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A18-A20: ed hanno il coraggio di chiamarle "Autostrade"…

Erano anni che non percorrevo il secondo tratto dell’A18, quello successivo al casello di Taormina in direzione Messina per poi proseguire nella A20 in direzione Palermo!!!
Se non fossi stato certo di essere in Sicilia, avrei pensato di essere stato… “teletrasportato” in qualche paese del terzo mondo…
Gallerie fatiscenti e buie, guard-rail distrutti o non a norma… piazzole di sosta ridotte a rifiuto indifferenziata… da evitare per non restare contagiati da qualche infezione… e dovunque mancano i requisiti minimi di sicurezza…
Non parliamo poi del pavimento stradale dove lo strato d’usura è ormai sparito, sia per il degrado causato dai veicoli che vi transitano che per quel conglomerato bituminoso di indubbia qualità…
Analogo discorso andrebbe fatto per tutto il pacchetto stradale che dovrebbe resistere a quei grossi carichi concentrati, all’usura, al degrado da parte di agenti fisico-chimici, alle dilatazioni termiche… a tutte quelle condizioni necessarie, affinché si possa consentire ai veicoli un’ottimale aderenza dei pneumatici.
Inoltre bisogna considerare quegli abituali interventi riduttivi di manutenzione per il rifacimento del manto stradale… quasi fossero macchie di leopardo… 
Le nostre “autostrade” non hanno alcuna logica… ne di progettazione (dopotutto sono state pagate a chilometro… quindi più chilometri più soldi…) e neppure di sicurezza!!! 
Le gallerie sono come quelle dei luna park… attraversandole si ha la stessa sensazione di quei tunnel dell’orrore…. si sa come si entra ma non si sa come si esce… di solito nell’attraversarle ci si ritrova con i capelli in aria (ovviamente per chi ancora c’è l’ha…), le uscite di sicurezza non si sa dove portano e le porte a taglio termico ho dubbi che siano perfettamente funzionanti o che proteggano da eventuali incendi; non parliamo poi del funzionamento della ventilazione che dovrebbe garantire una sufficiente qualità dell’aria attraverso la diluizione degli inquinanti; io, sarà un caso… ma tutte le volte che alzo gli occhi ad osservarle, vedo le pale… completamente ferme!!!
Si dice che la colpa di quanto sta accadendo è da attribuirsi alla scarsa manutenzione dovuta ai pochi soldi… i quali vengono usati per mettere esclusivamente toppe sull’asfalto o per sostituire una lampadina alla volta. 
Non parliamo poi di controlli: telecamere, segnalatori visivi, monitoraggio delle velocità, estintori, comunicatori, vie di fuga, aree sicure… sono soltanto un sogno.
Ora mentre nel resto dell’Europa ed ancora nel nord Italia, queste vie di comunicazioni primarie  o meglio autostrade… possono definirsi tali, da noi in Sicilia è il contrario, già… a vederle, non ci resta che piangere!!!
Stranamente però c’è qualcuno dei nostri governanti, che parla della necessità di realizzare il ponte sullo stretto: si è vero, un ponte servirebbe… ma di neuroni, per collegare tra loro… quelle sue cellule del cervello… ormai da troppo tempo spente!!!  
Mi ricordo che un tempo il nostro tratto autostradale era stato premiato come il più bello d’Italia… oggi quanto rimane è soltanto una vergogna!!!
Viadotti fatiscenti, muri di sostegno pericolanti, cls deteriorato e cadente, aree pedaggi decrepiti, piante e arbusti che invadono le carreggiate, scarichi piovani divelti, e poi ci sono loro… quei segnali stradali lasciati lì per anni al posto della programmata manutenzione… dopotutto la sicurezza può attendere!!!
Già quella mancata sicurezza che produce quotidianamente incidenti e dove il dato relativo al numero dei feriti/morti è diventato impressionante!!! 
E’ innegabile come la maggior parte di quegli incidenti si sarebbero potuti evitare attraverso una corretta manutenzione stradale e ad una scrupolosa messa in sicurezza da parte dell’ANAS…
Ma ormai l’andazzo è così… nessuno che si interessa… nessuno che si assume le proprie responsabilità, nessuno che paga… mentre noi come sempre… paghiamo per tutti!!!
Poi però c’è sempre il “buffone di turno”… quello che si offende se a queste autostrade viene posto il soprannome di “autostrade della morte”!!! 
Dopotutto, il fatto che si dica: esista un’autostrada per l’inferno e solo una scala per il paradiso… la dice lunga su quanto ci dobbiamo purtroppo attendere…

Bisogna far ripartire i cantieri…

Poco… ma rispetto ai precedenti anni, qualcosa sta cambiando, siamo passati dai circa 18 miliardi di lavori messi in gara nel 2012 ai circa 25 miliardi dell’anno appena trascorso… 
Sappiamo bene come i lavori pubblici costituiscano un punto essenziale per la crescita del nostro paese e se i livelli di corruzione per questo settore fossero attraverso procedure “blindate” eliminati, certamente la crescita del nostro paese, sarebbe molto più celere e    
Ovviamente bisogna fare si che i bandi di gara abbiano una certa logicità… e non vengano realizzate opere per lo più inutili, che hanno quale unica motivazione, la realizzazione di un giro di spesa, necessario a certi comuni per sovvenzionare quanti operano al loro interno ( ed anche all’esterno ), per poi scoprire successivamente, grazie alle inchieste delle varie procure, che queste avessero quale scopo, quello di far girare le solite tangenti e bustarelle…
Poi ci sono opere, come quelle evidenziate nella trasmissione “Striscia la notizia”, cattedrali nel deserto che oltre ad essere rimaste incompiute, vengono solitamente abbandonate – distruggendo il più delle volte – quel meraviglioso patrimonio naturale e comportando costi esosi per la collettività!!! 
Bisogna che si trasformi quella consuetudine delle amministrazioni pubbliche di realizzare opere non necessarie in qualcosa di più utile, ad iniziarsi con i lavori di ristrutturazione e di sicurezza di quelle strutture già esistenti, come scuole, ospedali, uffici, ecc… e integrando successivamente quanto ancora resta in disponibilità finanziaria per la realizzazione di nuovi cantieri… 
L’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione, deve servire a valutarle anticipatamente quelle opere… per comprendere se il loro realizzo ha necessità di esistere o se la richiesta debba essere bocciata… dopotutto si tratta d’investimenti pubblici e non possono essere lasciati “arbitrariamente” ad uso e costume di pochi politici e dirigenti… 
Qui si tratta di colpire quei noti “mali” del tutto italiani, che scopriamo quotidianamente come vengono ripetuti e che ancora oggi è dimostrato essere difficili da eliminare in tempi rapidi…
Per fortuna qualcosa sta cambiando, grazie alla Legge di Stabilità, infatti si stanno programmando gli stanziamenti verso opere concrete, quali quelle infrastrutturali…
Ad iniziare dalla realizzazione e manutenzione di strade e ferrovie, per passare ai lavori causati da dissesti idrogeologici, la riqualificazione nelle città delle periferie, il patrimonio culturale e architettonico, l’edilizia scolastica, ecc…
Finalmente si punta verso opere coerenti con quanto necessario e soprattutto compatibile con le finanze pubbliche…
Inoltre, l’uscita dal patto di stabilità con il successivo pagamento degli arretrati dalle PA alle imprese affidatarie, sta permettendo di liberare risorse per nuovi investimenti… 
Il vero problema quindi, resta quello di progettare opere essenziali e allo stesso tempo pronte in tempi rapidi per trasformarsi in cantieri funzionali, dando priorità a quelle procedure di legalità e leale concorrenza, che sono di fatto le condizioni, che ahimè il più delle volte, sono venute propriamente a mancare…
Bisogna infine fare pulizia di tutte quelle imprese “prestanome”, le quali non hanno alcuna capacità imprenditoriale ma sono per lo più costituite da soggetti, che fanno riferimento alla criminalità organizzata…
Infatti queste fanno sì… d’aggiudicarsi i lavori (grazie alle certificazioni di cui sono “sulla carta” in possesso) per poi subappaltarli totalmente ad imprese “fittizie ed aleatorie” che non garantiscono minimamente quelle minime condizioni obbligatorie, come quelle relative agli adempimenti fiscali e assicurativi (il più delle volte queste società chiudono alla fine di ogni anno, per poi riaprire una nuova posizione a nome di un parente…) per continuare con i mancati adempimenti sulla normativa contrattuale e con quelle procedure previste per la sicurezza!!!
E dire… che tutte queste (affidatarie e sub-appaltatrici) hanno ancora oggi… la presunzione di definirsi “imprese di costruzione“.
 

L’Impresa confiscata "In.Co.Ter. S.p.a." ultima i lavori del Comune di San Giovanni la Punta.


Oggi ho piacere di perorare la professionalità di quanti operano nel pubblico ed in particolare di alcune figure che – per loro stesso incarico – hanno di fatto, grande responsabilità durante la loro conduzione.
Mi riferisco ai rappresentanti delle Stazioni Appaltanti, della Direzione lavori, dei responsabili dell’affidataria ed anche di quegli addetti delle imprese subappaltatrici…
Per quanto concerne l’Ente appaltante, desidero dare un plauso ai rappresentanti del Comune di San Giovanni La Punta, i quali hanno fortemente voluto credere che si potesse giungere alla conclusione, se pur con una impresa affidataria dei lavori, la IN.CO.TER. S.P.A., che a causa dei provvedimenti interdittivi sopraggiunti durante l’esecuzione, non garantiva certamente, quelle condizioni di affidabilità… che negli ultimi anni, le avevano permesso di primeggiare, realizzando nella provincia di Catania, molte delle infrastrutture più rappresentative…
Mi voglio congratulare quindi con: R.U.P. (Ing. Mario Santonocito), Coordinatore della Sicurezza (Arch. Angelo Plastini), Dirigente dell’Ufficio Tecnico (geom. Michelangelo Viscuso) e anche di quanti hanno permesso che si potesse giungere alla sua definizione, come il Sindaco (Antonino Bellia), l’Assessore ai Lavori pubblici (Giovanni Russo) e lo stesso Dirigente Amministrativo (F. Di Grazia), passando inoltre ai loro colleghi dell’amministrazione ed a quanti operano all’interno di quegli uffici, che dimostrano sin dall’accoglienza grande cortesia e disponibilità…
Un Ente esemplare, che in maniera silenziosa opera per definire i propri interventi e che può certamente annoverarsi tra quei modelli rappresentativi di ben più noti e propagandati, comuni del nord Italia…

Ho piacere inoltre di ricordare la Direzione lavori, nella persona dell’Arch. Fabrizio Russo, dei suoi collaboratori (Ing. Andrea Pulvirenti e Arch. Grazia Corsaro) e di quanti all’interno del suo staff hanno operato sin dalla progettazione per concludere la loro azione, attraverso la verifica ed il controllo quotidiano nel corso dei lavori.
Poi ci siamo noi… l’impresa esecutrice, la IN.CO.TER S.p.A. che ha trovato nel Dott. Alessandro Politi – Amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Catania – una figura indispensabile, che garantendo sin dalla sua nomina di attivarsi personalmente alla risoluzione di tutte le eventuali problematiche allora presenti, ha permesso di superare i momenti di criticità, dimostrando che quanto si stava realizzando, avesse quale unico fine, la definizione dell’opera stessa…
Un piccolo merito va anche al sottoscritto, che nella doppia qualità di Direttore Tecnico e di R.S.P.P. dell’impresa, è riuscito, in virtù dell’apporto ricevuto dall’impresa subappaltatrice (CO.N.PA.T Scarl, rappresentata dalla consorziata del titolare Sig. S. Conti) a concretizzare non solo questa collaborazione, ma soprattutto, di aver avuto il merito di non registrare alcun infortunio…

Desidero inoltre condividere questo piccolo “trionfo” con l’ex collega, geom. Giuseppe Sollima, il quale sin dall’inizio, si è interessato della gestione tecnica e che purtroppo, a causa della situazione amministrativa creatasi, ha dovuto interrompere il proprio rapporto professionale, senza però far mancare mai al sottoscritto, la propria disponibilità, che è risultata fondamentale affinché si giungesse al risultato oggi evidente a tutti…
Quindi, grazie a quanti hanno permesso che ciò accadesse… perché per il sottoscritto, ciò che è stato realizzato va oltre l’aver dimostrato che operando sempre per il bene comune si possa giungere ai risultati desiderati, ma ciò che maggiormente m’interessava fare emergere era il principio di legalità, sentore d’onestà che in quest’appalto, sin da subito avevo percepito e che ahimè invece in altre circostanze è venuto a mancare…
Nel mio blog come sapete… faccio spesso riferimento a tentativi di corruzione, malaffare, a soggetti che si prestano a quelle istigazioni e via discorrendo…

Perché è evidente a tutti (anche a chi non è del settore degli appalti pubblici), che certi meccanismi fuorvianti e collusivi, sono più facili da attuarsi quando il rapporto tra i soggetti è diretto, amichevole, confidenziale…
Quando cioè il titolare o rappresentante legale dell’impresa affidataria dell’appalto, può permettersi d’istigare alla corruzione lo stesso rappresentante dell’Ente o sottostare egli stesso, ad eventuali richieste che possano a lui giungere, sotto forma di tangenti, regalie o anche favori personali…
Cosa certamente diversa… è dialogare con una impresa confiscata e quindi, con i suoi rappresentanti legali o i suoi responsabili, che per loro stessa mansione, sono scelti e nominati dopo attenta verifica di tutte quelle necessarie condizioni, che negli anni passati, hanno condotto a comportamenti connaturati verso principi di onesta e rettitudine…

Quindi, chissà forse per i motivi sopra esposti, può accadere che una impresa sottoposta a confisca, possa trovarsi nella condizione di essere valutata con parametri diametralmente opposti, dove in un caso, si permette ad essa di proseguire nell’appalto aggiudicato, salvaguardando così la continuità aziendale (dopotutto potremmo in maniera approssimativa considerarle -Ente e Impresa confiscata- legate da un un rapporto quasi di “parentela” visto che entrambe sono gestita direttamente da uomini dello Stato), i posti di lavoro e di contro, in un analogo caso, ritrovarsi dei responsabili di Enti, che per motivazioni “oscure” indirizzano la stazione appaltante nella quale operano, affinché si possa giungere ad interrompere – pur senza reali motivazioni – il rapporto contrattuale…
Ma quest’ultima rappresenta un’altra vicenda, certamente spiacevole, ma di cui sin d’ora sono certo potrò (appena mi sarà possibile) raccontarvi!!!

La Sicilia frana…

Povera regione, non esiste più una zona, che può ritenersi sicura… un territorio distrutto che va ovunque franando!!!

Strade interrotte, viadotti crollati, piazze che sprofondano, fiumi di fango e detriti che scendono, neanche fossimo attraversati dal Rio delle amazzoni…
Ed invece è proprio così… bastano poche ore di pioggia e tutto si ripete con il solito rituale e dimostra come, la prevenzione e la messa in sicurezza sia del tutto inesistente!!!
Se consideriamo che mercoledì 21 c.m. con un ciclone preavvisato anche in alcuni canali satellitari stranieri, la nostra protezione civile non ha nemmeno emanato l’allerta meteo, con scuole che sono rimaste aperte… ed hanno obbligato i ragazzi a presentarsi… e i genitori costretti a prenderli anticipatamente, rimasti bloccati in mezzo a quell’alluvione…  
Poi, ovviamente a danno compiuti, escono fuori i nostri grandi esperti professioni, messi tutti lì in fila… a guardare i danni ed a commentare “cazzate” nei vari Tg regionali!!!
La verità è che questi, dovrebbero innanzitutto preoccuparsi di controllare, non dovrebbero approvare piani regolatori senza vincolarli ai rischi incombenti sul territorio, mettere in sicurezza le zone più a rischio idrogeologico, verificare quelle concessioni edilizie, date il più delle volte con molta superficialità, bloccare eventuali tentativi sul nascere di costruzioni abusive, preoccuparsi che le manutenzioni vengano realizzate, ed infine, chiedersi quali soprattutto cause stanno determinando tali smottamenti…
Una Sicilia dissestata, da ripristinare… iniziando affidando quegli appalti necessari per i primi interventi e successivamente valutare quali opere debbano essere con urgenza attenzionate, utilizzando criteri di logicità (non per dover fare cassa… e scoprire successivamente, con quali modalità questi fondi sono stati suddivisi…), verificare geologicamente il sottosuolo, applicare quelle necessarie operazioni idrauliche o nuovi sistemi di drenaggio, provvedere all’apertura di tratti viari per eventuali piani di evacuazione, monitorare durante tutto l’anno il territorio, utilizzando quei sistemi informatici, per poter rilevare in modo capillare, quanto sta avvenendo e preparandosi così a possibili catastrofi…
Bisogna rivedere il territorio partendo da zero…, eliminare quelle costruzioni che oggi stanno creando problemi sulla sicurezza, sia per la loro ubicazione, che per le modalità adottate durante la loro realizzazione…
Quindi, bisogna intervenire immediatamente negli alvei dei torrenti, nei canali di scolo, nei collegamenti ferroviari bloccati a causa degli allagamenti nei binari, nelle viabilità interrotte dalle esondazioni che hanno creato, gravi problemi agli automobilisti, rimasti bloccati senza via di fuga!!!
Sono anni che se ne parla… e nulla è cambiato, si sono spesi centinaia e centinaia di migliaia di euro, per redigere consulenze, evidenziare criticità e carenze, progetti di messa in sicurezza ed alla fine ciò che emerge è una regione martoriata, da un continuo dissesto idrogeologico…
Una storia che si ripete, che costringe i cittadini, non solo al dover assistere ad anni di lavoro buttati o al dover gettare via quei propri beni strumentali ed affettivi (anni di storie familiari…), ma soprattutto, dover contare il prezzo anche in vite umane!!!
Siamo sott’acqua…  e la scarsa considerazione dimostrata dal solito balletto di quegli incapaci “irresponsabili”, bravi soltanto ad allontanare da se… quelle proprie responsabilità e competenze, dimostra come nulla sia cambiato e purtroppo nulla cambierà fintanto questi rimarranno seduti lì su quelle sedie… fino alla prossima emergenza!!!
I cittadini sono lì… abbandonati, senza alcun piano d’emergenza ed evacuazione… inermi… attendendo inconsapevoli i prossimi rischi ambientali a cui sono già di fatto… predestinati!!!
Certo, considerato che dal dopoguerra ad oggi, nulla o poco si è fatto per salvaguardare questo nostro territorio… adesso che facciamo i conti con quanto si è seminato… ci si accorge purtroppo, di stare raccogliendo i frutti di quella totale incuria!!!

Il mondo resta a guardare…

Abbiamo visto come la notizia di Parigi abbia fatto il giro del mondo e come invece, di lì a poco, le stragi commesse dagli integralisti musulmani di Boko Haram in Nigeria presso il mercato di Maiduguri e prima ancora con la popolazione di Baga, siano passate inosservate…
Una ventina di morti nel primo attentato, realizzato con una bambina di circa 10 anni e il secondo realizzato con il proprio esercito, massacrando si pensa, circa duemila persone, incluse donne e bambini…
L’escalation di violenza in quei territori è ormai notizia consolidata da troppo tempo, ma i governi di tutto il mondo sono rimasti in questi anni soltanto a guardare…
Hanno creduto infatti che, essendo queste guerre… lontane e indefinite, sarebbe stato meglio, farle gestire dalle forze militari posizionate a protezione di quei territori…
Ma la verità è che il più delle volte, quei poveri caschi blu delle nazioni unite, sono gettati allo sbaraglio… e debbono proteggersi da una guerra cui non interessa e contro eserciti di miliziani, ben armati… fino ai denti!!! 
Dopotutto, la vendita di materie prime in contanti, sta producendo una estrema ricchezza economica a queste organizzazioni militari, che proprio attraverso quel regime di terrore, sta guadagnando miliardi di dollari, che poi investire in altre armi e soprattutto realizzando quella propaganda politica e religiosa, tanto conosciuta… 
I morti si susseguono e non si tratta di contrapporre musulmani ad ebrei o a cristiani… si tratta solo di prendere il potere, controllare le ricchezze, sfruttare economicamente quei territori…
Tra pochi giorni verrà ricordata la Shoah in particolare attraverso la celebrazione del giorno della memoria…
Ma in tutti questi anni, dove sono state compiute stragi, violenze, campi di concentramento, omicidi di massa… ecc… dove è stata ‘l’ONU???
Questo famoso Consiglio di Sicurezza, perché deve sempre attendere che l’emergenza sfoci in un dramma per l’intera collettività, prima di muoversi???
Perché non s’interviene subito e si proteggono così facendo i civili ed in particolare quei poveri bimbi innocenti???
Nessuno si muove… nessuno parla… tanto come dicevo sopra le crisi sono lontane e vengono dichiarate… difficili da risolvere.
Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU deve darsi definitivamente delle priorità, iniziando a muovere azioni di forza, attraverso la collaborazione di quegli Stati importanti, che conducano a ripristinare la democrazia e porti ad abbattere definitivamente quei governi transitori, realizzati dai soliti dittatori carnefici…
Se continueremo ad assistere immobili a queste stragi, se non faremo nulla, continueranno a morire migliaia e migliaia di persone ed a farne le spese saranno sempre loro… i bambini!!!
Con il silenzio si tradisce quanto di buono è presente nell’animo umano, si tradisce infatti… l’essenza stessa dell’uomo e della propria morale…, basta… non c’è più tempo da perdere, è ora di cambiare definitivamente questa tragica situazione, riportando quelle condizioni di civiltà e di ripresa economica, in quei paese dove ormai hanno perso tutto…
Basta sperare di mostrarsi “cavalieri” e nel contempo tentare di ricevere da quelle circostanze, quei tornaconto economici e materiali, già a suo tempo prestabiliti… da sempre celati, sotto quel vessillo esposto in segno di protezione, ma forse manifestato per una guerra che dopotutto, si era voluta e cercata!!!

Ancora morti sul lavoro…

Ancora sangue nei nostri cantieri edili… 
In pochi giorni sono decedute 4 persone e nel corso di quest’anno sono già 14 le vittime ufficiali…
Ora sono in tanti a stringersi in cordoglio ed è così che partono gli appelli al Prefetto perché convochi immediatamente un comitato per la sicurezza sul lavoro…
Rappresentano uno dei tanti appelli che vengono realizzati tutte le volte in cui accadono questi mortali incidenti e come in ogni cosa… passato il momento dell’emergenza, tutto ritorna ad essere… come prima!!!
Tutti ora gridano ad alta voce…, dai sindacati alle associazioni di categoria, dall’ispettorato fino a proseguire con gli enti paritetici di formazione…
Peccato però che gli stessi, non siano così presenti nel corso dei lavori… anzi demandano proprio ad altri… in particolare a quei poveri Preposti ed R.S.P.P. il compito di far rispettare la sicurezza sul lavoro… mentre loro nel frattempo… discutono su quali soggetti coinvolgere in questo nuovo comitato provinciale, tanto per dare la “solita” visibilità a quei soggetti che, se da un lato è vero sono direttamente coinvolti nella sicurezza sul lavoro – vedasi quanti appunto operano negli uffici dell’Inps, Inail, Ispettorato del lavoro, Nucleo ispettivo del lavoro dei carabinieri e tutte quelle associazioni di categoria – dall’altro, peccato che… escono fuori dai loro uffici soltanto quando accadono tragedie simili…
Basti guardare giornalmente la ns. città per osservare in quali modi le nostre imprese – definite tali solo sulla carta – operano nei loro cantieri con evidenti difformità negli apprestamenti ed a quali  rischi espongono i propri lavoratori, quasi sempre sprovvisti sia dei DPI che di quelli collettivi… 
A tutto ciò si aggiunge il fenomeno del lavoro nero… e delle denunce per infortunio, quasi sempre sostituite dai dipendenti al pronto soccorso da mendaci dichiarazioni, proprio per evitare di coinvolgere l’impresa e/o i propri datori di lavoro…
A cosa serve quindi sedersi a discutere… basterebbe che ognuno di essi faccia quanto è loro dovere… e non si tratta solo ed esclusivamente di sanzionare -perché la politica finora instaurata e cioè quella della multa e/o della denuncia penale serve a poco per combattere un fenomeno che trova sempre nuove soluzioni e/o prestanomi umane per continuare – ciò che è veramente importante è fare cultura… trasmettere quel necessario messaggio della formazione e dell’addestramento…, far capire ai datori di lavoro l’importanza del rispetto delle norme ed ai lavoratori che la loro vita, viene prima di qualsivoglia compromesso… possa anche questo chiamarsi… posto di lavoro!!!
I metodi per prevenire gli incidenti ci sono tutti, ad iniziarsi da quei principi che prendono il nome di correttezza e legalità, dal rispetto delle leggi e dall’applicazione di quelle metodologia ben descritte nel D.Lvo 81/08 e s.m.i., che però debbono trovare applicazione non solo nella teoria, ma soprattutto nella pratica…
Il problema non deriva soltanto dai mancati controlli… ma nel costringere quelle imprese lestofanti a chiudere definitivamente i battenti… allontanare quegli imprenditori improvvisati, impostori e filibustieri che s’improvvisano in settori a loro sconosciuti, senza avere la benché minima capacità tecnica e organizzativa, credendo che la sicurezza sia qualcosa di totalmente inutile…
Anche la politica ha le sue colpe… 
Non è possibile infatti che lo Stato continui a tagliare i finanziamenti destinati agli ispettorati territoriali del lavoro, con il risultato che i propri addetti siano sempre più in numero esiguo e soprattutto senza quelle necessarie garanzie che permettano di poter espletare in maniera ottimale il compito a cui sono stati demandati… 
Bisogna affidare a coloro che vivono giornalmente i rischi dei cantieri, dell’industria, di tutte quelle attività che comportano gravi rischi per la salute dei lavoratori, il compito di dare suggerimenti e per ricercare quelle soluzioni corrette tali da poter affrontare un tema così delicato e di non facile soluzione… 
Non è corretto che le persone paghino con la propria vita… l’incapacità di quella politica e istituzioni, in un settore proprio come quello dell’edilizia, ormai in completa crisi e divenuto ormai territorio di illegalità e malaffare…
Basta… già basta con queste inutili stragi… e almeno per una volta, tutti, si ripeto tutti, inizino ad affrontare seriamente questo problema, tentando di realizzare quelle necessarie ed indispensabili correzioni, che permettano così progressivamente, non certo di eliminare tutti i possibili rischi, ma almeno quello di poter abbattere definitivamente questi esecrabili infortuni mortali sul lavoro!!!

La "lieve" lotta dello Stato contro la criminalità organizzata…

Già, un eufemismo, il termine “lotta alla criminalità“, che ormai quotidianamente andiamo sentendo…
Si tratta soltanto di parole che gettate al vento, trovano conforto e motivo di esistere in particolare occasioni, quali durante l’avvicinarsi a competizioni elettorali o nel voler annunciare meriti e riconoscenze ad alcuni soggetti, che in tal modo, beneficeranno di quelle attenzioni e gratifiche, da parte dei mass-media, affermazioni che hanno con l’unico scopo quello di affermare e rendere popolare, il “beneamato” di turno…    
Della sicurezza dei cittadini non interessa a nessuno!!! 
Ogni giorno infatti assistiamo a notizie su rapine, furti, anziani derubati, donne violentate, scippi, spaccio di droga, prostituzione, sequestri di persona, estorsioni, evasioni fiscali, danneggiamenti, mercato nero, ecc…, circostanze continuamente ripetute che in questi anni… non sono diminuite, anzi, vanno sempre più aumentando… 
Ma allora mi chiedo dov’è lo Stato…??? Già questo Stato che dovrebbe garantire e garantirci… dov’è???
Sentiamo sempre dire che non bisogna generalizzare, che si tratta di un falso problema, in quanto lo Stato è presente e, attraverso i suoi uomini, combatte ogni forma di criminalità e che quanto viene erroneamente detto è frutto di giudizi affrettati e molto personali…   
Peccato però che le statistiche dicano il contrario!!! 
Il ragionamento è basato su prove concrete se si considera che il nostro paese, dal dopoguerra ad oggi, ha avuto una crescita vertiginosa, in ricchezza e produzione di beni di uso comune…
Ognuno di noi, soltanto camminando per strada, non deve preoccuparsi del portafoglio che porta e del denaro in esso contenuto, perché questo rappresenta la minima parte trasportata, pensate infatti ai cellulari ( Iphone – Smartphone €. 700/1000 ), ai tablet dentro le borse ( 500-2000 €.), agli orologi firmati non di grande valore  ( €. 1.000-5.000 ) a quegli oggetti d’oro ( a rischio scippi – tra le €. 150-1.000 ) ed ancora borse firmate ( Louis Vitton – Gucci, ecc… tra €, 2.000 -5.000 ), ecco a guardarci, soltanto per strada siamo delle gioiellerie ambulanti, una vera manna per tutti i ladri in circolazione!!!
Certo dopo il periodo stragista e le lotte intraprese dallo ” Stato ” per dimostrare e imporre la propria forza e quanto richiesto a gran voce dai cittadini, ecco che quella lotta è andata pian piano scemando, ed anche la criminalità ( vista la negativa esperienza precedente), si è trasformata cambiando metodi organizzativi e puntando direttamente sul grande business, tralasciando così quelle microcriminalità che comportavano aggressioni, omicidi, estorsioni che determinavano un decadimento per la stessa economia, manifestava con la chiusura delle attività lavorative, del personale licenziato, del trasferimento dei cittadini verso il nord del paese, realizzando così quell’aumento di povertà, di cui nessuno si giovava, in particolare proprio la criminalità…
Ciò che manca da parte dello “Stato” è l’impegno deciso di combatterla questa criminalità e di reprimerla ancor prima che essa si manifesti…
Come si dice: prevenire e meglio che curare…
Combattere la criminalità significa quindi adoperarsi a livello personale, familiare e sociale.
Iniziare, contattando le famiglie povere e disagiate attraverso i servizi sociali, andare nelle scuole per far conoscere ai ragazzini i rischi ed i pericoli nel voler seguire certe particolari strade…  
Combattere la disoccupazione e la mancanza di prospettive, con interventi mirati e seri, tali da creare quelle giuste aspettative, che attraverso il lavoro si possono compiere.    
Bisogna coinvolgere tutte quelle figure fondamentali alla crescita individuale, dagli insegnanti, agli assistenti sociali, alle forze dell’ordine, e soprattutto bisogna contrastare con pene certe e definitive, gli autori dei reati e/o dei crimini..
La Giustizia deve fare il suo corso e lo deve fare in maniera spedita, celere, senza ritardi e/o escamotage che “avvocati di grido” utilizzano per ritardarne i giudizi o le pene…
Bisogna e non soltanto a parole, ripristinare quel concetto fondamentale chiamato “legalità” di cui in molti ormai si lavano la bocca… ma che poi, nei fatti, grazie a complicità e favoreggiamenti, usano per proprie finalità , diventando essi stessi parte di quel sistema, che sfugge ad ogni adempimento!!!
Proprio quest’ultimo punto, rappresenta il più infame!!!
Ho infatti l’impressione che esistono dei ” soggetti “, che, attraverso cariche istituzionali prestigiose, per nome e conto di Associazioni, Assessorati, Comuni, ecc…, dissimulano dietro quelle loro innocenti facciate, quanto di più disonorevole un’uomo possa rappresentare nel compiere e nello svolgere il proprio mandato…
Ed è grazie proprio a quelle “esclusive” collocazioni, che ancora oggi possono permettersi di attuare “ambigue strategie“, per far si che questo sistema, seguiti a restare inalterato, prolungando così il loro mandato e facendo in modo che questa attuale e consapevole situazione, possa perdurare nel tempo.

Ispettori del lavoro…

Sono stati arrestati  3 ispettori dell’Asl di Caserta 2 e 3 consulenti del lavoro!!!
Dovrebbe essere una sorpresa…vero??? Beh…vediamo cosa hanno combinato questi…
Dalle indagini sembra che abbiano rilasciato false certificazioni sanitarie sui rischi in attivita’ di lavoro e hanno indotto anche con minacce gli imprenditori a rivolgersi a consulenti di lavoro, ovviamente "loro amici"…
Così da un lato sono nelle societa “controllati” e da un altro “controllori”…
Naturalmente oltre l’attività svolta nei cantieri edili, che rappresentava la parte più redditizia dell’organizzazione, questa si occupava di aziende farmaceutiche… con particolare attenzione alla "DSM" di Capua, dove proprio l’11 settembre c.a. sono morti i tre operai asfissiati mentre si trovavano a lavorare all’interno di un silos…
Tra le accuse abbiamo associazione a delinquere, corruzione, concussione, rifiuto d’atti d’ufficio, falsità’ ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atto pubblico.
Gli ispettori del lavoro durante le verifiche in cantieri, minacciavano di bloccarne l’attivita’…ed imponevano di rivolgersi ai loro amici…consulenti di lavoro, specializzati nel Documento di Valutazione Rischi… che poi fra le tante cose…rappresenta uno di quei documenti a discrezione del Datore di lavoro, cui nessun organo può entrare in merito, dal momento che esamina, in maniera dettagliata, i fattori di rischio cui la propria impresa può essere predisposta…e quindi eliminarli o ridurli…identificazione che può fare solo e soltanto Lui…e non certo un’estraneo…quale un’ispettore!!!
I militari dell’Arma hanno eseguito anche perquisizioni negli uffici dell’azienda sanitaria locale, ponendo i sigilli ai locali dove operavano i tre ispettori arrestati… Le indagini hanno evidenziato che i tre ispettori quando si recavano per controlli in aziende e cantieri, lasciavano intendere che avrebbero verbalizzato irregolarita’ riscontrate nell’osservanza della normativa sul lavoro per 50-60mila euro; poi, a fine giornata, veniva contattato il responsabile della sicurezza e gli suggerivano una eventuale soluzione alternativa, attraverso questi professionisti consulenti della sicurezza attraverso un esporso di circa 5.000,00 euro.
Comunque speriamo che quanto sopra sia di monito per quanti operano e lavorano nel campo della Sicurezza, in particolare per coloro che svolgono funzioni pubbliche di controllo…
Forse adesso per alcuni mesi, gli accertamenti saranno reali, corretti e certamente a quelle cosiddette imprese “amiche”, verranno applicate le giuste sanzioni, civili e/o penali, cui finora sottraendosi ( godendo di evidenti benefici …) hanno potuto sfuggire!!!

Ispettori del lavoro…

Sono stati arrestati  3 ispettori dell’Asl di Caserta 2 e 3 consulenti del lavoro!!!
Dovrebbe essere una sorpresa…vero??? Beh…vediamo cosa hanno combinato questi…
Dalle indagini sembra che abbiano rilasciato false certificazioni sanitarie sui rischi in attivita’ di lavoro e hanno indotto anche con minacce gli imprenditori a rivolgersi a consulenti di lavoro, ovviamente “loro amici”…
Così da un lato sono nelle societa “controllati” e da un altro “controllori”…
Naturalmente oltre l’attività svolta nei cantieri edili, che rappresentava la parte più redditizia dell’organizzazione, questa si occupava di aziende farmaceutiche… con particolare attenzione alla “DSM” di Capua, dove proprio l’11 settembre c.a. sono morti i tre operai asfissiati mentre si trovavano a lavorare all’interno di un silos…
Tra le accuse abbiamo associazione a delinquere, corruzione, concussione, rifiuto d’atti d’ufficio, falsità’ ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atto pubblico.
Gli ispettori del lavoro durante le verifiche in cantieri, minacciavano di bloccarne l’attivita’…ed imponevano di rivolgersi ai loro amici…consulenti di lavoro, specializzati nel Documento di Valutazione Rischi… che poi fra le tante cose…rappresenta uno di quei documenti a discrezione del Datore di lavoro, cui nessun organo può entrare in merito, dal momento che esamina, in maniera dettagliata, i fattori di rischio cui la propria impresa può essere predisposta…e quindi eliminarli o ridurli…identificazione che può fare solo e soltanto Lui…e non certo un’estraneo…quale un’ispettore!!!
I militari dell’Arma hanno eseguito anche perquisizioni negli uffici dell’azienda sanitaria locale, ponendo i sigilli ai locali dove operavano i tre ispettori arrestati… Le indagini hanno evidenziato che i tre ispettori quando si recavano per controlli in aziende e cantieri, lasciavano intendere che avrebbero verbalizzato irregolarita’ riscontrate nell’osservanza della normativa sul lavoro per 50-60mila euro; poi, a fine giornata, veniva contattato il responsabile della sicurezza e gli suggerivano una eventuale soluzione alternativa, attraverso questi professionisti consulenti della sicurezza attraverso un esporso di circa 5.000,00 euro.
Comunque speriamo che quanto sopra sia di monito per quanti operano e lavorano nel campo della Sicurezza, in particolare per coloro che svolgono funzioni pubbliche di controllo…
Forse adesso per alcuni mesi, gli accertamenti saranno reali, corretti e certamente a quelle cosiddette imprese “amiche”, verranno applicate le giuste sanzioni, civili e/o penali, cui finora sottraendosi ( godendo di evidenti benefici …) hanno potuto sfuggire!!!

Quei lavori stradali estivi…

Vi siete mai chiesti perchè i lavori stradali vengono sempre svolti nei mesi estivi…in particolare ad Agosto???
Qualcuno potrebbe pensare che viste le belle giornate, per eseguire tali lavori è preferibile farli d’estate piuttosto che d’inverno…
Altri invece pensano che bisogna far vedere che in Italia si lavora…che c’è lavoro…e quindi che si lavora!!!
Ciò serve in particolare a tutti…
Dai funzionari, ai nostri politici ed anche a coloro che mostrano avere forti interessi personali, nel vedersi appaltare quei lavori urgenti, direttamente alle loro società…
La cosa terribile è che purtroppo ci va sempre di mezzo il povero cittadino che si immette in autostrada…
Non gli viene segnalato alcuna lavoro e quindi nessuna coda…
Ed invece proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto, ecco la sorpresa: Lavori stradali!!!
Se poi aggiungiamo che molti di questi interventi vengono compiuti nella assoluta mancanza di sicurezza, alla faccia di quanto previsto con dal Dlg. 81/08, con il rispetto al PSC, POS, ecc…
Ma i controlli scusate dove sono???
Ma qui si parla di enti intoccabili… e guai a toccarne gli interessi!!!
Comunque si sa… questa è la nostra Italia, e questo è ciò che ci meritiamo,restiamo in fila!!!