Catania in dissesto, la Regione Siciliana a rischio fallimento e la nazione in completa crisi!!! Scusate ma quale futuro dobbiamo aspettarci???

Sono fortemente preoccupato… d’altronde come non esserlo vista la situazione critica in cui ci troviamo…
La mia città, Catania è in dissesto… e prova di giorno in giorno a sopravvivere, d’altronde sa bene che avendo accumulato 1,6 miliardi di euro di debiti, non sarà mai in grado di ripianare…
Ma anche la nostra regione siciliana è in totale bancarotta e l’aver provato a spalmare i propri debiti in trent’anni ( a modello mutuo… così si faranno ulteriori debiti su debiti…) non è servito a nulla; sappiamo come questa soluzione sia stata bocciata dalla Corte dei Conti, a conferma quindi che i debiti resteranno lì dove sono, a quindi possiamo inserire anche la nostra regione in quel così setto “dissesto” …
Certo qualcuno potrebbe pensare ( o per meglio dire sperare…) che a risolvere i problemi di cui sopra ci penserà lo Stato, intervenendo direttamente con cospicui finanziamenti… 
Ma quanto appena detto non è vero, in quanto a livello nazionale (ed è ciò che non viene detto ai cittadini…), si dovrebbe – per risanare i conti dello Stato – operare sull’economia reale in maniera restrittiva e per far ciò si dovrebbe iniziare a tagliare i fondi alle Regioni e ai Comuni!!! 
Ovviamente quanto sopra, comporterà alla Regione e ai  nostri Comuni in dissesto, di richiedere eventuali finanziamenti alle banche, posticipando così l’attuale problema sulle future generazioni…
Nel frattempo il nostro Stato – messo da parte il problema regioni e comuni – proverà a risanare i propri debiti, ma nel far questo dovrà ricordarsi ahimè di pagare ogni anno, i miliardi di euro di interessi sul debito presente con l’Ue, una situazione che ci fa comprendere, quanto alla fine fine sia difficile per noi risollevarci… già è come il cane che si morde la coda!!!
Va aggiunto inoltre che una nuova crisi economica è in atto e racconta come il 2019 abbia rappresentato la peggior frenata economica dai tempi della recessione del 2008…
Inoltre, con gli Usa che hanno dato il via ai dazi, con la Cina che ha fermato la crescita del proprio Pil, con la Germania che entrerà in recessione tecnica, anche il nostro Paese ha fatto segnare un -14% nella produzione industriale!!! 
Non dimentichiamoci inoltre come il nostro Paese deve risolvere all’incirca 150 crisi industriali e nelld quali  sono a rischio oltre 200 mila posti di lavoro…
Se aggiungiamo inoltre quanto appena occorso ad una nostra banca, che ha messo a rischio i conti dei suoi risparmiatori, cosa dire… l’ingresso nel 2020 non sembra anticipare nulla di buono, anzi tutt’altro…
Ma l’impressione peggiore che ricevo su quanto sta accadendo, è quella per cui quanto sopra non importi a nessuno o forse in questa mia riflessione dovrei escludere quel movimento spontaneo in atto da parte di quel gruppo di cittadini chiamatosi “sardine”, di cui oggi però non si può prevedere alcuna sua evoluzione, ne in politica e ancor meno nel sociale!!!
Certo che se è questo il futuro che ci aspetta e provando a mettermi nei panni di quei “pesciolini”, il mio primo pensiero è: siamo fritti!!! 

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che ho perso, ma chi ha vissuto come me, non perde mai!!!

Dopo le indagini sulla Saguto è cambiato tutto“, già…!!!
Ieri sera ho visto su “Italia1” la seconda parte del programma delle “IENE” sulla vicenda giudiziaria dell’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, ora radiata dalla magistratura: 
E’ proprio vero… è cambiato tutto!!!
Per meglio comprendere quanto già avevo osservato in Tv, stamani mi sono riascoltato sul web i dialoghi di quei personaggi intercettati e debbo confidarvi che non mi sono ancora ripreso… sì perché ho pensato che forse non serve a nulla combattere affinché la legalità emerga, quando poi i soggetti a cui ti eri affidato, sono gli stessi che ti pugnalano…
Mentre sto scrivendo questo post, mia figlia ha cambiato canale e su quest’ultimo c’è un film, una commedia italiana .. che descrive perfettamente quanto stavo per riportare… 
Il Belpaese” di Ficarra e Picone, sì… è quasi giunto alla fine, quando cioè i cittadini di quel borgo iniziano a ribellarsi a quel loro eletto Sindaco, un uomo pieno di sani principi morali, che a differenza del suo predecessore aveva provato a portare la legalità in quella sua cittadina… 
Ma ora è solo, sì… abbandonato da tutti, anche da coloro che l’avevano votato; era andato tutto bene fintanto che egli non avesse iniziato a interferire con quei loro interessi personali, perché in fin dei conti di questo si tratta, di salvaguardare sempre il proprio orticello… 
D’altronde sono come la maggior parte… pensano e ahimè attuano quelle loro regole: “fanc… al rispetto della legge, ai principi, alla legalità, alla morale”!!!
E anche il sottoscritto stasera – vedendo quanto accade e soprattutto verificando come mai nulla cambi – si sente in cuor suo profondamente amareggiato, in parte deluso, sì… da una parte di quel sistema, da taluni suoi uomini e donne…
Figure istituzionali che si comportano come i peggiori criminali di questa terra… già infetta di suo, personaggi ripugnanti, perché sono loro ad innaffiare con l’acqua contaminata il sistema, infettano tutto, anche quel poco di buono che era rimasto!!!
Forse qualcuno ora potrebbe pensare che ho perso, che non serve a nulla denunciare, ma chi ha vissuto come me, non perde mai!!!
Non la ritengo una sconfitta, sono altri ad aver perso!!!
Sì… tutti coloro che si sono macchiati di quell’infamia, gente meschina che ha voluto perdere la propria dignità per 30 euro!!!
Sono soggetti bramosi di potere, avidi di denaro, smaniosi di apparire a tutti i costi per ciò che non sono, per quanto non fanno, perché parliamo d’individui mediocri, scadenti, incapaci di fare qualcosa di buono, poiché essi nulla san fare, se non distruggere ciò che di buono ancora esiste!!!
Sì è vero, alla fine giustizia è stata fatta, ma quanto è costato dover giungere alla verità… ad una parte di verità, perché il resto – lo sappiamo tutti – è ancora a divenire!!!

E forse ora qualcuno potrebbe pensare che ho perso, ma chi ha vissuto come me, non perde mai!!!

Dopo le indagini sulla Saguto è cambiato tutto“, già…!!!
Ieri sera ho visto su “Italia1” la seconda parte del programma delle “IENE” sulla vicenda giudiziaria dell’ex presidente della sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, ora radiata dalla magistratura: 
E’ proprio vero… è cambiato tutto!!!
Per meglio comprendere quanto già avevo osservato in Tv, stamani mi sono riascoltato sul web i dialoghi di quei personaggi intercettati e debbo confidarvi che non mi sono ancora ripreso… sì perché ho pensato che forse non serve a nulla combattere affinché la legalità emerga, quando poi i soggetti a cui ti eri affidato, sono gli stessi che ti pugnalano…
Mentre sto scrivendo questo post, mia figlia ha cambiato canale e su quest’ultimo c’è un film, una commedia italiana .. che descrive perfettamente quanto stavo per riportare… 
Il Belpaese” di Ficarra e Picone, sì… è quasi giunto alla fine, quando cioè i cittadini di quel borgo iniziano a ribellarsi a quel loro eletto Sindaco, un uomo pieno di sani principi morali, che a differenza del suo predecessore aveva provato a portare la legalità in quella sua cittadina… 
Ma ora è solo, sì… abbandonato da tutti, anche da coloro che l’avevano votato; era andato tutto bene fintanto che egli non avesse iniziato a interferire con quei loro interessi personali, perché in fin dei conti di questo si tratta, di salvaguardare sempre il proprio orticello… 
D’altronde sono come la maggior parte… pensano e ahimè attuano quelle loro regole: “fanc… al rispetto della legge, ai principi, alla legalità, alla morale”!!!
E anche il sottoscritto stasera – vedendo quanto accade e soprattutto verificando come mai nulla cambi – si sente in cuor suo profondamente amareggiato, in parte deluso, sì… da una parte di quel sistema, da taluni suoi uomini e donne…
Figure istituzionali che si comportano come i peggiori criminali di questa terra… già infetta di suo, personaggi ripugnanti, perché sono loro ad innaffiare con l’acqua contaminata il sistema, infettano tutto, anche quel poco di buono che era rimasto!!!
Forse qualcuno ora potrebbe pensare che ho perso, che non serve a nulla denunciare, ma chi ha vissuto come me, non perde mai!!!
Non la ritengo una sconfitta, sono altri ad aver perso!!!
Sì… tutti coloro che si sono macchiati di quell’infamia, gente meschina che ha voluto perdere la propria dignità per 30 euro!!!
Sono soggetti bramosi di potere, avidi di denaro, smaniosi di apparire a tutti i costi per ciò che non sono, per quanto non fanno, perché parliamo d’individui mediocri, scadenti, incapaci di fare qualcosa di buono, poiché essi nulla san fare, se non distruggere ciò che di buono ancora esiste!!!
Sì è vero, alla fine giustizia è stata fatta, ma quanto è costato dover giungere alla verità… ad una parte di verità, perché il resto – lo sappiamo tutti – è ancora a divenire!!!

Mafia, antimafia, mafia, antimafia, mama, non m’ama, ehm… ma…fia, antimafia!!!

Nel vedere il video dell’inchiesta delle “IENE” sulla gestione dei beni confiscata presso il Tribunale di Palermo – link: https://www.iene.mediaset.it/video/antimafia-palermo-intercettazioni-imbarazzano_626761.shtml?fbclid=IwAR3jPUqKO0Uq95UZYV18J_wvZk-ubg5Q-IW7j9hbnjmwwMb4-DhKJRxURdQ e quanto trasmesso questa sera, non potevo che no scrivere su questo argomento… 
Già… ho pensato alla gravità di quella circostanza e di come un sistema istituzionale nato per contrastare la criminalità organizzata, sia stato trasformato da quegli uomini o meglio donne dello Stato, in un’altro delinquenziale ancor più terribile!!!  
Debbo confidarvi che per quanto mi riguarda… non vi è nulla di nuovo, perché la verità è che a seconda del momento in cui certe situazioni si compiono, ma soprattutto del periodo istituzionale – più o meno rigido – in cui queste si attuano, ecco che improvvisamente si vengono a determinare tutte una serie di protezioni a difesa di quel sistema sì… legalizzato, ma criminale – permettetemi di precisare – a seconda quanto quella struttura sia stata compromessa!!!

Ecco perché sono convinto che quanto riportato da quella redazione è soltanto uno dei tanti esempi di cui si potrebbe venir a conoscenza, se solo s’indagasse di più…

E sì… perché mi viene da pensare che forse anche all’interno di altre strutture attinenti vi possano essere state analoghe condizioni come quelle di quel Tribunale, situazioni che fossero esaminate darebbero il via a nuovi filoni d’inchieste giudiziarie, che coinvolgerebbero tutta una serie di soggetti che vanno dai magistrati ai custodi, dagli amministratori ai vari consulenti per finire chissà, forse con quegli stessi soggetti a cui di fatto si erano realizzati i provvedimenti d’interdizione e di confisca…
Certo, la situazione è talmente grave che quelle stesse istituzioni “inquirenti” hanno durante quelle indagini grosse difficoltà nel far emergere quanto accaduto, già… quanto sopra rappresenta il motivo principale per cui quel sistema deve essere in ogni caso protetto… soprattutto dai media!!!
Certo da un lato condivido questa posizione, ma dall’altro ripenso a tutti quegli individui che coraggiosamente hanno – sempre parlando per ipotesi – denunciato fatti gravi di cui erano venuti a conoscenza, realizzati proprio grazie alla partecipazione di quei suoi uomini fidati… 
Chissà… mi viene da pensare, non è che forse ci si è dimenticati volontariamente di qualche dossier “protocollato“, con all’interno centinaia e centinaia di pagine compromettenti e forse con allegato qualche dvd???
Già… potrebbe essere il titolo per un mio caro amico romanziere: “Pagine perse nei meandri segreti delle stanze di un Tribunale”!!!
    

Mafia, antimafia, mafia, antimafia, mama, non m'ama, ehm… ma…fia, antimafia!!!

Nel vedere il video dell’inchiesta delle “IENE” sulla gestione dei beni confiscata presso il Tribunale di Palermo – link: https://www.iene.mediaset.it/video/antimafia-palermo-intercettazioni-imbarazzano_626761.shtml?fbclid=IwAR3jPUqKO0Uq95UZYV18J_wvZk-ubg5Q-IW7j9hbnjmwwMb4-DhKJRxURdQ e quanto trasmesso questa sera, non potevo che scrivere su questo argomento… 
Già… ho pensato alla gravità di quella circostanza e di come un sistema istituzionale – nato per contrastare la criminalità organizzata – sia stato trasformato da quegli uomini o meglio da quelle donne dello Stato, in qualcosa di squallido, un atto delinquenziale ancor più terribile di quanto accaduto con quegli “affiliati”!!!
Debbo confidarvi che per quanto mi riguarda… non vi è nulla di nuovo, perché la verità è che a seconda del momento in cui certe situazioni si compiono, ma soprattutto del “periodo” istituzionale – più o meno rigido – in cui queste si attuano, ecco che improvvisamente si vengono a determinare tutte una serie di protezioni a difesa di quel sistema corrutivo/clientelare, sì… legalizzato, ma sempre criminale resta – permettetemi di precisare – il tutto a seconda di quanto quella struttura sia di fatto compromessa!!!

Ecco perché sono convinto che quanto riportato da quella redazione è soltanto uno dei tanti esempi di cui si potrebbe venir a conoscenza, se solo s’indagasse di più…

E sì… perché mi viene da pensare che forse anche all’interno di altre strutture attinenti vi possano essere state analoghe condizioni come quelle di quel Tribunale sopra descritto (e forse non bisogna andare neppure troppo lontano…), situazioni che se fossero esaminate in maniera incisiva, darebbero il via a nuovi filoni d’inchieste giudiziarie, che coinvolgerebbero tutta una serie di soggetti che vanno dai cosiddetti magistrati ai custodi, dagli amministratori ai vari consulenti legali, fiscali, ecc… per finire chissà, forse con quegli stessi soggetti a cui di fatto si erano realizzati i provvedimenti d’interdizione e di confisca!!! 
Certo, la situazione sarebbe talmente grave che quelle stesse istituzioni “inquirenti” avrebbero durante quelle indagini delle enormi difficoltà nel far emergere quanto celatamente accaduto, già… quanto sopra confermerebbe i motivi per cui quel sistema viene oggi ad essere protetto… soprattutto dai media!!!
Certo da un lato condivido questa posizione, ma dall’altro ripenso a tutti quegli individui che coraggiosamente hanno – sempre parlando per ipotesi – denunciato fatti gravi di cui erano venuti a conoscenza, realizzati proprio grazie alla partecipazione di quegli  uomini fidati dello Stato… 
Chissà… mi viene da pensare, non è che forse ci si è dimenticati volontariamente di qualche dossier “protocollato“, con all’interno centinaia e centinaia di pagine compromettenti e forse con allegato qualche dvd???
Già… potrebbe essere il titolo di un libro per un mio caro amico romanziere: “Pagine perse nei meandri segreti delle stanze buie di un Tribunale”!!!
Ma… riprendo con la margherita: mafia… non mafia…
    

9 Dicembre: Giornata internazionale contro la corruzione.

Tutti uniti contro la corruzione!!!

Anche quest’anno, in questo giorno particolare viene celebrata la “Giornata Internazionale contro la Corruzione” voluta dalle Nazioni Unite, per ricordarci quanto questo fenomeno così grave influisca in direttamente sulla nostra quotidianità… 
Ora mi viene da chiedere: “ma veramente qualcuno pensa realmente che considerare questa giornata come un particolare momento su cui riflettere, sulle conseguenze che la corruzione provoca, ecco quanto appena detto mi sembra assai banale… considerato che proprio questo nostro paese si è dimostrato essere ai primi posti nel mondo per livelli di corruzione e se ciò è avvenuto purtroppo, lo si deve ahimè proprio a quelle azioni disoneste dei miei connazionali…  
E quindi mi chiedo: ma veramente basta semplicemente intitolare una giornata per combattere quelle metodologie corruttive così intrinseche nella società civile???
Non basta la politica, quelle leggi anti-corruzione, l’operato della magistratura, le nostre forze dell’ordine, no… i cittadini continuano come nulla fosse, continuano sempre nella stessa maniera e cioè in quella loro maniera “complice”!!!
D’altronde ditemi, quanti sono quei coraggiosi che denunciano quelle irregolarità di cui si è venuti a conoscenza… già quanti sono??? Rispondo io… nessuno!!!
Sì… nessuno che si muove, anzi… tutti che si girano dall’altra parte, nessuno vuole restare coinvolto ed è così che il nostro Paese è diventato pian piano, sempre più corrotto!!!

Ora questa bella iniziativa punta a raccogliere i casi più noti, quelli pubblicati sui media, forse perché pensano che per sconfiggere la corruzione sia importante conoscerla…

Ma la verità non è così, perché la corruzione è ad ogni livello, rappresenta un fenomeno che mina dal basso lo Stato, le istituzioni, quei suoi referenti, distorce lo stato di diritto, l’economia, il consenso elettorale… in definitiva questo fenomeno pervade e avvelena tutto, anche l’aria stessa che respiriamo…
“United Nations Convention against Corruption” è con questo nome che la Convenzione mira a promuovere un approccio globale per prevenire e combattere il fenomeno della corruzione, rafforzando la collaborazione tra la polizia e la magistratura per l’arresto e l’estradizione di quanti si macchiano di quei reati, prevedendo altresì misure finalizzate al recupero dei patrimoni trafugati, le prime nella loro specificità, che obbligheranno i paesi a restituire i capitali o i beni, ottenuti attraverso atti di corruzione, nei confronti dei paesi ai quali sono stati sottratti!!!
Le politiche di contrasto messe in atto sono certamente onorevoli, ma come si dice: tra il dire e il fare…  

9 Dicembre: Giornata internazionale contro la corruzione.

Tutti uniti contro la corruzione!!!

Anche quest’anno, in questo giorno particolare viene celebrata la “Giornata Internazionale contro la Corruzione” voluta dalle Nazioni Unite, per ricordarci quanto questo fenomeno così grave influisca in direttamente sulla nostra quotidianità… 
Ora mi viene da chiedere: “ma veramente qualcuno pensa realmente che considerare questa giornata come un particolare momento su cui riflettere, sulle conseguenze che la corruzione provoca, ecco quanto appena detto mi sembra assai banale… considerato che proprio questo nostro paese si è dimostrato essere ai primi posti nel mondo per livelli di corruzione e se ciò è avvenuto purtroppo, lo si deve ahimè proprio a quelle azioni disoneste dei miei connazionali…  
E quindi mi chiedo: ma veramente basta semplicemente intitolare una giornata per combattere quelle metodologie corruttive così intrinseche nella società civile???
Non basta la politica, quelle leggi anti-corruzione, l’operato della magistratura, le nostre forze dell’ordine, no… i cittadini continuano come nulla fosse, continuano sempre nella stessa maniera e cioè in quella loro maniera “complice”!!!
D’altronde ditemi, quanti sono quei coraggiosi che denunciano quelle irregolarità di cui si è venuti a conoscenza… già quanti sono??? Rispondo io… nessuno!!!
Sì… nessuno che si muove, anzi… tutti che si girano dall’altra parte, nessuno vuole restare coinvolto ed è così che il nostro Paese è diventato pian piano, sempre più corrotto!!!

Ora questa bella iniziativa punta a raccogliere i casi più noti, quelli pubblicati sui media, forse perché pensano che per sconfiggere la corruzione sia importante conoscerla…

Ma la verità non è così, perché la corruzione è ad ogni livello, rappresenta un fenomeno che mina dal basso lo Stato, le istituzioni, quei suoi referenti, distorce lo stato di diritto, l’economia, il consenso elettorale… in definitiva questo fenomeno pervade e avvelena tutto, anche l’aria stessa che respiriamo…
“United Nations Convention against Corruption” è con questo nome che la Convenzione mira a promuovere un approccio globale per prevenire e combattere il fenomeno della corruzione, rafforzando la collaborazione tra la polizia e la magistratura per l’arresto e l’estradizione di quanti si macchiano di quei reati, prevedendo altresì misure finalizzate al recupero dei patrimoni trafugati, le prime nella loro specificità, che obbligheranno i paesi a restituire i capitali o i beni, ottenuti attraverso atti di corruzione, nei confronti dei paesi ai quali sono stati sottratti!!!
Le politiche di contrasto messe in atto sono certamente onorevoli, ma come si dice: tra il dire e il fare…  

La pietra lavica… un'opera d'arte!!!

Pietra della nostra terra, materia ancor prima del nostro divenire, un’isola plasmata dal fuoco che ricorda chi siamo e da dove veniamo… 
Una pietra grigia dalle antiche vestigia, ricordo intenso di passati viaggiatori che portarono via con se i nostri paesaggi dorati, raccontandoli con il cuore al mondo intero…
Dai Greci sino ad oggi questa pietra ha accompagnato la vita delle nostre città…
Come non accogliere quindi ciò che essa ha ispirato ai grandi uomini di quest’isola e a tutti coloro che hanno avuto nel corso di secoli, modo di visitarla…
Questa pietra grezza lavorata è divenuta libera, espressione di artisti più o meno noti, restituendo nel tempo vestigia antiche e  rovine, reperti e sculture, memoria culturale e artistica di una terra unica e meravigliosa… qual’è la nostra Sicilia!!!
In quelle forme di arte riemerge e s’illumina qualcosa di diverso, che forse poteva essere anche dimenticato, ma che grazie alla sua consistenza e rimasto inalterato nel tempo… 

La pietra lavica rappresenta un viaggio, antico e perenne, come quello descritto da Omero nell’Odissea, dove si racconta di un Ciclope che strappa un costone di quella brunita pietra, per scagliarlo sull’acqua azzurra e cristallina del mar Ionio, per farlo diventare insieme ad essa,  una meravigliosa opera d’arte…


L'Avvocato dei mafiosi…

State sereni, non ho intenzione di relazionare su eventuali “difensori” di nostra conoscenza collegati a quegli “affiliati di cosanostra” e quindi non mi riferirò ai legali della nostra isola “orientale” o più precisamente come solitamente riporto nei miei post, a quelli della nostra provincia etnea… 
No… questa volta desidero raccontarVi una storia, che pochi di voi conoscono anche perché appartiene si alla nostra terra, ma dalla parte opposta o meglio conosciuta come  “occidentale” e fa luogo alla città di Palermo…
Si tratta di un episodio rimasto per anni riservato, fintanto che un mensile “l’Espresso” scoperta la notizia, l’ha fatta emergere…
Dovete sapere che nel 1983, il boss Giovanni Bontate (noto anche come “Bontade”) – l’uomo più ricco di Cosa Nostra – si affidò ad un legale palermitano ancora poco noto, che lo difese fino alla Cassazione…
Vi sembrerà assurdo, ma quell’uomo sarà lo stesso che diventerà il futuro presidente del Senato!!!
Ed allora vediamo chi era quell’Avvocato… 
Il 4 dicembre 1983 dal carcere dell’Ucciardone parte una raccomandata a firma Giovanni Bontate, fratello del padrino Stefano che armi alla mano, aveva tentato di fermare l’ascesa dei corleonesi ed era stato ucciso su ordine di Totò Riina: l’ultimo esponente della famiglia mafiosa più importante di Palermo. 
Giovanni Bontate è ancora temuto, ma tutte le sue proprietà – immobili e aziende per un valore di decine di miliardi di lire – sono finite sotto sequestro!!!
Per questo motivo dalla cella decide di affidarsi a due difensori di fiducia, un penalista (di cui leggerete in fondo…) e un brillante civilista: l’Avv. Renato Schifani.
Già… il futuro presidente del Senato che all’epoca aveva 33 anni ed era un giovane avvocato di belle speranze…
Di quell’incarico, che segnò il suo ingresso tra i nomi di rilievo del foro di Palermo, l’ex presidente Schifani non ha mai parlato!!!
Solo di fronte alle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza – confessione che ha determinato l’iscrizione dello Schifani nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa – il suo portavoce ha precisato: “La sua pregressa attività di avvocato è stata sempre improntata al pieno e totale rispetto di tutte le leggi e di tutte le regole deontologiche proprie dell’attività forense”.
Ecco quindi che “L’espresso” è andato ha recuperare gli atti di quel procedimento, in cui (come legale del boss Bontate) Schifani ha prodotto corpose memorie difensive, seguendo il tesoriere di Cosa… nostra fino alla Cassazione. 
L’avvocato tra l’altro non si è mai occupato delle questioni penali, ma soltanto di contestare il sequestro dei beni ed impedire che venissero confiscati!!! 
Per quasi cinque anni ha assistito il boss, studiandone le proprietà per sostenere con minuziosi interventi la legittimità delle sue ricchezze e soprattutto cercando di dimostrare i limiti dell’attività degli investigatori. 
In ballo c’erano due grandi società di costruzione, decine di appartamenti ma si discute anche di alcuni agrumeti – acquistati negli anni Settanta per circa mezzo miliardo di lire – intestati a Giovanni e al fratello Stefano (nomi che dominavano le cronache di mafia dell’epoca).
Con precisione e competenza, l’avvocato Schifani analizza i fondi del suo assistito, fa le pulci alle iniziative della procura e della Guardia di Finanza. 
È una sorta di causa pilota, perché la legge Rognoni-La Torre era recentissima: era stata approvata meno di un anno prima, sulla scia dell’orrore per l’omicidio del parlamentare comunista Pio La Torre. Per questo l’avvocato Schifani congegna una difesa molto articolata, ispirata a principi garantisti, criticando l’uso di tutte le indagini precedenti la legge ai fini dei provvedimenti di sequestro. 
Analizza uno per uno i beni di Giovanni Bontate – una figura di mafioso borghese, laureato in legge e attivissimo dal punto di vista imprenditoriale mentre gestiva il traffico di droga con gli Usa – sottolineandone la congruità con il tenore di vita, anche se in un passaggio si fa riferimento al condono fiscale che rende difficile confrontare i redditi dichiarati con quelli reali. 
Discute nei dettagli vita e opere della Atlantide Costruzioni, un’azienda controllata dal suo assistito che poi nel 1996 verrà indirettamente citata nelle prime indagini sui presunti rapporti tra l’entourage “berlusconiano” e Cosa nostra.
Nella sua memoria difensiva, Schifani sottolinea più volte i “fondati e sostanziali rilievi di incostituzionalità della legge Rognoni-La Torre” che inverte l’onere della prova: sono i mafiosi a dover dimostrare come hanno fatto a guadagnare i loro beni per evitare che il sequestro divenga confisca!!! 
Proprio questo era stato l’elemento rivoluzionario di quel provvedimento, che aveva costretto Cosa nostra a riorganizzare l’investimento dei colossali profitti del narcotraffico sull’asse Palermo-New York dominato dai Bontate. 
Fenomeni criminali ampiamente descritti nella documentazione usata da Schifani nelle udienze per tutelare il suo assistito, che intanto veniva condannato a nove anni nel maxiprocesso!!!
L’attività legale prosegue fino alla Cassazione, cercando di evitare che lo Stato incamerasse il più grande sequestro di beni realizzato in quella drammatica stagione segnata dai novecento morti della guerra di mafia scatenata da Totò Riina. 
Ma a rendere superflua l’opera dell’avvocato furono i killer corleonesi: nel settembre 1988 Giovanni Bontate, agli arresti domiciliari per motivi di salute, e la moglie vennero assassinati in uno degli ultimi delitti eccellenti di quella stagione. 
Automaticamente, con la loro morte una parte del sequestro venne annullata e altre misure di prevenzione furono bloccate: case e terreni vennero riconsegnati agli eredi che ne sono ancora i legittimi proprietari. 
Già… un buco nero nella legge Rognoni-La Torre, nata come provvedimento d’emergenza, cancellava infatti ogni misura al momento del decesso del boss….
Va detto come quella legislatura aveva dimostrato di essere partita bene per ciò che riguardava l’aggressione ai patrimoni dei mafiosi. Ma soltanto successivamente – grazie all’inasprimento delle norme – sono state coperte quelle zone d’ombra esistenti nella vecchia legislazione, tra queste spiccano ora norme che offrono la possibilità di sequestrare anche i beni di persone nel frattempo morte, rivalendosi sugli eredi!!!
È interessante notare la descrizione di quel periodo terribile che il presidente Schifani ha illustrato nel 2008 durante la presentazione del libro di Giuseppe Ayala, magistrato al fianco di Borsellino e Falcone: “Il momento in cui, all’inizio degli anni Ottanta, l’esplosione della “guerra di mafia“, con la sua scia di morte, fece da riflettore su quella realtà criminale, scuotendo un’intera generazione da quella “colpevole indifferenza” che Paolo Borsellino arrivò a rimproverare addirittura a se stesso. 
Ancora più dura la condanna della mafia pronunciata durante la commemorazione del giudice Rocco Chinnici, ucciso da un’autobomba nel 1983: secondo le sentenze, fu l’arresto di Giovanni Bontate a spingere Cosa nostra ad assassinare Chinnici!!!
E in quel lontano 4 dicembre 1983, dalla cella dell’Ucciardone il boss oltre a Schifani nominò come suo difensore di fiducia anche un penalista: Paolo Seminara
Nel suo diario Chinnici, sentendo avvicinarsi la morte, aveva scritto: “Se mi succederà qualche cosa di grave i responsabili sono due”. E uno dei due nomi elencati era proprio l’avvocato “Paolo Seminara”!!!
Uno sfogo rimasto agli atti ma senza nessuna rilevanza processuale: solo un altro elemento per rendersi conto di quanto fossero duri quegli anni a Palermo….
Non mi permetto di entrare nei principi dello stato di diritto: il diritto ad una difesa, ad una giusta e chiara imputazione, ad un processo giusto, alla salute (anche e soprattutto in carcere) etc… 
I romani dicevano che il processo è un atto di tre persone: “giudice, attore e convenuto”, e cioè, nel processo penale, “giudice, pm ed avvocato difensore”…
Se una di queste persone manca, il processo non è equo e non vi sarebbe alcuna “giustizia“!!!
Trovo però alquanto difficile comprendere fino a che punto quei cosiddetti “avvocati dei mafiosi” siano – nel compiere il proprio operato – realmente “liberi” o se essi – a causa di quei rapporti professionali fortemente “legati” con quei loro clienti – non vengano in un qualche modo condizionati… 
D’altronde si sa… il mafioso è abituato ad usare spesso la violenza e diventa difficile credere che egli non provi ad utilizzare quella coercizione anche nei confronti del suo legale, affinché quest’ultimo non si pieghi definitivamente a quel suoi volere!!!
Cosa dire: pur volendo considerare quelle “laute” parcelle, credetemi… non vorrei mai essere nei loro panni!!!

Bolletta elettrica e oneri di sistema: perché non dobbiamo pagarli!!!

Oggi, il mio caro amico Paolo mi ha inviato il seguente messaggio che ho provveduto immediatamente a firmare ed a condividere per raggiungere le firme richieste che sono già state superate ma che hanno bisogno ancora di ciascun di Voi per fare sentire il peso della nostra richiesta agli uomini del Governo: Ho appena firmato la petizione “Bolletta elettrica e Oneri di sistema: PERCHÉ NON DOBBIAMO PAGARLI. @GiuseppeConte @SergioMattarella @GianluigiParagone @StefanoBesseghini” e vorrei chiederti di aiutarci aggiungendo il tuo nome.

Il nostro obiettivo è quello di raggiungere 75.000 firme e abbiamo bisogno del tuo sostegno. Puoi saperne di più e leggere la petizione al link: http://chng.it/wjnQjVxchn .

L’Associazione “Comitato di Tutela del Territorio” ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a Giuseppe Conte (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a 3 altri/altre

È da anni che i cittadini, nonché i consumatori di energia elettrica, chiedono chiarezza riguardo gli oneri generali di sistema.
I principali motivi di fondo sono due: innanzitutto, per la necessità di una maggiore trasparenza della bolletta : per cosa si sta pagando e a chi?
In più, se le incentivazioni fornite da queste risorse parafiscali abbiano ancora motivo di esistere e non siano misure solo finalizzate a sprechi, inefficienze e favoritismi.
In questa fase, continuiamo a ricevere numerose lamentele dei cittadini che ci segnalano le loro bollette con costi notevoli, pur in presenza di consumi zero o decisamente minimi.
Ci proponiamo di analizzare l’andamento che dal 2010 al 2019 ha prodotto un finanziamento, grazie agli oneri di sistema, di circa 150 miliardi di euro che sono stati addebitati nelle bollette, quali misure parafiscali utilizzate per vari scopi, nell’intero sistema elettrico e pagate da tutti noi.
Abbiamo intenzione di indirizzare questa petizione in primis al senatore Gianluigi Paragone che, attraverso i suoi canali social, ha annunciato di voler presentare al Parlamento una proposta di variazione della voce “oneri di sistema”.
Come atto dovuto, la stessa va indirizzata alle attuali massime autorità dello Stato, quali:
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana;
Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri;
Stefano Besseghini, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.
Lo scopo di questa petizione sarà di cancellare ogni singolo abuso che verrà riscontrato da questo modo scorretto e occulto di rastrellare risorse economiche, attraverso le famiglie italiane che, indistintamente dalle loro possibilità economiche, vengono tassate in pari percentuale.
Una firma costa nulla, ma immaginatevi l’effetto devastante che grazie a quella firma si potrebbe ottenere… già, sarebbe qualcosa d’incredibile che potrebbe stravolgere definitivamente quei poteri societari che tanto hanno condizionato la vita di ciascun italiano…
Proviamoci!!   

Bolletta elettrica e oneri di sistema: perché non dobbiamo pagarli!!!

Oggi, il mio caro amico Paolo mi ha inviato il seguente messaggio che ho provveduto immediatamente a firmare ed a condividere per raggiungere le firme richieste che sono già state superate ma che hanno bisogno ancora di ciascun di Voi per fare sentire il peso della nostra richiesta agli uomini del Governo: Ho appena firmato la petizione “Bolletta elettrica e Oneri di sistema: PERCHÉ NON DOBBIAMO PAGARLI. @GiuseppeConte @SergioMattarella @GianluigiParagone @StefanoBesseghini” e vorrei chiederti di aiutarci aggiungendo il tuo nome.
Il nostro obiettivo è quello di raggiungere 75.000 firme e abbiamo bisogno del tuo sostegno. Puoi saperne di più e leggere la petizione al link: http://chng.it/wjnQjVxchn
L’Associazione “Comitato di Tutela del Territorio” ha lanciato questa petizione e l’ha diretta a Giuseppe Conte (Presidente del Consiglio dei Ministri) e ad altre personalità istituzionali.
È da anni che i cittadini, nonché i consumatori di energia elettrica, chiedono chiarezza riguardo gli oneri generali di sistema.
I principali motivi di fondo sono due: innanzitutto, per la necessità di una maggiore trasparenza della bolletta : per cosa si sta pagando e a chi?

In più, se le incentivazioni fornite da queste risorse parafiscali abbiano ancora motivo di esistere e non siano misure solo finalizzate a sprechi, inefficienze e favoritismi.
In questa fase, continuiamo a ricevere numerose lamentele dei cittadini che ci segnalano le loro bollette con costi notevoli, pur in presenza di consumi zero o decisamente minimi.
Ci proponiamo di analizzare l’andamento che dal 2010 al 2019 ha prodotto un finanziamento, grazie agli oneri di sistema, di circa 150 miliardi di euro che sono stati addebitati nelle bollette, quali misure parafiscali utilizzate per vari scopi, nell’intero sistema elettrico e pagate da tutti noi.

Abbiamo intenzione di indirizzare questa petizione in primis al senatore Gianluigi Paragone che, attraverso i suoi canali social, ha annunciato di voler presentare al Parlamento una proposta di variazione della voce “oneri di sistema”.
Come atto dovuto, la stessa va indirizzata alle attuali massime autorità dello Stato, quali:
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica Italiana; Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri;
Stefano Besseghini, Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.

Lo scopo di questa petizione sarà di cancellare ogni singolo abuso che verrà riscontrato da questo modo scorretto e occulto di rastrellare risorse economiche, attraverso le famiglie italiane che, indistintamente dalle loro possibilità economiche, vengono tassate in pari percentuale.
Una firma costa nulla, ma immaginatevi l’effetto devastante che grazie a quella firma si potrebbe ottenere… già, sarebbe qualcosa d’incredibile che potrebbe stravolgere definitivamente quei poteri societari che tanto hanno condizionato la vita di ciascun italiano…
Ed allora proviamoci!!   

Mafia e segreti di Stato: Andrea Piazza, fratello di Emanuele (vittima della mafia) descrive quei tragici momenti…

Come faceva Cosa Nostra a sapere dell’arrivo del magistrato a casa della sorella in un giorno non previsto?
Ecco quindi uno stralcio dell’inchiesta a firma Edoardo Montolli:
La strage
Il pomeriggio del 19 luglio 1992 Paolo Borsellino si recò a casa della sorella Rita per prendere la madre e portarla da un dottore. Dopo aver citofonato al civico 19 di via D’Amelio, una 126 imbottita di Semtex (un esplosivo militare ma usato nelle cave nei Paesi dell’est) deflagrò dilaniando lui e la sua scorta. Il primo problema che gli inquirenti si posero è come facesse Cosa Nostra a sapere l’orario d’arrivo del magistrato per piazzare l’auto esplosiva, dato che quella visita era dovuta ad un mero imprevisto e che solo i famigliari ne erano a conoscenza, avendolo appreso al telefono???

L’ipotesi

I killer dovevano avere certezze. La cosa più logica era pensare che il telefono di Rita Borsellino fosse stato intercettato, magari in maniera rudimentale. La Procura di Caltanissetta incaricò il commissario Gioacchino Genchi di svolgere una perizia sul telefono di casa della sorella del giudice: dalle testimonianze emerse che in effetti c’erano stati precedentemente dei rumori di fondo nelle telefonate. Questo, “alcuni squilli anomali” e altri dettagli fecero ritenere al consulente che in effetti il telefono poteva essere stato intercettato. Si scoprì altro: tre o cinque giorni prima dell’attentato, la nipote di Borsellino vide un uomo in tuta blu lavorare all’interno delle cassette delle linee telefoniche. Secondo il portiere dello stabile si trattava di operai della “Sielte”, intenti a fare lavori ad un inquilino dell’ottavo piano o meglio ad una ditta di costruzioni trasferitasi lì un mese prima. Vennero anche ritrovati residui di “filo di permutazione” che si sarebbe potuto usare per realizzare un “circuito parallelo” della linea telefonica. Fu da queste indagini che si arrivò ad un operaio della “Sielte”, Pietro Scotto, fratello di un boss, Gaetano Scotto. E fu allora quindi che arrivò improvvisamente il falso pentito Vincenzo Scarantino…
O​ggi​ che è emerso che tutta l’inchiesta è da rifare in quanto è emerso il depistaggio, bisogna tornare a porsi la domanda di allora: come faceva Cosa Nostra a sapere dell’arrivo di Borsellino in un giorno non previsto?
Il palazzo
Secondo l’ultimo grande pentito Gaspare Spatuzza (killer dei Graviano), le notizie sugli spostamenti del giudice arrivavano da Salvatore Vitale, il proprietario del maneggio dove fu sequestrato il piccolo Giuseppe Di Matteo. Vitale, morto nel 2012, abitava infatti al piano terra del civico 19 di via D’Amelio. Non che si sappia da ora. Lo aveva riferito già il pentito Salvatore Cancemi e ne aveva parlato anche Giovanni Brusca. Vitale fu condannato nel processo di via D’Amelio, ma non per la strage, solo per l’associazione mafiosa. Graviano ha aggiunto che fu nel maneggio di Vitale che venne cambiata la targa alla 126 esplosiva e che fu lui a fare da talpa per l’arrivo di Borsellino. 
Ma se guardiamo le foto, non possiamo non nutrire enormi perplessità: il primo piano di via D’Amelio fu letteralmente sventrato dall’esplosione. Chi si farebbe sventrare la casa per compiere un attentato? Di più: dato che il giudice arrivava in un giorno imprevisto, il problema su come Cosa Nostra fu avvertita della sua visita, resta. Non è che guardando dalla finestra lo si poteva prevedere…
Il telefono
Il telefono di casa Borsellino, se intercettato, poteva essere sentito, secondo la relazione Genchi, pure nello stesso stabile. Uno stabile dove hanno vissuto altri, legati in qualche modo ai boss. È il caso, ad esempio, del costruttore Federico Amato, conoscente fin dall’infanzia del boss Antonino Vernengo, e che fu imputato proprio al maxi processo. Dall’accusa era considerato un suo prestanome…
L’inquilino
Nel 1986 Amato abitava proprio al civico 19 di via D’Amelio. Lui disse di aver chiesto la protezione dei Vernengo per poter lavorare come imprenditore. E fu sfortunato: nel maggio 1987 gli uccisero un figlio di 33 anni, Pietro, con una pallottola in fronte. Nove anni più tardi il pentito Giovanni Drago raccontò che l’omicidio fu dovuto al fatto che Pietro non era ossequioso come il padre e faceva di testa sua. Ma il problema è un altro. Ricorda Rita Borsellino: «Prima di diventare imprenditore Federico Amato era capomastro del cantiere del palazzo. Quando andai a viverci nel 1977, lui abitava già lì. Ed era morto lì uno, forse due anni prima. 
Ne parlai ovviamente agli inquirenti, che fecero uno screening di tutti i residenti del palazzo». Dunque non c’è alcun giallo? Non proprio. Amato, il cui nome non compare nella relazione Genchi, è un nome nuovo soprattutto al consulente. Genchi, ora avvocato, cade infatti dalle nuvole: «Che un imputato del maxi processo abitasse al civico 19 di via D’Amelio lo apprendo solo ora. Dello screening dei residenti dello stabile se ne occupava il capo del gruppo d’indagine Falcone-Borsellino: Arnaldo La Barbera
Escludo che me ne abbia parlato lui o qualcuno dei magistrati incaricati dell’indagine, altrimenti avrei ovviamente approfondito. Il nome di Federico Amato, fino ad ora, non mi diceva nulla…
Fatti inquietanti che non hanno trovato ancora oggi – come dichiara nel video Andrea Piazza –  i reali mandanti, ma che dimostrano in maniera assolutamente inequivocabile, come dietro a quelle stragi vi sia stata la partecipazione attiva di una parte dello Stato… sì quello “deviato“, lo stesso che ha permesso a quella associazione criminale di sopravvivere e compiere tutti quei fatti gravi che come sappiamo hanno lasciando una ferita profonda, rappresentata da quella lunga scia di vittime innocenti!!!    

C’è qualcuno che può dirmi dov’è lo Stato, la giustizia, la legge… già dov’era???

Alcuni giorni fa, presso il Palazzo delle Aquile Aula Consiliare del Comune di Palermo, la fondazione “Progetto legalità” insieme all’Associazione “Emanuele Piazza” hanno voluto ricordare la memoria dei caduta nella lotta contro la mafia… 
In questa prima parte desidero riportare un passaggio del Papà del poliziotto assassinato Nino Agostino e della moglie incinta…
Sono passati 30 anni ma la verità non è stata accertata, troppi silenzi da parte degli uomini dello Stato, quei servizi deviati del “Sisde”, che invece di collaborare con gli inquirenti, hanno coperto quelle informazioni con la dicitura segreti di Stato.
Così, le indagini sull’omicidio di quel poliziotto e di sua moglie, trucidati il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini, sono state ostacolate e ai magistrati non è rimasto che chiedere l’archiviazione!!!
Al funerale di Agostino e della moglie c’era Giovanni Falcone, che confidò al commissario Montalbano: “Devo la vita a questi ragazzi”!!!
Sembra che un collega di Nino gli confidò che collaborava con i Servizi per la cattura del boss Bernardo Provenzano: Un parente gli racconto di alcuni viaggi dell’agente a Trapani, forse perché operava nel servizio segreto “Gladio”!!!
Nello stesso periodo un pentito (Oreste Pagano) raccontò che durante un matrimonio in Canada un suo amico (Alfonso Caruana) vi fosse presente un affiliato del clan palermitano, un certo Gaetano Scotto: secondo il Caruana, quel palermitano aveva ucciso un poliziotto perché aveva scoperto i collegamenti fra le cosche ed alcuni componenti della questura. 
Anche la moglie sapeva… e per questo venne uccisa!!! 
Nel frattempo, sul tavolo dei pm arrivarono le confidenze di un pentito (Ilardo) al colonnello Riccio: C’è un agente segreto che fa cose strane… ha la faccia da mostro ed è coinvolto nel delitto del poliziotto Agostino…
Quando il quotidiano La Repubblica scrisse del pentito Ilardo (siamo il 22 febbraio 2003), un familiare di Emanuele Piazza (collaboratore dei servizi ucciso nel ’90), si ricordò di un uomo con una malformazione alla guancia: “sì… Emanuele lo frequentava”!!!
E’ la svolta… le indagini portano a un uomo che in Regione è riuscito a fare una gran carriera, passando da usciere a funzionario e difatti da un vecchio fascicolo, si scoprono quelle sue frequentazioni con Vito Ciancimino
Provarono ad interrogarlo, ma egli morì prima a causa di un tumore!!!
Vi lascio quindi alle parole pronunciate da quel padre, a quelle sue domande, le stesse che non hanno mai ricevute risposte…  

C'è qualcuno che può dirmi dov'è lo Stato, la giustizia, la legge… già dov'era???

Alcuni giorni fa, presso il Palazzo delle Aquile Aula Consiliare del Comune di Palermo, la fondazione “Progetto legalità” insieme all’Associazione “Emanuele Piazza” hanno voluto ricordare la memoria dei caduta nella lotta contro la mafia… 
In questa prima parte desidero riportare un passaggio del Papà del poliziotto assassinato Nino Agostino e della moglie incinta…
Sono passati 30 anni ma la verità non è stata accertata, troppi silenzi da parte degli uomini dello Stato, quei servizi deviati del “Sisde”, che invece di collaborare con gli inquirenti, hanno coperto quelle informazioni con la dicitura segreti di Stato.
Così, le indagini sull’omicidio di quel poliziotto e di sua moglie, trucidati il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini, sono state ostacolate e ai magistrati non è rimasto che chiedere l’archiviazione!!!
Al funerale di Agostino e della moglie c’era Giovanni Falcone, che confidò al commissario Montalbano: “Devo la vita a questi ragazzi”!!!
Sembra che un collega di Nino gli confidò che collaborava con i Servizi per la cattura del boss Bernardo Provenzano: Un parente gli racconto di alcuni viaggi dell’agente a Trapani, forse perché operava nel servizio segreto “Gladio”!!!
Nello stesso periodo un pentito (Oreste Pagano) raccontò che durante un matrimonio in Canada un suo amico (Alfonso Caruana) vi fosse presente un affiliato del clan palermitano, un certo Gaetano Scotto: secondo il Caruana, quel palermitano aveva ucciso un poliziotto perché aveva scoperto i collegamenti fra le cosche ed alcuni componenti della questura. 
Anche la moglie sapeva… e per questo venne uccisa!!! 
Nel frattempo, sul tavolo dei pm arrivarono le confidenze di un pentito (Ilardo) al colonnello Riccio: C’è un agente segreto che fa cose strane… ha la faccia da mostro ed è coinvolto nel delitto del poliziotto Agostino…
Quando il quotidiano La Repubblica scrisse del pentito Ilardo (siamo il 22 febbraio 2003), un familiare di Emanuele Piazza (collaboratore dei servizi ucciso nel ’90), si ricordò di un uomo con una malformazione alla guancia: “sì… Emanuele lo frequentava”!!!
E’ la svolta… le indagini portano a un uomo che in Regione è riuscito a fare una gran carriera, passando da usciere a funzionario e difatti da un vecchio fascicolo, si scoprono quelle sue frequentazioni con Vito Ciancimino
Provarono ad interrogarlo, ma egli morì prima a causa di un tumore!!!
Vi lascio quindi alle parole pronunciate da quel padre, a quelle sue domande, le stesse che non hanno mai ricevute risposte…  

A ogni parola corrisponde una conseguenza… ma a ogni silenzio anche!!!

Al sottoscritto piace osservare in quali modi taluni miei concittadini manifestano la propria cultura della legalità e le azioni personali per condannare tutti i comportamenti illeciti…
Vero… alcuni comportamenti quotidiani non possono che essere considerati lievi e quindi, pur conservando in se quella propria natura illegale, possiamo considerarli lievi e quindi giustificabili…
Tra questi ad esempio vi è l’acquisto di prodotti di contrabbando o si merce rubata che finisce per finanziare la criminalità organizzata; anche il semplice ricorso alle raccomandazioni, rivolgersi a quegli amici “politici” per essere assunti o far assumere un proprio caro o ancor peggio richiedere d’avanzare di carriera a prescindere dal merito… 
Altri comportamenti invece non possono che non essere considerati gravi, anzi di più… pericolosi, perché incidono sulla società civile e fanno sì che a prevalere sia la cultura dell’illegalità, la stessa che comporta una forte limitazione dei diritti dei cittadini, nel senso che essi vengono privati delle libertà fondamentali quali la sicurezza, il diritto al lavoro, la libertà di parola, in quanto si sentono costantemente minacciati… 
Ma se ciò avviene non lo si deve a causa di quelle azioni illegali, no… ciò che favorisce quei comportamenti sono i silenzi di coloro che sanno ma fanno finta di non sapere e di quanti direttamente, partecipano a quei comportamenti corruttivi, basati su tangenti, appalti, evasione, mazzette, ecc.. 
Ma d’altronde si sa, il prevalere di quei comportamenti illeciti è dovuto al fatto che essi prosperano e si diffondono dove gli stessi sono considerati normali e/o abitudinari, dove cioè possono contare sulla indifferenza e su una complicità diffusa basata sull’omertà!!! 
Il silenzio/consenso sostenuta dalla indifferenza della massa rendono sempre più forti quell’associazione mafiose perché isolano chi cerca in tutti i odi di contrastarle…
Chi governa deve saper combattere la mafia, difendere i suoi uomini impegnati in prima linea nella lotta all’illegalità e soprattutto deve saper dare il buon esempio, perché una società dominata dall’illegalità non sara mai una società libera di progredire, i quanto sarà sempre dominata dalla prepotenza di chi gestisce il potere!!!
Le parole per contare devono essere sì espresse, ma hanno bisogno di azioni concrete, affinché queste possano essere credibili e affidabili, debbono cioè godere della stima dei cittadini, perché viceversa una democrazia limitata o certamente poco funzionante, farebbe sentire il cittadino estraneo a quel concetto di “bene comune”…
Solo così si potrà vincere la paura, magari associandosi, ma provando a contrastare quel sistema illegale compiendo quanto necessario per denunciare ad alta voce coloro che si macchiano di quei reati!!!
E’ finito il tempo dei silenzi, è tempo di agire, ciascuno per la propria parte!!!

A ogni parola corrisponde una conseguenza… ma a ogni silenzio anche!!!

Al sottoscritto piace osservare in quali modi taluni miei concittadini manifestano la propria cultura della legalità e le azioni personali per condannare tutti i comportamenti illeciti…
Vero… alcuni comportamenti quotidiani non possono che essere considerati lievi e quindi, pur conservando in se quella propria natura illegale, possiamo considerarli lievi e quindi giustificabili…
Tra questi ad esempio vi è l’acquisto di prodotti di contrabbando o si merce rubata che finisce per finanziare la criminalità organizzata; anche il semplice ricorso alle raccomandazioni, rivolgersi a quegli amici “politici” per essere assunti o far assumere un proprio caro o ancor peggio richiedere d’avanzare di carriera a prescindere dal merito… 
Altri comportamenti invece non possono che non essere considerati gravi, anzi di più… pericolosi, perché incidono sulla società civile e fanno sì che a prevalere sia la cultura dell’illegalità, la stessa che comporta una forte limitazione dei diritti dei cittadini, nel senso che essi vengono privati delle libertà fondamentali quali la sicurezza, il diritto al lavoro, la libertà di parola, in quanto si sentono costantemente minacciati… 
Ma se ciò avviene non lo si deve a causa di quelle azioni illegali, no… ciò che favorisce quei comportamenti sono i silenzi di coloro che sanno ma fanno finta di non sapere e di quanti direttamente, partecipano a quei comportamenti corruttivi, basati su tangenti, appalti, evasione, mazzette, ecc.. 
Ma d’altronde si sa, il prevalere di quei comportamenti illeciti è dovuto al fatto che essi prosperano e si diffondono dove gli stessi sono considerati normali e/o abitudinari, dove cioè possono contare sulla indifferenza e su una complicità diffusa basata sull’omertà!!! 
Il silenzio/consenso sostenuta dalla indifferenza della massa rendono sempre più forti quell’associazione mafiose perché isolano chi cerca in tutti i odi di contrastarle…
Chi governa deve saper combattere la mafia, difendere i suoi uomini impegnati in prima linea nella lotta all’illegalità e soprattutto deve saper dare il buon esempio, perché una società dominata dall’illegalità non sara mai una società libera di progredire, i quanto sarà sempre dominata dalla prepotenza di chi gestisce il potere!!!
Le parole per contare devono essere sì espresse, ma hanno bisogno di azioni concrete, affinché queste possano essere credibili e affidabili, debbono cioè godere della stima dei cittadini, perché viceversa una democrazia limitata o certamente poco funzionante, farebbe sentire il cittadino estraneo a quel concetto di “bene comune”…
Solo così si potrà vincere la paura, magari associandosi, ma provando a contrastare quel sistema illegale compiendo quanto necessario per denunciare ad alta voce coloro che si macchiano di quei reati!!!
E’ finito il tempo dei silenzi, è tempo di agire, ciascuno per la propria parte!!!

Come si fa ad andare avanti, quando coloro che compiono costantemente raggiri godono delle protezioni Istituzionali???

Non so voi, ma il sottoscritto è stanco di vedere costantemente come una serie di personaggi truffaldini, ladri, condannati, etc… continuino ad operare come nulla fosse…
Già… l’impressione che si riceve è quella che a delinquere non si rischia nulla ( a meno che non si ammazzi qualcuno…), anzi viene da dire che è come se si venisse di fatto premiati!!!
E si perché i cittadini che subiscono quelle gravi iniquità, quelle ingiuste sopraffazioni, cominciano a pensare che forse è tempo di adeguarsi a quel sistema “infetto”, perché chi avrebbe dovuto difenderli ha soltanto dimostrato compiacenza per non dire che a volte è sembrato che andassero quasi a braccetto…
Alcuni minuti fa mia figlia mi ha fatto sorridere inviandomi su “whatsapp” due foto in cui vengono descritti il paradiso e l’inferno:
Il Paradiso è quel posto dove le leggi sono inglesi, la giustizia è francese, i tribunali olandesi, la polizia tedesca, la politica è svedese e l’organizzazione Svizzera. 
L’inferno viceversa è quel posto dove leggi, giustizia, tribunali, polizia, politica e tutta l’organizzazione è esclusivamente italiana!!! 
Le due descrizioni erano ovviamente accompagnate da due immagini a modello “collage”, che preferisco non pubblicare… 
Certo mi chiedevo: se qualcuno descrive il nostro paese in questo modo, forse non ha tanto torto o per meglio dire potrebbe non essere così lontano dalla realtà…
D’altronde potremmo fare un elenco di circostanze nelle quali la giustizia è stata assente o nell’essere più preciso, dove taluni suoi uomini (e/o donne) non hanno dimostrato di saper adempiere a quel loro ruolo!!! 
Perché per essere disonesti non bisogna appartenere alla categoria dei ladri, dei mafiosi o al club dei “condannati”, no… si può essere anche rispettati uomini delle istituzioni, ma quando si tratta di dover compiere il proprio dovere, ci si gira dall’altro lato, in particolare se coloro che debbono essere indagati o processati sono gli stessi soggetti dai quali si sono ricevuti negli anni, favori, regalie o ancor peggio mazzette!!!
E quindi, con un paese dove la giustizia viene soffocata dall’ingiustizia, dove il cittadino “onesto” viene sopraffatto dal disonesto, dove le richieste di sostegno vengono inevase… e dove per ottenere quella necessaria assistenza che porti finalmente a far emergere la verità, c’è bisogno di rivolgersi ai social o ai quotidiani web, affinché il risalto dato dal punto di vista mediatico, obblighi chi di dovere a interessarsi e soprattutto a far emergere quei fatti gravi di cui era – ahimè – già a conoscenza…
Ed allora ben vengano programmi televisivi di approfondimento e attualità che propongono inchieste e reportage, come anche quelle pagine social, web, freelance e liberi blogger, perché è grazie a loro se oggi molte inchieste non finiscono insabbiate… 
E sì… perché in questa nostro paese, è diventato impossibile riuscire a compiere il proprio dovere!!!

Come si fa ad andare avanti, quando coloro che compiono costantemente raggiri godono delle protezioni Istituzionali???

Non so voi, ma il sottoscritto è stanco di vedere costantemente come una serie di personaggi truffaldini, ladri, condannati, etc… continuino ad operare come nulla fosse…
Già… l’impressione che si riceve è quella che a delinquere non si rischi nulla ( a meno che non si ammazzi qualcuno…), anzi potrei aggiungere che è come se si venisse di fatto premiati!!!
Ecco perché i cittadini che subiscono oggi quelle gravi iniquità, quelle ingiuste sopraffazioni, cominciano a credere che forse sia venuto il tempo di adeguarsi a quel sistema “infetto”, perché chi avrebbe dovuto difenderli ha soltanto dimostrato compiacenza, per non dire che a volte è sembrato andasse con quel sistema colluso a braccetto…
Alcuni minuti fa mia figlia mi ha fatto sorridere inviandomi su “whatsapp” due foto in cui vengono descritti il paradiso e l’inferno:
Il Paradiso è quel posto dove le leggi sono inglesi, la giustizia è francese, i tribunali olandesi, la polizia tedesca, la politica è svedese e l’organizzazione Svizzera. 
L’inferno viceversa è quel posto dove leggi, giustizia, tribunali, polizia, politica e tutta l’organizzazione è esclusivamente italiana!!! 
Le due descrizioni erano ovviamente accompagnate da due immagini a modello “collage“, che preferisco non pubblicare… 
Certo mi chiedevo: se qualcuno descrive il nostro paese in questo modo, forse non ha tanto torto o per meglio dire potrebbe non essere così lontano dalla realtà…
D’altronde potremmo fare un elenco di circostanze nelle quali la giustizia è stata assente o nel voler essere più preciso, dove taluni suoi uomini (e/o donne) hanno dimostrato di non saper adempiere a quel loro ruolo!!! 
Perché per essere disonesti non bisogna appartenere alla categoria dei ladri, dei mafiosi o al club dei “condannati”, no… si può essere anche rispettati uomini delle istituzioni, ma quando si è trattato di dover compiere il proprio dovere, abbiamo visto come ci si è girati dall’altro lato, in particolare nei confronti di coloro che in qualità di indagati, rappresentavano quegli stessi soggetti dai quali si erano ricevuti nel corso degli anni, favori, regalie o ancor peggio mazzette!!!
E quindi, con un paese dove la giustizia viene soffocata dall’ingiustizia, dove il cittadino “onesto” viene sopraffatto dal “disonesto”, dove le richieste di sostegno vengono inevase o ancor peggio “insabbiate“, già… sembra che l’unico modo per ottenere quel necessario e celere intervento – che conduca finalmente a far emergere questa triste realtà – bisogna evidenziarla nei social o nei quotidiani web, affinché il risalto dato dal punto di vista mediatico, obblighi chi di dovere a interessarsi e soprattutto a portare alla luce, quei fatti gravissimi di cui – ahimè – era già stata informata in maniera ufficiale…
Ed allora ben vengano programmi televisivi di approfondimento ed attualità che propongono inchieste e reportage, così come quelle pagine social, web, freelance e quei “liberi” blogger, perché è grazie a loro se oggi molte notizie vengono fatte conoscere e non finiscono insabbiate… 
E sì perché sembrerà strano, ma in questa nostro paese è diventato tutto impossibile, anche riuscire a compiere il proprio dovere!!!

Il coraggio è contagioso… ma credetemi, sempre meno di quanto può esserlo la codardia!!!

Scriveva  Brecht: “Chi ai nostri giorni voglia combattere la menzogna e l’ignoranza e scrivere la verità, deve superare almeno cinque difficoltà”… 
Deve avere il coraggio di scrivere la verità, benché essa venga ovunque soffocata; l’accortezza di riconoscerla, benché venga ovunque travisata; l’arte di renderla maneggevole come un’arma; l’avvedutezza di saper scegliere coloro nelle cui mani essa diventa efficace; l’astuzia di divulgarla fra questi ultimi. 
Ovviamente quanto sopra riportato sembra ovvio per coloro che quotidianamente ricercano la verità o quantomeno fanno sì che non si coprano quelle circostanze che in molti vorrebbero non far emergere… 
Certo, è difficile andare contro il sistema, contro coloro che preferiscono piegarsi dinanzi al più forte… lottare contro quanti hanno rinunciano a combattere perché non hanno coraggio…
E già… perché ci vuole molto coraggio per dire la verità!!!
La maggior parte infatti preferisce portare avanti le ingiustizie, premiare i corruttori e i corrotti, perseguitare le persone oneste ( così tanto diversi da loro…), poiché difronte all’evidenza, quest’ultimi, vorrebbero portare avanti una giustizia per la quale non hanno mai mosso un dito…
D’altronde questi soggetti considerano verità solo ciò che fa loro comodo, circostanze che non intralcino quei loro subdoli interessi, la loro verità è legata alle cifre dell’euro, sono soggetti che mostrano a tutti “esteriormente” un atteggiamento di chi ricerca la verità… peccato però che sono proprio loro i primi a far di tutto per non farla emergere!!!
D’altro canto parliamo di persone deboli, inconsistenti, superficiali, che non avendo mai dimostrato coraggio, manifestano quei loro atteggiamenti come veri e propri adulatori, ma quanto  compiono serve a farli apparire agli occhi di quei loro “padroni o rappresentanti” come fossero veri e propri valletti, personaggi in cerca d’autore che si esprimono con situazioni generiche il più delle volte imprecise…
Ho voluto parlare di quanto sopra perché ho avuto modo stamani di assistere ad una vera e propria “commedia” nella quale –come in un teatro– erano presenti molti attori servili e altresì scadenti…
Sembravano tante scimmie che provavano a mettersi in mostra, nessuno che ascoltava le argomentazione evidenziate da opposti interlocutori, questi soggetti hanno puntato a creare esclusivamente disordine e confusione, affinché si annullasse o quantomeno non emergesse quella verità rappresentata da quei coraggiosi…
A osservare quanto stava avvenendo mi è venuto un “magone“, sì… osservandoli, ho pensato a come basti poco a certi individui per svendersi, per calpestare quella propria dignità… ma forse questi non l’hanno mai posseduta e ancor meno manifestano principi morali!!!
A volte penso di sprecare il mio tempo recandomi a certi appuntamenti… ma ripensandoci bene acquisisco sempre più la convinzione che per cambiare questo stato di cose, c’è bisogno di qualcuno che dimostri il proprio coraggio!!!
Sì… quel raro cittadino “onesto” che porti a far emergere in maniera chiara quei necessari principi di giustizia e legalità!!! 
Come…??? Semplice, rivolgendosi immediatamente a quegli uomini/donne, posti all’interno delle Procure nazionali!!!