarato che “per combattere la corruzione bisogna individuarla e farla emergere“…. ma quando ciò avviene che succede… il nulla, il silenzio più assoluto, in particolare se le eventuali denunce riguardano personaggi pubblici e/o vengono intaccati proprio quegli uomini che lo Stato aveva scelto per rappresentarli e/o posti alla salvaguardia ed al controllo…
Si parla di combattere il grande alleato della mafia è cioè l’ignoranza… ancora oggi, si vuole fare credere che la mafia sia rappresentata dai cosiddetti pastori… , da personaggi che scendano da chissà quale montagna per governare il ns. paese…
Ma per favore, coloro che oggi regolano le fila di questa associazione, sono proprio coloro che hanno avuto posizioni primarie all’interno del governo e/o delle regioni ed è proprio grazie a queste complicità che si e permesso a certi soggetti di rimanere impuniti per più di un trentennio…
Sta proprio in questo il problema e cioè in quanto non si è fatto per combatterlo, esasperando in tal maniera la cultura della complicità che così ha potuto infiltrarsi e, grazie al potere economico ed anche con l’aiuto di qualche escort, giungere a contagiare anche quegli stessi “uomini deviati” dello Stato.
Bisogna finirla di “approfittare” della lotta alla illegalità, attraverso manifestazioni, strutture, associazioni che hanno come unico scopo quello di dare visibilità a qualche personaggio più o meno pubblico, questo volerlo mettere in mostra, che prende applausi e consensi, iscritti e firme, ma che poi rappresenta soltanto una lotta antimafia di facciata e che passati gli anniversari tragici da ricordare, viene dimenticata nell’oblio…
Una finta lotta fatta esclusivamente di belle parole, totalmente diversa da quanti oggi in prima linea continuano a lottare, senza volersi arrendere a quel ripugnante fetore meglio definito come “compromesso” e dove con quel modo d’essere e/o d’operare, vengono bistrattati e pian piano abbandonati, ridotti da questo marcio sistema all’assoluto silenzio, proprio da quanti nel contempo si ergono a baluardi della legalità!!!
diceva il Giudice G. Falcone: perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere…

Catanese dove sei???

E’ con questa frase che si sono incatenati i manifestanti “Liberi Cittadini” ( è così…senza alcuna sigla che vogliono essere definiti ) dinnanzi agli uffici della SERIT S.P.A. di Catania…
Ormai stiamo assistendo ovunque, quanto da tempo andavo annunciando e cioè, che sarebbe bastata una piccola scintilla… per far iniziare una protesta a livello Nazionale.  
La gente comune è stanca di vedere quotidianamente prevaricazioni, continue truffe e raggiri, fatti proprio da coloro che dovrebbero invece essere garanti di quei principi e valori di legalità…
Ed invece, scopriamo che proprio questi finti paladini di giustizia, noti per il loro impegno antimafia ed iscritti ad associazioni con finalità di sostegno e d’impegno sociale, sono poi responsabili di condotte personali, di truffe aggravata e peculato con l’aggravante anche di condotta mafiosa…
Proprio ieri abbiamo potuto assistere nei Tg. nazionali, le ordinanze di custodia cautelare emesse in Calabria, nei confronti di ex Sindaci, assessori ed amministratori comunali…
Era ovvio quindi aspettarsi che la protesta dilagasse e che i momenti di tensione previsti, sarebbero quindi definitivamente sfociati nella ribellione di questi giorni…
Le manifestazioni di un piccolo gruppo sono ora divenute ariete per quanti attendevano in silenzio…
Ed allora, ecco associarsi, studenti, agricoltori, precari, universitari, disoccupati, pensionati e quanti purtroppo, che da infiltrati, utilizzano questi momenti di discordia per innalzare la tensione sociale…
Dietro questi ci sono certamente gruppi eversivi, politici, terroristici ed altri, che fomentano queste ribellioni, per alzare la violenza e creare nuovi scontri e disordini.
Proprio qualche giorno fa, tre commercianti si sono incatenati davanti l’ingresso di Riscossione in Corso Sicilia a Catania, gridando ad alta voce il loro disagio ed una ribellione a tutte le tasse ed i modi con cui, queste agenzie richiedono il pagamento…
I suicidi aumentano giornalmente ed un paese civile come il nostro non può più permettersi questa situazione…
L’allerta nelle città è al massimo livello e le prefetture tentano di contrastare i disordini…
Pattuglie di tutte le categorie, stanno intensificando i controlli sul territorio ed il monitoraggio è costante e puntuale…
Qualcosa sta però finalmente cambiando, anche la politica ha iniziato a dare i suoi primi segni di rinnovamento…

Il Pd con il cambio del segretario rinnovatore Renzi, inoltre, proprio di qualche ora fa, il piano Destinazione Italia, che prevede nuovi incentivi alle società estere ed al credito d’imposta; misure per la ricerca e la digitalizzazione delle imprese, lo sviluppo di energia rinnovabili, ed infine forse la notizia sull’abolizione ai partiti del contributo elettorale, cavallo di troia del M5Stelle…
Bisogna fare presto e subito, il nostro paese deve secondo Standard & Poor’s, darsi una svolta, implementando politiche di sviluppo per la crescita, prevista intorno al 0,4%, prima che si decida nuovamente un nuovo declassamento che porterà così definitivamente l’Italia fuori dal mondo che conta. 

L'Italia di Berlusconi finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E' sarà stato inutile avere ragione!!!

Siamo nel 1994 quando Indro Montanelli intervistato da Curzio Maltese dichiarava: L’unico modo per liberarci di Berlusconi è lasciarlo governare. Tutto
finirà male, malissimo, nella vergogna e nella corruzione. E sarà stato
inutile avere ragione. Un giorno il giornale ti chiederà di scrivere un
articolo sulla fine di Berlusconi e non ne avrai più voglia…”.
Ora dopo tanti anni… possiamo dire che tutto si è avverato ed è bello leggere questa mattina nel ns. quotidiano ” La Sicilia ” il Cav. che lancia un ricatto a modello aut aut e cioè che se cade Lui… cade il Governo!!!
Ma quando… mi sovviene dire…, perché non cade lui e tutti i suoi inutili filistei!!!
Veniamo ricattati e si cerca di barattare la propria posizione da condannato, con l’esecutivo e sulla legalità… soltanto da noi infatti si può assistere a personaggi che dopo aver ricevuto una sentenza di colpevolezza, vorrebbero dare ora soluzioni su legalità… incredibile… siamo proprio un paese alla frutta!!! 
Crisi, crisi e soltanto crisi, di questo sanno parlare nel Pdl… è ovvio basano tutto sul proprio leader… perché senza di lui c’è il vuoto assoluto.
Berlusconi ha corrotto l’intero quadro politico. La sua parte, portando nelle istituzioni un’ignorante banda del malaffare, sotto il vessillo di un anticomunismo in morte del comunismo che ha funzionato come immunità totale. Ma ha corrotto anche gli oppositori e in generale il senso comune” ecco come conclude mestamente Maltese!!!
Il Cav. gioca ad alzare la posta, vuole vedere fino a che punto i suoi oppositori sono disponibili a seguirlo e quando si accorge che lo stanno per mollare, lui ritratta e fa parlare qualche suo “succube” portavoce…
Lì manda un po’ di qua e un po di la, a seconda delle circostanze, dal quirinale al senato e fino alla camera, nei propri Tg e quando si accorge che qualcosa non va, lì richiama subito agli ordini, nella sua residenza di Arcore…
Il suo tempo è quasi giunto alla fine…, il suo partito vedrete imploderà su se stesso ( non c’è alcun valore morale che lo sostiene… ) ed appena sarà possibile realizzare con i restanti partiti quelle corrette e giuste leggi, ecco che, senza più possibili escamotage giuridici ( finora utilizzati da esperti e professionisti legali…, molti dei quali seduti nelle nostre camere ed ovviamente a nostre spese…) ecco che forse ripuliti da molti di questi soggetti, potremmo ricominciare finalmente in questo nostro paese a parlare di legalità, giustizia ed eguaglianza sociale… 

Se la legge… fosse uguale per tutti…

Già, se la legge fosse uguale per tutti, oggi non saremmo qui a dover ascoltare che, una persona condannata e resa da tale sentenza ineleggibile, potrebbe in virtù di chissà quale stratagemma politico-giudiziario, fare decadere questa incandidabilità oppure posticiparla il più possibile, per giungere a nuove elezioni e chissà per permettere un ulteriore modifica della stessa legge…
Ormai tanto ci siamo abituati alle leggi ad-personam e quindi una più una meno, non cambia la sostanza, per adesso tocca alla Giunta esprimersi sulla decadenza del cavaliere, e chissà come verrà valutata questa prescrizione…
Purtroppo da noi la corruzione, cambia se viene osservata da angolazioni diverse e quindi per questo subisce varie interpretazioni…
Per cui evadere diventa quasi una esigenza causata dal troppo carico fiscale, andare con minorenni ( se queste sono di aspetto molto procaci e ben formate) non è da considerarsi reato di pedofilia, istigare alla prostituzione va rettificato in base al contesto in cui esso avviene, l’uso di sostanze stupefacenti viene modificato se tali sostanze sono usate per uso esclusivamente personale o tra amici e via discorrendo…
Da noi è così, fatta la legge… trovato l’inganno, l’escamotage, quell’espediente per eludere sempre una possibile difficoltà, il tentare in ogni caso di risolvere una situazione problematica facendo uso anche di sistemi coercitivi o di pressioni legati ad aspetti personali o familiari ( e chi mai potrà considerarsi sicuro da essere alcun peccato…).  

Si sta cercando di trovare quindi un possibile salvacondotto che permetta al Cavaliere di uscire da questo stallo ed ora anche il governo Letta inizia a traballare, e qualcuno del gruppo “lecchino” del Pdl va annunciando che il partito… si scaglierà contro il governo decretandone la fine… almeno per loro sarà certamente la fine, in quanto vedrete che il governo proseguirà tranquillamente, trovando un momento transitorio, per modificare tutte quelle vergognose leggi, che nel nostro paese sono state ingiustamente realizzate, e state certi che se questi saranno gli obbiettivi i voti mancanti del Pdl e Lega saranno sostituiti tra l’Udc ed il M5stelle…

Comunque non possiamo più permettere a nessuno di continuare a ricattarci in questo modo…
Il tempo delle dittature è finito ed al grido di democrazia puliremo questo nostro paese, da tutte quelle forme di prepotenze a da quell’utilizzo improprio e molto personale, delle nozioni di parole quali giustizia e legalità…

Equità… una parola che manca nel ns. vocabolario…

Si parla di equità, di giustizia, di trovare quella giusta imparzialità, che, soprattutto in un momento come il nostro e cioè di profonda crisi, diventa di fondamentale importanza…
Agli occhi di tutti infatti, continuare ad operare attraverso scelte inique, potrebbe condurre chiunque a considerare queste, quasi fossero un’incitamento alla provocazione, dando inizio così a possibili giustificazioni e soprattutto azioni,  alle quali poi, certamente non si saprebbe come opporsi…
Quindi se da un lato, ogni giorno assistiamo inerti a qualcuno che si suicida poiché non riesce più a sopravvivere, perché si ritrova senza un lavoro, indebitato con interessi che aumentano esponenzialmente grazie a tassi da usurai ed infine dove, anche quella piccola speranza di credere in un paese che ti protegga e ti sostenga è ormai perduta…, ecco che se oggi assistiamo a questa cruda realtà, di contro abbiamo invece “super pensionati” che costano a questo ns. paese ben 13 miliardi di euro all’anno…
Sono circa centomila…, iscritti nell’albo d’oro delle pensioni, con numeri che vanno intorno alle €. 3.000,00 al giorno, si al giorno… non al mese, quelli sono €. 92.000!!!  
Ovviamente non sto qui ad elencarvi i vari nomi, che potrete comunque trovare sul web, ma ciò che sbalordisce è che questa nostra classe politica, non riesce a trovare un modo per frenare queste continue ingiustizie, non intervenendo dove c’è ne più di bisogno e parlo di tutti quei pensionati che debbono vivere con meno di €. 600,00 al mese…
Quindi da un lato si toglie e da un altro invece si continua ad elargire profumatamente, continuando con quanto nei periodi clientelari e truffaldini, si è voluto concedere… ed oggi purtroppo noi tutti siamo qui a subirne le conseguenze per quelle scelte scellerate!!!
Si qualcosa in questi anni è cambiato, ma siamo ancora lontani anni luce da quei criteri di EQUITA’ e GIUSTIZIA, che ancora da noi non vengono applicati…
Sono tutti così zelantemente precisi, ognuno di essi così diligenti nel proprio campo professionale, da assolvere o da non violare, quanto giustamente previsto nei regolamenti previsti per legge…
Sono tutti pronti a voler difendere chi oggi, suo malgrado, si ritrova a beneficiare di questi particolari benefici…
Ora, pur non conoscendo i reali numeri economici di questi soggetti, sono certo comunque che questi, non sono minimamente paragonabili ai versamenti effettuati nel corso degli anni lavorativi…
Se si vuole salvare ciò che ancora resta di moralità e di principio in questo paese è meglio, molto meglio, che i nostri politici inizino a darsi una mossa sotto il profilo di equità, prima che questa fragile coesione sociale che ancora ci tiene uniti, possa dare inizio a quanto la storia, in casi analoghi, ci ha già insegnato!!!

Il Nuovo Parlamento: indagati, inquisiti e condannati…

Come si dice…, finché c’è vita c’è speranza!!!
Ed erano in molti a sperare che finalmente si facesse un po’ di pulizia, ed anche se molta se ne fatta, ancora tanta ne resta da fare!!!
Già, infatti siamo passati da 116 indagati ai 46 e non è poco, ma comunque sono sempre tanti, troppi, per avere definitivamente un parlamento limpido!
Ecco quindi che girando sul web, ho trovato l’elenco completo (fonte Il Fatto Quotidiano del 20/03/2013) degli attuali indagati in Parlamento: http://www.stopcensura.com/2013/03/parlamento-pulito-dove-3-condannati-e.html
E’ dire che bastava poco, serviva soltanto chiedere un certificato del casellario giudiziario e dei carichi pendenti e si sarebbe risolto il problema…
Ma forse il problema non doveva risolversi, anzi, chissà se era proprio grazie al potersi ripresentare che permette loro di godere dei benefici dell’immunità parlamentare???
Già perché un parlamentare, nel periodo in cui svolge le sue funzioni, è circondato da una garanzia di impunibilità, lo afferma la Costituzione Italiana all’art. 68.
E’ quindi, perché si possa perquisire, arrestare, processare un parlamentare è necessaria una autorizzazione della Camera a cui appartiene.
Se ovviamente l’autorizzazione viene negata, la magistratura non potrà procedere in alcun modo. 
Quindi, avendo perduto durante lo scadere del mandato parlamentare ogni immunità, tornando questi ad essere come tutti i cittadini e quindi perseguibili per i reati a loro contestati, ecco che immediatamente molti, tra quei deputati e senatori, si sono immediatamente attivati, per riprendere quelle poltrone che erano state loro e che adesso sono vacanti… 
Bisogna sin da subito salvaguardare e tutelare se stessi, grazie appunto a quella immunità parlamentare, che in qualità di membri del Parlamento, li ha protetti, garantendo loro quelle libertà e indipendenza, che altrimenti non avrebbero avuto.
Si capisce ancora una volta, che purtroppo la legge non è eguale per tutti…, già la giustizia nel nostro paese, sembra essere telecomandata, funziona attraverso regole che non hanno mai la valenza di essere certe, ma che queste possano essere modificate a seconda delle circostanze…
Due pesi e due misure,  leggi create ad arte per evitare i processi, leggi che per i normali cittadini sono impossibili da attuare…
Come si dice, tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le Leggi…, ma è proprio inverosimile che coloro a cui sono affidate i nostri incarichi pubblici, avendo il dovere di adempiere ad essi, con rispetto e legalità, giungono a trincerarsi dietro una banalissima immunità, sia pure questa, per la sola durata della loro legislatura… 

Cari Vescovi Siciliani…


Amate la giustizia Voi che governate la terra… dalla Bibbia (cfr Sapienza 1,1).

Ecco, con questo titolo iniziano dopo anni, di " profondissima quiete “ e soprattutto di silenzi…, le riflessioni dei Vescovi di Sicilia, sulla attuale situazione sociale e politica nella nostra Regione…
Lo sguardo dicono è diretto verso i bisogni delle fasce più deboli della popolazione, quelle grida preoccupate ( finora inascoltate… ) dei cittadini, li ha finalmente convinti, che non è più il momento di tacere…

Quindi, desiderosi di dare voce a quei fedeli cristiani ( come odio quando s’interpone questa parola a situazioni terrene, che poco centrano con la religione… ) e facendo leva su quei valori, si cominciano ad indirizzare, ansie e prospettive, su coloro che sono demandati a responsabilità legislative e di governo…, ( chissà perché sento quell’odore acre… della politica…).

E’ quale potrà mai essere il desiderio di quanti operano all’interno di quel sistema ecclesiastico, a quale speranza affidano le loro preghiere e chissà poi, se ci potrà essere una eventuale soluzione…
Innanzitutto, si colpevolizza la chiusura anticipata di una legislatura dove il decadimento, politico, sociale ed economico, ha compromesso la coesione sociale, la qualità di vita delle famiglie e qualsivoglia prospettiva di futuro…
Come sempre quando si tratta di prendere posizione, gli uomini di ” Chiesa “ non si esprimono…, guai a schierarsi da una parte, meglio aspettare gli eventi e poi così poter salire sul carro dei vincitori.
Nessun pronunciarsi su aspetti strettamente politici, ma convinti, della propria radice morale, che chiama i " cristiani ”, a superare quell’egoismo personale, a discapito del bene comune…

Ed è la presenza di Gesù Cristo, speranza sempre viva, che quindi  li rende fiduciosi sulla possibilità di rinascita della nostra regione…
Ahh…, attraverso questo messaggio quindi,  possiamo cominciare a sentirci bene, pensare finalmente in maniera positiva, guardare gli attuali problemi come qualcosa di ormai superato…
Ed allora, percepita così tanta tracotanza, mi sento ispirato da credere che finalmente, finiranno quei momenti di sfiducia morale e quei decadimenti culturali, che la disoccupazione giovanile sarà uno spiacevole ricordo, mai più quelle schifose scorciatoie finora utilizzate per fini personali…, ed ora anche i precari troveranno finalmente conforto, e cosa dire dei nostri politici…, ecco che  consapevoli del loro ruolo, muteranno definitivamente quei loro comportamenti, iniziando ad operare per lo sviluppo ed il benessere comune, non più sperperi ma ovunque solidarietà e benessere in particolare per le fasce più deboli…; ed in questo nuovo cambiamento, anche i criminali si voteranno al bene e non ci sarà più posto per odio e violenza…, scompariranno i privilegi e le logiche clientelari, persino qualsivoglia interesse di “casta” verrà abbattuto e sarà definitivamente abbandonato, la solidarietà sarà la regola comune, che accompagnerà questa nuova era di vita civile…
Ecco, mi chiedevo, in un mondo fraterno come questo sopra descritto, a cosa servirebbe quindi quell’aiuto pastorale, con tanta insistenza donato???
Perché in 2000 anni la Chiesa, non è stata capace di educare, gli uomini nel rispetto di quei principi che sono propri dell’uomo…; come si spiega che la propria dottrina, non sia stata capace di cambiare le coscienze e intervenire quando queste, venivano costrette ed indirizzate verso percorsi criminali, contro l’umanità stessa…
A quale scopo quindi, ci si presenta ora, con la volontà di parlare per nome e per conto di “ Cristo ” quando esistono negligenze millenarie, che vi fanno complici di questo sistema, a cui tutti noi oggi apparteniamo…

Lasciate quindi al Signore la Sua Croce e rendete a Cesare ciò che è di Cesare,  perché così replicò Gesù a quegli “uomini subdoli” propri emissari dei sacerdoti, cosicché nessun uomo debba mai cadere in questo tranello,  cioè, che si deve obbedire alle leggi degli uomini, senza trascurare i doveri verso Dio.
Un invito quindi sempre alla giustizia, un richiamo ad attribuire i meriti a chi li ha e non a coloro che se li appropriano…

Cari Vescovi Siciliani…


Amate la giustizia Voi che governate la terra… dalla Bibbia (cfr Sapienza 1,1).

Ecco, con questo titolo iniziano dopo anni, di ” profondissima quiete ” e soprattutto di silenzi…, le riflessioni dei Vescovi di Sicilia, sulla attuale situazione sociale e politica nella nostra Regione…
Lo sguardo dicono è diretto verso i bisogni delle fasce più deboli della popolazione, quelle grida preoccupate ( finora inascoltate… ) dei cittadini, li ha finalmente convinti, che non è più il momento di tacere…

Quindi, desiderosi di dare voce a quei fedeli cristiani ( come odio quando s’interpone questa parola a situazioni terrene, che poco centrano con la religione… ) e facendo leva su quei valori, si cominciano ad indirizzare, ansie e prospettive, su coloro che sono demandati a responsabilità legislative e di governo…, ( chissà perché sento quell’odore acre… della politica…).

E’ quale potrà mai essere il desiderio di quanti operano all’interno di quel sistema ecclesiastico, a quale speranza affidano le loro preghiere e chissà poi, se ci potrà essere una eventuale soluzione…
Innanzitutto, si colpevolizza la chiusura anticipata di una legislatura dove il decadimento, politico, sociale ed economico, ha compromesso la coesione sociale, la qualità di vita delle famiglie e qualsivoglia prospettiva di futuro…
Come sempre quando si tratta di prendere posizione, gli uomini di ” Chiesa ” non si esprimono…, guai a schierarsi da una parte, meglio aspettare gli eventi e poi così poter salire sul carro dei vincitori.
Nessun pronunciarsi su aspetti strettamente politici, ma convinti, della propria radice morale, che chiama i ” cristiani “, a superare quell’egoismo personale, a discapito del bene comune…

Ed è la presenza di Gesù Cristo, speranza sempre viva, che quindi  li rende fiduciosi sulla possibilità di rinascita della nostra regione…
Ahh…, attraverso questo messaggio quindi,  possiamo cominciare a sentirci bene, pensare finalmente in maniera positiva, guardare gli attuali problemi come qualcosa di ormai superato…
Ed allora, percepita così tanta tracotanza, mi sento ispirato da credere che finalmente, finiranno quei momenti di sfiducia morale e quei decadimenti culturali, che la disoccupazione giovanile sarà uno spiacevole ricordo, mai più quelle schifose scorciatoie finora utilizzate per fini personali…, ed ora anche i precari troveranno finalmente conforto, e cosa dire dei nostri politici…, ecco che  consapevoli del loro ruolo, muteranno definitivamente quei loro comportamenti, iniziando ad operare per lo sviluppo ed il benessere comune, non più sperperi ma ovunque solidarietà e benessere in particolare per le fasce più deboli…; ed in questo nuovo cambiamento, anche i criminali si voteranno al bene e non ci sarà più posto per odio e violenza…, scompariranno i privilegi e le logiche clientelari, persino qualsivoglia interesse di “casta” verrà abbattuto e sarà definitivamente abbandonato, la solidarietà sarà la regola comune, che accompagnerà questa nuova era di vita civile…
Ecco, mi chiedevo, in un mondo fraterno come questo sopra descritto, a cosa servirebbe quindi quell’aiuto pastorale, con tanta insistenza donato???
Perché in 2000 anni la Chiesa, non è stata capace di educare, gli uomini nel rispetto di quei principi che sono propri dell’uomo…; come si spiega che la propria dottrina, non sia stata capace di cambiare le coscienze e intervenire quando queste, venivano costrette ed indirizzate verso percorsi criminali, contro l’umanità stessa…
A quale scopo quindi, ci si presenta ora, con la volontà di parlare per nome e per conto di ” Cristo ” quando esistono negligenze millenarie, che vi fanno complici di questo sistema, a cui tutti noi oggi apparteniamo…

Lasciate quindi al Signore la Sua Croce e rendete a Cesare ciò che è di Cesare,  perché così replicò Gesù a quegli “uomini subdoli” propri emissari dei sacerdoti, cosicché nessun uomo debba mai cadere in questo tranello,  cioè, che si deve obbedire alle leggi degli uomini, senza trascurare i doveri verso Dio.
Un invito quindi sempre alla giustizia, un richiamo ad attribuire i meriti a chi li ha e non a coloro che se li appropriano…

Lotta all'evasione… 14 liste nere!!!

Dopo anni e anni di completa mancanza di controlli, arriva in Parlamento il nuovo decreto fiscale pronto a colpire tutti coloro che finora hanno goduto di controlli inesistenti o protetti da quel sistema nel quale i controlli non potevano o non dovevano essere svolti…
La verità è che la maggior parte di loro, sono oggi seduti nei posti chiave del nostro paese e quindi collegati e protetti in maniera biunivoca, quindi difficilmente controllabili… ora chissà quali veti e pressioni verranno imposte al Prof. Monti, per fare sì, che la riforma non passi…
Comunque la check list ( meglio definita black list ) composta da 14 articoli si divide nei seguenti modi:  
1) Lista AU contiene i nomi dei contribuenti da cui risultano aver immatricolato al PRA autovetture con potenze superiori a 21 cavalli fiscali e per i quali il reddito risulta superiore del 25%  rispetto al reddito dichiarato.
2) Benefici fiscali:
Attribuzione dei benefici fiscali, quali quella della ritenuta del 10% ora portata al 4% sui compensi pagati dai contribuenti che sfruttano del 36% e del 55%  per l’edilizia, ha permesso d’individuare quelle imprese che hanno evaso le imposte pur avendo emesso la fattura… 
3) Beni dei soci
Vengono stretti quei beni concessi a godimento ai soci o familiari dell’imprenditore, i quali a titolo gratuito o in condizioni più favorevoli di quelli di mercato, vengono utilizzati…
4) Black List
Una lista nera per quegli operatori che utilizzano transazioni con paesi a fiscalità privilegiata, controlli per importi superiori ai 500 euro.
5) Compensazioni
Per tutti coloro che hanno effettuato compensazioni all’agenzia delle entrate, con sanzioni fino al 200% dei crediti indebitamente compensati.
6) Operazioni comunitarie
Per tutte quelle operazioni , quali cessioni di beni e prestazioni di servizi, vengono create delle liste divise per tipologia e per importi realizzati con corrispondenti UE.
7) Liste integrative
Contiene i nomi di coloro che possiedono cavalli da corsa, camper e moto di cilindrata superiore ai 350cc o imbarcazioni da diporto o ancora beni di lusso acquistati in leasing ed infine proprietà immobiliari a seguito di aste giudiziarie…
8) Rapporti finanziari
Tutti coloro che svolgono operazioni finanziarie devono comunicare all’anagrafe le informazioni sui rapporti finanziari svolti, necessarie ai controlli, verranno così create delle liste con i contribuenti a maggior rischio d’evasione…  
9) Redditometro
Dal 2009 i contribuenti saranno selezionati in base allo scostamento del 20% tra il reddito dichiarato ed il reddito ricalcolato con il redditometro…
10) Scontrini non emessi
Vengono create delle liste per tutti quegli esercenti che in maniera ripetuta sono stati segnalati dall’autorità di controllo, violando l’obbligo di emettere scontrino fiscale…
11) Residenti all’estero
Con effetto 2006, vengono controllati tutti coloro che hanno richiesto la residenza estera, con verifica di controllo con coloro che hanno goduto dello scudo fiscale…
12) Spesometro
I contribuenti dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva, sia attive che passive, nei confronti di ciascun cliente, fornitore anche privato…
13) Studi di settore
Vengono segnalati coloro che presentano differenze sostanziali tra ricavi o compensi ricostruiti e dichiarazioni dei redditi, evidenziando difformità ed incongruenze…
14) Lista T
Conterrà tutti i nominativi delle persone fisiche per le quali risultano quote di incrementi patrimoniali, che valorizzati nella misura di 1/5 superano del 25% il reddito netto dichiarato…
Come si vede un contenitore d’informazione per i nostri database, per poter colpire definitivamente coloro che  finora hanno goduto in questo paese, di completa immunità…
Sapere che circa 13 Miliardi possono essere recuperati da false dichiarazioni fa certamente piacere, certamente un po meno è dover sapere, che tutti questi soldi, sono venuti a mancare dalle casse dello Stato in almeno questi trent’anni, per una politica scellerata e per personaggi e connivenze, che per poco ci stavano portando al completo fallimento!!!
Aggiungerei alle 14 note una supplementare… si una 15° con un bel soggiorno vista mare, una vacanza premio , tutta natura e relax, per questi nostri “grandi” evasori, da potersi trascorrere presso una delle nostre tante piccole isole, tipo Pianosa, dove potranno finalmente dedicarsi ad attività agricole ed allevamento di bestiame, ai lavori manuali di ristrutturazione degli edifici esistenti, alla cucina, tutte attività svolte per il proprio sostentamento…, con una targa messa in bella mostra a ricordo dei loro bei comportamenti…
” Qui finisce la giustizia degli uomini, qui comincia quella di Dio “.

In nome di Dio…

Amore divino e carità cristiana.

” Dio è amore e chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui”…
Belle queste frasi ed ancora di più quanto queste sono state nel corso dei secoli messe in pratica…
E’ giusto ricordare ed è giusto sapere che quanto svolto in nome di Cristo non vada perduto…
Lo scempio è organizzato per papati:
Clemente V // Fra Dolcino: smembrato e bruciato il 13 marzo 1307. Suor Margherita e Frate Longino con circa mille dolciniani: bruciati lungo tutto il 1307. Soppressione dei Templari con stragi di massa con “torture inimmaginabili” perché accusati di eresia. Molay, Gran Maestro, arso vivo a Parigi dopo anni di atroci torture.

Benedetto XII // Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati Francescani: arsi vivi per predicare la povertà di Cristo a Venezia nel1337. Stessa sorte a Parma per Donna Oliva anch’essa perché seguace di S. Francesco.
Clemente VI // Francesco Stabili, detto Cecco d’Ascoli, il quale fu arso vivo per aver detto, a proposito delle tentazione di Gesù, che non è possibile vedere tutta la terra da una montagna per quanto alta fosse stata come veniva affermato da vangelo. Pietro d’Albano, medico, bruciato vivo perché accusato di stregoneria. Domenico Savi condannato al rogo come eretico per aver eretto un ospedale senza la benedizione della Chiesa.
Innocenzo VI // Pietro da Novara, Bernardo da Sicilia, Fra Tommaso vescovo d’Aquino e Francesco Marchesino vescovo di Trivento: torturati e bruciati vivi.

Gregorio XI // Continui roghi a Firenze, Venezia, Roma e Ferrara per eretici e accusati di favoreggiamento. Belramo Agosti, umile calzolaio, torturato e bruciato vivo per aver
bestemmiato durane una partita a carte, il 5 giugno 1382. Menelao Santori perché
conviveva con due donne, il 10 ottobre 1387. Lorenzo di Bologna accompagnato al rogo a colpi frusta per aver rubato una pisside, il 1° novembre 1388.
Gregorio XII // Dopo il periodo di tregua passato sotto Urbano VI, con Gregorio XII
riprendono le stragi e i roghi in una maniera estremamente spietata. La città che fu
particolarmente colpita fu Pisa. 1413: un giovane di nome Andreani fu torturato e bruciato vivo insieme alla moglie e alla figlia, perché aveva osato deridere i Padri Conciliari. 1414: Jean Hus e Gerolamo da Praga macellati e bruciati vivi per aver detto che la morale del vangelo proibisce ai religiosi di possedere beni materiali.

Eugenio IV // Giovanna d’Arco, bruciata viva per l’accusa di stregoneria (1431). Merenda e Matteo, due popolani, bruciati vivi dall’Inquisizione per rendere un favore alle famiglie dei Colonna e dei Savelli delle quali avevano parlato male. Ripetute stragi in Boemia contro gli hussidi, per le rimostranze fatte in seguito alla uccisione del loro maestro. Una delle stragi fu eseguita facendo entrare gli hussidi in un fienile al quale dettero fuoco dopo aver chiuso le porte. Il fatto fu così commentato da uno scrittore cattolico: “Appena entrati, si chiusero le porte e si appiccò il fuoco; e in tal modo quella feccia, quel rifiuto della razza umana, dopo aver commesso tanti delitti, pagò finalmente tra le fiamme la pena del suo disprezzo per la religione”.
Sisto IV // Tommaso Torquemada confisca i beni degli accusati di eresia e di stregoneria, arrivando ad accumulare tante ricchezze da essere temuto dallo stesso Papa che lo obbliga a versargli la metà del bottino. Quando arrivava in un paese come inquisitore, la popolazione fuggiva in massa lasciando tutto nelle sue mani. 800.000 ebrei allontanati dalla Spagna, con confisca dei beni, sotto pena di morte se fossero restati.10.200 bruciati vivi. 6.860 cadaveri riesumati per essere bruciati al rogo in seguito a processi (terminati tutti con la confisca dei beni) celebrati “post mortem” (dopo la morte). 97.000 condannati alla prigione perpetua con confisca delle proprietà. Infiniti roghi a Roma, intanto.

Alessandro VI // Gerolamo Savanarola bruciato vivo in Piazza della Signoria a Firenze il 23 maggio 1498 insieme ai suoi due suoi discepoli Domenico da Pescia e Sivestro da Firenze.
Tre ebrei arsi vivi in campo dei Fiori a Roma. 13 gennaio 1498. Gentile Cimeli, accusata di stregoneria arsa viva a campo dei Fiori il 14 luglio 1498. Marcello da Fiorentino arso vivo in piazza S. Pietro il 29 luglio 1498.
Giulio II // 4 donne giustiziate per stregoneria a Cavalese (Trento) nel1505. Diego Portoghese impiccato per eresia il 14 ottobre 1606. 30 persone bruciate vive a Logrono (Spagna) per stregoneria. Fra Agostino Grimaldi giustiziato per eresia il 6 agosto 1507. 15 cittadini romani massacrati dalle guardie svizzere per eresia nel 1513. Orazio e Giacomo di Riffredo, giustiziati per eresia il 30 aprile 1513.

Leone X // 30 donne accusate di stregoneria arse vive a Bormio nel 1514. Martino Jacopo giustiziato per eresia a Vercelli il 18 febbraio 1517. 80 donne bruciate vive in Valcamonica per stregoneria nel 1518. 5 eretici arsi vivi a Brescia il 13 aprile 1519. Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia alla Traspontina il 4 giugno 1520. Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo Cesalpini strangolati in carcere per eresia l’8 luglio 1520.
Clemente VII // Anna Furabach, giustiziata per eresia il 9 maggio 1524. Migliaia di
anabattisti decapitati, arsi vivi, annegati e torturati a morte nel 1525. Una donna accusata di stregoneria arsa viva in Campidoglio il 30 settembre 1525. Claudio Artoidi e Lerenza di Pietro giustiziati per eresia il 16 maggio 1526. Rinaldo di Colonia giustiziato per eresia il 26 agosto 1528. Lorenzo di Gabriele da Parma e Tiberio di Giannantonio torturati e giustiziati per eresia il 9 settembre 1528. Berrnardino da Palestrina Burciato vivo per eresia il 20 novembre 1529. Giovanni Milanese bruciato vivo per eresia il 23 novembre 1530.

Paolo III // Nel 1540 uccisi tutti gli abitanti della città di Mérindol (Francia) per aver
abbracciato la fede dei protestanti Evangelici. I loro beni furono confiscati e la città rimase deserta e inabitata a lungo. Tutti gli anabattisti della città di Munster (Germania) furono massacrati. Giovanni di Leida, loro capo, fu ucciso dopo essere stato sottoposto “a orrendo supplizio” il 4 aprile 1535. Martino Govinin giustiziato nelle carceri di Grenoble il 26 aprile 1536. Francesco di Giovanni di Capocena ucciso per eresia nel 1538. Ene di Ambrogio giustiziato per eresia nel 1539. Galateo di Girolamo giustiziato nelle carceri dell’Inquisizione per eresia il 17 gennaio 1541. Giandomenico dell’Aquila. Eretico, bruciato vivo il 4 febbraio 1542. Federico d’Abbruzzo ucciso per eresia; il suo corpo fu portato al supplizio trascinato da un cavallo. Quello che rimase del suo corpo fu appeso alla forca il 12 luglio 1542. 2.740 valdesi furono massacrati dai cattolici in Provenza (Francia) nell’aprile del 1545. Girolamo Francese impiccato perché luterano il 27 settembre 1546. Baldassarre Altieri, dell’Ambasciata inglese, fatto sparire nelle carceri dell’Inquisizione nel1548. Federico Consalvo, eretico, giustiziato, il 25 maggio 1549. Annibale di Lattanzio giustiziato per eresia, il 25 maggio 1549.

Giulio III // Fanino Faenza impiccato e bruciato per eresia il 18 febbraio 1550. Domenico della Casa Bianca, luterano, decapitato il 20 febbraio 1550. Geronimo Geril Francese, impiccato per eresia, poi squartato, il 20 marzo 1550. Giovanni Buzio e Giovanni Teodori, impiccati e bruciati per eresia, il 4 settembre 1553. Francesco Gamba, decapitato e bruciato vivo per eresia, il 21 luglio 1554. Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani, impiccati e bruciati vivi, il 5 settembre 1554.
Paolo IV // Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia. Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia il 14 giugno 1555.
Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie il 20 giugno 1555. Golla Elia
e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino il 22 giugno 1555. Vernon Giovanni e
Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi il 28 agosto 1555. Stefano di Girolamo, giustiziato
per eresia, l’11 gennaio 1556.

Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia il 6 marzo 1556. Ambrogio de Cavoli, impiccato
e bruciato per eresia, il 15 giugno 1556. Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia il 4
luglio 1556. Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia il 19 agosto 1556. Nicola Sartonio,
luterano, bruciato vivo il 13 maggio 1557. Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e
Madonna Caterina, impiccati e bruciati per omosessualità il 22 dicembre 1557. Fra
Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia il 25 marzo 1558. Gisberto di
Milanuccio, eretico, bruciato vivo il 15 giugno 1558. Francesco Cartone, eretico, bruciato
vivo il 3 agosto 1558. 14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna nel 1559. 15
protestanti bruciati vivi a Valadolid in Spagna nel 1559. Gabriello di Thomaien, bruciato
vivo per omosessualità, l’8 febbraio 1559. Antonio di Colella arso vivo per eresia, l’8
febbraio 1559. Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per
eresia, l’8 febbraio 1559. 13 eretici e un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi
vivi il 17 febbraio 1559. Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia il 16 marzo 1559.
Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo il 24 agosto 1559. Scipione Retio, eretico, uccico nelle
carceri della Santa Inquisizione sul finire del 1559.

Pio IV // I monaci dell’Abazia di Perosa (Pinerolo) si divertirono a briciare vivi a fuoco
lento un prete evangelico insieme ai suoi fedeli nel dicembre 1559. Carneficina di Valdesi in
Calabria nel dicembre del 1559. 4000 valdesi massacrati nel 1560 a Santo-Xisto, alla
Guardia, a Montalto e a Sant’Agata. Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola,
Nicola Bucello, Antonio Rietto, Francesco Sega, condannati a morte perché sorpresi a
svolgere una funzione religiosa in una casa privata officiante la messa uno spretato
nel1560. Giacomo Bonello, bruciato vivo perché evangelista il 18 febbraio 1560. Mermetto
Savoiardo, eretico, arso vivo il 13 agosto 1560. Dionigi di Cola, eretico, bruciato vivo il 13
agosto 1560. Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e bruciato l’8 settembre 1560. Gian
Pascali di Cuneo, bruciato vivo per eresia il 15 settembre 1560. Stefano Negrone, eretico,
lasciato morire di fame nelle prigioni della Santa Inquisizione, spira il 15 settembre 1560.

Stefano Morello, eretico, impiccato e bruciato il 25 settembre 1560. Bernardino Conte,
bruciato vivo per eresia nel novembre del 1560. 300 persone a Oppenau, 63 donne a
Wiesensteig e 54 a Obermachtal in Gemania, bruciate vive per stregoneria nel 1562.
Macario, vescovo di Macedonia, eretico, bruciato vivo il 10 giugno 1562. Cornelio di
Olanda, eretico, impiccato e bruciato il 23 gennaio 1563. Franceso Cipriotto, impiccato e
bruciato per eresia il 4 settembre 1564. Giulio Cesare Vanini, panteista, bruciato vivo dopo
avergli strappato la lingua. Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.
Pio V // Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe. Muzio
della Torella, eretico, giustiziato il 1° marzo 1566. Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo
il 6 marzo 1566. Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia il 3 luglio 1566. Curzio di
Cave, francescano, decapitato per eresia il 9 luglio 1566. 17.000 protestanti massacrati
nelle Fiandre da cattolici spagnoli. Giorgio Olivetto arso vivo perché luterano il 27 gennaio
1567. Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma
il 1° febbraio 1567. Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia il 25 febbraio 1567.

Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia il 30 settembre 1567. Giulio Maresco,
decapitato e arso per eresia il 30 settembre 1567. Paolo de Matteo, Ottaviano Fioravanti,
Giovannino Guastavillani e Geronimo del Puzo, murati vivi per eresia il 30 settembre 1567.
Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell’Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su
ordine di Carlo Borromeo, vescovo di Milano, poi fatto santo, dopo lunga tortura, per
eresia il 2 agosto 1570. Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia il 1°
ottobre 1567. Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio
1668. Matteo d’Ippolito, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio 1568. Francesco
Stanga, impiccato e bruciato per eresia il 10 maggio 1568. Donato Matteo Minoli, lasciato
morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi il 27 maggio 1568.
Francesco Castellani, Pietro Gelosi e Marcantonio Verotti, eretici, impiccati e bruciati il 6
dicembre 1568. Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo il 28 febbraio 1568. Filippo Borghesi,
decapitato e bruciato per eresia il 2 maggio 1569. Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato
per eresia il 2 maggio 1569. Camillo Ragnolo, Fra Cellario Francesco e Bartolomeo
Bartoccio, bruciati vivi per eresia il 25 maggio 1569. Guido Zanetti, murato vivo per eresia
il 27 maggio 1569. Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato l’11 febbraio 1570. Gian

Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia il 25 febbraio 1570. Nicolò Franco, impiccato
per aver deriso il Papa l’11 marzo 1570. Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato il13
maggio 1570. Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espresso desiderio di Pio V, poi
fatto santo, il 3 luglio1570. Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo il 4 novembre
1570. Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pitro Paolo di Maranzano,
giustiziati per eresia il 6 ottobre 1571. Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari
pontifi perché eretico il 5 gennaio 1572. Dianora di Montpelier, Isabella di Montpelier,
Pellegrina di Valenza, Girolama Guanziana, eretiche, impiccate e bruciate il 9 febbraio
1572. Domenico della Xenia, eretico, impiccato e bruciato il 9 febbraio 1572. Teofilo
Penarelli, eretico, impiccato e bruciato il 22 febbraio 1572. Alessandro di Giulio, eretico
impiccato e bruciato il 26 febbraio 1572.
Gregorio XIII // Alessandro di Giulio e Giovanni di Giovan Battista, impiccati e bruciati
perché eretici il 15 marzo 1572.
Girolamo Pellegrino, impiccato e bruciato per eresia il 19 luglio 1572. 10.000 eretici
massacrati in Francia per ordine del Papa (strage degli Ugonotti- Notte di S. Bartolomeo)
il 24 agosto 1572. 500 eretici massacrati in Croazia per ordine del vescovo cattolico Juraj
Draskovic in tutto il 1573. Nicolò Colonici eretico impiccato e bruciato. Giovanni Francesco
Ghisleri, strangolato nelle carceri dell’Inquisizione il 25 ottobre del 1574. Alessandro di
Giacomo, arso vivo il 19 novembre 1574. Benedetto Thomaria, eretico, bruciato vivo il 12
maggio 1574. Don Antonio Nolfo, eretico, giustiziato il 29 luglio 1578. Giovanni Battista di
Tigoni, eretico, giustiziato il 29 lugio 1578. Baldassarre di Nicolò, Antonio Valies de la
Malta, Francesco di Giovanni Martino, Bernardino di Alfar, Alfonso di Poglis, Marco di
Giovanni Pinto, Girolamo di Giovanni da Toledo e Gasparre di Martino, eretici, impiccati e
bruciati il 13 agosto 1578. Fra Clemente Sapone, eretico, impiccato e bruciato il 29
novembre 1578. Pompeo Loiani e Cosimo Tranconi, eretici, impiccati e bruciati il 12 giugno
1579. 222 ebrei bruciati al rogo per ordine della Santa Inquisizione nel 1558. Salomone,
ebreo, impiccato per aver rifiutato il battesimo il 13 marzo 1580. Un inglese, di cui non ci è
pervenuto il nome, bruciato vivo per aver offeso un prete il 2 agosto 1581. Diego Lopez,

Domenico Danzarelli, Prospero di Barberia e Gabriello Henriquez, bruciati vivo per eresia
il 18 febbraio 1583.
Borro d’Arezzo, bruciato vivo per eresia il 7 febbraio 1583.
Ludovico Moro, eretico, arso vivo il 10 luglio 1583.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo di Andrea strangolati nel carcere di Tor
Nona per eresia il 23 luglio 1583.
Lorenzo Perna, arrestato per ordine del cardinale Savelli per eresia, giustiziato il 16 giugno
1584. La “Signora di Bellegard”, arrestata per eresia, giustiziata a fine ottobre 1584.
Giacomo Paleologo, decapitato e bruciato il 22 marzo 1585. I fratelli Missori decapitati il 22
marzo 1585 per aver espresso il diritto alla libertà di stampa; le loro teste furono lasciate
esposte al pubblico.
Sisto V // Dopo l’esecuzione di una sentenza, disse: “Dio sia benedetto per il grande
appetito con cui ho mangiato”. Pietro Benato, arso vivo per eresia il 26 aprile 1585.
Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò, Fra Giovanni Bellinelli, impiccati e
bruciati vivi per eresia il 5 agosto 1587.

Vittorio, conte di Saluzzo, giustiziato per eresia il 9 dicembre 1589. Valerio Marliano,
eretico impiccato e bruciato il 16 febbraio 1590. Don Domenico Bravo, decapitato per
eresia il 30 marzo 1590. Fra Lorenzo dell’Aglio, impiccato e bruciato il13 aprile 1590.
Gregorio XIV // Fra Andrea Forzati, Fra Flaminio Fabrizi, Fra Francesco Serafini, impiccati e bruciati il 6 febbraio 1591.
Giovanni Battista Corobinacci, Giovanni Antonio de Manno Rosario, Alexandro
d’Arcangelo, Fulvio Luparino, Francesco de Alexandro, giustiziati nel giugno
1590. Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brailo, Antonio
Costa, Fra Giovanni Battista Grosso, l’Abate Volpino, insieme ad altri seguaci di Fra
Girolamo da Milano, arrestati dalla Santa Inquisizione e giustiziati nel1590. Tutto questo
ben di Dio in un solo anno di Santo Pontificato.


Clemente VIII // Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia il 17 febbraio 1600. Quattro donne e un vecchio bruciati vivi per eresia il 16 febbraio 1600. Francesco Gambonelli, eretico, arso vivo il 17 febbraio 1594. Marcantonio Valena e un altro luterano, di cui non ci è noto il nome, arsi vivi nell’agosto del 1594. Graziani Agostini, eretico impiccato e bruciato, nel 1596.
Prestini Menandro, eretico impiccato e bruciato, nello stesso anno. Achille della Regina, giustiziato nel giugno 1597.
Cesare di Giuliano, eretico impiccato e bruciato nello stesso anno. Damiano di Francesco, Baldo di Francesco, Giovanni Angelo De Magistri, Don Ottavio Scipione, eretici, decapitati e bruciati nel 1597. Giovanni Antonio da Verona e Fra Celestino, eretici, bruciati vivi il 16 settembre 1599. Fra Cierrente Mancini e Don Galeazzo Porta, decapitati per eresia il 9 novembre 1599. Maurizio Rinaldi, eretico, bruciato vivo il 23 febbraio 1600. Francesco
Moreno, eretico, impiccato e bruciato il 9 giugno 1600. Nunzio Servandio, ebreo, impiccato
il 25 giugno 1600. Bartolomeo Coppino, luterano, arso vivo il 7 aprile 1601.
Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo, eretici, decapitati e bruciati il 10 maggio 1601.
Paolo V // Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato nel 1607. Giuseppe Teodoro,
Felice d’Ottavio, Francesco Rossi, Antonio di Jacopo, Fortunato Aniello, Vincenti Pietro,
Umberto Marcantonio, Fra Manfredi Fulgenzio, eretici, impiccati e bruciati tra il 1609 e
il 1610. Battista Lucarelli e Emilio di Valerio, ebrei, impiccati e bruciati nel 1610. Don
Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all’ebraismo, impiccato
nel 1611. Giovanni Milo, luterano impiccato nel marzo 1611. Giovanni Mancini, per aver
celebrato la messa da spretato, impiccato e bruciato il 22 ottobre 1611. Jacopo de Elia,
ebreo, impiccato e bruciato il 22 gennaio 1616. Francesco Maria Sagni, eretico, impiccato e
bruciato il 1° luglio 1616. Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria nel
maggio 1617.

Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l’esistenza di Dio il 17 febbraio 1618. Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina nel 1620.
Urbano VIII // Galileo Galilei, torturato e condannato al carcere perpetuo quale eretico per aver affermato che la Terra gira intorno al Sole nel 1633. Ferrari Ambrogio, eretico, impiccato nel 1624. Donna Anna Sobrero, morta di peste in carcere dove era stata condannata a vita, nel 1627. Frate Serafino, eretico, impiccato e bruciato nel 1634. Giacinto Centini, decapitato per aver offeso la sovranità papale, nel 1635. Fra Diego Giavaloni,
eretico impiccato e bruciato, nello stesso anno. Alverez Ferdinando, bruciato vivo per
essersi convertito all’ebraismo, il 19 marzo 1640. Policarpo Angelo, impiccato e bruciato
per aver celebrato la messa da spretato, il 19 maggio 1642. Ferrante Pallavicino, eretico,
impiccato e bruciato nel 1644. Fra Camillo d’Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio,

Domenico da Sterlignano, giustiziati per eresia nel 1644.
Innocenzo X // Giuseppe Brugnarello e Claudio Borgegnone, impiccati e bruciati per aver falsificato alcune lettere apostoliche nel 1652.
Alessandro II // Giovanni Fello, sacerdote, decapitato per eresia nel 1657. Circa 2.000 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine nel1655.
Innocenzo XI // 20 ebrei condannati al rogo nel 1680. Vincenzo Scatolari, per aver
esercitato la professione di giornalista senza autorizzazione di Santa Madre Chiesa,
decapitato il 2 agosto 1685. Più di 2.000 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine
per ordine diretto del Papa nel maggio 1686. 24 protestanti uccisi dai cattolici a Pressov in
Slovacchia nel 1687.

Innocenzo XII // Martino Alessandro, morto in carcere per torura il 3 maggio 1690. 37 ebrei bruciati vivi nel 1691. Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, cappuccini, decapitati perché seguaci del Quietismo di Molinos il 26 marzo 1695.
Clemente XI // Filippo Rivarola, portato al patibolo in barella per le torture ricevute, decapitato il 4 agosto 1708. Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per aver bestemmiato a causa di un colpo di alabarda ricevuto da una guardia papalina il 28 luglio 1711. Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il Papa il 3 febbraio 1720.

Clemente XII // Ripristinata la “mazzolatura” (rottura delle ossa a colpi di bastone). Pietro Giarinone, filosofo e storico, muore sotto tortura per aver sostenuto la supremazia del re sulla curia romana il 24 marzo 1736. Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di rivolta contro il Papa il 23 febbraio 1737. Numerose vittime sotto questo pontificato sono
rimaste sconosciute, perché Clemente XII preferiva che morissero sotto tortura nelle carceri dell’Inquisizione piuttosto che giustiziarle nelle pubbliche piazze, per evitare proteste.

Clemente XIII // Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria il 2 agosto 1740. Giuseppe Morelli, impiccato per aver celebrato l’eucaristia da spretato il 22 agosto 1761.
Carlo Sala, eretico, giustiziato il 25 settembre 1765. Carlo Sala è l’ultimo martire ucciso dalla Chiesa per eresia. Di qui in poi i massacri continuarono comunque. Decapitazioni, torture con mazzolature, impiccagioni e sevizie con squartamento o smembramento.
Pio VI // Solo 5 esecuzioni capitali nei suoi 4 anni di pontificato. In compenso gli ebrei vengono costretti a vestire abiti gialli per essere riconosciuti pubblicamente. Ricorda qualcosa?

Pio VII // Gregorio Silvestri, impiccato per cospirazione politica il 18 gennaio 1800.
Ottavio Cappello, impiccato perché patriota rivoluzionario il 29 gennaio 1800. Giovanni Battista Genovesi, patriota, squartato e bruciato il 7 febbraio 1800; la sua testa fu esposta al pubblico. Teodoro Cacciona, impiccato e squartato per furto di un abito ecclesiastico il 9
febbraio 1801. Paolo Salvati, impiccato e squartato per aver derubato un corriere del Papa l’11 dicembre 1805. Bernardo Fortuna, impiccato e squartato per furto ai danni di un corriere francese il 22 aprile 1806. Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese. 161 esecuzioni capitali per reati comuni in 15 anni di pontificato.
Leone XII // Leonida Montanari, decapitato per aver offeso pubblicamente il Papa il 23 novembre 1825. Angelo Targhini, decapitato per aver ferito una spia papalina il 23 novembre 1825. 29 esecuzioni capitali per reati comuni.
Pio VIII // In un solo anno di pontificato 13 condanne capitali per reati comuni.
Gregorio XVI // Divieto assoluto di ogni libertà di parola o di espressione scritta che non seguisse i dettami di Santa Madre Chiesa. Divieto assoluto agli ebrei: nessuna attività sociale ed economica fuori del Ghetto. Giuseppe Balzani, decapitato per offese al Papa il 14 maggio 1833. Luigi Scopigno, decapitato per furto di oggetti sacri il 21 luglio 1840. Pietro Rossi, decapitato per furto il 9 gennaio 1844. Luigi Muzi, decapitato per piccolo furto il 19 gennaio 1844. Giovanni Battista Rossi, decapitato per furto il 3 agosto 1944. Altre 110 condanne a morte per reati comuni, decapitati, squartati e smembrati dal famoso boia Mastro Titta.

Pio IX // Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai garibaldini l’Arciprete di Anagni. Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni, Ignazio Mancini, decapitati il 10
settembre 1851. Antonio de Felici, decapitato per aver attentato al Cardinale Antonelli il 24 gennaio 1854.
Poi la carneficina subisce un crollo verticale per lo sfondamento di Porta Pia.

Lo stupro è meno grave se la ragazza non è vergine…

Se il caso della sentenza di cassazione sullo stupro della minorenne, meno grave, in quanto non più vergine vi ha colpito, leggete questo articolo da “altalex” che approfondisce da un punto di vista giuridico la questione.
La nota vicenda criminosa al centro della cronaca giudiziaria, sulla presunta minore gravità della violenza sessuale ai danni di una minore non più vergine, merita chiarezza.
Nell’ambito dei reati contro la libertà personale, come noto, la minore gravità del fatto costituisce una attenuante speciale prevista dall’art. 609-quater, comma 3, c.p. , segnatamente per il reato di atti sessuali con minorenne.
Il delitto ex art. 609 quater c.p. testualmente recita: “Soggiace alla pena stabilita dall`articolo 609 bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessuali con persona che. al momento del fatto: 1) non ha compiuto gli anni quattordici; 2) non ha compiuto gli anni sedici, quando il colpevole sia l`ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore, ovvero altra persona cui, per ragioni di cura, di educazione, di istruzione, di vigilanza o di custodia, il minore è affidato o che abbia, con quest`ultimo, una relazione di convivenza. Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell`articolo 609 bis compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni. Nei casi di minore gravità la pena è diminuita fino a due terzi. Si applica la pena di cui all’articolo 609 ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci”.
Il reato ascritto, innanzitutto, è quello di cui all’art. 609 quater, caratterizzato dall’assenza di pressioni coercitive, (Cass. pen. 29662/2004); in tal senso la Corte evidenzia che: “si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità”.
La Cassazione, dunque, entrando nel merito della quaestio, evidenzia una aporia logica nella motivazione del collegio di merito: lo stesso riconosce, con riguardo alla consumazione del rapporto, che si era trattato di un rapporto assentito dalla stessa, la quale, in particolare, ne aveva scelto le modalità.
Sempre la stessa Corte di merito, proseguendo, nega la diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. proprio con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”.
Gli ermellini, a questo punto, rilevano un evidente punto nevralgico motivazionale: lo stesso fatto (modalità del rapporto) è addotto sia in veste negativa, (a svantaggio del condannato), sia in veste positiva, (a vantaggio dello stesso).
La Suprema Corte, quindi, evidenzia, “che è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente” ma “in questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato”.
Non appare razionale, ad avviso del Collegio, pertanto, che l’agente possa essere escluso dal benefico della diminuente per un aspetto connotativo del comportamento delittuoso scelto dal soggetto passivo.
Tanto dedotto in fatto, la Corte si sofferma a valutare l’incidenza della condotta delittuosa sul bene giuridico tutelato dalla norma, ovvero “il corretto sviluppo della personalità sessuale del minore”, incidenza che va valutata in concreto, (Cass. pen. 12007/2003): il Collegio non condivide, quindi, la sentenza di merito dove ritiene le modalità di consumazione del rapporto sessuale “tali da compromettere l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima”.
Ad avviso del Collegio: “l’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età”.
La disamina oggettivo-giuridico della sentenza non può che lasciare perplessi: se non altro per la disinformazione assolutamente censurabile.
La sentenza non ha mai affermato che “lo stupro è meno grave se perpetrato ai danni di una ragazza non più vergine”; ha semplicemente dedotto che, una donna la quale abbia già intrattenuto rapporti sessuali con molti adulti ha senza dubbio una maggiore maturità sessuale.
Quanto al fatto tipico, è opportuno ricordare che la stessa Corte ribadisce che esso merita la stessa riprovevolezza, (nulla di meno dunque), ma si tratta, sul piano concreto, di un rapporto sessuale consumato con la volontà della minorenne la quale aveva ella stessa scelto le modalità consumative della relazione.
Quando i Giudici “sbagliano” è sicuramente corretto dirlo ed anche ad alta voce: altrettanto occorrerebbe fare, tuttavia, quando a sbagliare sono i giornalisti.
La sentenza Cass. pen. 6329/06, concludendo, non merita certo di essere “dimenticata con ignominia”: resta opinabile, condivisibile, dal punto di vista giuridico ma, sicuramente, “non ha detto quello che è stato detto”.
(Altalex, 21 febbraio 2006. Nota di Giuseppe Buffone)
Corte di cassazione
Sezione III penale
Sentenza 17 febbraio 2006, n. 6329
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con sentenza del 25 novembre 2003 la Corte d’appello di Cagliari decidendo sulla impugnazione proposta da T.M. avverso la sentenza in data 30 novembre 2001 del tribunale della stessa città – che lo aveva condannato alla pena di anni tre e mesi quattro di reclusione per il delitto di violenza sessuale ed a quella di mesi due di reclusione per i reati di percosse e minacce – dichiarava di non doversi procedere per intervenuta remissione della querela in ordine al reato di percosse e rideterminava la pena per i reati sub b) e c) nella misura di gg. 15 di reclusione, confermando nel resto con condanna dell’appellante anche alle spese di costituzione e rappresentanza della costituita parte civile.
Con il primo motivo di appello l’imputato aveva negato il pregresso rapporto di convivenza con la ragazza, S.V., vittima della violenza.
La Corte di merito replicava che le risultanze testimoniali dimostravano il contrario ed altrettanto risultava in definitiva dalle stesse dichiarazioni dell’imputato che aveva parlato di una volontà calunniosa della parte lesa originata dai suoi rimproveri per lo scarso impegno scolastico.
Con altro motivo erano state evidenziate le inesattezze in cui era caduta la ragazza. La Corte osservava che erano inesattezze di carattere marginale e che doveva escludersi il dolo di calunnia nel suo racconto anche perché non aveva avuto difficoltà a riferire dei suoi incontri precedenti con uomini giovani e meno giovani.
Con un’ulteriore motivo aveva sottolineato che la parte lesa aveva falsamente negato di avere parlato dei suoi rapporti con l’imputato ed altresì che la denuncia era chiaramente finalizzata a liberarsi dello stesso.
La replica era che i testimoni avevano confermato il racconto della parte lesa e che per sbarazzarsi del T. sarebbe stato sufficiente denunciare i maltrattamenti ai quali sottoponeva la famiglia.
La gravità del fatto escludeva infine ad avviso della Corte che il fatto stesso potesse configurarsi come fatto di minore gravità.
L’imputato propone personalmente ricorso per cassazione denunziando con un unico motivo mancanza ed illogicità manifesta della motivazione laddove la sentenza impugnata ha negato la minore gravità di cui all’art. 609-quater, comma 3. Rappresenta infatti che si è trattato di un unico rapporto, pacificamente acconsentito dalla ragazza che si era rifiutata ad un rapporto completo ma aveva optato senza difficoltà per un coito orale e che infine fin dall’età di 13 anni la stessa aveva avuto rapporti con giovani ed adulti.
MOTIVI DELLA DECISIONE
L’unico motivo di ricorso merita di essere accolto.
La diminuente della minore gravità del fatto di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. è stata negata dalla Corte territoriale con riferimento alle “modalità innaturali del rapporto”, ritenute tali da compromettere “l’armonioso sviluppo della sfera sessuale della vittima”.
L’affermazione si pone in contrasto con quanto poco prima rilevato dalla stessa Corte allorché ha proceduto alla ricostruzione dell’unico episodio – quello riprodotto nel capo di imputazione – di abuso sessuale posto in essere dall’imputato ai danni della minore: si era trattato di un rapporto pienamente assentito dalla stessa che ne aveva scelto le modalità. L’imputato infatti intendeva avere un rapporto completo ma la ragazza, consapevole che l’uomo aveva avuto problemi di tossicodipendenza, aveva optato per un, a suo avviso, meno rischioso rapporto orale.
Ora è bensì vero che ciò non elimina la riprovevolezza della condotta dell’imputato che in realtà si è avvalso dello stato di soggezione in cui la giovane vittima si trovava nei suoi confronti per essere inserita nello stesso nucleo familiare da lui costituito con la di lei madre convivente. Ma tale relazione interpersonale fa parte dell’elemento oggettivo della fattispecie delittuosa tipica di cui si tratta (punita con la reclusione da 5 a 10 anni di reclusione) senza la quale quest’ultima non si sarebbe integrata in quanto pacificamente all’epoca del fatto la ragazza aveva compiuto 14 anni e come si è visto la stessa aveva prestato il proprio consenso al rapporto sessuale.
In questo contesto non sembra possa convenirsi con l’impugnata sentenza laddove afferma la gravità dell’episodio deducendola dalle modalità innaturali del rapporto, che in realtà furono scelte con avvedutezza della minore in quanto a suo dire idonee ad evitare i rischi che un diverso rapporto poteva comportare per la sua salute a causa della pregressa condizione di tossicodipendente dell’imputato.
Ancora meno condivisibile è l’altra affermazione della stessa sentenza, relativa alle negative conseguenze indotte da questo rapporto sullo sviluppo sessuale della minore.
L’affermazione è infatti del tutto apodittica in quanto trascura di considerare quanto nella stessa sentenza poco prima si è rilevato, e cioè che la ragazza già a partire dall’età di 13 anni aveva avuto numerosi rapporti sessuali con uomini di ogni età di guisa che è lecito ritenere che già al momento dell’incontro con l’imputato la sua personalità dal punto di vista sessuale fosse molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età.
Alla stregua delle considerazioni che precedono e tenendone il debito conto, la Corte territoriale ala quale gli atti devono essere restituiti dovrà valutare se il diniego della attenuante in parola possa essere deciso con il supporto di una motivazione diversa da quella testè censurata.
P.Q.M.
La Corte Suprema di Cassazione annulla la sentenza impugnata limitatamente al diniego della attenuante di cui all’art. 609-quater, comma 3, c.p. e rinvia ad altra sezione della Corte d’appello di Cagliari.

Mario Ciancio indagato per associazione mafiosa…

A Catania la notizia ha fatto subito il giro della città…
L’editore e direttore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo, è stato iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa dalla Procura della Repubblica di Catania.
Non mi importa sapere a quali episodi fa riferimento la magistratura, ma ciò che mi incuriosisce e come mai soltanto ora se ne parla…
Non vorrei, che in questo momento particolare, in cui la nostra politica nazionale ed in particolare quella regionale, sono, sotto dichiarato attacco,  quotidianamente ed a turno, chiunque senza alcun escluso, possa ritrovarsi indagato, per ritrovate dichiarazioni,  per nuove situazioni che sotto amnesia erano state dimenticate, ed ora riaffiorano con precise puntualizzazioni…
Sembra che un nascosto compositore d’orchestra, stia manovrando da dietro il palco, le fila di un progetto che ancora non trova risposta… ma che riesce a creare i presupposti di confusione e instabilità, da cui certamente oggi ottiene, quanto in precedenza predisposta in maniera  chirurgica…    
Ciò che poi rappresenta una mancanza delle nostre istituzioni e vedere publicate le notizie delle inchieste, coperte dal segreto istruttorio, prima nei telegiornali e successivamente nei tribunali di competenza…
Si parla di interessi economici… vorrei sapere chi avendone le possibilità, non investa una parte del proprio patrimonio, in iniziative che possano garantirne reddito e quindi utile…, certamente superiori alle percentuale d’interesse, offerte dai Titoli di stato… BOT,BTP, CCT, CTZ!!! Ma poi, stiamo parlando d’imprenditori, che ovviamente meglio di chiunque altro, sanno riconoscere a quali rischi e a quali vantaggi, una operazione possa certamente condurre…
Vedrete che alla fine…tutto si concluderà con un niente di fatto, come il 65% dei nostri processi italiani, che alla fine non ottiene alcun risultato!!!
Sarei curioso di sapere, come oggi il Sig. Ciancio ( che non conosco… e non mi interessa conoscere…), risulta certificato attraverso il proprio casellario giudiziario… considerato che al momento, per quanto di mia conoscenza, non abbia mai commesso alcun illecito…

Non stiamo parlando di un giovane di ventanni, ma di una persona che nei suoi 50′ anni d’attività avrebbe certamente e commettere qualche reato… avere qualche macchia… ed invece niente di niente…ed ora all’improvviso come per magia, viene indagato e diffamato…
Sono certo che tra un po’, qualche altro nome importante, uscirà fuori dal cilindro magico…
Qualcuno vuole certamente illuderci, del gran lavoro svolto nel nome e per conto degli interessi della comunità e dei comuni cittadini…
A me sembra essere ritornati a sistemi  coercitivi, istaurati in maniera dittatoriale, anche nel nostro Paese, qualche decennio fa…
Spero, prima dei miei prossimi 40 anni ( non che ci tenga particolarmente…) di riuscire a vedere almeno come andrà a finire…