C’è qualcuno che può dirmi dov’è lo Stato, la giustizia, la legge… già dov’era???

Alcuni giorni fa, presso il Palazzo delle Aquile Aula Consiliare del Comune di Palermo, la fondazione “Progetto legalità” insieme all’Associazione “Emanuele Piazza” hanno voluto ricordare la memoria dei caduta nella lotta contro la mafia… 
In questa prima parte desidero riportare un passaggio del Papà del poliziotto assassinato Nino Agostino e della moglie incinta…
Sono passati 30 anni ma la verità non è stata accertata, troppi silenzi da parte degli uomini dello Stato, quei servizi deviati del “Sisde”, che invece di collaborare con gli inquirenti, hanno coperto quelle informazioni con la dicitura segreti di Stato.
Così, le indagini sull’omicidio di quel poliziotto e di sua moglie, trucidati il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini, sono state ostacolate e ai magistrati non è rimasto che chiedere l’archiviazione!!!
Al funerale di Agostino e della moglie c’era Giovanni Falcone, che confidò al commissario Montalbano: “Devo la vita a questi ragazzi”!!!
Sembra che un collega di Nino gli confidò che collaborava con i Servizi per la cattura del boss Bernardo Provenzano: Un parente gli racconto di alcuni viaggi dell’agente a Trapani, forse perché operava nel servizio segreto “Gladio”!!!
Nello stesso periodo un pentito (Oreste Pagano) raccontò che durante un matrimonio in Canada un suo amico (Alfonso Caruana) vi fosse presente un affiliato del clan palermitano, un certo Gaetano Scotto: secondo il Caruana, quel palermitano aveva ucciso un poliziotto perché aveva scoperto i collegamenti fra le cosche ed alcuni componenti della questura. 
Anche la moglie sapeva… e per questo venne uccisa!!! 
Nel frattempo, sul tavolo dei pm arrivarono le confidenze di un pentito (Ilardo) al colonnello Riccio: C’è un agente segreto che fa cose strane… ha la faccia da mostro ed è coinvolto nel delitto del poliziotto Agostino…
Quando il quotidiano La Repubblica scrisse del pentito Ilardo (siamo il 22 febbraio 2003), un familiare di Emanuele Piazza (collaboratore dei servizi ucciso nel ’90), si ricordò di un uomo con una malformazione alla guancia: “sì… Emanuele lo frequentava”!!!
E’ la svolta… le indagini portano a un uomo che in Regione è riuscito a fare una gran carriera, passando da usciere a funzionario e difatti da un vecchio fascicolo, si scoprono quelle sue frequentazioni con Vito Ciancimino
Provarono ad interrogarlo, ma egli morì prima a causa di un tumore!!!
Vi lascio quindi alle parole pronunciate da quel padre, a quelle sue domande, le stesse che non hanno mai ricevute risposte…  

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