
Il coraggio è contagioso… ma credetemi, sempre meno di quanto può esserlo la codardia!!!
Certo, è difficile andare contro il sistema, contro coloro che preferiscono piegarsi dinanzi al più forte… lottare contro quanti hanno rinunciano a combattere perché non hanno coraggio…
Difatti in quell’anno anni sono seguite tutte una serie di denunce ufficiali a quegli Enti preposti, dalla Capitaneria di Porto a Lega Ambiente, dal Consorzio di depurazione all’amministrazione di quel villaggio adiacente, per finire con quanto fatto pervenire direttamente alle autorità giudiziarie della Procura di Messina e al gruppo del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri…
Ma come a volte accade, non sempre quelle condizioni così “favorevoli” per certi dirigenti e funzionari si estendano all’infinito…
Ma come a volte accade, non sempre quelle condizioni “favorevoli” per quei dirigenti e funzionari riescono ad estendersi all’infinito…
Ho avuto modo di ascoltare solo ora il video pubblicato ieri sulla rete da “lasiciliaweb” intitolato: “A Catania gli onesti sono calpestati”: https://www.lasiciliaweb.it/2019/11/27/a-catania-gli-onesti-sono-calpestati/ in cui a parlare è il Procuratore nazionale della nostra città Etnea, Dott. Carmelo Zuccaro.
Non mi dispiace il passaggio compiuto dal Procuratore quando rivolgendosi al “cittadino catanese” ha dichiarato che “non vi può essere una contrapposizione tra il cittadino è coloro che rappresentano le Istituzioni che sono preposti alla legalità“, un po meno quando continuando (e rivolgendosi nuovamente a quel “cittadino onesto”), riconosce a quest’ultimo di rappresentare “la maggior parte dei cittadini o almeno sotto la propensione dei cittadini catanesi”!!!Noi – ripete il Procuratore – non vi chiediamo di sostituirvi a noi nel combattere liceità, illegalità e abusivismo, non vi chiediamo assolutamente questo, però vi diciamo che questo tipo di battaglie non possono che passare da una sinergia tra voi e quelli che rappresentano le Istituzioni dello Stato… se c’è questa sinergia, questa fiducia, questa forma di collaborazione, possiamo andare avanti, se non c’è non andremo da nessuna parte!!!
D’altronde parliamo di un business preminente per quell’associazione mafiosa, tanto da essere considerato da parte dello Stato uno dei settori più ad alto rischio di infiltrazione, elencato in quella nota “white list” tra le lavorazioni dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori…
D’altronde parliamo di un business preminente per quell’associazione mafiosa, tanto da essere considerato da parte dello Stato uno dei settori più ad alto rischio di infiltrazione, elencato in quella nota “white list” tra le lavorazioni dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori…
Maggiori saranno di numero le assunzioni e maggiori saranno i vantaggi fiscali che avranno quelle società sui tributi da versare (IVA, IRPEF, addizionale IRPEF, IRI, IRES e IRAP, ecc…) al nostro Stato, lo stesso che – come abbiamo visto in questi anni – si è dimostrato particolarmente opprimente ed oneroso, allontanando così sempre più imprenditori esteri e causando purtroppo la chiusura di molte nostre imprese…
Maggiori saranno di numero le assunzioni e maggiori saranno i vantaggi fiscali che avranno quelle società sui tributi da versare (IVA, IRPEF, addizionale IRPEF, IRI, IRES e IRAP, ecc…) al nostro Stato, lo stesso che – come abbiamo visto in questi anni – si è dimostrato particolarmente opprimente ed oneroso, allontanando così sempre più imprenditori esteri e causando purtroppo la chiusura di molte nostre imprese…Ecco quindi racchiuso in pochi gesti il nostro mondo o per meglio dire non vi è bisogno di estendere a tutto il pianeta tale considerazione, già potremmo ridimensionare il concetto alla nostra regione, città, quartiere, per giungere al semplice posto di lavoro…
E si… perché se da un lato vi è un’associazione criminale che continua a dettare le regole economico/finanziarie di questa regione, c’è poi chi – vestito con l’abito gessato e la camicia inamidata dal “colletto bianco” – che condiziona con le proprie azioni, l’attività sociale e culturale dei cittadini!!!
E si… perché se da un lato vi è un’associazione criminale che continua a dettare le regole economico/finanziarie di questa regione, c’è poi chi – vestito con l’abito gessato e la camicia inamidata dal “colletto bianco” – condiziona con le proprie azioni l’attività sociale e culturale dei miei concittadini!!!
Se dovessi vedermi raffigurato in un dipinto, questo quadro accanto mi rappresenterebbe perfettamente, perché nell’osservare quel palazzo, è come se via sia raffigurato un auspicio desiderio, quello di vedere finalmente la giustizia prevalere…
Se dovessi vedermi raffigurato in un dipinto, questo quadro accanto mi rappresenterebbe perfettamente, perché nell’osservare quel palazzo egli realizza un desiderio, quello cioè di vedere finalmente la giustizia prevalere…
Ed allora – il titolare dell’impresa individuale o il legale rappresentante in caso di società – procede con la domanda di iscrizione, presentata alla Prefettura della provincia in cui ha sede legale l’impresa interessata a volersi iscriversi agli elenchi fornitori appalti pubblici, forniture di servizi ed esecutori di lavori, cui segue la compilazione dei moduli, della presentazione Istanza (diverso a seconda del tipo di società che richiede l’iscrizione agli elenchi), la dichiarazione sostitutiva iscrizione CCIAA, una dichiarazione sostitutiva dei familiari conviventi, il tutto dovrà essere inviato per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata della prefettura, oppure tramite fax o posta ordinaria, scrivendo nell’oggetto la seguente dicitura: “richiesta iscrizione in white list” e quindi il nome della ditta.
L’iter prevede che la Prefettura conduca gli accertamenti sulla non mafiosità dell’impresa istante mediante la consultazione della Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia desumibili dalle situazioni indizianti elencate dall’art. 84, comma 4, del Codice antimafia (ad esempio, la sussistenza di misure cautelari o di condanne, anche non definitive, per reati come la turbata libertà degli incanti, oppure ancora la violazione reiterata degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari).
Se non vi siano stati in fase di preparazione di quella società, eventuali circostanze che evidenziano azioni poco legali compiute volontariamente da quell’amministratore (o da chi per lui… nel caso in cui egli fosse posto lì appositamente per fare quanto gli viene detto…), evidenziabili da quelle note sperequazione finanziarie!!!L’iscrizione nell’elenco inoltre consente quindi sia alle imprese individuali che alle società iscritte alla White list, di non dover richiedere e farsi rilasciare dalla prefettura la certificazione antimafia obbligatoria per poter partecipare alle gare di appalto pubbliche, per lavorare con le amministrazioni ed enti pubblici o anche con società private concessionarie di opere pubbliche.
Ed allora – il titolare dell’impresa individuale o il legale rappresentante in caso di società – procede con la domanda di iscrizione, presentata alla Prefettura della provincia in cui ha sede legale l’impresa interessata a volersi iscrivere agli elenchi fornitori appalti pubblici, forniture di servizi ed esecutori di lavori, cui segue la compilazione dei moduli, della presentazione istanza (diverso a seconda del tipo di società che richiede l’iscrizione agli elenchi), la dichiarazione sostitutiva iscrizione CCIAA, una dichiarazione sostitutiva dei familiari conviventi, il tutto dovrà essere inviato per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata della prefettura, oppure tramite fax o posta ordinaria, scrivendo nell’oggetto la seguente dicitura: “richiesta iscrizione in white list” e quindi il nome della ditta.
L’iter prevede che la Prefettura conduca gli accertamenti sulla non mafiosità dell’impresa istante mediante la consultazione della “Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia” desumibili dalle situazioni indizianti elencate dall’art. 84, comma 4, del Codice antimafia (ad esempio, la sussistenza di misure cautelari o di condanne, anche non definitive, per reati come la turbata libertà degli incanti, oppure ancora la violazione reiterata degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari).
Bisogna cioè verificare se non vi siano stati in fase di “preparazione” di quella società, eventuali circostanze che hanno portato ad azioni volutamente “distratte” o certamente poco legali, realizzate non tanto da quell’amministratore compiacente, ma da chi dietro di lui (nel caso in cui egli fosse posto lì appositamente per fare quanto gli viene richiesto) ha deciso per egli!!!
“Mio padre, ha avuto per tanti anni uno studio fotografico a Bovalino. Negli anni Ottanta ci hanno chiesto il pizzo, lui si è rifiutato di pagare e ha anche denunciato. Dopo qualche anno, il 22 luglio del 1993, è stato rapito e non è più tornato. Per dieci anni abbiamo aspettato il suo rientro, perché avevamo anche pagato un riscatto, ma per moltissimo tempo non abbiamo più saputo niente. Finché il suo carceriere, la persona che gli portava da mangiare, ci ha scritto una lettera anonima in cui ci faceva sapere dove era stato sepolto e ci chiedeva perdono… Era una lettera incredibile. Si pentiva. Parlava del fatto che lui voleva poter guardare in faccia i suoi figli. Diceva di non volere per loro il suo stesso destino. E ci chiedeva perdono”.
In quegli anni per suo padre e la sua famiglia denunciare il pizzo, mettersi contro la ‘ndrangheta era una scelta difficile…
“Mio padre, ha avuto per tanti anni uno studio fotografico a Bovalino. Negli anni Ottanta ci hanno chiesto il pizzo, lui si è rifiutato di pagare e ha anche denunciato. Dopo qualche anno, il 22 luglio del 1993, è stato rapito e non è più tornato. Per dieci anni abbiamo aspettato il suo rientro, perché avevamo anche pagato un riscatto, ma per moltissimo tempo non abbiamo più saputo niente. Finché il suo carceriere, la persona che gli portava da mangiare, ci ha scritto una lettera anonima in cui ci faceva sapere dove era stato sepolto e ci chiedeva perdono… Era una lettera incredibile. Si pentiva. Parlava del fatto che lui voleva poter guardare in faccia i suoi figli. Diceva di non volere per loro il suo stesso destino. E ci chiedeva perdono”.
In quegli anni per suo padre e la sua famiglia denunciare il pizzo, mettersi contro la ‘ndrangheta era una scelta difficile…