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La mia libertà finisce dove incomincia la vostra...

Muore Licio Gelli ed i suoi segreti…

Aveva la “venerata” età di 96 anni  l’ex capo della loggia P2… 

Era stato condannato a 10 anni per calunnia al processo per la strage di Bologna del 1980 e 12 anni per la bancarotta dell’Istituto Banco Ambrosiano di Roberto Calvi… ed ancora il suo nome era stato inserito nelle indagini per gli attentati sui treni in Toscana, fino a quelle di tangentopoli…
Diciamo che con lui se ne vanno pagine segrete della nostra Repubblica, dal mancato golpe Borghese al caso Moro, da quell’omicidio Pecorelli fino alla trattativa Stato-mafia…
I personaggi “istituzionali e non” inseriti nella lista P2 erano talmente tanti che alla fine si decise d’insabbiare tutto… ed il Sig. Gelli… si prese soltanto una condanna condanna a otto mesi per essere in possesso di documenti riservati dei servizi segreti, Sid e Sismi.
Per la strage fu assolto definitivamente da quella accusa di associazione eversiva…  mentre per il 
Banco Ambrosiano venne condannato a 18 anni di reclusione… pena poi ridotta a 12 anni e di lì a poco si rese irreperibile, avendo dovuto scontare la condanna definitiva…
Venne arrestato in Francia a Cannes… ma nel Maggio 2009 il procedimento sul banchiere assassinato… venne archiviato!!!

Poi si scopri avere rapporti con Craxi e Claudio Martelli su trasferimenti di denaro nell’ex Psi… ma anche lì… la cassazione annullo la condanna…
Era definito il “gran maestro” ed è stato capace d’intrecciare rapporti con la politica, gli affari e la mafia, riuscendo secondo le inchieste a “sistemare” anche alcuni processi in Cassazione a presunti mafiosi…
Dopotutto, bisogna ricordare che nella famosa lista della loggia segreta, c’erano nomi importanti della magistratura e delle forze delle forze dell’ordine,
Un uomo che aveva in tutti i settori le mani in pasta… in quei collegamenti tra banche con il riciclaggio di valuta, con esponenti noti di associazioni criminali, nel traffico internazionale di armi, con servizi segreti stranieri…
Un uomo dal patrimonio finanziario inestimabile, difatti, si permetteva di tenere lingotti d’oro nelle fioriere di casa…
Quanto ai segreti… che porterà con sé nella tomba, come la lista completa di quella famosa Loggia Massonica o l’omicidio di Aldo Moro da parte delle “brigate rosse” ed ancora, cosa sapeva su quelle stragi o sulla morte del Presidente Calvi???
Secondo quanto dichiarato dal suo Avv. nulla… non porta con sé alcun segreto, anzi la sua eredità cartacea… adesso è diventata di dominio pubblico…
Ora, se c’era qualcuno che aveva paura di quelle carte… adesso “forse” potrà stare finalmente tranquillo…
Chissà se prima o poi, qualcuno o qualcosa, farà tornerà nuovamente alla luce quei documenti ed allora finalmente scopriremo cosa è realmente accaduto in quegli anni bui nel nostro paese…

Muore Licio Gelli ed i suoi segreti…

Aveva la “venerata” età di 96 anni  l’ex capo della loggia P2… 

Era stato condannato a 10 anni per calunnia al processo per la strage di Bologna del 1980 e 12 anni per la bancarotta dell’Istituto Banco Ambrosiano di Roberto Calvi… ed ancora il suo nome era stato inserito nelle indagini per gli attentati sui treni in Toscana, fino a quelle di tangentopoli…
Diciamo che con lui se ne vanno pagine segrete della nostra Repubblica, dal mancato golpe Borghese al caso Moro, da quell’omicidio Pecorelli fino alla trattativa Stato-mafia…
I personaggi “istituzionali e non” inseriti nella lista P2 erano talmente tanti che alla fine si decise d’insabbiare tutto… ed il Sig. Gelli… si prese soltanto una condanna condanna a otto mesi per essere in possesso di documenti riservati dei servizi segreti, Sid e Sismi.
Per la strage fu assolto definitivamente da quella accusa di associazione eversiva…  mentre per il 
Banco Ambrosiano venne condannato a 18 anni di reclusione… pena poi ridotta a 12 anni e di lì a poco si rese irreperibile, avendo dovuto scontare la condanna definitiva…
Venne arrestato in Francia a Cannes… ma nel Maggio 2009 il procedimento sul banchiere assassinato… venne archiviato!!!

Poi si scopri avere rapporti con Craxi e Claudio Martelli su trasferimenti di denaro nell’ex Psi… ma anche lì… la cassazione annullo la condanna…
Era definito il “gran maestro” ed è stato capace d’intrecciare rapporti con la politica, gli affari e la mafia, riuscendo secondo le inchieste a “sistemare” anche alcuni processi in Cassazione a presunti mafiosi…
Dopotutto, bisogna ricordare che nella famosa lista della loggia segreta, c’erano nomi importanti della magistratura e delle forze delle forze dell’ordine,
Un uomo che aveva in tutti i settori le mani in pasta… in quei collegamenti tra banche con il riciclaggio di valuta, con esponenti noti di associazioni criminali, nel traffico internazionale di armi, con servizi segreti stranieri…
Un uomo dal patrimonio finanziario inestimabile, difatti, si permetteva di tenere lingotti d’oro nelle fioriere di casa…
Quanto ai segreti… che porterà con sé nella tomba, come la lista completa di quella famosa Loggia Massonica o l’omicidio di Aldo Moro da parte delle “brigate rosse” ed ancora, cosa sapeva su quelle stragi o sulla morte del Presidente Calvi???
Secondo quanto dichiarato dal suo Avv. nulla… non porta con sé alcun segreto, anzi la sua eredità cartacea… adesso è diventata di dominio pubblico…
Ora, se c’era qualcuno che aveva paura di quelle carte… adesso “forse” potrà stare finalmente tranquillo…
Chissà se prima o poi, qualcuno o qualcosa, farà tornerà nuovamente alla luce quei documenti ed allora finalmente scopriremo cosa è realmente accaduto in quegli anni bui nel nostro paese…

Percorso politico comune…

Ecco… è con questo nome che prende a chiamarsi quello scambio collusivo di favori tra i politici!!!

Non potendosi presentare con un partito, si sono inventati questa stronzata del percorso comune… o ancora… prendendo a modello vari nomignoli tra quanti già proposti ( vedasi per esempio i 5 stelle…) ed aggiungendo alla parola movimento l’aggettivo “culturale” o di “legalità”, “alleanza” e quant’altro, girano l’ostacolo di definire la nuova entità proposta… come partito politico!!!
Già, sono in troppi a non aver il coraggio di dirci da che parte essi stiano, se appartengono alla destra, sinistra o di centro ( o come dicono alcuni centro-destra/centrosinistra solo per raccogliere più consensi…).
Sembra (o meglio loro la fanno passare quasi fosse in’amnesia…) una cosa di poco conto, ma un motivo per quanto sopra… c’è e contraddistingue quella possibilità successiva, cui potranno avvalersi quando decideranno di cambiare schieramento, da una parte ad un’altra… come nulla fosse, con quelle stessa metodologia frivola che hanno le prostitute nel cambiare i loro clienti! 
Qui è la stessa cosa, dai il tuo sostegno ad un deputato del Pd… e dopo un po’ te lo ritrovi in Forza Italia… oppure voti per gli esponenti dell’auto-proclamatosi “Stato della Padania” e si ritroveranno ad affrontare temi e problemi meridionali e viceversa…
Ma non basta, perché non sono soltanto in quei partiti minoritari che accadono le situazioni sopra descritte, ma anche a quelli più rinomati ed autorevoli, dove si evidenziano beghe di corrente, altrettanto cruenti…
Un tempo almeno ci si confrontava con la diversità di pensiero, su quei princìpi, sulla visione di società desiderata, su ispirazioni politico/filosofiche nettamente contrastanti…
Oggi invece non esiste alcuna differenza… ne politica e ne di pensiero e nemmeno d’ispirazione… fanno tutti parte di uno stesso modello e la cosa assurda è che anche sul piano delle riforme si trovano pure d’accordo… nessuno che faccia una reale opposizione!!!
Quindi, considerato che è evidente ormai a tutti, che i nostri politici fanno circa le stesse cose, sarebbe opportuno che non si parlasse più di politica nel senso di orientamento (destra o sinistra), ma si cercasse di convincere l’elettore, giustificando le proprie scelte e azioni, quale esclusiva scelta elettorale…
Dopotutto i problemi quotidiani, economici, sociali, di legislazione… verranno affrontati successivamente nei percorsi di governo…
In fin dei conti  sono sempre gli stessi… la politica estera, il welfare, l’immigrazione, il lavoro, l’istruzione, il controllo della spesa pubblica, la ricerca, la laicità, la tutela della stabilità tra le coppie di fatto, la sicurezza, ed oggi anche il terrorismo… temi a cui i cittadini chiedono da ormai troppo tempo… delle risposte certe!
Insomma, a noi… “non c’è ne può fregar di meno” di quei paraventi ideologici senza alcuno spessore, pretesti realizzati per celare quei giochini di potere a modello “Suburra” fatti dai soliti politici meschini e interessati…
Ciò che interessa e che sembra risultare di difficile comprensione e come sia possibile ( da parte di molti di essi ) non pensare –anche soltanto in minima parte – al nostro paese, alla salvaguardia di questa sua democrazia, a proteggere questo Stato e quanti operano tra i suoi uomini, ed infine noi… poveri cittadini, costretti a vivere in un sistema sempre più indebolito da continui metodi corruttivi e collusivi e da un capitalismo finanziario globale che ci sta da troppo tempo attanagliando…
Non si tratta quindi di salvare soltanto la politica o i suoi partiti… ci si deve impegnare per ricostruire quel distaccato sentimento di sfiducia verso l’anti-politica ed i suoi interpreti, bisogna salvaguardare con scelte oculate quei principi che ledono le fondamenta delle stesse istituzioni…
Il rischio è che molti, comincino a credere che, una democrazia, possa fare a meno dei suoi partiti, rischio quest’ultimo che deve essere percepito come un segnale d’allerta… anticipatore di manifestazioni pericolose che potrebbero indirizzare il paese verso direzioni autoritarie e/o dittatoriali…
I partiti oggi più di ieri, tutti e nessuno escluso, sono chiamati a difendere la democrazia in Italia, recuperando il rapporto con i propri cittadini, quella credibilità nelle istituzioni non più fatta a parole… ma con i fatti!!!
Non è più tempo di percorsi comuni, di creazioni innovative partitocratiche… giacché il rischio in corso… non sono i Partiti o le loro poltrone, ma la nostra stessa democrazia!!!

Percorso politico comune…

Ecco… è con questo nome che prende a chiamarsi quello scambio collusivo di favori tra i politici!!!

Non potendosi presentare con un partito, si sono inventati questa stronzata del percorso comune… o ancora… prendendo a modello vari nomignoli tra quanti già proposti ( vedasi per esempio i 5 stelle…) ed aggiungendo alla parola movimento l’aggettivo “culturale” o di “legalità”, “alleanza” e quant’altro, girano l’ostacolo di definire la nuova entità proposta… come partito politico!!!
Già, sono in troppi a non aver il coraggio di dirci da che parte essi stiano, se appartengono alla destra, sinistra o di centro ( o come dicono alcuni centro-destra/centrosinistra solo per raccogliere più consensi…).
Sembra (o meglio loro la fanno passare quasi fosse in’amnesia…) una cosa di poco conto, ma un motivo per quanto sopra… c’è e contraddistingue quella possibilità successiva, cui potranno avvalersi quando decideranno di cambiare schieramento, da una parte ad un’altra… come nulla fosse, con quelle stessa metodologia frivola che hanno le prostitute nel cambiare i loro clienti! 
Qui è la stessa cosa, dai il tuo sostegno ad un deputato del Pd… e dopo un po’ te lo ritrovi in Forza Italia… oppure voti per gli esponenti dell’auto-proclamatosi “Stato della Padania” e si ritroveranno ad affrontare temi e problemi meridionali e viceversa…
Ma non basta, perché non sono soltanto in quei partiti minoritari che accadono le situazioni sopra descritte, ma anche a quelli più rinomati ed autorevoli, dove si evidenziano beghe di corrente, altrettanto cruenti…
Un tempo almeno ci si confrontava con la diversità di pensiero, su quei princìpi, sulla visione di società desiderata, su ispirazioni politico/filosofiche nettamente contrastanti…
Oggi invece non esiste alcuna differenza… ne politica e ne di pensiero e nemmeno d’ispirazione… fanno tutti parte di uno stesso modello e la cosa assurda è che anche sul piano delle riforme si trovano pure d’accordo… nessuno che faccia una reale opposizione!!!
Quindi, considerato che è evidente ormai a tutti, che i nostri politici fanno circa le stesse cose, sarebbe opportuno che non si parlasse più di politica nel senso di orientamento (destra o sinistra), ma si cercasse di convincere l’elettore, giustificando le proprie scelte e azioni, quale esclusiva scelta elettorale…
Dopotutto i problemi quotidiani, economici, sociali, di legislazione… verranno affrontati successivamente nei percorsi di governo…
In fin dei conti  sono sempre gli stessi… la politica estera, il welfare, l’immigrazione, il lavoro, l’istruzione, il controllo della spesa pubblica, la ricerca, la laicità, la tutela della stabilità tra le coppie di fatto, la sicurezza, ed oggi anche il terrorismo… temi a cui i cittadini chiedono da ormai troppo tempo… delle risposte certe!
Insomma, a noi… “non c’è ne può fregar di meno” di quei paraventi ideologici senza alcuno spessore, pretesti realizzati per celare quei giochini di potere a modello “Suburra” fatti dai soliti politici meschini e interessati…
Ciò che interessa e che sembra risultare di difficile comprensione e come sia possibile ( da parte di molti di essi ) non pensare –anche soltanto in minima parte – al nostro paese, alla salvaguardia di questa sua democrazia, a proteggere questo Stato e quanti operano tra i suoi uomini, ed infine noi… poveri cittadini, costretti a vivere in un sistema sempre più indebolito da continui metodi corruttivi e collusivi e da un capitalismo finanziario globale che ci sta da troppo tempo attanagliando…
Non si tratta quindi di salvare soltanto la politica o i suoi partiti… ci si deve impegnare per ricostruire quel distaccato sentimento di sfiducia verso l’anti-politica ed i suoi interpreti, bisogna salvaguardare con scelte oculate quei principi che ledono le fondamenta delle stesse istituzioni…
Il rischio è che molti, comincino a credere che, una democrazia, possa fare a meno dei suoi partiti, rischio quest’ultimo che deve essere percepito come un segnale d’allerta… anticipatore di manifestazioni pericolose che potrebbero indirizzare il paese verso direzioni autoritarie e/o dittatoriali…
I partiti oggi più di ieri, tutti e nessuno escluso, sono chiamati a difendere la democrazia in Italia, recuperando il rapporto con i propri cittadini, quella credibilità nelle istituzioni non più fatta a parole… ma con i fatti!!!
Non è più tempo di percorsi comuni, di creazioni innovative partitocratiche… giacché il rischio in corso… non sono i Partiti o le loro poltrone, ma la nostra stessa democrazia!!!

"Bail in" o "balle in"… quel posto!!!


Ormai è certo che dal 2016 le nuove norme europee prevedano che a pagare, nel caso di “crack” bancaria, saranno nell’ordine a pagare, gli azionisti, gli obbligazionisti ed anche quei poveri depositanti (certo dimenticavo… con una franchigia corrispondente a 100 mila euro).

Siamo alle solite… nessuno che fa bene il proprio dovere… 
Mancano come sempre i controlli e quando poi accadono fatti gravissimi come quello accaduto a un pensionato di Civitavecchia, dove per una “trappola” bancaria (perché solo così si può chiamare quanto avvenuto…) ed avendo scoperto di aver perso tutti i propri risparmi, ha deciso di togliersi la vita…
Ma dov’era la vigilanza bancaria??? Dov’erano gli ispettori della Banca d’Italia? Dormivano tutti o erano tutti complici con quei banchieri???
I controlli sono sempre in ritardo… ed il più delle volte sono quegli stessi impiegati, obbligati dalla propria banca, a influire e consigliare negativamente nelle scelte dei propri risparmiatori, consigliando il più delle volte, avventure finanziarie che poi si dimostrano, come abbiamo più volte visto… fallimentari.
Ed anche se, non si partecipa direttamente ad acquistare titoli d’investimento a forte rischio, su mercati considerati altamente pericolosi, ecco che alla fine… si paga lo stesso, per colpe che non si anno!!!
Basta infatti essere correntisti di una banca e si diventa di fatto soci di essa… partecipando però, esclusivamente ai debiti e cioè a quei danni che potrebbero derivare da operazioni che hanno messo a rischio il patrimonio posseduto…
I banchieri giocano… ed i risparmiatori pagano come tanti fessi!!!
Sono le solite procedure giuridiche, che contrastano continuamente con il buon senso civile…
Sei un azionista ed allora paghi… compri obbligazioni ed allora rischi e perdi tutto e se infine sei un semplice depositante, ed allora ecco che pensi forse di essere tutelato, non hai capito niente… i tuoi risparmi servono a coprire le perdite!!!
Mia nonna una volta diceva che la migliore garanzia… era quelle di conservare i propri risparmi sotto la mattonella e chissà se quelle parole -considerato quanto appena accaduto- non fossero profetiche di una grande verità!!!
Il bello che la nostra costituzione riporta che lo “Stato” incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme… peccato che nella stessa frase, non si sia aggiunto, che quella oculatezza servisse esclusivamente per salvare principalmente le banche!!!
Già lo stesso Stato che per questo salvataggio… non ha messo un euro, poiché l’intero onere è stato sostenuto dal complesso sistema bancario italiano, in particolare dai suoi correntisti, che hanno partecipato con i propri contributi, ordinari e straordinari, a quel debito che oggi ammonta a circa 3,8 miliardi di euro!!!
Da domani quindi caro correntista ricordati che anche per te varrà il “Bail-In” e quindi, se la tua banca andrà in crisi per una cattiva gestione, ecco che tu sarai chiamato, con i tuoi titoli o con quei risparmi finora accumulati, a partecipare alle perdite della tua banca…
Diceva Kin Hubbard: il modo più sicuro di raddoppiare il tuo denaro è di piegarlo in due e metterlo nella tua tasca…

"Bail in" o "balle in"… quel posto!!!


Ormai è certo che dal 2016 le nuove norme europee prevedano che a pagare, nel caso di “crack” bancaria, saranno nell’ordine a pagare, gli azionisti, gli obbligazionisti ed anche quei poveri depositanti (certo dimenticavo… con una franchigia corrispondente a 100 mila euro).

Siamo alle solite… nessuno che fa bene il proprio dovere… 
Mancano come sempre i controlli e quando poi accadono fatti gravissimi come quello accaduto a un pensionato di Civitavecchia, dove per una “trappola” bancaria (perché solo così si può chiamare quanto avvenuto…) ed avendo scoperto di aver perso tutti i propri risparmi, ha deciso di togliersi la vita…
Ma dov’era la vigilanza bancaria??? Dov’erano gli ispettori della Banca d’Italia? Dormivano tutti o erano tutti complici con quei banchieri???
I controlli sono sempre in ritardo… ed il più delle volte sono quegli stessi impiegati, obbligati dalla propria banca, a influire e consigliare negativamente nelle scelte dei propri risparmiatori, consigliando il più delle volte, avventure finanziarie che poi si dimostrano, come abbiamo più volte visto… fallimentari.
Ed anche se, non si partecipa direttamente ad acquistare titoli d’investimento a forte rischio, su mercati considerati altamente pericolosi, ecco che alla fine… si paga lo stesso, per colpe che non si anno!!!
Basta infatti essere correntisti di una banca e si diventa di fatto soci di essa… partecipando però, esclusivamente ai debiti e cioè a quei danni che potrebbero derivare da operazioni che hanno messo a rischio il patrimonio posseduto…
I banchieri giocano… ed i risparmiatori pagano come tanti fessi!!!
Sono le solite procedure giuridiche, che contrastano continuamente con il buon senso civile…
Sei un azionista ed allora paghi… compri obbligazioni ed allora rischi e perdi tutto e se infine sei un semplice depositante, ed allora ecco che pensi forse di essere tutelato, non hai capito niente… i tuoi risparmi servono a coprire le perdite!!!
Mia nonna una volta diceva che la migliore garanzia… era quelle di conservare i propri risparmi sotto la mattonella e chissà se quelle parole -considerato quanto appena accaduto- non fossero profetiche di una grande verità!!!
Il bello che la nostra costituzione riporta che lo “Stato” incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme… peccato che nella stessa frase, non si sia aggiunto, che quella oculatezza servisse esclusivamente per salvare principalmente le banche!!!
Già lo stesso Stato che per questo salvataggio… non ha messo un euro, poiché l’intero onere è stato sostenuto dal complesso sistema bancario italiano, in particolare dai suoi correntisti, che hanno partecipato con i propri contributi, ordinari e straordinari, a quel debito che oggi ammonta a circa 3,8 miliardi di euro!!!
Da domani quindi caro correntista ricordati che anche per te varrà il “Bail-In” e quindi, se la tua banca andrà in crisi per una cattiva gestione, ecco che tu sarai chiamato, con i tuoi titoli o con quei risparmi finora accumulati, a partecipare alle perdite della tua banca…
Diceva Kin Hubbard: il modo più sicuro di raddoppiare il tuo denaro è di piegarlo in due e metterlo nella tua tasca…

Giuseppe Castiglione, incoraggia in Sicilia l’imprenditoria giovanile e femminile.

In una Sicilia trascurata dalla politica e dai suoi molteplici interpreti, ripudiata da quanti hanno goduto e ricevuto i propri voti, dove ad esclusione del sole, mare e dell’Etna, manca di tutto… ecco che tra convention di quei politici inutili sempre alla ricerca di voti ( viste le prossime elezioni regionali in dirittura d’arrivo…), interventi vari, cene informali ed altro che poi hanno quel carattere propagandistico affinché si blindino, quanti più amici e conoscenti, per quel “voto” così determinante.
Ecco che,  fra tanta inutilità, qualcuno pensa a promuovere iniziative concrete e tangibili…
Ad organizzarla è stato il sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe Castiglione, cui sono intervenuti rappresentanti ed esperti nei vari settori quali amministrativo, imprenditoriale, d’investimento e sviluppo d’impresa; cercando di dar voce non solo a chi –in qualità di giovane imprenditore– ha iniziato la propria attività, ma soprattutto ai tanti giovani presenti,  che hanno voglia di mettere in campo quelle proprie capacità innovative, bagaglio di conoscenze personali, di pro-attività, flessibilità, problem solving, team working, ecc…

Sono tutte abilità e qualità che ognuno di noi possiede e che derivano da quelle conoscenze personali e professionali che si sono arricchite grazie all’esperienze che si vanno facendo e che costituiscono quelle competenze in gergo so o chiamate “soft skills”, propro per distinguerle da quelle prettamente tecniche che di solito vengono riportate nelle redazioni dei curriculum vitae.

Si tratta quindi d’incentivare i giovani e le donne che vogliono avviare una micro o piccola impresa, che non ricercano il “classico” posto fisso ma che credono di possedere capacità e competenze, tali da permettere loro di esprimersi per raggiungere il successo desiderato.
Per far ciò, hanno bisogno di un sostegno rappresentato dalle nuove agevolazioni,  le quali ritraggono la versione “rinnovata” della misura Autoimprenditorialità (decreto legislativo 185/2000, Titolo I), modificata e aggiornata dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il D.M. n. 140 dell’8 luglio 2015 e con la Circolare n. 75445 del 9 ottobre 2015.
Ingrediente fondamentale è la consapevolezza di se stessi, il noto Γνῶθι σεαυτόν  di Socrate, conoscere se stessi, infatti, significa conoscere i propri punti di forza e di debolezza, sentire cosa ci motiva e soprattutto dove si vuole andare…
Non bastano soltanto le proprie competenze personali o la volontà di porsi degli obiettivi chiari, specifici e stimolanti, come non basta impegnarsi con energia o perseveranza per il loro raggiungimento; serve avere di fatto chi ci segue, in particolare nei momenti difficili, quando i risultati tardano ad arrivare…
E’ fondamentale relazionarsi con gli altri, gestire i rapporti, comprendendone le esigenze e modulando il proprio comportamento alle loro caratteristiche e al loro ruolo, sapendo ascoltare i consigli ed il più delle volte, anche le critiche…
Un altro aspetto da prendere in esame è quello della comunicazione: in un’era digitale come quella attuale è determinante descrivere in modo chiaro cosa si sta proponendo, adattando i propri contenuti alle esigenze dei nostri interlocutori…
Dal 13 gennaio 2016 sarà aperta la piattaforma online attraverso la quale si potranno presentare le domande di ammissione alle agevolazioni, corredate dei piani di impresa e della relativa documentazione. 
Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento de minimis, sotto forma di un finanziamento agevolato a tasso pari a zero, della durata massima di otto anni e di importo non superiore al 75% della spesa ammissibile; quest’ultima non può superare il limite massimo di €. 1.500.000,00.
L’attuale dotazione finanziaria iniziale del governo è di 50 milioni di euro!!!
Possono presentare la domanda di ammissione alle agevolazioni:
Le imprese costituite in forma societaria da non più di 12 mesi (comprese le Cooperative), la cui compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni o da Donne (3.1 della Circolare)
Le società costituende, formate da sole persone fisiche, purché provvedano formalmente alla loro costituzione entro e non oltre i 45 gg dalla comunicazione del provvedimento di ammissione.
Inoltre tra le attività ammissibili ci sono la:
Produzioni di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli; Fornitura di servizi alle imprese e alle persone; Commercio di beni e Servizi; Turismo; Attività della filiera turistico-culturale, finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza; Servizi per l’innovazione Sociale.
Come tra le spese ammissibili ci sono: 
Suolo aziendale: nel limite max del 10% dell’programma complessivamente ammesso; 
Realizzazione Acquisto e Ristrutturazione Fabbricati per: Industria, Artigianato e Trasformazione prodotti agricoli (40%);
Acquisto e Ristrutturazione Fabbricati per: Turismo e filiera turistico-culturale (70%); altri settori come ad es. commercio, Innovazione sociale, servizi alle imprese e alle persone (40%);
Macchinari, Impianti e attrezzature (100%);
Programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (20%); 
Brevetti, Licenze e Marchi (20%);
Formazione specialistica dei soci e dei dipendenti (5%); 
Consulenze specialistiche, studi di fattibilità economico-finanziari, progettazione e direzione lavori, impatto ambientale (5%).
Ovviamente non si tratta di preparare un cocktail, inserendo in quello shaker, un po’ di giovani, speranze, illusioni, denaro e convinzioni personali…
Affinché il progetto funzioni, bisogna non solo credere in se stessi, ma essere flessibili, sapersi adattare a tutte le possibili situazioni ed alle persone con cui ci si relaziona, essere persuasivi, convincenti, con motivazioni razionali ed emotive, in modo tale, da riuscire a portare gli altri a seguire le proprie idee ed i propri progetti
Ed infine, trovare soluzioni semplici a problemi complessi, circostanza meglio conosciuta come “problem solving”; già a volte la soluzione è più facile di quella che si pensi, e come si dice il più delle volte “è lì dietro l’angolo”, inventando ciò che non esisteva ed ampliando le proprie strade verso nuovi scenari!
E’ fondamentale, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, in particolare proprio nella nostra regione, favorire la diffusione di una nuova imprenditorialità legata all’economia digitale, per sostenere sia le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione dei risultati del sistema della ricerca, che per stimolare il rientro dei “cervelli” dall’estero…
Ovviamente per quanto detto sopra “invitalia.it” è a vostra disposizione gratuitamente, con i propri professionisti, per valutare insieme quali proposte e iniziative si desiderano creare, per aprirsi una strada nuova verso un radioso futuro…
Perché adesso, è fondamentale comprendere da che parte si vuole stare, valutare obbiettivamente (ed aggiungerei correttamente) tra chi sta proponendo esclusivamente “chiacchiere” inconsistenti… e chi invece, mettendo innanzitutto la propria persona, promuove quella cultura imprenditoriale giovanile e femminile, tanto necessaria in una Sicilia, che oggi vede un giovane su due disoccupato, dei quali il 17,5% sono maschi e il 20,6% femmine!!!
Perché sono queste le scelte che ci mostrano veramente chi siamo, molto più delle nostre abilità!!!

Giuseppe Castiglione, incoraggia in Sicilia l'imprenditoria giovanile e femminile.

In una Sicilia trascurata dalla politica e dai suoi molteplici interpreti, ripudiata da quanti hanno goduto e ricevuto i propri voti, dove ad esclusione del sole, mare e dell’Etna, manca di tutto… ecco che tra convention di quei politici inutili sempre alla ricerca di voti ( viste le prossime elezioni regionali in dirittura d’arrivo…), interventi vari, cene informali ed altro che poi hanno quel carattere propagandistico affinché si blindino, quanti più amici e conoscenti, per quel “voto” così determinante.
Ecco che,  fra tanta inutilità, qualcuno pensa a promuovere iniziative concrete e tangibili…
Ad organizzarla è stato il sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe Castiglione, cui sono intervenuti rappresentanti ed esperti nei vari settori quali amministrativo, imprenditoriale, d’investimento e sviluppo d’impresa; cercando di dar voce non solo a chi –in qualità di giovane imprenditore– ha iniziato la propria attività, ma soprattutto ai tanti giovani presenti,  che hanno voglia di mettere in campo quelle proprie capacità innovative, bagaglio di conoscenze personali, di pro-attività, flessibilità, problem solving, team working, ecc…

Sono tutte abilità e qualità che ognuno di noi possiede e che derivano da quelle conoscenze personali e professionali che si sono arricchite grazie all’esperienze che si vanno facendo e che costituiscono quelle competenze in gergo so o chiamate “soft skills”, propro per distinguerle da quelle prettamente tecniche che di solito vengono riportate nelle redazioni dei curriculum vitae.

Si tratta quindi d’incentivare i giovani e le donne che vogliono avviare una micro o piccola impresa, che non ricercano il “classico” posto fisso ma che credono di possedere capacità e competenze, tali da permettere loro di esprimersi per raggiungere il successo desiderato.
Per far ciò, hanno bisogno di un sostegno rappresentato dalle nuove agevolazioni,  le quali ritraggono la versione “rinnovata” della misura Autoimprenditorialità (decreto legislativo 185/2000, Titolo I), modificata e aggiornata dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il D.M. n. 140 dell’8 luglio 2015 e con la Circolare n. 75445 del 9 ottobre 2015.
Ingrediente fondamentale è la consapevolezza di se stessi, il noto Γνῶθι σεαυτόν  di Socrate, conoscere se stessi, infatti, significa conoscere i propri punti di forza e di debolezza, sentire cosa ci motiva e soprattutto dove si vuole andare…
Non bastano soltanto le proprie competenze personali o la volontà di porsi degli obiettivi chiari, specifici e stimolanti, come non basta impegnarsi con energia o perseveranza per il loro raggiungimento; serve avere di fatto chi ci segue, in particolare nei momenti difficili, quando i risultati tardano ad arrivare…
E’ fondamentale relazionarsi con gli altri, gestire i rapporti, comprendendone le esigenze e modulando il proprio comportamento alle loro caratteristiche e al loro ruolo, sapendo ascoltare i consigli ed il più delle volte, anche le critiche…
Un altro aspetto da prendere in esame è quello della comunicazione: in un’era digitale come quella attuale è determinante descrivere in modo chiaro cosa si sta proponendo, adattando i propri contenuti alle esigenze dei nostri interlocutori…
Dal 13 gennaio 2016 sarà aperta la piattaforma online attraverso la quale si potranno presentare le domande di ammissione alle agevolazioni, corredate dei piani di impresa e della relativa documentazione. 
Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento de minimis, sotto forma di un finanziamento agevolato a tasso pari a zero, della durata massima di otto anni e di importo non superiore al 75% della spesa ammissibile; quest’ultima non può superare il limite massimo di €. 1.500.000,00.
L’attuale dotazione finanziaria iniziale del governo è di 50 milioni di euro!!!
Possono presentare la domanda di ammissione alle agevolazioni:
Le imprese costituite in forma societaria da non più di 12 mesi (comprese le Cooperative), la cui compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni o da Donne (3.1 della Circolare)
Le società costituende, formate da sole persone fisiche, purché provvedano formalmente alla loro costituzione entro e non oltre i 45 gg dalla comunicazione del provvedimento di ammissione.
Inoltre tra le attività ammissibili ci sono la:
Produzioni di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli; Fornitura di servizi alle imprese e alle persone; Commercio di beni e Servizi; Turismo; Attività della filiera turistico-culturale, finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza; Servizi per l’innovazione Sociale.
Come tra le spese ammissibili ci sono: 
Suolo aziendale: nel limite max del 10% dell’programma complessivamente ammesso; 
Realizzazione Acquisto e Ristrutturazione Fabbricati per: Industria, Artigianato e Trasformazione prodotti agricoli (40%);
Acquisto e Ristrutturazione Fabbricati per: Turismo e filiera turistico-culturale (70%); altri settori come ad es. commercio, Innovazione sociale, servizi alle imprese e alle persone (40%);
Macchinari, Impianti e attrezzature (100%);
Programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (20%); 
Brevetti, Licenze e Marchi (20%);
Formazione specialistica dei soci e dei dipendenti (5%); 
Consulenze specialistiche, studi di fattibilità economico-finanziari, progettazione e direzione lavori, impatto ambientale (5%).
Ovviamente non si tratta di preparare un cocktail, inserendo in quello shaker, un po’ di giovani, speranze, illusioni, denaro e convinzioni personali…
Affinché il progetto funzioni, bisogna non solo credere in se stessi, ma essere flessibili, sapersi adattare a tutte le possibili situazioni ed alle persone con cui ci si relaziona, essere persuasivi, convincenti, con motivazioni razionali ed emotive, in modo tale, da riuscire a portare gli altri a seguire le proprie idee ed i propri progetti
Ed infine, trovare soluzioni semplici a problemi complessi, circostanza meglio conosciuta come “problem solving”; già a volte la soluzione è più facile di quella che si pensi, e come si dice il più delle volte “è lì dietro l’angolo”, inventando ciò che non esisteva ed ampliando le proprie strade verso nuovi scenari!
E’ fondamentale, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, in particolare proprio nella nostra regione, favorire la diffusione di una nuova imprenditorialità legata all’economia digitale, per sostenere sia le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione dei risultati del sistema della ricerca, che per stimolare il rientro dei “cervelli” dall’estero…
Ovviamente per quanto detto sopra “invitalia.it” è a vostra disposizione gratuitamente, con i propri professionisti, per valutare insieme quali proposte e iniziative si desiderano creare, per aprirsi una strada nuova verso un radioso futuro…
Perché adesso, è fondamentale comprendere da che parte si vuole stare, valutare obbiettivamente (ed aggiungerei correttamente) tra chi sta proponendo esclusivamente “chiacchiere” inconsistenti… e chi invece, mettendo innanzitutto la propria persona, promuove quella cultura imprenditoriale giovanile e femminile, tanto necessaria in una Sicilia, che oggi vede un giovane su due disoccupato, dei quali il 17,5% sono maschi e il 20,6% femmine!!!
Perché sono queste le scelte che ci mostrano veramente chi siamo, molto più delle nostre abilità!!!

Giuseppe Castiglione, incoraggia in Sicilia l'imprenditoria giovanile e femminile.

In una Sicilia trascurata dalla politica e dai suoi molteplici interpreti, ripudiata da quanti hanno goduto e ricevuto i propri voti, dove ad esclusione del sole, mare e dell’Etna, manca di tutto… ecco che tra convention di quei politici inutili sempre alla ricerca di voti ( viste le prossime elezioni regionali in dirittura d’arrivo…), interventi vari, cene informali ed altro che poi hanno quel carattere propagandistico affinché si blindino, quanti più amici e conoscenti, per quel “voto” così determinante.
Ecco che,  fra tanta inutilità, qualcuno pensa a promuovere iniziative concrete e tangibili…
Ad organizzarla è stato il sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe Castiglione, cui sono intervenuti rappresentanti ed esperti nei vari settori quali amministrativo, imprenditoriale, d’investimento e sviluppo d’impresa; cercando di dar voce non solo a chi –in qualità di giovane imprenditore– ha iniziato la propria attività, ma soprattutto ai tanti giovani presenti,  che hanno voglia di mettere in campo quelle proprie capacità innovative, bagaglio di conoscenze personali, di pro-attività, flessibilità, problem solving, team working, ecc…

Sono tutte abilità e qualità che ognuno di noi possiede e che derivano da quelle conoscenze personali e professionali che si sono arricchite grazie all’esperienze che si vanno facendo e che costituiscono quelle competenze in gergo so o chiamate “soft skills”, propro per distinguerle da quelle prettamente tecniche che di solito vengono riportate nelle redazioni dei curriculum vitae.

Si tratta quindi d’incentivare i giovani e le donne che vogliono avviare una micro o piccola impresa, che non ricercano il “classico” posto fisso ma che credono di possedere capacità e competenze, tali da permettere loro di esprimersi per raggiungere il successo desiderato.
Per far ciò, hanno bisogno di un sostegno rappresentato dalle nuove agevolazioni,  le quali ritraggono la versione “rinnovata” della misura Autoimprenditorialità (decreto legislativo 185/2000, Titolo I), modificata e aggiornata dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il D.M. n. 140 dell’8 luglio 2015 e con la Circolare n. 75445 del 9 ottobre 2015.
Ingrediente fondamentale è la consapevolezza di se stessi, il noto Γνῶθι σεαυτόν  di Socrate, conoscere se stessi, infatti, significa conoscere i propri punti di forza e di debolezza, sentire cosa ci motiva e soprattutto dove si vuole andare…
Non bastano soltanto le proprie competenze personali o la volontà di porsi degli obiettivi chiari, specifici e stimolanti, come non basta impegnarsi con energia o perseveranza per il loro raggiungimento; serve avere di fatto chi ci segue, in particolare nei momenti difficili, quando i risultati tardano ad arrivare…
E’ fondamentale relazionarsi con gli altri, gestire i rapporti, comprendendone le esigenze e modulando il proprio comportamento alle loro caratteristiche e al loro ruolo, sapendo ascoltare i consigli ed il più delle volte, anche le critiche…
Un altro aspetto da prendere in esame è quello della comunicazione: in un’era digitale come quella attuale è determinante descrivere in modo chiaro cosa si sta proponendo, adattando i propri contenuti alle esigenze dei nostri interlocutori…
Dal 13 gennaio 2016 sarà aperta la piattaforma online attraverso la quale si potranno presentare le domande di ammissione alle agevolazioni, corredate dei piani di impresa e della relativa documentazione. 
Le agevolazioni sono concesse ai sensi e nei limiti del regolamento de minimis, sotto forma di un finanziamento agevolato a tasso pari a zero, della durata massima di otto anni e di importo non superiore al 75% della spesa ammissibile; quest’ultima non può superare il limite massimo di €. 1.500.000,00.
L’attuale dotazione finanziaria iniziale del governo è di 50 milioni di euro!!!
Possono presentare la domanda di ammissione alle agevolazioni:
Le imprese costituite in forma societaria da non più di 12 mesi (comprese le Cooperative), la cui compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da giovani di età compresa tra i 18 ed i 35 anni o da Donne (3.1 della Circolare)
Le società costituende, formate da sole persone fisiche, purché provvedano formalmente alla loro costituzione entro e non oltre i 45 gg dalla comunicazione del provvedimento di ammissione.
Inoltre tra le attività ammissibili ci sono la:
Produzioni di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli; Fornitura di servizi alle imprese e alle persone; Commercio di beni e Servizi; Turismo; Attività della filiera turistico-culturale, finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza; Servizi per l’innovazione Sociale.
Come tra le spese ammissibili ci sono: 
Suolo aziendale: nel limite max del 10% dell’programma complessivamente ammesso; 
Realizzazione Acquisto e Ristrutturazione Fabbricati per: Industria, Artigianato e Trasformazione prodotti agricoli (40%);
Acquisto e Ristrutturazione Fabbricati per: Turismo e filiera turistico-culturale (70%); altri settori come ad es. commercio, Innovazione sociale, servizi alle imprese e alle persone (40%);
Macchinari, Impianti e attrezzature (100%);
Programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (20%); 
Brevetti, Licenze e Marchi (20%);
Formazione specialistica dei soci e dei dipendenti (5%); 
Consulenze specialistiche, studi di fattibilità economico-finanziari, progettazione e direzione lavori, impatto ambientale (5%).
Ovviamente non si tratta di preparare un cocktail, inserendo in quello shaker, un po’ di giovani, speranze, illusioni, denaro e convinzioni personali…
Affinché il progetto funzioni, bisogna non solo credere in se stessi, ma essere flessibili, sapersi adattare a tutte le possibili situazioni ed alle persone con cui ci si relaziona, essere persuasivi, convincenti, con motivazioni razionali ed emotive, in modo tale, da riuscire a portare gli altri a seguire le proprie idee ed i propri progetti
Ed infine, trovare soluzioni semplici a problemi complessi, circostanza meglio conosciuta come “problem solving”; già a volte la soluzione è più facile di quella che si pensi, e come si dice il più delle volte “è lì dietro l’angolo”, inventando ciò che non esisteva ed ampliando le proprie strade verso nuovi scenari!
E’ fondamentale, in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, in particolare proprio nella nostra regione, favorire la diffusione di una nuova imprenditorialità legata all’economia digitale, per sostenere sia le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione dei risultati del sistema della ricerca, che per stimolare il rientro dei “cervelli” dall’estero…
Ovviamente per quanto detto sopra “invitalia.it” è a vostra disposizione gratuitamente, con i propri professionisti, per valutare insieme quali proposte e iniziative si desiderano creare, per aprirsi una strada nuova verso un radioso futuro…
Perché adesso, è fondamentale comprendere da che parte si vuole stare, valutare obbiettivamente (ed aggiungerei correttamente) tra chi sta proponendo esclusivamente “chiacchiere” inconsistenti… e chi invece, mettendo innanzitutto la propria persona, promuove quella cultura imprenditoriale giovanile e femminile, tanto necessaria in una Sicilia, che oggi vede un giovane su due disoccupato, dei quali il 17,5% sono maschi e il 20,6% femmine!!!
Perché sono queste le scelte che ci mostrano veramente chi siamo, molto più delle nostre abilità!!!

Gli ultimi saranno ultimi…

Approfitto del titolo del film appena visto con Paola Cortellesi, Alessandro Gassman e Fabrizio Bentivoglio, per riprendere nuovamente un tema che mi sta molto a cuore… quello del disagio sociale, della povertà, delle disuguaglianze, tra chi ha troppo e chi non possiede nulla… 
Il film è come la nostra vita, dovrebbe raccontare momenti felici e gioiosi… come potrebbe essere guardare al cinema una commedia e di contro invece, nasconde quei momenti amari, che sono di fatto… la realtà di questo nostro paese!!!
Gli attori sono bravi, aggiungerei perfetti nel calarsi nei personaggi che rappresentano in maniera disinvolta, quasi fossero essi stessi a dover rivivere le proprie esperienze quotidiane…
E’ un misto tra quella commedia all’italiana e quel neorealismo nato e sviluppatosi in Italia durante il secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra, negli anni compresi tra il 1943 e il 1955, caratterizzato da trame ambientate fra le classi disagiate, dove si evidenziavano i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici, con il più delle volte… riprese all’aperto e utilizzando per le parti secondarie, attori non professionisti o certamente agli inizi delle loro carriere…
Primeggiano le condizioni disastrose economiche e morali, quel tentare a tutti i costi d’andare avanti, facendo i conti con quelle prospettive di una speranza migliore, con il desiderio di una maternità, il più delle volte posticipata… in attesa di una preferibile condizione di vita…
Un’illusione di riscatto, che tenta di lasciarsi il passato alle spalle e di ricominciare finalmente una nuova vita, senza più frustrazioni, povertà e disperazione….
Il marito… senza occupazione, che trascorre la propria esistenza al bar, con gli amici, a giocare, bere e scommettere, mentre lei umile pendolare, che viaggia ogni mattina per recarsi a lavoro, guardando il mondo (come diceva la canzone di Gianni Togni… ) da un oblò… ripercorrendo quella medesima provinciale, centinaia e centinaia di volte, quasi fosse un déjà vu… dove circostanze osservate casualmente, tendono a ripetersi talmente spesso che provocano la sensazione di esperienze in precedenza già vissute… 

Ed in quel guardare fuori dal bus, ecco che si specchia negli aloni del vetro e rivede la sua vita, quei sogni di una donna semplice che sognava soltanto una vita dignitosa, insieme al proprio marito, coronamento di quel desiderato amore, che finalmente si concretizza, quando Luciana (la protagonista) scopre di essere incinta…

Una lieta notizia alla quale seguirà un’altra terribile, la perdita del proprio posto di lavoro…
S’incrociano così due storie, tra lei e quella di un poliziotto anch’egli tra gravi difficoltà personali, familiari, d’adattamento in quel centro Italia lontano dal suo nord, con colleghi antipatici e provocatori, tutti elementi che fanno trascorrere in maniera tediosa le proprie giornate, operando quel suo impegno all’interno delle forze dell’ordine, tra irritazioni e fastidi…   
C’è tutta la tristezza di vivere in quel racconto amaro, che riflette le problematiche che sta attraversando il nostro disilluso paese… e dove diventa difficile ridere a battute… sapendo quante lacrime reali…  sono taciute in quelle frasi ed in quei gesti.
Un mondo a pezzi, dove la giustizia non esiste, i diritti vengono violati, l’amicizia si dimostra ingrata e dove si viene pugnalati e si svende la propria dignità per un pezzo di pane… 
Questo se pur nella sua drammaticità è un film da far vedere, ma soprattutto da consigliare agli adolescenti… così presi dai loro smartphone, nell’inviarsi quei messaggi banali, senza capire che a breve, anche per loro, figli di persone semplici, stia per giungere quel periodo tragico… dove non basterà per emergere, quella propria capacità meritocratica accademica o professionale, ma si dovrà fare i conti, con un sistema corruttivo, basato principalmente su raccomandazioni, favoritismi, amicizie, appoggi, parentele, intercessioni, presentazioni, esortazioni, continue richieste, che hanno quale unico fine, quello ormai consueto di far avanzare il coglione di turno, a scapito sempre e purtroppo, di quello certamente più capace e intelligente!!!
Ma questo è ciò che si vuole in Italia… perché gli ultimi debbano sempre stare ultimi…
Poi però ci si meraviglia, come quegli stessi “ultimi”, partiti via da questa ingrata terra e dislocatisi in altri paesi più civili (e soprattutto meno corrotti) nel mondo, dimostrino con proprie capacità professionali, di meritare il titolo di essere primi!!!
Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi, che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà…
(Anna Frank)

Gli ultimi saranno ultimi…

Approfitto del titolo del film appena visto con Paola Cortellesi, Alessandro Gassman e Fabrizio Bentivoglio, per riprendere nuovamente un tema che mi sta molto a cuore… quello del disagio sociale, della povertà, delle disuguaglianze, tra chi ha troppo e chi non possiede nulla… 
Il film è come la nostra vita, dovrebbe raccontare momenti felici e gioiosi… come potrebbe essere guardare al cinema una commedia e di contro invece, nasconde quei momenti amari, che sono di fatto… la realtà di questo nostro paese!!!
Gli attori sono bravi, aggiungerei perfetti nel calarsi nei personaggi che rappresentano in maniera disinvolta, quasi fossero essi stessi a dover rivivere le proprie esperienze quotidiane…
E’ un misto tra quella commedia all’italiana e quel neorealismo nato e sviluppatosi in Italia durante il secondo conflitto mondiale e nell’immediato dopoguerra, negli anni compresi tra il 1943 e il 1955, caratterizzato da trame ambientate fra le classi disagiate, dove si evidenziavano i problemi dei lavoratori e delle lavoratrici, con il più delle volte… riprese all’aperto e utilizzando per le parti secondarie, attori non professionisti o certamente agli inizi delle loro carriere…
Primeggiano le condizioni disastrose economiche e morali, quel tentare a tutti i costi d’andare avanti, facendo i conti con quelle prospettive di una speranza migliore, con il desiderio di una maternità, il più delle volte posticipata… in attesa di una preferibile condizione di vita…
Un’illusione di riscatto, che tenta di lasciarsi il passato alle spalle e di ricominciare finalmente una nuova vita, senza più frustrazioni, povertà e disperazione….
Il marito… senza occupazione, che trascorre la propria esistenza al bar, con gli amici, a giocare, bere e scommettere, mentre lei umile pendolare, che viaggia ogni mattina per recarsi a lavoro, guardando il mondo (come diceva la canzone di Gianni Togni… ) da un oblò… ripercorrendo quella medesima provinciale, centinaia e centinaia di volte, quasi fosse un déjà vu… dove circostanze osservate casualmente, tendono a ripetersi talmente spesso che provocano la sensazione di esperienze in precedenza già vissute… 

Ed in quel guardare fuori dal bus, ecco che si specchia negli aloni del vetro e rivede la sua vita, quei sogni di una donna semplice che sognava soltanto una vita dignitosa, insieme al proprio marito, coronamento di quel desiderato amore, che finalmente si concretizza, quando Luciana (la protagonista) scopre di essere incinta…

Una lieta notizia alla quale seguirà un’altra terribile, la perdita del proprio posto di lavoro…
S’incrociano così due storie, tra lei e quella di un poliziotto anch’egli tra gravi difficoltà personali, familiari, d’adattamento in quel centro Italia lontano dal suo nord, con colleghi antipatici e provocatori, tutti elementi che fanno trascorrere in maniera tediosa le proprie giornate, operando quel suo impegno all’interno delle forze dell’ordine, tra irritazioni e fastidi…   
C’è tutta la tristezza di vivere in quel racconto amaro, che riflette le problematiche che sta attraversando il nostro disilluso paese… e dove diventa difficile ridere a battute… sapendo quante lacrime reali…  sono taciute in quelle frasi ed in quei gesti.
Un mondo a pezzi, dove la giustizia non esiste, i diritti vengono violati, l’amicizia si dimostra ingrata e dove si viene pugnalati e si svende la propria dignità per un pezzo di pane… 
Questo se pur nella sua drammaticità è un film da far vedere, ma soprattutto da consigliare agli adolescenti… così presi dai loro smartphone, nell’inviarsi quei messaggi banali, senza capire che a breve, anche per loro, figli di persone semplici, stia per giungere quel periodo tragico… dove non basterà per emergere, quella propria capacità meritocratica accademica o professionale, ma si dovrà fare i conti, con un sistema corruttivo, basato principalmente su raccomandazioni, favoritismi, amicizie, appoggi, parentele, intercessioni, presentazioni, esortazioni, continue richieste, che hanno quale unico fine, quello ormai consueto di far avanzare il coglione di turno, a scapito sempre e purtroppo, di quello certamente più capace e intelligente!!!
Ma questo è ciò che si vuole in Italia… perché gli ultimi debbano sempre stare ultimi…
Poi però ci si meraviglia, come quegli stessi “ultimi”, partiti via da questa ingrata terra e dislocatisi in altri paesi più civili (e soprattutto meno corrotti) nel mondo, dimostrino con proprie capacità professionali, di meritare il titolo di essere primi!!!
Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi, che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà…
(Anna Frank)

Sconfiggere la mafia è cosa nostra… e non esclusivamente di altri!

In occasione della Giornata Mondiale contro la Corruzione, il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato: combattere la corruzione, spezzare le catene della complicità, liberare la vita sociale da questo cancro è possibile  come è alla nostra portata sconfiggere le mafie…

Perché… corruzione, complicità e illegalità sono mali che vanno combattuti insieme, perché contrastano quei fenomeni connaturati con la nostra società civile e sono distanti dalla moralità pubblica e dal senso civico…
Secondo il Presidente, “la corruzione è un furto di democrazia; crea sfiducia, inquina le istituzioni, altera ogni principio di equità, penalizza il sistema economico, allontana gli investitori e impedisce la valorizzazione dei talenti”
In particolare l’inadeguato sistema degli apparati pubblici e di giustizia, fa in modo che a subire siano proprio le persone più deboli, i disoccupati, i giovani che vengono persuasi da quelle organizzazioni criminali ad inserirsi all’interno di quella associazione malavitosa…
Bisogna sconfiggere le mafie perché ciò è alla nostra portata… sottolinea il capo dello Stato, grazie in particolare ai numerosi “anticorpi” presenti nella società civile, che hanno il volto di cittadini consapevoli delle loro responsabilità, di donne e uomini coscienti dei propri diritti ma anche dei propri doveri, di funzionari pubblici che assolvono ai loro compiti, di volontari che costruiscono reti di solidarietà e di inclusione sociale…
Un ulteriore sostegno viene dalle istituzioni, la Magistratura, le procure, tutte le forze di polizia, che dimostrano ogni giorno con le loro azioni, come i meccanismi di controllo, di accertamento e di sanzione funzionano, e quando a causa di ciò, emergono notizie su scandali e collusioni, vuol dire che il cancro del malaffare… è stato individuato e colpito!!!
Anche il presidente del “Gruppo di lavoro anti-corruzione” dell’OCSE (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), Drago Kos, ha lanciato un appello: La lotta alla corruzione è una delle principali priorità dell’OCSE sulla quale sono stati fatti progressi a livello globale; tuttavia questo fenomeno permea e agevola, alcune tra le principali minacce globali del nostro tempo, come il terrorismo, il cambiamento climatico e la crisi dei rifugiati
L’obiettivo è condividere e scambiarsi metodi, moderni ed efficaci di indagine, per costruire reti solide per una futura collaborazione…
Contro le mafie è fondamentale una modifica delle coscienze, perché soltanto erodendo il terreno fertile nel quale striscia questo fenomeno sommerso, si potrà rivendicare con forza, quella speranza di democrazia e legalità, certamente richiesta…
Continuare per come si è finora fatto, limitandosi al proprio orticello, imponendosi di limitare la propria partecipazione sociale, occupandosi esclusivamente dei propri interessi personali, ricattati ormai… da quella percezione generalizzata di luogo comune, sopraffatti vigliaccamente dalla paura o dai meccanismi messi in atto a modello persuasione, ecco che allora difficilmente… si potrà reclamare con forza il diritto di avere una società giusta e
E’ finito il tempo di ricordare quanti hanno sacrificato la propria vita, tra magistrati, forze dell’ordine, politici, amministratori o semplici cittadini per combattere i ricatti delle mafie…
Se si vuole cambiare questo nostro paese… non bisogna più rimanere spettatori, ma cominciare consapevolmente a mettere in pratica quotidianamente, quei principi di rettitudine, onesta e legalità, attraverso spirito di sacrificio e scelte coraggiose…
Perché si sa che nella vita, ci possono essere scelte che, se farai, sai già che ti pentirai, ma se non farai… non ti perdonerai mai!!!

Sconfiggere la mafia è cosa nostra… e non esclusivamente di altri!

In occasione della Giornata Mondiale contro la Corruzione, il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato: combattere la corruzione, spezzare le catene della complicità, liberare la vita sociale da questo cancro è possibile  come è alla nostra portata sconfiggere le mafie…

Perché… corruzione, complicità e illegalità sono mali che vanno combattuti insieme, perché contrastano quei fenomeni connaturati con la nostra società civile e sono distanti dalla moralità pubblica e dal senso civico…
Secondo il Presidente, “la corruzione è un furto di democrazia; crea sfiducia, inquina le istituzioni, altera ogni principio di equità, penalizza il sistema economico, allontana gli investitori e impedisce la valorizzazione dei talenti”
In particolare l’inadeguato sistema degli apparati pubblici e di giustizia, fa in modo che a subire siano proprio le persone più deboli, i disoccupati, i giovani che vengono persuasi da quelle organizzazioni criminali ad inserirsi all’interno di quella associazione malavitosa…
Bisogna sconfiggere le mafie perché ciò è alla nostra portata… sottolinea il capo dello Stato, grazie in particolare ai numerosi “anticorpi” presenti nella società civile, che hanno il volto di cittadini consapevoli delle loro responsabilità, di donne e uomini coscienti dei propri diritti ma anche dei propri doveri, di funzionari pubblici che assolvono ai loro compiti, di volontari che costruiscono reti di solidarietà e di inclusione sociale…
Un ulteriore sostegno viene dalle istituzioni, la Magistratura, le procure, tutte le forze di polizia, che dimostrano ogni giorno con le loro azioni, come i meccanismi di controllo, di accertamento e di sanzione funzionano, e quando a causa di ciò, emergono notizie su scandali e collusioni, vuol dire che il cancro del malaffare… è stato individuato e colpito!!!
Anche il presidente del “Gruppo di lavoro anti-corruzione” dell’OCSE (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), Drago Kos, ha lanciato un appello: La lotta alla corruzione è una delle principali priorità dell’OCSE sulla quale sono stati fatti progressi a livello globale; tuttavia questo fenomeno permea e agevola, alcune tra le principali minacce globali del nostro tempo, come il terrorismo, il cambiamento climatico e la crisi dei rifugiati
L’obiettivo è condividere e scambiarsi metodi, moderni ed efficaci di indagine, per costruire reti solide per una futura collaborazione…
Contro le mafie è fondamentale una modifica delle coscienze, perché soltanto erodendo il terreno fertile nel quale striscia questo fenomeno sommerso, si potrà rivendicare con forza, quella speranza di democrazia e legalità, certamente richiesta…
Continuare per come si è finora fatto, limitandosi al proprio orticello, imponendosi di limitare la propria partecipazione sociale, occupandosi esclusivamente dei propri interessi personali, ricattati ormai… da quella percezione generalizzata di luogo comune, sopraffatti vigliaccamente dalla paura o dai meccanismi messi in atto a modello persuasione, ecco che allora difficilmente… si potrà reclamare con forza il diritto di avere una società giusta e
E’ finito il tempo di ricordare quanti hanno sacrificato la propria vita, tra magistrati, forze dell’ordine, politici, amministratori o semplici cittadini per combattere i ricatti delle mafie…
Se si vuole cambiare questo nostro paese… non bisogna più rimanere spettatori, ma cominciare consapevolmente a mettere in pratica quotidianamente, quei principi di rettitudine, onesta e legalità, attraverso spirito di sacrificio e scelte coraggiose…
Perché si sa che nella vita, ci possono essere scelte che, se farai, sai già che ti pentirai, ma se non farai… non ti perdonerai mai!!!

Miccichè: Genovese vale 50.000 voti!!!

C’era una volta il “parlamentare“, era un soggetto che veniva scelto dai cittadini per andarlo a rappresentare presso una delle due camere del governo, quella dei deputati e quella dei senatori…
C’era altresì tanto tempo fa “l’ideologia politica“, che permetteva a tutti di esprimere, a quale pensiero fosse orientata la propria dottrina politica, caratterizzando quella elaborazione teorica, economica e sociale, che faceva sì da dirigere quell’azione verso in proprio movimento d’ispirazione, successivamente costituitosi e contraddistinto nei vari partiti meglio conosciuti come di centro, sinistra e di destra…
C’erano inoltre delle “motivazioni” affinché uno potesse valutare i propri rappresentanti, tra i tanti nominativi proposti… in base a quelle qualità espresse da specifici valori, tra i quali, quelli morali, professionali e intellettuali…
Oggi, quei meriti sono scomparsi… e non vi è alcuna bravura o abilità, ma soltanto numeri… già quelle cifre che esprimono quanto uno valga… in proporzione a quanti voti uno si può far portavoce!!!
Ecco quindi che non importa se se stato arrestato per truffa o peculato, non importa se hai ricevuto un’avviso di garanzia per associazione a delinquere che non gli ha permesso di rimanere libero per quasi due anni… sicuramente come ripeto sempre – bisogna aspettare la sentenza definitiva – ma ciò che emerge è che in questo nostro “strano” paese, sono in molti coloro che, pur avendo un procedimento penale in corso (ma soprattutto senza attenderne l’esito di giudizio), hanno la volontà di volersi ricandidare…  
Ed allora, si scopre come un deputato, possa per quanto sopra essere espulso dal proprio partito (in questo caso… il Pd) scaricandolo definitivamente…
Ma, come se nulla fosse… ecco che lo stesso soggetto viene magicamente ripescato e proprio come un giocatore, rientra in campo con un’altra divisa… passando cioè in Forza Italia…
tra le poche note positive che riconosco al Cav. c’è quella di aver raccontato un giorno, una barzelletta molto indicativa, che faceva così:
– il Cav. si trovava nella sua limousine con accanto un collega sottosegretario anch’egli di Forza Italia, quando giunti al centro di Milano, accostano per far salire in auto, il ministro appena insediatosi (appartenente anch’egli al medesimo partito) per congratularsi dell’incarico ricevuto;
– a quel punto, il sottosegretario nell’elogiarne i meriti, fa un piccolo disappunto sul collega ministro: sa presidente… come vede è giovane, capace e promettente… ma ha un difetto… tifa per la Juve, ma sono certo comunque che, sotto la sua influenza, un giorno saprà tifare Milan!!!
– risponde allora il nuovo ministro: presidente, mi permetta, mi chieda tutto ma mai di cambiare la mia squadra del cuore con un’altra…
– a quella risposta il sottosegretario indignato, riprende indignato il giovane ministro, facendogli comprendere che stava dimostrando poca gratitudine nei riguardi del Cav, che tanto di contro aveva fatto nei suoi riguardi…
– ma il presidente lo blocco e disse… No, il nostro amico comune ha detto una cosa saggia… ed io sono pienamente d’accordo con questa sua decisione, perché… come si dice: chi tradisce una volta… tradisce sempre!!!
Ed ecco quindi l’appena nominato commissario di Forza Italia per la Sicilia, Gianfranco Miccichè, che, pur di alimentare quel suo partito e contrastare la cavalcata di Renzi e del M5Stelle… va alla ricerca di ogni possibile voto…
Una rete gettata nel mare delle preferenze, che porta con se non soltanto il deputato (sospeso) Genovese, ma anche tutto il suo ex staff… tra deputati regionali, parlamentari nazionali, ed altri… come consiglieri ed emergenti candidati nazionali.
L’idea è quella di rafforzare nuovamente “Forza Italia”, aggregando di tutto e di più, ampliando l’ingresso a quanti sono attualmente disponibili a cambiare casacca, per un posto più prestigioso o per interessi personali, che poi il tempo farà emergere…
I siciliani… già confusi di loro, ora… con questi passaggi di ping-pong sono quanto meno persuasi…
Il bello è che si sente dire dal Cav. che è molto soddisfatto del nuovo progetto politico in corso e soprattutto contento per come si sta portando avanti…
Ma di quale progetto parla non si capisce… qui si vede solo riciclaggio… di uomini e di voti, ed è una cosa che certamente a molti di noi non piace, certamente a quei rari Siciliani… rappresentanti d’élite di quella schiera di persone oneste…
Dopotutto siamo prossimi a Natale… e c’è ancora chi è convinto che possa esistere qualcuno che “mascherato” da Babbo Natale, possa far cadere dall’alto meravigliosi regali…
Ma dopotutto come biasimarli, essi per primi non hanno compreso, di essere ormai ridotti a inutili “pacchi”…  

Miccichè: Genovese vale 50.000 voti!!!

C’era una volta il “parlamentare“, era un soggetto che veniva scelto dai cittadini per andarlo a rappresentare presso una delle due camere del governo, quella dei deputati e quella dei senatori…
C’era altresì tanto tempo fa “l’ideologia politica“, che permetteva a tutti di esprimere, a quale pensiero fosse orientata la propria dottrina politica, caratterizzando quella elaborazione teorica, economica e sociale, che faceva sì da dirigere quell’azione verso in proprio movimento d’ispirazione, successivamente costituitosi e contraddistinto nei vari partiti meglio conosciuti come di centro, sinistra e di destra…
C’erano inoltre delle “motivazioni” affinché uno potesse valutare i propri rappresentanti, tra i tanti nominativi proposti… in base a quelle qualità espresse da specifici valori, tra i quali, quelli morali, professionali e intellettuali…
Oggi, quei meriti sono scomparsi… e non vi è alcuna bravura o abilità, ma soltanto numeri… già quelle cifre che esprimono quanto uno valga… in proporzione a quanti voti uno si può far portavoce!!!
Ecco quindi che non importa se se stato arrestato per truffa o peculato, non importa se hai ricevuto un’avviso di garanzia per associazione a delinquere che non gli ha permesso di rimanere libero per quasi due anni… sicuramente come ripeto sempre – bisogna aspettare la sentenza definitiva – ma ciò che emerge è che in questo nostro “strano” paese, sono in molti coloro che, pur avendo un procedimento penale in corso (ma soprattutto senza attenderne l’esito di giudizio), hanno la volontà di volersi ricandidare…  
Ed allora, si scopre come un deputato, possa per quanto sopra essere espulso dal proprio partito (in questo caso… il Pd) scaricandolo definitivamente…
Ma, come se nulla fosse… ecco che lo stesso soggetto viene magicamente ripescato e proprio come un giocatore, rientra in campo con un’altra divisa… passando cioè in Forza Italia…
tra le poche note positive che riconosco al Cav. c’è quella di aver raccontato un giorno, una barzelletta molto indicativa, che faceva così:
– il Cav. si trovava nella sua limousine con accanto un collega sottosegretario anch’egli di Forza Italia, quando giunti al centro di Milano, accostano per far salire in auto, il ministro appena insediatosi (appartenente anch’egli al medesimo partito) per congratularsi dell’incarico ricevuto;
– a quel punto, il sottosegretario nell’elogiarne i meriti, fa un piccolo disappunto sul collega ministro: sa presidente… come vede è giovane, capace e promettente… ma ha un difetto… tifa per la Juve, ma sono certo comunque che, sotto la sua influenza, un giorno saprà tifare Milan!!!
– risponde allora il nuovo ministro: presidente, mi permetta, mi chieda tutto ma mai di cambiare la mia squadra del cuore con un’altra…
– a quella risposta il sottosegretario indignato, riprende indignato il giovane ministro, facendogli comprendere che stava dimostrando poca gratitudine nei riguardi del Cav, che tanto di contro aveva fatto nei suoi riguardi…
– ma il presidente lo blocco e disse… No, il nostro amico comune ha detto una cosa saggia… ed io sono pienamente d’accordo con questa sua decisione, perché… come si dice: chi tradisce una volta… tradisce sempre!!!
Ed ecco quindi l’appena nominato commissario di Forza Italia per la Sicilia, Gianfranco Miccichè, che, pur di alimentare quel suo partito e contrastare la cavalcata di Renzi e del M5Stelle… va alla ricerca di ogni possibile voto…
Una rete gettata nel mare delle preferenze, che porta con se non soltanto il deputato (sospeso) Genovese, ma anche tutto il suo ex staff… tra deputati regionali, parlamentari nazionali, ed altri… come consiglieri ed emergenti candidati nazionali.
L’idea è quella di rafforzare nuovamente “Forza Italia”, aggregando di tutto e di più, ampliando l’ingresso a quanti sono attualmente disponibili a cambiare casacca, per un posto più prestigioso o per interessi personali, che poi il tempo farà emergere…
I siciliani… già confusi di loro, ora… con questi passaggi di ping-pong sono quanto meno persuasi…
Il bello è che si sente dire dal Cav. che è molto soddisfatto del nuovo progetto politico in corso e soprattutto contento per come si sta portando avanti…
Ma di quale progetto parla non si capisce… qui si vede solo riciclaggio… di uomini e di voti, ed è una cosa che certamente a molti di noi non piace, certamente a quei rari Siciliani… rappresentanti d’élite di quella schiera di persone oneste…
Dopotutto siamo prossimi a Natale… e c’è ancora chi è convinto che possa esistere qualcuno che “mascherato” da Babbo Natale, possa far cadere dall’alto meravigliosi regali…
Ma dopotutto come biasimarli, essi per primi non hanno compreso, di essere ormai ridotti a inutili “pacchi”…  

Con la pretesa di sostituirsi a Dio…

Starete pensando… ma Nicola si è dato alla religione… o e stato fulminato per la via di Damasco???

In questi giorni mi è capitato di rivedere alcune film registrati… (tra cui la serie ultima trasmessa da Canale 5 sulla Bibbia, Religius… vedere per credere ed infine Le stazioni della fede) ovviamente resto sempre della mia idea, che è molto lontano da quegli insegnamenti limitati e istruiti da tutte le religioni…
In ognuno di essi purtroppo si cela quel profondo limite… quello volersi cioè considerare (rispetto ad altre religioni), uniche rappresentanti della verità, di quella conoscenza soprannaturale, compimento diretto della volontà di Dio!!!
L’umanità non è mai stata capace di comprendere quali valori deve saper prendere per buoni e quali di contro condannare ed in questo, nemmeno gli uomini portavoce di quegli insegnamenti, sono in grado di trasmetterne il vero messaggio…
Il più delle volte difatti, quegli insegnamenti (dei vari profeti), vengono distorti a seconda delle circostanze, facendo in modo che coloro che parlano per nome e conto di Dio, garantiscano o promettano paradisi per se o per i propri cari, adoperandosi a compiere quella volontà, ora da altri suggeriti…

Il vero messaggio che invece dovrebbe passare è quello dell’amore, della fratellanza, di quella sete e fame di giustizia… 

Nulla quindi centra con quel messaggio tanto richiamato da molti precettori… sulla volontà di dover contrastare gli altrui insegnamenti, giungere anche ad uccidere o a combattere eventuali infedeli, proponendo azioni autolesioniste, al fine di provocare nell’animo umano quelle azioni crudeli, che hanno quale obbiettivo, quello di colpire sempre vittime, indifesi e inermi…   
Dio non ha necessita di alcun appagamento umano… a Lui non serve alcun gesto ulteriore per imporre la propria volontà… e non esiste certamente uomo che possa sostituirsi nelle proprie azioni…
Dopotutto, se non si è in grado di dissetare se stessi, come si può credere di dissetare la verità di Dio!!!
Con quale presunzione si pensa di attuare la Sua volontà… non è Dio a chiedere all’uomo bensì è l’uomo che deve avere fame e sete di Dio, perché solo così (forse) egli potrà intervenire nelle loro vite…
A nessuno è chiesto di convertirsi, come nessuna religione può dirsi migliore delle altre, sono tutte perfette se ognuna di esse innalza il proprio cuore verso Lui, se fa in modo di spingere i nostri gesti verso il prossimo, aiutando e sostenendo chi soffre e sta male…
Amore per amore, più si da e maggiormente si riceverà… perché è in ciò che si rappresenta la vera gioia terrena… che potrà forse un giorno (se compiuta in modo sincera) compensata da quella eterna…

Ma c’è  una cosa che premia tutte le altre… saper donare se stessi agli altri, senza dover sperare di riceverne qualcosa in cambio…
Ogni parola diversa dalla nostra ascoltata, aprirà sempre di più i nostri cuori, ed ogni parola da noi data, farà in modo di trasmettere quella vera fratellanza…
Non ci sarà più differenza di pensiero, di colore di pelle, d’etnia, di religione e quant’altro che potrà dividerci da quella speranza, nella quale tutti saremmo eguali, uomini, donne e bambini uniti in quella unica fede chiamata speranza, così piccola da poterla sempre portare con noi… così grande da trasmetterla a tutto il mondo intero!!!
C’è bisogno del sacrificio di tutti ed oggi più di ogni altro momento, c’è la necessità di provarlo a cambiare questo creato, sperando così facendo, d’eliminare tutto quest’odio, alimentato proprio da chi ha, non solo la pretesa di sostituirsi a Dio, ma ha certamente interessi ben diversi da quelli voluti da Lui e di cui essi con grande animo, ci si proclamano figli…

Con la pretesa di sostituirsi a Dio…

Starete pensando… ma Nicola si è dato alla religione… o e stato fulminato per la via di Damasco???

In questi giorni mi è capitato di rivedere alcune film registrati… (tra cui la serie ultima trasmessa da Canale 5 sulla Bibbia, Religius… vedere per credere ed infine Le stazioni della fede) ovviamente resto sempre della mia idea, che è molto lontano da quegli insegnamenti limitati e istruiti da tutte le religioni…
In ognuno di essi purtroppo si cela quel profondo limite… quello volersi cioè considerare (rispetto ad altre religioni), uniche rappresentanti della verità, di quella conoscenza soprannaturale, compimento diretto della volontà di Dio!!!
L’umanità non è mai stata capace di comprendere quali valori deve saper prendere per buoni e quali di contro condannare ed in questo, nemmeno gli uomini portavoce di quegli insegnamenti, sono in grado di trasmetterne il vero messaggio…
Il più delle volte difatti, quegli insegnamenti (dei vari profeti), vengono distorti a seconda delle circostanze, facendo in modo che coloro che parlano per nome e conto di Dio, garantiscano o promettano paradisi per se o per i propri cari, adoperandosi a compiere quella volontà, ora da altri suggeriti…

Il vero messaggio che invece dovrebbe passare è quello dell’amore, della fratellanza, di quella sete e fame di giustizia… 

Nulla quindi centra con quel messaggio tanto richiamato da molti precettori… sulla volontà di dover contrastare gli altrui insegnamenti, giungere anche ad uccidere o a combattere eventuali infedeli, proponendo azioni autolesioniste, al fine di provocare nell’animo umano quelle azioni crudeli, che hanno quale obbiettivo, quello di colpire sempre vittime, indifesi e inermi…   
Dio non ha necessita di alcun appagamento umano… a Lui non serve alcun gesto ulteriore per imporre la propria volontà… e non esiste certamente uomo che possa sostituirsi nelle proprie azioni…
Dopotutto, se non si è in grado di dissetare se stessi, come si può credere di dissetare la verità di Dio!!!
Con quale presunzione si pensa di attuare la Sua volontà… non è Dio a chiedere all’uomo bensì è l’uomo che deve avere fame e sete di Dio, perché solo così (forse) egli potrà intervenire nelle loro vite…
A nessuno è chiesto di convertirsi, come nessuna religione può dirsi migliore delle altre, sono tutte perfette se ognuna di esse innalza il proprio cuore verso Lui, se fa in modo di spingere i nostri gesti verso il prossimo, aiutando e sostenendo chi soffre e sta male…
Amore per amore, più si da e maggiormente si riceverà… perché è in ciò che si rappresenta la vera gioia terrena… che potrà forse un giorno (se compiuta in modo sincera) compensata da quella eterna…

Ma c’è  una cosa che premia tutte le altre… saper donare se stessi agli altri, senza dover sperare di riceverne qualcosa in cambio…
Ogni parola diversa dalla nostra ascoltata, aprirà sempre di più i nostri cuori, ed ogni parola da noi data, farà in modo di trasmettere quella vera fratellanza…
Non ci sarà più differenza di pensiero, di colore di pelle, d’etnia, di religione e quant’altro che potrà dividerci da quella speranza, nella quale tutti saremmo eguali, uomini, donne e bambini uniti in quella unica fede chiamata speranza, così piccola da poterla sempre portare con noi… così grande da trasmetterla a tutto il mondo intero!!!
C’è bisogno del sacrificio di tutti ed oggi più di ogni altro momento, c’è la necessità di provarlo a cambiare questo creato, sperando così facendo, d’eliminare tutto quest’odio, alimentato proprio da chi ha, non solo la pretesa di sostituirsi a Dio, ma ha certamente interessi ben diversi da quelli voluti da Lui e di cui essi con grande animo, ci si proclamano figli…

Ma quale globalizzazione…

Sono anni che ci parlano della globalizzazione, dei suoi meravigliosi effetti, di quanto ciò avrebbe influito nelle culture e di come si sarebbero potuti unire i vari popoli della terra…  
Difatti, il termine globalizzazione indica quel fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è propriamente una decisa standardizzazione economica e culturale tra i popoli e i luoghi del mondo.
Il termine, utilizzato dagli economisti a partire dal 1980 era riferito prevalentemente ad aspetti di profilo economico e cioè per quelle interazioni tra i popoli e le  grandi società, in attività di produzione e scambi commerciali..
Oggi, invece il fenomeno va inquadrato nei cambiamenti sociali, economici, tecnologici e politici, che avvengono su scala mondiale…
Nel campo economico la globalizzazione, ha rappresentato una integrazione economica tra i vari paesi, in particolare con l’abolizione delle barriere commerciali grazie all’aumento degli scambi internazionali… 
Le crescenti liberazioni del mercato, l’aumento delle privatizzazioni, le politiche liberiste, hanno modificato lo scenario internazionale, modificando i processi finanziari ed affermando così la presenza di imprese multinazionali nello scenario dell’economia mondiale.
Alla base della fase attuale di globalizzazione ci sono ragioni tecnologiche e scientifiche, a cominciare dalla rivoluzione informatica che ha ridotto enormemente il costo delle comunicazioni e dei trasporti, da ragioni politiche, con il crollo dei paesi socialisti avvenuto a partire dal 1989, da ragioni economico e culturali, con la crescente fiducia nel mercato in grado di risolvere automaticamente il problema della produzione e la distribuzione dei beni e soprattutto quegli interessi economici… che stanno alla base di questa visione.
Gli effetti economici e sociali della globalizzazione sono ampiamente dibattuti e controversi, in quanto da un lato, istituzioni come la Banca Mondiale, ritengono che la globalizzazione abbia portato ad una maggiore crescita a livello globale, migliorando l’economia e le condizioni sociali dei paesi in via di sviluppo, mentre di contro, altre organizzazioni quali l’Organizzazione Internazionale del lavoro, le associazioni ed i movimenti, hanno avuto una posizione molto critica, sottolineando come questa abbia creato un aumento delle disuguaglianze mondiali ed in alcuni casi… la povertà. 
Infatti, se il fenomeno della globalizzazione appare come un fenomeno economico-sociale inevitabile in quanto legato all’evoluzione della stessa società moderna, i contenuti delle politiche economiche di globalizzazione ed i loro effetti sociali su povertà e disuguaglianza, potrebbero essere governati e gestiti in maniera certamente più accorta e diligente.
Per cui oggi per globalizzazione, ci si riferisce non solo allo sviluppo di mercati globali, ma anche e soprattutto alla diffusione dell’informazione e dei mezzi di comunicazione, quali per esempio quelli in rete (con il Web), che oltrepassano tutte le frontiere nazionali e diventano diffusione e conoscenza immediata di temi internazionali.
Il termine, viene così utilizzato anche in ambito culturale ed indica genericamente il fatto che oggi ci si trova spesso a rapportarsi con le altre culture, sia a livello individuale a causa di migrazioni stabili, sia nazionale nei rapporti tra Stati.
Ovviamente la globalizzazione ha favorito lo sviluppo economico di alcuni stati, in particolare quelli industrializzati, dove attraverso il decentramento hanno ottenuto i maggiori guadagni e profitti.
Molti industriali infatti hanno deciso di spostare le loro industrie in paesi sottosviluppati, dove la manodopera ha certamente un costo inferiore, ma così facendo (se pur si è offerto un lavoro in quei paesi più poveri) le multinazionali non hanno permesso a quei paesi, di potersi sviluppare… 
L’unificazione del mondo, in un’ottica di mercato unico… non ha eliminato quelle disparità fra le varie zone del pianeta, anzi tali differenze sono di fatto aumentate, in quanto i meccanismi di un’economia che tiene conto solo dell’andamento del mercato e del profitto,  produce di fatto, notevoli danni alle specificità culturale, economica e sociale tra le varie aree della terra.
I problemi della globalizzazione sono per come dice la stessa parola… globali e quindi vanno risolti globalmente, facendo sedere tutti i rappresentanti degli Stati intorno ad un tavolo e provando a trovare quelle soluzioni che soddisfino tutte le parti in causa: chiaramente ognuno dovrà rinunciare a qualcosa, in quanto non è più pensabile risolvere un problema globale, continuando con gli egoismi nazionalisti o con le classiche politiche protezionistiche, dando luogo ad alzare barriere non solo fisiche ma culturali, religiose e sociali, allontanando così sempre di più, il sogno di un mondo finalmente unito…

Ma quale globalizzazione…

Sono anni che ci parlano della globalizzazione, dei suoi meravigliosi effetti, di quanto ciò avrebbe influito nelle culture e di come si sarebbero potuti unire i vari popoli della terra…  
Difatti, il termine globalizzazione indica quel fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è propriamente una decisa standardizzazione economica e culturale tra i popoli e i luoghi del mondo.
Il termine, utilizzato dagli economisti a partire dal 1980 era riferito prevalentemente ad aspetti di profilo economico e cioè per quelle interazioni tra i popoli e le  grandi società, in attività di produzione e scambi commerciali..
Oggi, invece il fenomeno va inquadrato nei cambiamenti sociali, economici, tecnologici e politici, che avvengono su scala mondiale…
Nel campo economico la globalizzazione, ha rappresentato una integrazione economica tra i vari paesi, in particolare con l’abolizione delle barriere commerciali grazie all’aumento degli scambi internazionali… 
Le crescenti liberazioni del mercato, l’aumento delle privatizzazioni, le politiche liberiste, hanno modificato lo scenario internazionale, modificando i processi finanziari ed affermando così la presenza di imprese multinazionali nello scenario dell’economia mondiale.
Alla base della fase attuale di globalizzazione ci sono ragioni tecnologiche e scientifiche, a cominciare dalla rivoluzione informatica che ha ridotto enormemente il costo delle comunicazioni e dei trasporti, da ragioni politiche, con il crollo dei paesi socialisti avvenuto a partire dal 1989, da ragioni economico e culturali, con la crescente fiducia nel mercato in grado di risolvere automaticamente il problema della produzione e la distribuzione dei beni e soprattutto quegli interessi economici… che stanno alla base di questa visione.
Gli effetti economici e sociali della globalizzazione sono ampiamente dibattuti e controversi, in quanto da un lato, istituzioni come la Banca Mondiale, ritengono che la globalizzazione abbia portato ad una maggiore crescita a livello globale, migliorando l’economia e le condizioni sociali dei paesi in via di sviluppo, mentre di contro, altre organizzazioni quali l’Organizzazione Internazionale del lavoro, le associazioni ed i movimenti, hanno avuto una posizione molto critica, sottolineando come questa abbia creato un aumento delle disuguaglianze mondiali ed in alcuni casi… la povertà. 
Infatti, se il fenomeno della globalizzazione appare come un fenomeno economico-sociale inevitabile in quanto legato all’evoluzione della stessa società moderna, i contenuti delle politiche economiche di globalizzazione ed i loro effetti sociali su povertà e disuguaglianza, potrebbero essere governati e gestiti in maniera certamente più accorta e diligente.
Per cui oggi per globalizzazione, ci si riferisce non solo allo sviluppo di mercati globali, ma anche e soprattutto alla diffusione dell’informazione e dei mezzi di comunicazione, quali per esempio quelli in rete (con il Web), che oltrepassano tutte le frontiere nazionali e diventano diffusione e conoscenza immediata di temi internazionali.
Il termine, viene così utilizzato anche in ambito culturale ed indica genericamente il fatto che oggi ci si trova spesso a rapportarsi con le altre culture, sia a livello individuale a causa di migrazioni stabili, sia nazionale nei rapporti tra Stati.
Ovviamente la globalizzazione ha favorito lo sviluppo economico di alcuni stati, in particolare quelli industrializzati, dove attraverso il decentramento hanno ottenuto i maggiori guadagni e profitti.
Molti industriali infatti hanno deciso di spostare le loro industrie in paesi sottosviluppati, dove la manodopera ha certamente un costo inferiore, ma così facendo (se pur si è offerto un lavoro in quei paesi più poveri) le multinazionali non hanno permesso a quei paesi, di potersi sviluppare… 
L’unificazione del mondo, in un’ottica di mercato unico… non ha eliminato quelle disparità fra le varie zone del pianeta, anzi tali differenze sono di fatto aumentate, in quanto i meccanismi di un’economia che tiene conto solo dell’andamento del mercato e del profitto,  produce di fatto, notevoli danni alle specificità culturale, economica e sociale tra le varie aree della terra.
I problemi della globalizzazione sono per come dice la stessa parola… globali e quindi vanno risolti globalmente, facendo sedere tutti i rappresentanti degli Stati intorno ad un tavolo e provando a trovare quelle soluzioni che soddisfino tutte le parti in causa: chiaramente ognuno dovrà rinunciare a qualcosa, in quanto non è più pensabile risolvere un problema globale, continuando con gli egoismi nazionalisti o con le classiche politiche protezionistiche, dando luogo ad alzare barriere non solo fisiche ma culturali, religiose e sociali, allontanando così sempre di più, il sogno di un mondo finalmente unito…

Seggi vacanti alle regionali: vince l’astensionismo!!!

In attesa delle prossime elezioni, sono in molti nei partiti a convocare i propri rappresentanti per coinvolgerli a preparare quei consensi tra i parenti, amici, conoscenti ma soprattutto fra i cittadini, per tentare d’indirizzare quei loro voti verso il gruppo ( chiamarlo partito è ormai un’offesa… ) d’appartenenza…
Difatti, il rischio tutt’ora evidenziato è rappresentato da due fattori: il primo l’astensione ed il secondo, dal voto di protesta.
L’astensione dal voto, nasce dalla considerazione che il cittadino non si vede rappresentato da nessuno dei partiti presenti sulla scheda elettorale, anche se così facendo purtroppo, disertando cioè le urne, si fa indirettamente il gioco di coloro che si vorrebbe propriamente combattere…
Votare non significa essere partecipi a quelle complicità cui si va assistendo, come non si tratta di credere che tutti i partiti siano associazioni a delinquere di stampo politico-mafioso o che tra essi, ci siano soltanto ladri e corrotti…
Soprattutto  bisogna dire a questi cittadini che è possibile esercitare il proprio diritto, aggiungendo in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto, ad esempio: ai sensi del D.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104, nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta; così facendo non voterete, ma eviterete che il vostro voto, nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito con più voti.
Mentre il voto di protesta, tenta di dare una svolta di cambiamento a questo stato di cose, rivolgendosi verso quei movimenti che più di altri, esprimono principi di legalità con azioni concrete e dimostrano di mettere in pratica, valori di equità.    
Per i partiti, si tratta quindi di fronteggiare quello che ormai rappresenta il pericolo maggiore e cioè la disistima nei loro confronti, che porta ormai gli elettori a dichiarare nei vari sondaggi la propria indecisione sul voto…
Per valutare meglio quanto potrebbe accadere da noi, si potrebbe prendere ad esempio quanto in corso in questi giorni in Francia, dove per le elezioni regionali, il tasso di partecipazione al primo turno è stato del 16,27%… con una astensione accertata del 50% dei votanti su circa 45 milioni di francesi…  
Ciò che impressiona inoltre è che sono i partiti di estrema destra (come il Front National di Marine Le Pen), a risultare favoriti nei sondaggi e che li danno in vantaggio rispetto ai partiti tradizionali…
Chissà se sia il caso forse per i nostri politici, di guardare oltre, cioè di osservare quanto sia già accaduto o stia avvenendo in Europa, con l’elezioni compiute in Grecia con la vittoria di Alexis Tsipras, con la vittoria del centrodestra in Croazia, con la Francia adesso e con l’Olanda tra breve per concludere quest’anno con la Spagna, dove anche lì… gli scandali, hanno coinvolto sia il Partito Popolare che i socialisti del Psoe, facendo avanzare nei sondaggi il Podemos, il partito di coloro che non appartengono alla classe dirigente del paese e che, da un sondaggio di novembre, risultava essere secondo e che oggi le stime di gradimento, lo danno quale primo partito…
E’ chiaro che è finito il tempo dei comizi elettorali, dei voti comprati, del baratto con il dare/avere, la gente si è rotta di vedere ovunque illegalità e malaffare!!!
Il tempo degli scambi è finito, ora è tempo di metterci la faccia, con proposte serie e concise, senza giri di parole o passaggi di partiti per salvaguardia la propria poltrona…
Perché senza alcun vero cambiamento, non si va da nessuna parte ed il rischio è quello di andare tutti… definitivamente a casa!!! 

Seggi vacanti alle regionali: vince l'astensionismo!!!

In attesa delle prossime elezioni, sono in molti nei partiti a convocare i propri rappresentanti per coinvolgerli a preparare quei consensi tra i parenti, amici, conoscenti ma soprattutto fra i cittadini, per tentare d’indirizzare quei loro voti verso il gruppo ( chiamarlo partito è ormai un’offesa… ) d’appartenenza…
Difatti, il rischio tutt’ora evidenziato è rappresentato da due fattori: il primo l’astensione ed il secondo, dal voto di protesta.
L’astensione dal voto, nasce dalla considerazione che il cittadino non si vede rappresentato da nessuno dei partiti presenti sulla scheda elettorale, anche se così facendo purtroppo, disertando cioè le urne, si fa indirettamente il gioco di coloro che si vorrebbe propriamente combattere…
Votare non significa essere partecipi a quelle complicità cui si va assistendo, come non si tratta di credere che tutti i partiti siano associazioni a delinquere di stampo politico-mafioso o che tra essi, ci siano soltanto ladri e corrotti…
Soprattutto  bisogna dire a questi cittadini che è possibile esercitare il proprio diritto, aggiungendo in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto, ad esempio: ai sensi del D.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 – art. 104, nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta; così facendo non voterete, ma eviterete che il vostro voto, nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito con più voti.
Mentre il voto di protesta, tenta di dare una svolta di cambiamento a questo stato di cose, rivolgendosi verso quei movimenti che più di altri, esprimono principi di legalità con azioni concrete e dimostrano di mettere in pratica, valori di equità.    
Per i partiti, si tratta quindi di fronteggiare quello che ormai rappresenta il pericolo maggiore e cioè la disistima nei loro confronti, che porta ormai gli elettori a dichiarare nei vari sondaggi la propria indecisione sul voto…
Per valutare meglio quanto potrebbe accadere da noi, si potrebbe prendere ad esempio quanto in corso in questi giorni in Francia, dove per le elezioni regionali, il tasso di partecipazione al primo turno è stato del 16,27%… con una astensione accertata del 50% dei votanti su circa 45 milioni di francesi…  
Ciò che impressiona inoltre è che sono i partiti di estrema destra (come il Front National di Marine Le Pen), a risultare favoriti nei sondaggi e che li danno in vantaggio rispetto ai partiti tradizionali…
Chissà se sia il caso forse per i nostri politici, di guardare oltre, cioè di osservare quanto sia già accaduto o stia avvenendo in Europa, con l’elezioni compiute in Grecia con la vittoria di Alexis Tsipras, con la vittoria del centrodestra in Croazia, con la Francia adesso e con l’Olanda tra breve per concludere quest’anno con la Spagna, dove anche lì… gli scandali, hanno coinvolto sia il Partito Popolare che i socialisti del Psoe, facendo avanzare nei sondaggi il Podemos, il partito di coloro che non appartengono alla classe dirigente del paese e che, da un sondaggio di novembre, risultava essere secondo e che oggi le stime di gradimento, lo danno quale primo partito…
E’ chiaro che è finito il tempo dei comizi elettorali, dei voti comprati, del baratto con il dare/avere, la gente si è rotta di vedere ovunque illegalità e malaffare!!!
Il tempo degli scambi è finito, ora è tempo di metterci la faccia, con proposte serie e concise, senza giri di parole o passaggi di partiti per salvaguardia la propria poltrona…
Perché senza alcun vero cambiamento, non si va da nessuna parte ed il rischio è quello di andare tutti… definitivamente a casa!!! 

Vecchioni: Sicilia di merda…

Siamo così tanto abituati a condividere frasi fatte di altri a modello facebook o a soffermarci su poche righe twittate… che non sappiamo più comprendere le frasi dette, in un contesto nel quale erano state inserire…
Certamente un linguaggio meno scurrile sarebbe stato più indicato, ma a volte, per fare emergere le notizia, bisogna farle uscire fuori, da quelle solite regole prestabilite…
Anch’io nell’aver letto quella frase sui social mi ero a prima acchito risentito, anche se la frase… in se… non mi aveva minimamente offeso!!! Già… perché la ritenevo inconsistente, dopotutto si stava parlando della mia Sicilia, di una terra che conosco perfettamente, più delle altre… proprio di quelle altre che nel corso della mia vita ho avuto modo di conoscere approfonditamente e di quanto povere, limitate e differenti siano, in paragone alla nostra…
Ma nel nostro paese, sappiamo bene quanto l’ipocrisia abbia il sopravvento e come sono tanti, coloro che, pur di farsi belli dinnanzi all’opinione pubblica (o perché si da loro modo di potersi fare apprezzare), hanno raccolto quell’invito, per mettersi in fila per scagliare la prima pietra…
Sono i soliti opportunisti…
Se ascoltiamo difatti i miei conterranei… vedremo come, ad iniziare dai nostri politici, si siano sentiti  offesi, se ascoltiamo gli amministratori… per quelle frasi sono ancora stizziti, se osserviamo cosa hanno detto nei media i nostri personaggi pubblici (attori, cantanti, showman, ecc…) ora tutti lì a manifestare il loro disappunto, risentiti da quelle frasi dichiarate da un loro collega, poi ci sono i nostri uomini di cultura, ecco questi sono i più falsi… esprimono sentimenti esacerbati e in quella loro indignazione, fanno di contro l’elenco dei personaggi illustri e delle meraviglie culturali e storiche della nostra isola…
Poi, ci sono i semplici cittadini… certamente sono i più arrabbiati… nel aver saputo di quelle frasi… irritati per essere strati toccati in quel loro orgoglio regionale, esasperati dal dover sempre ascoltare come questa loro terra… venga etichettata per “ultima” sia nelle classifiche o in quei dati nazionali riportati… ed ora pure apostrofata in modo ignorante e volgare!!!   
Ecco sono tutti pronti a condannare il cantautore Vecchioni per quella frase… ma nessuno che si sdegna per quanto quella frase, conservi in se, in maniera intrinseca…
Difatti, la parola “merda” non sarebbe efficace per indicare la mafia… oppure la stessa parola, non sarebbe l’ideale per evidenziare un popolo di corrotti, corruttori e corruttibili…
Una “merda” sarebbe perfetta anche per ricordare l’egoismo di alcuni soggetti… per quel mancato rispetto per gli altri, dove si va in cerca dei i propri diritti, dimenticandosi però dei propri doveri…  
E cosa dire… se la frase “merda” viene utilizzata in sostituzione della parola “concime” che dopotutto è quanto si spera con i propri gesti di raccogliere, per quel proprio meschino essere, fatto a misura del proprio orticello…
Ora sono tutti scandalizzati da quella frase… ma nessuno si scandalizza per quel potere coatto… per quegli atteggiamenti imposti di corruzione e violenza, per quei fenomeni estorsivi nei confronti dei commercianti e delle imprese… e di quei particolari avvenimenti, nessuno s’indigna… anzi c’è il silenzio generale!!!
Poi quando si sente la parola “merda”… urlano tutti!!! Sì, tutti quanti!!!
Ci si nasconde dietro una maschera, ed è la stessa che ci si mette quando si fa finta di non vedere, quando ci si occupa soltanto dei propri fatti, quando si partecipa a manifestazioni con l’inchino, quando ci si gira dall’altro lato, quando non si denuncia… è sempre la solita maschera… quella dell’ipocrisia!!!
Ho letto quella frase… ed ho compreso come fosse di per se… una semplice provocazione, inserita in una riflessione di più ampio raggio e dove con quel pungolo, si cercava di scuotere le coscienze assopite dei tanti siciliani… 
Quando dice: qui da Voi, ci sono le più grandi intelligenze del mondo… ha perfettamente ragione… la stessa però, quando riporta che “il senso civico non è alla stessa altezza“.
Ha forse torto, quando parla di degrado, inciviltà, abbandono, traffico, sporcizia, abusivismo… dov’è quella storia, quella cultura, quella bellezza naturale ed artistica…dov’è…???

Si c’è… in bella vista nelle cartoline, nelle brochure, nella pubblicità, ma quando poi ci si accorge che le autostrade sono interrotte, che i mezzi pubblici di trasporto su strada e rotaie sono fatiscenti, quando i musei sono letteralmente abbandonati a se stessi, quando il mare viene vergognosamente inquinato dagli scarichi, quando si percorrono strade con ai lati spazzatura o quando in città si vedono quei cassonetti aperti pieni d’immondizia che fuoriesce, quando i lungomari e le spiagge sono luride, quando manca il controllo del territorio e si viene derubati… ecco, ogni qualvolta che vediamo ciò… perché non ci si offende???  

La verità che più ha dato fastidio… non è per quanto ha detto, ma perché lui a differenza di noi Siciliani ha saputo esprimere quel vero amore per la nostra terra, per una Sicilia che da troppo tempo ha deciso di buttarsi via e che non solo non vuole difendersi, ma partecipa ogni giorno di più, con il proprio silenzio, allo scempio di questa meravigliosa ed unica regione… un’isola che oggi a causa di pochi ( e dei tanti responsabili compiacenti… ) non è sicuramente all’altezza di se stessa!!!
Smettiamola di promuovere balle e finiamola con i soliti piagnistei, è ora di modificare questo stato di cose e ricordatevi quando sarà il momento,di cambiarla questa nostra terra, iniziando nel modificare quella consueta metodologia clientelare di votazione, vero e proprio criterio di corruttibilità e di mancata dignità!!!

Scriveva bene su di noi… Giuseppe Tomasi di Lampedusa: Noi fummo i Gattopardi, i Leoni, quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra!!!

Vecchioni: Sicilia di merda…

Siamo così tanto abituati a condividere frasi fatte di altri a modello facebook o a soffermarci su poche righe twittate… che non sappiamo più comprendere le frasi dette, in un contesto nel quale erano state inserire…
Certamente un linguaggio meno scurrile sarebbe stato più indicato, ma a volte, per fare emergere le notizia, bisogna farle uscire fuori, da quelle solite regole prestabilite…
Anch’io nell’aver letto quella frase sui social mi ero a prima acchito risentito, anche se la frase… in se… non mi aveva minimamente offeso!!! Già… perché la ritenevo inconsistente, dopotutto si stava parlando della mia Sicilia, di una terra che conosco perfettamente, più delle altre… proprio di quelle altre che nel corso della mia vita ho avuto modo di conoscere approfonditamente e di quanto povere, limitate e differenti siano, in paragone alla nostra…
Ma nel nostro paese, sappiamo bene quanto l’ipocrisia abbia il sopravvento e come sono tanti, coloro che, pur di farsi belli dinnanzi all’opinione pubblica (o perché si da loro modo di potersi fare apprezzare), hanno raccolto quell’invito, per mettersi in fila per scagliare la prima pietra…
Sono i soliti opportunisti…
Se ascoltiamo difatti i miei conterranei… vedremo come, ad iniziare dai nostri politici, si siano sentiti  offesi, se ascoltiamo gli amministratori… per quelle frasi sono ancora stizziti, se osserviamo cosa hanno detto nei media i nostri personaggi pubblici (attori, cantanti, showman, ecc…) ora tutti lì a manifestare il loro disappunto, risentiti da quelle frasi dichiarate da un loro collega, poi ci sono i nostri uomini di cultura, ecco questi sono i più falsi… esprimono sentimenti esacerbati e in quella loro indignazione, fanno di contro l’elenco dei personaggi illustri e delle meraviglie culturali e storiche della nostra isola…
Poi, ci sono i semplici cittadini… certamente sono i più arrabbiati… nel aver saputo di quelle frasi… irritati per essere strati toccati in quel loro orgoglio regionale, esasperati dal dover sempre ascoltare come questa loro terra… venga etichettata per “ultima” sia nelle classifiche o in quei dati nazionali riportati… ed ora pure apostrofata in modo ignorante e volgare!!!   
Ecco sono tutti pronti a condannare il cantautore Vecchioni per quella frase… ma nessuno che si sdegna per quanto quella frase, conservi in se, in maniera intrinseca…
Difatti, la parola “merda” non sarebbe efficace per indicare la mafia… oppure la stessa parola, non sarebbe l’ideale per evidenziare un popolo di corrotti, corruttori e corruttibili…
Una “merda” sarebbe perfetta anche per ricordare l’egoismo di alcuni soggetti… per quel mancato rispetto per gli altri, dove si va in cerca dei i propri diritti, dimenticandosi però dei propri doveri…  
E cosa dire… se la frase “merda” viene utilizzata in sostituzione della parola “concime” che dopotutto è quanto si spera con i propri gesti di raccogliere, per quel proprio meschino essere, fatto a misura del proprio orticello…
Ora sono tutti scandalizzati da quella frase… ma nessuno si scandalizza per quel potere coatto… per quegli atteggiamenti imposti di corruzione e violenza, per quei fenomeni estorsivi nei confronti dei commercianti e delle imprese… e di quei particolari avvenimenti, nessuno s’indigna… anzi c’è il silenzio generale!!!
Poi quando si sente la parola “merda”… urlano tutti!!! Sì, tutti quanti!!!
Ci si nasconde dietro una maschera, ed è la stessa che ci si mette quando si fa finta di non vedere, quando ci si occupa soltanto dei propri fatti, quando si partecipa a manifestazioni con l’inchino, quando ci si gira dall’altro lato, quando non si denuncia… è sempre la solita maschera… quella dell’ipocrisia!!!
Ho letto quella frase… ed ho compreso come fosse di per se… una semplice provocazione, inserita in una riflessione di più ampio raggio e dove con quel pungolo, si cercava di scuotere le coscienze assopite dei tanti siciliani… 
Quando dice: qui da Voi, ci sono le più grandi intelligenze del mondo… ha perfettamente ragione… la stessa però, quando riporta che “il senso civico non è alla stessa altezza“.
Ha forse torto, quando parla di degrado, inciviltà, abbandono, traffico, sporcizia, abusivismo… dov’è quella storia, quella cultura, quella bellezza naturale ed artistica…dov’è…???

Si c’è… in bella vista nelle cartoline, nelle brochure, nella pubblicità, ma quando poi ci si accorge che le autostrade sono interrotte, che i mezzi pubblici di trasporto su strada e rotaie sono fatiscenti, quando i musei sono letteralmente abbandonati a se stessi, quando il mare viene vergognosamente inquinato dagli scarichi, quando si percorrono strade con ai lati spazzatura o quando in città si vedono quei cassonetti aperti pieni d’immondizia che fuoriesce, quando i lungomari e le spiagge sono luride, quando manca il controllo del territorio e si viene derubati… ecco, ogni qualvolta che vediamo ciò… perché non ci si offende???  

La verità che più ha dato fastidio… non è per quanto ha detto, ma perché lui a differenza di noi Siciliani ha saputo esprimere quel vero amore per la nostra terra, per una Sicilia che da troppo tempo ha deciso di buttarsi via e che non solo non vuole difendersi, ma partecipa ogni giorno di più, con il proprio silenzio, allo scempio di questa meravigliosa ed unica regione… un’isola che oggi a causa di pochi ( e dei tanti responsabili compiacenti… ) non è sicuramente all’altezza di se stessa!!!
Smettiamola di promuovere balle e finiamola con i soliti piagnistei, è ora di modificare questo stato di cose e ricordatevi quando sarà il momento,di cambiarla questa nostra terra, iniziando nel modificare quella consueta metodologia clientelare di votazione, vero e proprio criterio di corruttibilità e di mancata dignità!!!

Scriveva bene su di noi… Giuseppe Tomasi di Lampedusa: Noi fummo i Gattopardi, i Leoni, quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra!!!

Prevenire, proteggere e punire!!!

Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano è tornato a parlare sulle denunce contro il racket da parte dei commercianti di Bagheria: dobbiamo dimostrare che lo Stato sa prevenire, proteggere e punire!!!
Esiste già una legge che preveda la selezione delle imprese, attraverso alcuni meccanismi tra cui:
le white list
– il rating di legalità 
– le interdittive antimafia
Le White list, rappresentano un primo passo per snellire le procedure antimafia delle imprese da parte di tutte le prefetture e costituisce un elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori che risultano non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa.
L’iscrizione alle liste è volontaria e dura 12 mesi, la prefettura avrà 90 giorni di tempo per dare l’ok consultando la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (ancora questa in fase di definizione) e, in attesa della Banca dati antimafia, farà i controlli con i collegamenti informatici previsti dal Codice antimafia (articolo 99, comma 2 bis). 
Le prefetture, inoltre, renderanno pubbliche le White List nel proprio sito alla sezione Amministrazione trasparente.
Il rating di legalità è un nuovo strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un riconoscimento –  misurato in stellette –  indicativo del  rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business.  
All’attribuzione del rating l’ordinamento ricollega vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario.
Infine, l’interdittiva antimafia, ha carattere preventivo e si fonda sugli accertamenti compiuti dai differenti organi di polizia giudiziaria, valutati dal prefetto competente territorialmente e prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali nei confronti di soggetti che hanno rapporti con la pubblica amministrazione.
Costituisce una misura preventiva volta a colpire l’azione della criminalità organizzata impedendole di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione e rappresenta una valutazione sulla discrezionalità, che può essere assoggettata al sindacato del giudice amministrativo sotto il profilo della sua logicità in relazione a quella che è l’effettiva rilevanza dei fatti che sono stati accertati.
Si capisce da quanto sopra, che le organizzazioni mafiose rimangono ancora oggi, uno dei principali fattori da colpire, in particolare nel Mezzogiorno dove esercitano ancora, il controllo fisico del territorio, sinonimo di potere e prestigio!!!
Le parole del vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sono chiare, perché la mafia non si presenta più attraverso gli omicidi e le bombe, ora aggredisce l’economia sana, proponendo servizi illegali, quali sovra-fatturazione, utilizzo di personale non dichiarato a basso costo, procedure doppie e soprattutto l’investimento in particolare in quei settori che più di altri, realizzano massimi profitti, quali, lo smaltimento dei rifiuti, l’energie rinnovabili, la gestione degli immigrati, tutte procedure che trovano collaborazione, attraverso soggetti disposti alla corruzione 
Sono personaggi insospettabili, collegamento tra la politica e l’imprenditoria, colletti grigi all’interno delle istituzioni, di quelle amministrazioni regionali, provinciali, comunali, dove il reato più frequente è rappresentato dallo scambio elettorale politico-mafioso!!!
La mafia dice Alfano, ha cambiato non solo strategia ma anche domicilio… avendo capito che il business economico è al Nord, ecco che si è organizzato, trasferendo i propri affiliati e inserendoli in quelle società, all’apparenza limpide e operative, che hanno viceversa unico fine, quello di riciclare il denaro sporco..
Vengono acquistati patrimoni immobiliari, si inseguono appalti pubblici, ci si inserisce con modalità criminali nel controllo del territorio… vedasi, vendita di armi, stupefacenti, estorsioni, gioco d’azzardo, prostituzione, ecc…
Altro settore fortemente attaccato dalle mafie, è quello agroalimentare, da sempre il più redditizio… 
Si è vero, dal canto suo, lo Stato fa di tutto per combattere il fenomeno mafioso, aggredisce i patrimoni, sequestra e confisca le società, opera una strategia preventiva, nell’individuare quelle possibili società affiliate e tenta di promuovere quella cultura di legalità…
Il vero nodo aggiunge Alfano però, è far comprendere a tutti che, operare nella legalità è cosa più appetibile… rendendo così sconveniente quella negoziazione con i mafiosi!!!

Prevenire, proteggere e punire!!!

Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano è tornato a parlare sulle denunce contro il racket da parte dei commercianti di Bagheria: dobbiamo dimostrare che lo Stato sa prevenire, proteggere e punire!!!
Esiste già una legge che preveda la selezione delle imprese, attraverso alcuni meccanismi tra cui:
le white list
– il rating di legalità 
– le interdittive antimafia
Le White list, rappresentano un primo passo per snellire le procedure antimafia delle imprese da parte di tutte le prefetture e costituisce un elenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori che risultano non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa.
L’iscrizione alle liste è volontaria e dura 12 mesi, la prefettura avrà 90 giorni di tempo per dare l’ok consultando la Banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (ancora questa in fase di definizione) e, in attesa della Banca dati antimafia, farà i controlli con i collegamenti informatici previsti dal Codice antimafia (articolo 99, comma 2 bis). 
Le prefetture, inoltre, renderanno pubbliche le White List nel proprio sito alla sezione Amministrazione trasparente.
Il rating di legalità è un nuovo strumento introdotto nel 2012 per le imprese italiane, volto alla promozione e all’introduzione di principi di comportamento etico in ambito aziendale, tramite l’assegnazione di un riconoscimento –  misurato in stellette –  indicativo del  rispetto della legalità da parte delle imprese che ne abbiano fatto richiesta e, più in generale, del grado di attenzione riposto nella corretta gestione del proprio business.  
All’attribuzione del rating l’ordinamento ricollega vantaggi in sede di concessione di finanziamenti pubblici e agevolazioni per l’accesso al credito bancario.
Infine, l’interdittiva antimafia, ha carattere preventivo e si fonda sugli accertamenti compiuti dai differenti organi di polizia giudiziaria, valutati dal prefetto competente territorialmente e prescinde dall’accertamento di singole responsabilità penali nei confronti di soggetti che hanno rapporti con la pubblica amministrazione.
Costituisce una misura preventiva volta a colpire l’azione della criminalità organizzata impedendole di avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione e rappresenta una valutazione sulla discrezionalità, che può essere assoggettata al sindacato del giudice amministrativo sotto il profilo della sua logicità in relazione a quella che è l’effettiva rilevanza dei fatti che sono stati accertati.
Si capisce da quanto sopra, che le organizzazioni mafiose rimangono ancora oggi, uno dei principali fattori da colpire, in particolare nel Mezzogiorno dove esercitano ancora, il controllo fisico del territorio, sinonimo di potere e prestigio!!!
Le parole del vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sono chiare, perché la mafia non si presenta più attraverso gli omicidi e le bombe, ora aggredisce l’economia sana, proponendo servizi illegali, quali sovra-fatturazione, utilizzo di personale non dichiarato a basso costo, procedure doppie e soprattutto l’investimento in particolare in quei settori che più di altri, realizzano massimi profitti, quali, lo smaltimento dei rifiuti, l’energie rinnovabili, la gestione degli immigrati, tutte procedure che trovano collaborazione, attraverso soggetti disposti alla corruzione 
Sono personaggi insospettabili, collegamento tra la politica e l’imprenditoria, colletti grigi all’interno delle istituzioni, di quelle amministrazioni regionali, provinciali, comunali, dove il reato più frequente è rappresentato dallo scambio elettorale politico-mafioso!!!
La mafia dice Alfano, ha cambiato non solo strategia ma anche domicilio… avendo capito che il business economico è al Nord, ecco che si è organizzato, trasferendo i propri affiliati e inserendoli in quelle società, all’apparenza limpide e operative, che hanno viceversa unico fine, quello di riciclare il denaro sporco..
Vengono acquistati patrimoni immobiliari, si inseguono appalti pubblici, ci si inserisce con modalità criminali nel controllo del territorio… vedasi, vendita di armi, stupefacenti, estorsioni, gioco d’azzardo, prostituzione, ecc…
Altro settore fortemente attaccato dalle mafie, è quello agroalimentare, da sempre il più redditizio… 
Si è vero, dal canto suo, lo Stato fa di tutto per combattere il fenomeno mafioso, aggredisce i patrimoni, sequestra e confisca le società, opera una strategia preventiva, nell’individuare quelle possibili società affiliate e tenta di promuovere quella cultura di legalità…
Il vero nodo aggiunge Alfano però, è far comprendere a tutti che, operare nella legalità è cosa più appetibile… rendendo così sconveniente quella negoziazione con i mafiosi!!!

Ricchi sempre più ricchi… e poveri… sempre più poveri!

Diceva Coco Chanel: alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. È l’opposto della volgarità!
Nel nostro paese, una cosa è certa… sono tutti ad inseguire la ricchezza!!!
I nuovi idoli cui ispirarsi sono i beni di consumo, dalle auto all’abbigliamento, dai gioielli a quella ricercata tecnologia, che rende ormai l’uomo avido, alienato in quel suo voler apparire…
Ovviamente quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l’uomo si va impoverendo… 
La ricchezza diventa gioia… unico vero piacere che da loro eccitamento… 
Un possesso con cui si crede di poter giungere al potere ed invece di cercare d’essere, si persegue l’avere e lo sfruttamento, scegliendo non ciò che è vivo… ma ciò che è finto!!!
L’aumento di ricchezza, produce di contro, un divario sempre più grande, tra chi sta bene e chi è povero…  ed è questo il punto su cui si focalizza il rapporto Istat sull’equo benessere…
La disuguaglianza reddituale tra Nord e Sud sta aumentando sempre più, con un potere d’acquisto messo sotto pressione dalle spese sostenute per i vari consumi…
Il disagio economico se pur leggermente sta aumentando… ma fintanto che la ripresa economica è rappresentata da pochi incrementi percentuali, valori che si aggirano intorno allo 0,1-0,3% diventa impossibile sperare in una ripresa celere…
I primi a soffrire di questa attuale condizione sono i giovani, che – se pur favoriti dagli interventi prodotti dalla Job Act – non trovano ancora collocazione nel mercato del lavoro.

A questi vanno aggiunti gli ultra cinquantacinquenni, che a causa della crisi hanno perso il lavoro… e non trovano possibilità d’essere nuovamente reinseriti.

La propaganda del nostro Presidente del Consiglio, attraverso i mass media, va riportando numeri strabilianti, segnali di crescita, ottimismo, una situazione che incoraggia a guardare in positivo il futuro di questo nostro paese…
Ma quando si entra concretamente  in quei numeri… ecco saltare fuori la verità e come le differenze territoriali emergono in tutta la loro gravità…
Non si tratta di essere pessimisti ma di leggere in maniera coerente quanto accade intorno a noi… e di osservare come questi andamenti positivi, non si traducono ancora oggi in quella soddisfazione complessiva per il proprio benessere che si mantiene stabile  e vicino ai valori di povertà…
L’incertezza generale dovuta alla crisi economica e finanziaria, mantiene purtroppo ancora presenti, quelle disuguaglianze sociali…
Sono in molti a giustificarsi che la mancata celere ripresa dipenda essenzialmente dalla situazione di grave crisi internazionale, dalle guerre in corso, dai movimenti migratori dei profughi, dal terrorismo, dalla mancata presenza di turismo per paura degli spostamenti, dagli investimenti tutt’ora bloccati a causa dell’incertezza politica tra i vari stati, tutte cause che determinano certamente una sfiducia nei rapporti e nello scambio di beni e consumi…
Purtroppo però la storia insegna che quando vi sono eventi storici come quello in corso, avviene sempre che, chi è nelle condizioni di far valere la propria forza economica si arricchisce, sempre a scapito di chi invece, per ovvie ragioni, non avendo quelle capacità, finirà nel soccombere, continuando così sempre più a impoverirsi!!!  
    

Ricchi sempre più ricchi… e poveri… sempre più poveri!

Diceva Coco Chanel: alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà. Non lo è. È l’opposto della volgarità!
Nel nostro paese, una cosa è certa… sono tutti ad inseguire la ricchezza!!!
I nuovi idoli cui ispirarsi sono i beni di consumo, dalle auto all’abbigliamento, dai gioielli a quella ricercata tecnologia, che rende ormai l’uomo avido, alienato in quel suo voler apparire…
Ovviamente quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l’uomo si va impoverendo… 
La ricchezza diventa gioia… unico vero piacere che da loro eccitamento… 
Un possesso con cui si crede di poter giungere al potere ed invece di cercare d’essere, si persegue l’avere e lo sfruttamento, scegliendo non ciò che è vivo… ma ciò che è finto!!!
L’aumento di ricchezza, produce di contro, un divario sempre più grande, tra chi sta bene e chi è povero…  ed è questo il punto su cui si focalizza il rapporto Istat sull’equo benessere…
La disuguaglianza reddituale tra Nord e Sud sta aumentando sempre più, con un potere d’acquisto messo sotto pressione dalle spese sostenute per i vari consumi…
Il disagio economico se pur leggermente sta aumentando… ma fintanto che la ripresa economica è rappresentata da pochi incrementi percentuali, valori che si aggirano intorno allo 0,1-0,3% diventa impossibile sperare in una ripresa celere…
I primi a soffrire di questa attuale condizione sono i giovani, che – se pur favoriti dagli interventi prodotti dalla Job Act – non trovano ancora collocazione nel mercato del lavoro.

A questi vanno aggiunti gli ultra cinquantacinquenni, che a causa della crisi hanno perso il lavoro… e non trovano possibilità d’essere nuovamente reinseriti.

La propaganda del nostro Presidente del Consiglio, attraverso i mass media, va riportando numeri strabilianti, segnali di crescita, ottimismo, una situazione che incoraggia a guardare in positivo il futuro di questo nostro paese…
Ma quando si entra concretamente  in quei numeri… ecco saltare fuori la verità e come le differenze territoriali emergono in tutta la loro gravità…
Non si tratta di essere pessimisti ma di leggere in maniera coerente quanto accade intorno a noi… e di osservare come questi andamenti positivi, non si traducono ancora oggi in quella soddisfazione complessiva per il proprio benessere che si mantiene stabile  e vicino ai valori di povertà…
L’incertezza generale dovuta alla crisi economica e finanziaria, mantiene purtroppo ancora presenti, quelle disuguaglianze sociali…
Sono in molti a giustificarsi che la mancata celere ripresa dipenda essenzialmente dalla situazione di grave crisi internazionale, dalle guerre in corso, dai movimenti migratori dei profughi, dal terrorismo, dalla mancata presenza di turismo per paura degli spostamenti, dagli investimenti tutt’ora bloccati a causa dell’incertezza politica tra i vari stati, tutte cause che determinano certamente una sfiducia nei rapporti e nello scambio di beni e consumi…
Purtroppo però la storia insegna che quando vi sono eventi storici come quello in corso, avviene sempre che, chi è nelle condizioni di far valere la propria forza economica si arricchisce, sempre a scapito di chi invece, per ovvie ragioni, non avendo quelle capacità, finirà nel soccombere, continuando così sempre più a impoverirsi!!!