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Il Consorzio della rete fognante: a secco!!!

Sembra incredibile a dirsi… eppure è così!!!

La mia amica Romj Crocitti mi ha inviato un post nel quale spiega bene le ragioni che hanno condotto in questi lunghi anni quel depuratore a non funzionare in maniera corretta e a far si che durante l’estati si riscontrassero annualmente quei gravi e prolungati disagi, che non sto qui a descrivere…

Ed allora viene da chiedersi, ma è davvero tutta  colpa di quel depuratore in quanto tale, oppure ciò è quanto in molti ci vogliono far credere???

Tralasciando quindi i nocivi problemi dannosi per la salute e per l’ambiente, ciò che si è anche evidenziato è il ribasso immobiliare che molti di quegli appartamenti adiacenti all’impianto hanno subito e ciò soltanto perché nessuno ha fatto il proprio dovere… 

Già… come riporta la mia amica che conosce perfettamente sin dall’inizio tutta la vicenda, quel Consorzio delle rete fognante deve riscuotere  milioni di euro, in particolare proprio da quei Comuni che sversano le loro acque reflue nell’impianto, ad esempio, nel solo caso del Comune di Giardini si parla di circa 3 milioni ed uno da quello di Taormina, denaro che ovviamente i Comuni a sua volta devono ricevere dai contribuenti, ma allora viene spontaneo domandarsi ma chi sono questi contribuenti se non gli stessi cittadini???

No… queste non rappresentano quelle abituali beghe condominiali, perché nei fatti esistono parecchie posizioni debitorie con decreto ingiuntivi resi già esecutivi, ma che non sono stati mai riscossi e da quanto sopra verrebbe da pensare che su questa vicenda si è tutti responsabili, in particolare della circostanza per cui quel depuratore ancora non funzioni in maniera corretta!!!

Ma non è così, la verità è che a differenza di ciò che si potrebbe pensare, in questa storia vi è una certezza indiscutibile, quella cioè che molti condomini, abbiano negli anni versato le proprie quote alla propria amministrazione, tanto che quelle stesse somme sono state accantonate dagli amministratori a Bilancio, alla voce “fondo tassa depurazione“…

Stranamente però o per meglio dire “arbitrariamente” queste stesse somme non sono mai state di fatto versate al Comune e quindi, quei proprietari (ovviamente in buona fede…), si ritrovano loro malgrado a dover subire azioni legale e/o giudiziarie con quei Comuni che a sua volta, non ricevendo le somme, non hanno provveduto al pagamento di quanto dovuto al Consorzio per il funzionamento del Depuratore…

Ho saputo altresì dalla mia amica che le somme consegnate e poste a fondo cassa per la tassa di depurazione, non sono più oggi nella disponibilità di quei condomini; su quanto sopra mi è stato comunicato che esistono già molti esposti presentati presso le procure nazionali, ma dai quali ancora oggi non se ne saputo nulla!!!

Ma da tempo ormai mi son convinto che affinché qualcosa si “smuova” nel nostro paese, bisogna denunciare prima di tutto pubblicamente – con nomi e cognomi ben riportati in bella vista – nei media o nei social, sì… tutti quei soggetti coinvolti, in particolare i dirigenti e/o funzionari pubblici, ma anche quei referenti politici ed istituzionali e quindi successivamente far seguire le denunce formali presso le autorità di competenza… 

Ecco, soltanto a questo punto, quando cioè il clamore mediatico ha determinato gli effetti dirompenti sperati, ecco che le inchieste giudiziarie riescono a non essere più limitate o ancor peggio che quelle denunce presentate non vengono come a volte ahimè accade “insabbiate” e quei documenti fatti letteralmente sparire!!!

Soltanto così quei colpevoli verranno (debbo dire ahimè ancora oggi… forse) perseguiti, altrimenti ritengo che quanto da voi prodotto sia del tutto inutile, già… basti osservare come d’altronde anche il nostro sistema giudiziario non si dimostri perfetto e otto volte su dieci, non si ricevere mai quella giustizia a cui si pensava in buona fede di poter aspirare!!!

Sì… sono in molti a dirci denunciate, denunciate, denunciate (peraltro sono proprio coloro che durante il corso della loro vita non hanno mai compiuto un esposto…), ma  quando le denunce vengono presentate, quando tutti sanno – nessuno escluso, dalle autorità giudiziarie, fino alla più semplice appuntato delle varie caserme – in quanto in possesso dei documenti ufficiali presentati che dimostrano – senza alcun ombra di dubbio – i reati perpetrati da taluni soggetti, ecco che allora viene il dubbio che sono in molti, anche all’interno di quegli apparati, a non fare il proprio dovere, eppure cosa dire… sono lì ogni mese a prendersi – in maniera vergognosa – il proprio stipendio!!!

Ecco quindi che consiglio a questi ultimi – gli stessi che tengono in bella vista nei propri uffici istituzionali la foto del giudice Borsellino – di rimuovere quella foto o quantomeno sostituirla con questa accanto, così leggendola ogni giorno quella sua frase, chissà forse finalmente inizieranno a compiere in maniera perfetta l’incarico ricevuto, perché in concreto, ciò che finora sono andati svolgendo, perdonatemi sono e restano soltanto chiacchiere!!!

E' coerente essere in questo Paese garantisti! D'altronde basti osservare come dopo anni di processi, si venga assolti "per non aver commesso il fatto"!

Sono pienamente d’accordo con il nostro Presidente della regione siciliana, Nello Musumeci…

In un paese come il nostro, dove le contraddizioni sono all’ordine del giorni, bisogna essere a tutti i costi “garantisti“, non solo per dar merito ai valori a cui si è creduto, ma anche per confermare le proprie idee e soprattutto per difendere le persone a cui si è dato sin da subito fiducia e si è creduti ciecamente, altrimenti tutto va perso!!!

Ecco perché la vicenda sull’Assessore alla salute Ruggero Razza meriti di essere valutata in maniera più profonda e non istaurando il solito gioco delle parti, come ad esempio quello di sperare di poter prendere il posto eventualmente lasciato libero da quel proprio collega…

D’altronde di questo si tratta, già… di una vera e propria lotta per raggiungere una posizione più elevata, poi quanto merito si abbia per poterla ambire, ecco questo è tutt’altro affare, ma a molti di loro, poco o nulla interessa, loro essendo giunti lì in quella poltrona senza alcun merito (se non quello d’essere semplicemente dei raccomandati da qualcuno prima di loro) ritengono di essere nelle condizioni di poter parlare!!!  

Fa bene quindi il governatore del movimento “Diventerà Bellissima” a difendere Ruggero Razza, perché prima ancor di chiedergli di far questo sacrificio, ne conoscevano bene le capacità e chi oggi lo vorrebbe esposto alla pubblica gogna, ha certamente secondi fini che nulla centrano con il benessere della comunità o per realizzare quanto è stato loro richiesto dai propri elettori!!! 

Ecco perché a differenza di molti miei conterranei ritengo che la scelta del governatore Nello Musumeci – di rinominare Ruggero Razza assessore alla Salute della Regione Siciliana – sia opportuna e rispettosa per tutti i siciliani, come viceversa ritengo che all’interno di quel parlamento siciliano non vi siano soggetti altrettanto probi da poter gettare quella pietra contro quel loro collega!!!

Ma è soprattutto una circostanza che poi più di tutte mi da fortemente fastidio ed è vedere come quegli individui, siano gli stessi che poi, dopo aver tirato la pietra, nascondano di fatto la mano!!!

Sì… un paese di “giustizialisti” il nostro, avessero almeno il coraggio poi di andarsi a scusare, no… nemmeno questo fanno!!!

Concludo con una frase che meglio di chiunque altra si addice proprio a quei soggetti:  Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello!!!

Quando senti suonare la campana non chiederti per chi suona: essa suona anche per te!!!

Stasera mi ero ripromesso di scrivere un post sugli “ignavi” ma poi un mio caro amico di nome Carlo mi ha raccontato un esempio perfettamente calzante, ed allora eccovi qui, sotto forma di storiella quel particolare concetto: 

Attraverso il buchino del muro il topolino guardava il contadino e la moglie che stavano aprendo un pacchetto. “Che cibo ci sarà?” – si chiedeva il topolino che rimase sconvolto nel vedere che era una trappola per topi. 

Il topolino allora fece il giro della fattoria avvisando tutti: – “C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!”.

Il pollo alzò la testa e disse: “Signor Topo, capisco che è una cosa grave per lei, ma non mi riguarda. Non mi preoccupa affatto.” 

Il topolino andò dal maiale dicendogli, “C’è la trappola per topi in casa! C’è la trappola per topi in casa!” Il maiale con empatia disse: -“mi dispiace molto, Signor Topo, ma non c’è nulla che io possa fare, eccetto pregare. Ti assicuro che sarai fra le mie preghiere.

” Il topolino allora andò dalla mucca: -“C’è una trappola per topi in casa! C’è una trappola per topi in casa!” La mucca disse, “Ohh.. Sig. Topo, mi dispiace tanto per te ma a me non disturba.”

Quindi, il topolino tornò in casa, con la testa bassa, molto scoraggiato, per affrontare da solo la fatidica trappola. 

Durante la notte sentirono uno strano rumore che echeggiò per la casa, come quello di una trappola che afferra la sua preda. La moglie del contadino si alzò subito per vedere cosa avrebbe trovato nella trappola. 

Nel buio, non vide che era un serpente velenoso con la coda bloccata nella trappola. Il serpente morsicò la moglie del contadino che dovette portarla d’urgenza all’ospedale, con la febbre alta. 

Come molti sanno, nella cultura contadina, la febbre si cura con una zuppa di pollo fresco, quindi il contadino con il suo coltellone uscì nel pollaio per rifornirsi con l’ingrediente principale della zuppa. 

La malattia della moglie però non passava e così tanti amici vennero a trovarla per starle vicino. 

La casa era piena e per nutrire tutti, il contadino dovette macellare il maiale. 

Ben presto la moglie morì e tanta gente venne al suo funerale tanto che il contadino dovette macellare la mucca per offrire il pranzo a tutti. 

Il topolino dal buchino del muro guardò il tutto con grande tristezza… 

Quindi, “La prossima volta che sentite che qualcuno sta affrontando un qualche problema e pensate che non vi riguardi, ricordate che quando uno di noi viene colpito, siamo tutti a rischio. Siamo tutti coinvolti in questo viaggio chiamato vita… 

Perché prendersi cura gli uni degli altri è un modo per incoraggiarci e sostenerci a vicenda!!!

Scusate ma non sono d'accordo. Mafiosi per poter godere della protezione dello Stato, bisogna pentirsi prima di essere catturati!

Giovanni Brusca lascia il carcere, grazie a una legge che consente ai mafiosi che collaborano con la giustizia di ottenere benefici, ad iniziare dagli sconti di pena…

Una legge voluta dal giudice Falcone e se la normativa può essere considerata cinica e opportunistica, essa ha portato a importanti risultati, soprattutto ha chiarito molte di quelle pagine vuote di cui non si sapeva nulla…

Ma allora tutto si riduce ad un mero ragionamento opportunistico, tra costi e ricavi, e seppur ne comprendo in pieno i vantaggi del criminale nel tentare di riacquistare la propria libertà, viceversa non ne comprendo i reali vantaggi che lo Stato riceve ai fini processuali…

Come d’altronde non sono minimamente convinto del suo pentimento o che questo individuo abbia di fatto raccontato tutto, già… chissà se si è riservati di raccontare circostanze che avrebbero potuto tirare in ballo noti politici, gli stessi che poi negli anni, hanno sì, affinché si giungesse oggi a quella scarcerazione…

Ecco perché non sono convinto di quel pentimento, certo non ho elementi per poterlo escludere, ma come ripete spesso mia moglie, “chi nasce quadrato, non muore tondo“, ma certamente quanto in questi anni ha raccontato agli inquirenti, ha sicuramente portato a condanne eccellenti, a cui lo Stato forse non sarebbe mai giunto!!!

Comunque, anche nel caso in cui si siano ottenuti reali benefici da quel pseudo “pentimento“, il sottoscritto ritiene che nulla cambi moralmente in quei criminali, neppure il tempo trascorso all’interno di quei penitenziari!!!

D’altronde per un soggetto che si è assunto più di 150 omicidi tra cui il piccolo Di Matteo, non posso credere che all’interno di esso si sia conservata quantomeno una piccola parte buona, già… mi riferisco a quella morale!!!

Ecco perché sono in molti a parlare di  “Vergogna di Stato”, perché con questo metodo è facile essere per un periodo criminali e poi quando catturati dimostrarsi “pentiti”!!!

Non condivido nulla di questa doppia possibilità, sì… è come se essi sapessero a priori che esiste in ogni circostanza una doppia occasione, quella criminale e quella da uomini liberi!!!

Lungi da me pensare di poter anche lontanamente condividere quel pensiero criminale o qualsivoglia atto che possa minimamente ispirarsi a quei comportamenti coercitivi, ma viceversa mi sento  di potervi dire, che conoscendo la mia razionalità, difficilmente mi sarei mai pentito se avessi deciso nel corso della mia vita di fare il criminale e sicuramente ne avrei pagato le conseguenze!!!    

Ecco perché non posso credere che Brusca sia oggi pentito nel suo animo, anzi penso proprio il contrario e chissà se tra qualche anno non scopriremo quanto sia stato capace di prenderci tutti per i fondelli, se non noi… certamente questo cosiddetto “Stato quaraquaquà“!!!

E quindi, la legge va riformata! 

Mafiosi per poter godere quindi della protezione dello Stato, bisogna pentirsi prima d’essere catturati, altrimenti è troppo facile così…

Preg.ma Autorità Nazionale Anticorruzione…

Preg.ma ANAC, 

è da tempo che pensavo di scrivere questo post… perché vi è qualcosa che non mi è chiaro o forse sfugge a quei principi di legalità, con cui ormai da parecchi anni mi vado confrontando…

Ed allora mi permetto di esprimere queste personali perplessità che forse sembreranno per voi banali, ma se poi andrete ad analizzare con mente serena e soprattutto senza alcun pregiudizio di parte, potrete comprendere come l’impressione che si riceve di quell’apparato, sia di un qualcosa che non risponda perfettamente ai valori cui proprio la sua denominazione tende ad ispirarsi…

Ed allora inizio mettendo in risalto taluni problemi gestionali, gli stessi con cui quotidianamente mi ritrovo a imbattermi che evidenziano come in quella struttura non vi siano le condizioni di efficienza richieste che viceversa dovrebbero esserci…

E difatti, il primo punto che vorrei segnalare è la mancanza totale di un confronto, mi riferisco alla richiesta formale (a mezzo Pec) di un eventuale parere legale o amministrativo, riferito ovviamente ad una gara d’appalto da espletarsi; già… non si riceve mai alcuna risposta!!! 

Posso viceversa confermare che il “call center” – posto a disposizione degli utenti – solitamente risponde, ma difficilmente riesce a dare le necessarie risposte alle domande formulate, in quanto quei suoi collaboratori (certamente esterni alla Vs. struttura), si occupano principalmente di problematiche tecniche e operative del sistema e non certo delle procedure di gare d’appalto!!!

Sempre a favore dell’ANAC posso dire che – ne ho certezza in quanto ho parlato con taluni miei amici, attualmente dipendenti pubblici che si occupano di gare d’appalto all’interno di quegli Enti – che le richieste formulate da loro ufficialmente, ricevono celermente risposta, d’altronde se ciò non accadesse si limiterebbe in maniera grave il proseguo della procedura della gara d’appalto…

Non parliamo del sito “ANAC”: chi ha avuto modo di visionarlo avrà amaramente scoperto come questo non funzioni mai o quantomeno le volte che sembra procedere, cliccando nelle pagine richieste, da come risposta “in manutenzione”!!!   

Andiamo comunque ad affrontare il motivo principale per cui sto scrivendo questo post e cioè il cosiddetto “contributo in sede di gara”!!!

Prendo ad esempio in esame la mia regione, la Sicilia; come sapete il contributo varia a seconda dell’importo dei lavori e questo incide solitamente da 20 euro a 200 euro.

Se prendiamo il valore medio più basso e cioè €. 70,00 e facendo riferimento a circa 200 società, avremmo all’incirca per 26 gg di gare d’appalto ( è vero che in alcuni giorni non vi sono manifestazioni di gare d’appalto, ma in altri giorni se ne contano più di una… e quindi i valori alla fine si compensano ),  un importo di contributo medio versato di circa €. 364.000,00.  

Ma per essere più preciso ho provato a realizzare una verifica dettagliata e quindi ho preso in esame il totale gare d’appalto espletate nel mese di Aprile di quest’anno, il numero di società partecipanti ed il relativo importo versato da ciascuna, nel caso specifico risultava essere mediamente di €. 140,00.

Per cui alla fine dell’indagine, ho potuto verificare come l’importo versato all’ANAC dalle Società partecipanti ammontasse all’incirca a € 728.000 – ricordo che il dato si riferisce alla sola regione Sicilia – e se moltiplichiamo questo importo per 20 (il numero delle regioni) si arriva ad un importo mensile nazionale di circa €. 14.560.000!!!

Una gran bella cifra, ma nulla se la moltiplicate per un anno, che porta ad incredibile cifra di quasi 175 milioni di euro!!!

Vorrei far presente a quanti potrebbero obiettare sul valore medio del contributo utilizzato e cioè di €. 140,00 che nel momento in cui questa imposta risulti essere inferiore, essa viene di fatto compensata da una maggiore partecipazione delle imprese, le quali abitualmente in questi casi aumentano in maniera inversamente proporzionale e quindi meno risulta essere l’importo versato, doppio o triplo è il numero dei partecipanti!!! 

Ovviamente questo importo servirà a sostenere i costi di quella struttura ed allora rivolgendomi al suo Presidente, mi chiedevo, da quanti dipendenti è formato questo apparato???  Ed ancora, di cosa si occupano principalmente (non certo di controllare i documenti presentati dalle società, d’altronde sappiamo bene come le verifiche siano demandati direttamente agli Enti) se non di rispondere ai quesiti che vengono di volta in volta richiesti durante quei processi di gara…

E quindi, ad esclusioni delle richieste di parere formulate dagli Enti, che non saranno certamente quotidiane e sicuramente saranno di numero esiguo rispetto alle gare d’appalto compiute, di cosa si occupa principalmente quell’apparato e quante sono le pratiche analizzate in un anno???

Volendo ipotizzare una struttura che tiene conto all’incirca di 200 dipendenti (che già di per se rappresentano un numero consistente, considerato per come riportavo sopra delle poche incombenze a cui quest’ultimi dovrebbero di fatto dedicarsi), se così fosse, ponendo quale media di retribuzione all’incirca €. 5.000,00 per ciascun dipendente, avremmo costi intorno al milione di euro mensili, ma volendo essere generosi e considerato che tra essi vi siano dirigenti, funzionari e quant’altri, incremento questo ammontare salariale di un altro milione di euro a cui aggiungo altri €. 2.560.000 per costi vari e soprattutto per semplificarmi i conti!!!

Una bella cifra quindi di 4 milioni e mezzo di euro al mese ( già… chissà quante migliaia di persone indigenti si potrebbero sfamare in un solo mese, se soltanto queste somme andassero ad esempio alla Comunità di Sant’Egidio…), ma non sono queste le somme di cui vorrei discutere ( o quantomeno anche di queste mi piacerebbe conoscerne i dati…), ma no… al sottoscritto interessa principalmente parlare dei restanti 10.000.000 di euro al mese che restano, ecco di questi vorrei sapere possibilmente che fine fanno o forse debbo pensare finiscono nella nostra Agenzia delle Entrate???

D’altronde se nel vostro logo è evidenziata la frase “per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” ed essendo la vostra una di queste autorità amministrativa, ritengo che non vi siano motivi sostanziali per i quali non si possa rispondere alle sopra citate domande “innocenti” del sottoscritto…

In attesa di un vostro cortese riscontro porgo cordiali saluti. 

Non so dirvi cosa siano peggio: i padroni criminali o quei loro dipendenti servili che compiono quotidianamente azioni riprovevoli!!!

Scusate il termine così ferreo… ma “odio” la maggior parte dei dipendenti, miei connazionali, che ogni giorno stanno zitti e accettano di tutto e di più!!!

Già… sono come servi, anzi no… gli schiavi almeno quelli erano legati da catene, loro no… sono liberi eppure si comportano come cani che subiscono qualsivoglia ordine pur d’accontentare quel loro “padrone“… 

Se stessero lì… in silenzio, senza dar fastidio, ecco forse potrebbero ancor migliorare quella loro esistenza, già… quella misera vita, ma essi sono della peggior razza, perché non solo evidenziano quella propria condizione umana, da veri e propri lacchè, no… fanno anche di peggio… difatti, non appena gli viene concessa un po’ d’iniziativa da quel loro padrone, ecco che si prestano a compiere tutte quelle azione ignobili che ormai come consuetudine ci vengono portate alla luce da parte delle Procure nazionali!!!

E’ il caso di quella funivia di Stresa…

Sapevano bene che vi fossero dei malfunzionamenti nell’impianto, che era stata chiamata la manutenzione tecnica ma che non aveva risolto ed allora, invece di segnalare o ancor meglio denunciare quanto si era a conoscenza, si è preferito sottacere – per mettersi in luce e/o farsi belli con il proprio datore di lavoro e chissà anche per evitare eventuali interruzioni che avrebbero arrecato danni economici finanziari alla società a cui si era da sempre legati, ed ecco quindi la scelta di apporre una cosiddetta “forchetta” nell’impianto di risalita, con la funzione di disattivare il freno di sicurezza della cabina, motivo principale che ha condotto alla tragedia di domenica scorsa in cui sono morte 14 persone!!!

Una scelta precisa quella di disinnescare l’impianto frenante ma non solo, condivisa proprio da quei dipendenti, non una volta… ma più e più volte, quindi ben consapevoli di ciò che stavano realizzando al fine di non evidenziare i malfunzionamenti di quella funivia!!!

Si ora si parla d’ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo, di disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro ed anche di lesioni gravissime, ma la verità è che di queste circostanze il nostro paese è pieno, grazie proprio a una serie d’individui (e credetemi sono migliaia…), che ogni giorno partecipano attivamente, non solo con i loro silenzi ma soprattutto con quelle loro azioni determinate, affinché nulla di quei rischi, venga portato alla luce…

Se i ponti crollano, i viadotti collassano, i treni deragliano, le strade rimarcano materiali di scarsa qualità, i fiumi tracimano, le falde sono inquinate da prodotti chimici, farmaceutici, da raffinerie, ed ancora discariche e cave abusive, impianti di depurazione di acque reflue civili che determinano danni biologici, già potrei continuare all’infinito… perché tanto chi dovrebbe controllare è fortemente colluso con quel sistema criminale e corruttivo ed allora, se una funivia cade, è solo perché questa volta il destino ha scelto di far emergere questo come problema, ma state certi che tutti gli altri sono lì in attesa solo di venire scelti dal destino!!!

Già… potremmo considerarci come i protagonisti di quel film intitolato “Final destination“, dove vi è sempre la morte che l’insegue e decide il loro destino e a seconda di quale “strada” sceglieranno potranno vivere o morire!!!

Ma d’altronde sembra di essere qui, nel nostro bel Paese: perché… non si può dire lo stesso???

Le garazie bancarie, cosa sono e quando servono…

Si definiscono garanzie bancarie (LG, BG)

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La garanzia bancaria BG (Banca di garanzia) o LG (lettera di garanzia) viene emesso a banche o altri enti creditizi – le istituzioni finanziarie, su richiesta del mutuatario (principale) che è un obbligo scritto di pagare al creditore principale (beneficiario) in conformità con i termini dell’obbligo data dal garante la quantità di denaro su presentazione di una richiesta scritta di suo pagamento da parte del beneficiario. Per l’emissione di garanzia l’obbligato principale è pagare un risarcimento a fideiussore. 
Una garanzia bancaria non può essere revocata dal garante, e trasferito ad un’altra persona se non fornisce altrimenti.
Come regola generale, una garanzia bancaria è irrevocabile, perché non può essere revocata dalle garanzie di emissione. I diritti del beneficiario della garanzia bancaria sono riproducibili come appartenente alla rivendicazione beneficiario garante non può essere trasferita ad un’altra persona.
Un impegno unilaterale per i benefici per il destinatario a pagare una certa somma contro una richiesta scritta al beneficiario una dichiarazione del contatore socio fallimento di benefici di destinatari dei suoi obblighi derivanti dal contratto.

Nel caso di una lettera di credito, garanzia bancaria è un’organizzazione indipendente dall’obbligo della banca contratto per pagare contro fornire i documenti, ma l’essenza della garanzia è quello di garantire l’adempimento degli obblighi, cioè la garanzia di pagamento ha un ruolo nel caso di mancato adempimento degli obblighi contrattuali.

La garanzia è uno strumento che è indipendente dal contratto, quindi la banca ha ricevuto una chiamata in garanzia, deve effettuare un pagamento a prescindere dallo stato effettivo della prestazione del candidato dei suoi obblighi.
Garanzie (nel caso di importazioni di beni, lavori o servizi) sono a disposizione per fornire condizioni più favorevoli di approvvigionamento.
Avere la garanzia bancaria, il beneficiario (venditore) può fornire al capitale (l’acquirente) crediti commerciali (ritardo), aumentare la quantità o il periodo di ritardo, per dare un ulteriore sconto sui prodotti acquistati, ecc
Beneficiario (venditore) sa che il rischio di mancato pagamento del capitale (l’acquirente) per le merci (lavori, servizi) è già coperto da una garanzia bancaria.
Per la garanzia compratore è proficuo con basso costo e la disponibilità di ulteriori benefici commerciali del venditore.
La garanzia è molto flessibile e comodo strumento di finanziamento, se il venditore si impegna a utilizzare la garanzia e il pagamento differito è previsto per l’acquirente, l’acquirente può pianificare in modo indipendente gli acquisti e pagamenti al venditore, a condizione che l’ammontare del debito del compratore per il venditore non può superare l’importo della garanzia bancaria.
Per ricevere il pagamento a titolo di garanzia del venditore deve fornire alla banca emittente garantisce   un’applicazione scritta in forma libera che l’acquirente non ha adempiuto agli obblighi contrattuali.

A volte per la dichiarazione è allegata una copia delle fatture non pagate e / o documenti di trasporto che confermano spedizione della merce all’acquirente. L’autenticità della dichiarazione del venditore deve essere confermata dalla banca, in cui ha servito.

Pertanto, i fornitori stranieri chiedono di fornire una garanzia, che sarà regolato dalle leggi del paese in cui si trovano. Non è sempre conveniente per l’acquirente, in quanto è necessario per il rilascio di garanzie di coinvolgere una terza banca, che è nel paese del venditore. In questo caso è meglio rilasciare stand-by lettera di credito (simile a una garanzia bancaria), sottoposto alla norme ed usi uniformi della Camera di Commercio Internazionale.
Strumenti documentari molto versatili e flessibili consentono di ridurre non solo il rischio di pagamenti, ma anche molti altri fattori, come il rischio di default di contratto, violazione di obblighi di garanzia e teneri.
Infine ecco le forme di base e la varietà di garanzie:
1. Garanzia degli obblighi di pagamento è una garanzia delle obbligazioni del compratore di pagare l’importo concordato del contratto.
2. Garanzia del rimborso è una garanzia degli obblighi del venditore di eseguire l’anticipo versato dall’acquirente secondo i termini del suo contratto.
3. Garanzia dell’attuazione del contratto è una garanzia per aprire per la corretta esecuzione del contratto (fornitura di beni specificati nella qualità e completezza nel tempo e così via). Di solito è esposta dal 5% – 20% dall’importo del contratto.

4. Garanzia d’offerta è garanzia di prestazioni da parte dell’offerente dei suoi obblighi di gara. In genere, gli obblighi di gara sono a firmare un modulo standard e nel fornire una garanzia di buona esecuzione del contratto (di solito è esposto da 1% – 5% dell’importo del contratto).
5. Garanzia di rimborso del credito è una garanzia bancaria a favore del creditore al fine di garantire gli obblighi di restituzione del prestito da parte del mutuatario datogli dal mutuante.
6. l’esportazione di garanzia è una garanzia degli obblighi del soggetto che esegue l’importazione esente da dazio di attrezzature nel paese con l’obbligo di esportare a tempo determinato (per esempio, per la visualizzazione alla mostra, e così via).
7. garanzia di obbligazioni di investimento è una garanzia per garantire gli obblighi degli investitori meno ai suoi obblighi di investimento. Di solito è necessario, come una delle condizioni di partecipazione alla gara per l’acquisto di azioni.
Di regola, le garanzie sono rilasciati per un periodo di un (1) anno ed un (1) mese.
Rilascio della garanzia bancaria, così come tutte le conferme e le notifiche delle garanzie bancarie sono solo per SWIFT MT760.
L’attrattiva della garanzia bancaria
1.Garantire gli interessi delle controparti in vari campi.
2.Do non distogliere l’attenzione dalla circolazione delle risorse di denaro.
3.Provide l’opportunità di ricevere dalle controparti un credito commerciale garantito da atti di garanzia bancaria.
4.Being “obbligo di pagamento con riserva”, la garanzia è un prodotto più economico di un credito o di factoring.

A ricordo di mafia capitale in Sicilia…

Un “business” siciliano che sfiora i 100 milioni di euro.

E un drappello di cooperative, alcune delle quali legate ad enti ecclesiastici, pronte a spartirselo. Benvenuti nel cinico mondo degli affari costruiti sulla gestione degli immigrati. 
Un mondo sul quale l’inchiesta relativa a “Mafia Capitale” ha aperto diversi squarci.
Ciò che finora è rimasto sullo sfondo è la dimensione economica della gestione del Cara (centro di accoglienza dei richiedenti asilo) di Mineo, in provincia di Catania, uno dei più grandi d’Europa. Mentre riemergono i contatti di alcune cooperative coinvolte nel Cara con la diocesi di Roma, che nei giorni scorsi ha reagito con non poco imbarazzo.
La Notizia, documenti alla mano, è in grado di ricostruire i contorni di un “business”, cinicamente parlando, sul quale aveva messo gli occhi il ras delle cooperative rosse, Salvatore Buzzi, accusato di essere il braccio finanziario della presunta cupola guidata dall’ex Nar, Massimo Carminati. 
Ebbene, bisogna partire da una cifra: 96.907.500 euro. Si tratta del valore dell’ultimissima gara assegnata nel giugno scorso per la gestione triennale del Cara di Mineo, una struttura che ospita circa 4 mila migranti di 48 nazionalità diverse. 
A gestire l’affidamento è stato il “Calatino terra d’accoglienza”, il consorzio di comuni siciliani che ha in mano la gestione amministrativa del centro. In realtà la gara non ha fatto altro che certificare l’assegnazione del servizio al gruppo di società che dal 2012 sono sempre rimaste in campo di proroga in proroga.
La decisione finale è caduta su un raggruppamento formato dal consorzio Casa della solidarietà (sede a Roma), dal consorzio Sol. Calatino (sede a Caltagirone), dal consorzio di cooperative Sisifo (sede a Palermo), dalla Cascina global service srl (società controllata dalla cooperativa romana La Cascina), dalla Pizzarotti & c. Spa (sede a Parma) e dal comitato provinciale della Croce rossa di Catania. 
Nel gruppo a dare nell’occhio è soprattutto il consorzio Casa della Solidarietà, all’interno del quale rientra un’altra cooperativa romana piuttosto famosa che si chiama Domus Caritatis. Entrambi in passato sono stati spesso considerati come organismi dell’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di San Trifone, inserita all’interno della diocesi di Roma. Prendendo spunto da alcune intercettazioni dell’inchiesta romana, i magistrati hanno evocato una sorta di accordo tra le coop rosse di Buzzi e quelle dell’Arciconfraternita per spartirsi il business dell’accoglienza. 
Questo collegamento ha fatto andare su tutte le furie il cardinale vicario, Agostino Vallini, che due giorni fa ha chiarito di aver disposto già da tempo la chiusura dell’Arciconfraternita, “di cui è in corso la procedura di estinzione”. 

In più per Vallini “non risponde al vero che le attività svolte dalla cooperativa Domus caritatis e dal consorzio Casa della solidarietà siano riconducibili all’Arciconfraternita”. Il fatto è che qualche legame parrebbe persistere. L’Arciconfraternita, infatti, ancora oggi compare nell’elenco degli enti assistenziali riportato nel portale “Integrazione Migranti”, gestito dai ministeri del lavoro e dell’interno.

La “Notizia” ha composto il numero di telefono dell’Arciconfraternita riportato sul portale e a rispondere è stato lo sportello polifunzionale della Domus Caritatis e della Casa della libertà. L’unica spiegazione fornita di questa strana coincidenza è che “l’Arciconfraternita non è più qui”. 
Sta di fatto che la Casa della libertà è rientrata nel raggruppamento che si è aggiudicato il servizio triennale di gestione del Cara di Mineo per circa 100 milioni di euro. E chi c’era nella commissione che ha disposto l’aggiudicazione? Tra gli altri spunta fuori Luca Odevaine, anche lui finito nell’inchiesta con l’accusa di appartenere alla cupola e già vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni. Odevaine, come ha già raccontato La Notizia, risulta presidente della fondazione IntegrA/Azione, ente benefico fondato qualche anno fa da Legambiente (poi uscita in tutta fretta) e della cooperativa Abitus. 
Quest’ultima, come si apprende dal sito, svolge attività assistenziali dei centri di accoglienza gestiti dalla Domus Caritatis, cooperativa che rientra nella Casa della libertà. 
Una girandola di incroci che sembrerebbero dimostrare come uomini vicini al mondo delle coop rosse di Buzzi si muovessero in sintonia anche con consorzi e cooperative cattoliche.

Dissesto idrogeologico: Licodia Eubea, in gara i lavori di consolidamento del versante sud-ovest.

Un’area altamente vulnerabile interessata da un movimento franoso che, oltre alla stabilità delle abitazioni che si trovano a monte, mette a repentaglio anche la viabilità della sottostante Sp38II, l’arteria che, nel Catanese, collega Licodia Eubea a Mazzarrone e che prosegue verso la provincia di Ragusa. 

Nel 2015 un primo intervento ma adesso, grazie all’Ufficio contro il dissesto idrogeologico guidato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, il pendio fortemente scosceso che si trova sul versante sud-ovest del paese potrà essere definitivamente messo in sicurezza.

La Struttura commissariale diretta da Maurizio Croce ha, infatti, pubblicato la gara per affidare i lavori di consolidamento. L’importo soggetto a ribasso è di 533 mila euro e le offerte potranno essere presentate entro il prossimo 9 giugno. 

I costoni sui quali si dovrà intervenire, per una lunghezza di circa trecento metri, sono quelli che da via Duca degli Abruzzi e viale Calcide scendono giù fino alla strada, già raggiunta in passato da frammenti di roccia.

Una spia del pericolo incombente che sarà neutralizzato con reti paramassi e muri di contenimento a protezione della carreggiata della strada provinciale. 

Nella zona si trovano i ruderi del Castello Santapau, una fortezza medievale meta di escursioni. 

Le opere che stanno per partire, così come a lungo auspicato dall’amministrazione locale, potranno dunque avere riflessi positivi anche sul turismo locale, fatto soprattutto di itinerari storico naturalistici.

Congo: quanto avevo anticipato nel web prima di chiunque altro… ora pian piano sta venendo alla luce!!!

Ma guarda un po’… sembra che vi sia una svolta nelle indagini sull’uccisione dei nostri due italiani nella Repubblica Democratica del Congo, agguato commesso il 22 febbraio scorso…

Infatti, dalle indagini sta emergendo quanto avevo anticipato pochi giorni dopo in un mio post intitolato: “L’Ambasciatore Luca Attanasio e il Carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi da un vile attentato o a seguito di un omicidio premeditato???” –  http://nicola-costanzo.blogspot.com/2021/02/lambasciatore-luca-attanasio-e-il.html e difatti, se pur le indagini non si sono ancora concluse, sembra però che vi siano forti sospetti che non si sia trattato di un incidente, ma di un vero e proprio agguato da parte di una organizzazione criminale!!!

Ha dichiararlo è stato il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, che secondo quanto riportato dalla testata locale Actualité, ha parlato di responsabili precise da parte di bande criminali che hanno eseguito gli ordini di alcuni loro mentori….

Certo non sarà facile giungere a quei nomi, anche perché quest’ultimi sono a capo delle forze guerrigliere presenti nel paese ed è attraverso quelle loro violente azioni che contrastano quotidianamente il governo centrale e quindi sarà difficile che questi si piegheranno ad eventuali diktat….

Difatti, avevo concluso il mio posto dicendo: Ecco perché sono sin d’ora certo che su quanto accaduto non si saprà la verità!! Vedrete… tutto verrà insabbiato perché dietro quegli omicidi potrebbero emergere circostanze ben più ampie che non possono in alcun modo essere riportate all’opinione pubblica; prevedo quindi che quella stessa indagine sulla morte dei nostri due connazionali, verrà alla fine fatta passare per una casuale disgrazia!!!    

La verità è che nel nostro Paese si muore perché i controlli restano solo sulla carta!!!

Li chiamano incidenti… ma non lo sono affatto!!!

Basta andarsi a rivedere tutti gli incidenti di questi ultimi anni: da quelli autostradali al ponte Morarandi, passando per le infrastrutture per l’inclusione scolastica e/o per l’integrazione sociale, seguono i dissesti idrogeologi e per ultima la strage della funivia di Stresa!!!

Sì è vero, non tutto può essere previsto, ma guarda caso proprio sui cavi in acciaio esiste una precisa normativa che prevede una verifica periodica trimestrale e annuale, con controlli visivi e di laboratorio ai quali quelle particolari funi devono sottostare, ma soprattutto vanno attenzionati quei meccanismi di emergenza che dovrebbero attivarsi nel caso di mal funzionamento di qualsivoglia impianto…

Ma si sa… chi dovrebbe controllare solitamente preferisce non compiere in maniera corretta quell’incarico ricevuto, ma viceversa sono sempre precisi quando si tratta di farsi riconoscere la mezz’ora di straordinario o la festività non goduta!!!

Morire fa parte del gioco della nostra vita, ma perdere la vita per colpa di altri non è giusto e ci fa letteralmente incazzare!!!

Sì… non ci basta trovare i colpevoli, perché la vita non può mai essere riscattata con una semplice pena detentiva o economica!!!

Difatti, non ci bastava il virus, no alle disgrazie non vi è mai fine, ci si aggiunge anche l’incompetenza umana, le stesse che determinano circostanze come quelle a cui assistiamo, che portano a tragedia che con un po’ di buon senso, potevano essere evitata. 

Ora come sempre avviene si parla di “partecipazione di tutta l’Italia”, di “profondo dolore” e della “necessità di un richiamo rigoroso al rispetto di ogni norma di sicurezza per tutte le condizioni che riguardano i trasporti delle persone“!!! 

Ma va… non capisco perché ogni qualvolta che accadono circostanze tragiche come queste, si ripetono sempre le stesse frasi di circostanza…

Non sarebbe più corretto presentarsi durante un qualunque giorno dall’anno per dire agli italiani: signori e signore, miei connazionali, è tempo di essere persone perbene, serie e non continuare più per come si è finora fatto!!! E’ tempo che ciascuno cambi quelle sue abitudini, che si sbracci le maniche per migliorare questo nostro Paese, l’unico d’altronde che abbiamo e che ha necessita dell’aiuto di voi tutti!!!

Basta quindi con l’essere indifferenti, basta con i compromessi, basta con quei comportamenti negligenti, basta con l’essere codardi, ruffiani o protettori dei propri superiori anche quando essi sbagliano, basta con le collusioni, siate uomini veri e non vi nascondete più per non apparire sgradevoli o malvisti dinnanzi ai vostri stessi colleghi!!!

Basta!!! Sì… basta definitivamente con i silenzi, con le reticenze, i complotti o ancor peggio con le indolenze, perché se ieri o oggi qualcuno è morto, la colpa principalmente è vostra!!!

Provate quindi a cambiare, ma soprattutto tentate in tutti i modi di salvare il “domani”, affinché quanto finora accaduto non abbia mai più a ripetersi… e se scoprite che qualcosa non va, beh… non fate finta di niente, non giratevi dall’altra parte, ma provate finalmente a compiere il vostro dovere!!!

Una vita vedrete… ve ne sarà grata!!!

"La mafia non è invincibile"!!! Già… belle parole, peccato però che in questi lunghi anni, non si sia riusciti a debellarla!!!

“O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative”, con queste parole esordisce il Presidente Mattarella e continuando: “La mafia esiste ancora, non è stata sconfitta. È necessario tenere sempre attenzione alta e vigile da parte dello Stato”!!!

Ed allora viene spontaneo chiedersi: ma di quanto altro tempo c’è bisogno per far si che non si parli più di mafia in questo nostro paese???

Non è che forse le politiche di contrasto sia state labili o influenti ai fini di quella lotta??? 

Perché non ci si spiega come sia possibile che questa organizzazione criminale, anche durante un periodo di crisi come quello appena attraversato – causa emergenza sanitaria – abbia riacquistato credibilità e capacità finanziaria, mentre tutto il resto del paese sia andato a chiudere…

Il sottoscritto un’idea su quel fallimento ce l’ha e parte da quell’organo istituzionale chiamato “magistratura” che proprio in questi mesi ha perso credibilità dinnanzi la pubblica opinione e che ha permesso dal suo interno, d’indebolire la lotta al crimine e alla mafia…

Per poi passare alla politica e a quelle norme mai realmente attuate, come giustificare l’aver permesso – anche se solo per pochi mesi – l’apertura delle porte del carcere a soggetti con il 41-bis, giustificando quell’atto di clemenza, con la presenza del covid-19 all’interno di quei penitenziari…

E cosa dire di quei governi nazionali che in questi lunghi anni si sono alternati, incapaci di dare un reale segnale di lotta alle mafie e neppure di crescita al paese, in particolare al meridione, sempre più colpito da quelle presenze coercitive…

La verità che a nessuno interessa combattere la mafia, perché essa fa comodo a molti, in particolare proprio a quei soggetti che grazie a essa ci mangiano!!!

Come ho scritto in un mio precedente post… basterebbero poco più di sei mesi per fare scomparire la mafia e ciascun loro affiliato, ma prima di tutto serve la volontà di farlo, altrimenti staremo ancora qui a sentir cazzate da quel pulpito, ogni qualvolta si dovrà commemorare chi, a differenza di loro – realmente – la mafia l’ha combattuta in prima linea ed è il motivo per cui oggi non è più tra noi!!!

Il resto sono e restano soltanto chiacchiere e di queste – credeteci – ci siamo rotti i c….!!!  

Sembra ieri eppure sono passati 29 anni da quella giorno tragico di Capaci e ad oggi i veri protagonisti di quella strage, non sono mai emersi!!!

Già… sono passati 29 anni da quella strage di Capaci e domani si ripeterà quella consuetudine ipocrita di usare le icone di Falcone e Borsellino per fare un po’ di propaganda… sia personale da parte dei nostri uomini istituzionali (necessaria a consolidare la propria immagine dinnanzi all’opinione pubblica) che sociale per quanti aspirano ad ottenere visibilità politica per la loro prossima campagna elettorale…

Eppure ci si dovrebbe preoccupare di un periodo così tragico come quello che stiamo vivendo e non mi riferisco al covid-19… no, parlo della crisi drammatica della “magistratura” che ha evidenziato sia nel caso Palamara che per quanto concerne i corvi al Csm, di come anch’essa, baluardo di giustizia e legalità, sia stata colpita da una drammatica e devastante crisi morale!!!  

Sono d’altronde le stesse irregolarità marcate e invasive che si sono ravvisate nell’inchieste compiute sui due magistrati dopo essere stati assassinati insieme alle loro scorte…

Infatti, che fine ha fatto quell’agenda rossa o quei file spariti dal notebook personale che conteneva gli appunti del giudice Falcone necessari guarda caso per difendersi dalle accuse formulate da quel Csm…???

Un portatile acceso mentre si trovava in un locale posto sotto sequestro e con i sigilli del Ministero della Giustizia, ma tutti noi sappiamo bene che fine abbiano fatto quei nostri eroi dell’Antimafia… 

Sì vedrete, domani saranno nuovamente tutti lì a ricordarli: prima a Palermo e poi chissà a Capaci…

Condivido quanto detto dal ministro della Giustizia Marta Cartabia, ricordando la figura di Falcone: “Ha insegnato che nella lotta alla mafia non basta perseguire il singolo reato; bisogna agire su tutte le articolazioni su cui si radica il potere della mafia. Quelle sociali, quelle economiche. Quelle che oltrepassano i confini nazionali”.

Difatti ritengo sia all’estero che vada ricercata la verità storica, bisogna ripartire dalla posizione degli Usa!!! 
Quest’ultimi infatti vedevano nella politica internazionale del presidente Andreotti qualcosa da doversi interrompere, in particolare quei processi di distensione iniziati con l’avvento di Papa Woityla, politiche che si contrapponevano a qualsivoglia conflitto militare internazionale e spingevano l’allora governo italiano ad attuare nuove aperture anche nei confronti della Russia di Gorbačëv… 

Ma un nuova figura si era candidata a Presidente degli Usa, George Bush, che di lì a poco diverrà uno degli uomini più potenti del mondo, appoggiato tra l’altro da quelle industrie degli armamenti che per il sostegno finanziario dato alla sua elezione, chiedevano ora quel ritorno d’investimento attraverso nuovi conflitti mondiali, che come abbiamo avuto modo di vedere, ci sono stati e sono durati parecchi anni!!!

Ecco perché la politica estera del presidente Andreotti andava alterata, perché avrebbe di fatto compromesso quell’imperialismo americano: egli quindi, insieme a quel suo partito “Democrazia cristiana” andava bloccato!!! 

Come fare quindi affinché ciò poteva realizzarsi??? 
Semplice, compiere due stragi d’effetto…  in particolare la seconda doveva scatenare a livello mediatico un reazione deflagrante: già… la fine della Prima Repubblica con i suoi partiti tradizionali e l’avvento di un nuovo corso politico che abbiamo visto quale essere stato…

E la mafia??? Ma quale mafia, quella è stata usata per lasciare il marchio, per dire a tutti chi era stato l’artefice di quella strage, chi era stato quindi a compierla… 

Ma quelli erano semplici pecorai!!! Brusca non aveva mai preso un telecomando in vita sua, non sapeva neppure come usarlo, gli hanno fatto credere che avesse realmente premuto quel pulsante, ma sono stati altri – ben più professionisti – a farlo!!!

Ecco a cosa è servito l’ausilio dell’FBI, per dare il l’etichetta di origine a quella strage, attraverso immaginate un po’… cicche di sigaretta lasciate appositamente in quella collinetta, poi ritrovate e analizzate (mi chiedo… mentre che c’erano, perché non lasciavano quei pecorai anche il loro documento d’identità sotto qualche pietra) ma per favore…

Cosa nostra si è fatta prendere in giro e quei suoi uomini sono stati ingenui comparse!!!
Per loro è stata la fine, poiché da semplici attori sono divenuti dinnanzi agli occhi del mondo i veri criminali di quella strage, mafiosi e assassini che da tutti ora venivano e andavano colpiti per quanto avevano commesso: sì… per aver utilizzato un congegno (forse neanche funzionante…) senza neppure saperlo !!!

Mentre, della vera organizzazione non se ne saprà più nulla!!!

Già di tutti coloro che hanno realizzato lo studio e la dinamica di quell’attentato, di come si sia saputo anticipatamente di quel piano di volo coperto da Segreto di Stato e quindi di quegli apparati dello Stato deviato che hanno avvisato da Roma del suo arrivo a Palermo; ed ancora, della consegna e della predisposizione della dinamite sotto quel tratto stradale, della scelta del luogo e del momento ideale su quando compiere quell’attentato, tutte circostanze studiate in maniera precisa e dettagliata da altri, quegli stessi soggetti che in questi trent’anni non sono mai emersi!!!

Il resto si è soltanto prestato a recitare una comparsa, la stessa che ogni anno ci viene ahimè a noi tutti… riproposta!!!

La Sicilia e il ponte da realizzare sullo Stretto. Il Presidente Musumeci: «Cosa aspetta Roma a chiedere finanziamento a Ue?»

Già… verrebbe da dire: ma di cosa stanno ancora discutendo? 

Infatti, cosa aspetta ancora, il governo centrale a chiedere all’Ue il finanziamento per la costruzione del Ponte sullo Stretto?. 

Se lo chiede il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, commentando la risposta ufficiale della commissaria europea ai Trasporti, Adina-Ioana Vălean, a una interrogazione dell’eurodeputata siciliana Annalisa Tardino (Lega) sull’ipotesi di collegamento tra la Sicilia e Calabria.

Per l’esponente dell’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen, infatti, «la valutazione di un progetto sulla rete Ten-T può essere effettuata solo sulla base di una proposta concreta e matura dello Stato membro». 

Peccato che finora, come dichiara il commissario europeo, “le autorità italiane non hanno presentato alla Commissione piani concreti in merito a tale collegamento”. 

La scelta dello strumento di finanziamento per un determinato progetto dovrebbe essere decisa dall’Italia, in funzione della natura del progetto e della sua sostenibilità finanziaria». 

«Sicilia e Calabria – riprende Musumeci – sono stanche di essere considerate periferia d’Europa e per diventare centrali nell’area del Mediterraneo uno dei requisiti essenziali è il collegamento stabile tra le due sponde”. 

Continuando: “Diciamo basta a un dibattito ultrasecolare, fatto di relazioni e contro relazioni, con il solito obiettivo di rinviare la decisione alle calende greche. 

D’altronde, questa telenovela ha stancato tutti!!!

Tregua in medio oriente…

Dopo dieci giorni di conflitto, è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hamas (organizzazione politica e paramilitare palestinese).

Per fortuna l’accordo sta reggendo e nelle ultime ore non ci sono stati bombardamenti e neppure lanci di razzi e nonostante i brevi scontri di venerdì tra manifestanti palestinesi e polizia israeliana sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, in generale non sono state riscontrate violazioni dei termini dell’accordo… 

Come sempre accade nelle aree di crisi del mondo sono giunti i primi aiuti umanitari, ed anche il governo israeliano ha allentato le restrizioni imposte durante i giorni del conflitto…

11 giorni è durato il conflitto con un alto numero di morti tra i civili in particolare tra i palestinesi.

Si è perso ormai il numero delle volte in cui le due parti si siano scontrate da quel lontano 2006… ed è incredibile vedere come ancora oggi non si sia compreso che nulla potrà mai cambiare, in particolare se non si prende la decisione di mirare ad una pace duratura, dove tutti possano vivere in maniera democratica…  

La prova di forza non porterà a nulla e i due eserciti sanno bene che con le armi non ci sarà futuro, anche perché a nessuno interessa partecipare a quel conflitto, in particolare proprio a quegli stato islamici confinanti che hanno già di loro, parecchi problemi da affrontare…

Serve a poco ad Hamas o a Israele dichiarare d’aver vinto, perché la verità e che hanno perso entrambi!!!

Ringraziamo per ora il paese egiziano, capace di trovare una mediazione tra le parti e che si è assunto l’onere di vigilare sul rispetto della tregua…

Nel frattempo il bilancio del conflitto è stato di 244 vittime tra cui ahimè 67 bambini, che hanno avuto quale unica colpa quella di nascere in un territorio da sempre ostile!!!  

Proteggi te e i nonni!!!

Nuova iniziativa della Regione Siciliana per dare un ulteriore impulso alla campagna vaccinale nell’Isola. 

Da venerdì 21 a domenica 23 maggio, in tutti gli Hub provinciali, sarà attuato il progetto “Proteggi te e i nonni”: destinatari gli ultra 80enni ed i loro accompagnatori (anche più di uno) over 18, non necessariamente legati da un vincolo di parentela. 

Sarà consentito l’ingresso senza prenotazione, con una corsia riservata per ridurre i tempi di attesa. Per gli accompagnatori verranno utilizzati, previa adesione volontaria, vaccini a vettore adenovirale.

Distrazioni, aridità e accidia, non solo nella preghiera, ma in tutto ciò che facciamo!!!

La distrazione che ci prende quando vorremmo cominciare a pregare, ma la mente inizia a viaggiare per conto suo, “la preghiera convive spesso con la distrazione. Infatti, la mente umana fatica a soffermarsi a lungo su un solo pensiero.” 

Ovviamente questo non riguarda solo il pregare, ogni cosa ha bisogno della giusta concentrazione, come lo studio; è una disciplina mentale e nel Vangelo viene dato un consiglio, quello di essere sempre vigili: “Gesù richiama i discepoli al dovere di una vita sobria, guidata dal pensiero che prima o poi Lui ritornerà […] Non conoscendo però il giorno e l’ora del suo ritorno, tutti i minuti della nostra vita sono preziosi. In un istante che non conosciamo risuonerà la voce del nostro Signore”, ecco perché essere sempre vigili.

Vi è poi il tempo dell’aridità, che viene descritto perfettamente dal Catechismo: “Il cuore è insensibile, senza gusto per i pensieri, i ricordi e i sentimenti anche spirituali. […]  Spesso non sappiamo bene la ragione. I maestri spirituali descrivono l’esperienza della fede come un continuo alternarsi di tempi di consolazione e di desolazione.” Ma attenzione, con un cuore spento non possiamo pregare perché non ne avvertiamo la consolazione: “il cuore dev’essere aperto e luminoso, perché entri la luce del Signore.

Ed ecco infine l’accidia, “una forma di depressione dovuta al rilassamento” che non a caso è uno dei 7 vizi capitali, da combattere. “Il vero progresso della vita spirituale non consiste nel moltiplicare le estasi, ma nell’essere capaci di perseverare in tempi difficili”, senza avere paura di chiedere a Dio perché? ricordando che “anche le nostre espressioni più dure e più amare, Egli le raccoglierà con l’amore di un padre, e le considererà come un atto di fede, come una preghiera.”

E' tempo in Sicilia di realizzare i termovalorizzatori, per liberarci definitivamente dalle discariche!!!

Sono stati individuati ben tre siti per lo stoccaggio di amianto a 25 km da Caltanissetta, Musumeci vuole costruire un termovalorizzatore nel centro della Sicilia. Praticamente vuole bruciare la ?munnizza’ di tutta la regione a casa nostra. 

Questa è l’economia circolare? Questo è il piano dei rifiuti? Noi faremo le barricate, il centro della Sicilia non si tocca”. Lo ha detto il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino a seguito della conferenza di questa mattina sul piano rifiuti durante la quale il presidente della Regione Nello Musumeci ha annunciato la realizzazione a breve di un termoutilizzatore (un moderno termovalorizzatore) privato in Sicilia. 

Liberarsi dalle discariche grazie a un costante aumento della raccolta differenziata e alla costruzione di un termoutilizzatore, forti del Piano regionale dei rifiuti, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 9 aprile. Questo l’obiettivo del governo regionale, in linea con le indicazioni dell’Unione europea, per «porre rimedio a 30 anni di guasti e di opacità politiche in tema di rifiuti e per non essere più prigionieri dell’oligopolio dei privati sugli impianti di smaltimento». 

Così il presidente della Regione, Nello Musumeci, che stamattina a Catania ha presentato il programma del governo regionale per la politica dei rifiuti, assieme all’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri, al dirigente generale Calogero Foti, e al consulente Giuseppe Pollicino.  

«Nel 2035, secondo quanto stabiliscono le norme nazionali che recepiscono la Direttiva europea – ha detto Musumeci – i flussi di rifiuti devono prevedere il 65 per cento di riciclo e il 30 per cento da inviare al termoutilizzatore, perché l’indifferenziato non potrà più andare in discarica.

Ecco perché in Sicilia, entro 10 anni, dobbiamo cancellare la cultura delle discariche. La soluzione per la parte non recuperabile rimane il termoutilizzatore, come avviene in tanti Paesi civili. In Italia – ha aggiunto il governatore – ne sono presenti ben 37 e il governo Conte 1 ci chiedeva di realizzarne almeno due. 

Nei prossimi giorni sarà pubblicato l’avviso per raccogliere eventuali manifestazioni di interesse. Nel frattempo – ha sottolineato Musumeci – non ci stancheremo di lavorare per incrementare l’impiantistica pubblica, a cui abbiamo destinato 250 milioni di euro per i prossimi anni. 

Alcune Srr hanno risposto alle nostre sollecitazioni, altre non hanno ritenuto di farlo e, per questo, abbiamo dovuto nominare un Commissario, il direttore generale del Dipartimento tecnico regionale, Salvatore Lizzio. 

Sono stati già aperti impianti pubblici, altri lo saranno l’anno prossimo, altri ancora ne progetteremo nelle prossime settimane, tutto con poteri ordinari. Il nostro piano si allinea alle migliori prospettive della politica ambientale europea». 

Nel gennaio 2018 la raccolta differenziata nei Comuni siciliani era ferma al 22 per cento, a fronte di un obiettivo minimo previsto dalla legge del 65 per cento. «In tre anni – ha spiegato Musumeci – siamo arrivati al 42 per cento grazie all’impegno dei sindaci e al senso civico dei cittadini. Oggi saremmo oltre il 60 per cento se le tre Città metropolitane (Palermo, Catania e Messina) non orbitassero su percentuali ben inferiori al 35 per cento, vanificando lo sforzo di quelle realtà in cui si arriva anche al 75 per cento. Sono 162 i Comuni siciliani ad avere raddoppiato la raccolta differenziata arrivando a oltre il 65 per cento, enti virtuosi che ci hanno permesso di ridurre del 30 per cento il conferimento dei rifiuti in discarica, ovvero 1 milione e 200 mila tonnellate in meno. In Sicilia abbiamo conteggiato 511 discariche esauste o non classificate, su cui abbiamo avviato un’indagine per la “caratterizzazione” affidata all’INGV per capire se sono potenzialmente inquinanti: stiamo avviando la procedura per la chiusura delle prime 250».

«Io e il mio dipartimento – ha aggiunto l’assessore Daniela Baglieri – stiamo lavorando senza sosta per uscire dall’emergenza rifiuti e consentire di far risparmiare i siciliani. Ogni anno un cittadino dell’Unione europea genera in media 500 chili di rifiuti, di cui più della metà viene smaltita in discarica. Numeri impressionanti che non possiamo più sostenere, sia dal punto di vista ambientale che economico. Non è – ha concluso l’assessore all’Energia – un obiettivo utopistico ma lo raggiungeremo solo con la collaborazione dei vari soggetti istituzionali coinvolti».

HUB Vaccinale di Acireale: L'impresa CO.GEN di Catania, compie in 2 settimana il miracolo richiesto!!!

Da sempre una struttura importante quella di Acireale che verrà utilizzata ora quale Hub Vaccinale “Covid-19“!!!

La struttura posta alle porte della cittadina di Acireale, doveva rappresentare un centro sportivo, ma negli anni ha mutato quella sua funzione, per divenire centro fieristico e/o sede di eventi musicali, già… come non ricordare quel concerto dal vivo del cantante “Ultimo” che  riempi più di due anni fa, le gradinate di questo palazzetto… 
In questi ultimi anni quel suo mancato utilizzo – a seguito anche dell’emergenza sanitaria sopravvenuta – ha determinato il degrado dello stesso, sia per quanto concerne quelle manutenzioni che una struttura così importante ha costantemente necessità, ma ahimè per causa anche degli atti vandalici compiuti da abituali delinquenti che con le loro azioni hanno prodotto gravi danni non solo alle opere civili, ma soprattutto agli impianti tecnici… 
Ecco perché non tutti i mali vengono per nuocere… 
Difatti, grazie al dipartimento regionale di Protezione civile con il supporto di vari uffici del Comune di Acireale e su richiesta dell’ufficio del commissario “ad acta” nell’ambito dell’emergenza Covid, retto dal dott. Giuseppe Liberti, si è riusciti a  trasformare quella struttura sportiva in un Hub per vaccinazioni, mutando – temporaneamente – quella propria connotazione sportiva per un uso emergenziale sanitario contro quel virus “covid-19”. 

Di questo miracolo va innanzitutto ringraziata un’impresa siciliana, la “CO.GEN – Costruzioni Generali S.r.l.” di Catania, che – a differenza di quanto solitamente viene riportato negativamente in quei noti social network sulla cosiddetta “rilassata” esecuzione dei tempi di lavoro delle nostre imprese, poste solitamente a paragone con quelle “ultra-celeri” cinesi – ebbene, questa volta bisogna ricredersi, perché in due settimane l’impresa è riuscita a portare a compimento i lavori commissionati! 

Oggi infatti alle ore 18 avrà luogo l’inaugurazione dell’hub vaccinale, a cui va ricordato, verranno affiancate le postazioni “drive through” poste nell’adiacente Stadio a cui ci si potrà recare in auto, per effettuare il tampone naso-faringeo per la ricerca del “COVID-19”. Sarà il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci presente a tagliare il nastro della struttura, accompagnato dal sindaco Stefano Alì, il quale ha reso noto che la struttura sarà operativa a partire da martedì 18 maggio e che ha desiderato esprimere parole di ringraziamento: “un momento importante perché diamo una risposta concreta al periodo estremamente critico che stiamo attraversando. A me preme ringraziare il commissario Liberti per il proprio intervento, il dott. Maurizio Lanza, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, e l’ing. Salvatore Cocina, direttore del Dipartimento regionale di Protezione civile”. 

Mi permetto altresì di esprimere gratitudine a quanti ogni giorno, con la loro presenza, hanno permesso di dare un importante contributo tecnico, permettendo il funzionamento della struttura; mi riferisco al Resp. dei Lavori Ing. S. Granata, al Direttore dei lavori Arch. C. Biondi, al CSE Arch. Paolo Fulco, all’Assessore alle manutenzioni Ing. Salvo Grasso, ma anche ai dipendenti del Comune di Acireale che sin da subito si sono prodigati per dare il loro fattivo contributo, in particolare accompagnando i tecnici impiantisti della “Cogen” all’interno di quei passaggi sotterranei esterni e in quei tunnel interni, affinché si potessero ripristinare e mettere in perfetta funzione le linee e le condotte dell’intera struttura…

Un’area quindi che ritorna a vivere e se pur utilizzata nei prossimi mesi per esclusivi fini sanitari (d’altronde sappiamo bene quanto i rischi di contagio non siano ancora diminuiti…), l’auspicio è quello di riuscire a superare questo periodo così difficile e veder ritornare questa struttura a quel suo ruolo di aggregazione, senza snaturare quella sua primaria funzione sportiva, ma facendo sì che essa diventi nuovamente momento d’incontro tra individui con interessi comuni, culturali, fieristici o anche solo per ascoltare della buona musica… 

Perché com’è riportato nella targa posta all’interno della struttura – a ricordo dell’imprenditore Pippo Consoli – “bisogna restare sempre sognatori, se non per noi… per i nostri giovani: di ieri, di oggi, ma soprattutto di domani”!!!