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Il copione è sempre lo stesso. Ieri l’ho scritto, ed ora Barbagallo lo conferma – “Ragusa-Catania”, l’ennesimo atto.


In questi giorni ho scritto alcuni post sull’argomento, mettendo nero su bianco la sensazione di nausea che prende quando si osserva questo meccanismo: le grandi opere che diventano palcoscenico, i lavoratori lasciati a secco, le piccole imprese che attendono invano i pagamenti.

Ed ecco che, puntuale come la cronaca, è arrivata la scena successiva.

Anthony Barbagallo denuncia lo stallo sul “lotto 3” della Ragusa-Catania. Operai in sciopero. Stipendi non pagati da novembre. Un’opera strategica, già finanziata, appaltata, di nuovo ferma.

Come avevo scritto, quanto accade non è un caso, non si tratta di una disgrazia occasionale: questo rappresenta – ormai da anni – il sistema che produce esattamente il risultato per cui è stato progettato.

Barbagallo parla del “codice degli appalti voluto da Salvini” e dei “subappalti a catena”. Io, viceversa, osservo da anni il risultato finale di quelle catene: chi sta all’ultimo anello viene semplicemente staccato e lasciato cadere!

Nel mio precedente post parlavo di “General contractor” che si aggiudicano gli appalti, avviano i cantieri, e poi, alla prima difficoltà, dichiarano crisi o, peggio ancora, passano il testimone in un gioco di scatole cinesi, solitamente ad altre imprese che hanno già dimostrato di presentare gli stessi problemi.

Ecco perché Barbagallo oggi chiede che le imprese sostituite lo siano solo tramite nuovo bando pubblico.

Perché è esattamente questo il punto. Perché oggi, in Italia, si può perdere una gara, essere inefficienti, e rimanere comunque dentro al sistema. Si cambia ragione sociale, si affitta un ramo d’azienda, si lascia il cerino acceso in mano ai creditori e ci si ripresenta alla prossima asta.

E chi paga? I lavoratori, che da novembre vivono di ansia e non di stipendio; le imprese locali, che hanno fornito inerti, cls, bitume, e che ora rischiano di fallire per un credito mai saldato.

Ma non solo: paga anche il territorio, sì… perché aspetta un’infrastruttura vitale e si ritrova, come sempre, con un cartello “cantiere sospeso” e le solite, abituali polemiche della politica.

Il segretario del Pd chiede un tavolo tecnico. Ritengo sia giusto, è doveroso. Ma io mi chiedo: quanti tavoli tecnici servono ancora prima di capire che il problema non è la mancanza di un confronto, ma l’assenza di responsabilità?

Allora mi viene spontaneo chiedere: se, come sempre accade, si procederà con il solito tavolo tecnico, che differenza c’è tra rispettare il contratto e non rispettarlo?

La sensazione, amara e persistente, è che la Sicilia venga utilizzata come una “landa di frontiera” del capitalismo italiano. Il posto dove si sperimentano i modelli finanziari più spregiudicati, dove i costi sociali si scaricano a valle, dove le regole si allentano perché tanto, alla fine, “c’è sempre qualcuno che protesta, ma nessuno che ferma davvero i cantieri”.

E invece i cantieri vanno fermati. Non i lavori: i cantieri fasulli!

Quelli dove si piantano le bandierine per incassare i primi stati di avanzamento e poi si abbandona tutto; quelli dove il cantiere è aperto giusto il tempo di far maturare i crediti verso lo Stato, che poi verranno ceduti, scontati, smaterializzati in operazioni finanziarie che non hanno più nulla a che fare con l’asfalto e il cemento.

La Ragusa-Catania non è solo un’opera. È un simbolo! E non do la colpa a questo attuale governo, ma a tutti quelli che per trent’anni si sono succeduti, prendendo migliaia e migliaia di preferenze, per stare seduti in quelle poltrone di Roma, senza fare mai un caz…

È il termometro di quanto questo Paese sia stato disposto a tollerare. E cioè: che il Sud è stato trattato come una succursale, sì… una periferia sacrificabile!

Barbagallo parla di “frutto amaro” e “indigesto”. Ha ragione. Ma attenzione… non è il sapore amaro di un frutto acerbo: è il sapore di un frutto marcio. E la putrefazione, si sa, parte sempre dall’interno!

O si interviene sul meccanismo – garanzie reali, responsabilità solidale a cascata, niente subentri senza trasparenza – oppure continuerò a dover scrivere lo stesso post tra due anni, su un altro lotto, con altri operai sotto il sole a brandire cartelli e con gli stessi mesi di stipendio non pagati.

Io quel post l’ho scritto, riscritto e scritto nuovamente. Oggi – ahimè – lo integro con la cronaca.

Ma ripeto: è una cronaca che conosciamo a memoria. E non credo sia più sopportabile.

Al Nord i contratti milionari, mentre a Sud restano i conti da pagare!


Eccomi nuovamente qui a prendere in mano il filo che lega quanto si ripete ormai costantemente, così robusto da sembrare incatenato a questa nostra Sicilia; parliamo delle stesse mani che lo tengono, seppur quest’ultime siano spesso a Roma!

Si parla di opere fondamentali, di treni che dovrebbero unire e strade che dovrebbero svilupparsi, e invece diventano il palcoscenico di una recita che si ripete, immutabile nel copione, da decenni.

I nomi delle grandi imprese del Nord cambiano, arrivano con la fiducia delle gare vinte, fino alle sigle nuove che subentrano tra concordati e affitti di ramo, ma la musica è sempre la stessa. 

E a pagare sono sempre gli stessi: i lavoratori che restano senza stipendio, le imprese locali che hanno fornito materiali e mezzi, il territorio che aspetta un’infrastruttura vitale e trova solo cantieri deserti e quelle abituali polemiche.

Cosa dire… è un paradosso amaro, quasi metafisico, vedere fondi stanziati, attività programmate, e poi osservare il tutto bloccarsi perché l’ingranaggio si inceppa lontano da qui, in una sede legale del Nord, in una decisione finanziaria che tratta la Sicilia come una postazione periferica e sacrificabile. 

Quei “General contractor” che si aggiudicano appalti per centinaia di milioni, progettano, mobilitano indotti, avviano i lavori, e poi, alla prima difficoltà, dichiarano crisi, avviano concordati, lasciano il testimone a un’altra società, già… sembra di essere in uno gioco di scatole cinesi, dove tutti partecipano. 

Nel frattempo, chi ha lavorato, chi ha fornito, trasportato le forniture, eseguito i lavori, già… chi ha messo le ore del proprio personale in quel cantiere, aspetta, aspetta, sì… aspetta invano solitamente centoventi giorni, spesso di più, per vedere i propri crediti, ma dopo qualche anno, quando ormai gli importi sono cresciuti ahimè a dismisura, ecco che improvvisamente i propri crediti evaporano nel limbo, sì… di procedure infinite, che rischiano di portare al fallimento tutte quelle imprese, solo perché, avevano creduto a un contratto. 

È un sistema marcio, d’altronde non vi è altro modo di chiamarlo, e non si può che concordare, perché la putrefazione sta proprio nel fatto che questo meccanismo sembra perfettamente oliato per funzionare a senso unico, per proteggere chi sta in alto nella catena e schiacciare chi sta in basso.

Qualcuno dice che accade ogni due anni, ma potrei elencare una serie di casi che vanno avanti così da oltre un ventennio, e la cosa più tragica, è la sensazione di un destino ineluttabile, di una storia già scritta che si ripete a ogni nuova opera strategica. I sindacati lanciano allarmi, i politici presentano interrogazioni, i giornali scrivono articoli, i lavoratori scendono in sciopero sotto il sole o la pioggia, davanti a un cantiere fermo. 

Si chiedono le solite cose: garanzie, si chiede un intervento istituzionale, si invoca chiarezza! Certo, le risposte arrivano, a volte, lente e formali, spesso cariche di burocratese: manca la presa d’atto formale, la documentazione è in esame, ci sono criticità pregresse ereditate. Nel frattempo, le famiglie vivono di ansia e le piccole imprese locali, il vero cuore pulsante dell’economia di questi territori, stringono la cinghia fino a soffocare, tradite da un sistema che dovrebbe essere una leva di sviluppo e invece si rivela un vampiro.

E allora viene da chiedersi, riflettendo a voce alta, dove sia il limite di questa tolleranza! 

Quanto ancora questo territorio, già provato da tante sfide, deve sopportare di vedere le sue aspettative di progresso utilizzate come merce di scambio in giochi finanziari più grandi di loro? L’opera pubblica dovrebbe essere un patto tra lo Stato e la comunità, un investimento nel futuro, invece, troppo spesso, qui si trasforma in una landa di confine dove le regole del gioco sembrano sospese, dove i diritti dei lavoratori e dei fornitori diventano l’ultima ruota del carro di strategie aziendali decise altrove. 

La colpa, si dice, è di procedure lunghe, di passaggi delicati, ma quando la delicatezza diventa sistematicamente sinonimo di ingiustizia, allora non è più una scusa, è un sintomo preciso di un male profondo. 

Serve una sterzata decisa, una presa di responsabilità che vada oltre le singole emergenze e spezzi finalmente questo circolo vizioso, perché un’isola non può essere eternamente in attesa del proprio futuro, mentre qualcuno, altrove, conta i suoi danni e i suoi profitti sul groppone di chi quel futuro lo deve costruire, giorno dopo giorno, anche senza sapere se alla fine del mese potrà mettere insieme il pranzo con la cena

SICILIA: Opere pubbliche, un fallimento completo. Quando lo Stato paga chi distrugge l’economia del Sud!


Si parla di sviluppo, di opere strategiche, di futuro per la Sicilia, ma la storia si ripete sotto i nostri occhi ed ha il sapore amaro di un’ingiustizia antica… 

È la storia di cantieri come quello del “Dittaino-Catenanuova“, dove i fondi ci sono e il territorio brulicherebbe di lavoro, eppure decine di lavoratori vivono nell’incertezza, con le opere a rilento e le vertenze che si avvitano su sé stesse. 

È la storia del “Lotto 3” della Ragusa-Catania, dove settanta uomini e donne attendono da mesi uno stipendio, bloccati in un limbo burocratico tra un’impresa uscente e una entrante, mentre l’opera, di importanza vitale, è ferma a un misero tre per cento. 

Dietro a questi nomi, a queste sigle di consorzi che si rincorrono, si nasconde un meccanismo spietato e perfetto nella sua ripetitività, uUn meccanismo che non è un incidente di percorso, ma il percorso stesso!

Perché la verità è che la crisi di queste grandi imprese denominate “General contractor”, spesso radicate al Nord, non sono una sventura che cade dal cielo sulle imprese del Sud, è viceversa una scelta politica, di sistema, un gioco dalle regole truccate e la cosa bella e che lo sanno tutti…

Lo sanno bene perché mentre i sindacati chiedono garanzie per i lavoratori e i politici presentano interrogazioni, c’è chi quel gioco lo vive sulla propria pelle da anni. Ci si fa in quattro, si seguono tutte le regole, si presentano i documenti antimafia, si superano le verifiche per aggiudicarsi un piccolo pezzo di un grande appalto, convinti che la correttezza abbia ancora un valore.

Poi arriva la richiesta surreale: fare da banca a chi ti commissiona il lavoro, rilasciando una fideiussione a garanzia delle tue stesse prestazioni, quando sarebbero loro a dover garantire i pagamentiPagamenti che, nei casi migliori, arriveranno dopo centoventi giorni di attesa, sempre se… arriveranno.

E allora si accetta, si sopporta il peso di un flusso di cassa strangolato, si investono risorse, mezzi, professionalità, credendo in un patto. Fino al giorno in cui il silenzio diventa assordante. I pagamenti promessi evaporano, i referenti spariscono, e il credito che insegui si dissolve nel nulla offrendoti un concordato, una briciola e la reazione, quando osi chiedere ciò che ti spetta di diritto, è la beffa più crudele: la disdetta del contratto. Sì… vieni punito per aver preteso il rispetto di un accordo. 

Così… mentre la tua azienda, magari operante da generazioni, trema sull’orlo del baratro per quei soldi mai visti, il grande general contractor che ti ha messo in crisi è al sicuro, protetto da clausole capestro negoziate con lo Stato, che gli garantiscono, in caso di interruzione della commessa, indennizzi miliardari. Loro incassano una lauta buona uscita, spesso superiore al profitto che avrebbero ottenuto completando l’opera onestamente, e passano oltre, lasciando dietro di sé una scia di fallimenti, debiti insoluti e famiglie in ginocchio.

È questa la giustizia a senso unico che lacera il tessuto produttivo. I protocolli di legalità sembrano valere solo per chi sta in fondo alla filiera, costretto a subire e tacere. Le grandi opere, nate come patto tra Stato e comunità, si trasformano in un deserto di opportunità svanite, dove il vero business non è costruire infrastrutture, ma manovrare contratti e fallimenti. 

Ogni due anni, con una regolarità da orologeria, la storia si ripete con nomi diversi, e ogni volta è una nuova ondata di imprese locali che soccombe, di lavoratori lasciati a casa, di territori presi in ostaggio. La domanda allora si fa bruciante e diretta: perché continuare ad affidare il destino di questa terra a intermediari così distanti e così poco affidabili, quando sono le imprese del territorio, quelle che conoscono la pietra e la fatica, a dover materialmente realizzare il futuro? 

Forse perché, come si sospetta, il gioco è un altro, e i perdenti sono già stati designati da tempo. Sono sempre i soliti, quelli che con il sudore della fronte cercano solo di lavorare onestamente, e che invece si ritrovano, dopo mesi di attesa e lotta, soltanto con le braghe in mano e la rabbia nel cuore.

Restando ancora nell'ambito dei controlli, vediamo quali documenti sono essenziali per evitare sanzioni!!!

Continuo a scrivere sul filone sicurezza e controlli nei luoghi di lavoro, intrapresi in questi giorni sul mio Blog…

Per prima cosa ritengo sia fondamentale far comprendere da chi è costituita la società, anche se quest’ultima dovesse raprpesentare un’impresa individuale e quindi, tralasciando tutte le problematiche legate a quelle cosiddette “Teste di legno” (già… se dovessimo prendere come spunto per quella verifica questa spinosa questione, il 70% delle nostre imprese potrebbero già chiudere…) la società deve possedere un “Organigramma Aziendale” (datato e sottoscritto dal Datore di lavoro), che evidenzi per l’appunto una visualizzazione chiara ed immediata della struttura organizzativa aziendale per comprendere i ruoli, i legami funzionali e gerarchici tra le persone, la divisione dei compiti e le responsabilità di chi lavora in azienda.

Seguono poi quei classici documenti aziendali come l’Iscrizione alla Camera di commercio, atto d’individuazione del Datore di lavoro, LUL (Libro unico del lavoro), dichiarazioni di conformità dell’impianto elettrico e verbali verifiche periodiche, eventuali atti di delega conferiti dal “Datore di lavoro” al “Dirigente”, contratti d’appalto e subappalto…

Continuando con i documenti previsti dalla normativa sugli adempimenti della Sicurezza:

DVR (Documento Valutazione Rischi) e aggiornamenti, libro dei cespiti, istruzioni d’uso e libretti di manutenzione, attestazione d’avvenuta formazione/informazione dei lavoratori, rappresentanti per la sicurezza, Rspp, nomina dei Responsabili del Servizio Prevenzione e Protezione dai rischi, nomina del Preposto e degli addetti alla gestione emergenza e pronto soccorso, nomina del rappresentante per la sicurezza, atto di nomina del medico competente,  giudizi d’idoneità sanitaria rilasciati dal medico competente, cartelle sanitarie dei lavoratori, esami tossicologici per tutti quei lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi (ad esempio gli autisti degli autocarri), inoltre il medico competente deve informare il datore di lavoro che tra le misure protettive risulta necessario “mettere a disposizione” dei lavoratori la vaccinazione antitetanica (questo trattamento sanitario che potrebbe sembrare un problema di facile soluzione è viceversa difficile da risolvere, in particolare in presenza di dipendenti che si rifiutano per motivi personali o perché appartenenti ad un’altra religione, la stessa che osserva il divieto di immetere nel corpo sostanze estranee che potrebbero contenere emoderivati infetti).  

Continuando, tra i documenti sulla sicurezza bisogna evidenziare: Verbale della riunione periodica, consegna tesserini di riconoscimento e copia dei documenti di riconoscimento di tutto il personale, consegna ai lavoratori dei DPI (è fondamentale l’atto di consegna controfirmato da parte del dipendente), consegna nei luoghi di lavoro dei DPC ed  eventuali schede tossicologiche e di sicurezza dei prodotti pericolosi utilizzati.

Da quanto sopra si comprende come la produzione cartacea dei documenti da possedere, anche per un’impresa di piccole dimensioni, può diventare notevole, ma vorrei precisare che l’aver svolto in maniera corretta il compito di aver messo in peidi quella documentazione richiesta non significa nulla, se poi quanto scritto su quei fogli non viene minimamente messo in pratica!!!

Mi riferisco a tutti quegli espedienti (ben noti a certi cosiddetti “prenditori”, che preferisco in questa sede non ripetere…) che determinano non solo difficoltà nell’attuare in maniera corretta la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma producono altresì con quella loro negligenza, ripercussioni dolorose non solo ai propri lavoratori, ma anche ahimè a terzi, colpevoli di essere sicuramente nel posto giusto, ma ahimè nel momento sbagliato!!!

Sicurezza nei luoghi di lavoro: Presidente Mattarella, chissà… se soltanto mi avesse contattato, forse oggi non saremmo qui a parlare di "patente a crediti"!!!

Stasera, per come avevo anticipato nel post pubblicato ieri, avrei dovuto iniziare a parlarvi della novità del governo sulla “patente a crediti” e di come il sottoscritto la ritenga del tutto inutile per affrontare il reale problema della sicurezza nei cantieri edili.

Purtroppo, essendo fuori sede, non ho avuto modo di completare quanto avevo iniziato a preparare, ma nel contempo mi sono ricordato di una lettera aperta scritta alcuni anni fa al nostro Presidente Mattarella e all’allora Presidente del Consiglio Mario Draghi…
La missiva tra l’altro si concludeva con questa frase: Sì… cari Presidenti, continuiamo a parlare di Sicurezza sui luoghi di lavoro, tanto più di parlarne in questo nostro Paese cosa si fa: intanto oggi a causa vostra, piangiamo altri quattro morti, ma vedrete non saranno gli ultimi e difatti sono certo sin d’ora di poter preannunciare che tra qualche anno, il sottoscritto, si ritroverà ahimè… a parlarne nuovamente in questo suo blog!!!

Il titolo di quella lettera aperta era il seguente: Morti sul lavoro: una vergogna per lo Stato che non si impegna in maniera seria a mettere in pratica le procedure corrette!!! – link: https://nicola-costanzo.blogspot.com/2022/04/morti-sul-lavoro-una-vergogna-per-lo.html

Leggendola comprenderete il perché da sempre in questo nostro Paese la sicurezza non ha mai funzionato!!! Già… perché nessuno è disposto ad ascoltare… 

Muore un lavoratore ogni 8 ore, ma sono pochi coloro che prendono in maniera seria la gestione della sicurezza!!!

Certo, come sempre avviene, dopo l’ultima tragedia nel cantiere di Firenze, le Istituzioni si ricordano che tra i gravi problemi presenti in questo Paese, vi è il mancato rispetto della “Sicurezza nei luoghi di lavoro“!!!

D’altronde non bisogna essere un esperto per leggere i dati impietosi che ricordano a quegli “incompetenti” che – secondo quanto rimarcato nei rapporti INAIL – muore ogni 8 ore un lavoratore, parliamo quindi di tre morti al giorno e circa 86 al mese!!!

Ovviamente a questi dati ufficiali, mancano le denunce di tutti quegli incidenti mortali, occorsi all’interno dei luoghi di lavoro, ma fatti passare come incidenti in itinere, ovvero avvenuti nel tragitto casa-lavoro oppure quali incidenti casalinghi…

Naturalmente il settore con più incidenti mortali è quello delle costruzioni, a cui vanno sommate le migliaia d’infortuni gravi che pur non avendo provocato la morte del lavoratori, hanno lasciato su di essi profonde invalidità permanenti, handicap che costringono quei soggetti non solo a interventi assistenziale permanenti e continuativi, ma condizionando in pieno quella propria sfera individuale, familiare e soprattutto relazionale…

Non parliamo poi dei molti giovani vittime innocenti di questo vergognoso sistema; già… a molti di quei ragazzi vengono applicati da quegli “imprenditori” contratti alternativi, sì… esclusivamente per risparmiare. Fanno uso di quel cosiddetto “dumping” contrattuale, cioè lo svolgere lavori edili o di manutenzione, per poi ritrovarsi incredibilmente uno di quei contratto metalmeccanici o ancor peggio legato a interventi “multiservizi”!!! 

Tutti sanno quanto avviene da decenni in quel mondo del lavoro, ma nessuno denuncia quel distorto sistema, perché tutti ne fanno parte e tutti ne godono i profitti!!! Sì… dalla politica alle istituzioni, dalle associazioni di categoria agli imprenditori, ma soprattutto è la criminalità organizzata che trova in quei soggetti di cui sopra,  i referenti perfetti al loro sostegno illegale!!!  

Non parlatemi infine di valori, identità, codici etici, rispetto dei protocolli di legalità, controlli, la maggior parte di quelle note scritte sulla carta non vengono neppure attuate, servono soltanto per far ambiguamente evidenziare che essi attuano tutti quei principi di legalità, ma nulla di ciò è vero, d’altronde a smentire quanto sopra, mi basterebbe non più di un minuto!!!

Un’esperienza trentennale, sia in Italia che all’estero e permettetemi il merito di non aver mai avuto nei cantieri nei quali ho svolto funzioni tecniche, ma soprattutto incarichi di Cse o RSPP, un solo incidente mortale; beh… ritengo che sono pochi i soggetti che possono paragonare la propria esperienza con quella del sottoscritto, come d’altronde il pensare di parlare di sicurezza, sapendo di non aver mai denunciato personalmente nulla a quegli organi preposti, quantomeno per i fatti gravi di cui si era venuti a conoscenza!!!    

Per concludere vorrei evidenziare un’eccezione a quell’inconcludente “sistema di gestione della sicurezza”; mi riferisco ai Sindacati, in particolare alla CGIL (in questi anni ho potuto costatare il corretto operato compiuto dai responsabili della Provincia di Catania e Siena) che costantemente rappresentano quei loro iscritti, non solo a difesa di quei loro interessi, ma soprattutto nel controllare la sicurezza di quei luoghi di lavoro che come sappiamo è fortemente a rischio, provando tra mille difficoltà e con poca collaborazione da parte di Committenti ed Imprese, di tutelare tutti i lavoratori!!!

Ed infine un plauso agli “Enti Scuole Edili”, per la loro attività di formazione e di addestramento, fondamentale – secondo il sottoscritto – per preparare lavoratori e tecnici a quel comparto delle costruzioni che come sappiamo rappresenta uno di quelli che presenta più rischi, ma non solo, quanto appreso durante quelle didattiche, permetterà a ciascuno di loro di prevenire eventuali incidenti e quindi possibili infortuni, non solo per se stessi, ma anche per i loro colleghi: difatti… quanto accade solitamente in quei luoghi di lavoro è quasi sempre conseguenza diretta di una mancanza di  comunicazione!!!

Morti sul lavoro: una vergogna per lo Stato che non si impegna in maniera seria a mettere in pratica le procedure corrette!!!

Presidenti Mattarella e Draghi, basta con proclami o belle parole sulla sicurezza, d’altronde permettetemi di dire che Voi, non ne sapete nulla su questo argomento ed allora mi chiedo, perché non affidarsi a chi da sempre opera in quel settore!!! 

Il sottoscritto ad esempio opera da oltre trent’anni in qualità  R.S.P.P. (oltre che come Coordinatore e Formatore…), ed in questo lungo periodo mi pregio di non aver mai avuto un solo incidente nei cantieri da me seguiti e posso assicurarvi che non si è trattata di semplice fortuna!!!

Ora, se pensavate per un istante che quanto sopra sia stato dovuto ad una mera casualità, no… miei cari Presidenti, mi dispiace deludervi, ma ciò è accaduto in quanto il sottoscritto, perdonatemi la frase scurrile – “ci ha scassato la minch… ogni giorno, sia ai lavoratori che ai colleghi preposti alla sicurezza” affinché ciascuno di essi compiesse in ogni istante il proprio dovere, senza mai distrarsi ma soprattutto mettendo in pratica quelle necessarie misure di prevenzione e protezione e salvaguardia di ogni fase lavorativa proteggendo tra l’altro anche l’altrui lavoro… 

Perché il problema fondamentale è quello di mettere in pratica – in maniera semplice ma soprattutto facilmente comprensibile – quanto riportato in quel testo unico del D.L.vo 81/08 e s.m.i., ma serve a poco conoscere le norme se poi queste di fatto non vengono messe in pratica o dovrei aggiungere che chi per primo dovrebbe imporre quelle regole, è proprio lo stesso individuo che se ne fotte!!!

Permettetemi altresì di aggiungere che il sistema per come è strutturato, mi riferisco alla gestione della sicurezza sul lavoro (in sigla SGSL) è di fatto totalmente inconcludente poiché se chi dovrebbe controllare e verificarne l’operativa sul campo è di fatti sottomesso al proprio datore di lavoro, il quale ha solitamente come primo obiettivo quello di mirare esclusivamente alla produttività a scapito della sicurezza, è evidente che il sistema della sicurezza implode su se stesso…

Vi è quindi la necessità di cambiare quelle regole, chi svolge la funzione di controllo deve essere slegato da quel rapporto di sudditanza che lo lega all’impresa stessa; quanto riportato vale anche anche per chi svolge la funzione di Coordinatore: comprenderà bene che se nei lavori privati (ma potrei estendere il concetto anche per quelli pubblici), la figura posta a controllo delle procedure previste e dei controlli, risulta troppo rigida o professionalmente distaccata dal Committente che lo ha chiamato (lo stesso che d’altronde paga le sue fatture), se nel suo operare evidenzia un atteggiamento energico, fermo o risoluto, non permettendo alle imprese o ai lavoratori individuali che si possa violare anche uno solo di quegli adempimenti, ecco che questo professionista, difficilmente verrà premiato e quindi nuovamente chiamato per un altro incarico, no…  al suo posto verrà scelto un collega certamente più disponibile a chiudere un occhio…

La stessa cosa vale peraltro per l’R.S.P.P. o per l’addetto “Preposto” che fintanto dipende dallo stipendio ricevuto da quell’imprenditore (mi riferisco a quello “negligente”, perché ve ne sono tanti altri che dimostrano di tenere alla sicurezza della propria impresa) è evidente che il loro potere decisionale vale nulla!!!
Difatti, riuscire a far la voce grossa, imporsi in quelle scelte fondamentali per la messa in pratica della sicurezza sui luoghi di lavoro, procedere con gli acquisti dei Dpi, passa tutto in secondo piano quando quel rapporto – a causa delle continue richieste per far fronte a quella inadeguata sicurezza – comporterà l’allontanamento di quel responsabile o l’eventuale modifica del rapporto contrattuale…

Ed infine la situazione peggiore, i “Committenti”: sì, proprio loro che manifestano ovunque a grandi titoli di voler adottare all’interno della propria società quanto necessario per portare a zero quei rischi connessi alla sicurezza, trasmettendo tra l’altro quel messaggio anche ai partner affidatari e di conseguenza alle loro imprese subappaltatrici…

Ora, come dicevo sopra, se quanto fatto resta esclusivamente sulla carta, se sono proprio quest’ultimi i primi a limitarsi ad adottare la sicurezza, espletandola solo dal punto di vista cartaceo, senza poi intervenire in maniera concreta o in particolare, quando emergono gravi problematiche in quei loro cantieri (ah dimenticavo… alcune di esse fanno altresì firmare agli imprenditori nei contratti d’appalto, limiti di riservatezza, affinché nulla di ciò che accade all’interno di quei lavori venga riportato all’esterno in particolare ai media; mi chiedo, non è che forse dovrei pensare che l’intenzione reale è quella di non far giungere mai nulla all’esterno o direttamente a quegli organi competenti o ancor più giudiziari???)!!!

Permettetemi di aggiungere come la circostanza peggiore è rappresentata quando questi – pur venendo a conoscenza delle criticità presenti nei loro cantieri – non si adoperano minimamente per attuare quelle necessarie risoluzione, viceversa si chiudono a riccio, chissà forse per salvare l’onorabilità di quella propria struttura o forse per tutelare quei loro referenti impreparati o certamente inadeguati per occupare posizioni così strategiche e particolarmente decisionali??? 

Ma d’altronde anche loro cercano di salvaguardarsi il proprio orticello, già… quel posto di lavoro ricevuto certamente in maniera immeritata e che ha come unico fine, non tanto il rispetto delle norme previste dai CCNL e/o quanto riportato nei Capitolati d’Appalto, no…  il loro interesse non è sulla salvaguardia delle vite umane, essi viceversa puntano a procedere nella direzione della produttività, affinché i tempi previsti di quei loro cronoprogrammi vengano rispettati e rimettendo così ad altri – mi riferisco ai referenti delle affidatarie o agli addetti della sicurezza delle altre imprese sottostanti – tutti i problemi connessi con quelle fasi lavorative programmate.  

Sì… cari Presidenti, continuiamo a parlare di Sicurezza sul lavoro, tanto più di parlarne in questo nostro Paese cosa si fa: intanto oggi a causa vostra, piangiamo altri quattro morti, ma vedrete non saranno neppure gli ultimi!!!

Cordialmente, Nicola Costanzo    

P.s. è siamo giunti a – 5

A conferma di ciò che avevo scritto sui "sindacati": guardatevi questo video!!!

Dando seguito su quanto avevo riportato solo pochi giorni fa sui sindacati: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2018/12/i-sindacati-dopo-anni-di-completo.html
desidero portare oggi alla vostra attenzione un video inviatomi dal mio amico Claudio di Genova, che descrive perfettamente quanto è accaduto in questi anni, grazie proprio a quei soggetti all’interno dei sindacati, si sono presi gioco di tutta la classe dei lavoratori!!!
Ho ritenuto, dopo aver visto l’intero video pubblicato da La7, che non vi sia da parte mia nulla d’aggiungere…
Peraltro, quanto riportato in questo video, segue perfettamente quel concetto di raccomandazione, clientelismo, collusione e affari sporchi, già a suo tempo descritti in un mio precedente post del 2013: 
Andate, sì… lavoratori, pensionati, scendete in piazza per protestare, comportatevi come veri e propri ruffiani, fate il loro gioco, tanto alla fine a pagarne le conseguenze, sarete solo e soltanto voi!!!

Sicilia: A cosa si deve quell'immobilismo del comparto "Edilizia" ???

Non lo capisco… o meglio non so a chi dare la responsabilità di questa incapacità, se alla politica, ai nostri governi regionali, che in questi anni hanno dimostrato di governarci in maniera maldestra e corruttiva, alla negligenza di molti suoi uomini, oppure se da alcune stazioni appaltanti, che si dimostrate indolenti nell’aggiudicare quei bandi di gara…
E dire che le risorse finanziarie c’erano, anche se non sono state perfettamente utilizzate… e quelle poche imprese ancora in vita, stanno di fatto sopravvivendo, ritrovandosi sempre più indebitate e soprattutto senza alcuna propria capacità finanziaria!!!
Se si pensa inoltre ai costi da mantenere per continuare ad avere quei requisiti necessari per poter partecipare a quei pochi appalti in circolazione, nei quali sono presenti mediamente dalle 350 alle 500 imprese, comprendere quando difficile se non impossibile sia, aggiudicarsene una…
Il sottoscritto conosce alcune imprese che negli ultimi tre anni, pur partecipando mediamente dalle tre alle cinque gare settimanali… non se ne sono aggiudicate alcuna!!!
Sono all’incirca 120-150 gare l’anno… con costi che si aggirano intorno ai 1000 euro ciascuna, ai quali vanno inseriti i costi del personale o di eventuali trasferte, per cui quelle somme di cui sopra, è come averli buttati al vento!!!     
Se avessero utilizzato, una parte di quel denaro nelle scommesse di calcio, certamente oggi sarebbero in vincita…
Perché il problema non si riduce soltanto nel partecipare a quelle gare, ma anche in tutte quelle circostanze con cui solitamente ci si trova a confrontarsi…
Vedasi ad esempio quelle gare sospese o ancor peggio annullate, senza voler aggiungere quelle gare che finalmente ci si era illusi di essersi aggiudicate e che vengono da altri contestate, affinché la vostra impresa venga esclusa…
Certo si può ricorrere al Tribunale amministrativo regionale competente, ma comprenderete bene come tutto ciò farà lievitare non solo i costi sostenuti, ma soprattutto i tempi di definizione di quel contratto…
Ormai sono molte le imprese da non essere più interessate al mercato siciliano e indirizzano verso altre realtà, preferibilmente estere, quelle loro strutture…
Sono parecchie le imprese siciliane che hanno deciso di spostare quella loro organizzazione in paesi come Malta, Albania, Marocco, Romania, Montenegro, Serbia, ecc…, nazioni che oltre a concedere incentivi (per le società che decidono d’investire lì), promuovono programmi vantaggiosi, in particolare sotto il profilo fiscale, che risultano certamente più favorevoli sotto il profilo fiscale e quindi più vantaggiose, rispetto alle imposte applicate nella nostra nazione!!!
Certo in questi anni, un grande ruolo avrebbe dovuto averlo l’ANCE… ma avendo preso atto di quelle inchieste giudiziarie che hanno di fatto eliminato le gerarchie di comando di quella associazione, comprenderete quanto poco influenti siano ormai diventati agli occhi di questo nuovo governo nazionale, quei suoi ex referenti… 
Nel frattempo… muoiono le imprese e con loro anche i lavoratori, che ormai hanno compreso di essere totalmente indifferenti, anche a quella classe politica alla quale solitamente si erano rivolti…
Il tempo per invertire la rotta è passato e coloro che avrebbero potuto farlo non ne sono stati capaci!!!
Ma forse la realtà è tutt’altra e andrebbe ricercata altrove…
Mi riferisco a tutte quelle società (e nella nostra isola ahimé, sono purtroppo la maggioranza…) che hanno al loro interno dei “soci occulti“, che assicurano in ogni circostanza a quei loro “prestanome” di stare tranquilli e soprattutto “immobili”; perché tanto penseranno loro (a seguito di quella predisposta rotazione programmata…) a far aggiudicare quel tanto indispensabile… appalto pubblico!!!

Ancora morti bianche: d'altronde mancando i controlli e la formazione, cosa si vuol sperare???

Tragedia sulla linea Varna-Bressanone: l’incidente ha causato uno scontro di due treni cantiere, dove uno dei mezzi ha percorso circa 2 km fuori controllo, per poi finire per schiantarsi in modo violento su due operai, che sono deceduti all’istante.
Un Tir piomba su un cantiere stradale e causa due morti: nove feriti sull’autostrada A10.
Sono solo due disgrazie, occorse in questi giorni, che mostrano come sul piano della prevenzione, ci sia ancora tanto lavoro da fare…
Va premesso innanzitutto che uno dei fattori più gravi, è costituito principalmente dalla mancanza dei controlli, a causa, sia del personale fortemente ridotto, che per la riduzione logistica di quelle struttura, limitata negli anni da sempre meno risorse finanziarie…
Da un’analisi difatti è emerso come, solo il  5% delle aziende viene controllato… mentre i restanti, proseguono il più delle volte negli illeciti, con personale non registrato e la cosiddetta “sicurezza” lasciata al caso o alla fortuna…
Difatti, durante quei controlli è emerso come molte aziende, non  avessero mai consegnato ai propri dipendenti i DPI individuali o quelli collettivi e soprattutto, che gli attestati di formazione rilasciati per gli stessi, fossero di fatto falsi…
A parte quindi la truffa, il rischio… è quello di avere personale con patentini specializzati o con attestati di formazione di terza classe, senza che gli stessi, avessero ricevuto adeguate abilità, non avendo mai svolto direttamente sul campo, quelle necessarie prove teoriche e pratiche…
Ecco quindi che alla richiesta di verifica da parte dei committenti (o dei loro responsabili RSPP e/o Coordinatori della sicurezza), sulla consegna dei corsi di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sia per il personale presente o per quello in fase d’inserimento, ecco che la maggior parte di queste aziende, provvede a falsificare gli attestati o li ottiene pagando da enti non autorizzati anche tramite web…
Ecco quindi i veri motivi per cui molti di quei lavoratori, non essendo abilitati… non sanno prevenire i rischi, ma soprattutto, reagiscono in modo scorretto a quelle situazioni di pericolo…
Le indagini hanno dimostrato come i presunti corsi di formazione, non venivano nella realtà mai svolti, anche perché la maggior parte di quei datori di lavoro, preferivano comprare l’attestato, che non perdere una giornata di lavoro ai propri dipendenti, (giornata… ovviamente retribuita, proprio a causa della presenza obbligatoria di quei corsi…).
Abbiamo visto come d’altronde, proprio nella nostra regione Sicilia, molti di quei corsi di formazione, siano stati realizzati da uomini legati alla politica, per dare modo a loro di creare società fittizie intestandole a prestanome, far girare milioni di euro dalle casse regionali, dare posti di lavoro a familiari e parenti, favorendo amici consulenti che avrebbero successivamente ricambiato il favore, dando quel necessario appoggio alle prossime elezioni…
Un vero e proprio business, favorito dal rapido diffondersi di queste cosiddette strutture parallele, veri e propri concorrenti di quegli Enti Paritetici autorizzati…  
Inoltre, alla limitata verifica di quei controlli, va aggiunta la lentezza della giustizia e le pene irrisorie inflitte a quei datori di lavoro… una volta scoperti, gli stessi che, pagando una semplice ammenda, si sono ritrovati nuovamente liberi dal proseguire per come finora fatto…
Ovviamente con questo sistema “illegale”, sono in molti ad averci guadagnato: gli imprenditori che non restavano privi dei propri lavoratori, le società alle quali venivano affidate le formazioni, i loro consulenti… il più delle volte privi di qualsivoglia abilitazione o esperienza personale per compiere quei corsi di formazione e in tutto questo, chi ci ha rimesso come sempre, sono i dipendenti, che non hanno ottenuto alcuna reale abilitazione professionale, se non soltanto un certificato, da utilizzare quale carta straccia…
Nel frattempo come vediamo… i ponteggi crollano, le pratiche di primo soccorso errate causano gravi danni, non solo agli infortunati, ma anche a quegli stessi soccorritori; identica situazione si ripete nei casi d’incendio, con l’errato utilizzo delle vie di esodo o delle uscite d’emergenza ed infine, per quei casi di morte legati a lavori in ambienti confinati o per quelli di alta quota…
I lavoratori… per guadagnarsi un pezzo di pane, lasciano per sempre le proprie famiglie; mariti, padri, figli… restano vittime in questo paese, di quella continua negligenza, sia di chi avrebbe dovuto semplicemente far rispettare le normative previste, che di tutti coloro che avrebbe dovuto quelle regole (in tema di sicurezza) applicarle, ma soprattutto, della mancanza onestà da parte di noi tutti, nel voler mettere in pratica, quegli elementari principi da sempre posseduti (senza l’esigenza di eventuali attestati…), chiamati per l’appunto… moralità!!! 

Al cimitero di Catania: figli e figliastri!!!

Questa mattina, mi sono recato al cimitero di Catania e lì come consuetudine, dopo aver acquistato i fiori da portare a quanti non ci sono più, mi accingevo ad entrare dall’ingresso riservato alle auto, posto su Via Madonna del Divino Amore…

Giunto vicino alla vigilanza (appalto aggiudicato alla Società Multiservizi), mi sono accostato ed ho chiesto gentilmente a quei responsabili, se fosse possibile entrare con l’auto…
Ho ricevuto come risposta un diniego, motivato dalla circostanza che l’ingresso fosse esclusivamente riservato a quanti sono provvisti di autorizzazione o che hanno necessità di presentarsi presso gli ufficio comunali, ad esempio ove vengono compiute le tumulazioni…
Mi hanno comunque consigliato che avrei potuto posteggiare la mia auto, nel parcheggio adiacente, cosa che naturalmente ho fatto… 
Percorrendo nuovamente a piedi quel tratto dal parcheggio fino all’ingresso, mi sono soffermato ad osservare quanto avveniva intorno quel improvvisato posto di blocco: intanto ho scoperto come alcuni “furbetti” bypassavano quel controllo, semplicemente ruotando intorno al parcheggio ed entrando da una corsia laterale… 
Oltre a ciò, ho potuto assistere a quelle classiche modalità attuate dai noti “spacchiusi“: questi difatti hanno tirato dritto senza minimamente fermarsi a quei controlli, come se non esistessero; a quei particolari soggetti, vanno aggiunti i cosiddetti “spetti“, questi, avendo da lontano avvistato quel posto di blocco,  cosa fanno… attraversano furbescamente il parcheggio, per dirigersi a tutta velocità verso la corsia riservata all’uscita, creando non pochi pericoli, verso quanti in senso contrario e ignari, stanno per l’appunto uscendo da quel percorso obbligato, creando quale conseguenza (in quel tratto di carreggiate) un ingorgo, dinanzi proprio all’ingresso cimiteriale…
In aggiunta a quanto sopra, osservavo come  tra i ragazzi, in maggioranza erano donne… si giustificavano dichiarando (con un sorriso smagliante…) di dover riprendere quel proprio familiare all’interno del cimitero, mentre altri, avendo con se in auto una persona anziana, giustificavano quella loro richiesta, necessaria avendo con se quella presenza…
Per finire ho assistito anche ad un litigio, tra un addetto a quel controllo ed il solito personaggio dagli atteggiamenti “malavitosi“, il quale, minacciando tutti i presenti, esprimeva “ca supicchieria… c’ava trasiri pi forza…” pretendeva cioè -non si comprende con quale diritto- di dover entrare in ogni caso… con l’auto!!!
A quel punto (se pur amareggiato in quanto non mi avevano -correttamente- permesso di entrare), mi sono messo nei loro panni… sia tra quanti svolgono quel lavoro di vigilanza, che per quelle forze dell’ordine -vigili urbani- posti lì a controllare e multare coloro che non facevano il proprio dovere…
Posso dire di aver assistito in un ora, ad almeno una cinquantina di contravvenzioni…
Non riesco però a comprendere, le motivazioni che portano a non realizzare uno sbarramento semiautomatico professionale… ad esempio attraverso due sbarre che chiudono i rispettivi passaggi… Inoltre, facendo riferimento al freddo glaciale di questi giorni, sarebbe necessario realizzare un locale tecnico, una struttura al cjiuso, dal quale poter verificare l’ingresso, i pass, ecc… e dirottando di conseguenza quanti sprovvisti o non autorizzati, verso il parcheggio limitrofe. 
Il locale dovrà ovviamente essere provvisto di illuminazione e ventilazione artificiale secondo le vigenti norme tecniche; si dovrà prevedere un bagno e un antibagno, aerato, evitando che il flusso d’aria viziata, si diriga dal wc, verso la zona operativa, oppure si dovrà realizzare questo locale, in adiacenza con un ingresso separato…
Va considerato inoltre come questo locale tecnico, sia necessario per proteggere quel personale addetto, nei casi soprattutto di eventi atmosferici incessanti, quali pioggia o vento, ma soprattutto per difenderli da quanto sta accadendo in questi giorni, con la presenza di grandine, neve e ghiaccio…
Condizione altrettanto negativa, si ripete anche nei giorni d’estate, quando l’asticella del termometro supera la temperatura dei 35°; operare in quelle giornate senza alcuna protezione e sotto i raggi del sole, non è quanto prevede l’attuale normativa sulla prevenzione e protezione del lavoratore…
Tra quegli obblighi infatti va aggiunto, quanto previsto nei luoghi di lavoro, con riferimento particolare, alle condizioni igienico e sanitarie per tutti i lavoratori presenti in quella area, dove risulta necessario prevedere, per entrambi i sessi, un luogo coperto adibito a servizi igienici e spogliatoi… Dimenticavo… le norme prevedono sui luogo di lavoro (o nelle immediate vicinanze), la disponibilità di acqua potabile corrente…
Comunque, se si facesse pagare un pedaggio all’ingresso, anche soltanto un prezzo simbolico (da utilizzare ad esempio per migliorare l’interno di quell’area cimiteriale o per dare un loculo a quanti non possono averlo…), sono certo che la maggior parte di quei (prepotenti) miei concittadini, preferiranno lasciare la propria auto fuori… sì in quel parcheggio gratuito!!!

Occupazione: emergono i numeri… del lavoro irregolare!!!

E’ vero…

Bisogna dare meriti alla riforma di questo governo sul mondo lavoro…
Infatti, gli sgravi fiscali per le nuove assunzioni, ha permesso di modificare quel trend negativo e sta invertendo i numeri in positivo, di quanti oggi stanno trovando una occupazione …
Ma quanto stiamo assistendo è come si dice “tutto oro colato” o forse si nascondono al suo interno, quei valori, da sempre falsati… e che ora finalmente, trovano quella giusta collocazione??? 
Cosa intendo dire???
L’INPS nel dare in tutti questi anni (correttamente) i numeri di quanti fossero collocati… prendeva come riferimento, coloro che erano in possesso di un contratto di lavoro (a tempo indeterminato, determinato, a progetto…), mentre di contro, la realtà (come tutti sanno e fanno finta di non sapere…), era che, in molti, pur lavorando (anche e non solo 8 ore al giorno), risultavano di fatto… disoccupati, precari, apprendisti, ecc… tutti meccanismi fuorvianti, che nella sostanza, avevano l’obbiettivo per alcuni lavoratori di utilizzare quegli interventi di sostegno (Cig) per fare ulteriore cassa e di contro per l’appaltatori/industriali (il bello è che questi… hanno il coraggio di farsi chiamare “imprenditori”) di evitare non solo i pagamenti fiscali e previdenziali, ma d’incidere anche sulla paghe giornaliere, che non solo non vengono rispettata (o equiparate) a quella previste nei contratti nazionali, ma risultano essere defalcata anche di quelle maggiorazioni dovute ad assegni familiari, straordinari e quant’altro…

Ed è il motivo per cui ancora oggi, molti di questi nostri “rapaci imprenditori“, continuano ad avere nel proprio organico personale a nero… giovandosi, a causa di questa crisi in atto, di quella specializzata manodopera a un prezzo basso, dovuto all’alta concorrenza generata da tale decadimento…

Inoltre, si è potuto sfruttare questi lavoratori, concentrando al massimo le loro capacità, senza dover rispettare, quanto previsto dagli adempimenti sulla sicurezza, gli orari di lavoro ed in particolare, da eventuali liquidazioni sopraggiunte per fine lavori o per problemi emersi durante la gestione degli appalti in corso…
Infatti, il più delle volte… a questi lavoratori, non viene riconosciuto nulla, anzi, non di rado… debbono passare mesi, prima che il lavoratore possa ricevere quanto ancora lui spettante!!!
Ieri sera, ascoltando i Tg nazionali, ho sentito dire che sono 319 mila i contratti a tempo indeterminato in più (nei primo otto mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo nel 2014) e che la differenza tra i nuovi contratti a tempo indeterminato e quelli cessati, sono in positivo di circa 90.000 unità…
A quanto sopra, bisogna aggiungere, tutte quelle trasformazioni (contratti a termine) a tempo indeterminato, per un totale complessivo di contratti fissi in più –soltanto nei primi 8 mesi– di ben 425.000 unità…
Certamente un dato incoraggiante, ma che non dimostra concretamente quella svolta produttiva conclamata per il nostro paese… o meglio, non sono questi i valori con cui confrontarsi rispetto alla crescita economica del paese, che dimostra ancora oggi, di viaggiare su parametri irrisori, di poco più del 0,5% rispetto alla media europea e con una sfiducia degli investitori (non solo per il nostro paese, ma anche nei riguardi, delle altre nazioni europee ed asiatiche) che lascia un indice di borsa… sempre più in rosso!!!

Quindi, in definitiva, ciò che finora si è realizzato… è l’aver esclusivamente regolarizzato un buon 75% di quei contratti irregolari, posizioni lavorative che non avevano parvenza ufficiale, ma che di fatto, costituivano un traino per quella economia sommersa ed illegale…

Indubbiamente (in questi vent’anni) vi sono state forti responsabilità…. da ricercarsi in quanti, hanno propriamente permesso che ciò accadesse…
Mi riferisco al numero esiguo dei controlli sul territorio, alle ridotte capacità operative degli stessi ispettori (il più delle volte debbono muoversi con le proprie autovetture o anticipare di tasca propria le spese… per poi dover attendere eventuali rimborsi da parte dei propri enti che il più delle volte non arrivano…), ai sindacati, già quegli uomini che operano quotidianamente con il mondo del lavoro e che hanno la possibilità concreta di ricevere quelle confidenze da parte dei loro iscritti, i quali evidenziano verbalmente alcuni comportamenti irregolare dei propri datori di lavoro, ed infine… le Stazioni appaltanti o quei committenti privati il più delle volte grosse società “general contractor”, che nell’affidare i lavori, dovrebbero, non solo prima dell’inizio dei lavori, ma durante l’esecuzione, verificare in maniera precisa e puntuale, tutti quegli adempimenti previsti dalle normative vigenti… 
Ed allora… prima di fare proclami o di mettersi al petto “coccarde” immeritate, bisogna saper leggere le cause che hanno determinano quei propagandistici eventi…

Le motivazioni sono da ricercarsi altrove.
Infatti, alcuni “furbetti” imprenditori, proprio per usufruire di quegli incentivi ora concessi dall’art. 12 della legge di stabilità “Sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato” (hanno provveduto all’inizio dell’anno a licenziare “ufficialmente” alcuni loro dipendenti) ed ora… attesi i tempi tecnici necessari (sei mesi), si sta procedendo alle riassunzioni…
A questi, si sommeranno anche quanti, erano stati messi a suo tempo in lista d’attesa e che ora (provvisoriamente o almeno per i prossimi tre anni), troveranno una fissa collocazione e nel contempo permetteranno a questi imprenditori, di usufruire degli sgravi fiscali previsti (speriamo di non doverci ritrovare -2018/2019- a dover contare il numero dei licenziamenti –dal sottoscritto ora previsti–  ma di cui si dirà… essere del tutto inaspettati).

Comunque (tanto per ricordarlo), la situazione non è tra le più incoraggianti, infatti, nella classifica degli stipendi europei (dati Ocse) l’Italia si trova al nono posto, con una retribuzione media annua lorda di circa 28.000 euro ma soprattutto con un divario delle retribuzioni -tra operai/impiegati e dirigenti/ quadri- ancora troppo ampio, ma c’è ahimè una cosa… che da ancor più fastidio di questa grave crisi occupazionale… è vedere giornalmente, come una parte di questo nostro “sudore” ( regolare o irregolare che sia) occorra… ancora a mantenere tutti quei signori… seduti lì, su quelle vergognose poltrone!!!

Allarme disoccupazione e i Sindacati… non rispondono!!!

Sono anni che mi chiedo che fine abbiano fatto i sindacati…???
Già quelli delle manifestazioni imponenti, degli scioperi generali che paralizzavano il nostro paese, quelli che facevano scendere in piazza i cittadini per fare valere i diritti di tutti i lavoratori…. ecco, mi chiedo… ma che fine hanno fatto???
Ora mi sorge un dubbio… e penso…: non è che forse non si accorgono o preferiscono non vedere, questa situazione di allarme e di tensione, in cui ormai versano migliaia e migliaia di lavoratori???  
Ma perché il loro unico interesse e quello di garantire i lavoratori attraverso quei sussidi assistenziali ( dati a mo’ di elemosina) e non ci si batte per la crescita, lo sviluppo, la ripresa economica e la salvaguardia delle imprese???
Si lotta soltanto per i ritardi nei pagamento dei sussidi e sulla necessità di nuove risorse atte a garantire quelle necessarie coperture finanziaria per l’anno in corso e per quello a venire…
Ma dove sono finite le grandi forze sindacali, CGIL, CISL, UIL ?????
Perché non fanno valere la loro prestanza, il loro peso numerico, l’influenza politica ed i voti dei propri associati???
Perché voler mediare in questi anni con Governi che hanno soltanto distrutto la nostra economia e il mondo del lavoro??? 
Qualcuno dice che all’interno del sindacato ci si è venduti, ma io non posso e non voglio crederlo…
No, non è possibile che uomini che lottano e credono in ciò che fanno, possono svendersi a uomini potenti, barattando il loro prestigio e la loro morale, per qualche favore personale.
Quando verranno chiesti al nostro Governo ( in maniera decisa) quegli interventi mirati a favore delle imprese e dei lavoratori, ma soprattutto quando verrà rispettata una diversa classifica d’interventi tra le regioni più in difficoltà rispetto a quelle che godono di un maggiore benessere…
Intervenire nella nostra regione Sicilia, non soltanto per chiedere garanzie su stanziamenti, ma obbligare tutte le forze in campo a maggiori sforzi, tali da garantire continuità e stabilità, impegni fondamentali per sostenere la crescita dell’imprenditoria e degli investimenti…
Mi da l’impressione che i problemi ruotino attorno a sterili discussioni di palazzi del governo, a tensioni politiche, a divisioni interne, a tutte quelle vicende giudiziarie e non, che poco centrano con l’operato dei sindacati…
I Sindacati debbono iniziare a farsi sentire, debbono gridare questo attuale disagio e fare in modo che le istituzioni comincino a dare immediate risposte, a tutti coloro che da troppo tempo le aspettano…
Ormai è rimasto poco di che discutere, bisogna far contare i fatti ed è soltanto attraverso azioni decise, che si può sperare in quel cambiamento energico, che porti benefici a tutti…
I lavoratori ( se verranno chiamati ) saranno i primi a mobilitarsi, ed i sindacati quel giorno… cosa decideranno di fare???

Il rischio di una "rivolta"

Già, avevano bisogno di sentircelo dire… da questi giovani imprenditori di Confindustria ed in particolare dal suo portavoce Jacopo Morelli che, senza prospettive per il futuro l’unica prospettiva diventa la rivolta.
Ora che c’è l’hanno detto, ovviamente, siamo tutti più tranquilli e contenti!!!
Parlano proprio coloro che i problemi li hanno creati, già quel mondo imprenditoriale che invece di investire nei giovani, nella ricerca, nello sviluppo, hanno soltanto guardato al loro esclusivo profitto ed a sovvenzionare politicamente, quanti permettessero modifiche o nuove leggi, per sovvenzionare e sostenere le loro imprese, non più concorrenziali e destinate al fallimento…
Lo Stato interviene a sostegno delle imprese, con milioni e milioni di euro, nel contempo li toglie ai servizi pubblici sociali…
Si parla di perseguire insieme nello sviluppo, libertà economica e coesione sociale, belle parole… sempre le stesse, quelle che ormai da un ventennio ci raccontano per prenderci per il culo…
Ma cosa ne sanno loro, questi figli della Bocconi e della Luiss…, loro, non sanno cos’è la povertà, non hanno mai dovuto cercarlo un posto di lavoro, non sanno cosa significa lavorare… se non stando dietro a quella loro scrivania, messi in mostra in quei vestiti in doppio petto, tutti eguali, gli stessi, fateci caso, sembrano usciti da uno stesso stampo…, adottando sempre e ovunque quel clichè…, vestito blu notte, camicia bianca e/o celeste con serigrafate le proprie iniziali, gemelli nei polsini, cravatta e scarpe scure preferibilmente firmate, orologio ovviamente di marca e qualche gadget personalizzato tipo stilografica e/o Iphone…
Visto uno li hai visti tutti… diciamo che prendono come esempio il loro “modello” modello e cioè il Cavaliere…
Almeno un tempo si prendeva come punto di riferimento l’Avv. Agnelli, ma quelli erano altri tempi, ed anche gli uomini erano ben altri… uomini di grande elevatura, questi sono soltanto mediocri, banali, anonimi, modesti e soprattutto spenti… 
Si parla di circa 650 mila giovani disoccupati e si dice che questi è “un numero aggredibile”, già un numero… ecco cosa si è diventati, un semplice numero, ci manca soltanto che questo… lo tatuino sulla nostra pelle!!!
Ovviamente anche i nostri ministri intervenuti dicono che sono al vaglio tante ipotesi di studio…, dopo anni e anni di esperienza professionale, sono ancora qui a studiare… perché soltanto di teoria di parla, perché di pratica, concretezza e attuazione, non se ne conosce il significato!
Parlano di ammortizzatori sociali che funzionano… che cazzate!!!
Funzionano per cosa, per creare ulteriore lavoro nero, per dare l’opportunità a chi sta godendo delle Cig ( parziali e/o tempo pieno ) o di mobilità, per poter continuare ad operare, presso altre società o lavorando direttamente essi stessi, in maniera non ufficiale e realizzando redditi non dichiarati…
Ed ancora, dov’è il rispetto della sicurezza sul lavoro di cui tutti parlano??? 
Già, quanti di questi, a causa dei mancati controlli da parte degli organi di vigilanza, finiscono poi, operando in nero, vittime di infortuni più o meno gravi, andando così ad aumentare i costi della nostra sanità pubblica???
Ed allora mi chiedo, ma come fanno certe società, visto gli obblighi imposti, introdotti dalla manovra salva Italia, con il Dl 201/11 convertito in legge n. 214/2011, ad effettuare i pagamenti in contanti a questi ” dipendenti nascosti”???
Ma l’intento di questa legge, non era proprio quello di voler combattere l’evasione fiscale e il riciclaggio del denaro sporco???
Ma allora queste società, oltre che riuscire ad utilizzare il personale che oggi gode degli ammortizzatori sociali, risparmiano pure sui costi e sui pagamenti contributivi/assistenziali, operando a dispetto delle regole, quella doppia contabilità ( legale ed illegale ) che permette loro, di realizzare quella “evasione”, da garantirgli anche il fare fronte a quei necessari pagamenti in contante!!!
Uno spreco di denaro pubblico, un sistema che indebolisce la dignità dell’uomo, del lavoratore, che crea un commercio parallelo, una competizione sleale, una concorrenza speculativa che produce soltanto alti profitti e che nel contempo toglie possibilità a nuovi posti di lavoro…
Le associazioni sindacali, chiamate dalle imprese a sostegno dei propri dipendenti e soprattutto a tutela di quei loro iscritti, prima di procedere a qualsivoglia intervento a beneficio, debbono realmente valutare, la possibilità che la società richiedente, abbia quei necessari e fondamentali requisiti, è cioè che la richiesta fatta, di seguito ad una concretezza reale e cioè che garantisca in maniera celere il rientro dei propri lavoratori all’interno della azienda.
Bisogna quindi, convocare un conferenza di servizi, che valuti tutti gli aspetti economici e produttivi della società, le commesse in atto, quelle attualmente sospese, quelle definite ma ancora non operative, valutare di fatto, lo stato di “salute” e commerciale della società nell’attuale mercato.
In definitiva la cassa integrazione, se da un lato deve rappresentare l’intervento con cui lo Stato assicura e garantisce la retribuzione al lavoratore a causa di una possibile contrazione dell’attività produttiva, dall’altro, non può essere concessa a quelle imprese che, a causa di scelte aziendali e programmatiche errate da parte dei loro amministratori e dirigenti, richiedono oggi quel sostegno, barattandolo con i propri dipendenti… 
Bisogna rivalutare questo modello di sostegno, anzi credo che vada riproposto il modello realizzato in Nord-Europa e cioè quello in cui, lo Stato, nell’intervenire con gli ammortizzatori sociali, integri quanto necessario al completamento del reddito, ma nel contempo utilizzi questo personale disponibile ( ognuno con l’incarico e la qualifica che aveva nel momento dell’intervento a sostegno ) in strutture adibite al servizio pubblico, per attività sociali, assistenziali, di manutenzione, di ordine pubblico, integrazione, ecc…, sottraendolo a quei subdoli imprenditori, che a minor costo e per propri interessi beneficiano della disponibilità…
Il tempo sta per finire…, non intervenire immediatamente e lasciare che le condizioni restano inalterate, significa non voler osservare quanto sta già avvenendo intorno noi, in quei paesi europei dove lo sfacelo purtroppo è già iniziato…!!!

Festa dei lavoratori… disoccupati!!!

E’ passato un giorno, da questo appena trascorso, Primo Maggio, festa dei lavoratori.

Si organizzano manifestazioni, concerti, sfilate, tutto ciò per fare soltanto numero, per far capire che i lavoratori contano, sono in tanti ed il loro peso ha valore, ma sono tutte fandonie.
E’ cosi i nostri sindacati si mobilitano, questi segretari sindacalisti che nelle occasioni “speciali” si presentano a parlare dal loro palco, per dare noi lezioni di moralità, quel volerci illudere in lotte che da quasi vent’anni non sono state realizzate o sono state del tutto inutili, abbiamo infatti visto, come ottenute quelle opportune poltrone, i nostri cari ex segretari sindacalisti, si siano poi comportati, come in nostri peggiori politici…
Oggi quindi di quale I° Maggio parliamo, di quale festa dei lavoratori, quella che ormai non esiste più, quella dei disoccupati, dei precari, degli esodati, dei giovani…???
Certamente in quelle piazze, tra quelle vie non troverete mai gli unici che del lavoro godono, di quanti ben raccomandati siedono in qualche ufficio pubblico o in qualche società/impresa politicizzata ed a questi ovviamente, non interessa manifestare o protestare… e poi protestare chi…??? Il politico di turno che li ha favoriti o il parente e/o familiare che ha saputo appoggiare quelle loro richieste??? 

Oggi ascoltavo in una trasmissione radiofonica che nella mia regione la Sicilia, ogni due persone una è disoccupata!!!
Una situazione che non può essere considerata critica… ma peggio, molto peggiore della realtà, perché l’attuale  situazione resta ancora incerta e non ha ( a differenza di ciò che ci viene ripetuto… ) soluzione immediata!!!
Ed i nostri politici…??? Loro cosa fanno…???Discutono, chiacchierano, propongono, ma soluzioni reali vedrete, alla fine questi…, non ne daranno. 
Le soluzioni che dovrebbero  prendere, non le conoscono…, perché non sanno neanche da dove cominciare… e l’abbiamo visto proprio con il governo dei grandi tecnici del Prof. Monti, completamente incompetenti… e dove ci hanno condotto… ad un completo sfacelo!!!
Poi ci si meraviglia che qualcuno possa poi andare “via di testa“…!!!
Già, che un semplice cittadino, non riuscendo più a sopravvivere, non trovando quel minimo  lavoro, non raggiungendo quella pur minima gratificazione personale, conquista questa che si raggiunge soltanto grazie ad un lavoro e a un reddito, ecco che quando ciò viene a mancare, non bisogna poi meravigliarsi che si possa giungere a soluzioni estreme, come quelle che in questi giorni abbiamo dovuto assistere…
Non bisogna inoltre dimenticare che, sono in molti quelli che hanno oggi superato i cinquant’anni e che per raggiungere la sospirata pensione, saranno costretti ancora a lavorare per chissà ancora quanti anni, ovviamente in un paese che di lavoro non ne ha…!!!
E’ cosa dire di quegli imprenditori che sull’orlo del fallimento si tolgono la vita, senza dover aggiungere quanti purtroppo, tra giovani e operai, preferiscono togliersi la vita, che dover continuare a lottare con questo triste nostro sistema…, difatti nel giro di ventiquattro ore, ho dovuto personalmente ascoltare di due notizie tragiche… due suicidi, ieri un ragazzo di diciannove anni e di un muratore meno di due ore fa…
Quanti ancora ne dovremmo contare, perché finalmente si capisca che il tempo è giunto e che non è più tempo ne di scherzare e neanche di parlare, ma di agire in fretta!!!
Ieri, di parole se ne sono sentite tante…, ma noi ormai di quelle parole… non abbiamo più bisogno!!!

14/11/2012 – Sciopero Generale a Catania

Lo sciopero generale nazionale proclamato per oggi, 14 Novembre è cominciato presto, questa mattina già all’alba Insegnanti, studenti e lavoratori sui sono riuniti al centro di Catania ed hanno iniziato a protestare per le condizioni attuali, ormai ritenute da tutti inaccettabili…
La giornata di oggi si inserisce nell’iniziativa di mobilitazione europea indetta dalla Confederazione Europea dei Sindacati, sotto le parole d’ordine: Per il lavoro e la solidarietà… 
Il corteo questa mattina ha bloccato il centro cittadino,  in particolare Via Etnea e Corso Sicilia, fermandosi anche davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate – Serit, dove sono dovuti intervenire in maniera comunque pacifica le forze dell’ordine…
Fra i lavoratori vi erano quanti oggi sono a rischio di licenziamento e quanti invece purtroppo e sono molti, sono ancora alla ricerca di una opportunità lavorativa…
Questi ultimi, hanno così raggiunto gli studenti e congiunti hanno iniziato civilmente la protesta… tra questi oltre gli  insegnanti c’erano pure i molti precari…
Ovviamente gli slogan più frequenti, sono contro il Governo Monti, contro i Politici ed uno in particolare era diretto verso il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, Dott. Profumo e tra una mobilitazione di un migliaio di partecipanti, si è assistito alle solite proteste di coloro che operando con il pubblico, trasporti e operatori sanitari, senza dimenticare anche i privati, che si sono ritrovati imbottigliati nella manifestazione, perché nessuno aveva preparato percorsi alternativi, preparando un programma opportuno per deviare il traffico…  
Al grido urlato, Noi la crisi non la paghiamo…, era evidente questo ormai malessere generale, dove i cittadini pur avendo stretto la cinghia, non riescono più a sopravvivere…
Se coloro che sono demandati a farlo, non prendono le contromisure a questa situazione, si rischia di entrare in un circolo che porterà certamente ad una situazione stagnante ed analoga a quella già presente in altri paesi europei, quali Grecia, Portogallo e Spagna!!!  
Ormai le Banche sono entrate sotto mira, questa austerità tanto decantata, potrebbe non servire più… il rischio di un collasso è ormai evidente e sotto gli occhi di tutti…
Una politica economica e generale scellerata, ci ha ormai condotto verso questo baratro e che troverà in tempi brevi soluzione…
La Merkel, ha infatti dichiarato tempi di ripresa, non prima del 2017…, immaginatevi quindi altri cinque anni, di questa critica situazione!!!
Già quando penso che si parlava del 2012 quale fine del mondo…,  mi sembrava qualcosa di catastrofico, ma rivedendo oggi quella brutale situazione, mi sembra niente rispetto a questa nuova opportunità che ci viene offerta…cioè continuare a dover soffrire, per chi poi un giorno… potrà dire di esserci arrivato… già tra un po’ di anni… 

14/11/2012 – Sciopero Generale a Catania

Lo sciopero generale nazionale proclamato per oggi, 14 Novembre è cominciato presto, questa mattina già all’alba Insegnanti, studenti e lavoratori sui sono riuniti al centro di Catania ed hanno iniziato a protestare per le condizioni attuali, ormai ritenute da tutti inaccettabili…
La giornata di oggi si inserisce nell’iniziativa di mobilitazione europea indetta dalla Confederazione Europea dei Sindacati, sotto le parole d’ordine: Per il lavoro e la solidarietà… 
Il corteo questa mattina ha bloccato il centro cittadino,  in particolare Via Etnea e Corso Sicilia, fermandosi anche davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate – Serit, dove sono dovuti intervenire in maniera comunque pacifica le forze dell’ordine…
Fra i lavoratori vi erano quanti oggi sono a rischio di licenziamento e quanti invece purtroppo e sono molti, sono ancora alla ricerca di una opportunità lavorativa…
Questi ultimi, hanno così raggiunto gli studenti e congiunti hanno iniziato civilmente la protesta… tra questi oltre gli  insegnanti c’erano pure i molti precari…
Ovviamente gli slogan più frequenti, sono contro il Governo Monti, contro i Politici ed uno in particolare era diretto verso il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca, Dott. Profumo e tra una mobilitazione di un migliaio di partecipanti, si è assistito alle solite proteste di coloro che operando con il pubblico, trasporti e operatori sanitari, senza dimenticare anche i privati, che si sono ritrovati imbottigliati nella manifestazione, perché nessuno aveva preparato percorsi alternativi, preparando un programma opportuno per deviare il traffico…  
Al grido urlato, Noi la crisi non la paghiamo…, era evidente questo ormai malessere generale, dove i cittadini pur avendo stretto la cinghia, non riescono più a sopravvivere…
Se coloro che sono demandati a farlo, non prendono le contromisure a questa situazione, si rischia di entrare in un circolo che porterà certamente ad una situazione stagnante ed analoga a quella già presente in altri paesi europei, quali Grecia, Portogallo e Spagna!!!  
Ormai le Banche sono entrate sotto mira, questa austerità tanto decantata, potrebbe non servire più… il rischio di un collasso è ormai evidente e sotto gli occhi di tutti…
Una politica economica e generale scellerata, ci ha ormai condotto verso questo baratro e che troverà in tempi brevi soluzione…
La Merkel, ha infatti dichiarato tempi di ripresa, non prima del 2017…, immaginatevi quindi altri cinque anni, di questa critica situazione!!!
Già quando penso che si parlava del 2012 quale fine del mondo…,  mi sembrava qualcosa di catastrofico, ma rivedendo oggi quella brutale situazione, mi sembra niente rispetto a questa nuova opportunità che ci viene offerta…cioè continuare a dover soffrire, per chi poi un giorno… potrà dire di esserci arrivato… già tra un po’ di anni… 

Sindacati…sempre a lottare per i lavoratori… o quasi???

Quando in Inghilterra si formarono le prime forme di associazione dei lavoratori le cosiddette Trade Unions, queste rappresentavano le prime vere forme di rappresentanza sindacale, con lo scopo di rendere più sopportabili le condizioni di vita dei lavoratori nelle fabbriche…
Ci fu poi un momento, in cui questi, cominciarono a organizzarsi diventando forza politica e questa separazione incrinò l’aspetto positivo, per le quali erano state create e scemando quindi in organismi di raccolta voti, da girare ai propri partiti di appartenenza… 
Ecco quindi che nascono le lotte sindacali, dove la mancanza di unione, determina confusione e vantaggi per alcuni a scapito di altri, ed ancora questi grossi gruppi, vengono a suddividersi ulteriormente con nuove sigle minori, ma che non fanno altro che creare ancora meno peso, da poter barattare con le grandi industrie e soprattutto con la politica…
Da noi ormai i sindacati non contano nulla, solo e soltanto quando vedono cominciare a tremare il loro immobilismo, ecco che allora si fanno sentire, sperano di poter mediare, per qualche elemosina da raccogliere, dal Presidente di turno, e quando non ottengono quanto loro desiderano, allora parlano di bloccare tutto e scioperi ovunque…
Ma lo sciopero bisogna farlo quando è giusto farlo, quando ci si accorge che le regole non vengono rispettate, quando non esiste equità, quando le diseguaglianze sono evidenti, quando il lavoro manca, quando coloro a cui avete richiesto l’iscrizione, la bella tessera, il fondo di previdenza ( chissà dove è stato investito e se oggi è rimasto qualcosa…), ecco allora eravate ben presenti e poi… vi siete dimenticati…,  dimenticati di tutti, parlate, parlate tanto, ma fatti se ne sono visti pochi anzi niente… le vostre mediazioni hanno portato i dipendenti ad essere licenziati come birilli…, carne da macello!!!
Ora che siamo dentro una crisi, di cui anche Voi siete responsabili, ora che ci viene presentato il conto, queste riforme umilianti, vergognose, avvilente, imbarazzante e mortificante, cosa fate, discutete a chi proporre le vostre posizioni, sperate di essere ricevuti per poter chiedere un leggero ritocco, tanto per far capire che siete presenti, che non siete statuine da spostare in una scacchiera, lontani dalla realtà che ormai vi è fuggita di mano…
A me non interessa  quale sindacato si muoverà per primo, non interessa a quale colore appartiene, ma se questo fa gli interessi di noi cittadini, allora state certi che io farò la mia parte… e sarò lì presente…
Non vi illudete che ora grazie al ” professore “, ( perdoni le lettere minuscole… ) la nostra nazione raggiungerà come per magia, un salto economico inimmaginabile, ( qualcuno già gode per lo spread sceso ieri sotto i 400 punti…) è tutta una illusione, vedrete che coloro che oggi festeggiano, nascondono la reale situazione per evitare di fare crescere il panico tra i cittadini…
Il tempo dirà, chi aveva ragione e chi no…, io spero sempre di sbagliarmi!!!

Lunedi 12 Dicembre: Sciopero generale

La CGIL prepara lo sciopero generale di quattro ore, per lunedì 12 dicembre!!!
Il sindacato guidato da Susanna Camusso sin da oggi sarà in piazza in tutta Italia con i presidi davanti alle Prefetture, con il coinvolgimento dei Comuni, delle Province e Regioni contro una manovra, proposta dal Governo, che contiene nessuna novità positiva e soprattutto molte parti gravi che non la configurano come una manovra equa…, e che, avverte la Confederazione, “grava su lavoratori e pensionati, già colpiti dalle precedenti manovre”. 
Vedere ancora oggi i sindacati divisi e non uniti per difendere i diritti di noi lavoratori, non fa certamente piacere, vorrei che per un momento, invece di fare gli interessi politici, facessero quelli pratici di noi cittadini che siamo poi quelli che li paghiamo…
Oggi a queste riforme bisogna dire NOOOOOO!!!!! Gridando ad alta voce e mobilitandosi verso uno sciopero generale non soltanto di 4 ore… ma di giorni, settimane e mesi se necessario, fino a quando le regole vengono cambiate e modificate una volta per tutti…

Basta privilegi per pochi e tasse per tutti… ci siamo rotti!!!
Non ci saranno voti da comprare… nessun posto di lavoro da barattare, non vogliamo più una politica fatta soltanto per il clientelismo, ma basata solo e soltanto per la crescita del nostro paese…
Oggi non vi serve più avere quella tessera di partito che tenete nel portafoglio quasi fosse una carta di credito…, un santino,  quella che tenete con tanto orgoglio, oggi rappresenta per voi ed ancor di più per i vostri figli una carta a debito che non estinguerete mai…

Svegliatevi, qui se non ci si da una mossa, crolla tutto come la torre di Babele ma non per punizione divina, ma per quella incoscienza nel voler sempre attendere che altri, sempre gli altri facciano qualcosa per noi…
E’ giunto il tempo che ognuno di noi, faccia i propri passi e come diceva il Presidente americano J. F. Kennedy: ” Non chiederti cosa il tuo Paese può fare per te, ma chiediti cosa tu puoi fare per il tuo Paese…” .
Non ci sono più scuse, ogni giorno che da oggi perderemo con il nostro immobilismo, rappresenterà un giorno   perso che non potremmo più recuperare!!!