Archivi tag: finanziamento

Riflessioni nell’acquistare un’auto con finanziamento? La rata sembra bassa, ma il conto vero arriva dopo…


Buongiorno,

nel realizzare questo post, ho preso spunto da una riflessione di un amico e collega di Medium, Giuseppe, perché il tema mi sembrava particolarmente interessante.

Già… vale la pena conoscerlo e, allo stesso tempo, approfondirlo insieme, con quella calma che merita una scelta che ha un peso concreto sulle nostre tasche e sulle nostre abitudini.

Negli ultimi anni, acquistare un’auto è sembrato diventare improvvisamente più accessibile. Basta farsi un giro tra concessionarie o siti web per imbattersi in tariffe mensili apparentemente contenute, anticipi ridotti all’osso e prezzi promozionali che, guarda caso, sono validi solo se si sceglie il finanziamento. 

Attenzione: non sto dicendo che queste formule siano sbagliate in sé. Spesso sono strumenti utili, ma hanno l’effetto di spostare tutta la nostra attenzione su un unico elemento, la rata mensile, offuscando quello che per me è il vero nodo della questione: il costo complessivo dell’operazione. Per questo motivo, prima di apporre una firma, fermarsi a guardare il quadro con più consapevolezza non è solo prudente, ma necessario.

Quando si decide di acquistare un’auto con un finanziamento, il prezzo del veicolo è solo il punto di partenza. A questo si aggiungono, talvolta in modo silenzioso, gli interessi, le spese accessorie, le commissioni di istruttoria, i costi di ispezione del pratico e, non di rado, polizze accessorie che vengono presentate come parte integrante del pacchetto. In questo groviglio di voci, il parametro più utile da osservare è il TAEG, perché rappresenta proprio il costo complessivo del finanziamento. E il punto cruciale è che il TAEG può variare in modo sorprendente tra un’offerta e l’altra: confrontare più preventivi, con la stessa attenzione con cui si confronta il modello di un’auto, aiuta a capire quanto si pagherà realmente, al di là della promessa di una rata leggera.

C’è poi una formula che negli ultimi anni è diventata onnipresente: quella con la maxi rata finale. Una struttura che promette libertà attraverso rate mensili basse, per poi presentare sul finale un conto significativo, spesso pari a un terzo o più del valore dell’auto. È una soluzione che può avere senso, ad esempio, per chi sa già di voler cambiare auto con frequenza. Ma proprio per questo è essenziale pianificare in anticipo cosa accadrà alla scadenza del contratto, perché le opzioni, in fondo, sono solo tre: pagare quella maxi rata e tenere l’auto; rifinanziare l’importo residuo, aprendo un nuovo capitolo di debito con ulteriori costi; oppure sostituire il veicolo stipulando un nuovo contratto, se la formula lo prevede. Non esiste una scelta giusta in assoluto, ma solo quella che si allinea alla propria situazione finanziaria e alle proprie abitudini.

Uno degli errori più comuni, in questo percorso, è valutare l’acquisto esclusivamente attraverso la lente della rata mensile. È un meccanismo psicologico comprensibile: la rata sembra domabile, rientra nel budget del mese, ci dà l’illusione di controllo. Eppure, questo approccio rischia di farci sottovalutare il costo totale del finanziamento, quello vero. Per uscire da questa trappola, credo sia utile considerare l’intera somma che effettivamente uscirà dalle nostre tasche: anticipo, totale delle rate, eventuale maxi rata. Senza dimenticare la durata del debito, che significa tempo di impegno economico, e l’impatto che questo ha sul risparmio e sugli altri obiettivi finanziari.

Perché, e qui arrivo a un punto che mi sta a cuore: l’auto è generalmente una spesa, non un investimento! Per quanto possiamo amare un modello, per quanto ci regali emozioni e libertà, tende a perdere valore nel tempo, fin dal momento in cui esce dal concessionario. Molti approcci di educazione finanziaria suggeriscono per questo di evitare di assumersi un impegno economico eccessivo rispetto al proprio reddito. Una linea guida prudenziale, che ho visto utilizzare spesso, suggerisce di mantenere il valore dell’auto entro un range di sei-otto mesi di reddito netto, e la rata mensile entro il dieci-quindici per cento del reddito. Non sono regole universali, intendiamoci, ma rappresentano dei riferimenti utili per valutare la sostenibilità dell’acquisto senza mettere in difficoltà il resto dei propri progetti.

C’è poi un aspetto ancora più sottile, che raramente viene considerato quando si stringe la mano sul contratto: il costo opportunità. Quando una quota significativa del proprio reddito viene destinata ogni mese al pagamento di una rata, si riduce automaticamente la capacità di costruire altre cose. Ad esempio, creare o alimentare un fondo di emergenza, che è la vera ancora di salvezza nelle imprevisti. Oppure avviare un investimento nel lungo termine, magari con piccoli importi versati con costanza, che nel tempo potrebbero beneficiare della capitalizzazione composta. Non parlo di operazioni speculative, ma di quella lenta e paziente costruzione di una base che restituisce, col tempo, una libertà diversa da quella di un’auto nuova.

Allora, quali sono alcuni modi prudenti per muoversi? Valutare anche auto usate o comunque meno costose, aumentare l’anticipo per ridurre la quota da finanziare, analizzare sempre il costo totale e non solo la rata. Avere fin da subito un piano per gestire quella eventuale maxi rata finale, confrontare più preventivi guardando al TAEG e alle spese incluse, e infine, chiedersi se quei risparmi che si ottengono con una rata più bassa non possano essere destinati a obiettivi di lungo termine più significativi. L’obiettivo, per me, non è rinunciare all’auto, ma fare in modo che la scelta dell’auto non comprometta la serenità finanziaria.

Il finanziamento auto è uno strumento che può essere utile, ma richiede attenzione. La rata mensile rappresenta solo una parte del quadro: il costo totale, la durata del debito e la pianificazione futura sono elementi altrettanto importanti. Prendersi il tempo per fare bene i conti prima di firmare può aiutare a evitare decisioni impulsive e, alla fine, è proprio quel tempo dedicato alla riflessione che migliora la qualità delle nostre scelte.

E voi cosa ne pensate? Avete mai acquistato un’auto con finanziamento? Vi siete trovati bene o avete scoperto costi aggiuntivi solo dopo? Preferite pagare in contanti o utilizzare la formula della rata? Qual è la lezione più importante che avete imparato in questo percorso? Condividete le vostre esperienze nei commenti: confrontarsi aiuterà tutti a prendere decisioni più consapevoli.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno esclusivamente finalità educative e divulgative e non costituiscono consulenza finanziaria, legale o fiscale personalizzata. Ogni decisione di acquisto o investimento dovrebbe essere valutata in base alla propria situazione personale e, se necessario, con il supporto di un professionista qualificato. Tassi, condizioni contrattuali e risultati degli investimenti possono variare nel tempo e non sono garantiti.

Intervista al Dott. Alfio Grassi: Il caso delle temperature record e una verità sconcertante!


Come promesso ai miei lettori più attenti, oggi ho avuto il privilegio di incontrare il Dott. Alfio Grassi nel suo ufficio, un professionista che desidero ringraziare pubblicamente non solo per la disponibilità dimostrata, ma per il coraggio e l’integrità intellettuale con cui ha deciso di affrontare una tematica spinosa, proprio come aveva preannunciato nella sua breve risposta – vedasi link: http://nicola-costanzo.blogspot.com/2025/09/richiesta-intervista-al-dott-alfio.html.
Dietro la mia insistente richiesta di un confronto, c’era una semplice ma fondamentale ricerca: trovare delle risposte.

Sì… risposte che, fino ad oggi, sembravano sfuggire a qualsiasi logica, sepolte sotto una coltre di silenzi, dichiarazioni ufficiali spesso contraddittorie e una narrazione che non riusciva a soddisfare la curiosità e le legittime preoccupazioni di noi “semplici” cittadini.

Grazie all’intervento del Dott. Grassi, quel muro di omertà e di dubbi forse sta per essere finalmente scalfito, difatti, quel che è emerso nel corso della nostra lunga conversazione, va ben oltre le mie più rosee aspettative e, devo ammetterlo, le mie più fosche previsioni.

L’argomento è talmente vasto, complesso e ricco di dettagli cruciali che, per onestà intellettuale verso i miei lettori e per il rispetto della chiarezza che un tema del genere merita, ho deciso di suddividere il resoconto dell’intervista in più post (peraltro ho avuto poco tempo a disposizione stasera per organizzare tutto il materiale).

Ma non posso, e non voglio, trattenere oltre la notizia più sconvolgente. Voglio preannunciarvi sin da questo primo articolo che quanto scoperto oggi è di una portata tale da lasciare basiti.

Le informazioni che il Dott. Grassi mi ha comunicato, supportate da documenti e una logica stringente, sono qualcosa che mai avrei creduto possibile. Sono certo che, come è successo a me, anche voi lettori resterete senza parole, sorpresi e profondamente turbati da ciò che sta dietro la facciata delle “temperature record” che hanno investito la nostra Sicilia.

Procediamo quindi…

Buonasera, iniziamo con la prima domanda: Occupazione del caso del presunto record e tempistiche – Dott. Grassi, desidero sapere come mai Lei si sta occupando di questo presunto record e soprattutto da quando?

Risposta: Da anni mi occupo di aspetti ambientali-climatici nella qualità di professionista geologico; in particolare, dall’anno 2016 ho avviato uno studio di monitoraggio sulle reti di rilevazioni di dati meteo installate nella Sicilia orientale, sia pubbliche che private, attraverso lo studio dei dati e dei sopralluoghi periodici, al fine di constatare lo stato di conformità di queste stazioni meteorologiche.

Nel 2017, dopo un’analisi accurata condotta sui dati registrati da una stazione ubicata nel comune di Floridia, appartenente alla rete SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano), ente regionale gestito dall’Assessorato all’Agricoltura, mi rendo conto di alcune notevoli anomalie sull’andamento termico delle temperature diurne registrate e decido di effettuare un sopralluogo nel sito di ubicazione della stazione.

In sede di sopralluogo mi accorgo, con grande stupore, che lo schermo protettivo del termometro presenta un’ampia apertura attraverso la quale, in alcune ore del giorno, entravano perfino i raggi solari, inficiando la reale misura termometrica in violazione di qualsiasi protocollo di conformità nazionale e internazionale attinente alla metodologia standard di regolare rilevazione della temperatura dell’aria sulla superficie terrestre.

Seconda domanda: Scoperta delle non conformità della stazione SIAS di Floridia – Quando ha scoperto per la prima volta che la stazione SIAS di Floridia non era a norma?

Risposta: Come le ho detto, anni prima che avvenisse il record europeo di 48,8°, il sottoscritto si era accorto che la stazione non rispettiva minimamente i requisiti standard richiesti dai protocolli tecnico-scientifici ufficiali, ma non solo per la presenza del buco nello schermo solare di protezione del termometro, ma anche per l’infelice ubicazione della stazione.

La stazione si trova circondata da alberi e nelle immediate vicinanze, a meno di 10 m, è presente una strada pubblica asfaltata che durante le ore diurne si riscalda notevolmente creando una bolla di calore che spesso, in condizioni di scarsa ventilazione, invade la stazione facendo impennare la temperatura rilevata.

Già alcuni giorni dopo la registrazione del record, avvenuto l’11/08/21, il sottoscritto si è premurato di effettuare un monitoraggio temporaneo e comparativo attraverso l’uso di una stazione datalloger professionale piazzata a circa 50 m dalla quella SIAS, i cui risultati hanno confermato che in alcuni momenti del giorno, quando il vento proveniva dalla stessa direzione di quella del giorno in cui si registrò il record, la sovrastima della temperatura della stazione SIAS registrava picchi di quasi 3°.

Nel 2024, a spese mie, decisi di installare in un luogo non influenzato da ostacoli o strade una stazione professionale a 500 m di distanza da quella del SIAS, dotata di certificazione di calibratura del sensore termometrico e, quindi, rispettosa di tutti i requisiti di conformità richiesti dai protocolli tecnici – scientifici ufficiali.

La stazione è stata messa in rete e, quindi, i dati di temperatura che vengono registrati in automatico ogni 10 minuti sono consultabili online da chiunque, Dopo 14 mesi di monitoraggio si è potuto constatare che la mia stazione restituisce temperature massime quasi sempre inferiori a quelli del SIAS e in certi giorni si sono registrate differenze di ben 3°!

Ma ecco che improvvisamente arriva il momento della rivelazione più sconvolgente, quella che ha giustificato ogni mia perplessità e che trasforma questa intervista in un’indagine su una delle pagine più opache della recente storia meteorologica italiana.

Sì, vi assicuro: questo è solo un assaggio, il primo di una serie di post che cercheranno di scavare a fondo, per arrivare alla verità.

E del resto, non si dice che la verità è come il sole? È vero: fa fatica a rimanere nascosta per sempre!

Restate quindi sintonizzati: i prossimi capitoli saranno ancora più incredibili.

La Sicilia e il ponte da realizzare sullo Stretto. Il Presidente Musumeci: «Cosa aspetta Roma a chiedere finanziamento a Ue?»

Già… verrebbe da dire: ma di cosa stanno ancora discutendo? 

Infatti, cosa aspetta ancora, il governo centrale a chiedere all’Ue il finanziamento per la costruzione del Ponte sullo Stretto?. 

Se lo chiede il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando la risposta ufficiale della commissaria europea ai Trasporti, Adina-Ioana Vălean, a una interrogazione dell’eurodeputata siciliana Annalisa Tardino (Lega) sull’ipotesi di collegamento tra la Sicilia e Calabria.

Per l’esponente dell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen, infatti, «la valutazione di un progetto sulla rete Ten-T può essere effettuata solo sulla base di una proposta concreta e matura dello Stato membro». 

Peccato che finora, come dichiara il commissario europeo, “le autorità italiane non hanno presentato alla Commissione piani concreti in merito a tale collegamento”. 

La scelta dello strumento di finanziamento per un determinato progetto dovrebbe essere decisa dall’Italia, in funzione della natura del progetto e della sua sostenibilità finanziaria». 

«Sicilia e Calabria – riprende Musumeci – sono stanche di essere considerate periferia d’Europa e per diventare centrali nell’area del Mediterraneo uno dei requisiti essenziali è il collegamento stabile tra le due sponde”. 

Continuando: “Diciamo basta a un dibattito ultrasecolare, fatto di relazioni e contro relazioni, con il solito obiettivo di rinviare la decisione alle calende greche. 

D’altronde, questa telenovela ha stancato tutti!!!

Grillo non fare il buffone…

Non potevamo attendere a lungo la risposta del neo segretario del Pd Matteo Renzi alla provocazione, altrettanto corretta, del M5Stelle nella persona di Beppe Grillo…

Ok… la legge per l’abolizione del rimborso elettorale ai partiti è finalmente passata, adesso si tratta di restituire i soldi presi… è lì nasce il vero problema!!!
Renzi però lancia un guanto di sfida, che io trovo legittimo…
Caro Grillo con i tuoi 160 parlamentari aiutaci a per fare le riforme…., noi siamo disponibili a rinunciare ai 40 milioni del prossimo anno se tu però ti impegni nelle riforme per superare il Senato, abolire le Province e redigere una nuova legge elettorale”…

Tutto bello, anzi direi bellissimo, peccato soltanto che dobbiamo attendere il prossimo anno per vedere rinunciare ai soldi già incassati…, se si riuscisse a fare quel piccolo sacrificio in più, sarebbe il massimo!!! 

Comunque le parole espresse da Renzi, vanno verso quel cambiamento che in tanti attendono, speriamo che non restino soltanto parole, ma che i fatti possano prendere il sopravvento.
Che qualcosa sta cambiando è certo… anche perché se non lo fanno loro… lo faranno certamente i cittadini e credo che forse finiremo di vedere “larghe e grassone” intese che finora non hanno fatto la loro bella figura.
Forse… e speriamo che ciò possa avverarsi, alla prossima legislatura la proposta è quella di non eleggere più 315 senatori…, 315 personaggi che ha nulla servono se non aumentare i costi della nostra politica, perché come dice Renzi “il Senato non deve più avere una funzione elettiva” io aggiungerei anche selettiva…
Di idee c’è ne sono tante, quante di queste poi riusciranno a realizzarsi è altra cosa, comunque iniziare a parlare di cose concrete per il nostro paese è un buon passo iniziale, parlare di semplificare le regole del lavoro, impegnarsi per modificare la legge Bossi-Fini, cioè quella legge che modificava le norme esistenti in materia di immigrazione e asilo politico, con nuove disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, ed infine il tema delle unioni civili, che verrà posto nel patto di coalizione.
I cittadini chiedono di cambiare definitivamente l’Italia, e convincere quei delusi 42% della politica a ricrederci è ancora molto difficile e non basterà più il voto di protesta dato a Grillo alle ultime elezioni…

Gli Italiani sono stanchi di assistere inermi a questo stato di cose… e se gli interlocutori non cambieranno, credo che a poco servirà fare ulteriori promesse…

La nostra democrazia, per quanto ci vogliono far credere, è a rischio!!!
Se non si fanno ripartire le riforme istituzionali ed economiche al più presto, serve a poco offendere coloro che oggi manifestano, quanti sono a chiedere pari diritti, leggi eque ed uguali per tutti, maggiore legalità e giustizia, applicazione delle pene in maniera severa per chi le infrange, eliminare in maniera definitiva quei vantaggi finora concessi ingiustamente a quanti appartengono a quelle predeterminate caste, fare in modo che chi merita vada avanti e chi è figlio/parente/affine rincoglionito di qualche celebre e altisonante genitore, resti fuori dal nostro sistema, per non incidere negativamente, creando quegli ulteriori gravi danni di cui oggi infatti, ne stiamo paghiamo le conseguenze…!!!
  

POLITICA = MALAFFARE

Ormai siamo così abituati a sentire parlare di, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, peculato, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione, corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio e chi più ne ha…, più ne metta, che ormai ci siamo fatti una cultura, di tutte quelle forme dilaganti di corruzione, che investono continuamente, dal Nord al Sud il nostro Paese…

Già un Paese macchiato da indagati, inquisiti e condannati, con una percentuale di quasi il 10% tra consiglieri e assessori, che tra reati che spaziano dalla pubblica amministrazione alla corruzione, passando per la bancarotta fraudolenta al finanziamento illecito, dalle turbative d’aste alla associazione mafiosa, dagli abusi edilizia alle concessioni commerciali
Ovviamente su quanto sopra… noi in Sicilia siamo al primo posto, in questa classifica vergognosa, i nostri consiglieri ed assessori, guidano la classifica, fra questi in particolare ci sono quelli del PdL, che ad oggi ne annovera circa una sessantina… ( già potrebbe chiamarsi il partito dei ladri ), per cui piuttosto che pensare di “ guadarci negli occhi…” sarebbe più importante che ci si dedicasse a fare pulizie al interno del proprio partito…
Ma non bisogna stupirsi, perché anche gli altri partiti non godono di buona reputazione, tra Presidenti di Regioni, Tesorieri, Assessori e Amministratori, non c’è ne uno che non appartenga a questo fans club… fatto di truffaldini ed imbroglioni, che però hanno ancora la faccia tosta di venirvi a chiedere ancora il voto!!!
Onorevoli di nome, ma certamente non di fatto, poiché ogni otto parlamentari c’è ne uno che ha avuto a che fare con la magistratura, ad oggi se ne contano più di un centinaio tra deputati e senatori…, il numero viene ovviamente oscurato, per non fare conoscere l’esattezza e la portata, ma se le indagini fossero svolte in maniera più particolareggiata, certamente saremmo a parlare di un numero ancora più elevato, tra coloro che verrebbero iscritti nel registro degli indagati…
Non ci dimentichiamo che i magistrati debbono richiedere l’autorizzazione a procedere per l’arresto di un parlamentare ( che gode dell’immunità ), anche nei casi di intercettazione e/o perquisizione personale, quasi sempre il più delle volte, mai concessa…
Infine il più delle volte, queste leggi, vengono varate, per modificare quelle condizioni, che porterebbero a condanne certe, ma che attraverso questi escamotage, ben consigliati e suggeriti dai propri legali, riescono a bypassare quelle restrizioni, ottenendo così alla fine, qualche sentenze di prescrizione o per decorrenza del termine…
Bisogna comunque aggiungere, che in molti casi, le indagini svolte dalla autorità giudiziaria, portano alla completa assoluzione dell’indagato, ed inoltre, che per quanto si è potuto assistere negli anni passati, una parte della nostra magistratura, abbia influenzato e non poco, l’indirizzo politico di una coalizione a vantaggio di un altra, la cosiddetta Tangentopoli della Prima Repubblica ed oggi dove la somiglianza appunto con quel periodo in cui tra, scandali, corruzione, malaffare, clima di sfiducia,  malessere generale, crisi economica, disoccupazione ed incertezza, ecco sembra che ormai, siamo giunti alla fine anche di questa “ inutile“ Seconda Repubblica…  

POLITICA = MALAFFARE

Ormai siamo così abituati a sentire parlare di, concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, peculato, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, induzione, corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio e chi più ne ha…, più ne metta, che ormai ci siamo fatti una cultura, di tutte quelle forme dilaganti di corruzione, che investono continuamente, dal Nord al Sud il nostro Paese…

Già un Paese macchiato da indagati, inquisiti e condannati, con una percentuale di quasi il 10% tra consiglieri e assessori, che tra reati che spaziano dalla pubblica amministrazione alla corruzione, passando per la bancarotta fraudolenta al finanziamento illecito, dalle turbative d’aste alla associazione mafiosa, dagli abusi edilizia alle concessioni commerciali
Ovviamente su quanto sopra… noi in Sicilia siamo al primo posto, in questa classifica vergognosa, i nostri consiglieri ed assessori, guidano la classifica, fra questi in particolare ci sono quelli del PdL, che ad oggi ne annovera circa una sessantina… ( già potrebbe chiamarsi il partito dei ladri ), per cui piuttosto che pensare di “ guadarci negli occhi…” sarebbe più importante che ci si dedicasse a fare pulizie al interno del proprio partito…
Ma non bisogna stupirsi, perché anche gli altri partiti non godono di buona reputazione, tra Presidenti di Regioni, Tesorieri, Assessori e Amministratori, non c’è ne uno che non appartenga a questo fans club… fatto di truffaldini ed imbroglioni, che però hanno ancora la faccia tosta di venirvi a chiedere ancora il voto!!!
Onorevoli di nome, ma certamente non di fatto, poiché ogni otto parlamentari c’è ne uno che ha avuto a che fare con la magistratura, ad oggi se ne contano più di un centinaio tra deputati e senatori…, il numero viene ovviamente oscurato, per non fare conoscere l’esattezza e la portata, ma se le indagini fossero svolte in maniera più particolareggiata, certamente saremmo a parlare di un numero ancora più elevato, tra coloro che verrebbero iscritti nel registro degli indagati…
Non ci dimentichiamo che i magistrati debbono richiedere l’autorizzazione a procedere per l’arresto di un parlamentare ( che gode dell’immunità ), anche nei casi di intercettazione e/o perquisizione personale, quasi sempre il più delle volte, mai concessa…
Infine il più delle volte, queste leggi, vengono varate, per modificare quelle condizioni, che porterebbero a condanne certe, ma che attraverso questi escamotage, ben consigliati e suggeriti dai propri legali, riescono a bypassare quelle restrizioni, ottenendo così alla fine, qualche sentenze di prescrizione o per decorrenza del termine…
Bisogna comunque aggiungere, che in molti casi, le indagini svolte dalla autorità giudiziaria, portano alla completa assoluzione dell’indagato, ed inoltre, che per quanto si è potuto assistere negli anni passati, una parte della nostra magistratura, abbia influenzato e non poco, l’indirizzo politico di una coalizione a vantaggio di un altra, la cosiddetta Tangentopoli della Prima Repubblica ed oggi dove la somiglianza appunto con quel periodo in cui tra, scandali, corruzione, malaffare, clima di sfiducia,  malessere generale, crisi economica, disoccupazione ed incertezza, ecco sembra che ormai, siamo giunti alla fine anche di questa “ inutile“ Seconda Repubblica…