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I controlli nelle cave non si fermano…

Una cosa è ormai certa, il Nucleo Operativo Ecologico (NOE) è sceso in campo con tutta l’artiglieria e non c’è ne per nessuno…
Dopo anni in cui il sistema di controllo ha dormito o chissà forse era compiacente perché “mangiava” (usiamo i termini per come sono) attraverso quel settore,  ecco che ora emerge in tutta la sua gravità quel disastro ambientale a soprattutto economico e finanziario…  
Avevo letto stamani nel sito del “Consorzio della pietra lavica dell’Etna” un articolo riportato sul sito di meridione news, https://www.consorziodellapietralavicadelletna.com/notizie-dal-web- intitolato: “Cave abusive, voragine grande quanto 62 campi da calcio; Scempio tra Etna e Ragusa, mercato del cemento drogato” e mentre stavo ripensando all’operato di quest’ultimo anno e mezzo dei carabinieri del “NOE”  e di quella loro attività di controllo che ha condotto al sequestro per irregolarità di ben 15 cave, mi sono ritrovato ad osservare – erano le tredici – un loro elicottero che sorvolava a pochi metri d’altezza, una cava ubicata nella strada statale che da Catania (S.G.Galermo) conduce in direzione di Belpasso, a dimostrazione di come quell’opera di controllo non si sia mai interrotta… 

D’altronde parliamo di un business preminente per quell’associazione mafiosa, tanto da essere considerato da parte dello Stato uno dei settori più ad alto rischio di infiltrazione, elencato in quella nota “white list” tra le lavorazioni dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori…
Un business che è stato intuito dalla mafia e a farne le spese purtroppo è stato l’ambiente totalmente deturpato per come abbiamo letto anche stamani in quella discarica abusiva, grazie alla complicità dei molti omertosi concittadini!!!  
Un’area di circa 12 mila metri quadri in località Messina, trasformata negli anni in discarica abusiva a cielo aperto che ha prodotto un deterioramento significativo di una estesa porzione del suolo, con un danno aggravato anche nel vicino torrente…
Come riporto spesso nei miei post, appare inverosimile che una discarica di tali dimensioni non abbia suscitato alcuna reazione da parte della cittadinanza… 
Già, quel mio post “l’elefante nella stanza” (http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/01/cave-abusive-nel-parco-delletna-sono.html) calza a pennello, tanto che gli inquirenti non escludono che una tale contingenza possa trovare una sua logica spiegazione nella possibilità di un timore per eventuali ritorsioni… 
Ed è proprio su questo fattore che si fa forte quell’associazione criminale… ma per fortuna c’è ancora oggi chi la contrasta senza alcun timore: quei cittadini temerari (pochi ma buoni…) e come sempre… le forze dell’ordine!!!