Addio 2023: ben venga il 2024!!!

Non è stato un anno felice quello appena trascorso, non parlo personalmente, ma per quanto ho dovuto assistere…

Ho deciso allora di ricordare cosa non sia andato bene e ahimè sono troppe le circostanze che dovrò riportare…

Partendo dall’ultimo periodo, dal 7 ottobre 2023 l’organizzazione estremista palestinese Hamas ha deciso di attaccare Israele, uccidendo e prendendo in ostaggio centinaia di civili; come sappiamo ciò ha scatenato l’offensiva militare ancora in corso da parte di Israele che ha portato alla totale distruzione della striscia di Gaza, con oltre 20.000 morti e milioni di palestinesi espulsi dal territorio…

Poco prima, precisamente il 19 settembre 2023, lo Stato dell’Azerbaigian ha dato il via ad un’operazione militare contro il Nagorno-Karabakh, lo stato separatista situato in territorio azero, ma abitato per la maggior parte da persone di etnia armena; un conflitto di cui poco si è parlato nei media e che si è concluso con un bilancio di circa 30mila morti…

Ricordiamo le migliaia di profughi che stanno scappando dai paesi africani, molti dei quali attualmente coinvolti in guerre civili, difatti il 30 agosto in Gabon i militari hanno estromesso il presidente rieletto, Ali Bongo Ondimba, il 31 luglio in Sierra Leone la polizia ha arrestato un gruppo di alti ufficiali dell’esercito che stavano per rovesciare il presidente Maada Bio e il 27 luglio un gruppo di militari hanno preso il potere in Niger…
 
Vanno altresì richiamati alla memoria tutti i profughi dell’Ucraina, un territorio dove si sta ancora combattendo una guerra e che ha segnato un evento particolare, la morte del capo del gruppo Wagner, Yevgeny Prigozhin; a quanto sopra si sommano gli esuli asiatici, ma non solo, anche quelli del centro e sud America, molti dei quali, durante quei viaggi della speranza, hanno perso la vita…
Non dimentichiamoci del clima, del riscaldamento globale, della deforestazione in Brasile, dell’iceberg più grande del mondo distaccatosi dall’Antartide, ed ancora, lo sversamento nell’oceano Pacifico di un milione di tonnellate di acqua contaminata da materiale radioattivo contenute nella centrale nucleare di Fukushima e gli incendi che nel periodo estivo hanno provocato migliaia di incendi giganteschi, gli stessi che hanno bruciato milioni di ettari e il decesso di migliaia di civili.
Il 2023 è stato anche un anno segnato da diverse catastrofi naturali, in particolare il 6 febbraio un terremoto di magnitudo 7.8 registrato in Turchia e in Siria ha provocato oltre 50mila vittime!!!
Abbiamo osservato come anche da noi si sia pagato il prezzo del cambiamento climatico con alluvioni, siccità, roghi, etc…
Ed infine, un pensiero particolare su quanto accaduto in questo nostro “civile” Paese, che ha contato nel 2023 ben 103 donne uccise; una serie costante di omicidi di donne da parte di partner, familiari, ma anche di persona conosciute e/o sconosciuta, tutti omicidi legati a un contesto con motivazione di genere…
A proposito di donne, il 2023 è stato anche un anno segnato dalle proteste delle donne in Iran, un Paese che punisce chi non indossa il velo e che non permette loro di accedere al proprio posto di lavoro, come a scuola o in ospedale. Una protesta che nonostante i pericoli e le restrizioni non si è mai assopita e continua a destabilizzare il regime, in particolare grazie alla sfida delle giovani generazioni, ragazzi e ragazze che chiedono a gran voce la piena libertà per tutte le donne iraniane, molte delle quali ancora barbaramente uccise…
Da quanto sopra avrete compreso come il 2023 non sia stato in fondo un anno di cui andare fieri, ben venga quindi questo 2024; auspico quindi che questo nuovo anno possa essere qualcosa di diverso e soprattutto migliore, già… quantomeno di cui andare fieri.
Concludo prendendo spunto da una frase che ho letto in queste ore sul web da parte di Greta Volpi: “E’ difficile non lasciarsi prendere dallo sconforto e pensare di essere troppo piccoli per cambiare un mondo così complesso. Nonostante questo, però, dobbiamo ricordarci che non siamo soli e soprattutto che non siamo solo individui, ma siamo una comunità ed è proprio la collettività che può portare un potente cambiamento. Io auguro a tutte e tutti di sentirsi parte di qualcosa di grande, come degli ingranaggi fondamentali di un sistema che porterà a migliorare il mondo, di aprire il proprio cuore alla consapevolezza e al dialogo, alla curiosità e alla profondità, rallentando un po’ i ritmi frenetici delle nostre vite e riconnettendosi a sé stessi, agli altri e alla natura.”

Per cui, Buon 2024 a tutti…

La CGIL è sempre un punto di riferimento: già… ovunque tu ti trovi, Siena o Catania, i suoi responsabili sono sempre lì accanto a te!!!

Sì… prima di fine anno mi ero ripromesso di ringraziare la “CGIL” e in particolare alcuni suoi referenti per il sostegno dimostrato, mi riferisco al Segretario generale della Fillea Cgil Siena, Dott. Simone Arcuri e al rappresentante dei lavoratori, Dott. Francesco Pellecchia, continuando su Catania, con il Segretario generale della Fillea Cgil, Vincenzo Cubito, al collega (rappresentante dei lavoratori) Salvatore Papotto, ma non soltanto loro, anche tutti gli amici che collaborano all’interno di quegli uffici, tra cui l’ottimo servizio offerto dal “CAF”.   

Non si tratta quindi di esprimere riconoscenza a una organizzazione sindacale o ai servizi offerti ai propri associati ed iscritti (in particolare durante lo svolgimento di funzioni di assistenza e consulenza in materia legale e contrattuale), no… in questo caso si va oltre quella relazione di conoscenza, già… quel semplice rapporto occasionale si è ora trasformato in amicizia, confronto, unione, lo stesso che si concretizza durante le manifestazioni organizzate che hanno quale fine quello di esercitare pressioni, nella produzione di normative rispondenti alle esigenze degli associati!!!

Gli uomini e le donne della “Fillea CGIL” hanno evidenziato in questi anni come essa non rientri più (strettamente) in una organizzazione negoziale, quella che taluni media (di partito…) provano a far sconfinare in attività di pressione nei confronti delle autorità governative, poiché essa viceversa, svolge un ruolo importante nell’ambito degli enti bilaterali, cogestione della funzione pubblica che si concretizza nell’erogazione di prestazioni nei settori quali la formazione, l’accesso al credito e l’assicurazione anti-infortunistica. 

Una partecipazione che include un osservatorio nazionale, una commissione paritetica nazionale, ma soprattutto politiche formative per migliorare le tutele a disposizione dei lavoratori, in un quadro in cui tali tutele non siano più legate al posto di lavoro bensì al mercato del lavoro nel suo insieme. 

In tale ottica si inserisce la “Fillea CGIL” che dimostra attraverso il suo operato non solo di saper svolgere il compito di rappresentare al meglio le categorie dei lavoratori nella difesa dei loro interessi all’interno dei luoghi di lavoro, ma evidenzia altresì l’esigenza di coniugare tutela e flessibilità, con la possibilità di effettuare attività di somministrazione, ma anche intermediazione, ricerca e selezione di personale a supporto della ricollocazione…

Cosa aggiungere: grazie CGIL per quanto compiuto nel 2023 e in attesa – tra qualche ora – del 2024, non posso che auspicare a tutti gli iscritti del Sindacato e ai suoi collaboratori e familiari. i migliori auguri, associando altresì – per quanto concerne il campo lavorativo – un nuovo anno professionale di grandi soddisfazioni…

 

  

La CGIL è sempre un punto di riferimento: già… ovunque tu ti trovi, Siena o Catania, i suoi responsabili sono sempre lì accanto a te!!!

Sì… prima di fine anno mi ero ripromesso di ringraziare la “CGIL” e in particolare alcuni suoi referenti per il sostegno dimostrato, mi riferisco al Segretario generale della Fillea Cgil Siena, Dott. Simone Arcuri e al rappresentante dei lavoratori, Dott. Francesco Pellecchia, continuando su Catania, con il Segretario generale della Fillea Cgil, Vincenzo Cubito, al collega (rappresentante dei lavoratori) Salvatore Papotto, ma non soltanto loro, anche tutti gli amici che collaborano all’interno di quegli uffici, tra cui l’ottimo servizio offerto dal “CAF”.   

Non si tratta quindi di esprimere riconoscenza a una organizzazione sindacale o ai servizi offerti ai propri associati ed iscritti (in particolare durante lo svolgimento di funzioni di assistenza e consulenza in materia legale e contrattuale), no… in questo caso si va oltre quella relazione di conoscenza, già… quel semplice rapporto occasionale si è ora trasformato in amicizia, confronto, unione, lo stesso che si concretizza durante le manifestazioni organizzate che hanno quale fine quello di esercitare pressioni, nella produzione di normative rispondenti alle esigenze degli associati!!!

Gli uomini e le donne della “Fillea CGIL” hanno evidenziato in questi anni come essa non rientri più (strettamente) in una organizzazione negoziale, quella che taluni media (di partito…) provano a far sconfinare in attività di pressione nei confronti delle autorità governative, poiché essa viceversa, svolge un ruolo importante nell’ambito degli enti bilaterali, cogestione della funzione pubblica che si concretizza nell’erogazione di prestazioni nei settori quali la formazione, l’accesso al credito e l’assicurazione anti-infortunistica. 

Una partecipazione che include un osservatorio nazionale, una commissione paritetica nazionale, ma soprattutto politiche formative per migliorare le tutele a disposizione dei lavoratori, in un quadro in cui tali tutele non siano più legate al posto di lavoro bensì al mercato del lavoro nel suo insieme. 

In tale ottica si inserisce la “Fillea CGIL” che dimostra attraverso il suo operato non solo di saper svolgere il compito di rappresentare al meglio le categorie dei lavoratori nella difesa dei loro interessi all’interno dei luoghi di lavoro, ma evidenzia altresì l’esigenza di coniugare tutela e flessibilità, con la possibilità di effettuare attività di somministrazione, ma anche intermediazione, ricerca e selezione di personale a supporto della ricollocazione…

Cosa aggiungere: grazie CGIL per quanto compiuto nel 2023 e in attesa – tra qualche ora – del 2024, non posso che auspicare a tutti gli iscritti del Sindacato e ai suoi collaboratori e familiari. i migliori auguri, associando altresì – per quanto concerne il campo lavorativo – un nuovo anno professionale di grandi soddisfazioni…

 

  

Ecco cosa potrebbe accadere se si chiudesse (ipoteticamente) Gibilterra…

In pochi sanno che il nome significa letteralmente “centro del mondo” e forse considerato quanto accaduto storicamente negli ultimi millenni potremmo dire che non vi è denominazione più azzeccata…  

Ho sentito in questi giorni parlare di chiusura “forzata” dello stretto di Gibilterra, per risvegliare le coscienze del mondo intero su quanto sta accadendo nel conflitto in corso nella striscia di Gaza…

L’Iran ha quindi minacciato di chiudere quello stretto che rappresenta l’ingresso delle acque dell’oceano atlantico verso il mediterraneo e la stessa situazione potrebbe accadere anche per il canale di Suez…

Ed allora mi sono chiesto: se ciò dovesse avvenire cosa accadrebbe??? 

Di fatto nulla, quantomeno non in tempi celeri come qualcuno prova a fantasticare, soprattutto se si pensasse di ripetere quanto già accaduto all’incirca cinque milioni di anni fa e cioè ridurre quella vallata, in una profonda secca…

Già… se domattina in quello stretto di Gibilterra fosse realizzata dal nulla una diga, atta a non far confluire le acque dell’oceano, beh… nessuno di noi si accorgerebbe di quanto realizzato e tutto procederebbe come nulla fosse…  

Ed allora nell’ipotesi di una eventuale stravagante ed irreale chiusura, ho pensato stasera di scrivere questo post, realizzando anche un’immagine che descriverebbe la condizione geografica che – a causa del  prosciugamento – avvicinerebbe l’Africa al nostro continente, in particolare proprio al nostro paese… 

Certo a vedersi non sarebbe una cattiva soluzione, finirebbe finalmente quel grande business economico degli  sbarchi clandestini e quindi quel mercato del traffico di esseri umani, gestito da  organizzazioni criminali che agiscono in diversi paesi del mondo…

Beh… se il mar Mediterraneo dovesse diventare un mar chiuso prosciugandosi improvvisamente, ecco che i tre continenti, Europa, Africa e Asia, verrebbero in contatto, ma non solo, una gran parte di quei territori posti sulle coste e oggi bagnati dalle sue acque, diventerebbero improvvisamente aride e piatte…

Comunque, tralasciando pensieri utopistici forse è meglio che ci si concentri sulla realtà dei fatti, su quanto sta attualmente accadendo in queste ore in quelle aree medio orientali, provare a trovare quindi una soluzione a quel conflitto in corso, senza tentar di minacciare alcuno, tra l’altro la parte antagonista dimostra finora di non aver alcuna apprensione e quindi ritengo sia fondamentale da parte di tutti mantenere in ogni circostanza un profilo prudente…

Perché come dice Papa Francesco: “Il nostro destino non è la guerra ma la pace”!!!

Ecco cosa potrebbe accadere se si chiudesse (ipoteticamente) Gibilterra…

In pochi sanno che il nome significa letteralmente “centro del mondo” e forse considerato quanto accaduto storicamente negli ultimi millenni potremmo dire che non vi è denominazione più azzeccata…  

Ho sentito in questi giorni parlare di chiusura “forzata” dello stretto di Gibilterra, per risvegliare le coscienze del mondo intero su quanto sta accadendo nel conflitto in corso nella striscia di Gaza…

L’Iran ha quindi minacciato di chiudere quello stretto che rappresenta l’ingresso delle acque dell’oceano atlantico verso il mediterraneo e la stessa situazione potrebbe accadere anche per il canale di Suez…

Ed allora mi sono chiesto: se ciò dovesse avvenire cosa accadrebbe??? 

Di fatto nulla, quantomeno non in tempi celeri come qualcuno prova a fantasticare, soprattutto se si pensasse di ripetere quanto già accaduto all’incirca cinque milioni di anni fa e cioè ridurre quella vallata, in una profonda secca…

Già… se domattina in quello stretto di Gibilterra fosse realizzata dal nulla una diga, atta a non far confluire le acque dell’oceano, beh… nessuno di noi si accorgerebbe di quanto realizzato e tutto procederebbe come nulla fosse…  

Ed allora nell’ipotesi di una eventuale stravagante ed irreale chiusura, ho pensato stasera di scrivere questo post, realizzando anche un’immagine che descriverebbe la condizione geografica che – a causa del  prosciugamento – avvicinerebbe l’Africa al nostro continente, in particolare proprio al nostro paese… 

Certo a vedersi non sarebbe una cattiva soluzione, finirebbe finalmente quel grande business economico degli  sbarchi clandestini e quindi quel mercato del traffico di esseri umani, gestito da  organizzazioni criminali che agiscono in diversi paesi del mondo…

Beh… se il mar Mediterraneo dovesse diventare un mar chiuso prosciugandosi improvvisamente, ecco che i tre continenti, Europa, Africa e Asia, verrebbero in contatto, ma non solo, una gran parte di quei territori posti sulle coste e oggi bagnati dalle sue acque, diventerebbero improvvisamente aride e piatte…

Comunque, tralasciando pensieri utopistici forse è meglio che ci si concentri sulla realtà dei fatti, su quanto sta attualmente accadendo in queste ore in quelle aree medio orientali, provare a trovare quindi una soluzione a quel conflitto in corso, senza tentar di minacciare alcuno, tra l’altro la parte antagonista dimostra finora di non aver alcuna apprensione e quindi ritengo sia fondamentale da parte di tutti mantenere in ogni circostanza un profilo prudente…

Perché come dice Papa Francesco: “Il nostro destino non è la guerra ma la pace”!!!

Sono commercialisti e uomini di affari coloro che in giro per il mondo hanno riciclato i proventi della droga!!!

E’ quanto emerso dall’inchiesta del pm Maurizio De Marco, un magistrato che sta indagando sulle fortune di un broker del narcotraffico, lo stesso tra l’altro, possedeva in casa due quadri di Van Gogh spariti nel 2002!!!

Dagli atti dell’inchiesta emergono i nomi di commercialisti e uomini di affari che in giro per il mondo, hanno messo a frutto i proventi della droga….
In che modo? Semplice, investendo in oro e trasformando quella carta moneta, in qualcosa di digitale, come ad esempio i “Bitcoin”.
Un lavoro lungo e meticoloso che è stato portato alla luce grazie alla rivelazione di pentiti, ma soprattutto attraverso i riscontri bancari e le intercettazioni ambientali e telefoniche!!!
Li chiamano “cambisti” e secondo la DEA (“Drug Enforcement Administration” – l’agenzia federale antidroga statunitense), il gruppo ha soci in tutto il mondo, Italia compresa, ed ha finora movimentato oltre 20 miliardi di dollari per aprire nuove società e/o investire nel mondo della finanza.
Non bisogna dimenticare che ai soggetti di cui sopra, si sommano coloro che offrono da semplici cittadini la propria identità, ponendola a disposizione di quel sistema criminale, non solo per aprire conti correnti e/o carte di credito (sulle quali vengono accreditate le somme provenienti da quei traffici illeciti, ma per anche effettuare con il denaro ricevuto, operazioni finanziarie, il tutto trattenendo per se il 4% della cifra ricvuta…
Ovviamente sono tutti sistemi semplici ma perfettamente collaudati e permettono non solo di spostare quel denaro, ma di riciclarlo attraverso società cartiere (società che vendono servizi inesistenti con fatture, invece, reali. La società cosiddetta sana riceve la fattura e la paga con un bonifico…) e così guadagnano tutti…
Difatti, la cartiera trattiene una percentuale (generalmente si viaggia intorno al 10%) e restituisce il denaro cash, a questo punto entra in gioco la criminalità organizzata che si ritrova denaro liquido da riciclare e fornisce i contanti alla cartiera che li paga con un bonifico su un conto estero; l’imprenditore ha così evaso le tasse e si è creato una riserva di denaro in nero, la cartiera ha ottenuto la percentuale sulla transazione e risparmiato l’Iva che non verserà mai allo Stato (essendo destinata a sparire) e il narcotrafficante ha spostato il denaro all’estero incassando anche una percentuale….
Ho scritto in questo mese numerosi post sui metodi di riciclaggio e ritengo che sia ormai evidente a tutti come ogni qualvolta si provi a limitare quel sistema illegale, i suoi opposti interlocutori criminali trovino nuovi escamotage – come quelli per l’appunto sopra descritti – che fanno sì da eludere tutti i controlli posti in atto, grazie ad una rete di professionisti collusi che evidenzia con le proprie azioni, il disprezzo per le regole e per i principi di legalità, pur di poter ottenere per se, qualche euro in più in tasca!!!

Sono commercialisti e uomini di affari coloro che in giro per il mondo hanno riciclato i proventi della droga!!!

E’ quanto emerso dall’inchiesta del pm Maurizio De Marco, un magistrato che sta indagando sulle fortune di un broker del narcotraffico, lo stesso tra l’altro che possedeva in casa due quadri di Van Gogh, spariti nel 2002!!!

Dagli atti dell’inchiesta emergono i nomi di commercialisti e uomini di affari che in giro per il mondo, hanno messo a frutto i proventi della droga….
In che modo? Semplice, investendo in oro e trasformando quella carta moneta, in qualcosa di digitale, come ad esempio i “Bitcoin”.
Un lavoro lungo e meticoloso che è stato portato alla luce grazie alla rivelazione di pentiti, ma soprattutto attraverso i riscontri bancari e le intercettazioni ambientali e telefoniche!!!
Li chiamano “cambisti” e secondo la DEA (“Drug Enforcement Administration” – l’agenzia federale antidroga statunitense), il gruppo ha soci in tutto il mondo, Italia compresa, ed ha finora movimentato oltre 20 miliardi di dollari per aprire nuove società e/o investire nel mondo della finanza.
Non bisogna dimenticare che ai soggetti di cui sopra, si sommano coloro che offrono da semplici cittadini la propria identità, ponendola a disposizione di quel sistema criminale, non solo per aprire conti correnti e/o carte di credito (sulle quali vengono accreditate le somme provenienti da quei traffici illeciti, ma anche per effettuare con il denaro ricevuto operazioni finanziarie, il tutto trattenendo per se il 4% della cifra ricevuta…
Ovviamente sono tutti sistemi semplici ma perfettamente collaudati e permettono non solo di spostare quel denaro, ma di riciclarlo attraverso società cartiere (società che vendono servizi inesistenti con fatture, invece, reali. La società cosiddetta sana riceve la fattura e la paga con un bonifico…) e così guadagnano tutti…
Difatti, la cartiera trattiene una percentuale (generalmente si viaggia intorno al 10%) e restituisce il denaro cash, a questo punto entra in gioco la criminalità organizzata che si ritrova denaro liquido da riciclare e fornisce i contanti alla cartiera che li paga con un bonifico su un conto estero; l’imprenditore ha così evaso le tasse e si è creato una riserva di denaro in nero, la cartiera ha ottenuto la percentuale sulla transazione e risparmiato l’Iva che non verserà mai allo Stato (essendo destinata a sparire) e il narcotrafficante ha spostato il denaro all’estero incassando anche una percentuale….
Ho scritto in questo mese numerosi post sui metodi di riciclaggio e ritengo che sia ormai evidente a tutti come, ogni qualvolta si provi a limitare quel sistema illegale, i suoi opposti interlocutori criminali, trovino nuovi escamotage – come quelli per l’appunto sopra descritti – che fanno sì da eludere tutti i controlli posti in atto, grazie ad una rete di professionisti collusi che evidenzia con le proprie azioni, il disprezzo per le regole e per i principi di legalità, pur di ottenere per se, qualche euro in più in tasca!!!

A rischio un nuovo conflitto, mentre la pressione della Comunità internazionale non si sta minimamente concretizzando!!!

Qualcuno sperava in un intervento armato da parte dell’alleanza araba, altri dopo l’attacco compiuto dalle forze militari di Hamas auspicano in un ritiro israeliano; ma quanto andrà ad accadere su quei territori non lascia dubbi…

Credo infatti – a differenza di quanto in molti raccontano – che Israele non lascerà più quella striscia di Gaza, anzi vedrete, proverà a raderla al suolo…

Viceversa, le energie strategiche di Hamas, andranno con il passar del tempo scemando, poiché inizieranno a venir meno quei fondi che finora l’hanno sostenuta, sia internazionali che arabi…

Difatti, l’unico Stato che evidenzia avere ancora interessi affinché il conflitto prosegui è quello iraniano, ben sapendo quest’ultimo quale rischio potrebbe innescare è cioè quello di dare il via ad un conflitto mondiale, una condizione che già da anni proprio gli Usa, dopo Afghanistan e Iraq dimostrano voler iniziare, in particolare per abbattere quel suo governo in carica…     

Ed infine non dimentichiamo la comunità internazionale, che evidenzia quanto poco impatto abbia nel mettere in difficoltà le parti in causa, in particolare il governo israeliano che al contrario, dimostra di voler andare per la propria strada senza alcun tentennamento!!!

Ho letto un passaggio riportato sul web di un professore (Goodman) israeliano durante una sua lezione: “Stiamo derubando un’altra nazione della sua libertà, e questo non è etico, non è ebraico e non è eppure sionista, perché il sionismo nasce dal principio dell’autodeterminazione dei popoli. L’Occupazione non è solo sbagliata e antidemocratica, prosegue, ma alla lunga finirà per diventare una minaccia strategica. Cosa succede se andiamo avanti con lo status quo nella Cisgiordania? Che con ogni probabilità l’Anp collasserà, e tre milioni di palestinesi saranno assorbiti in Israele e diventeremo uno Stato binazionale, già… uno Stato con due popolazioni ostili è di per sé pericoloso e c ricorda Libano e Bosnia come esempi di un esperimento finito male”.

Certo, quanto sopra è realmente difficile da compiersi eppure lo stesso Goodman aveva proposto un più equo “status quo”, da realizzarsi in otto punti:

  1. garantire ai palestinesi libertà di movimento all’interno dell’Anp, costruendo strade che permettano di bypassare le aree a maggioranza ebraica, e dunque i checkpoint. 
  2. ampliare l’area A, quella dove i palestinesi hanno maggiore autonomia. 
  3. facilitare il movimento dei palestinesi verso l’estero. 
  4. facilitare l’ingresso in Israele per ragioni di lavoro. 
  5. allocare terreni dell’area C, quella a maggiore controllo israeliano, ad attività commerciali palestinesi. 
  6. nessuna espansione degli insediamenti, al di fuori dei grandi blocchi già a maggioranza ebraica.
  7. Sette: favorire il commercio internazionale.
  8. fine della gestione israeliana delle imposte palestinesi.

D’altro canto, ridurre l’occupazione è necessario non solo per renderla più tollerabile ma, soprattutto, per mantenerla reversibile…

Ovviamente il pensiero di Goodman non teneva conto di quanto ora accaduto con l’attacco di Hamas e delle dirette conseguenze che quell’azione ha di fatto provocato, difatti, quanto poteva a suo tempo rappresentare un’apertura a una nuova forma di pluralismo e tolleranza, oggi quell’opportunità, è stata allontanata definitivamente…

Quindi in attesa del 2024 – pur auspicando in cuor mio la fine del conflitto – non mi aspetto in tempi celeri che quanto sopra potrà accadere; l’unica speranza ora è che quanto si sta verificando non porti ad estendersi, altrimenti le ripercussioni sulle popolazioni e sui territori saranno gravissime, non solo per quei soli paesi ostili, ma ritengo, anche per molti paesi nel mondo… 

Un pensiero: cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza e di sopraffazione, la peggiore delle quali è proprio la guerra!!!

A rischio un nuovo conflitto, mentre la pressione della Comunità internazionale non si sta minimamente concretizzando!!!

Qualcuno sperava in un intervento armato da parte dell’alleanza araba, altri dopo l’attacco compiuto dalle forze militari di Hamas auspicano in un ritiro israeliano; ma quanto andrà ad accadere su quei territori non lascia dubbi…

Credo infatti – a differenza di quanto in molti riportano – che Israele non lascerà più quella striscia di Gaza, anzi vedrete, proverà a raderla al suolo completamente per poi annetterla ai suoi territori… 

Viceversa, le energie strategiche di Hamas, andranno con il passar del tempo scemando (si come per l’Ucraina…), poiché inizieranno a venir meno quei fondi che finora l’hanno sostenuta, sia internazionali che arabi…

Difatti, l’unico Stato che evidenzia avere ancora interessi affinché il conflitto prosegui è quello iraniano, ben sapendo quest’ultimo quale rischio potrebbe innescare è cioè quello di dare il via ad un conflitto mondiale, una condizione che già da anni proprio gli Usa, dopo le guerre in Afghanistan e Iraq, dimostrano di voler iniziare, in particolare per abbattere quell’attuale governo in carica…     

Ed infine, non dimentichiamo la comunità internazionale, che evidenzia quanto poco impatto abbia avuto finora nel mettere in difficoltà le parti in causa, in particolare il governo israeliano che al contrario ha dimostrato di voler andare per la propria strada senza alcun tentennamento!!!

Ho letto un passaggio riportato sul web di un professore (Goodman) israeliano durante una sua lezione: “Stiamo derubando un’altra nazione della sua libertà, e questo non è etico, non è ebraico e non è eppure sionista, perché il sionismo nasce dal principio dell’autodeterminazione dei popoli. L’Occupazione non è solo sbagliata e antidemocratica, prosegue, ma alla lunga finirà per diventare una minaccia strategica. Cosa succede se andiamo avanti con lo status quo nella Cisgiordania? Che con ogni probabilità l’Anp collasserà, e tre milioni di palestinesi saranno assorbiti in Israele e diventeremo uno Stato binazionale, già… uno Stato con due popolazioni ostili è di per sé pericoloso e ci ricorda Libano e Bosnia come esempi di un esperimento finito male”.

Certo, quanto sopra è realmente difficile da compiersi eppure lo stesso Goodman aveva proposto un più equo “status quo“, da realizzarsi in otto punti:

  1. garantire ai palestinesi libertà di movimento all’interno dell’Anp, costruendo strade che permettano di bypassare le aree a maggioranza ebraica, e dunque i checkpoint. 
  2. ampliare l’area A, quella dove i palestinesi hanno maggiore autonomia. 
  3. facilitare il movimento dei palestinesi verso l’estero. 
  4. facilitare l’ingresso in Israele per ragioni di lavoro. 
  5. allocare terreni dell’area C, quella a maggiore controllo israeliano, ad attività commerciali palestinesi. 
  6. nessuna espansione degli insediamenti, al di fuori dei grandi blocchi già a maggioranza ebraica.
  7. Sette: favorire il commercio internazionale.
  8. fine della gestione israeliana delle imposte palestinesi.

D’altronde, ridurre l’occupazione è necessario non solo per renderla più tollerabile ma soprattutto, per mantenerla reversibile…

Ovviamente il pensiero di Goodman non teneva conto di quanto accaduto ora con l’attacco di Hamas e delle dirette conseguenze che quell’azione ha provocato; difatti, quanto poteva a suo tempo rappresentare un’apertura di dialogo, forma di pluralismo e tolleranza, oggi ahimè quell’opportunità, si è allontanata definitivamente!!!

Quindi in attesa del 2024 – pur auspicando in cuor mio la fine del conflitto – non mi aspetto in tempi celeri che quanto sopra potrà accadere; sì… l’unica speranza ora è che quanto si sta verificando in quelle aree non porti ad estendersi, altrimenti le ripercussioni sulle popolazioni e sui territori stessi, saranno gravissimi, non solo per i paesi attualmente ostili, ma ritengo, anche per la maggior parte dei paesi nel mondo… 

Permettetemi di concludere con un pensiero: cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza e di sopraffazione, la peggiore delle quali è proprio la guerra!!!

Scoperte banche abusive che operano in tutta Italia!!!

E’ stata scoperta una rete abusiva bancaria che raccoglieva denaro da fonti indeterminate per quindi riciclarlo attraverso operazioni illegali e/o false fatturazioni. 

A seguito di alcuni controlli mirati, la Gdf di Brescia ed il “Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata”, hanno eseguito in questi giorni nelle province della Lombardia, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, alcune disposizioni di perquisizione e sequestro…

I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura di Brescia nei confronti di 31 soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere, prestazione abusiva di servizi di pagamento, auto-riciclaggio, riciclaggio, il tutto aggravato dalla transnazionalità del reato.
Difatti, l’indagine della Gdf, ha permesso di scoprire l’esistenza di un’associazione per delinquere che svolgeva di fatto un’attività bancaria abusiva offrendo dei pacchetto a seconda dei servizi richiesti; in particolare ai membri della comunità cinese che per l’appunto, utilizzavano una serie di servizi di pagamento abusivi, in quanto consentiti ai soli istituti di credito di moneta elettronica e/o di pagamento autorizzati, a cui si associava l’emissione e l’utilizzo di fatture false, per monetizzare quest’ultime, attraverso denaro di provenienza illecita, poiché proveniente da attività di riciclaggio…
Secondo le indagini della Procura, il sistema si basava nel riutilizzare denaro contante raccolto dalla comunità cinese nei vari centri che veniva quindi riutilizzato per colmare le esigenze di monetizzazione del settore delle fatture false, i cui pagamenti sarebbero già stati precedentemente immessi nel circuito finanziario – ora oggetto d’indagine – e conseguentemente drenati dall’economia, eludendo così i controlli sull’antiriciclaggio.
Per beneficiare dell’anonimato, gli associati avrebbero fatto ricorso a due modalità operative di trasferimento, da una parte l’utilizzo di applicazioni informatiche crittografate, dall’altra l’uso del sistema “Fei Chen” consistente nel trasferimento di denaro non tracciato su base fiduciaria…
Infine, attraverso la raccolta e il trasferimento di denaro queste banche “cinesi” avrebbero determinato la creazione su tutto il territorio nazionale di banche abusive, le quali, utilizzando canali finanziari paralleli, hanno potuto aggirare il sistema di prevenzione antiriciclaggio, riuscendo così a far uscire – in maniera non tracciabile – un’ingente quantità di denaro, agevolando così quelle associazioni per delinquere dedite ad attività criminali nel campo economico-finanziario. 
Diceva bene Henry Kissinger: “I Cinesi, avendo fatto a meno di noi per 5000 anni, pensano di poter continuare a farne a meno”!!!

Il 25 dicembre è una data pagana???

Natale significa “nascita”… e rappresenta la festività del “Dies Natalis Solis Invicti” (Giorno di nascita del Sole Invitto) che veniva celebrata per ricordare il momento dell’anno in cui la durata del giorno cominciava ad aumentare, sì… dopo il solstizio d’inverno, per l’appunto la “rinascita del sole“.

Senza togliere nulla quindi alla celebrazione compiuta in questi giorni a ricordo della nascita del Cristo, purtroppo in pochi sanno che proprio quella ricorrenza del 25 dicembre, rappresenta una data falsa che venne decisa intorno al quarto secolo per ragioni ideologiche, ovvero per sostituire quella più nota festa dei romani, di cui riportavo sopra: “Natale Solis Invicti“. 

Difatti, è proprio durante il Concilio di Nicea, convocato all’indomani dell’Editto di Milano da Costantino, al fine di stabilire la sua supremazia come capo della chiesa, si trovò tra l’altro a dover stabilire per decreto le date della Pasqua e del Natale al fine di  evitare lotte interne alla chiesa tra diverse fazioni che ritenevano la propria data giusta e quella altrui sacrilega… 

Quindi, affinché le due date potessero coincidere, la prima chiesa cristiana fece in modo, anche attraverso i Vangeli, di considerare quella del 25 dicembre la data corretta, prendendo proprio come riferimento il concepimento di Giovanni che come sappiamo precedette di sei mesi l’annuncio a Maria…

Ciò che viene fuori da quanto sopra è quindi che il giorno deciso per quella nascita, non rappresentò una decisione immotivata, bensì un qualcosa di strategico e preciso, che doveva contenere in se un particolare riferimento, sì… celestiale!!! 

In altre parole, attraverso un approfondito lavoro di ricerca e di analisi dei documenti dell’epoca, si scelse di confermare ciò che poi, per il cristianesimo, è diventato momento cruciale, tramandato per migliaia di anni da tradizioni e credenze…

Una data importante, talmente significativo da essere stata posta in questi mesi in discussione dalla politica, mi riferisco a quanto compiuto dal governo di Kiev che ha deciso di cambiare la data tradizionale del Natale ortodosso del 7 gennaio (secondo il calendario giuliano), per anticiparla al 25 dicembre, così come previsto da quello gregoriano, seguito dalla Chiesa cattolica romana…

Una data simbolo di sfida verso la Russia, un conflitto posto in atto tra due chiese cristiane, quella cattolica e quella ortodossa (insieme a quella greco-cristiana), che si sfidano non su un campo di battaglia, ma su quello della diplomazia, il tutto per voler imporre il proprio potere su tutta la Chiesa cristiana…

D’altronde, basti osservare quanto sta avvenendo: nessuno delle parti in questione evidenzia di far un passo indietro, anzi, ciascuno fa sì che si alimenti nei fedeli dell’altro credo, dubbi e confusione, determinando in quei loro seguaci, una architettata volontà di ribaltamento…

Cosa dire, da vari studi approfonditi si è messo in evidenza come la pratica di festeggiare il Natale sia da attribuirsi alle chiese paleocristiane che proprio con la data del 25 dicembre hanno deciso di contrastare, non tanto il paganesimo, bensì due eresie, quella degli gnostici cristiani e l’altra degli ariani…

“Più studio le religioni più sono convinto che l’uomo non ha mai adorato altro che non se stesso.”

Sir Richard Francis Burton


Il 25 dicembre è una data pagana???

Natale significa “nascita”… e rappresenta la festività del “Dies Natalis Solis Invicti” (Giorno di nascita del Sole Invitto) che veniva celebrata per ricordare il momento dell’anno in cui la durata del giorno cominciava ad aumentare, sì… dopo il solstizio d’inverno, per l’appunto la “rinascita del sole“.

Senza togliere nulla quindi alla celebrazione compiuta in questi giorni a ricordo della nascita del Cristo, purtroppo in pochi sanno che proprio quella ricorrenza del 25 dicembre, rappresenta una data falsa che venne decisa intorno al quarto secolo per ragioni ideologiche, ovvero per sostituire quella più nota festa dei romani, di cui riportavo sopra: “Natale Solis Invicti“. 

Difatti, durante il Concilio di Nicea, convocato all’indomani dell’Editto di Milano da Costantino, al fine di stabilire la sua supremazia come capo della chiesa, si decise di stabilire per decreto le date della Pasqua e del Natale, al fine di  evitare lotte interne alla chiesa tra le diverse fazioni che ritenevano la propria data giusta e quella altrui sacrilega… 

Quindi, affinché le due date potessero coincidere, la prima chiesa cristiana fece in modo, anche attraverso i Vangeli, di considerare quella del 25 dicembre la data corretta, prendendo proprio come riferimento il concepimento di Giovanni che come sappiamo precedette di sei mesi l’annuncio dell’angelo a Maria…

Ciò che viene fuori da quanto sopra è quindi che il giorno deciso per quella nascita, non rappresentò una decisione immotivata, bensì un qualcosa di strategico e preciso, che doveva contenere in se un particolare riferimento, sì… celestiale!!! 

In altre parole, attraverso un approfondito lavoro di ricerca e di analisi dei documenti dell’epoca, si scelse di confermare ciò che poi, per il cristianesimo, è diventato momento cruciale, tramandato per migliaia di anni da tradizioni e credenze…

Una data importante, talmente significativo da essere stata posta in questi mesi in discussione dalla politica, mi riferisco a quanto compiuto dal governo di Kiev che ha deciso di cambiare la data tradizionale del Natale ortodosso del 7 gennaio (secondo il calendario giuliano), per anticiparla al 25 dicembre, così come previsto da quello gregoriano, seguito dalla Chiesa cattolica romana…

Una data simbolo di sfida verso la Russia, un conflitto posto in atto tra due chiese cristiane, quella cattolica e quella ortodossa (insieme a quella greco-cristiana), che si sfidano non su un campo di battaglia, ma su quello della diplomazia, il tutto per voler imporre il proprio potere su tutta la Chiesa cristiana…

D’altronde, basti osservare quanto sta avvenendo: nessuno delle parti in questione evidenzia di far un passo indietro, anzi, ciascuno fa sì che si alimenti nei fedeli dell’altro credo, dubbi e confusione, determinando in quei loro seguaci, una architettata volontà di ribaltamento…

Cosa dire, da vari studi approfonditi si è messo in evidenza come la pratica di festeggiare il Natale sia da attribuirsi alle chiese paleocristiane che proprio con la data del 25 dicembre hanno deciso di contrastare, non tanto il paganesimo, bensì due eresie, quella degli gnostici cristiani e l’altra degli ariani…

“Più studio le religioni più sono convinto che l’uomo non ha mai adorato altro che non se stesso.”

Sir Richard Francis Burton


Buona vigilia di Natale…

Oggi 24 Dicembre si festeggia un giorno speciale, i particolare per coloro che professano la fede cristiana, questo giorno infatti segna l’attesa del Natale e quindi della nascita di Gesù…

Va ricordato però che questa data rappresenti, ancor prima dell’era cristiana un momento importante e cioè il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno, un momento che in se costituisce un senso di rinnovamento…

Comunque… la vigilia di Natale è ora divenuta per molti un momento di calore e di vicinanza, un occasione per riunirsi in famiglia e condividere momenti di gioia e di gratitudine, preparando pasti a base di pesce in onore di quella tradizione religiosa che prescriveva l’astinenza dalla carne il giorno prima di una festa religiosa importante…

La vigilia inoltre è un momento rilevante per i media, in questo giorno infatti si condividono milioni e milioni di frasi, immagini, video, tutti legati dallo stesso comune desiderio e cioè esprimere gioia e felicità…

Certo dice bene Papa Francesco:  “Non confondiamo la festa con il consumismo. Si può, e come cristiani si deve, festeggiare in semplicità, senza sprechi e condividendo con chi manca del necessario o chi manca di compagnia”.

Ed ancora, un passaggio del Angelus: “Siamo vicini ai nostri fratelli e sorelle che soffrono per la guerra. Pensiamo alla Palestina, a Israele e all’Ucraina, pensiamo anche a coloro che soffrono per la miseria, la fame, le schiavitù – aggiunge il pontefice – Dio, che ha preso per sé un cuore umano, infonda umanità nel cuore degli uomini; in particolare saluto la delegazione dei cittadini italiani che vivono in territori ufficialmente riconosciuti come molto contaminati e che da tempo ne attendono la bonifica. Esprimo solidarietà a queste popolazioni e auspico che la loro voce sia ascoltata”. 

D’altronde in questo momento storico così difficile è importante ricordare coloro che nel mondo stanno soffrendo a seguito di persecuzioni e/o restrizioni, per motivi politici, culturali e religiosi; facciamo quindi che il prossimo 2024 non sia un anno di violenza, ma bensì, determini quel profondo cambiamento di evoluzione verso il bene, indispensabile occasione di miglioramento rispetto a ciò che siamo. 

Pensiamo quindi ad oggi non come un giorno di generosità o di condivisione dei regali, bensì come un momento importante per provare a migliorare noi stessi e quanto appartiene al sociale, servirà a farci riflettere sull’anno trascorso e a guardare con speranza a quello che sta per entrare…

Auguri a tutti…

Buona vigilia di Natale…

Oggi 24 Dicembre si festeggia un giorno speciale, in particolare per coloro che professano la fede cristiana, questo giorno infatti segna l’attesa del Natale e quindi della nascita di Gesù…

Va ricordato però che questa data rappresenti, ancor prima dell’era cristiana un momento importante e cioè il solstizio d’inverno, il giorno più corto dell’anno, un momento che in se costituisce un senso di rinnovamento…

Comunque… la vigilia di Natale è ora divenuta per molti un momento di calore e di vicinanza, un occasione per riunirsi in famiglia e condividere momenti di gioia e di gratitudine, preparando pasti a base di pesce in onore di quella tradizione religiosa che prescriveva l’astinenza dalla carne il giorno prima di una festa religiosa importante…

La vigilia inoltre è un momento rilevante per i media, in questo giorno infatti si condividono milioni e milioni di frasi, immagini, video, tutti legati dallo stesso comune desiderio e cioè esprimere gioia e felicità…

Certo dice bene Papa Francesco:  “Non confondiamo la festa con il consumismo. Si può, e come cristiani si deve, festeggiare in semplicità, senza sprechi e condividendo con chi manca del necessario o chi manca di compagnia”.

Ed ancora, un passaggio del Angelus: “Siamo vicini ai nostri fratelli e sorelle che soffrono per la guerra. Pensiamo alla Palestina, a Israele e all’Ucraina, pensiamo anche a coloro che soffrono per la miseria, la fame, le schiavitù – aggiunge il pontefice – Dio, che ha preso per sé un cuore umano, infonda umanità nel cuore degli uomini; in particolare saluto la delegazione dei cittadini italiani che vivono in territori ufficialmente riconosciuti come molto contaminati e che da tempo ne attendono la bonifica. Esprimo solidarietà a queste popolazioni e auspico che la loro voce sia ascoltata”. 

D’altronde in questo momento storico così difficile è importante ricordare coloro che nel mondo stanno soffrendo a seguito di persecuzioni e/o restrizioni, per motivi politici, culturali e religiosi; facciamo quindi che il prossimo 2024 non sia un anno di violenza, ma bensì, determini quel profondo cambiamento di evoluzione verso il bene, indispensabile occasione di miglioramento rispetto a ciò che siamo. 

Pensiamo quindi ad oggi non come un giorno di generosità o di condivisione dei regali, bensì come un momento importante per provare a migliorare noi stessi e quanto appartiene al sociale, servirà a farci riflettere sull’anno trascorso e a guardare con speranza a quello che sta per entrare…

Auguri a tutti…

Resteremo ciò che siamo, perennemente divisi tra il bene e il male, anche per le prossime generazioni a venire…

Già… resteremo ciò che siamo, perennemente divisi tra il bene e il male, anche per le prossime generazioni a venire!!!

Si ripeterà tutto uguale come sempre, fino a che tutto durerà c’è chi giocherà la parte del bene e chi quella del male, a cui si sommeranno anche coloro che si muoveranno nell’ambiguità, già… come al solito. 

Non ci resta quindi che sperare, ma non aspettiamoci nulla di diverso, nulla di migliore di quanto sia possibile immaginare.

D’altronde la gente non parla, quella falsa… insinua. 

Fateci caso… non conversa, spettegola, non elogia, adula, non desidera, brama. non chiede, esige!!!

Sono individui senza sorriso, mostrano solo i denti…

Questi soggetti sono falsi, poveri di spirito, non camminano… strisciano, sabotando la felicità altrui. 

La gente falsa ignora la bellezza e la nobiltà d’animo perché non ama e così finisce per non vivere, esiste appena…

Eccoli quindi… una schiera d’impiegati che si permette – attraverso il denaro illecitamente ricevuto – di condurre una bella vita, d’altronde ditemi, chi mai dovrebbe indagare su di loro??? 

Già chi, a volte sono ahimè gli stessi soggetti che appartengono a quel sistema “colluso”, molti di loro, in particolare i loro superiori, risultano iscritti in qualche “celata” associazione o forse dovrei dire che sono propriamente membri (già… come adepti) di una qualche loggia massonica…

A osservarli si scopre come essi siano legati da quel degrado umano, se fate attenzione li si riconosce subito, già… “puzzano” tutti in egual maniera, hanno su di essi quell’odore sgradevole che ha la corruzione, sono difatti permeati di quella sostanza ripugnante che è propria del denaro!!!

In effetti, se provate ad annusare qualche banconote, sentirete su quella carta il rivoltante odore lasciato dalla sudorazione o dovrei dire dal contatto del passaggio di mani, lo stesso che forma su quella ruvida superficie una caratteristica “patina”, la stessa velatura fastidiosa che ritrovate su quei soggetti “riciclatori“!!!

Non bisogna mai dimenticare che nel corso della propria vita, chi non fa del bene si rende complice di chi fa il male, perché, non facendo nulla che controbilanci il male, si lascia ai malfattori campo libero e li s’induce a convincersi che, non essendoci (quasi) nessuno ad ostacolarli, essi possono diventare pressoché onnipotenti, facendo aumentare di fatto la loro audacia, la loro sfera d’azione e anche disgraziatamente – a causa di una giustizia iniqua – la loro impunità!!!

Resteremo ciò che siamo, perennemente divisi tra il bene e il male, anche per le prossime generazioni a venire…

Già… resteremo ciò che siamo, perennemente divisi tra il bene e il male, anche per le prossime generazioni a venire!!!

Si ripeterà tutto uguale come sempre, fino a che tutto durerà c’è chi giocherà la parte del bene e chi quella del male, a cui si sommeranno anche coloro che si muoveranno nell’ambiguità, già… come al solito. 

Non ci resta quindi che sperare, ma non aspettiamoci nulla di diverso, nulla di migliore di quanto sia possibile immaginare.

D’altronde la gente non parla, quella falsa… insinua. 

Fateci caso… non conversa, spettegola, non elogia, adula, non desidera, brama. non chiede, esige!!!

Sono individui senza sorriso, mostrano solo i denti…

Questi soggetti sono falsi, poveri di spirito, non camminano… strisciano, sabotando la felicità altrui. 

La gente falsa ignora la bellezza e la nobiltà d’animo perché non ama e così finisce per non vivere, esiste appena…

Eccoli quindi… una schiera d’impiegati che si permette – attraverso il denaro illecitamente ricevuto – di condurre una bella vita, d’altronde ditemi, chi mai dovrebbe indagare su di loro??? 

Già chi, a volte sono ahimè gli stessi soggetti che appartengono a quel sistema “colluso”, molti di loro, in particolare i loro superiori, risultano iscritti in qualche “celata” associazione o forse dovrei dire che sono propriamente membri (già… come adepti) di una qualche loggia massonica…

A osservarli si scopre come essi siano legati da quel degrado umano, se fate attenzione li si riconosce subito, già… “puzzano” tutti in egual maniera, hanno su di essi quell’odore sgradevole che ha la corruzione, sono difatti permeati di quella sostanza ripugnante che è propria del denaro!!!

In effetti, se provate ad annusare qualche banconote, sentirete su quella carta il rivoltante odore lasciato dalla sudorazione o dovrei dire dal contatto del passaggio di mani, lo stesso che forma su quella ruvida superficie una caratteristica “patina”, la stessa velatura fastidiosa che ritrovate su quei soggetti “riciclatori“!!!

Non bisogna mai dimenticare che nel corso della propria vita, chi non fa del bene si rende complice di chi fa il male, perché, non facendo nulla che controbilanci il male, si lascia ai malfattori campo libero e li s’induce a convincersi che, non essendoci (quasi) nessuno ad ostacolarli, essi possono diventare pressoché onnipotenti, facendo aumentare di fatto la loro audacia, la loro sfera d’azione e anche disgraziatamente – a causa di una giustizia iniqua – la loro impunità!!!

Più controlli sugli appalti del Pnrr!!!

Per la Corte dei Conti la Regione Siciliana deve incrementare considerevolmente gli atti oggetto di controllo successivo di regolarità amministrativa con particolare riferimento alla fase di attuazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) in cui assume una rilevanza strategica il controllo di legalità sulle aree ad alto rischio corruzione, quale quella sugli appalti pubblici!!! 

Il monito è contenuto nella delibera con cui la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha approvato la relazione della Regione nell’ambito del contraddittorio sul rendiconto per il 2021 accertando “la parziale adeguatezza del sistema integrato dei controlli interni della Regione”

La delibera, a firma del presidente Salvatore Pilato è stata trasmessa nei giorni scorsi al presidente della Regione, al presidente dell’Ars e al presidente del Collegio dei revisori dei conti della Regione.

Sul fronte della lotta alla corruzione, la Corte dei Conti invita la Regione a concludere la mappatura delle aree di rischio per i diversi processi dell’attività amministrativa, al fine di non pregiudicare in tal modo l’effettiva attività di prevenzione dei rischi di corruzione, ad incrementare le risorse umane e informatiche, per garantire la completa ed efficace attuazione delle disposizioni normative connesse alla prevenzione dei rischi corruttivi e alla trasparenza dell’azione amministrativa e a procedere a una complessiva e riepilogativa rilevazione dei risultati realizzati sulle misure di prevenzione, che metta, puntualmente, in evidenza il collegamento di esiti e strutture coinvolte alle fasi di attuazione e agli strumenti di rilevazione contenute nelle tabelle di programmazione del Ptpc, al fine di garantire l’esatta rispondenza tra programmi di prevenzione e risultati conseguiti.

Per quanto riguarda il controllo sugli organismi partecipati, i giudici suggeriscono di valutare la costituzione di un presidio organizzativo centralizzato, avente funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di riordino, riorganizzazione e controllo degli enti dipendenti e delle società partecipate in modo totalitario dalla Regione.

A tal riguardo – si legge nella delibera – è auspicabile la costituzione di un’unica cabina di regia per il monitoraggio dei contratti di servizio sottoscritti dalle varie articolazioni dell’amministrazione e dai suoi organismi partecipati, al fine di contenere i costi complessivamente posti a carico del bilancio regionale, anche in relazione ai costi di funzionamento di enti e società. 

Creare inoltre un sistema informativo che consenta di rilevare i rapporti finanziari, economici e patrimoniali tra la Regione e le sue società partecipate, ed emanare specifici atti di indirizzo per la verifica della riconciliazione dei reciproci rapporti creditori e debitori.

In riferimento alle performance e alla valutazione dei dirigenti regionali, per i giudici contabili sarebbe necessario creare un adeguato collegamento alla programmazione definita con il Defr, sia dal punto di vista qualitativo (obiettivi da raggiungere) che in riferimento alla capacità di utilizzo delle risorse assegnate; evidenziare, distintamente, le correlazioni di obiettivi e indicatori con i requisiti previsti dalle disposizioni normative di riferimento e richiamati nel documento che disciplina il Smvp; estendere il vigente sistema di misurazione e valutazione della performance dell’amministrazione regionale alle agenzie strumentali regionali; differenziare, adeguatamente, la valutazione del management dell’ente. 

La Corte dei Conti suggerisce alla Regione Siciliana di individuare un responsabile/referente unico per l’attuazione dei progetti finanziati da fondi Pnrr che garantisca alle amministrazioni centrali, titolari degli interventi a regia, l’invio, nei tempi previsti, delle informazioni sullo stato di avanzamento procedurale, finanziario e fisico degli interventi del Pnrr, ai fini del monitoraggio da parte dell’Unità centrale di Audit presso il Mef, e della rendicontazione semestrale all’Ue e a prevedere specifici reports, indirizzati agli organi direzionali, al fine di monitorare, nel corso della gestione, il grado di conseguimento delle misure previste dal Pnrr, e il rispetto dei tempi programmati.

In merito ai controlli sull’attuazione dei progetti del Pnrr, la Corte, nel documento, invita inoltre l’amministrazione regionale «a prevedere una omogenea metodologia, prevedendo una forma di intervento sostitutivo, nel caso di ritardo e/o inadempimento dei dipartimenti nell’attivazione dei controlli, nonché delle forme di verifica sull’adeguatezza del sistema di controllo adottato a livello di ciascun dipartimento ed a prevedere l’operatività e l’interscambiabilità del sistema informativo regionale con la piattaforma nazionale, stante che i sistemi informativi non integrano, tempestivamente, i flussi informativi a supporto della funzione strategica e di quella gestionale, al fine di verificare in corso d’opera, il conseguimento degli obiettivi del Pnrr nei tempi programmati, oppure di consentire la rapida adozione degli interventi correttivi.

Più controlli sugli appalti del Pnrr!!!

Per la Corte dei Conti la Regione Siciliana deve incrementare considerevolmente gli atti oggetto di controllo successivo di regolarità amministrativa con particolare riferimento alla fase di attuazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) in cui assume una rilevanza strategica il controllo di legalità sulle aree ad alto rischio corruzione, quale quella sugli appalti pubblici!!! 

Il…

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Più controlli sugli appalti del Pnrr!!!

Per la Corte dei Conti la Regione Siciliana deve incrementare considerevolmente gli atti oggetto di controllo successivo di regolarità amministrativa con particolare riferimento alla fase di attuazione del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) in cui assume una rilevanza strategica il controllo di legalità sulle aree ad alto rischio corruzione, quale quella sugli appalti pubblici!!! 

Il monito è contenuto nella delibera con cui la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha approvato la relazione della Regione nell’ambito del contraddittorio sul rendiconto per il 2021 accertando “la parziale adeguatezza del sistema integrato dei controlli interni della Regione”

La delibera, a firma del presidente Salvatore Pilato è stata trasmessa nei giorni scorsi al presidente della Regione, al presidente dell’Ars e al presidente del Collegio dei revisori dei conti della Regione.

Sul fronte della lotta alla corruzione, la Corte dei Conti invita la Regione a concludere la mappatura delle aree di rischio per i diversi processi dell’attività amministrativa, al fine di non pregiudicare in tal modo l’effettiva attività di prevenzione dei rischi di corruzione, ad incrementare le risorse umane e informatiche, per garantire la completa ed efficace attuazione delle disposizioni normative connesse alla prevenzione dei rischi corruttivi e alla trasparenza dell’azione amministrativa e a procedere a una complessiva e riepilogativa rilevazione dei risultati realizzati sulle misure di prevenzione, che metta, puntualmente, in evidenza il collegamento di esiti e strutture coinvolte alle fasi di attuazione e agli strumenti di rilevazione contenute nelle tabelle di programmazione del Ptpc, al fine di garantire l’esatta rispondenza tra programmi di prevenzione e risultati conseguiti.

Per quanto riguarda il controllo sugli organismi partecipati, i giudici suggeriscono di valutare la costituzione di un presidio organizzativo centralizzato, avente funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di riordino, riorganizzazione e controllo degli enti dipendenti e delle società partecipate in modo totalitario dalla Regione.

A tal riguardo – si legge nella delibera – è auspicabile la costituzione di un’unica cabina di regia per il monitoraggio dei contratti di servizio sottoscritti dalle varie articolazioni dell’amministrazione e dai suoi organismi partecipati, al fine di contenere i costi complessivamente posti a carico del bilancio regionale, anche in relazione ai costi di funzionamento di enti e società. 

Creare inoltre un sistema informativo che consenta di rilevare i rapporti finanziari, economici e patrimoniali tra la Regione e le sue società partecipate, ed emanare specifici atti di indirizzo per la verifica della riconciliazione dei reciproci rapporti creditori e debitori.

In riferimento alle performance e alla valutazione dei dirigenti regionali, per i giudici contabili sarebbe necessario creare un adeguato collegamento alla programmazione definita con il Defr, sia dal punto di vista qualitativo (obiettivi da raggiungere) che in riferimento alla capacità di utilizzo delle risorse assegnate; evidenziare, distintamente, le correlazioni di obiettivi e indicatori con i requisiti previsti dalle disposizioni normative di riferimento e richiamati nel documento che disciplina il Smvp; estendere il vigente sistema di misurazione e valutazione della performance dell’amministrazione regionale alle agenzie strumentali regionali; differenziare, adeguatamente, la valutazione del management dell’ente. 

La Corte dei Conti suggerisce alla Regione Siciliana di individuare un responsabile/referente unico per l’attuazione dei progetti finanziati da fondi Pnrr che garantisca alle amministrazioni centrali, titolari degli interventi a regia, l’invio, nei tempi previsti, delle informazioni sullo stato di avanzamento procedurale, finanziario e fisico degli interventi del Pnrr, ai fini del monitoraggio da parte dell’Unità centrale di Audit presso il Mef, e della rendicontazione semestrale all’Ue e a prevedere specifici reports, indirizzati agli organi direzionali, al fine di monitorare, nel corso della gestione, il grado di conseguimento delle misure previste dal Pnrr, e il rispetto dei tempi programmati.

In merito ai controlli sull’attuazione dei progetti del Pnrr, la Corte, nel documento, invita inoltre l’amministrazione regionale «a prevedere una omogenea metodologia, prevedendo una forma di intervento sostitutivo, nel caso di ritardo e/o inadempimento dei dipartimenti nell’attivazione dei controlli, nonché delle forme di verifica sull’adeguatezza del sistema di controllo adottato a livello di ciascun dipartimento ed a prevedere l’operatività e l’interscambiabilità del sistema informativo regionale con la piattaforma nazionale, stante che i sistemi informativi non integrano, tempestivamente, i flussi informativi a supporto della funzione strategica e di quella gestionale, al fine di verificare in corso d’opera, il conseguimento degli obiettivi del Pnrr nei tempi programmati, oppure di consentire la rapida adozione degli interventi correttivi.

Palermo: importanti novità dovrebbero accadere!!! Speriamo in bene…

Sono venuto in questi giorni a conoscenza che all’interno di un organo di consulenza del Ministero (parliamo di un dipartimento fondamentale per la nostra economia siciliana), si stia finalmente procedendo con la modifica non solo dell’unità stessa, ma anche di alcuni suoi referenti…

D’altronde una diversa soluzione da quella in svolta, condurrebbe di fatto – in base a quanto ho potuto leggere da alcuni documenti ricevuti –  ad una situazione certamente incresciosa che sarebbe meglio evitare, già… alla nostra regione siciliana.     
Ritengo quindi appropriato il percorso intrapreso dalla massima carica, affinché egli possa riportare su una strada certamente più trasparente e lineare quel suo diretto compartimento, nel rispetto non solo della cronologia dei documenti finora ricevuti, ma altresì, in quel nel processo di validazione che ancora oggi vede molte di quelle pratiche presentate inevase, in quanto attendono da anni (aggiungerei con ansia…) pareri di approvazione e/o di rifiuto…
Sono certo infatti che nei prossimi giorni, quanto finora emerso potrà essere migliorato o dovrei aggiungere “perfezionato”, d’altronde il sottoscritto (per come riportato sopra) non vede altra soluzione se non quella – considerato il periodo festivo – che descrive in maniera impeccabile una di quelle mosse poste in atto durante un gioco di carte, lo stesso con cui a breve in questi giorni di fine anno, ci andremo (in parecchi) a dedicare…
L’espressione a cui faccio riferimento si definisce “far saltare il banco” e viene solitamente usata per descrivere un evento che causa l’annullamento di accordi esistenti o ancor peggio, dell’abbandono di una trattativa intercorsa da parte di uno o più partecipanti. 
Il rischio quindi per una delle parti, è quella di veder perder tutta la posta in palio ed allora l’auspico è quello che “qualcuno“, leggendo ora questo mio post, comprenderà come non vi sia molto tempo a sua disposizione e quindi è meglio… affrettarsi.
Mi permetto infine di riportare una frase del giudice Giovanni Falcone: Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili!!!

Palermo: importanti novità dovrebbero accadere!!! Speriamo in bene…

Sono venuto in questi giorni a conoscenza che all’interno di un organo di consulenza del Ministero (parliamo di un dipartimento fondamentale per la nostra economia siciliana), si stia finalmente procedendo con la trasformazione non solo dell’unità stessa, ma anche di taluni suoi referenti…    

D’altronde una diversa soluzione da quella in corso, condurrebbe viceversa – in base a quanto ho potuto leggere da alcuni documenti ricevuti –  a una situazione certamente incresciosa che sarebbe meglio evitare, già… alla nostra regione siciliana.     
Ritengo quindi appropriato il percorso intrapreso dalla massima carica, affinché egli possa riportare su una strada più trasparente e lineare quel suo dipartimento, nel rispetto non solo della cronologia dei documenti finora presentati, ma soprattutto in quel nel processo di validazione che vede ahimè ancora molte di quelle pratiche presentate inevase, in quanto attendono da anni (aggiungerei con ansia…) pareri di approvazione e/o anche ( se palesemente comprovato…) di rifiuto…
Sono certo infatti che nei prossimi giorni quanto finora emerso potrà essere migliorato o dovrei dire “perfezionato”, d’altronde il sottoscritto (per come riportato sopra) non vede altra soluzione, se non quella – considerato il periodo festivo – che descrive in maniera impeccabile una di quelle mosse, sì… poste in atto durante un gioco di carte, lo stesso con cui a breve in questi giorni di fine anno, ci andremo (in molti…) a dedicare…
L’espressione cui faccio riferimento, si definisce “far saltare il banco“; viene solitamente usata per descrivere un evento che causa l’annullamento di accordi esistenti o ancor peggio l’abbandono di una trattativa intercorsa da parte di uno o più partecipanti.
 
Il rischio quindi per una delle parti, è quella di veder perder tutta la posta in palio ed allora l’auspico è che “qualcuno” leggendo questo mio post, comprenderà come non vi sia molto tempo a disposizione e quindi è meglio affrettarsi.
Mi permetto infine di riportare una frase del giudice Giovanni Falcone: Credo che ognuno di noi debba essere giudicato per ciò che ha fatto. Contano le azioni non le parole. Se dovessimo dar credito ai discorsi, saremmo tutti bravi e irreprensibili!!!