Ars di nuovo ferma…


Ieri mattina all’Ars, il Presidente Giovanni Ardizzone, nell’aprire i lavori d’aula, ha comunicato formalmente la firma da parte del Presidente Crocetta, sul decreto di ritiro delle deleghe di tutti gli assessori.. 

Inoltre, sempre Ardizzone ha comunicato il deposito di una prima mozione di sfiducia nei confronti del governatore da parte del centrodestra e di una seconda mozione da parte del Movimento Cinque Stelle.
Quindi… tutto è stato rinviato e non si è neppure dato inizio alla votazione per eleggere il vicepresidente e l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra… passaggio quest’ultimo previsto sempre nel pomeriggio, ma che si è deciso di traslare verso altri calendari, ancora da definirsi…. mentre al contrario l’opposizione che tenta di impedire eventuali rinvii e costringere così il Parlamento a dover votare…, 

In questo clima teso è stata rinviata anche la seduta della commissione Bilancio che aveva proprio all’ordine del giorno, la votazione della legge per stanziare 25 milioni di euro, per finanziare gli stipendi a forestali e precari dell’Esa… 

Alla luce quindi di quanto avvenuto, i lavori del Parlamento regionale vengono “congelati” a data da destinarsi… sia per l’assenza formale di un governo, sia perché il regolamento dell’Ars prevede che, nel caso di presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione, tutti i punti all’ordine del giorno slittano, in attesa della discussione della mozione. 

E’ evidente che, invece di pensare quindi a lavorare, per accelerare quei processi indispensabili tali da permettere una celere soluzione ai problemi della ns. regione ( che come ben sappiamo… sono molteplici e di difficile soluzione), ecco che ci si preoccupa e ci si concentra maggiormente, su come potersi dividere quelle “particolari” poltrone… che danno, incarichi governativi di prestigio…

Siamo come sempre nelle mani di nessuno… gente che non pensa ad operare per il bene della propria regione, ma che si dedica al mestiere del politico non per passione, ma per qualcosa che hanno dentro di loro, già nel proprio Dna…
E’ quello stesso “legame a catena“, nel quale, trattative, interessi, trasferimenti, silenzi, pugnalate, rimpasti, instabilità, costituiscono perfettamente l’essenza stessa di quei naturali “giochini” che hanno quale unica finalità, quella di voler tentare di ottenere per se o per i propri candidati ( amici o scelti all’interno dei propri gruppi parlamentari), quei “classici” benefici dei quali successivamente a turno potranno prima o poi tutti… avvantaggiarsi.
Che dire… mi rassicura pensare che oggi, nella mia regione, c’è qualcuno che sta lavorando per me… 

Ars di nuovo ferma…


Ieri mattina all’Ars, il Presidente Giovanni Ardizzone, nell’aprire i lavori d’aula, ha comunicato formalmente la firma da parte del Presidente Crocetta, sul decreto di ritiro delle deleghe di tutti gli assessori.. 

Inoltre, sempre Ardizzone ha comunicato il deposito di una prima mozione di sfiducia nei confronti del governatore da parte del centrodestra e di una seconda mozione da parte del Movimento Cinque Stelle.
Quindi… tutto è stato rinviato e non si è neppure dato inizio alla votazione per eleggere il vicepresidente e l’assessore alla Formazione Nelli Scilabra… passaggio quest’ultimo previsto sempre nel pomeriggio, ma che si è deciso di traslare verso altri calendari, ancora da definirsi…. mentre al contrario l’opposizione che tenta di impedire eventuali rinvii e costringere così il Parlamento a dover votare…, 

In questo clima teso è stata rinviata anche la seduta della commissione Bilancio che aveva proprio all’ordine del giorno, la votazione della legge per stanziare 25 milioni di euro, per finanziare gli stipendi a forestali e precari dell’Esa… 

Alla luce quindi di quanto avvenuto, i lavori del Parlamento regionale vengono “congelati” a data da destinarsi… sia per l’assenza formale di un governo, sia perché il regolamento dell’Ars prevede che, nel caso di presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della Regione, tutti i punti all’ordine del giorno slittano, in attesa della discussione della mozione. 

E’ evidente che, invece di pensare quindi a lavorare, per accelerare quei processi indispensabili tali da permettere una celere soluzione ai problemi della ns. regione ( che come ben sappiamo… sono molteplici e di difficile soluzione), ecco che ci si preoccupa e ci si concentra maggiormente, su come potersi dividere quelle “particolari” poltrone… che danno, incarichi governativi di prestigio…

Siamo come sempre nelle mani di nessuno… gente che non pensa ad operare per il bene della propria regione, ma che si dedica al mestiere del politico non per passione, ma per qualcosa che hanno dentro di loro, già nel proprio Dna…
E’ quello stesso “legame a catena“, nel quale, trattative, interessi, trasferimenti, silenzi, pugnalate, rimpasti, instabilità, costituiscono perfettamente l’essenza stessa di quei naturali “giochini” che hanno quale unica finalità, quella di voler tentare di ottenere per se o per i propri candidati ( amici o scelti all’interno dei propri gruppi parlamentari), quei “classici” benefici dei quali successivamente a turno potranno prima o poi tutti… avvantaggiarsi.
Che dire… mi rassicura pensare che oggi, nella mia regione, c’è qualcuno che sta lavorando per me… 

Un uomo paralizzato torna a camminare…

Sembra di assistere ad un film di fantascienza… ed invece la notizia è proprio reale!!!
All’Istituto di Neurologia dell’University College London, il Prof. Geoff Raisman, ha guidato un team di ricerca che ha permesso di realizzare un intervento rivoluzionario ad un cittadino bulgaro, Darek Fidyka, che sin dal 2010 era (a seguito di un accoltellamento) paralizzato dalla vita in giù. 
Ora, grazie ad un intervento effettuato da chirurghi polacchi & inglesi si è riusciti a realizzare un trapianto di cellule staminali ( che presiedono al senso dell’olfatto ) che prelevate sono state impiantate nel midollo spinale. 
Un miracolo medico che apre ora a tutta una serie di nuove possibilità e da speranza ai tanti che da anni purtroppo vivono parzialmente paralizzati…
Il trattamento effettuato è meglio descritto nella rivista scientifica “Cell Transplantation” ed ora grazie a questo intervento, Darek, riesce a camminare con l’ausilio di un deambulatore…
La sua prima dichiarazione appena ha potuto iniziare a camminare di nuovo… è stata: ” è una sensazione incredibile”, poter risentire nuovamente l’altra metà del tuo corpo è come se “si rinascesse di nuovo”…

Secondo Geoff Raisman, il risultato è talmente importante da superare di gran lunga la stessa tecnologia che ha permesso di portare l’uomo sulla Luna…

Dagli studi effettuati è emerso che, le cellule olfattive, possiedano una propria capacità e cioè la proprietà di aiutare le fibre nervose del sistema olfattivo a rinnovarsi continuamente, ed ecco quindi il motivo perché sono state rimosse dal naso per essere coltivate per due settimane in vitro…
Soltanto dopo questo periodo, sono state trasferite nel midollo spinale, attraverso circa 100 micro-iniezioni di cellule sopra e sotto la ferita, ed infine, i ricercatori hanno aggiunto tessuti nervosi prelevati dalle caviglie che hanno agito da ponte nella ricostruzione del midollo danneggiato…

A tre mesi dopo l’operazione, Darek ha iniziato a recuperare il muscolo della gamba sinistra e a percepire temperature differenti e la sensazione della puntura degli aghi nella parte inferiore del corpo…. 

Ora, a più di un anno dopo l’intervento chirurgico e soprattutto grazie ai programmi di riabilitazione e fisioterapia, l’uomo riesce, con il sostegno di barre parallele, a camminare usando anche un dispositivo di sostegno alle caviglie.
Una nuova era sta per cominciare, speriamo che questo grande passo, possa rappresentare solo un primo punto di partenza per molte altre patologie, che ahimè ancora non si è riusciti a risolvere…
La ricerca scientifica e certamente le nuove possibilità offerte dalla potenzialità delle cellule staminali nel riparare i tessuti danneggiati, rappresenterà in un prossimo futuro qualcosa di fondamentale importanza e speriamo che si supereranno le tante controversie oggi presenti, in particolare da quei problemi etici ( cristiani… ) derivanti per esempio dall’uso delle cellule embrionali staminali umane, un campo quest’ultimo dal quale tutti i ricercatori si aspettano grandi sorprese…
Infine un’ultima parola va spesa per i nostri giovani promettenti, che a causa di quella mancata meritocrazia, rappresentano oggi, la lunga lista di quei “cervelli in fuga”, mobilità di ricercatori che trova al di là dei confini nazionali una possibilità di crescita individuale…
Speriamo che questa crescita professionale dei nostri ricercatori, possa trasformarsi in qualcosa di positivo, semmai decidessero di voler un giorno ritornare nuovamente in Italia, contribuendo a riportare ed a integrare il know-how da loro acquisito.
Un grave problema questo dell’emigrazione dei nostri cervelli, poiché non viene accompagnato da un analogo movimento di immigrazione di cervelli stranieri nel nostro paese, e quindi da un lato s’impoveriscono, le risorse tecnologiche e intellettuali, la ricerca nelle università, la crescita di possibili capaci giovani, ma soprattutto, trasferendosi questi nostri promettenti giovani all’estero, rafforzeranno e miglioreranno ( con le proprie capacità, idee e competenze) il tessuto scientifico e produttivo degli altri paesi, mentre noi nel frattempo… portando avanti la politica dei soliti ” raccomandati”, restiamo lì (al solito come sempre) indietro… ad osservare gli altri andare avanti…!!!

Un uomo paralizzato torna a camminare…

Sembra di assistere ad un film di fantascienza… ed invece la notizia è proprio reale!!!
All’Istituto di Neurologia dell’University College London, il Prof. Geoff Raisman, ha guidato un team di ricerca che ha permesso di realizzare un intervento rivoluzionario ad un cittadino bulgaro, Darek Fidyka, che sin dal 2010 era (a seguito di un accoltellamento) paralizzato dalla vita in giù. 
Ora, grazie ad un intervento effettuato da chirurghi polacchi & inglesi si è riusciti a realizzare un trapianto di cellule staminali ( che presiedono al senso dell’olfatto ) che prelevate sono state impiantate nel midollo spinale. 
Un miracolo medico che apre ora a tutta una serie di nuove possibilità e da speranza ai tanti che da anni purtroppo vivono parzialmente paralizzati…
Il trattamento effettuato è meglio descritto nella rivista scientifica “Cell Transplantation” ed ora grazie a questo intervento, Darek, riesce a camminare con l’ausilio di un deambulatore…
La sua prima dichiarazione appena ha potuto iniziare a camminare di nuovo… è stata: ” è una sensazione incredibile”, poter risentire nuovamente l’altra metà del tuo corpo è come se “si rinascesse di nuovo”…

Secondo Geoff Raisman, il risultato è talmente importante da superare di gran lunga la stessa tecnologia che ha permesso di portare l’uomo sulla Luna…

Dagli studi effettuati è emerso che, le cellule olfattive, possiedano una propria capacità e cioè la proprietà di aiutare le fibre nervose del sistema olfattivo a rinnovarsi continuamente, ed ecco quindi il motivo perché sono state rimosse dal naso per essere coltivate per due settimane in vitro…
Soltanto dopo questo periodo, sono state trasferite nel midollo spinale, attraverso circa 100 micro-iniezioni di cellule sopra e sotto la ferita, ed infine, i ricercatori hanno aggiunto tessuti nervosi prelevati dalle caviglie che hanno agito da ponte nella ricostruzione del midollo danneggiato…

A tre mesi dopo l’operazione, Darek ha iniziato a recuperare il muscolo della gamba sinistra e a percepire temperature differenti e la sensazione della puntura degli aghi nella parte inferiore del corpo…. 

Ora, a più di un anno dopo l’intervento chirurgico e soprattutto grazie ai programmi di riabilitazione e fisioterapia, l’uomo riesce, con il sostegno di barre parallele, a camminare usando anche un dispositivo di sostegno alle caviglie.
Una nuova era sta per cominciare, speriamo che questo grande passo, possa rappresentare solo un primo punto di partenza per molte altre patologie, che ahimè ancora non si è riusciti a risolvere…
La ricerca scientifica e certamente le nuove possibilità offerte dalla potenzialità delle cellule staminali nel riparare i tessuti danneggiati, rappresenterà in un prossimo futuro qualcosa di fondamentale importanza e speriamo che si supereranno le tante controversie oggi presenti, in particolare da quei problemi etici ( cristiani… ) derivanti per esempio dall’uso delle cellule embrionali staminali umane, un campo quest’ultimo dal quale tutti i ricercatori si aspettano grandi sorprese…
Infine un’ultima parola va spesa per i nostri giovani promettenti, che a causa di quella mancata meritocrazia, rappresentano oggi, la lunga lista di quei “cervelli in fuga”, mobilità di ricercatori che trova al di là dei confini nazionali una possibilità di crescita individuale…
Speriamo che questa crescita professionale dei nostri ricercatori, possa trasformarsi in qualcosa di positivo, semmai decidessero di voler un giorno ritornare nuovamente in Italia, contribuendo a riportare ed a integrare il know-how da loro acquisito.
Un grave problema questo dell’emigrazione dei nostri cervelli, poiché non viene accompagnato da un analogo movimento di immigrazione di cervelli stranieri nel nostro paese, e quindi da un lato s’impoveriscono, le risorse tecnologiche e intellettuali, la ricerca nelle università, la crescita di possibili capaci giovani, ma soprattutto, trasferendosi questi nostri promettenti giovani all’estero, rafforzeranno e miglioreranno ( con le proprie capacità, idee e competenze) il tessuto scientifico e produttivo degli altri paesi, mentre noi nel frattempo… portando avanti la politica dei soliti ” raccomandati”, restiamo lì (al solito come sempre) indietro… ad osservare gli altri andare avanti…!!!

Province in Sicilia… tutte commissariate!!!

Da Marzo 2013, in Sicilia, una legge ha introdotto al posto delle province, nove liberi consorzi comunali. 
La legge dava la possibilità ai comuni di deliberare, entro il 28 settembre di quest’anno, il passaggio ad un ambito diverso dalla provincia di appartenenza… bene a circa 18 mesi, la legge di riforma varata dall’ARS, oggi ha soltanto ha generato soltanto un blocco nella macchina amministrativa… una completa incertezza…
Non si riesce a capire in quali modi questi cosiddetti nuovi Liberi Consorzi di Comuni e/o delle città metropolitane si dovranno muovere e quali saranno in ordine le funzioni da attribuire loro, restando sempre in attesa della norma statale… in particolare per le città metropolitane, che diventeranno istituzioni concorrenziali per la gestione di aree vaste a livello europeo.
Come sempre si viene presi in giro…  ancora una volta, le tante rassicurazioni non vengono seguite dai fatti, ancora oggi siamo in attesa del testo ddl sulle province da presentarsi in commissione Affari Istituzionali . 
Anzi si è provveduto a prorogare di altri cinque mesi i commissari straordinari presso gli ex enti provinciali, garantendo così oltre che una un’ulteriore perdita di tempo, maggiori costi per i soliti cittadini…
La politica ogni tanto… non potendo adottare soluzioni valide… e soprattutto per non eliminare quella inutile burocrazia, tenta straordinari stratagemmi che servono soltanto per confondere il popolino ( che di solito nulla capisce di questi espedienti…) facendo così loro credere… che si stanno adoperando metodologie, per garantire nell’immediato, quel risparmio tanto richiesto a gran voce… 
La verità è che questi cambieranno soltanto poltrona e nome dell’eventuale Ente… ma sempre inchiodati a quelle poltrone resteranno!!!
Ora anche Forza Italia… ridisegna un nuovo scenario, vaste aree divise tra città metropolitane e province, introducendo l’elezione diretta di sindaci metropolitani e di presidenti di provincia… inutilità su inutilità…
Con questa norma, invece di diminuire i costi aumenteranno…, già, verranno aumentati gli assessori di circa 5000 unità ed i consiglieri saranno circa 26.000 in più… alla faccia del cosiddetto risparmio del costo della politica…
La cosa assurda è che una delle misure contenute nella legge 14 settembre 2011, n. 148 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, prevede propriamente “la riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica negli enti locali, più comunemente noti come “costi della politica”… 
Si dovevano abolire le province, si dovevano abolire i privilegi politici, si dovevano abolire i presidenti, le giunte, i consigli provinciali… quante cose ci si era ripromessi di fare… quanto, come sempre,  non si è fatto…
Non sparirà niente… tutti quei signori “raccomandati” in quegli inutili casermoni… continueranno a rimanere lì, come sempre in fin dei conti da noi… dove quando sembra che stia cambiando qualcosa… non cambia nulla!!!

Province in Sicilia… tutte commissariate!!!

Da Marzo 2013, in Sicilia, una legge ha introdotto al posto delle province, nove liberi consorzi comunali. 
La legge dava la possibilità ai comuni di deliberare, entro il 28 settembre di quest’anno, il passaggio ad un ambito diverso dalla provincia di appartenenza… bene a circa 18 mesi, la legge di riforma varata dall’ARS, oggi ha soltanto ha generato soltanto un blocco nella macchina amministrativa… una completa incertezza…
Non si riesce a capire in quali modi questi cosiddetti nuovi Liberi Consorzi di Comuni e/o delle città metropolitane si dovranno muovere e quali saranno in ordine le funzioni da attribuire loro, restando sempre in attesa della norma statale… in particolare per le città metropolitane, che diventeranno istituzioni concorrenziali per la gestione di aree vaste a livello europeo.
Come sempre si viene presi in giro…  ancora una volta, le tante rassicurazioni non vengono seguite dai fatti, ancora oggi siamo in attesa del testo ddl sulle province da presentarsi in commissione Affari Istituzionali . 
Anzi si è provveduto a prorogare di altri cinque mesi i commissari straordinari presso gli ex enti provinciali, garantendo così oltre che una un’ulteriore perdita di tempo, maggiori costi per i soliti cittadini…
La politica ogni tanto… non potendo adottare soluzioni valide… e soprattutto per non eliminare quella inutile burocrazia, tenta straordinari stratagemmi che servono soltanto per confondere il popolino ( che di solito nulla capisce di questi espedienti…) facendo così loro credere… che si stanno adoperando metodologie, per garantire nell’immediato, quel risparmio tanto richiesto a gran voce… 
La verità è che questi cambieranno soltanto poltrona e nome dell’eventuale Ente… ma sempre inchiodati a quelle poltrone resteranno!!!
Ora anche Forza Italia… ridisegna un nuovo scenario, vaste aree divise tra città metropolitane e province, introducendo l’elezione diretta di sindaci metropolitani e di presidenti di provincia… inutilità su inutilità…
Con questa norma, invece di diminuire i costi aumenteranno…, già, verranno aumentati gli assessori di circa 5000 unità ed i consiglieri saranno circa 26.000 in più… alla faccia del cosiddetto risparmio del costo della politica…
La cosa assurda è che una delle misure contenute nella legge 14 settembre 2011, n. 148 di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, prevede propriamente “la riduzione dei costi relativi alla rappresentanza politica negli enti locali, più comunemente noti come “costi della politica”… 
Si dovevano abolire le province, si dovevano abolire i privilegi politici, si dovevano abolire i presidenti, le giunte, i consigli provinciali… quante cose ci si era ripromessi di fare… quanto, come sempre,  non si è fatto…
Non sparirà niente… tutti quei signori “raccomandati” in quegli inutili casermoni… continueranno a rimanere lì, come sempre in fin dei conti da noi… dove quando sembra che stia cambiando qualcosa… non cambia nulla!!!

Disposti a lavorare per la mafia…

E’ stata realizzata una indagine dalla quale è emerso che più del 50% dei disoccupati, sarebbe disposto, pur di lavorare, a farsi assumere da una società… con legami malavitosi.
Non stiamo parlando di delinquere… lì, secondo un’altra indagine, uscita proprio questa mattina, la percentuale sarebbe dell’8%, e questa notizia rappresenterebbe qualcosa di veramente grave, in quanto, per la prima volta verrebbe ad intaccarsi il principio della moralità che… mai dovrebbe essere scalfito da “particolari” proposte e che invece, per poter vivere… si è disposti a compromettere…
La moralità diventa di fatto qualcosa di relativo, non più un principio, ma una regola sulla quali non si è più certi e che a seconda delle circostanze può essere modificata…
E’ difatti alta… la percentuale di quanti, sarebbero disposti a lavorare in aziende o attività commerciali, gestiti da soggetti legati alla criminalità organizzata…
E’ cosa voler dire (in un momento di crisi come questo), a quanti…, sono ben disposti a fare i propri acquisti, presso quei punti vendita, che attraverso i prezzi adottati ed a seconda del prodotto offerto, riesce ad offrire ai propri clienti quel risparmio notevole…

Sono in tanti a credere – in particolare nella ns. regione – che comunque, la criminalità organizzata da sempre ha fornito quelle occasioni di lavoro che oggi, con questi governanti, e attraverso le lotte adottate dagli organi inquirenti, sono ovviamente diminuite…
Sappiamo bene che quando i cittadini si sentono abbandonati dallo Stato che avrebbe dovuto garantirli, proprio quando la fame e la povertà inizia a farsi sentire, ecco che allora le persone sono più disposte ad accettare compromessi e connivenze…

E’ soltanto l’inizio di una forma di violenza, che in casi gravi può sfociare in ribellione e che trova proprio nei soggetti malavitosi, i principali protagonisti nell’accensione di quella scintilla, necessaria per accendere quel fuoco della protesta… e che ovviamente trova sostegno in quei tanti disoccupati che non riescono ad arrivare a fine mese…

E’ come dargli torto dopotutto… quando bisogna mantenere la famiglia, quando si deve provvedere ai bisogni dei propri figli… , quando dall’altro, si assiste a gente “inutile” che si arricchisce ingiustamente alla faccia proprio dei suoi concittadini… 

E’ ovvio che poi, la criminalità organizzata trova terreno fertile in un tessuto sociale ed economico come quello presente, un paese come il nostro, indebolito dalla crisi e con livelli di disoccupazione record del 13% che sale al 42% per i soli giovani… ed è ovvio quindi, che in questo contesto, la criminalità organizzata trovi quel supporto e quel sostegno dei propri concittadini, che vedono in quelle loro azioni, le uniche capacità imprenditoriali che possano almeno garantire, nuove opportunità di lavoro…
Bisogna intervenire al più presto per poter bloccare questa situazione incresciosa che lega la criminalità alla crisi, iniziando ad intervenire con procedure che favoriscano, in maniera celere ed immediata, l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani, che rappresentano – per queste organizzazioni criminali – la principale fonte da cui attingere quelle necessarie risorse umane, per concretizzare i loro principali obbiettivi e cioè quelli delle collusioni e del malaffare…
Come si dice… l’onestà paga,  la disonestà quando accettata… viene anch’essa pagata!!! 

Disposti a lavorare per la mafia…

E’ stata realizzata una indagine dalla quale è emerso che più del 50% dei disoccupati, sarebbe disposto, pur di lavorare, a farsi assumere da una società… con legami malavitosi.
Non stiamo parlando di delinquere… lì, secondo un’altra indagine, uscita proprio questa mattina, la percentuale sarebbe dell’8%, e questa notizia rappresenterebbe qualcosa di veramente grave, in quanto, per la prima volta verrebbe ad intaccarsi il principio della moralità che… mai dovrebbe essere scalfito da “particolari” proposte e che invece, per poter vivere… si è disposti a compromettere…
La moralità diventa di fatto qualcosa di relativo, non più un principio, ma una regola sulla quali non si è più certi e che a seconda delle circostanze può essere modificata…
E’ difatti alta… la percentuale di quanti, sarebbero disposti a lavorare in aziende o attività commerciali, gestiti da soggetti legati alla criminalità organizzata…
E’ cosa voler dire (in un momento di crisi come questo), a quanti…, sono ben disposti a fare i propri acquisti, presso quei punti vendita, che attraverso i prezzi adottati ed a seconda del prodotto offerto, riesce ad offrire ai propri clienti quel risparmio notevole…

Sono in tanti a credere – in particolare nella ns. regione – che comunque, la criminalità organizzata da sempre ha fornito quelle occasioni di lavoro che oggi, con questi governanti, e attraverso le lotte adottate dagli organi inquirenti, sono ovviamente diminuite…
Sappiamo bene che quando i cittadini si sentono abbandonati dallo Stato che avrebbe dovuto garantirli, proprio quando la fame e la povertà inizia a farsi sentire, ecco che allora le persone sono più disposte ad accettare compromessi e connivenze…

E’ soltanto l’inizio di una forma di violenza, che in casi gravi può sfociare in ribellione e che trova proprio nei soggetti malavitosi, i principali protagonisti nell’accensione di quella scintilla, necessaria per accendere quel fuoco della protesta… e che ovviamente trova sostegno in quei tanti disoccupati che non riescono ad arrivare a fine mese…

E’ come dargli torto dopotutto… quando bisogna mantenere la famiglia, quando si deve provvedere ai bisogni dei propri figli… , quando dall’altro, si assiste a gente “inutile” che si arricchisce ingiustamente alla faccia proprio dei suoi concittadini… 

E’ ovvio che poi, la criminalità organizzata trova terreno fertile in un tessuto sociale ed economico come quello presente, un paese come il nostro, indebolito dalla crisi e con livelli di disoccupazione record del 13% che sale al 42% per i soli giovani… ed è ovvio quindi, che in questo contesto, la criminalità organizzata trovi quel supporto e quel sostegno dei propri concittadini, che vedono in quelle loro azioni, le uniche capacità imprenditoriali che possano almeno garantire, nuove opportunità di lavoro…
Bisogna intervenire al più presto per poter bloccare questa situazione incresciosa che lega la criminalità alla crisi, iniziando ad intervenire con procedure che favoriscano, in maniera celere ed immediata, l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani, che rappresentano – per queste organizzazioni criminali – la principale fonte da cui attingere quelle necessarie risorse umane, per concretizzare i loro principali obbiettivi e cioè quelli delle collusioni e del malaffare…
Come si dice… l’onestà paga,  la disonestà quando accettata… viene anch’essa pagata!!! 

Io… mi chiamo Giovanni Tizian!!!

Giovanni... non è un eroe e neppure un simbolo…, fa soltanto la sua parte in questa società civile…, mentre altri, in molti ormai…, da tempo… vi hanno rinunciato e come dice Lui… se non lo facciamo noi… chi dovrebbe farlo???
Ecco, con queste parole si presenta Giovanni Tizian, un giornalista che si occupa d’inchieste sulle mafie, costretto a vivere da anni sotto scorta…
Giovanni… figlio di Peppe Tizian, ucciso il 23 ottobre del 1989, vittima innocente di quella mafia calabrese… di quella cosiddetta “‘ndrangheta“.
E’ nata una campagna per difendere il cronista militante dell’associazione DASUD, con la quale si tenta di fare in modo che non si abbassi mai l’attenzione su questa grave piaga sociale, su quegli affari finanziari poco puliti, sui quei procedimenti che tentano, proprio grazie ad una “voluta” disinformazione, di realizzare indisturbati i propri malaffari e soprattutto i mega profitti…
Già, sono pochi i giornalisti coraggiosi, che attraverso il loro lavoro fanno in modo che le inchieste possano diffondersi sul ns. territorio e sono ancor meno coloro che si mettono in gioco contro un sistema che li vuole – sotto tutti i punti di vista – distruggere, ecco Giovanni è uno di questi!!!
Non ha bisogno di testate giornalistiche i cui i cosiddetti “padroni”, decidono quali notizie pubblicare e quali no, lo fa, con quella insita professionalità congenita, che da sempre lo contraddistingue, dedicandosi con passione – essenza di quella propria esperienza personale – ad un lavoro “precario” con cui documenta gli intrecci del malaffare, politica che con i suoi uomini esaudisce le richieste di quelle associazione criminali, vero connubio d’attività ben descritte in ogni minimo particolare, restando sempre obbiettivo nei fatti e senza mai farsi condizionare da quelle proprie esperienze o proprie interpretazioni personali…
Giovanni, descrive in modo dettagliato le connivenze di un sistema degenerato e malato…
E’ per questo che analizza tutti quegli aspetti deviati, con cui la mafia si arricchisce, dai traffici di droga, alla prostituzione, dagli appalti pubblici all’usura, dal pizzo ai giochi d’azzardo, dalla compravendita d’armi ai trasferimenti di denaro verso i famosi paradisi fiscali, tutte situazioni “illegali” che trovano possibilità d’esistere in un paese come il nostro… che si dimostra ancora oggi  “debole” in quelle strategie di contrasto necessarie, un paese in cui “certi” soggetti non sono soltanto legati tra loro dalle famiglie, ma anche da quelle ambigue amicizie, unite esclusivamente da tornaconti economici, tipico modello di quel dare/avere… che trova proprio in questi soggetti, quella sicura e certa disponibilità – infatti, anche nei casi in cui questi non partecipano attivamente, restano di fatto, dei collaboratori esterni che in modo velato, infiltrandosi cioè sotto-copertura, fanno in modo, che con il loro operato, si riesca a condizionare ed occultare, tutte quelle procedure necessarie, per far sì che la verità alla fine possa emergere…  
La sfida è stata lanciata e Giovanni non può essere lasciato solo in una guerra che interesse tutti noi…
Puoi anche tu… fare parte della campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” attraverso incontri, iniziative, presentazioni, dibattiti, campagne web e comunicazione…
Per aderire basta inviare una mail a iogiovannitizian@dasud.it

Io… mi chiamo Giovanni Tizian!!!

Giovanni... non è un eroe e neppure un simbolo…, fa soltanto la sua parte in questa società civile…, mentre altri, in molti ormai…, da tempo… vi hanno rinunciato e come dice Lui… se non lo facciamo noi… chi dovrebbe farlo???
Ecco, con queste parole si presenta Giovanni Tizian, un giornalista che si occupa d’inchieste sulle mafie, costretto a vivere da anni sotto scorta…
Giovanni… figlio di Peppe Tizian, ucciso il 23 ottobre del 1989, vittima innocente di quella mafia calabrese… di quella cosiddetta “‘ndrangheta“.
E’ nata una campagna per difendere il cronista militante dell’associazione DASUD, con la quale si tenta di fare in modo che non si abbassi mai l’attenzione su questa grave piaga sociale, su quegli affari finanziari poco puliti, sui quei procedimenti che tentano, proprio grazie ad una “voluta” disinformazione, di realizzare indisturbati i propri malaffari e soprattutto i mega profitti…
Già, sono pochi i giornalisti coraggiosi, che attraverso il loro lavoro fanno in modo che le inchieste possano diffondersi sul ns. territorio e sono ancor meno coloro che si mettono in gioco contro un sistema che li vuole – sotto tutti i punti di vista – distruggere, ecco Giovanni è uno di questi!!!
Non ha bisogno di testate giornalistiche i cui i cosiddetti “padroni”, decidono quali notizie pubblicare e quali no, lo fa, con quella insita professionalità congenita, che da sempre lo contraddistingue, dedicandosi con passione – essenza di quella propria esperienza personale – ad un lavoro “precario” con cui documenta gli intrecci del malaffare, politica che con i suoi uomini esaudisce le richieste di quelle associazione criminali, vero connubio d’attività ben descritte in ogni minimo particolare, restando sempre obbiettivo nei fatti e senza mai farsi condizionare da quelle proprie esperienze o proprie interpretazioni personali…
Giovanni, descrive in modo dettagliato le connivenze di un sistema degenerato e malato…
E’ per questo che analizza tutti quegli aspetti deviati, con cui la mafia si arricchisce, dai traffici di droga, alla prostituzione, dagli appalti pubblici all’usura, dal pizzo ai giochi d’azzardo, dalla compravendita d’armi ai trasferimenti di denaro verso i famosi paradisi fiscali, tutte situazioni “illegali” che trovano possibilità d’esistere in un paese come il nostro… che si dimostra ancora oggi  “debole” in quelle strategie di contrasto necessarie, un paese in cui “certi” soggetti non sono soltanto legati tra loro dalle famiglie, ma anche da quelle ambigue amicizie, unite esclusivamente da tornaconti economici, tipico modello di quel dare/avere… che trova proprio in questi soggetti, quella sicura e certa disponibilità – infatti, anche nei casi in cui questi non partecipano attivamente, restano di fatto, dei collaboratori esterni che in modo velato, infiltrandosi cioè sotto-copertura, fanno in modo, che con il loro operato, si riesca a condizionare ed occultare, tutte quelle procedure necessarie, per far sì che la verità alla fine possa emergere…  
La sfida è stata lanciata e Giovanni non può essere lasciato solo in una guerra che interesse tutti noi…
Puoi anche tu… fare parte della campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” attraverso incontri, iniziative, presentazioni, dibattiti, campagne web e comunicazione…
Per aderire basta inviare una mail a iogiovannitizian@dasud.it

Sceicco Hamed Bin Ahmed Al Hamed

Amare la Sicilia…
Già, doveva giungere dagli Emirati Arabi, uno sceicco per amare la ns. terra…
Dopo anni nei quali la ns. regione è stata considerata, da parte di molti investitori, terra di sfruttamento e quindi da depredare e poi abbandonare, realizzando, con i loro impianti produttivi, le loro strutture di trasformazione, quelle industrie chimiche, non soltanto uno scempio al nostro unico patrimonio naturale, ma soprattutto hanno violato la salute di quei poveri cittadini, con malattie e decessi…
Ecco finalmente giunge da noi, qualcuno che non pensa soltanto ad investire, ma che realizza le proprie opere, rispettando proprio l’ambiente circostante, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative e operando in prospettiva, valorizzando quanto oggi possibile in efficienza in particolare usufruendo del massimo rendimento energetico prodotto proprio dalla posizione geografica della nostra regione…
E’ stato acquistato uno dei resort più belli di tutta la Sicilia, sia per collocazione, che per posizione strategica tale da essere in pochi minuti dalle vie primarie di collegamento…
Inoltre l’ex complesso alberghiero ” La Perla Jonica” si trova a metà tra due località incantevoli quali sono Capomulini e Acicastello/Acitrezza, ed inoltre a pochi minuti dalle famose Terme di Acireale…
Non bisogna inoltre dimenticare, l’importante sostegno dato alla grave crisi lavorativa che attanaglia la nostra regione, in particolare proprio l’attività delle imprese di costruzioni,
Quindi ben vengano iniziative come queste che permetteranno non soltanto l’inserimento lavorativo durante la realizzazione dell’appalto, ma soprattutto, la possibilità successiva di quanti potranno far parte di quello staff, necessario per il mantenimento dello stesso…
E’ cosa dire inoltre, del processo turistico che grazie a quest’opera verrà incrementato… la possibilità di far godere – i turisti che verranno ospiti della struttura – dei nostri meravigliosi paesaggi artistici e culturali, quelle bellezze naturali tra cui si mostra in tutta la sua maestosa e vitale bellezza.l’Etna
Visioni incantevoli accompagnate dal gusto dei nostri meravigliosi vini e dai sapori che la nostra terra sa dare….
Quello che verrà loro proposto sarà come sempre un clima di riservatezza e di cordialità, in cui saranno immersi tra arte, cultura, profumi, un continuo mutamento che passa dalle scogliere laviche modellate dal mare, ai giardini di limoni e arance…

Il nuovo Hotel Hilton Capo Mulini è destinato a diventare il più grande resort per convegni del Mediterraneo, realizzato completamente ad impatto zero, cioè, zero waste ( una nuova visione in materia di gestione dei rifiuti in cui la spazzatura verrà vista come una risorsa e dove tutto potrà essere riciclato e non più abbandonato in discariche) ed ancora, zero emissions ( indica, in modo del tutto generale, la produzione o trasformazione di energia senza nessuna emissioni, tipiche normalmente derivate da combustione come per esempio l’anidride carbonica, ed ancora, zero water waste ( riducendo i consumi idrici della struttura, minimizzando gli scarichi all’interno degli impianti di trattamento acque, con una sostanziale riduzione quantitativa degli scarichi di acque reflue in fognatura e riutilizzo degli effluenti nei circuiti interni, riduzione e razionalizzazione dei prelievi idrici da pozzo, auto-produzione con storage di energia ed efficienza energetica integrata con rete info-energetica e telecontrollo)…
Il grande progetto è stato affidato alla Società Kinexia il cui Presidente e Amministratore Delegato – Dottor Pietro Colucci, ha dichiarato di essere onorato di poter rappresentare con la società che rappresenta, il know-how italiano, divenuto in questi anni modello d’eccellenza per professionalità e competenza…., un fiore all’occhiello riconosciuto a tutti i livelli internazionali, frutto di esperienza e di quell’alta tecnologia di cui il nostro paese può ancora andare fiero..,
L’apertura è prevista nel 2016 e speriamo che questa iniziativa rappresenti soltanto un primo passo verso analoghe opportunità che potranno realizzarsi in un prossimo futuro…
Speriamo almeno che alla fine non accada come sempre da noi… e cioè, che le Amministrazioni o gli Enti preposti nel contribuire alle documentazioni necessarie per la realizzazione dell’opera prima e nella gestione poi, non si impegnino in maniera “distratta” nel realizzare tutte quelle necessarie formalità burocratiche, volendo creare inutili ritardi, quasi sempre motivati da propositi “personali”… esigenze quest’ultime, di quell’ormai collaudato sistema “del tutto siciliano“… che nulla però centra, con l’attività, la gestione ed il futuro di questo meraviglioso Hotel… 
   

Sceicco Hamed Bin Ahmed Al Hamed

Amare la Sicilia…
Già, doveva giungere dagli Emirati Arabi, uno sceicco per amare la ns. terra…
Dopo anni nei quali la ns. regione è stata considerata, da parte di molti investitori, terra di sfruttamento e quindi da depredare e poi abbandonare, realizzando, con i loro impianti produttivi, le loro strutture di trasformazione, quelle industrie chimiche, non soltanto uno scempio al nostro unico patrimonio naturale, ma soprattutto hanno violato la salute di quei poveri cittadini, con malattie e decessi…
Ecco finalmente giunge da noi, qualcuno che non pensa soltanto ad investire, ma che realizza le proprie opere, rispettando proprio l’ambiente circostante, attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative e operando in prospettiva, valorizzando quanto oggi possibile in efficienza in particolare usufruendo del massimo rendimento energetico prodotto proprio dalla posizione geografica della nostra regione…
E’ stato acquistato uno dei resort più belli di tutta la Sicilia, sia per collocazione, che per posizione strategica tale da essere in pochi minuti dalle vie primarie di collegamento…
Inoltre l’ex complesso alberghiero ” La Perla Jonica” si trova a metà tra due località incantevoli quali sono Capomulini e Acicastello/Acitrezza, ed inoltre a pochi minuti dalle famose Terme di Acireale…
Non bisogna inoltre dimenticare, l’importante sostegno dato alla grave crisi lavorativa che attanaglia la nostra regione, in particolare proprio l’attività delle imprese di costruzioni,
Quindi ben vengano iniziative come queste che permetteranno non soltanto l’inserimento lavorativo durante la realizzazione dell’appalto, ma soprattutto, la possibilità successiva di quanti potranno far parte di quello staff, necessario per il mantenimento dello stesso…
E’ cosa dire inoltre, del processo turistico che grazie a quest’opera verrà incrementato… la possibilità di far godere – i turisti che verranno ospiti della struttura – dei nostri meravigliosi paesaggi artistici e culturali, quelle bellezze naturali tra cui si mostra in tutta la sua maestosa e vitale bellezza.l’Etna
Visioni incantevoli accompagnate dal gusto dei nostri meravigliosi vini e dai sapori che la nostra terra sa dare….
Quello che verrà loro proposto sarà come sempre un clima di riservatezza e di cordialità, in cui saranno immersi tra arte, cultura, profumi, un continuo mutamento che passa dalle scogliere laviche modellate dal mare, ai giardini di limoni e arance…

Il nuovo Hotel Hilton Capo Mulini è destinato a diventare il più grande resort per convegni del Mediterraneo, realizzato completamente ad impatto zero, cioè, zero waste ( una nuova visione in materia di gestione dei rifiuti in cui la spazzatura verrà vista come una risorsa e dove tutto potrà essere riciclato e non più abbandonato in discariche) ed ancora, zero emissions ( indica, in modo del tutto generale, la produzione o trasformazione di energia senza nessuna emissioni, tipiche normalmente derivate da combustione come per esempio l’anidride carbonica, ed ancora, zero water waste ( riducendo i consumi idrici della struttura, minimizzando gli scarichi all’interno degli impianti di trattamento acque, con una sostanziale riduzione quantitativa degli scarichi di acque reflue in fognatura e riutilizzo degli effluenti nei circuiti interni, riduzione e razionalizzazione dei prelievi idrici da pozzo, auto-produzione con storage di energia ed efficienza energetica integrata con rete info-energetica e telecontrollo)…
Il grande progetto è stato affidato alla Società Kinexia il cui Presidente e Amministratore Delegato – Dottor Pietro Colucci, ha dichiarato di essere onorato di poter rappresentare con la società che rappresenta, il know-how italiano, divenuto in questi anni modello d’eccellenza per professionalità e competenza…., un fiore all’occhiello riconosciuto a tutti i livelli internazionali, frutto di esperienza e di quell’alta tecnologia di cui il nostro paese può ancora andare fiero..,
L’apertura è prevista nel 2016 e speriamo che questa iniziativa rappresenti soltanto un primo passo verso analoghe opportunità che potranno realizzarsi in un prossimo futuro…
Speriamo almeno che alla fine non accada come sempre da noi… e cioè, che le Amministrazioni o gli Enti preposti nel contribuire alle documentazioni necessarie per la realizzazione dell’opera prima e nella gestione poi, non si impegnino in maniera “distratta” nel realizzare tutte quelle necessarie formalità burocratiche, volendo creare inutili ritardi, quasi sempre motivati da propositi “personali”… esigenze quest’ultime, di quell’ormai collaudato sistema “del tutto siciliano“… che nulla però centra, con l’attività, la gestione ed il futuro di questo meraviglioso Hotel… 
   

Accompagnare… una società in liquidazione.

Ci sono vari motivi per cui una società viene accompagnata alla liquidazione, in particolare l’Art. 2484 c.c. stabilisce che le società per azioni, in accomandita ed a responsabilità limitata si sciolgono per le seguenti cause:
  • decorso del termine
  • conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, salvo che l’assemblea, appositamente convocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie;
  • impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea
  • riduzione del capitale al di sotto del minimo legale se non si è provveduto alla sua reintegrazione;
  • nelle ipotesi previste dagli artt. 2437 quater e 2473 c.c.;
  • deliberazione dell’assemblea;
  • altre cause previste dall’atto costitutivo.

Esistono varie modalità perché si possa giungere in maniera più o meno celere alla liquidazione di una azienda, provocando così in tempi indefiniti ed a seconda della gestione, la conclusione di una attività aziendale…
Uno dei primi obbiettivi adottati è la “svendita” di tutti i suoi beni strumentali, quindi il patrimonio immobiliare, quindi si punta ad una eventuale riscossione di tutti i crediti ed infine, al pagamento di parte di debiti, fino alla vera e propria estinzione dell’azienda…

Perché quanto sopra possa avvenire, deve esserci sempre il consenso dell’assemblea dei soci, i quali non sempre convergono sullo stesso obbiettivo, in particolare nei casi in cui, la società dovesse trovarsi sottoposta ad un provvedimento di confisca e quindi le motivazioni di cui sopra, dovrebbero – proprio per quel senso di garanzia – essere valutate dai cosiddetti amministratori giudiziari, in maniera “attenta e precisa“, senza dover condurre a frettolose decisioni che hanno il più delle volte, quale unico fine, quello “forse” di voler indirizzare le proprie decisioni soltanto verso una parte, a scapito dell’altra…
Anche perché come sappiamo, l’entrata in liquidazione, porta a tutta una serie di gravi complicazioni tra cui, innanzitutto la difficoltà a proseguire l’attività aziendale attraverso la ricerca di nuove commesse, la partecipazione ad appalti pubblici, la sospensione delle attività produttive e soprattutto nei casi in cui determina un valore negativo nel patrimonio netto, determina tutte una serie di conseguenze impugnabili, determinando per la società stessa, una situazione di piena vulnerabilità…
Sappiamo bene che è possibile rientrare dalla liquidazione, nel momento in cui vengono risolte le cause che l’avevano portata alla liquidazione stessa… è’ già capitato, anche se molto raramente…anche perché il più delle volte la liquidazione viene effettuata per evitare di giungere direttamente ad un fallimento o perché la liquidazione è motivo della mancata pluralità dei soci e comunque, nella sostanza…,  la messa in liquidazione rappresenta di fatto la pietra tombale… avviando nei fatti lo scioglimento della stessa.
La verità è che sarebbero ben altre le misure da adottarsi per il recupero aziendale e necessarie al proprio rilancio, a cominciare da quanto dovrebbero fare gli amministratori, perché sono loro che, prima di proporre un piano di liquidazione, dovrebbero innanzitutto analizzare tutti i crediti societari esistenti, valutare un loro possibile rientro e quindi a quel punto, predisporre un corretto piano per diminuire le perdite esistenti…
Le scelte da operare per risanare una società esistono il problema è sempre quello di metterle in pratica, cosa che purtroppo non sempre viene realizzata… anzi il più delle volte, invece di gestire correttamente quella difficile situazione, garantendo così in primiss i posti di lavoro dei dipendenti, vengono attuate tutta una serie di procedimenti “errati”… che non fanno altro, che scatenare delle conseguenze irreversibili, nelle quali, sono proprio questi ultimi – e cioè i dipendenti – a doverne subire per primi le conseguenze…
Certamente la scelta di porre in liquidazione la società può nascondere altri fini, chissà forse nuovi equilibri, oscuri suggerimenti…, tutte procedure che però di fatto, condizioneranno come sempre in maniera deplorevole, quanto avverrà sulla pelle di quei poveri ed onesti lavoratori!!!

Accompagnare… una società in liquidazione.

Ci sono vari motivi per cui una società viene accompagnata alla liquidazione, in particolare l’Art. 2484 c.c. stabilisce che le società per azioni, in accomandita ed a responsabilità limitata si sciolgono per le seguenti cause:
  • decorso del termine
  • conseguimento dell’oggetto sociale o sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, salvo che l’assemblea, appositamente convocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie;
  • impossibilità di funzionamento o continuata inattività dell’assemblea
  • riduzione del capitale al di sotto del minimo legale se non si è provveduto alla sua reintegrazione;
  • nelle ipotesi previste dagli artt. 2437 quater e 2473 c.c.;
  • deliberazione dell’assemblea;
  • altre cause previste dall’atto costitutivo.

Esistono varie modalità perché si possa giungere in maniera più o meno celere alla liquidazione di una azienda, provocando così in tempi indefiniti ed a seconda della gestione, la conclusione di una attività aziendale…
Uno dei primi obbiettivi adottati è la “svendita” di tutti i suoi beni strumentali, quindi il patrimonio immobiliare, quindi si punta ad una eventuale riscossione di tutti i crediti ed infine, al pagamento di parte di debiti, fino alla vera e propria estinzione dell’azienda…

Perché quanto sopra possa avvenire, deve esserci sempre il consenso dell’assemblea dei soci, i quali non sempre convergono sullo stesso obbiettivo, in particolare nei casi in cui, la società dovesse trovarsi sottoposta ad un provvedimento di confisca e quindi le motivazioni di cui sopra, dovrebbero – proprio per quel senso di garanzia – essere valutate dai cosiddetti amministratori giudiziari, in maniera “attenta e precisa“, senza dover condurre a frettolose decisioni che hanno il più delle volte, quale unico fine, quello “forse” di voler indirizzare le proprie decisioni soltanto verso una parte, a scapito dell’altra…
Anche perché come sappiamo, l’entrata in liquidazione, porta a tutta una serie di gravi complicazioni tra cui, innanzitutto la difficoltà a proseguire l’attività aziendale attraverso la ricerca di nuove commesse, la partecipazione ad appalti pubblici, la sospensione delle attività produttive e soprattutto nei casi in cui determina un valore negativo nel patrimonio netto, determina tutte una serie di conseguenze impugnabili, determinando per la società stessa, una situazione di piena vulnerabilità…
Sappiamo bene che è possibile rientrare dalla liquidazione, nel momento in cui vengono risolte le cause che l’avevano portata alla liquidazione stessa… è’ già capitato, anche se molto raramente…anche perché il più delle volte la liquidazione viene effettuata per evitare di giungere direttamente ad un fallimento o perché la liquidazione è motivo della mancata pluralità dei soci e comunque, nella sostanza…,  la messa in liquidazione rappresenta di fatto la pietra tombale… avviando nei fatti lo scioglimento della stessa.
La verità è che sarebbero ben altre le misure da adottarsi per il recupero aziendale e necessarie al proprio rilancio, a cominciare da quanto dovrebbero fare gli amministratori, perché sono loro che, prima di proporre un piano di liquidazione, dovrebbero innanzitutto analizzare tutti i crediti societari esistenti, valutare un loro possibile rientro e quindi a quel punto, predisporre un corretto piano per diminuire le perdite esistenti…
Le scelte da operare per risanare una società esistono il problema è sempre quello di metterle in pratica, cosa che purtroppo non sempre viene realizzata… anzi il più delle volte, invece di gestire correttamente quella difficile situazione, garantendo così in primiss i posti di lavoro dei dipendenti, vengono attuate tutta una serie di procedimenti “errati”… che non fanno altro, che scatenare delle conseguenze irreversibili, nelle quali, sono proprio questi ultimi – e cioè i dipendenti – a doverne subire per primi le conseguenze…
Certamente la scelta di porre in liquidazione la società può nascondere altri fini, chissà forse nuovi equilibri, oscuri suggerimenti…, tutte procedure che però di fatto, condizioneranno come sempre in maniera deplorevole, quanto avverrà sulla pelle di quei poveri ed onesti lavoratori!!!

Inefficienza efficiente…


In un paese qual è quello nostro, nel quale l’efficienza purtroppo non è mai sinonimo di redditività, perfezione, ma soprattutto di rendimento, tra scandali di assenteisti remunerati e presenti svogliati, ecco, in questo marasma generalizzato, tra uffici nei quali si fa poco e quel poco si cerca di farlo fare agli altri, ritroviamo all’improvviso dei soggetti che, si contrappongono a quanti vengono definiti scansafatiche…

Già…, nella pubblica amministrazione, nel bel mezzo di un deserto… come un’oasi…, ci sono dipendenti modello, che esulano dai soliti contesti generalizzati, divenendo essi stessi, sistema trasversale di una macchina operativa, nella quale “volutamente” inseriti, si dimostrano del tutto “efficienti”… 
Ovviamente non è una macchina che risponde ai bisogni collettivi e neanche tenta di risolvere i problemi della società… ma riesce a spaziare, in quell’ambito “particolare” nel quale viene richiesto il proprio contributo ed in particolare di quella improvvisa celere operatività…    
Non si tratta di individuare una inefficienza presente, ma bensì d’individuare procedure non conformi che attraverso modalità proprie e del tutto arbitrarie, danno luogo ad improvvise efficienze, stabilendo nuovi modus operanti, non lineari che in breve tempo, trasformano procedure irregolari in qualcosa di preciso e per di più chiaro e coerente…
Ed allora ecco che si può divenire, grazie proprio a questi “particolari” soggetti, limpidi o torbidi a seconda delle circostanze…
E’ come quando eravamo a scuola, precisamente alle elementari…
Vi ricordate…, quando la maestra alla lavagna tracciava quella linea di demarcazione e scriveva da un lato i buoni e dall’altro i cattivi… ecco almeno in quell’oscuro sfondo, risaltava bene… in bianco… la posizione di ognuno di noi, veniva sin d’allora definita la collocazione che poi da grandi avremmo avuto…
Ecco, almeno lì… sapevo dove stavo, quasi sempre nel lato dei cosiddetti “cattivi”… già non perché io fossi realmente così… ma chissà, sarà stato per quel mio modo d’essere, nel non voler rispettare quelle regole prestabilite, molte volte errate, per non voler sottostare a strane direttive che cozzavano con le mie idee, il che ovviamente conduceva ad antipatie, oppure a evidenti scontri con le maestre… 
Allora come oggi…, già da piccoli s’intravvede dove ognuno vuole stare, cosa voleva divenire, quanto era disposto a sopportare e soprattutto quanto è deciso nel non farsi soccombere dalle ingiustizie o dalle prevaricazioni…
Purtroppo oggi in molti, hanno deciso di non schierarsi… restano lì appesi a quella linea di demarcazione, ne buoni ne cattivi, già lì… come burattini, appesi a qual filo bianco… rappresentando così perfettamente quel proprio essere, vere e proprie banderuole che sventolano a seconda delle circostanze, da una parte all’altra…, girando a seconda del vento o delle situazioni, una volta di qua ed una volta di là…
Non vi sono parametri di giudizio o di strategia, non ne hanno, per loro, l’unico obbiettivo è rappresentato nel voler ricercare il risultato più rapido,  se pur questo, possa poi risultare…,alla luce dei fatti, inferiore o negativo alle stesse aspettative, in quanto non si è voluti seguire la logica della migliore efficienza e dell’alta redditività, ma si è puntato principalmente a raggiungere quel minimo beneficio indispensabile…
Vero… il risultato a volte è stato raggiunto…, sì, con poche e semplici alchimie… adesso però la difficoltà è quello di poterlo mantenere…
Mi chiedo spesso se… il danno provocato dall’inefficienza degli efficienti… non risulti successivamente più dannoso dello stesso beneficio…