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Crans-Montana? Ci meravigliamo per la Svizzera, ma da noi neppure le denunce muovono nulla.


Buongiorno…

mi ritrovo – dopo aver parlato stamani al telefono con mio cugino, trasferitosi da tanti anni in Svizzera – con un nodo allo stomaco, sì… come spesso accade quando il mondo lì fuori sbatte una tragedia sotto i nostri occhi e noi, qui, ci commuoviamo, ma solo per un istante, per poi tornare a girare la testa dall’altra parte.

È successo con l’incidente di Crans-Montana, in Svizzera; quaranta anime spezzate dal fuoco in una discoteca, sei di loro erano nostri giovani. Il nostro Paese, nella sua rituale compostezza, ha espresso cordoglio, aperto un’indagine, promesso dibattiti sul rafforzamento dei controlli, su normative più severe per prevenire simili tragedie.

E così, mentre ascolto quelle parole, solite, doverose, mi chiedo: a cosa servono, se poi tutto rimane uguale? Se servono solo a tranquillizzare le coscienze per un giorno, per poi lasciare che il silenzio e l’oblio ricoprano ogni promessa?

Perché il punto è proprio questo: ci indigniamo per le disgrazie che accadono oltreconfine, ci meravigliamo della cattiva sorte o della negligenza altrui, mentre qui, nelle nostre città, sotto i nostri occhi, covano gli stessi identici incendi, le stesse tragedie solo potenziali, in attesa del loro momento. E lo so, forse stancherò qualcuno con la mia insistenza, ma permettetemi di parlare chiaro, di portare alla luce ciò che è stato sepolto sotto montagne di carte, indifferenza e soprattutto “comodo” silenzio.

Ci sono azioni, documentate, consegnate in mani che avrebbero dovuto essere quelle della salvaguardia, mi riferisco a esposti ufficiali presentati (anche da alcuni amici condomini), depositati presso il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina e alla Direzione Regionale di Palermo, a cui – proprio a seguito di quelle segnalazioni – i loro responsabili sono celermente intervenuti, sì… per ispezionare, costatare, fotografare, etc…

Parliamo di ufficiali, militari, funzionari, ingegneri, tutti hanno percorso quei luoghi, hanno annuito di fronte a quelle criticità evidenti e soprattutto gravi e poi… se ne sono andati. Negli anni? Nulla è cambiato! Non un adeguamento, non un intervento sostanziale, non un frutto concreto di quelle preoccupazioni messe nero su bianco, già… solo il deserto dopo la visita…

Ma la cosa assurda e che questo complesso immobiliare – notevole per dimensioni – è oggi sotto amministrazione giudiziaria. Già… il Tribunale di Messina ha nominato un nuovo amministratore, eppure, nessuna azione è stata ancora intrapresa per scongiurare i rischi a cui – in particolare nei giorni estivi – sono esposte migliaia di persone.

E vi dico di più: i pericoli denunciati ai Vigili del Fuoco sono solo la punta dell’iceberg. Le stesse criticità – insieme ad altre, ben più gravi – sono state portate all’attenzione della Procura della Repubblica di Messina. Quelle indagini hanno condotto, finora in primo grado, alla condanna dell’amministratore precedente. Una condanna che però non si è ancora tradotta in sicurezza, né in azioni concrete che evidenzino, in modo chiaro e definitivo, tutti gli abusi messi in atto in questi lunghi anni. Viceversa, tutto è rimasto lì, sospeso: un’eco in un corridoio vuoto.

Mi perdonerete questa riflessione amara, ma sento il bisogno di manifestare tutta la mia preoccupazione, la mia rabbia impotente, per la messa in sicurezza di quel posto, e di tanti, sì… troppi altri.

“Nicola… per fortuna (dicono in molti che mi conoscono…), non sei un pubblico ufficiale incaricato di controllare”. Ma d’altronde, in trentacinque anni di lavoro, funzioni di controllo ne ho svolte tante in particolare sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, oltre che per qualità e ambiente: so bene… cosa si dovrebbe vedere, ma soprattutto so cosa si dovrebbe fare!

Già… vi assicuro che basterebbe una mia semplice passeggiata in quei luoghi, in tutti quei condomini di villeggiatura – ma potrei allargare lo sguardo anche alle città – per trovare, le stesse gravissime criticità.

Manca in molte il rispetto delle norme antincendio, dei piani di emergenza, delle vie di fuga, situazioni che, se fossi io a dover applicare la legge in modo rigoroso, mi obbligherebbero a porre i sigilli, a fermare tutto.

Ma da noi si sa, tutto è svolto così… alla buona. Nessuno denuncia, per quieto vivere, per paura di ritorsioni, per non essere il rompiscatole di turno. Nessuno interviene, perché intervenire costa fatica, denaro, significa soprattutto assumersi responsabilità.

Ecco perché nessuno controlla davvero, perché controllare significa spesso scoprire un vaso di Pandora di colpe condivise, di omissioni a catena. E quelli che dovrebbero essere i guardiani, quelli che dovrebbero controllare, far emergere i problemi, preferiscono spesso farsela alla larga.

Sì, proprio così, per non avere conseguenze personali, per non inimicarsi chi potrebbe creare loro problemi professionali, per non mettere in gioco una carriera costruita con fatica su un terreno fatto di compromessi.

Così si gira la testa, così si piega il sistema, fino a farlo diventare complice di se stesso, corrotto e clientelare. E persone come il sottoscritto restano soli, in questa lotta contro mulini a vento che però sono fatti di cemento e di pericolo reale.

Già… si resta soli con la consapevolezza che, dietro le chiacchiere di circostanza dopo una tragedia lontana, qui, nel nostro cortile, la miccia continua a bruciare lentamente, in attesa che qualcuno decida finalmente di spegnerla, o che scoppi l’inevitabile.

Ma quando ciò accadrà, statene certi, il sottoscritto si presenterà nuovamente a Messina, sì… tornerò!

Mi recherò dinnanzi al Procuratore incaricato di quelle indagini, e allora, tutte le denunce, gli esposti, le Pec, le mail, tutto quanto presentato – anche se dovessi trovare il Tribunale stesso circondato dall’acqua – tutto verrà nuovamente a galla e i responsabili pagheranno! 

Perché io ci sarò. Sarò lì presente, a fare da testimone ostinato contro chi, invece di compiere con correttezza il proprio incarico, ha scelto di voltarsi. E mi si creda oggi sulla parola: difficilmente, allora, quei soggetti indolenti, riusciranno a godersi quella… sì, quella tanta desiderata pensione!

Ho come la sensazione che le eruzioni del nostro vulcano Etna, vengano solitamente anticipate da oggetti non identificati (UFO)!!!

E’ la seconda volta che mi accade di assistere a un evento cui non so dare spiegazione…

Alcuni anni fa, durante una delle tante fasi parossistiche che il nostro vulcano ci regala sempre in maniera spettacolare, ho visto – mentre osservavo con un binocolo il cono vulcanico – un oggetto che si muoveva velocemente e che rifletteva nel cielo un colore argenteo…

Ho provato a seguirlo ma era troppo celere nei suoi movimenti e difatti ho avuto parecchie difficoltà a metter a fuoco l’immagine e d’altronde non potevo fare altrimenti in quanto mi era impossibile scorgere quell’oggetto a occhio nudo…

L’ho potuto nuovamente intravvedere tra quelle emissione di ceneri e l’altissima fontana di lava che proprio in quel momento si stava alzando dal cratere, dopodiché improvvisamente è sparito!!!

Era certamente qualcosa di strano, come fosse qualcosa di artificiale, un mezzo aereo che evidenziava non subire alcuna pericolosa influenza nello star adiacente a quell’eruzione…

Ho ricordato in quegli istanti di aver visto alcuni video su “youtube” (vedasi ad esempioil link: https://www.youtube.com/watch?v=zgeFs8JUf9w nel quale si parla anche del ns. vulcano Etna…) dove in più di un’occasione sono stati osservati casi analoghi, già… con la presenza di oggetti non identificati in prossimità di vulcani prima delle eruzioni e/o in situazioni in cui il fenomeno parossistico era iniziato…

Ed ora per l’ennesima volta scopro che un oggetto si muove alle pendici del nostro vulcano (mi riferisco al 2 agosto intorno le 16.30) in maniera inconsueta, viaggiando da destra a sinistra e viceversa, in modo celere ed eccentrico, già… un movimento anomalo rispetto alle abituali traiettorie conosciute dai tradizionali veicoli aerei, ma soprattutto era la sua velocità a sorprendere… estremamente rapida!!!

Difatti, mi sono accorto di quell’oggetto solo perché la sua immagine mi è stata riflessa ed è la ragione per cui ho fermato l’auto provando a comprendere cosa fosse quell’oggetto così sconcertante e a cui non sapevo dare una spiegazione… 

Tra l’altro vorrei aggiungere come proprio in questi giorni non vi fosse stata alcuna attività stromboliana degna di nota…

Certamente sapevo che l’Etna non avesse sospeso la sua attività ma che si era limitata, sì… a differenza di quanto stesse accadendo per l’altro vulcano posto nell’isola di Stroboli; difatti, il sottoscritto, insieme a molti miei conterranei, era stato costretto a dover raccogliere in questi giorni la cenere caduta e posso certamente affermare che il livello di eruzione era molto diminuito…

Quindi nell’osservare quell’oggetto mi sono subito detto (ripensando anche ai video di cui parlavo sopra): Nicola vedrai… qualcosa sta per accadere; a breve il vulcano darà inizio a una nuova e vigorosa eruzione, creando  disagi a tutti, non solo a noi cittadini, ma anche ai turisti che vedranno sospendersi molti voli in patenza o in arrivo dall’Aeroporto di Fontanarossa!!!

E difatti – come avevo previsto – l’indomani mattina alle ore 3.00, l’Etna ha iniziato a dare il meglio di se, già… con una attività esplosiva importante che faceva tremare i vetri delle finestre, ma non solo, presentava un cono di fumo nero altissimo che si levava in alto nel cielo…

Ah… dimenticavo di dirvi che questa volta, a differenza della precedente, sono riuscito a fare una foto per immortalare quell’oggetto, purtroppo non è perfetta in quanto ero distante, ma se provate a scaricare l’immagine e provate ad ingrandirla vedrete sul lato destro quell’oggetto che brillava in un paesaggio totalmente sereno…

Si vede bene, ma non chiedetemi cosa fosse…

Mi farebbe piacere sapere se anche altri abbiano visto quel giorno quell’oggetto e soprattutto se siano riusciti a fotografarlo con strumenti più accurati; in tal caso potrete, se lo desiderate, inviare le foto al sottoscritto a mezzo mail per vederle quindi pubblicate in questo blog…

   

Sig. Costanzo grazie. Lei è riuscito inverosibilmente a compiere in pochi giorni un miracolo!

Sig. Costanzo buonasera, 

scrivo perchè debbo ringraziarla per l’intervento compiuto che inverosibilmente, sa di miracolo.

Mi chiamo “………………………..”, ho “……” anni e sono residente a Castel di Judica.

Per lavoro mi reco ogni mattina a Catania, attraversando la strada di Franchetto, la stessa di cui lei in questi giorni ha scritto.

Deve sapere che sono anni che percorro quel tratto con non poche difficoltà, non tanto per i rischi evidenti che quelle condizioni avverse provocano, ma per tutti i pericoli nascosti che proprio in alcune condizioni, ad esempio nelle giornate di pioggia, si venivano a determinare, in quanto le buche stradali, esssendo riempite d’acqua, non consentivano di intuire come affrontare quella strada e quindi procedevo affidandomi alla memoria.

Quando ho ricevuto da un’amica su “whatsapp” il link del suo post, ho pensato che quanto riportato fosse corretto e soprattutto che le sue parole esprimevano perfettamente il disagio di molti di noi.

Ma come avviene spesso in questi casi, non accade mai nulla e tutto resta com’è, chissà per affinità potrei aggiungere, come “una goccia d’acqua al gattopardismo”.

Ed invece in questo caso debbo affermare il contrario, perchè in pochi giorni da quando è stato redatto il suo post,  improvvisamente è avvenuto un miracolo. tanto che quella strada – di cui le allego foto – è stata in queste ore sistemata.

Vero che non è ancora perfetta, ma quantomeno la si può attraversare con poche probabilità di subire un qualche inconveniente non solo meccanico, ma anche personale. 

Quindi nel ringraziarla di cuore per l’appassionato intervento divulgato nel suo Blog, mi riprometto però di prendere esempio da lei affinchè (è questa la lezione ricevuta) ogni qualvoltà le circostanze lo richiedano, proverò a dare sin da subito il mio personale contributo, senza dover attendere che siano altri a farlo.      

Cordialmente “……….”. 

P.s.: dopo aver letto in questi giorni altri suoi post, le confido di esser diventata una sua affezionata lettrice.   

Casteldaccia: Quanti sono i reali colpevoli di quella tragedia???

Ascoltavo stasera il Tg sulla conferenza stampa del proprietario della villetta di Casteldaccia, per ribadire che Egli non ha responsabilità sulle vittime strappate via dal fiume Milicia…
Se avessi saputo quello che sarebbe successo, mai avrei dato le chiavi a Giuseppe (l’uomo che ha perso tutta la sua famiglia…), mai, mai, mai”, è con questo dolore che prova a difendersi… 
Certo ora è facile colpevolizzarlo, già… sono tutti lì in fila a condannarlo, sono in molti a voler tirare quella pietra, ma senza esimerlo per aver realizzato quella costruzione abusiva, mi sono chiesto:  “ma dov’erano tutti gli altri colpevoli”???
E sì… poiché in questa tragedia, sono in molti a dover rispondere e non soltanto quel proprietario, certamente il primo responsabile di quell’abusivismo, ma ripeto, non il solo…
Dice bene quando dichiara: “se avessi saputo“…
Già se avesse saputo… ma chi avrebbe dovuto dirgli che in quei luoghi era meglio non costruire???
Chi avrebbe dovuto avvisarlo dei rischi che quella individuata ubicazione presentava???
Sicuramente ci sarebbe potuto arrivare da se… non vi è dubbio, ma se per ipotesi quell’individuo non fosse stato realmente capace di comprendere a quali pericoli stava ponendo se stesso, la propria famiglia ed oggi ahimè quegli sfortunati inquilini???
Dov’erano tutti gli altri??? Già dov’erano tutti coloro che avrebbero dovuto dissuaderlo dal realizzare quella costruzione abusiva o certamente ne avrebbero dovuto impedire la costruzione???  
Si… ditemi dov’erano???
Chi…??? Ma come chi??? Minc… anche voi fate finta di non comprendere…
Ed allora iniziamo…
Innanzitutto, saranno stati coinvolti alcuni miei colleghi…
Qualcuno di loro avrà realizzato un progetto o anche semplicemente una bozza, niente di definitivo, ma certamente quel proprietario avrà avuto bisogno di comprendere in quali modi realizzare quella villetta e quindi si sarà rivolto ad un amico ing., architetto o anche a un semplice geometra…   
Certo, qualcuno ora potrebbe obiettare: “questo nel caso in cui avesse voluto presentare il progetto per le necessarie autorizzazioni o per sanare successivamente quanto costruito abusivamente…
Ma si… ammettiamo quindi che nessuno di loro è stato ufficialmente o ufficiosamente coinvolto, ma quanto sopra, resta sempre una circostanza alquanto difficile da credere…
Quindi se non vi è un progetto, nessuno all’interno di quegli uffici pubblici era a conoscenza di quella realizzazione: sì ipotizziamo che quano sopra sia corretto…
Ma il proprietario, com’è logico che sia, avrà pure chiamato un impresa a realizzare quell’opera ed anche in questo caso, l’affidataria di quei lavori, non si minimamente chiesta se vi fosse una regolare autorizzazione a costruire, ma come penso, avrà creduto sulla parola che fosse tutto in regola e ha iniziato i lavori e li ha portati a compimento…
Strano vero… che anche a questo “pseudo” imprenditore non sia venuto il dubbio che forse quel luogo, non fosse un luogo adatto per costruire una villetta…
I lavori iniziano e cominciano ad arrivare le forniture necessarie alla sua realizzazione, immagino ci sara stato un via vai di operai, di mezzi d’opera, autisti, ma nessuno tra loro ha avuto l’idea di parlare con quel proprietario, dissuaderlo quantomeno per fargli cambiare idea…
Vista come è andata, penso che nessuno abbia avuto questa ispirazione o forse più probabilmente, hanno preferito soffocarla!!!    
Continuando… ci sarà stato certamente qualcuno che passando da quelle parti, si sia accorto di quei lavori… parlo della gente comune, chissà qualche cacciatore, pescatore e perché no, forse anche qualche pubblico ufficiale, ma come sempre avviene in questa terra, nessuno ha avuto il coraggio di rappresentare a chi di dovere quanto visto…  
Sicuramente ciascuno di essi, avrebbe potuto rivolgersi a quel proprietario imprudente, per sconsigliarlo dal realizzare quella costruzione. 
NO!!! Nessuno a detto niente, come sempre da noi, ognuno si sono fatti i caz…. propri!!! 
Ah… finalmente la villetta sta per essere completata… 
Starete pensando che ho finito con quel lungo elenco di chi sapeva e non ha fatto niente??? 
No… tranquilli, mettetevi comodi, la lista ancora non si è conclusa!!!
E si… perché ora passiamo alle utenze: luce, acqua, gas…
Perché, credevate che quella struttura ne fosse sprovvista e che quei loro proprietari vivessero al loro interno come ai tempi del medioevo…???
No… qualcuno si è recato lì ed ha provveduto ad alimentare quella abitazione, senza richiedere le necessarie concessioni – ma come sempre avviene da noi – a nessuno di quei tecnici è venuto il dubbio che qualcosa non fosse in regola e ancora una volta, nessuno ha manifestato a quel proprietario i propri dubbi sulla posizione di quella struttura e che molto probabilmente quel luogo non fosse sicuro???
Nessuno a detto niente e alla fine, gli allacci sono stati realizzati!!!
Ah… finalmente abbiamo finito??? 
E no… ancora no, perché nel frattempo, in quel Comune fortemente “attento ed impegnato” nel gestire la cosa pubblica, ecco giungere (finalmente) la notizia che qualcuno ha realizzato (nel frattempo…) una costruzione abusiva all’interno di un fossato, già un ex corso d’acqua… 
Ecco quindi tutta una serie di soggetti che si uniscono a quanti sopra, affinché si attuino tutti quei necessari provvedimenti, e non sto parlando di quella “indiscutibile” demolizione, finita come sappiamo nelle aule giudiziarie…  
No… ciò che bisognava fare era immediatamente proibirne l’ingresso, proprio a quei suoi proprietari!!!
Un provvedimento fondamentale per salvaguardare la loro incolumità, dal momento che fino a quel momento o forse dovrei dire… fino ad oggi,  nessuno li aveva avvisati del pericolo che correvano…
“Mai, mai, mai… sì mai avrebbe dato quell’uomo le chiavi se solo qualcuno gli avesse semplicemente parlato, per fargli comprendere…”. 
Già, se tutti coloro che (a differenza sua…) sapevano, avessero semplicemente parlato, forse chissà tutto ciò, non sarebbe mai accaduto!!!

Siamo tutti in pericolo…

Desidero riprendere una intervista realizzata a  Pier Paolo Pasolini l’8 novembre del 1975…
Sono passati quasi quarant’anni, ma molto di ciò che è stato detto allora, trova oggi similitudine con quanto sta avvenendo nel nostro paese, in particolare nel rileggere quell’intervista, rivedo in lui questa mia “solitaria” lotta, la stessa, con la quale tento di portare avanti, scrivendo quei miei “liberi pensieri” contro un sistema colluso, fatto di poteri forti e da soggetti a cui non interessano certamente le sorti del nostro paese… quello stesso pensiero “magico” a cui lui credeva, quando ripeteva che “battendo sempre sullo stesso chiodo può persino crollare una casa”.
Il rifiuto è sempre stato un gesto essenziale, i pochi che hanno fatto la storia sono proprio quelli che hanno detto di no, mica i cortigiani o gli assistenti dei cardinali e dei politici…
Il potere è un sistema di educazione che ci divide in soggiogati e soggiogatori, ma bisogna stare attenti, perché è lo stesso sistema educativo che ci forma tutti, dalle cosiddette classi dirigenti, giù fino ai più poveri… 
Ecco quindi perché tutti vogliono le stesse cose e si comportano nello stesso modo, sembrano quelle marionette che fanno tanto ridere i bambini… perché hanno il corpo voltato da una parte e la testa dalla parte opposta? 
Ecco io vedo così la bella truppa di intellettuali, sociologi, esperti e giornalisti delle intenzioni più nobili, le cose succedono qui e la testa guarda purtroppo di là… quindi, smettete di parlarmi del mare, mentre siamo in montagna…
Rimettendo le cose in ordine… la prima tragedia è quell’educazione comune, obbligatoria, sbagliata che ci spinge tutti dentro l’arena dell’avere tutto a tutti i costi. 
Allora una prima divisione, classica, è “stare con i deboli”, in un certo senso tutti sono i deboli, perché tutti sono vittime e tutti sono i colpevoli, perché sono pronti al gioco del massacro, pur di avere. 
L’educazione ricevuta è stata: avere, possedere, distruggere.
Ed allora cosa resta???
A me resta tutto, cioè me stesso, essere vivo, essere al mondo, vedere, lavorare, capire…
Ci sono cento modi di raccontare le storie, di ascoltare le lingue, di riprodurre i dialetti, di fare il teatro dei burattini. 
Certo agli altri resta molto di più, possono tenermi testa, colti come me o ignoranti come me… 
Il mondo diventa grande, tutto diventa nostro e non dobbiamo usare né la Borsa, né il consiglio di amministrazione, né la spranga, per depredarci…. 
Nel mondo che molti di noi sognavano c’era il padrone turpe con il cilindro e i dollari che gli colavano dalle tasche e la vedova emaciata che chiedeva giustizia con i suoi pargoli… il bel mondo di Brecht, insomma…
Hai nostalgia di quel mondo?
No! Ho nostalgia della povera gente povera, quella che si batteva per abbattere quel padrone senza però diventare quel padrone…, poiché erano esclusi da tutto ma nessuno li aveva colonizzati… 
Io ho invece paura di questi che oggi fanno le rivolta, ma che sono uguali al padrone, altrettanti predoni, che vogliono tutto a qualunque costo!!! 
È come quando in una città piove e si sono ingorgati i tombini. l’acqua sale, è un’acqua innocente, acqua piovana, non ha né la furia del mare né la cattiveria delle correnti di un fiume. 
Però, per una ragione qualsiasi non scende… ma sale. 
È la stessa acqua piovana di tante poesie infantili e delle musichette del “cantando sotto la pioggia”, ma l’acqua sale e ti annega!!!
Se siamo a questo punto, dico, non perdiamo tutto il tempo a mettere etichette qui e là… vediamo dove si sgorga questa maledetta vasca, prima che restiamo tutti annegati!!!
Ed è per questo che tu allora vorresti tutti pastorelli senza scuola dell’obbligo, ignoranti e felici???
Detta così sarebbe una stupidaggine, ma la cosiddetta scuola dell’obbligo, fabbrica per forza, gladiatori disperati, la massa si fa più grande, come la disperazione, come la rabbia. 
S’intende che rimpiango la rivoluzione pura e diretta della gente oppressa che ha il solo scopo di farsi libera e padrona di se stessa. 
S’intende che, mi immagino che possa ancora venire un momento così nella storia italiana e in quella del mondo, ma state attenti perché l’inferno sta salendo da voi!!!
Ma non vi illudete…, voi che siete, la scuola, la televisione, la pacatezza dei vostri giornali, voi che siete i grandi conservatori di questo ordine orrendo basato sull’idea di possedere e sull’idea di distruggere… 
Io oggi ascolto i politici con le loro formulette, tutti i politici e divento pazzo… non sanno di che Paese stanno parlando, sono lontani come la Luna e i letterati, i sociologi o gli esperti di tutti i generi.
Non vorrei parlare più di me, forse ho detto fin troppo e forse sono io che sbaglio, ma comunque continuo a dire che siamo tutti in pericolo.
Come pensi di evitare il pericolo e il rischio?
Ho una cosa in mente per rispondere alla tua domanda, sai per me è più facile scrivere che parlare…, ti lascio le note…  per domani mattina…
Ma il giorno dopo, il corpo senza vita di Pier Paolo Pasolini era all’obitorio della Polizia di Roma

C’è una sua frase che da sempre ha contraddistinto la mia vita e che dice: io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati… grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…