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CATANIA: Ricordo male o era stata appaltata un'opera chiamata "canale di gronda"???

Siamo alle solite…

È bastata un po’ di pioggia e la città etnea è sommersa dall’acqua!!!

Dire che è una vergogna è poco… ed in questo post evito di commentare, d’altronde quanto avrei voluto dire l’ho già scritto parecchi anni fa e difatti basta rileggersi quei post per comprendere come nulla da allora sia cambiato:

– Catania sott’acqua!!! Sì… sotto tutti i punti di vista – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2018/10/catania-sottacqua-si-sotto-tutti-i.html

– Catania… ieri come oggi… – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2015/09/catania-ieri-come-oggi.html

– Zona industriale di Catania: sott’acqua… in tutti i sensi!!! – http://nicola-costanzo.blogspot.com/2019/11/zona-industriale-di-catania-sottacqua.html

Ed allora stasera voglio ricordare quanto ci era stato detto ben 10 anni fa da quei nostri “incompetenti” governanti e cioè: Il Governo, nell’ambito delle risorse destinate alla riduzione del rischio idrogeologico, ha ammesso a finanziamento per Catania ben 48 milioni. Complessivamente per tutto il territorio etneo il totale è di 58 milioni. Un importante risultato in ottica metropolitana nato dal lavoro di squadra del sindaco Bianco con i sindaci degli altri comuni interessati.

Inoltre: Il Governo nazionale, nell’ambito delle risorse destinate alla riduzione del rischio idrogeologico, che ammontano ad una somma globale di 1 miliardo e 300 milioni di euro, ha ammesso a finanziamento per Catania ed i paesi Etnei della fascia metropolitana circa 58 milioni, di cui solo per il Comune di Catania ben 48 milioni relativi alle opere previste nel progetto di completamento del Collettore B, il cosiddetto Canale di gronda ovest, necessario a captare le notevoli portate pluviali della fascia pedemontana ovest che insiste sulla città. Un intervento che eviterà pericolosi allagamenti nella zona ovest di Catania fino a Misterbianco e Motta Sant’Anastasia.

Parliamo di un progetto – quello della realizzazione del canale di gronda – che doveva servire a captare tutti i torrenti che venivano giù dalle strade dei paesi pedemontani per convogliarli a mare lungo la scogliera, un’opera che da quanto ho potuto costatare in questi giorni (non so dire se l’opera sia mai iniziata…) certamente ritengo che non sia stata completata!!!

Per cui ogni qualvolta piove in maniera intensa, come ad esempio il nubifragio da poco passato, ci si accorge che non esiste alcuna rete di smaltimento delle acque meteoriche e tutta l’acqua proveniente dalla cintura pedemontana giunge a Catania come un vero e proprio fiume, per poi sfociare direttamente a mare…

Se non ricordo male erano stati predisposti ben 32 milioni di euro, ma chissà, forse – come solitamente accade in questo Paese – hanno fatto la fine di tutti gli altri, d’altronde ci siamo abituati e poi ai miei conterranei (con pochissima memoria…) va vene così, basti vedere peraltro come si mettono in fila (in quelle segreterie di partito), quando chiamati durante le votazioni elettorali!!!  

Certo qualcosa non sta funzionando e la raccolta delle acque meteoriche provenienti dai paesi che si trovano alle falde dell’Etna seguono come vediamo un percorso naturale, che poco o nulla sembra avere con un’opera artificialmente regolamentata, anzi tutt’altro… l’acqua segue l’abituale sbocco che potremmo definire “naturale”!!!

Già… osservare i video pubblicati in queste ore sulle pagine social di “Tik Tok“, fa comprendere come a Catania siamo stati capaci di trasformare il noto principio di fisica della meccanica classica, sì… del grande Antoine-Laurent de Lavoisier, conosciuto come “legge della conservazione della massa“, diventando così: Nulla si crea, nulla si distrugge e nulla si trasforma!!!

Già…

Colpita la residenza privata del premier Netanyahu!!! Ora – dopo quanto occorso ai leader di Hamas e Hezbolah – non vorrei trovarmi al posto del leader supremo Khamenei o del Presidente iraniano Masoud Pezeshkian!

Secondo un funzionario del governo israeliano (che ha riferito alla tv Channel 12), ha provocare l’attentato – per eliminare il primo ministro Benyamin Netanyahu – sia stato l’Iran, se pur il drone fosse partito dal Libano…

L’obiettivo dell’attacco era l’abitazione privata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, anche se le autorità israeliane non hanno dato alcuna conferma che la casa colpita dall’ordigno, fosse realmente quella di Netanyahu, ma certamente quanto ora accaduto, influenza negativamente qualsivoglia trattativa di pace…  

Altri due droni erano stati intercettati, mentre quello che ha colpito la struttura nella zona di Cesarea”, non ha causato vittime e feriti. 

Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei ha nel contempo dichiarato: “Hamas, il movimento islamico palestinese è vivo e tale rimarrà” nonostante la morte del suo leader Yahya Sinwar!!!

Quanto sta accadendo nel Libano difficilmente porterà ad una pace, anzi tutt’altro, ciò che di fatto sta per compiersi è un’escalation del conflitto, con un ampliamento del conflitto verso l’Iran che potrebbe determinare una guerra sanguinosa e i cui sviluppi sono ahimè imprevedibili!!!

Sperare in una possibile pace ritengo sia attualmente un utopia, ma soprattutto ritengo questa possibilità molto lontana dal compiere!!!

Come peraltro non saranno le minacce annunciate da Teheran (“severa e avverrà al momento, nel luogo e nei modi appropriati”) a far modificare lo scenario in atto, che vedrete, porterà sicuramente ad uno scontro frontale tra Israele e le forze congiunte che vorrebbero la sua totale eliminazione: mi riferisco ai gruppi conosciuti come Hamas, Hezbollah, Psdaran e Houti.

Prima però di questa guerra simultanea, penso che Israele – proprio a seguito dell’attacco compiuto stamani per uccidere il suo leader – se pur finora contrario ad eliminare il leader supremo iraniano – per non immolare quella sua figura ad eroe e quindi a martire della causa – penso che viceversa, a breve, organizzerà (per come ha già fatto con gli altri leader) un omicidio mirato: sì… per colpire l’Hayatollah oppure l’attuale Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian!!!

Colpita la residenza privata del premier Netanyahu!!! Ora – dopo quanto occorso ai leader di Hamas e Hezbolah – non vorrei trovarmi al posto del leader supremo Khamenei o del Presidente iraniano Masoud Pezeshkian!

Secondo un funzionario del governo israeliano (che ha riferito alla tv Channel 12), ha provocare l’attentato – per eliminare il primo ministro Benyamin Netanyahu – sia stato l’Iran, se pur il drone fosse partito dal Libano…

L’obiettivo dell’attacco era l’abitazione privata del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, anche se le autorità israeliane non hanno dato alcuna conferma che la casa colpita dall’ordigno, fosse realmente quella di Netanyahu, ma certamente quanto ora accaduto, influenza negativamente qualsivoglia trattativa di pace…  

Altri due droni erano stati intercettati, mentre quello che ha colpito la struttura nella zona di Cesarea”, non ha causato vittime e feriti. 

Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei ha nel contempo dichiarato: “Hamas, il movimento islamico palestinese è vivo e tale rimarrà” nonostante la morte del suo leader Yahya Sinwar!!!

Quanto sta accadendo nel Libano difficilmente porterà ad una pace, anzi tutt’altro, ciò che di fatto sta per compiersi è un’escalation del conflitto, con un ampliamento del conflitto verso l’Iran che potrebbe determinare una guerra sanguinosa e i cui sviluppi sono ahimè imprevedibili!!!

Sperare in una possibile pace ritengo sia attualmente un utopia, ma soprattutto ritengo questa possibilità molto lontana dal compiere!!!

Come peraltro non saranno le minacce annunciate da Teheran (“severa e avverrà al momento, nel luogo e nei modi appropriati”) a far modificare lo scenario in atto, che vedrete, porterà sicuramente ad uno scontro frontale tra Israele e le forze congiunte che vorrebbero la sua totale eliminazione: mi riferisco ai gruppi conosciuti come Hamas, Hezbollah, Psdaran e Houti.

Prima però di questa guerra simultanea, penso che Israele – proprio a seguito dell’attacco compiuto stamani per uccidere il suo leader – se pur finora contrario ad eliminare il leader supremo iraniano – per non immolare quella sua figura ad eroe e quindi a martire della causa – penso che viceversa, a breve, organizzerà (per come ha già fatto con gli altri leader) un omicidio mirato: sì… per colpire l’Hayatollah oppure l’attuale Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian!!!

Ci mancava solo l’ingresso della Corea del Nord nella guerra con l’Ucraina…

La Corea Nord ha deciso di inviare quattro brigate per un totale di 12mila soldati a sostegno della Russia nella guerra contro l’Ucraina. 

L’invio di truppe nordcoreane e il loro possibile dispiegamento in Ucraina dimostrano come Mosca vuole prolungare il conflitto…

Zelensky, intanto, ha definito “criminale” l’alleanza tra Russia e Corea del Nord, aggiungendo: “Ora  abbiamo dati chiari che anche persone provenienti dalla Corea del Nord vengono fornite alla Russia, e questi non sono solo addetti alla produzione, ma anche personale militare e stiamo aspettando una reazione forte da parte dei nostri partner. Questo, infatti, questo e’ l’ingresso di un altro Stato nella guerra contro l’Ucraina. Tutti hanno l’opportunità di vedere le prove sia grazie ai satelliti sia grazie ai video che stanno gia’ arrivando dalla Russia. Dobbiamo reagire, opporci. E non dobbiamo permettere che il male cresca. Se il mondo adesso resta in silenzio e se dobbiamo avere a che fare costantemente con i soldati della Corea del Nord al fronte cosi’ come dobbiamo difenderci dagli Shaheed, allora questo sicuramente non giovera’ a nessuno nel mondo e non fara’ altro che prolungare questa guerra. Una guerra che deve finire giustamente e il piu’ rapidamente possibile”.

Il presidente ucraino ha lanciato un appello: “È imperativo che i leader dell’Ue decidano in fretta sul prestito da 50 miliardi concordato in ambito G7 perché i le risorse servono per costruire i droni con cui l’Ucraina combatte la sua guerra”. Inoltre, ha aggiunto, “per noi la Nato è un ombrello di sicurezza e rappresenta l’unica speranza”. 

Ci mancava solo l'ingresso della Corea del Nord nella guerra con l'Ucraina…

La Corea Nord ha deciso di inviare quattro brigate per un totale di 12mila soldati a sostegno della Russia nella guerra contro l’Ucraina. 

L’invio di truppe nordcoreane e il loro possibile dispiegamento in Ucraina dimostrano come Mosca vuole prolungare il conflitto…

Zelensky, intanto, ha definito “criminale” l’alleanza tra Russia e Corea del Nord, aggiungendo: “Ora  abbiamo dati chiari che anche persone provenienti dalla Corea del Nord vengono fornite alla Russia, e questi non sono solo addetti alla produzione, ma anche personale militare e stiamo aspettando una reazione forte da parte dei nostri partner. Questo, infatti, questo e’ l’ingresso di un altro Stato nella guerra contro l’Ucraina. Tutti hanno l’opportunità di vedere le prove sia grazie ai satelliti sia grazie ai video che stanno gia’ arrivando dalla Russia. Dobbiamo reagire, opporci. E non dobbiamo permettere che il male cresca. Se il mondo adesso resta in silenzio e se dobbiamo avere a che fare costantemente con i soldati della Corea del Nord al fronte cosi’ come dobbiamo difenderci dagli Shaheed, allora questo sicuramente non giovera’ a nessuno nel mondo e non fara’ altro che prolungare questa guerra. Una guerra che deve finire giustamente e il piu’ rapidamente possibile”.

Il presidente ucraino ha lanciato un appello: “È imperativo che i leader dell’Ue decidano in fretta sul prestito da 50 miliardi concordato in ambito G7 perché i le risorse servono per costruire i droni con cui l’Ucraina combatte la sua guerra”. Inoltre, ha aggiunto, “per noi la Nato è un ombrello di sicurezza e rappresenta l’unica speranza”. 

Oltre il Direttore generale sono indagati altri 18 soggetti…

Continuando quanto riportato l’altro ieri sull’arresto per corruzione del dg di Sogei oltre 18 indagati, ecco che l’inchiesta si allarga e si parla di un “articolato sistema corruttivo con diversi protagonisti e con ramificazioni sia all’interno del ministero della Difesa, sia in Sogei e sia, infine, al ministero dell’Interno“!!!

Difatti, è il quadro che emerge dagli atti dell’indagine della Procura di Roma, in cui si contesta anche il reato di turbativa d’asta che ha portato all’arresto in flagranza di reato del direttore generale della società in house del Mef, fermato nella serata di lunedì dagli uomini della Guardia di Finanza mentre intascava una mazzetta da 15 mila euro!!!

Denaro, chiuso in una busta che il manager aveva appena ricevuto da un imprenditore, anch’egli arrestato…

Nel registro degli indagati sono iscritte complessivamente 18 persone, mentre sono 14 sono le società coinvolte…

Una maxi indagine del pool di pm che si occupano dei reati nella pubblica amministrazione che chiama in causa anche il “referente in Italia di Elon Musk”, in particolare l’appalto sul sistema satellitare Starlink creato dal tycoon statunitense, quest’ultimo difatti sarebbe accusato di avere avuto notizie riservate sull’operazione. 

Persino un documento riservato della Farnesina consegnatogli da un militare della Marina, indagato ora per corruzione, “avente ad oggetto – scrivono i pm- la valutazione del progetto finalizzato all’impiego con scopi militari prima e dual use dopo, delle tecnologie satellitari fornite dall’azienda americana Space X”.

In cambio l’ufficiale aveva strappato la promessa della stipula di alcuni contratti e al riguardo la Farnesina ha  precisato che non si tratterebbe di un documento “riservato” secondo la classificazione di legge della documentazione “riservata” e “segreta”., ma dovrebbe trattarsi di un documento interno, un elenco di necessità espresse dal ministero (il numero delle ambasciate e consolati) da collegare al sistema se eventualmente fosse andata avanti la procedura. 

I magistrati hanno disposto una serie di perquisizioni nel procedimento che punta a scandagliare diverse “procedure di appalto/affidamento in materia di informatica e telecomunicazioni, bandite da Sogei Spa., dal ministero dell’Interno -Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dal ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa”.

Tra le società interessate dalle perquisizioni, svolte dai nuclei Polizia economico finanziaria e Valutario, figurano anche Digital Value Spa e Olidata Spa. Ad uno dei Dirigenti, che si trova agli arresti domiciliari ed è stato interrogato dai pm, viene contestato il reato di corruzione perché con “più azioni del medesimo disegno criminoso – è detto nel capo di imputazione – indebitamente riceveva in più occasioni, per l’esercizio delle sue funzioni, somme di denaro” da un imprenditore.

In particolare “a fronte di una serie di contratti stipulati con Sogei” per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro, il manager “riceveva somme di denaro non quantificate, ma da intendersi nell’ordine di decine di migliaia di euro – continua il capo di imputazione – con frequenza di circa due volte al mese dal novembre del 2023”.

Incontri “monitorati” anche attraverso intercettazioni. Dai colloqui carpiti dagli investigatori delle utenze in uso all’imprenditore arrestato lunedì sono “emersi i contatti e gli incontri avuti con l’ufficiale della Marina accusato di avere dato documenti riservati, successivamente identificato come un Capitano di fregata della Marina Militare…

Già “dai primi incontri emergeva che il militare, al fine di svolgere il proprio ruolo nell’ambito di una fornitura, ha avanzato richieste di compensi nonché – è detto in una informativa citata nel decreto di perquisizione- l’assunzione di una persona da parte di una delle imprese gestite dall’imprenditore”. 

“Nell’apprendere del progetto volto all’acquisizione da parte del Governo del sistema satellitare (Starlink ndr) realizzato e fornito da un noto gruppo statunitense – cristallizzano i finanzieri – approfitta dello svolgimento di una riunione sul tema per agganciare e contattare successivamente il referente italiano del Gruppo statunitense” a cui rende noto delle notizie “riservate in ordine a decisione assunte nel corso di riunioni ministeriali”.

Sembra di essere in una Spy story di Tom Clancy, già… con tutti questi intrecci di governo e militari, si potrebbe realizare un bel thriller o anche chissà, una nuova serie televisiva, peccato però che quanto sta accadendo a poco d’irreale, bensi fa parte della sicurezza del nostro Paese!!! 

Oltre il Direttore generale sono indagati altri 18 soggetti…

Continuando quanto riportato l’altro ieri sull’arresto per corruzione del dg di Sogei oltre 18 indagati, ecco che l’inchiesta si allarga e si parla di un “articolato sistema corruttivo con diversi protagonisti e con ramificazioni sia all’interno del ministero della Difesa, sia in Sogei e sia, infine, al ministero dell’Interno“!!!

Difatti, è il quadro che emerge dagli atti dell’indagine della Procura di Roma, in cui si contesta anche il reato di turbativa d’asta che ha portato all’arresto in flagranza di reato del direttore generale della società in house del Mef, fermato nella serata di lunedì dagli uomini della Guardia di Finanza mentre intascava una mazzetta da 15 mila euro!!!

Denaro, chiuso in una busta che il manager aveva appena ricevuto da un imprenditore, anch’egli arrestato…

Nel registro degli indagati sono iscritte complessivamente 18 persone, mentre sono 14 sono le società coinvolte…

Una maxi indagine del pool di pm che si occupano dei reati nella pubblica amministrazione che chiama in causa anche il “referente in Italia di Elon Musk”, in particolare l’appalto sul sistema satellitare Starlink creato dal tycoon statunitense, quest’ultimo difatti sarebbe accusato di avere avuto notizie riservate sull’operazione. 

Persino un documento riservato della Farnesina consegnatogli da un militare della Marina, indagato ora per corruzione, “avente ad oggetto – scrivono i pm- la valutazione del progetto finalizzato all’impiego con scopi militari prima e dual use dopo, delle tecnologie satellitari fornite dall’azienda americana Space X”.

In cambio l’ufficiale aveva strappato la promessa della stipula di alcuni contratti e al riguardo la Farnesina ha  precisato che non si tratterebbe di un documento “riservato” secondo la classificazione di legge della documentazione “riservata” e “segreta”., ma dovrebbe trattarsi di un documento interno, un elenco di necessità espresse dal ministero (il numero delle ambasciate e consolati) da collegare al sistema se eventualmente fosse andata avanti la procedura. 

I magistrati hanno disposto una serie di perquisizioni nel procedimento che punta a scandagliare diverse “procedure di appalto/affidamento in materia di informatica e telecomunicazioni, bandite da Sogei Spa., dal ministero dell’Interno -Dipartimento della Pubblica Sicurezza, dal ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa”.

Tra le società interessate dalle perquisizioni, svolte dai nuclei Polizia economico finanziaria e Valutario, figurano anche Digital Value Spa e Olidata Spa. Ad uno dei Dirigenti, che si trova agli arresti domiciliari ed è stato interrogato dai pm, viene contestato il reato di corruzione perché con “più azioni del medesimo disegno criminoso – è detto nel capo di imputazione – indebitamente riceveva in più occasioni, per l’esercizio delle sue funzioni, somme di denaro” da un imprenditore.

In particolare “a fronte di una serie di contratti stipulati con Sogei” per un valore complessivo di oltre 100 milioni di euro, il manager “riceveva somme di denaro non quantificate, ma da intendersi nell’ordine di decine di migliaia di euro – continua il capo di imputazione – con frequenza di circa due volte al mese dal novembre del 2023”.

Incontri “monitorati” anche attraverso intercettazioni. Dai colloqui carpiti dagli investigatori delle utenze in uso all’imprenditore arrestato lunedì sono “emersi i contatti e gli incontri avuti con l’ufficiale della Marina accusato di avere dato documenti riservati, successivamente identificato come un Capitano di fregata della Marina Militare…

Già “dai primi incontri emergeva che il militare, al fine di svolgere il proprio ruolo nell’ambito di una fornitura, ha avanzato richieste di compensi nonché – è detto in una informativa citata nel decreto di perquisizione- l’assunzione di una persona da parte di una delle imprese gestite dall’imprenditore”. 

“Nell’apprendere del progetto volto all’acquisizione da parte del Governo del sistema satellitare (Starlink ndr) realizzato e fornito da un noto gruppo statunitense – cristallizzano i finanzieri – approfitta dello svolgimento di una riunione sul tema per agganciare e contattare successivamente il referente italiano del Gruppo statunitense” a cui rende noto delle notizie “riservate in ordine a decisione assunte nel corso di riunioni ministeriali”.

Sembra di essere in una Spy story di Tom Clancy, già… con tutti questi intrecci di governo e militari, si potrebbe realizare un bel thriller o anche chissà, una nuova serie televisiva, peccato però che quanto sta accadendo a poco d’irreale, bensi fa parte della sicurezza del nostro Paese!!! 

La verità è che non si può corrompere ciò che è già corrotto!!!

Sapete bene come le statistiche internazionali assegnino al nostro Paese un livello di corruzione molto elevato, tanto che nelle classifiche degli Stati più virtuosi l’Italia è fra gli ultimi posti dei Paesi occidentali, superato tra l’altro da nazioni del terzo mondo…

Ora non voglio dire che si è tutti corrotti o che vi sia rimasta nel Paese soltanto una esigua parte di onesti, perché so bene che per motivi professionali è facile imbattersi in circostanze che per vari motivi ci portano a comportarci in maniera errata, a volte semplicemente per favorire un familiare, un collega, un conoscente o ancor più il classico amico dell’amico…
Ma si sa altrettanto bene che con quelle errate azioni si sta provando ad aggirare le regole e soprattutto si è ben coscienti che nel metterle in pratica si favorisce qualcuno, a scapito di altri…
È chiaro quindi che non è semplice combattere la corruzione e serve a poco quanto solitamente viene detto da parte delle Istituzioni e cioè che bisogna coinvolgere i cittadini, in particllare le nuove generazioni, iniziando con i processi educativi.
D’altronde nessuna legge potrà mai debellare questo fenomeno se non verrà accompagnata da un cambiamento drastico come quello ad esempio che conduce la gran parte dei cittadini a disprezzare quei soggetti corrotti, affinchè essi finiscano i loro giorni alla gogna, perché soltanto così tutti gli altri potranno comprendere quanto sia giusto non emularli…
Sperare viceversa che attraverso nuove forme di prevenzione si possa giungere ad eliminare questo fenomeno negativo, significa non voler prendere atto che una grossa fetta di cittadini non ha alcuna intenzione di barattare i propri privilegi personali con la messa in atto di comportamenti leali per soddisfare principi morali e sociali che secondo loro… rendono sì felici i loro connazionali, ma che tolgono di fatto a loro prestigio e vantaggi finanziari interessanti…    
 
Non si tratta quindi corrompere perché il sistema prevede già che un numero impressionante d’individui abbia scelto da tempo di esser corrotti, pur sapendo che quei loro lesivi comportamenti determinano di fatto una concorrenza sleale ed aprono a nuovi scenari corruttivi!!!
In ogni discorso politico sento parlare di combattere la corruzione, in particolare quella compiuta nelle amministrazioni pubbliche, la cui organizzazione risulta essere a servizio dei poteri forti e mai a favore dei cittadini che viceversa si ritrovano ad essere vessati e sottoposti – ogni giorno – ad ogni tipo di prevaricazione.
Ecco perché sorrido ai vari governi nazionali quando parlano di riforme della pubblica amministrazione, perché nonostante gli annunci propagandistici a cui ogni governo ci ha abituato, alla fine nessuno è mai riuscito a penetrare a fondo in quella sua stessa “manchevole” organizzazione, già… eliminando non soltanto gli elementi infedeli, ma rovesciando definitivamente quel sistema che – per come abbiamo potuto appurare – si è dimostrato esser imperfetto!!!
Sì… basterebbe quanto sopra per veder diminuire la corruzione in questo nostro Paese, ma purtroppo invece di provare a combattere questa diffusa corruzione, la si è di fatto alimentata e sono proprio i nostri governanti ad aver dato il peggior esempio!!! 
Ma d’altronde “ chi nasce quadrato, non può morire tondo” e difatti nessuno può cambiare la propria natura, così come un quadrato non può diventare un cerchio, poiché chi nasce “infetto” e possiede una forma mentale corrotta, difficilmente modificherà sé stesso per diventare una persona perbene e quindi onesta!!!

Tutti i dati degli italiani violati???

E’ stato arrestato il direttore generale della società Sogei (società controllata al 100% dal ministero dell’Economia) in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza. 

La Società – che non risulta indagata – svolge un ruolo chiave nella gestione delle pagelle fiscali e nella modernizzazione della Pubblica Amministrazione e che conserva tutti i dati degli italiani, dalla fatturazione elettronica, fino al fascicolo sanitario.
Sogei sta per Società Generale d’Informatica S.p.A.e come riportato sopra, svolge servizi di consulenza informatica per la pubblica amministrazione, in particolare per il Ministero dell’Economia e per le Agenzie fiscali sulla base di contratti di servizio pluriennali, tanto d’aver realizzato e gestito i codici fiscali delle persone fisiche e le partite Iva delle aziende.
Si occupa altresì dell’anagrafe tributaria per conto del Ministero dell’economia, della gestione del sistema informativo della contabilità pubblica per la Ragioneria generale dello Stato, del sistema informativo e contabile del debito pubblico, della gestione del sistema informativo del gioco pubblico per conto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Ma non solo, monitora la spesa pubblica, in particolare la spesa sanitaria; sviluppa software per le Agenzie fiscali (Entrate, Dogane e monopoli, Demanio), produce e spedisce la tessera sanitaria per conto dell’Agenzia delle entrate, realizza l’Anagrafe nazionale della popolazione in collaborazione con il Viminale. Ha pure realizzato e gestito la piattaforma per il rilascio del Green pass durante il Covid.
A inzio anno la Sogei ha incorporato SOSE SpA (Soluzioni per il Sistema Economico, società partecipata da Mef e Banca d’Italia, operativa nel settore dell’analisi strategica dei dati in materia tributaria e di economia d’impresa) e il ramo ICT di Agenzia entrate Riscossione, diventando in tal modo il principale partner tecnologico di via XX settembre per la “messa a terra” della riforma fiscale, in particolare per la gestione delle pagelle fiscali. 
Parliamo quindi di un’azienda strategica per il Paese e viene tutelata come sito di rilevanza nazionale e protetta dagli attacchi informatici. A fine 2019 a Sogei è stato consentito di erogare, attraverso la stipula di una Convenzione, i propri servizi anche ad altri nuovi clienti, come la presidenza del Consiglio dei Ministri, il Consiglio di Stato, l’Avvocatura dello Stato, il ministero dell’Ambiente e dell’Istruzione. 
Per questi motivi Sogei ha frequenti rapporti con tutto il mondo dei fornitori della Pubblica amministrazione, come le società quotate Digital Value e Olidata nel mirino della Procura.
Digital Value si definisce un “gruppo a capitale italiano che opera nel segmento delle Infrastrutture ICT al servizio dei più importanti clienti pubblici e privati con l’obiettivo di guidare un’innovazione tecnologica sostenibile per lo sviluppo delle imprese del Paese” e vanta oltre 600 certificazioni e più di 50 partnership tecnologiche.
Olidata nasce a Cesena nel 1982 come Software House specializzata in soluzioni di contabilità “e diventa uno dei principali player europei di prodotti e servizi di Information Technology e di Office Automation”, si legge nel sito dell’azienda. Nel 1999 è stata quotata in Borsa. Attualmente il gruppo si configura come una sinergia di diverse aziende, ciascuna operante nel proprio settore di attività, “ma convergente verso una mission comune”.
Non ci resta che attendere per capire come nei prossimi giorni si evolverà l’inchiesta… 

Tutti i dati degli italiani violati???

E’ stato arrestato il direttore generale della società Sogei (società controllata al 100% dal ministero dell’Economia) in flagranza di reato dalla Guardia di Finanza. 

La Società – che non risulta indagata – svolge un ruolo chiave nella gestione delle pagelle fiscali e nella modernizzazione della Pubblica Amministrazione e che conserva tutti i dati degli italiani, dalla fatturazione elettronica, fino al fascicolo sanitario.
Sogei sta per Società Generale d’Informatica S.p.A.e come riportato sopra, svolge servizi di consulenza informatica per la pubblica amministrazione, in particolare per il Ministero dell’Economia e per le Agenzie fiscali sulla base di contratti di servizio pluriennali, tanto d’aver realizzato e gestito i codici fiscali delle persone fisiche e le partite Iva delle aziende.
Si occupa altresì dell’anagrafe tributaria per conto del Ministero dell’economia, della gestione del sistema informativo della contabilità pubblica per la Ragioneria generale dello Stato, del sistema informativo e contabile del debito pubblico, della gestione del sistema informativo del gioco pubblico per conto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Ma non solo, monitora la spesa pubblica, in particolare la spesa sanitaria; sviluppa software per le Agenzie fiscali (Entrate, Dogane e monopoli, Demanio), produce e spedisce la tessera sanitaria per conto dell’Agenzia delle entrate, realizza l’Anagrafe nazionale della popolazione in collaborazione con il Viminale. Ha pure realizzato e gestito la piattaforma per il rilascio del Green pass durante il Covid.
A inzio anno la Sogei ha incorporato SOSE SpA (Soluzioni per il Sistema Economico, società partecipata da Mef e Banca d’Italia, operativa nel settore dell’analisi strategica dei dati in materia tributaria e di economia d’impresa) e il ramo ICT di Agenzia entrate Riscossione, diventando in tal modo il principale partner tecnologico di via XX settembre per la “messa a terra” della riforma fiscale, in particolare per la gestione delle pagelle fiscali. 
Parliamo quindi di un’azienda strategica per il Paese e viene tutelata come sito di rilevanza nazionale e protetta dagli attacchi informatici. A fine 2019 a Sogei è stato consentito di erogare, attraverso la stipula di una Convenzione, i propri servizi anche ad altri nuovi clienti, come la presidenza del Consiglio dei Ministri, il Consiglio di Stato, l’Avvocatura dello Stato, il ministero dell’Ambiente e dell’Istruzione. 
Per questi motivi Sogei ha frequenti rapporti con tutto il mondo dei fornitori della Pubblica amministrazione, come le società quotate Digital Value e Olidata nel mirino della Procura.
Digital Value si definisce un “gruppo a capitale italiano che opera nel segmento delle Infrastrutture ICT al servizio dei più importanti clienti pubblici e privati con l’obiettivo di guidare un’innovazione tecnologica sostenibile per lo sviluppo delle imprese del Paese” e vanta oltre 600 certificazioni e più di 50 partnership tecnologiche.
Olidata nasce a Cesena nel 1982 come Software House specializzata in soluzioni di contabilità “e diventa uno dei principali player europei di prodotti e servizi di Information Technology e di Office Automation”, si legge nel sito dell’azienda. Nel 1999 è stata quotata in Borsa. Attualmente il gruppo si configura come una sinergia di diverse aziende, ciascuna operante nel proprio settore di attività, “ma convergente verso una mission comune”.
Non ci resta che attendere per capire come nei prossimi giorni si evolverà l’inchiesta… 

Operazioni bancarie "sospette"!!!

Come avevo riportato alcuni giorni fa, ecco che si è scoperto come siano principalmente le città che operano da Roma  in su, ad effttuare il maggior numero di operazioni sospette collegate con le abituali organizzazioni criminali. 

Ovviamente parliamo di un dato ufficiale, difatti ciò è quanto emerge dall’analisi di quanto elaborato a partire dallo scorso anno e riconducibili alle mafie che si sono dimostrate esser cresciute negli ultimi due anni.

Erano infatti all’incirca 22.000 nel 2021 per salire a oltre 28.000 nel 2022 e poi balzare a 53.000 nel 2023 ed oggi quel dato e enormemente aumentato di un altro 30%…

A farla da padrona è la citta di Verona, tanto che tutti i sindaci della provincia hanno consegnato al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi la richiesta di istituire una sezione operativa della Direzione investigativa antimafia in città.

Ma d’altronde questi dati non fanno altro che confermare quanto già la Dia nell’ultima relazione semestrale aveva presentato al Viminale, segnalando per l’appunto che nella città di Romeo e Giulietta si riscontrava l’operatività di sodalizi riconducibili prevalentemente alla criminalità calabrese…

Ma non solo, la cosiddetta “Porta d’Italia era stata al centro nei mesi scorsi di una interdittiva emessa dal Prefetto scaligero nei confronti di una società da imprenditori messinesi, ritenuti vicini a cosa nostra. 

Difatti, antecedenti attività investigative avevano appurato l’insediamento nella provincia di Verona anche di una organizzazione mafiosa della criminalità pugliese e ciò è dovuto all’efficienza e alla prosperità economica del territorio…

Un’economia che risulta assoggettata alla criminalità organizzata ormai permeata nell’economia reale, capace di utilizzare i migliori e più capaci utilizzatori dell’ingegneria finanziaria, tanto da far dichiarare al Presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara: “Serve un’azione congiunta da parte di governo, magistratura, forze dell’ordine e istituzioni finanziarie”.

Ecco perché dall’inizio dell’anno sono state già quattro le interdittive antimafia emesse dal Prefetto Demetrio Martino e sono ben 23 i provvedimenti firmati dall’Ufficio Territoriale del Governo di Verona contro altrettante aziende: lo scopo è quello di prevenire le infiltrazioni criminali nel tessuto produttivo locale impedendo alle ditte destinatarie di fare contratti con la pubblica amministrazione o di ricevere erogazioni dallo Stato.

E’ venuto il tempo di contrastare quelle infiltrazioni ed è il motivo per cui il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico si è dato appuntamento in questi giorni in Prefettura per dotare tutto il territorio veronese degli strumenti necessari e fondamentali per combattere la mafia e la criminalità organizzata!!!

Altro che attendere giustizia da parte dello Stato!!! La madre di Manuel Mastrapasqua (il ragazzo ucciso per un paio di cuffie), manda in diretta un messaggio a chi di dovere!!!

Questo sì che è… parlare!!!

“Ecco infatti cosa può accadere… quando non c’è giustizia!!!! Lo scrivevo nel 207 – https://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/02/ecco-cosa-puo-accadere-quando-non-c.html ed in questi anni sono molti i casi in cui i cittadini si siano fatti giustizia, anche se – comprenderete bene – la maggior parte di essi non è stato mai riportato dai media, altrimenti ci sarebbe un far west!!!

E difatti, proprio su quest’ultimo punto avevo scritto quest’anno: “Ma in questo Paese, chi paga effettivamente per i reati commessi???” – link https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/02/ma-in-questo-paese-chi-paga.html

D’altronde cosa si vorrebbe dire ad una madre che oggi non accetta che il proprio figlio gli sia stato ucciso per meno di 15 euro e soprattutto per quanto successivamente compiuto da un genitore di quel loro figlio!!!

Il sottoscritto a luglio avendo ascoltato un’intercettazione dei genitori dell’assassino di Giulia Cecchettin avevo scritto un post intitolato: “Se questo è esser genitori: già… si comprende il perché accadono ogni giorno tragedie come quelle che purtoppo andiamo vivendo!!!” – https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/07/se-questo-e-esser-genitori-gia-si.html

Ma d’altronde con una giustizia inservibile come quella di questo Paese, dove ogni giorno assistiamo a femminicidi, omicidi, violenze e stupri commesse da bande minorili, i cui bulli – per non chiamarli con il loro nome e cioè delinquenti – perseguitano coetanei, minori, anziani ma anche anziani e  disabili, già… vili soggetti che usano la forza di gruppo contro i soggetti più deboli…   

Come ho riportato qualche giorno fa, c’è bisogno di ritornare alla “legge del taglione” per limitare queste continue violenze e bisogna includere anche i familiari di quei soggetti, sì… facendo pagare loro tutte le colpe compiute da quei loro cari…

Ad esempio nello Stato d’Israele, i familiari dei terroristi che si immolano – all’interno del territorio israeliano – in attentati suicidi, vengono immediatamente danneggiati, subendo la distruzione delle proprie abitazioni, il sequestro di tutti i beni e l’espulsione dalla regione…

Ecco, potrebbe essere questa un’idea per limitare la diffusa escalation di violenza nel nostro Paese, potendo così trasferire non soltanto i familiari di quegli individui che si sono macchiati di crimini malvagi, ma in questo nuovo “spirito di pulizia” aggiungerei anche un bel po’ di corrotti e di ladri, sì… manderei tutti verso quell’isola dispersa, insieme ai loro più intimi familiari!!! 

Peraltro non biosgna mai dimenticare che “Giustizia ritardata è giustizia negata!!!” – https://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/05/giustizia-ritardata-e-giustizia-negata.html

Vorrei comunque concludere con una personale riflessione:  L’animo umano non appare mai così forte e nobile, come quando rinuncia alla vendetta e osa perdonare un torto!!!– https://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/07/lanimo-umano-non-appare-mai-cosi-forte.html
Ieri ahimè si è commessa l’ennesima tragedia familiare e questo non è più possibile, ma soprattutto non è più tempo di restare inermi continuando a subire violenze gratuite da qualsivoglia problematico individuo; lo Stato e quindi il goveno nazionale, deve modificare quelle politiche sterili e inconcludenti che hanno di fatto allentato la sicurezza sul territorio, abbassando di conseguenza il livello di salvaguardia di noi cittadini che ci troviamo tra un po’ costretti – vista l’inadeguata e totale assenza delle nostre Istituzioni  – a doverci fare direttamente giustizia!!!

Altro che attendere giustizia da parte dello Stato!!! La madre di Manuel Mastrapasqua (il ragazzo ucciso per un paio di cuffie), manda in diretta un messaggio a chi di dovere!!!

Questo sì che è… parlare!!!

“Ecco infatti cosa può accadere… quando non c’è giustizia!!!! Lo scrivevo nel 2017 – https://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/02/ecco-cosa-puo-accadere-quando-non-c.html ed in questi anni sono molti i casi in cui i cittadini si siano fatti giustizia, anche se la notizia – comprenderete bene – per la maggior parte di essi non è stata mai riportato daii media, altrimenti ci sarebbe per le strade un “Far west”!!!

E difatti proprio su quest’ultimo punto avevo scritto a inizio anno: “Ma in questo Paese, chi paga effettivamente per i reati commessi???” – link https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/02/ma-in-questo-paese-chi-paga.html

D’altronde ditemi, cosa si vorrebbe dire ad una madre che oggi a perso un figlio, già… assassinato per meno di 15 euro, ma non solo a darle rabbia e quanto successivamente compiuto da un familiare dell’assassino!!!

Anche il sottoscritto a luglio avendo ascoltato un’intercettazione dei genitori dell’omicida di Giulia Cecchettin aveva scritto un post intitolato: “Se questo è esser genitori: già… si comprende il perché accadono ogni giorno tragedie come quelle che purtoppo andiamo vivendo!!!” – link: https://nicola-costanzo.blogspot.com/2024/07/se-questo-e-esser-genitori-gia-si.html

Ma d’altronde con una giustizia “inservibile” come quella di questo Paese, dove ogni giorno si assiste a femminicidi, omicidi, violenze di genere ed ancora, stupri commessi da extracomunitari e bande varie, cui seguono tutta una serie di deficienti bulli anche minorenni – per non chiamarli con il loro nome e cioè delinquenti – che durante le loro giornate non fanno altro che perseguitare coetanei, anziani, ma anche disabili, già… parliamo d’individui tamlmente vili da utilizzare la forza del gruppo per infierire contro i più deboli…   

Come ho riportato qualche giorno fa c’è bisogno di ritornare alla “legge del taglione“, sì… per limitare tutte queste violenze, includendo se possibile anche i familiari di quei soggetti aggressivi, facendo pagare anche a quest’ultimi tutte le colpe compiute da quei loro cari…

Ad esempio nello Stato d’Israele i familiari dei terroristi – che si immolano all’interno del territorio israeliano in attentati suicidi – vengono immediatamente danneggiati, sì… subendo in primiss la distruzione delle proprie abitazioni, per poi far seguire con il sequestro di tutti i beni e queindi l’espulsione dalla regione.

Ecco, potrebbe essere questa un’idea da imitare, sì… per limitare tutta questa diffusa escalation di violenza nel nostro Paese, potendo altresì trasferire non soltanto i familiari di quegli individui rabbiosi che si sono macchiati di crimini malvagi, ma per l’appunto, in questo nuovo spirito di “pulizia“, potremmo aggiungerei un bel po’ di corrotti e di ladri, già… migliaia di soggetti che manderei verso quell’isola, sì… dispersa, insieme ovviamente ai loro più intimi e soprattutto viziati familiari!!! 

Peraltro non bisogna dimenticare che “Giustizia ritardata è giustizia negata!!!” – https://nicola-costanzo.blogspot.com/2017/05/giustizia-ritardata-e-giustizia-negata.html

Vorrei comunque concludere con una personale riflessione:  L’animo umano non appare mai così forte e nobile, come quando rinuncia alla vendetta e osa perdonare un torto!!!– https://nicola-costanzo.blogspot.com/2020/07/lanimo-umano-non-appare-mai-cosi-forte.html
Ieri infatti si è commessa l’ennesima tragedia familiare e questo ritengo non sia più possibile, soprattutto è finito il tempo di restare inermi o di continuare a subire violenze gratuite, da qualsivoglia “problematico” individuo psicologicamente infermo; lo Stato e quindi il Goveno nazionale deve modificare le attuali politiche “sterili e inconcludenti” che hanno di fatto allentato la sicurezza sul territorio, abbassando il livello di salvaguardia di noi cittadini che ci troviamo ogni giorno costretti – vista l’inadeguata e totale assenza delle nostre Istituzioni  – a doverci non solo difendere dai continui sopprusi, ma in alcuni circostanze ahimè (pur potendo rivolgersi ad un giudice ed attendere così i tempi necessari della giustizia…) preferisce arbitrariamente farsi ragione da sé!!!

L’ignavia e/o la noncuranza della magistratura provocano dei danni sociali irreparabili!!!

 

Un libro, quello del maresciallo Filiberti che non piacerà a molti…

«Erano anni che Vernengo pascolava indisturbato per Rozzano. Agli occhi dei rozzanesi gli era concesso perché i carabinieri avevano paura di prendersela con un mafioso del suo calibro. In realtà, i carabinieri lo avevano già denunciato più volte, ma nessuno era stato così sventato da scrivere quello che io scrissi al Magistrato di Sorveglianza».

E questo ci porta, inevitabilmente, a un’altra considerazione ineccepibile: “l’ignavia e/o la noncuranza della magistratura provocano dei danni sociali irreparabili, perché delegittimano e rendono ridicolo chi è chiamato a salvaguardare l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Basterebbe questo passaggio a capire perchè il libro che questa settimana è in vetta alla classifica di «Il mio libro», stia destando grande interesse e solenni arrabbiature: soprattutto all’interno dell’Arma dei carabinieri!!! 

É un libro che trasuda affetto, dedizione, per gli alamari della Benemerita… ma ne racconta anche i lati meno gradevoli, la burocrazia prevalente, l’opportunismo e punta il dito contro un altro potere forte, da sempre legato all’Arma: la magistratura!!!

Il teatro di tutto: Milano e poi Rozzano, le città dove l’autore ha lavorato come sottufficiale per decenni.

Il libro si intitola “Toghe e feluche” ed è firmato da Massimiliano Filiberti, maresciallo in pensione da un anno. Nome in codice: “Chimico”

Un investigatore vecchio stampo che ha battuto le piste della malavita organizzata prima che diventasse di moda: e che racconta con devozione i suoi esordi in via Moscova, alla scuola di sottufficiali mitici come Pippo Mondello e Mario Dolcemaschio. 

Poi ci sono gli ufficiali incrociati in questi anni e di alcuni – Paolo La Forgia, Andrea Chittaro, Carlo De Donno – il “Chimico” parla con grande rispetto, mentre di altri, con nome e cognome, dice ahimè cose pesanti… 

Ma a non andargli giù, a fargli sentire il congedo come un sollievo, è quella che descrive come una mutazione genetica dell’Arma, dove trovi ufficiali ai massimi livelli che, nei fatti, non hanno mai conosciuto l’Arma. 

Tutta gente da stato maggiore che – tradotto in termini spicci – significa: carriere costruite in ufficio».

L’Arma amata e vissuta da Filiberti è quella che sa come fiutare una traccia, arruolare confidenti, tirare le fila. 

Vale quando si dà la caccia a bande di rapinatori come gli autori del grande colpo alla Verga di via Mazzini, che si rivelano professionisti seriali e pericolosi oppure quando si pedina per settimane Mario Savio, «Marittiello o’Bellillo», ras dei quartieri spagnoli di Napoli arrivato a conquistare Milano. 

Quando ancora si lavora per incastrare criminali feroci come Chicco Pagani: «Lo sa perchè Pagani dopo vent’anni di carcere è tornato a fare il boss a Rozzano? Perchè è un pazzo, capace di uccidere una persona senza battere ciglio. Ha il cervello di un criceto ma non ha alcuna paura di uccidere»!!! 

Quando ci si imbatte in personaggi da film come Vittorio Hannan, elegantissimo e poliglotta presenza fissa dei grandi traffici di droga, quando si arriva troppo tardi per sventare un delitto annunciato come la morte del nomade Riccardo Fross, ucciso nel 2006 nel campo di via Stephenson, un delitto rimasto impunito, anche se «Chimico» sa che a sparare furono i vecchi boss della Comasina: ma ammazzarono la persona sbagliata…

Della lotta al crimine il vecchio maresciallo conosce le sottigliezze e i compromessi. 

Racconta senza scandalizzarsi la trattativa sottobanco che portò alla liberazione di Alessandra Sgarella, l’ultimo ostaggio milanese dell’Anonima sequestri. 

Ha parole quasi di devozione verso gli ufficiali dell’Arma come Mario Mori che hanno pagato con processi infiniti la loro battaglia contro la mafia. Ma altri viceversa non gli vanno giù: come l’ufficiale che in piena pandemia lo costrinse in piena notte ad accertare – chissà perchè – se Beppe Marotta era ricoverato in ospedale.

E poi ci sono loro, i magistrati della Procura di Milano: quelli che «Chimico» sopporta di meno, con eccezioni che si contano sulle dita di una mano (Alberto Nobili, Gianni Griguolo, e pochi altri); sono i magistrati che non leggono neanche i rapporti, che rifiutano di arrestare, che rispediscono indietro gli appunti non graditi!!! 

E poi: «a Milano il turno esterno” tocca ai pm una volta ogni tre mesi. 

E siccome i pm lo sanno con notevole anticipo (quando gli toccherà quel cazzo di turno esterno), ci si aspetterebbe che quel giorno si liberassero da ogni impegno ed invece no, non è così ed infatti ti senti persino rispondere “mi sta disturbando perchè ora sono a cena fuori, mi richiami tra un’ora”

E tu lì, a girarti i pollici per un’ora, perchè magari il pm è a Brera a fare un apericena!!!

L'ignavia e/o la noncuranza della magistratura provocano dei danni sociali irreparabili!!!

 Un libro, quello del maresciallo Filiberti che non piacerà a molti…

«Erano anni che Vernengo pascolava indisturbato per Rozzano. Agli occhi dei rozzanesi gli era concesso perché i carabinieri avevano paura di prendersela con un mafioso del suo calibro. In realtà, i carabinieri lo avevano già denunciato più volte, ma nessuno era stato così sventato da scrivere quello che io scrissi al Magistrato di Sorveglianza».

E questo ci porta, inevitabilmente, a un’altra considerazione ineccepibile: “l’ignavia e/o la noncuranza della magistratura provocano dei danni sociali irreparabili, perché delegittimano e rendono ridicolo chi è chiamato a salvaguardare l’ordine e la sicurezza pubblica”.

Basterebbe questo passaggio a capire perchè il libro che questa settimana è in vetta alla classifica di «Il mio libro», stia destando grande interesse e solenni arrabbiature: soprattutto all’interno dell’Arma dei carabinieri!!! 

É un libro che trasuda affetto, dedizione, per gli alamari della Benemerita… ma ne racconta anche i lati meno gradevoli, la burocrazia prevalente, l’opportunismo e punta il dito contro un altro potere forte, da sempre legato all’Arma: la magistratura!!!

Il teatro di tutto: Milano e poi Rozzano, le città dove l’autore ha lavorato come sottufficiale per decenni.

Il libro si intitola “Toghe e feluche” ed è firmato da Massimiliano Filiberti, maresciallo in pensione da un anno. Nome in codice: “Chimico”

Un investigatore vecchio stampo che ha battuto le piste della malavita organizzata prima che diventasse di moda: e che racconta con devozione i suoi esordi in via Moscova, alla scuola di sottufficiali mitici come Pippo Mondello e Mario Dolcemaschio. 

Poi ci sono gli ufficiali incrociati in questi anni e di alcuni – Paolo La Forgia, Andrea Chittaro, Carlo De Donno – il “Chimico” parla con grande rispetto, mentre di altri, con nome e cognome, dice ahimè cose pesanti… 

Ma a non andargli giù, a fargli sentire il congedo come un sollievo, è quella che descrive come una mutazione genetica dell’Arma, dove trovi ufficiali ai massimi livelli che, nei fatti, non hanno mai conosciuto l’Arma. 

Tutta gente da stato maggiore che – tradotto in termini spicci – significa: carriere costruite in ufficio».

L’Arma amata e vissuta da Filiberti è quella che sa come fiutare una traccia, arruolare confidenti, tirare le fila. 

Vale quando si dà la caccia a bande di rapinatori come gli autori del grande colpo alla Verga di via Mazzini, che si rivelano professionisti seriali e pericolosi oppure quando si pedina per settimane Mario Savio, «Marittiello o’Bellillo», ras dei quartieri spagnoli di Napoli arrivato a conquistare Milano. 

Quando ancora si lavora per incastrare criminali feroci come Chicco Pagani: «Lo sa perchè Pagani dopo vent’anni di carcere è tornato a fare il boss a Rozzano? Perchè è un pazzo, capace di uccidere una persona senza battere ciglio. Ha il cervello di un criceto ma non ha alcuna paura di uccidere»!!! 

Quando ci si imbatte in personaggi da film come Vittorio Hannan, elegantissimo e poliglotta presenza fissa dei grandi traffici di droga, quando si arriva troppo tardi per sventare un delitto annunciato come la morte del nomade Riccardo Fross, ucciso nel 2006 nel campo di via Stephenson, un delitto rimasto impunito, anche se «Chimico» sa che a sparare furono i vecchi boss della Comasina: ma ammazzarono la persona sbagliata…

Della lotta al crimine il vecchio maresciallo conosce le sottigliezze e i compromessi. 

Racconta senza scandalizzarsi la trattativa sottobanco che portò alla liberazione di Alessandra Sgarella, l’ultimo ostaggio milanese dell’Anonima sequestri. 

Ha parole quasi di devozione verso gli ufficiali dell’Arma come Mario Mori che hanno pagato con processi infiniti la loro battaglia contro la mafia. Ma altri viceversa non gli vanno giù: come l’ufficiale che in piena pandemia lo costrinse in piena notte ad accertare – chissà perchè – se Beppe Marotta era ricoverato in ospedale.

E poi ci sono loro, i magistrati della Procura di Milano: quelli che «Chimico» sopporta di meno, con eccezioni che si contano sulle dita di una mano (Alberto Nobili, Gianni Griguolo, e pochi altri); sono i magistrati che non leggono neanche i rapporti, che rifiutano di arrestare, che rispediscono indietro gli appunti non graditi!!! 

E poi: «a Milano il turno esterno” tocca ai pm una volta ogni tre mesi. 

E siccome i pm lo sanno con notevole anticipo (quando gli toccherà quel cazzo di turno esterno), ci si aspetterebbe che quel giorno si liberassero da ogni impegno ed invece no, non è così ed infatti ti senti persino rispondere “mi sta disturbando perchè ora sono a cena fuori, mi richiami tra un’ora”

E tu lì, a girarti i pollici per un’ora, perchè magari il pm è a Brera a fare un apericena!!!

Incantevole osservare come in Sicilia i principi di legalità vengano ovunque rispettati.

Ogni giorno nei Tg nazionali ascoltiamo su inchieste giudiziarie che evidenziano come la criminalità organizzata sia su gran parte del territorio nazionale riuscita a penetrare nel tessuto economico, sociale e produttivo del Paese, viceversa da noi in Sicilia –la regione che ha ricevuto i maggiori fondi del PNRR – non si evidenzia alcun rischio di pervasività in tutti quei grandi progetti attualmente in corso… 

E’ dire che sia gli investigatori che i procuratori hanno avvisato di tenere la guardia alta perchè da quando sono iniziati ad arrivare quei fondi dall’Europa per realizzare i cantieri miliardari previsti nel Pnrr,  la mafia siciliana ha preferito dirottare quelle proprie metodologie puntando sul business invece che continuare ad utilizzare la lupara…

Difatti, malgrado l’assenza di capi mafia “stabili”, già… secondo il sottoscritto (da sempre attento alle evoluzioni di quell’associazione criminale) la cattura di Messina Denaro abbia rappresentato per quell’organizzazione una fase di transizione che sta determinando nelle varie “famiglie” una forma di consorteria, dove ciascuna di esse ha preso il comando della provincia a cui fa riferimento, senza più mettersi di traverso o intralciare il business delle altre famiglie presenti nelle altre aree… 

In questo contesto non vi è più un soggetto al di sopra le parti, ma tutti comandano in egual maniera all’interno della propria provincia ed hanno – sempre secondo l’opinione del sottoscritto – concordato una forma di pax, tale da non infastidirsi, ma viceversa di collaborare… spartendosi il territorio e soprattutto gli appalti che stanno attraversando l’intera isola…

Certo, le attività criminali più remunerative, quelle cioè che portano maggiori utili come il traffico di stupefacenti, usura, estorsione, gioco d’azzardo, etc… continueranno a sopravvivere, in quanto vengono utilizzati per pagare i costi della manovalanza e delle famiglie che necessitano mensilmente di un’entrata; viceversa i capi di quelle province a cui fanno parte le famiglie al suo interno, hanno preferito modificare le “dure” strategie adottate nel passato per giungere ora a nuove coercizioni più “soft”, già… con  l’imposizione delle forniture richieste dal mercato e/o nelle prestazioni da eseguirsi negli appalti …

Non si tratta quindi epr come accadeva un tempo di imporre il “pizzo”, no… quella forma di estorsione ora non viene più compiuta o quantomeno non si realizza per quelle note Società monitorate da “Protocolli di legalità”, “whitelist” e quant’altro, intese che come ben sappiamo, sono realizzate a prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata mafiosa nel settore degli appalti pubblici e dei relativi subcontratti, ed allora ecco che si sono bypassati quei controlli del territorio con strategie velate, quali ad esempio l’aumento improvviso dei prezzi delle forniture, l’so indiscriminato dei noleggi, ma anche l’imposizione indiretta di talune imprese che si sono trovate ad essere le uniche disponibili a effettuare quei contratti d’appalto e/o subappalto, visto che la maggior parte delle altre imprese concorrenti, hanno preferito rinuciare a quei lavori…

D’altronde quest’ultime sanno bene di poter contare su altri numerosi appalti pubblici negli Enti Locali, sì… attraverso quell’ormai collaudato meccanismo d’l’infiltrazione, come ad esempio cercando d’intervenire sulle gare pubbliche al momento della stesura del bando e avvalendosi d’infedeli funzionari pubblici e di tecnici: ove  nel caso ciò non riuscisse, si ricorrerà ad altre forme di pressione sugli affidatari dell’appalto, al fine di ottenere così la cessione dei servizi connessi…

Il sistema è così perfetto da ritenersi concluso e le attività più significative e redditizie restano di fatto in mano alla criminalità ache se poi quest’ultime sono formalmente intestate o per meglio dire vengono gestite dalle solite “teste di legno” soggetti che agli occhi delle Prefetture risultano “puliti”; ma parliamo di società che operano come vere e proprie diramazioni di “cosa nostra” al fine d’infettare non solo il mercato legale, ma tutto il sistema sociale, già… attraverso l’apertura di nuove e differenti attività grazie a propri investimenti derivati dal riciclaggio di denaro…

Ovviamente sospetti – da parte delle forze dell’ordine e della magistratura – ce ne sono tanti, ma quelle imprese affililiate (ben informate da qualcuno che opera all’interno delle istituzioni) quando sentono odor si sequestri, cambiano celermente riferimenti e a volte proprietà, affinchè quei programmati interventi, si dimostrano alla fine del tutto inutili!!!..

Sì… è veramente incantevole osservare come in Sicilia i principi di legalità vengano ovunque rispettati… 

Incantevole osservare come in Sicilia i principi di legalità vengano ovunque rispettati.

Ogni giorno nei Tg nazionali ascoltiamo su inchieste giudiziarie che evidenziano come la criminalità organizzata sia su gran parte del territorio nazionale riuscita a penetrare nel tessuto economico, sociale e produttivo del Paese, viceversa da noi in Sicilia –la regione che ha ricevuto i maggiori fondi del PNRR – non si evidenzia alcun rischio di pervasività in tutti quei grandi progetti attualmente in corso… 

E’ dire che sia gli investigatori che i procuratori hanno avvisato di tenere la guardia alta perchè da quando sono iniziati ad arrivare quei fondi dall’Europa per realizzare i cantieri miliardari previsti nel Pnrr,  la mafia siciliana ha preferito dirottare quelle proprie metodologie puntando sul business invece che continuare ad utilizzare la lupara…

Difatti, malgrado l’assenza di capi mafia “stabili”, già… secondo il sottoscritto (da sempre attento alle evoluzioni di quell’associazione criminale) la cattura di Messina Denaro, ha rappresentato per quell’organizzazione una fase di transizione che sta ora determinando, nelle varie “famiglie” mafiose, una forma di consorteria, dove ciascuna di esse ha preso il comando della provincia cui fa riferimento, senza mettersi di traverso o intralciare il business delle altre (famiglie) presenti… 

In questo contesto non vi è più un soggetto al di sopra delle parti, ma tutti comandano in egual modo all’interno della propria provincia ed hanno – sempre secondo l’opinione del sottoscritto – concordato una forma di pax, tale da non infastidirsi, ma viceversa provando a collaborare… spartendosi il territorio e soprattutto gli appalti che stanno attraversando l’intera isola…

Certo, le attività criminali più remunerative, quelle cioè che portano maggiori utili come il traffico di stupefacenti, usura, estorsione, gioco d’azzardo, etc… continueranno a sopravvivere, in quanto vengono utilizzate per mantenere i costi della manovalanza e tutte quelle famiglie che necessitano mensilmente di un’entrata; viceversa i capi di quelle province, cui fanno riferimento le famiglie al suo interno, hanno preferito modificare quelle “tenaci” strategie adottate nel passato per giungere ora a nuove coercizioni, certamente più “soft”, già… attraverso  l’imposizione delle forniture richieste dal mercato e/o nelle prestazioni da eseguirsi nei vari appalti…

Non si tratta quindi per come accadeva un tempo d’imporre il “pizzo”, no… quella forma di estorsione ora non viene più compiuta o quantomeno non si realizza nelle opere affidate a “General Contractor” monitorate da “Protocolli di legalità”, “whitelist” e quant’altro, intese che come ben sappiamo vengono compiute a prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici e dei relativi subcontratti; ed allora visti gli ostacoli, ecco che si è pensato di bypassati quei controlli con strategie velate, quali ad esempio l’aumento improvviso dei prezzi delle forniture, l’uso indiscriminato dei noleggi, ma anche l’imposizione di talune imprese che si sono trovate ad essere le uniche disponibili ad effettuare quei contratti d’appalto e/o subappalto, visto che la maggior parte delle altre imprese concorrenti, contattate dai Committenti, hanno preferito rinuciare…

D’altronde quest’ultime sanno bene di poter contare su altri e ben più numerosi appalti pubblici negli Enti Locali e difatti, attraverso quell’ormai collaudato meccanismo d’infiltrazione, operano cercando d’intervenire sulle gare pubbliche al momento della stesura del bando e avvalendosi di “infedeli” funzionari e di tecnici: ove  nel caso ciò non riuscisse, si ricorrerà ad altre forme di pressione sugli affidatari dell’appalto, al fine di ottenere così la cessione dei servizi connessi…

Il sistema è così perfetto da ritenersi concluso ancor prima di iniziare e le attività più significative e redditizie restano così di fatto in mano alla criminalità anche se poi quest’ultime, formalmente intestate o per meglio dire gestite dalle solite “teste di legno” risultano, agli occhi delle Prefetture, incredibilmente “limpide”; ma la realtà è che parliamo di società che operano come vere e proprie diramazioni di “cosa nostra“, utilizzate non solo epr infettare il mercato legale, ma tutto il sistema sociale, già… attraverso l’apertura di nuove e differenti attività grazie a investimenti propri, derivati dal riciclaggio di denaro e dall’evasione fiscale.

Ovviamente sospetti – da parte delle forze dell’ordine e della magistratura – ce ne sono tanti, ma quelle imprese affililiate (ben informate da qualcuno che opera all’interno delle istituzioni) quando sentono odor di provvedimenti giudiziari di sequestre, cambiano celermente riferimenti ed a volte anche proprietà, affinchè quei programmati interventi delle forze istituzioni, si dimostrano alla fine del tutto fallaci!!!..

Sì… è veramente incantevole osservare come in Sicilia i principi di legalità vengano ovunque rispettati… 

Finalmente a Catania un controllo del territorio degno d’esser chiamato tale!!!

Sapete bene quanto critico sia stato il sottoscritto in questi anni, osservando la poca presenza militare nelle strade della mia regione, a differenza di quanto viceversa ho potuto costatare in questi ultimi anni in altre realtà, come ad esempio quella Toscana, già… fin a giungere all’isola d’Elba…

Difatti, sono giunto a credere che si trattasse di una semplice differenza, sì… numerica, parlo del personale preposto ciascuna regione, ma poi ho pensato che forse si trattasse di un qualcosa legato alle criticità del territorio…

Ovviamente mi riferisco alle truffe e/o ai raggiri che vengono quotidianamente compiuti nel nostro Paese, perché in questo posso assicurarvi che – senza alcun campanilismo –  il nord si è dimostrato da sempre più specializzato nel compiere truffe, viceversa… il sud porta con sé quella brutta nomina, forse chissà perché certi business (illegali) non vengono compiuti (come nel nord) in maniera professionale o si preferisce utilizzare quelle diverse attività illegali legate agli stupefacenti, estorsioni, sfruttamento sessuale e contraffazione, mentre  da Roma in su, si riesce a fare milioni e milioni di euro, sì… senza mai sporcarsi le mani!!!

Comunque ritornando ai controlli, sono sicuro che il numero del personale militare delle forze dell’ordine attualmente presente nella mia isola sia alquanto adeguato, certamente non è inferiore a quello di altre regioni e quindi ritengo si tratti semplicemente di saperlo disporre in campo!!!

Ora come dicevo per anni mi è sembrato che non vi fosse nessuno, già… scorgere una pattuglia per strada era come “trovare un ago in un pagliaio” e difatti i miei post particolarmente critici, mettevo a risalto questo grave problema, perché il mancato controllo del territorio rappresentava – secondo il sottoscritto – una vera e propria manchevolezza, che si trasformava  in inefficienza!!!

D’altronde aver letto in questi mesi come il “numero uno” tra i latitanti italiani ed uno dei maggiori ricercati al mondo – mi riferisco all’ex boss Messina Denaro – circolasse tranquillamente per le nostre strade siciliane, fa comprendere come qualcosa certamente non funzionasse!!!

Per fortuna qualcosa ora sembra esser cambiato, sono giorni che vedo ovunque posti di blocco in direzione Messina, Ragusa, passando per Catania o verso Palermo…

Sarà forse dovuto al fatto che proprio in questi mesi alcune inchieste giudiziarie hanno portato all’arresto di soggetti legati alla criminalità organizzata, ma soprattutto quei controlli hanno portato al sequestro di notevoli quantità di armi d’assalto ben nascoste a dimostrazione quindi di una recrudescenza che forse stava per iniziare…

Resto sempre convinto che la nostra regione abbia necessità di avere una presenza costante ed è per questo che da sempre invoco i militari quale ausilio delle nostre forze dell’ordine; d’altronde… visto che ancora in guerra la maggior parte dei nostri soldati (per fortuna) non è stata inviata dal nostro governo, anche se rappresentiamo primo tra i contributori occidentali alle missioni delle Nazioni Unite, ecco che, non avendo altri impieghi – se non stazionare inutilmente dinnanzi a quei palazzi ufficiali – ecco che potrebbero viceversa esser impegnati nella sicurezza del territorio, come ad esempio nei luoghi sensibili come ospedali, scuole, università, ma anche per le strade, negli ingressi dei traghetti e in quelle zone periferiche ad alto rischio criminale!!!

Comunque per adesso accontentiamoci, d’altronde meglio questo che niente, già… è un buon deterrente per tutti coloro che pensavano di poter circolare liberamente, senza subire mai un controllo.

Quindi, se si riesce a tenere quotidianamente e per parecchie ore questo servizio, penso che in pochi mesi una parte di legalità verrà ripristinata e certamente saranno maggiori le inchieste attualmente in corso (da parte dei nostri procuratori nazionali) che potranno così beneficiare anche dei dati provenienti direttamente da quei posti di blocco.

Finalmente a Catania un controllo del territorio degno d'esser chiamato tale!!!

Sapete bene quanto critico sia stato il sottoscritto in questi anni, osservando la poca presenza militare nelle strade della mia regione, a differenza di quanto viceversa ho potuto costatare in altre realtà, come ad esempio quella Toscana, già… fin giù all’isola d’Elba.

Difatti sono giunto a credere che si trattasse di una semplice differenza numerica, parlo del personale preposto per ciascuna regione, ma poi ho pensato che forse si trattasse di un qualcosa legato alle criticità del territorio…

Ovviamente mi riferisco alle frodi e/o ai raggiri che vengono quotidianamente compiuti nel nostro Paese, perché in questo posso assicurarvi che – senza alcun campanilismo –  il nord si è dimostrato da sempre più specializzato nel realizzare truffe, viceversa… il sud porta con sé quella brutta nomina, forse perché certi business (illegali) non vengono compiuti (come nel nord) in maniera professionale o dalle mie parti si preferisce utilizzare quelle abituali attività illegali, già… legate al traffico degli stupefacenti, estorsioni, sfruttamento sessuale e contraffazione, mentre  da Roma in su, si riescono a fare milioni e milioni di euro… senza sporcarsi le mani!!!

Comunque ritornando ai controlli, sono sicuro che il numero del personale militare delle forze dell’ordine attualmente presente nella mia isola sia alquanto adeguato, certamente non è inferiore a quello di altre regioni e quindi ritengo si tratti semplicemente di disporre in campo quegli uomini/donne nel miglior modo possibile!!!

Ora come dicevo… in tanti anni l’impressione ricevuta è che non vi fosse nessuno, già… scorgere una pattuglia per strada era come “trovare un ago in un pagliaio” e difatti nei miei post mettevo in risalto questo grave problema, poiché il mancato controllo del territorio rappresentava – secondo il sottoscritto – una vera e propria manchevolezza, che si trasformava poi di fatto in “inefficienza”!!!

Peraltro aver letto in questi mesi come il “numero uno” tra i latitanti italiani, uno dei maggiori ricercati al mondo – mi riferisco all’ex boss Messina Denaro – circolasse tranquillamente per le nostre strade siciliane, fa comprendere in maniera palese come qualcosa certamente non funzionasse in quei controlli!!!

Per fortuna ora sembra che le cose siano cambiate; sono giorni infatti che vedo ovunque posti di blocco in direzione Messina, Ragusa, passando per la tangenziale di Catania o dirigendomi in autostrada a Palermo…

Sarà forse dovuto al fatto che proprio in questi mesi alcune inchieste giudiziarie hanno portato all’arresto di soggetti affiliati alla criminalità organizzata, ma soprattutto quei controlli hanno permesso di giungere al sequestro di notevoli quantità di armi (d’assalto) ben celate, a dimostrazione quindi che una possibile nuova recrudescenza stava per esplodere!!!

Ben vengano quindi questi controlli anche se resto convinto che la nostra regione abbia necessità di avere una presenza più costante ed è per questo motivo che da sempre invoco l’intervento dei militari quale ausilio alle nostre forze dell’ordine; d’altronde… visto che ancora la maggior parte dei nostri soldati (per fortuna) non è stata inviata dal governo in un qualche conflitto mondiale, anche se di fatto rappresentiamo il primo tra i contributori occidentali nelle missioni delle Nazioni Unite, ecco che non avendo questo reparto altri impieghi – se non stazionare inutilmente dinnanzi a quei palazzi ufficiali – si  potrebbe viceversa impegnare esso nella sicurezza del territorio, come ad esempio in luoghi sensibili come ospedali, scuole, università, ma anche per le strade, negli ingressi dei traghetti. nelle metro e in tutte quelle zone periferiche ad alto rischio criminale!!!

Comunque per adesso accontentiamoci, d’altronde come si dice “meglio questo che niente”, già… un buon deterrente per coloro che pensavano di poter continuare a circolare liberamente… senza mai subire un controllo!!!

Certo, se riuscisse a mantenere quotidianamente e soprattutto per più ore questo servizio, penso che in pochi mesi una gran parte di legalità (che attualmente ancora manca, ma quello è un altro problema…) verrà ripristinata e certamente saranno di grande ausilio per le inchieste in corso (da parte dei nostri preparati procuratori nazionali) tutti quei dati di comunanza (che potrebbero poi dimostrarsi in concreto nel tempo di vera e propria “affiliazione”…) provenienti direttamente dai controlli dei passeggeri durante per l’appunto quei posti di blocco!!!

Se dovessi scieglere il prossimo Presidente USA??? Tra Trump e la Harris, avrei certamente molti dubbi!!!

Che dire… uno l’abbiamo conosciuto come Presidente degli Usa, l’altra viceversa rappresenta una novità nella politica mondiale…
Ttra l’altro vorrei precisare come la Harris sia stata scelta – visti i tempi ristretti – senza doversi confrontare con i suoi antagononisti di partito.

Certo, la Sig.ra Harris è favorita da un punto di vista sociale, essendo la prima donna che può ambire alla poltrona di Presidente, ma non solo, rappresenta la prima afroamericana/asioamericana a prestare giuramento, ma non solo, è stata la prima donna a diventare procuratrice generale della California!!!

Quindi tutto si può dire di lei tranne che non sia professionalmente preparata, ma se oggi prova a sfidare ufficialmente Donald Trump lo si deve principalmente a causa del  ritiro di Joe Biden e grazie al fatto che il giorno successivo in cui si era assicurata la nomina in pectore, i delegati vinti da Joe Biden nelle primarie popolari avesero dediso di ritirarsi, esprimendo di fatto supporto alla Harris, a differenza dell’unico candidato che poteva (forse) dare un po’ di fastidio, mi riferisco a Tim Walz, problema che però è stato risolto, avendolo ufficialmente candidato alla vicepresidenza.

Quindi della Harris dal punto di vista politico non sappiamo nulla, se non quanto dichiarato durante il dibattito presidenziale contro Donald Trump, ma è in particolar la questione estera che mi lascia alquanto perplesso…

Mi riferisco non solo ai due conflitti Israelo/Palestinese e Russo/Ucraino, ma anche alla situazione che sta per sfociare in Iran a cui va sommata la guerra commerciale con la Cina. 

Sì… entrambi parlando durante la sfida televisiva sono stati un pò vaghi, entrambi difatti hanno ribadito il diritto di Israele a difendersi, ma nessuno dei due ha espresso una possibile soluzione al problema palestinese, come eguale considerazione è stata fatta per l’Ucraina senza fornire mai dettagli su come poter raggiungere la pace con la Russia!!!

Ecco quindi che a poco meno di due mesi dal voto, non sono sicuro su chi tra i due sia da preferire… 

Già… perchè viceversa di Trump sappiamo abbastanza e sicuramente prevedo con egli sarà più facile giungere ad una negoziazione con la Russia, d’altronde va ricordato come egli è rappresenti l’unico presidente in cinquant’anni a non aver iniziato nuove guerre e soprattutto – a differenza di quanti molti nostri giornalisti ripetono in maniera errata – non si è dimostrato debole, già… come il suo predecessore Barak Obama che dopo esser intervenuto in maniera indiretta in Siria, Libia, Iraq e Afghanistan e dopo aver bombardaton Yemen, Somalia e Pakistan, ha lasciato che i poveri cittadini inermi di quei Paesi si ritrovassero ahimè abbandonati, giàsoli a dover affrontare una situazione che si sta dimostrando antidemocratica e soprattutto tirannica!!!

L’uno o l’altra??? Ma avendo visto quanto inconcludenti siano stati in questi cinquant’anni i presidenti degli Usa, uno più o uno meno, non farà certamente la differenza!!!

Nessuno ne parla, ma esiste un significativa motivazione che guida l’attacco all’Iran!!!

Ho l’impressione che quanto stia accadendo sia stato da tempo previsto!!!

Già… vi era bisogno di trovare un espediente per coinvolgere l’Iran in un conflitto e difatti, l’aver permesso ad Hamas prima e agli Ezbollah dopo d’attacare Israele, serviva esclusivamente per tirare dalla giacchetta il governo di Teheran…

Difatti (come ho affermato nei miei precedenti post) i servizi segreti israeliani erano ben a conoscenza dell’attacco compiuto il 7 ottobre 2023 dai combattenti di Hamas, gli stessi che dopo aver attraversato il confine della striscia di Gaza hanno attaccato molti partecipanti di quel festival musicale vicino al kibbutz di Re’im e sequestrando molti di quei giovani…

Certo, al mondo intero è sembrato un episodio imprevisto ed eccezionale, ma la verità è che quei poveri cittadini israeliani facevano parte di un programma che comprevedeva essi quali “effetti collaterali”, affinchè permettessero ad Israele di appropriarsi definitivamente della Striscia di Gaza e attendend che altri iniziassero a reagire…

Mi riferisco a gruppi armati sia libanesi come gli Hezbollah, ma anche agli Huthi dello Yemen, secondo Israele attivi in medio oriente grazie al sostegno politico, economico e militare dato loro dall’Iran, accusata di aver contribuito alla loro organizzazione; dal canto loro le autorità iraniane, pur rimarcando il diritto alla resistenza dei palestinesi e accogliendo di buon grado l’iniziativa militare contro Israele, ha sempre negato un coinvolgimento diretto, definendo queste accuse come immotivate.

E difatti il conflitto in questi mesi non si è esteso nei confronti di quella Repubblica islamica (nata dopo la rivoluzione del 1979 è importante punto di riferimento per moltissimi movimenti di ispirazione islamica principalmente sciiti ma non solo) che non riconosce la legittimità di Israele, ma è rimasto come in attesa… 

Ed allora cosa fare per estendere il conflitto e spingere l’Ayatollah Khamenei a colpire Israele?

Israele inizia a colpire tutti i capi dell’organizzazione di Hamas ed Hezbollah, ma non solo, colpisce con un attacco missilistico Haniyeh nella sua residenza proprio nella capitale iraniana, ma non solo, uccide Nasrallah, capo del partito sciita Hezbollah e sganciando 73 tonnellate di esplosivo sui bunker di Hezbollah a Beirut e lasciando forti dubbi sulla sorte di Safieddine indicato come il successore del leader delle milizie sciite. 

Ed ecco quindi che le Forze armate dell’Iran hanno deciso di scagliare contro Israele oltre 200 razzi e missili da crociera, colpendo – nonostante il sistema di difesa israeliano “Iron Dome” città come Gerusalemme e Tel Aviv.  

Certo, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi ha dichiarato come conclusa l’offensiva, avvertendo che ulteriori attacchi seguiranno se Israele dovesse reagire… 

Ma era proprio ciò che il governo di Benjamin Netanyahu si aspettava da anni, perché il lancio dei missili effettuato ora dall’Iran costituisce di fatto, una vera e propria “dichiarazione di guerra” e quindi sono certo che a breve inizierà un’operazione militare, talmente energica che potrebbe anche determinare la caduta del governo iraniano… 

Perché come dicevo all’inizio c’è un motivo fondamentale perché questa guerra abbia inizio ed è motivata dal voler bloccare l‘Iran dal mettere in atto le bombe nucleari che entro pochi mesi potrebbero essere realizzate…

Non c’è più tempo!!! Gli impianti nucleari esistenti vanno immediatamente distrutti come le stesse  riserve d’uranio debolmente arricchito che grazie ad un processo di “arricchimento in lotti” è già disponibile per essere utilizzato nella costruzione dell’arma nucleare.

Ecco eprché si voleva coinvolgere nel conflitto l’Iran, perché sono in molti – anche tra i paesi arabi limitrofi – a mostrarsi attratti dal convivere con un Iran dotato di armi nucleari, anzi credo proprio che sia il contrario…  

Certo in questi anni tra sabotaggi industriali, omicidi di scienziati, forniture limitate e/o vietate, si è riusciti a limitare lo sviluppo di nuove generazioni di centrifughe, fondamentali per l’arricchimento dell’uranio, ma nuovi macchinari potrebbero aver consentito ora all’Iran di accelerare la produzione dell’uranio arricchito, riducendo così i tempi di costruzione di quella bomba che – senza l’attacco israeliano – potrebbe esser pronta in poche settimane!!!

Ecco perché in queste ore il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, si sta spendendo  viaggiando per incontrare tutt quei governanti arabi, dalla Siria al Libano, affinchè si giunga in maniera celere ad una soluzione pacifica, tanto d’aver voluto dichiarare: ” Non vogliamo la guerra ma siamo pronti a reagire”!!!

Ma la verità è tutt’altra, sì… è fondamentale non dar inzio a un conflitto sul territorio iraniano, poichè quest’ultimo potrebbe condurre alla distruzione non solo degli impianti nucleari, ma anche di quelli petroliferi, dai quali come sappiamo provengono principalmente le entrate del Paese…

Ecco perché – pur auspicando di sbagliarmi – sento dentro la sensazione che a breve inizierà un nuovo conflitto, già… con ripercussioni che ahimè nessuno è capace di prevedere!!!

Nessuno ne parla, ma esiste un significativa motivazione che guida l'attacco all'Iran!!!

Ho l’impressione che quanto stia accadendo sia stato da tempo previsto!!!

Già… vi era bisogno di trovare un espediente per coinvolgere l’Iran in un conflitto e difatti, l’aver permesso ad Hamas prima e agli Ezbollah dopo d’attacare Israele, serviva esclusivamente per tirare dalla giacchetta il governo di Teheran…

Già… (come ho affermato nei miei precedenti post) i servizi segreti israeliani erano ben a conoscenza dell’attacco compiuto il 7 ottobre 2023 dai combattenti di Hamas, gli stessi che dopo aver attraversato il confine della striscia di Gaza hanno preso di mira i militari e quegli indifesi partecipanti del festival musicale vicino al kibbutz di Re’im che sono stati, come abbiamo visto, ahimè sequestrati…

Certo al mondo intero è sembrato un episodio imprevisto, ma la verità è che quei poveri ragazzi israeliani facevano parte di una macchinazione che comprevedeva per l’appunto quest’ultimi quali “effetti collaterali” di una trama, quella che permettesse ad Israele di appropriarsi definitivamente della Striscia di Gaza e in attesa che altri iniziassero a reagire, impadronendosi così di quei territori posti a sud del Libano…

Mi riferisco a quei gruppi armati libanesi conosciuti come Hezbollah, ma anche gli Huthi nello Yemen, che secondo Israele, sono attivi in medio oriente grazie al sostegno politico, economico e militare dato loro dall’Iran, accusata di aver da semrpe contribuito alla loro organizzazione; dal canto loro le autorità iraniane, pur rimarcando il diritto alla resistenza dei palestinesi e accogliendo di buon grado l’iniziativa militare contro Israele, ha sempre negato un coinvolgimento diretto, definendo quelle accuse come immotivate.

E difatti il conflitto in questi mesi è rimasto confinato, senza riuscire ad estendersi nei confronti di quella Repubblica islamica (nata dopo la rivoluzione del 1979 è importante punto di riferimento per moltissimi movimenti di ispirazione islamica principalmente sciiti ma non solo) che come ben sappiamo non riconosce la legittimità di Israele… 

Ed allora cosa fare per estendere il conflitto e spingere così finalmente l’Ayatollah Khamenei a colpire Israele?

Ecco che Israele inizia a colpire tutti i capi dell’organizzazione di Hamas e degli Hezbollah, ma non solo, colpisce con un attacco missilistico Haniyeh nella sua residenza proprio nella capitale iraniana ed uccide anche Nasrallah capo del partito sciita Hezbollah; fatto ciò… inizia a sganciare 73 tonnellate di esplosivo sui bunker di Hezbollah a Beirut e creando forti dubbi sulla sorte di Safieddine indicato come il successore del leader delle milizie sciite. 

E difatti, dopo quanto accaduto, le Forze armate dell’Iran hanno deciso di iniziare l’offensiva scagliando contro Israele oltre 200 razzi e missili da crociera e colpendo – nonostante il sistema di difesa israeliano “Iron Dome” – città come Gerusalemme e Tel Aviv.  

Certo, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi ha dichiarato come conclusa l’offensiva, avvertendo che ulteriori attacchi seguiranno se Israele dovesse reagire… 

Ma era proprio ciò che il governo di Benjamin Netanyahu aspettava da anni, perché il lancio dei missili effettuato ora dall’Iran costituisce di fatto una vera e propria “dichiarazione di guerra” e quindi sono certo di affermare che a breve inizierà un attacco militare preparato da anni che mira anche ribaltare il governo iraniano in carica. 

Perché come dicevo all’inizio c’è un motivo fondamentale perché questa guerra abbia inizio ed è motivata dal voler bloccare l‘Iran dal mettere in atto l’uso di bombe nucleari che entro pochi mesi potrebbero essere realizzate.

Non c’è più tempo!!! Gli impianti nucleari esistenti vanno immediatamente distrutti insieme alle riserve d’uranio che grazie ad un processo di “arricchimento in lotti” sono già disponibili per la costruzione dell’arma nucleare.

Ecco perché si voleva coinvolgere nel conflitto l’Iran, perché sono in molti – anche tra i paesi arabi limitrofi – a mostrarsi poco attratti dal convivere con un Iran dotato di armi nucleari, anzi credo proprio che sia questo il motivo per cui finora tutti si siano astenuti dall’entrare in conflitto contro Israele.   

Certo in questi anni tra sabotaggi industriali, omicidi di scienziati, forniture limitate e/o vietate, si è riusciti a limitare lo sviluppo di nuove generazioni di centrifughe, fondamentali per l’arricchimento dell’uranio, ma nuovi macchinari potrebbero aver consentito ora all’Iran di accelerare la produzione dell’uranio, riducendo così i tempi di costruzione di quella bomba che – senza un immediato attacco israeliano – potrebbe esser pronta in poche settimane!!!

Ecco perché in queste ore il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, si sta spendendo in viaggi per incontrare e incoraggiare tutti i governi arabi (iniziando con la Siria e il Libano) affinchè si giunga in maniera celere ad una soluzione pacifica, tanto d’aver voluto dichiarare: ” Non vogliamo la guerra, ma siamo pronti a reagire”!!!

Ma la verità è tutt’altra, sì… è fondamentale non dar inzio ad un conflitto sul territorio iraniano, poichè quest’ultimo potrebbe condurre alla distruzione non solo degli impianti nucleari, ma anche di quelli petroliferi, dai quali come sappiamo provengono principalmente l’entrate del Paese…

Ecco perché – pur auspicando di sbagliarmi – sento ormai dentro la convinzione che a breve si darà inizio ad un nuovo conflitto tra Israele e l’Iran, già… con ripercussioni che ahimè nessuno è capace di prevedere, ma che tutti noi patiremo certamente!!!