E vivevamo noi due insieme
tu che mi amavi
io che ti amavo.
Ma la vita separa chi si ama
piano piano
senza far rumore
e il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti divisiPrèvert
Tutta la poesia qui
Bisbigliami nell’orecchio
anche parole senza senso,
sussurrami nell’orecchio
frasi anche senza un filo
che non sia il sentire
il suono della tua voce.
E così, mentre ti ascolto,
ricordo il tuo odore
che mi rapisce l’anima
Si sono incrociati come estranei [..]
Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.
-Wisława Szymborska-
Con me non bisogna parlare,
ecco le labbra: date da bere.
Ecco i miei capelli: carezzali.
Ecco le mani: si possono baciare.
– Meglio però, fatemi dormire.
Non è possibile amarsi e separarsi.
Si vorrebbe che fosse possibile.
Si può trasformare l’amore, ignorarlo, sprecarlo,
ma non si può estirparlo dall’anima.
Lo so per esperienza che i poeti hanno ragione
L’amore è eterno.
Coltivare la pazienza non vuol dire abbandonarsi alla pigrizia e alla docilità, ma significa acquisire il senso della misura e imparare a dire di no, precondizione indispensabile per rivendicare la nostra autonomia nell’organizzarci l’esistenza.
Mi piace quel che si tocca,
si assaggia.
Mi piace la pioggia
quando diventa neve
e si fa palpabile.
Ed essendo impulsiva
e più coraggiosa di voi,
non tempero,
perché non mi scotti,
la bellezza con la grettezza.
La ingoio tutta intera.
(via fino-al-di-la-del-tutto)
Ora che stiamo soli,
nudi di corpo ed anima,
il mio bacio ti circonda
d’un immenso deserto.
Le spiagge si seccano,
s’oscurano i cieli
e, convertito in fumo,
egoista e dilatato,
invadendomi cancello
la tua vita di ricordi.
(via kite62)
In nome dell’Antimafia…
È sempre un errore contemplare il bene ed ignorare il male, perché rende le persone negligenti e le porta a compiere disastri. Esiste un pericoloso ottimismo dell’ignoranza e dell’indifferenza…
Già, se non mi fossi trovato – a causa della mia professione e degli incarichi ricevuti – all’interno di una impresa che, ha seguito dei provvedimenti interdittivi sopraggiunti (nel lontano 2010…) fosse mutata in confiscata… sicuramente non avrei avuto alcun interesse personale di occuparmi di situazioni per lo più fino a quel momento a me estranee… non avendo difatti… mai avuta nulla a che fare con quel mondo giudiziario!!!Ricordo cosa mi diceva un mio caro amico ora scomparso: Nicola… il solo fatto che tu non abbia mai avuto a che fare nel corso della tua vita… con Tribunali ed Ospedali, ti rende un uomo fortunato!!!
E’ ormai evidente, che qualcosa in quel meccanismo definito “antimafia” non funzioni…
In effetti, non è possibile osservare come quasi tutte le imprese, sequestrate o confiscate, nel giro di pochi anni giungano alla chiusura definitiva… chiamasi liquidazione o fallimento… come si dice… “sempre di cocuzza trattasi“…
Non voglio contare i posti di lavoro andati in fumo… perché in quel caso, altro che “job act”… ci vorrebbe una nuova finanziaria per ripristinare quelle occupazioni perdute… e cosa dire di una economia distrutta, sia sul piano commerciale che su quello finanziario!!!
Se esaminiamo quante serrande sono state abbassate, quante società di costruzioni, servizi, cooperative, imprese varie tra loro, ma tutte accomunate dallo stesso provvedimento… quante sono quelle che ormai non esistono più e quante a breve… faranno purtroppo quella stessa fine???La disgrazia è che poi, la maggioranza di quelle finite nel mirino della giustizia sono per lo più… siciliane!!!
Qualcuno potrebbe obbiettare… “ma dopotutto la mafia non rappresenta una connotazione prettamente della vostra regione…” e come dargli torto… peccato che però i maggiore abusi e illeciti finanziari vengono svolti fuori da questa regione… già… qui si fanno “molliche” mentre da Roma in su le “brioches” sono sul tavolo di chi comanda il paese…
Il problema non è il sequestro o la confisca… ma quanto accade successivamente… e cioè quando queste società, vengono traghettate verso la legalità… attraverso quei propri uomini dello Stato…
Ho letto che su 1.700 imprese sequestrate solo 38 sono ancora attive… (una per fortuna è ancora la nostra…) con una perdita occupazionale di circa 72.000 posti di lavoro!!!
Ora i cosiddetti esperti si esaltano in quelle ricercate cause, che hanno condotto a quegli sfaceli… trovando di dare spiegazioni più o meno logiche (io le considero totalmente illogiche) e cercando di tirar fuori dai loro “cilindri magici”, quelle possibili soluzioni…
Ed allora ecco spiegato che l’impresa “mafiosa” ha goduto di raccomandazioni, corsie privilegiate, agganci politici e amministrativi, inoltre durante la propria gestione avrà utilizzato certamente una doppia contabilità che le ha permesso di evadere, di non rispetta le normative o gli adempimenti, avrà utilizzato personale non in regola e costretto i clienti a sceglierle, allontanando e intimidendo tutti gli eventuali concorrenti…
Sono queste secondo alcuni le potenzialità che ora allo Stato vengono a mancare…
Ma, non si trova nessuno che per una volta ammettesse l’incapacità e l’inefficienza di quel apparato burocratico… già… nessuno… è ovvio… a quanti operano in quell’ambiente, fa comodo così…
Abbiamo visto quanto accaduto al Tribunale di Palermo o già ci siamo dimenticati???
Se chi è scelto affinché quel compito venisse portato avanti… si è dimostrato peggiore di coloro, a cui quel bene è stato sequestrato… dove si vuole andare???
Diciamola tutta la verità… ci sono tutte una serie di problematiche che non vengono affrontate appositamente, per far si che nulla cambi… Vedasi il cosiddetto albo nazionale degli amministratori giudiziari, si prevedeva la sua realizzazione nel 2011 e ancora oggi non vi è nulla… e cosa dire dei criteri di scelta di quei professionisti incaricati a gestirle quelle aziende, ancora nulla… e per quanto concerne la definizione di una tabella nazionale dei compensi da pagare a quegli amministratori… il buio più completo… e tutto continua in modo del tutto arbitrario, attraverso pagamenti di compensi, certamente eccessivi…
Poi tra questi amministratori c’è chi si dimostra onesto e corretto e chi invece di contro, ha fatto e continua ancora a fare lo “scaltro” distruggendo in pochi anni… la totalità di quelle società ad egli affidate…
Le soluzioni ci sono… ma è difficile per chi non appartiene a quel sistema produttivo riuscire ad individuarle… si prova e si riprova, vani tentativi che hanno quale unica prerogativa, quella di prolungarne tempi e modalità… per poter così favorire i soliti amici e parenti… quello scambio di favori, che serve a trovare soluzioni per quanti si trovano indirettamente vicini a quel sistema…
Quindi, si scopre come queste società, abbiano tentano di dare soluzione ai problemi occupazionali di coloro che erano vicini a quegli uomini e donne… abbiamo visto tutto cos’è successo nel capoluogo… ma si ha paura di parlarne!!!Incarichi in cambio di favori… richieste da parte di quanti operano all’interno di quel mondo, per proseguire poi verso altri responsabili di quegli ambienti “ovattati”… e per finire con l’usuale lista di amici e parenti che, nelle vesti di consulenti legali, tecnici e amministrativi, ottengono incarichi che danno (il più delle volte) soluzione a proprie incapacità personali e professionali!!!
Come dicevo sopra… le soluzioni ci sarebbero… basterebbe applicarle se c’è ne fosse la volontà… senza dover pensare di adottare solite metodologie italiane, dove si vuole avere “la botte piena e la moglie ubriaca” e come si cerchi sempre di non applicarle quelle regole, ovviamente…per non far male a nessuno… preferendo non solo salvaguardare la propria posizione, ma di conseguenza, anche quella della “casta” e dei loro diretti rappresentanti…
Per evitare di non essere “astratto” ma pratico e concreto, ho preparato delle note che ho trasmesso ufficialmente (a breve ne pubblicherò il contenuto), nelle quali ho tentato d’individuare tutte le possibili criticità che si manifestano appena interviene il provvedimento giudiziario, presentando inoltre, una serie di eventuali correttivi, possibili soluzioni che si potrebbero adottare affinché questa peculiari tipologie d’imprese, possano continuare ad operare, senza che vengano – per come finora accaduto – distrutte!!!
In nome dell'Antimafia…
È sempre un errore contemplare il bene ed ignorare il male, perché rende le persone negligenti e le porta a compiere disastri. Esiste un pericoloso ottimismo dell’ignoranza e dell’indifferenza…
Già, se non mi fossi trovato – a causa della mia professione e degli incarichi ricevuti – all’interno di una impresa che, ha seguito dei provvedimenti interdittivi sopraggiunti (nel lontano 2010…) fosse mutata in confiscata… sicuramente non avrei avuto alcun interesse personale di occuparmi di situazioni per lo più fino a quel momento a me estranee… non avendo difatti… mai avuta nulla a che fare con quel mondo giudiziario!!!Ricordo cosa mi diceva un mio caro amico ora scomparso: Nicola… il solo fatto che tu non abbia mai avuto a che fare nel corso della tua vita… con Tribunali ed Ospedali, ti rende un uomo fortunato!!!
E’ ormai evidente, che qualcosa in quel meccanismo definito “antimafia” non funzioni…
In effetti, non è possibile osservare come quasi tutte le imprese, sequestrate o confiscate, nel giro di pochi anni giungano alla chiusura definitiva… chiamasi liquidazione o fallimento… come si dice… “sempre di cocuzza trattasi“…
Non voglio contare i posti di lavoro andati in fumo… perché in quel caso, altro che “job act”… ci vorrebbe una nuova finanziaria per ripristinare quelle occupazioni perdute… e cosa dire di una economia distrutta, sia sul piano commerciale che su quello finanziario!!!
Se esaminiamo quante serrande sono state abbassate, quante società di costruzioni, servizi, cooperative, imprese varie tra loro, ma tutte accomunate dallo stesso provvedimento… quante sono quelle che ormai non esistono più e quante a breve… faranno purtroppo quella stessa fine???La disgrazia è che poi, la maggioranza di quelle finite nel mirino della giustizia sono per lo più… siciliane!!!
Qualcuno potrebbe obbiettare… “ma dopotutto la mafia non rappresenta una connotazione prettamente della vostra regione…” e come dargli torto… peccato che però i maggiore abusi e illeciti finanziari vengono svolti fuori da questa regione… già… qui si fanno “molliche” mentre da Roma in su le “brioches” sono sul tavolo di chi comanda il paese…
Il problema non è il sequestro o la confisca… ma quanto accade successivamente… e cioè quando queste società, vengono traghettate verso la legalità… attraverso quei propri uomini dello Stato…
Ho letto che su 1.700 imprese sequestrate solo 38 sono ancora attive… (una per fortuna è ancora la nostra…) con una perdita occupazionale di circa 72.000 posti di lavoro!!!
Ora i cosiddetti esperti si esaltano in quelle ricercate cause, che hanno condotto a quegli sfaceli… trovando di dare spiegazioni più o meno logiche (io le considero totalmente illogiche) e cercando di tirar fuori dai loro “cilindri magici”, quelle possibili soluzioni…
Ed allora ecco spiegato che l’impresa “mafiosa” ha goduto di raccomandazioni, corsie privilegiate, agganci politici e amministrativi, inoltre durante la propria gestione avrà utilizzato certamente una doppia contabilità che le ha permesso di evadere, di non rispetta le normative o gli adempimenti, avrà utilizzato personale non in regola e costretto i clienti a sceglierle, allontanando e intimidendo tutti gli eventuali concorrenti…
Sono queste secondo alcuni le potenzialità che ora allo Stato vengono a mancare…
Ma, non si trova nessuno che per una volta ammettesse l’incapacità e l’inefficienza di quel apparato burocratico… già… nessuno… è ovvio… a quanti operano in quell’ambiente, fa comodo così…
Abbiamo visto quanto accaduto al Tribunale di Palermo o già ci siamo dimenticati???
Se chi è scelto affinché quel compito venisse portato avanti… si è dimostrato peggiore di coloro, a cui quel bene è stato sequestrato… dove si vuole andare???
Diciamola tutta la verità… ci sono tutte una serie di problematiche che non vengono affrontate appositamente, per far si che nulla cambi… Vedasi il cosiddetto albo nazionale degli amministratori giudiziari, si prevedeva la sua realizzazione nel 2011 e ancora oggi non vi è nulla… e cosa dire dei criteri di scelta di quei professionisti incaricati a gestirle quelle aziende, ancora nulla… e per quanto concerne la definizione di una tabella nazionale dei compensi da pagare a quegli amministratori… il buio più completo… e tutto continua in modo del tutto arbitrario, attraverso pagamenti di compensi, certamente eccessivi…
Poi tra questi amministratori c’è chi si dimostra onesto e corretto e chi invece di contro, ha fatto e continua ancora a fare lo “scaltro” distruggendo in pochi anni… la totalità di quelle società ad egli affidate…
Le soluzioni ci sono… ma è difficile per chi non appartiene a quel sistema produttivo riuscire ad individuarle… si prova e si riprova, vani tentativi che hanno quale unica prerogativa, quella di prolungarne tempi e modalità… per poter così favorire i soliti amici e parenti… quello scambio di favori, che serve a trovare soluzioni per quanti si trovano indirettamente vicini a quel sistema…
Quindi, si scopre come queste società, abbiano tentano di dare soluzione ai problemi occupazionali di coloro che erano vicini a quegli uomini e donne… abbiamo visto tutto cos’è successo nel capoluogo… ma si ha paura di parlarne!!!Incarichi in cambio di favori… richieste da parte di quanti operano all’interno di quel mondo, per proseguire poi verso altri responsabili di quegli ambienti “ovattati”… e per finire con l’usuale lista di amici e parenti che, nelle vesti di consulenti legali, tecnici e amministrativi, ottengono incarichi che danno (il più delle volte) soluzione a proprie incapacità personali e professionali!!!
Come dicevo sopra… le soluzioni ci sarebbero… basterebbe applicarle se c’è ne fosse la volontà… senza dover pensare di adottare solite metodologie italiane, dove si vuole avere “la botte piena e la moglie ubriaca” e come si cerchi sempre di non applicarle quelle regole, ovviamente…per non far male a nessuno… preferendo non solo salvaguardare la propria posizione, ma di conseguenza, anche quella della “casta” e dei loro diretti rappresentanti…
Per evitare di non essere “astratto” ma pratico e concreto, ho preparato delle note che ho trasmesso ufficialmente (a breve ne pubblicherò il contenuto), nelle quali ho tentato d’individuare tutte le possibili criticità che si manifestano appena interviene il provvedimento giudiziario, presentando inoltre, una serie di eventuali correttivi, possibili soluzioni che si potrebbero adottare affinché questa peculiari tipologie d’imprese, possano continuare ad operare, senza che vengano – per come finora accaduto – distrutte!!!
La Sicilia incapace di spendere i milioni della Comunità Europa…
La Sicilia incapace di spendere i milioni della Comunità Europa…
Guai a toccare i privilegi dei vitalizi…
Li chiamano vitalizi parlamentari… ma sono vere e proprie pensioni sottratte alle riforme previdenziali degli ultimi 25 anni!!!
Creare un reddito minimo di 500 euro per le famiglie con almeno un componente ultra cinquantenne (400 euro nel 2016 e nel 2017); una famiglia formata da due adulti di cui uno con più di 55 anni e redditi da lavoro complessivi di 500 euro avrebbe per esempio diritto a 250 euro al mese…
L’istituto ha immaginato uscite anticipate a 63 anni e sette mesi, con una riduzione dell’assegno che si applica alla sola quota retributiva e che tende ad assottigliarsi nel corso del tempo, per cui le diminuzioni medie non eccedono il 10-11% e diminuiscono nel corso degli anni…
Calcolando che gli ex parlamentari potenzialmente interessati dal provvedimento sono 2.470 e che “il differenziale complessivo tra vitalizio lordo in pagamento 2015 e quello ricalcolato con il sistema contributivo è pari circa a 111,4 milioni di euro”, con il ricalcolo proposto dall’Istituto ognuno arriverebbe a perdere negli anni di vita che gli restano una media di 45.101 euro lordi.
Infatti come sottolinea l’istituto di previdenza, molti di quei “fondi speciali” sono confluiti nell’Inps con bilanci già in rosso, avendo già eroso il loro patrimonio, finendo per gravare pesantemente sul bilancio dell’Istituto stesso..Di seguito allego il link con il documento ufficiale presentato:
Guai a toccare i privilegi dei vitalizi…
Li chiamano vitalizi parlamentari… ma sono vere e proprie pensioni sottratte alle riforme previdenziali degli ultimi 25 anni!!!
Di seguito allego il link con il documento ufficiale presentato:
Bisogna far ripartire i cantieri…
Ovviamente bisogna fare si che i bandi di gara abbiano una certa logicità… e non vengano realizzate opere per lo più inutili, che hanno quale unica motivazione, la realizzazione di un giro di spesa, necessario a certi comuni per sovvenzionare quanti operano al loro interno ( ed anche all’esterno ), per poi scoprire successivamente, grazie alle inchieste delle varie procure, che queste avessero quale scopo, quello di far girare le solite tangenti e bustarelle…
Bisogna che si trasformi quella consuetudine delle amministrazioni pubbliche di realizzare opere non necessarie in qualcosa di più utile, ad iniziarsi con i lavori di ristrutturazione e di sicurezza di quelle strutture già esistenti, come scuole, ospedali, uffici, ecc… e integrando successivamente quanto ancora resta in disponibilità finanziaria per la realizzazione di nuovi cantieri… Bisogna far ripartire i cantieri…
Ovviamente bisogna fare si che i bandi di gara abbiano una certa logicità… e non vengano realizzate opere per lo più inutili, che hanno quale unica motivazione, la realizzazione di un giro di spesa, necessario a certi comuni per sovvenzionare quanti operano al loro interno ( ed anche all’esterno ), per poi scoprire successivamente, grazie alle inchieste delle varie procure, che queste avessero quale scopo, quello di far girare le solite tangenti e bustarelle…
Bisogna che si trasformi quella consuetudine delle amministrazioni pubbliche di realizzare opere non necessarie in qualcosa di più utile, ad iniziarsi con i lavori di ristrutturazione e di sicurezza di quelle strutture già esistenti, come scuole, ospedali, uffici, ecc… e integrando successivamente quanto ancora resta in disponibilità finanziaria per la realizzazione di nuovi cantieri… Che figura da morti di fame…
Il bello è che quei regali, erano stati preparati con nomi e cognomi, sia in italiano che in arabo, costituiti da Rolex da circa 30-40 mila euro per alcuni della commissione, mentre ai restanti, sono stati donati rolex di valore inferiore, ma pur sempre di circa 4-5 mila euro ciascuno…
Dopotutto non si capisce perché in questi casi non venga applicata l’attuale norma che impedisce ai dipendenti pubblici di accettare omaggi del valore superiore a 150 euro…Che figura da morti di fame…
Il bello è che quei regali, erano stati preparati con nomi e cognomi, sia in italiano che in arabo, costituiti da Rolex da circa 30-40 mila euro per alcuni della commissione, mentre ai restanti, sono stati donati rolex di valore inferiore, ma pur sempre di circa 4-5 mila euro ciascuno…
Dopotutto non si capisce perché in questi casi non venga applicata l’attuale norma che impedisce ai dipendenti pubblici di accettare omaggi del valore superiore a 150 euro…Nessuno che parla… c’è ne fosse uno soltanto che facesse i nomi…
Dopotutto, sappiamo bene come questo nostro paese è bravo a gettare fango ancor prima che uno venga condannato… per poi scoprire il più delle volte, che le motivazioni su cui erano state fondate le inchieste gli accertamenti… non avevano alcuna concretezza… ma anzi, erano state create artificiosamente!!!
Dopotutto parliamo di politica, di uomini che combattono giornalmente per stare seduti lì… su quelle poltrone, di personaggi abituati a gestire i compromessi e a salvaguardare quelle proprie posizioni, tentando di non intaccare soprattutto i loro colleghi e amici non solo di partito, ma soprattutto di coalizione…Nessuno che parla… c'è ne fosse uno soltanto che facesse i nomi…
Dopotutto, sappiamo bene come questo nostro paese è bravo a gettare fango ancor prima che uno venga condannato… per poi scoprire il più delle volte, che le motivazioni su cui erano state fondate le inchieste gli accertamenti… non avevano alcuna concretezza… ma anzi, erano state create artificiosamente!!!
Dopotutto parliamo di politica, di uomini che combattono giornalmente per stare seduti lì… su quelle poltrone, di personaggi abituati a gestire i compromessi e a salvaguardare quelle proprie posizioni, tentando di non intaccare soprattutto i loro colleghi e amici non solo di partito, ma soprattutto di coalizione…In ricordo di Elena Fava…
A pochi giorni dalla commemorazione del papà Pippo, vorrei dedicare un mio pensiero alla figlia Elena…
Era fondamentale per lei recarsi nelle scuole, per parlare con quei ragazzi, far conoscere a tutti la propria esperienza personale, la storia di suo padre e di tutte le vittime della mafia, mostrando i rischi a cui s’incorre, accettando facili tentazioni che nel corso della crescita (in particolare per quanti fossero residenti nei noti quartieri disagiati della città) potevano presentarsi…
Un sistema fatto di clientelismi, privilegi, raccomandazioni, favori, regalie, un intreccio dare/avere già a suo tempo analizzato dal padre e che vede ancora oggi, più o meno, gli stessi analoghi protagonisti… In ricordo di Elena Fava…
A pochi giorni dalla commemorazione del papà Pippo, vorrei dedicare un mio pensiero alla figlia Elena…
Era fondamentale per lei recarsi nelle scuole, per parlare con quei ragazzi, far conoscere a tutti la propria esperienza personale, la storia di suo padre e di tutte le vittime della mafia, mostrando i rischi a cui s’incorre, accettando facili tentazioni che nel corso della crescita (in particolare per quanti fossero residenti nei noti quartieri disagiati della città) potevano presentarsi…
Un sistema fatto di clientelismi, privilegi, raccomandazioni, favori, regalie, un intreccio dare/avere già a suo tempo analizzato dal padre e che vede ancora oggi, più o meno, gli stessi analoghi protagonisti… Emergenza ambientale… tutti i veleni che attraversano il nostro paese…
Se ci soffermiamo a leggere le inchieste che stanno coinvolgono gran parte delle nostre regioni, scopriamo come, da nord a sud, le nostre procure sono impegnate principalmente nelle emergenze ambientali e negli interventi di ricostruzione…
Sono i soliti colletti bianchi, uomini delle istituzioni che si vendono, un vero e proprio apparato burocratico che, chiamato a valutarne il rispetto e la coerenza, nei fatti, si dimostra debole a quelle pratiche corruttive… anzi, di fatto partecipa attivamente a quel business!!!
E’ stato dimostrato come in molti appalti aggiudicati, la rendita per la corruzione è stata superiore al 50% del prezzo pagato, sia per le opere pubbliche, che per i servizi o le forniture… a dimostrazione che l’incidenza della corruzione è inversamente proporzionale ai minori controlli da parte degli ispettori della pubblica amministrazione, contribuendo così facendo, a quella sostanziosa lievitazione dei prezzi, costi maggiori che di fatto, si sono ribaltati sulla comunità!!!Emergenza ambientale… tutti i veleni che attraversano il nostro paese…
Se ci soffermiamo a leggere le inchieste che stanno coinvolgono gran parte delle nostre regioni, scopriamo come, da nord a sud, le nostre procure sono impegnate principalmente nelle emergenze ambientali e negli interventi di ricostruzione…
Sono i soliti colletti bianchi, uomini delle istituzioni che si vendono, un vero e proprio apparato burocratico che, chiamato a valutarne il rispetto e la coerenza, nei fatti, si dimostra debole a quelle pratiche corruttive… anzi, di fatto partecipa attivamente a quel business!!!
E’ stato dimostrato come in molti appalti aggiudicati, la rendita per la corruzione è stata superiore al 50% del prezzo pagato, sia per le opere pubbliche, che per i servizi o le forniture… a dimostrazione che l’incidenza della corruzione è inversamente proporzionale ai minori controlli da parte degli ispettori della pubblica amministrazione, contribuendo così facendo, a quella sostanziosa lievitazione dei prezzi, costi maggiori che di fatto, si sono ribaltati sulla comunità!!!Un paese dedito alla corruzione…
L’elenco è spaventoso e mancando quasi sempre i controlli sul territorio, ci si accorge… sempre dopo, come quelle sistematiche metodologie, vengono di volta applicate, senza che nessuno denunci gli abusi!!!Un paese dedito alla corruzione…
L’elenco è spaventoso e mancando quasi sempre i controlli sul territorio, ci si accorge… sempre dopo, come quelle sistematiche metodologie, vengono di volta applicate, senza che nessuno denunci gli abusi!!!L’Impresa confiscata "In.Co.Ter. S.p.a." ultima i lavori del Comune di San Giovanni la Punta.

Oggi ho piacere di perorare la professionalità di quanti operano nel pubblico ed in particolare di alcune figure che – per loro stesso incarico – hanno di fatto, grande responsabilità durante la loro conduzione.
Mi riferisco ai rappresentanti delle Stazioni Appaltanti, della Direzione lavori, dei responsabili dell’affidataria ed anche di quegli addetti delle imprese subappaltatrici…
Per quanto concerne l’Ente appaltante, desidero dare un plauso ai rappresentanti del Comune di San Giovanni La Punta, i quali hanno fortemente voluto credere che si potesse giungere alla conclusione, se pur con una impresa affidataria dei lavori, la IN.CO.TER. S.P.A., che a causa dei provvedimenti interdittivi sopraggiunti durante l’esecuzione, non garantiva certamente, quelle condizioni di affidabilità… che negli ultimi anni, le avevano permesso di primeggiare, realizzando nella provincia di Catania, molte delle infrastrutture più rappresentative…
Mi voglio congratulare quindi con: R.U.P. (Ing. Mario Santonocito), Coordinatore della Sicurezza (Arch. Angelo Plastini), Dirigente dell’Ufficio Tecnico (geom. Michelangelo Viscuso) e anche di quanti hanno permesso che si potesse giungere alla sua definizione, come il Sindaco (Antonino Bellia), l’Assessore ai Lavori pubblici (Giovanni Russo) e lo stesso Dirigente Amministrativo (F. Di Grazia), passando inoltre ai loro colleghi dell’amministrazione ed a quanti operano all’interno di quegli uffici, che dimostrano sin dall’accoglienza grande cortesia e disponibilità…
Un Ente esemplare, che in maniera silenziosa opera per definire i propri interventi e che può certamente annoverarsi tra quei modelli rappresentativi di ben più noti e propagandati, comuni del nord Italia…
Ho piacere inoltre di ricordare la Direzione lavori, nella persona dell’Arch. Fabrizio Russo, dei suoi collaboratori (Ing. Andrea Pulvirenti e Arch. Grazia Corsaro) e di quanti all’interno del suo staff hanno operato sin dalla progettazione per concludere la loro azione, attraverso la verifica ed il controllo quotidiano nel corso dei lavori.
Poi ci siamo noi… l’impresa esecutrice, la IN.CO.TER S.p.A. che ha trovato nel Dott. Alessandro Politi – Amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Catania – una figura indispensabile, che garantendo sin dalla sua nomina di attivarsi personalmente alla risoluzione di tutte le eventuali problematiche allora presenti, ha permesso di superare i momenti di criticità, dimostrando che quanto si stava realizzando, avesse quale unico fine, la definizione dell’opera stessa…
Un piccolo merito va anche al sottoscritto, che nella doppia qualità di Direttore Tecnico e di R.S.P.P. dell’impresa, è riuscito, in virtù dell’apporto ricevuto dall’impresa subappaltatrice (CO.N.PA.T Scarl, rappresentata dalla consorziata del titolare Sig. S. Conti) a concretizzare non solo questa collaborazione, ma soprattutto, di aver avuto il merito di non registrare alcun infortunio…
Desidero inoltre condividere questo piccolo “trionfo” con l’ex collega, geom. Giuseppe Sollima, il quale sin dall’inizio, si è interessato della gestione tecnica e che purtroppo, a causa della situazione amministrativa creatasi, ha dovuto interrompere il proprio rapporto professionale, senza però far mancare mai al sottoscritto, la propria disponibilità, che è risultata fondamentale affinché si giungesse al risultato oggi evidente a tutti…
Quindi, grazie a quanti hanno permesso che ciò accadesse… perché per il sottoscritto, ciò che è stato realizzato va oltre l’aver dimostrato che operando sempre per il bene comune si possa giungere ai risultati desiderati, ma ciò che maggiormente m’interessava fare emergere era il principio di legalità, sentore d’onestà che in quest’appalto, sin da subito avevo percepito e che ahimè invece in altre circostanze è venuto a mancare…
Nel mio blog come sapete… faccio spesso riferimento a tentativi di corruzione, malaffare, a soggetti che si prestano a quelle istigazioni e via discorrendo…
Perché è evidente a tutti (anche a chi non è del settore degli appalti pubblici), che certi meccanismi fuorvianti e collusivi, sono più facili da attuarsi quando il rapporto tra i soggetti è diretto, amichevole, confidenziale…
Quando cioè il titolare o rappresentante legale dell’impresa affidataria dell’appalto, può permettersi d’istigare alla corruzione lo stesso rappresentante dell’Ente o sottostare egli stesso, ad eventuali richieste che possano a lui giungere, sotto forma di tangenti, regalie o anche favori personali…
Cosa certamente diversa… è dialogare con una impresa confiscata e quindi, con i suoi rappresentanti legali o i suoi responsabili, che per loro stessa mansione, sono scelti e nominati dopo attenta verifica di tutte quelle necessarie condizioni, che negli anni passati, hanno condotto a comportamenti connaturati verso principi di onesta e rettitudine…
Quindi, chissà forse per i motivi sopra esposti, può accadere che una impresa sottoposta a confisca, possa trovarsi nella condizione di essere valutata con parametri diametralmente opposti, dove in un caso, si permette ad essa di proseguire nell’appalto aggiudicato, salvaguardando così la continuità aziendale (dopotutto potremmo in maniera approssimativa considerarle -Ente e Impresa confiscata- legate da un un rapporto quasi di “parentela” visto che entrambe sono gestita direttamente da uomini dello Stato), i posti di lavoro e di contro, in un analogo caso, ritrovarsi dei responsabili di Enti, che per motivazioni “oscure” indirizzano la stazione appaltante nella quale operano, affinché si possa giungere ad interrompere – pur senza reali motivazioni – il rapporto contrattuale…
Ma quest’ultima rappresenta un’altra vicenda, certamente spiacevole, ma di cui sin d’ora sono certo potrò (appena mi sarà possibile) raccontarvi!!!
L’Impresa confiscata "In.Co.Ter. S.p.a." ultima i lavori del Comune di San Giovanni la Punta.

Oggi ho piacere di perorare la professionalità di quanti operano nel pubblico ed in particolare di alcune figure che – per loro stesso incarico – hanno di fatto, grande responsabilità durante la loro conduzione.
Mi riferisco ai rappresentanti delle Stazioni Appaltanti, della Direzione lavori, dei responsabili dell’affidataria ed anche di quegli addetti delle imprese subappaltatrici…
Per quanto concerne l’Ente appaltante, desidero dare un plauso ai rappresentanti del Comune di San Giovanni La Punta, i quali hanno fortemente voluto credere che si potesse giungere alla conclusione, se pur con una impresa affidataria dei lavori, la IN.CO.TER. S.P.A., che a causa dei provvedimenti interdittivi sopraggiunti durante l’esecuzione, non garantiva certamente, quelle condizioni di affidabilità… che negli ultimi anni, le avevano permesso di primeggiare, realizzando nella provincia di Catania, molte delle infrastrutture più rappresentative…
Mi voglio congratulare quindi con: R.U.P. (Ing. Mario Santonocito), Coordinatore della Sicurezza (Arch. Angelo Plastini), Dirigente dell’Ufficio Tecnico (geom. Michelangelo Viscuso) e anche di quanti hanno permesso che si potesse giungere alla sua definizione, come il Sindaco (Antonino Bellia), l’Assessore ai Lavori pubblici (Giovanni Russo) e lo stesso Dirigente Amministrativo (F. Di Grazia), passando inoltre ai loro colleghi dell’amministrazione ed a quanti operano all’interno di quegli uffici, che dimostrano sin dall’accoglienza grande cortesia e disponibilità…
Un Ente esemplare, che in maniera silenziosa opera per definire i propri interventi e che può certamente annoverarsi tra quei modelli rappresentativi di ben più noti e propagandati, comuni del nord Italia…
Ho piacere inoltre di ricordare la Direzione lavori, nella persona dell’Arch. Fabrizio Russo, dei suoi collaboratori (Ing. Andrea Pulvirenti e Arch. Grazia Corsaro) e di quanti all’interno del suo staff hanno operato sin dalla progettazione per concludere la loro azione, attraverso la verifica ed il controllo quotidiano nel corso dei lavori.
Poi ci siamo noi… l’impresa esecutrice, la IN.CO.TER S.p.A. che ha trovato nel Dott. Alessandro Politi – Amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Catania – una figura indispensabile, che garantendo sin dalla sua nomina di attivarsi personalmente alla risoluzione di tutte le eventuali problematiche allora presenti, ha permesso di superare i momenti di criticità, dimostrando che quanto si stava realizzando, avesse quale unico fine, la definizione dell’opera stessa…
Un piccolo merito va anche al sottoscritto, che nella doppia qualità di Direttore Tecnico e di R.S.P.P. dell’impresa, è riuscito, in virtù dell’apporto ricevuto dall’impresa subappaltatrice (CO.N.PA.T Scarl, rappresentata dalla consorziata del titolare Sig. S. Conti) a concretizzare non solo questa collaborazione, ma soprattutto, di aver avuto il merito di non registrare alcun infortunio…
Desidero inoltre condividere questo piccolo “trionfo” con l’ex collega, geom. Giuseppe Sollima, il quale sin dall’inizio, si è interessato della gestione tecnica e che purtroppo, a causa della situazione amministrativa creatasi, ha dovuto interrompere il proprio rapporto professionale, senza però far mancare mai al sottoscritto, la propria disponibilità, che è risultata fondamentale affinché si giungesse al risultato oggi evidente a tutti…
Quindi, grazie a quanti hanno permesso che ciò accadesse… perché per il sottoscritto, ciò che è stato realizzato va oltre l’aver dimostrato che operando sempre per il bene comune si possa giungere ai risultati desiderati, ma ciò che maggiormente m’interessava fare emergere era il principio di legalità, sentore d’onestà che in quest’appalto, sin da subito avevo percepito e che ahimè invece in altre circostanze è venuto a mancare…
Nel mio blog come sapete… faccio spesso riferimento a tentativi di corruzione, malaffare, a soggetti che si prestano a quelle istigazioni e via discorrendo…
Perché è evidente a tutti (anche a chi non è del settore degli appalti pubblici), che certi meccanismi fuorvianti e collusivi, sono più facili da attuarsi quando il rapporto tra i soggetti è diretto, amichevole, confidenziale…
Quando cioè il titolare o rappresentante legale dell’impresa affidataria dell’appalto, può permettersi d’istigare alla corruzione lo stesso rappresentante dell’Ente o sottostare egli stesso, ad eventuali richieste che possano a lui giungere, sotto forma di tangenti, regalie o anche favori personali…
Cosa certamente diversa… è dialogare con una impresa confiscata e quindi, con i suoi rappresentanti legali o i suoi responsabili, che per loro stessa mansione, sono scelti e nominati dopo attenta verifica di tutte quelle necessarie condizioni, che negli anni passati, hanno condotto a comportamenti connaturati verso principi di onesta e rettitudine…
Quindi, chissà forse per i motivi sopra esposti, può accadere che una impresa sottoposta a confisca, possa trovarsi nella condizione di essere valutata con parametri diametralmente opposti, dove in un caso, si permette ad essa di proseguire nell’appalto aggiudicato, salvaguardando così la continuità aziendale (dopotutto potremmo in maniera approssimativa considerarle -Ente e Impresa confiscata- legate da un un rapporto quasi di “parentela” visto che entrambe sono gestita direttamente da uomini dello Stato), i posti di lavoro e di contro, in un analogo caso, ritrovarsi dei responsabili di Enti, che per motivazioni “oscure” indirizzano la stazione appaltante nella quale operano, affinché si possa giungere ad interrompere – pur senza reali motivazioni – il rapporto contrattuale…
Ma quest’ultima rappresenta un’altra vicenda, certamente spiacevole, ma di cui sin d’ora sono certo potrò (appena mi sarà possibile) raccontarvi!!!


















































