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Turismo: Proteggere o governare? Il vero segnale dell’interim di Meloni.


Buongiorno, stamani con un po’ di ritardo, pubblico il post che avevo preparato in questi giorni…

Ho letto che il nostro Presidente della Repubblica ha firmato! Giorgia Meloni si prende l’interim del ministero del Turismo, dopo le dimissioni di Daniela Santanchè… 

E io, lo confesso, continuo a trovare la cosa profondamente assurda. Non perché la Presidente del Consiglio non possa farlo, badiamo bene, ma per il messaggio che inevitabilmente passa: nessuno, nel suo governo, era in grado di raccogliere quel testimone? Nessun alleato, nessun altro ministro, nessuna figura competente all’interno della coalizione? È come se, alla fine, l’unica persona di cui ci si fidi veramente sia lei stessa.

Ma forse, e qui mi fermo a riflettere, è proprio questo il segnale che si è voluto dare. Non tanto una questione di fiducia nelle proprie capacità, quanto piuttosto un’operazione di protezione. Proteggere quell’ex ministro, certo, ma anche – e soprattutto – proteggere il ruolo che ricopriva. Una specie di scudo preventivo: tolgo il dicastero a tutti, lo tengo per me, e così taglio corto qualunque principio di aspirazione, qualunque ambizione, qualunque possibile tensione interna alla maggioranza. Nessuno può aspirare a ciò che non è stato nemmeno messo in discussione.

Sì… so che in molti sui social aspettavamo le parole della Santanchè. Dopo tutto quello che abbiamo ascoltato in questi mesi, dopo quanto era stato preannunciato da lei stessa quando si profilava all’orizzonte il rischio di un processo, il silenzio che è seguito ha qualcosa di eloquente. Le dichiarazioni che non ci sono state pesano quanto quelle che avrebbe potuto fare. Certo, un vuoto che lascia spazio a troppe interpretazioni…

A questo punto, non mi resta che rivolgermi idealmente al nostro Presidente della Repubblica…

Ciò che vorrei chiedere – non deve mettere in dubbio la sua firma, sia chiaro – è se non avesse potuto suggerire una strada diversa, anche a semplice mo’ di consiglio, un piccolo indirizzo diverso da quello deciso dalla presidente del Consiglio. 

Perché, e lo dico senza timore di essere ridondante, il settore del Turismo per il nostro Paese non è un ministero qualunque, è una delle voci più importanti per le casse dello Stato, casse che già non navigano nell’oro e quindi, lasciarlo in mano a un interim, per quanto autorevole, rischia di trasformarlo in una poltrona di passaggio, e questo non possiamo permettercelo.

Ma si sa… il ritmo della politica – a volte (ma potrei affermare “sempre”) – sembra volersi dimenticare delle priorità di questo Paese e dei suoi cittadini, ed allora, non resta che a noi, quantomeno, cercare di non perderle di vista

Terremoto Meloni: dimissioni, applausi e quella domanda che non smette di tornare. Cambierà qualcosa?


Nel settembre del 2013 scrivevo, quasi con ironia, “Bellissimo…!!! Finalmente si dimettono tutti…”.

Era il tempo in cui i parlamentari del Pdl minacciavano di lasciare, e io che non ci credevo dicevo: “non abbandoneranno mai la poltrona conquistata”. Oggi quelle dimissioni non sono più una minaccia da sceneggiato, ma un fatto. E non sono uno, sono cinque, nell’ultima conta. E non sono del Pdl, sono di Fratelli d’Italia, tranne uno, cioè: sono del partito della premier. È di fatto un terremoto dentro la maggioranza, non contro.

Nel post dello scorso anno, precisamente il 13 marzo scrivevo: Il vento della giustizia: perché molti politici stanno in queste ore abbandonando? Sì… allora parlavo di un “vento della giustizia” che soffiava più forte del solito e mi chiedevo se quelle dimissioni improvvise fossero il segno di un rinnovamento o solo un modo per “salvarsi il culo”, una manovra di facciata per proteggere il sistema. 

Oggi, incredibilmente, davanti alla cronaca di quanto sta accadendo, mi sembra che quella mia domanda non solo si sia aperta, ma si sia fatta più urgente. Perché qui non stiamo parlando di generici “politici che abbandonano”, già… stiamo parlando di un sottosegretario alla Giustizia che si dimette per una cosiddetta “leggerezza” e poi c’è un capo di gabinetto che – nei giorni precedenti il referendum – aveva definito la magistratura “plotoni di esecuzione” e per finire (ma solo provvisoriamente…) una ministra indagata in processi per falso in bilancio, bancarotta e truffa…

Ed allora mi sono chiesto: non è il vento della giustizia, è la giustizia che li ha raggiunti o almeno, li ha sfiorati, e loro, si tolgono prima che il vento diventi tempesta!

In un altro post scritto casualmente proprio il 21 marzo dello scorso anno, mi spingevo oltre: “Dimissioni in massa: giustizia alle porte?” e notavo come il cittadino sembra distratto, ma alla fine osserva, aspetta e soprattutto pretende risposte. 

Oggi, quella domanda rimbomba in un’aula parlamentare che applaude senza sapere perché, o forse sapendolo fin troppo bene, perché quell’applauso non era per Mulè, ma per la notizia appena giunta: un’altra poltrona che si libera, un altro esponente del governo che se ne va. Già… è l’applauso di chi spera che finalmente, dopo tanti anni, qualcosa stia davvero cambiando, ma va detto… è anche l’applauso di chi teme che sia solo una messinscena!

Ecco cosa mi colpisce, rileggendo i miei stessi pensieri. Dodici anni fa non credevo che se ne sarebbero andati, dodici giorni fa mi chiedevo se quelle uscite fossero autentiche o solo una copertura ed oggi mi trovo a constatare che (finalmente) se ne sono andati, sì… ma il meccanismo del potere sembra essersi semplicemente ricomposto.

Ho letto che la commissione parlamentare antimafia si riunirà lunedì per decidere se audire l’ex sottosegretario e poi tra qualche giorno ho letto che “Report” la nota testata giornalistica, uscirà con una puntata in cui verranno fatte emergere circostanze gravi  Non è un paradosso, è la fotografia di un Paese in cui le dimissioni non sono mai la fine, ma spesso l’inizio di un’altra fase.

Quello che mi resta, dopo questa giornata, è la sensazione di assistere a un meccanismo che conosco bene. Le dimissioni vengono presentate come atti di responsabilità, di “sensibilità istituzionale”. Ma nel frattempo, chi è rimasto tira avanti. L’applauso in aula è durato un minuto abbondante, poi i lavori sono ripresi. Come se niente fosse…

E invece qualcosa è successo. Forse non è ancora la “pulizia” che invocavo nel 2013, ma è innegabile che il vento della giustizia – quello vero, fatto di inchieste, di atti parlamentari, di pressione dell’opinione pubblica – stia soffiando in modo diverso dal passato. Che molti di quelli che fino a ieri sembravano intoccabili oggi si trovino a fare i conti con qualcosa di più grande di loro.

Ma resta in me quello scetticismo di fondo che ho sempre avuto. Perché queste dimissioni, per quanto significative, non cambiano le regole del gioco. Non cambiano una legge elettorale che continua a produrre gli stessi effetti. Non cancellano i legami tra politica e affari che stanno alla radice di vicende come quelle che stanno ora emergendo, ma soprattutto, non restituiscono ai cittadini la certezza che, dopo l’applauso, qualcosa sarà davvero diverso.

Forse, come dicevo tanti anni fa, il punto non è tanto chiedersi se le dimissioni siano sincere, ma cosa facciamo noi, da questo momento in poi. Perché se ci limitiamo ad applaudire – anche quando l’applauso è “abbandonante” – e poi riprendiamo a fare come se nulla fosse, allora quelle dimissioni resteranno solo un episodio, non un punto di svolta.

Io continuo a osservare e continuo a pretendere risposte. Perché, come scrivevo allora, ogni dimissione non è solo un addio, ma un’opportunità per riflettere su come vogliamo che siano gestiti i nostri interessi e su chi merita davvero di rappresentarci.

Oggi quell’opportunità si è presentata di nuovo. Sta a noi non sprecarla..

Scusate… ma se Giorgia Meloni rappresenta la Destra, io allora chi sono???

“Fratelli d’Italia… l’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa… dov’è la Meloni, che porge la chioma, che schiava di Roma… Iddio la creò!!!”.
Si è recuperata la fiamma tricolore, tolta la scritta “Alleanza Nazionale”, incluso il nome della sua leader (Giorgia Meloni), ecco definito il logo del partito Fratelli d’Italia!!!
Ho parlato con alcuni miei amici romani, da sempre legati alla destra, sin da giovani… da quando percorrevano quella gavetta del “MSI” che iniziava con il “Fronte della Gioventù” e successivamente, man mano che si cresceva, continuava con il Fuan (la struttura universitaria), per iniziare finalmente a ricoprire i primi incarichi direttivi…
Sono individui cresciuto con quella ideologia… i nonni “camicie nere” profondamente legati al Duce ed i  genitori capaci con “Fiuggi”di rompere con quel passato e con quel legame fascista… 
E loro quindi… terza generazione, se pur nelle ossa di destra… sono cresciuti con una nuova ideologia, quella di essere in un qualche modo anche antifascisti… lontani da quel concetto di estremismo, che ormai negli anni 90′ e 2000 non aveva più motivo d’esistere, ma con un nuovo concetto di destra moderato che dalla Fiamma tricolore era giunto ad essere il nuovo centro-destra, con quel nome di Alleanza Nazionale…
Ed è lì che fa la sua prima apparizione la Giorgia Meloni… il segretario nazionale di Azione Giovani (la struttura giovanile di An) fino a diventare vice presidente della Camera dei Deputati…
Da li si comprende come quella sua crescita, manca di quell’autentico Dna della vera Destra… il suo è un semplice surrogato di quell’organizzazione d’Avanguardia fascista, che raccoglieva i giovani del partito… e che oggi conserva soltanto alcuni simboli di quel passato, ma solo perché servono a portare acqua al proprio multino,  voti di destra (ed anche di estrema destra…) che si sa oggi essere in mano a quei partiti come Forza Nuova e/o Casa Pound… 
In quella sua svolta di modernità, tenta quindi di raccogliere quanti più consensi e non si ferma ai soli elettori di destra… ma cerca consensi anche al centro, nella lega, in tutti coloro che oggi sono amareggiati dalla politica e si rivolge a coloro che si sentono delusi dai partiti e per protesta si sono indirizzati in questi anni verso il M5Stelle…
Per Lei… vanno bene tutti, dal centro alla destra… tutti, anche quelli fortemente a destra possono votare Fratelli d’Italia!!!
ed ancora… cari elettori di centro-destra, non volete votare per Berlusconi… nessun problema ci siamo noi, ex fascisti non trovate la vostra vera collocazione… “camerati e patrioti” ci siamo qui noi…; non avete più fiducia nella politica e nelle sue istituzioni, allora siete nel posto giusto, credete che il centrosinistra di Renzi non vi rappresenta più, eccovi l’occasione per dare una svolta al vostro futuro e se infine siete leghisti e il vostro premier Matteo Salvini vi ha profondamente delusi, con noi la vostra patria padana è al sicuro… vedrete diventerà l’emblema di forza ed organizzazione di tutta la nostra nazione…
E dire che c’è stato un tempo in cui questa leader di destra, intervistata sul fascismo o su Mussolini, rispondeva così: “So poco o niente. Ho un rapporto sereno con il fascismo. Lo considero un passaggio della nostra storia nazionale… Mussolini??? Ha fatto diversi errori, le leggi razziali, l´ingresso in guerra, e comunque il suo era un sistema autoritario. Storicamente ha anche prodotto tanto, ma questo non lo salva…. in quanto semplicemente non va bene… ci sono principi che valgono di più: La libertà , i diritti civili valgono di più della bonifica delle paludi pontine, tanto per intenderci“!!!
Ed allora mi chiedo… cosa hanno a che fare, i movimenti di destra o ancor più quelli nazionalisti di estrema destra con essa o con quel suo movimento… NULLA!!!
Già non vi è nulla di quel partito di destra lungamente guidato da Giorgio Almirante… non vi è nulla di quel partito nato da una scissione dall’allora Pdl… non vi è nulla di quella fiamma tricolore che fu il simbolo del Movimento sociale italiano, non vi è nulla di quel fallimento che fu Alleanza Nazionale di Gianfranco Fini. 
Giorgia Meloni mi da l’impressione di un barman inesperto, che ha voluto preparare un coktail dai colori sgargianti ma dal sapore sgradevole, dove è stato inserito di tutto, dal richiamo al passato, a quel ritorno alla tradizione… che però non fa intravvedere alcun futuro, in particolare se il suo attuale socio di coalizione… prende il nome di Silvio Berlusconi!!!
Di Lei… Gianfranco Fini a Radio Cusano Campus si era espresso così: “La Meloni è una ragazzina che si è montata la testa” a cui ovviamente la Meloni aveva replicato “vuole trascinare nel baratro insieme a loro tutto quello che è sopravvissuto della destra italiana”.

Ed ancora lo stesso Fini avvertendo la Meloni disse: “Si ricordi in ragione di quali scelte è arrivata a fare il ministro? Al di là dell’ingratitudine, la Meloni poteva allargare i confini della destra e invece coltiva l’orticello di Fdi. Ha litigato con Alemanno, detesta Storace: se ha bisogno dello spauracchio del vecchio nemico faccia pure, ma è ridicola”. Quanto al passo indietro della Meloni sulla candidatura, “è stata molto responsabile quando ha detto che affrontare la campagna elettorale al settimo mese di gravidanza non era il massimo”. Poi la bordata conclusiva: “Se non fosse stata in quella condizione e si fosse candidata, avrei letto il programma prima di dire se l’avrei votata o no”!!!

Ed ancora… “È impazzita la maionese. I tre cuochi non riescono più a portare in tavola un piatto decente…. Salvini, Berlusconi e Meloni però tornano a sedersi ad Arcore per decidere, senza capire che i tempi sono cambiati. Sempre di più si ricorre a conigli tirati fuori dal cilindro”. 

Ed infine l’ingresso in FdI della Daniela Santanché: “Sono tornata a casa, nella mia famiglia, dove Fini non mi ha permesso di stare, lui che ha distrutto un sogno. Devo dire grazie a Giorgia che ha ricostruito questa casa e mi ha permesso di tornare dove sono nata. Sono emozionata e metterò la mia passione per aiutare Giorgia, non voglio – ha concluso – togliere spazio a nessuno e non chiedo nulla”. 

Certo che se la destra è questa… io non so più chi sono… 

Forse… Benito Mussolini??? 

Dopo il giorno, ecco "la notte dai lunghi coltelli"…

Ed allora, riprendo da quanto avevo anticipato nella prima parte…

Un passaggio importante che il popolo dei leghisti aspettava da tempo – va ricordato sempre che Matteo Salvini, prima di qualunque veste istituzionale è il Segretario Federale Nazionale della “Lega Nord” –  è l’elezione dell’autonomia finanziaria di due sue regioni: il Veneto ottiene il massimo dei consensi con oltre il 65% di elettorato, mentre i cittadini della Lombardia, se pur con un risultato leggermente inferiore, hanno primeggiato scegliendo anch’essi per quella regione… l’autonomia.
Da quanto sopra, sia Roberto Maroni (Presidente protempore della Lombardia), che Luca Zaia (Presidente protempore del Veneto), hanno iniziato a portare avanti le istanze di quelle proprie regioni… 
Va inoltre evidenziato, che le popolazioni di quelle regioni, hanno superato quel concetto iniziale espresso di “secessione”, già… non ne parla più di “Padania” indipendente, ma anzi, si guarda favorevolmente a ottenere per se l’autonomia…
L’indomani quindi di quel referendum, tutti i leghisti si ritrovarono felici, ma stranamente l’alleato storico di Salvini e cioè la Sig.ra Giorgia Meloni, dichiarò di essere sfavorevole a quella autonomia, in quanto non si poteva creare un precedente, a modello “Catalogna”…
Inoltre, essendo Lei rappresentante di un partito nazionalista, non poteva certamente assecondare le scelte di quel suo alleato e quindi decide di andargli contro…
E dire che proprio il segretario Salvini a suo tempo, aveva raccolto quasi agonizzante quel partitino dell’amica, costola del partito del cavaliere, posta lì esclusivamente per raccogliere i consensi che non si riconoscono in Forza Italia…
Peraltro il partito della Meloni, ha lo scopo di convogliare al suo interno tutto quel malcontento di destra… i quali s’illudono di trovare in quel partito, le ideologie un tempo della destra sociale, di quella fiamma tricolore prima… e del M.S.I. poi… ma non è così!!!
A dimostrazione di quanto appena riportato, vi è la notizia che la fedelissima del Cavaliere, Daniela Santanché, storicamente legata a Forza Italia e ancor più al Presidente Berlusconi, (non ne ha fatto mai mistero, basti vedere tutte le sue interviste dove ha sempre dichiarato “ io posso anche non condividere alcune scelte di Berluscconi, ma egli rimane sempre il mio Presidente), e d’altronde, nelle manifestazioni leghiste in cui viene  invitata, non rinnega mai il presidente e neppure quel suo partito – Forza Italia.
Improvvisamente però, Daniela Santanché, quasi fosse un giocatore di calcio, viene ceduta in questo mercato invernale al partito della Meloni…
Basti osservare le interviste di questi giorni, dove nei sottotitoli vi è riportata la nota “Fratelli d’Italia”… quindi possiamo dire che la sua figura, suggella l’accordo tra Berlusconi e la Meloni… 
Riprendendo… la Meloni attacca Salvini sull’autonomia, e già qui… il caro Matteo (che nel corso della sua vita avrà letto pochi libri di storia… ), avrebbe dovuto comprendere che qualcosa in quel rapporto non andava…
Ma proviamo a fare ancora un passo indietro… 
Vi ricorderete tutti che nel mese di Agosto dello scorso anno vi fu il terremoto ad Amatrice!!!
Ecco in quella circostanza, un soggetto più di altri, ha confluito su di se, una grande presenza mediatica, mi riferisco al Sindaco Sergio Pirozzi; un uomo che ha meravigliato tutti, per la sobrietà delle sue parole, per l’abnegazione che ha avuto per il proprio Comune e per i modi di fare certamente energici, in particolare proprio contro il rilento degli aiuti governativi, giunti forse con troppo ritardo…
Questa circostanza, non è passata inosservata, in quanto strideva con quello che era stato l’atteggiamento del governo e le dichiarazioni propagandistiche manifestate, che celavano la propria inadeguatezza a quella emergenza, basti vedere quanto compiuto per ultimo in questi giorni, con le casette consegnate in quelle condizioni penose…
Abbiamo quindi potuto apprezzare quel sindaco durante i dibattiti tv, arrabbiarsi perché -come si è visto fino a poche ore fa- la terra in quel luogo sta ancora tremando… e quindi, non si fa in tempo a lenire i danni materiali e soprattutto, non si riesce a dare un po’ di serenità a quelle popolazioni (sommerse in questo periodo anche dalla neve), che ci si ritrova immediatamente con un nuovo problema…
Vi starete chiedendo, ma perché mi sto soffermando su quel sindaco… semplice, perché proprio in un convegno di quest’estate, la Segretaria Meloni lo aveva invitato e adulato per tutto il tempo, sicuramente per quella notorietà che la sua immagine stava trasmettendo a tutti i cittadini…
Lo stesso Salvini, andò a trovarlo in quelle aree depresse… ma c’è soprattutto un motivo sottile che lega Amatrice (in provincia di Rieti) con la regione Lazio!!!
Da anni, questa cittadina ed il suo comprensorio, rappresentano un’importante location per molti laziali, in particolare per quelli romani, che sono di origine di quei luoghi oppure ci villeggiano in maniera assidua, tanto che molti di loro, possiedono un’abitazione…
Ed allora questo sindaco diventa l’emblema della lotta al governo, l’uomo onesto e perbene necessario per la lotta all’illegalità, contro la corruzione e il clientelismo, un uomo vero che sa lottare per la sua gente…
Ecco quindi che il Sindaco Pizzotti diviene la persona giusta da sostenere e proprio Salvini e la Meloni, lo indicano quale futuro Presidente della regione Lazio!!!
Tutto ciò… allora, mentre oggi di contro succede tutt’altro…
Già sono passati solo pochi mesi, ma nel frattempo Berlusconi ha vinto le Elezioni in Sicilia… (ovviamente, dopo aver stipulato quel patto d’acciaio con i due suoi delfini di centrodestra). 
Ed allora… gasato di quella vittoria, mette in trappola Salvini, facendogli ostentare tutta quella propria forza, facendolo uscire allo scoperto per poter dichiarare che a breve farà firmare a Berlusconi il contratto con gli italiani, affinché egli diventi premier e rappresentante della coalizione di centrodestra…
Ma dopo aver espresso quanto sopra ed avendo visto come sono andate le elezioni nell’isola, si ritrae, diventa timoroso, pensa di non aver più i numeri e depone le armi, ma prima si lancia in una dichiarazione pesante… dice che non accetterà mai, una eventuale quarta gamba “libertas democristian”, quelli con la croce sullo scudo (chissà perché… ma quella uncinata mi fa meno paura di questa…), si lo so…  avremmo preferito non vederli più quei soggetti!!!
Il segretario della Lega quindi s’inchina alle decisioni del cavaliere e accetta quello scudo crociato… ma la cosa strana e che nel momento in cui egli consolida (se pur prevedo… con molta sofferenza) quella alleanza, accade qualcosa di strano…
Il Governatore uscente della lombardia, Roberto Maroni, annuncia di non volersi più ricandidare per quell’incarico: questo ovviamente gela tutte le aspettative di Salvini per fare il premier, ed anche di poter avere su di se, quella necessaria investitura a livello nazionale…
In un colpo solo viene a disperdersi quella certezza che era rappresentata per l’appunto dalla regione Lombardia, già non ci sarebbero stati contendenti da poter opporre all’esponente della Lega… invece ora, si ritrova a dover affrontare un’ulteriore problema, che certamente non era stato  messo in conto…
Presenta quindi Attilio Fontana… conosciuto da pochissimi ed abbiamo visto già stasera come si sia tagliato fuori da solo, un regalo sicuramente inaspettato per Berlusconi, che a breve vedrete chiederà di presentare al suo posto Mariastella Gelmini: una personalità conosciuta, con un forte seguito e che al partito fa affluire tantissimi voti…  
Ora se Matteo Salvini vorrà insistere per avere la Lombardia… dovrà purtroppo pagare pegno: in primiss il Friuli, dove Matteo pensava di mettere uno dei suoi uomini migliori, quel Massimigliano Fedigra, capogruppo alla Camera della Lega Nord, persona certamente preparata, ma che ora non potrà presentarsi quale governatore di quella sua regione e dove si sa…  la Debora Serrachiani la fa da padrona…
A cui va aggiunta la Meloni che proprio in questi giorni ha annunciato di avere un nome importante per quella poltrona… come potete vedere, i colpi di lama, sono uno dietro l’altro…
Si tratta di giocare una partita a scacchi con tre giocatori e tre regioni, legata a doppio filo anche su quanto accadrà nel Lazio.
Ed allora passiamo al Lazio… ora che Salvini ha ottenuto (forse) dall’alleato Berlusconi la Lombardia, dovrà quantomeno lasciare il Lazio…
Quindi Pirozzi di fatto viene messo di lato (anche se molto probabilmente, proverà a presentarsi per quell’incarico da solo…) in quanto il segretario leghista non potrà più sostenerlo… diciamo che come Ponzio Pilato, se ne lavato le mani…
Berlusconi allora pensa di piazzarci un proprio uomo e chi meglio del fidato Maurizio Gasparri… ma quando sembra che la decisione è fatta, si alza la Meloni e udite… udite, ecco a voi, l’attuale Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Fabio Rampelli!!!    
Morale della favola… oggi Salvini si trova totalmente distrutto dal suo alleato Berlusconi, rappresentato su un articolo di un blog internazionale (di cui a giorni vi parlerò…) come una “mina vagante“, caricato per distruggere per l’appunto quel suo alleato di governo… 
Quanto compiuto sopra è necessario per limitare i consensi di quel segretario leghista, dato secondo l’Istituto Piepoli al 33% di gradimento a livello nazionale, sì perché anche al Sud, dove non ha raccolto molto, gode nell’immaginario collettivo, di una forte presa sociale!!!   
E’ quindi come si è visto, egli fino a qualche mesa fa… valeva!!!
Matteo Salvini che parte avvantaggiato, che rappresenta la vera alternativa per unire il centrodestra, cosa fa, ingenuamente… (non voglio credere diversamente), si rende impopolare al suo stesso elettorato, molti di loro lo odiano perché sono stati da egli declassati e soprattutto quello zoccolo duro… ha già costituito un altro partito… che si chiama “Grande Nord”, quindi sta perdendo quel suo elettorato, sta perdendo i suoi migliori uomini istituzionali, che dietro le quinte lo definiscono un piccolo “Stalin”…  
Ovviamente… non vi aspettate che queste notizie usciranno mai nei quotidiani o nel web, quel partito d’altronde sa lavare bene al suo interno quei suoi panni sporchi… 
Caro Salvini… una sola cosa dovevi fare: riprendere le idee del tuo mentore Gianfranco Miglio e creare una Lega dei popoli
Tre grossi blocchi rappresentati dal Nord, Centro e Sud con relative isole, a cui facevano riferimento le sue regioni, con le proprie identità, le quali, al momento opportuno, ad esempio per le elezioni nazionali… si sarebbero riunite in u unico blocco…
Invece, per voler inseguire il nazionalismo d’altri, si è ritrovato ad essere la stampella di quel centrodestra… senza contare più nulla!!!
Eppure una soluzione ancora c’è… se vuole diventare il prossimo Premier di questo paese (sempre nel caso in cui dovesse vincere la sua coalizione di centrodestra…)!!! 
Mi prometto di farle pervenire tramite un suo amico fidato, la soluzione ai suoi attuali problemi: se metterà in pratica ciascuno di quei punti, accadrà quanto Le ho appena riportato sopra, altrimenti,  tra qualche anno (ma forse anche prima…), scomparirà definitivamente dalla scena politica, così come il suo predecessore…

Nulla di nuovo sul fronte Italiano…

Sono rimasto volontariamente in silenzio in questo periodo, poiché desideravo staccare come si dice ” la spina ” e vedere se trascorso quasi un mese, avrei assistito a qualcosa di diverso e di nuovo!!!

Nulla, già nulla di nuovo sul fronte Italiano…
Infatti, mentre nel mondo a noi vicino, c’è un tumultuoso fermento di popoli che si ritrovano uniti  sotto le grida di libertà, uguaglianza, legalità…
Qui da noi invece, tutto prosegue in maniera narcotica… è come se l’aria fosse stata invasa da qualche sostanza che contenga chissà qualche sedativo…
E’ la condizione che preferiscono, già quella soporifera!!!

Ci raccontano le solite storielle, che l’Italia sta reagendo, che non bisogna essere pessimisti, che la produzione sta riprendendo e la disoccupazione sta scendendo, che l’Europa ci ha elemosinato quei finanziamenti necessari per farci sopravvivere e poi accendendo la Tv cosa vedo…, ancora Brunetta che con quelle dichiarazioni si eleva a ” Salvatore della Patria “, la Santanchè che si erge a nuova paladina del Cavaliere, il Prof. Monti che manifesta i sintomi della vecchiaia e comincia a dare i primi segni di nervosismo ed il suo fido partner Casini, che tenta  di ricucire i rapporti e gli accordi, come se avesse chissà quale ampio potere da barattare, detenendo oggi un  ridicolo 3,5% a livello nazionale, posseduto grazie a quei voti ricevuti da color che hanno traghettato… dimenticando di aver beneficiato e convissuto, in quei partiti che si spacciavano proprio essere i due maggiori autonomisti siciliani.

La sinistra copiando quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio,  Letta, con il suo “Governo del fare…”, ecco che si presenta con il nuovo programma ” Fare il Pd “!!!

Ora se uno pensa di rifare il Pd, non dovrebbe però rivedere ed ascoltare ancora gente come la Bindi, Finocchiaro, Bersani, Franceschini e D’Alema e per ultimo aggiungerei anche Epifani…, ovviamente tutti contro tutti ma soprattutto contro Renzi!!!
Ovviamente le elezioni sono già in preparazione e le vicende giudiziarie del Cav. stanno condizionando fortemente la prossima campagna elettorale, tutti cercano di trovare una collocazione ed anche Renzi prima di decidere quale scelta condividere si muove leggero sulle punte… ed infine Beppe Grillo che con il suo movimento 5Stelle, sta cercando di capire quale strategia adottare per non ricadere negli errori finora commessi…

Tutti quindi in attesa ed anche i cittadini sono in attesa…

Si, perché sono in molti già ad essersi messi in fila come sempre, dietro le solite porte di quelle cosiddette segreterie politiche, per poter ossequiare, onorare e chissà anche venerare, quel loro da sempre “amico” politico, che da una vita si è adoperato con passione a risolvere i loro problemi, dove ha cercato di fare sempre i loro interessi personali e quando non vi è riuscito purtroppo non è non è dipeso dalle proprie volontà… ma da quelle altrui.
Ma poi, bisogna premiare l’impegno perché ciò che fa… è fatto sempre senza interesse!!!

Infatti, cosa sarà mai se chiederà Voi di barattare quel semplice voto, quando alla fine con quell’appoggio ci si consacra alla causa e soprattutto ci s’impegna per una una futura e concreta amicizia???

Sì, in questo mese non mi sono perso niente!!!