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Gesù nel 2026 – I° Capitolo (Parte Prima): La maternità: da Elisabetta al romano, dalla fecondazione all’atto d’amore più silenzioso della storia.


Inizio raccontando su quanto siamo in grado di sapere sulla gravidanza di Maria e sulla nascita del suo primogenito, Gesù.

1. Nazareth: un villaggio senza segreti

Sappiamo per certo che quando parliamo di quei luoghi, nel caso specifico Nazareth, facciamo riferimento a cittadine povere, piccole case fatte di stanze anguste, cortili comuni, stretti vicoli. La sensazione inevitabile è di un intreccio che coinvolgeva ogni aspetto sociale della comunità e quindi dell’esistenza stessa dei suoi cittadini, dove – comprenderete – era certamente impossibile nascondere o tenere celati segreti.

Provate quindi a immaginare quale scalpore deve avere suscitato la gravidanza di Maria in quel piccolissimo villaggio. E ora pensate al suo fidanzato, già… quel Giuseppe che, insieme alla propria famiglia (e d’accordo con quella di Maria), aveva dato il consenso al matrimonio.

Ma disgraziatamente Maria è incinta e lui sa bene di non essere il padre, non avendo avuto ancora con lei alcun tipo di rapporto. Sappiamo infatti, prendendo per buono quanto dice Matteo nel Vangelo: voleva lasciarla. Ma se faceva questo, lei sarebbe stata condannata, esposta al pubblico ludibrio. Allora ecco che pensò di salvarla, facendola però partorire lontano da Nazareth.

Sì… una cosa è certa: di lì dovevano andarsene. E quindi, con il suo aiuto (o meno… non lo sappiamo), Maria lasciò precipitosamente la cittadina.

2. Elisabetta: il primo riconoscimento

Maria andò così a nascondersi in un altro villaggio, a circa sei chilometri da Nazareth, precisamente a Ein Karim, dove rimase per circa tre mesi, insieme a dei parenti, una coppia sposata: Elisabetta e Zaccaria.

In quel periodo anche Elisabetta era in attesa. All’incirca era giunta al sesto mese del noto bambino che prenderà il nome di Giovanni Battista.

Quindi… prima che un angelo annunciasse messaggi a Maria, c’era una donna che la capiva. Si chiamava Elisabetta. Era sua parente, anziana, incinta in modo inaspettato dopo una vita di sterilità.

Il Vangelo di Luca racconta che Maria, appena concepito Gesù, «si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda» (Lc 1,39). Entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. E il bambino che Elisabetta portava in grembo – il futuro Giovanni Battista – sussultò di gioia.

Elisabetta, «piena di Spirito Santo», pronunciò allora le parole che la tradizione ha conservato: «Benedetta tu sei fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo» (Lc 1,42).

Questo incontro è il primo atto di una storia che nessuno ancora conosceva. Due donne. Due gravidanze inattese. Una che ha aspettato decenni, l’altra che ha appena cominciato. Si riconoscono. Si benedicono.

Nessuno sa quale legame familiare unisse le due donne. Qualcuno ha detto che erano cugine, altri nipote e zia. Certamente erano intime. Ed ecco il motivo per cui Giovanni e Gesù si sentirono legati, parenti.

Ma c’è un dettaglio importante che le nostre traduzioni e la nostra sensibilità moderna tendono a rimuovere: la gioia di Elisabetta non è ingenua. Nel testo greco, il verbo usato per descrivere il sussulto del bambino è “skirtao”, lo stesso che, nella traduzione dei Settanta, descrive i gemiti del popolo d’Israele oppresso in Egitto. C’è un’eco di liberazione, un presentimento.

Eppure – e questo va detto con chiarezza – il racconto di Luca è già teologia. Non cronaca. Nessuno era lì a registrare i dialoghi. Nessuno poteva sapere cosa si dissero quelle due donne in una casa di Hebron, se mai si incontrarono davvero. La visita a Elisabetta è un annuncio letterario, un prologo messianico. Non è quindi storia nel senso moderno del termine.

Ma per noi (ex cristiani), che cerchiamo l’uomo Gesù, questa pagina ha comunque un valore: ci mostra che Maria non era sola. Che c’era un’altra donna, più anziana, più esperta, che la accolse senza giudicare. E che, forse, fu l’unica a sapere la verità che nessun altro avrebbe mai accettato.

3. Lo spostamento a Betlemme e il matrimonio

Storicamente sappiamo che a causa del censimento romano, la coppia si dovette spostare a Betlemme. Secondo quanto riportato da Luca, il censimento indetto da Cesare Augusto aveva una caratteristica specifica: «tutti andavano a farsi registrare, ciascuno nella propria città» (Lc 2,3). Questo significa che non ci si doveva recare semplicemente al centro amministrativo più vicino o dove si risiedeva abitualmente, ma nella città di origine della propria famiglia, la “città dei padri“.

Giuseppe, discendendo dalla casa di Davide, era obbligato a recarsi proprio a Betlemme. Era lì difatti che i suoi antenati avevano avuto origine e ancora lì che, secondo la prassi del censimento, doveva essere registrato. Si trattava quindi di un viaggio non volontario ma obbligatorio, dettato da una precisa disposizione imperiale: ogni capofamiglia doveva tornare nella città della propria stirpe per essere censito. Per Giuseppe questo significava percorrere circa 150 chilometri da Nazareth fino a Betlemme, un viaggio di diversi giorni, affrontato insieme a Maria che era ormai prossima al parto.

4. Il romano: Pantera e le fonti

Parliamo ora di ciò che i Vangeli tacciono.

Maria rimase incinta. La biologia è inesorabile: un ovulo viene fecondato da uno spermatozoo. Non esistono fecondazioni “spirituali”. X e Y devono incontrarsi. Questo non è ateismo. È scienza.

Allora chi fu il padre?

I Vangeli canonici danno una sola risposta: lo Spirito Santo. Ma si tratta di una risposta di fede, non di storia. E questo progetto non parla di fede. Parla di un uomo di carne.

Ovviamente, quanto ho appena descritto è in contrasto con la fantasiosa riproduzione riportata nei Vangeli: Giuseppe che, nel sogno, riceve un messaggio che Maria è incinta – sì… a causa – o dovrei dire per opera – dello Spirito Santo.

La tradizione ebraica, quella che circolava tra la gente comune, non credette mai alla versione ufficiale e lo disse chiaramente per secoli, in diversi testi.

Il nome che ricorre più spesso è Pantera (o Pandera). Compare per la prima volta nella Tosefta palestinese (t.Hullin 2,24): il più antico resoconto rabbinico che menziona il “figlio di Pantera“. Successivamente ho letto che è stato ritrovato nel Talmud babilonese (Avodah Zarah 16b-17a) e nel Midrash (Ecclesiastes Rabba 1.8.3).

Il racconto più completo, però, si trova in un testo leggendario chiamato Toldoth Yeshu, esistente in molte versioni. Ecco cosa narra: Miriam (Maria) è promessa sposa a un uomo della casa di Davide, di nome Ioannanan (Giovanni). Ma vicino a casa sua vive un attraente soldato romano, chiamato Yosef o Joseph, figlio di Pantera, che la seduce. In questo racconto, si comprende come Giuseppe sia l’amante, non il fidanzato.

La Chiesa d’allora si difese. Origene (II-III secolo), rispondendo al filosofo pagano Celso che tra l’altro aveva diffuso per l’appunto l’accusa, asserì che in realtà Pantera era il nome del nonno di Gesù. Una tesi isolata, mai confermata da altre fonti.

Ancora oggi non possiamo sapere con certezza chi fosse quell’uomo. Le ipotesi sono molteplici: un soldato romano di passaggio; un uomo del villaggio; un parente; un estraneo; un episodio di violenza; o persino – perché no? – un amore vero, poi cancellato dalla memoria agiografica.

Ma noi… non abbiamo bisogno di saperlo con esattezza per affermare un fatto: Maria non rimase incinta per opera dello Spirito Santo. Rimase incinta di un uomo. E quell’uomo non era Giuseppe.

Questo è il dato storico, crudo e necessario, da cui ogni ricerca su Gesù dovrebbe partire. Non da un dogma. Non da un miracolo. Da un corpo femminile fecondato, come tutti i corpi femminili, da un corpo maschile.

5. L’Annunciazione: la versione ufficiale

Ritorniamo al sogno. Sì, a quella bella storiella in cui l’angelo – messaggero di Dio – parla per la prima volta e si rivolge a Maria, dicendole di non temere «perché hai trovato grazia presso Dio», concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Sarà chiamato «Figlio dell’Altissimo e il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Ovviamente la bella storiella ha bisogno di giustificare la gravidanza. Ed ecco allora il colpo di genio.

«Com’è possibile?» chiede Maria, turbata. «Non conosco uomo» – per dire: non ho avuto rapporti sessuali.

Ed ecco allora l’angelo rispondere: «Lo Spirito Santo (sì… sempre lui…) scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra, la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato figlio di Dio» (Luca 1,30-35).

Consentitemi di precisare che il racconto dell’Annunciazione è narrato solo nel Vangelo di Luca (1,26-38). Matteo, Marco e Giovanni non riportano minimamente questo episodio, eppure è un passaggio fondamentale per comprendere ciò che verrà..

Certo, esistono anche altre versioni alternative:

• Nel Protovangelo di Giacomo (capitoli 10-12), apocrifo del II secolo: Maria è intenta a tessere il velo del Tempio. Prende una brocca per andare ad attingere acqua. Sente una voce che la saluta: «Ave, piena di grazia». Guarda intorno, non vede nessuno. Torna a casa tremante. L’angelo le appare poi in casa e le dice: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia davanti al Signore di tutti». Maria chiede: «Concepirò per opera del Signore, Dio vivente?»

• La Tradizione copta e ortodossa: mantiene sostanzialmente il testo di Luca, aggiungendo un’enfasi maggiore sul ruolo di Maria come “Madre di Dio”.

• La tradizione protestante (luterana, calvinista, evangelica), se pur accettano il testo di Luca come canonico, con enfasi sulla grazia di Dio e sulla fede di Maria come esempio di obbedienza, non da a Maria alcuna forma di venerazione, oltre il suo ruolo di madre terrena di Gesù.

• Chiesa cattolica: Luca 1,28 – il termine “piena di grazia” è diventato il fondamento dogmatico per l’Immacolata Concezione.

6. La fecondazione: X e Y

Perdonatemi se insisto nuovamente su questo punto, ma ritengo sia alquanto decisivo.

Nel 2026, dopo decenni di genetica, di biologia molecolare, di fecondazione assistita, di mappature del DNA, non possiamo più permetterci di raccontare a un bambino che «Maria concepì per opera dello Spirito Santo» come se fosse un fatto, e non una credenza.

Un ovulo umano contiene 23 cromosomi, di cui uno sessuale: X. Uno spermatozoo umano contiene 23 cromosomi, di cui uno sessuale: X o Y. Se l’ovulo viene fecondato da uno spermatozoo X, nasce una femmina (XX). Se viene fecondato da uno spermatozoo Y, nasce un maschio (XY).

Gesù era un maschio. Dunque, l’ovulo di Maria fu fecondato da uno spermatozoo Y. Quel cromosoma Y veniva da un uomo. Non da uno “Spirito“. Non da una essere sovrannaturale, bensì da un uomo!

Questa non è una provocazione. È un dato elementare di biologia. E se la teologia si è sentita in diritto di ignorarlo per duemila anni, oggi non può più farlo.

L’idea di una “fecondazione spirituale” appartiene a un’epoca in cui non si conoscevano i meccanismi della riproduzione. Oggi sì. E un pensiero adulto, onesto, non può più rifugiarsi nell’ignoranza.

Dunque: Maria fu fecondata da un uomo. Non sappiamo chi fosse. Forse un romano. Forse un ebreo. Forse un episodio consensuale, forse violento. Ma fu un uomo. E quel seme generò il bambino che si chiamò Gesù.

Finalmente dopo gli esposti presentati ed i rinvii a giudizio ottenuti dai tribunali, ecco che qualcosa, anche attraverso i media, inizia a muoversi!!!

Un’avventura iniziata nel lontano 2018 che (forse) finalmente e tra continui rinvii, sta giungendo al suo epilogo!!!

E difatti, dopo quanto raccontato nei precedenti post:
ho ricevuto stamani da un mio lettore, un articolo riportato sulla testata “tempostretto.it” dell’ottima giornalista Alessandra Serio intitolato: “In attesa della legge salva condòmini la vicenda di due complessi di Giardini: “Abbandonati”

Inizia così: Assemblee con il morto, appartamenti sventrati, contenziosi milionari scoperti solo al decreto ingiuntivo. Ecco come un super-condominio diventa un girone dell’inferno

In attesa della legge salva condòmini, arriva dal messinese la vicenda emblematica di quasi 1400 famiglie, abitanti in due super condomìni da anni al centro di procedimenti giudiziari complessi. Procedimenti recentemente sfociati in processi con alla sbarra gli amministratori condominiali.

La legge salva condòmini
Si tratta dei proprietari degli appartamenti dei complessi “Les Roches Noir” e “Le Village du Soleil”. La loro vicenda è tristemente simile a quella di molti inquilini che restano vittime delle complesse regole che regolano la vita condominiale e/o della mala-gestio degli amministratori. Qualcosa però si muove a livello nazionale. Fdi ha presentato un disegno di legge battezzata salva condòmini: impone ai creditori di informare anche i condòmini nel caso di debiti superiori ai 10 mila euro. Questo per evitare appunto quanto accaduto ai residenti dei due complessi di Giardini: trovarsi con un mega contenzioso e il rischio di distacco delle forniture e dei servizi, senza averne mai saputo nulla.

Da supercondominio a girone dell’inferno
condomini giardini 
Quando hanno comprato gli appartamenti, per tutti era il sogno di una vita che si realizzava: i sudati risparmi investiti nella casetta per le vacanze o nello spazio dove crescere una famiglia e abitare tutto l’anno. Poi l’incubo, dipinto a tinte uguali per i due complessi dove, se differenza c’è, è perché uno sta “messo peggio” dell’altro.

Niente servizio raccolta della spazzatura, ovunque il degrado per la mancata manutenzione, straordinaria e ordinaria. Tutto perché le utenze non sono state pagate regolarmente e i debiti si sono accumulati, finendo per diventare contenziosi milionari. Come quello del complesso Les Roches Noir col Consorzio Rete Fognante per la tassa di depurazione del comune di Giardini Naxos non pagata. Qui i condòmini si sono ritrovati con un decreto ingiuntivo di oltre 400 mila euro e altre somme successive per circa 80 mila euro. Stessa sorte al Village du soleil, impegnato come l’altro condominio nell’opposizione ai decreti ingiuntivi. Intanto che le udienze si susseguono, però, il mare di fronte al complesso è spesso fortemente inquinato e l’aria diventa irrespirabile, si riempie di sciame di insetti e un forte fetore invade tutto.

Quel superbonus maledetto
A complicare tutto ci si è messo il superbonus facciate: anche i due complessi si sono infatti “tuffati” sulle agevolazioni e hanno dato il via ai lavori. Poi è arrivata la stretta che ha messo in difficoltà tante imprese. Oggi i lavori sono fermi da tempo, uno dei complessi è rimasto ostaggio dei ponteggi pericolanti, nell’altro sono rimasti ovunque i “buchi” dei lavori cominciati e non terminati, con gli abitanti degli appartamenti danneggiati impossibilitati anche a mettere mano alle riparazioni. I disagi dello stop al cantiere superbonus è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e si è verificato quello che in Sicilia è ben didascalizzato da un proverbio: “A squagghiata da nivi si vidunu i purtusa”.

Assemblea con il morto
I “purtusa” sono, secondo i condomìni, diversi. I lavori da 51 mila euro erano stati appaltati a una impresa di Gela che si è poi fermata per via della stretta bancaria e legislativa ai cantieri superbonus 110%. Impresa rintracciata con non poche difficoltà, raccontano i condomìni. I più avevano infatti rifiutato, alla luce delle precedenti vicissitudini giudiziarie dei due complessi. In una delle due strutture i lavori sono partiti e poi stoppati, nell’altra sono stati montati solo i ponteggi. I dubbi dei residenti riguardano anzitutto la Cila, ovvero la comunicazione di inizio lavori presentata al Comune, necessaria per ottenere il bonus e cominciare appunto. Potrebbe essere falsa, quella prodotta in assemblea, dicono gli inquilini, che da mesi attendono che il comune di Giardini Naxos risponda alla loro richiesta di verificare la regolarità della Cila. Dubbi anche sulla delibera di assemblea che autorizza le procedure e i lavori. Qualcuno non era stato né invitato all’assemblea né avvisato, dicono sempre i condomini. Che hanno impugnato la delibera, dopo aver verificato che effettivamente c’erano state delle mancate convocazioni, delle convocazioni irregolari e addirittura nelle firme allegate ai verbali hanno trovato le attestazioni di presenza di condomìni deceduti.

Amministratori a delinquere
Le presunte irregolarità, raccontano i condòmini, non riguardano soltanto i lavori del superbonus. Ma partono appunto da quelle bollette impagate diventate contenziosi milionari. E ci sarebbero anche degli ammanchi di cassa, accanto ad altre irregolarità nelle convocazioni e gestioni delle assemblee come quelle sopra descritte. Nel mirino, due amministratori di condominio che si sono alternati alla guida dei due complessi, e una terza persona, loro collaboratore a vario titolo. Entrambi sono stati esautorati dai condòmini, che hanno eletto un nuovo amministratore o si sono affidati all’amministratore giudiziario nominato dal Tribunale investito delle vicende. Ovviamente la versione dei due professionisti interessati è diversa e, a fronte delle querele e denunce nei loro confronti, hanno a loro volta attivato le contro denunce, anche all’amministratore a loro subentrato, scelto dai condomini e denunciato a sua volta dai predecessori.

Per la giustizia c’è tempo
Le prime querele risalgono al 2018. Due sono sfociate in due diversi procedimenti in corso davanti al giudice monocratico. In un caso si tratta della denuncia a uno dei due per un ammanco di cassa di circa 25 mila euro. Ma il buco, sostengono i residenti, sarebbe più grosso, per questo hanno chiesto la verifica a dei consulenti. Le indagini intanto vanno avanti. Sul tavolo del sostituto procuratore Anna Maria Arena c’è un accertamento che ipotizza l’associazione a delinquere e sta vagliando diverse irregolarità. Intanto però i mesi passano, i debiti aumentano, i condòmini aspettano con la spada di Damocle dei contenziosi sul capo. “Ci sentiamo abbandonati”, raccontano, dalle istituzioni locali e dalla giustizia, che rinvia le nostre cause e non ha ancora completato gli accertamenti”.

Beh… alla fine stiamo arrivando!!! La giustizia si sa… ha i suoi tempi e forse un po’ troppa burocrazia e solitamente prima di giungere ad una condanna bisogna attendere… Il sottoscritto comunque non ha alcuna fretta e come finora compiuto, sarà nuovamente presente il 20 marzo per essere ascoltato dal Pm in qualità di “Teste” e così vedremo finalmente come andrà a finire…  

Quando si perde improvvisamente anche un semplice conoscente, ecco che una parte di noi, se ne va insieme a lui…

Il Natale è giunto ormai in dirittura arrivo, ma ahimè è stato segnato da un evento triste, già… il lutto di un ragazzo residente nel mio stesso villaggio del mare, che proprio in queste ore ha voluto compiere un gesto estremo…

Ecco perché in questo particolare momento ho pensato quanto inutile fosse – dinnanzi a questa tragedia – festeggiare questo Natale…

Si va detto… il sottoscritto conosceva appena quel coetaneo, di pochi anni solo più giovane… un ragazzo con cui dialogavo nel periodo estivo…

Sì… potrei considerare quel rapporto una formale conoscenza, non ero un suo intimo amico nel senso stretto della parola, uno cioè con cui egli si frequentavano o con cui mi vedevo in maniera costante, chissà… se lo fossi stato forse avrei potuto certamente comprendere quel suo malessere interiore,  allontanando quei cattivi pensieri con cui ormai quotidianamente sopravviveva… 

Come ho scritto in un mio post su una pagina social: quando accadono certe disgrazie, perdiamo tutti!!!

Sì, perché forse si poteva fare di più… 

Già… se ciascuno di noi fossimo stati un po’ meno estranei, se non avessimo pensato esclusivamente a noi stessi, a nostri cari, sì… se vi fosse stata una maggiore partecipazione ai problemi che questo ragazzo sicuramente manifestava, forse chissà… tutti insieme l’avremmo salvato!!!  

E’ mio auspicio quindi che con il giungere di queste feste e del nuovo anno, si possa ritrovare quello spirito di comunione andato ormai smarrito, affinché quanto appena accaduto a quel ragazzo, certamente “solo”, non abbia più a doversi ripetere…

Se i responsabili dell'anticorruzione sono corrotti, a chi dobbiamo affidarci per quella lotta???

E’ accaduto in Calabria…
L’ex responsabile della Regione Calabria per la trasparenza e anti-corruzione è stata arrestata e posta ai domiciliari dalla Guardia di finanza di Catanzaro per corruzione e falsità ideologica… 
Sembra dalle indagini che aiutasse un’imprenditrice ad aggiudicarsi dei bandi regionali, ricevendo in cambio vacanze in resort in Toscana e in villaggi turistico, oltre a vari regali…
Dalle indagini è difatti emerso che la dirigente comunicava all’imprenditrice tutta una serie di informazioni non ancora divulgate sui bandi, fornendo inoltre la propria professionalità per quella “consulenza”…
Si trattava di bandi regionali finanziati con fondi Ue per il settore turistico!!!
E’ stato evidenziato che la responsabile, dopo aver favorito il villaggio turistico dell’imprenditrice, avendole fatto usufruito di un contributo da € 200.000 per il miglioramento e l’ampliamento di alcune strutture ricettive esistenti, aveva favorito nuovamente la stessa imprenditrice, attraverso la partecipazione ad un bando successivo (anche se non poteva farlo, avendo già usufruito del contributo) attraverso un’impresa che gestisce il villaggio… ma che dalle indagini risulta riconducibile all’imprenditrice…
Nell’inchiesta è stato coinvolto anche un ingegnere consulente esterno che era incaricato di controllare i finanziamenti regionali al turismo, per il quale ora la Procura ha chiesto la sospensione dall’incarico di collaboratore della Regione…
Mi è piaciuto il nome dato all’inchiesta dalla procura di Catanzaro: “E’ dovere”!!!
Sì perché ormai si trattava di un vero e proprio dover, come ad esempio adoperarsi per far liquidare alla stessa imprenditrice la somma di 130 mila euro, in quanto a corto di liquidità…
Certo che se la scelta del legislatore era quella di concentrare nelle mani di un unico soggetto la responsabilità della lotta al rischio di corruzione, attribuendogli ed egli diverse funzioni tra le quali, la predisposizione degli strumenti atti alla difesa dell’amministrazione e il compito di vigilare, forse è meglio – visti i risultato che ha prodotto – che quei responsabili “anticorruzione”, vengano una volta e per tutti, mandati a casa!!!
  

Tra l'indifferenza delle Istituzioni, c'è chi rischia la propria vita, per salvare gli altri!!!

Mai come quest’anno abbiamo assistito a tanti articoli pubblicati con cadenza mensile sulle testate giornalistiche e sui molti siti web, in particolare sull’inquinamento del mare prospiciente un villaggio che, proprio nel periodo estivo, fa confluire a se, migliaia di condomini e turisti… 
Sembra quasi che abbiano fatto a gara per pubblicare le notizie…  
Tutto era iniziato con un post pubblicato su youtube, intitolato “Viaggio tra i depuratori che rovinano il mare siciliano” il cui link parlava dei depuratori in particolare quello dell’Alcantara: https://www.youtube.com/watch?v=A0VrElziMUQ&feature=youtu.be
Successivamente era uscito un articolo sulla “Sicilia” che rappresentava le proteste di alcuni turisti: 
A quanto sopra si è aggiunta la famosa “Goletta verde”, che aveva fatto un’analisi particolareggiata di questo tratto di mare: 
Tra tutti, credo che bisogna dare ampi meriti ad una testata “Meridionews”, che si è particolarmente occupata d questo problema con vari articoli tra cui: http://meridionews.it/articolo/68451/giardini-naxos-escrementi-a-mare-e-vermi-in-spiaggia-villeggianti-presentano-esposto-meglio-andare-via/
Anche il sottoscritto non si era tirato fuori dal problema, chiamando in causa “Lega Ambiente Sicilia”, che per quanto concerne il problema evidenziato, non ha voluto interessarsi, ne contattandomi e neppure affrontando da soli il problema: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2018/08/legambiente-sicilia-sveglia.html    

Ed oggi… a dare una mazzata a quel Villaggio, già colpito dai problemi di cui sopra, ecco l’ennesimo articolo – anche se nulla centra con l’inquinamento ambientale – ma fa riferimento indirettamente ad un problema,certamente non meno grave e cioè la sicurezza e la salvaguardia dell’incolumità delle persone… 
Su quanto sopra vorrei aggiungere quanto previsto dalla normativa vigente; mi riferisco ai Piani di emergenza e di evacuazione (D.Lgs. 81/08 artt.18, 43, 46 e del D.M. 10/03/98 art. 5) e a quanto compiuto il 24 aprile di quest’anno, attraverso il Comitato Centrale tecnico-scientifico dei Vigili del Fuoco, che ha approvato una  nuova bozza di regola tecnica che andrà ad integrare il vecchio Decreto del Ministero dell’Interno 16 maggio 1987, n. 246 recante “Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione”, con nuove norme più stringenti per gli edifici di civile abitazione… 
Come molti sanno, la redazione del piano di emergenza ed evacuazione è fondamentale nei condomini, non solo perché deve contenere i dati identificativi, la descrizione dell’edificio e l’attività svolta, ma soprattutto perché deve evidenziare in maniera precisa i luoghi e la posizione nella quale ci si trova con riferimento ad essa, con particolare riferimento ai sistemi antincendio, al posizionamento delle scale, delle uscite di emergenza e ai percorsi di esodo.
Come solitamente avviene, tutti gli impianti vanno controllati periodicamente e tale regola vale anche per gli estintori e le manichette dell’antincendio, come anche per gli eventuali presidi antincendio e di primo soccorso, sia fissi che mobili.
E’ necessario un impianto di allarme che avvisi tutti i condomini su un eventuale incendio, programmando inoltre con essi un giorno, per effettuare le prove di evacuazione, controllando così non solo l’affollamento, ma anche le eventuali problematiche derivate da comportamenti indisciplinati compiuti durante la fuga da parte di alcuni condomini…

Vanno inoltre formati i lavoratori eventualmente esposti a tali rischi, abilitandoli con corsi di formazione quali, addetti all’antincendio, primo soccorso ed evacuazione… e facendo comprendere loro, quali sono le aree operative, gli accessi per i soccorritori e le procedure comportamentali da adottarsi , ed anorca,  quali raccomandazioni compiere in casi d’incendio o di esplosioni…

Infine è utile pubblicare una tabella con i numeri utili ed un elenco nominativo degli addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio e pronto soccorso. 
L’Amministratore dovrebbe inoltre prevedere a pubblicare nei vari piani delle planimetria generali, di quell’edificio con i percorsi di fuga e i presidi antincendio, quadri elettrici, valvole di intercettazione fluidi, ecc..
Leggere quindi stamani il post su quel villaggio, non mi ha sorpreso minimamente:
http://meridionews.it/articolo/68718/giardini-naxos-frigo-a-fuoco-in-complesso-turistico-due-persone-intossicate-sul-posto-i-vigili-del-fuoco/ anzi, mi ha fatto pensare alla tragedia del ponte di Genova, dove tutti sapevano e tutti hanno fatto finta di non sapere!!!

D’altronde quell’analoga circostanza, mi è stata egualmente segnalata oggi da molti condomini, che mi hanno per l’appunto informato su quanto accaduto, inviandomi tutta una serie di foto non solo dell’incidente, ma anche dell’attuale impianto antincendio presente…

Cosa aggiungere, aspettiamo come a Genova che l’edificio crolli, per poi vedere -come solitamente avviene- le nostre autorità vestite in giacca e cravatta e “a lutto per la circostanza“, affinché tutti insieme (appassionatamente…) si possa piangere sulle bare delle prossime vittime!!!
Concludo questo post, ringraziando due uomini coraggiosi… Farò menzione di questo loro eroico comportamento direttamente alle nostre autorità di competenza: mi riferisco ad uno dei portieri, il Sig. Scillipoti Sebastiano che con estremo coraggio si è gettato all’interno dell’appartamento e soltanto con l’ausilio di un semplice estintore ha cercato di spegnere il fuoco all’interno dell’appartamento e un condomino, il Sig. Incognito Gaetano, che dopo aver buttato a terra la porta e entrato nell’appartamento, ed è riuscito ad estrarre dalla cucina la bombola di gas presente (a detta di molti inquilini presenti, già incandescente…) portandola fuori ed evitando che essa esplodesse!!!
Grazie, sì perché grazie a loro se oggi sono qui a raccontare una storia a lieto fine e non come accade ultimamente nel nostro paese, l’ennesima tragedia annunciata!!!
Per tutti coloro che nel nostro paese stanno solo a guardare vorrei dire: Nella vita di un uomo prima o poi arriva un giorno in cui, per andare dove deve andare, se non ci sono porte né finestre, gli tocca sfondare la parete!!!

Nessuno si salva da solo…

E’ proprio vero…
Riprendo il titolo di un romanzo di Margaret Mazzantini, per affrontare un tema che mi è stato proposto ieri sera dalla mia amica Chiara (di Addio Pizzo Catania) e che ovviamente mi sta molto a cuore…
Si tratta di realizzare un Parco giochi al “Villaggio Dusmet” di Catania…
Poche migliaia di euro per fare felici dei bambini ed anche le loro mamme che ora, grazie a questa realizzazione, avranno un posto sicuro dove stare… 
Sì…grazie a tutti noi, questo progetto può diventare realtà!!!
Immaginatevi la gioia che si avrà a breve in quell’area (adesso abbandonata…) appena questo parco giochi sarà completato… 
Un rincorrersi di voci e di risate di bimbi, un posto allegro e colorato in un quartiere (abbandonato) se non fosse per la presenza dell’Aeroporto,  reso famoso dagli allagamenti che ha dovuto subire in questi anni e che l’hanno reso ancor più incolore…
Si parla tanto nel consiglio comunale di riqualificazione dei nostri rioni, ma poi ci rendiamo conto di come, quel nostro denaro pubblico, venga utilizzato (il più delle volte) in progetti sconclusionati… vedasi per esempio l’ultima iniziativa… quella “pista ciclabile” sul lungomare… ma poi, quando si cerca di creare per i piccoli residenti un’area giochi, uno spazio adatto a loro, ecco che allora… ci viene comunicato che mancano i soldi…
Sono piccoli sogni nel cassetto… che hanno necessità di pochi euro per essere realizzati…
Decidiamo quindi di partecipare a quel sogno, con una piccola offerta a quel progetto… potrà diventare anche il nostro progetto e sapremo in cuor nostro, d’aver contribuito alla sua realizzazione…
Sapere sin d’ora che, quel giorno, si verrà ripagati da tutti quei piccoli occhi felici e da quelle faccine sorridenti… penso non abbia prezzo!!!
Non dimentichiamoci inoltre dei bambini disabili che troveranno in questo posto, un momento di spensieratezza, in un quartiere che manca appunto di luoghi ricreativi…
Purtroppo si pensa poco a questi bambini con disabilità e difatti la maggior parte dei nostri parchi pubblici non garantiscono nemmeno l’accesso al gioco ai bambini con difficoltà motorie. 
In alcuni casi… non possono neppure accedere ai parchi perché non esistono quelle necessarie condizioni minime affinché si possano superare quegli ostacoli fisici o quelle barriere architettoniche presenti, il più delle volte, costituiti da scalini o pavimenti senza caratteristiche antiscivolo…
Non parliamo poi di salire su quei giochi… per esempio uno scivolo o un’altalena: vedo ancora realizzare dei parchi giochi fuori norma, che non rispettato neppure i necessari accorgimenti per permettere a tutti i bambini la loro fruibilità…
E’ dire che il diritto al gioco… dovrebbe rappresentare uno dei diritti fondamentali per i bambini, in quanto permette loro di crescere in maniera sana, di imparare a relazionarsi con gli altri, sono liberi di muoversi in autonomia, giocando insieme e scoprire che si può imparare gli uni dagli altri, che non si è diversi… ma eguali, ognuno con i propri pregi e difetti, rispettando sempre durante quei giochi, turni e regole…
Già, una disciplina che crescendo ci si è dimenticati… e lo si vede!!!
Sarebbe opportuno infatti per molti miei concittadini… ritornare in quei parchi, per riprendere nuovamente quei comportamenti civili che d’adulti sono andati persi…
Vi prego quindi, leggendo questo mio post, di partecipare attivamente con un contributo (bastano anche soltanto 5 euro) e che potete inviare direttamente tramite il link: 
Inoltre vi chiedo di fare un’ulteriore sforzo e cioè quello di sensibilizzare il maggior numero di persone possibili, affinché questo progetto venga in maniera celere realizzato, permettendo così a quelle famiglie di poter godere di qualche ora di divertimento.

Spero quindi che aiuterete AddioPizzo Catania, in particolare perché, come diceva il Giudice Antonino Caponnentto (ed è la frase che viene appunto riportata nella loro pagina web…): “la mafia teme la scuola più della giustizia” e teneva sempre a ricordarci che sono i bambini… il nostro futuro!!!

Lo sono tutti… non soltanto quelli privilegiati, quelli cioè che –sorretti e posti dai propri familiari in alto su quella torretta… sono già pronti a scendere veloci su quello scivolo– ma soprattutto gli altri, quelli che devono farsi da soli… arrampicati a salire su quei pioli in legno… con le loro uniche forze!!! 

Impegniamoci sempre sul fronte sociale… perché “nessuno si salva da solo” e la solidarietà è una ricchezza per tutti!!!
Io l’ho già fatto…

Morire nell'indifferenza generale…

Recanati ( Giardini Naxos ) – 15 Agosto 2011
Di tutto avrei voluto scrivere, in particolare quando si sta trascorrendo una così bella giornata come quella di Ferragosto…
Purtroppo invece mi ritrovo a dover raccontare quanto accaduto durante la notte dei falò, delle tende, della musica e di tutti quei ragazzi che nel voler provare nuove emozioni perdono la loro vita… 
Ricordo quando tanti anni fa, era il sottoscritto ad organizzare insieme ai miei cugini la festa per il Villaggio…
Si trattava di andare in cerca della legna, raccoglierla il giorno prima in tutti quei casolari diroccati, procurarci il necessario affinché quanto compiuto potesse rappresentare una festa bellissima; l’obiettivo era fare in modo che il nostro fuoco potesse essere visto anche da lontano, raccogliere il fondo cassa per acquistare di tutto, panini, carne, salsiccia e soprattutto bevande per tutti… in particolare birra ed ammetto anche qualche bottiglia di whisky, anche se il sottoscritto è da sempre astemio…
Ecco che noi uomini duri, vissuti, cercavamo di impressionare le nostre coetanee, illuderle di avere a che fare con ragazzi tosti… ci sentivamo un po’ come John Travolta nel film ” Greease ” e poi la musica con quello ” Stereo” così si chiamava ad alto volume, mezzo scassato sì… che si accompagnava con quelle chitarre che non mancavano mai, per suonare le solite canzoni dei gruppi, dai REM a quelle un po’ passate di Baglioni e Battisti…
E poi, c’era il momento di tenerezza, si cercava di trovare un posto più coperto, bastava anche soltanto appartarsi dietro un ombrellone, per scambiarsi effusioni e baci, sentirsi drogati d’amore… si era l’ormone dell’adrenalina che dal corpo iniziava a farsi sentire, eravamo inebriati ed eccitati senza aver fatto uso di sostanze stimolanti…
Bastavamo noi e la nostra personalità per rendere tutto così incredibilmente bello, ed ancora, il bagno a mezzanotte, tutti in costume a giocare, scherzare, abbracciarsi e a volte ad approfittare di quel buio per far l’amore…
Sì… alla fine giungeva l’alba e un po’ distrutti rientravamo al residence, nei propri appartamenti per addormentandoci pensando a cosa avremmo trovato l’indomani… già, un nuovo amore!!!

Ecco che quanto sopra succedeva tanti anni fa… Oggi invece i ragazzi arrivano nelle spiagge e cercano nel  festeggiare una serata in modo diverso, provano a dimostrare a se stessi e chissà forse agli amici quanto si è bravi a sballarsi… e quindi giù con alcol, con le pasticche, con le droghe leggere e pesanti, l’importante per loro è andar fuori di testa…
Sanno che l’alcol e le droghe creano dipendenza con gravi ripercussioni irreversibili sia al sistema celebrale che agli organi interni ed è risaputo che non bastano i processi di scoraggiamento, perché l’uso di quelle sostanze stupefacenti vanno sin da subito combattuti, perché questo è un problema che non può essere minimamente sottovalutato…
Tutti debbono unirsi in questa lotta senza fine…le famiglie per primiss, le scuole, le associazioni, le forze d’ordine, tutti ripeto devono verificare e contrastare quanti provano a incoraggiare verso la strada della droga…
Ora che un ragazzo di soli 25 anni, Fabrizio F., debba morire la scorsa notte sulla spiaggia di Giardini, è una follia!!!
Voler festeggiare il Ferragosto in questo modo, è un crimine per tutti noi!!!
Ovviamente quando è giunto il 118 il giovane era già deceduto e subito dopo sono giunti i militari dell’Arma…
Già…vorrei aggiungere come per tutta la serata, quantomeno fino alle due di notte non si è vista neppure l’ombra della polizia, ne in strada dove le macchine avevano creato due file interminabili, ne sulla spiaggia…
A tal proposito vorrei aggiungere, sappiamo cosa succede in tutta Italia a proposito dei “Rave Party” e questo che ne era una copia… non è stato neppure presidiato…
Ed ancora, vorrei saper, coloro che hanno lavorato sin dal pomeriggio, per montare una struttura con amplificazioni ed effetti video speciali, con generatori di corrente diesel, con spari a mezzanotte di fuochi d’artificio, organizzatori che non hanno incassato alcuna somma di denaro in prevendita, individui che non vendono panini, salsicce o bibite, perché lo fa???
Sarebbe bastato un semplice controllo, con alcuni cani antidroga e state tranquilli che forse non avremmo trovato gli “spacciatori” ma certamente avremmo salvato una vita!!!
Ma ciò che nessuno vuole dire è che durante il tentativo di rianimazione, attraverso un massaggio cardiaco, prima da parte degli amici e quindi dagli operatori del 118, i bambini che transitavano insieme ai genitori per rientrare nel nostro villaggio, hanno assistito in diretta a quella tragica circostanza e mi è stato raccontato da alcuni amici e parenti, che molti di loro hanno avuto paura a dormire la notte…
Ma se pensate che quanto sopra possa raffigurare qualcosa di tragico, il peggio doveva ancora giungere, infatti di lì a poco, alcuni ospiti della spiaggia, si sono spostati per acquistare da un venditore ambulante, tagli di pizze e cornetti caldi e quindi posti lì… nell’indifferenza generale, proprio accanto ad un ragazzo morto, qualcuno si accalcava e gridava “per favore, tocca a me… un cornetto alla Nutella, grazie…“!!!
E la festa in spiaggia, pensate che si è conclusa…??? NO… tranquilli è continuata come se nulla fosse accaduto…
Adesso la procura ha aperto un fascicolo (uno… dei tanto migliaia aperti… ) ed ha ordinato l’autopsia; l’esame infatti dovrà stabilire se il giovane avesse consumato alcolici o stupefacenti o se sia stato, invece, stroncato da un malore… 
A questo punto comunque a poca importanza, tanto egli è deceduto, già… due volte.
Si… la seconda volta lo ha ucciso l’indifferenza generale dei suoi coetanei!!!