
Ha Long Bay (by Βethan)

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Ma tralasciando ora le leggende, bisogna giungere precisamente al 1875 per sentire parlare di mafia e cioè da quando, nella relazione finale della Commissione d’inchiesta Franchetti-Sonnino si legge che “la mafia non è un’associazione che abbia forme stabili e organismi speciali… non ha statuti, non ha compartecipazioni di lucro, non tiene riunioni, non ha capi riconosciuti, se non i più forti ed i più abili, ma è piuttosto lo sviluppo ed il perfezionamento della prepotenza diretta ad ogni scopo di male”
Per cui, da quanto sopra è evidente che sin d’allora, il problema mafia, si manifestava in tutta la sua gravità se si legge che nella richiamata relazione – le forze militari concentrate per questo servizio in Sicilia risultavano 22 battaglioni e mezzo fra fanteria e bersaglieri, due squadroni di cavalleria e quattro plotoni di bersaglieri montani, oltre i Carabinieri in numero di 3120…
Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Viterbo il 3/5/1952, il dott. Pili venne espressamente menzionato in una frase nella quale il bandito Giuliano disse di avere avuto rapporti, oltre che con funzionari di Pubblica Sicurezza, anche con un alto magistrato, precisamente con chi era a capo della Procura Generale presso la Corte d’appello di Palermo, appunto il dott. Emanuele Pili.
Nella relazione del 1967, si asserisce che il fenomeno della criminalità mafiosa era entrato in una fase di «lenta ma costante sua eliminazione» e, in quella del 1968, si raccomanda l’adozione della misura di prevenzione del soggiorno obbligato, dato che «il mafioso fuori del proprio ambiente diventa pressoché innocuo».
In particolare, il funzionamento dei laboratori clandestini, almeno agli inizi, era coordinato da esperti chimici francesi, reclutati grazie a collegamenti esistenti con il “milieu” marsigliese fin dai tempi della cosiddetta “French Connection“.
Per un certo periodo il sistema bancario ha costituito il canale privilegiato per il riciclaggio del danaro.
Ma tralasciando ora le leggende, bisogna giungere precisamente al 1875 per sentire parlare di mafia e cioè da quando, nella relazione finale della Commissione d’inchiesta Franchetti-Sonnino si legge che “la mafia non è un’associazione che abbia forme stabili e organismi speciali… non ha statuti, non ha compartecipazioni di lucro, non tiene riunioni, non ha capi riconosciuti, se non i più forti ed i più abili, ma è piuttosto lo sviluppo ed il perfezionamento della prepotenza diretta ad ogni scopo di male”
Nella sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Viterbo il 3/5/1952, il dott. Pili venne espressamente menzionato in una frase nella quale il bandito Giuliano disse di avere avuto rapporti, oltre che con funzionari di Pubblica Sicurezza, anche con un alto magistrato, precisamente con chi era a capo della Procura Generale presso la Corte d’appello di Palermo, appunto il dott. Emanuele Pili.
Nella relazione del 1967, si asserisce che il fenomeno della criminalità mafiosa era entrato in una fase di «lenta ma costante sua eliminazione» e, in quella del 1968, si raccomanda l’adozione della misura di prevenzione del soggiorno obbligato, dato che «il mafioso fuori del proprio ambiente diventa pressoché innocuo».
In particolare, il funzionamento dei laboratori clandestini, almeno agli inizi, era coordinato da esperti chimici francesi, reclutati grazie a collegamenti esistenti con il “milieu” marsigliese fin dai tempi della cosiddetta “French Connection“.
Per un certo periodo il sistema bancario ha costituito il canale privilegiato per il riciclaggio del danaro.TISCALI: “Tre colpi alla testa”: ha un volto l’uomo che ha ucciso Bin Laden
TISCALI: “Tre colpi alla testa”: ha un volto l’uomo che ha ucciso Bin Laden
E’ sempre importante ricordare l’impegno dimostrato da tutte quelle vittime innocenti delle mafie, di quanti hanno preferito mettere a rischio la loro vita per non voler abbassare la testa…
Ok…, ma fatta questa sensibilizzazione pedagogica, fatta questa opportuna cerimonia, viene da chiedersi, ma cosa è realmente cambiato in questi anni???
Quanto queste iniziative hanno migliorato la vita sociale della nostra terra???
Ma veramente dobbiamo ancora credere che qualcuno vuole farci passare il messaggio che, i cosiddetti mafiosi, sono quelli descritti nei romanzi, e cioè gente che passeggiava per le campagne a cavallo, con la propria coppola e lupara???
La cosa assurda è vedere come, nelle nuove fiction televisive, vedasi per ultima “squadra antimafia”, i personaggi criminali diventano quasi un modello da imitare, forti, decisi, romantici, leali con gli amici, ossequiosi con la famiglia, innamorati della propria moglie, rispettosi dell’amicizia e per la parola data, generosi con i propri uomini che obbediscono senza discutere gli ordini ricevuti ( considerati questi sacri e inviolabili), che venerano i bambini, le donne, e la cui vendetta, viene manifestata soltanto per gli infami???
Ecco, in questa immagine popolare, il mafioso assume le vesti dell’eroe, seppur posto dalla parte cattiva, quella negativa che contrasta con i principi dello Stato, il disprezzo per ogni legalità, giustizia, legge e morale…
Ma se poi lo Stato, viene rappresentato come qualcosa di deviato, peggiore di quella stessa associazione criminale, appartenente a quello stesso sistema nel quale, si tenta in ogni occasione di condizionarne i suoi uomini, giudici, procuratori, amministratori, una classe politica che, nella nostra regione, approfittando della posizione e della funzione che occupa, calpesta quotidianamente quella morale che dovrebbe essere alla base del vivere civile, cosa succede…?
Ed allora, se il mafioso è quel individuo che pur di raggiungere i propri fini, mette in atto una serie di azioni illegali, non posso che far notare come tali atteggiamenti, analogamente, sono insiti se non eguali a quelli svolti dal nostro mondo politico.
Ovviamente quella linea di demarcazione netta, tra i comportamenti dei mafiosi – da non intendersi come atto di violenza fisica, bensì, da quei modi manifestati, senza sporcarsi le mani, svolti da personaggi insospettabili, cosiddetti colletti bianchi – e quanti esercitano la propria posizione, per influenzare in maniera negativa questo sistema, tende sempre più ad assottigliarsi…
Chiedere voti in cambio di false promesse o di un posto di lavoro, distribuire incarichi di prestigio sempre ai soliti soggetti (figli/parenti/amici) rispetto ad altri ben più meritevoli, stravolgere le graduatoria, falsare i concorsi, indirizzare gli appalti verso le imprese amiche loro collegate, non sono anch’essi parte stessa ed immorale di quegli atteggiamenti mafiosi…
Purtroppo, con questi esempi negativi potrei continuare all’infinito, perché ormai questo sistema “malato”, vive proprio grazie a questi atteggiamento meschini, manifestati da tutti e a tutti i livelli…
Si è vero, parlano, s’indignano, ma quando si tratta del proprio “orticello” cercano di salvaguardarselo elemosinando favori a chi di dovere e mettendo se stessi a completa disposizione di quel colluso sistema.
Non serve quindi educare l’opinione pubblica, partecipare a convegni, festival, fiaccolate, se poi la strada scelta è quella di essere complici e volersi fare corrompere…
Compete per prima, proprio al nostro Stato, a quella classe politica, il compito di restituire dignità ai cittadini, tutelare i loro diritti, dare per esempio una svolta, iniziando ad eliminare quegli interessi personali, sacrificando quei propri benefici per metterli a servizio degli interessi della comunità, svolgendo in modo concreto e onesto, la mansione istituzionale per la quale sono stati incaricati.
Mi rendo conto che oggi, questa situazione generale di stallo protrattasi negli anni, ha creato – nella morale dei miei concittadini – una palese fisiologica stanchezza, determinando un atteggiamento, se non proprio arrendevole, certamente di disimpegno.
Ma ritengo, quale preciso dovere morale, sottolineare che, continuando a non contrastare oggi, questa pericolosa strada intrapresa, se non poniamo adesso le basi di quel radicale cambiamento, state certi che in un futuro non troppo lontano, tutti noi, saremo costretti a confrontarci con una realtà che sarà ben diversa e soprattutto definitivamente perduta…
Addiopizzo Catania: ‘Stupisce Festival dei beni confiscati’ – LiveSicilia Catania
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Denunciare quindi possibili infiltrazioni, attività illegali, presenza di soggetti poco chiari, sperequazioni finanziarie, furti, ecc…, secondo quanto riportato sopra, dovrebbe servire a migliorare – non solo quel corretto rapporto con la giustizia o con gli organi inquirenti, ma soprattutto dovrebbe permettere di elevare i cittadini verso quel superiore livello di crescita della propria moralità…
Uno Stato di m…. , uno Stato che proprio attraverso i suoi delegati uomini , continua quotidianamente a fare c…. e soprattutto quando queste por… vengono evidenziate, tenta, come i bambini di difendersi, mettendo avanti le proprie mani “sporche” e non certo di cioccolata…
Denunciare quindi possibili infiltrazioni, attività illegali, presenza di soggetti poco chiari, sperequazioni finanziarie, furti, ecc…, secondo quanto riportato sopra, dovrebbe servire a migliorare – non solo quel corretto rapporto con la giustizia o con gli organi inquirenti, ma soprattutto dovrebbe permettere di elevare i cittadini verso quel superiore livello di crescita della propria moralità…
Uno Stato di m…. , uno Stato che proprio attraverso i suoi delegati uomini , continua quotidianamente a fare c…. e soprattutto quando queste por… vengono evidenziate, tenta, come i bambini di difendersi, mettendo avanti le proprie mani “sporche” e non certo di cioccolata…
Ho appena finito di leggere un libro che racconta la storia di un uomo… passato alla storia con il nome di “ultimo”… un Capitano che grazie alla sua tenacia, riusci a catturare il capo dei capi di “Cosa nostra” Totò Riina…
Ho appena finito di leggere un libro che racconta la storia di un uomo… passato alla storia con il nome di “ultimo”… un Capitano che grazie alla sua tenacia, riusci a catturare il capo dei capi di “Cosa nostra” Totò Riina…

Certo, sarebbe stato bello poter ascoltare le intercettazioni telefoniche… non so se ricordate… ma l’anno scorso il gip di Palermo, Riccardo Ricciardi, ha “distrutto” ( almeno così si dice… ) le conversazioni nel carcere dell’Ucciardone, dove erano conservati i file, dando seguito su quanto ordinato dalla Cassazione che ha ritenuto “inammissibile” la richiesta di Massimo Ciancimino di poter ascoltare le telefonate…, ed invece ora che quegli importanti “colloqui” sono stati distrutti… ecco oggi, siamo qui ad ascoltare ( come sempre dopotutto nel nostro paese…) una “limitata e parziale” verità…

Certo, sarebbe stato bello poter ascoltare le intercettazioni telefoniche… non so se ricordate… ma l’anno scorso il gip di Palermo, Riccardo Ricciardi, ha “distrutto” ( almeno così si dice… ) le conversazioni nel carcere dell’Ucciardone, dove erano conservati i file, dando seguito su quanto ordinato dalla Cassazione che ha ritenuto “inammissibile” la richiesta di Massimo Ciancimino di poter ascoltare le telefonate…, ed invece ora che quegli importanti “colloqui” sono stati distrutti… ecco oggi, siamo qui ad ascoltare ( come sempre dopotutto nel nostro paese…) una “limitata e parziale” verità…

| ♕ | Restaurant Lapérous – Quartier Latin, Paris | by © Rita Crane
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