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Legalità, equità, integrità e rigore professionale, rappresentano (quantomeno sulla carta…) i valori posti in campo dal "Consorzio A.I.F.A.M." per prevenire quei fenomeni di corruzione!!!
Continuando a parlare del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.”, mi permetto di riportare come tra i suoi impegni, si preveda d’improntare ciascuna azione in esempi di correttezza, equità, integrità e rigore professionale.
Per quanto sopra, il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.“, si impegna a far seguire linee guida sui comportamenti leali da esplicare, sia nei rapporti interni che con i soggetti esterni, ponendo sempre al centro dell’attenzione il rispetto della legge, oltre che l’osservanza delle procedure aziendali.
Difatti, tutto il personale nello svolgimento delle proprie attività dovrà in ogni occasione, attenersi a quei principi di trasparenza, chiarezza, correttezza, integrità ed equità!!!
Il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” si impegna a migliorare continuamente il proprio sistema di gestione per la prevenzione della corruzione e garantisce autorità e indipendenza ai responsabili della funzione di conformità.
Chi opera per conto di società terze negli appalti aggiudicati dal “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” è consapevole di incorrere – nel caso di comportamenti di tipo corruttivo e violazione della legge in materia di corruzione – in illeciti sanzionabili, non solo sul piano penale e amministrativo, ma anche sul piano disciplinare aziendale.
Sono queste le regole che consentono al “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” di richiedere alle società coinvolte negli appalti, il rispetto delle leggi vigenti e del codice etico, sulla base di clausole la cui inosservanza implica la risoluzione del contratto!!!
E fondamentale quindi che tutte le Società che operano per c/ del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” – ritenendo questo strumento di segnalazione efficace per contrastare eventuai fenomeni corruttivi – incoraggino le segnalazioni su presunti fenomeni di corruzione, attraverso procedure definite “whistleblowing”.
Peraltro, un’impresa che si conforma alla normativa richiesta, risulterà non solo credibile, ma evidenziarà trasparenza; inoltre, attraverso la gestione e la verifica delle segnalazioni, si provvederà a garantire riservatezza sul contenuto delle segnalazioni ricevute, dell’identità del segnalante e del segnalato, a tutela soprattutto del “segnalante” per non incorrere in eventuali discriminazioni e/o ritorsioni.
Infine, la Direzione del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” comunica di dare alla presente politica la massima diffusione, assicurandosi che sia stata compresa per esser attuata da tutto il personale dipendente e a tale scopo, dichiara sin d’ora che verrà consegnata una copia cartacea a ciascun dipendente ed a ogni responsabile delle imprese collegate, inoltre quest’ultima verrà resa disponibile sul sito web aziendale.
Ora… comprenderete tutti come sulla carta quanto sopra riportato da questo “Consorzio Stabile A.I.F.A.M” (ma posso assicurarvi che non è l’unico…) risulti avvincente, peccato che poi nella pratica niente di quanto scritto verrà compiutamente messo in campo ed è il motivo per cui, di quel documento definito “Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione” non resterà nulla, se non una serie di frasi prive di fondamento, già…quando si dice: “campate in aria”!!!
Legalità, equità, integrità e rigore professionale, rappresentano (quantomeno sulla carta…) i valori posti in campo dal "Consorzio A.I.F.A.M." per prevenire quei fenomeni di corruzione!!!
Per quanto sopra infatti, il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” si impegna a far seguire linee guida nei comportamenti leali da esplicare nei rapporti interni che con soggetti esterni, ponendo sempre al centro dell’attenzione il rispetto della legge oltre che l’osservanza delle procedure aziendali.
Difatti, tutto il personale nello svolgimento dei prpri incarichi, dovrà in ogni occasione attenersi ai principi di trasparenza, chiarezza, correttezza, integrità ed equità!!!
Il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” si impegna altresì a migliorare continuamente il proprio sistema di gestione per la prevenzione della corruzione, garantendoautorità e indipendenza ai responsabili della funzione di conformità.
Inoltre, chi opera per conto di società terze negli appalti aggiudicati dal “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” è consapevole di incorrere – nel caso di comportamenti di tipo corruttivo e violazione della legge in materia di corruzione – in illeciti sanzionabili, non solo sul piano penale e amministrativo, ma anche sul piano disciplinare aziendale.
Sono queste le regole che autorizzano il “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” a richiedere alle società coinvolte nei propri appalti, il rispetto delle leggi vigenti e del codice etico sulla base di clausole la cui inosservanza implica la risoluzione del contratto!!!
E fondamentale quindi che tutte le Società che operano per c/ del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” – ritenendo questo strumento di segnalazione efficace per contrastare eventuai fenomeni corruttivi – incoraggino eventuali segnalazioni su presunti fenomeni di corruzione, attraverso procedure definite “whistleblowing”.
D’altronde, un’impresa che si conforma alla normativa sopra richiesta, risulterà non solo credibile, ma evidenziarà legalità e trasparenza; inoltre, attraverso la gestione e la verifica delle segnalazioni, si provvederà a garantire riservatezza sul contenuto stesso delle segnalazioni ricevute, dell’identità del segnalante e del segnalato, a tutela soprattutto del “segnalante”, per non incorrere in possibili discriminazioni e/o ritorsioni.
Infine, la Direzione del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M.” comunica di dare alla presente politica la massima diffusione, assicurando che sia stata compresa per esser attuata da tutto il personale dipendente, a tale scopo comunica che verrà consegnata copia cartacea a ciascun dipendente e ad ogni responsabile delle imprese collegate ed inoltre, quest’ultima, verrà resa disponibile sul sito web aziendale.
Ora… comprenderete tutti come sulla carta quanto sopra riportato da parte del “Consorzio Stabile A.I.F.A.M” (ma posso assicurarvi che non rappresenta l’unico esempio…) risulti parecchio avvincente, peccato che poi nella pratica niente di quanto scritto in quel documento, verrà compiutamente messo in campo ed è il motivo per cui quel “Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione” non resterà che un atto privo di un concreto fondamento, già… chiara dimostrazione di un qualcosa “campato in aria“!!!
Sig. Costanzo: vede… noi non dobbiare lottare contro la Mafia, perchè noi siamo la mafia!!!
Sig. Costanzo: vede… noi non dobbiare lottare contro la Mafia, perchè noi siamo la mafia!!!
Politiche per la prevenzione della corruzione??? Forse è tempo che anche la Prefettura di Catania inizi ad interessarsi.
D’altronde ricordo come la prevenzione a quelle odiose pratiche corruttive rappresentino di fatto, oltre che un obbligo di natura legale, uno dei principi morali su cui dovrebbe improntarsi l’agire di un corretto imprenditore!!!
Leggo spesso come in molte imprese, consorzi, holding e via disorrendo, sia presente un “Codice Etico“, lo stesso che dovrebbe definire a quali valori e principi s’ispira quel proprio gruppo di lavoro e di come ciascuno di quei suoi collaboratori, si impegni nel rispettare e perseguire la propria missione.
Vorrei ricordare tra l’altro come esista una norma – UNI ISO 37001 – che prevede un Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione; esso definisce i requisiti e fornisce le linee guida per aiutare un’organizzazione a prevenire, individuare, rispondere a tutti quei fenomeni di corruzione, conformandosi alla legislazione anti-corruzione ed altri eventuali impegni volontari applicabili alle proprie attività.
Solitamente le fasi principali dell’iter di certificazione comprendono:
- ■ definizione dello scopo di certificazione
- ■ verifica preliminare (su richiesta): analisi delle lacune e valutazione dell’attuale conformità dell’organizzazione ai requisiti normativi
- ■ verifica di certificazione in due fasi (initial & main): verifica della conformità del sistema rispetto alla norma di riferimento ed emissione del certificato
- ■ visite di sorveglianza per valutare il miglioramento continuo
- ■ rinnovo della certificazione dopo 3 anni a seguito di una verifica completa.
Al termine di ogni visita all’Impresa viene consegnato un rapporto chiaro e completo, che consente di migliorare continuamente le prestazioni in materia di gestione della qualità.
Altri tasselli fondamentali richiesti dalla norma sono: l’analisi del contesto interno e esterno, la nomina di un responsabile anticorruzione, il monitoraggio continuo, con lo svolgimento di audit interni periodici ed il riesame finale della Direzione.
Comprenderete quindi come questa norma costituisca un’importante supporto per gli Enti ma non solo, anche per le Società che devono adempiere agli obblighi legislativi previsti in materia di anticorruzione, più in generale, un’opportunità per tutti per divenire concretamente capaci di controllare, nel tempo, i maggiori rischi e i costi legati al fenomeno della corruzione!!!
Certamente quanto sopraddetto ha effetto esclusivamente nel momento in cui quanto certificato nella carta persegua poi nella “pratica”, attuando quindi quei necessari comportamenti anti-corruttivi, non soltanto per evidenziare di essere rispettosi della legge, ma facendo sì che vengano confermati e adottati quegli strumenti di prevenzione alla corruzione, al fine di accrescere la consapevolezza di tutti sulle regole e sui comportamenti che devono essere osservati, in particolare nei confronti di Dirigenti, Responsabili, Capi Commessa, ma anche di semplici dipendenti, in quanto ciascuno è legato da quell’obiettivo comune, rappresentato ad esempio da un appalto, un progetto, ma anche da un modesto business…
E quindi, nell’applicare quelle regole di trasparenza, è fondamentale proibire qualsivoglia comportamento e/o pratica che possa anche solo apparire illegale o collusiva!!!
Taluni pagamenti ad esempio possano apparire illeciti, come favoritismi, raccomandazioni, sollecitazioni dirette o indirette, vantaggi personali per i propri familiari o di carriera per sé, sono certamente da proibire!!!
Su quest’ultimo punto tra l’altro vorrei aggiungere una nota disdicevolebe presente in questa mia terra, in particolare nella mia provincia di Catania e chissà se forse, proprio l’attuale prefetto, Dott.ssa Maria Carmela Librizzi (una persona che so bene esser particolarmente dedida alla legalità), potrebbe intervenire, ad esempio interessandosi delle metodologie applicate sulle “assunzioni pilotate“, le quali evidenziano per l’appunto, di non seguire alcun criterio di trasparenza o quantomeno nessuna di esse dimostra esser fondate su quella che una volta rappresentava una banale graduatoria che a seconda delle priorità o anche in base alle qualifiche eventualmente ricercate, permetteva a chiunque l’ingresso in quel mondo lavorativo…
Ed invece come tutti sanno, ed è per l’appunto il motivo che spinge ciascun siciliano a rendersi “schiavo” per non dire “ridicolo” di quel sistema, lo stesso che premia gli l’atteggiamenti lacchè ed omertosi e che favorisce la maggior parte di essi, incapaci professionalmente, tanto da dover passare attraverso abituali raccomandazioni (da non confondersi con le cosiddette “presentazioni”) di politici, dirigenti, presidenti di ordini, professionisti, ma potrei ahimé aggiungere anche quegli “amici degli amici“!!!
Mi viene da ridere e già… perchè parliamo di quegli stessi soggetti che poi dovrebbero di fatto controllare e quindi verificare che quelle estese metodologie anticorruttive e collusive non vengano di fatti applicate!!! Ma d’altronde, chi dovrebbe mai denunciarle???
Naturalmente per quanto riportato sopra (se qualcuno riterrà di volermi contattare) mi rendo sin d’ora disponibile ad un incontro, affinchè il sottoscritto possa evidenziare in maniera concreta quanto purtroppo sta accadendo e di cui – basti osservare sul web – la maggior parte dei media (sovvenzionata d’altronde da quegli stessi soggetti sopra-riportati) non scriva minimamente!!!
Politiche per la prevenzione della corruzione??? Forse è tempo che anche la Prefettura di Catania inizi ad interessarsi.
D’altronde ricordo come la prevenzione a quelle odiose pratiche corruttive rappresentino di fatto, oltre che un obbligo di natura legale, uno dei principi morali su cui dovrebbe improntarsi l’agire di un corretto imprenditore!!!
Leggo spesso come in molte imprese, consorzi, holding e via disorrendo, sia presente un “Codice Etico“, lo stesso che dovrebbe definire a quali valori e principi s’ispira quel proprio gruppo di lavoro e di come ciascuno di quei suoi collaboratori, si impegni nel rispettare e perseguire la propria missione.
Vorrei ricordare tra l’altro come esista una norma – UNI ISO 37001 – che prevede un Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione; esso definisce i requisiti e fornisce le linee guida per aiutare un’organizzazione a prevenire, individuare, rispondere a tutti quei fenomeni di corruzione, conformandosi alla legislazione anti-corruzione ed altri eventuali impegni volontari applicabili alle proprie attività.
Solitamente le fasi principali dell’iter di certificazione comprendono:
- ■ definizione dello scopo di certificazione
- ■ verifica preliminare (su richiesta): analisi delle lacune e valutazione dell’attuale conformità dell’organizzazione ai requisiti normativi
- ■ verifica di certificazione in due fasi (initial & main): verifica della conformità del sistema rispetto alla norma di riferimento ed emissione del certificato
- ■ visite di sorveglianza per valutare il miglioramento continuo
- ■ rinnovo della certificazione dopo 3 anni a seguito di una verifica completa.
Al termine di ogni visita all’Impresa viene consegnato un rapporto chiaro e completo, che consente di migliorare continuamente le prestazioni in materia di gestione della qualità.
Altri tasselli fondamentali richiesti dalla norma sono: l’analisi del contesto interno e esterno, la nomina di un responsabile anticorruzione, il monitoraggio continuo, con lo svolgimento di audit interni periodici ed il riesame finale della Direzione.
Comprenderete quindi come questa norma costituisca un’importante supporto per gli Enti ma non solo, anche per le Società che devono adempiere agli obblighi legislativi previsti in materia di anticorruzione, più in generale, un’opportunità per tutti per divenire concretamente capaci di controllare, nel tempo, i maggiori rischi e i costi legati al fenomeno della corruzione!!!
Certamente quanto sopraddetto ha effetto esclusivamente nel momento in cui quanto certificato nella carta persegua poi nella “pratica”, attuando quindi quei necessari comportamenti anti-corruttivi, non soltanto per evidenziare di essere rispettosi della legge, ma facendo sì che vengano confermati e adottati quegli strumenti di prevenzione alla corruzione, al fine di accrescere la consapevolezza di tutti sulle regole e sui comportamenti che devono essere osservati, in particolare nei confronti di Dirigenti, Responsabili, Capi Commessa, ma anche di semplici dipendenti, in quanto ciascuno è legato da quell’obiettivo comune, rappresentato ad esempio da un appalto, un progetto, ma anche da un modesto business…
E quindi, nell’applicare quelle regole di trasparenza, è fondamentale proibire qualsivoglia comportamento e/o pratica che possa anche solo apparire illegale o collusiva!!!
Taluni pagamenti ad esempio possano apparire illeciti, come favoritismi, raccomandazioni, sollecitazioni dirette o indirette, vantaggi personali per i propri familiari o di carriera per sé, sono certamente da proibire!!!
Su quest’ultimo punto tra l’altro vorrei aggiungere una nota disdicevolebe presente in questa mia terra, in particolare nella mia provincia di Catania e chissà se forse, proprio l’attuale prefetto, Dott.ssa Maria Carmela Librizzi (una persona che so bene esser particolarmente dedida alla legalità), potrebbe intervenire, ad esempio interessandosi delle metodologie applicate sulle “assunzioni pilotate“, le quali evidenziano per l’appunto, di non seguire alcun criterio di trasparenza o quantomeno nessuna di esse dimostra esser fondate su quella che una volta rappresentava una banale graduatoria che a seconda delle priorità o anche in base alle qualifiche eventualmente ricercate, permetteva a chiunque l’ingresso in quel mondo lavorativo…
Ed invece come tutti sanno, ciò rappresenta per l’appunto il motivo che spinge la maggior parte dei miei conterranei a rendersi “schiavi” per non dire “ridicoli” di quel sistema, lo stesso che premia gli atteggiamenti lacchè ed omertosi e che favorisce tra l’altro la maggior parte di essi, incapaci professionalmente, tanto da dover passare attraverso abituali raccomandazioni (da non confondersi con le cosiddette “presentazioni”) di politici, dirigenti, presidenti di ordini, professionisti, ma potrei ahimé aggiungere anche quegli “amici degli amici“!!!
Mi viene da ridere e già… perchè parliamo di quegli stessi soggetti che poi dovrebbero di fatto controllare e quindi verificare che quelle estese metodologie anticorruttive e collusive non vengano di fatti applicate!!! Ma d’altronde, chi dovrebbe mai denunciarle???
Naturalmente per quanto riportato sopra (se qualcuno riterrà di volermi contattare) mi rendo sin d’ora disponibile ad un incontro, affinchè il sottoscritto possa evidenziare in maniera concreta quanto purtroppo sta accadendo e di cui – basti osservare sul web – la maggior parte dei media (sovvenzionata d’altronde da quegli stessi soggetti sopra-riportati) non scriva minimamente!!!
Collusione e corruzione negli appalti pubblici…
Tuttavia, questo settore rappresenta ahimè uno di quei settori nei quali si verificano la maggior parte dei fenomeni di corruzione e illeciti che minano l’efficacia e la trasparenza del processo di assegnazione degli appalti.
Difatti, uno dei reati comunemente perpetrato è la collusione che si verifica quando alcune le imprese partecipanti alla gara d’appalto, si mettono d’accordo per fissare i prezzi o per allocarsi i lavori in anticipo. Questo comportamento anti-concorrenziale impedisce ad altre imprese di partecipare alla gara e di offrire quindi un prezzo migliore.
Il bello è che questi appalti pubblici sono regolamentati da leggi e norme severe che prevedono sanzioni per coloro che commettono reati, ma come si, fatta la legge trovato l’inganno e poi in un paese “infetto” come il nostro, dove la maggior parte dei cittadini sa che il gioco vale la candela (d’altronde nessuno mai paga realmente per i reati commessi), ecco che la lista si fa ogni giorno più lunga e comprende sempre più imprese e funzionari pubblici, ciascuno di essi coinvolto in quel meccanismo perverso che li lega in quelle corruzioni e/o collusioni.
Sì… qualcuno pensa che le possibili conseguenze per le imprese possono fermare quei farabutti “prenditori” o quei loro “prestanome”; pensare da parte dello Stato che escludendoli dalle future gare d’appalto o limitare quei loro rappresentati legali o ancora far pagare loro sanzioni e/o revocare i contratti già assegnati, possa rappresentare un problema, è veramente da sciocchi, perché vi è subito pronta un’altra impresa (appartenente a quella stessa “famiglia” ora colpita dai provvedimenti giudiziari…) che immediatamente la sostituisce e riprende a partecipare e quindi ad aggiudicarsi i nuovi appalti da realizzarsi!!!
Peraltro, ci viene raccontato altresì dalle nostre Istituzioni l’enorme frottola che i funzionari pubblici infedeli possono subire gravi conseguenze, ad esempio attraverso sanzioni finanziarie, sospensione dal loro incarico o addirittura condanne con pene detentive!!!
Ma quando mai, ditemi un solo nome in questo Paese che ha visto coinvolto un dirigente e/o un funzionario che poi si sia fatto un giorno in penitenziario!!!
La verità è che in questo Paese si raccontano soltanto cazz… perchè basta avere un “discreto” (non dico ottimo…) legale e mai nessuna conseguenza verrà applicata a seguito di queste nostre sterili normative…
C’è un solo modo per contrastare questa serie infinita di reati che vengono perpetrati costantemente nei nostri appalti pubblici!!!
E’ necessario abilitare particolari meccanismi di trasparenza, dove chiunque può controllare in qualunque minuto l’efficienza dei processi di assegnazione degli appalti, le reali capacità organizzative e finanziare delle imprese che decidono di concorrere, controllare le qualifica possedute non solo sulla carta, bensi quelle reali, adottando procedure di gara non solo competitive, ma limitando la stessa partecipazione, affinchè tutti, nel corso dell’anno solare, possano aggiudicarsi un numero sufficiente di lavori, senza appropriarsi del mercato e soprattutto creando subdoli meccanismi di affidamenti che celano di fatto una serie di raggiri come la cessione del contratto di appalto, subappalti mascherati, sub affidamenti, distaccamenti illeciti di manodopera all’interno del cantiere, noleggi (a caldo), etc…
E’ ovvio quindi a tutti che a seguito del giro di mazzette cui abitualmente si assiste, non vi è di fatto alcuna collaborazione tra quegli uffici pubblici e le forze dell’ordine (e di conseguenza la magistratura…) per individuare, perseguire e punire coloro che commettono reati negli appalti pubblici (d’altronde provate a chiedervi quante sono state finora le denunce di “Whistleblowing” presentate attraverso quegli apparati statali…)!!!
Si parla tanto di anticorruzione, già… l’ANAC che rappresenta l’Ente preposto a prevenire la corruzione e a promuovere la trasparenza e la legalità, ditemi cosa ha fatto in tutti questi anni??? Il sottoscritto può certamente riportare l’elenco di migliaia e migliaia di truffe e raggiri compiute in tantissimi appalti pubblici, ciò a dimostrazione dell’inefficace sistema posto in atto che non garantisce alcuna trasparenza, efficienza e soprattutto legalità, in un settore cruciale per lo sviluppo economico e sociale del paese.
Ma sarà – come riporto spesso e non mi stancherò mai di ripeterlo – che questo sistema illegale e soprattutto corruttivo fa comodo a tutti, anche a coloro che proprio da quei pulpiti, solitamente manifestano, ogni qual volta chiamati (più per propagandare se stessi che per altro…), di voler contrastare la criminalità di impresa, promuovendo principi di legalità e comportamenti etici!!!
Già… come riportavo sopra: sono tutte caz…!!!
Collusione e corruzione negli appalti pubblici…
Tuttavia, questa struttura rappresenta ahimè uno di quei settori nei quali si verificano la maggior parte dei fenomeni di corruzione e illeciti che minano l’efficacia e la trasparenza del processo di assegnazione degli appalti.
Difatti, uno dei reati comunemente perpetrato è la collusione che si verifica quando alcune le imprese partecipanti alla gara d’appalto, si mettono d’accordo per fissare i prezzi o per allocarsi i lavori in anticipo. Questo comportamento anti-concorrenziale impedisce ad altre imprese di partecipare alla gara e di offrire quindi un prezzo migliore.
Il bello è che questi appalti pubblici sono regolamentati da leggi e norme severe che prevedono sanzioni per coloro che commettono reati, ma come si, fatta la legge trovato l’inganno e poi in un paese “infetto” come il nostro, dove la maggior parte dei cittadini sa che il gioco vale la candela (d’altronde nessuno mai paga realmente per i reati commessi), ecco che la lista si fa ogni giorno più lunga e comprende sempre più imprese e funzionari pubblici, ciascuno di essi coinvolto in quel meccanismo perverso che li lega in quelle corruzioni e/o collusioni.
Sì… qualcuno pensa che le possibili conseguenze per le imprese possono fermare quei farabutti “prenditori” o quei loro “prestanome”; pensare da parte dello Stato che escludendoli dalle future gare d’appalto o limitare quei loro rappresentati legali o ancora far pagare loro sanzioni e/o revocare i contratti già assegnati, possa rappresentare un problema, è veramente da sciocchi, perché vi è subito pronta un’altra impresa (appartenente a quella stessa “famiglia” ora colpita dai provvedimenti giudiziari…) che immediatamente la sostituisce e riprende a partecipare e quindi ad aggiudicarsi i nuovi appalti da realizzarsi!!!
Peraltro, ci viene raccontato altresì dalle nostre Istituzioni l’enorme frottola che i funzionari pubblici infedeli possono subire gravi conseguenze, ad esempio attraverso sanzioni finanziarie, sospensione dal loro incarico o addirittura condanne con pene detentive!!!
Ma quando mai, ditemi un solo nome in questo Paese che ha visto coinvolto un dirigente e/o un funzionario che poi si sia fatto un giorno in penitenziario!!!
La verità è che in questo Paese si raccontano soltanto cazz… perchè basta avere un “discreto” (non dico ottimo…) legale e mai nessuna conseguenza verrà applicata a seguito di queste nostre sterili normative…
C’è un solo modo per contrastare questa serie infinita di reati che vengono perpetrati costantemente nei nostri appalti pubblici!!!
E’ necessario abilitare particolari meccanismi di trasparenza, dove chiunque può controllare in qualunque minuto l’efficienza dei processi di assegnazione degli appalti, le reali capacità organizzative e finanziare delle imprese che decidono di concorrere, controllare le qualifica possedute non solo sulla carta, bensi quelle reali, adottando procedure di gara non solo competitive, ma limitando la stessa partecipazione, affinchè tutti, nel corso dell’anno solare, possano aggiudicarsi un numero sufficiente di lavori, senza appropriarsi del mercato e soprattutto creando subdoli meccanismi di affidamenti che celano di fatto una serie di raggiri come la cessione del contratto di appalto, subappalti mascherati, sub affidamenti, distaccamenti illeciti di manodopera all’interno del cantiere, noleggi (a caldo), etc…
E’ ovvio quindi a tutti che a seguito del giro di mazzette cui abitualmente si assiste, non vi è di fatto alcuna collaborazione tra quegli uffici pubblici e le forze dell’ordine (e di conseguenza la magistratura…) per individuare, perseguire e punire coloro che commettono reati negli appalti pubblici (d’altronde provate a chiedervi quante sono state finora le denunce di “Whistleblowing” presentate attraverso quegli apparati statali…)!!!
Si parla tanto di anticorruzione, già… l’ANAC che rappresenta l’Ente preposto a prevenire la corruzione e a promuovere la trasparenza e la legalità, ditemi cosa ha fatto in tutti questi anni??? Il sottoscritto può certamente riportare l’elenco di migliaia e migliaia di truffe e raggiri compiute in tantissimi appalti pubblici, ciò a dimostrazione dell’inefficace sistema posto in atto che non garantisce alcuna trasparenza, efficienza e soprattutto legalità, in un settore cruciale per lo sviluppo economico e sociale del paese.
Ma sarà – come riporto spesso e non mi stancherò mai di ripeterlo – che questo sistema illegale e soprattutto corruttivo fa comodo a tutti, anche a coloro che proprio da quei pulpiti, solitamente manifestano, ogni qual volta chiamati (più per propagandare se stessi che per altro…), di voler contrastare la criminalità di impresa, promuovendo principi di legalità e comportamenti etici!!!
Già… come riportavo sopra: sono tutte caz…!!!
Gli appalti in Sicilia? Se li aggiudica (quasi tutti) il "CONSORZIO STABILE A.I.F.A.M."!!!
Già… ritengo adeguata l’idea che taluni imprendori decidano di unire le proprie forze nel costituire un consorzio, non soltanto per mettere in evidenza quel valido scopo organizzatico e collaborativo, ma per evitare una concorrenza che come ben sappiamo non fa per nulla bene agli affari.
Difatti, è attraverso la realizzazione di un consorzio che molte imprese coordinano quella lor partecipazione alle procedure di appalto.
Ma nel far ciò, non bisogna dimenticare uno dei reali problemi che vede per l’appunto emergere in molti di quei consorzi…
Già… rappresenta solitamente una grave assenza giurudica e riguarda un requisito fondamentale definito “comune struttura d’impresa“!!!
Ci si riferisce ad esso, quando manca solitamente un’indipendente dotazione di un proprio organico, all’esiguità del fondo consortile, ma non solo, quando in quel consorzio non è presente una sede comune operativa (la stessa che nella maggior parte delle volte viene celata in luoghi inaccessibili, poco visibili, per non dire… occultata).
Difatti, il più delle volte quest’ultima è posta all’interno di area di proprietà terze, sì… di soggetti che nulla hanno a che fare con quel Consorzio; d’altronde se ciascuno di bvoi prova a ricercare quella sede, scoprirà (banalmente) come di essa non esiste, ma ancor peggio, non vi è formalizzato neppure un contratto di affitto (già… a proposito di quel noto “Protocollo di legalita” che prevede la trasparenza dei flussi finanziari…), come d’altronde non esiste per quel consorzio uno stabilimento, deposito, officina, ma ahimè manca una dotazione distaccata dei mezzi d’opera o delle necessarie attrezzature per lo svolgimento in via autonoma dell’attività del consorzio stesso!!!
Per cui, se da un lato (sulla carta) esiste effettivamente quel cosiddetto “Consorzio stabile” (ai sensi dell’art. 45, comma 2, d.lgs. n. 50 del 2016 – Codice dei Contratti Pubblici), dall’altro, quest’ultimo, manca delle disposizioni statutarie che dimostrano l’esistenza comune di una “struttura d’impresa”!!!
Quindi nello scoprire come molti di quegli appalti attualmente aggiudicati in Sicilia, siano stati affidati ad un gruppo che si sa risultare in difetto per tutta una serie di problematiche, tra cui ripeto, la reale disponibilità giuridica dei mezzi e delle attrezzature nello svolgimento dell’attività produttiva e quindi l’esistenza di una vera e prorpia struttura, intesa come – “complesso di rapporti giuridici che consentono all’imprenditore di attingere ai mezzi necessari e strumentali all’esercizio dell’impresa, nonché la capacità dell’imprenditore medesimo di organizzarli in modo da asservirli ad una nuova funzione produttiva” – mi lascia certamente basito!!!
Già… perché parliamo di un Consorzio inteso non come una “azienda consortile”, capace quindi di eseguire in proprio, ossia senza l’ausilio necessario delle strutture imprenditoriali delle consorziate, tutte quelle prestazioni affidate a mezzo del contratto e quindi diverse da quella di proprietà delle singole imprese consorziate, benché le stesse si sa… possano offrire di prestarle effettivamente!!!
Ma non solo, è in quest’ottica che quel consorzio opera in base ad rapporto “ambiguo” con le imprese associate, violando tra l’altro le regole che vedono l’esclusa l’applicazione degli istituti del subappalto e/o dell’avvalimento attraverso rapporti interni tra consorziati e consorzio!!!
Comunque… nei miei prossimi post, spiegherò ancor meglio (per alcuni miei affezionati lettori…) quanto sta attualmente accadendo nella mia regione…
Gli appalti in Sicilia? Se li aggiudica (quasi tutti) il "CONSORZIO STABILE A.I.F.A.M."!!!
Difatti, è attraverso la realizzazione di un consorzio che molte imprese coordinano quella loro partecipazione alle procedure di appalto.
Ma nel far ciò, non bisogna dimenticare uno dei reali problemi che vede per l’appunto emergere in molti di quei consorzi…
Già… rappresenta solitamente una grave assenza giurudica e riguarda un requisito fondamentale definito “comune struttura d’impresa“!!!
Ci si riferisce ad essa, quando manca solitamente un’indipendente dotazione di un proprio organico, all’esiguità del fondo consortile, ma non solo, quando in quel consorzio non è presente una sede comune operativa (la stessa che nella maggior parte delle volte viene celata in luoghi inaccessibili, poco visibili, per non dire… occultata).
Difatti, il più delle volte quest’ultima è posta all’interno di area di proprietà terze, sì… di soggetti che nulla hanno a che fare con quel Consorzio; d’altronde se ciascuno di voi prova a ricercare quella sede legale e/o operativa, scoprirà (in modo banale) come essa non esista, ma ancor peggio, non vi è formalizzato neppure un contratto di affitto (già… a proposito di quel noto “Protocollo di legalita” che prevede la trasparenza dei flussi finanziari…), altresì, non esiste per quel consorzio uno stabilimento, deposito, officina e ahimè manca una dotazione distaccata dei mezzi d’opera o delle necessarie attrezzature per lo svolgimento in via autonoma dell’attività del consorzio stesso!!!
Per cui, se da un lato (sulla carta) esiste effettivamente quel cosiddetto “Consorzio stabile” (ai sensi dell’art. 45, comma 2, d.lgs. n. 50 del 2016 – Codice dei Contratti Pubblici), dall’altro, quest’ultimo, manca delle disposizioni statutarie che dimostrano l’esistenza comune di una “struttura d’impresa”!!!
Quindi nello scoprire come molti di quegli appalti attualmente aggiudicati in Sicilia, siano stati affidati ad un gruppo che si sa risultare in difetto per tutta una serie di problematiche, tra cui ripeto, la reale disponibilità giuridica dei mezzi e delle attrezzature nello svolgimento dell’attività produttiva e quindi l’esistenza di una vera e prorpia struttura, intesa come – “complesso di rapporti giuridici che consentono all’imprenditore di attingere ai mezzi necessari e strumentali all’esercizio dell’impresa, nonché la capacità dell’imprenditore medesimo di organizzarli in modo da asservirli ad una nuova funzione produttiva” – lascia il sottoscritto certamente basito!!!
Già… perché parliamo di un Consorzio inteso non come una “azienda consortile”, capace quindi di eseguire in proprio, ossia senza l’ausilio necessario delle strutture imprenditoriali delle consorziate, tutte quelle prestazioni affidate a mezzo del contratto e quindi diverse da quella di proprietà delle singole imprese consorziate, benché le stesse si sa… possano offrire di prestarle effettivamente!!!
Ma non solo, è in quest’ottica che quel consorzio opera in base ad rapporto “ambiguo” con le imprese associate, violando tra l’altro regole che vedono l’esclusa l’applicazione degli istituti del subappalto e/o dell’avvalimento, attraverso rapporti interni tra consorziati e consorzio!!!
Comunque… nei miei prossimi post, spiegherò ancor meglio (per alcuni miei affezionati lettori…) quanto sta attualmente accadendo nella mia regione.
Il problema arabo-israeliano parte da lontano – Seconda parte.
Viceversa, la popolazione araba palestinese dopo la guerra fu costretta ad un esodo dai villaggi abitati verso gli stati limitrofi.
Inoltre, in quello stesso periodo lo Stato israeliano impedì agli sfollati palestinesi di ritornare (di contro veniva incentivata nel mondo la politica d’immigrazione ebraica), espropriando tutte quele loro terre e dichiarandole di proprietà dello stato d’Israele!!!
Difatti, gli eventi che susseguitorno furono definiti dai palestinesi col termine arabo “nakba” e cioè catastrofe!!!
Difatti, soltanto 150 000 palestinesi rimasero in Israele, mentre la maggior parte, circa 750 000 fuggirono, trovando rifugio in Cisgiordania (280.000), nella Striscia di Gaza (200.000), in Giordania (70.000), in Libano (97.000), in Siria (75.000) e in Iraq (4 000).
La comunità arabo palestinese subì inoltre una forte lacerazione interna, anche per la circostanza che l’economie dei Paesi arabi confinanti fossero a quel tempo modeste, risultarono quindi incapaci di assorbire un così tale afflusso di rifugiati; tra l’altro, come riportavo sopra, Israele si oppose al rimpatrio di quei profughi e quindi l’esilio di quei rifugiati divenne in quei campi profughi palestinesi, permanente!!!
Solo alla fine del 1949 l’ONU creò un’agenzia apposita per fornire assistenza e occupazione ai rifugiati palestinesi, la cosiddetta UNRWA.
Nel contempo la catastrofe (al-Nakba) divenne ancor più estesa, seguita da un colpo di Stato in Siria in cui venne destituito il Presidente, quindi lo stesso re dell’Egitto seguì eguale sorte, nel frattempo il re giordano Abdallah venne assassinato a cui seguirono come vittime, i primi ministri di Libano e Egitto!!!
Da quel momento, il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti divenne uno dei temi più controversi del conflitto israelo-palestinese e seppur si provo negli anni seguenti a far crollare Israele, nulla, neppure i mezzi economici, politici e militari utilizzti riuscirono nell’intento.
E difatti, lo Stato d’Israele con il passar degli anni divenne viceversa ancor più robusto, non soltanto accrescendo la propria popolazione, ma migliorando le proprie difese militare, tanto che il suo esercito divenne in poco tempo, tra le prime 20 potenze mondiali militari.più organizzate al mondo.
Sì… dalla dichiarazione di indipendenza del 14 maggio 1948, Israele ha continuato – e continua – ad espandere le proprie risorse militari, ma non solo, già… perché non vanno dimenticate quelle nucleari che, nonostante il governo israeliano non abbia mai ammesso ufficialmente di possedere testate nucleari, secondo le stime internazionali, queste oscillano intorno alle centinaia!!!
Certo, la politica araba palestinese non ha mai smesso di lottare, d’altronde come hanno riportato in questi lunghi anni nei proclami i loro leader: “Bisogna riprendersi la Palestina, perché senza di essa, non c’è vita ma soprattutto dignità per gli arabi“!!!
Pensare quindi che si possa giungere ora ad una pace è una speranza vana, d’altronde non ci potrà mai essere un negoziato tra Israele e Hamas, perchè le ragioni di sopravvivenza di una, dipendono dalla concreta eliminazione dell’altra e quindi – con queste premesse – nessuna trattativa e/o sforzo di mediazione potrà mai essere raggiunto!!!
Soltanto con un totale rinnovato cambiamento, sia politico che sociale, si potrà giungere forse ad un accordo tra le parti!!!
Questo tra l’altro dovrà prevedere la costituzione di un nuovo Stato Palestinese diverso dai territori nei quali si era finora vissuto, gli stessi che ora – a seguito dell’attacco di hamas, sono finiti nelle mani d’Israele!!!
Inoltre, tra i due stati confinanti, dovrà essere creata una fascia demilitarizzata, controllata dalle forze dell’ONU!!!
Altrimenti sarà tutto inutile e chi prospetta di possedere da entrambi le parti soluzioni altrenative e/o proclama interventi militari, sa bene di dire una grande cazzata!!!
Nessuno in questo momento può cambiare lo stato di fatto ed è soltano attraverso il buon senso, ma soprattutto mettendo in campo equilibrio e rinunciando ad eliminare l’altra parte contendente, che si potrà giungere finalmente a quella desiderata pace secolare!!!
Il problema arabo-israeliano parte da lontano – Seconda parte.
Viceversa, la popolazione araba palestinese dopo la guerra fu costretta ad un esodo dai villaggi abitati verso gli stati limitrofi.
Inoltre, in quello stesso periodo lo Stato israeliano impedì agli sfollati palestinesi di ritornare (di contro veniva incentivata nel mondo la politica d’immigrazione ebraica), espropriando tutte quele loro terre e dichiarandole di proprietà dello stato d’Israele!!!
Difatti, gli eventi che seguirono furono definiti dai palestinesi col termine arabo “nakba” e cioè catastrofe!!!
Difatti, soltanto 150 000 palestinesi rimasero in Israele, mentre la maggior parte, circa 750 000 fuggirono, trovando rifugio in Cisgiordania (280.000), nella Striscia di Gaza (200.000), in Giordania (70.000), in Libano (97.000), in Siria (75.000) e in Iraq (4 000).
La comunità arabo palestinese subì inoltre una forte lacerazione interna, anche per la circostanza che l’economie dei Paesi arabi confinanti fosse a quel tempo modesta, questi ultimi risultarono difatti incapaci di assorbire un così tale afflusso di rifugiati; tra l’altro, come riportavo sopra, Israele si oppose al rimpatrio dei profughi e quindi l’esilio di quei rifugiati divenne in quei campi profughi palestinesi, permanente!!!
Solo alla fine del 1949 l’ONU creò un’agenzia apposita per fornire assistenza e occupazione ai rifugiati palestinesi, la cosiddetta UNRWA.
Nel contempo la catastrofe (al-Nakba) divenne ancor più estesa, seguita da un colpo di Stato in Siria in cui venne destituito il Presidente, quindi il re dell’Egitto seguì eguale sorte e nel frattempo, il re giordano Abdallah, venne assassinato, cui seguirono come vittime i primi ministri di Libano ed Egitto!!!
Da quel momento, il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti divenne uno dei temi più controversi del conflitto israelo-palestinese e seppur si provo negli anni seguenti a far crollare Israele, nulla, neppure i mezzi economici, politici e militari utilizzti riuscirono nell’intento.
E difatti, lo Stato d’Israele con il passar degli anni divenne viceversa ancor più robusto, non soltanto accrescendo la propria popolazione, ma migliorando le proprie difese militare, tanto che il suo esercito divenne in poco tempo, tra le prime 20 potenze mondiali militari.più organizzate al mondo.
Sì… dalla dichiarazione di indipendenza del 14 maggio 1948, Israele ha continuato – e continua – ad espandere le proprie risorse militari, ma non solo, già… perché non vanno dimenticate quelle nucleari che, nonostante il governo israeliano non abbia mai ammesso ufficialmente di possedere testate nucleari, secondo le stime internazionali, queste oscillano intorno alle centinaia!!!
Certo, la politica araba palestinese non ha mai smesso di lottare, d’altronde come hanno riportato in questi lunghi anni nei proclami i loro leader: “Bisogna riprendersi la Palestina, perché senza di essa, non c’è vita ma soprattutto dignità per gli arabi“!!!
Pensare quindi che si possa giungere ora ad una pace è una speranza vana, d’altronde non ci potrà mai essere un negoziato tra Israele e Hamas, perchè le ragioni di sopravvivenza di una, dipendono dalla concreta eliminazione dell’altra e quindi – con queste premesse – nessuna trattativa e/o sforzo di mediazione potrà mai essere raggiunto!!!
Soltanto con un totale rinnovato cambiamento, sia politico che sociale, si potrà giungere forse ad un accordo tra le parti!!!
Questo tra l’altro dovrà prevedere la costituzione di un nuovo Stato Palestinese diverso dai territori nei quali si era finora vissuto, gli stessi che ora – a seguito dell’attacco di hamas – sono finiti nelle mani d’Israele!!!
Inoltre, tra i due stati confinanti, dovrà essere creata una fascia demilitarizzata, controllata dalle forze dell’ONU!!!
Altrimenti sarà tutto inutile e chi prospetta di possedere (da entrambi le parti) soluzioni alternative e/o proclama interventi militari, sa bene di dire una cazzata!!!
Nessuno in questo momento può cambiare lo stato di fatto ed è soltanto attraverso il buon senso, ma soprattutto mettendo in campo equilibrio e rinunciando a voler eliminare l’altra parte contendente che si potrà giungere finalmente a quella desiderata pace secolare!!!
Il problema arabo-israeliano parte da lontano…
Ascolto in questi mesi, in particolare nel mio Paese, quanti fanno parte dei due schieramenti attualmente contrapposti, ciascuno a difesa di una o dell’altra parte contendente quel conflitto che come sappiamo sta generando uno grave scontro n quel territorio medio orientale…
Già… ho come l’impressione che siano in pochi coloro che conoscono la storia, in particolare su quanto è accaduto in quel territorio da sempre conteso, sin dalla fine della seconda guerra mondiale…
Ed allora, senza voler prendere posizione e soprattutto lasciando ciascuno di voi libero di valutare in maniera obiettiva le conseguenze tragiche di quanto sta accadendo, provo a raccontare i motivi che hanno portato ora a quest’ultima tragica condizione…
Siamo nel 1947 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che prevedeva la suddivisione della Palestina in due stati, uno arabo ed uno ebraico!!!
La risoluzione (181) prevedeva la possibilità ai suoi residenti di scegliere la cittadinanza dello Stato, arabo o ebraico, una comunità comunque che secondo quella direttiva prevedeva una gestione economica unica, con la città di Gerusalemme, da sempre unione di quelle tre religioni monoteiste, posta sotto il controllo internazionale, affinchè ciascun fedele (appartenente ad una di quelle diversi fedi), potesse in qualsiasi momento, recarsi per poter pregare il proprio Dio…
La risoluzione venne condivisa da trentatrè membri delle nazioni unite, mentre dieci si astennero e tredici votarono contro, tra cui la Gran Bretagna, che aveva governato quel territorio sin dal lontano 1920…
Permettetemi in questa sede di rievocare un periodo storico che soltanto pochi anni prima aveva determinato l’Olocausto (Shoah in ebraico, lett. “catastrofe, distruzione”, una condizione che aveva provocato nei secoli precedenti, condizioni storico-politiche-religiose da provocare quel diffuso antisemitismo…), cioè il genocidio di sei milioni di ebrei, i cui responsabili sono stati individuati e processati come, autorità tedesche “naziste”, alleati e collaborazionisti. Ricordiamo come proprio gli “ebrei“, furono le principali vittime tra i gruppi ritenuti dai nazisti “indesiderabili” o “inferiori“, per motivi politici o razziali.
Comprenderete quindi – dopo quanto accaduto negli anni che vanno dal 1930 al 1945 – con quanto entusiasmo venne appresa la notizia straordinaria, da parte di tutti gli ebrei nel mondo, per l’evento che garantiva finalmente loro – dopo tanto girovagare – una patria, già… la concretizzazione millenaria di quanto predetto ai loro antenati.
Viceversa per gli arabi, quella risoluzione dell’Assemblea delle nazioni Unite, fu considerato un vero e proprio tradimento, che aveva di fatto consegnato una parte di quel territorio nella mani di un popolo invasore!!!
E quindi, mentre una popolazione festegiava, un’altra iniziava a compiere dimostrazioni violente!!!
Difatti, lo stesso Vicepresidente del Supremo comitato arabo, Jamal Al-Husseini, dichiarò: “siamo fermamente determinati a combattere fini alla morte contro l’esistenza nel nostro paese, di un qualsiasi stato ebraico, non importa quanto piccolo sia”!!! Ed ancora: “se questo stato deve essere costituito, allora si fonderà sui nostri cadaveri”!!!
Poco tempo dopo, lo stesso Supremo comitato arabo espresse in un comunicato: “Gli arabi hanno nelle loro mani la soluzione definitiva al problema degli ebrei; il problema sarà risolto solo con il sangue e il fuoco. Gli ebrei saranno presto cacciati via“!!!
Ecco, è così che si diede inzio al conflitto palestinese, che iniziò all’indomani dell’approvazione del “Piano di partizione” e terminò il 14/05/1948 con la fine del mandato britannico.
Quindi seguì la seconda parte del conflitto che iniziò tra la notte del 14-15 maggio del 1948, poche ore dopo la proclamazione dello Stato di Israele e comportò un attacco congiunto delle forze armate di Egitto, Siria, Libano, Iraq, Trasgiordania e di un contingente saudita: questo conflitto termino il 20 luglio 1949 con la firma dell’armistizio, tra Israele e gli Stati arabi confinanti…
Spiegherò nel prossimo post quali complicazioni ebbe questa guerra, ma soprattutto quali conseguenze determinò in quei nuovi territori ora conquistati dagli ebrei, certamente più ampi di quelli a suo tempo assegnati con il “Piano di ripartizione”, che provocarono sulle popolazioni locali l’allontanamento di metà della popolazione araba verso luogi diversi della palestina (vedasi ad esempio la Striscia di Gaza..) e all’esodo di oltre un milione di uomini, donne e bambini, nei paesi arabi confinanti.
Il problema arabo-israeliano parte da lontano…
Già… ho come l’impressione che siano in pochi coloro che conoscono la storia, in particolare su quanto è accaduto in quel territorio da sempre conteso, sin dalla fine della seconda guerra mondiale…
Ed allora, senza voler prendere posizione e soprattutto lasciando ciascuno di voi libero di valutare in maniera obiettiva le conseguenze tragiche di quanto sta accadendo, provo a raccontare i motivi che hanno portato ora a quest’ultima tragica condizione…
Siamo nel 1947 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione che prevedeva la suddivisione della Palestina in due stati, uno arabo ed uno ebraico!!!
La risoluzione (181) prevedeva la possibilità ai suoi residenti di scegliere la cittadinanza dello Stato, arabo o ebraico, una comunità comunque che secondo quella direttiva prevedeva una gestione economica unica, con la città di Gerusalemme, da sempre unione di quelle tre religioni monoteiste, posta sotto il controllo internazionale, affinchè ciascun fedele (appartenente ad una di quelle diversi fedi), potesse in qualsiasi momento, recarsi per poter pregare il proprio Dio…
La risoluzione venne condivisa da trentatrè membri delle nazioni unite, mentre dieci si astennero e tredici votarono contro, tra cui la Gran Bretagna, che aveva governato quel territorio sin dal lontano 1920…
Permettetemi in questa sede di rievocare un periodo storico che soltanto pochi anni prima aveva determinato l’Olocausto (Shoah in ebraico, lett. “catastrofe, distruzione”, una condizione che aveva provocato nei secoli precedenti, condizioni storico-politiche-religiose da provocare quel diffuso antisemitismo…), cioè il genocidio di sei milioni di ebrei, i cui responsabili sono stati individuati e processati come, autorità tedesche “naziste”, alleati e collaborazionisti. Ricordiamo come proprio gli “ebrei“, furono le principali vittime tra i gruppi ritenuti dai nazisti “indesiderabili” o “inferiori“, per motivi politici o razziali.
Comprenderete quindi – dopo quanto accaduto negli anni che vanno dal 1930 al 1945 – con quanto entusiasmo venne appresa la notizia straordinaria, da parte di tutti gli ebrei nel mondo, per l’evento che garantiva finalmente loro – dopo tanto girovagare – una patria, già… la concretizzazione millenaria di quanto predetto ai loro antenati.
Viceversa per gli arabi, quella risoluzione dell’Assemblea delle nazioni Unite, fu considerato un vero e proprio tradimento, che aveva di fatto consegnato una parte di quel territorio nella mani di un popolo invasore!!!
E quindi, mentre una popolazione festegiava, un’altra iniziava a compiere dimostrazioni violente!!!
Difatti, lo stesso Vicepresidente del Supremo comitato arabo, Jamal Al-Husseini, dichiarò: “siamo fermamente determinati a combattere fini alla morte contro l’esistenza nel nostro paese, di un qualsiasi stato ebraico, non importa quanto piccolo sia”!!! Ed ancora: “se questo stato deve essere costituito, allora si fonderà sui nostri cadaveri”!!!
Poco tempo dopo, lo stesso Supremo comitato arabo espresse in un comunicato: “Gli arabi hanno nelle loro mani la soluzione definitiva al problema degli ebrei; il problema sarà risolto solo con il sangue e il fuoco. Gli ebrei saranno presto cacciati via“!!!
Ecco, è così che si diede inzio al conflitto palestinese, che iniziò all’indomani dell’approvazione del “Piano di partizione” e terminò il 14/05/1948 con la fine del mandato britannico.
Quindi seguì la seconda parte del conflitto che iniziò tra la notte del 14-15 maggio del 1948, poche ore dopo la proclamazione dello Stato di Israele e comportò un attacco congiunto delle forze armate di Egitto, Siria, Libano, Iraq, Trasgiordania e di un contingente saudita: questo conflitto termino il 20 luglio 1949 con la firma dell’armistizio, tra Israele e gli Stati arabi confinanti…
Spiegherò nel prossimo post quali complicazioni ebbe questa guerra, ma soprattutto quali conseguenze determinò in quei nuovi territori ora conquistati dagli ebrei, certamente più ampi di quelli a suo tempo assegnati con il “Piano di ripartizione”, che provocarono sulle popolazioni locali l’allontanamento di metà della popolazione araba verso luogi diversi della palestina (vedasi ad esempio la Striscia di Gaza..) e all’esodo di oltre un milione di uomini, donne e bambini, nei paesi arabi confinanti.
Ogni mondo è paese. Già… la Toscana come la Sicilia! Sì… sono molte quì le imprese che portano "Acque" al proprio mulino!!!
Il detto viene solitamente usato per riferirsi ad alcuni soggetti che tendono in ogni circostanza a far eslusivamente i propri interessi, quasi sempre a danno della collettività e di conseguenza al nostro Stato!!!
Ora però a differenza di quanto solitamente si scrive, ad esempio facendo riferimento alla mia regione la Sicilia (ma potrei aggiungere anche a molte regioni del sud Italia, vedasi Campania, Puglia e anche Calabria) e cioè che la criminalità organizzata rappresenti da sempre un grave problema, beh… posso dire con assoluta certezza che la peggiore organizzazione che il sottoscritto ha avuto modo di costatare, sia proprio insita in quelle regioni del Centro-Nord, già… proprio dove circola la maggior parte del capitale finanziario ma soprattutto, dove quelle loro attività, determinano di fatto i maggiori danni economici, ambientali e sociali, gli stessi che poi vengono estesi nel resto del Paese…
Vi sono infatti alcune regioni che sono da sempre considerate veri e propri territori paradisiaci o quantomeno dediti alla legalità; già… potremmo definirle “regioni al di sopra di ogni sospetto” anche perché solo saltuariamente quest’ultime vengono mensionate dai media, se non esclusivamente per notizie che riguardano la cronaca, per lo più vicende familiare, bullismo, femminicidi, ma poi… per il resto e mi riferisco a quei metodi coercitivi prettamente malavitosi, difficilmente si legge qualcosa…
Eppure posso assicurarvi che non è così, perché proprio sotto quella superficie cristallina definita “legalità”, si nasconde un vero e proprio mondo sommerso ed esteso nel quale proprio corruzione, malcostume, clientelismo, favoritismo, inganno, raggiro, frode e per concludere come dice quel detto “chi più ne ha, più ne metta” (che nel caso specifico nulla la frase ha che fare con lo scopo di esortare le persone che hanno il maggior numero di cose, ad essere generosi con chi è viceversa meno abbiente…), sì il problema difatti è volerlo fare emergere oppure restarne complici!!!
Già… ma quanto sopra e cioè evidenziare quanto accade, rappresenta uno dei più annosi problemi per il nostro Paese in particolare per chi è preposto a quei controlli e alle attività di monitoraggio e prevenzione!!!
Difatti come abitualmente assistiamo, gli illeciti prima vengono commessi e soltanto dopo vengono portati alla luce con la conseguenza logica che nel frattempo tutto quel denaro illecitamente defraudato ha preso direzione verso quei noti paradisi fiscali oppure è stato riposto in banche estere dalle quali poi è impossibile farlo rientrare!!!
Ma la circostanza più assurda è dover costatare i metodi abitualmente utilizzati per compiere quei raggiri, talmente banali, per non volerli definire “sciocchi”, che il sottoscritto ha difficoltà a comprendere se quanto accada sia dovuto alla totale incapacità dei soggetti preposti o perché quest’ultimi sono di fatto legati a quel sistema “immorale”, leggittimato affinchè si possa poi godere di quegli illeciti!!!
D’altronde in questi mesi ho letto di talune Pocure Nazionali che proprio in quelle regioni hanno dedicato molto del loro tempo per compiere inchieste giudiziarie a seguito di alcune dichiarazioni pronunciate in una trasmissione televisiva, nella quale veniva raccontato di una foto nella quale erano stati ripresi alcuni soggetti seduti in un noto bar, imprenditori, politici e mafiosi, che stavano – sempre secondo quel narratore – spartendosi la nostra nazione!!!
Peraltro, non si comprenda quale fosse la necessità di una foto, forse per poteri utilizzare quale prova??? D’altronde, una foto serve a poco o nulla, ciascuno di noi sa bene quanto sia accaduto dopo il periodo stragista ed soprattutto il “Colpo di Stato” messo in atto (perfettamente riuscito…) senza dover sparare un colpo!!!
Forse è tempo quindi che da quegli uffici ci si dedichi a tralasciare notizie su boss deceduti o su eventuali partner criminali di fantamatiche collusioni!!!
Molto meglio evidenziare circostanza lampanti e come riportavo sopra, sotto gli occhi di tutti; poi certo si può sempre decidere di chiudere un’occhio, anzi no… il sottoscritto consiglia di chuderli entrambi, d’altro canto è ciò che finora si è fatto e quindi perché pensare di dover mutare!!!
E quindi dopo quanto sopra riportato penso che debbo fare una correzione a quel titolo: la Toscana non è come la Sicilia! Quì sono molte di più le imprese che portano “Acque” ai loro forzieri!!!
Senza la protezione dei colletti bianchi e della politica, noi criminali saremmo rimasti solo una banda di piccoli delinquenti di paese!!!
Il boss, da 26 anni detenuto al 41Bis, è sicuramente custode d’importanti informazioni, in particolare sui legami che la politica e l’imprenditoria avevano con quel clan e sugli affari realizzati attraverso il controllo degli appalti pubblici ed i rapporti con le imprese del nord che a suo tempo sversavano rifiuti pericolosi e tossini nella regione campana…
Il suo esordio come pentito potrebbe giungere proprio in uno degli ultimi e più importanti processi su taluni colletti bianchi, quello che ha visto coinvolti alcuni funzionari di Rete Ferroviaria Italiana nella concessione degli appalti ad alcune imrpese ritenute colluse in cambio di denaro, favori e regali; che hanno portato nel 2022 a 35 arresti ed a 69 indagati…
Va detto comunque che il procedimento per gli appalti Rfi, sebbene il quadro accusatorio della Dda di Napoli sia basato su elementi gravi, ha subito forti rallentamenti, se pur le conferme da parte della Procura dell’ipotesi d’accusa: difatti, in sede di indagini preliminari il tribunale del Riesame e la successiva Cassazione hanno escluso gravi indizi in ordine al reato di associazione camorristica contestata dalla Dda, come d’altronde a metà 2023, il giudice per l’udienza preliminare di Napoli ha prosciolto tutti dall’accusa di riciclaggio e intestazione fittizia di beni, smontando così il piano accusatorio, tassello dell’inchiesta anticamorra.
Per il gup tra il colletto bianco (definito consulente) e il capoclan, non vi sarebbe stato “alcun rapporto di natura economico-criminale“, ma un semplice legame di riconoscenza in virtù dell’aiuto che si aveva ricevuto negli anni ’70, quando per l’appunto il boss Francesco Schiavone passò loro le sue aziende.
Per gli altri 9 imputati che hanno scelto l’abbreviato, tra cui alcuni funzionari di Rfi, si è arrivati nei mesi scorsi ad una condanna; certamente ora, con le nuove dichiarazioni che il pentito potrà fornire ai magistrati, non si escludono nuove inchieste giudiziarie e soprattutto annunci pubblici, su personaggi e politici infedeli, finora considerati al di sopra di ogni sospetto!!!
D’altronde senza il sostegno e la protezione di quest’ultimi, quei criminali… sarebbero rimasti soltanto una banda di piccoli delinquenti di paese!!!
Senza la protezione dei colletti bianchi e della politica, noi criminali saremmo rimasti solo una banda di piccoli delinquenti di paese!!!
Il boss, da 26 anni detenuto al 41Bis, è sicuramente custode d’importanti informazioni, in particolare sui legami che la politica e l’imprenditoria avevano con quel clan e sugli affari realizzati attraverso il controllo degli appalti pubblici ed i rapporti con le imprese del nord che a suo tempo sversavano rifiuti pericolosi e tossini nella regione campana…
Il suo esordio come pentito potrebbe giungere proprio in uno degli ultimi e più importanti processi su taluni colletti bianchi, quello che ha visto coinvolti alcuni funzionari di Rete Ferroviaria Italiana nella concessione degli appalti ad alcune imrpese ritenute colluse in cambio di denaro, favori e regali; che hanno portato nel 2022 a 35 arresti ed a 69 indagati…
Va detto comunque che il procedimento per gli appalti Rfi, sebbene il quadro accusatorio della Dda di Napoli sia basato su elementi gravi, ha subito forti rallentamenti, se pur le conferme da parte della Procura dell’ipotesi d’accusa: difatti, in sede di indagini preliminari il tribunale del Riesame e la successiva Cassazione hanno escluso gravi indizi in ordine al reato di associazione camorristica contestata dalla Dda, come d’altronde a metà 2023, il giudice per l’udienza preliminare di Napoli ha prosciolto tutti dall’accusa di riciclaggio e intestazione fittizia di beni, smontando così il piano accusatorio, tassello dell’inchiesta anticamorra.
Per il gup tra il colletto bianco (definito consulente) e il capoclan, non vi sarebbe stato “alcun rapporto di natura economico-criminale“, ma un semplice legame di riconoscenza in virtù dell’aiuto che si aveva ricevuto negli anni ’70, quando per l’appunto il boss Francesco Schiavone passò loro le sue aziende.
Per gli altri 9 imputati che hanno scelto l’abbreviato, tra cui alcuni funzionari di Rfi, si è arrivati nei mesi scorsi ad una condanna; certamente ora, con le nuove dichiarazioni che il pentito potrà fornire ai magistrati, non si escludono nuove inchieste giudiziarie e soprattutto annunci pubblici, su personaggi e politici infedeli, finora considerati al di sopra di ogni sospetto!!!
D’altronde senza il sostegno e la protezione di quest’ultimi, quei criminali… sarebbero rimasti soltanto una banda di piccoli delinquenti di paese!!!
L’ennesima condanna per un amministratore condominiale!!!
Riprendo quindi per l’ennesima volta una vicenda condominale a cui è seguita una condanna a tre mesi di carcere (pena sospesa), per un amministratore di condominio di Perugia, posto alla sbarra con l’accusa d’aver fatto sparire 43 mila euro versati dai condomini e di avere lasciato quest’ultimi in gravi difficoltà, sia per quanto concerne i lavori di manutenzione mai effettuati, ma soprattutto per il pagamento delle fatture relative agli spazi comuni.
Secondo la versione dell’imputato, quel denaro era servito per anticipare alcune spese, in attesa del versamento delle quote condominiali.
Stando viceversa a quanto denunciato dai residenti, l’amministratore si sarebbe appropriato di quelle somme anche attraverso pagamenti che sarebbero risultati gonfiati…
Cosa aggiungere, fintanto che il governo nazionale non si batte in maniera seria affinché vengano tutelati i condòmini e si riconosca quindi a loro il diritto di essere informati per ottenere un’amministrazione condominiale chiara, diventa difficile per chiunque far valere i minimi principi di trasparenza, ma soprattutto senza le giuste leggi, si scoraggia quanti hanno il coraggio di far valere le proprie ragioni presso le autorità competenti e quindi nei Tribunali; quest’ultimi difatti, evidenziano tempi d’attesa lunghissimi e costrimngendo i cittadini a sostenere costi elevati, fanno in modo che si disincentivi il proseguio di quella verità, anche ai più coracei sostenitori della legalita!!!
Quindi, bisogna fare presto e fare in modo che tutti gli amministratori di condominio che si sono resi con le loro azioni, veri e propri farabbutti, paghino in prima persona con la detenzione e soprattutto che intervenga un provvedimento di confisca per tutti i beni intestati ad egli, a familiari/parenti, ed anche ad eventuali “prestanome”!!!
L'ennesima condanna per un amministratore condominiale!!!
Riprendo quindi per l’ennesima volta una vicenda condominale a cui è seguita una condanna a tre mesi di carcere (pena sospesa), per un amministratore di condominio di Perugia, posto alla sbarra con l’accusa d’aver fatto sparire 43 mila euro versati dai condomini e di avere lasciato quest’ultimi in gravi difficoltà, sia per quanto concerne i lavori di manutenzione mai effettuati, ma soprattutto per il pagamento delle fatture relative agli spazi comuni.
Secondo la versione dell’imputato, quel denaro era servito per anticipare alcune spese, in attesa del versamento delle quote condominiali.
Stando viceversa a quanto denunciato dai residenti, l’amministratore si sarebbe appropriato di quelle somme anche attraverso pagamenti che sarebbero risultati gonfiati…
Cosa aggiungere, fintanto che il governo nazionale non si batte in maniera seria affinché vengano tutelati i condòmini e si riconosca quindi a loro il diritto di essere informati per ottenere un’amministrazione condominiale chiara, diventa difficile per chiunque far valere i minimi principi di trasparenza, ma soprattutto senza le giuste leggi, si scoraggia quanti hanno il coraggio di far valere le proprie ragioni presso le autorità competenti e quindi nei Tribunali; quest’ultimi difatti, evidenziano tempi d’attesa lunghissimi e costrimngendo i cittadini a sostenere costi elevati, fanno in modo che si disincentivi il proseguio di quella verità, anche ai più coracei sostenitori della legalita!!!
Quindi, bisogna fare presto e fare in modo che tutti gli amministratori di condominio che si sono resi con le loro azioni, veri e propri farabbutti, paghino in prima persona con la detenzione e soprattutto che intervenga un provvedimento di confisca per tutti i beni intestati ad egli, a familiari/parenti, ed anche ad eventuali “prestanome”!!!
"Preferisco non dirlo, ma col cuore, sono certo che non mi sto sbagliando". Come avevo predetto, il Calcio Catania vince la COPPA ITALIA!!!
Domenica 24 Marzo concludevo il mio post intitolato “Catania: anche con lo Stadio a porte chiuse…” vedasi link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/03/catania-anche-con-lo-stadio-porte-chiuse.html terminavo con una frase profetica: Quindi ben venga questa partita, affinchè si possa dimostrare all’Italia intera chi è il “CALCIO CATANIA” e soprattutto da quali validi e impavidi professioni è costituito!!! Mister Zeoli, mi consenta un messaggio costruttivo: ho sempre pensato nella vita che esistono dei motivi per cui accadono certe situazioni, anche quelli che riteniamo essere (ahimè) sfortunate; ma col passar del tempo ho compreso come nulla accada per caso, anzi, ciò che ritenevo essere sfavorevole, ho scoperto esser poi di fatto – in quel preciso istante – la migliore situazione che poteva accadermi. Difatti, se il destino non mi avesse fermato, sicuramente sarei andato incontro a qualcosa di più spiacevole!!! Quindi se oggi Lei siede lì in quella panchina etnea, se lei ha preso il posto dei suoi predecessori, un motivo c’è!!! Ora… in questo post – per scaramanzia – preferisco non dirlo, ma col cuore, sono certo che non mi sto sbagliando!!!
Cosa aggiungere, sono certo che erano tanti coloro che pensavano che non avremmo vinto la coppa, ma il sottoscritto a differenza di molti, proprio in questi giorni, è rimasto in silenzio!!! Già… non ho scritto su partite disputate, su giocatori e nuovi allenatori da allontanare, no… a differenza di coloro che hanno riportato ovunque commenti feroci su questa squadra, il sottoscritto ha preferito il silenzio, sapendo dentro me, che stasera avrei certamente festeggiato!!!
Quindi scusate l’emozione, ma in questo momento sto godendo della vittoria, una partita che tra mille vicissitudini non mi ha mai fatto dubitare sul risultato finale e difatti, proprio alcuni minuti prima del fischio dei supplementari, avevo preannunciato a mia figlia, ora segnamo e il gol lo fa Costantino!!!
Una storica vittoria che premia tutti, innanzitutto il Presidente Pelligra che ha creduto in questa squadra e nella città e credo alle sue parole quando dice durante l’intervista che ci saranno altri trofei e comunque vorrei aggiungere facendo mia una sua frase: “Presidente, magari nuatri a vulemu bene”!!!
Un plauso inoltre al Vicepresidente Grella che è riuscito a dare nei momenti difficili, grande tranquilità a tutto l’ambiente.
Quindi un ringraziamento a tutti i bimbi presenti allo Stadio, sono loro il nostro futuro, vederli è stato uno spettacolo, per lo sport del calcio e non solo!!!
Ed infine un abbraccio a tutti i tifosi che pur non presenti, avranno vissuto ogni secondo di questa partita con trepidazione e con le lacrime agli occhi, per poi urlare di gioia…
Godiamoci quindi questa serata e restiamo sempre uniti e soprattutto “ottimisti”, perché si sa… è con l’energia giusta che si va ovunque e vedrete che nessuno potrà mai fermarci!!!
Quindi, adesso puntiamo a salvare i “Play Off”…
Per stasera mi sento fisicamente un po’ distrutto e quindi mi riservo di fare previsioni; tra l’altro vorrei aggiungere che mi attendo dal Presidente Pelligra una pizza offerta, già… per aver trasmesso con la sola mente tutta la mia energia positiva!!! Scherzo ovviamente, ma state certi che a breve metterò, nero su bianco, le mie prossime predisioni e su quanto accadra alla nostra bellissima squadra!!!
Per il momento concludo facendo i miei complimenti a tutti!!!








